Corso di COMUNICAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA

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1 Università degli Studi di Napoli Parthenope Corso di COMUNICAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA Prof. Loris LANDRIANI a. a

2 info Sito Orario dei corsi Programma Mail docente Ricevimento Libri di testo Modalità d esame

3 Libri di testo: CORVI E. (2000), Comunicazione d impresa e investor relation, Ed. Egea, Milano La gestione della comunicazione economico-finanziaria BERETTA S. (2007, a cura di) No news bad news, Ed. Egea Milano Perché e come comunicare informazioni economico finanziarie su base volontaria

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5 La strategia aziendale SISTEMA COMPETITIVO SISTEMA SOCIALE Strategia competitiva Strategia sociale SISTEMA DI PRODOTTO STRUTTURA PROSPETTIVE OFFERTE / CONTRIBUTI RICHIESTI

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7 INFORMAZIONI INTERNE PREVENTIVE BUDGET CONTROLLO DI GESTIONE ESTERNE CONSUNTIVE RAGIONERIA BILANCIO

8 GOVERNANCE VALORI CULTURA MISSION STRATEGIA POLITICA RAZIONALITA DECISIONI VISION

9 BILANCIO E STAKEHOLDER Bilancio d esercizio Bilancio consolidato Bilancio abbreviato Bilancio interno Bilancio fiscale Bilancio intermedio Bilancio straordinario Bilancio di fusione Bilancio di liquidazione Bilancio certificato Bilancio pubblico Bilancio ambientale Bilancio sociale Bilancio di missione Bilancio di mandato E Q U I L I B R I O Azionisti Manager Imprenditore Dipendenti Fornitori Clienti Banche Fisco EELL Stato Associazioni Comunità Concorrenti Risparmiatori Authority..

10 BILANCIO Strumento informativo MODELLO DI COMPORTAMENTO

11 I CRITERI DI VALUTAZIONE OIC 1-5 CNDC-R TUIR Codice Civile (art ) D.lgs 6/03 IASC 1-41 (IAS) IASB 1-8 (IFRS)

12 L APPLICAZIONE DEGLI IAS IN ITALIA (semplificato) Anno Bilancio Categoria Adozione IAS 2005 Consolidato Banche, assicurazioni, quotate, gruppi, finanziarie Obbligatorio esercizio Banche, assicurazioni, quotate, gruppi, finanziarie Facoltativo 2006 esercizio Banche, assicurazioni, quotate, gruppi, finanziarie Obbligatorio 2006 esercizio Per tutti gli altri In attesa di decreto 2006 esercizio Bilancio abbreviato Esclusi

13 Implicazione della transizione agli IAS (sintesi) cambia la filosofia del bilancio mutano gli obiettivi assegnati al bilancio si ampliano i destinatari dell informativa di bilancio si modifica la composizione del bilancio vi è un nuovo impianto normativo

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21 BANCHE CONCORRENTI AZIONISTI PROPRIETA CLIENTI AZIENDA BILANCIO FORNITORI DIPENDENTI STATO ENTI LOCALI COMUNITA

22 Le informazioni che derivano dal bilancio d esercizio sono per loro natura: statiche (si riferiscono al passato); prestabilite, nella loro forma, dalle leggi; solo di carattere quantitativo; soggettive, cioè realizzate dall arbitrio di chi ne ha la responsabilità formale e sostanziale, seppur nell ambito delle leggi vigenti. Quindi: disponiamo di informazioni limitate!!!

23 L analisi di bilancio, con varie tecniche e strumenti, si pone l obiettivo di superare alcuni dei limiti che ci derivano dalle informazioni provenienti dai bilanci civilistici. La logica su cui si basa quest analisi è quella sistemica. AZIENDA SISTEMA BILANCIO ANALISI DI BILANCIO ANALISI DELL AZIENDA ANALISI SISTEMICA

24 Obiettivi dell analisi di bilancio I bilanci, di per sé, non rappresentano uno specchio ottimale delle dinamiche gestionali e dei loro risultati. IL NOSTRO OBIETTIVO NON E LEGGERE IL BILANCIO, MA LEGGERE LA GESTIONE ATTRAVERSO IL BILANCIO GESTIONE si riflette nel BILANCIO Capacità di lettura potenziata INTERPRETAZIONI metodologie di analisi lettura INFORMAZIONI

