ANNO VII N. 25 VALLE D AOSTA VERSO L INNOVAZIONE SIPAC, AVANTI TUTTA COME È CAMBIATA LA DOMANDA NELL OPEN AIR

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1 P E R I O D I C O D E L L A F A I T A F E D E R C A M P I N G ANNO VII N. 25 Poste Italiane SPA - Sped. Abb. Postale DL 353/2003 (conv. INL. 27/02/2004, nª 46) ART.1 comma 1 DCB ROMA Ottobre - Dicembre 2013 VALLE D AOSTA VERSO L INNOVAZIONE SIPAC, AVANTI TUTTA COME È CAMBIATA LA DOMANDA NELL OPEN AIR SOTTOSCRITTA L IPOTESI DI RINNOVO DEL CONTRATTO DEL TURISMO

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3 ANNO VII N. 25 CAMPING MANAGEMENT :EDITORIALE Maurizio Vianello Il 2014 dovrebbe essere l anno di uscita dalla crisi o perlomeno di termine della fase recessiva da questa innescata. E l auspicio che ripetono in molti ed è anche la speranza di moltissimi imprenditori e lavoratori. Infatti il nostro sistema produttivo è stremato e mostra evidenti segni di stagnazione recessiva con le aree più avanzate dell economia che stentano a mantenere i ritmi di produzione che solo qualche anno fa sarebbero stati considerati inaccettabili. D altra parte i consumatori sviluppano tecniche di restrizione della spesa che innescano ulteriori spirali recessive e così l intero sistema appare incartato e sembra sprofondare sotto un peso insostenibile. Ma siamo sicuri che le cose stiano proprio così? La narrazione della crisi è diventata essa stessa liturgica. Si è, cioè, vestita di formule autoreferenti la cui dogmaticità è tanto evidente quanto funzionale. Tutto serve a mantenere lo status quo ma niente è efficace come la paura del peggio per immobilizzare ogni velleità di cambiamento. Ecco, l incantesimo nel quale ci troviamo ha questi contorni: ci siamo ridotti così a causa di scelte di politica economica e finanziaria dissennate ma dobbiamo continuare ad operare le stesse scelte attraverso gli stessi uomini altrimenti finiamo nel baratro. E incredibile ma è così che la favola della crisi viene raccontata e per renderla credibile basta mostrare le difficoltà di molti a mantenere il livello di consumi cui eravamo abituati. continua a pag.7 FAITA FEDERCAMPING Via Cola di Rienzo, Roma tel fax www. faita.it Autorizzazione del Tribunale di Roma n. 363/2006 del 29/09/2006 Direttore responsabile: Salvatore Vingiani Redazione: Nicolcarlo Genovese Pietro Licciardi Andrea Spezzigu Produzione e pubblicità: Contatto Comunicazione e Marketing s.r.l. Via Apuania, Roma Tel Fax cell Progetto grafico: Emilio Procopio Impaginazione: Format Roma s.r.l. Stampa: Rotoform Pomezia ROMA Finito di stampare Febbraio 2014 CAMPING MANAGEMENT :SOMMARIO 5 ISOLA VERDE, LA SCOMMESSA DI DANIELE OCCHIODORO Pietro Licciardi 8 LA VALLÈE IN TRANSIZIONE VERSO L INNOVAZIONE a cura di Giorgia Gazzetti 14 OPEN AIR: UN SETTORE COL FRENO A MANO TIRATO a cura di Pietro Licciardi 17 SIPAC, AVANTI TUTTA Riccardo Di Meo 19 COME È CAMBIATA LA DOMANDA NELL OPEN AIR Giancarlo Dall Ara 23 DALL OLANDA SI PRENOTA CON UN CLIK Alessandro Van De Loo 25 SOTTOSCRITTA L IPOTESI DI ACCORDO PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO DEL TURISMO Salvatore Vingiani 29 ACCESSIBILITÀ, DA OPPORTUNITÀ A REALTÀ Alvaro Vitali 35 PRESTO E L ACQUA È SOTTO CONTROLLO 38 DOVE ANDARE E COSA FARE? FACILE, CON IDEASFORTRAVELS 42 LIEVE RIPRESA PER GLI HOTEL ITALIANI NEL ZANZEB, LA CASA MOBILE ECOSOSTENIBILE 46 CON ENERGY BOX TUTTA L ENERGIA IN UNA CARD 48 ACQUA RIGENERATA E SANA GRAZIE A QUANTUM 50 NOTIZIE FAITA

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5 CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO ISOLA VERDE, LA SCOMMESSA DI DANIELE OCCHIODORO di Pietro Licciardi MESSO IN VENDITA DALLA VECCHIA PROPRIETÀ IL VILLAGGIO ALLE PORTE DI NETTUNO HA AVUTO UNA SECONDA OPPORTUNITÀ Daniele Occhiodoro ha iniziato la sua avventura nell open air quasi per caso, anche se col turismo ha molto a che fare. E infatti presidente del Consorzio turistico Mare di Roma, che si occupa dal 1997 di promozione del litorale romano, di cui fanno parte numerose aziende che operano lungo la costa laziale. Tra queste anche Isola Verde Camping. Come è facile immaginare grazie al Consorzio, Occhiodoro ha avuto modo di conoscere parecchi operatori del settore, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni. Niente di strano quindi che il proprietario del Camping Isola Verde, ormai alle soglie della pensione e con una struttura bisognosa di importanti ed estesi interventi di riqualificazione, abbia deciso di chiedere proprio a lui una mano per cercare acquirenti desiderosi di rilevare e rilanciare l attività. La cessione però si è rivelata piuttosto complessa, soprattutto per gli importanti investimenti che andavano subito affrontanti, e pur con tutta la sua buona volontà Occhiodoro non è riuscito ad assolvere l incarico in tempi brevi. Col passare dei mesi si è perciò fatta strada l idea di rilevare lui stesso il campeggio, magari coinvolgendo qualche amico, anche perché sia pure nel tempo una attività dedicata al turismo all aria aperta in quella parte del «LA FAITA CI HA AIUTATO MOLTISSIMO A FARE LUCE SULLA LEGGE N.13 DEL 2007, DALLA QUALE DIPENDEVA L OTTENIMENTO DELLE AUTORIZZAZIONI NECESSARIE ALLO SVOLGIMENTO DELL ATTIVITÀ E ALLA REALIZZAZIONE DELLE INFRASTRUTTURE ESSENZIALI». Lazio avrebbe potuto rappresentare un buon investimento. E siccome a Occhiodoro non è mai dispiaciuto raccogliere sfide e mettersi in discussione quella che all inizio era stata solo una fugace intuizione si è trasformata in realtà. Una realtà, soprattutto agli inizi, rivelatasi assai dura, come ben sanno tutti gli imprenditori. «La burocrazia è stata il mio incubo», ricorda Occhiodoro, che prosegue: «Il camping aveva bisogno di essere rimesso a posto ed erano necessari lavori di manutenzione e vera e propria ristrutturazione, che ovviamente richiedevano permessi e autorizzazioni». E così cominciata la lotta con la pubblica amministrazione, velocissima e onnipresente quando si tratta di chiedere, soprattutto tasse e tributi, ma lentissima e indolente nel dare. Anche se fortunatamente di tanto in tanto ci si imbatte in qualche eccezione: «Ho avuto a che fare con parecchi uffici comunali», dice ancora Occhiodoro, «ma quelli di Nettuno si sono dimostrati piuttosto efficienti. Inoltre la Faita ci ha aiutato moltissimo a fare luce sulla legge n.13 del 2007, dalla quale dipendeva l ottenimento delle autorizzazioni necessarie allo svolgimento dell attività e alla realizzazione delle infrastrutture essenziali». Comunque gli sforzi sono stati al fine premiati e il camping Isola Verde, che aveva aperto i battenti nel 1971, è tornato al suo antico splendore. Il camping villaggio Isola Verde sorge completamente immerso una im- 5

