PROGETTO A.M.A. PER FORMARE ALLA CURA

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "PROGETTO A.M.A. PER FORMARE ALLA CURA"

Transcript

1 PROGETTO A.M.A. PER FORMARE ALLA CURA PREMESSA L Associazione Italiana Malattia di Alzheimer (AIMA) nasce a livello nazionale nel 1985 con l obiettivo di dare voce alle necessità delle famiglie colpite dalla malattia di Alzheimer, ma soprattutto migliorare la qualità di vita (e di malattia) del paziente e dei suoi familiari. La sezione biellese si è costituita nel 1989 e opera per migliorare la qualità di vita (e di malattia) del paziente e dei suoi familiari sul territorio della provincia di Biella. Spesso il peso dell'assistenza ai malati ricade quasi esclusivamente sul contesto parentale, per questo è necessario un aiuto alla famiglia affinché non si senta abbandonata e completamente sola nel farsi carico non solo degli aspetti fisici e medici, ma soprattutto dei risvolti psicologici che questa malattia porta con sé, sia nel soggetto colpito che in chi gli sta accanto e si prende cura di lui. Gli obiettivi per i quali AIMA lavora sono: Informare e sensibilizzare l'opinione pubblica e le figure professionalmente coinvolte nella malattia di Alzheimer. Stimolare la ricerca, la prevenzione, l'assistenza e la terapia per migliorare la qualità della vita del malato e della sua famiglia. Sostenere i malati e i loro famigliari, divenendone un punto di collegamento e coordinamento. Tutelare i diritti del malato e dei suoi famigliari per ottenere una migliore politica pubblica e una migliore legislazione. Promuovere la nascita di centri pilota per la diagnosi e l'assistenza e per la formazione del personale socio- sanitario. Negli ultimi anni il principale target dell attività di AIMA Biella è stato la collaborazione con enti sul territorio Biellese per l organizzazione e la gestione di Servizi di diagnosi, cura, prevenzione ed assistenza a favore dei malati e delle loro famiglie, in particolare attraverso la messa in atto delle seguenti attività: Centro della Memoria (Servizio di diagnosi e cura delle demenze dell ASL Biella) 1

2 Palestra della mente (Centro per le terapie non farmacologiche) che nasce su progetto di AIMA ed è gestito dalla Cooperativa ANTEO di Biella Alzheimer Cafè: progetto a cura di Opera Pia Cerino Zegna e AIMA Biella Come si può evincere dai campi di intervento dell Associazione, farsi carico dei malati di Alzheimer non significa focalizzarsi solo ed esclusivamente sul paziente, ma piuttosto intervenire sul contesto definito dal paziente stesso e da chi se ne prende cura, nonché sulle relazioni che lo caratterizzano, in un ottica di sistema, là dove per sistema intendiamo un insieme di soggetti e delle relazioni che intercorrono tra loro e tale per cui ciascuna variazione, positiva o negativa, che si manifesta in un elemento, causerà delle variazioni all interno di tutti gli elementi del sistema stesso. Tra le figure che si fanno carico della cura del paziente Alzheimer, e che rientrano quindi all interno del sistema, occupano un ruolo di primo piano coloro che svolgono il ruolo di Assistenti Familiari (badanti), che mettono a disposizione il loro tempo- lavoro per supportare la famiglia nella gestione del malato e permetterne la permanenza all interno del proprio contesto abitativo e famigliare. Questo tempo- lavoro spesso occupa la maggior parte delle ore diurne e notturne, in particolare quando la malattia, nel suo decorso progressivo e degenerativo, si aggrava, portando con sé sempre maggiori necessità di investimento di energie, sia fisiche che psichiche ed emotive, da parte di chi se ne prende cura. La conseguenza diretta è che chi svolge il ruolo di Assistente Familiare si trova a vivere quasi esclusivamente all interno della casa del malato e a stretto contatto con lui, vedendo così limitata la possibilità di costruire e coltivare relazioni significative al di fuori del contesto lavorativo e dell ambito famigliare del paziente. Tutto ciò, associato al fatto che il ruolo di Assistente Familiare è molto spesso ricoperto da soggetti, per la maggior parte donne, che arrivano da paesi stranieri da cui si sono allontanati per motivi economici, lasciando affetti e amicizie lontani, pone queste persone in una situazione di estrema fragilità sociale e psicologica dalla quale faticano ad emergere, anche per i limiti nella possibilità di accedere alle informazioni e alle risorse utili, per le difficoltà nella comprensione e nell uso della lingua, per l impossibilità di tessere un adeguata rete di relazioni, con il conseguente rischio che venga a crearsi una situazione di disagio e sofferenza personale che, a sua volta, si ripercuote in 2

3 negativo anche in ambito professionale e quindi nella possibilità di poter svolgere al meglio il proprio lavoro sia con il malato che con la sua famiglia. PROGETTO L'esperienza di questi anni da parte di AIMA biellese ha permesso di cogliere un quadro della situazione di quelle che sono le problematiche e i bisogni prevalenti nel contesto legato alla presa in carico dei pazienti Alzheimer. Da tali premesse nasce l'idea di proporre un progetto volto a sostenere il ruolo di Assistente Familiare, in particolare di coloro che si occupano di persone malate di Alzheimer, sia dal punto di vista della formazione lavorativa che da quello della costruzione di reti relazionali. Il bisogno di un intervento specifico su questi due ambiti viene rilevato sia da parte dei lavoratori stessi che dalle famiglie degli assistiti, proprio per le conseguenze negative che una situazione di scarsa formazione specifica sulla gestione del paziente Alzheimer, o di un forte disagio personale, possono generare nel lavoro di cura. In particolare, le famiglie sottolineano il proprio bisogno di creare un buon legame con la persona che si occupa del proprio caro, un rapporto fondato sulla fiducia. Spesso le famiglie in stato di necessità si rivolgono agli sportelli ad hoc dedicati del territorio per avere i nominativi di Assistenti Familiari da contattare, attendendosi un adeguata formazione nella gestione di una malattia che definisce in modo specifico sia gli aspetti comportamentali del paziente che le modalità di presa in carico. Gli Assistenti Familiari, dal canto loro riportano la necessità di un adeguata formazione e di un costante aggiornamento che vada incontro da una parte alle esigenze pratiche legate alla gestione quotidiana del malato, dall altra che supporti nel venire a contatto con gli aspetti peculiari della cultura italiana e con le sue specifiche modalità di presa in carico di un famigliare malato, che non sempre coincidono con le modalità e le tradizioni della propria cultura di origine. Inoltre, viene spesso sentito il bisogno di affrontare il senso di solitudine determinato dalla lontananza dai propri affetti e dalla scarsa rete relazionale, con la richiesta di strutturare momenti di confronto e scambio di buone prassi nella gestione del lavoro con i colleghi, che siano nel contempo contesti di socializzazione. 3

