LINEE GUIDA PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DELLE LAVORATRICI MADRI

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1 LINEE GUIDA PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DELLE LAVORATRICI MADRI a cura di Caterina Peviani, del Servizio di Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro U.O. ASL MI 2 di Melegnano (MI) via Maestri, 2

2 PRESENTAZIONE Nel primo trattato di medicina del lavoro nella storia il grande studioso e medico Ramazzini aveva già individuato alcuni rischi lavorativi che influiscono negativamente sulla riproduzione. Parlando delle tessitrici scrisse: la fatica di questo mestiere produce i suoi danni sulle donne che, se incinte, abortiscono facilmente, e a ciò si aggiungono molti altri mali. La legislazione più recente fornisce nuovi strumenti di intervento col D.Lgs. 151/01. Nella valutazione dei rischi che il datore di lavoro deve fare va tenuto conto anche delle persone che, per loro condizione soggettiva, possono essere maggiormente esposte (la gravidanza è da considerarsi una condizione nella quale determinati rischi lavorativi risultano maggiori). La riflessione sulla attuale legislazione italiana riguardante la tutela delle lavoratrici in gravidanza ci ha portato a riconoscere la necessità di finalizzare un attività di lavoro alla tutela dei segmenti della popolazione lavorativa particolarmente vulnerabile che prevede di: Tutelare individualmente la lavoratrice gravida dai rischi professionali che minacciano la sua specifica condizione, il normale sviluppo del feto, la piena salute del neonato; Avviare mediante azioni dirette e indirette un processo di tutela collettiva delle lavoratrici dai suddetti rischi e più in generale dai fattori di rischio che possono influenzare negativamente sulla salute riproduttiva. Sarebbe però molto riduttivo limitarsi alla salute della gravidanza. Cominciamo col dire che l enfasi sulla salute riproduttiva della donna genera seri problemi. La salute riproduttiva è anche uomo. La salute della donna è anche altro rispetto alla riproduzione. 2

3 INDICE DEI CAPITOLI 1. Presentazione pag Di quali norme disponiamo pag La Valutazione del rischio pag Schede di alcune mansioni con relativi fattori di rischio pag Scheda di approfondimento del settore sanitario pag Lavori più complessi pag Dizionarietto pag Modulistica pag.63 3

4 DI QUALI NORME DISPONIAMO OGGI? Decreto Legislativo 26 MARZO 2001, N 151 Questo decreto, riordina in un unico provvedimento le diverse norme emanate in tema di maternità nel corso degli anni (es:. Legge 1204/71 è la normativa principale, in materia di maternità, DPR 1026/76 è il relativo regolamento di esecuzione, Legge 184/83, Legge 546/87, Legge 379/90, Legge 104/92, Legge 236/93, D.LG. 645/96, Legge 449/97, Legge 488/99, D.LG. 24/00, D.LG. 61/00, Legge 388/00, Legge 53/00, D.LG. 81/00 ecc.) per agevolare l accesso alla conoscenza da parte dei destinatari. Il testo unico si articola in 16 Capi così suddivisi: PRIMO: fornisce il quadro di riferimento, le nuove definizioni delle assenze dal lavoro, i destinatari e le opportunità offerte sia al datore di lavoro che ai lavoratori, ribadendo il divieto a discriminare e, per i lavoratori, l opportunità di utilizzare l anticipazione del trattamento di fine rapporto, per sostenere le spese conseguenti all assenza dal lavoro. SECONDO: è dedicato alla tutela della salute della lavoratrice, inserendo l obbligo della valutazione dei rischi, in particolare i rischi di esposizione ad agenti fisici, chimici o biologici, processi o condizioni di lavoro di cui allegato C, (elenco non esauriente di agenti processi e condizioni di lavoro DLGS 81/08 allegato 1) nel rispetto delle linee direttrici elaborate dalla Commissione dell Unione Europea, individuando le misure di Prevenzione da adottare. Questa valutazione dei rischi si colloca nel contesto delle disposizioni del DLGS 81/08. Qualora i risultati della valutazione, rivelino un rischio per la sicurezza e salute delle lavoratrici, il datore di lavoro deve adottare tutte le misure necessarie affinché l esposizione al rischio delle lavoratrici sia evitato. Quando queste modifiche non sono possibili per motivi organizzativi o altro, il datore del lavoro deve informare per iscritto Ispettorato del lavoro competente per territorio, affinché predisponga l astensione anticipata al lavoro. I CAPI SUCCESSIVI, fino al settimo compreso, riguardano le diverse tipologie di congedi previsti, rendendo visibili quelli innovativi per i padri, precisando altresì che i diritti al congedo parentale vanno riferiti ad ogni singolo bambino. Inserendo altresì efficaci prescrizioni legate ad adozioni e affidamenti e sulle condizioni di applicabilità dei riposi e permessi per i figli con handicap grave. I CAPI ottavo e nono, disciplinano i divieti di lavoro notturno e di licenziamento, le tutele al rientro al lavoro e nel caso di dimissioni. I CAPI decimo, undicesimo e tredicesimo, riguardano le singole tipologie lavorative: a termine nella pubblica amministrazione, personale militare, lavoro stagionale, lavoro a tempo parziale, lavoro a domicilio, lavoro domestico, lavoro in 4

