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1 Data stesura originale: 15/03/2010 Data ultimo aggiornamento: 30/09/2012 P I A N O D I A Z I O N E P E R I L M I G L I O R A M E N T O D E L L A S O S T E N I B I L I T À E N E R G E T I C A N E L L A Z I E N D A U S L D I R I M I N I P E R I O D O Il presente Piano di Azione per il miglioramento della Sostenibilità Energetica nasce per dare sistemicità a temi fino ad oggi trattati all interno dell Azienda soprattutto tramite azioni individuali legate alla sensibilità ed al ruolo dei singoli, in modo da inquadrare le iniziative intraprese in un ottica di periodo più lungo, ed in una struttura pianificata ad ampio spettro capace di sostenerne ed ampliarne l effetto grazie alle sinergie possibili tra i vari settori dell azienda, non limitandosi ai servizi tecnici, ma coinvolgendovi per quanto possibile tutto il personale, tramite operazioni mirate da coordinare e promuovere all interno dell Ente. Al fine di consentire una gestione il più ampia possibile degli interventi, i quali in molti casi hanno per varie ragioni tempi di realizzazione piuttosto lunghi (anche solo per le procedure da espletare per garantire il reperimento dei fondi necessari), nonché per certificare la volontà dell Azienda di fare del tema della sostenibilità un obiettivo comune non estemporaneo, la roadmap del piano abbraccia un periodo temporale di due anni (biennio ), senza che questo ovviamente pregiudichi cambiamenti in corso d esecuzione che si rendessero necessari per via delle mutate condizioni al contorno. Migliorare la sostenibilità significa sviluppare un percorso comune, in cui tutti i soggetti interessati condividono gli obiettivi a lungo termine: Aumentare l efficienza degli usi finali di energia attraverso interventi mirati di adeguamento impiantistico e strutturale; Ridurre il consumo di energia tramite la diffusione di buone pratiche comportamentali tra gli utenti e gli operatori; Incrementare il peso delle energia rinnovabili o comunque dei vettori energetici a minor impatto ambientale; Ridurre le emissioni di CO 2 e dei gas ad effetto serra e degli inquinanti atmosferici; Ridurre la quantità di rifiuti prodotti e l uso della risorsa idrica; Incrementare l utilizzo di sistemi gestionali, prodotti e servizi a minor impatto ambientale ed energetico; Ridurre i costi energetici tramite l ottimizzazione delle forniture di energia, anche grazie alle opportunità offerte dalla legislazione vigente, in modo da non caricare oneri impropri sulla collettività; Liberare risorse economiche oggi legate ad oneri energetici spesso subiti passivamente, in modo da alimentare il ciclo in un circolo virtuoso. Il ruolo da protagonista che l Azienda USL di Rimini si propone di ricoprire non può prescindere dal comportamento virtuoso al suo interno, sia tramite una maggiore attenzione alle problematiche gestionali del patrimonio tecnologico dell Azienda (in capo ai servizi tecnici), sia attraverso la definizione di una politica di sensibilizzazione che dal personale si trasmetta all utenza, ed in ultima analisi a tutta la cittadinanza. Per il raggiungimento di tali risultati sarà dunque essenziale il coordinamento non solo tra le varie Unità Operative dell Azienda (UO Attività Tecniche, UO Tecnologie Informatiche e di rete, UO Logistica, UO Patrimonio, ecc.), ma anche tra l Azienda e le entità territoriali di riferimento (comuni, provincia, regione, ecc.), tra cui imprescindibili sono: il comune di Rimini, sia per la vicinanza geografica al cuore dell azienda, sia per il suo ruolo di punta a livello europeo in tema di sostenibilità all interno del network Energie Citès; la regione Emilia Romagna, in quanto non si può dimenticare la finalità del servizio sanitario regionale nell ambito del quale l Azienda opera, avvalendosi delle opportunità offerte dal coordinamento del Gruppo Regionale Energia del servizio sanitario stesso. Pag. 1

2 Vista la natura aziendale dell Ente (che è tra le più grandi aziende della provincia per fatturato e numero di addetti), nonché la sua vocazione ad occuparsi della salute dei cittadini, tra gli obiettivi fondamentali dell Azione non può mancare un legame di fondo: non ci si può limitare al perseguimento della sostenibilità ambientale, senza preoccuparsi del modo in cui questo obiettivo viene perseguito. L unico modo per garantire una sostenibilità reale, e non estemporanea, è infatti quello di garantire a fianco dell obiettivo ambientale, il raggiungimento dell obiettivo della sostenibilità economica: le risorse disponibili per il tema in oggetto sono oggettivamente limitate, ed è importante che non vadano disperse in operazioni di copertura finanziaria insufficiente: solo impiegandole in modo oculato ed economicamente vantaggioso si può ottenere di instaurare quel circolo virtuoso per cui il risparmio energetico libera risorse reimpiegabili, e quindi finisce per autoalimentarsi portando risultati stabili anche nel lungo termine. Questo legame di fondo, per un ente pubblico quale è l Azienda, acquisisce un ulteriore significato etico per il fatto che ad essere messo in gioco per raggiungere l obiettivo è il denaro della collettività, la quale sopporta per il mantenimento della sanità pubblica un onere finanziario assolutamente ragguardevole, ed ha quindi la giusta aspettativa (nonché il diritto) che il proprio sforzo non venga sprecato inutilmente. Come ultima annotazione, nel quadro della vocazione federalista oramai assunta dal nostro ordinamento con la riforma del Titolo V e l attribuzione dei relativi poteri alle Regioni (quadro nel quale anche l Azienda si trova ad operare, essendo la sanità materia concorrente, ma di fatto demandata principalmente alle Regioni) si inserisce anche il recupero degli incentivi e delle agevolazioni fiscali che la normativa vigente rende disponibili: pur se questo tipo di operazioni in un ottica generale di sistema-paese costituisce di fatto una tipologia di intervento a somma zero (quel che l ente pubblico detrae non viene incassato dallo stato), non si deve trascurare l effetto redistributivo a livello locale, che pur nella relativa piccola dimensione, contribuisce al raggiungimento di una fiscalità più equa, grazie alla quale ulteriori risorse possono essere reperite per venire inserite nel ciclo virtuoso. Il Piano di Sostenibilità energetica si articolerà dunque in una serie di linee di intervento distinte, e tuttavia convergenti sul tema principale in modo da poterne sfruttare adeguatamente le relative sinergie: CAPITOLO 1 IMPRONTA ECOLOGICA DELL AZIENDA 3 CAPITOLO 2 EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI IMPIANTI TERMICI 6 CAPITOLO 3 EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI IMPIANTI ELETTRICI 10 CAPITOLO 4 RECUPERO DELLE AGEVOLAZIONI FISCALI 15 CAPITOLO 5 IMPIEGO DELLE FONTI RINNOVABILI DI ENERGIA 19 CAPITOLO 6 RISPARMIO IDRICO E RIDUZIONE DEI RIFIUTI 21 CAPITOLO 7 APPLICAZIONE DEI PRINCIPI DEL GREEN PROCUREMENT 24 CAPITOLO 8 FORMAZIONE, INFORMAZIONE E CERTIFICAZIONE ENERGETICA 27 CAPITOLO 9 GESTIONE OPERATIVA DELLE AZIONI 32 CAPITOLO 10 STATO DI ATTUAZIONE DEL PIANO 33 Per garantire alla dirigenza, nonché agli operatori ed alla cittadinanza il soddisfacimento degli obiettivi, sarà data enfasi anche alla trasparenza in materia di comunicazione dei risultati raggiunti: l articolazione stessa del Piano di Azione prevede infatti, oltre all analisi dell impronta ecologia attuale dell Azienda, un apposito capitolo finale di rendicontazione di quanto ottenuto con le azioni intraprese. Il Direttore Generale. (Dott. Marcello Tonini) Il responsabile U.O. Attività Tecniche. (Arch. Enrico Sabatini) L Energy Manager. (Ing. Paolo Bianco) Il Progettista del piano U.O. Attività Tecniche (Ing. Paolo Bianco) Pag. 2

3 CAPITOLO 1 IMPRONTA ECOLOGICA DELL AZIENDA Nessuna strategia di gestione dei consumi energetici può essere efficacemente perseguita se non si hanno a disposizione degli strumenti per mantenere il controllo sui dati reali, che nel caso in questione sono ovviamente costituiti in primo luogo dalle informazioni leggibili tramite le bollette dei servizi energetici (acqua, gas metano, energia elettrica). Tramite questo primo livello di analisi è possibile fotografare la situazione complessiva dell azienda in termini di consumi e di costi energetici (aspetto rilevante in quanto solo un budget adeguato può consentire di incidere sui consumi in modo significativo: cosa significhi adeguato è appunto deciso sulla base della dimensione complessiva del budget di approvvigionamento dell energia) Attraverso i dati recuperati, utilizzando opportuni coefficienti di conversione, è possibile calcolare sia l impatto energetico in termini di consumi di energia primaria (espresso in TEP, tonnellate equivalenti di petrolio), sia l impronta ecologica, espressa in termini di tonnellate di CO 2 emesse in atmosfera. A rigor di logica un analisi completa dovrebbe includere anche gli altri gas ad effetto serra, nonché altri aspetti relativi all inquinamento (es. l impatto ambientale dei rifiuti prodotti). Tuttavia questi approfondimenti risultano di difficile esecuzione, a causa delle oggettive problematiche in tema di reperimento dei dati, ragion per cui si può ritenere che il consumo di energia primaria e l anidride carbonica siano indicatori sufficienti dell andamento generale dell impatto ambientale. Per poter effettuare analisi dei consumi aziendali l UO Attività Tecniche ha sviluppato con risorse proprie un software che consente di generare una dettagliata reportistica in materia, denominato SPICE, cui è dedicato un apposito paragrafo del presente piano. Tramite il suddetto strumento è stata predisposta anche la rendicontazione riportata in questo capitolo; essa pertanto non costituisce un vero e proprio inventario delle emissioni dell Azienda, ma solo di quelle che derivano dai consumi dei suoi edifici (non include, ad esempio, le emissioni generate dai mezzi di trasporto aziendali). Art RIEPILOGO DEI CONSUMI AZIENDALI DI ENERGIA Trattandosi del primo anno in cui il calcolo dell impronta ecologica viene effettuato, ed essendo alla data attuale disponibili solo dati provvisori (si attendono dai fornitori ancora numerose bollette degli ultimi mesi), ci si limita a riportare i dati calcolati, senza effettuare analisi degli andamenti dei dati stessi. Andamento dei costi energetici dell azienda (dati 2010 consolidati) Costi di esercizio (k ) Anno Tot. Acqua Tot. Gas Tot. Luce Totale ,08% ,49% ,39% ,85% ,13% ,13% ,20% ,49% ,65% ,75% ,61% ,00% ,80% ,88% ,71% ,90% Pag. 3

4 Come risulta dai dati riportati sopra, il budget complessivo per l approvvigionamento energetico dell Azienda è di quasi 6 milioni di Euro, la cui forte crescita negli anni passati è stata contenuta (di fatto essa è inferiore all aumento delle superifici di proprietà dell Azienda, per via dell acquisizione della ValMarecchia), nonostante un elevato aumento dei prezzi dell energia elettrica. Andamento del fabbisogno di energia primaria dell azienda (dati 2010 consolidati) Fabbisogno di energia primaria (TEP) Anno TEP Acqua TEP Gas TEP Luce Totale ,13% ,75% ,16% ,81% ,54% ,15% ,24% ,34% ,27% ,72% ,91% ,39% ,95% ,32% ,52% ,94% Come risulta dai dati riportati sopra, il consumo di energia primaria complessivo dell Azienda è fondamentalmente costante (principalmente grazie al miglioramento del rendimento termoelettrico nazionale) intorno al valore delle TEP (la soglia per la nomina dell Energy Manager secondo la legge 10/91 è di TEP). L aumento 2010 è stato contenuto grazie alla riduzione dei consumi di energia elettrica, tanto più significativa se si considera l acquisizione delle strutture della ValMarecchia. NOTA METODOLOGICA I dati risultanti dalle bollette vengono direttamente trattati per ottenere i costi ed i consumi energetici. Dai consumi energetici si ottengono i consumi di energia primaria utilizzando la metodologia seguente: Per l acqua, sulla base delle indicazioni della pubblicazione Indicatori di efficienza energetica nei sistemi acquedottistici a cura del Distart (dipartimento dell Università di Bologna), dal quale si ricava un fattore aggiornato al 2007, per cui all erogazione di 1 m3 di acqua corrisponde un consumo elettrico dell intero servizio idrico integrato dell Emilia Romagna di 1,37 kwh; Per il gas metano, tramite la conversione in TEP del potere calorifico inferiore così come definito dall Autorità per l Energia Elettrica e il Gas (AEEG); Per l energia elettrica, utilizzando il fattore di conversione da kwh a TEP pubblicato nelle delibere dell Autorità per l Energia Elettrica e il Gas (AEEG) ai fini della quantificazione dei certificati bianchi. Art RIEPILOGO DELLE EMISSIONI IN ATMOSFERA DELL AZIENDA Trattandosi del primo anno in cui il calcolo dell impronta ecologica viene effettuato, ed essendo alla data attuale disponibili solo dati provvisori (si attendono dai fornitori ancora numerose bollette degli ultimi mesi), ci si limita a riportare i dati calcolati, senza effettuare analisi degli andamenti dei dati stessi. Pag. 4

5 Andamento delle emissioni di CO2 in atmosfera dell azienda (dati 2010 consolidati) Emissioni (Ton CO2) Anno CO2 Acqua CO2 Gas CO2 Luce Totale ,96% ,77% ,55% ,71% ,31% ,13% ,45% ,69% ,31% ,74% ,78% ,79% ,04% ,32% ,28% ,04% Come risulta dai dati riportati sopra, le emissioni in atmosfera di anidride carbonica prodotte dall Azienda si situano poco sopra le tonnellate (con un lieve trend al rialzo negli ultimi anni, contenuto nel 2010 per l energia elettrica, dovuto fondamentalmente all aumento del consumo di gas per via dell andamento climatico invernale sfavorevole e l acquisizione delle strutture della Valmarecchia, senza le quali l aumento del gas sarebbe stato praticamente nullo). NOTA METODOLOGICA I dati risultanti dalle bollette vengono direttamente trattati per ottenere i costi ed i consumi energetici. Dai consumi energetici si ottengono le emissioni in atmosfera utilizzando la metodologia seguente: Per l acqua, sulla base delle indicazioni contenute nel EFDB (database dei fattori di emissione) gestito dall IPCC ( ) per il trattamento degli scarichi reflui urbani; Per il gas metano, sulla base del valore contenuto nell allegato al DEC/RAS/854/2005 (definizione ufficiale dell Unione Europea); Per l energia elettrica, tramite il fattore di emissione valido per il sistema di produzione elettrico nazionale, calcolato annualmente dall ISPRA nell Italian GreenHouse Gas Inventory. Le emissioni degli altri gas serra non vengono rendicontate, in quanto non sono disponibili rilevamenti affidabili in merito. Pag. 5