6 CAMPING MANAGEMENT :PAROLE ATTORNO AL FUOCO mensa pineta, con alberi alti 25 metri, di 120 ettari di cui 80 ideali per gli sportivi in quanto è possibile praticarvi jogging, ciclismo, tiro con l arco e perfino gite a cavallo, visto che il camping dispone di un rinomato centro di equitazione. I più audaci possono invece sorvolare la bellissima campagna e tratti di costa con il parapendio a motore assistiti da esperti. Quaranta ettari sono invece riservati ai servizi e al campeggio vero e proprio, con 750 piazzole da 100 metri quadrati ciascuna. Gli ospiti possono anche scegliere tra 4 bungalow ai quali si aggiungeranno presto nuove case mobili e un ampio servizio rimessaggio per i camper. All interno del camping c è il ristorante, il bar, il market, e il mini Club con animazione, spettacoli e feste a tema a bordo piscina, che è a disposizione anche per feste private. Non è sul mare, ma solo a pochi chilometri vi sono le spiagge attrezzate di Nettuno, con cui vi sono convenzioni per i clienti. Un efficiente servizio pubblico di bus collega il villaggio con il centro storico e il porto. La sua clientela è formata principalmente da famiglie e da una piccola, al momento, percentuale di stranieri: francesi, inglesi e belgi. Tutti amanti dell open air. Proprio puntando sulle famiglie l Isola Verde ha cercato di caratterizzarsi sul mercato. In che modo? «garantendo un luogo dove trascorrere le proprie vacanze in sicurezza e tranquillità, dove il rispetto delle regole e del buon vivere civile è indispensabile. Per questo abbiamo fatto un accurato lavoro di selezione della clientela, facendo attenzione alla qualità rispetto alla quantità; una scelta che poi ha portato i suoi frutti sul piano commerciale, facendo tornare i campeggiatori, che poi sono diventati clienti abituali mentre altri che avevano cercato altre sistemazioni hanno finito per tornare dopo aver saputo del nuovo clima». Una scelta rivelatasi importante poi è stata anche la maggiore attenzione riservata alla selezione del personale, sia della reception che della guardiania notturna e diurna, anche se questo ha comportato una spesa maggiore. Sempre con un occhio rivolto alle famiglie è stata infine realizzata una nuova area giochi all aperto, ristrutturata completamente l area spettacoli e, con un investimento veramente importante, ristrutturata anche la piscina di acqua salata con tutta l area circostante. Proprio vicino allo specchio d acqua ha trovato posto un chiosco bar nuovo di zecca che è diventato subito un punto di riferimento giornaliero per i giovani e per le feste notturne a bordo piscina. Se per i campeggi e i villaggio del nord Italia la relativa vicinanza ai confini di Stato è indubitabilmente un elemento di business, in quanto facilita l arrivo di stranieri, il camping Isola Verde ha potuto trarre vantaggio dalla presenza di una grande metropoli come Roma, e infatti l 80% dei suoi clienti è rappresentato da famigliole romane che soprat- visita il nostro sito DIAMO IL MEGLIO PER AVERE IL MEGLIO 6

7 «DA PARTE NOSTRA STIAMO FACENDO QUELLO CHE DIFFICILMENTE SI VEDE FARE ALLE IMPRESE DI QUESTI TEMPI: STIAMO INVESTENDO, E NON POCO, PER CRESCERE ED ESSERE PRONTI E COMPETITIVI QUANDO ARRIVERANNO TEMPI MIGLIORI». tutto nei fine settimana estivi scappano dall afa e dal caos della Capitale. Tuttavia, dice Occhiodoro, «il nostro obiettivo è quello di rendere il campeggio internazionale» ed è soprattutto su questo che si stanno concentrando gli sforzi della proprietà. Ciò comporta l essere sempre al passo con le richieste del mercato. Ad esempio, spiega Occhiodoro, adesso tutti chiedono che i servizi igienici siano privati e questo significa dover realizzare strutture stabili, anche se removibili, per la cui istallazione è però necessaria l autorizzazione. Purtroppo, però, la Regione Lazio è in ritardo nell emettere norme su tali attività e ciò comporta un notevole ritardo nell adeguarsi, con contraccolpi sugli affari e sullo sviluppo dell open air. A proposito della possibile evoluzione del settore delle vacanze all aria aperta nel Lazio Occhiodoro ha qualche perplessità: «E noto a tutti che la politica, sia nazionale che regionale, non ha fatto pianificazioni lungimiranti a medio e lungo termine sulla salvaguardia del territorio sotto l aspetto economico e sociale. Spero nasca una nuova classe dirigente che non faccia partire il treno prima che riusciamo a salirci sopra. In poche parole bisogna che la politica faccia presto a far scattare le norme per la salvaguardia dei territori, del loro ambiente e del loro paesaggio, che è uno degli elementi più importanti del nostro turismo, in modo da poter trasformare i nostri camping in villaggi turistici, come avviene in Francia e in altri paesi europei. Da parte nostra stiamo facendo quello che difficilmente si vede fare alle imprese di questi tempi: stiamo investendo, e non poco, per crescere ed essere pronti e competitivi quando arriveranno tempi migliori». Per questo però c è bisogno della collaborazione fra le imprese, ma da questo punto di vista, almeno nell area di Nettuno, sono stati fatti progressi: «Stiamo cercando di realizzare un gruppo di acquisto per poter risparmiare noi e allo stesso tempo far risparmiare i nostri clienti, senza però rinunciare alla qualità», dice il proprietario di Isola Verde, il quale sta anche pensando alla successione: «Mio figlio è entusiasta di questa attività», il che lascia supporre che Occhiodoro nutra buone speranze per il turismo open air: «Nonostante l indubbio clima di recessione noi dell open air abbiamo sofferto meno di altri, dato che persone abituate a fare vacanze più costose hanno ripiegato su campeggi e villaggi per scoprire che ci si può regalare lo stesso comfort di qualità; con l aggiunta di una vacanza all aria aperta e una volta provata non ne può più fare a meno». Ma tornasse indietro, il gestore dei isola Verde, nonché presidente del Consorzio Mare di Roma, rifarebbe tutto da capo? «Assolutamente si. Come ho detto mi piace affrontare le sfide, anche se forse affronterei tutto con qualche accortezza in più». n CAMPING MANAGEMENT :EDITORIALE segue da pag.3 L assenza di previdenze e garanzie, la scomparsa del sistema pensionistico sono gli scenari di riferimento di questo presepe orchestrato per spaventarci ma non per ucciderci in un continuo rimando al peggio che accadrebbe se ci sottraessimo agli imperativi del rigore e senza riguardo per il male che accade ora. Dal punto di vista delle imprese la situazione è ancor più paradossale: non uno sgravio d imposta o di burocrazia, nessun credito e ulteriori oneri fiscali e di gestione. E come partecipare ad una maratona con un carico sulle spalle. Non c è speranza di vincere ma diventa difficile anche solo sperare di raggiungere il traguardo. Le mie riflessioni possono apparire eccessivamente pessimistiche tuttavia le vicende del demanio e quelle delle case mobili sono diventate tanto paradossali per durata ed assenza di soluzioni da convincermi che a volte gli interlocutori delle imprese siano degli avversari piuttosto che controparti. Diventa, dunque, imperativo ed indifferibile il momento della presa di coscienza di ciascuno, se vogliamo continuare a credere ed operare in un contesto economico competitivo e progressivo dobbiamo selezionare il ceto politico di riferimento, scegliendo gli interlocutori non per la capacità di promettere ma per la loro storia personale ed il loro percorso professionale. Via stretta e poco percorribile ma sicuramente più realistica e concreta di quella che ci fanno percorrere da almeno tre legislature. 7