25 Le modalità dell analisi di bilancio possono essere suddivise in tre gruppi: attraverso le riclassificazioni attraverso gli indici attraverso i flussi e puntano ad avere le seguenti informazioni: economiche obiettivo redditività patrimoniali obiettivo solidità finanziarie obiettivo liquidità

26 Le informazioni economiche attengono a costi, ricavi, ecc. Le informazioni patrimoniali attengono a fonti, impieghi, ecc. Le informazioni finanziarie attengono a crediti, debiti, ecc Vantaggi delle riclassificazioni: i prospetti contabili (SP, CE) sono ri-aggregati per voci omogenee Vantaggi dell analisi per indici: i dati assoluti forniti dai bilanci divengono relativi Vantaggi dell analisi per flussi: i dati che si ottengono sono depurati da manovre di bilancio

27 Gli strumenti dell analisi di bilancio: per flussi rendiconto finanziario cash flow per indici redditività liquidità struttura durata produttività CE costi e ricavi della produzione venduta valore aggiunto per riclassificazione margine operativo lordo (MOL) pertinenza gestionale SP liquidità esigibilità funzionale

28 L analisi della dinamica finanziaria Lo studio della dinamica finanziaria consente di rispondere a due quesiti: qual è il quantitativo di risorse monetarie complessivamente movimentato nel corso del periodo di osservazione; qual è la provenienza e quale la destinazione delle risorse monetarie.

29 Riclassificazione del CONTO ECONOMICO secondo il MOL VALORE DELLA PRODUZIONE - TOT. COSTI FATTORI ESTERNI VALORE AGGIUNTO - SPESE PER IL PERSONALE MARGINE OPERATIVO LORDO (EBITDA) - AMMORTAMENTI, ACCANTONAMENTI, SVALUTAZIONI, ecc. MARGINE OPERATIVO NETTO = REDDITO OPERATIVO (EBIT) SALDO GESTIONE FINANZIARIA, STRAORDINARIA, FISCALE UTILE (O PERDITA) D ESERCIZIO

30 Riclassificazione STATO PATRIMONIALE, secondo il criterio FUNZIONALE Crediti di esercizio + ratei attivi Rimanenze di esercizio Capitale circolante lordo (debiti a breve, compresi TFR, ratei pax) (fondi svalutazione specifici) (fondi spese future) CAPITALE CIRCOLANTE COMMERCIALE NETTO Imm. Materiali nette imm. Immateriali nette imm. Finanziarie nette CAPITALE FISSO OPERATIVO Imm. Materiali Extra operative nette imm. Immateriali operative nette imm. Finanziarie operative nette CAPITALE FISSO EXTRAOPERATIVO CAPITALE FISSO NETTO (T.F.R. ed altre pass.tà non finan. a medio termine) (Fondo imposte) CAPITALE INVESTITO AL NETTO DELLE PASSIVITA' DI FUNZIONAMENTO (tot. ATTIVO)

31 debiti finanziari (liquidità) (crediti finanziari) POSIZIONE FINANZIARIA NETTA capitale sociale utile a nuovo fondi riserve reddito netto PATRIMONIO NETTO TOTALE FONTI (tot. PASSIVO)

32 Riclassificazione secondo il criterio di liquidità / esigibilità Schema ATTIVITA' PASSIVITA' ATTIVITA' A BREVE ATTIVITA' CONSOLIDATE Liquidità immediata Debiti verso banche Cassa - C/c Fornitori Titoli negoziabili Debiti tributari PASSIVITA'... Rate in scadenza dei mutui A BREVE Liquidità differite Quote TFR da liquidare Crediti commerciali Cambiali attive.. Disponibilità Scorte Mutui Anticipi a fornitori Debiti consolidati... Prestiti obbligazionari (fondi di pertinenza) Fondo TFR PASSIVITA' Immobilizzazioni tecniche CONSOLIDATE impianti Macchinari Immobili Immobilizzazioni finanziarie Azioni Quote societarie Altri titoli Immobilizzazioni immateriali Capitale sociale Marchi Riserve CAPITALE Brevetti Utili (perdite) NETTO Spese di ricerca e sviluppo (fondi di pertinenza) ATTIVITA' NETTA PASSIVITA' E CAPITALE NETTO