6 CAPITOLO 2 EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI IMPIANTI TERMICI La pratica impiantistica di gestione di grosse centrali di produzione di calore e di refrigerazione offre l opportunità, per il modo in cui questi impianti funzionano, di realizzare risparmi significativi semplicemente intervenendo sulle procedure di gestione degli stessi. Si tratta di interventi che non hanno praticamente costi se non quelli di esecuzione delle gare di appalto per l affidamento dei trattamenti, e che garantiscono oltre ai risparmi di energia riduzioni dei costi dei prodotti chimici, miglioramento dei rendimenti degli impianti e riduzione delle necessità di manutenzione. A questi interventi si aggiungono alcune possibilità che nascono dalla presenza in aziende strutturate di sistemi di monitoraggio e gestione centralizzata: l impatto stimato di tutti questi interventi a costo zero è all incirca pari al 2-3% del budget complessivo dedicato all energia (ivi compreso l approvvigionamento idrico), e dunque decisamente interessante, considerata la relativa rapidità di attuazione. La possibilità di influire maggiormente sull andamento dei consumi di energia è strettamente legata al poter disporre di un budget dedicato agli interventi di efficienza energetica, in particolare degli impianti termici, che nel quadro attuale sono caratterizzati da una maggiore efficacia e da un più rapido rientro dei fondi messi a disposizione rispetto a qualsiasi altra soluzione (comprese le fonti rinnovabili). Art TRATTAMENTO DEI CIRCUITI DELLE CALDAIE A VAPORE Il funzionamento delle caldaie a vapore di grande potenza (> 1 MW) obbliga per ragioni pratiche e di efficienza ad alimentare il circuito del vapore con acqua osmotizzata. Questo tipo di impianto è presente presso l Ospedale Infermi di Rimini (mentre gli altri impianti a vapore dell Azienda sono alimentati con acqua addolcita). Per motivi simili a quelli già esaminati, anche nel circuito vapore si verifica un progressivo innalzamento della concentrazione di residui salini e ferrosi, il che obbliga ad un trattamento con prodotti chimici per controllare la corrosione, e all effettuazione di spurghi periodici per controllare la concentrazione degli stessi (che viene misurata tramite la conducibilità dell acqua). Anche in questo caso si parla di cicli di concentrazione, che vengono misurati come rapporto tra la conducibilità in caldaia e quella in alimento (cioè all uscita dall impianto di osmosi). Tale rapporto è un indice (inverso) della quantità di acqua spurgata, che rispetto alle torri evaporative non rappresenta solo consumo idrico, bensì anche consumo di gas metano, visto che l acqua viene espulsa alla temperatura di caldaia, decisamente elevata (180 C nel caso del circuito di Rimini, che produce vapore a 10 bar). Tipicamente, essendo obbligatoria la presenza di un conduttore patentato in centrale termica, le operazioni di spurgo periodico sono svolte da quest ultimo. L installazione di valvole automatiche di spurgo che operano dal pelo dell acqua, invece che dal fondo come la valvola manuale, abbinate con idonei prodotti chimici, può portare ad un drastico innalzamento del numero di cicli di concentrazione, riducendo quindi i consumi ed ottenendo in parallelo un miglioramento del controllo dell impianto (con l acqua di migliore qualità e quindi meno corrosioni e incrostazioni). Ottimizzando l osmosi e installando sistemi di spurgo automatici, si è passati da un NC=2000/100=20, ad un NC di 2000/40=50, con una contemporanea riduzione del regime di spurghi (attualmente da 45 m³ a settimana si è passati a 20 m³ a settimana, e ci sono ulteriori spazi di ottimizzazione). Come si vede la riduzione di consumo di acqua è trascurabile (poche centinaia di m³ all anno), ma si deve considerare che ad essa è associato un significativo decremento dei consumi di gas metano. Il tempo di rientro dell intervento, grazie alla riduzione dei consumi di metano e prodotti chimici, è quindi bassissimo (inferiore al mese, considerando i costi aggiuntivi determinati dall installazione di nuovi sistemi di spurgo automatico). Per massimizzare il rientro economico, l Azienda ha espletato una gara tra i fornitori di fiducia, aggiudicandola con il criterio del massimo risparmio economico complessivo, ottenendo così ulteriori benefici. Nel corso del 2011 si prevede di terminare lavori di adeguamento che consentano di applicare il medesimo sistema anche nell Ospedale di Riccione. CONSUNTIVO FINALE Il consuntivo viene realizzato secondo il sistema della misura diretta: la quantità di spurgo è passata da una media di 45 m³ di acqua alla settimana, ad un valore intorno ai 5 m³. Riportati su base annua, considerando che l acqua entra a 15 C (mediamente) ed esce a 180 C (valore corrispondente al vapore a 12 bar), i risparmi su base annua risultano essere: m³ di acqua, kwh (per la riduzione di funzionamento dell osmosi), m³ di gas (per il ridotto consumo termico). Questi risultati corrispondono a kg di CO2 e 40,7 TEP, per un ritorno economico pari a euro. Pag. 6

7 Art PROGRAMMA 311 LOGO IN FASE DI REDAZIONE Il programma principale di intervento sulle centrali termiche prende il nome dal DLGS 311/2006 (che introduce l obbligo della certificazione energetica degli edifici ai fini del consumo di energia per riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria), ed ha il doppio fine di aumentare il rendimento e aumentare la sicurezza e affidabilità, rinnovando gli impianti stessi a costo zero, grazie ai risparmi a medio termine assicurati dalla riduzione dei consumi. Le centrali stesse sono caratterizzate da una notevole varietà, sia come sistemi, sia come dimensioni, sicchè il programma è composto di varie linee parallele. RIQUALIFICAZIONE DELLE CENTRALI TERMICHE DI GRANDI DIMENSIONI Le dimensioni delle centrali termiche degli ospedali dell Azienda in termini di potenza termica installata, contando anche la necessaria riserva, non rendono economicamente conveniente l installazione di caldaie a condensazione. E comunque possibile ottenere rilevanti vantaggi dall eliminazione del vapore, ove possibile, e dall impiego dell acqua calda come fluido termovettore, associata ad un opportuna riqualificazione delle caldaie esistenti: ciò consente di ridurre grandemente le perdite per dispersioni dall involucro della caldaia stessa, nonché dalla rete di distribuzione, inoltre consente ulteriori risparmi dovuti alla manutenzione decisamente ridotta. Ulteriori benefici possono venire dalla sostituzione di caldaie con generatori più efficienti e meglio dimensionati (in modo da ridurre i fermi e le ripartenze, ed ottenere migliori rendimenti stagionali). Questa tecnica è in corso di applicazione nel presidio di Rimini e di Cattolica, per giungere all eliminazione degli impianti a vapore ivi presenti (salvo una piccola caldaia a Rimini per l umidificazione invernale). RIQUALIFICAZIONE DELLE CENTRALI TERMICHE A VAPORE Il presidio ospedaliero di Riccione, per via della sua particolare conformazione, non può prescindere dall impiego del vapore, in quanto la sostituzione con l acqua calda avrebbe un impatto troppo elevato sulla struttura ospedaliera (essendo le tubazioni passanti all interno dei solai e delle pareti di numerosi reparti). E quindi giocoforza intervenire per migliorare il rendimento degli impianti esistenti: oltre a quanto detto nella misura 2.1, è possibile impiegare anche altre strategie: in particolare si provvederà ad un ulteriore recupero del calore sprecato con lo spurgo, tramite l impiego di un serbatoio di decantazione tank in tank per preriscaldare l acqua di reintegro dell impianto prodotta dall osmosi. Inoltre verranno installati bruciatori con ventilatori sotto inverter per il controllo dell ossigeno di combustione (in modo da minimizzare l eccesso d aria, consentire ulteriore modulazione e migliorare il rendimento). L installazione di un economizzatore (per preriscaldare con il calore residuo dei fumi il flusso d aria fornito al bruciatore) non è risultata fattibile per via dell altezza insufficiente delle canne fumarie. SOSTITUZIONE DI CALDAIE TRADIZIONALI CON MODELLI A CONDENSAZIONE La tecnologia delle caldaie a condensazione è in grado di aumentare il rendimento di produzione dei generatori di calore ad acqua sfruttando anche una parte del calore latente del vapore acqueo contenuto nei fumi di scarico (sicchè il rendimento per confronto con i modelli tradizionali, risulta maggiore di uno, in quanto calcolato sul potere calorifico inferiore). Questo tipo di tecnologia, applicabile quasi ovunque e dotata di forti agevolazioni fiscali (detrazione del 55% fino a euro) si presta particolarmente all impiego combinato con sistemi di riscaldamento a bassa temperatura, quali gli impianti a pannelli radianti (mentre nei presidi ospedalieri di solito la presenza di un circuito primario ad alta temperatura vanifica la possibilità di condensare). Per aumentare l efficienza di produzione del calore si è deciso di realizzare un primo passo sostituendo le caldaie tradizionali della centrale termica del padiglione Ovidio (presso l Ospedale Infermi di Rimini), che è appunto dotato di impianto di riscaldamento a pannello radiante a pavimento, ragion per cui i benefici della condensazione dovrebbero essere massimizzati. I lavori sono attualmente in corso di completamento, essendo potuti procedere solo a rilento a causa della stagione invernale piuttosto rigida. Nel corso del prosieguo 2010 si è intervenuti numerose altre centrali termiche (Novafeltria, Santarcangelo, casa protetta Montescudo, Poliambulatorio di Rimini); restano alcune sedi periferiche di piccole dimensioni, che saranno riqualificate entro fine Pag. 7

8 Art PROGRAMMA 412 (IMPIANTI DI RISCALDAMENTO) Studi effettuati dall UO Attività Tecniche in materia di dispersioni di calore dalle reti dei fluidi hanno dimostrato l importanza di un isolamento maggiorato delle tubazioni rispetto alle prescrizioni minime del DPR 412/93, in quanto in tempi molto rapidi si ottiene un completo rientro economico in quasi tutte le situazioni installative possibili. Per questa ragione, anche in considerazione dello stato piuttosto malridotto delle coibentazioni dei tubi di numerose centrali e sottocentrali termiche, l Azienda ha stanziato in bilancio una significativa quota di investimenti per i ripristini delle suddette coibentazioni, impiegando come base il disciplinare tecnico per le nuove realizzazioni (dove gli spessori di isolanti sono stati opportunamente ottimizzati tramite l uso di un tool di simulazione software appositamente realizzato). Di pari passo con l isolamento delle tubazioni si intende inoltre conseguire un maggior controllo delle prestazioni delle reti a radiatori, in cui la grande estensione dei fabbricati ospedalieri impedisce una regolazione corretta, per via delle difficoltà di taratura tramite i detentori e le valvole micrometriche tradizionali. Per questo motivo si intende introdurre negli impianti di riscaldamento ospedalieri una significativa quantità di valvole termostatiche (svariate centinaia di pezzi), in modo da consentire la regolazione distinta tra studi medici, ambulatori e degenze (mantenendo cioè una temperatura inferiore nei locali ove non è prevista la presenza di pazienti). L UO Attività Tecniche ha raggruppato tutti questi interventi in un unico contratto aperto, sotto il nome convenzionale di Piano 412 ; attualmente gli interventi sono terminati per quanto riugarda le termostatiche, con oltre 600 pezzi installati, e in corso di esecuzione per le sottocentrali, i cui lavori sono stati rallentati dalla scoperta della presenza di amianto. Art RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA DEGLI INVOLUCRI EDILIZI L intervento sull involucro edilizio ha le maggiori potenzialità in termini di efficacia in ambito residenziale o civile (dove cioè, non è presente un impianto di trattamento aria con controllo dell umidità), mentre in ambito sanitario esso è meno impattante a causa della sostanziale secondarietà delle dispersioni per trasmissione rispetto a quelle per ventilazione. Tuttavia, la presenza dell agevolazione fiscale del 55% rende questi interventi decisamente interessanti sui fabbricati per uffici, oltre che in tutte quelle situazioni dove le facciate degli edifici abbisognino di restauri e/o ripristini dovuti alle ingiurie del tempo. Attualmente alcune strutture dell Azienda (sede centrale di via Coriano e Padiglione Flaminio) si trovano appunto in questa situazione, ragion per cui si è previsto in sede di formazione del bilancio di destinare una quota aggiuntiva di fondi alla realizzazione di cappotti esterni, oltre al semplice ripristino estetico delle facciate. I maggiori oneri vengono quasi totalmente abbattuti dalla detrazione IRES (che si applica anche alle opere provvisionali comunque da realizzare, come le impalcature), consentendo un rientro degli investimenti decisamente più rapido rispetto alla situazione standard, grazie alla riduzione dei consumi energetici comunque presente. Limitazioni nei fondi disponibili attualmente impediscono di estendere ulteriormente questa linea di intervento. Considerazioni simili valgono per la sostituzione di infissi ove ciò si renda necessario per ragioni estetiche, funzionali o sanitarie: anche se di per sé come misura non garantisce un tempo di rientro accettabile, considerati i limiti di legge piuttosto stringenti, risulta comunque conveniente effettuare un minimo investimento aggiuntivo ma recuperare poi il 55% dell investimento. Art SOSTITUZIONE DEGLI IMPIANTI OBSOLETI A COMBUSTIBILI LIQUIDI Una delle prime e più importanti misure per garantire la sostenibilità dei consumi termici è ovviamente l eliminazione di tutti gli impianti, oramai obsoleti, funzionanti a combustibili liquidi. Anche se naturalmente nei presidi ospedalieri non è possibile prescindere dalla presenza di una riserva di gasolio, per garantire la funzionalità in caso di guasto della rete di distribuzione, in tutti gli altri casi è imperativo passare ovunque possibile all impiego del gas metano. Attualmente, l Azienda esercisce oramai un unica struttura a gasolio (cosiddetta I Tigli ), per la quale nel corso dell anno è programmata la sostituzione con impianto a gas a condensazione, in modo da eliminare totalmente l impiego di questo combustibile decisamente inquinante. Pag. 8

9 CONSUNTIVO FINALE Attualmente i lavori sono terminati, e la misura al termine del monitoraggio ha garantito un dimezzamento del consumo di energia primaria, grazie all aumento di efficienza dell impianto, oltre a benefici ambientali anche maggiori, grazie al fuel switch, con un tempo di rientro contenuto in soli due anni. Art RECUPERO TERMICO SUL TRATTAMENTO DELL ARIA I tradizionali sistemi di recupero del calore basati su tecnologie passive (scambiatori a piastre, batterie idroniche) sono caratterizzati da bassa efficienza ed elevate perdite di carico che comportano un bilancio scarsamente posivito, e talora perfino in perdita. Per questo motivo l Azienda sta portando avanti la sperimentazione di sistemi di recupero a pompa di calore: attualmente è in corso il monitoraggio degli impianti pilota, al termine del quale si potrà verificare la convenienza di questi sistemi, ed eventualmente iniziare con l installazione a tappeto. Pag. 9

