Il bilancio Valutazioni ed analisi. Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2010/2011

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1 Il bilancio Valutazioni ed analisi Corso di Economia delle Aziende di Credito Prof. Umberto Filotto a.a. 2010/2011

2 Premessa Focus sui principi contabili IAS 39 (valutazione di strumenti finanziari: crediti, titoli, strumenti derivati), IAS 27 e 28 (partecipazioni) La disciplina IAS ha modificato sensibilmente la normativa precedente in materia di valutazione dei crediti, dei titoli e degli strumenti finanziari, mentre ha apportato solo lievi modifiche alle disposizioni relative alla valutazione delle partecipazioni

3 Premessa La disciplina IAS 39 (measurement), pur riconoscendo la natura soggettiva delle stime, definisce i contenuti e l applicazione caso per caso di due fondamentali criteri di valutazione: Il criterio del costo ammortizzato e del correlato procedimento c.d. di impairment ; nel caso in cui tale criterio non sia applicabile a causa della particolare natura dell asset da valutare, la banca utilizzerà il criterio del costo, comunque in correlazione con il procedimento di impairment Il criterio del fair value, ossia del valore equo

4 Premessa Secondo lo IAS 39 Asset Crediti Attività finanziarie detenute fino alla scadenza (HTM) Attività finanziarie detenute con fini di negoziazione (HFT) e derivati non di copertura Attività finanziarie detenute per la vendita (AFS) Partecipazioni Criterio di valutazione Costo ammortizzato (in alcuni casi al costo) e assoggettati ad impairment Costo ammortizzato e assoggettati ad impairment Fair value Caso particolare: fair value con variazioni imputate a patrimonio netto, ma assoggettate ad impairment (impatto su conto economico) A discrezione della banca: valutazione al costo e assoggettate ad impairment, oppure al fair value

5 A. Il criterio del costo ammortizzato Lo IAS 39 propone la seguente definizione di costo ammortizzato: valore di rilevazione iniziale dello strumento finanziario, al netto dei rimborsi di capitale, aumentato o diminuito dell ammortamento complessivo, utilizzando il criterio dell interesse effettivo, delle differenze fra valore iniziale e valore a scadenza, dedotta qualsiasi riduzione a seguito di irrecuperabilità (perdite durevoli di valore)

6 A. Il criterio del costo ammortizzato La definizione può essere suddivisa in quattro fasi: I. Misurare i flussi di cassa contrattuali dello strumento e definire il momento della loro manifestazione, tenendo conto di tutti i costi e i ricavi che non sarebbero stati sostenuti o incassati se lo strumento non fosse stato acquistato (es. commissioni, imposte, ) II. Determinare il tasso effettivo di interesse III. Determinare il processo di ammortamento del valore iniziale ed il conseguente e progressivo valore contabile, periodo per periodo IV. Stimare le eventuali perdite durevoli di valore impairment

7 A. Il criterio del costo ammortizzato - Esempio: prestito bancario - Valore nominale del credito: 1,000 Durata: 3 anni Tasso interesse nominale: 10% Commissioni a carico del debitore: 50 Pagamento periodico interessi: non previsto Assimilabile ad uno zero-coupon bond, scadenza 3 anni Per il principio della competenza temporale, è necessario tuttavia tenere in considerazione gli interessi maturati, ancorché non incassati La tabella seguente propone gli elementi rappresentativi delle fasi 1 e 2

8 A. Il criterio del costo ammortizzato -Esempio: prestito bancario - Euro Valore nominale del credito 1.000,00 Commissioni up front 50,00 Flussi di cassa netti Tempo 0-950,00 Tempo 1 0 Tempo 2 0 Tempo ,00 Tasso effettivo di interesse 11,90%

9 A. Il criterio del costo ammortizzato - Esempio: prestito bancario - Nel corso degli anni occorre tenere in considerazione i seguenti aspetti: Le commissioni attive si trasformano in interessi attivi Il valore del credito si incrementa ogni anno attraverso la capitalizzazione al tasso effettivo di interesse del valore iniziale. Anno dopo anno la differenza fra i due valori determina l importo degli interessi attivi da imputare a conto economico Da qui la denominazione di costo ammortizzato, dato che si ha un vero e proprio processo di ammortamento