5 agricoltura, collaborazioni coordinate e continuative, attività socialmente utili, lavoratrici autonome, libere professioniste. Nel capo tredicesimo viene specificato come devono essere gestiti gli assegni di maternità destinati alle casalinghe, lavoratrici atipiche e discontinue. I DUE CAPI finali si occupano delle disposizioni generali in materia di vigilanza e in materia oneri contributivi e di copertura finanziaria. QUESTO DOCUMENTO SI COMPONE DI TRE PARTI: La 1 parte è dedicata alla VALUTAZIONE DEL RISCHIO: linee guida relative alla valutazione del rischio per la sicurezza e la salute delle lavoratrici madri nei vari settori lavorativi. La 2 parte Analisi di situazioni problematiche Nella 3 parte si riporta la seguente modulistica: istanza di maternità anticipata o posticipata per lavoro a rischio (modulo 1) modulo di risposta da parte della Ditta di possibilità o impossibilità di cambio mansione della lavoratrice in gravidanza o allattamento, conseguente a richiesta da parte del Servizio (modulo 2) comunicazione del datore di lavoro ai sensi del D. Lgs. 151/2001 (modulo 3) 5

6 1 Parte LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO : linee guida Premessa La finalità di queste linee guida è quella di diffondere agli attori della prevenzione a livello aziendale e oltre uno strumento il più possibile efficace e pratico per la valutazione dei rischi per la salute e sicurezza delle lavoratrici gestanti o in periodo di allattamento, così come previsto dagli articoli 11 e 12 del D.Lgs. 151/01. Valutazione dei rischi Nell approccio alla valutazione dei rischi presenti nell ambiente di lavoro, la prima fase corrisponde all identificazione degli stessi (agenti fisici, chimici, biologici; processi industriali; movimenti e posture; fatica psicofisica) nel rispetto delle linee direttrici elaborate dalla Commissione delle Comunità Europee sopraccitate. FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA FATTORI FISICI Rumore Il rumore, comunemente definito come suono non desiderato, è l inquinante più diffuso negli ambienti di lavoro. (considerando le aree di lavoro a prevalenza femminile è presente soprattutto nell industria tessile, nelle operazioni di montaggio e confezionamento meccanizzate, nella metalmeccanica leggera, in agricoltura, nell ambiente scolastico, soprattutto asili-nido e scuole materne, in molti uffici open-space, chi lavora su strada (vigili, guidatrici di mezzi pubblici ) o settori commerciali rumorosi. Gli effetti dell esposizione a rumore elevato, maggiore di 80 dba, durante la gravidanza, sono stati oggetto di numerosi studi sperimentali ed epidemiologici, i risultati dei quali non sono sempre univoci. La maggior parte delle indagini epidemiologiche mette in evidenza una riduzione di crescita del feto e quindi un minor peso alla nascita, mentre più incerti sono i risultati di studi sull aumento dell abortività e sulla mortalità fetale nelle donne esposte a rumore elevato. Non sono ancora chiari i meccanismi d azione del rumore sull andamento della gravidanza e sul feto, si ipotizza una vasocostrizione articolare che potrebbe essere responsabile di una diminuzione del flusso placentare. In attesa di ulteriori conoscenze sull argomento si ritiene prudente un allontanamento dal lavoro per livelli di esposizione pari o superiori ad 80 dba. Radiazioni ionizzanti L esposizione a radiazioni ionizzanti riguarda quasi esclusivamente l ambito sanitario e interessa in particolare il personale medico e paramedico di radiodiagnostica e radioterapia. Sono ben noti gli effetti nocivi provocati dall esposizione ad alte dosi di radiazioni ionizzanti, sia che provengono da una sorgente esterna (irradiazione) sia che raggiungono il feto dall interno (radiocontaminazione). Tra i tanti effetti dannosi si evidenzia una sterilità, facilità all aborto, aumento delle malformazioni e tumori nei figli. Radiazioni non ionizzanti Al momento attuale non esistono sufficienti risultati sugli effetti provocati sulla gravidanza da sorgenti più intense di campi elettromagnetici a bassa frequenza, sia di tipo occupazionale che legati alla residenza della donna (elettrodotti, forni micronda): 6