8 CAMPING MANAGEMENT :AMBIENTE E TERRITORIO LA VALLÈE IN TRANSIZIONE MORBIDA VERSO L INNOVAZIONE a cura di Giorgia Gazzetti SCOMPARSA LA VILLEGGIATURA, ANCHE LA VALLE D AOSTA È IN CERCA DEL PROPRIO FUTURO TURISTICO La regione Valle d Aosta, per le sue montagne e per il suo ambiente alpino, è meta sia del turismo estivo che invernale, tuttavia è in una fase di profondo cambiamento: da un turismo per destinazioni, che in passato ha fatto la fortuna di molti luoghi che ancora oggi vivono di quella rendita, ad un turismo per motivazioni, in cui ci si muove per fare ; da qui l emergere di forme di turismo impensabili solo pochi anni fa, rivolte a segmenti nicchie e perfino tribù di consumo. In secondo luogo anche qui si è assistito alla morte della villeggiatura, ovvero dei soggiorni lunghi, che hanno lasciato il posto a micro-vacanze di 3 o 4 giorni, che hanno sconvolto le logiche tradizionali e messo in crisi persino il modello delle abitazioni per vacanza. Basti pensare al fatto che le vacanze brevi e brevissime si fanno preferibilmente vicino casa, per ottimizzare il tempo e non spendere troppo in trasporti. Ciò ha spinto a ricercare, e offrire, ulteriori motivi di viaggio per motivare la tradizionale clientela, intrecciando la notorietà turistica con le eccellenze di altri settori produttivi, moltiplicando attrazioni, stimoli e occasioni. Un limite sembra però costituito dallo scarso raggio di attrazione della Valle d Aosta, se si considera che i due terzi degli arrivi e poco meno delle presenze provengono da tre mercati principali, con la Lombardia e il Piemonte che da soli superano il 50% degli arrivi e delle presenze. Solo per fare un confronto in Trentino la quota di mercato dei primi due bacini di domanda non raggiunge il 40%. Il 70% delle presenze di turisti italiani riguarda le strutture alberghiere, ma il trend degli ultimi anni vede una crescita dei pernottamenti nelle altre tipologie di strutture. Nelle strutture extralberghiere la percentuale di ospiti italiani sul totale è maggiore nelle case per ferie, nei B&B e negli agriturismi. Al contrario del mercato nazionale il turismo straniero da diversi anni fa registrare un incremento delle presenze. Gli stranieri rappresentano circa un terzo delle presenze in Valle d Aosta, una percentuale non elevata in confronto alla media nazionale e soprattutto in confronto ad alcuni competitors, in particolare l Alto Adige, dove la percentuale di stranieri sul totale è superiore al 60%. Tuttavia la Vallée sembra capace di attrarre turisti da tutta Europa e non solo, a differenza ad esempio dall Alto Adige in cui il mercato è dominato dai tedeschi. La stragrande maggioranza degli stranieri sceglie per il soggiorno gli alberghi (83%), soprattutto quelli a tre stelle. Rispetto alla media totale c è poi una concentrazione maggiore di turisti internazionali negli hotel quattro stelle. Per quanto riguarda inve- 8

9 I SOGGIORNI LUNGHI HANNO LASCIATO IL POSTO A MICRO-VACANZE DI 3 O 4 GIORNI, CHE HANNO SCONVOLTO LE LOGICHE TRADIZIONALI E MESSO IN CRISI PERSINO IL MODELLO DELLE ABITAZIONI PER VACANZA ce le strutture extralberghiere c è una netta preferenza per i rifugi alpini, dove gli stranieri sono addirittura la maggioranza degli ospiti (57%), seguiti dagli affittacamere e dai campeggi. Un aspetto interessante del turismo internazionale riguarda la capacità di destagionalizzazione dell offerta. Un aspetto non trascurabile è quello legato alle seconde case di proprietà dei residenti e non e date in affitto: quasi un quinto dei turisti infatti alloggia in appartamento ma il dato influenza anche le motivazioni di scelta della Val d Aosta come meta di vacanza. Il 19% dei turisti italiani indica infatti come ragione principale la presenza della casa di proprietà, rispetto al 2,5% degli stranieri. Nonostante l utilizzo personale sia piuttosto limitato nel tempo - al massimo tre mesi per gli italiani, un mese per gli stranieri - meno del 30% dei proprietari italiani e poco più del 22% di quelli stranieri ha affittato a terzi l appartamento a fini turistici mentre la scelta di alloggiare in appartamento in affitto è effettuata dall 8,4% degli italiani e dal 3,2% degli stranieri, che dichiarano di preferire la maggiore autonomia e la convenienza rispetto alle strutture ricettive. In termini quantitativi, i flussi diretti nelle seconde case, rappresentano il 27% del turismo totale. E comunque interessante notare che a fronte dei minori costi sostenuti per l alloggio aumenta l acquisto di servizi sul territorio; in particolare l acquisto di attività ricreative, sportive e di intrattenimento (circa il 27% della spesa totale) ma anche nel settore agroalimentare. Al 2009 l offerta ricettiva della Valle d Aosta ammontava a poco meno di strutture (di cui la metà alberghiere) e oltre posti letto (di cui il 47% nell alberghiero), circa un terzo di quella del Trentino e addirittura un decimo di quella dell Alto Adige; ma la situazione si sta evolvendo, poiché al tradizionale comparto alberghiero si è affiancata negli anni una proposta extralberghiera sempre più consistente. Per quanto riguarda la densità ricettiva solo 14 comuni su 74 non hanno strutture ricettive alberghiere e la media è di 400 posti letto ogni 1000 abitanti; ovviamente la disponibilità di posti letto aumenta man mano che ci si inoltra nella Vallèe, verso le località più rinomate e sciisticamente più attrezzate. Le strutture alberghiere della Valle d Aosta sono di dimensione abbastanza contenuta. Nella maggior parte dei casi si tratta di piccoli alberghi a conduzione familiare anche se la tendenza è verso una diminuzione delle piccole strutture. La presenza di catene alberghiere in Valle d Aosta non è molto radicata; sono state censite 27 strutture che fanno parte di un circuito di catene volontarie o di proprietà, maggiormente concentrate ad Aosta, nella zona del Monte Bianco e del Monte Cervino. Si tratta comunque di una percentuale molto contenuta se si considera il numero complessivo delle strutture ricettive (989), ma abbastanza significativa per una realtà montana ed una regione piccola. I PRODOTTI TURISTICI La Valle d Aosta è una regione turisticamente ricca di risorse, a partire dalla natura, con le sue montagne, i paesaggi tipicamente alpini, i parchi è qui il Parco nazionale del Gran 9