4 La proposta progettuale prevede quindi di costituire un gruppo di Assistenti Familiari utilizzando come guida la metodologia dell Auto Mutuo Aiuto (A.M.A.), ma connotando l intervento in particolare verso quello che potrebbe venire definito come Auto Mutuo Aiuto Formativo, attraverso quindi un percorso di auto formazione messo in atto dagli stessi partecipanti al gruppo. L Auto Mutuo Aiuto si basa sul principio secondo cui le persone che condividono un tema o un problema possono supportarsi mutualmente nell affrontarlo, attraverso la condivisione delle esperienze, dove ciascuno diventa contemporaneamente colui che è aiutato, ma anche colui che aiuta mettendo a disposizione degli altri il proprio sapere. Nei gruppi A.M.A. non esiste un professionista esperto, in quanto esperti sono considerati proprio coloro che sono portatori del problema, in virtù della loro esperienza; è però presente la figura del cosiddetto facilitatore, che ha il compito di facilitare la comunicazione tra i membri del gruppo, facendo attenzione a che tutti possano avere uno spazio di espressione nel rispetto reciproco delle idee e dei tempi soggettivi. Costituire un gruppo A.M.A. sulla formazione indirizzato ad Assistenti Familiari significa riconoscere da una parte le difficoltà che essi incontrano nel loro percorso, ma nello stesso tempo valorizzare le loro esperienze, le esperienze accumulate nel tempo, facendone una risorsa comune attraverso la condivisione di buone prassi. Rispetto al gruppo A.M.A. classico, il focus sull aspetto formativo necessita di una funzione di facilitazione che sia maggiorente incisiva nel proporre argomenti di confronto legati alla professionalità, senza comunque perdere di vista il fondamentale aspetto della costruzione di relazioni forti nonché della presa in carico da parte del gruppo del disagio emotivo causato dalle peculiarità del ruolo e dalla lontananza dai propri affetti e contesti di vita. Inoltre, il gruppo in questione avrà un tempo determinato di un anno con incontri mensili. Nel rispetto del principio di sovranità del gruppo, proprio dell Auto Mutuo Aiuto, al termine di tale periodo saranno i partecipanti a definire se intendono proseguire gli incontri, trasformandosi in un gruppo A.M.A. vero e proprio, o se ritengono l esperienza conclusa. DESTINATARI Il progetto si propone di coinvolgere otto- dieci persone che svolgono il ruolo di Assistente Familiare sul territorio della provincia di Biella, in particolare 4

5 occupandosi di persone malate di Alzheimer. Potranno essere sia persone che già sono inserite nel contesto lavorativo, sia persone in attesa di occupazione, ma che intendono occuparsi di soggetti malati di Alzheimer o lo hanno fatto in esperienze lavorative precedenti. FINALITA Il progetto si propone di perseguire in particolare le seguenti finalità: - supportare il lavoro degli Assistenti Familiari, andando incontro ai loro bisogni formativi, ma anche relazionali, favorendo il superamento di una condizione di solitudine determinata dalla lontananza da affetti e luoghi d origine e dalla scarsa rete sociale nella comunità ospitante. In questo modo si intende contrastare gli aspetti di vulnerabilità sia sociale che psicologica ed emotiva, rendendo i soggetti più autonomi nel contesto e più consapevoli dei propri diritti/doveri, migliorando allo stesso tempo l integrazione nella comunità locale - favorire un miglioramento nei rapporti tra Assistenti Familiari e famiglie, pazienti compresi, aumentando le competenze comunicative e il benessere psicologico del sistema in sé. In questo modo sarà possibile costruire e migliorare i rapporti di fiducia reciproca fondamentali per un adeguato svolgimento dell incarico di cura - rispondere ai bisogni sociali di una classe di lavoratori considerata debole generando nuove collaborazioni e relazioni, sostenibili nel tempo (anche in fase post- progettuale), sia con il contesto familiare di lavoro sia con i soggetti del territorio che si occupano delle tematiche legate alla malattia di Alzheimer OBIETTIVI - aumentare le competenze professionali attraverso una condivisione delle conoscenze e delle competenze personali accumulate nell ambito lavorativo - favorire un processo di empowerment personale che porti le persone a riconoscere le proprie risorse e competenze per farsi carico del proprio benessere e sostenere il benessere altrui 5

6 - creare una risposta locale ed integrata, attraverso la collaborazione tra soggetti pubblici e privati del territorio, al bisogno di relazione e formazione della classe lavoratrice degli Assistenti Familiari, favorendo nel contempo l accesso alle risorse del territorio - aumentare le competenze comunicative e relazionali con il paziente, la famiglia del paziente, il contesto sociale della comunità locale - FASI PROGETTUALI Il progetto prevede tre/quattro fasi: 1. (Durata: 1 mese) individuazione dei nominativi di persone che svolgono la professione di Assistente Familiare con pazienti Alzheimer, attraverso il contatto con i soggetti del territorio che si occupano di questa fascia di lavoratori. 2. (Durata: 2 mesi) contatto con i nominativi individuati, verifica di un possibile interesse alla partecipazione al gruppo, colloqui di approfondimento sull offerta e di valutazione motivazionale alla partecipazione 3. (Durata 12 mesi) avvio e gestione del gruppo di Auto Mutuo Aiuto Formativo attraverso:! individuazione e incarico ad un facilitatore di gruppi A.M.A. specificatamente formato! incontri mensili di gruppo con il supporto del facilitatore individuato! eventuali incarichi, al bisogno, ad esperti per eventuali interventi specialistici di approfondimento! supervisione/intervisione bimestrale del facilitatore 4. (Durata: tempo indeterminato) individuazione di un helper naturale all interno del gruppo stesso, con il graduale distacco del facilitatore formato; il gruppo, ora autonomo, potrà proseguire l esperienza a tempo indeterminato e in base ai propri bisogni, supportato dalla Casa dell A.M.A. del Consorzio I.R.I.S., attraverso i Servizi da essa offerti, come: sede attrezzata, consulenza gratuita e supervisione/intervisione periodica dei facilitatori, scambio di esperienze e confronto con altri gruppi A.M.A. 6

7 METODOLOGIA La metodologia utilizzata si baserà sullo stile dei gruppi A.M.A., dove le persone stanno tutte alla pari, non esiste un esperto in quanto esperti vengono considerati proprio coloro che sono anche portatori di un bisogno. Dal confronto reciproco nasce la possibilità di riconoscersi in coloro che condividono situazioni simili, superando il senso di solitudine e il pensiero di essere i soli a non riuscire a far fronte alla situazione. La condivisione delle esperienze porta a riconoscere nei percorsi altrui strade non ancora tentate, diversi modi di vedere e affrontare le situazioni, che generano cambiamento e permettono di far emergere le risorse personali disponibili per migliorare la propria qualità di vita, attraverso un processo di empowerment. Il gruppo A.M.A. permette alle persone di riconoscersi non solo come soggetti bisognosi, ma anche come risorsa per gli altri, proprio attraverso la condivisione di una condizione di sofferenza che diventa esperienza comune, spunto di riflessione, partenza verso il cambiamento attraverso la presa in carico attiva e diretta del proprio benessere e del benessere altrui. Considerata la specificità dell ambito di intervento si ritiene di dare vita ad un gruppo con un focus sulla formazione che non perda però di vista l aspetto fondamentale della gestione delle relazioni e del benessere psicologico ed emotivo. Per questo il facilitatore del gruppo sarà una persona formata nella gestione dei gruppi A.M.A., che avrà un ruolo definito nel proporre le tematiche affrontate dal gruppo sulla base dei bisogni rilevati, stimolando e gestendo la comunicazione tra i partecipanti. Nel caso in cui ne emergesse il bisogno, potranno essere contattati esperti che approfondiscano tematiche legate alla presa in carico di soggetti Alzheimer, in modo da favorire l aumento delle competenze lavorative e la conoscenza dei diritti/doveri di chi svolge tale professione. Il gruppo A.M.A. formativo avrà una durata di tempo determinata, prevista in un anno, al termine del quale i componenti potranno decidere se proseguire gli incontri attraverso la classica modalità dell Auto Mutuo Aiuto e attraverso l individuazione di un helper naturale all interno del gruppo stesso, con il graduale distacco del facilitatore formato. 7

