Sodalitas, tre oscar vanno al food

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1 GREEN Emanuela Taverna Sodalitas, tre oscar vanno al food ALLA 12ª EDIZIONE DEI SOCIAL AWARD, LE AZIENDE ALIMENTARI HANNO BEN PERFORMATO IN DIVERSE CATEGORIE, PORTANDO A CASA TRE RICONOSCIMENTI E VARIE MENZIONI SPECIALI S alute e sicurezza, pari opportunità, partnership con il non profit, tutela dell ambiente: le aziende alimentari sono in prima fila in tutte queste aree. Almeno così sembra dalla dodicesima edizione dei Sodalitas Social Award, il premio per la sostenibilità d impresa assegnato da Fondaziona Sodalitas lo scorso 26 maggio. Le aziende alimentari e della gdo si sono piazzate tra i finalisti di molte categorie, in tre casi aggiudicandosi il podio più alto grazie a progetti innovativi, che dimostrano come il settore del food stia bruciando le tappe anche nel mondo della sostenibilità. Hanno, infatti, portato a casa l ambito riconoscimento Barilla, Bolton Alimentari e Nordiconad. Il leader della pasta ha vinto nella categoria Occupazione dei giovani e promozione dell autoimprenditorialità, grazie al progetto di finanziamento di dieci percorsi formativi con rilevanza sociale e ambientale. Nell ambito delle celebrazioni per il centena- EXPO 2015, ECCO COME NUTRIRE IL PIANETA All interno del Sodalitas Social Award porta a casa il premio speciale Expo 2015 Bolton Alimentari, per il progetto Best Food Generation. Si tratta di un programma per diffondere la cultura dell alimentazione coinvolgendo insegnanti e genitori in un progetto didattico a lungo termine. Dal 2011, Best Food Generation ha coinvolto scuole e 200mila bambini per edizione. Agli istituti in tutto sono stati distributi kit didattici. Altri due finalisti dei progetti per Expo 2015 sono stati Ikea Italia Retail con un progetto contro lo spreco alimentare e Comunità del Mais spinato per un iniziativa di marketing del turismo enogastronomico e tutela della biodiversità. 136 FOOD Maggio 2014 rio dalla nascita di Pietro Barilla, infatti, il gruppo, in collaborazione con Centromarca e Unione parmense degli industriali, ha lanciato ad aprile 2013 un programma per finanziare borse di studio da 40mila euro l una per promuovere la formazione di ragazzi tra i 18 e i 28 anni residenti in Italia. Le idee presentate sono state 400: ogni candidato doveva elaborare un progetto per il futuro e il corrispettivo percorso formativo a sostegno. Il programma avrà una seconda edizione, che sarà estesa a livello internazionale e focalizzata sul comparto agroalimentare. Saranno infatti finanziate le idee con implicazioni ambientali, sociali e nutrizionali. Originale anche l idea di Nordiconad, che a Modena ha creato l emporio solidale Portobello. Si tratta di un negozio che regala generi alimentari alle famiglie in difficoltà momentanea. I servizi sociali del comune di Modena, infatti, segnalano le persone e i punti loro assegnati in base alla composizione del nucleo famigliare. Alla cassa, non si paga in euro, ma in punti a scalare dal proprio codice fiscale, utilizzabili per un periodo massimo di sei mesi. Chi beneficia del servizio è invitato a impegnarsi in attività di volontariato a supporto del supermercato stesso. Nordiconad ha donato gran parte dei beni alimentari in vendita e gli arredi del locale. Attualmente Portobello serve 280 famiglie e raggiunge 31 organizzazioni di volontariato e parrocchie, è gestito da 140 volontari con prodotti provenienti da 23 promotori e 48 partner e donatori delle istituzioni, delle imprese e dell associazionismo. 280 NUMERO DI FAMIGLIE SERVITE DA PORTOBELLO, L EMPORIO SOLIDALE DI NORDICONAD Si tratta di un negozio che regala generi alimentari alle famiglie in momentanea difficoltà economica

