Tema d'anno: Uso del suolo della zona di Massafra in provincia di Taranto

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Tema d'anno: Uso del suolo della zona di Massafra in provincia di Taranto"

Transcript

1 CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA CIVILE E PER L'AMBIENTE ED IL TERRITORIO ESAME DI TOPOGRAFIA E GEOMATICA mod. II Tema d'anno: Uso del suolo della zona di Massafra in provincia di Taranto Relazione telerilevamento Docenti: Prof. Ing. D. Costantino Prof. ing. M. Angelini Studenti: Annamaria Tappari Antonio Rodio ANNO ACCADEMICO 2012/2013

2 INDICE 1.Introduzione l telerilevamento 1.1 TELERILEVAMENTO...pag SPETTRO ELETTROMAGNETICO E FIRMA SPETTRALE...pag I SATELLITI...pag I SENSORI...pag I SENSORI AD ALTA RISOLUZIONE...pag I SENSORI A MEDIA RISOLUZIONE...pag 6 2. Uso del suolo di Massafra in provincia di Taranto 2.1 QUICKBIRD...pag TRATTAMENTO DELLE IMMAGINI...pag Ricampionamento delle Immagini...pag Creare il file Envi Meta...pag Georeferenziazione...pag Classificazione...pag Maximum likelihood...pag Conclusioni...pag 22

3 1. INTRODUZIONE L oggetto del tema d anno consiste nella determinazione della Caratterizzazione ed uso del suolo determinazione delle caratteristiche che descrivono come il suolo è usato dall uomo del comprensorio di Massafra e Palagiano (TA); il tutto attraverso le tecniche del telerilevamento. 1.1 TELERILEVAMENTO Il telerilevamento è l insieme di tecniche, strumenti e mezzi interpretativi che permettono l acquisizione e la misura di dati/informazioni relativi a proprietà di oggetti o materie, attraverso uno strumento di registrazione non in stretto contatto fisico con l oggetto stesso. Il veicolo d informazione nel telerilevamento è l energia elettromagnetica, e di fondamentale importanza sono le sue diverse proprietà come emissione, riflessione, e diffusione. Le informazioni qualitative e quantitative raccolte tramite opportuni sensori, sono relative agli spettri elettromagnetici associati ai diversi oggetti presenti sulla superficie terrestre. L interpretazione di quest ultimi permette di avere informazioni utili relativi alle caratteristiche fisiche dell oggetto studiato. Le informazioni sono registrate mediante strumenti che misurano l energia riflessa o emessa dagli oggetti ed in seguito sono trasmesse a terra per eseguire operazioni di elaborazione analisi e applicazione delle informazioni acquisite. Le radiazioni utilizzate in questo campo sono quelle appartenenti: alla banda del visibile, dell infrarosso, e delle microonde. I dati possono essere acquisiti da aereo o da terra (proximal sensing) ovvero a distanze di qualche metro fra sensore e oggetto o tramite ripresa satellitare (remote sensing) a distanze di migliaia di chilometri. I dati telerilevati sono utilizzati in diversi campi applicativi come: monitoraggio delle zone a rischio idrologico, progettazione, realizzazione e gestione dei sistemi di trasporto, nonché delle reti di telecomunicazione, uso del suolo, ecc. Nell ambito dell analisi, della gestione del territorio e della progettazione di strutture tecnologiche, i telerilevamenti forniscono dati accurati, puntuali e georiferiti che sono integrabili in sistemi GIS (Sistema di Informazione Geografica, impiegati per il controllo e la pianificazione territoriale). Il telerilevamento permette di ottenere: - una visione globale del sistema: riesce a rilevare aree inaccessibili con altri sistemi, come nel caso di zone boreali e/o desertiche; - una copertura frequente: si ottengono immagini in modo ripetitivo per la maggior parte della superficie terrestre grazie al numero di satelliti che sono in orbita; osservazioni a diversa scala: si riesce a passare facilmente da una visione d insieme alla visione particolareggiata di un oggetto telerilevato; - omogeneità nelle acquisizioni: si ha una visione panoramica della superficie senza punti di discontinuità, cosa che diversamente si otterrebbe con un mosaico di fotografie aeree; - rilevazioni di regioni dello spettro elettromagnetico non visibili; -un formato digitale delle informazioni acquisite. 1.2 SPETTRO ELETTROMAGNETICO E FIRMA SPETTRALE Lo spettro elettromagnetico rappresenta la distribuzione monodimensionale e continua dell energia elettromagnetica in funzione della lunghezza d onda (o della frequenza) sempre positive e diverse da zero. Si osserva che maggiore è la lunghezza d onda, minore 2

4 è l energia coinvolta. Esso è suddiviso convenzionalmente in regioni chiamate bande, a loro volta suddivise in sottobande. Fra queste possono ricordarsi i raggi x, gli ultravioletti o le onde radio. Le bande adottate nel telerilevamento sono: - Visibile: (VIS) - Infrarosso: - (NIR,infrarosso vicino) - (SWIR, infrarosso medio) - (TIR, infrarosso termico) - Microonde Un corpo è in grado di riflettere l energia incidente, proveniente da una sorgente esterna, in funzione delle proprie caratteristiche geometriche e dalla propria natura. Esso è inoltre in grado di emettere energia, questa volta in funzione della propria temperatura. Pertanto, nota la sorgente della radiazione incidente, le misure di riflessione ed emissione delle radiazioni provenienti dal corpo in esame in funzione di una o più bande spettrali definisce la firma spettrale. Essa permette di risalire alla natura dell oggetto studiato. Dato che la quantità di radiazione elettromagnetica riflessa, assorbita, o trasmessa, varia in funzione della lunghezza d onda, è possibile identificare le diverse sostanze attraverso la loro firma. Tuttavia l energia elettromagnetica proveniente dal sensore attivo o direttamente dal sole, è soggetta nel percorso dalla fonte all oggetto, e successivamente dall oggetto al sensore, all interazione con l atmosfera. Essa ne influenza la trasmissione a causa dei processi di diffusione (la radiazione elettromagnetica è dispersa in tutte le direzioni senza subire cambiamento di lunghezza d onda) e assorbimento ad opera delle particelle e delle molecole di gas ivi presenti (che assorbono diversamente la radiazione in funzione della lunghezza d onda). Tali fenomeni costituiscono un disturbo per l analisi dei dati acquisiti. Per esempio la presenza di copertura nuvolosa causa l assorbimento delle radiazioni corrispondenti alla banda del visibile, comportando la perdita completa dei dati, mentre tale fenomeno è meno incisivo nella banda delle microonde. La trasmissività atmosferica della radiazione incidente in funzione della lunghezza d onda è un indicatore di quanto la radiazione stessa sia assorbita da parte dell atmosfera. Le finestre atmosferiche sono quelle regioni spettrali in cui si registra una perdita minima o nulla della radiazione dovuta all assorbimento. In tali regioni operano i sensori che pertanto sono impostati su tali frequenze. 1.3 I SATELLITI Esistono diverse tipologie di satelliti che servono per la rilevazione delle immagini telerilevate. Il satellite percorre una traiettoria denominata orbita, scelta in base alla quota rispetto alla superficie terrestre, la velocità di rotazione e all inclinazione rispetto al piano equatoriale, e all uso per cui il satellite è destinato. Inoltre, funzione della quota sono la risoluzione (direttamente proporzionale) e la copertura dello strumento (AVOF). 1.4 I SENSORI Durante il moto del satellite, il sensore registra dati relativi ad una specifica porzione 3

5 della superficie terrestre, detta traccia a terra dello strumento, mentre l ampiezza della scansione è chiamata swath. I sensori utilizzati nel telerilevamento possono fornire delle misure (radiometri, spettofotometri), o delle immagini (macchine fotografiche, termo camere), in entrambe i casi possiamo distinguerli in: passivi e attivi. I sensori passivi servono a rilevare la radiazione elettromagnetica riflessa o emessa da fonti naturali, come ad esempio il sole. Per quanto riguarda l energia riflessa, ciò può avvenire solo quando il sole illumina l'oggetto in osservazione. L'energia emessa, come l'infrarosso termico, può essere invece misurata sia di giorno che di notte. I sensori attivi rilevano la risposta riflessa da un oggetto irradiato da una fonte di energia generata artificialmente da loro stessi. Per questo motivo essi devono essere in grado di emettere una considerevole quantità di energia, in ogni caso sufficiente ad illuminare il bersaglio. La radiazione emessa raggiunge l'oggetto in osservazione e la sua frazione riflessa viene rilevata e misurata dal sensore. Tra i vantaggi dei sensori attivi vi è la possibilità di effettuare misure ad ogni ora del giorno e della notte e, nel caso dei radar, anche in ogni condizione meteorologica. Le proprietà che caratterizzano un sensore sono: - Risoluzione spaziale: minima area sul terreno vista dallo strumento, fissata l altezza e il tempo, e coincide con la minima distanza entro la quale due oggetti appaiono distinti nell immagine. - Risoluzione radiometrica: minima differenza di intensità che un sensore può rilevare tra due valori di energia raggiante, pertanto migliore è la risoluzione radiometrica più è sensibile nel registrare piccole differenze nell energia riflessa ed emessa. - Risoluzione spettrale: ampiezza delle bande spettrali risolte dal sensore, ossia il minimo intervallo tra le lunghezze d onda medie di due bande spettrali che un sensore può superare. I sensori multispettrali registrano l energia di intervalli separati di lunghezza d onda a diverse risoluzioni spettrali. I sensori iperspettrali registrano centinaia di bande spettrali nel visibile, infrarosso vicino e medio. L alta risoluzione permette di discriminare differenti oggetti sulla base della loro risposta spettrale in tali bande. - Risoluzione temporale: è l intervallo di tempo che intercorre tra acquisizioni successive della stessa area. In base all intervallo di lunghezza d onda in cui operano i vari sensori, essi sono classificati come: - Sensori ottici: operano nelle bande del visibile e dell infrarosso e si possono suddividere in:. Sensori pancromatici: muniti di un solo rilevatore e forniscono un segnale proporzionale alla radiazione complessiva nella banda del visibile e del vicino infrarosso;. Sensori multispettrali (MSS): distinguono varie bande nel visibile e nell infrarosso;. Sensori iperspettrali: suddividono la radiazione in un elevato numero di canali spettrali a bande molto strette.. Sensori a microonde: operano nella banda delle microonde attraversando l atmosfera senza significative interferenze. 4