7 Vibrazioni Il rischio da vibrazioni è diffuso in rapporto alla meccanizzazione e con l incremento della rete di ogni tipo di trasporto. Le categorie più esposte includono operaie dell industria tessile, lavoratrici agricole e le donne che lavorano su mezzi di trasporto. Le vibrazioni trasmesse in tutto il corpo, possono provocare irregolarità dei cicli mestruali con conseguente diminuzione della fertilità, aumento delle minacce di aborto, del numero di aborti, aumento delle complicanze in gravidanza e parti prematuri. Microclima Nell industria tessile, dell abbigliamento in particolare la stiratura, nell industria alimentare e della ristorazione rappresentano i settori dove è più frequente il rischio da microclima sfavorevole. I meccanismi della termoregolazione che vengono attivati in ambiente caldo possono risultare meno efficaci durante la gravidanza, in quanto esiste in questo periodo una vasodilatazione fisiologica ed un aumento della frequenza cardiaca. Oltre a ciò si osserva un aumento del metabolismo basale con diminuzione delle riserve energetiche. L effetto più importane segnalato risulta essere un aumento degli aborti spontanei per esposizione ad elevate temperature. FATTORI CHIMICI Molti studi evidenziano una correlazione tra l esposizione occupazionale a solventi organici di lavoratrici in gravidanza, con verificarsi di aborti spontanei, specialmente nei primi tre mesi di gestazione. Il campo di utilizzazione dei solventi è molto ampio, vengono usati come materie prime nella produzione di fibre sintetiche, materie plastiche, gomma. Viene inoltre sfruttato il loro potere sgrassante nelle operazioni di pulitura, decapaggio, sgrossatura, sia nell industria metallica, sia nelle lavanderie a secco. I solventi sono componenti essenziali di colle e mastici (industrie calzaturiere e tessili), di vernici e lacche, inchiostri e resine ecc. (industria del legno, metalmeccanica, grafica, farmaceutica). Ci sono altre sostanze che potrebbero dare problemi durante la gravidanza anche se su alcune non ci sono ancora dati certi in bibliografia attestante effetti nocivi sulla gravidanza. Le sostanze sono i seguenti: Formaldeide Glutaraldeide Detergenti Ossido di etilene In attesa di ulteriori dati il problema va affrontato con atteggiamento preventivo si consiglia quindi l allontanamento fino dall inizio della gravidanza. GAS ANESTETICI Preparati attualmente usati per l induzione e il mantenimento dell anestesia generale. Il personale sanitario presente in sala operatoria è quello più esposto in quanto anche se non dovrebbe capitare i gas si possono disperdere nell ambiente. Alcuni studi hanno evidenziato un aumento di aborti spontanei e di neonati con basso peso alla nascita nelle lavoratrici esposte a gas anestetici durante la gravidanza. Vi sono inoltre evidenze di un possibile rischio di ipertensione nelle donne gravide, con rischio sia per la madre che per la gravidanza. 7

