Le misure di salvaguardia per gli impianti off-shore

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1 Convegno di studi La pianificazione degli spazi marittimi e delle aree costiere 9 dicembre 2010 Le misure di salvaguardia per gli impianti off-shore Marcello Mossa Verre ARPAT Fondazione LEM Livorno

2 Impianti terrestri Impianti off-shore

3 Impianti terrestri Impianti off-shore

4 Impianti off-shore Impianti terrestri Rischio industriale

5 LA NORMATIVA La regolamentazione del rischio industriale è stata avviata a livello comunitario con la Direttiva 82/501/CEE nota come Direttiva SEVESO Direttiva 96/82/CE Seveso II Direttiva 2003/105/CE Seveso III Decreto legislativo n. 334 del 1999 Decreto legislativo n. 238 del 2005

6 Impianti off-shore Impianti terrestri Rischio industriale

7 Impianti terrestri Rischio industriale Impianti off-shore Pianificazione territoriale (controllo dell urbanizzazione)

8 Impianti terrestri

9

10

11 IL RISCHIO probabilità di un incidente & magnitudo di un incidente vulnerabilità

12 IL RAPPORTO DI SICUREZZA Individuazione degli eventi incidentali possibili (analisi storica, metodi strutturati, HAZOP, etc) Stima delle probabilità di accadimento degli eventi incidentali (fault tree analysis) Valutazione delle conseguenze degli eventi incidentali (modelli matematici) Misure di prevenzione Misure di protezione Prescrizioni della Autorità Competente

13 UN DECRETO ATTUATIVO DEL DLGS 334/99 Decreto Ministeriale del 09/05/2001 Requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale per le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante.

14 UN DECRETO ATTUATIVO DEL DLGS 334/99 INPUT PROBABILITÀ CONSEGUENZE MAPPATURA VULNERABILITÀ TERRITORIALE CRITERI PER LA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE/U RBANISTICA DECISIONI: PIANI OUTPUT

15 LA MAPPATURA

16 LA VULNERABILITÀ Individuazione delle classi di vulnerabilità del territorio (In base alla tipologia degli edifici e dell indice fondiario di edificazione) A: Aree residenziali, indice fondiario di edificazione > 4,5 m 3 /m 2 ; ospedali > 25 posti letto, asili o scuole inferiori > 100 alunni; mercati o centri commerciali > 500 presenze B: Aree residenziali, indice f. edificazione 1,5-4,5 m 3 /m 2 ; ospedali, scuole inferiori; scuole superiori, università > 500 persone; mercati o centri commerciali; chiese, stadi > 100 persone; stazioni ferroviarie o porti > 1000 passeggeri/giorno C: Aree residenziali, indice f. edificazione 1-1,5 m 3 /m 2 ; scuole superiori, università; mercati o centri commerciali; chiese, stadi; stazioni ferroviarie o porti D: Aree residenziali, indice f.edificazione 0,5-1 m 3 /m 2 ; luoghi di concentrazione a frequenza mensile (mercati, cimiteri...) E: Aree residenziali, indice edificazione < 0,5 m 3 /m 2 ; insediamenti industriali F: stabilimento o zona non edificata

17 LA MATRICE DI COMPATIBILITÀ

18

19 Confronto tra le zone di danno italiane,cerchi pieni, e francesi, cerchi vuoti Lesioni irreversibili (Bandini, 2002) Confronto Rilascio tossico

20 Francia: I tempi per la sua applicazione risultano molto contenuti. Può risultare molto utile nel caso della pianificazione di emergenza. Le aree di sicurezza generate risultano molto estese; Paesi Bassi: L analisi del rischio viene svolta in modo molto accurato e include il trasporto di sostanze pericolose. Prende in considerazione l effetto sulla società attraverso l analisi del Rischio Sociale. Risulta molto oneroso da applicare (risorse, tempo) La sua applicazione risulta piuttosto rigida.

21 Impianti off-shore

22 IL TERMINALE OLT Lunghezza 288,6 m Larghezza 48,0 m Volume stoccaggio LNG m 3

23 LE PECULIARITÀ Impianto fisso ma localizzazione in mare aperto FSRU Toscana A 4 A 3 Sealine di proprietà Snam Rete Gas C 3 P 1 LTE condizioni meteo marine interferenze traffici marittimi

24 la normativa tecnica e gli standard internazionali

25 la normativa tecnica e gli standard internazionali Criteri di accettabilità del rischio

26 MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE Sistema controllo e monitoraggio del Terminale Sistema trasmissione dati e controllo remoto del Terminale da Terra Sistema di intervento di emergenza LNG Carrier ESD1- FSRU ESD 0,1,2, 3 Turret ESD - Subsea ESD Sistema di protezione passiva Sistema di raffreddamento ad acqua spruzzata Sistema antincendio a polvere chimica Sistema di vent Sistema di depressurizzazione delle linee di processo Sistema di drenaggio Sistema di scarico di emergenza delle sfere Bacini di raccolta GNL ubicati in posizioni strategiche Sistemi di rilevamento (gas, fuoco, freddo, ecc )

27 LA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE

28 LA PIANIFICAZIONE TERRITORIALE

29 LE MISURE DI SALVAGUARDIA OUTPUT - Area di interdizione (2 miglia) - Area di controllo (2-4 miglia) - Area di monitoraggio (4-8 miglia) - Nave guardiana Prescrizione NOF

30 dal NOF (Nulla Osta di Fattibilità)

31 L ISTRUTTORIA LE MISURE DI SALVAGUARDIA TECNICA Aree di danno specialisti gestore autorità

32 LE MISURE DI SALVAGUARDIA

33 LE MISURE DI SALVAGUARDIA

34 Grazie!!!

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