6 Di seguito si vogliono riportare i diversi tipi di sensori attualmente in orbita, evidenziandone le diverse risoluzioni e le bande in cui essi operano. 1.5 SENSORI AD ALTA RISOLUZIONE Il sensore ASTER (Advanced Spaceborne Thermal Emission and Reflection Radiometer): in orbita dal 1999, ha fra gli obiettivi principali la acquisizione di immagini prive di copertura nuvolosa allo scopo di ottenere mappe dettagliate della temperatura superficiale e controllare l uso e la copertura del territorio. Esso acquisisce immagini in quattordici canali spettrali (3 nel VNIR, 6 nello SWIR, 5nel TIR). Inoltre possiede un elevata risoluzione spaziale, radiometrica e spettrale. La risoluzione spaziale varia con la lunghezza d onda di 15m nel VNIR, 30m nel SWIR, 90m nel TIR. Le immagini ASTER inoltre coprono vaste aree di dimensioni 60x60 Km. Il satellite QUICKBIRD è stato lanciato in orbita il 18 Ottobre nel 2001 ed è in fase operativa dalla primavera del E il satellite commerciale con più alta risoluzione spaziale disponibile, poiché è dotato di un sensore pancromatico con risoluzione spettrale di 0,61 m e di un sensore multispettrale a 4 bande con risoluzione di 2,44 m. La risoluzione radiometrica è di 11 bit. Il sensore consente una copertura di 16,5 Km2 ma è anche possibile acquisire delle sotto immagini di 5Km2. Il satellite IKONOS lanciato nel 1999 acquisisce in contemporanea immagini pancromatiche con risoluzione spaziale di 1 m e immagini multi spettrali a 4 bande con risoluzione spaziale di 4 m. Entrambe i sensori presentano una risoluzione radiometrica di 11 bit. Il progetto EROS prevede il lancio di due differenti tipi di satellite: EROS A ( orbita ad una quota di 480 Km ) ed EROS B1/B6 (orbitano ad una quota di 600 Km. Il satellite EROS A è dotato di uno scanner elettronico a CCD operante in modalità pancromatica, con risoluzione spaziale di 1,8 m e la strisciata è larga 12,5 Km. 10 I satelliti EROS B sono dotati di uno scanner elettronico a CCD/TDI con risoluzione spaziale di 0,82 m in grado di produrre immagini nitide anche in condizioni di scarsa luminosità. Mentre EROS B1 acquisisce una banda pancromatica con risoluzione radiometrica di 8 bit, i satelliti B2/B6 acquisiscono con risoluzione radiometrica di 10 bit. Il RADAR opera con lunghezze d onda comprese tra 0,8cm e 1 m. Esso è un sensore attivo in grado di rilevare la superficie terrestre anche in presenza di copertura nuvolosa (l attenuazione dell atmosfera è nulla per lunghezze d onda superiori a 3 cm). Di conseguenza le immagini si possono acquisire sia di giorno che di notte indipendentemente dall illuminazione solare. Il RADAR è costituito da un trasmettitore e da un ricevitore rispettivamente per emettere un fascio di onde elettromagnetiche e misurare l intensità della radiazione di ritorno diffusa dai corpi e dalla terra. Una volta che il radar ha emesso un segnale a microonde, si misura l energia con cui un oggetto riflette tale segnale. Questo procedimento è definito backscattering o retrodiffusione. La risposta della superficie allo stimolo elettromagnetico è funzione: - energia incidente: in termini di frequenza, ampiezza,polarizzazione e fase, direzione di propagazione del fascio; -dalla superficie investigata: in funzione dell umidità, rugosità, costante dielettrica, natura e giacitura del corpo. 5

7 1.6 SENSORI A MEDIA RISOLUZIONE Fra i satelliti a media risoluzione vi è il satellite SPOT, la cui caratteristica peculiare è di non avere l asse di visione fisso, ma rotante rispetto alla superficie terrestre. Tale proprietà permette di acquisire dati laterali alla traccia al suolo sotto un angolo massimo di 27 e ciò permette un incremento della risoluzione temporale del sistema. I sensori implementati sul satellite SPOT sono due e sono denominati HRV (High Resolution Visibile) e operano rispettivamente nello NIR e nel VIS. Il sensore HRVIR implementato sullo SPOT 4 presenta in aggiunta la possibilità di operare in una banda dello SWIR e può operare sia nel pancromatico che nel multispettrale; la sua risoluzione spaziale è di 10m nel pancromatico e di 20 nel multispettrale. Lo SPOT 5 monta un sensore denominato HRG che acquisisce tre bande nel VIS e nel NIR con una risoluzione spaziale di 10 m e una banda pancromatica con risoluzione di 2,5m. Fra i satelliti a media risoluzione vi sono poi i satelliti LANDSAT: LANDSAT 1 è dotato di due sensori : l RBV che acquisisce nelle tre bande del VIS e del NIR, e l MSS che acquisisce nelle tre bande del VIS NIR e TIR. La loro risoluzione temporale è di 18 giorni. I LANDSAT 4 e 5 sono dotati di un sensore multi spettrale denominato Thematic Mapper operante nel VIS e nell infrarosso, con risoluzione temporale di 14 giorni. 2. USO DEL SUOLO DI MASSAFRA IN PROVINCIA DI TARANTO 2.1 QUICKBIRD Il dato in input del presente tema d anno consiste in un immagine satellitare Quickbird, scattata dall omonimo satellite, realizzato dalla Digital Globe Incorporated TRATTAMENTO DELLE IMMAGINI Il trattamento delle immagini è stato effettuato attraverso l utilizzo del software ENVI 4.7 il quale è la soluzione software principale usata per processare e analizzare immagini geospaziali. Il software ENVI unisce le tecnologie per l analisi spettrale e l image processing, con un interfaccia intuitiva e user friendly attraverso la quale riusciamo ad ottenere informazione significativa delle immagini. Per il nostro tema d anno ci è stata assegnata l'immagine Quickbird (figura1). Come precedentemente accennato nel paragrafo 1.5, l immagine Quickbird è costituita da un immagine in pancromatico e da un immagine in multispettrale. L immagine in pancromatico ha una risoluzione a terra pari a 0.6 metri e presenta un unica banda dello spettro elettromagnetico corrispondente al visibile ed al vicino infrarosso ( m); l immagine in multispettrale ha una risoluzione a terra pari a 2.4 metri e presenta quattro bande spettrali: - Banda 1 (Blu) m - Banda 2 (Verde) m - Banda 3 (Rosso) m - Banda 4 (Vicino Infrarosso) m Dato che la risoluzione relativa alla banda del pancromatico è differente rispetto alla risoluzione relativa alle bande del multispettrale è stato necessario convertire le bande del multispettrale alla risoluzione di 0.6 metri. Tale procedura, che consiste nel cambiare le 6

8 Figura 1 Figura 2: Caratteristiche del multispettrale Figura 3: Caratteristiche del pancromatico 7

9 dimensioni in pixel e quindi le dimensioni di visualizzazione di un immagine, è detta Ricampionamento delle immagini Ricampionamento delle immagini Attraverso la funzione Basic Tools, utilizzando il comando Resize Data è stato possibile effettuare un Resize Data Parameters ovvero si selezionano le bande del multispettrale che presentano una dimensione del pixel di 2.4 metri e si imposta la dimensione dei pixel in output pari a 0.6 metri. Figura 4: Ricampionamento delle immagini Una volta creati i files ricampionati bisogna effettuare il salvataggio in un unico file ENVI Meta Creare il file ENVI Meta Sono stati aperti il file del multispettrale ricampionato a 0.6 metri e il file del pancromatico; abbiamo cliccato su File successivamente su Save File As e infine su ENVI Meta: Sono stati importati il file corrispondente al ricampionamento del multispettrale e il file del pancromatico. Si osserva che l immagine ENVI Meta presenta per tutte le bande la dimensione di 0.6 metri, pertanto lo scopo del ricampionamento è stato raggiunto: Figura 5: Ricampionamento delle immagini 8