10 A. Il criterio del costo ammortizzato -Esempio: prestito bancario - Euro Tempo 0 Crediti 950,00 A Tempo 1 Crediti 1063,02 B Interessi attivi 113,02 A-B Tempo 2 Crediti 1189,49 C Interessi attivi 126,47 C-B Tempo 3 Crediti 1331,00 D Interessi attivi 141,51 D-C

11 A. Il criterio del costo ammortizzato - Alcune considerazioni - Nel caso in cui sia necessario stimare eventuali perdite di valore sul valore di rimborso del credito occorre adottare il procedimento di impairment Se la banca ha in essere operazioni finanziarie che non presentano una scadenza nominale definita (es. aperture di credito in conto corrente), allora lo IAS 39 impone l uso del criterio del costo tout court

12 B. Il procedimento di impairment Il concetto di impairment (deterioramento) è legato alla possibilità che il valore effettivo dei flussi di cassa futuri relativi ad un attività finanziaria siano inferiori a quelli previsti ex-ante, dando luogo così a perdite di valore durevoli. Ai fini della redazione del bilancio, il procedimento di valutazione fondato sull impairment si articola in due fasi: I. Analisi e classificazione delle diverse attività finanziarie come deteriorate (impaired asset) o non deteriorate (non impaired asset) II. Stima delle possibili perdite futuri durevoli (impairment loss) sulle attività finanziarie soggette ad impairment test, sia quelle deteriorate che non deteriorate

13 B. Il procedimento di impairment In merito alla fase 1, un attività finanziaria deve essere classificata come impaired se la banca rileva un oggettiva manifestazione di un evento di perdita (loss event) successivo al momento in cui la banca ha acquisito tale attività finanziaria e antecedente rispetto al momento della valutazione Esempi di loss event definiti dalla IAS 39: Il debitore ha manifestato significative difficoltà economiche o finanziarie Il debitore non ha effettuato nei tempi previsti uno o più pagamenti previsti dal contratto Il debitore presenta elevate probabilità di fallimento o di essere coinvolto in procedure di ristrutturazioni aziendali I titoli azionari del debitore non sono più negoziati sul mercato a causa di difficoltà di quest ultimo Le condizioni macroeconomiche o settoriali in cui opera il debitore sono fortemente deteriorate

14 B. Il procedimento di impairment La classificazione di un attività finanziaria come impaired, sulla base dei loss event sopra elencati, dipende congiuntamente da due aspetti: A. I loss event devono essere rilevabili oggettivamente e non possono essere solo ipotizzati dalla banca; B. I loss event devono essersi già manifestati, rispetto al momento in cui la banca effettua la classificazione in esame e non possono pertanto essere eventi prevedibili nel futuro

15 B. Il procedimento di impairment Una volta terminata la fase di impairment test (distinzione attività fra deteriorate e non deteriorate), la banca deve procedere alla c.d. valutazione individuale, che si applica singolarmente a ogni attività finanziaria classificata come impaired nella fase precedente Le perdite di valore sono stimate come differenza fra il valore di bilancio dell attività finanziaria alla data di riferimento ed il suo valore di recupero A sua volta, il valore di recupero (recovery amount) è dato dal valore attuale dei flussi di cassa futuri stimati relativi all attività finanziaria, attualizzati all originario tasso di interesse effettivo Valore di bilancio valore stimato di recupero = Perdita durevole

16 B. Il procedimento di impairment -Esempio: prestito bancario - Euro Tempo 0 Crediti 950,00 Tempo 1 Crediti 1063,02 Interessi attivi 113,02

17 B. Il procedimento di impairment Tempo 2 -Esempio: prestito bancario - Euro Crediti 1189,49 A Interessi attivi 126,47 Stima del valore di recupero 1.100,00 B Valore stimato di recupero attualizzato 983,05 C Perdita durevole di valore 206,44 D=A-C Valore di bilancio del credito 983,05 C

18 B. Il procedimento di impairment Tempo 3 -Esempio: prestito bancario - Euro Crediti 1.100,00 Valore stimato di recupero capitalizzato 1.100,00 Interessi attivi 141,51 Totale interessi attivi 356,44 Perdite su crediti -206,44 D Totale commissioni attive 0,00