10 CAPITOLO 3 EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI IMPIANTI ELETTRICI Il consumo elettrico è sicuramente la quota energetica di maggiore impatto in ambito ospedaliero, sia come costi, sia in termini di emissioni in atmosfera (in parte anche a causa della bassa efficienza produttiva del sistema elettrico italiano). L energia elettrica viene impiegata in ambito ospedaliero non soltanto per il funzionamento dell illuminazione, delle apparecchiature di ufficio e per l attività sanitaria, ma anche per la movimentazione dei fluidi (aria e acqua) destinati al condizionamento degli ambienti, nonché per il controllo estivo di temperatura e umidità relativa (tramite la produzione di acqua refrigerata o l impiego di sistemi di condizionamento a gas). Proprio la particolare conformazione del carico delle utenze ospedaliere, con un significativo consumo di calore in estate dovuto al trattamento dell umidità, permette la realizzazione di impianti di cogenerazione di significativa dimensione, capaci di garantire un impatto molto elevato tanto in tema di riduzione dei consumi quanto del rientro economico grazie alla riduzione dei costi. L aspetto dei gas refrigeranti assume particolare rilevanza per le emissioni in atmosfera, in quanto alcuni refrigeranti di largo impiego (come il cosiddetto R22) sono caratterizzati da un forte effetto serra, e dunque stanno venendo regolamentati in maniera sempre più stringente. Art PROGRAMMA SHUTDOWN (SPEGNIMENTO REMOTO DEI PERSONAL COMPUTER) L Azienda USL di Rimini annovera attualmente oltre tra dipendenti e collaboratori all interno delle sue circa 40 sedi tra ospedali e sedi esterne. Monitoraggi effettuati dall UO Attività Tecniche in collaborazione con la UO Tecnologie Informatiche e di Rete, hanno mostrato che in orario notturno pieno (dalle alle 2.00) risultano connessi alla rete (e quindi accesi e in funzione) circa 900 PC, cifra assolutamente superiore a quella che di notte si può pensare venga effettivamente utilizzata nei reparti a funzionamento sulle 24 ore. Monitoraggi effettuati sulla tariffa multioraria dei fabbricati amministrativi (si veda il paragrafo dedicato al progetto Spice ) confermano che vi è un consumo notturno di energia elettrica maggiore del previsto (rispetto al consumo diurno, si va dal 50% dei fabbricati amministrativi, che di notte dovrebbero essere chiusi, al 90% dei fabbricati ospedalieri). Da queste analisi è nato il progetto Shutdown relativo allo spegnimento remoto dei PC, articolato nelle seguenti fasi operative: Fase 1: i computer accesi durante la notte (es. alle ) vengono identificati, ed inseriti nella lista dei candidati (la scansione viene ripetuta ogni notte per un intera settimana, e poi a intervalli regolari, es. 1 volta ogni mesi, per cui la lista dei candidati deve contenere solo PC che non sono né in white list né in black list); i computer i cui utenti forniscono tramite giustificazioni adeguate per rimanere accesi (es. supervisione, pronto soccorso, etc) vengono inseriti nella white list, quelli che non le forniscono, nella black list (operazione svolta manualmente dallo staff della UO Attività Tecniche); Fase 2: ogni sera, ad orario programmato (es. ore ) i PC che sono in black list, se sono trovati accesi visualizzano un messaggio di avviso, attendono 15 minuti, e se nessuno annulla il conto alla rovescia si spengono automaticamente; Fase 3: la mattina successiva (e così ogni volta che avviene lo spegnimento automatico), il PC all accensione visualizza una nota che avvisa l utente dell avvenuto spegnimento automatico, e lo invita a collaborare in futuro, in modo da raggiungere anche una finalità educativa. Attualmente il progetto è completato ed interamente operativo; i pc autorizzati a restare accesi di notte sono circa 200 (su 1700 monitorati dal sistema). Quindi sono circa i pc che non appartengono al programma (il che significa che un dipendente su due non ha lasciato acceso il pc nemmeno una volta, per disattenzione: complimenti!). Aver ottenuto lo spegnimento di 450 pc significa per l'azienda un risparmio sui consumi di energia elettrica pari a circa kwh all'anno, corrispondente al consumo di 125 famiglie, oppure alla produzione annua di un impianto fotovoltaico da 210 kwp (che sarebbe costato oltre euro). Corrisponde inoltre ad una riduzione di emissioni di CO2 di ben 133 tonnellate, nonchè ad oltre euro di risparmi annui per il bilancio, a fronte di un costo di implementazione inferiore ai euro. Pag. 10

11 CONSUNTIVO FINALE Il consuntivo viene realizzato secondo il sistema del Campione Rappresentativo: da misure effettuate su un campione di una ventina di PC aziendali di varia età, risulta un consumo medio in stand-by pari a 140 W (compreso monitor); lo spegnimento agisce dalle alle 7.00, per cui in media opera per circa 11 ore al giorno (e per altre 13 di domenica), che per 450 pc corrisponde ad un valore di kwh all anno, ovvero a kg di CO2, nonché a 55,5 TEP. Poiché tale riduzione opera solamente in orario notturno, ad essa corrisponde un rientro economico, considerato pari a circa 0,105 il costo del kwh in fascia F3, pari a circa euro. Art PROGRAMMA MOTOR CHALLENGE Il programma Motor Challenge ( ) è un iniziativa dell Unione Europea per migliorare l efficienza degli usi finali dell energia elettrica, dedicato come si può intuire dal nome all efficienza dei motori elettrici, coordinata a livello italiano dall ENEA. Il disciplinare del progetto consiste in pratica in una linea guida per eseguire una ricognizione completa del proprio parco motori, ed esaminare la fattibilità economica di un intervento di miglioramento dell efficienza, stabilendo quindi un piano di azione pluriennale. Rispettando il disciplinare stesso i partecipanti acquisiscono lo status di Partner del programma, che da loro diritto all esposizione sugli edifici che partecipano al programma di una targa con il logo Motor Challenge. Attualmente non sono previsti incentivi economici a livello europeo, tuttavia l articolo 1, comma 358, della legge finanziaria 2007 consente di usufruire, per l acquisto/sostituzione e l installazione di motori ad elevata efficienza elettrica (classe di efficienza EFF1), di potenza compresa tra 5 e 90 kw, di una detrazione dell imposta pari al 20% della spesa ammissibile (calcolata secondo la tabella 1 del citato DM ). La detrazione si applica anche per motori insiti all interno di macchinari più complessi (es. motore del ventilatore di una UTA), ferme restando le soglie ammissibili (in verità piuttosto elevate considerato il parco macchine dell Azienda, per cui si stima che solo 1/3 dei motori sostituibili potrà effettivamente beneficiare dell incentivo fiscale); per tutte le taglie dei motori sono comunque applicabili gli incentivi del sistema dei TEE (certificati bianchi). Quella dei motori è una tipologia di impiego largamente presente nelle strutture dell Azienda (una stima di massima fornisce per le sole strutture ospedaliere almeno 500 motori installati per la quasi totalità su pompe e ventilatori). Si consideri che solo dal 2009 l Azienda ha inserito nel suo disciplinare l obbligo di installare motori in classe di efficienza EFF2 / IE1 (dal 2010 trasformato in obbligo di classe EFF1 / IE2, vedi paragrafo dedicato), ragion per cui la quasi totalità dei motori elettrici effettivamente presenti non risulta ad alto rendimento. Gli studi compiuti in ambito industriale indicano che il costo di un motore solo per il 5% è dato dal prezzo d acquisto, mentre più del 90% è costo dell energia elettrica che assorbe durante il suo funzionamento. Tale regola vale anche per i motori asserviti ai ventilatori delle UTA e dei circuiti primari e sanitari (che pur se a portata ridotta, in massima parte funzionano ininterrottamente per tutto l arco dell anno), mentre ovviamente buona parte dei motori asserviti alle pompe degli altri circuiti hanno funzionamento stagionale (legato all accensione del riscaldamento o del raffrescamento). Per i motori che funzionano ininterrottamente si stima quindi un tempo di rientro della sostituzione inferiore ai due anni (senza incentivi), il che significa che anche i motori a funzionamento stagionale dovrebbero rientrare entro 5 anni, cosa che rende l investimento in materia estremamente competitivo. L UO Attività Tecniche ha dunque deciso di implementare un piano di sostituzione programmata del suo parco motori, che comprenda la partecipazione al programma Motor Challenge, di modo che ne risulti oltre che il beneficio economico e di sostenibilità anche il relativo vantaggio in termini di immagine virtuosa e di comunicazione presso l utenza. Attualmente il piano ha completato la fase di rilievo del patrimonio esistente, precondizione necessaria per la stima economica di fattibilità, che è risultata positiva nel caso di sostituzione del solo motore. CONSUNTIVO FINALE Sono stati completati i lavori relativi al primo stralcio (dedicato ai motori delle UTA, facilmente sostituibili), che hanno comportato una resa superiore alle previsioni, con riduzioni di oltre 170 MWh annui, garantendo grazie anche all incentivo un rientro inferiore ai 2 anni, contro i 3,5 preventivati. Il rifacimento completato negli scorsi anni della maggior parte dei gruppi di pompaggio rende invece difficilmente remunerativo l intervento sulle pompe, che verranno sostituite con l obsolescenza dei componenti. Pag. 11

12 Art PROGRAMMA GREENLIGHT Il programma Greenlight ( ) è un iniziativa dell Unione Europea per migliorare l efficienza degli usi finali dell energia elettrica, dedicato come si può intuire dal nome all efficienza dell illuminazione artificiale, coordinata a livello italiano dal politecnico di Milano. Il disciplinare del progetto consiste in pratica in una linea guida per eseguire una ricognizione completa del proprio parco illuminazione, ed esaminare la fattibilità economica di un intervento di miglioramento dell efficienza, stabilendo quindi un piano di azione pluriennale. Rispettando il disciplinare stesso i partecipanti acquisiscono lo status di Partner del programma, che da loro diritto all esposizione sugli edifici che partecipano al programma di una targa con il logo Greenlight Attualmente non sono previsti incentivi economici a livello europeo, né a livello italiano (gli incentivi esistenti fino a fine 2008, tra l altro applicabili solo per locali in cui vengono esercite attività commerciali, non sono stati prorogati). In ogni caso, per ovvie ragioni legate al ciclo di funzionamento ospedaliero che per molti reparti abbraccia le 24 ore, considerando altresì che motivi di sicurezza degli utenti costringono a mantenere in molti luoghi elevati livelli di illuminamento in qualunque condizione (si pensi alle vie di fuga, ai corridoi, ai vani scala), le attività sanitarie sono caratterizzate da un consumo per illuminazione più elevato della media, il che rende ovviamente conveniente implementare una politica di aumento dell efficienza dedicata. L UO Attività Tecniche ha dunque deciso di implementare un piano di interventi programmati sul suo parco corpi illuminanti, che comprenda la partecipazione al programma Greenlight, di modo che ne risulti oltre che il beneficio economico e di sostenibilità anche il relativo vantaggio in termini di immagine virtuosa e di comunicazione presso l utenza. Il piano stesso è stato suddiviso in quattro linee di azione separate, che vengono perseguite ciascuna con la modalità più promettente: interventi di razionalizzazione dell illuminazione esterna, con la sostituzione delle lampade a vapori di mercurio con modelli a vapori di sodio ad alta pressione e la contestuale installazione di interruttori crepuscolari, temporizzatori e riduttori del flusso luminoso: si tratta di interventi che possono accedere all incentivo dei certificati bianchi, per cui l azienda ha deciso di investirvi con risorse proprie; attualmente l intervento si trova a livello di progetto esecutivo; installazione di sensori di presenza nei servizi igienici: grazie all opportuna formulazione del bando per l affidamento dei servizi di manutenzione, la ditta vincitrice ha offerto come miglioria l installazione dei suddetti in tutti i presidi ospedalieri: si attende l entrata in funzione del servizio di gestione degli impianti elettrici per dare il via all esecuzione dell intervento, che l azienda integrerà con proprie risorse per estenderlo a tutte le sedi (nonché ad altre tipologie di locali critici, come i depositi); controllo dell illuminazione nei corridoi, negli atri, nei vani scala: si sta valutando l opportunità di ricorrere a formule presumibilmente vantaggiose presenti sul mercato, che prevedono l installazione di nuovi corpi automaticamente dimmeranti sulla base dell illuminazione naturale, senza costi per l azienda, da ripagare con una quota dei risparmi energetici ottenuti; installazione di corpi illuminanti più efficienti negli altri locali: si tratta di una linea di intervento che deve necessariamente essere perseguita con risorse proprie, attualmente non disponibili in bilancio, ragion per cui questa linea di azione attualmente risulta posta in stand by. Il piano si trova attualmente completato per quanto riguarda l illuminazione esterna, ed in fase inizio lavori per tutte le altre parti, che verranno completate sperabilmente nel corso del 2011, o al massimo nei primi mesi del Pag. 12

13 Art PROGRAMMA R22 PHASEOUT Il Regolamento EU 2037/2000 sulle sostanze dannose per l ozono, vigente dall anno 2001, ha vietato l impiego dei fluidi refrigeranti HFC, tra cui spicca per la particolare diffusione negli impianti frigoriferi il gas R22, nei nuovi impianti fin dall anno Con il primo gennaio 2010 è entrata in funzione la seconda fase del regolamento, che vieta la produzione di nuovo fluido R22 vergine da impiegare per il riempimento e la manutenzione degli impianti esistenti. Dal primo gennaio 2015 entrerà in vigore la terza fase del regolamento, che prevede il divieto assoluto di impiego del refrigerante R22, anche come fluido rigenerato, ragion per cui di fatto dal 2015 gli impianti funzionanti con questo gas saranno a rischio di interruzione del servizio in caso di fughe di refrigerante. Sul mercato sono già presenti miscele sostitutive con minore impatto sull ozono, che consentono il retrofit degli impianti per mantenerli in esercizio. Tuttavia si deve considerare che si tratta di impianti già vecchi di almeno 5 anni, caratterizzati da rendimenti decisamente bassi per gli standard odierni, che in caso di retrofit verrebbero ulteriormente penalizzati con un ulteriore calo di efficienza (che per gruppi di una certa potenza può essere a questo punto di oltre il 30% inferiore rispetto a una macchina di ultima generazione). Il problema accomuna sia le apparecchiature frigorifere centralizzate (gruppi refrigeratori ad acqua), che quelle singole (climatizzatori mono e multi-split), sicchè l UO Attività Tecniche ha deciso di avviare una strategia pluriennale di uscita dall impiego R22, denominata R22 Phaseout, che si muove su due linee parallele (dedicate rispettivamente ai grossi impianti ed ai climatizzatori split). La linea di intervento sui gruppi frigoriferi centralizzati è già entrata in funzione fin dall inizio del 2010, e prevede la sostituzione prima dell estate dei refrigeratori esistenti presso i presidi di Santarcangelo, Cattolica, Sede di via Coriano e Riccione, e il retrofit dopo la stagione estiva dei gruppi presenti presso la casa protetta di Montescudo (relativamente poco utilizzati). Il tempo di rientro previsto è tra i 7 e i 9 anni, che può apparire relativamente lungo, ma si deve considerare che in questo caso le esigenze economiche sono secondarie rispetto alle problematiche di affidabilità (poiché le apparecchiature, oltre che impiegare gas a rischio, sono oramai usurate e quindi a rischio di fermo). Riuscire a garantire l affidabilità tramite interventi che si ripagano economicamente grazie all aumentata efficienza delle apparecchiature, e che contemporaneamente garantiscono di ridurre l impatto ambientale grazie all eliminazione del gas R22 è quindi un risultato decisamente positivo. Il programma R22 Phaseout continuerà dopo la stagione estiva, e nel corso dei prossimi anni con la sostituzione dei climatizzatori split autonomi ancora basati su questo gas (attualmente oltre 150), via via che si renderanno disponibili i fondi dedicati. In questo caso, visto l utilizzo più limitato di questi apparecchi, per i condizionatori più recenti (anno ) si effettuerà il retrofit con l uso di miscele di gas sostitutive, mentre gli apparecchi più vecchi verranno sostituiti. Si prevede (il progetto si trova al momento nella fase di stima dei costi) di impiegare per quanto possibile in sostituzione degli split sistemi centralizzati di tipo VRV, in modo da consentire una gestione unitaria di questo tipo di apparecchiature (che spesso l utenza tende a mantenere in funzione anche quando le condizioni esterne non lo richiederebbero). Attualmente sono in corso i rilievi e le misurazioni per realizzare il consuntivo finale relativo ai gruppi centralizzati (la cui sostituzione è stata completata entro l inizio dell estate), mentre la parte relativa agli split è in fase di svolgimento delle lavorazioni, avendo un elevato impatto sull attività dei reparti. Art PROGRAMMA CHP (IMPIANTI DI COGENERAZIONE) LOGO IN FASE DI STUDIO L opportunità di realizzare impianti di cogenerazione assume nelle strutture ospedaliere il ruolo di parte del leone di ogni piano di azione in tema di efficienza energetica, per le particolari caratteristiche della curva di carico di questo tipo di edifici. Per questo motivo, essendo i tempi di rientro particolarmente rapidi, l Azienda ha deciso di impegnare una importante parte delle risorse derivanti dai finanziamenti regionali Art. 20 per l adeguamento funzionale dell anno 2010 per la realizzazione di un impianto di cogenerazione presso l Ospedale di Rimini e Riccione, oltre a programmare installazioni di impianti similari (di taglia più piccola) nei presidi di Cattolica e Santarcangelo. Pag. 13

