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1 Centro di Documentazione Missionaria Francesco Saverio RASSEGNA STAMPA Ottobre 2014 c/o Missionari Saveriani tel. 0362/ via don Milani Desio (MI) internet: Rassegna stampa - Ottobre 2014 pag. 1

2 Sommario ARTICOLI... 3 Rivista: Cem Mondialità Ottobre Titolo: Ripartire col bucket filler Titolo: Generalizzare non è educare al genere Titolo: La debole forze messianica dell'insegnante Titolo: E' in arrivo la Buona scuola?... 4 Rivista: Missione Oggi Ottobre Titolo: Il demone nazionalista giapponese Titolo: Gaza, oltre la tregua quale pace? Titolo: Il CongoRD in cerca di pace Titolo: Attenzione alle sfide con qualche limite... 6 Rivista: Nigrizia Ottobre Titolo: Noi che abbiamo visto Ebola Titolo: L Eterno Compaoré Titolo: Spiraglio d Algeri Titolo: Le zanne del terrorismo Titolo: Il futuro dopo le sbarre Titolo: Diritto alla vita... 9 DOSSIER / INSERTI Rivista: Cem Mondialità Ottobre Titolo: Generare, genere e generazioni Rivista: Missione Oggi Ottobre Titolo: Quale cooperazione dopo il 2015? Rivista: Nigrizia Ottobre Titolo: Daniele ci precede ancora Rassegna stampa - Ottobre 2014 pag. 2

3 ARTICOLI Rivista: Cem Mondialità Ottobre Titolo: Ripartire col bucket filler Tema: Educazione Area geografica: Generale Autore: Sebi Trovato pag.: 6-7 Sintesi: Scusarsi implica ammettere una colpa e oggi nessuno ammette più di aver sbagliato. Non si scusano gli adulti, tanto meno i bambini, anche perché l'intimazione Chiedi scusa! viene usata pochissimo dai genitori. Oggi il figlio è considerato spesso un prolungamento del genitore, pertanto, se un insegnante riprende un allievo, in realtà è l'adulto che gli sta dietro a sentirsi sgridato, e che è prontissimo a fornirti motivazioni a riprova che a sbagliare è l'insegnante. Le buone maniere stanno scomparendo: un tempo un bambino doveva chiedere per piacere e per favore, si insegnava a raccogliere un oggetto caduto e, in presenza di adulti, doveva tacere ed ascoltare, mentre oggi gli viene dato prima ancora che desideri o chieda (per cui si rende inutile il dover ringraziare), gli si raccolgono le matite e, se è presente un gruppo di adulti, è lui il centro dell'attenzione e si fa di tutto per accontentarlo. Esiste una pedagogia del bucket filler, creata dallo psicologo Donald O. Clifton ( ), che, da metà '900, l'ha utilizzata per aiutare manager, insegnanti, infermieri, studenti, sacerdoti, a migliorare le proprie prestazioni sociali, seguendo le sue linee guida. Ognuno di noi deve immaginarsi con un secchio sul capo. Se è corretto e gentile con gli altri, riempie il proprio e l'altrui contenitore e si sente felice e sereno; al contrario, per ogni comportamento scorretto o egoista, svuota l'altrui ed il proprio e si sente triste e depresso. I docenti con letture, video, drammatizzazioni, questionari, liste di comportamenti, giochi e canzoni (tutto reperibile su devono insegnare ai bambini, ad esempio, come: - ottenere ed esprimere affetto mostrare rispetto ed apprezzamento per l'altro diventare altruisti esprimere i propri sentimenti in modo non distruttivo comprendere da dove nascono i sentimenti, come proteggerli e come non ferirli costruire un elenco di parole ed azioni costruttive e non prepotenti. 2. Titolo: Generalizzare non è educare al genere Tema: Educazione, psicologia Area geografica: Generale Autore: Sara Ferrari pag.: 8-9 Sintesi: Nella Grecia antica alle donne, a meno che fossero sacerdotesse, non era consentito entrare nei templi: la grande democrazia ateniese non era per tutti. Questa e tante altre storie andrebbero riviste con occhio critico. I docenti dovrebbero avere un ruolo attivo e consapevole, rileggere i libri della tradizione, smontarne la visione maschilista che relega maschi in ruoli d'azione e di potere e femmine in ruoli familiari o di comparse. La scuola deve proporre altri modelli di ruoli e fornire gli strumenti adatti a demolire stereotipi e sviluppare pensiero critico. Dobbiamo abituare a ragionare sulla relazione, sui vissuti, sui sentimenti, sulle paure e desideri e, forse per primi, sui pregiudizi. Rassegna stampa - Ottobre 2014 pag. 3