19 B. Il procedimento di impairment Esiste anche una valutazione c.d. collettiva, che riguarda: Tutte le attività finanziarie classificate come non impaired Le attività finanziarie classificate come impaired, ma di importo contenuto, per le quali la banca ha deciso di non applicare la valutazione individuale Il procedimento di valutazione collettiva si sviluppa come segue: Le attività finanziarie devono essere raggruppate per classi omogenee Per ogni gruppo, la banca deve considerare l esperienza storica delle perdite, applicando la seguente formula: Perdita dur. gruppo j = Valore bilancio gruppo j x %LGD j x %PD j

20 B. Il procedimento di impairment - Alcune considerazioni - A. Presenza di eventuali garanzie sottostanti la singola attività finanziaria Fase 1: la presenza di garanzie non gioca alcun ruolo; Fase 2: vengono considerate per stimare i flussi futuri dell operazione B. Processo rivalutativo, quando non vi è più il rischio di una perdita durevole di valore

21 B. Il procedimento di impairment

22 C. Il criterio del fair value Lo IAS 39 definisce il concetto di fair value, come: Corrispettivo al quale un attività finanziaria può essere scambiata o una passività finanziaria può essere estinta in una libera transazione fra parti consapevoli e disponibili Il fair value è quindi un valore stimato di scambio (si riferisce quindi ad una contrattazione) La sua proxy migliore è quindi il suo prezzo di mercato, ossia il suo prezzo corrente, pubblicamente disponibile ed effettivamente negoziato su un mercato attivo (es. prezzo ufficiale, prezzo praticato da market maker, )

23 C. Il criterio del fair value Nella pratica, gli strumenti quotati sono valutati, ai fini del bilancio, al prezzo ufficiale dell ultimo giorno di negoziazione dell esercizio considerato Per strumenti non quotati, invece, lo IAS 39 impone alla banca di stimare quale sarebbe potuto essere il prezzo se lo scambio fosse effettivamente avvenuto nell ambito di una normale transazione. La tecnica di valutazione adottata deve presentare le seguenti caratteristiche: Metodologicamente robusta e diffusamente accettata Utilizza input di mercato Periodicamente aggiornata per utilizzare input correnti

24 C. Il criterio del fair value Esempi di modelli adottati nella pratica per la valutazione di strumenti non quotati: Metodo dei comparables (strumenti azionari) Discounted cash flows (titoli a reddito fisso) Modelli di option pricing (opzioni) Il criterio del fair value implica la possibilità che il valore di un attività finanziaria oscilli nelle due direzioni; tali valori sono raccolti nelle seguenti voci di conto economico: Voce 80: risultato netto delle attività di negoziazione (HFT), che comprende inoltre capital gain/loss, rivalutazioni, Voce 110: risultato netto attività valutate al fair value

25 C. Il criterio del fair value Per quanto riguarda le attività disponibili per la vendita (AFS), queste vengono valutate al fair value, ma i risultati non sono imputati a conto economico, bensì a una riserva di carattere patrimoniale (Voce 130 del passivo: riserve da rivalutazione) In questo modo le oscillazioni nei prezzi intaccano il patrimonio della banca, ma non i suoi risultati economici, almeno fino a quando i titoli non vengono effettivamente venduti Dato che tali attività sono assoggettate al procedimento di impairment, allora eventuali perdite durevoli di valore vengono immediatamente imputate a conto economico Le attività AFS possono essere assoggettate anche al procedimento di impairment: è evidente che le eventuali perdite di valore stimato sulla base di quest ultimo sono subito imputate al conto economico dell esercizio cui si riferisce la valutazione

26 Sintesi criteri di valutazione

27 Partecipazioni Per le partecipazioni in imprese collegate, il criterio di valutazione è quello del costo, con procedimento di impairment. Gli impatti sono visibili in conto economico alla voce 210 (utili e perdite da partecipazioni) Rispetto al precedente criterio generale, le partecipazioni in imprese controllate e collegate possono essere classificate nelle seguenti tre categorie previste per le altre attività finanziarie: HFT, FVTPL, AFS. In questo caso, le partecipazioni non vengono inserite alla voce 100 di stato patrimoniale ed il criterio di valutazione è lo stesso di quello del gruppo di appartenenza

28 Partecipazioni Le partecipazioni collegate, inoltre, possono essere valutate al criterio del patrimonio netto: adeguare il valore della partecipazione al valore contabile del patrimonio della partecipata. Le variazioni sono imputate a conto economico alla voce 210 (utili e perdite da partecipazioni) La disciplina IAS impone l utilizzo della nota integrativa, per descrivere il modo con cui la banca ha effettivamente proceduto alla valutazione delle attività possedute alla fine dell esercizio.