8 Farmaci antiblastici Sono utilizzati in ambito sanitario e il personale che manipola tali sostanze può essere esposto per fatti accidentali legati all assorbimento di microdosi nelle attività di ricostruzione e preparazione dei farmaci, sommistrazione, contaminazione per la rottura accidentale di flaconi. Questi farmaci sono considerati mutageni e teratogeni per la specie umana, pertanto il loro assorbimento accidentale durante le operazioni già sopra descritte, può comportare un serio pericolo per la gravidanza. Possono determinare aborto spontaneo e malformazioni. Si ricorda inoltre che l esposizione delle donne in età fertile può portare a menopausa precoce con conseguente infertilità. METALLI Piombo L impiego più frequente di questo metallo si ha nei seguenti settori lavorativi: ceramica metalmeccanica grafica fotoceramica elettronica plastica lavorazione del vetro e del cristallo produzione accumulatori lavorazione del petrolio distribuzione di benzina. Il piombo è tra gli agenti tossici meglio documentati. Può agire già prima del concepimento sia sulla donna che sull uomo, durante la gravidanza, sia sulla madre che sul prodotto di concepimento e dopo la nascita, sul neonato attraverso il latte materno. Mercurio L impiego più frequente del mercurio si ha nei seguenti comparti: produzione di apparecchiature elettriche produzione e manutenzione di strumentazione sanitarie. L esposizione a mercurio nella donna può causare un aumento di disordini mestruali, aborti, nati morti e malformazioni congenite, basso peso alla nascita, paralisi celebrali, convulsioni nei neonati. A tutt oggi non esistono dati certi sulla tossicità riproduttiva umana del cromo, nichel e cadmio. FATTORI BIOLOGICI Le malattie infettive contratte in gravidanza possono avere notevoli ripercussioni sull andamento della stessa, gli effetti di una malattia possono essere: un aggravamento della malattia infettiva; repercussioni sfavorevoli sull andamento della gravidanza (aborto, morte intrauterina del feto, parto anticipato. Si dovranno considerare le condizioni generali di salute della donna in esame ed il suo stato immunitario rispetto ad alcuni agenti per cui si realizza un immunità permanente.pretermine); embriopatie, fetopatie o nanopatie infettive causate ad esempio da alcuni virus (rosolia, morbillo, parotite, citamegalovirus, herpes virus, influenza, epatiti, ADIS) e dal toxoplasma. 8

9 Il rischio di contaminazione infettiva deve essere valutato caso per caso, tenendo conto della natura, del grado e della durata dell esposizione. FATTORI ORGANIZZATIVI Posture e movimentazione manuale dei carichi Questi fattori di rischio sono presenti in quasi tutti i comparti lavorativi. In particolare possono essere soggette a movimentazione manuale di carichi e postura in piedi prolungata per più di metà del tempo lavorativo: le infermiere, le addette all assistenza, le educatrici degli asili nido, le addette al comparto alberghiero, le addette alle mense, le addette a lavori di magazzino. Sono sottoposte a posture obbligate particolarmente affaticanti le addette alle catene di montaggio, le addette al controllo e confezionamento a catena, le addette alle macchine da cucire, le lavoratrici nell industria orafa, nelle ceramiche artistiche, nell industria tessile, le addette del montaggio nell industria metalmeccanica. Cos è la postura di lavoro? Per postura di lavoro si intende il complesso e la sequenza degli atteggiamenti che il corpo assume per lo svolgimento di un determinato compito lavorativo. Le posizioni fisse obbligate, sia sedute che erette, per lunghi periodi, possono determinare un accentuazione di patologie già frequenti in questo periodo. Alcuni studi, sebbene non completamente confermati, hanno evidenziato una maggior prevalenza di aborti, parti prematuri e basso peso alla nascita del neonato, causati dal rischio dovuto alla movimentazione manuale dei carichi. FATICA VISIVA Il sovraccarico visivo o affaticamento visivo può essere determinato da un impegno continuativo e prolungato in operazioni che richiedono una visione ravvicinata o anche da condizioni scorrette di illuminazione. La presenza di difetti visivi non corretti, mal corretti o difficilmente correggibili può essere, in alcuni casi, causa di per sé di affaticamento visivo; in altri casi può concorrere, insieme ai fattori connessi al tipo e all ambiente di lavoro, all insorgenza di fatica visiva. Come agisce? L eccessiva e prolungata contrazione dei muscoli impegnati nell accomodare e nel convergere durante la visione da vicino può indurre affaticamento visivo. Condizioni scorrette di illuminazione, ostacolando la buona visione, costringono l occhio ad un maggiore impegno e ne determinano, di conseguenza, un precoce affaticamento. La fatica visiva si manifesta con bruciore, senso di fastidio (sensazione di corpo estraneo), prurito agli occhi, arrossamento della congiuntiva, dolore ai bulbi oculari o in regione frontale, mal di testa. Si tratta di disturbi transitori che per lo più scompaiono dopo un adeguato periodo di riposo, ma spesso comportano un abuso di anti dolorifici. I settori più a rischio sono: uffici in relazione all uso del VDT; laboratori in relazione all utilizzo di microscopi ottci, lenti di ingrandimento; elettronica in relazione all utilizzo di microscopi ottici, alle operazioni di montaggio e controllo di piccoli pezzi; grafico in relazione alla correzione di bozze; meccanico in relazione al montaggio e al controllo di piccoli pezzi; farmaceutico in relazione alle operazioni di sperlatura (consiste nel controllare visivamente che non siano presenti impurezze in fiale e flaconi); orafo in particolare nelle fasi di montaggio e di controllo; tessile soprattutto nelle operazioni di controllo pezzi; alimentare nelle operazioni di controllo confezionamento. 9