14 IMPIANTO DI COGENERAZIONE PRESSO L OSPEDALE INFERMI DI RIMINI L intervento di riqualificazione consiste fondamentalmente nella trasformazione della centrale termica per passare dalla produzione di vapore alla produzione di acqua calda (e contestuale ammodernamento), nonché l installazione di un impianto di cogenerazione di taglia adeguata per il fabbisogno dell Ospedale Infermi, è emersa a seguito di una verifica più ampia sull intero Ospedale di Rimini, la quale ha evidenziato il sostanziale aggravio di costi dovuti alla complessità del trattamento degli impianti a vapore, soprattutto via via che l invecchiamento degli stessi ne provoca un naturale aumento delle necessità manutentive. L adeguamento tecnologico consentirà altresì l eliminazione delle problematiche dovute all esercizio degli impianti di riscaldamento con vasi di espansione di tipo aperto; il passaggio come fluido vettore ad acqua offre poi l opportunità di installare un impianto di cogenerazione capace di aumentare significativamente l efficienza energetica del complesso ospedaliero. In base alle campagne di misura effettuate sui consumi dell Ospedale Infermi di Rimini, si è altresì evidenziato un plafond di consumi elettrici con una media di assorbimento sempre superiore ai kwe (salvo piccole punte momentanee che possono scendere fino a 800 kwe) nei mesi invernali, rispetto ad un consumo di picco estivo superiore al doppio (oltre 2300 kwe). Letture effettuate sui contatori del gas nel periodo estivo inducono a considerare come plafond minimo termico estivo la soglia approssimativa di kwt. Tutto ciò porta a concludere che la taglia ottimale per un impianto di cogenerazione da installare presso l Ospedale Infermi è pari a 1500 kwe (in grado di beneficiare delle procedure autorizzative semplificate). Poiché il cogeneratore è dimensionato perché l ospedale possa assorbirne la produzione termica per quasi tutto il periodo dell anno, non risulta conveniente implementare un impianto di trigenerazione, evitando quindi la superiore complessità, il costo elevato, e le problematiche di manutenzione di un eventuale gruppo frigorifero ad assorbimento. L intervento si trova attualmente nella fase di validazione del progetto esecutivo. ALTRI IMPIANTI DI COGENERAZIONE L analisi preliminare di fattibilità indica la possibilità di realizzare in tempi brevi impianti di micro-cogenerazione (intorno ai 40 kwe di potenza elettrica) presso l Ospedale Franchini di Santarcangelo (fondi già previsti a bilancio) e presso la sede amministrativa di Via Coriano 38 a Rimini. La presenza di centrale termica a vapore nel presidio di Riccione rende necessario l impiego di un cogeneratore capace di produrre questo fluido vettore (i cui rendimenti quindi saranno leggermente meno appetibili): è comunque programmata la realizzazione di un impianto da 200 kwe (in grado di operare in scambio sul posto), sempre grazie ai fondi articolo 20. La centrale termica di Cattolica sta per venire riqualificata da vapore ad acqua calda: al termine della riqualificazione, si potrà installare un impianto di cogenerazione (la centrale sarà già predisposta) di taglia all incirca pari a 100 kwe. RISULTATI ATTESI Considerati i fattori di conversione di energia termica ed elettrica in energia primaria stabiliti dall Autorità per l Energia stessa, l esercizio annuale degli impianti sopra descritti consentirà di raggiungere un risparmio di energia primaria pari a 730 TEP per la produzione di energia elettrica e di 470 TEP per la produzione di energia termica, per un totale di 1200 TEP all anno (gli impianti di Rimini e Riccione potranno altresì beneficiare dei certificati bianchi). Considerando un fattore di emissione pari a 459 g CO2 / kwh del sistema elettrico nazionale (come da tabella 3.4 del rapporto ISPRA 2009 sulle emissioni di gas serra in Italia), e un fattore di emissione pari a 2,337 ton CO2 / TEP per la combustione del gas naturale, si ottiene una riduzione annua complessiva delle emissioni pari a oltre tonnellate annue di CO2 (il 20% dell intera emissione aziendale), rispetto all alternativa dell acquisto di energia elettrica dalla rete e della produzione di energia termica tramite caldaie ad alto rendimento. Il tempo di rientro previsto è inferiore ai tre anni, compresi i costi di trasformazione della centrale, e senza tener conto dei vantaggi derivanti dal liberare un intero turno di fuochisti per reimpiegarlo come manutentori. Attualmente il piano si trova nella fase di progetto esecutivo, in attesa di approvazione dei finanziamenti regionali; si prevede l indizione della gara con procedura aperta entro la fine dell anno, in modo da poter effettuare gli interventi nella stagione estiva Art GESTIONE INTELLIGENTE DELLE APPARECCHIATURE Per garantire le condizioni di igienicità nei locali sanitari, l Azienda si è dotata nel tempo di un sistema di supervisione tramite il quale può monitorare in remoto i parametri di funzionamento degli impianti stessi. Si tratta di software dotati di molte funzionalità interessanti, attualmente utilizzate soltanto in parte, e che possono essere sfruttate anche ai fini di ottenere risparmi energetici rilevanti (si consideri che da analisi autorevoli risulta che quasi il 50% del consumo totale di energia primaria negli ospedali è dovuto al trattamento dell aria). Pag. 14

15 Già da anni il personale della UO Attività Tecniche utilizza questi sistemi per gestire le Unità di Trattamento dell Aria (in seguito UTA) in modo tale da ottenere risparmi di esercizio: ad esempio, in tutte le UTA è implementato un limite al sistema di deumidificazione estivo, che impedisce che l aria scenda sotto una soglia impostabile dal servizio tecnico. In funzionamento estivo l aria infatti deve essere raffreddata per deumidificarla (grazie alla condensazione del vapore acqueo), dopodichè deve essere post-riscaldata per portarla ad una temperatura accettabile per il comfort degli utenti: la sequenza di operazioni produce quindi consumi sia di energia elettrica (per la deumidificazione con acqua refrigerata) sia di combustibile (per il post-riscaldamento con acqua calda), ragion per cui limitare la deumidificazione non necessaria si traduce in un risparmio di entrambi i vettori energetici. Attualmente questo tipo di operazione viene svolta manualmente (es. con controlli mensili, UTA per UTA), mentre vi è la possibilità di sfruttare le capacità dei software di supervisione per eseguirla in modo automatico su tutte le UTA, ottenendo una gestione molto più puntuale. Ulteriori risparmi possono essere ottenuti variando il punto di funzionamento estivo notturno (oggi viene variata in modo automatico la sola portata dell aria, riducendola ove possibile). Queste operazioni aggiuntive, e altre attualmente allo studio, richiedono una fase di personalizzazione del software (da parte della ditta che lo gestisce), e una fase di formazione del personale sull utilizzo, che si prevede di implementare nel corso dell anno 2011, compatibilmente con le disponibilità di tempo degli operatori interessati. E stato emanato il documento che stabilisce le linee guida di intervento, e le misure sono già in corso di implementazione. Art CONTROLLO REMOTO E DISAGGREGAZIONE DEI CONSUMI ELETTRICI Una delle criticità con cui l Azienda si trova a combattere quotidianamente è data dalla difficoltà, per il personale tecnico, di mantenere sotto controllo una situazione articolata su una quantità di sedi elevata, che poi al suo interno è ulteriormente suddivisa, nelle strutture più complesse, in numerosi reparti, sottocentrali, corpi di fabbrica distinti e separati. Per quanto importante, il controllo dei consumi che viene effettuato a livello di contatore, cioè di singola sede nel suo complesso, di dimostra insufficiente per mantenere il polso di alcune situazioni localizzate, che però provocano diseconomie significative. Per ottimizzare la gestione ed identificare i punti nevralgici in cui intervenire, l UO Attività Tecniche ha avviato un progetto per l installazione di misuratori dei consumi elettrici (wattmetri integratori) in tutte le sottocentrali, e l installazione di sistemi di supervisione remota dei principali parametri delle centrali termiche. Questo tipo di interventi, pur se non in grado di per sé di generare risparmi direttamente misurabili, di fatto consente l identificazione precoce degli impianti che stanno andando fuori dai limiti di funzionamento normali, consentendo altresì l applicazione di strategie di controllo su larga scala (es. per lo spegnimento remoto degli impianti termici in caso di giorni invernali di tempo particolarmente mite). Il progetto, completata la fase di ricognizione relativa ai punti da controllare, si trova attualmente allo stato di studio di fattibilità economica (in quanto attualmente il budget non prevede fondi dedicati allo stesso). Art EFFICIENZA ENERGETICA DEGLI ASCENSORI E stata completata un estesa attività di analisi e monitoraggio della fattibilità di un aumento di efficienza degli impianti elevatori presenti nelle sedi aziendali. Purtroppo, a causa degli elevati costi di intervento, sono risultate applicabili solo due misure: Installazione di sistemi di illuminazione a LED con autospegnimento per macchina in stand-by Sistemi di recupero dell energia con reimpiego dell energia degli impianti in frenatura su quelli in salita, per gli elevatori installati nello stesso vano scala. Attualmente sono in corso i lavori per la prima linea di azione, mentre la seconda non è attualmente finanziata a causa dei tempi di rientro sfavorevoli rispetto ad altre misure. Le altre azioni esaminate non consentono un applicazione di retrofit, per cui sono confluite nelle linee guida per l installazione di nuovi impianti. Pag. 15

16 CAPITOLO 4 RECUPERO DELLE AGEVOLAZIONI FISCALI La legislazione in materia di fiscalità, IVA e accise nel nostro paese è decisamente articolata, e contiene al suo interno numerose possibilità agevolative. A questo si deve aggiungere che l Azienda USL di Rimini, a differenza di molti altri enti pubblici, è soggetta al pagamento dell IRES (per un ammontare superiore ai euro l anno, tale da assorbire qualunque detrazione), il che le consente di accedere ad alcune detrazioni che vanno ad operare solamente sull imposta sul reddito. In linea di massima non si tratta di grosse cifre (anche se tutte insieme vanno a costituire circa l 1% della spesa complessiva in materia di energia), ma nell ottica generale del piano di azione esse rappresentano di fatto una modalità rapida per reperire le risorse necessarie almeno al funzionamento interno dell ufficio incaricato di gestire il piano d azione stesso, anche in situazioni nelle quali non è disponibile un budget dedicato. Naturalmente, per garantire l ottenimento delle detrazioni, è necessaria la fattiva collaborazione della UO Bilancio. Art DETRAZIONI FISCALI PER INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA I commi da 344 a 347 della legge 27 dicembre 2006 n. 296 consentono di accedere, per determinate tipologie di interventi di riqualificazione energetica, alle detrazioni di imposta del 55% (in cinque anni) sull importo dei lavori, secondo le modalità indicate dal DM , purchè vengano rispettate le soglie prestazionali previste dal DM Le attività agevolabili sono: interventi di riqualificazione completa degli edifici (soglia massima dell agevolazione euro) interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari, riguardanti strutture opache verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti, soglia euro); sostituzione di finestre comprensive di infissi (soglia euro, condivisa con l intervento precedente); installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la copertura del fabbisogno di acqua calda (soglia massima euro); sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e contestuale messa a punto del sistema di distribuzione (soglia euro). Le soglie dell agevolazione valgono per ogni sistema edificio-impianto singolarmente, il che per strutture articolate e complesse come gli ospedali le rendono particolarmente interessanti. Purtroppo si tratta di interventi che richiedono una disponibilità di fondi notevole, che tra l altro deve essere destinata ad interventi sull involucro esterno (quando invece di solito l attività di ristrutturazione sanitaria si concentra sugli ambienti interni), ragion per cui fino ad oggi l Azienda è stata in grado di utilizzarle solo per le sostituzioni di infissi (per circa euro nel 2009). Grazie alla disponibilità di fondi per l efficienza energetica (vedi capitolo dedicato), nel 2010 la quota è cresciuta; purtroppo, attualmente la legislazione prevede che il 2011 sia l ultimo anno in cui queste detrazioni opereranno, per di più depotenziate a causa della suddivisione in 10 anni invece che in 5. CONSUNTIVO FINALE Il consuntivo è effettuato tramite la metodologia del Rendiconto Finanziario: nel 2009 sono state ottenute detrazioni per circa euro, per il 2010 si è raggiunta una quota pari a euro, conformemente alle previsioni (entrambi i valori vanno poi ripartiti su 5 anni). Art DETRAZIONI PER INSTALLAZIONE DI APPARECCHI AD ALTA EFFICIENZA L articolo 1, comma 359, della legge finanziaria 2007 consente di usufruire, per l acquisto e l installazione di variatori di velocità (inverter) su impianti con potenza compresa tra 7,5 e 90 kw, di una detrazione dell imposta pari al 20% della spesa ammissibile (calcolata secondo la tabella 2 del DM ). La detrazione si applica anche per motori insiti all interno di macchinari più complessi (es. inverter installato a bordo macchina o all interno di un quadro di regolazione), ferme restando le soglie ammissibili. Si tratta di interventi che vengono normalmente effettuati dall Azienda nel normale corso di esecuzione dei lavori (ad esempio ogni UTA è dotata di inverter per la regolazione della portata dei ventilatori). Per l ottenimento della detrazione suddetta occorre seguire le indicazioni del citato DM 19/02/07, predisponendo la documentazione necessaria tramite il sito gestito dall ENEA. Pag. 16