10 CASA MOBILE VACANZE qualità dei materiali flessibilità e personalizzazione risparmio energetico, inverno / estate tecnologia del pannello in legno XLAM montaggio o sul posto affidabilità di un grande gruppo P R r WA ogett A_Ruffo o Wolf Architetti Le case mobili Legnocase by Ruffo interpretano in modo innovativo le necessità dei proprietari di campeggio adattandosi a tutte le condizioni i ambientali e climatiche. La tecnologia costruttiva, che permette il montaggio della casa mobile su ruote direttamente presso la struttura turistica, rende le nostre case uniche nel panorama italiano. Sono vere e proprie case su ruote che uniscono un innovativo progetto estetico alla a qualità e al comfort di una casa in legno made in Trentino. Grande abitabili- tà, utilizzo di materia a li a km0, qualità certificata ta dei processi produttivi, i rispa rm io energetico e attenzion e al dettaglio sono gli elementi distintivi. via Roma Condino - Trento T

11 CAMPING MANAGEMENT :AMBIENTE E TERRITORIO paradiso, prima area protetta d Italia e forse più famosa ma anche gli sport invernali, i numerosi castelli, le terme, l enogastronomia, gli appuntamenti culturali, il lusso e il relax, anche se non tutti hanno lo stesso grado di disponibilità e fruibilità. Lo sci alpino, gli sport estremi, il benessere hanno ad esempio un buon grado di maturazione e godono di una significativa risposta da parte della domanda turistica. Altri invece sono ancora allo stadio di prodotti potenziali: le risorse devono essere rese disponibili, l ospitalità è da strutturare, la promozione e la vendita sono da impostare. I castelli, la filiera del lusso, l enogastronomia rappresentano un chiaro esempio di sviluppo di prodotti turistici potenziali. E perciò importante per la regione sviluppare una prospettiva strategica di medio-lungo periodo e con riferimento ai mercati di medio e lungo raggio, meno sensibili alle proposte standardizzate che si possono trovare anche in altre destinazioni, magari più vicine ed economicamente vantaggiose. Senza tuttavia tralasciare quei prodotti turistici che la regione è già oggi in grado di esprimere con un buon grado di maturazione e che incontrano un significativo gradimento da parte della domanda turistica nazionale ed internazionale. Tra questi senz altro lo sport. La vacanza sportiva genera annualmente nella sola Italia oltre 10 milioni di viaggi l anno e il cicloturismo, dopo lo sci e il trekking, è la terza disciplina per numero di praticanti in vacanza. Quello della mountain bike ad esempio è una offerta che la Val d Aosta può incrementare, specialmente se si tiene conto del fatto che tale pratica suscita un grande interesse da parte della domanda turistica italiana e straniera: il 13% degli italiani, percentuale che si raddoppia se riferita ai turisti stranieri, praticano questa attività nelle loro vacanze e che fra i paesi più gettonati per il turismo legato alla mountain bike l Italia è al quarto posto dopo Svizzera, Olanda e Austria. In Valle d Aosta si praticano anche altre attività, come il volo libero, e gli sport UN ASPETTO NON TRASCURABILE È QUELLO LEGATO ALLE SECONDE CASE DATE IN AFFITTO, CHE INFLUENZA ANCHE LE MOTIVAZIONI DI SCELTA DELLA VAL D AOSTA COME META DI VACANZA fluviali. Per questi ultimi in particolare vi sono diversi centri specializzati dislocati lungo il tracciato della Dora Baltea, dislocati a Antey-Saint- André, Aymavilles, Villeneuve, La Salle, Morgex, Pré Saint Didier, Quart e Sarre. Chi si reca in Nepal a fare discese sui fiumi che scendono dall - Himalaya viene a fare allenamento proprio qui, sia in gommone o in kayak. Altro segmento da valorizzare è il lusso. Nel mondo, la ricchezza individuale ha raggiunto un valore complessivo di patrimoni finanziari pari a miliardi di dollari con una crescita più marcata in India (+22,7%), Cina (+20,3%) e Brasile (+19,1%). Ancora più marcato (+8,8%) l'aumento dei super-ricchi, ovvero gli individui con patrimoni finanziari superiori ai 30 miliardi di dollari (circa 19,3 miliardi di euro) mentre sono 208 mila gli italiani che nel 2007 hanno avuto un patrimonio finanziario superiore a 1 milione di dollari. Sono dati del 2009, ma nonostante la crisi finanziaria globale i nuovi, e i vecchi, super ricchi hanno immutata la necessità di dimostrare il proprio successo acquistando beni che dimostrino concretamente il loro status symbol, tanto è vero che il mercato del lusso non conosce crisi neanche in Italia e se anche il protrarsi della recessione porterà ad un rallentamento del lusso ostentato, perché diventerà non politically correct esibire la ricchezza, in generale si tratta di un target che tende a mantenere il proprio stile di vita. Da questo punto di vista la Valle d Aosta è un piccolo contenitore di servizi di lusso da ricercare offrendo località di prestigio, luoghi esclusivi (Chamois Perla delle Alpi), le vette più alte d Europa, voli in elicottero e eliski, chalet di charme, ambiente incontaminato. Un tipo di offerta matura è senz altro quella sciistica e in questo la valle d Aosta deve fronteggiare la concorrenza di altre regioni sia italiane che europee, tenendo conto in particolare di alcuni fattori: il limitato ricambio generazionale, la diminuita attrattività degli sport invernali tradizionali, la crescente popolarità di altre tipologie di attività sulla neve, la diminuzione del numero di persone che si recano in montagna per svolgere unicamente attività sciistiche. Le destinazioni montane necessitano dunque, oltre che di impiantistica e attrezzature moderne, di in- 11