29 L analisi di bilancio L analisi di bilancio può essere definita come l insieme degli strumenti che analizzano e rielaborano dati contabili per ottenere informazioni utili alla valutazione delle dinamiche gestionali di un impresa L obiettivo è mettere in evidenza una particolare condizione aziendale, identificandone se possibile le cause determinanti Le variabili specifiche sulle quali si concentra l analisi sono: Redditività Equilibrio patrimoniale Efficienza di impiego delle risorse Scelte in tema di assunzione e gestione dei rischi Performance aziendale

30 L analisi di bilancio Per una maggiore completezza, l analisi della performance viene svolta attraverso un confronto con le condizioni che la stessa banca presentava in periodi precedenti (time series analysis) con banche concorrenti, simili in termini dimensionali o di modello di business (cross section analysis) Gli input dell analisi sono le grandezze di bilancio, presenti in stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa, e le tipologie di strumenti di indagine sono le seguenti: Riclassificazione stato patrimoniale e conto economico Analisi per indicatori gestionali (indici o quozienti), singoli e coordinati in sistema

31 Riclassificazione dello stato patrimoniale Diversamente dal caso delle imprese non finanziarie, per le quali la riclassificazione dello stato patrimoniale si fonda su logiche di liquidità/esigibilità, nel caso delle banche gli analisti seguono una riclassificazione per natura, evidenziando il loro contributo alle voci di conto economico Vengono quindi separate le voci cui corrispondono direttamente in conto economico componenti positivi o negativi di reddito da quelle che non lo alimentano o incidono con voci non finanziarie

32 AF AA Riclassificazione dello stato patrimoniale ATTIVO RICLASSIFICATO /000 % sul TA Cassa e disponibilità liquide Att. fin. detenute per la negoziazione Att. fin. valutate al fair value Att. fin. disponibili vendita Att. fin. detenute fino a scadenza Crediti verso banche Crediti verso clientela Derivati di copertura Adeg. valore attività oggetto di copertura generica Partecipazioni ATTIVITA FINANZIARIE Attività materiali Attività immateriali Attività fiscali Att. non correnti e gruppi attività in via di dismiss. Altre attività ALTRE ATTIVITA ,3% 7,6% 6,6% 0,1% 4,7% 73,4% 0,1% 3,0% 95,9% 2,3% 0,1% 0,2% 1,5% 4,1% Totale dell ATTIVO (TA)

33 Riclassificazione dello stato patrimoniale Dal lato dell attivo è possibile distinguere due categorie: Attività finanziarie: componenti positivi/negativi di reddito a carattere finanziario, che sintetizzano le tipiche attività della banca (credito, finanza e partecipazioni) Attività non finanziarie: crediti non fruttiferi di interessi, crediti contabili (ratei) e attività reali

34 Riclassificazione dello stato patrimoniale PF AP P PASSIVO RICLASSIFICATO /000 % sul TA Debiti verso banche Debiti verso clientela Titoli in circolazione Passività finanziarie di negoziazione Passività finanziarie valutate al fair value Derivati di copertura Adeg. valore passività oggetto di copertura generica PASSIVITA FINANZIARIE Passività fiscali Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione Altre passività Trattamento di fine rapporto Fondi per rischi e oneri ALTRE PASSIVITA TOTALE PASSIVITA ,4% 50,3% 24,1% 0,3% 4,0% 85,2% 2,4% 2,4% 0,4% 0,5% 3,8% 89,0%

35 Riclassificazione dello stato patrimoniale PN PASSIVO RICLASSIFICATO /000 % sul TA Riserve da valutazione Azioni rimborsabili Strumenti di capitale Riserve Sovrapprezzi di emissione Capitale Azioni proprie (meno) Utile di esercizio PATRIMONIO NETTO CONTABILE ,4% 5,9% 0,3% 1,2% 3,2% 11,0% Totale del PASSIVO (TP)