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3 ECO NOVITÀ Anna Simone Le ambientali fanno il pieno DAI CICLI INDUSTRIALI AI PRODOTTI COMMERCIALIZZATI, IL MONDO DELLE CERTIFICAZIONI GREEN CRESCE ANCHE NEL COMPARTO ALIMENTARE, MA LA STRADA NON È ANCORA IN DISCESA S e il mercato europeo chiede prodotti di qualità a basso impatto per l ambiente l Italia risponde. È in atto un trend green che spinge le imprese, nazionali ed estere, a fare business senza inquinare e a certificare la propria sostenibilità. Il che oltre a trasmettere una buona immagine industriale, porta benefici economici. Tuttavia, le difficoltà non mancano, a iniziare da quali certificazioni scegliere per avere un miglior rapporto costi/benefici. Nel comparto della trasformazione alimentare si possono identificare molti strumenti legati alla misura, alla gestione e alla comunicazione della sostenibilità. Oltre alle certificazioni di sistema di gestione ambientale - strumento ormai consolidato per dare garanzia agli stakeholder dell impegno dell azienda a minimizzare i propri impatti sull ecosistema e a dimostrare il continuo miglioramento delle prestazioni aziendali in senso green stanno acquisendo rilevanza ulteriori forme di certificazione o di verifica di terza parte, come le impronte ambientali (footprint). Tra le più diffuse spiccano la Lca-Life cycle assessment che analizza l impatto ambientale dei prodotti lungo l intero ciclo di vita, la carbon footprint che quantifica l impronta di carbonio mi- 138 FOOD Giugno 2014 surando le emissioni di gas serra generati, la water footprint o impronta idrica, che calcola i volumi di acqua dolce consumati nell ambito dello sviluppo di un determinato prodotto o servizio. Questi strumenti rispondono all esigenza espressa a chiare lettere dai recenti indirizzi dell Unione europea di ridurre i consumi energetici e gli sprechi di risorse naturali, aspetti che d altra parte interessano in maniera crescente il consumatore, oggi incline a compiere scelte di acquisto in linea con tali valori osserva Claudia Gistri, direttore area ambiente, sicurezza e qualità di Certiquality. Essere sostenibili, oltre a dare una buona immagine aziendale, porta benefici economici Gli standard cui riferirsi sono numerosi: dalla Iso per l inventario delle emissioni di gas a effetto serra di un organizzazione, e Iso per la quantificazione del carbon footprint di prodotto, agli strumenti europei Product environmental footprint (Pef) e Organisation environmental footprint (Oef) - metodologie che regolamentano rispettivamente l impronta ambientale delle merci e delle organizzazioni senza dimenticare le dichiarazioni Environmental product declarations (Epd), che riassumono a livello internazionale le informazioni sugli impatti ecologici dei prodotti. A intraprendere questo tipo di percorsi sono soprattutto aziende di trasformazione alimentare, dalle multinazionali alle piccole e medie imprese, per andare incontro alle richieste della distribuzione, per lo più estera spiega Carmine Lamanna, food&beverage manager di Dnv Gl Italia -. Possiamo stimare che almeno il 20% delle organizzazioni presenti sul territorio nazionale siano fortemente impegnate in tal senso, e in larga parte interessate alla misurazione dell impronta di carbonio di prodotto e alla quantificazione dell impronta idrica. Per quanto riguarda gli aspetti energetici, per alcuni comparti del food assumono valori ri- Carmine Lamanna, food&beverage manager di Dnv Gl Italia Claudia Gistri, direttore area ambiente, sicurezza e qualità di Certiquality