10 2.2.3 Georeferenziazione Successivamente a tale operazione è stato possibile passare all effettiva fase di georeferenziazione. Ovviamente per l'attuazione della procedura di georeferenziazione è necessaria la conoscenza del Datum, ovvero il sistema di riferimento che permette di esprimere in termini matematici la posizione dei punti sulla superficie fisica della Terra o prossimi ad essa. Esistono differenti metodologie per effettuare la georeferenziazione di un'immagine: a) IMAGE TO MAP: prevede la conoscenza delle coordinate dei GCPs in modo tale da stabilire una relazione matematico-statistica tra le coordinate dei pixel sull'immagine e la cartografia di riferimento; b) IMAGE TO IMAGE: questa modalità prevede l'individuazione di punti omologhi tra due immagini, di cui una è georiferita in relazione al Datum prescelto. Si tratta di una procedura che semplifica notevolmente il lavoro di scelta dei GCPs. Quando si scelgono i GCPs è necessario che essi siano facilmente identificabili sia sull'immagine che sulla cartografia e devono essere quanto più omogenei e con posizione costante nel tempo all'interno dell'immagine. Operativamente la scelta dei punti sia sull immagine georeferita che su quella da georeferire, si effettua facendo riferimento ad elementi della superficie fisica, in modo da essere facilmente identificabili, distribuiti nel modo più omogeneo possibile e con posizione costante nel tempo. L immagine georeferita utilizzata, è stata realizzata effettuando il mosaico, a partire dalle ortofoto con estensione.ecw, scaricate dal sito della regione Puglia (sit.puglia.it) già georeferite nel datum WGS84. Le ortofoto utilizzate a tal fine, sono state solo quelle relative all area in esame. Per ricostruire il mosaico ci si è avvalsi del comando mosaicking, presente nella sezione Basic Tools del menu. Quindi sono state importate le ortofoto della zona di interesse e cliccando su File, Save Template è stato possibile salvare il mosaico con estensione.mos. Figura 6: Mosaicking 9

11 La georeferenziazione è stata condotta attraverso la modalità Image to Image. E necessario aprire nella stessa sessione di ENVI due differenti display, selezionando come base image l immagine già georeferita e come warp image quella da georeferire: Figura 7 Successivamente si ottiene la finestra di dialogo per la selezione dei ground control points, creando un file con estensione.pts che va salvato scegliendo il comando SAVE GCPS TO ASCII. Nella pagina seguente si riporta la tabella dei GCPS. L accuratezza con la quale sono stati inseriti i GCPs è stata valutata tramite il valore dell RMS (Root Mean Square) ovvero il valore di scarto tra i punti rilevati su entrambe le immagini. Il miglior risultato ottenuto è stato il valore di RMS pari a Di seguito si riporta la fase di individuazione e selezione dei GCPs. La georeferenziazione è stata eseguita con i diversi metodi che si avevano a disposizione:. Metodo Polinomiale dal I al IV grado;. Triangolazione;. RST. Successivamente dalla finestra Ground Control Points Selection dal menu Options abbiamo cliccato su Warp File e dalla finestra Input Warp Image è stato selezionato il file Envi Meta e sono stati avviati i metodi di georeferenziazione sopra elencati. Si riportano di seguito i risultati ottenuti: 10

12 Figura 8: Individuazione dei GCPS Figura 9: Tabella dei GCPS 11

13 Figura 10: Polynomiale Degree 1 Figura 11: Polynomiale Degree 2 Figura 12: Polynomiale Degree 3 Figura 13: Polynomiale Degree 4 Figura 14: Triangulation Figura 15: RST 12

14 La nostra scelta è ricaduta sulla georeferenziazione ottenuta con il metodo Polinomiale di III grado. È stato scartato a priori il metodo di georeferenziazione Triangulation perché viene tagliata parte dell immagine e il metodo RST in quanto procurava deformazioni all immagine. Per meglio comprendere quale grado di Polinomiale scegliere, è opportuno osservare i rispettivi valori dell RMS. Riportiamo qui di seguito rispettivamente i valori dell RMS della Polinomiale di I, II, III e IV grado: RMS Polinomiale I: RMS Polinomiale II: RMS Polinomiale III: RMS Polinomiale IV: Dai dati risulta che il processo di georeferenziazione ottenuto con il metodo del III grado è quello che ha riscontrato maggiore successo. 13

15 2.2.4 Classificazione Alla fase di georeferenziazione è seguita la classificazione (individuazione delle diverse tipologie di copertura del terreno). La classificazione è condotta dal programma, attribuendo ad una stessa classe i pixel di una immagine se i loro valori spettrali, nelle diverse bande, sono simili. Tuttavia per stabilire una corrispondenza fra le classi identificate e le categorie di copertura del suolo, bisogna disporre di dati esterni all immagine, ottenibili mediante sopralluoghi in campo o utilizzando carte sull uso del suolo, riferite allo stesso periodo di acquisizione dell immagine, come quelle scaricabili dal sito sit.puglia.it. Esistono due possibili modalità di classificazione: - non supervisionata; - supervisionata; a seconda che si disponga dei dati di taratura dopo o prima della stessa. Nel presente lavoro si è scelto di condurre dapprima la classificazione in maniera non supervisionata ovvero supponendo di non conoscere a priori la natura delle coperture ed il loro numero esatto. Ciò consente di formare cluster di pixel in base ad un criterio di prossimità reciproca. Pertanto ogni cluster è formato da pixel probabilmente appartenenti alla stessa classe perché spettralmente simili. Solo successivamente si assegna il tipo di copertura sulla base dei dati di taratura successivamente raccolti. Tale metodo può essere realizzato tramite due approcci differenti a seconda degli algoritmi considerati, ciascuno di essi infatti prevede un differente tipo di assegnazione dei pixel alle classi. Nel caso di studio è stato scelto di applicare entrambe le procedure al fine di poter selezionare il risultato migliore. Quest ultimo servirà come dato di partenza, contemporaneamente alla carta sull uso del suolo, per la realizzazione della classificazione supervisionata. Gli algoritmi che è possibile utilizzare sono: - K- MEANS: il quale inizia con la scelta delle K classi da parte dell operatore, successivamente, l algoritmo prevede l individuazione di K pixel considerati rappresentativi delle medie delle classi. Esso procede iterativamente e termina solo quando le medie sono ormai fissate, consentendo quest ultime il corretto raggruppamento dei cluster. Si è eseguita la classificazione imponendo un numero di classi pari a 10 (K=10). Operativamente dal menu classification è stata selezionata la voce unsupervised ; successivamente compare la finestra di dialogo che permette di selezionare il numero di classi (che è stato impostato a 10) e di scegliere un numero di iterazioni (in questo caso pari ad 1). Figura 16 14

16 Figura 17: Classificazione con il metodo K - MEANS - ISODATA: come il metodo K-MEANS, permette di assegnare ogni pixel al cluster con centro più vicino e consente inoltre di ricalcolare le posizioni dei centri dopo l assegnazione. Tale algoritmo differisce rispetto all algoritmo K-MEANS, in quanto non è necessario fissare a priori il numero di cluster nel momento in cui si effettuano le iterazioni, ma tale numero è variabile in relazione a tre processi fondamentali: eliminazione di cluster(se hanno un numero piccolo di pixel), unificazione di cluster(se sono molto vicini), divisione di cluster( se sono dispersi). Come si osserva dall immagine di seguito riportata, in questo caso si imposta il numero minimo e massimo di classi. Figura 18 15

17 Figura 19: Classificazione con il metodo ISODATA Successivamente è stata eseguita la classificazione supervisionata, ove si è fatto affidamento alle conoscenze del territorio interessato, attraverso l individuazione delle ROI, ovvero Region of interest. Infatti in questo caso conoscevamo a priori le classi presenti nella zona investigata, per un numero sufficientemente significativo di pixel, definiti appunto pixel campione, quelli restanti vengono classificati a seconda della somiglianza con il campione. Le tecniche di classificazione supervisionata sono:. Parallelepiped;. Minimum Distance;. Mahalanobis Distance;. Maximum Likelihood;. Spectral angle mapper (SAM);. Spectral Information Divergence. La scelta dei pixel rappresentativi di ogni classe è stata effettuata attraverso l individuazione delle cosiddette Regions of Interest (ROI). Nell area individuata sono state considerate le seguenti ROI. 16

18 Figura 20: Tabella delle ROI Nel tracciamento delle ROI sono state selezionate più zone che presentavano caratteristiche simili dal punto di vista territoriale, e si è fatto in modo che appartenessero alla stessa ROI, consapevoli del fatto che il software operi durante la classificazione supervisionata una media spettrale tra le diverse regioni assegnate per la stessa ROI. Di seguito si riportano le immagini relative alla fase di delimitazione delle ROI: Figura 21: Fase di delimitazione delle ROI 17

19 Una volta selezionato il file di input e quello in cui si sono assegnate le ROI con estensione.roi sono stati applicati tutti i metodi di classificazione supervisionata sopraccitati. Overall Accuracy: % Kappa Coefficient: Figura 22: Parallelepiped Overall Accuracy: % Kappa Coefficient: Figura 23: Minimum Distance Overall Accuracy: % Kappa Coefficient: Figura 24: Mahalanobis Distance Overall Accuracy: % Kappa Coefficient: Figura 25: Maximum Likelihood 18