8 RISULTATI ATTESI Dall attuazione di questo progetto ci si attendono una serie di risultati, in particolare: 1. un aumento delle competenze da parte dei partecipanti rispetto alle modalità di cura del paziente Alzheimer. L approccio verso un malato di Alzheimer determina un coinvolgimento sia fisico che emotivo molto forte, che richiede specifiche modalità di relazione. Da una parte è necessario presentare forza, sicurezza e determinazione, dall altro si deve saper gestire la comunicazione attraverso il linguaggio non verbale, canale comunicativo predominante con soggetti che vedono una progressiva degenerazione delle proprie capacità comunicative a livello verbale. Inoltre, la cultura e le tradizioni locali possono esigere una modalità di cura differente da quella proposta nel contesto di origine di chi si dedica al ruolo di Assistente Familiare con pazienti Alzheimer, diventa quindi fondamentale un aumento delle conoscenze in questo ambito che diminuisca i possibili contrasti rispetto alla gestione del malato tra lavoratore e famiglia/datore di lavoro 2. un aumento della qualità di vita dei partecipanti, attraverso il farsi carico da parte del gruppo dei vissuti di solitudine, di sofferenza legata al distacco dalla famiglia d origine, favorendo la nascita di relazioni significative, diminuendo il rischio di vulnerabilità sociale e psicologica, aumentando la capacità di individuare le risorse del territorio 3. un miglioramento delle relazioni tra Assistenti Familiari e famigliari del paziente, attraverso l incremento delle capacità comunicative e della consapevolezza del ruolo che ciascuno svolge all interno del sistema 4. la creazione di un modello replicabile, in quanto il gruppo costituito potrà generarne altri in base all arrivo di nuove richieste, e sostenibile, poiché, una volta autonomo, il gruppo potrà essere comunque supportato dai Servizi che la Casa dell A.M.A. mette a disposizione dei gruppi di Auto Mutuo Aiuto del territorio (sede attrezzata, consulenza gratuita, supervisione/intervisione periodica per i facilitatori) 8

Attivare e facilitare i gruppi di auto/mutuo aiuto

Attivare e facilitare i gruppi di auto/mutuo aiuto LAVORO SOCIALE IN TASCA COLLANA DIRETTA DA M.L. RAINERI Valentina Calcaterra Attivare e facilitare i gruppi di auto/mutuo aiuto Indice Introduzione 9 1. Cos è un gruppo di auto/mutuo aiuto 11 I fondamenti

Dettagli

Esiti del laboratorio Lavoro di comunità

Esiti del laboratorio Lavoro di comunità Attuazione del Programma regionale per la promozione e tutela dei diritti, la protezione e lo sviluppo dei soggetti in età evolutiva e il sostegno alla genitorialità ai sensi della Legge regionale n. 14/08

Dettagli

Il Segretariato Sociale: uno strumento in via di estinzione? di Silvia Clementi*

Il Segretariato Sociale: uno strumento in via di estinzione? di Silvia Clementi* Il Segretariato Sociale: uno strumento in via di estinzione? di Silvia Clementi* Il segretariato sociale ha una storia e una tradizione che hanno accompagnato la professione dalla sua nascita, e pertanto

Dettagli

Essere fratelli di. Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012

Essere fratelli di. Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012 Essere fratelli di Supporto psicologico ai fratelli di persone con gravi disabilità EDIZIONE 2012 Contesto di riferimento e obiettivi generali La famiglia è senza dubbio il luogo più importante per la

Dettagli

Quale futuro per il Welfare locale? 15 novembre 2013

Quale futuro per il Welfare locale? 15 novembre 2013 PIANO DI ZONA 2011-2013 2013 Quale futuro per il Welfare locale? 15 novembre 2013 Tavolo Minori e Famiglie: STORIE PER CRESCERE A cura di AS Angela Morabito ed AS Ilenia Petrucci Lab. Minori Sensibilizzazione

Dettagli

Progetto TRA CASA E CITTA : PERCORSI DI INCLUSIONE SOCIALE

Progetto TRA CASA E CITTA : PERCORSI DI INCLUSIONE SOCIALE Progetto TRA CASA E CITTA : PERCORSI DI INCLUSIONE SOCIALE PREMESSA I concetti di cura e territorio sono al centro di iniziative ed interventi realizzati da più enti che aderiscono al sotto tavolo sulla

Dettagli

RUOLO E PROBLEMATICHE DEL CAREGIVER NELLA DEMENZA

RUOLO E PROBLEMATICHE DEL CAREGIVER NELLA DEMENZA RUOLO E PROBLEMATICHE DEL CAREGIVER NELLA DEMENZA Ricordare che l 80% dei malati vive in famiglia! (indagine Censis 2006) Chi è il caregiver? (letteralmente: colui che presta assistenza) Un familiare Un

Dettagli

SPORTELLI D ASCOLTO PSICOLOGICO

SPORTELLI D ASCOLTO PSICOLOGICO SPORTELLI D ASCOLTO PSICOLOGICO Il Centro di Psicoterapia e Psicologia Clinica è un Associazione Professionale di psicoterapeuti di formazione psicoanalitica e di psicologi clinici che opera nell ambito

Dettagli

Prove Esame di Stato

Prove Esame di Stato Prove Esame di Stato 2012 SEZ. A 1 Prova L Assistente Sociale specialista responsabile di un servizio sociale riceve dal proprio riferimento politico (Assessore alle politiche sociali) l incarico di redigere

Dettagli

RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO

RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO C I R C O L O D I D A T T I C O D I S A N T A G A T A L I B A T T I A T I PROGETTO NO AL BULLISMO Percorso di prevenzione dei fenomeni di bullismo A.S. 2011-2012 RELAZIONE DESCRITTIVA DEL PROGETTO PREMESSA

Dettagli

Formazione genitori. I percorsi

Formazione genitori. I percorsi Formazione genitori Sappiamo che spesso è difficile trovare un po di tempo per pensare a come siamo genitori e dedicarci alla nostra formazione di educatori, sappiamo però anche quanto sia importante ritagliarsi

Dettagli

Sviluppo di comunità

Sviluppo di comunità Sviluppo di comunità Rendere la comunità locale un attore del cambiamento sociale S e per comunità si intende un gruppo sociale (comunità locale, scuola, organizzazione, associazione), nel quale relazioni,

Dettagli

Presentazione Centri diurni terapeutici Biella, 17-18 ottobre 2011 L. Poggiali A. Fux Biella 18/19 ottobre 2011 Fux Amèle FAIDO dal 1999 MURALTO dal 1995 LUGANO dal 1993 GIUBIASCO dal 1995 BALERNA dal

Dettagli

PROGETTO: SPORTELLO DONNA CENTRO DI ORIENTAMENTO FORMAZIONE ED INTEGRAZIONE SOCIALE PER DONNE IMMIGRATE

PROGETTO: SPORTELLO DONNA CENTRO DI ORIENTAMENTO FORMAZIONE ED INTEGRAZIONE SOCIALE PER DONNE IMMIGRATE PROGETTO: SPORTELLO DONNA CENTRO DI ORIENTAMENTO FORMAZIONE ED INTEGRAZIONE SOCIALE PER DONNE IMMIGRATE SOGGETTI PROPONENTI IL PROGETTO 1) Denominazione Cooperativa Servizi & Formazione Indirizzo Viale

Dettagli

AFFRONTARE INSIEME L AUTISMO Percorso di parent training

AFFRONTARE INSIEME L AUTISMO Percorso di parent training AFFRONTARE INSIEME L AUTISMO Percorso di parent training Premessa Le famiglie con un figlio disabile si differenziano dalle altre famiglie a partire dalla nascita del figlio: problemi di accettazione,