33 Riclassificazione secondo il criterio della pertinenza gestionale Schema Scorte Crediti verso clienti Anticipi a fornitori Altre attività correnti... (Fondi di pertinenza) Macchinari e impianti Attrezzature Brevetti Spese di R&S Partecipazioni operative... (Fondi di pertinenza) ATTIVITA' CORRENTI ATTIVITA' NON CORRENTI OPERATIVE ATTIVITA' OPERATIVE Debiti vs fornitori Fondo TFR Debiti tributari Anticipi da clienti... Debiti vs banche Mutui Obbligazioni Prestiti da soci Altri debiti finanziari... PASSIVITA' CORRENTI PASSIVITA' NON CORRENTI (O FINANZIARIE) Titoli negoziabili Titoli a reddito fisso Immobili non operativi C/c bancari e postali... (Fondi di pertinenza) ATTIVITA' NON OPERATIVE Capitale sociale Riserve Utili (o perdite)... CAPITALE NETTO

34 INDICI DI REDDITIVITA ROI (return on investment) = REDDITO OPERATIVO/K investito nella gest. caratteristica ROE (return on equity) = UTILE/CAPITALE NETTO ROS (return on sales) = REDDITO OPERATIVO/RICAVI DI VENDITA ROA (return on asset) = REDDITO OPERATIVO/TOT. K investito

35 Il ROI può essere anche calcolato come: (REDDITO OPERATIVO/VENDITE) x (VENDITE/K gest. caratt.), cioè come prodotto tra il ROS ed il tasso di rigiro del capitale investito nella gestione caratteristica, cioè quante volte nell arco dell anno, il capitale investito si è trasformato in risorse finanziarie Problemi del ROI: individuazione del capitale investito nella sola gestione caratteristica individuazione del tempo in cui rilevare la consistenza del capitale Problemi del ROE: al denominatore del rapporto deve essere compreso l utile di periodo? Quando possiamo affermare che il ROI ed il ROE sono soddisfacenti?

36 LE ALTRE LEVE LEVA OPERATIVA MARGINE DI CONTRIBUZIONE*/REDDITO OPERATIVO LEVA STRUTTURALE - COSTI FISSI/REDDITO OPERATIVO A quanto ammonta la differenza in valore assoluto tra le due leve? *Margine di contribuzione: ricavi costi variabili

37 INDICI DI LIQUIDITA CURRENT RATIO (indice di disponibilità) = ATTIVITA CORRENTI/PASSIVITA CORRENTI QUICK RATIO (Acid test, indice di liquidità) = (ATTIVITA CORRENTI SCORTE)/PASSIVITA CORRENTI

38 INDICI DI STRUTTURA Margine di struttura I (primario) CAPITALE PROPRIO/IMMOBILIZZAZIONI Margine di struttura II (secondario) (CAPITALE PROPRIO + DEBITI M/L)/IMMOBILIZZAZIONI Margine di tesoreria ATTIVITA A BREVE PASSIVITA A BREVE Coefficiente di indebitamento (elasticità delle fonti) CAPITALE PROPRIO/CAPITALE DI TERZI Elasticità degli impieghi IMMOBILIZZAZIONI/CAPITALE CIRCOLANTE

39 INDICI DI PRODUTTIVITA complessiva VALORE AGGIUNTO/VALORE DEL PRODOTTO del lavoro VALORE AGGIUNTO/COSTI DEL LAVORO del capitale VALORE AGGIUNTO/CAPITALE INVESTITO

40 INDICI DI DURATA - ROTAZIONE TEMPO MEDIO DI INCASSO CREDITI VS CLIENTI/FATTURATO GIORNALIERO TEMPO MEDIO DI PAGAMENTO DEBITI VS FORNITORI/ACQUISTI GIORNALIERI TEMPO MEDIO GIACENZA SCORTE GIACENZE DI MAGAZZINO/ ACQUISTI GIORNALIERI Cosa dovrebbe fare un buon imprenditore?