4 GREEN FOOD levanti (per esempio nel settore conserviero o in quello dolciario) così le imprese sono sempre più attente a strutturare e certificare il proprio sistema di gestione dell energia (Iso 50001) per individuare risparmi energetici di un certo peso. Problemi da affrontare e futuro del settore Navigare nel mare magnum delle numerose certificazioni ambientali non è semplice, servono rotte percorribili e mete allettanti. Le difficoltà principali sono dovute all approccio e alla comunicazione afferma Michele Crivellaro, marketing e business development di Csqa. L approccio di Lca-Life cycle assessment racchiude una visione olistica poiché legata al ciclo di vita, quindi possono mutare in maniera significativa le questioni e gli impatti ambientali chiave dell organizzazione. Intervenire lungo la catena di distribuzione è più impegnativo che ridurre l impatto ambientale nel proprio sito produttivo, anche se vari studi dimostrano i benefici a livello di innovazione, di comunicazione e di vantaggio competitivo, quest ultimo dipendente da un miglioramento nell uso efficiente delle risorse. L altro aspetto è relativo alla comunicazione, che non deve far cadere l azienda nel greenwashing, ovvero nell ingiustificata appropriazione di virtù ambientaliste per inventare un immagine positiva delle proprie attività industriali. Rischio che si riduce notevolmente con l uso delle certificazioni di parte terza. Ulteriori problematiche derivano dalla trappola della confusione. I mercati internazionali spesso richiedono che i prodotti alimentari vengano accompagnati da certificazioni di eco sostenibilità, ma nella maggior parte dei casi non esprimono richieste univoche, così a seconda dei paesi sono valorizzati schemi diversi di certificazioni. A ciò si aggiunge l affanno per le piccole imprese constata Gistri nel comprendere quali siano le scelte di sostenibilità ambientale più premianti ai fini del proprio business. Senza tralasciare che in generale all interno delle aziende mancano le competenze per poter operare in autonomia sul fronte delle certificazioni, e l aggravante peso della crisi economica e della necessità di concentrarsi sui risultati di breve periodo finiscono per ostacolare la gestione strategica di questi aspetti, afferma Lamanna. Per il futuro, tuttavia, si possono ipotizzare degli incoraggianti scenari di diffusione dello Latteria Montello, il green è certificato Il proposito di rispettare e di tutelare l ambiente Latteria Montello lo mette in pratica ricorrendo a imballaggi riciclabili, a energia pulita, a un impianto di trattamento dei reflui industriali, nonché calcolando e minimizzando la quantità di anidride carbonica immessa in atmosfera lungo la filiera produttiva. Nel 2012 l azienda leader in Italia nel segmento stracchini con oltre 27 milioni di pezzi prodotti all anno e 90 milioni di fatturato ha partecipato a un bando del ministero dell Ambiente per un progetto finalizzato a quantificare e mitigare l Impronta di carbonio di quattro prodotti caseari freschi. Lo scorso anno l indagine ha portato a risultati che sono stati verificati dall ente Csqa, che ha certificato la carbon footprint a fronte del Ghg protocol, uno dei più importanti standard a livello internazionale per il calcolo, la gestione e il reporting in materia di gas serra. Inoltre, Latteria Montello ha ottenuto le certificazioni Uni En Iso 14001/2004, per quanto riguarda la gestione degli aspetti ambientali dello stabilimento, e la Iso 9001/2008 per la gestione generale del sito produttivo spiega Michele De Noni, responsabile del sistema di gestione qualità e ambiente di Latteria Montello. RACCOLTA DIFFERENZIATA:oltre il 60% degli imballaggi prende la via del recupero VASCHETTA RICICLABILE: il packaging interno dei formaggi è 100% riciclabile RISPARMIO ENERGETICO gli indicatori di processo monitorano i consumi di acqua, gas ed energia elettrica per evitare sprechi DEPURATORE: i reflui vengono depurati e impiegati in agricoltura DIMINUIZIONE DI CO2: riduzione durante i processi aziendali e riduzioni del traffico veicolare, acquisto di crediti ambientali A cui c è da aggiungere la certificazione di prodotto Sgs process control, che garantisce le attività di costante