17 Per l anno 2009 l Azienda ha svolto pratiche per circa euro complessivi; nel 2010 la quota è destinata a crescere; purtroppo, attualmente la legislazione prevede che il 2010 sia l ultimo anno in cui queste detrazioni opereranno. CONSUNTIVO FINALE Il consuntivo è effettuato tramite la metodologia del Rendiconto Finanziario: nel 2009 sono state ottenute detrazioni per circa euro, mentre nel 2010 si sono ottenuti circa euro, grazie alla concomitante realizzazione di numerosi interventi, in linea con le previsioni. Art DEFISCALIZZAZIONE DEL GAS METANO Il DLGS 504/95 (testo unico delle accise) consente per numerose tipologie di attività attività l applicazione dell accisa industriale (che in pratica consiste in un quasi totale azzeramento sia della componente nazionale che dell addizionale regionale). Tra le attività destinatarie dell agevolazione vi sono anche le attività ricettive destinate all assistenza degli anziani e dei disabili senza scopo di lucro: in tale tipologia rientrano alcune attività effettivamente esercite dall Azienda, tra cui le Residenze Sanitarie Assistite, le Case Protette e le Residenze Sanitarie Psichiatriche. L effettuazione delle relative pratiche (già completate dal personale della UO Attività Tecniche per tutte le strutture applicabili ad ottobre dell anno scorso) porterà a partire da quest anno una riduzione dei costi del gas metano di circa euro (cioè di oltre l 1% del totale della spesa per combustibili dell Azienda stessa). CONSUNTIVO FINALE Il consuntivo è effettuato tramite la metodologia del Rendiconto Finanziario: la riduzione dei costi del gas metano è pari a circa euro (in calo per via dei risparmi energetici via via ottenuti che riducono il consumo). Art CERTIFICATI BIANCHI Con i decreti del 20 luglio 2004 è stato introdotto un meccanismo di incentivazione degli interventi di efficienza energetica effettuati dagli utenti finali: i distributori di energia elettrica e gas sono obbligati a realizzare ogni anno direttamente una certa quota di interventi (misurata in TEP, tonnellate equivalenti di petrolio risparmiate), che viene remunerata tramite i TEE (titoli di efficienza energetica, o appunto certificati bianchi), del valore di 100 euro per ogni TEP. Se non riescono a realizzare questi interventi direttamente, possono acquistare i relativi TEE da altri operatori del mercato: l Azienda, essendo soggetta alla nomina obbligatoria dell Energy Manager (in forza della legge 10/91) ha titolo per accedere a questo mercato, per gli interventi di efficienza che realizza presso le sue strutture. Vi è tuttavia una dimensione minima da rispettare per poter accedere agli incentivi, che è quella di realizzare interventi che portino un risparmio di almeno 25 TEP, valore tutt altro che agevole da raggiungere con gli interventi di una singola azienda, anche combinando più strutture assieme. Per questo motivo, oltre che per non sovraccaricare il servizio tecnico dei relativi adempimenti burocratici, si è stipulato un accordo con il fornitore di gas metano (la locale azienda Società Gas Rimini): grazie al fatto che SGR, essendo un distributore, può accedere al prezzo pieno dei TEE, l accordo prevede che i certificati bianchi vengano ceduti ad SGR, la quale li inserisce in progetti di dimensioni maggiori in modo da raggiungere la soglia minima, e si occupa di tutte le pratiche relative, riconoscendo poi all Azienda come sconti diretti sulla bolletta il valore di mercato dei TEE (trattenendo la differenza come propria remunerazione). In particolare, l Autorità per l Energia Elettrica e il Gas ha emesso negli anni 25 differenti schede, ciascuna dedicata ad una specifica tipologia di intervento, sulla base delle quali è stata programmata una consistente serie di azioni all interno del piano di sostenibilità. Lle previsioni indicate nello stato di attuazione potranno essere raggiunte soltanto a fine 2011, in quanto gli interventi devono maturare il superamento di determinate soglie minime di energia risparmiata, prima di poter aver accesso all effettiva incentivazione. Art CERTIFICATI VOLONTARI DI RIDUZIONE DELLE EMISSIONI Con l entrata in vigore del protocollo di Kyoto l Unione Europea ha introdotto lo schema di Emission Trading noto con la sigla di EU ETS, che rappresenta il più grande mercato mondiale dei cosiddetti carbon credits (ovvero di scambio delle quote di emissione di anidride carbonica), cui partecipa anche il nostro paese. Pag. 17

18 Poiché la dimensione minima per l obbligo di inserimento nel meccanismo è pari a 20 MW di potenza termica installata per impianto, attualmente l Azienda USL opera in regime di esenzione dalle quote ETS previste nel Piano di Assegnazione Nazionale (anche se in futuro, con il nuovo DEA a pieno regime, il presidio ospedaliero di Rimini probabilmente dovrà entrare nel meccanismo). Tuttavia, considerando la grande quantità di interventi messi in campo, potrebbe risultare interessante un ingresso nel mercato fin da subito, tramite il meccanismo dei cosiddetti VER (Verified Emission Reduction), mediante il quale anche i soggetti non obbligati possono acquisire, grazie alla riduzione di emissioni perseguita volontariamente, e certificata da un ente terzo, quote di carbon credits da rivendere sul mercato. Per concretizzare tale possibilità occorre naturalmente dotarsi dell assistenza di un ente certificatore, che andrebbe remunerato per le sue prestazioni; poiché la riduzione di emissioni che l Azienda può realisticamente pensare di ottenere è modesta rispetto all ampiezza del mercato (indicativamente, non più di tonnellate di CO2 all anno, che attualmente vengono scambiate ad un prezzo tra i 6 e i 12 euro a tonnellata) è in fase di studio la fattibilità di cedere all ente stesso l intero ammontare dei VER ottenuti, per remunerarlo del lavoro di certificazione, in modo da ottenere il beneficio di immagine senza necessità di stanziare appositi fondi di difficile rientro economico. E chiaro comunque che un ipotesi di ingresso in questo settore dovrebbe preferibilmente passare attraverso il coinvolgimento del Gruppo Regionale Energia, in modo da raggiungere una dimensione decisamente maggiore, che potrebbe rendere il percorso di attivazione decisamente meno impervio. CONSUNTIVO FINALE La misura è stata cancellata, per via del tracollo avvenuto nel 2011 del mercato dei VER, il cui valore per via della crisi economica è sceso a livelli del tutto trascurabili. L azienda per il momento risulta esente dal sistema ETS, e quindi dal 2012 non dovrebbe subire l aumento degli oneri collegati alla fine della gratuità delle quote. Art RECUPERO DELL IVA SULL ENERGIA ELETTRICA Il DPR 633/1972 al punto 103 consente l applicazione dell IVA ridotta (10%) sulle forniture di energia elettrica destinate all uso domestico, definizione in cui per espressa posizione del Ministero delle finanze e dell Agenzia delle Entrate rientrano anche le strutture comunitarie, ed in particolare le case di riposo e similari. Si tratta in buona sostanza delle medesime attività di cui al punto precedente, per cui la UO Attività Tecniche sta dunque svolgendo le relative pratiche presso il fornitore dell energia elettrica, cui la legge assegna il ruolo di valutare la concedibilità delle agevolazioni stesse. Qualora la strada si rivelasse perseguibile, si otterrebbe un beneficio economico di alcune migliaia di euro (essendo lo stesso applicabile solo a due sedi di dimensioni relativamente piccole, Montescudo e Glicine); le pratiche sono attualmente in corso, e si è in attesa della risposta dell Agenzia delle Entrate. Pag. 18

19 CAPITOLO 5 IMPIEGO DELLE FONTI RINNOVABILI DI ENERGIA Nonostante il grande sviluppo avuto negli ultimi anni, le fonti rinnovabili mantengono tuttora una posizione secondaria nella generazione di potenza elettrica e termica, dovuta fondamentalmente ai costi ancora elevati, che devono essere compensati da incentivi pubblici; tale situazione in ambito edilizio è ulteriormente aggravata dal fatto che le fonti tradizionalmente più produttive (idroelettrico, eolico, geotermico) sono di difficile quando non impossibile applicazione; anche le biomasse presentano alcune criticità (stoccaggio, emissione di SO 2 e NOx) che ne rendono problematica l applicazione negli edifici dell azienda che normalmente si trovano in contesti urbani densamente popolati (e spesso con un vicinato piuttosto litigioso ). Per cui di fatto gli impianti rinnovabili negli edifici esistenti finiscono per coincidere con quelli alimentati da fonte solare. Art PRODUZIONE DI ENERGIA DA IMPIANTI FOTOVOLTAICI La produzione di energia fotovoltaica rappresenta uno dei pochi modi effettivamente impiegabili per dotare gli edifici di energia rinnovabile; per questo motivo l Azienda nel 2009 aveva stanziato a bilancio una significativa somma destinata alla realizzazione di un impianto FV da 41 kwp, da installarsi sul tetto delle centrali tecnologiche dell Ospedale di Rimini. Tuttavia, gli impianti FV attualmente sono caratterizzati da elevatissimi costi iniziali, che anche in presenza di consistenti incentivi statali (il cosiddetto Conto Energia ) rendono i tempi di rientro decisamente lunghi (intorno ai 9-10 anni). In considerazione di questo fatto si è preferito dirottare i fondi destinati al fotovoltaico su una serie di altri interventi di efficienza energetica con tempi di rientro più rapidi (ottenendo così la possibilità di avviare il presente piano di azione, che altrimenti non sarebbe stato possibile realizzare). PRIMO BANDO FOTOVOLTAICO Volendo tuttavia perseguire comunque l obiettivo di produrre una quota di energia rinnovabile l UO Attività Tecniche ha implementato una modalità di realizzazione innovativa, bandendo una gara basata sul concetto di comodato d uso incrociato, per cui l AUSL cede in comodato gratuito il tetto dei suoi edifici per venti anni, l Appaltatore realizza l impianto interamente a sue spese, e lo cede a sua volta in comodato gratuito all AUSL, che diventa soggetto responsabile (e ottiene quindi un 5% di maggiorazione del conto energia). L AUSL trattiene quindi per sé l intera produzione di energia degli impianti, cedendo il credito generato presso il GSE all Appaltatore, come remunerazione dei costi sostenuti, lasciando a carico dello stesso tutti i costi e tutti gli oneri di assicurazione e manutenzione. In questo modo si ottiene il risultato etico di avere comunque raggiunto la massima sostenibilità dell edificio (implementando le fonti rinnovabili per quanto possibile), non si impegnano risorse rilevanti dell Azienda che non può permettersi una politica aggressiva basata sull accensione di mutui, e si ottengono fin da subito interessanti vantaggi economici a costo praticamente nullo. Per garantire la sostenibilità economica del sistema è necessario comunque fornire all Appaltatore una remunerazione ulteriore rispetto al solo Conto Energia: nel caso del 1 bando indetto dall Azienda (aggiudicato per oltre 120 kwp complessivi) l opportunità è data dalla contestuale riqualificazione energetica del fabbricato ospitante (sede amministrativa di via Coriano), grazie alla quale è possibile aumentare l incentivo tramite il premio per l uso efficiente dell energia previsto dal DM 19/02/07. In questo modo è stato possibile aggiudicare il bando, con il criterio dell offerta economicamente più vantaggiosa (30 punti qualità del progetto, 70 punti redditività per l Azienda USL), con i lavori attualmente in fase di realizzazione del progetto esecutivo e di ottenimento dei titoli abilitativi. Attualmente i lavori sono completati sul fabbricato Colosseo (81 kwp) così come sul fabbricato delle Centrali Tecnologiche (41 kwp), e gli impianto sono operativi. SECONDO BANDO FOTOVOLTAICO Il terzo fabbricato (RSA, 140 kwp) si trova invece nella fase di redazione del progetto esecutivo: si noti che in questo caso l assorbimento del fabbricato stesso è inferiore alla producibilità dell impianto, il che limita la potenza effettivamente utilizzabile (viceversa essa andrebbe in gran parte sprecata come perdite sulla rete elettrica ospedaliera prima di raggiungere i fabbricati vicini); sono disponibili anche ulteriori superfici destinabili all installazione di impianti FV (nuovo DEA di Rimini, asilo aziendale, parcheggi multipiano a Rimini e a Riccione): l attuale situazione di incertezza sul mercato del fotovoltaico non permette attualmente di effettuare delle stime di percorribilità della medesima strada anche per queste superfici (che tuttavia essendo decisamente consistenti sembrano avere buone possibilità). La fattibilità di un secondo bando fotovoltaico dovrà quindi essere esaminata in futuro, sulla base delle caratteristiche del terzo conto energia appena approvato dal ministero. Pag. 19

20 IMPIANTI FOTOVOLTAICI A SPESE DELL AZIENDA Le condizioni del conto energia attuale e futuro, unite al calo di prezzo dei pannelli, rendono accettabili i tempi di rientro di alcuni limitati investimenti (impianti di potenza inferiore ai 20 kw), destinati a sedi aziendali con coperture relativamente appetibili : si tratta delle sedi di Montescudo, realizzato ed in attesa di entrata in esercizio, e di Santarcangelo, su cui sono in corso di redazione i progetti. Art PRODUZIONE DI ENERGIA DA IMPIANTI SOLARI TERMICI A differenza degli impianti fotovoltaici, gli impianti solari termici costituiscono una tecnologia matura, e che grazie agli incentivi statali è disponibile a prezzi tutto sommato competitivi. Per il modo in cui gli impianti funzionano inoltre sono meno soggetti a problemi di orientamenti non ottimali o di ombreggiamenti parziali, aspetti che invece negli impianti FV sono fortemente critici. Le utenze ospedaliere sono inoltre caratterizzate da un consumo di acqua calda sanitaria costante ed elevato (per esigenze di lavaggio dei pazienti), ragion per cui impianti anche di dimensioni ragguardevoli possono essere gestiti senza problemi particolari grazie al fatto che il fabbisogno viene interamente assorbito in tutti i periodi dell anno (e non vi è dunque pericolo di surriscaldamento). L unico elemento critico di fatto è la disponibilità di superfici della copertura non necessarie per l installazione di impianti. A seguito della ricognizione effettuata sui tetti degli edifici dell Azienda, la UO Attività Tecniche ha individuato come sede ottimale il tetto della palazzina uffici dell Ospedale Infermi (non utilizzabile per il FV a causa del parziale ombreggiamento operato dal monoblocco in alcune ore del giorno). Attualmente, dopo essersi orientati verso la scelta del tipo di pannello sottovuoto, è in corso la stesura del progetto esecutivo, per cui si vuole tentare il coinvolgimento di una ESCO. Altre location utilizzabili sono state individuate in alcune altre sedi (Padiglione Ovidio, Ospedale Ceccarini, Ca Fantino, via Guerrieri), e verranno esaminate in caso di disponibilità di fondi dedicati, attualmente non presenti in bilancio, nonché nel caso di proroga degli incentivi, attualmente non previsti oltre la fine Art PRODUZIONE DI ENERGIA DA IMPIANTI MICRO-EOLICI La grande potenzialità della generazione eolica a livello di sistema paese non trova immediato riscontro nelle situazioni legate agli edifici in contesto urbano, nonostante l Azienda possa disporre di numerosi edifici di altezza relativamente elevata. Lo studio preliminare compiuto tramite l atlante eolico ha infatti rilevato una situazione nella provincia di Rimini di venti a intensità relativamente bassa ed incostante, sicchè la producibilità degli impianti non sembra tale da poter garantire un rientro dell investimento. Per questo motivo la sperimentazione di generatori a turbina microeolici è stata provvisoriamente posta in standby, in attesa dei risultati del rilevamento dei dati climatici (vedi paragrafo dedicato), in seguito al quale la decisione potrà eventualmente essere rivista. Pag. 20

