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1 Sede c/o Casa della Cultura Via del Lavoro, Tresigallo (FE) Tel. 0533/ Fax 0533/ Protocollo c/o Comune di Copparo Via Roma, Copparo (FE) Sito WEB

2 ANALISI POTENZIALITA Territorio poco costruito e poco compromesso Facilità nel ritorno ad una maggiore naturalità Presenza di capisaldi ambientali C R ITIC ITA Rischio idraulico Qualità dell acqua Elementi naturalistici presenti ma poco utilizzati o recentemente abbandonati Scarsi collegamenti ecosistemici Sfruttamento del territorio (agricoltura intensiva) Pagina 2

3 LINEE GUIDA AMBIENTE L ambiente costituisce l elemento fondante e discriminante delle azioni inserite nel PSC e nella gestione del territorio. La matrice ambientale è la premessa imprescindibile per le decisioni pianificatorie non perché previsto dal quadro normativo ma per convinta scelta strategica. Questo significa che i nostri sei Comuni considerano l ambiente come la risorsa primaria da salvaguardare affinché diventi il motore dello sviluppo e del benessere dei propri cittadini. Pagina 3

4 Il quadro programmatico e le azioni inserite nel PSC si baseranno sulle indicazioni derivanti da Rete Ecologica, superando la modalità solitamente in uso della ricerca della compatibilità ambientale per decisioni già assunte. La Rete Ecologica rappresenta il criterio di lettura e classificazione del territorio in termini di sostenibilità ambientale e naturalistica partendo dal confronto tra stato di conservazione, potenzialità ambientale, ed uso del suolo. In un territorio apparentemente uniforme come il nostro la ricerca delle discontinuità e delle diversità costituisce la premessa fondamentale per la definizione delle potenzialità espresse o inespresse dal territorio stesso. Pagina 4

5 Con una altimetria che passa appena da -5 a +5 in 40 chilometri le piccole differenze di livello possono risultare determinanti per l uso del suolo. Su questo tema di ricerca si sono concentrate buona parte delle indagini effettuate. Sono state esaminate inoltre una grande quantità di altre informazioni di carattere climatologico, freatimetrico, geo-morfologico, podologico, ecc. In questo territorio completamente antropizzato, l azione dell uomo ha completamente modificato l ambiente e il paesaggio. L analisi consente di ricostruire lo stato ex-ante, cioè prima dell intervento massiccio dell uomo. La natura è stata addomesticata, ma torna a manifestarsi con vigore nei frammenti abbandonati o dimenticati, segnale evidente che la resilienza (capacità di rigenerazione) del territorio è ancora elevata. Di fatto la natura ha bisogno solo di se stessa, ammesso che le si possano concede le giuste opportunità di espressione. Occorre perciò definire e descrivere in termini sindinamici (come si modificano nel tempo) i diversi modelli ambientali al fine di pianificare azioni coerenti con il progetto della natura. Il metodo utilizzato supera di fatto l analisi per nodi e corridoi (sistemi lineari) per proporre il concetto di RETE ECOLOGICA TERRITORIALE (sistema zonale) Questo metodo individua e discrimina le azioni in termini di sostenibilità, poiché tutte le attività ai diversi livelli dovranno assecondare e non contrastare la potenzialità naturale del territorio. La classificazione gerarchica che viene definita da questo metodo associa ad ogni ambito, caratterizzato dal mutare delle condizioni esaminate (le discontinuità cui si accennava all inizio), un coefficiente che lo connota e che riassume in maniera sintetica il grado di salute e di fragilità del sottosistema. Dalle prime considerazioni che si possono trarre dal quadro conoscitivo si desume che il massimo beneficio in termini di rete ecologica nel nostro territorio si ottiene puntando sull agricoltura tradizionale (industrializzata) da far evolvere in conservativa. L agricoltura in questo contesto è il sistema portante dell efficienza e della non efficienza della rete ecologica. Si tratta di rendere operante la sfida della nuova PAC la quale assegna al sistema agricolo anche la conservazione della biodiversità. Occorre raggiungere un obiettivo che, oltre a salvaguardare le capacità produttive differenziando meglio le funzioni, integri la produzione agricola con la tutela delle risorse ambientali, il turismo e la conservazione dei paesaggi e renda economicamente vantaggiosi le azioni stesse rivolte al recupero e alla tutela ambientale. Pagina 5