41 La redditività: la relazione tra ROE, ROI e struttura finanziaria - S.P IMPRESA A Impieghi Capitale Netto Indebitamento Totale attivo Totale passivo Tasso di interesse sul prestito pari al 10% IMPRESA B Impieghi Capitale Netto Indebitamento Totale attivo Totale passivo Tasso di interesse sul prestito pari al 10%

42 La redditività: la relazione tra ROE, ROI e struttura finanziaria - C.E Impresa A Impresa B Reddito operativo 500 Reddito operativo oneri finanziari oneri finanziari Utile ante-imposte 400 Utile ante-imposte Imposte (50%) Imposte (50%) Utile netto 200 Utile netto 150 ROI 16,7% ROI 16,7% ROE 10,0% ROE 15,0%

43 Impresa A (Se il tasso di interesse passa dal 10 al 20%) Impresa B Reddito operativo 500 Reddito operativo oneri finanziari oneri finanziari Utile ante-imposte 300 Utile ante-imposte Imposte (50%) Imposte (50%) - 50 Utile netto 150 Utile netto 50 ROI 16,7% ROI 16,7% ROE 7,5% ROE 5,0%

44 Destinatari e Attori della comunicazione economico- finanziaria Prof. Loris Landriani

45 I destinatari della comunicazione economico-finanziaria Lavoratori dirigenti dipendenti Azionisti di comando di minoranza attivi dormienti Clienti/Fornitori cassettisti speculatori

46 I destinatari della comunicazione economico-finanziaria Pubbliche autorità Fisco-Consob Borsa valori Banca d Italia Investitori potenziali individuali istituzionali Studiosi/Analisti/Mass media/associazioni di categoria/società di rating Collettività

47 Gli investitori potenziali -Creditori finanziari Investitori potenziali individuali -Potenziali azionisti di controllo -Potenziali azionisti di minoranza istituzionali -Banche -Intermediari finanziari

48 I creditori finanziari I creditori finanziari di un impresa possono essere rappresentati da: istituti di credito; obbligazionisti; lavoratori.

49 Studiosi, Analisti, Mass media, Società di rating, intermediari finanziari Domanda di informazioni primarie Intermediari della CEF Offerta di informazioni Al mercato Alle imprese emittenti Agli investitori finali Primarie Secondarie Alla collettività Ai clienti

50 I gap informativi gap istituzionale: tra la valutazione aziendale e la valutazione degli investitori; gap di mercato: tra la valutazione aziendale e la valutazione di mercato; gap strutturale: tra la valutazione degli investitori e la valutazione di mercato.

51 Le informazioni nelle scelte di investimento crescita di mercato; sviluppo di nuovi prodotti; investimenti in R&S; qualità dei prodotti; raggiungimento degli obiettivi strategici; costi; andamento del settore; quota di mercato; qualità dei processi; utili; flussi di cassa.

52 Strumenti per la valutazione dell investimento analisi fondamentale; dividend discount model.

53 Gli Attori della comunicazione economico-finanziaria Per gestire l attività di comunicazione l impresa ha tre alternative: svolgere al proprio interno tutte le attività; delegare tutte le attività di comunicazione a professionisti esterni; dotarsi all interno della struttura aziendale di figure che operino a contatto con professionisti esterni.

54 Gli attori aziendali presidente; amministratore delegato; direttore finanziario; direttore del personale; direttore amministrativo; responsabile ufficio soci; responsabile relazioni esterne; investor relations.

55 Il rapporto tra attori aziendali e destinatari Attori aziendali Direttore finanziario Direttore del personale Responsabile ufficio soci Responsabile relazioni esterne Investor relations Destinatari Banche Dipendenti Azionisti Mass Media Investitori istituzionali, privati, risparmiatori

56 Investor relations La funzione di investor relations consiste nella comunicazione efficace e tempestiva di informazioni favorevoli e sfavorevoli sull impresa al mercato azionario e a particolari target, affinché gli investitori possano formulare valutazioni più complete e corrette sui prezzi delle azioni. Il ruolo centrale dell Investor relation si sostanzia nel mantenimento di un adeguata domanda di titoli a un prezzo che rifletta il suo reale potenziale, ovvero nella riduzione del gap di mercato.