21 CAPITOLO 6 RISPARMIO IDRICO E RIDUZIONE DEI RIFIUTI Una gestione eticamente corretta dei consumi non può prescindere dall esaminare anche gli aspetti che non sono propriamente energetici, come l uso delle risorse idriche e la produzione dei rifiuti. Ciò è vero a maggior ragione considerando che al consumo di acqua corrisponde di fatto un consumo di energia (impiegata dal servizio idrico per consegnarla tramite gli acquedotti), nonché un emissione di gas serra in atmosfera (dovuta agli impianti di trattamento degli scarichi). Nell individuazione di una strategia di risparmio idrico, non si può non tener conto che paradossalmente gli impieghi principali della risorsa idrica in ospedale non sono dovuti all uso sanitario, bensì all impiego nelle torri evaporative e come mezzo di scarico dell acqua delle cassette dei WC: sono dunque questi i settori che offrono le possibilità di risparmio più interessanti. Per quanto riguarda la riduzione dei rifiuti prodotti, la situazione ospedaliera è complicata dalla presenza di numerosi vincoli legislativi in materia di sicurezza che rendono impervia la strada del riciclaggio; tuttavia, una raccolta differenziata dei materiali meno sensibili (come carta e plastica) è sicuramente possibile ed efficace. Art TRATTAMENTO DEI CIRCUITI DELLE TORRI EVAPORATIVE Il funzionamento dei gruppi frigoriferi di grande potenza (> 1 MW) obbliga per ragioni pratiche e di efficienza ad utilizzare la condensazione ad acqua, il che significa che il calore sottratto dal gruppo all ambiente climatizzato viene dissipato sotto forma di calore di evaporazione nelle apposite apparecchiature, denominate appunto torri evaporative. Questo tipo di impianto è presente presso l Ospedale Infermi di Rimini. Si tratta di un processo che richiede la gestione di un apposito circuito idrico, che deve essere condizionato con prodotti chimici per evitarne lo sporcamento eccessivo nonché la proliferazione della legionella. Inoltre, poiché il contenuto d acqua viene fatto evaporare per dissipare il calore, esso lascia all interno del circuito i relativi sali, provocando un aumento delle concentrazioni saline che a lungo andare è dannoso per i materiali del circuito stesso, ragion per cui deve essere contrastato eliminando i sali in eccesso, tramite lo spurgo controllato di una certa quantità di acqua (che quindi viene sprecata ), di modo da richiamare dalla rete acqua pulita (cioè con concentrazioni più basse). Quanto è grande questa quantità di acqua spurgata, rispetto all acqua evaporata, dipende dalla qualità di acqua utilizzata: il rapporto tra la quantità di acqua totale di acqua impiegata (reintegro) e quella sprecata (spurgo) prende il nome di numero di cicli di concentrazione. in particolare, fino all anno scorso a Rimini veniva utilizzata acqua di acquedotto grezza, il che comportava un NC=1,8 (il che significa che per ogni 8 m³ di evaporato vengono spurgati 10 m³, cioè la quota di acqua usata per mantenere sotto controllo la corrosione è maggiore di quella utile). Passando alla gestione con acqua addolcita a 0 F si è ottenuto un NC variabile tra 2,5 e 2,8, che ha comportato un dimezzamento dello spurgo, con conseguente risparmio di quasi il 30% dell acqua utilizzata. I costi aggiuntivi del trattamento sono minimali, in quanto gli impianti di addolcimento presenti nella vicina centrale idrica sono perfettamente adeguati per alimentare anche le torri evaporative (il consumo di acqua potabile è circa 380 m³ al giorno, contro un consumo di picco delle torri di m³ al giorno): i costi aggiuntivi di sale consumato dagli addolcitori sono abbondantemente ripagati dai risparmi di prodotti chimici; inoltre, il controllo quotidiano del circuito torri evaporative fa sì che la funzionalità degli addolcitori venga monitorata in modo più stringente (riducendo ad esempio i problemi di calcare in cucina per via di mancata rigenerazione). Il tempo di rientro dell intervento, grazie alla riduzione dei consumi di acqua e prodotti chimici, è quindi bassissimo (inferiore al mese, considerando i costi aggiuntivi determinati dall installazione di nuovi sistemi di spurgo automatico). Per massimizzare il rientro economico, l Azienda ha espletato una gara tra i fornitori di fiducia, aggiudicandola con il criterio del massimo risparmio economico complessivo, ottenendo così ulteriori benefici. CONSUNTIVO FINALE Il consuntivo è effettuato con il metodo della Misura Parametrizzata: le consistenti fluttuazioni delle caratteristiche chimiche dell acqua dell acquedotto durante la stagione estiva rendono eccessivamente onerose misure complete; si è ritenuto dunque sufficiente, essendo noto il valore complessivo dell acqua consumata, riferirsi parametricamente al valore del numero di cicli di concentrazione impostato nel sistema di spurgo (1,8 prima dell intervento, tra 2,8 e 2,5 dopo l intervento a seconda dei valori in ingresso). Per effetto delle migliorie, è stato possibile in un intera stagione di utilizzo, risparmiare circa m³ di acqua, cui corrispondono kg di CO2 e 1,2 TEP (calcolati secondo la metodologia esaminata nel Capitolo 1), per un rientro economico annuo di Pag. 21

22 Art ADEGUAMENTO FUNZIONALE DEGLI IMPIANTI DI SCARICO L uso di gran lunga maggioritario della risorsa idrica in ospedale è costituito dall impiego per lo scarico delle cassette dei WC. Purtroppo operando in strutture esistenti e nella gran parte dei casi con molti anni sulle spalle, non è pensabile se non in casi sporadici (realizzazione di nuovi padiglioni) di applicare principi di progettazione ecosostenibile, quali lo sdoppiamento della rete idrica e di scarico per consentire il riutilizzo delle acque grigie o bianche: l impatto dei lavori in oggetto sarebbe intollerabile (anche e soprattutto per l attività sanitaria). In queste condizioni per ottenere risultati in tema di risparmio idrico è necessario fornire all utenza i mezzi per un consumo razionale: sulla base delle valutazioni economiche effettuate, sostituire le cassette dei WC con modelli a doppio pulsante (capaci di funzionare con 3 o 6 litri invece dei 9 litri dei modelli tradizionali, ancora molto diffusi) è un intervento che può portare a notevoli riduzioni del consumo, con tempi di rientro molto rapidi. Si è stimato infatti, purchè si possa intervenire con modelli esterni (senza cioè opere murarie) un rientro dei costi pari a 2-3 anni per i WC destinati al pubblico e agli spogliatoi del personale, di 3-4 anni per i bagni di degenze con camere almeno doppie, e di 5-6 anni per i servizi delle camere singole (in pratica l unico intervento che non si ripaga è nei bagni destinati ai disabili). Sulla base di questa analisi l Azienda ha intrapreso una ricognizione completa, e di conseguenza una campagna di sostituzione a tappeto delle cassette dei WC con i modelli a due pulsanti, installando circa 300 pezzi all interno della gran parte delle sue sedi. Attualmente i lavori sono completati, ed è stato effettuato il lancio della relativa campagna di sensibilizzazione (vedi paragrafo Abbi cura del tuo pianeta ). CONSUNTIVO FINALE Il consuntivo viene effettuato con il metodo della Stima Teorica: poiché i vecchi modelli consumavano 9 litri per ogni utilizzo, mentre i nuovi utilizzano 3 litri per il pulsante piccolo e 6 litri per quello grande, si sono effettuate delle stime di risparmio a seconda dell utilizzo, per tre tipologie di installazione (WC pubblico, WC stanza doppia, WC stanza singola), cui corrispondono rispettivamente risparmi di 120, 48 e 24 litri/giorno, per 250/350/350 giorni all anno rispettivamente. Il parametro stimato teoricamente è il numero di utilizzi al giorno, rispettivamente 20+1 (10 persone), 8+2 (2 persone) e 4+1 (1 persona), che dovrebbe risultare cautelativo. Il totale degli apparecchi installati per le tre tipologie è rispettivamente di 70, 180 e 50 pezzi. Da questa analisi, risultano complessivamente m³ risparmiati, cui corrispondono kg CO2 e 1,6 TEP (calcolati secondo la metodologia esaminata nel Capitolo 1), per un rientro economico pari a annui. Art RECUPERO ACS DAI SISTEMI ANTILEGIONELLA Per ragioni dovute al controllo della legionella negli impianti idrico-sanitari, i presidi ospedalieri devono spesso fare i conti con sistemi di trattamento chimico in continuo delle acque sanitarie (in particolare della rete acqua calda). Tali sistemi per il loro funzionamento impiegano sonde a lettura automatica, che per fornire valori affidabili abbisognano di significative portate d acqua continuativamente erogate; per garantire il funzionamento delle membrane selettive delle sonde, non è possibile far circolare queste portate d acqua in un circuito chiuso, sicchè in pratica la soluzione solitamente adottata è quella di scaricare la portata delle sonde direttamente in fogna. Tale portata costituisce una quantità significativa del consumo di acqua calda sanitaria quotidiano (tra il 10% ed il 15% del totale), per cui si sta sperimentando un sistema capace, tramite un serbatoio di accumulo a pelo libero (di modo che non si genera contropressione sulle membrane) e una pompa ad alta prevalenza, di raccogliere e reimmettere nel circuito l acqua calda che altrimenti verrebbe sprecata. Il sistema è completato a Rimini, e sarà presto esteso a tutti gli altri presidi ospedalieri. CONSUNTIVO FINALE Il consuntivo è effettuato con il metodo della Misura Diretta: da misure effettuate sulla macchina di produzione del biossido, risulta un consumo di acqua costante e pari a circa 5 litri al minuto, e la macchina funziona ininterrottamente per tutto l anno, con una temperatura del circuito pari a 45 C (ricircolo principale), rispetto ai 15 C medi in ingresso. Da questa analisi, risultano complessivamente m³ risparmiati, cui corrispondono m³ di gas (considerando un rendimento complessivo pari a 0,8, che risulta il parametro di riferimento), per un totale di kg CO2 e 10,5 TEP, per un rientro economico pari a annui. Pag. 22

23 Art CAMPAGNA PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA IN AZIENDA Fin dal 2009, sotto la guida dell Energy Manager, l Azienda ha attivato un sistema di raccolta differenziata della carta e della plastica in collaborazione con il fornitore del servizio smaltimento rifiuti (Hera). Nonostante le normative sulla privacy abbiano reso complicata l attuazione della misura, grazie all impegno e alla sensibilità di molti operatori la campagna oramai può considerarsi a regime, potendo anche sfruttare l ausilio delle nuove isole ecologiche dell Ospedale Infermi di Rimini e dell Ospedale Ceccarini di Riccione, nelle quali sono ubicati i relativi compattatori. Oltre all aspetto etico della questione, grazie alle tariffe agevolate che il gestore applica per i clienti che raggiungono determinati risultati di raccolta, ci si aspetta in futuro anche un certo ritorno economico sotto forma di riduzione della tariffa stessa. Attualmente, essendo la raccolta completamente avviata, si è in fase di predisposizione della documentazione da allegare alla richiesta di tariffa agevolata. Pag. 23

24 CAPITOLO 7 APPLICAZIONE DEI PRINCIPI DEL GREEN PROCUREMENT In applicazione dei commi da 1126 a 1128 della Legge n. 296 del Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007), il Ministero dell Ambiente con DM 11/04/08 ha emanato il Piano di Azione Nazionale in tema di Green Public Procurement. Come definito dal PAN stesso, il GPP è l approccio in base al quale le Amministrazioni Pubbliche integrano i criteri ambientali in tutte le fasi del processo di acquisto, incoraggiando la diffusione di tecnologie ambientali e lo sviluppo di prodotti validi sotto il profilo ambientale, attraverso la ricerca e la scelta dei risultati e delle soluzioni che hanno il minore impatto possibile sull ambiente lungo l intero ciclo di vita. Il GPP ha l obiettivo di integrare considerazioni di carattere ambientale all interno dei processi di acquisto delle Pubbliche Amministrazioni e di orientarne le scelte su beni, servizi e lavori che presentano i minori impatti ambientali; può avere quindi un ruolo molto importante per la diffusione di un mercato e di una cultura più attenti all ambiente. Le sezioni interessate dalla tutela ambientale riguardano in particolar modo: le specifiche tecniche; le condizioni di esecuzione dell appalto; gli obblighi relativi alla tutela ambientale; le capacità tecniche e professionali; le norme di gestione ambientale; i criteri di aggiudicazione dell appalto. E chiaro che l applicazione immediata e totale dei principi del GPP è uno scenario utopistico, nella attuale situazione di ristrettezza di bilancio che caratterizza le pubbliche amministrazioni; tuttavia, appare strategico iniziare un percorso di adeguamento agli obiettivi del Piano, in modo tale da non farsi trovare impreparati dall evoluzione normativa sul tema (i primi decreti vincolanti per le PA sono già stati emanati). In questa fase, ruolo prioritario per l introduzione del GPP all interno dell Azienda è demandato all UO Attività Tecniche, che ha assunto la posizione di apripista, anche per la relativa controllabilità del processo di appalto di lavori pubblici (per cui le risorse spese per rendere verde un bando hanno un impatto particolarmente elevato, per via degli importi in gioco decisamente consistenti). In conformità con gli obiettivi del PAN, l Azienda ha deciso di integrare gradualmente nelle proprie gare d appalto elementi di sostenibilità ambientale; è chiaro che per la particolare natura delle attività sanitarie l integrazione di questi elementi non può riguardare aspetti relativi alla bioedilizia o alla bioclimatica che risultano incompatibili con le esigenze in tema di sicurezza sanitaria e di durabilità dei materiali impiegati, ragion per cui tra le 11 categorie prese in considerazione dal PAN particolare rilevanza assumono le seguenti: B) EDILIZIA (COSTRUZIONI E RISTRUTTURAZIONI DI EDIFICI CON PARTICOLARE ATTENZIONE AI MATERIALI DA COSTRUZIONE, COSTRUZIONE E MANUTENZIONE DELLE STRADE) E) SERVIZI ENERGETICI (ILLUMINAZIONE, RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO DEGLI EDIFICI, ILLUMINAZIONE PUBBLICA E SEGNALETICA LUMINOSA) In conformità ai principi esposti, la UO Attività Tecniche per quanto possibile aggiudica gli appalti principali con il metodo dell offerta economicamente più conveniente, inserendo come elementi di valutazione qualitativa gli aspetti suindicati. Art LINEE GUIDA DI PROGETTAZIONE EFFICIENTE Il momento più efficace e più economico per massimizzare la sostenibilità degli interventi è ovviamente in fase di progettazione, visto che la differenza di costo tra un componente poco efficiente ed uno ad elevato rendimento energetico di solito è modesta (mentre ovviamente intervenire su un opera già realizzata significa assumersi i costi di dismissione integrale di quanto risulta già in opera). Per agire anche in questo senso l Azienda ha introdotto un disciplinare di progettazione degli impianti che viene applicato tanto dall UO Attività Tecniche nei progetti interni, quanto dai progettisti incaricati esternamente, che si impegnano a rispettarlo in sede di affidamento dell incarico. In particolare, in base ad analisi economiche tenute nel corso degli anni precedenti, si sono introdotte alcune ottimizzazioni che vanno oltre i requisiti di base previsti dalle normative, poiché i maggiori costi sostenuti in sede di realizzazione si sono dimostrati rapidamente ripagati dall esercizio. Tra le misure principali si citano: classe B di tenuta delle canalizzazioni per tutti gli impianti ad aria (sia di mandata che di ripresa), e classe C di tenuta per le mandate degli impianti con filtrazione assoluta (caratterizzati dal funzionamento continuo e da un numero di ricambi d aria particolarmente elevato); unità di trattamento dell aria in classe di tenuta B (la maggiore disponibile) e in classe di isolamento termico (la più performante), con garanzia sulle prove tramite certificazione Eurovent; Pag. 24