4 Rivista: Cem Mondialità Ottobre Titolo: La debole forze messianica dell'insegnante Tema: Educazione, storia Area geografica: Generale Autore: Stefano Curci pag.: Sintesi: Gli insegnanti cercano di stabilire un rapporto con testi e storie del passato e di renderle significanti per gli studenti di oggi. In capo a loro e al loro impegno spiegare che i vinti di ieri, coloro che sono stati sacrificati al corso storico, possono essere in parte riscattati nel ricordo di chi ne rievoca la vicenda. Quando cerchiamo di mediare la grande eredità del nostro passato culturale ai nostri studenti, cerchiamo di far passare l'idea che nessuno è un cominciamento assoluto e può permettersi di disprezzare il nostro lascito culturale in nome della dittatura del presente e del nuovismo a tutti i costi. Senza un corretto rapporto con la nostra tradizione culturale si insegnerebbero solo formule tecniche in stile problem-solving al presente. La forza messianica che gli insegnanti hanno, in virtù del loro legame con la tradizione, è debole non solo per umani limiti ontologici, ma anche perché remano contro vari fattori culturali come il nichilismo e il relativismo dominanti, che svuotano di significato qualsiasi affermazione di verità forte e strutturata; ma anche fattori contingenti come il progressivo depauperamento del significato della figura dell'insegnante a cui si assiste quotidianamente. Per molti il maestro è stato sostituito dall'allenatore e dal tecnico, come la pedagogia è stata sostituita dalla scienza dell'educazione, depauperandola da visioni antropologiche. Scrive giustamente Massimo Borghesi che il vero maestro non può astrarre dalla comunicazione esistenziale. L'educazione mediante la tradizione diviene verifica del rapporto tra passato e presente ( ), il maestro è implicato nei nodi fondamentali della tradizione, nelle domande e risposte che provengono dal passato, nella loro corrispondenza o meno alle esigenze fondamentali dell'io. 4. Titolo: E' in arrivo la Buona scuola? Tema: Istruzione Area geografica: Europa / Italia Autore: Aluisi Tosolini pag. 12 Sintesi: Il progetto La buona scuola lanciato dal premier e della ministra dell'istruzione è un documento ampio, largamente condivisibile che, se realizzato, promette di cambiare in modo radicale la scuola italiana. Ma ci riusciranno, Renzi e Giannini? Il mondo della scuola viene da almeno 25 anni di promesse mancate, di delusioni cocenti, di grandi parole e pochissimi fatti. La ministra della Pubblica Amministrazione Madia, il giorno stesso in cui è stato presentato in pompa magna il piano la Buona scuola, ha comunicato che per il quinto anno consecutivo gli stipendi dei dipendenti pubblici saranno congelati: un paradosso della comunicazione politica. E quale delle due affermazioni sia più vera e facilmente realizzabile (la promessa della Buona scuola o il ferma tutto che non ci sono soldi) il mondo della scuola lo sa da anni. Rassegna stampa - Ottobre 2014 pag. 4