Dettagli

Pensieri suicidi nelle persone affette da demenza: prese di posizione

Pensieri suicidi nelle persone affette da demenza: prese di posizione Pensieri suicidi nelle persone affette da demenza: l Associazione Alzheimer Svizzera chiede un accompagnamento e un assistenza completi per i malati di demenza. Pensieri suicidi nelle persone affette da

Dettagli

Il Comune per le demenze: che cosa fa

Il Comune per le demenze: che cosa fa Il Comune per le demenze: che cosa fa Roberta Papi Assessore Politiche Sociosanitarie Comune di Genova La demenza non colpisce solo il paziente, ma tutta la sua famiglia, sulla quale grava l enorme carico

Dettagli

ASVAP Associazione Volontari aiuto Ammalati Psichici

ASVAP Associazione Volontari aiuto Ammalati Psichici ASVAP Associazione Volontari aiuto Ammalati Psichici Informazioni Accoglienza Condivisione Sostegno e...molto altro ancora! Via Giusti 12, Monza 039/2301658 volontari.asvap@gmail.com www.asvapbrianza.it

Dettagli

SCHEDA RIEPILOGATIVA DEL PROGETTO DI SERVIZIO CIVILE GIOVANI AL SERVIZIO SOCIALE 2

SCHEDA RIEPILOGATIVA DEL PROGETTO DI SERVIZIO CIVILE GIOVANI AL SERVIZIO SOCIALE 2 (Allegato 1) SCHEDA RIEPILOGATIVA DEL PROGETTO DI SERVIZIO CIVILE GIOVANI AL SERVIZIO SOCIALE ENTE Ente proponente il progetto: COMUNE DI ITTIRI CARATTERISTICHE PROGETTO Titolo del progetto: GIOVANI AL

Dettagli

ATTIVAZIONE SERVIZI DI SUPPORTO AD ANZIANI AFFETTI DA DEMENZA E AD ANZIANI FRAGILI CAPITOLATO

ATTIVAZIONE SERVIZI DI SUPPORTO AD ANZIANI AFFETTI DA DEMENZA E AD ANZIANI FRAGILI CAPITOLATO ATTIVAZIONE SERVIZI DI SUPPORTO AD ANZIANI AFFETTI DA DEMENZA E AD ANZIANI FRAGILI CAPITOLATO OGGETTO L Amministrazione intende offrire alla popolazione anziana affetta da demenza o fragile un sistema

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO THIESI

ISTITUTO COMPRENSIVO THIESI ISTITUTO COMPRENSIVO THIESI INFANZIA-PRIMARIA-SECONDARIA PROGETTO SPAZIO D ASCOLTO PSICOLOGICO PER ALLIEVI E FAMIGLIE E SUPPORTO ALLE DINAMICHE PONTE NEL CONTESTO SCOLASTICO Insegnante Valeria Sassu ISTITUTO

Dettagli

PROGETTO DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE DEI RAGAZZI SEGUITI DALLA FONDAZIONE AMILCARE Richiesta per 2 operatori al 50% come consulenti famigliari

PROGETTO DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE DEI RAGAZZI SEGUITI DALLA FONDAZIONE AMILCARE Richiesta per 2 operatori al 50% come consulenti famigliari PROGETTO DI SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE DEI RAGAZZI SEGUITI DALLA FONDAZIONE AMILCARE Richiesta per 2 operatori al 50% come consulenti famigliari PREMESSA/RIFLESSIONI Da diversi anni, all interno della Fondazione

Dettagli

Benessere e lavoro nel Comune di Modena

Benessere e lavoro nel Comune di Modena Benessere e lavoro nel Comune di Modena Dott. Giuseppe Dieci Direttore generale 1 Il Comune di Modena: alcuni dati (al 31.10.2010) Numero dipendenti a tempo indeterminato: 1916 Numero dirigenti a tempo

Dettagli

Pagina 1 di 7 CARTA DEL SERVIZIO CAD VIA PIO VII, 61 TORINO

Pagina 1 di 7 CARTA DEL SERVIZIO CAD VIA PIO VII, 61 TORINO Pagina 1 di 7 CARTA DEL SERVIZIO CAD VIA PIO VII, 61 TORINO Pagina 2 di 7 Denominazione del presidio: CAD Laboratori via Pio Ubicazione/Indirizzo: via PIO VII, 61 (zona lingotto) Come si raggiunge: linee

Dettagli

Malattia incurabile: domande incalzanti

Malattia incurabile: domande incalzanti Malattia incurabile: domande incalzanti Quando si è colpiti da una grave malattia che non concede speranze di guarigione, sorgono inevitabilmente molte domande, la maggior parte delle quali emotivamente

Dettagli

PROGETTO di ACCOMPAGNAMENTO EDUCATIVO POMERIDIANO Fuori Classe

PROGETTO di ACCOMPAGNAMENTO EDUCATIVO POMERIDIANO Fuori Classe Allegato DGC 110/2015 PROGETTO di ACCOMPAGNAMENTO EDUCATIVO POMERIDIANO Fuori Classe Premessa Negli ultimi anni si sta registrando una presenza di alunni che manifestano, all ingresso della scuola primaria

Dettagli

Sintesi del PROGETTO FAMILIARMENTE

Sintesi del PROGETTO FAMILIARMENTE Comune di Codogno Assessorato alle Politiche Sociali Sintesi del PROGETTO FAMILIARMENTE Comune di Codogno - Centro Servizi Sociali Pag. 1 di 5 La Responsabile del Servizio e del Procedimento: A.S. Tassi

Dettagli

L'esperienza scolastica è fondamentale per la crescita di ogni bambino.

L'esperienza scolastica è fondamentale per la crescita di ogni bambino. L'esperienza scolastica è fondamentale per la crescita di ogni bambino. La scuola rappresenta un luogo ricco di potenzialità (nuove esperienze, competenze, autonomia, relazioni ecc.). Per i bambini adottati

Dettagli

DEMENZA DI ALZHEIMER : dalle cure all assistenza

DEMENZA DI ALZHEIMER : dalle cure all assistenza Bassano del Grappa 11 ottobre 2014 DEMENZA DI ALZHEIMER : dalle cure all assistenza Presentazione dell Associazione Angelino Bordignon Presidente A. M. A. d. L Alzheimer è una malattia per l intera famiglia

Dettagli

PROPOSTE. FORMATIVE per la SCUOLA. dell INFANZIA. Proposte ideate da CRISTINA GRAFFEO e PAOLA PECORARI Anno 2014-15

PROPOSTE. FORMATIVE per la SCUOLA. dell INFANZIA. Proposte ideate da CRISTINA GRAFFEO e PAOLA PECORARI Anno 2014-15 PROPOSTE FORMATIVE per la SCUOLA dell INFANZIA Proposte ideate da CRISTINA GRAFFEO e PAOLA PECORARI Anno 2014-15 GIOCANDO CON LE EMOZIONI Sostenere e aiutare i bambini ad ascoltare le proprie emozioni

Dettagli

AZIENDA SPECIALE CONSORTILE. Isola Bergamasca - Bassa Val San Martino territoriale per i servizi alla persona ADULTA AUTONOMA ESPERIENZE DI

AZIENDA SPECIALE CONSORTILE. Isola Bergamasca - Bassa Val San Martino territoriale per i servizi alla persona ADULTA AUTONOMA ESPERIENZE DI AZIENDA SPECIALE CONSORTILE Isola Bergamasca - Bassa Val San Martino territoriale per i servizi alla persona SCUOLA DI VITA ADULTA AUTONOMA ESPERIENZE DI WEEK END IN AUTONOMIA. OTTOBRE DICEMBRE 2009 COOPERATIVA