57 L Investor relations aziendale L investor relations può essere una funzione interna, di solito posta nell area finanza o in posizione di staff dell alta direzione, composta da un gruppo di risorse specializzate nel rapporto con gli attori del mercato finanziario. Nelle funzioni di Investor relations si cumulano spesso competenze finanziarie e gestionali con competenze di marketing e relazionali.

58 Le fasi dell Investor relations analisi e valutazione della situazione attuale; fissazione degli obiettivi che si intendono raggiungere; pianificazione di un programma di comunicazione; controllo e valutazione dei risultati.

59 I livelli e le tipologie di comunicazione Comunicazione primaria dovuta; comunicazione primaria voluta; comunicazione secondaria derivata.

60 Gli Attori della comunicazione derivata Mass media; Analisti; Intermediari finanziari; Società di rating.

61 La comunicazione obbligatoria Prof. Loris Landriani

62 Norme di riferimento Codice Civile; Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (d. lgs. 24 febbraio 1998, n. 58); Regolamento Consob n del 1 luglio 1998; Regolamento Borsa Italiana.

63 T.U.F. Art. 114, c. 1 informare il pubblico dei fatti idonei ad influenzare sensibilmente i prezzi degli strumenti finanziari (price sensitive); Art 114, c. 5 la CONSOB può richiedere altre notizie e documenti; Art. 114, c.6 possibilità di reclamo; Art. 116, c.1 applicazione delle disposizioni dell art 114 anche alle società non quotate emittenti strumenti finanziari diffusi in modo rilevante;

64 T.U.F. Art. 94 comunicazione alla CONSOB, con allegato il prospetto informativo destinato a pubblicazione, per le società che intendono effettuare una sollecitazione all investimento; Art. 102 comunicazione alla CONSOB, con allegato il documento destinato a pubblicazione, per le società che intendono lanciare un Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) o un Offerta Pubblica di Scambio (OPS); Art. 113 regolamentazione del prospetto di quotazione.

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69 CONSOB Regolamenta - la prestazione dei servizi di investimento; - gli obblighi informativi delle società quotate; - le offerte al pubblico di strumenti finanziari. Autorizza la pubblicazione dei prospetti informativi relativi a offerte pubbliche di scambio/acquisto; l esercizio dei mercati regolamentati; la iscrizione agli albi delle imprese di investimento, dei promotori finanziari e delle società di revisione.

70 CONSOB Inoltre vigila sulla società di gestione dei mercati e sulla trasparenza ed ordinato svolgimento delle negoziazioni, nonché sulla trasparenza e correttezza dei comportamenti degli intermediari e dei promotori finanziari; sanziona i soggetti vigilati, direttamente o formulando una proposta al Ministero dell economia e delle finanze; controlla le informazioni fornite al mercato dalle società quotate e da chi promuove offerte pubbliche di strumenti finanziari; accerta eventuali andamenti anomali delle contrattazioni sui titoli quotati.

71 Regolamento Borsa Italiana Disciplina le condizioni e modalità di ammissione, esclusione e sospensione degli strumenti finanziari dalle negoziazioni; le condizioni e modalità di ammissione, esclusione e sospensione degli operatori dalle negoziazioni; le condizioni e modalità di svolgimento delle negoziazioni e di funzionamento dei servizi ad esse strumentali; le modalità di accertamento, pubblicazione e diffusione dei prezzi e delle informazioni.