25 isolamenti delle tubazioni di tutte le reti calde (riscaldamento, postriscaldamento, acqua calda sanitaria e ricircolo, circuiti primari, vapore, condensa) ottimizzati economicamente su 15 anni di esercizio, con aumento degli spessori rispetto ai minimi di legge; motori in classe di efficienza EFF1/IE2 (o superiore) per tutti gli impieghi, sia di pompaggio che di ventilazione; presenza di inverter su tutti i ventilatori delle UTA, per garantire la regolazione a portata variabile senza dover utilizzare i regolatori in modo dissipativo; regolazione dei circuiti di alimentazione delle batterie delle UTA (calde e fredde) tramite valvole a due vie invece che a tre vie, in modo da poter impiegare circuiti di alimentazione a portata variabile; sistema di regolazione adeguato per consentire di controllare i parametri di funzionamento delle UTA (si veda il paragrafo relativo nella sezione dedicata all efficienza degli impianti termici per maggiori informazioni). Art APPALTI VERDI NUOVO APPALTO DI MANUTENZIONE La prima occasione di mettere in pratica i principi del green procurement è risultata essere il nuovo appalto integrato dei servizi di manutenzione dell Azienda (appalto misto di servizi di manutenzione programmata e a guasto, con quota parte di lavori di manutenzione ordinaria). In tale sede, la scelta della metodologia dell offerta economicamente più conveniente ha consentito di costruire un bando in cui una quota significativa dei punti qualità (ben 10 su 50) sono stati destinati a parametri in tema di efficienza energetica, quali redazioni di studi di fattibilità e indagini di interventi di riqualificazione e redazione di certificazioni energetiche dei fabbricati oggetto di appalto. L accurato bilanciamento dei punti qualità ha fatto sì che si sia ottenuto con l offerta aggiudicataria, oltre che un consistente ribasso economico, la certificazione energetica di tutti gli edifici oggetto dell appalto stesso; inoltre, parecchi partecipanti sono stati stimolati ad offrire migliorie basate sull efficienza energetica (rubinetti controllati elettronicamente, impianti fotovoltaici, ecc.); tra questi anche la ditta aggiudicataria, che ha offerto l installazione gratuita di sensori di presenza all interno dei servizi igienici, oltre che una serie di migliorie dal punto di vista gestionale in tema di monitoraggio dei consumi. BANDO PER LA REALIZZAZIONE DELL ASILO AZIENDALE Il bando per l aggiudicazione dei lavori di realizzazione del nuovo asilo aziendale presenta caratteristiche tali per cui l applicazione del green procurement rappresenta un opportunità molto interessante. Si tratta infatti di un appalto per il quale la comunità locale, sotto forma di contributo provinciale, si carica di un notevole sforzo, e che la cittadinanza vive con aspettative decisamente elevate. Per cercare di ottenere un risultato di qualità, che si estenda in generale alla realizzazione dell intero edificio, si sta predisponendo un bando basato sull offerta economicamente più vantaggiosa che porti l edificio (per ragioni di budget progettato giocoforza con i requisiti minimi previsti dalla legislazione vigente) a raggiungere un livello di efficienza energetico elevato (classe A), tramite un sistema di assegnazione dei punteggi che premi l introduzione nel progetto di specifici aspetti migliorativi (isolamenti maggiorati, infissi con prestazioni più elevate, recupero energetico più spinto sul trattamento aria, aumento della quota di energia rinnovabile prodotta, recupero dell acqua piovana a fini irrigui, aumento della piantumanzione del verde). Al fine di stimolare un processo qualitativo superiore anche da parte della ditta esecutrice, una significativa quota dei punti dedicati alla valutazione tecnica verrà assegnata all eventuale ottenimento di certificazioni di qualità, che possano poi venire esposte sull edificio stesso. In particolare sono state selezionate la certificazione Casaclima ( ), per la riconosciuta autorevolezza a livello nazionale, oltre che per l impatto effettivo causato dal rispetto del disciplinare (per cui un certificatore terzo esamina effettivamente la qualità del cantiere), e la certificazione GreenBuilding ( ), progetto dell Unione Europea per la qualità energetica negli edifici, coordinato in Italia dal politecnico di Milano: l offerta vincitrice prevede l ottenimento di entrambe. Pag. 25

26 Grazie alla modalità di realizzazione del bando, partendo da un edificio con le caratteristiche minimali di rispetto della legge, è stato possibile ottenere mediante l aggiudicazione il progetto di un edificio in classe B, certificato Casaclima e Greenbuilding, con elevate prestazioni termiche e ridotto impatto ambientale grazie al recupero idrico dell acqua piovana, 20 kwp di impianto fotovoltaico e materiali certificati Ecolabel ed FSC. BANDO PER LA RISTRUTTURAZIONE DEL DAY HOSPITAL ONCOLOGICO I medesimi principi applicati nella realizzazione dell Asilo sono stati applicati al bando per la ristrutturazione del Day Hospital Oncologico, ovviamente tenendo conto delle mutate condizioni al contorno, che offrono minori opportunità sotto questo aspetto, trattandosi di ristrutturazione parziale. Attualmente il bando si trova nella fase di aggiudicazione. RIQUALIFICAZIONE DI SEDI PERIFERICHE COME EDIFICI MODELLO Se nel corso del biennio dovesse verificarsi una disponibilità di fondi ulteriore rispetto al budget attuale, l UO Attività Tecniche ha già predisposto un programma di riqualificazione di alcune delle sedi periferiche di cui risulta avere la proprietà (e che quindi si suppone rimarranno in funzione per un tempo sufficiente lungo da consentire il rientro economico dei capitali investiti). Tali riqualificazioni sono state pensate per trasformare alcune sedi in edifici dalle prestazioni energetiche relativamente elevate (pur senza eccedere in interventi dalle dubbie possibilità di ritorno in tempi ragionevoli). Gli interventi, programmati anche coerentemente con la vocazione di esempio virtuoso che il servizio sanitario può esercitare (essendo le strutture in questione, benché piccole, destinate a servizi con notevole visibilità presso la cittadinanza, e caratterizzati da una eccellenza sanitaria riconosciuta) potranno esercitare, se realizzati, un influsso positivo in termini di sensibilizzazione dei cittadini. Stante la mancata approvazione dei relativi fondi in sede di redazione del budget 2010, il progetto attualmente si trova posto in stand-by. Art PROGETTO ACQUASANA Monitoraggi sui contratti economali indicano che l Azienda sostiene un costo significativo per l acquisto di bottiglie di acqua minerale naturale e gasata, che vengono utilizzate per garantire il servizio mensa negli Ospedali di Rimini, Riccione e Cattolica. Considerato il volume di acqua erogata, c è lo spazio per ottenere importanti risparmi tanto economici, quanto di quantità di rifiuti (plastica), installando sistemi dedicati che eroghino acqua microfiltrata e trattata con raggi UV. Il progetto AcquaSana si trova attualmente nella fase di gestione, essendo stato esteso a tutte le mense dell Azienda, ed avendo garantito un rientro di immagine importante, oltre che l autosostenibilità finanziaria grazie ai risparmi ottenuti, ancorchè piccoli nell economia complessiva dell Azienda. Pag. 26

27 CAPITOLO 8 FORMAZIONE, INFORMAZIONE E CERTIFICAZIONE ENERGETICA Una strategia di azione per la sostenibilità non può dirsi completa se non cerca di incidere anche sui comportamenti dell utenza, sia per ragioni etiche, che per ragioni economiche (è dimostrato infatti che investire sulla sensibilizzazione degli utenti porta a risultati significativi e con un rapporto costi/benefici quasi mai raggiungibile dalle misure di efficienza effettuate sugli impianti). Vista la sua posizione preminente di principale impresa della Provincia di Rimini, oltre che la vocazione etica dovuta dall appartenere al servizio pubblico, l Azienda ambisce ad esercitare un ruolo trainante rispetto ai cittadini, perseguendo, grazie alla sua posizione di grande visibilità, la massima diffusione possibile dei concetti di sostenibilità in base alla quale opera. Solo in questo modo sarà possibile instaurare un meccanismo per cui le azioni intraprese non rimangono confinate all interno della singola unità operativa, ma creano una coscienza critica negli operatori e quindi negli utenti (cioè nella comunità intera), che vengono in qualche modo stimolati dall esempio virtuoso a perseguire i medesimi risultati ciascuno nel proprio ambito familiare. Per raggiungere questo obiettivo, decisamente ambizioso, è necessario mettere in campo la massima trasparenza e la massima diffusione possibile, ragion per cui si è pensato ad una serie di iniziative di comunicazione che si muovono attraverso canali paralleli e complementari. Art REDAZIONE DEGLI ATTESTATI DI CERTIFICAZIONE ENERGETICA I DLGS 192/05 e 311/06, con le successive modificazioni e integrazioni hanno introdotto anche nel nostro paese un sistema di certificazione energetica degli edifici, come previsto dalle direttive europee. La potestà legislativa in materia è concorrente, per cui svariate regioni hanno a loro volta emanato i propri schemi di classificazione; in particolare in Emilia Romagna la certificazione energetica segue lo schema previsto dalla DGR 156/08, che la introduce sul territorio regionale a partire da luglio 2008 per tutti i nuovi edifici, da luglio 2009 per le compravendite degli edifici esistenti. Il DLGS 115/2008 stabilisce per tutte le amministrazioni pubbliche l obiettivo (obbligo, nel caso di contratti di servizio energia) di dotarsi di attestati di certificazione energetica dei propri edifici, al fine di favorire lo sviluppo dello schema di certificazione anche presso i cittadini/utenti. Muovendosi nell ambito del quadro legislativo sopra tratteggiato, L Azienda ha sposato tale strategia di certificazione, in modo da trasmettere ai propri utenti la percezione di un sistema integrato che va verso la trasparenza dei consumi energetici. Grazie all utilizzo mirato del criterio dell offerta economicamente più conveniente, la UO Attività Tecniche è stata in grado di ottenere, nell ambito del nuovo appalto di manutenzione integrato, la redazione degli attestati di certificazione energetica per tutti gli edifici oggetto dell appalto stesso (cioè in pratica tutte le sedi), che verranno svolte dal personale dedicato alla gestione tecnica dell appalto, sotto la supervisione della UO ed in collaborazione con l Energy Manager della ditta appaltatrice (anch egli previsto dal capitolato di appalto). Purtroppo attualmente la metodologia di certificazione degli edifici prevista dalle normative della serie UNI TS (in applicazione nazionale della UNI EN 13790) risulta poco aderente alla realtà, per via dell introduzione di una serie di semplificazioni a livello di calcolo (es. mancata presa in considerazione del controllo dell umidità) che finiscono per penalizzare la qualità della simulazione, raggiungendo quindi un basso riscontro con i consumi effettivi, e tra l altro penalizzando oltremisura gli ospedali, che per loro natura hanno consumi energetici più elevati dei normali fabbricati per esigenze spiccatamente sanitarie. Per favorire una corretta informazione del pubblico, il quale naturalmente non può conoscere le questioni tecniche specifiche, l Azienda ha deciso, accanto alla certificazione energetica tradizionale, di partecipare anche alla campagna europea Display (vedi paragrafo dedicato). Art SITO INTERNET SANITÀ SOSTENIBILE Il numero elevato di iniziative che vengono portate avanti rende necessario un punto di coordinamento e di raccolta, che faccia da snodo comunicativo in modo da consentire l aggregazione di tutti i contenuti. Veicolo privilegiato per la sua grande diffusività è la rete Internet, ragion per cui in collaborazione con la UO Tecnologie Informatiche e di Rete, all interno del content manager aziendale si è attivata un apposita pagina web, visibile all indirizzo Pag. 27

28 A tale pagina è assegnato anche il compito di fare da punto di raccolta del feedback da parte degli utenti. L organizzazione del sito prevede, oltre alla pagina principale con le news e i commenti, le sezioni seguenti: Chi siamo (breve presentazione del team e degli scopi) Contatti (modulo per ricevere feedback) Link (autoesplicativo) Risorse (ovvero archivio da cui scaricare documenti vari) Le ultime due sezioni saranno popolate con nuovi link e nuovi file da scaricare a intervalli regolari, in modo da stimolare una visita continua degli utenti presso il sito per visualizzarne eventuali novità. In sede di realizzazione di nuovi interventi in tema di sostenibilità, il sito sarà il veicolo di comunicazione privilegiato (insieme ovviamente alle altre forme di comunicazione: principalmente e giornalino aziendale, che i dipendenti ricevono tre volte all anno in busta paga). Tutti i manifesti della campagna di sensibilizzazione fanno inoltre riferimento alla pagina web (su cui saranno inserite news dedicate in occasione della distribuzione di ogni manifesto). Il sito conterrà inoltre una sezione basata su tecnologia Wiki, destinata a fare da raccoglitore delle iniziative intraprese, via via che vengono comunicate agli operatori e alla cittadinanza, mantenendo così un archivio delle buone pratiche; per facilitare la navigazione, il Wiki sarà diviso in tre sezioni distinte: Efficienza (dedicata agli interventi implementati dal servizio tecnico sugli impianti) Fonti Rinnovabili (dedicata alla realizzazione di impianti fotovoltaici, solari termici, ecc.) Risparmio Energetico (dedicata alla campagna di sensibilizzazione e alle buone pratiche) E fin d ora previsto di attivare ulteriori pagine dedicate in occasione del lancio delle varie iniziative (es. programma Shutdown e servizio dati climatici), via via che le stesse entrano nella fase operativa. Attualmente il sito è pienamente operativo, e pubblica news con cadenza almeno settimanale, oltre a rendicontare l andamento del PMS e raccordare le iniziative di sensibilizzazione introdotte tramite la campagna Abbi cura del tuo pianeta!. Art PARTECIPAZIONE ALLA CAMPAGNA EUROPEA DISPLAY La campagna Display ( ) è un progetto europeo inquadrato nell ambito della Direttiva EPBD (efficienza energetica degli edifici) gestito dal network delle comunità sostenibili Energìe Citès ( ). Acquisendo lo status di partecipante (per cui è richiesto un piccolo contributo spese di euro), si viene messi in condizione di utilizzare un semplice software basato sul web, nel quale inserendo i valori annuali dei propri consumi energetici, insieme ad un coefficiente di destagionalizzazione, viene elaborata una targa energetica ad alto impatto visivo, con una classificazione pratica della classe di efficienza dell edificio, sia in tema di consumo di energia, che di emissioni, che di uso delle risorse idriche. In cambio i partecipanti ottengono il diritto ad utilizzare il logo della campagna e il relativo materiale promozionale, oltre che ad esporre le targhe generate col software presso i propri edifici (non vi sono obblighi in tal senso, lasciando così liberi i partecipanti di non esporre targhe su edifici caratterizzati da un giudizio particolarmente negativo, visto che l effetto potrebbe essere controproducente). La metodologia sviluppata prevede un calcolo del rating basato sul consumo degli uffici, ragion per cui per strutture ospedaliere risulta particolarmente penalizzante (soprattutto in tema di consumi idrici), tuttavia le particolari qualità in tema di efficacia comunicativa hanno convinto l Azienda a partecipare alla campagna, nel quadro di un iniziativa sinergica con la certificazione energetica vera e propria. Il progetto Display ha infatti il pregio di rendere confrontabile edifici presenti in qualsiasi luogo d Europa, essendo lo schema di classificazione unico per tutti i paesi aderenti (a differenza della frammentazione che caratterizza ad esempio il quadro regionale italiano). Nell ambito del progetto un ruolo preminente è rivestito tra l altro dal Comune di Rimini, con il servizio tecnico del quale è in corso un iniziativa di coordinamento, che dovrebbe portare alla partecipazione dell Azienda alla campagna sotto l egida del Comune stesso, che già è partner (con il conseguente abbattimento dei costi). Nell ottica del Gruppo Regionale Energia appare di particolare rilevanza la collaborazione con Energìe Citès, che ha già mostrato interesse ad accogliere nel progetto l intero gruppo di strutture ospedaliere del servizio sanitario regionale, in modo da ottenere una base di dati sufficientemente vasta da implementare nello schema classificazione una dedicata specificamente alle strutture ospedaliere (evitando così ingiuste penalizzazioni). Attualmente il progetto è stato avviato, con l esposizione dei manifesti in tutte le sedi non ospedaliere; poiché la classificazione delle sedi ospedaliere è stata appena revisionata dal sistema, l esposizione dei relativi cartelloni è stata rimandata al Pag. 28