12 CAMPING MANAGEMENT :AMBIENTE E TERRITORIO frastrutture e servizi per il tempo libero in grado di rispondere alle esigenze dei clienti in termini di altri servizi (animazione, benessere, gastronomia, ecc. e nonostante la Vallèe sia indubbiamente un paradiso per gli sciatori essa dovrà ripensare questo segmento creando proposte complementari e alternative allo sci. Negli ultimi decenni si è assistito ad una diffusione capillare dell attività di trekking, alte vie e alpinismo e anche questo, assieme allo sci è sicuramente un punto di forza per la Valle d Aosta, dove il trekking, con il 37% delle preferenze, è l attività sportiva maggiormente praticata dei turisti estivi e in particolar modo da quelli francesi (50%) e toscani (60%). E la regione dispone di un prodotto apprezzato grazie all inestimabile patrimonio ambientale, una ottima rete di sentieri, rifugi e bivacchi, la disponibilità di guide e figure professionali, una buona disponibilità di informazioni sia in Internet che su carta. Il benessere oltre ad essere un business che si presta ad essere un elemento che qualifica l immagine è un prodotto turistico che si sta fortemente imponendo sul mercato delle vacanze. Sebbene il turismo termale tradizionale si trovi ad affrontare una evidente crisi causata dalle difficoltà strutturali del comparto ed un blocco nel ricambio di clientela se le caratteristiche dell offerta saranno profondamente rinnovate sarà possibile riagganciare una domanda potenziale che mantiene ancora una notevole consistenza. La Valle d Aosta dispone di un offerta già strutturata poichè oltre ad avere un centro termale a Pré-Saint-Didier, il 29% degli esercizi alberghieri a vario livello pongono attenzione al tema offrendo servizi benessere (sauna, bagno turco, idromassaggio e centro benessere). Elemento qualificante del prodotto culturale della Valle d Aosta è la rete dei castelli, testimonianze di una storia feudale particolarmente ricca e di una continuità storica suggestiva, e lo stesso capoluogo, Aosta, città dal grande interesse storico, ricca di reperti archeologici risalenti soprattutto all'età romana. La Valle d Aosta ha l opportunità di rinnovare l immagine del territorio anche attraverso le proprie tradizioni enogastronomiche, con la sua scelta di prodotti tipici. Tra l altro sono 51 i ristoranti valdostani segnalati sulle quattro principali guide enogastronomiche italiane, tra i quali si contano 14 eccellenze. Tra i prodotti turistici della Valle d Aosta il turismo-natura è un altro punto di forza, e benché sia considerato una nicchia di mercato se ne conosce il costante incremento avendo registrato una crescita a livello mondiale tre volte superiore a quella segnata dal turismo nel suo complesso. Il parco più richiesto è senz altro il Gran Paradiso e proprio nel versante valdostano si concentrano il 78% degli esercizi ricettivi del parco e il 99% dei posti letto totali, con caratteristiche qualitative e struttu- ciclo & fitness PRODUZIONE E VENDITA BICICLETTE PERSONALIZZATE PER STRUTTURE TURISTICHE CAMPEGGI / VILLAGGI / HOTEL questo e tanto altro con noi ECOSILVER (mod. acciaio) Con o senza cambio (gruppo Shimano) Telaio rinforzato da 26 o 28 in acciaio o alluminio Verniciatura tripla mano con strato protettivo Ruote con cerchio alluminio doppia camera rinforzato Copertura larga anti-foratura (su richesta Schwalbe imperforabili) Movimento centrale a tenuta stagna Lucchetto security blindo con chiave numerata Sella e manopole confort Freni e leve alluminio Portapacco posteriore portata 25 kg omologato LUXURY (mod. alluminio) Portacesto anteriore Pedali a sfera antiscivolo Campanello Cavalletto alluminio Bloccaggio sella in alluminio Impianto luce led estraibile a batteria Numerazione progressiva al telaio Può essere personalizzata con il vostro logo al telaio o al paraveste posteriore Su richiesta: assistenza programmata periodica, fornitura accessori e ricambi LE NOSTRE BICICLETTE SONO TUTTE ASSICURATE E RISPETTANO I PIU SEVERI CRITERI DETTATI DALLA NORMA EN14764 Per preventivi o informazioni su pacchetti e offerte Per preventivi informazioni su pacchetti offerte

13 rali migliori di quelle piemontesi. Accanto ad esso la Regione Valle d Aosta dispone di altre importanti aree protette, come il parco del Gran Paradiso e del Monte Avic. Poiché la Valle d Aosta si trova sul percorso dell antica via Francigena, un prodotto interessante è costituito dal turismo religioso, il quale, proprio per il target stratificato a cui si rivolge, può rappresentare una soluzione al problema della stagionalità. Nella Valle sono 35 le strutture accreditate al progetto I cammini d Europa, iniziativa finanziata con fondi europei, e un progetto da poco terminato prevede la possibilità di percorrere la via Francigena a cavallo, mentre è attivo il nuovo Sentiero Frassati, anello escursionistico che si sviluppa in Val d Ayas con partenza e arrivo nell abitato di Saint Jacques. SCENARI E PROSPETTIVE La Valle d Aosta oggi può contare su un bacino consolidato di mercati di prossimità: Piemonte, Liguria e Lombardia, che rappresentano lo zoccolo duro del turismo regionale, affiancati da un bacino di medio raggio Toscana, Emilia Romagna, Lazio, la regione Rhone-Alpes in Francia - interessante per i risultati attuali e in prospettiva. Il mercato di prossimità fornisce la quota più rilevante delle presenze turistiche e la totalità di quelle escursionistiche; anche in prospettiva, le regioni che tradizionalmente hanno generato i maggiori flussi turistici verso la Valle d Aosta, sembrano destinate a confermare la propria importanza: ma con modalità inedite, ricercando sempre nuovi motivi di attrazione, sempre nuovi stimoli per ribadire la propria fedeltà, anche in momenti diversi da quelli canonici. A pesare e a decidere il futuro turistico della regione sarà l andamento dell attuale crisi economica, che per quanto riguarda l Italia rischia di diventare strutturale e anche quest anno si è accentuato il fenomeno della vacanza breve. E all accorciarsi del periodo di vacanza, si restringe anche il suo raggio; un fenomeno che LA VALLE D AOSTA OGGI PUÒ CONTARE SU UN BACINO CONSOLIDATO DI MERCATI DI PROSSIMITÀ CHE RAPPRESENTANO LO ZOCCOLO DURO DEL TURISMO REGIONALE, AFFIANCATI DA UN BACINO DI MEDIO INTERESSANTE PER I RISULTATI ATTUALI E IN PROSPETTIVA. sembra non essere episodico ma tendenziale. Tra le caratteristiche della vacanza a chilometro zero c è però quella di essere una vacanza economica ed ecologica, il che offre qualche chance in più al turismo all aria aperta. Senza dubbio, come prima accennato, una vacanza in un posto vicino è nettamente più conveniente in termini di costo del trasporto. A meno di importanti novità nel settore del trasporto aereo, con ulteriori riduzioni delle tariffe e incremento dei collegamenti point-to-point - ma vale la pena di ricordare che l aereo gioca ancora un ruolo del tutto marginale sugli spostamenti voluttuari di breve raggio con solo il 5% dei micro vacanzieri che usa questo mezzo agli operatori valdostani converrà concentrare l attenzione verso l Euroregione Alpi-Mediterraneo, di cui fanno parte oltre alla Valle d Aosta le regioni Piemonte, Liguria, Rhone Alpes e Provence - Alpes - Cote d Azur, che rappresenta un bacino di quasi 17milioni di residenti, accomunati da un unico disegno di cooperazione politica economica e culturale. Altro segnale proveniente dal mercato turistico, da valutare con attenzione,è che mentre da un lato sembrano in flessione gli acquisti turistici generati dalle imprese (il business travel ), e l incoming di medio-lungo raggio sulle destinazioni più tradizionali, per quanto riguarda invece le preferenze per le destinazioni a maggiore grado di identità, o per i prodotti turistici di tendenza, o ancora per le vacanze brevi e brevissime i dati sono di segno opposto. Così a fianco di realtà in difficoltà, mature, in declino, convivono altre realtà solo apparentemente uguali, ma che mostrano promettenti segnali di crescita. Questa constatazione, che ha valore generale, ha riscontri inconfondibili anche e proprio in Valle d Aosta, una regione che sta vivendo un percorso relativamente morbido di passaggio dalla tradizione all innovazione. n 13