10 STRESS Negli ambienti di lavoro, il termine può essere applicato ad una serie di condizioni ambientali obiettive e ad altre legate all organizzazione del lavoro e alle relazioni umane, quindi più soggettive. Dai dati finora disponibili, risulta che lo stress è una delle condizioni ambientali da prendere in considerazione nella valutazione del rischio lavorativo. Le lavoratrici gestanti e puerpere possono risentire in modo particolare dello stress professionale per mutamenti ormonali, fisiologici e psicologici. LAVORO NOTTURNO Prevalentemente il lavoro notturno interessa le donne del comparto sanitario, le addette alle pulizie, le lavoratrici occupate in comparti a ciclo continuo. Effetti sulla fertilità Alcuni autori hanno segnalato una associazione tra il lavoro a turni notturni e problemi di fertilità nelle lavoratrici, con una maggiore frequenza della abortività spontanea e di parto prematuro. Altri studi hanno rilevato una maggiore frequenza di irregolarità mestruali e di dismenorrea (mestruazioni dolorose). Effetti cancerogeni Recentemente è stata infine segnalata da alcuni autori una associazione tra lavoro notturno e comparsa di tumori della mammella. Si tratta di una serie di osservazioni epidemiologiche che suggerirebbero una ipotesi causale legata agli equilibri ormonali. Il lavoro su turni notturni infatti altererebbe il ciclo di produzione di alcuni ormoni (melatonina, gonadotropine cioè ormoni sessuali) che potrebbe essere in relazione con una aumentata comparsa di tumori mammari nelle lavoratrici turniste. Questo nuovo e importante rischio per la salute, merita necessariamente una alta attenzione sia in termini di azioni preventive che di ulteriori indagini epidemiologiche. TOSSICI DA ABUSO PERSONALE Quali sono? Alcool, fumo di sigarette e droghe (cocaina, eroina, psicofarmaci). Bisogna ricordare che possono causare dei problemi durante la gravidanza e al nascituro. COSA FARE DOPO AVER IDENTIFICATO I RISCHI? Una volta identificati i rischi, il secondo passaggio è quello di stabilire se gli stessi rientrano tra quelli che sono considerati dalla normativa come pregiudizievoli per la salute. In tal senso, se tali rischi sono compresi nell allegato A e B del D.Lgs. 151/01, rientrano tra quelli vietati; se compresi nell allegato C devono essere oggetto di misure qualitative e quantitative. Se da tale valutazione emergono situazioni di rischio, il datore di lavoro individua le categorie di lavoratrici esposte ( gestanti e/o in allattamento) e le misure di prevenzione e protezione da adottare. Dei risultati della valutazione dei rischi e sulle conseguenti misure di prevenzione e protezione adottate devono essere informate tutte le lavoratrici ed i loro rappresentanti per la sicurezza. Sia l applicazione delle misure di prevenzione e protezione che l informazione sono di estrema importanza, in particolare per il primo trimestre di gravidanza. In effetti vi è un periodo che va dai 30 ai 45 giorni dal concepimento in cui una lavoratrice può non essere ancora consapevole del suo stato e di conseguenza non essere in grado di darne comunicazione al datore di lavoro. Alcuni agenti, in particolare fisici e chimici, possono nuocere al nascituro proprio in questo periodo e pertanto la consapevolezza della presenza di rischi in ambiente di lavoro, per una 10