6 Nel contesto delineato, i risultati di efficacia ed efficienza si ottengono nell'assegnare agli agricoltori e agli Enti pubblici territoriali il ruolo di "custodi" del patrimonio ambientale. Le azioni che vengono proposte alla scala del PSC, quindi hanno un contenuto di maggiore cogenza. Tra tali azioni vanno annoverate senz altro il miglioramento sia della qualità dei terreni che delle acque. Anche nella consapevolezza che il ferrarese rappresenta l anello terminale del sistema padano, occorre eliminare progressivamente le fonti di inquinamento locale per il miglioramento generale della situazione del sistema terra-acqua su cui si fonda la nostra Provincia. Anche la reintroduzione del bosco diffuso di pianura in tutte le zone interstiziali disponibili, il rimboschimento naturale dei terreni incolti di proprietà degli Enti pubblici territoriali, il recupero degli stadi seriali (cespuglietto, mantello, siepi, filari, ), il ripristino di siepi ed alberature ai bordi di strade rurali di scarso traffico (strade di campagna), hanno lo scopo di reintrodurre elementi di naturalità che sono sicuramente possibili anche senza penalizzazioni per l agricoltura industrializzata In tal modo si potrà realizzare l integrazione funzionale con la Rete Ecologica Provinciale che individua appunto buona parte del territorio come areale delle siepi e delle risaie e approfondire a scala locale (rete 2 livello) le modalità più idonee per implementare il sistema provinciale. Sarà importante al riguardo, le azioni delle Amministrazioni pubbliche locali nel definire e mettere in atto i modelli di confronto per le attività di recupero in senso naturalistico del territorio, partendo dai relitti stradali, dalle zone perifluviali, dai parchi pubblici e dalle aree verdi urbane e di rispetto stradale. La corretta impostazione dei sesti d impianto anche di piccole zone, rappresenterà un elemento innovativo ed evolutivo per la costruzione della rete ecologica del territorio. Visto il notevole interesse e le possibili aperture del mercato occorrerà valutare l inserimento anche in termini ambientali dell agricoltura no-food. Se le azioni sopra indicate possono trovare una diretta applicazione negli elaborati e nelle prescrizioni del PSC, ve ne sono altre che, ugualmente importanti e di notevoli prospettive, necessitano della costruzione di una Rete locale che supporti e traduca le ipotesi enunciate in fattori concreti di sviluppo. Questo passaggio, come più volte accennato, verrà ripreso da un nuovo Piano Strategico, che potrà approfondire e rilanciare le conclusioni cui giungerà il PSC. I sei Comuni partono comunque da una buona base di elaborazione, avendo già definito i presupposti per far decollare a scala territoriale i principi dell Agricoltura Conservativa. Questa definizione individua una modalità di coltivazione che riduce al minimo gli apporti di fattori Pagina 6

7 non naturali, nella consapevolezza che, per caratteristiche morfologiche e climatiche, il nostro territorio non è vocato per una estesa riconversione verso produzioni biologiche. Ma tale limite, ammesso che possa essere considerato tale, non deve costituire un ostacolo per l avvio di una larga intesa e alleanza per arrivare finalmente alla certificazione e al marchio di alcune delle più significative produzioni locali, e, ancora con maggiore ambizione, alla certificazione del territorio. Uno stimolo di propulsione può derivare dai legami e da azioni rivolte ad incrementare le risorse finanziarie comunitarie (P.A.C.) verso il territorio per perseguire più efficacia nel raggiungimento degli obiettivi delineati dalla Convenzione Europea del Paesaggio. Altra azione strategica di grande rilevanza sarà da ricercare nel collegamento funzionale ed ecosistemico con il Parco del Delta del Po. Un parco come quello del Delta si regge sul difficile legame tra l azione dell uomo (agricoltura, pesca, turismo) e quello della natura. Una parte significativa del territorio dei sei Comuni potrà valutare la possibilità di evolvere come stazione agricola di questo grande sistema, come esempio di corretta integrazione e utilizzo sostenibile e consapevole del territorio. Ma tutti gli obiettivi che sono stati fino ad ora enunciati si basano su un unico presupposto che consiste nella volontà e disponibilità degli agricoltori di essere i primi custodi del territorio rurale e di preservarne, accanto alla capacità produttiva, anche tutte quelle valenze che ne costituiscono la vera identità e la premessa per il suo sviluppo duraturo. Pagina 7