14 CAMPING MANAGEMENT :AMBIENTE E TERRITORIO OPEN AIR: UN SETTORE COL FRENO A MANO TIRATO a cura di Pietro Licciardi IN VALLE D AOSTA IL TURISMO ALL ARIA APERTA PUÒ ANCORA CRESCERE, MA TROPPI OSTACOLI FISCALI E BUROCRATICI NE FRENANO L ESPANSIONE. Icampeggi in Valle d Aosta sono 45, di cui la quasi totalità aderisce alla FAITA con una capacità ricettiva totale pari a tra posti letto e piazzole. Nella sola estate 2013 le presenze registrate nelle strutture open air valdostane sono state , mentre gli arrivi sono stati L utenza è ancora rappresentata in larga parte da clientela italiana (75 %), anche se negli ultimi anni si è registrato un costante cambio di tendenza. Del turismo all aria aperta della regione parliamo con Jean Paul Voyat, presidente della FAITA Valle d Aosta. Dottor Voyat, i vostri campeggi quanto pesano sulla capacità ricettiva turistica totale? «Al di là delle percentuali esatte, ritengo che i numeri riguardanti le presenze e quindi i flussi generati dal nostro settore siano indiscutibilmente da tenere in considerazione. L open air in Valle d Aosta, in termini di quantità di persone che visitano la nostra regione, mette a disposizione di tutto il comparto legato al turismo un potenziale interessante che va sfruttato al meglio». I campeggi valdostani sono attivi anche in inverno? «Circa la metà delle strutture presenti sul nostro territorio regionale sono aperte tutto l anno. Qual è l apporto che l open air valdostano dà al turismo regionale in termini di strutture e di servizi? «Le nostre strutture, insieme a tutte le altre forme di ospitalità in Valle d Aosta formano un offerta turistica completa, quindi il più variegata possibile, con l intento comune di proporre dei soggiorni di qua- 14

15 VOYAT: «DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO E AMMINISTRATIVO, L AUSPICIO È CHE SI RIDUCANO NOTEVOLMENTE GLI ONERI E GLI OSTACOLI NEI CONFRONTI DI CHI HA DECISO DI INVESTIRE E DI FARE IMPRESA». lità. La Vallée con le sue molteplici risorse naturalistiche, il ricco patrimonio storico-culturale e l articolato sistema di aree protette rappresenta senz altro una meta ideale per il turista open air, alla ricerca della vacanza improntata sui valori ambientali e sociali. Nonostante il periodo, tuttavia, dobbiamo continuare a guardare avanti con ottimismo cercando di investire maggiormente sulle infrastrutture e sui servizi che il mercato, per la verità sempre più esigente, ci richiede». Come si andrà modificando il turismo regionale in considerazione del perdurare della crisi economica? In altre regioni ad esempio si è registrata una tenuta se non una crescita della clientela dei campeggi in ragione dei costi più abbordabili rispetto agli hotel «Certo non possiamo parlare di crescita, ma analizzando i dati pubblicati periodicamente dall assessorato regionale al turismo e visto il contesto economico e sociale in cui stiamo vivendo, non posso non rilevare che è l intero settore turistico valdostano ad aver tenuto in questi anni di crisi. Rispetto alla scelta della struttura ricettiva, sono fermamente convinto che questa non si possa far derivare esclusivamente dal prezzo. Che si chiami campeggio, agriturismo, albergo o affittacamere, la scelta della struttura in cui soggiornare avviene quasi sempre dopo aver effettuato un attenta analisi della qualità e dei servizi proposti, oltre che dalla rispondenza di questi ultimi con le aspettative e la tipologia di vacanza che i nostri ospiti hanno in mente». Il turismo open air in Val d Aosta può ritenersi un settore maturo oppure vi sono ancora margini di crescita? «Il margini di crescita sono ampi. Questi però troppo spesso si scontrano con i molti ostacoli che un imprenditore trova sul proprio cammino quando decide di migliorare o far crescere la propria impresa; a partire dalle complessità procedurali e burocratiche che ostacolano la realizzazione di un ampliamento o di un progetto; per passare ad un imposizione fiscale sproporzionata, fino ad arrivare alla difficoltà di accesso al credito. Credo si debba continuare con il lavoro cercando di non perdere di vista le specificità del camping, quindi socievolezza, natura e anche prezzi contenuti non dimenticandoci di migliorare sempre un pochino le nostre aziende anche in questo difficile momento». Cosa potrebbe aiutare l eventuale crescita del comparto? «Dal punto di vista finanziario e amministrativo, l auspicio è che si riducano notevolmente gli oneri e gli ostacoli nei confronti di chi ha deciso di investire e di fare impresa. Dal punto di vista commerciale, invece, ritengo che le nostre aziende debbano essere maggiormente orientate ai mercati esteri che si sono dimostrati particolarmente interessati e sensibili al mondo dell open air». n 15

