ENDOCRINOPATIE E ATTIVITA FISICA: OBESITA. Pavarin Camilla - Dietista S.C. Dietetica e Nutrizione Clinica A.O. Santa Croce e Carle - Cuneo

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1 ENDOCRINOPATIE E ATTIVITA FISICA: OBESITA Pavarin Camilla - Dietista S.C. Dietetica e Nutrizione Clinica A.O. Santa Croce e Carle - Cuneo

2 La situazione nutrizionale e le abitudini alimentari hanno un impatto considerevole sulla salute di una popolazione Un alimentazione ipercalorica e sbilanciata e il conseguente eccesso di peso rappresenta un fattore di rischio rilevante per le principali patologie croniche (cardiopatie ischemiche, alcune neoplasie, ictus, ipertensione, diabete mellito) ed è correlato con una riduzione di aspettative e qualità di vita

3 L obesità è un emergenza mondiale e la lotta per la sua prevenzione è un impegno che deve coinvolgere tutte le istituzioni Dati dell OMS mostrano che nel 2014 gli adulti in sovrappeso erano più di 1,9 miliardi e gli obesi più di 600 milioni.

4 L aumento dell obesità infantile è forse persino più allarmante. Oltre il 60% dei bambini che sono in sovrappeso prima della pubertà lo saranno anche nella fase iniziale dell età adulta, ciò riduce l età media di comparsa di patologie non trasmissibili ed influenza sensibilmente il carico dei servizi sanitari

5 Obesità DEFINIZIONE:L obesità è uno stato di eccedenza di tessuto adiposo. MISURE ANTROPOMETRICHE BMI RAPPORTO VITA - FIANCHI

6 L OMS nella pubblicazione Diet, nutrition and prevention of chronic diseases ha incluso l attività fisica regolare tra i fattori di cui è ben documentata la capacità di ridurre sensibilmente il rischio di obesità, diabete tipo2, CVD, osteoporosi e alcuni tipi di cancro Lo stile di vita sedentario è considerato tra i fattori di rischio più sicuri nel favorire l insorgenza dell obesità e del diabete tipo2.

7 Piano Sanitario Nazionale ha come obiettivo quello di ridurre il carico prevenibile ed evitabile di morbosità, mortalità e disabilità delle malattie croniche non trasmissibili (malattie cardiovascolari tumori patologie respiratorie croniche e diabete)

8 Come? sostenendo la riduzione dei fattori di rischio attraverso azioni concernenti: l Alimentazione, il Fumo, l Alcool e l Attività Fisica.

9 OKKIO ALLA SALUTE Nel 2014 i bambini in sovrappeso sono il 29% e i bambini obesi sono il 9% compresi i bambini severamente obesi che da soli sono il 2.2%

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14 I Determinanti dell Obesità Non praticare attività fisica a livelli raccomandati Presentare abitudini alimentari caratterizzate da elevata densità energetica e scarso potere saziante Allattamento al seno e appropriate pratiche di alimentazione complementare proteggono dallo sviluppo di obesità Molti aspetti dell ambiente sono obesogenici

15 IPERALIMENTAZIONE NON INTENZIONALE Alimenti ad alta densita calorica Fast-food Bevande energetiche

16 Determinanti dell attività fisica Scuole sempre più compiti Maggiore uso di mezzi pubblici e automobili canali televisivi attività fisica nei luoghi di lavoro Progettazione urbana

17 La progressiva diffusione di sovrappeso e obesità e l'assenza di una strategia di trattamento efficace costituiscono un terreno fertile per il proliferare di modelli terapeutici più o meno ortodossi

18 Si tratta sempre, di proposte destinate al fallimento a medio-lungo termine: il paziente inizialmente perde peso, poi riacquista tutti i chili perduti, supera il peso che aveva prima della dieta e innesca il fenomeno della sindrome dello yo yo che porta ad un progressivo incremento ponderale nel corso della vita.

19 LINEE GUIDA NICE 2015 SULL OBESITA I TRATTAMENTI DI PRIMA LINEA PER GLI ADULTI SOVRAPPESO E OBESI DEVONO ESSERE I CAMBIAMENTI DIETETICI E L ESERCIZIO FISICO..

20 LINEE GUIDA NICE 2015 SULL OBESITA SI DOVRANNO PREDISPORRE PISTE CICLABILI E PERCORSI PEDONALI SI DOVRA LIMITARE LA CIRCOLAZIONE A MEZZI A MOTORE SI DOVRANNO REALIZZARE EDIFICI E SPAZI PUBBLICI CAPACI DI INVOGLIARE I FREQUENTATORI A ESSERE FISICAMENTE PIU ATTIVI.

21 STANDARD DI CURA ITALIANI La terapia non farmacologica dell Obesità e Sovrappeso va pertanto indirizzata alla correzione di abitudini alimentari errate ed alla ripresa di un attività fisica compatibile con le condizioni cliniche attuali del paziente: in altre parole spesso occorre instaurare un programma di riabilitazione fisica e nutrizionale. L intervento di correzione dell obesità, in assenza di altre specifiche indicazioni terapeutiche, deve mirare alla riduzione di circa il 10% del peso iniziale, soprattutto nel caso di obesità di I o II grado, o di franco sovrappeso, in un tempo ragionevole, da 4 a sei mesi. Solo in caso di obesità di III grado la necessità della riduzione di peso iniziale risulta essere superiore a questa quota convenzionale del 10%.

