L orientamento ovvero una migliore percezione delle informazioni per migliori decisioni

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1 L orientamento ovvero una migliore percezione delle informazioni per migliori decisioni I buoni giocatori si contraddistinguono per la capacità di agire rapidamente ed efficacemente nelle varie situazioni di gioco. Questa competenza si fonda fra l altro su eccellenti capacità di percezione e decisionali, in ogni circostanza. Ne risulta che lo sviluppo delle capacità di percezione ed elaborazione delle informazioni non deve mai essere lasciato al caso, ma va piuttosto inserito in modo mirato e sistematico nel processo di formazione. In tal modo i giocatori acquisiscono Strategie di ricerca più efficienti (si è più rapidi nel recepire e nel riconoscere le informazioni rilevanti). Migliori capacità di riconoscere degli schemi. Valutazione più realistica della probabilità che una situazione si verifichi. Migliore capacità di anticipazione Maggiore coscienza delle diverse opportunità tattiche. I risultati delle ricerche sul cervello (neuropsicologia) ci consentono di capire in che modo si apprende, a prescindere che si tratti di imparare una lingua, un movimento complesso o una decisione tattica. Basandoci sullo stato attuale della ricerca e sulle conseguenze che essa ha nella pratica dovremmo poter elaborare una formazione più efficiente. Abbiamo integrato molti aspetti della ricerca nel presente documento, per informazioni più dettagliate si può far capo al fascicolo «L apprendimento nello sport» di W. Stadelmann. 1. Perché e come dobbiamo influenzare la motivazione a imparare L apprendimento è collegato alla percezione e alla memoria. Tutto quello che recepiamo con i sensi viene immagazzinato nel cervello e codificato sotto forma di impulsi elettrici. I segnali codificati sono interpretati e confrontati con le esperienze pregresse. L attenzione consente infine di selezionare le informazioni rilevanti (v. il fascicolo «L apprendimento nello sport», p. 6). Nell apprendimento della tattica è fondamentale che chi impara percepisca chiaramente presupposti e situazioni, li capisca e li integri. Deve comprendere il significato delle informazioni, sentirsi stimolato emotivamente e impegnarsi completamente, altrimenti l apprendimento sortirà effetti limitati. 1

2 Il modello di Nitsch (2004) mette in luce differenti condizioni che determinano la motivazione all azione : Esempio: Un allenatore vuole che la sua squadra recuperi al più presto la palla persa nella metà campo avversaria. Allo scopo assume un ruolo essenziale il comportamento degli attaccanti. Se un attaccante ha come solo e unico scopo quello di diventare il miglior marcatore del campionato, l allenatore ha poche possibilità di ottenere quello che vuole. La consegna difensiva «mettere immediatamente sotto pressione l avversario in possesso di palla» (interesse che scaturisce dall attività) rischia di risultare poco interessante per il giocatore a meno che abbia anche eccellenti qualità difensive (capacità attualizzabili), che sul piano tattico, sono necessarie per tornare immediatamente in possesso di palla (capacità richiesta) e che hanno buone possibilità di portare al risultato sperato (interesse che scaturisce dalle circostanze/conseguenze). Compito: Con l aiuto del modello di Nitsch, analizza un esempio concreto che hai vissuto recentemente e spiega come procedi o intendi procedere concretamente per essere certo che i giocatori abbiano la motivazione necessaria per apprendere. L esempio mostra quanto sia importante per l allenatore riuscire a immedesimarsi in ciascuno dei suoi giocatori per avviare al meglio i processi di apprendimento individuali. Mostrare il significato dell azione, farla sperimentare di persona, (farla) motivare. Dare consegne aperte e adattate (individualmente). Permettere di fare un gran numero di esperienze gratificanti. Cercare di instaurare un clima di apprendimento positivo. Dare dei feedback capaci di motivare. Cercare di arrivare a un sistema di valori comune fra giocatori e allenatore in merito alla qualità del gioco. 2

3 2. Ampliamento del campo di percezione e concentrazione (dove, cosa?) Nel corso di una partita un giocatore deve prendere innumerevoli decisioni, sul piano sia tattico che tecnico, e lo fa sulla base delle informazioni che recepisce. Una volta che un giocatore ha deciso per un azione è difficile dissuaderlo e la sua disponibilità a recepire nuove informazioni sarebbe in tal caso molto limitata. Durante la formazione è quindi importante fare in modo che ogni giocatore sviluppi un campo di percezione il più ampio possibile (acuire i sensi, sviluppare la visione periferica) e apprenda contemporaneamente a concentrarsi sull essenziale per poter agire efficacemente nelle situazioni di gioco più varie, sia a livello individuale sia collettivo. Acuire tutti i sensi (percezione visiva, tattile, uditiva, cinestetica). Sviluppare orientamento e percezione nello spazio, anche in condizioni facilitate (delimitare terreno e zone di gioco, modificare lo spazio, suddividerlo in ambiti individuali ). Sviluppare la visione periferica. Utilizzare delle immagini, il che ci consentirà di riconoscere più rapidamente la situazione (triangolo, losanga, piramide, etc.). I tre esempi presentati nella pagina successiva mostrano come l allenatore possa creare condizioni che sollecitano al meglio uno o più sensi e suscitare adattamenti nel cervello dei giocatori che vi fanno ricorso regolarmente. Questi esercizi possono essere facilmente integrati nella parte dedicata al riscaldamento. Esercizio per acuire la percezione visiva 3