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17 CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO SIPAC, AVANTI TUTTA La terza edizione del Sipac, che si è svolta a PadovaFiere mercoledì 20 e giovedì 21 novembre 2013, è stata nuovamente un successo, avendo fatto registrare un incremento del + 15 % di espositori del 12 % di visitatori rispetto allo scorso anno. Un risultato di tutto rispetto, se si pensa al momento assai sfavorevole per la nostra economia e all'andamento di altre manifestazioni fieristiche con molta più anzianità ed esperienza. Il Salone si è svolto in un contesto molto rilassato e «positivo», puntando su un programma ricco di novità e capace di creare un clima vivace per gli interscambi professionali e commerciali. Hanno certo favorito la convivialità anche il cocktail di benvenuto, il lunch buffet ed il breakfast offerti dall organizzazione. Insomma i partecipanti sono stati coinvolti per due giorni in una serie di eventi, in gran parte inediti, che hanno registrato un altissimo gradimento, fra una visita e l altra al padiglione fieristico e agli stand degli espositori. In questa edizione l obiettivo degli organizzatori era di catalizzare l attenzione del settore sull evento nel calendario di novembre e di aprire l orizzonte ad incontri che avessero anche un interesse commerciale, oltre che istituzionale. Perciò se l attenzione si è ovviamente concentrata sui temi professionali proposti durante l ormai tradizionale convegno nazionale che FAI- TA Federcamping ha svolto nei giorni della Fiera, si è mostrata azzeccata pure l idea di aggiungere un programma d incontri con tour operator internazionali, desiderosi di allargare i propri contatti con i campeggi italiani. IL BUY CAMPING Grande successo tra gli operatori del settore convenuti al Sipac quindi per il Buy Camping, incontri d affari fra tour operator e gestori e proprietari di camping e villaggi, i quali hanno di Riccardo Di Meo CONFERMATO IL SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE DEDICATA AL TURISMO OPEN AIR IL SIPAC, ORMAI SALONE UFFICIALE DI FAITA FEDERCAMPING, SI PREPARA GIÀ ALLA SUA QUARTA EDIZIONE CHE SI SVOLGERÀ IL 19 E 20 NOVEMBRE 2014 SEMPRE A PADOVAFIERE così potuto migliorare la visibilità delle proprie strutture anche e soprattutto all'estero. Gli incontri si sono svolti in una sala dedicata, nella quale ciascun tour operator ha illustrato la propria filosofia aziendale, il territorio da essi coperto e le relative opportunità, mettendosi poi a disposizione per l avvio di eventuali partnership. Hanno partecipato otto tour operator: Rent a Tent/Vialora, Alpitour World, Dansk Fri Ferie, Camping Booking, Canvas Holidays, Natural Booking, CtoutVert, ABF Tourist. IL CONVEGNO FAITA Come già accennato il Sipac è stato anche questa volta arricchito dai contenuti culturali e formativi proposti dalla FAITA, che nei padiglioni della Fiera ha svolto il proprio convegno nazionale sul tema: La nuova domanda di turismo all aria aperta, diviso in due parti per dare la possibilità ai visitatori ed agli associati alla federazione di poter seguire anche le altre iniziative. Nella prima giornata, dopo i saluti e l introduzione del presidente nazionale Maurizio Vianello, il giornalista del 17

18 CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO Sole 24 Ore Marzio Bartoloni, moderatore della convention, ha presentato il primo ospite: il professor Giancarlo Dall Ara, docente di marketing, il quale ha illustrato gli attuali scenari di mercato per tipologia d impresa, parlando in particolare sui cambiamenti in atto, accelerati dall impatto della crisi, e sulla necessità che le strutture si adattino rapidamente a tali cambiamenti per offrire il prodotto che il mercato richiede in questo momento. E toccato poi all architetto Stefano Doardo, dello studio Proteco, affrontare l argomento della Evoluzione delle strutture in funzione della vocazione aziendale e del cliente. L esposizione è stata una serie di riflessioni parallele all intervento di Dall Ara, ma proiettate sul campeggio come parte dell ambiente e, quindi, come gestore e custode del territorio ove è situato. Il giorno successivo ha parlato, l ingegnere Vincenzo Muzi, che ha ribadito i contenuti della Regola tecnica per la prevenzione incendi. Tutti gli interventi sono stati registrati e chi volesse riascoltarli per approfondirne i contenuti può farne richiesta alla segreteria di FAITA nazionale. SETTORI ESPOSITIVI CASE MOBILI n BUNGALOW n CHALET n PISCINE n AM- BIENTE E SVILUPPO SOSTENIBILE n FOOD n SNAKING n EQUIPAGGIAMENTO ED ATTREZZATURE PER SPORT E DIVERTIMENTO n SPAZI VERDI n ATTREZZATURE E SER- VIZI n ARREDO INTERNO, ESTERNO, URBANO n SANITARI n SERVIZI n SEGNALETTICA TIPOLOGIA DI VISITATORI CAMPING E VILLAGGI TURISTICI SPAZI VERDI E PARCHI GIOCHI STABILIMENTI BALNEARI AGRICAMPING E AGRITURISMI AGENZIE VIAGGI TOUR OPERATOR CAFFÈ BAR E RISTORAZIONE APPUNTAMENTO AL 2014 Il Sipac, ormai salone ufficiale di FAI- TA Federcamping, si prepara già alla sua quarta edizione che si svolgerà il 19 e 20 Novembre 2014 sempre a PadovaFiere. Sarà ancora un salone al cento per cento professionale dove i contatti di qualità sono il primo obiettivo. Per questo motivo rimane inalterata la formula: conferenza nazionale di FAITA, meeting ed iniziative come il Buy Camping, per continuare ad essere l'unica vera piattaforma professionale italiana per le strutture turistico ricettive all'aria aperta ed i propri fornitori, come del resto i risultati in termini di presenze visitatori ed espositori sembrano confermare. Da notare che al Sipac sono presenti anche proprietari di camping e villaggi turistici di alcuni dei paesi nostri confinanti: Croazia, Slovenia, Svizzera, segno che a Padova c è effettivamente la possibilità di toccare con mano tutte le novità del settore. n IL MERCATO DELLA RICETTIVITÀ ALL ARIA APERTA IN ITALIANO IN CIFRE Strutture turistico recettive Impiegati nel settore Posti letto complessivi CONTATTI Cifra d affari di circa 2,7 miliardi di euro Riccardo DI MEO - Tel. : Jean-François TEXIER - Tel.:

