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Cos è l insilato e l insilamento L'insilato è il prodotto di una tecnica di conservazione del foraggio (l'insilamento) che si realizza per acidificazione della massa vegetale ad opera di microrganismi anaerobi allo scopo d'impedire a microrganismi alteranti e potenzialmente tossici di proliferare all'interno della massa vegetale provocandone il consumo (perdita di valore nutritivo) e lo sviluppo di sostanze insalubri. L'insilamento è una tecnica molto antica che consiste nello stoccaggio della massa vegetale in particolari contenitori chiusi (i silo tradizionali) o anche, più semplici e diffusi, in silos all'aperto a forma di bunker, costituiti da piattaforme di calcestruzzo munite di muri di contenimento, ove il foraggio sminuzzato viene compattato ed infine sigillato da un telone di materiale plastico isolante dall'aria: la tecnica consente di ottenere un alimento facile da introdurre nelle razioni alimentari per l'allevamento perché appetibile e chimicamente stabile durante l'anno, sostituendo in tutto il foraggio verde (l'erba) e quello essiccato (il fieno), anche se tuttavia nell'alimentazione bovina quest'ultimo viene in parte mantenuto per ragioni fisiologiche. I silos isolando la massa dall'ambiente esterno, impediscono l'apporto di ossigeno; quello presente naturalmente all'interno della massa viene consumato nel primissimo periodo della maturazione dell'insilato da parte dei batteri aerobi presenti e dalle piante stesse. Nei primissimi giorni, infatti, si ha una fermentazione acetica aerobia che abbassa il ph fino a 4,5-5. L'acidificazione dell'ambiente del silo porta allo sviluppo dei batteri lattici che opereranno la fermentazione lattica, portando il ph a valori anche minori di 4. 2
Il principale fattore che influenza l efficienza dell insilamento e il grado di anaerobiosi raggiunto e il suo mantenimento durante la conservazione. La gestione ed allestimento del silo hanno un ruolo di rilievo nella salute degli animali e nella qualita microbiologica del latte. Il principale obiettivo e quello di ridurre gli scarti dovuti all attivita di lieviti e muffe. Il cereale più sottoposto a questa tecnica è il mais, caratterizzato da: facilità di conservazione; alta produttività per ettaro; completa meccanizzazione del ciclo colturale; facilità di inserimento nella tecnica di somministrazione unifeed. 3
CLASSIFICAZIONE Classe: Monocotyledones Famiglia: Graminaceae (Gramineae o Poaceae) Specie: Zea mays L. 4
CARATTERISTICHE MORFOLOGICHE RADICE tipo fascicolato può arrivare a più di 1 metro di profondità, ma il suo sviluppo avviene nei primi 40 cm di terreno; FUSTO o «stocco»; robusto ed eretto che arriva a 1,5 m - 2 m; FOGLIE disposte alternativamente sui lati dello stocco, larghe e allungate di forma lanceolata. Lo sviluppo è massimo al centro e si riduce verso la base e l apice; INFIORESCENZA maschile: «pennacchio» costituita da molte ramificazioni sulle quali si trovano le spighette da cui fuoriesce il polline; femminile: «spiga ascellare» o «spadice», impropriamente detta «pannocchia», spiga posta a metà altezza della pianta costituita da rachide ingrossato detto «tutolo»; SEME «cariosside», file allineate lungo tutto il tutolo. Il peso dei semi è inferiore a 100 g, colore da bianco a rosso vinato. 5
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Indicazioni per la coltivazione del Mais: o Ambiente pedologico o Ambiente climatico 7
o o Rotazione E possibile la monosuccessione dal momento che non vi è autoallelopatia, ma viene effettuata per evitare effetti negativi sulla struttura del terreno. Gestione del terreno In relazione al tipo di terreno serve attenzione alla sistemazione per consentire sgrondo delle acque in eccesso. o Semina - Scelta varietale - Epoca di semina -Densità 8
MOMENTO DELLA RACCOLTA Tutti concordano che corrisponda alla maturazione cerosa della granella, che vuol dire con percentuali di sostanza secca comprese tra il 32 e il 35%. Si spezza la pannocchia ai 2/3 e se la linea lattea è tra il 40/60 % allora è pronta. 9