20 Overall Accuracy: % Kappa Coefficient: Figura 26: SAM Overall Accuracy: % Kappa Coefficient: Figura 27: Spectral information divergence 19

21 Si è quindi valutata l accuratezza dell immagine attraverso la matrice di confusione, ottenendo risultati soddisfacenti. Il calcolatore può valutare l accuratezza, tramite diversi metodi, tra cui : - l Overall accuracy, che rapporta il numero di pixel classificati correttamente rispetto al numero totale di pixel. Quelli corretti sono riportati lungo la diagonale della matrice di confusione, mentre per pixel totali si intende la somma dei pixel di tutte le classi; - Kappa coefficient, che è calcolato moltiplicando il numero di pixel totali, per la somma delle diagonali della matrice di confusione, e sottraendo la somma di tutti i pixel appartenenti alla classe considerata (commission) e dividendo per il quadrato del numero totale di pixel a meno il termine precedente. Tale coefficiente è pari a uno in caso di assenza di errore nella classificazione. - Matrice di confusione, è calcolata confrontando la posizione nonché la classe di ogni pixel dell area reale con quelli dell immagine classificata. Le colonne della matrice indicano le classi. - Errore di commissione, rappresenta i pixel che nonostante appartengano ad una classe, vengono assegnati ad una classe differente. Questi errori sono indicati nelle righe della matrice di confusione. - Errore di omissione,rappresentano pixel che provengono da classe di superficie vera, ma che la tecnica di classificazione ha sbagliato a classificare nella propria classe. - Producer accuracy, indica la probabilità del classificatore di registrare un pixel nella corretta classe d appartenenza. - User accuracy,indica la probabilità che un pixel appartenga realmente alla classe a cui è stato assegnato. L algoritmo che ha fornito i migliori risultati è stato quello del Maximum likelihood, il quale opera attraverso la conoscenza di dati al suolo, identificando le regioni di spazio delle bande in cui sono localizzati i pixel appartenenti alle classi che si vogliono individuare nell immagine. 20

22 2.2.5 Maximum likelihood Questo algoritmo opera attraverso l ausilio di dati al suolo per definire i valori tipici dei pixel delle classi da identificare. Questo equivale ad identificare le regioni dello spazio delle bande in cui sono localizzati i pixel appartenenti alle classi che si vuole identificare nell immagine. I pixel vengono poi assegnati alle classi confrontando i valori digitali con quelli tipici di ogni classe. Figura 28: Maximum Likelihood La matrice di confusione della Maximum Likelihood è la seguente: 21

23 Figura 27: Matrice di confusione 3. CONCLUSIONI L autenticità e la validità della classificazione sono state valutate mediante un confronto visivo con la carta tematica per Uso del Suolo proposta e scaricabile dal sito Confrontando le due immagini è stato possibile notare come l elaborato abbia restituito una classificazione dell uso del suolo coerente con quella del SIT Puglia. Figura 29 22

Corso di Telerilevamento Lezione 3

Corso di Telerilevamento Lezione 3 Corso di Telerilevamento Lezione 3 Strumenti di ripresa Risoluzioni Satelliti per il telerilevamento Caratteri i una immagine digitale raster I valori relativi a ciascun pixel (DN = Digital Number) indicano

Dettagli

CORSO DI FORMAZIONE Dall ottico al radar. Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale per la Difesa del Suolo

CORSO DI FORMAZIONE Dall ottico al radar. Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale per la Difesa del Suolo Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale per la Difesa del Suolo Fornitura di Dati, Sistemi e Servizi per la Realizzazione del Sistema Informativo del Piano Straordinario

Dettagli

Introduzione CAPITOLO 1

Introduzione CAPITOLO 1 CAPITOLO 1 Introduzione Il termine Telerilevamento deriva dall unione della parola greca tele, ovvero da lontano e del termine rilevamento, che indica genericamente un processo di acquisizione di informazioni:

Dettagli

Le tecniche del telerilevamento applicate alla mappatura delle coperture in cemento/amianto.

Le tecniche del telerilevamento applicate alla mappatura delle coperture in cemento/amianto. Regione Calabria ARPACAL Agenzia Regionale per la Protezione dell Ambiente della Calabria DIREZIONE SCIENTIFICA CENTRO GEOLOGIA E AMIANTO Le tecniche del telerilevamento applicate alla mappatura delle

Dettagli

2 IL TELERILEVAMENTO

2 IL TELERILEVAMENTO 2 IL TELERILEVAMENTO Il termine telerilevamento (remote sensing) si riferisce a misure effettuate mediante sistemi non in contatto con l'oggetto o il fenomeno da rilevare. Gli strumenti di misura possono

Dettagli

Introduzione al telerilevamento

Introduzione al telerilevamento Introduzione al telerilevamento Telerilevamento = Remote Sensing Acquisizione di informazioni su un oggetto mediante un sensore non in contatto con esso, ossia mediante misure delle variazioni dei campi

Dettagli

1.3 Le barene: caratteristiche ed evoluzione...8. 1.5 Le barene e le alofite della laguna di Venezia come indicatori morfologici...

1.3 Le barene: caratteristiche ed evoluzione...8. 1.5 Le barene e le alofite della laguna di Venezia come indicatori morfologici... INDICE INTRODUZIONE...1 1. MORFOLOGIA LAGUNARE...5 1.1 La laguna di Venezia...5 1.2 Area di studio...7 1.3 Le barene: caratteristiche ed evoluzione...8 1.4 La zonazione delle alofite...13 1.5 Le barene

Dettagli

IMAGE PROCESSING APPLICATO AI RISCHI NATURALI IN AREA COSTIERA

IMAGE PROCESSING APPLICATO AI RISCHI NATURALI IN AREA COSTIERA ENEA Progetto LITTORISK Termoli, 20/10/2006 IMAGE PROCESSING APPLICATO AI RISCHI NATURALI IN AREA COSTIERA ENEA - Ente per le Nuove Tecnologie, l Energia, e per l Ambiente Italia S. Cardinali, E. Valpreda,

Dettagli

Applicazione di tecnologie innovative nella determinazione della temperatura superficiale delle acque marine

Applicazione di tecnologie innovative nella determinazione della temperatura superficiale delle acque marine Dr. Geol. Gaetano La Bella Applicazione di tecnologie innovative nella determinazione della temperatura superficiale delle acque marine MoGeIFaCo Elaborazione di un modello di gestione integrata della

Dettagli

Il radar meteorologico

Il radar meteorologico Il radar meteorologico Il radar meteorologico è uno strumento che sfrutta impulsi di onde elettromagnetiche per rilevare la presenza in atmosfera di idrometeore (goccioline d acqua, cristalli di neve o

Dettagli

Report tecnico-informativo sulle immagini Quick Bird acquisite dalla Provincia di Piacenza con finanziamento della Regione E_R

Report tecnico-informativo sulle immagini Quick Bird acquisite dalla Provincia di Piacenza con finanziamento della Regione E_R Amministrazione Provinciale di Piacenza Area Programmazione Territoriale Infrastrutture-Ambiente Servizio Programmazione Territoriale Urbanistica Miglioramento Carta Geografica Unica Report tecnico-informativo

Dettagli

La termografia infrarossa. Ing. Antonio del Conte

La termografia infrarossa. Ing. Antonio del Conte La termografia infrarossa Ing. Antonio del Conte Ancona, 22 gennaio 2004 Termografia e termocamere a sensori CCD Introduzione La termografia è una tecnica di misura di tipo non invasivo, applicabile alla

Dettagli

Fondamenti Cartografia Automatica. Satellite: Aqua Date Acquired: 11/22/2006 Bands Used: 1,4,3 Golfo Persico durante una tempesta di sabbia

Fondamenti Cartografia Automatica. Satellite: Aqua Date Acquired: 11/22/2006 Bands Used: 1,4,3 Golfo Persico durante una tempesta di sabbia Fondamenti Cartografia Automatica Satellite: Aqua Date Acquired: 11/22/2006 Bands Used: 1,4,3 Golfo Persico durante una tempesta di sabbia Cos'è il telerilevamento: L'acquisizione e la misura di dati/informazioni

Dettagli

Il ruolo del rilevamento a distanza nell interpretazione dell evoluzione geomorfologica di un area costiera

Il ruolo del rilevamento a distanza nell interpretazione dell evoluzione geomorfologica di un area costiera Il ruolo del rilevamento a distanza nell interpretazione dell evoluzione geomorfologica di un area costiera Vantaggi delle foto verticali La scala è uniforme in tutta la foto Si possono determinare angoli

Dettagli

Sommario PREMESSA... 2 1 RILIEVO LASER SCANNING... 2. 1.1 La tecnica... 2 1.2 La campagna... 6 1.3 Elaborazione dei dati... 10

Sommario PREMESSA... 2 1 RILIEVO LASER SCANNING... 2. 1.1 La tecnica... 2 1.2 La campagna... 6 1.3 Elaborazione dei dati... 10 REL D Rilievi topografici e studio di inserimento urbanistico Pag 1 Sommario PREMESSA... 2 1 RILIEVO LASER SCANNING... 2 1.1 La tecnica... 2 1.2 La campagna... 6 1.3 Elaborazione dei dati... 10 REL D Rilievi