11 donna che abbia programmato una gravidanza, può permetterle di tutelarsi il più precocemente possibile. La valutazione deve essere effettuata in collaborazione con le figure aziendali previste dal D.Lgs. 81/08; in particolare il medico competente riveste un ruolo decisivo nell individuazione delle mansioni pregiudizievoli e delle conseguenti misure di tutela da adottare. Dopo aver effettuato la valutazione dei rischi il datore di lavoro deve elaborare un documento ai sensi del D.Lgs. 81/08, che dovrà riportare la data di compilazione ed essere sottoscritto da chi ha partecipato alla sua elaborazione. Qualora il datore di lavoro abbia optato per l autocertificazione ai sensi del D.Lgs. 81/08, deve comunque essere in grado di documentare l avvenuta valutazione e i risultati della stessa. Conseguenze della valutazione Al fine di mettere in pratica le misure di tutela necessarie per evitare l esposizione al rischio delle lavoratrici il datore di lavoro deve attuare uno o più dei seguenti provvedimenti: modifica temporanea delle condizioni o dell orario di lavoro; spostamento della lavoratrice ad altro reparto/mansione non a rischio; qualora non siano possibili le suddette opzioni dovrà allontanare immediatamente la lavoratrice gravida e/o in allattamento e darne contestuale comunicazione scritta alla Direzione Provinciale del Lavoro al fine di ottenere il provvedimento autorizzativo di astensione per rischio lavorativo. 11

12 Percorso per la valutazione dei rischi e l adozione delle misure di tutela IL SEGUENTE DIAGRAMMA DI FLUSSO ILLUSTRA LE PROCEDURE OPERATIVE, PROPOSTE ALLE LAVORATRICI NEI CASI DI GRAVIDANZA PATOLOGICA O NEI CASI DI GRAVIDANZA NORMALE CON UN LAVORO A RISCHIO LAVORATRICE Presenta al D.L. il certificato di gravidanza Gravidanza patologica GRAVIDANZA FISIOLOGICA (NORMALE) E LAVORO A RISCHIO Ginecologo Ispettorato del Lavoro D.L mette in atto le procedure previste Possibilità di spostamento Il M. C. esprime un giudizio di idoneità Impossibilità di spostamento Nuova mansione non a rischio Possibile verifica ed informazioni U.O. P.S.A.L Richiesta di astensione anticipata ISPETTORATO DEL LAVORO Leggenda: D.L. (datore di lavoro) M.C. (medico competente) U.O.P.S.A.L (unità operativa prevenzione salute ambienti di lavoro) 12

13 Allo scopo di agevolare la redazione del documento si forniscono delle tabelle di riferimento che riportano in sintesi alcune indicazioni pratiche sui contenuti di minima che deve contenere; si fornisce inoltre un fac-simile della domanda di astensione da inviare alla Direzione Provinciale del Lavoro (allegato 3 SEZIONE MODULISTICA) Le linee direttrici della Commissione delle Comunità Europee del 5/10/2000 sono reperibili sul sito: Seconda parte ANALISI DI UNA SITUAZIONE PROBLEMATICA PENDOLARISMO Il viaggio tra il luogo di lavoro e l abituale residenza non viene contemplato dalla legislazione, ma viene comunque citato come fattore di rischio nelle Linee Direttrici UE. Infatti alla voce spostamenti all interno o all esterno del luogo di lavoro troviamo la seguente descrizione: Gli spostamenti durante il lavoro e da e verso il luogo di lavoro possono essere problematici per le donne gestanti e comportare rischi, tra cui: fatica,, vibrazioni, stress, posture statiche, disagi e infortuni. Tali rischi possono avere effetti significativi sulla salute delle lavoratrici gestanti e puerpere. Si ritiene pertanto opportuno, nell analisi del rischio per stabilire il periodo di astensione obbligatoria effettuare una valutazione caso per caso considerando i seguenti elementi: a) distanza (indicativamente otre 100 Km complessivi tra andata e ritorno) b) tempo di percorrenza (indicativamente oltre 2 ore complessive tra andata e ritorno) c) numero e tipo di mezzi di trasporto utilizzati (impiego di 2 o più mezzi) d) caratteristiche del percorso (strade di montagna, condizioni meteorologiche sfavorevoli, ecc. ) In linea di massima, si applica il seguente criterio: un mese anticipato se presente solo il requisito della distanza o il tempo di percorrenza tutto il periodo del pre-parto se presenti almeno due degli elementi su indicati. 13