19 CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO COME È CAMBIATA LA DOMANDA NELL OPEN AIR di Giancarlo Dall Ara RELAZIONE AL CONVEGNO NAZIONALE DELLA FAITA. PADOVA 20 NOVEMBRE 2013 Lo scenario generale del turismo mostra chiaramente che le persone che vanno in vacanza a livello internazionale sono in costante aumento da anni e, almeno su questo versante, le previsioni sono buone, nonostante la generale situazione di crisi. Si può dunque affermare che la domanda c è. Se vi occupate di turismo all aria aperta, inoltre, sapete già che tutti i trend tradizionali sui quali si è basato il successo della vostra formula di ospitalità, e cioè libertà, natura, bisogno di esperienza, di ritmi di vita non stressanti, bisogno di socialità, di paesaggio, ricerca di luoghi in sintonia con i propri valori, sono confermati anche in questi anni. Anche per questo credo che i campeggi e più in generale le formule di vacanza open air risentano di meno della crisi, rispetto ad altre proposte di ospitalità. La ricerca Country Brand Index conferma che l Italia è prima al mondo per turismo, cultura ed enogastronomia. Più esattamente, nell'indicatore che prende in esame storia, arte e cultura assieme a autenticità e bellezza naturale, secondo Future Brand che elabora il Country Brand Index, l Italia è prima, ed é opportuno sottolinearlo bene: l Italia è prima da sempre, da quando cioè esiste questa classifica, giunta all'ottava edizione. Inoltre a fine 2012 siamo diventati primi (eravamo secondi nel 2011) anche nella particolare classifica che riguarda il turismo (basata su Value for Money, attrazioni, cibo, e offerta resort and lodging). Nel comunicato stampa con il quale Future Brand presentava questi dati si legge: «Nell immaginario globale l Italia resta una meta desiderabile, un luogo in cui l arte, la cultura e il cibo costituiscono un piacere continuo, da sperimentare e consigliare». Il Sole 24 Ore commentando questa situazione ha scritto: «Luoghi comuni, questi dell'italia icona del gusto e della bellezza. Eppure sono cliché che funzionano in automatico, che cioè non necessitano di promozione alcuna. Abbiamo però il dovere di sfruttarli meglio». Pertanto la domanda turistica - il mercato - c è, e se il vostro villaggio o il vostro camping, o la vostra destinazione registra poche presenze rispetto alle vostre aspettative, se cioè i risultati non sono adeguati, quali possono essere i problemi? Il primo ordine di problemi può essere relativo ad una mancata conoscenza della domanda, che oggi è cambiata rispetto al passato. Ma non è solo cambiata perché arrivano più stranieri, o c è più richiesta di case mobili, o perché ci sono più aspettative in termini di qualità e di personalizzazione dei servizi. E cambiata soprattutto perché la rivoluzione digitale, la rivoluzione silenziosa che ha avuto un impatto enorme nei comportamenti della maggior parte delle persone che vanno in vacanza, ha mutato lo scenario al quale eravamo abituati. E cambiato il modo di fare ricerca sulle mete e i luoghi da visitare, e sul modo di scambiarsi opinioni; è cambiato il modo di prenotare e di organizzare le vacanze, e più in generale il comportamento dei turisti è diventato molto più attivo e critico rispetto al passato. Oggi i turisti sono perfettamente consapevoli di essere re 19

20 CAMPING MANAGEMENT :PIANETA TURISMO IL SETTORE HA I NUMERI: 10 MILIONI DI ARRIVI, 3.5 MILIARDI DI FATTURATO, 100 MILA DI ADDETTI; IN 26 PROVINCE ITALIANE L OPEN AIR VALE OLTRE IL 50% DEI POSTI LETTO; MA PERCHÉ A FRONTE DI DATI CHE PARLANO DA SOLI, L OPEN AIR È SOTTOVALUTATO? del mercato, e si comportano di conseguenza. Inoltre, di fianco alle generazioni di turisti del passato si è affiancata una nuova generazione di turisti liquida, very social, dai confini comportamentali non sempre netti, che ama il turismo di esperienza e di condivisione, e che si caratterizza per un forte bisogno di novità e di innovazione, ma che mostra contemporaneamente un forte desiderio di comunità. Insomma il tema è questo: la domanda c è, ma noi la conosciamo davvero? Il secondo problema è relativo agli aspetti gestionali. Il nostro Paese, e immagino ognuno di voi, ha potenzialità enormi e grandi risorse da sfruttare. Questo dato è confermato da tutte le ricerche, ma poi i risultati, in termini di arrivi e di presenze o di fatturato, sono al di sotto delle nostre aspettative. Molti ritengono che il problema sia legato alla concorrenza che è spesso più abile di noi. Io invece credo che il nostro più grande concorrente non sia la Francia o la Spagna, ma siamo noi stessi: il declinismo imperante, l autoflagellazione, la non conoscenza o la sottovalutazione dei nostri plus, la perdita dei fondamentali. Credo siano questi gli ostacoli principali allo sviluppo del turismo nei nostri territori. Se analizziamo come viene affrontato il tema dell accoglienza si può vedere bene come spesso manchino i fondamentali, e come l accoglienza sia ridotta ad un saluto degli ospiti. Difficilmente si riesce a fare dell accoglienza una attività di marketing che trasformi i nostri ospiti in turisti fedeli o in alleati. La sottovalutazione di questo, che è uno degli aspetti chiave dell offerta turistica ed anzi della stessa esperienza turistica, ha portato qualche campeggio a chiamare il punto di accoglienza portineria! Una scelta che si commenta da sola. Temo che il problema in questo caso non sia solo quello che gli autori classici del passato chiamavano miopia del marketing, ma più in generale nasconda un gap culturale tra gestione dell offerta e aspettative della domanda. Perché è evidente che si può essere accoglienti solo se c è cultura dell accoglienza. Un altro problema ancora è la tradizionale sottovalutazione della terza fase della vacanza: quella del ricordo, che comincia con la partenza e il rientro a casa degli ospiti. Se analizziamo cosa si fa in questa fase è evidente che, invece di gestire il ricordo, ci troviamo di fronte a quello che io definisco il grande silenzio. Più in generale c è, o ci può essere un problema di marketing. Se la domanda è cambiata il marketing non dovrebbe essere quello di una volta, ma andrebbe ripensato, assieme ai suoi strumenti. I depliant, i siti web e le fiere vanno ancora bene, sono sufficienti, o si può pensare anche a qualcos altro? Occorre una cultura specifica del campeggio Ed ora una riflessione. Qualche giorno fa ho ricevuto una lettera: Sono un piccolo operatore turistico di e seguendo il suo lavoro ne approvo la filosofia, Le volevo porgere la seguente domanda: Perchè nei suoi vari interventi in conferenze, nei suoi vari articoli sul turismo, non parla mai di campeggi? E come se fossero strutture ricettive fantasma. Mi preme darle un dato che Lei sicuramente conosce, ed è che in. le maggiori presenze turistiche sono determinate dal soggiorno di ospiti stranieri nei camping. Attualmente il settore non conosce crisi, anzi, la richiesta è maggiore dell'offerta e allora perché non ritenere il turismo all'aria aperta strategico per lo sviluppo di un territorio? RingraziandoLa in anticipo per la risposta saluti cordiali. La lettera è chiara, il vostro settore ha i numeri: 10 milioni di arrivi, 3.5 miliardi di fatturato, 100 mila di addetti; in 26 province italiane l open air vale oltre il 50% dei posti letto ; ma perché a fronte di dati che parlano da soli, l open air è sottovalutato? Perché non è centrale nelle decisioni strategiche degli enti e delle istituzioni? Direi che questo accade per due mo- 20

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