72 Il sistema delle norme Società non quotate Modello del Codice Civile - Bilancio (art ss) Modello Istituzionale Periodica Episodica Grandi società non quotate e società quotate - Relazione degli amministratori (art. 2428) - Verbali di assemblea (art. 2375) - Bilancio consolidato (d. lgs. 127/1991) -Trasformazione, Fusione, Scissione (art quater) - Prospetto informativo -Relazione semestrale -Relazione trimestrale - Partecipazioni - Patti di sindacato - Modifica azionista di controllo - Modifica oggetto sociale - Assoggettamento a procedure concorsuali - Operazioni sul capitale - Fusioni/Scissioni -Acquisto o Alienazione di partecipazioni o ramo d azienda -Price sensitive

73 Il bilancio Il bilancio costituisce lo strumento di rappresentazione della situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell azienda ad una certa data. Il bilancio è disciplinato dal codice civile che ne stabilisce: principi di redazione; struttura; contenuto; criteri di valutazione.

74 La nota integrativa La nota integrativa assolve a finalità informative che tendono a soddisfare un duplice ordine di esigenze: illustrare nel dettaglio il contenuto delle varie poste dello stato patrimoniale e del conto economico, fornendo al lettore strumenti narrativi più analitici per descrivere ed interpretare le modalità di formazione dei valori sintetici accolti nei prospetti; riportare i dati e le notizie mancanti, nonché le informazioni complementari ed integrative a quelle riportate nei prospetti del reddito e patrimonio, svolgendo una funzione specificamente informativa.

75 La relazione sulla gestione La relazione sulla gestione è un documento che, pur non facendo parte integrante del bilancio, lo completa. L art c.c. prevede che in tale relazione vengano fornite informazioni su: situazione della società ed andamento della gestione; attività di ricerca e sviluppo; rapporti con imprese controllate, collegate, controllanti; numero e valore nominale delle azioni proprie possedute e alienate;

76 La relazione sulla gestione i fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell esercizio; l evoluzione prevedibile della gestione. se la società possiede degli strumenti finanziari, dovrà fornire informazioni su: gli obiettivi e le politiche della società in materia di gestione del rischio finanziario, compresa la politica di copertura per ciascuna operazione; l esposizione della società al rischio di prezzo, al rischio di credito, al rischio di liquidità e al rischio di variazione dei flussi finanziari.

77 La relazione semestrale e trimestrale Le società quotate, inoltre, devono redigere la relazione semestrale entro 3 mesi dalla fine del primo semestre e le relazioni trimestrali entro 45 giorni dalla fine di ogni trimestre. I criteri di redazione delle relazioni semestrali e trimestrali sono stabiliti dalla CONSOB con apposito regolamento. Queste relazioni contengono informazioni sugli andamenti economici, finanziari e patrimoniali della società.

78 Verbali di assemblea Le assemblee degli azionisti rappresentano il momento nel quale il management dell impresa dà conto della propria attività e della redditività di quest ultima a coloro che vi hanno investito il proprio denaro. Ai sensi dell art. 2375, il verbale di assemblea deve essere redatto senza ritardo, nei tempi necessari per la tempestiva esecuzione degli obblighi di deposito o di pubblicazione.

79 Eventi straordinari Per eventi straordinari si intendono le fusioni, le trasformazioni, le scissioni, le acquisizioni, il lancio di offerte pubbliche d acquisto, la quotazione in borsa, ecc. In tali circostanze, la comunicazione economicofinanziaria serve a: stimolare all interno dell organizzazione un forte senso di appartenenza ed una cultura unica; creare all esterno dell organizzazione un immagine forte e attrattiva.

80 La price sensitive information T.U.F., art. 114, c. 1 fermi gli obblighi di pubblicità previsti da specifiche disposizioni di legge, gli emittenti quotati e i soggetti che li controllano comunicano al pubblico, senza indugio, le informazioni privilegiate di cui all art. 181 che riguardano direttamente detti emittenti e le società controllate. T.U.F., art. 181, c. 1 per informazione privilegiata si intende un informazione di carattere preciso, che non è stata resa pubblica, concernente, direttamente o indirettamente, uno o più emittenti strumenti finanziari o uno o più strumenti finanziari che, se resa pubblica, potrebbe influire in modo sensibile sui prezzi di tali strumenti.