controllo di tutte le fasi di produzione dei formaggi molli. Da non tralasciare che la nostra azienda sottolinea De Noni è certificata per due standard della distribuzione europea, infatti lo stabilimento principale e il sito produttivo del marchio Nonna Rina sono certificati da Csqa ai sensi dello standard Ifs, che ha lo scopo di favorire l efficace selezione dei fornitori food a marchio della gdo, e ai sensi dello standard Brc, nato per dare risposta alla richiesta di garanzie della gdo internazionale in materia di sicurezza igienico-sanitaria dei materiali a contatto con gli alimenti. La certificazione si traduce quindi in un sistema di qualità strettamente controllato che se da una parte ottimizza i processi riducendo i costi, dall altra dà plusvalore ai prodotti dell azienda. Siamo soddisfatti conclude De Noni poichè con il passare del tempo l attenzione a tenere in considerazione parametri qualitativi elevati ai fini della certificazione è diventata una finalità per migliorare di continuo la qualità del funzionamento aziendale. Auspico che i consumatori apprezzino gli sforzi che le aziende come la nostra fanno per certificarsi, perché vuol dire maggiore garanzia di prodotto e di rispetto dell ambiente. FOOD Giugno

5 ECO NOVITÀ strumento delle certificazioni, ma molto dipende da quanto si concretizzerà il circolo virtuoso di costruzione di un mercato unico dei prodotti verdi proposto nel 2013 dall Unione europea e basato sull impronta ecologica di prodotto (Pef) e di organizzazione (Oef) commenta Crivellaro. Non dimentichiamo che finora l Ecolabel ha escluso i prodotti agroalimentari da una etichettatura omogenea a livello comunitario. Lo Stivale si confronta con l Europa Sarà vero che l erba del vicino, in questo caso europea, è sempre più verde? Negli ultimi due anni la sensibilità delle imprese italiane verso le certificazioni green è cresciuta a vista d occhio constata Carmine Lamanna grazie anche all impegno del ministero dell Ambiente che ha avviato programmi di incentivazione che hanno portato un considerevole numero di organizzazioni sia pubbliche sia private a impegnarsi nella quantificazine dell impronta idrica o di carbonio e a intraprendere progetti che ne consentano la riduzione. Così il Belpaese non si discosta molto dai primi della classe, Michele Crivellaro, marketing e business development di Csqa in materia di sostenibilità ambientale, ossia Francia, Regno Unito, Spagna e Germania. In particolare, le aziende italiane del settore alimentare risultano attive sul fronte delle footprint. Infatti, considerate le caratteristiche di eccellenza che contraddistinguono le imprese nazionali rileva Claudio Gistri a poter essere parte attiva nella definizione delle regole che caratterizzano le categorie di prodotto dal punto di vista ambientale non potrà che rafforzare l immagine e la qualità della loro offerta, anche rispetto ai competitor europei. 20% PERCENTUALE DI AZIENDE ITALIANE INTERESSATE A CERTIFICAZIONI GREEN Danone, progetti a 360 gradi Dall acquisizione di materie prime selezionate allo smaltimento delle confezioni passando per l ottimizzazione dei processi industriali, l obiettivo di Danone è migliorare la sostenibilità a 360 gradi. In questa cornice green si inserisce la politica industriale del gruppo volta a omogeneizzare le certificazioni ambientali delle diverse unità produttive, nel continuo rispetto delle stringenti normative europee in materia di produzione alimentare. In Italia, nel 1999, lo stabilimento di Casale Cremasco ha ottenuto la certificazione Iso 14001, adottando un sistema integrato di gestione ambientale che ha contribuito negli anni al raggiungimento dei traguardi stabiliti commenta Giacomo Vailati, quality assurance & h.s.e. carbon master manager, Danone Italia.Tra il 2008 e il 2012 la divisione italiana ha ridotto le