22 APPROCCIO NUTRIZIONALE Definizione fabbisogno energetico Ripartizione tra CHO Lipidi e Proteine Definizione di schema giornaliero o settimanale o mensile Impostazione del numero di pasti

23 Definizione del fabbisogno energetico Metodi calorimetrici per la misurazione del dispendio energetico (calorimetria) Anamnesi alimentare Diario Alimentare

24 INTERVENTO NUTRIZIONALE DIETA AUMENTO ATTIVITA FISICA UTILIZZO DI STRATEGIE COMPORTAMENTALI

25 DIETA CARBOIDRATI 55% PROTEINE g/kg LIPIDI 30% FIBRA 30g/die

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27 L indice glicemico Numerosi studi evidenziano come diete a basso indice glicemico favoriscono : Il controllo del peso corporeo La riduzione dei fattori di rischio cardio-vascolari Il mantenimento di un normale livello di glicemia. L indice glicemico di un alimento rappresenta la sua capacità di innalzare la glicemia rispetto all'alimento di riferimento, rappresentato dal pane o dallo zucchero bianco

28 Il carico glicemico Il Carico glicemico misura il grado di risposta glicemica e la richiesta insulinica indotta da una specifica quantità di cibo. Riflette sia la qualità sia la quantità dei CHO della dieta. Carico Glicemico = (Indice Glicemico X Carboidrati) / 100

29 L indice glicemico deve essere considerato nella scelta degli alimenti da introdurre nella dieta quotidiana. In particolare gli alimenti con basso indice glicemico sono preferibili per il mantenimento del peso dopo una dieta ipocalorica. La dieta ipocalorica deve avere un basso carico glicemico

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32 ATTIVITA FISICA Un attività moderatamente intensa, come ad esempio camminare velocemente per 30 minuti, cinque giorni alla settimana, riduce nettamente la probabilità di sviluppare malattie cardio-vascolari e diabete tipo 2, ma per combattere l incremento ponderale devono essere proposti periodi maggiori di attività, come ad esempio camminare per minuti quotidianamente 32

33 I benefici prodotti dalla pratica regolare dell esercizio fisico dipendono dall ammontare del valore assoluto del dispendio energetico settimanale piuttosto che dall intensità dello sforzo praticato. Pertanto, poiché per indurre un calo ponderale è più importante la durata e la frequenza con cui si pratica l attività fisica che l intensità dell esercizio stesso, si preferisce consigliare una delle tante attività aerobiche, di lunga durata, di media intensità

34 Esercizio fisico e trattamento di sovrappeso e obesità Esiste un effetto dose-risposta tra la durata dell esercizio fisico e la riduzione del peso corporeo (Livello della prova III) Con meno di 150 min a settimana di esercizio fisico aerobico di intensità moderata in genere la riduzione ponderale è minima; con min a settimana la riduzione è modesta (2-3 kg in 6-12 mesi), con min a settimana la riduzione è di circa 5,0-7,5 kg in 6-12 mesi. (Livello della prova II, Forza della raccomandazione A). L attività fisica associata a restrizione calorica aumenta significativamente la perdita di peso. (Livello della prova I) L attività contro resistenza, associata o meno a restrizione calorica, non è efficace per la riduzione ponderale. (Livello della prova I) La persona con sovrappeso ed obesità richiede un attenta valutazione cardiopneumologica e ortopedica prima e durante l esecuzione del programma di esercizio fisico.

35 Esercizio fisico e prevenzione del recupero ponderale Dopo un calo ponderale significativo i livelli di attività fisica sono il miglior predittore del mantenimento del peso. (Livello della prova I). Per prevenire il reincremento ponderale sono necessari almeno 200 min a settimana di attività fisica di intensità moderata. (Livello della prova III, forza della raccomandazione A). 35

36 ATTIVITA IDONEA PER PAZIENTI IN SOVRAPPESO O OBESI Movimenti di facile esecuzione Approccio graduale al movimento Adattamento progressivo allo sforzo Intervento individualizzato attraverso carichi ed esercizi specifici adattati alle capacità fisico-motorie della persona

37 BARRIERE AL CAMBIAMENTO Fattori di natura economica o ambientale Mancanza di strutture adeguate Problemi fisici o di comorbilità associate Disagi legati a difficoltà relazionali e imbarazzo nel praticare esercizi di gruppo Motivazione e Pigrizia Sallis et al. 1997;Bauman et al. 2002; Yancey et al. 2004; Rennie et al. 2005;Humpel et al. 2006

38 CHIAVI DEL CAMBIAMENTO MOTIVAZIONE INDIVIDUALE SUPPORTO SOCIALE Sallis &Owen 1999

39 MOTIVAZIONE INDIVIDUALE Estremamente importante l utilizzo di tecniche di comunicazione personalizzate, soprattutto condotte da personale sanitario esperto e qualificato

40 SUPPORTO SOCIALE Aumentare accessibilità a cibi più sani Implementare alcune strutture per consentire uno stile di vita più attivo Favorire la disponibilità di impianti sportivi a basso costo ed idonei Aumentare il livello di sicurezza Iniziative sociali Incrementare e migliorare le ore di educazione fisica a scuola Istituire corsi di educazione alimentare a partire dalla scuola dell infanzia, condotti da dietisti qualificati

41 CONCLUSIONI

42 CONCLUSIONI Promuovere l attività fisica diventa quindi un azione di sanità pubblica prioritaria E indispensabile la presenza di un equipe multidisciplinare che possa seguire, motivare e aiutare il paziente ad adottare uno stile di vita più attivo tale da diventare una valida terapia antiobesità

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