5 Rivista: Missione Oggi Ottobre Titolo: Il demone nazionalista giapponese Tema: Politica internazionale Area geografica: Asia / Giappone Autore: Stefano Vecchia pag.: 7-9 Sintesi: Lo tsunami del marzo 2011 ha segnato una frattura in Giappone, minandone la sicurezza e diffondendo un profondo senso di disagio e di instabilità. La volontà di ripresa sembra però passare oggi non solo attraverso la politica e l economia, ma anche attraverso il nazionalismo, la rinuncia al pacifismo e la ricerca di un prestigio internazionale ottenuto con il riarmo. Nonostante gli USA abbiano mantenuto nell arcipelago nipponico militari e numerose basi aeree e navali, i giapponesi si appellano alla necessità di contenere le mire cinesi sui mari e di proteggere le loro isole per ridefinire il ruolo militare del Paese. La Chiesa cattolica non ha esitato a palesare le proprie preoccupazioni, ribadendo, contro le tentazioni militaristiche, come il pacifismo giapponese sia stato dalla fine del secondo conflitto mondiale ad oggi una fonte di orgoglio per l intera umanità. 2. Titolo: Gaza, oltre la tregua quale pace? Tema: Politica internazionale Area geografica: Asia / Israele Autore: Giusy Baioni pag.: Sintesi: Non solo grazie alla presenza di molte troupes straniere, ma anche mediante la diffusione rapidissima nella rete di foto scattate con i cellulari, dell operazione Protective Edge dello Stato di Israele contro la cosiddetta Striscia di Gaza siamo stati tutti aggiornati in tempo reale. Il bilancio è pesantissimo: 50 giorni di bombardamenti intensivi, 2100 morti palestinesi, 69 israeliani, distruzioni che richiederebbero l impiego di 30 milioni di dollari e mesi di lavoro solo la rimozione delle macerie. Il 26 agosto tra l autorità palestinese di Abu Mazen (che nel controllo dei confini della Striscia e nella gestione della ricostruzione si è sostituita a Hamas) e gli israeliani è stata raggiunta una tregua, comportante l immediato cessate il fuoco e l apertura di valichi per aiuti umanitari. Alla tregua dovranno seguire una fase interlocutoria e una fase negoziale più approfondita, in cui verranno presi in considerazioni alcuni punti cruciali tuttora insoluti, quali la liberazione di detenuti politici palestinesi, la costruzione di un porto, la riapertura dell aeroporto di Gaza. Rassegna stampa - Ottobre 2014 pag. 5

6 Rivista: Missione Oggi Ottobre Titolo: Il CongoRD in cerca di pace Tema: Politica internazionale Area geografica: Africa / CongoRD Autore: Tarcisio Nardelli, Silvio Turazzi pag.: Sintesi: Durante un pellegrinaggio sulla tomba del vescovo Munzihirwa (ucciso nel 1996) a Bukavu, nel Congo RD, padre Tarcisio Nardelli, direttore del Centro missionario diocesano di Bologna, e padre Silvio Turazzi, missionario saveriano in Congo, hanno incontrato nei campi profughi del Kivu gruppi di famiglie alloggiate in tende e baracche, che sono state costrette da continui scontri armati a lasciare terre ed abitazione. Si stima che negli ultimi 20 anni i morti siano stati 7-8 milioni e che la vita media in queste condizioni di estrema miseria sia di 40/42 anni; le più colpite sono le donne, che, oltre a dover sopportare le maggiori fatiche, sono state oggetto di orribili violenze (i rapporti ufficiali denunciano stupri). Nonostante tutto, qualcosa sta cambiando: anche grazie all intervento dell ONU cresce nella popolazione il coraggio di prendere posizione, di costruire il futuro. Eppure queste vicende paiono lasciare indifferente l opinione pubblica internazionale, nonostante i conflitti locali siano strettamente legati all uscita illegale dal Paese di oro, coltan, tungsteno, petrolio. 4. Titolo: Attenzione alle sfide con qualche limite Tema: Chiesa Area geografica: Generale Autore: Giannino Piana pag.: Sintesi: In funzione del prossimo Sinodo dedicato alla famiglia è stato redatto un testo preparatorio, suddiviso in tre parti: comunicazione del Vangelo della famiglia, illustrazione della pastorale familiare, con particolare riferimento alle situazioni difficili e irregolari, questione educativa. Il punto di partenza è la concezione cristiana della famiglia, comunque valorizzata anche nelle sue componenti più generali, umane, sociali, relazionali. Divorzi, convivenze, uso di contraccettivi, unioni tra persone dello stesso sesso sono viste in rapporto con vari fattori, quali i ritmi lavorativi, il consumismo, la cultura di massa; le posizioni più nette riguardano le unioni omosessuali, che, seppur guardate con atteggiamento rispettoso, sono ritenute incompatibili con il sacramento del matrimonio. Il documento rappresenta, in sintesi, un importante base da cui partire, anche se inevitabilmente si avverte un certo divario tra le posizioni ufficiali del magistero ecclesiastico e il sentire comune degli stessi credenti, praticanti e non. Rassegna stampa - Ottobre 2014 pag. 6