81 La quotazione in borsa La quotazione in borsa permette alle aziende di ottenere maggiore visibilità esterna. di conseguenza maggiore impegno nella comunicazione economicofinanziaria; maggiore impegno nelle altre aree della comunicazione; maggiore fabbisogno di integrazione della comunicazione

82 Le fasi del processo di quotazione Attività Delibera del CdA Nomina dello sponsor/sponsor meeting Attività di due diligence Attivazione contatti con istituzioni Stesura prospetti informativi Valutazione dell impresa Preparazione comfort letter parere società di revisione Delibera assemblea straordinaria Premarketing bookbuilding Domanda di ammissione alla quotazione Road show Costituzione del consorzio di collocamento Informativa CONSOB Pubblicazione del prospetto informativo Fissazione del prezzo di collocamento Comunicazione risultati dell offerta, verifica del flottante, ammissione alla contrattazione Comunicazione commerciale X X X Comunicazione economico-finanziaria X X X X X X X X X X X

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86 CIRCUITI impresa Azionisti Lavoratori Clienti Fornitori Investitori Pubblica autorità Analisti Intermediari Finanziari Società di rating Mass media collettività offerta domanda

87 LA DOMANDA DI COMUNICAZIONE ECONOMICO-FINANZIARIA Dirigenti Attivi Lavoratori Dipendenti Dormienti Azionisti Di comando Di minoranza Clienti fornitori Fisco- Consob Pubbliche autorità Borsa valori Banca d Italia Creditori finanziari Istituti di credito Obbligazionisti Investitori potenziali Individuali Potenziali azionisti di controllo Potenziali azionisti di minoranza Lavoratori Istituzionali Banche Intermediari finanziari Società di intermediazioni finanziaria Studiosi Analisti Mass media Associazioni di categoria Società di rating Fondi comuni di investimento Società assicurative Collettività Corvi, 2007

88 Il processo della comunicazione aziendale Ricerca Programmazione Comunicazione Valutazione

89 La produzione delle informazioni Naturale esistenza di asimmetrie nella distribuzione delle informazioni Possibilità di ottenere informazioni indirette Necessità di effettuare un analisi costi/benefici

90 La produzione delle informazioni La direzione aziendale La tipologia d impresa I destinatari L oggetto della comunicazione L intermediazione

91 Obiettivi - ottenere capitali per espansione aziendale - massimizzare prezzo di collocamento e sostenere l azione - farsi accettare dalla comunità finanziaria - raggiungere un clima favorevole delle azioni - aumentare volumi scambi - migliorare la credibilità - prevenire o facilitare OPA

92 La funzione della comunicazione economico-finanziaria L allocazione ottimale delle risorse in relazione alle opportunità di investimento Gestione del rischio

93 Il mercato efficiente Assenza di costi di transazione per gli scambi Informazioni gratuite e disponibili Immediato adeguamento dei prezzi alle informazioni Medesima valenza per le informazioni In un mercato efficiente non esiste il problema della comunicazione

94 I livelli di efficienza di un mercato Efficienza forte Efficienza semi-forte Efficienza debole Qualora gli operatori più informati effettuino le proprie scelte di investimento prima che il prezzo delle attività finanziarie incorpori in modo completo gli effetti delle informazioni già in loro possesso, è possibile ottenere dei rendimenti superiori a quelli del mercato

95 Asimmetrie informative e conflitti d interesse: la teoria dell agenzia Proprietà/management Azionisti/creditori Holdup Moral hazard Incertezza sulla qualità della controparte

96 Possibili soluzioni Contratti di allineamento degli interessi Presenza di un consiglio di amministrazione Regolamentazione delle informazioni esterne Fattori di mercato: Modello di business Opportunità di sviluppo Efficienza Processi produttivi

97 Le variabili di contesto che influenzano la comunicazione Uncertainty avoidance Individualism Power distance Masculinity La situazione italiana Limitata protezione delle minoranze azionarie Concentrazione della proprietà Ridotto sviluppo del mercato

98 Fattori che influenzano la comunicazione economico finanziaria - dimensione aziendale - risorse di cui impresa dispone in modo autonomo - settore e gruppo strategico di appartenenza - normativa esistente - efficienza del mercato finanziario - diffusione dell azionariato - livello di diffusione dell investimento nel capitale di rischio delle imprese presso piccoli risparmiatori - peso della presenza di istituzioni finanziarie nel capitale delle imprese - fattori storici e culturali