14 Guida per l effettuazione della valutazione dei rischi ai seni del D.Lgs. 151/01 per la tutela delle lavoratrici in età fertile da adottare dal momento del ricevimento del certificato di gravidanza da parte della lavoratrice. Reparto Rischi Riferimenti Periodo di Misure di tutela * mansioni lavorativi legislativi riferimento Per ogni Dovranno I lavori vietati Indicare il Indicare: reparto essere sono indicati periodo in cui è modifica delle dovranno valutati i negli allegati A necessario condizioni o essere rischi e B del Decreto l allontanamento dell orario di individuate relativi alle 151/01; devono del rischio: lavoro le mansioni mansioni inoltre essere Gravidanza cambio mansione presenti o svolte e valutati i rischi Allattament (specificare in i compiti quelli per la sicurezza o(fino a dettaglio quale e lavorativi relativi e la salute delle sette mesi in quale reparto svolti all ambiente lavoratrici con dopo il allontanamento in cui tali riferimento parto) della lavoratrice mansioni all allegato C del e contestuale vengono citato decreto. informativa effettuate, scritta alla in particolare Direzione provinciale del dovranno lavoro per il essere rilascio del valutati i provvedimento di seguenti interdizione dal rischi: lavoro fisici, chimici, biologici, legati all organizza zione del lavoro. *le misure di tutela possono essere riportate in un documento di procedura aziendale per la tutela delle lavoratrici madri da adottare dal momento del ricevimento del certificato di gravidanza da parte della lavoratrice. 14

15 Schede di alcune mansioni: identificazione dei rischi specifici correlati all attività CONFEZIONAMENTO CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE In molti settori produttivi (tessile, farmaceutico, abbigliamento, alimentare, metalmeccanico, grafico, ecc.) le attività di confezionamento e di controllo della qualità dei prodotti vengono svolte per lo più da personale femminile impiegato nelle operazioni più ripetitive e di minor contenuto professionale. TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001) Lavorazione Fattori di rischio Riferimenti Legislativi Postura obbligata DPR 1026/76 art. 5 lett. G Rumore D.Lgs. 645/96 All. I comma 1 lett. c Assemblaggio Confezionamento Postura in piedi DPR 1026/76 art. 5 lett. G Stress D.Lgs. 645/96 All. I comma 1 lett. g Movimentazione manuale dei carichi Microclima D.Lgs. 645/96 All. I comma 1 lett. g D.Lgs. 645/96 All. I comma 1 lett. f 15

16 INDUSTRIA FARMACEUTICA ELENCAZIONE DELLE PRINCIPALI LAVORAZIONI 1. PREPARAZIONE DEL FORMULATO 2. CONFEZIONAMENTO 3. SPERLATURA 4. LABORATORIO CHIMICO-FISICO 5. STABULARISTI CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE Nella produzione di un farmaco si distinguono due momenti principali: la sintesi del principio attivo ed il confezionamento del prodotto finito intendendo con questo termine la preparazione del formulato ed il suo confezionamento. Le industrie di sintesi sono tipiche industrie chimiche, ad occupazione soprattutto maschile; mentre nei confezionamenti l'occupazione è tipicamente femminile. TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001) Lavorazione Fattori di rischio Riferimenti Legislativi Confezionamento e imballaggio prodotti in vetro Rischio chimico Postura incongrua e fatica fisica L. 1204/71 art. 3 comma III DPR 1026/76 art. 5 lett. G Microclima D.Lgs. 645/96 All. I comma 1 lett. f Rumore D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. c Alcol isopropilico DPR 1026/76 art. 5 lett. B DPR 303/56 art. 33 voce 40 tabella allegata Sperlatura Postura incongrua e fatica fisica DPR 1026/76 art. 5 lett. G Laboratorio chimico-fisico Sostanze chimiche Postura incongrua e fatica fisica L. 1204/71 art. 3 comma III DPR 1026/76 art. 5 lett. G Stabulatori Rischio infettivo D.Lgs. 645/96 all. I comma 2 DPR 1026/76 art. 5 lett. L 16

17 ABBIGLIAMENTO CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE Il lavoro è tipicamente femminile. ELENCAZIONE DELLE PRINCIPALI LAVORAZIONI 1. TAGLIO 2. CUCITURA 3. STIRATURA 4. SMACCHIATURA 5. CONFEZIONAMENTO 6. LAVORI IN MAGAZZINO TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001) Lavorazione Fattori di rischio Riferimenti Legislativi Taglio Postura in piedi DPR 1026/76 art. 5 lett. G Cucitura Postura obbligata DPR 1026/76 art. 5 lett. G Utilizzo di macchine mossa o comandata a pedale con ritmo frequente e notevole sforzo DPR 1026/76 art. 5 lett. H Rumore D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. c Stiratura Postura in piedi DPR 1026/76 art. 5 lett. G Microclima D.Lgs. 645/96 all. I comma I lett. f Smacchiatura Solventi clorurati DPR 1026/76 art. 5 lett. B Confezionamento Postura in piedi DPR 1026/76 art. 5 lett. G Lavori in magazzino Postura in piedi DPR 1026/76 art. 5 lett. G Movimentazione manuale dei carichi D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. g 17