4 Passaggi in cerchio Scopo: migliorare la percezione visiva. Descrizione: la metà dei giocatori, con un pallone a testa, formano un cerchio. I giocatori all interno del cerchio chiedono palla senza comunicare verbalmente (niente percezione acustica), la conducono per un po e la ripassano a uno dei compagni del cerchio che non ha palla. Scambiarsi i ruoli. Coaching: contatto visivo, linguaggio del corpo («dammi la palla!») Esercizio per acuire la percezione visiva e tattica Girarsi con la palla o ripassarla al compagno Scopo: migliorare la percezione visiva e tattile. Descrizione: i giocatori sono disposti su tre linee. Gli avversari della linea centrale decidono di «chiudere» sul giocatore che si offre per il passaggio o di restare a una certa distanza. Nel primo caso chi porta palla ripassa al compagno, nel secondo si gira con la palla per giocare in profondità Vietato ogni aiuto acustico da parte del compagno Coaching: voltare la testa, toccare con le mani. Esercizio per sviluppare la visione periferica A coppie, ognuno con un pallone Scopo: migliore la visione periferica. Descrizione : due giocatori si scambiano due palloni contemporaneamente, giocandone uno con i piedi, l altro con le mani. Coaching: cercare di sollevare lo sguardo e di concentrarsi soprattutto sul pallone in aria. Varianti: - Variare la distanza - Variare le forme di lancio 3. Fare il collegamento fra la percezione e la decisione (se allora ) 4

5 Come descritto in precedenza la giusta decisione e l azione adeguata presuppongono che le informazioni essenziali nella situazione concreta siano ricevute e trattate prima della decisione (concentrazione). È possibile influenzare la predisposizione a ricevere l informazione utilizzando una formulazione del tipo «se allora», che consente di focalizzare l attenzione sugli elementi determinanti per la soluzione. Esempi: Nella situazione 1:1 in difesa, se l avversario ti volge le spalle pressalo da vicino e impediscigli di girarsi con la palla. Nel raddoppio: se il tuo compagno converge al centro e lascia libera la fascia, spostati immediatamente in quella posizione passando alle sue spalle. Quando la linea difensiva sale (catena a quattro): se l avversario ha la possibilità di giocare una palla alta alle spalle della linea, ripiegare immediatamente. Una volta entrati in possesso del pallone se l avversario te lo consente gioca il primo pallone in profondità. Concretizza le tue aspettative tattiche usando formulazioni «se... allora». In allenamento crea delle situazioni in cui il giocatore possa agire sulla base della formulazione «se... allora». 4. Situazioni di base di gioco e varianti «La gara è il migliore allenamento.» Nel campo dell apprendimento della tattica la frase contiene un larga parte di verità. Il problema è che non ci sono abbastanza competizioni per consentire un processo di adattamento ottimale a livello cerebrale. D altra parte quanto non viene sollecitato regolarmente non è interiorizzato in modo durevole; il cervello agisce in base al principio «use it or lose it»: quello che si usa si sviluppa, quello che non si usa si perde (v. il fascicolo «L apprendimento nello sport», pag. 12). La cosa migliore per esercitare le principali situazioni di gioco e imparare a selezionare le informazioni chiave è integrare nell allenamento forme di gioco simili alla competizione, con varianti mirate. Allo scopo ci si può basare sul documento di Y. Débonnaire «L orientation ou une meilleure perception de l information pour de meilleures décisions. Jeux et exercices». Integra regolarmente in allenamento forme di gioco simili quelle di gara. Introduci delle varianti mirate, modificando: o tocco di palla, numero di giocatori, dimensioni e disposizione degli spazi; o la pressione temporale; o il numero di opzioni possibili; o l attrattività delle diverse opzioni. 5

6 Poni domane ai giocatori: che cosa hai percepito? Perché hai preso questa decisione? Come ti sei (vi siete) immaginata la soluzione? Cosa farai (farete) se si ripresenterà la stessa situazione? 6

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