emissioni complessive di CO2 del 32%, superando l obiettivo del 30% fissato per quel periodo. L impronta ecologica è scesa grazie alla misurazione e all analisi di tutte le attività, lavorando sull ottimizzazione degli approvvigionamenti di materie prime, della produzione, della logistica e così via. Danone ha deciso, inoltre, di acquistare solo energia verde per alimentare gli stabilimenti e le sedi, e ha migliorato il packaging degli yogurt utilizzando plastiche più sostenibili per i vasetti ed eliminando gli imballi in cartoncino. Mentre, per quanto riguarda la Responsabilità sociale COMBATTERE IL RISCAL- DAMENTO GLOBALE: ridurre la Co2 e la dipedenza dai combustibili fossili PROTEGGERE LE RISORSE IDRICHE: Drop, strumento per rilevare il consumo di acqua, e Spring, strumento per definire gli standard di gestione dell acqua di fonte imbottigliata PACKAGING: trasformare i rifiuti in risorse e sviluppare materiali rinnovabili con la riduzione degli imballi e lo sviluppo del riciclo AGRICOLTURA: sostegno per implementare l agricoltura integrata o biologica per un minor impatto ambientale BIODIVERSITÀ: protezione e conservazione di particolari habitat, specie animali e vegetali d impresa al termine del 2010 Danone Italia ha adottato lo standard Iso definendo una serie di linee guida per migliorare il funzionamento dei processi interni, della supply chain e delle relazioni nei diversi mercati. Continueremo in questa direzione aggiunge Vailati abbiamo definito i nuovi obiettivi da raggiungere entro il 2020, che vedono l azienda impegnata a ridurre l impatto delle proprie attività e di alcuni processi esterni, primo fra tutti la produzione di latte con l impiego di metodologie avanzate per un agricoltura sostenibile. Un lavoro che va a vantaggio dell ambiente, della salute dei consumatori, degli dipendenti e che ripaga a livello economico. Tra i benefici spiccano, infatti, una maggiore efficienza quindi ridotti costi di gestione, e l opportunità di creare sinergie più proficue tra le diverse funzioni aziendali coinvolte nei percorsi di certificazione, contribuendo al miglioramento della comunicazione interna e alla costruzione di una cultura della sostenibilità più solida e diffusa. A ciò si aggiunge conclude Vailati un ritorno positivo sulla reputazione dell azienda che tutela in modo migliore i propri marchi e offre ai consumatori superiori garanzie di qualità e sicurezza. 140 FOOD Giugno 2014

6 GREEN FOOD Viva, il vino sostenibile Il tema della sostenibilità è diventato centrale nelle strategie di promozione del settore vitivinicolo, alla luce della crescente attenzione dei consumatori su questo fronte e alla possibilità di valorizzare il meglio della produzione italiana. Tra le iniziative recenti merita una menzione V.I.V.A. (Valutazione dell impatto della vitivinicoltura sull ambiente), un progetto realizzato dal ministero dell Ambiente, con la collaborazione di operatori del mondo dell università, della ricerca, oltre che di importanti aziende italiane e dell ente di certificazione Dnv Gl. Attraverso questa iniziativa sono stati sviluppati indicatori di misurazione della performance di sostenibilità specifici, ai quali le aziende possono far riferimento per valutare l impatto ambientale e socioeconomico e pianificare azioni riduttive e correttive. Elaborati sulla base di standard e linee guida internazionali, gli indicatori tengono conto del fatto che l industria del vino italiana è molto variegata e che ogni azienda è condizionata dall ambiente in cui opera. In particolare, sono quattro le aree considerate: aria (che misura il totale delle emissioni di gas ad effetto serra associate, direttamente e indirettamente, al ciclo di vita di una bottiglia di vino da 0,75 l), acqua (indica il volume di acqua dolce consumata per la produzione di una bottiglia delle medesime