Dettagli

La dimensione pedagogico educativa: cardine degli interventi efficaci sul Sistema Scuola-Famiglia-Territorio

La dimensione pedagogico educativa: cardine degli interventi efficaci sul Sistema Scuola-Famiglia-Territorio COMUNE DI MASSA Assessorato Turismo, Cultura, Pubblica Istruzione e Gemellaggi La dimensione pedagogico educativa: cardine degli interventi efficaci sul Sistema Scuola-Famiglia-Territorio COMUNE DI MASSA

Dettagli

ASSISTENZA DOMICILIARE GARANZIA DI UN AMBIENTE DI SOSTEGNO: il ruolo del servizio sociale territoriale

ASSISTENZA DOMICILIARE GARANZIA DI UN AMBIENTE DI SOSTEGNO: il ruolo del servizio sociale territoriale ASSISTENZA DOMICILIARE GARANZIA DI UN AMBIENTE DI SOSTEGNO: il ruolo del servizio sociale territoriale INTRODUZIONE L'orientamento progettuale della domiciliarità: 1. diversificazione di interventi e servizi

Dettagli

Alessandro Ricci Psicologo Psicoterapeuta Università Salesiana di Roma

Alessandro Ricci Psicologo Psicoterapeuta Università Salesiana di Roma Alessandro Ricci Psicologo Psicoterapeuta Università Salesiana di Roma LA COPPIA NON PUO FARE A MENO DI RICONOSCERE E ACCETTARE CHE L ALTRO E UN TU E COME TALE RAPPRESENTA NON UN OGGETTO DA MANIPOLARE

Dettagli

e ilgioco com inciò..

e ilgioco com inciò.. e ilgioco com inciò.. PROGETTO EDUCATIVO 1.1 PRESENTAZIONE GENERALE Il progetto CRD si rivolge a bambini/e e ragazzi/e della scuola primaria e secondaria di primo grado del paese con attività diurne presso

Dettagli

A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma

A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma ( ) Per affrontare i problemi sociali non possiamo fare a meno di ascoltare

Dettagli

Laura Bono, Silvia Di Leo, Monica Beccaro, Gianluca Catania, Massimo Costantini Le core-competencies dell operatore socio-sanitario in cure palliative

Laura Bono, Silvia Di Leo, Monica Beccaro, Gianluca Catania, Massimo Costantini Le core-competencies dell operatore socio-sanitario in cure palliative Laura Bono, Silvia Di Leo, Monica Beccaro, Gianluca Catania, Massimo Costantini Le core-competencies dell operatore socio-sanitario in cure palliative pp. 128, 16,00 - e-book 14,00 Cod. 1370.45 Collana:

Dettagli

INCONTRI DI INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE INDICAZIONI EMERSE

INCONTRI DI INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE INDICAZIONI EMERSE INCONTRI DI INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE INDICAZIONI EMERSE PROGETTO L.e.A. LAVORO E ACCOGLIENZA a cura di S. Campisi INCONTRI DI INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE INDICAZIONI EMERSE PROGETTO L.e.A.

Dettagli

Progetto Organizzativo

Progetto Organizzativo Progetto Organizzativo CRITERI DI ACCESSO AL SERVIZIO Il bambino per il quale si richiede il servizio deve avere un età compresa dai 3 mesi e i 13 anni. Date le esigenze delle famiglie, punti di forza

Dettagli

SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA

SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA SCHEDA PROGETTO PER L IMPIEGO DI VOLONTARI IN SERVIZIO CIVILE IN ITALIA Descrizione dell area di intervento e del contesto territoriale entro il quale si realizza il progetto Nella Regione Abruzzo sono

Dettagli

Educando nella Provincia di Varese 2012

Educando nella Provincia di Varese 2012 Scheda progetto Educando nella Provincia di Varese 2012 ANCI Lombardia coordina e organizza le azioni degli enti associati in materia di servizio civile definendo una precisa strategia metodologica comune

Dettagli

PSICOLOGIA GENERALE ED APPLICATA

PSICOLOGIA GENERALE ED APPLICATA Terzo Anno PSICOLOGIA GENERALE ED APPLICATA COMPETENZE ABILITA CONOSCENZE TEMPI S1. atteggiamento individuando i diversi approcci teorici che hanno caratterizzato la storia della psicologia. S1. Realizzare

Dettagli

L ACCOGLIENZA E L INTEGRAZIONE NEI CENTRI AGGREGATIVI

L ACCOGLIENZA E L INTEGRAZIONE NEI CENTRI AGGREGATIVI ASSOCIAZIONE INTERCULTURALE NARRAMONDI onlus Sede Legale: Via L. Settembrini, n 14 90145 Palermo Via Mario Rapisardi n 68/A 90144 Palermo Codice Fiscale: 97148690825 Partita IVA: 05187110829 telefono e

Dettagli

I sentimenti causati da perdita e separazione. Dr.ssa Barbara Ottaviani

I sentimenti causati da perdita e separazione. Dr.ssa Barbara Ottaviani I sentimenti causati da perdita e separazione Dr.ssa Barbara Ottaviani Il confronto con la fine della vita - La morte fa ancora parte della nostra cultura? - Siamo ancora capaci di rappresentarla, di immaginarla?

Dettagli

L INTERVISIONE COME STRUMENTO E SOSTEGNO PER IL FACILITATORE:

L INTERVISIONE COME STRUMENTO E SOSTEGNO PER IL FACILITATORE: L INTERVISIONE COME STRUMENTO E SOSTEGNO PER IL FACILITATORE: CARATTERISTICHE, SIGNIFICATO E POTENZIALITA' Villa d Almè, ottobre-novembre 2015 Maria Coelli 1 La supervisione e l'intervisione -Per supervisione

Dettagli

REGOLAMENTO SERVIZIO EDUCATIVA TERRITORIALE

REGOLAMENTO SERVIZIO EDUCATIVA TERRITORIALE REGOLAMENTO SERVIZIO EDUCATIVA TERRITORIALE Allegato alla determinazione direttoriale n. 681/000/DIG/14/0024 del 06.06.2014 ART. 1 PRINCIPI GENERALI Il servizio Educativa Territoriale si inserisce come

Dettagli

PROGETTO CONTINUITÀ. Anno scolastico 2015/2016. Docente referente: Franzosi Flavia

PROGETTO CONTINUITÀ. Anno scolastico 2015/2016. Docente referente: Franzosi Flavia PROGETTO CONTINUITÀ Anno scolastico 2015/2016 Docente referente: Franzosi Flavia PREMESSA Motivazione del Progetto La continuità nasce dall'esigenza primaria di garantire il diritto dell'alunno a un percorso

Dettagli

LE PAROLE PER DIRLO LE EMOZIONI IN GIOCO NEL LAVORO DI CURA IN UN REPARTO PER PAZIENTI IN STATO VEGETATIVO.