99 Corporate governance e comunicazione Presenza di amministratori indipendenti Presenza di personalità dominanti Interlocking directors Background professionale Sistema di auditing

100 Tentativi di regolamentazione dei mercati Standard contabili comuni Supporto strumentale agli intermediari finanziari Incentivazione al management

101 4 Svizzera 12 Irlanda 5 Svezia 11 Hong Kong 12 Sudafrica 9 Giappone 14 USA 6 Germania 11 Spagna 9 Francia 12 Singapore 11 Finlandia 10 Olanda 13 Danimarca 9 Norvegia 11 Corea 13 Nuova Zelanda 13 Canada 4 Italia 11 Belgio 12 UK 14 Australia RATING PAESE RATING PAESE

102 L intervento aziendale, volto a differenziare l offerta per migliorare la gestione della propria immagine L intervento pubblico, volto a garantire una maggiore trasparenza del mercato, a vantaggio di imprese e consumatori

103 Valore dell impresa/valore di Borsa Livello di pay-out Emissione nuovi titoli Aumenti di capitale Rapporti di concambio Take over ostili

104 Fabbisogno di comunicazione Diffuso STAKEHOLDERS Pochi AZIONARIATO Elevato Medio-alto Concentrato Medio-basso Basso

105 Fabbisogno di comunicazione Elevata Azionariato diffuso Intangibles alti Molti stakeholders QUALITA QUANTITA Elevato Bassa Pochi azionisti Medio-basso Bassa Intangibles bassi Pochi stakeholders Medio-alto Basso

106 La scelta del mercato Tempi e costi di ammissione Dimensione del mercato Efficienza e trasparenza del mercato Specializzazione del mercato I fattori di mercato incidono per il 52% nella variabilità delle quotazioni I fattori settoriali incidono per il 28% I fattori specifici incidono solo per il 20%

107 La comunicazione volontaria: il bilancio di sostenibilità Prof. Loris Landriani 1

108 La Triple Bottom Line Prosperità economica Qualità ambientale Equità sociale

109 Comunicazione aziendale Il bilancio civilistico non è più l unico strumento attraverso cui l azienda comunica i propri risultati Valore Bilancio Ambientale Bilancio Sociale Profitto Bilancio Civilistico

110 La rendicontazione della CSR I Documenti Codice etico; bilancio sociale; Il bilancio di sostenibilità bilancio ambientale. 4

111 La rendicontazione della CSR Il codice etico Il codice etico è una sorta di carta dei diritti e dei doveri morali, dedita alla definizione delle responsabilità etiche e sociali di tutti coloro che partecipano all attività economica dell azienda, per cercare di prevenire comportamenti illeciti o irresponsabili, introducendo una chiara ed esplicita definizione delle responsabilità etiche e sociali dei dirigenti, dei quadri, dei dipendenti ed anche dei fornitori nei confronti dei differenti gruppi di stakeholder. 5

112 La rendicontazione della CSR La struttura del codice etico principi etici generali (mission e modalità di realizzazione); norme etiche per le relazioni dell azienda con gli stakeholder; standard etici di comportamento (trasparenza, imparzialità, tutela della persona e dell ambiente, ecc.); sanzioni interne per la violazione del codice; definizione degli strumenti di attuazione. 6

113 La rendicontazione della CSR Il bilancio sociale Il bilancio sociale è uno strumento di conoscenza e di comunicazione che mira a determinare la produzione d azienda di natura meta-economica e a comunicare agli stakeholder i risultati in termini sociali dell attività dell azienda. Lo scopo del bilancio sociale è di esplicitare le conseguenze sociali delle scelte economiche, al fine di costituire una coscienza sociale per l azienda. 7

114 La rendicontazione della CSR Obiettivi del bilancio sociale esprimere i valori e la cultura d azienda; far emergere, contemperare e soddisfare le aspettative degli stakeholder; rendere strutturale la strategia del dialogo con gli stakeholder. 8

115 La rendicontazione della CSR Le funzioni del bilancio sociale strumento di accountability; strumento di management; strumento di governance e gestione del consenso. 9

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