Dettagli

TECNICO SUPERIORE PER I RILEVAMENTI TERRITORIALI INFORMATIZZATI

TECNICO SUPERIORE PER I RILEVAMENTI TERRITORIALI INFORMATIZZATI ISTRUZIONE E FORMAZIONE TECNICA SUPERIORE SETTORE EDILIZIA TECNICO SUPERIORE PER I RILEVAMENTI TERRITORIALI INFORMATIZZATI STANDARD MINIMI DELLE COMPETENZE TECNICO PROFESSIONALI TECNICO SUPERIORE PER I

Dettagli

Correzione di immagini da camera Vexcel UltraCam utilizzando Geomatica OrthoEngine

Correzione di immagini da camera Vexcel UltraCam utilizzando Geomatica OrthoEngine Correzione di immagini da camera Vexcel UltraCam utilizzando Geomatica OrthoEngine di Philip Cheng Per molti anni la camera a pellicola aerotrasportata è stata la miglior scelta per l acquisizione di foto

Dettagli

Sistemi Informativi Territoriali. Vari tipi di immagini

Sistemi Informativi Territoriali. Vari tipi di immagini Paolo Mogorovich Sistemi Informativi Territoriali Appunti dalle lezioni Vari tipi di immagini Cod.303 - Vers.E41 1 Introduzione 2 Immagine fisica 3 Immagine classificata 4 Immagine cartografica 5 Immagine

Dettagli

Telerilevamento. Esercitazione 1. Esplorare dati EO, image enhancement

Telerilevamento. Esercitazione 1. Esplorare dati EO, image enhancement Telerilevamento Esercitazione 1 Esplorare dati EO, image enhancement Aprire ERDAS IMAGINE. Cliccare sull apposita icona per aprire un immagine SPOT5 acquisita il 10 settembre 2006 sulla area della città

Dettagli

L analisi spaziale. Indici statistici geospaziali

L analisi spaziale. Indici statistici geospaziali L analisi spaziale Uno degli scopi principali dei GIS e quello di offrire strumenti concettuali e metodologici per studiare analiticamente le relazioni nello spazio L analisi spaziale ha come obbiettivo

Dettagli

Come si assegnano le coordinate?

Come si assegnano le coordinate? Come si assegnano le coordinate? Ma come vengono assegnate le coordinate ad una mappa?. Mappa di nuova produzione definisco all inizio il sistema di coordinate. Mappa già esistente ma non riferita ad sistema

Dettagli

SERVIZIO SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE REGIONALE

SERVIZIO SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE REGIONALE ASSESSORATO ENTI LOCALI FINANZE ED URBANISTICA Direzione generale della pianificazione territoriale urbanistica e della vigilanza edilizia S E T T O R E SERVIZIO SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE REGIONALE

Dettagli

ll satellite WorldView-2: Pan-sharpening e Correzione Geometrica

ll satellite WorldView-2: Pan-sharpening e Correzione Geometrica ll satellite WorldView-2: Pan-sharpening e Correzione Geometrica Philip Cheng e Chuck Chaapel Il successo dell operazione WorldView-2 della DigitalGlobe ha creato un altra pietra miliare per i satelliti

Dettagli

ALLEGATO TECNICO 2 ELENCO DEI PRODOTTI EROGABILI. Pagina 1 di 15

ALLEGATO TECNICO 2 ELENCO DEI PRODOTTI EROGABILI. Pagina 1 di 15 ALLEGATO TECNICO 2 ELENCO DEI PRODOTTI EROGABILI Pagina 1 di 15 Indice Matrice dei prodotti erogabili a supporto della pianificazione e monitoraggio delle discariche...3 Analisi e Monitoraggio delle aree

Dettagli

Stato dell arte nell uso dei sensori per la diagnostica colturale

Stato dell arte nell uso dei sensori per la diagnostica colturale Stato dell arte nell uso dei sensori per la diagnostica colturale Martina Corti martina.corti@unimi.it Sensore Impiegato Tecnica di acquisizione Elaborazione Dato Camera Digitale Camera Termica Satellite

Dettagli

Alessandro Farini: Dispense di Illuminotecnica per le scienze della visione

Alessandro Farini: Dispense di Illuminotecnica per le scienze della visione Capitolo 1 Radiazione elettromagnetica e occhio In questo capitolo prendiamo in considerazione alcune grandezze fondamentali riguardanti l illuminazione e alcuni concetti legati alla visione umana che

Dettagli

Report termografia Grand Hotel S. Pellegrino Terme (BG)

Report termografia Grand Hotel S. Pellegrino Terme (BG) Report termografia Grand Hotel S. Pellegrino Terme (BG) Metodo di indagine termografica La termografia all'infrarosso è una particolare tecnica telemetrica in grado di determinare, con notevole risoluzione

Dettagli

APPENDICE C PRETRATTAMENTO DEI DATI MIVIS

APPENDICE C PRETRATTAMENTO DEI DATI MIVIS APPENDICE C PRETRATTAMENTO DEI DATI MIVIS Il software MIDAS produce i dati MIVIS corretti operando in sequenza in modo da acquisire prima tutti i dati grezzi del sensore MIVIS da cui estrarre tutte le

Dettagli

Acquisizioni 2005 da sensori satellitari ed aereotrasportati. Massimo Vincini CRAST - Università Cattolica del Sacro Cuore

Acquisizioni 2005 da sensori satellitari ed aereotrasportati. Massimo Vincini CRAST - Università Cattolica del Sacro Cuore Acquisizioni 2005 da sensori satellitari ed aereotrasportati Massimo Vincini CRAST - Università Cattolica del Sacro Cuore Attività generali le finalità del centro saranno perseguite mediante le seguenti

Dettagli

Corso di Telerilevamento

Corso di Telerilevamento www.terrelogiche.com Corso di Telerilevamento Analisi di immagini acquisite da piattaforme satellitari ed aviotrasportate >> ROMA >> 15% di sconto per iscritti a ordini professionali, studenti, ricercatori

Dettagli

Sviluppo di soluzioni avanzate di restituzione dati per il monitoraggio di versanti con tecniche interferometriche terrestri e satellitari

Sviluppo di soluzioni avanzate di restituzione dati per il monitoraggio di versanti con tecniche interferometriche terrestri e satellitari Centro di Ricerca CERI Master di II Livello in Analisi e mitigazione del rischio idrogeologico (Direttore Prof. Alberto Prestininzi) Relazione finale attività di Tirocinio Sviluppo di soluzioni avanzate

Dettagli

PREMESSA...2 1 INQUADRAMENTO DELL'AREA...3 2 METODOLOGIA E STRUMENTAZIONE IMPIEGATA...4 3 RISULTATI...9 3.1 Rilievo termografico...

PREMESSA...2 1 INQUADRAMENTO DELL'AREA...3 2 METODOLOGIA E STRUMENTAZIONE IMPIEGATA...4 3 RISULTATI...9 3.1 Rilievo termografico... Indice PREMESSA...2 1 INQUADRAMENTO DELL'AREA...3 2 METODOLOGIA E STRUMENTAZIONE IMPIEGATA...4 3 RISULTATI...9 3.1 Rilievo termografico... 9 4 DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA...16 4.1 SOPRALLUOGO 26/07/2012...

Dettagli

Introduzione all Analisi dei Segnali

Introduzione all Analisi dei Segnali Tecniche innovative per l identificazione delle caratteristiche dinamiche delle strutture e del danno Introduzione all Analisi dei Segnali Prof. Ing. Felice Carlo PONZO - Ing. Rocco DITOMMASO Scuola di

Dettagli

Misura delle proprietà di trasmissione e assorbimento della luce da parte dei materiali mediante spettrofotometro

Misura delle proprietà di trasmissione e assorbimento della luce da parte dei materiali mediante spettrofotometro Misura delle proprietà di trasmissione e assorbimento della luce da parte dei materiali mediante spettrofotometro Apparato sperimentale: Spettrofotometro digitale SPID HR (U21830) con software di acquisizione,

Dettagli

DETERMINAZIONE DI FRACTIONAL COVER DA SCANSIONE LASER SU COLTURE SPERIMENTALI DI BARBABIETOLA

DETERMINAZIONE DI FRACTIONAL COVER DA SCANSIONE LASER SU COLTURE SPERIMENTALI DI BARBABIETOLA Workshop CITIMAP: il Telerilevamento per un agricoltura sostenibile DETERMINAZIONE DI FRACTIONAL COVER DA SCANSIONE LASER SU COLTURE SPERIMENTALI DI BARBABIETOLA Franco COREN(*), Alessandro PAVAN(*), Carla

Dettagli

Indice. - Premessa. - Indagine termografica. - Documentazione Fotografica e IR

Indice. - Premessa. - Indagine termografica. - Documentazione Fotografica e IR Indice - Premessa - Indagine termografica - Documentazione Fotografica e IR Premessa La caratterizzazione fisico-meccanica dei materiali costituenti un manufatto è indispensabile per stabilire un appropriato

Dettagli

LA TERMOGRAFIA SPETTRO ONDE ELETTROMAGNETICHE

LA TERMOGRAFIA SPETTRO ONDE ELETTROMAGNETICHE SPETTRO ONDE ELETTROMAGNETICHE La radiazione elettromagnetica è un mezzo di trasmissione dell energia sotto forma di onde aventi entrambe le componenti elettriche e magnetiche. La sequenza ordinata delle