dimensioni), vigneto (considera le pratiche di gestione agronomica, dall uso degli agrofarmaci alla concimazione) e territorio (valuta le conseguenze delle attività aziendali dal punto di vista della tutela della biodiversità e della salvaguardia). Per ciascun elemento, è stato sviluppato un disciplinare tecnico che ne definisce le metodologie di monitoraggio e rendicontazione, oltre ai sistemi di controllo che le aziende vitivinicole devono adottare. Le aziende che rispettano i principi indicati potranno, dopo verifica di terza parte, fregiarsi dell etichetta V.I.V.A. sulla bottiglia, al momento conquistata da Castello Montevibiano Vecchio, F.lli Gancia & Co, Marchesi Antinori, Masi Agricola, Michele Chiarlo, Planeta, Tasca d Almerita e Venica&Venica. LA PRIMA FIERA SUL VINO DEDICATA ESCLUSIVAMENTE AL B2B NOVEMBRE 2014 FIERA DI ROMA NASCE UN NUOVO APPUNTAMENTO NEL MONDO DEL VINO A ROMA, INTERAMENTE DEDICATO AL BUSINESS E PUNTO DI RIFERIMENTO PER LE AZIENDE VITIVINICOLE E GLI OPERATORI DEL SETTORE. Consolidare il mercato attuale del vino e far breccia in quelli che stanno nascendo. Sono questi gli obiettivi su cui si fonda la sinergia tra il brand Vinòforum e Fiera Roma. Vinòforum Trade, questo il nome del nuovo format fieristico, che nasce per avvicinare piccoli e medi produttori, senza tralasciare i grandi, ai buyers nazionali ed esteri con l intento di valorizzare ed esporre in una vetrina internazionale il vino italiano di qualità. Vinòforum Trade vuole infatti offrire alle aziende produttrici nuovi strumenti capaci di penetrare con più incisività i mercati in fase di sviluppo, capaci di assicurare nei prossimi anni uno sbocco di grande interesse per i vini italiani. E i dati incoraggianti sull export italiano di vino, che supera nel 2013 i 5 miliardi di euro di valore complessivo, rafforzano la scelta strategica di Vinòforum Trade di proporsi come strumento complementare alle azioni promosse a sostegno dell internazionalizzazione del comparto vitivinicolo. La riduzione dei consumi interni appare bilanciata dallo sviluppo di nuovi mercati, che si affiancano ai tradizionali maggiori clienti rappresentati da USA, Germania e Regno Unito. Infatti, nei nuovi centri di riferimento dei mercati mondiali, quali quelli rappresentati da Hong Kong, Singapore, Thailandia e Corea del Sud, l Italia non ha ancora assunto le quote di mercato che le competono, nonostante si tratti di paesi capaci di incrementare con grande velocità le importazioni di vino. In altri paesi, come l India, la Cina e la stessa Australia, i consumi crescono costantemente, orientati tra l altro verso prodotti di qualità, tanto da rappresentare uno sbocco naturale per la produzione nazionale. UN AGENDA PERSONALIZZATA PER INCONTRARE I BUYER INTERNAZIONALI PIU INFLUENTI In questo contesto e sulla base di approfondite analisi, Vinòforum Trade favorirà l incoming di operatori provenienti da quei Paesi che rappresentano un opportunità sia per il consolidamento sia per l apertura di canali di commercializzazione rilevanti, selezionando i 100 più influenti che, per l occasione, saranno ospitati dall organizzazione e potranno confrontarsi con gli espositori su qualità dei prodotti e opportunità offerte dai mercati. Grazie alla piattaforma tecnologica di Vinòforum Trade ogni azienda potrà pianificare preventivamente un agenda personalizzata di appuntamenti con i buyer individuati provenienti dai mercati internazionali più attivi. A Vinòforum Trade si affiancherà la Roma Wine Week, un fuori salone che coinvolgerà gli appassionati dell enogastronomia dal 10 al 15 novembre, prolungando al contempo le occasioni di networking per gli operatori e dove saranno protagoniste le cantine presenti in Fiera. Per informazioni food-mezza-verticale-146x286.indd 1 22/05/14 11:13

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