7 Rivista: Nigrizia Ottobre Titolo: Noi che abbiamo visto Ebola Tema: Epidemia Area Geografica: Africa / Africa occidentale Autore: Giovanni Putoto pag.: Sintesi: L Africa occidentale sta attraversando la più grave di tutte le epidemie di ebola finora documentate. Il controllo dell epidemia in alcune aree è stata senz altro tardiva e inadeguata anche perché quella in atto è molto costosa e molto complessa da gestire. Per contrastare la malattia occorrono cospicue risorse professionali, materiali e finanziarie, oggi ancora gravemente carenti. Tuttavia oltre a questi provvedimenti occorre coinvolgere e responsabilizzare la comunità in cui si manifesta l epidemia. E necessario spiegare e ancora spiegare ciò che si sta facendo, in modo che la popolazione capisca qual è la posta in gioco. Una comunità che collabora fornisce informazioni decisive che incidono sulla strategia di contenimento dell epidemia. La comunità deve anche arrivare a comprendere la sospensione temporanea dei riti funebri secondo le modalità locali e quindi bisogna essere in grado di rispondere a tutti gli interrogativi e alle preoccupazioni della comunità per non far scattare il rifiuto. L epidemia ha colpito sistemi sanitari fragili, come quelli della Sierra Leone e della Liberia, paesi da poco usciti da lunghi conflitti civili. La sfida a breve termine è continuare a fornire servizi efficaci e sicuri. Se la popolazione fa esperienza di questo reagisce in modo determinato e così convinto che l epidemia viene controllata in modo razionale ed efficace. 2. Titolo: L Eterno Compaoré Tema: Politica Area Geografica: Africa / Burkina Faso Autore: Elio Boscaini pag.: Sintesi: Compaorè è presidente del paese africano da ben 27 anni ma ancora vuole sollecitare un altro mandato, anche se la Costituzione vieta espressamente di rieleggere il presidente per più di un mandato. Per contrastare il tentativo di modifica della Costituzione che vieta al presidente Compaoré di ripresentarsi alle elezioni, all inizio dello scorso anno è sorto un movimento che si batte con l obiettivo di far rimanere la costituzione così com è. Intanto la situazione è confusa perché il regime di Compaore sta vacillando tanto che ha dovuto fare alcune concessioni e nominare un nuovo primo ministro. Il movimento M37 e la popolazione si oppongono al tentativo di modificare la Costituzione in Parlamento. A questo punto Compaoré può ricorrere al referendum ma le forti contestazioni sociali e la posizione altamente critica della Chiesa cattolica lo rendono prudente. Tanti gli appoggi al presidente e diversificati: dal patronato ai capi tradizionali, ai tanti che temono il rischio caos. Rassegna stampa - Ottobre 2014 pag. 7