Dettagli

Cartografia di base per i territori

Cartografia di base per i territori Cartografia di base per i territori L INFORMAZIONE GEOGRAFICA I dati dell informazione geografica L Amministrazione Regionale, nell ambito delle attività di competenza del Servizio sistema informativo

Dettagli

Telerilevamento. da immagini satellitari

Telerilevamento. da immagini satellitari Università Iuav di Venezia Facoltà di Pianificazione del Territorio Master di I livello in SIT&TLR Telerilevamento da immagini satellitari Relazione sulle attività effettuate durante il corso a.a. 2007/2008

Dettagli

Studio Tecnico Survey Project. Applicazioni Sviluppate

Studio Tecnico Survey Project. Applicazioni Sviluppate Studio Tecnico Survey Project La Ricerca applicata al Territorio Applicazioni Sviluppate Tecnici Dott. For. Johnny Moretto, Ph.D. Dott. Nicola Trolese Applicazioni Sviluppate Batimetria canali bagnati

Dettagli

L aggiornamento della Carta dell Uso del Suolo della Regione Sardegna

L aggiornamento della Carta dell Uso del Suolo della Regione Sardegna L aggiornamento della Carta dell Uso del Suolo della Regione Sardegna Assessorato degli Enti Locali Finanze ed Urbanistica Direzione Generale della Pianificazione Urbanistica Territoriale e della Vigilanza

Dettagli

Ricezione immagini meteo da satelliti NOAA. Juri Gherrdi - IZ4OSG - AMSAT - Università Tor Vergata

Ricezione immagini meteo da satelliti NOAA. Juri Gherrdi - IZ4OSG - AMSAT - Università Tor Vergata Ricezione immagini meteo da satelliti NOAA NOAAA (National Oceanic and Atmospheric Administrator L ente statunitense civile per la meteorologia e l oceanografia Definizione satellite meteorologico Un satellite

Dettagli

STIMA DI UN BILANCIO COMUNALE DI CO 2 MEDIANTE ELABORAZIONE DI DATI AMBIENTALI CON TECNOLOGIE GIS E DRONI

STIMA DI UN BILANCIO COMUNALE DI CO 2 MEDIANTE ELABORAZIONE DI DATI AMBIENTALI CON TECNOLOGIE GIS E DRONI STIMA DI UN BILANCIO COMUNALE DI CO 2 MEDIANTE ELABORAZIONE DI DATI AMBIENTALI CON TECNOLOGIE GIS E DRONI La pianificazione energetica Regioni e comunità a confronto Udine, 27 Giugno 2014 Dott. Alessia

Dettagli

Che cos'è la profondità di colore

Che cos'è la profondità di colore Che cos'è la profondità di colore 1 Vediamo che cos'è la Profondità di Bit e di Colore di una immagine o di un filmato video; vediamo inoltre cosa sono Gamma dinamica e Gamma di densità. La profondità

Dettagli

GIS & TELERILEVAMENTO

GIS & TELERILEVAMENTO Febbraio 2006 PROPOSTA PER UN CORSO GIS & TELERILEVAMENTO IN DUE LIVELLI (BASE ED AVANZATO) PRESSO L ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA D AGRIGENTO s.r.l. Via Massaua 12, 70123 Bari INDICE INTRODUZIONE

Dettagli

ALLEGATO 1 NOTE SULL USO DEL METODO DI RILIEVO LASER SCANNER PER LE CAVE DEL COMUNE DI NUVOLENTO.

ALLEGATO 1 NOTE SULL USO DEL METODO DI RILIEVO LASER SCANNER PER LE CAVE DEL COMUNE DI NUVOLENTO. ALLEGATO 1 NOTE SULL USO DEL METODO DI RILIEVO LASER SCANNER PER LE CAVE DEL COMUNE DI NUVOLENTO. A)Generalità Una prima importante precisazione: il metodo non ricorre a tecniche aerofotogrammetriche,

Dettagli

UNIVERSITA degli STUDI di ROMA TOR VERGATA. Media Partner In convenzione con Partner Tecnologico MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO

UNIVERSITA degli STUDI di ROMA TOR VERGATA. Media Partner In convenzione con Partner Tecnologico MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO Media Partner In convenzione con Partner Tecnologico MASTER UNIVERSITARIO DI II LIVELLO Geoinformazione e Sistemi di Informazione Geografica a supporto dei processi di Gestione Sostenibile del Territorio

Dettagli

La riduzione dei dati da CCD

La riduzione dei dati da CCD Hands on Universe, Europe Pesiamo una galassia La riduzione dei dati da CCD Alessandra Zanazzi e Marilena Spavone Città della Scienza Scpa Onlus e Fondazione IDIS - Città della Scienza Logo disegnato da

Dettagli

Come funziona? CONSENTE DI VISUALIZZARE e MISURARE L ENERGIA TERMICA EMESSA DA UN OGGETTO SENZA CONTATTO

Come funziona? CONSENTE DI VISUALIZZARE e MISURARE L ENERGIA TERMICA EMESSA DA UN OGGETTO SENZA CONTATTO Come funziona? CONSENTE DI VISUALIZZARE e MISURARE L ENERGIA TERMICA EMESSA DA UN OGGETTO SENZA CONTATTO Che tipo di ENERGIA TERMICA? LUCE LA CUI LUNGHEZZA D ONDA RISULTA TROPPO GRANDE PER ESSERE INDIVIDUATA

Dettagli

L'alta risoluzione satellitare in supporto al Risk Management

L'alta risoluzione satellitare in supporto al Risk Management L'alta risoluzione satellitare in supporto al Risk Management Livio Rossi EURIMAGE S.p.A., Roma, Italia www.eurimage.com Introduzione Nell ambito delle attività operative per la gestione e la protezione

Dettagli

L'algebra di Boole falso vero livello logico alto livello logico basso Volts

L'algebra di Boole falso vero livello logico alto livello logico basso Volts L algebra di Boole L'algebra di Boole comprende una serie di regole per eseguire operazioni con variabili logiche. Le variabili logiche possono assumere solo due valori. I due possibili stati che possono

Dettagli

I COLORI DEL CIELO: COME SI FORMANO LE IMMAGINI ASTRONOMICHE

I COLORI DEL CIELO: COME SI FORMANO LE IMMAGINI ASTRONOMICHE I COLORI DEL CIELO: COME SI FORMANO LE IMMAGINI ASTRONOMICHE Nell ultima notte di osservazione abbiamo visto bellissime immagini della Galassia, delle sue stelle e delle nubi di gas che la compongono.

Dettagli

FONDAMENTI DI ILLUMINOTECNICA

FONDAMENTI DI ILLUMINOTECNICA Prof. Ceccarelli Antonio ITIS G. Marconi Forlì Articolazione: Elettrotecnica Disciplina: Tecnologie e progettazione di sistemi elettrici ed elettronici A.S. 2012/13 FONDAMENTI DI ILLUMINOTECNICA CHE COSA

Dettagli

SISTEMA DI ALLARME. Sistema automatico di monitoraggio per il rilevamento delle perdite N 1.0

SISTEMA DI ALLARME. Sistema automatico di monitoraggio per il rilevamento delle perdite N 1.0 SISTEMA DI ALLARME Sistema automatico di monitoraggio per il rilevamento delle perdite N 1.0 i s o p l u s IPS-DIGITAL-CU IPS-DIGITAL-NiCr IPS-DIGITAL-Software IPS-DIGITAL-Mobil IPS-DIGITAL isoplus Support

Dettagli

DOCUMENTO TRATTO DA WWW.AEREIMILITARI.ORG

DOCUMENTO TRATTO DA WWW.AEREIMILITARI.ORG DOCUMENTO TRATTO DA WWW.AEREIMILITARI.ORG I Radar ad Onda Continua (CW) Principi di funzionamento dei radar CW. Al contrario dei radar ad impulsi, quelli ad onda continua (CW) emettono radiazioni elettromagnetiche

Dettagli

L osservazione in luce bianca è, per così dire, l osservazione del Sole al naturale ovviamente dopo averne attenuato la fortissima emissione di luce.