FASI DELL INSILAMENTO Sfalcio Trinciatura Trasporto nel silos Compattamento nei silos Chiusura ermetica del silos 10
Falcia-trincia-caricatrice https://www.youtube.com/watch?v=xmjr5ufn4bm Il mais preventivamente tagliato dalla testata arriva all apparato di alimentazione (impaccatore) costituito da 4 rulli, in due serie, controrotanti. Passa poi al rotore a tamburo con lame oblique, al rompi-granella e al lanciatore che lo invia nel tubo di scarico che lo lancerà sul carro. 11
e TIPI DI SILOS 12
Processi Biochimici dell insilamento Fase iniziale aerobica: segue la trinciatura e lo stoccaggio in silo. Questa fase deve essere la più breve possibile per ridurre al minimo il consumo di zuccheri ed evitare un aumento eccessivo di temperatura. Fase fermentativa principale: i batteri lattici fermentano gli zuccheri del foraggio in acido lattico e acetico abbasando il ph. la durata varia da 7 a 15 giorni. Fase di stabilizzazione anaerobica: terminate le fermentazioni il silo si stabilizza in assenza di ossigeno, diminuendo cosi le attività enzimatiche. Alcune specie di batteri lattici eterofermentativi obbligati ( inoculati o presenti naturalmente) trasformano parte dell acido lattico in acido acetico, etanolo, CO 2, 1,2 propanidiolo. Fase del consumo: all apertura del silo la penetrazione dell ossigeno può stimolare lo sviluppo di organismi aerobi che danno inizio a deterioramento aerobico, uno dei maggiori problemi legati alla produzione degli insilati di mais. La stabilita dell insilato può variare da poche ore a 2-3 giorni a seconda del tipo di fermentazione e di foraggio. 13
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Fermentazione Andamento M.O. Substrato Metaboliti Acetica Inizia con la respirazione, 2-3 gg Aerobacter, Streptococcus Pentosi, cellulosa Acetico (CO 2 ) Lattica inizio graduale, ( O 2, acidità) durata 15-20 gg, finisce quando ph 4.2-3.8 Lactobacillus Zuccheri CHO solubili Lattico (acetico ed etanolo) Butirrica dopo 2-3 settimane Clostridium butyricum Zuccheri, ac. organici Butirrico (CO 2 ) Proteolitica ph > 4.5 (5.3-5.5) Clostridium Sporogenes Proteine aa. amine NH 3 15
Vantaggi e svantaggi dell INSILAMENTO rispetto alla FIENAGIONE VANTAGGI: Maggior rapidita delle operazioni di raccolta; Minori perdite di parti ad elevato valore nutritivo; Minor dipendenza dalle condizioni meteorologiche; L uso degli insilati rende possibile l adozione della tecnica dell unifeed; SVANTAGGI: Minor appetibilita per la presenza di acidi organici; Difetti qualitativi frequenti e non sempre evidenti; Maggiori difficolta nella stima delle caratteristiche nutritive 16
Il silomais è sicuramente il re dei foraggi insilati, questo, infatti, consente di ottenere più di 20 000 UF/ha. È un alimento di elevato valore nutritivo (75-80 UF/q di s.s.), appetibile ed economico. Per una vacca da latte, un buon mais è un mais con la massima energia e la massima ingestione. SS % Min 28-30 CSA %SS Min 6-7 ph* 3.6-4.2 Acidità organica % Min 5-6; max 8-10 Lattato % 60-70 Azoto ammoniacale %N tot 5 N solubile %N tot 50 etanolo Min 2 % SS Acido acetico g/kg SS 25 Acido propionico Assente o in tracce Acido butirrico Assente o in tracce 17 * In genere minore è il ph, meglio è, poiché indica l avvenuta fermentazione di tipo lattico
Qualità dell insilato Parametri Silomais buono Silomais scadente SS (%) 30-35 ph 3.5-3.8 >4.2 AMIDO (%SS) 30-35 <25 N-NH3 (%N tot) 4-8 >10 N Solubile <50 NDF (%SS) 41-51 >55 ADF (%SS) 22-27 >30 ACIDO LATTICO (%SS) ACIDO ACETICO (%SS) ACIDO BUTIRRICO (%SS) 6-10 <3 1.5-2.5 >5.5 assente o tracce >0.5 MUFFE (UFC/g) < 10 000 >100 000 TEMPERATURA ( C) 20-25 >35-40 CALORE verde oliva bruno ODORE/SAPORE gradevole, acidulo dolciastro, pungente Punteggio di qualità Metodo Flieg (1938) E basato sul contenuto di acido lattico e acidi volatili monocarbossilici Metodo modificato da Vanbelle (1981) Tiene conto anche della degradazione proteica espressa come N-NH3 (%NT) ed esprime gli acidi volatili in millequivalenti Punteggi: CARATTERI ORGANOLETTICI: Odore: acido, no butirrico, gradevole (0-14 punti) Consistenza: foglie, steli, granella (0-4 punti) Colore: bruno-verdastro, assenza di muffe (0-2 punti) PARAMETRI CHIMICI: Valutazione del contenuto in SS, ph, acidi ed azoto ammoniacale (riportati in tabella) 18