8 Rivista: Nigrizia Ottobre Titolo: Spiraglio d Algeri Tema: Conflitti Area Geografica: Africa / Mali Autore: Andrea De Giorgio pag.: Sintesi: Dopo tre anni di conflitto, per il Mali, tormentato da una guerra penosa e strisciante, si apre forse uno spiraglio di pace. Ad Algeri i rappresentanti dei principali gruppi ribelli del Nord si sono seduti al tavolo del dialogo per discutere con il governo maliano di un accordo di pace che, per la prima volta, pare vicino. Il paese rimane comunque spezzato in due perché a nord la popolazione rimane alla mercé di attacchi terroristici e di crisi alimentari mentre a sud Bamako, la capitale e il resto del paese vivono in apparente tranquillità. Lì la guerra non è mai arrivata perché l intervento della Francia ha bloccato l avanzata dei jihadisti. La pace viene chiesta a gran voce da molti paesi. Sembra che i vari gruppi stiano mettendo da parte le divergenze per cercare una soluzione. Non facile. I gruppi armati che si avvicendano al tavolo del negoziato sono fluidi e ciò non aiuta. Gli osservatori internazionali intanto hanno indicato nei principi d integrità territoriale e della laicità dello stato la linea invalicabile richiesta da Bamako. La difficoltà maggiore sta nel capire come risolvere le istanze indipendentiste tuareg, istanze che potrebbero riemergere ciclicamente. La popolazione maliana è restia a fare ulteriori concessioni ai tuareg perché resta il sospetto che dietro ai gruppi ribelli si celino velleità jihadiste. Il Sahara non può essere controllato militarmente perché troppo vasto e anche se nelle città del nord, liberate dalle truppe francesi, si respira un clima di calma apparente, le popolazioni manifestano il loro malcontento per le promesse di stabilità, non mantenute, da parte della Francia. L unica difesa rimangono i caschi blu dell Onu che sono divenuti il bersaglio preferito degli attentati suicidi. L esercito maliano è ancora troppo debole. 4. Titolo: Le zanne del terrorismo Tema: Terrorismo Area Geografica: Africa / Rd Congo Autore: François Misser pag.: Sintesi: La criminalità organizzata e i gruppi terroristici si finanziano anche con il contrabbando di avorio scambiato con armi, munizioni e cibo. Sempre più spesso i gruppi criminali prendono le armi nella savana e nelle riserve dove le guardie poche e mal pagate non possono arginare il loro strapotere. Il Parco nazionale di Garamba è uno dei luoghi più vulnerabili tanto che la popolazione di elefanti si è ridotta sensibilmente. Dai porti di paesi compiacenti l avorio parte, in gran parte, destinato alla Cina. Nel parco del Virunga fu compiuto un massacro di elefanti da parte dei gruppi ribelli che hanno messo a ferro e fuoco il Darfur e che operano ancora in Niger. Una inchiesta condotta per un anno ha fatto emergere la striscia di sangue che attraversa il bracconaggio, una filiera assai simile al traffico di droga o di diamanti e l organizzazione che si occupa della salvaguardia degli elefanti resta convinta che i terroristi somali abbiano finanziato la loro attività con il traffico d avorio attraverso il Kenya. Da molto tempo il Kenya è un luogo di transito per il contrabbando di avorio ed esiste la certezza di un legame tra i commercianti di avorio illegale e gli Al-Shabaab che potrebbero aver agito attraverso banditi. Cifre elevate attraverso questo commercio arrivano ogni anno nelle casse dei gruppi armati e il numero di elefanti diventa ogni anno più esiguo. Tutto ciò accade nonostante la vendita di avorio sia stata vietata nel 1989 in tutto il mondo. Rassegna stampa - Ottobre 2014 pag. 8

9 Rivista: Nigrizia Ottobre Titolo: Il futuro dopo le sbarre Tema: Giustizia, inserimento sociale Area Geografica: Africa / Senegal Autore: Marta Gatti pag.: Sintesi: In Senegal in alcune prigioni da anni sono cominciati progetti di recupero per i detenuti e uno dei più attivi ad opera dell ong Tostan è quello che riguarda un carcere femminile dove sono rinchiuse molte donne condannate per infanticidio. In Senegal la condanna per questo tipo di reato sono i lavori forzati a vita anche se la pena non viene mai applicata. Ma il rischio che queste donne corrono, spesso analfabete, con una scarsa conoscenza del loro corpo e dei loro diritti, è l isolamento perché una volta scontata la pena la famiglia di origine le rigetta e non posso più vedere i loro figli. Così questa ong, da anni, tiene all interno della struttura dei corsi di formazione ed è stringente vedere come queste donne che non conoscono il funzionamento del loro corpo e non hanno accesso alla contraccezione diventino consapevoli e reagiscano impegnandosi per avere un futuro diverso. All interno del carcere viene dato loro un lavoro, offrendo una prospettiva economica alla fine della pena cosicché le attività di reinserimento si sono moltiplicate nel tempo cercando di coinvolgere anche le famiglie di origine. Quando escono le detenute hanno il denaro che è il frutto del loro lavoro e questo permette loro di recuperare la fiducia della famiglia. Il desiderio dell organizzatrice del progetto è di poter attivare questi corsi all interno di tutte le prigioni. 6. Titolo: Diritto alla vita Tema: Pena di morte Area Geografica: Generale Autore: Anna Pozzi pag.: Sintesi: L Italia per rilanciare l impegno del nostro paese sulla moratoria sulla pena di morte ha invitato a parlare all Onu, la yemenita insignita del premio Nobel per la pace, attivista da molti anni per i diritti umani in un paese come il suo, dove il diritto alla vita per troppe persone non ha valore. La giornalista ha ricordato come la battaglia per l abolizione della pena di morte debba essere una battaglia comune affinché si possa ridurre il numero delle nazioni che prevedono tale pena inumana. Bisogna fare in modo che venga eliminata da ogni legislazione la pena di morte e ha ribadito che anche le religioni, compreso l Islam, possono fare molto per proteggere il diritto alla vita. Molti altri hanno portato la loro testimonianza vissuta in ambienti dove non solo la pena di morte è in vigore, ma dove spesso non sono riconosciuti e difesi neppure i diritti umani più basilari. La pena capitale viene spesso usata per controllare e intimidire la popolazione laddove povertà e ignoranza sono largamente diffuse. O come avviene in Pakistan contro le minoranze religiose. Si può però intravvedere qualche spiraglio di speranza soprattutto in Africa dove molti paesi non hanno eseguito sentenze da molti anni o si stanno avviando verso l abolizione della pena di morte. Non si può ancora abbassare la guardia perché in un mondo segnato da guerre, crisi, barbarie e violazione dei diritti umani, ribadire il diritto alla vita non è puro esercizio di retorica. Rassegna stampa - Ottobre 2014 pag. 9