L osservazione in luce bianca è, per così dire, l osservazione del Sole al naturale ovviamente dopo averne attenuato la fortissima emissione di luce. L osservazione in luce bianca è, per così dire, l osservazione del Sole al naturale ovviamente dopo averne attenuato la fortissima emissione di luce. Questa attenuazione si ottiene mediante l uso di un

Dettagli

Mappatura delle coperture in cemento-amianto tramite riprese iperspettrali MIVIS

Mappatura delle coperture in cemento-amianto tramite riprese iperspettrali MIVIS Mappatura delle coperture in cemento-amianto tramite riprese iperspettrali MIVIS Lorenzo Busetto (1,2), Martino Michieletti (1,3) (1) DISAT Università Statale di Milano Bicocca - Laboratorio di Telerilevamento;

Dettagli

Verifiche di qualità del Data Base Topografico. Daniele Passoni

Verifiche di qualità del Data Base Topografico. Daniele Passoni Verifiche di qualità del Data Base Topografico Prof. Livio Pinto Ing. Daniele Passoni Monza, 8.3.2010 INTRODUZIONE (1/2) Un DataBase Topografico (DBT) è un archivio integrato contenente dati cartografici

Dettagli

Misurare le deformazioni del suolo con i radar (SAR) satellitari

Misurare le deformazioni del suolo con i radar (SAR) satellitari Arpa Emilia-Romagna Bologna 3 Dicembre 2007 Misurare le deformazioni del suolo con i radar (SAR) satellitari Claudio Prati - Politecnico di Milano e.mail prati@elet.polimi.it 1 C. Prati Misurare le deformazioni

Dettagli

Sistemi Complessi e Telerilevamento per l Ambiente

Sistemi Complessi e Telerilevamento per l Ambiente Orientamento Sistemi Complessi e Telerilevamento per l Ambiente N. Pierdicca - pierdicca@die.uniroma1.it V. Ferrara - ferrara@die.uniroma1.it Sistemi complessi per l ambiente Monitoraggio ambientale /

Dettagli

ASSORBIMENTO ATMOSFERICO

ASSORBIMENTO ATMOSFERICO ASSORBIMENTO ATMOSFERICO GIUSEPPE GIUDICE Tutti sanno che l atmosfera terrestre è in genere opaca alle radiazioni elettromagnetiche, tranne che in due finestre dello spettro, cioè la finestra ottica e

Dettagli

Giornata ANIPLA Introduzione alla visione industriale 3D. Milano, 14 giugno 2012 www.vblab.it R. Sala - remo.sala@polimi.it

Giornata ANIPLA Introduzione alla visione industriale 3D. Milano, 14 giugno 2012 www.vblab.it R. Sala - remo.sala@polimi.it Giornata ANIPLA Introduzione alla visione industriale 3D Milano, 14 giugno 2012 www.vblab.it R. Sala - remo.sala@polimi.it La visione delle macchine: 35 anni di storia Il testo Digital image processing

Dettagli

Basi di Dati Spaziali

Basi di Dati Spaziali degli Studi Basi di Dati Spaziali Introduzione ai Geographical Information Systems (GIS) Alessandra Chiarandini - Lezione 4 Cartografia Italiana Introduzione ai GIS A. Chiarandini 22 La Cartografia IGM

Dettagli

IL TELERILEVAMENTO DELLA VEGETAZIONE AGRICOLA: PROBLEMATICHE E PROSPETTIVE

IL TELERILEVAMENTO DELLA VEGETAZIONE AGRICOLA: PROBLEMATICHE E PROSPETTIVE IL TELERILEVAMENTO DELLA VEGETAZIONE AGRICOLA: PROBLEMATICHE E PROSPETTIVE Fabio MASELLI IBIMET-CNR, Via Madonna del Piano 10, 50019 Sesto Fiorentino, FI ARGOMENTI TRATTATI La presentazione intende dare

Dettagli

REGIONE LIGURIA Protezione Civile

REGIONE LIGURIA Protezione Civile ALLEGATO 2 REGIONE LIGURIA Protezione Civile INCENDIO DELLE ZONE DI INTERFACCIA DEFINIZIONE SCENARI Febbraio 2007 2 DEFINIZIONE SCENARIO DI INCENDI DI INTERFACCIA Per valutare il rischio conseguente agli

Dettagli

Programma del corso di Tecniche di Telerilevamento (Prof. P. Ciavola)

Programma del corso di Tecniche di Telerilevamento (Prof. P. Ciavola) Programma del corso di Tecniche di Telerilevamento (Prof. P. Ciavola) Concetti fondamentali sul Telerilevamento. Sensori e sistemi di telerilevamento: le caratteristiche dell'oggetto e dell'immagine. Le

Dettagli

SUPERLUMINESCENT DIODES (SLDs)

SUPERLUMINESCENT DIODES (SLDs) SUPERLUMINESCENT DIODES (SLDs) Emission spectra and L-I characteristics Capitolo 3 Applicazioni degli SLED. I LED superluminescenti vengono utilizzati in varie applicazioni in cui è richiesta una

Dettagli

Genova 22/24 settembre 2015

Genova 22/24 settembre 2015 Genova 22/24 settembre 2015 ELABORAZIONI DELLA C.T.R.: DTM E CARTE DERIVATE Rappresentazione della morfologia del territorio in Regione Liguria QUALCHE DEFINIZIONE DTM (Digital Terrain Model) o DEM (Digital

Dettagli

3.2 STRUMENTI E DATI DEL TELERILEVAMENTO

3.2 STRUMENTI E DATI DEL TELERILEVAMENTO Telerilevamento 3.2 STRUMENTI E DATI DEL TELERILEVAMENTO utili per moltissimi scopi. Tutto ciò è possibile, in particolare, grazie all uso di piattaforme (come aerei o satelliti) che consentono di riprendere

Dettagli

CONOSCERE LA LUCE. Propagazione nello spazio di un onda elettromagnetica.

CONOSCERE LA LUCE. Propagazione nello spazio di un onda elettromagnetica. FOTODIDATTICA CONOSCERE LA LUCE Le caratteristiche fisiche, l analisi dei fenomeni luminosi, la temperatura di colore. Iniziamo in questo fascicolo una nuova serie di articoli che riteniamo possano essere

Dettagli

WorldView-1 Analisi comparativa con i dati QuickBird

WorldView-1 Analisi comparativa con i dati QuickBird WorldView-1 Analisi comparativa con i dati QuickBird Di Philip Cheng e Chuck Chaapel Worldview-1, è un satellite con sensore pancromatico che produce immagini alla risoluzione di 50 centimetri. Con una

Dettagli

PER DEI SISTEMI A MAREA

PER DEI SISTEMI A MAREA CAPITOLO TERZO IL TELERILEVAMENTO PER LO STUDIO DEI SISTEMI A MAREA ISTEMI A M 3.1 Principi generali del telerilevamento Il controllo periodico della vegetazione di barena attraverso analisi in campo delle

Dettagli

Il campionamento. La digitalizzazione. Teoria e pratica. La rappresentazione digitale delle immagini. La rappresentazione digitale delle immagini

Il campionamento. La digitalizzazione. Teoria e pratica. La rappresentazione digitale delle immagini. La rappresentazione digitale delle immagini ACQUISIZIONE ED ELABORAZIONE DELLE IMMAGINI Teoria e pratica La digitalizzazione La digitalizzazione di oggetti legati a fenomeni di tipo analogico, avviene attraverso due parametri fondamentali: Il numero

Dettagli

Martina Agazzi. Corso di Tecniche plastiche contemporanee. Prof. Carlo Lanzi

Martina Agazzi. Corso di Tecniche plastiche contemporanee. Prof. Carlo Lanzi Martina Agazzi Corso di Tecniche plastiche contemporanee Prof. Carlo Lanzi RILEVAMENTO 3D DI UN OGGETTO ARTISTICO (SCULTURA) Luce strutturata Dispositivo portatile, facilmente trasportabile digitalizzazione

Dettagli

DISTANZA DELLA NEBULOSA DEL GRANCHIO

DISTANZA DELLA NEBULOSA DEL GRANCHIO DISTANZA DELLA NEBULOSA DEL GRANCHIO G. Iafrate e M. Ramella INAF - Osservatorio Astronomico di Trieste Informazioni e contatti: wwwas.oats.inaf.it/aidawp5 - aidawp5@oats.inaf.it La Nebulosa del Granchio

Dettagli

Individuazione delle coperture in cemento-amianto mediante tecniche di telerilevamento

Individuazione delle coperture in cemento-amianto mediante tecniche di telerilevamento Individuazione delle coperture in cemento-amianto mediante tecniche di telerilevamento Roberto Colombo, Cinzia Panigada, Chiara Cilia, Micol Rossini TELERILEVAMENTO DELLE COPERTURE IN CEMENTO AMIANTO Un

Dettagli

Istituto per l Energia Rinnovabile. Autori: David Moser, PhD; Daniele Vettorato, PhD. Bolzano, Gennaio 2013

Istituto per l Energia Rinnovabile. Autori: David Moser, PhD; Daniele Vettorato, PhD. Bolzano, Gennaio 2013 Istituto per l Energia Rinnovabile Catasto Solare Alta Val di Non Relazione Versione: 2.0 Autori: David Moser, PhD; Daniele Vettorato, PhD. Coordinamento e Revisione: dott. Daniele Vettorato, PhD (daniele.vettorato@eurac.edu)

Dettagli

RADIAZIONE SOLARE. Università di Bologna

RADIAZIONE SOLARE. Università di Bologna RADIAZIONE SOLARE DiSTA Università di Bologna IMPORTANZA DELLA RADIAZIONE E' fonte del 99.9% dell energia disponibile sulla terra Le principali fonti energetiche controllate dall'uomo sono state generate

Dettagli

Prof. Luigi Puccinelli IMPIANTI E SISTEMI AEROSPAZIALI SPAZIO

Prof. Luigi Puccinelli IMPIANTI E SISTEMI AEROSPAZIALI SPAZIO Prof. Luigi Puccinelli IMPIANTI E SISTEMI AEROSPAZIALI SPAZIO CONTROLLO TERMICO Equilibrio termico 2 Al di fuori dell atmosfera la temperatura esterna non ha praticamente significato Scambi termici solo

Dettagli

IL RILIEVO LASER SCANNING DEL VULCANO ETNA

IL RILIEVO LASER SCANNING DEL VULCANO ETNA IL RILIEVO LASER SCANNING DEL VULCANO ETNA INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia L Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha usato il sistema a scansione laser (LiDAR Laser Imaging

Dettagli

Rapporto sullo sviluppo delle reti FLAME Etna e Stromboli, per la misura del flusso SO 2, durante il periodo 2005 2009

Rapporto sullo sviluppo delle reti FLAME Etna e Stromboli, per la misura del flusso SO 2, durante il periodo 2005 2009 Prot. int. n UFVG2009/46 Rapporto sullo sviluppo delle reti FLAME Etna e Stromboli, per la misura del flusso SO 2, durante il periodo 2005 2009 Daniele Armando Randazzo, T. Caltabiano, G. G. Salerno, F.