LE PAROLE PER DIRLO LE EMOZIONI IN GIOCO NEL LAVORO DI CURA IN UN REPARTO PER PAZIENTI IN STATO VEGETATIVO. LE PAROLE PER DIRLO LE EMOZIONI IN GIOCO NEL LAVORO DI CURA IN UN REPARTO PER PAZIENTI IN STATO VEGETATIVO. Supporto psicologico a favore degli operatori e dei familiari coinvolti nel lavoro di assistenza

Dettagli

Comunità della Paganella

Comunità della Paganella COMUNITÀ della PAGANELLA PROGETTO Sportello Donna Comunità della Paganella Gennaio 2013 PREMESSE Nel 2011 la Comunità della Paganella ha elaborato il progetto intitolato La conoscenza delle donne, nell

Dettagli

A.S. 2015/2016. RAPPRESENTANZA, RESPONSABILITA, PARTECIPAZIONE (punti di forza e

A.S. 2015/2016. RAPPRESENTANZA, RESPONSABILITA, PARTECIPAZIONE (punti di forza e SEMINARIO RESIDENZIALE Percorso di formazione per i rappresentanti in Consulta Provinciale degli Studenti Centro Don Chiavacci Crespano del Grappa 3-4 novembre 2015 A.S. 2015/2016 Premessa A conclusione

Dettagli

PROGETTO SCUOLA SPORT E DISABILITA UN OCCASIONE DI INCONTRO E CRESCITA

PROGETTO SCUOLA SPORT E DISABILITA UN OCCASIONE DI INCONTRO E CRESCITA PROGETTO SCUOLA SPORT E DISABILITA UN OCCASIONE DI INCONTRO E CRESCITA PRESENTAZIONE Il presente progetto costituisce un iniziativa volta a promuovere un percorso di crescita dei ragazzi nel confronto,

Dettagli

Dott.ssa EMANUELA GARRITANI

Dott.ssa EMANUELA GARRITANI Dott.ssa EMANUELA GARRITANI L idea di trattare questo argomento è nata a seguito della prima esperienza di tirocinio, svoltasi presso la Residenza Sanitaria Assistenziale del Presidio Ospedaliero di Monfalcone,

Dettagli

STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE

STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE Titolo 8 POLITICHE DEL PERSONALE: VALORIZZAZIONE E TUTELA DEL CAPITALE UMANO Art. 68 - Salute organizzativa Art. 69 - Strumenti per la

Dettagli

Il 65% dei pazienti seguiti dagli psichiatri italiani soffre di schizofrenia, il 29% di disturbo bipolare e il 5% di disturbo schizoaffettivo.

Il 65% dei pazienti seguiti dagli psichiatri italiani soffre di schizofrenia, il 29% di disturbo bipolare e il 5% di disturbo schizoaffettivo. Keeping Care Complete Psychiatrist Survey Focus sull Italia Background Obiettivo dell indagine Keeping Care Complete è comprendere - in relazione alle malattie mentali gravi - quale ruolo e quale influenza

Dettagli

LE COMPETENZE ESSENZIALI PER IL RUOLO DI COUNSELOR

LE COMPETENZE ESSENZIALI PER IL RUOLO DI COUNSELOR 1 LE COMPETENZE ESSENZIALI PER IL RUOLO DI COUNSELOR 2 LE COMPETENZE ESSENZIALI PER IL RUOLO DI COUNSELOR conoscere 1) CONOSCENZA DEL CAMPO DI APPLICAZIONE 2) CONOSCENZA DELL'ANALISI TRANSAZIONALE 3) CONTRATTUALITAʼ

Dettagli

AZIONI DEL SUCCESSO FORMATIVO

AZIONI DEL SUCCESSO FORMATIVO AZIONI DEL SUCCESSO FORMATIVO Premessa La scuola,oggi, trova la sua ragione di essere nell assicurare ad ogni alunno il successo formativo, inteso come piena formazione della persona umana nel rispetto

Dettagli

LA FOCALIZZAZIONE SULLA FAMIGLIA:

LA FOCALIZZAZIONE SULLA FAMIGLIA: LA FOCALIZZAZIONE SULLA FAMIGLIA: COSA INTRODUCE, COSA FA CAMBIARE, DI COSA NECESSITA PER DECLINARE L ADM? IL COORDINAMENTO PEDAGOGICO COME PUÒ ESSERE SVILUPPATO? QUALI FUNZIONI ULTERIORI PUÒ AVERE IL

Dettagli

TRE ANNI TRAGUARDI per lo sviluppo delle competenze OBIETTIVI di apprendimento CONTENUTI

TRE ANNI TRAGUARDI per lo sviluppo delle competenze OBIETTIVI di apprendimento CONTENUTI TRE ANNI S.A. 1 S.A. 2 S.A. 3 S.A. 4 S.A. 5 TRAGUARDI per lo sviluppo delle competenze OBIETTIVI di apprendimento CONTENUTI IL BAMBINO GIOCA IN MODO COSTRUTTIVO E CREATIVO CON GLI ALTRI, SA ARGOMENTARE,

Dettagli

IL LAVORO D EQUIPE TRA LAVORO DI RETE E RETE SOCIALE

IL LAVORO D EQUIPE TRA LAVORO DI RETE E RETE SOCIALE IL LAVORO D EQUIPE TRA LAVORO DI RETE E RETE SOCIALE Persone al centro Quarrata, 21 febbraio 2009 IL LAVORO DI RETE E un processo finalizzato/tendente a legare fra loro più persone tramite connessioni

Dettagli

UNA CASA SPECIALE per l accoglienza di famiglie con bambini che necessitano di cure sanitarie presso l ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma

UNA CASA SPECIALE per l accoglienza di famiglie con bambini che necessitano di cure sanitarie presso l ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma UNA CASA SPECIALE per l accoglienza di famiglie con bambini che necessitano di cure sanitarie presso l ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma Anno 2015 CHI SIAMO - SOS Villaggi dei Bambini SOS Villaggi

Dettagli

PROGETTO SERVIZI DI SUPPORTO DOMICILIARE PER MINORI E FAMIGLIE

PROGETTO SERVIZI DI SUPPORTO DOMICILIARE PER MINORI E FAMIGLIE ONLUS Vicolo San Savino, 10 Tel. 0125 48948 Fax 0125 1902028 E-mail: centrobase@libero.it 10015 IVREA (TO) PROGETTO SERVIZI DI PER MINORI E FAMIGLIE Per approvazione: Pagina 2/7 L'équipe della comunità

Dettagli

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi)

Sostenere i disabili e le loro famiglie nella costruzione di prospettive di vita autonoma (dopo di noi) Sostenere i Il problema I temi che si definiscono dopo di noi legati alle potenzialità e autonoma dei disabili - hanno un impatto sociale estremamente rilevante. In primo luogo va sottolineato che, per

Dettagli

UFE Utenti Familiari Esperti

UFE Utenti Familiari Esperti XIII Conferenza Nazionale della Rete HPH Empowerment della persona come strategia di promozione della salute nei luoghi di cura, nell integrazione socio-sanitaria e nella comunità UFE Utenti Familiari

Dettagli

L OSS NEL SERVIZIO DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA. L integrazione dell alunno con disabilità: l operatore socio sanitario

L OSS NEL SERVIZIO DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA. L integrazione dell alunno con disabilità: l operatore socio sanitario L OSS NEL SERVIZIO DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA L integrazione dell alunno con disabilità: l operatore socio sanitario L OSS NEL SERVIZIO DI INTEGRAZIONE SCOLASTICA Il Servizio di Integrazione Scolastica

Dettagli

1) MOTIVAZIONE SCOLASTICA: promuovere le risorse personali degli studenti per aiutarli a stare e andare bene a scuola.