10 DOSSIER / INSERTI Rivista: Cem Mondialità Ottobre 2014 Titolo: Generare, genere e generazioni Tema: Educazione, famiglia, società Area geografica: Generale Autori: Autori vari pag.: Sintesi: Secondo alcuni è necessario studiare le differenze di genere, come sostiene gran parte del movimento femminista, che vede il mondo maschile e quello femminile contrapposti, in quanto hanno modi di ragionare e vedere la realtà, oltre che diverse posizioni etiche e di potere; secondo altri bisogna ricercare e valorizzare le somiglianze e i punti in comune. Mentre la nostra lingua conosce un unico termine per designare il sesso, la lingua inglese opera una distinzione tra i termini sex e gender. Il primo è il sesso biologico, che definisce il complesso dei caratteri anatomici fisio-psicologici che distinguono i maschi dalle femmine. Il termine gender invece, è un costrutto sociale e definisce essenzialmente il complesso di ruoli, aspettative e convenzioni costruiti intorno all'identità maschile e femminile. Per questa teoria i ruoli di genere non sono modelli naturali, ma piuttosto costrutti sociali precostituiti ed imposti dalla società. Essi si differenziano all'interno delle singole culture e possono variare nel corso del tempo; i ruoli di genere non sono quindi immutabili, ma si prestano ad essere ridiscussi e ridefiniti. L'acquisizione di certi comportamenti, secondo la teoria dell'apprendimento sociale, avviene per osservazione/imitazione di modelli, per cui la prestazione di un bambino o di una bambina rispetto ad un compito assegnato è influenzata dalla percezione del compito come inappropriato al proprio genere o all'altro. Nell'interazione con i bambini, i genitori e successivamente gli educatori, inviano loro messaggi di diverso tipo inconsapevoli, preverbali, verbali che riproducono ciò che le stesse persone adulte hanno a loro volta sentito dai loro genitori/educatori. Attraverso questi messaggi il/la bambino/a si crea un'idea di se stesso, degli altri e del mondo. Sono inviti a non essere o non fare una determinata cosa attraverso aspettative stereotipate che i maschi siano forti, coraggiosi, furbi, intelligenti, solitari, aggressivi, prepotenti, mentre le femmine devono essere gentili, giudiziose, leali, fedeli, dolci, ecc. A rafforzare questi processi gioca il peso esercitato dai mezzi di comunicazione di massa, i cui messaggi stereotipici affollano i programmi destinati ai bambini e la pubblicità. Su questa base si formano gli stereotipi di genere che sopravvivono ancora e condizionano le idee di gruppi di individui, ma hanno anche conseguenze sul modo di agire e sulla società e conducono alle svariate forme di discriminazione che a tutt'oggi, nonostante la riduzione delle differenze a livello macrosociale, si possono riscontrare sia in ambito professionale che all'interno delle relazioni familiari e di coppia. Generare, genere e generazioni; Rita Roberto; pag.: 17-22, Deka Logous (10 parole). Quale etica per l'umanità? Decalogo, letteratura, cinema ed arti; Antonella Fucecchi e Antonio Nanni; pag.: Rassegna stampa - Ottobre 2014 pag. 10