36 Riclassificazione dello stato patrimoniale Nel lato del passivo si hanno invece le seguenti categorie: Passività finanziarie: comprende i debiti di natura finanziaria vantati dalla banca e quelli rappresentati da titoli (certificati di deposito ed obbligazioni) Altre passività: debiti di natura non finanziaria, che non prevedono sostenimento di costi di carattere finanziario Patrimonio: essendo un dato puramente contabile differisce dal patrimonio di vigilanza richiesto dalle Autorità

37 Riclassificazione dello stato patrimoniale - Alcune considerazioni - A. La composizione attivo/passivo riclassificato evidenzia l azione svolta sui diversi mercati di riferimento e il peso delle varie attività svolte B. La differenza in valore assoluto fra le altre passività e le attività non finanziarie è definita capitale circolante netto e misura quanta parte delle attività finanziarie, che producono ricavi, è finanziata da passività che non comportano costi C. La differenza fra il patrimonio e le attività immobilizzate (immob. materiali, immateriali e partecipazioni) è detto capitale libero, utilizzabile per nuovi investimenti a lungo termine

38 Riclassificazione del conto economico CONTO ECONOMICO /000 % TA %MIT IA IP MI COMM MIT Interessi attivi e proventi assimilati Interessi passivi e oneri assimilati Margine di interesse Commissioni attive Commissioni passive Commissioni nette Dividendi e proventi simili Risultato netto dell attività di negoziazione Risultato netto dell attività di copertura Utile o perdita da cessione o riacquisto di: a) Crediti b) Attività fin. disponibili per la vendita c) Attività fin. detenute fino alla scadenza d) Passività finanziarie Risultato netto att./pass. fin. Valutate fair value Utile/perdite dalle partecipazioni Margine di intermediazione ,3% -2,3% 3,0% 1,4% -0,1% 1,2% 0,2% 2,3% 6,9% 77,1% -33,3% 43,7% 19,7% -1,6% 18,1% 3,0% 0,4% -0,2% 0,6% 0,3% 34,0% 100%

39 Riclassificazione del conto economico CONTO ECONOMICO /000 % TA %MIT CO RG Rett RL Spese amministrative: a) Spese per il personale b) Altre spese amministrative Accant. netti ai fondi per rischi e oneri Rettif./riprese valore nette su attività mat. Rettif./riprese valore nette su attività immat. Oneri/Proventi di gestione Costi operativi Risultato di gestione Rett./riprese valore nette per deterior. di: a) Crediti b) Attività fin. disponibili per la vendita c) Attività fin. detenute fino alla scadenza d) Altre operazioni finanziarie RN valut. al fair value atti. mater./immater. Rettifiche di valore dell avviamento Utili e perdite da cessione di investimenti Utile/perdita oper. corr. lordo imposte ,9% -1,0% -0,1% -0,1% 0,5% -2,5% 4,4% -0,4% 4,0% 27,7% -14,1% -0,8% -1,4% -0,1% 7,7% -36,4% 63,6% -5,3% 58,3%

40 Riclassificazione del conto economico RN* RN CONTO ECONOMICO /000 % TA %MIT Imposte sul reddito dell esercizio dell operatività corrente Utile o perdita della operatività corrente al netto delle imposte Utile o perdita delle attività non correnti in via di dismissione al netto delle imposte Utile o perdita dell esercizio ,3% 2,7% 2,7% 100% -19,3% 39,0% 39,0%

41 Riclassificazione del conto economico - Alcune considerazioni - a) Occorre confrontare i ricavi ed i costi di carattere finanziario direttamente imputabili all attività di intermediazione creditizia margine di interesse b) Successivamente viene analizzata l area di servizio della banca margine da commissioni c) Infine i componenti delle attività in area finanza La somma delle tre aree appena citate è detto margine di intermediazione e rappresenta il cuore del conto economico Successivamente vengono evidenziati i costi operativi (es. personale, ammortamenti, ), eventuali rivalutazioni/svalutazioni, le imposte d esercizio, per arrivare quindi al reddito netto d esercizio