1) MOTIVAZIONE SCOLASTICA: promuovere le risorse personali degli studenti per aiutarli a stare e andare bene a scuola. Passo dopo Passo Insieme supporta la motivazione scolastica dei preadolescenti, promuovendo percorsi che mettano al centro le risorse personali dei ragazzi e offrendo progetti di formazione e sensibilizzazione

Dettagli

Team Building e Volontariato d impresa

Team Building e Volontariato d impresa Team Building e Volontariato d impresa LE MALATTIE RARE OGNI MINUT0 NEL MONDO NASCONO 10 BAMBINI COME TOMMASO, AFFETTI DA UNA MALATTIA GENETICA RARA. La Formazione di Valore produce VALORE Rebis e Zeta

Dettagli

: CENTRO DONNA INTERCULTURALE, SERVIZIO ANTIVIOLENZA, E CASA D ACCOGLIENZA/ RIFUGIO

: CENTRO DONNA INTERCULTURALE, SERVIZIO ANTIVIOLENZA, E CASA D ACCOGLIENZA/ RIFUGIO Allegato A Linee generali per la presentazione del progetto di gestione dei servizi di promozione e tutela della donna : CENTRO DONNA INTERCULTURALE, SERVIZIO ANTIVIOLENZA, E CASA D ACCOGLIENZA/ RIFUGIO

Dettagli

Accettazione della malattia diabetica e la famiglia. Dott.ssa Annalisa Tintori Psicologa

Accettazione della malattia diabetica e la famiglia. Dott.ssa Annalisa Tintori Psicologa Accettazione della malattia diabetica e la famiglia Dott.ssa Annalisa Tintori Psicologa Malattia cronica Condizione patologica che dura tutta la vita Medico deviazione da una norma biologica. Oggettività

Dettagli

Progetto alunni stranieri accoglienza, integrazione, L2

Progetto alunni stranieri accoglienza, integrazione, L2 Progetto alunni stranieri accoglienza, integrazione, L2 Anno Scolastico 2012/2013 [[[Nessun bambino può essere considerato straniero, laddove ci si occupa di educazione, di trasmissione di valori, di conoscenze

Dettagli

(Legge regionale n. 1/08, Capo II) BANDI 2012-2013. Presentazione del progetto

(Legge regionale n. 1/08, Capo II) BANDI 2012-2013. Presentazione del progetto (Legge regionale n. 1/08, Capo II) BANDI 2012-2013 Presentazione del progetto LA CURA DELL INCONTRARSI: lo stare insieme di bambini e famiglie a Moglia e a Pegognaga per superare l ombra della calamità

Dettagli

"SosteniAmo il sociale"

SosteniAmo il sociale "SosteniAmo il sociale" I tagli continui al Fondo Nazionale dedicato al sociale e la progressiva riduzione delle risorse pubbliche stanno mettendo a rischio i servizi alla persona. A rischio è il patrimonio

Dettagli

Live in Caregiver Dott.ssa Sonia Sarpone Soggetto proponente Consorzio Campania Solidarietà Sociale Il Consorzio C.C.S.S. viene fondato nel 2009 con l obiettivo primario di sostenere e potenziare la solidarietà

Dettagli

Documento di approfondimento. Valutazione dello stress lavoro correlato e benessere organizzativo nella scuola

Documento di approfondimento. Valutazione dello stress lavoro correlato e benessere organizzativo nella scuola Documento di approfondimento Valutazione dello stress lavoro correlato e benessere organizzativo nella scuola VALUTAZIONE DELLO STRESS LAVORO CORRELATO E BENESSERE ORGANIZZATIVO NELLA SCUOLA Il Decreto

Dettagli

I gruppi di auto mutuo aiuto: risorsa della comunità

I gruppi di auto mutuo aiuto: risorsa della comunità Rovereto, 12 16 settembre 11 I gruppi di auto mutuo aiuto: risorsa della comunità Stefano Bertoldi - Ass.A.M.A, Università di Trento Corso di sensibilizzazione all approccio ecologicosociale alla promozione

Dettagli

C1) PROGRAMMA OPERATIVO DEI SERVIZI AI PROGETTI

C1) PROGRAMMA OPERATIVO DEI SERVIZI AI PROGETTI C1) PROGRAMMA OPERATIVO DEI SERVIZI AI PROGETTI Denominazione del progetto ORA NON SIAMO PIU SOLI 1. Tipologia del progetto che si intende supportare barrare la casella di riferimento: X progettazione

Dettagli

Alzheimer a casa: buone prassi per l assistenza domiciliare

Alzheimer a casa: buone prassi per l assistenza domiciliare Alzheimer a casa: buone prassi per l assistenza domiciliare Un contributo di A. Zaro (Direttore Generale), E. Maccianti (Direttore Sanitario), T.Bernacchi (Psicologo) e M. Mainini (Assistente Sociale),

Dettagli

Monitoraggio fasi finali del progetto e valutazione. Elementi di caratterizzazione del progetto della rete

Monitoraggio fasi finali del progetto e valutazione. Elementi di caratterizzazione del progetto della rete Monitoraggio fasi finali del progetto e valutazione Elementi di caratterizzazione del progetto della rete Oggetto problema Osservazioni rispetto all autoanalisi Oggetto definito e area di riferimento Coerenza

Dettagli

Comune di Morlupo Provincia di Roma

Comune di Morlupo Provincia di Roma Prot. n. 8942 Morlupo, 27/07/12 OGGETTO: Attività sportive e culturali a favore di minori in età evolutiva provenienti da famiglie multiproblematiche e/o a rischio di devianza e minori disabili. PREMESSA

Dettagli

Relazione sull attività svolta nell a.s. 2010-2011 dal Punto di Ascolto

Relazione sull attività svolta nell a.s. 2010-2011 dal Punto di Ascolto Padova, 01 settembre 2011 Relazione sull attività svolta nell a.s. 2010-2011 dal Punto di Ascolto Il Punto di Ascolto attivo ormai da quattro anni presso l Ufficio Scolastico Territoriale di Padova, coordinato

Dettagli

GVV FORMAZIONE REGIONE PIEMONTE 2015 2016

GVV FORMAZIONE REGIONE PIEMONTE 2015 2016 GVV FORMAZIONE REGIONE PIEMONTE 2015 2016 L ASCOLTO Primo passo dell Accoglienza Padre GHERARDO ARMANI C. M. 1. La relazione di aiuto La relazione si fonda su un rapporto umano centrato sull incontro di

Dettagli

1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA

1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA AREA SOCIO/AFFETTIVA- SCUOLA PRIMARIA Integrazione tra i lavori di gruppo di settembre (Thouar, Villini, Paganini, Montanella) 1-BEN-ESSERE DELLA PERSONA Competenza personale L alunno è consapevole della

Dettagli

L infermiere e l assistenza psicologica al malato neoplastico. Dott. Iolanda Orsogna Psicologa-psicoterapeuta i.osogna@tiscali.it

L infermiere e l assistenza psicologica al malato neoplastico. Dott. Iolanda Orsogna Psicologa-psicoterapeuta i.osogna@tiscali.it L infermiere e l assistenza psicologica al malato neoplastico Dott. Iolanda Orsogna Psicologa-psicoterapeuta i.osogna@tiscali.it Il ruolo infermieristico È tra le figure professionali che si trova quotidianamente

Dettagli

LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE PER UNA FORZA VENDITA VINCENTE

LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE PER UNA FORZA VENDITA VINCENTE LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE PER UNA FORZA VENDITA VINCENTE Non c è mai una seconda occasione per dare una prima impressione 1. Lo scenario Oggi mantenere le proprie posizioni o aumentare le quote di mercato

Dettagli

Ruolo del Servizio Sanitario Nazionale nel supporto alle pazienti e alle famiglie. Roma, 25 Novembre 2014. Tiziana Sabetta