11 Rivista: Missione Oggi Ottobre 2014 Titolo: Quale cooperazione dopo il 2015? Tema: Cooperazione internazionale Area geografica: Generale Autore: AA.VV. pag.: Sintesi: Tra il 2000 e il 2015 l Onu si è prefisso di raggiungere otto Obiettivi di sviluppo del millennio (OSM), volti allo sradicamento della povertà. In vista del 2015 la comunità internazionale ha individuato come traguardo per da qui al 2030 gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS). Cosa cambierà? Innanzi il punto di arrivo dei primi sarà il punto di partenza dei secondi, che inoltre includeranno come parte attiva del processo quei Paesi che negli OSM erano indicati come recettori più che come protagonisti. Dovrà anche essere ridefinito con nuovi indicatori l obiettivo, non raggiunto, della riduzione di anidride carbonica e andranno in generale ridefinite le politiche ambientali. Inoltre, poiché la crisi economica in atto ha ridotto i legami commerciali, produttivi e finanziari tra il Nord e il Sud del mondo, quest ultimo dovrà sempre più contare non tanto su investimenti o aiuti esterni, quanto su iniziative proprie, come il micro-credito e lo sviluppo comunitario/cooperativistico. In effetti, stando ai dati dell Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) i fondi stanziati per i Paesi poveri spesso hanno indirettamente alimentato la povertà, considerata da governi locali corrotti come incentivo per ricevere ulteriori aiuti. Si rende pertanto necessario anche un sistema di monitoraggio e di trasparenza, che non può essere disgiunto dal perseguimento degli OSS. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile, Vittoria Cantillo, pag.: La crisi del Nord, Marco Missaglia, pag.: La cooperazione e l ascesa del Sud, Jairo Agudelo Taborda, pag.: Le trappole del reddito medio, Vanessa Barrios Charris, pag.: La cooperazione verso il multilateralismo, Gianmarco Vassalli, pag.: Cooperazione Sud-Sud: il caso Venezuela, Ibelis Blanco, pag.: L efficacia dell aiuto allo sviluppo dopo il 2015, Gustavo Rodriguez, pag.: Rassegna stampa - Ottobre 2014 pag. 11

12 Rivista: Nigrizia Ottobre 2014 Titolo: Daniele ci precede ancora Tema: Chiesa, missione Area Geografica: Africa / Generale Autore: AA.VV. pag.: Sintesi: Nel XIX secolo in un contesto pieno di cambiamenti significativi in ogni campo, politico, sociale e tecnologico, compare Daniele Comboni che porta avanti la sua idea di missione, la sua riflessione sul futuro dell Africa partendo dalla constatazione che l evangelizzazione del continente si muoveva su iniziative insufficienti. La Chiesa non era ancora aperta alle novità del secolo e guardava con profonda preoccupazione all idea di valori sociali e di sistemi politici che non dipendono dall alto. Il Piano di Comboni parte proprio dalla presa di coscienza dell insufficienza dell evangelizzazione in Africa. Il Piano affonda le sue radici in un confronto con il mistero di Dio e con le più fertili intuizioni del suo tempo. Elabora modalità del tutto nuove partendo da una visione del mondo in cui il messaggio cristiano è ritenuto fattore determinante per la trasformazione della realtà. Una missione che parte dunque non da volontarismo ma da Dio stesso e che porta veramente verso l altro e il suo bene. Su queste fondamenta si poggia il Piano che prevede di salvare l Africa con l Africa. Gli africani non più visti come destinatari ma coprotagonisti; quindi normale progettare centri di formazione e università. La missione non si fa da soli ma come comunità; la missione africana e di tutta la Chiesa e di tutti nella Chiesa. Infine bisogna partire dall esperienza, dal vissuto, dalla condivisione dell esperienza di ciascuno che arricchisce tutti. E questa una scelta molto moderna. Tuttavia il suo Piano incontra molte resistenze, inconcepibile per la Chiesa dell epoca vedere un comitato costituito da ecclesiastici e laici, da uomini e donne assumere un ruolo centrale nella riflessione e nel coordinamento dell attività evangelizzatrice in tutto il continente africano. La struttura di fondo del Piano rimane profetica e la visione attuale. Se scegliamo come condizione di vita la condivisione anche oggi si aprono davanti nuove vie per condividere la vita e la fede Rigenerazione; Francesco Pierli; pag.: Dal Fallimento all assedio; Elio Boscaini; pag.: Immersi nella storia; Alberto Parise; pag.: Rassegna stampa - Ottobre 2014 pag. 12

(Patrick Geddes, 1919)

(Patrick Geddes, 1919) "Ogni città è in fondo una città sacra: perché un nocciolo di sentimenti religiosi è sempre rintracciabile all'origine delle sue attività e dei suoi spazi collettivi, e quindi della sua stessa esistenza,

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