I TIPI DI MAIS UTILIZZATI PER L INSILAMENTO SONO: La PIANTA INTERA di mais insilato, che è la forma di alimentazione bovina più diffusa per soggetti da ingrasso (vitelloni) e lattifere. La PANNOCCHIA e la GRANELLA, da considerare alimenti adatti a completare la razione di lattifere o di soggetti all ingrasso, grazie al loro elevato potere energetico. Gli STOCCHI, che invece sono utilizzati come alimento di supporto per le lattifere grazie al loro elevato quantitativo di fibre. Solo nelle razze da carne, fattrici particolarmente, sono utilizzati come foraggio di base a causa delle limitate esigenze nutritive di questo tipo di animali. 19
Tre sono le componenti chiave del silomais per massimizzare la moltiplicazione batterica nel rumine: un contenuto in carboidrati fermentiscibili idoneo, non troppo alto: un eccessivo contenuto di granella, quindi di amido, provoca abbassamento del ph, diminuzione della flora cellulosolitica e minore digestione della fibra, quindi porta ad acidosi. un amido farinoso: l amido vitreo è meno digeribile di quello farinoso, quindi si rende meno disponibile per l attività della microflora ruminale e si ritrova nelle deiezioni. una digeribilità dell NDF altissima e un contenuto in lignina bassissimo: l NDF (cellulosa, emicellulose, lignina, ceneri e composti azotati cellulari) dà un idea della voluminosità e dell ingombro ruminale dell insilato. Alcuni ibridi (gamma Maïsadour Semences) sono selezionati per il loro basso ingombro nel rumine e per la loro alta percentuale in fibre digeribili, e sono caratterizzati da un basso contenuto in lignina. 20
Insilati e stato di salute degli animali Contenuto in acidi: elevate quantità senza opportuno periodo di adattamento acidosi Sostanza secca: insilati troppo umidi ridotta ingestione Metaboliti dannosi o germi patogeni: Clostridi anticaseari Listeria e Miceti tossicosi 21
Possibili alterazioni dell insilato Specie di muffe micotossine sindromi Animali sensibili Specie che si sviluppano in tutta la massa Byssochiamys, Mucor, Absidia Patulin, pirenoforolo, ac. bissoclamico Effetti neurotossici, emorragie Rhizopus - Emorragie, effetti estrogenici ed abortivi Fusarim diacetossiscirpenolo, tossina T2, neosolaniolo emorragie Bovini Cephalosporium Cefalosporina P1 Effetti estrogenici tutti Aspergillus Specie che si sviluppano solo sulla superficie di taglio Gliottosina, fumigallina Emorragie e tremori Penicillum Ac. penicillico Emorragie ed aborti Trichoderma tricodermina Effetti gastroenterotossici Galline ovaiole, bovini Bovini, suini tutti Bovini, ovini, equini Suini, equini, ovini 22
Prezzi degli Alimenti Zootecnici: Silomais Alimenti per bestiame trinciato di mais in campo (30% sostanza secca e 30% amido) per Ton Data di rilevamento Min Max ± su rilev. prec. Giovedì 1 settembre 33,50 37,50 0,00 % 2016 Giovedì 4 agosto 2016 33,50 37,50 0,00% Giovedì 28 luglio 2016 33,50 37,50 - Giovedì 3 settembre 31,00 35,00 0,00% 2015 Giovedì 20 agosto 2015 32,00 36,00-4,23% Giovedì 23 luglio 2015 34,00 37,00 0,00% Sabato 6 settembre 32,00 35,00-8,22% 2014 Sabato 23 agosto 2014 35,00 40,00-3,85% Sabato 26 luglio 2014 35,00 42,00 - Sabato 19 ottobre 2013 38,00 47,00 0,00% Sabato 14 settembre 40,00 45,00 0,00% 2013 Sabato 31 agosto 2013 40,00 45,00-23
Il silomais risulta essere tra i foraggi il più vantaggioso in termini di costo/prodotto, con un rapporto benefici-oneri nettamente positivo. Da stime storiche il costo del silomais prodotto in azienda si aggira intorno ai 0,033 euro al Kg, per arrivare ad un massimo di 0.045 euro al kg se viene acquistato da conto terzi. In entrambe le soluzioni appare comunque evidente la sua convenienza, soprattutto se la si paragona ad un insilato alternativo con un rapporto benefici-costi nettamente inferiore. Si può affermare che l insilato di mais rappresenta un ottima base alimentare sia per i ruminanti da latte che per quelli da ingrasso in relazione al suo ottimo rapporto qualità/prezzo. 24
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