Ruolo del Servizio Sanitario Nazionale nel supporto alle pazienti e alle famiglie. Roma, 25 Novembre 2014. Tiziana Sabetta Ruolo del Servizio Sanitario Nazionale nel supporto alle pazienti e alle famiglie Roma, 25 Novembre 2014 Tiziana Sabetta Nulla rende più fragile e vulnerabile una famiglia dell esordio di una malattia

Dettagli

proposta di legge n. 405

proposta di legge n. 405 REGIONE MARCHE 1 ASSEMBLEA LEGISLATIVA proposta di legge n. 405 a iniziativa dei Consiglieri Marinelli, D Anna, Foschi, Natali, Bugaro presentata in data 20 marzo 2014 DISCIPLINA DELLA VALORIZZAZIONE E

Dettagli

Progetto Fondo UNRRA : "Una Borsa d'esperienza"

Progetto Fondo UNRRA : Una Borsa d'esperienza Progetto Fondo UNRRA : "Una Borsa d'esperienza" 1) Descrizione del contesto di riferimento e dei bisogni da soddisfare I U B G Regione Emilia-Romagna e dagli Enti Locali per cercare di contrastare la fase

Dettagli

Alternanza scuola e lavoro al Vittorio Veneto un ponte verso il futuro

Alternanza scuola e lavoro al Vittorio Veneto un ponte verso il futuro Alternanza scuola e lavoro al Vittorio Veneto un ponte verso il futuro 1 Laboratorio della conoscenza: scuola e lavoro due culture a confronto per la formazione 14 Novembre 2015 Alternanza scuola e lavoro

Dettagli

CHE COS E L AUTO MUTUO AIUTO

CHE COS E L AUTO MUTUO AIUTO 1 CHE COS E L AUTO MUTUO AIUTO L Auto Mutuo Aiuto è una metodica semplice e spontanea, un approccio sociale, una cultura, una filosofia, sicuramente una risorsa. E un modo di trattare i problemi che ciascuno

Dettagli

REGIONANDO 2000 REGIONE VENETO AZIENDA ULSS 18 ROVIGO SOSTEGNO ALLA RELAZIONE MADRE - BAMBINO NEL 1 ANNO DI VITA

REGIONANDO 2000 REGIONE VENETO AZIENDA ULSS 18 ROVIGO SOSTEGNO ALLA RELAZIONE MADRE - BAMBINO NEL 1 ANNO DI VITA REGIONANDO 2000 REGIONE VENETO AZIENDA ULSS 18 ROVIGO SOSTEGNO ALLA RELAZIONE MADRE - BAMBINO NEL 1 ANNO DI VITA La nascita di un figlio rappresenta per il sistema familiare l ingresso in una nuova fase

Dettagli

Doposcuola specializzato per alunni con Disturbi Specifici dell Apprendimento (DSA) A. S. 2012/2013

Doposcuola specializzato per alunni con Disturbi Specifici dell Apprendimento (DSA) A. S. 2012/2013 Doposcuola specializzato per alunni con Disturbi Specifici dell Apprendimento (DSA) A. S. 2012/2013 ANALISI DELLA SITUAZIONE/DELLE SITUAZIONI SPECIFICHE CUI SI RIVOLGE IL PROGETTO Per quanto concerne le

Dettagli

GLI OBIETTIVI, I CONTENUTI E LE ATTIVITÀ DEL PERCORSO FORMATIVO

GLI OBIETTIVI, I CONTENUTI E LE ATTIVITÀ DEL PERCORSO FORMATIVO DAL LAVORO AL PENSIONAMENTO 1 GLI OBIETTIVI, I CONTENUTI E LE ATTIVITÀ DEL PERCORSO FORMATIVO Chiara Cassurino, Genova Modulo 1 Il Percorso formativo dal lavoro al pensionamento : a chi si rivolge e perché?

Dettagli

1A - Attività dell Associazione Differenza Maternità. Associazione Differenza Maternità. Ampliamento del servizio "Informanascita"- linea telefonica

1A - Attività dell Associazione Differenza Maternità. Associazione Differenza Maternità. Ampliamento del servizio Informanascita- linea telefonica 1A - Attività Differenza Maternità 1 Associazione responsabile e collaborazioni. Rete/Partners coinvolti Associazione Differenza Maternità Descrizione intervento / prodotto 2 Denominazione Informamamma:

Dettagli

L.R. 25 SETTEMBRE 1996 ART. 5 CO. 2 E ART. 21 CO. 3 D.P.R. N. 022/PRES.

L.R. 25 SETTEMBRE 1996 ART. 5 CO. 2 E ART. 21 CO. 3 D.P.R. N. 022/PRES. PROGRAMMA PROVINCIALE FINALIZZATO ALLA SPERIMENTAZIONE DI MODELLI ORGANIZZATIVI INNOVATIVI DEGLI INTERVENTI E DEI SERVIZI DI RETE RIVOLTI ALLE PERSONE DISABILI L.R. 25 SETTEMBRE 1996 ART. 5 CO. 2 E ART.

Dettagli

AREA MARKETING E COMUNICAZIONE

AREA MARKETING E COMUNICAZIONE AREA MARKETING E COMUNICAZIONE Si tratta di un area particolarmente centrale del nostro settore, che punta a sviluppare le capacità comunicative e le tecniche di marketing (anche quelle non convenzionali),

Dettagli

Progetto Comes, sostegno all handicap

Progetto Comes, sostegno all handicap TITOLO Progetto Comes, sostegno all handicap TEMPI ANNO SCOLASTICO 2010/2011 Destinatari Minori disabili (fascia d età 3/14 anni) frequentanti la scuola dell obbligo, affetti da patologie varie: ipoacusia,

Dettagli

LAVORO PER LA SALUTE MENTALE: dall intrattenimento all impresa sociale. Livorno 31 maggio 2011

LAVORO PER LA SALUTE MENTALE: dall intrattenimento all impresa sociale. Livorno 31 maggio 2011 LAVORO PER LA SALUTE MENTALE: dall intrattenimento all impresa sociale Livorno 31 maggio 2011 1993 PRIMO GRUPPO DI AUTO AIUTO CLINICA PSICHIATRICA OSPEDALE PISA 1999 IL GRUPPO SI SPOSTA SUL TERRITORIO

Dettagli

Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011

Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011 Diventare affidatari DOCUMENTO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE SERVIZI AFFIDI n.8 / 2011 1 PREMESSA Il CNSA riconosce e valorizza le specificità di ciascun Ente Locale, delle singole professionalità e delle

Dettagli

LA CONTINUITA EDUCATIVA E L ORIENTAMENTO

LA CONTINUITA EDUCATIVA E L ORIENTAMENTO ANNO SCOLASTICO 2014 2015 LA CONTINUITA EDUCATIVA E L ORIENTAMENTO Un ponte per unire: in viaggio con Ulisse SCUOLA DELL INFANZIA - SCUOLA PRIMARIA- SCUOLA PRIMARIA - SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO Venite

Dettagli

Bambini e nonni insieme per una vita più bella. incontro con la Malattia di Alzheimer

Bambini e nonni insieme per una vita più bella. incontro con la Malattia di Alzheimer Bambini e nonni insieme per una vita più bella incontro con la Malattia di Alzheimer Società Cooperativa Sociale Occhio Magico BAMBINI E NONNI INSIEME PER UNA VITA PIÙ BELLA incontro con la Malattia di

Dettagli

CONSIGLIO REGIONALE DEL MOLISE

CONSIGLIO REGIONALE DEL MOLISE CONSIGLIO REGIONALE DEL MOLISE IX Legislatura Proposta di legge "Interventi regionali in favore di soggetti affetti da malattia di Alzheimer e sindromi dementigene ad essa correlate" Proponente Michelangelo

Dettagli