42 Gli indici di bilancio Dopo la riclassificazione dello stato patrimoniale e del conto economico, l analista procede alla costruzione di un set di indici di bilancio, al fine di disporre di informazioni chiare, sintetiche ed immediatamente interpretabili sulla situazione economicopatrimoniale della banca Gli indici di bilancio possono essere raggruppati nelle seguenti famiglie: di redditività: offrono indicazioni sull equilibrio economico della banca (costi e ricavi) di efficienza: indagano strutture di costo e modalità di utilizzo risorse da parte della banca di solvibilità: analizzano le relazioni fra le diverse forme di indebitamento

43 Gli indici di bilancio - Return on Equity (ROE) - E dato dal rapporto fra l utile netto d esercizio (RN) ed il patrimonio contabile (PAT) alla fine dello stesso periodo E un indice di redditività Il ROE può essere valutato in termini assoluti (rendimento in linea con le attese degli azionisti) o in termini relativi (confronto con ROE dei concorrenti) Confronto su più anni

44 Gli indici di bilancio - Impatto dell imposizione fiscale - E dato dal rapporto fra l utile netto d esercizio (RN) ed il risultato lordo (RL) dello stesso periodo Un indice pari ad 1 (100%) segnala l assenza di imposte; un indice pari a 0 indica invece che tutto il reddito lordo è stato assorbito dalle imposte E in gran parte indipendente dalle politiche gestionali della banca

45 Gli indici di bilancio - Impatto delle rettifiche - E dato dal rapporto fra il risultato lordo (RL) ed il risultato di gestione (RG) Pesano in modo particolare le rettifiche di valore sui crediti Importante monitorare l andamento di tale indice nel tempo e confrontarlo con quello dei competitor E opportuno approfondire maggiormente il rischio di credito cui la banca deve fare fronte, tramite i seguenti indicatori: Crediti verso clientela impaired /crediti verso clientela Sofferenze/crediti verso clientela Crediti verso clientela garantiti/crediti verso clientela

46 Gli indici di bilancio - Impatto dei costi operativi - E dato dal rapporto fra il risultato di gestione (RG) ed il margine di intermediazione (MIT) La differenza fra i due valori è rappresentata dai costi operativi Monitorare l andamento di tale indice nel tempo e confrontarlo con quello dei concorrenti Il complemento ad 1 di tale indice (CO/MIT) è detto cost income

47 Gli indici di bilancio - Impatto delle aree finanziarie non creditizie - E dato dal rapporto fra il margine di intermediazione (MIT) ed il margine di interesse (MI) Se le aree finanziarie diverse da quelle creditizie (servizi e partecipazioni) producono risultati positivi, allora tale indice sarà superiore ad 1; in caso contrario l indicatore risulterà inferiore all unità Occorre leggere la nota integrativa per capire le reali determinanti di tale indice

48 Gli indici di bilancio - Margine di interesse unitario - E dato dal rapporto fra il margine di interesse (MI) ed il totale dell attivo (TA) Esprime la redditività dell attività creditizia in senso stretto Nel caso in cui tale rapporto sia positivo, all apparenza potrebbe sembrare profittevole per la banca aumentare il volume delle attività: ciò non è tuttavia veritiero! Per aumentare i volumi, la banca dovrebbe incrementare la raccolta (a costi crescenti) ed aumentare gli impieghi (a rendimenti decrescenti): il margine di interesse tende quindi a comprimersi, fino a diventare negativo L importante quindi non è il livello assoluto degli interessi attivi e passivi, quanto la differenza fra i due

49 Gli indici di bilancio - Impatto delle leva finanziaria - E dato dal rapporto fra il totale dell attivo (TA) ed il patrimonio netto (PAT) Nella prassi viene misurato in numero di volte e non in percentuale Un maggior ricorso al capitale di debito aumenta, a parità di condizioni, la redditività del patrimonio, ma anche il rischio tipico d impresa

50 Coordinamento degli indici di bilancio Facendo ricorso agli indici esaminati, il ROE di una banca può essere scomposto come segue: ROE RN PAT RN RL RL RG RG MIT MIT MI MI TA TA PAT Grazie alla scomposizione del ROE è possibile individuare in maniera immediata le cause che lo hanno determinato Nell ambito di un confronto orizzontale, inoltre, risultano evidenti le diverse strategie/strutture delle banche in esame

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