29 Art INIZIATIVE PROMOZIONALI PER GLI OPERATORI DELL AZIENDA Per un Azienda di grandi dimensioni, con oltre dipendenti, risulta particolarmente critico in tema di comunicazione il raggiungimento di tutti gli operatori, in modo da assicurare la massima diffusione delle iniziative intraprese. Per essere sicuri che tutti i dipendenti vengano coinvolti in fase di avvio della nuova campagna di sensibilizzazione, si è stretto un accordo con il fornitore del servizio gas (la locale Società Gas Rimini): grazie alla remunerazione offerta dai certificati bianchi (si veda l apposito paragrafo), SGR fornirà a titolo gratuito all Azienda un kit di risparmio energetico composto da una lampadina fluorescente compatta e da due erogatori a basso flusso per i rubinetti dei lavandini, che saranno poi distribuiti a tutti i dipendenti a cura della UO Attività Tecniche, tramite banchetti istituiti presso i principali marcatempo delle sedi aziendali. Il kit sarà accompagnato da un breve messaggio a firma della Direzione Generale, che così impegnerà il suo prestigio e la sua autorevolezza per lanciare il piano di sostenibilità tra i dipendenti: in questo modo sarà possibile garantire un maggior coinvolgimento del personale nelle iniziative di risparmio energetico programmate per il futuro. Attualmente è stato firmato il protocollo di intesa con SGR e con il Comune di Rimini, che è stato coinvolto nel progetto in modo da raggiungere la dimensione minima richiesta perché esso fosse a costo zero. La distribuzione dei kit è programmata per novembre, se possibile in contemporanea con l indizione della Manifestazione Fieristica Ecomondo (all interno della quale tanto il Comune quanto l Azienda hanno in programma di indire propri eventi). Art RILEVAMENTO DEI DATI CLIMATICI Per attività caratterizzate dal funzionamento a ciclo continuo, quali sono quelle esercite dall Azienda, l andamento dei consumi è fortemente legato ai parametri climatici (temperatura e umidità esterne, irraggiamento solare, forza e direzione del vento). Per assicurare un analisi corretta dei consumi energetici, occorre giocoforza destagionalizzare i dati relativi ai consumi assoluti, in modo da evitare interpretazioni fuorvianti (per cui magari si potrebbe interpretare come risparmio un calo dei consumi di gas dovuto ad un inverno particolarmente caldo, e viceversa). Tali dati sono disponibili per tutta l Emilia Romagna tramite l applicazione internet Dexter, che consente il recupero delle medie orarie di temperatura e umidità relativa dalle centraline gestite dall ARPA. Per poter compiere analisi più dettagliate sono necessari però anche altri parametri, che l Azienda intende rilevare per proprio conto, essendosi dotata di una centralina professionale di rilevamento dei dati climatici, modello Vantage Master Pro. Il sistema è in grado di monitorare i dati di temperatura, pressione barometrica, umidità, velocità e direzione del vento, pioggia, irraggiamento solare visibile ed infrarosso, di effettuare su di essi alcune basilari analisi metereologiche; è altresì dotato di collegamento in rete, e di software di gestione capace di trasmettere i dati rilevati al sito internet del produttore, che gestisce un circuito mondiale di rilevamento dei dati, tramite tutte le centraline che volontariamente inviano le rilevazioni. Grazie all acquisto del sistema, anche l Azienda potrà essere inserita nel medesimo circuito, e potrà stimolare il personale a visitare regolarmente la propria pagina internet dedicata alla sostenibilità, offrendovi il relativo servizio meteo. Al momento il progetto si trova in stand-by, nell attesa della risoluzione di alcuni problemi di configurazione della rete aziendale, che per ragioni di sicurezza impediscono di vedere la stazione meteo al di fuori della rete interna. Art CAMPAGNA ABBI CURA DEL TUO PIANETA! Per dare seguito alla campagna regionale di sensibilizzazione condotta nel 2009 (basata sul tema portante Io spengo lo spreco ) la UO Attività Tecniche ha investito proprie risorse per l implementazione di un ulteriore evoluzione, destinata a stabilizzare gli interventi in materia di sensibilizzazione in un ottica di periodo più ampio. Il tema portante della campagna Abbi cura del tuo pianeta!, ed il relativo logo, si inquadra nel complesso del programma operativo per la sostenibilità cercando di stimolare il personale a lavorare per un servizio pubblico che esercita un ruolo di apripista ed esempio virtuoso, non solo per la cura della salute dei pazienti, ma anche per la salute dell ambiente in cui tutti viviamo. Pag. 29

30 Per massimizzare l impatto i manifesti sono stati pensati per essere caratterizzati ognuno da un unico messaggio (e relativa buona pratica), in modo da non disperdere l attenzione dell interlocutore; inoltre il messaggio è breve e scritto in caratteri semplici e di grandi dimensioni, di modo che può essere letto anche dal passante frettoloso. Infine, il compito di catturare l attenzione dei destinatari è affidato al modo in cui i messaggi sono stati concepiti, rapportando il risparmio ottenibile con le buone pratiche al consumo energetico legato a gesti tipici della vita quotidiana, facilmente riconoscibili anche da chi non dispone di competenze tecniche in materia energetica. In questo modo si rende facilmente comprensibile l impatto che le buone pratiche possono avere. Sulla base di questi concetti sono stati realizzati quindici manifesti, ciascuno caratterizzato da un unico tema portante, le cui miniature sono visibili in Allegato 1; i messaggi sono raggruppati nelle seguenti linee generali: buone pratiche in tema di climatizzazione invernale (radiatori, tapparelle, valvole termostatiche, finestre aperte, stufette elettriche); buone pratiche in tema di climatizzazione estiva (finestre aperte, aria condizionata); buone pratiche in tema di risparmio idrico (perdite, cassette WC a doppio pulsante); buone pratiche in tema di uso delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (frigoriferi, fotocopiatrici, computer, luce artificiale). La presenza di messaggi applicabili ai periodi invernali ed estivi permette di realizzare una campagna a lungo termine, con messaggi che vengono periodicamente sostituiti, in modo da mantenere alta l attenzione; i poster climatici possono poi essere intervallati, nei periodi di mezza stagione, da quelli dedicati agli altri aspetti. La sequenza di impiego dei manifesti sarà coordinata con le iniziative di efficienza energetica portate avanti dall ufficio tecnico, in modo da massimizzare gli effetti combinati (si veda il paragrafo dedicato alle sinergie per alcuni esempi in merito). La campagna è attualmente avviata ed in pieno corso di svolgimento, con un interessante feedback da parte degli utenti. In corso di esecuzione della stessa si stanno aggiungendo via via altre iniziative (quali la caccia alle lampadine ad incandescenza), per sfruttare la concomitanza con determinati eventi significativi. Art PROGRAMMA DI FORMAZIONE CORSO FAD ENEA Nel corso dell anno 2009 il personale della UO Attività Tecniche ha partecipato ad un progetto regionale per la redazione di un corso di formazione, in tema di sostenibilità energetica e buone pratiche, dedicato agli operatori della sanità, realizzato in collaborazione con l ENEA (che fornisce anche il supporto logistico allo svolgimento del corso stesso, tramite la propria piattaforma di Formazione A Distanza). Nel quadro del coordinamento regionale in merito all iniziativa, l Azienda intende utilizzare il suddetto materiale per lo svolgimento di corsi di formazione, che in una prima fase saranno specificatamente dedicati al personale sanitario con ruolo organizzativo (caposala, ecc.), in modo da sensibilizzare gli operatori al tema del risparmio energetico con momenti di formazione più approfonditi rispetto alla campagna informativa generica. Poiché gli aspetti da coordinare per l attivazione dei suddetti corsi sono numerosi, e richiedono dunque l apporto e la collaborazione di numerose Unità Operative (oltre che la spinta del gruppo regionale), e vista anche la scarsità di personale disponibile e qualificato per ricoprire il ruolo di docente, attualmente non è prevedibile una tempistica precisa. MINI-CORSI IN AULA Ai fini di sensibilizzare il personale dell Azienda anche non particolarmente determinato da seguire un intero ciclo di lezioni, di concerto con la UO Formazione e Comunicazione, si è attivato un programma di formazione basato su mini-corsi in aula della durata di 15 minuti, integrati all interno della formazione aziendale già presente (in particolare nei corsi con più giornate). L inserimento dei minicorsi viene concordato con i responsabili delle UO che si occupano di formazione volta per volta, mantenendo aggiornato un programma disponibile sulla pagina internet (vedi paragrafo dedicato). In questo modo si riesce a mantenere viva l attenzione senza causare particolare scompenso alla sequenza delle lezioni del corso ospitante, anzi aiutando gli studenti con un momento di rilassamento. Pag. 30

31 Art PROGETTO SPICE (RENDICONTAZIONE DEI CONSUMI) L acronimo SPICE sta per Software Per l Indagine dei Consumi Energetici: si tratta di uno strumento di rendicontazione basato su Microsoft Access, sviluppato internamente dalla UO Attività Tecniche, che dispone di numerose funzionalità per l analisi e la reportistica in materia di consumi energetici, e che la UO utilizza per tenere traccia dei propri consumi e poter effettuare analisi sui dati che si possono ricavare dalle bollette delle forniture energetiche (acqua, gas metano ed energia elettrica). Le funzionalità del programma includono la capacità di calcolare l impronta ecologica dell Azienda, intesa come andamento annuale dei costi energetici (in euro), del consumo di energia primaria (come TEP, tonnellate di petrolio equivalente) e delle emissioni in atmosfera (come tonnellate di CO2 emesse).tramite queste funzionalità sono effettuati anche i rendiconti analizzati nel capitolo 1. Nell allegato 2 al presente piano sono dettagliati alcuni report specifici, tra cui risultano di particolare interesse: Il Consuntivo Globale di Esercizio (che riepiloga in un unica pagina tutti i dati relativi all andamento generale dell Azienda in tema di consumi energetici, impronta ecologica compresa); Il Consuntivo Annuale, dove viene mostrato l andamento di costi e consumi nel corso degli anni precedenti, in modo da ricavare anche un indicazione del prezzo unitario medio effettivo pagato dall azienda (di modo che è possibile distinguere un aumento di costi legato a una dinamica sfavorevole del mercato); Il Quadro Comparativo, tramite il quale è possibile confrontare gli andamenti dei consumi per più sedi in parallelo (raggruppati prima per anno e poi per sede, o viceversa, a seconda di come si preferisce), ad esempio per avere a colpo d occhio l andamento dei consumi delle sedi più importanti; Il Moving Annual Total, che riporta come istogramma per ogni mese la somma cumulata dei consumi dei 12 mesi precedenti, e come linea le variazioni rispetto all anno base (ovvero il consumo dei mesi dal 25mo al 36mo rispetto a quello corrente), in modo da eliminare gli effetti delle variazioni mensili di consumo e controllare il processo sul lungo periodo; L Analisi Multioraria, tramite cui (per le sedi che hanno la tariffazione dell energia elettrica in fasce distinte) è possibile esaminare la ripartizione annuale dei costi, e il consumo medio orario delle fasce F2 ed F3 rispetto alla F1, in modo da identificare eventuali consumi notturni anomali o imprevisti; Il diagramma di Pareto, che riporta come istogramma decrescente la media dei consumi annuali dei singoli edifici (divisa per utility), e come linea crescente la percentuale cumulata sul totale (in millesimi), utile per identificare gli edifici più energivori; L Analisi di Incidenza, che mostra in ascisse la superficie dell edificio, in ordinata il suo indice di consumo, di modo che l area delle barre rappresenta il consumo dell edificio stesso (e risulta quindi possibile orientare correttamente gli investimenti in tema di riqualificazione, evitando di disperderli in edifici magari molto inefficienti, ma con un impatto relativamente basso). Tutti i report sono generabili a vari livelli di aggregazione (Intera Azienda, Singola Utility, Sedi principali/secondarie/periferiche, Singola sede, singolo contratto), in modo da consentire un analisi approfondita secondo le necessità. Il software dispone poi di una serie di funzionalità capaci di ricercare ed evidenziare bollette potenzialmente anomale (consumi/costi sotto una soglia minima, periodi di fatturazione non coerenti, oppure consumi superiori alle medie dello stesso periodo e/o dei mesi precedenti), in modo da individuare rapidamente possibili perdite di controllo (es. perdita sulla rete dell acqua che origina un consumo eccessivo) ed errori di fatturazione. Inoltre è in grado di esportare i dati in fogli di Excel per ulteriori analisi, ed è predisposto per generare tutti i dati necessari alla partecipazione alla campagna Display. Attualmente il software risulta in uno stadio di realizzazione piuttosto avanzato, essendo privo delle sole funzionalità di destagionalizzazione dei dati climatici (tipicamente quelli relativi al consumo di gas metano, il cui andamento dipende fortemente dall andamento del clima esterno). Si tratta di un aspetto cruciale per evitare di commettere errori interpretativi anche di grande entità, e che tuttavia richiede un lavoro dal punto di vista dell analisi dei dati e delle metodologie statistiche decisamente importante. Per questo motivo attualmente non è prevedibile una data di completamento di questa parte (che comunque sarà attiva prima del prossimo rendiconto annuale); il software è comunque perfettamente utilizzabile, ed ha già consentito significativi risparmi grazie all individuazione di alcune perdite idriche e di alcune situazioni di consumo anomale. Esso è stato inoltre impiegato con successo per la definizione degli interventi di riqualificazione energetica più redditizi; per ulteriori informazioni si rimanda al manuale di SPICE stesso. Pag. 31

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