18 METALMECCANICA ELENCAZIONE DELLE PRINCIPALI LAVORAZIONI 1. CONFEZIONAMENTO 2. MONTAGGIO MONTAGGIO CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE Queste operazioni sono tipiche nel settore della meccanica, elettromeccanica, elettronica e sono prevalentemente affidate alle donne. Sono caratterizzate da alta ripetitività e bassa qualificazione, pur richiedendo un certo grado di attenzione. Vengono effettuate sia presso le grandi - medie aziende che, soprattutto, presso piccole aziende artigiane, caratterizzate da limitate possibilità di controllo. TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001) Lavorazione Fattori di rischio Riferimenti Legislativi Lavorazione dei metalli con macchine Rumore D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. c D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett.a DPR 1026/76 art. 5 lett. I Vibrazioni DPR 1026/76 art. 5 lett. B Saldatura Oli minerali Fumi di saldatura con possibilità di esposizione a metalli: piombo cromo nichel cadmio mercurio DPR 1026/76 art. 5 lett. B D.Lgs. 645/96 all. II comma I lett. c Sgrassatura Solventi Detergenti DPR 1026/76 art. 5 lett. B, C Decapaggio Verniciatura Operazioni varie Acidi forti (cloridico solforico, nitrico, ecc) Solventi Pigmenti Resine Rischi generali: Postura DPR 1026/76 art. 5 lett. B, C DPR 1026/76 art. 5 lett. B, C DPR 1026/76 art. 5 lett. G Movimentazione manuale dei carichi D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. g 18

19 LEGNO ELENCAZIONE DELLE PRINCIPALI LAVORAZIONI DOVE VENGONO IMPEGNATE LE DONNE 1. RIFINITURA DEI MOBILI 2. VERNICIATURA 3. LUCIDATURA TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001) Lavorazione Lavorazione legno con macchina Fattori di rischio Riferimenti Legislativi Rumore D.Lgs. 645/96 all. II comma 1 lett. c Polveri di legno DPR 1026/76 art. 5 lett. B, C Lucidatura - Carteggiatura Polveri di legno, di vernici, ecc DPR 1026/76 art. 5 lett. B, C Incollaggio Formaldeide DPR 1026/76 art. 5 lett. B Microonde D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. e Verniciatura Solventi Pigmenti Resine DPR 1026/76 art. 5 lett. B, C Operazioni varie Rischi generali: Postura Movimentazione manuale dei carichi DPR 1026/76 art. 5 lett. G D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. g 19

20 PELLETTERIE E CALZATURE ELENCAZIONE DELLE PRINCIPALI LAVORAZIONI 1. TAGLIO PELLI 2. ORLATURA-GIUNTURA (sgranatura, cucitura, incollaggio) 3. MONTAGGIO-ASSEMBLAGGIO(messa in forma incollaggio, ribattitura) 4. FISSAGGIO-RIFINITURA (coloritura ritocco, applicazione solette, stiratura pulizia) CARATTERIZZAZIONE DELLA PRESENZA FEMMINILE La lavorazione delle pelli e delle calzature è una tipica attività produttiva italiana dove viene impiegato TABELLA RIASSUNTIVA DEI FATTORI DI RISCHIO PER LA GRAVIDANZA CON RIFERIMENTI LEGISLATIVI (integrati nel D.LGS 151/2001) Lavorazione Fattori di rischio Riferimenti Legislativi Taglio pelli Postura DPR 1026/76 art. 5 lett. G Polvere di pelle e cuoio DPR 1026/76 art. 5 lett. C D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. c Orlatura-Giuntura (scarnitura, spaccatura, cucitura, incollaggio) Rumore Postura Polvere di pelle e cuoio Rumore DPR 1026/76 art. 5 lett. G DPR 1026/76 art. 5 lett. C D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett. c Solventi DPR 1026/76 art. 5 lett. B Montaggio- Assemblaggio (messa in forma, incollaggio ribattitura) Postura Rumore DPR 1026/76 art. 5 lett. G D.Lgs. 645/96 all. I comma 1 lett.c Solventi DPR 1026/76 art. 5 lett. B Fissaggio-Rifinitura (coloritura, ritocco, applicazione solette, stiratura pulizia) Postura Solventi/Tinture DPR 1026/76 art. 5 lett. G DPR 1026/76 art. 5 lett. B 20

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