Dettagli

IL MODELLO ATOMICO DI BOHR

IL MODELLO ATOMICO DI BOHR IL MODELLO ATOMICO DI BOHR LA LUCE Un valido contributo alla comprensione della struttura dell atomo venne dato dallo studio delle radiazioni luminose emesse dagli atomi opportunamente sollecitati. Lo

Dettagli

FOTOVOLTAICO LA RADIAZIONE SOLARE

FOTOVOLTAICO LA RADIAZIONE SOLARE FOTOVOLTAICO LA RADIAZIONE SOLARE Il Sole Sfera di gas riscaldato da reazioni di fusione termonucleare che, come tutti i corpi caldi emette una radiazione elettromagnetica o solare. L energia solare è

Dettagli

TUTORIAL Mosaicatura di foto aeree Mosaicare e bilanciare i colori di 16 foto aeree in 5 minuti

TUTORIAL Mosaicatura di foto aeree Mosaicare e bilanciare i colori di 16 foto aeree in 5 minuti TUTORIAL Mosaicatura di foto aeree Mosaicare e bilanciare i colori di 16 foto aeree in 5 minuti pkm007-90-2.0 Mosaicare e bilanciare i colori di 16 foto aeree in 5 minuti Questa guida prevede l uso di

Dettagli

Nuovi oggetti grafici per la Visualizzazione del Tracker

Nuovi oggetti grafici per la Visualizzazione del Tracker Chapter 4 Nuovi oggetti grafici per la Visualizzazione del Tracker In questo capitolo illustrerò i nuovi oggetti grafici che ho sviluppato ed implementato nel software di visualizzazione di CMS. Prima

Dettagli

Informazioni Tecniche riguardo a PhoToPlan

Informazioni Tecniche riguardo a PhoToPlan Informazioni Tecniche riguardo a PhoToPlan Le seguenti pagine forniranno una visione dettagliata dei possibili utilizzi di PhoToPlan Q1 Cosa significa Fotoraddrizzamento? Q2 Come si effettua un fotoraddrizzamento?

Dettagli

Attività di telerilevamento e GIS svolte dal laboratorio LaMMA della Regione Toscana L. BOTTAI, F. MASELLI

Attività di telerilevamento e GIS svolte dal laboratorio LaMMA della Regione Toscana L. BOTTAI, F. MASELLI Attività di telerilevamento e GIS svolte dal laboratorio LaMMA della Regione Toscana L. BOTTAI, F. MASELLI In questo articolo vengono descritte alcune applicazioni operative basate sull elaborazione di

Dettagli

La Visione Artificiale. La vis ione delle macchine La vis ione umana Acquis izione di immag ine

La Visione Artificiale. La vis ione delle macchine La vis ione umana Acquis izione di immag ine La Visione Artificiale La vis ione delle macchine La vis ione umana Acquis izione di immag ine Copyright Alcune slide sono tratte dal testo: Digital Image Processing Materiale didattico relativo si trova

Dettagli

Le immagini digitali. Le immagini digitali. Caterina Balletti. Caterina Balletti. Immagini grafiche. Trattamento di immagini digitali.

Le immagini digitali. Le immagini digitali. Caterina Balletti. Caterina Balletti. Immagini grafiche. Trattamento di immagini digitali. 1 Le immagini digitali Le immagini digitali Università IUAV di venezia Trattamento di immagini digitali immagini grafiche immagini raster immagini vettoriali acquisizione trattamento geometrico trattamento

Dettagli

Perché la carta geografica è importante?

Perché la carta geografica è importante? Perché la carta geografica è importante? perché ci danno informazioni visuali sul TERRITORIO ATTENZIONE, però La carta rappresenta la realtà in 2 modi RIDOTTO SIMBOLICO Per la rappresentazione in modo

Dettagli

Georock 3D. Parte I Georock 3D. Parte II Piano quotato. Parte III Calcolo e Grafici 3D. Parte IV Cenni teorici. Parte V Immagine raster

Georock 3D. Parte I Georock 3D. Parte II Piano quotato. Parte III Calcolo e Grafici 3D. Parte IV Cenni teorici. Parte V Immagine raster I Parte I 1 1 Importazione... di un piano quotato 2 2 Assegnazione... dei materiali 2 3 Condizioni... iniziali 3 4 Selezione... dell area di lancio 4 5 Assegnazione... delle barriere 4 6 Animazione...

Dettagli

Strumenti e tecniche di misura per grandezze fotometriche e caratteristiche delle superfici. prof. ing. Luigi Maffei

Strumenti e tecniche di misura per grandezze fotometriche e caratteristiche delle superfici. prof. ing. Luigi Maffei Strumenti e tecniche di misura per grandezze fotometriche e caratteristiche delle superfici prof. ing. Luigi Maffei Le grandezze fotometriche Sono definite per valutare in termini quantitativi le caratteristiche

Dettagli

DISTANZA DELLA NEBULOSA DEL GRANCHIO

DISTANZA DELLA NEBULOSA DEL GRANCHIO DISTANZA DELLA NEBULOSA DEL GRANCHIO G. Iafrate e M. Ramella INAF - Osservatorio Astronomico di Trieste Informazioni e contatti: http://vo-for-education.oats.inaf.it - iafrate@oats.inaf.it La Nebulosa

Dettagli

Realizzazione e controllo di qualità in corso d'opera del Database Topografico della Provincia di Milano. Ing. Daniele Passoni

Realizzazione e controllo di qualità in corso d'opera del Database Topografico della Provincia di Milano. Ing. Daniele Passoni Realizzazione e controllo di qualità in corso d'opera del Database Topografico della Provincia di Milano Prof.Livio Pinto Ing. Daniele Passoni Milano, 28.1.2010 INTRODUZIONE (1/2) Un DataBase Topografico

Dettagli

Università degli studi di Brescia Facoltà di Ingegneria Corso di Topografia A Nuovo Ordinamento. La misura della distanza

Università degli studi di Brescia Facoltà di Ingegneria Corso di Topografia A Nuovo Ordinamento. La misura della distanza Università degli studi di Brescia Facoltà di Ingegneria Corso di Topografia A Nuovo Ordinamento La misura della distanza Metodi di misura indiretta della distanza Stadia verticale angolo parallattico costante

Dettagli

RILIEVO LASER SCANNER RILIEVO DEGLI EDIFICI STORICI AMBIENTE E TERRITORIO

RILIEVO LASER SCANNER RILIEVO DEGLI EDIFICI STORICI AMBIENTE E TERRITORIO RILIEVO LASER SCANNER RILIEVO DEGLI EDIFICI STORICI AMBIENTE E TERRITORIO Il laser a scansione terrestre opera in modalità totalmente automatica ed è in grado di acquisire centinaia o migliaia di punti

Dettagli

Soluzioni low cost di rilievo 3D e ortofoto ad altissima risoluzione per interi centri storici Dott. Stefano Picchio

Soluzioni low cost di rilievo 3D e ortofoto ad altissima risoluzione per interi centri storici Dott. Stefano Picchio Workshop regionale SMARTINNO 23 Ottobre 2014 Edifici storici e Città Soluzioni low cost di rilievo 3D e ortofoto ad altissima risoluzione per interi centri storici Dott. Stefano Picchio IL RILIEVO DELLA

Dettagli

MISURE DI VELOCITA OTTICHE

MISURE DI VELOCITA OTTICHE MISURE DI VELOCITA OTTICHE SOMMARIO VISUALIZZAZIONI ANALISI DI IMMAGINI 1) METODO DELLA SOGLIA 2) PARTICLE TRACKING VELOCIMETRY (PTV) 3) PARTICLE IMAGE VELOCIMETRY (PIV) 2 VISUALIZZAZIONI 1. INIEZIONE

Dettagli

DESCRIZIONE E GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL SISTEMA DI METAINFORMAZIONE ON-LINE

DESCRIZIONE E GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL SISTEMA DI METAINFORMAZIONE ON-LINE DESCRIZIONE E GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL SISTEMA DI METAINFORMAZIONE ON-LINE Del geolab Laboratorio di Geomatica del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali dell Università degli Studi

Dettagli

Scienze integrate (Biologia con elem.di biologia marina) Prof.ssa Rosa Domestico Lavoro degli alunni della classe IIG a.s.

Scienze integrate (Biologia con elem.di biologia marina) Prof.ssa Rosa Domestico Lavoro degli alunni della classe IIG a.s. LA LUCE Scienze integrate (Biologia con elem.di biologia marina) Prof.ssa Rosa Domestico Lavoro degli alunni della classe IIG a.s. 2012_2013 La luce è una forma di energia che ci fa vedere le forme, i

Dettagli