8 LINEE GUIDA 1. L ambiente costituisce l elemento fondante e discriminante delle azioni inserite nel P.S.C. 2. Rete ecologica rappresenta il criterio di lettura e classificazione del territorio in termini di sostenibilità ambientale e naturalistica partendo dal confronto tra stato di conservazione, potenzialità ambientale ed uso del suolo. 3. E necessario ricostruire lo stato ex ante per riscoprire le potenzialità e le vocazioni del territorio. Si segnala l importanza delle discontinuità (climatiche, geo-morfologiche, altimetriche, freatimetriche, ecc..). 4. Occorre definire e descrivere in termini sindinamici (cambiamento della comunità vegetale nel tempo) i diversi modelli ambientali al fine di pianificare azioni coerenti con il progetto della natura. 5. L agricoltura in questo contesto è il sistema portante dell efficienza e della non efficienza della rete ecologica. Si tratta di rendere operante la sfida della nuova P.A.C. la quale assegna al sistema agricolo anche la conservazione della biodiversità. 6. Si tratta di un risultato che dovrà salvaguardare le capacità produttive, differenziando meglio le funzioni ed integrando la produzione agricola con la conservazione delle risorse ambientali, il turismo e la valorizzazione dei paesaggi. 7. I custodi del patrimonio ambientale sono pertanto da individuare negli Agricoltori, in quanto primi operatori diretti in ambito rurale e gli Enti pubblici territoriali che devono fungere da registi del sistema socio-economico e ambientale in una logica di integrazione delle varie componenti 8. Perché questi presupposti possano verificarsi è necessario rendere evidenti e tangibili i vantaggi anche economici legati alla tutela e al recupero ambientale. Pagina 8

9 AZIONI STRUTTURALI 1. Miglioramento della qualità dei terreni e delle acque 2. Reintroduzione del bosco diffuso di pianura in tutte le zone interstiziali disponibili e recupero degli stadi seriali (cespuglieto, mantello, siepi, filari, ). 3. Integrazione funzionale con la Rete Ecologica Provinciale e approfondimento a scala locale (rete 2 livello). 4. Collegamento funzionale ed ecosistemico con il Parco del Delta del Po. 5. Inserimento anche in termini ambientali dell agricoltura no-food. 6. Rimboschimento naturale dei terreni incolti di proprietà degli Enti pubblici territoriali. 7. Ripristino di siepi ed alberature ai bordi di strade rurali di scarso traffico (strade di campagna) e lungo i fossi. AZION I STRATEGICHE 1. L agricoltore diventa (è) il primo custode del territorio e dell ambiente rurale. 2. Sviluppo dell agricoltura conservativa in termini ambientali e recupero di ambiti territoriali a vocazione naturalistica (sponde, canali, zone basse, ). 3. Certificazione del territorio e dei suoi prodotti. 4. Legare ed incrementare l aiuto economico comunitario (P.A.C.) al raggiungimento degli obiettivi della Convenzione Europea del Paesaggio. 5. Il terreno agricolo può rappresentare il luogo ideale per il recupero controllato delle sostanze organiche fertilizzanti derivanti dagli scarichi civili rurali (es. marcite lombarde). 6. Occorre puntare su scuola e volontariato per diffondere la riscoperta dei valori dell ambiente. 7. Incentivare ulteriormente la raccolta differenziata e valutare la possibilità di un suo utilizzo a fini energetici. Pagina 9

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