INDICE PREMESSA... 2 OPERE DI CAPTAZIONE E REGIMAZIONE ACQUE METEORICHE... 8 OPERE DI RIPRISTINO DEL TERRENO E SISTEMAZIONE A VERDE...

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2 1 INDICE PREMESSA... 2 ELEMENTI DEL PIANO DI MANUTENZIONE... 3 PIANO DI MANUTENZIONE DELL OPERA... 3 MANUALE D USO... 3 MANUALE DI MANUTENZIONE... 3 PROGRAMA DI MANUTENZIONE... 3 CORPI D OPERA PREVISTI IN PROGETTO... 4 OPERE DI CAPTAZIONE E REGIMAZIONE ACQUE METEORICHE... 8 OPERE DI RIPRISTINO DEL TERRENO E SISTEMAZIONE A VERDE... 8

3 2 PREMESSA Il presente piano di manutenzione viene predisposto in riferimento all art. 33 e all art 38 della Sezione quarta: progetto esecutivo del D.P.R. 207 del 5 ottobre Regolamento di attuazione ed esecuzione del Decreto Legislativo 12 aprile 2006, n. 163 Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE" L art. 33 Documenti componenti il progetto esecutivo, tra gli altri documenti, prevede al comma e) la stesura del piano di manutenzione dell opera e delle sue parti; L art. 38 del regolamento Piano di manutenzione dell opera e delle sue parti definisce i contenuti del Piano di manutenzione come documento complementare al progetto esecutivo che prevede, pianifica e programma, tenendo conto degli elaborati progettuali esecutivi effettivamente realizzati, l attività di manutenzione dell intervento al fine di mantenerne nel tempo la funzionalità, le caratteristiche di qualità, l efficienza ed il valore economico. Le opere in progetto prevedono i Lavori di difesa idrogeologica e regimazione delle acque superficiali in località Vigne nel Comune di Farra d Alpago (BL) nell ambito di finanziamenti assegnati con Decreto in data 20/11/2008 (ricezione protocollo n del 28/11/2008) dal Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio, nel Programma di interventi urgenti per la riduzione del rischio idrogeologico Annualità 2008, assegnando quindi al Comune di Farra d Alpago un finanziamento di ,00. Nei presenti lavori relativi al primo stralcio funzionale l importo complessivo dell intervento ammonta ad ,00.

4 3 ELEMENTI DEL PIANO DI MANUTENZIONE PIANO DI MANUTENZIONE DELL OPERA Come previsto dalla normativa al comma 2 dell articolo precedentemente citato, il piano di manutenzione assume contenuto differenziato in relazione all importanza e alla specificità dell intervento, ed è costituito dai seguenti documenti operativi: il manuale d uso il manuale di manutenzione il programma di manutenzione MANUALE D USO Il manuale d uso si riferisce all uso delle parti più importanti dell opera ed in particolare agli elementi tecnologici dell opera e contiene l insieme delle informazioni atte a permettere all utente di conoscere le modalità di fruizione del bene pubblico. MANUALE DI MANUTENZIONE Il manuale di manutenzione si riferisce ancora alle manutenzione delle parti più importanti ed in particolare agli elementi tecnologici e specialistici dell opera; esso definisce le indicazioni per la corretta manutenzione, il riscontro delle anomalie e per il ricorso a ditte specializzate. PROGRAMA DI MANUTENZIONE Il programma di manutenzione prevede sostanzialmente il sistema dei controlli e di interventi da eseguire, a cadenze temporalmente prefissate in dipendenza dell opera, sempre ai fini di una corretta gestione del bene e delle sue parti. Di seguito si riportano i documenti sopracitati riferiti ai singoli corpi d opera al fine di individuare le prescrizioni per una corretta manutenzione nel tempo.

5 4 CORPI D OPERA PREVISTI IN PROGETTO Gli interventi proposti dal presente progetto definiti corpi d opera sono: 1. opere di captazione e regimazione delle acque meteoriche 2. sistemazione a verde Per meglio comprendere tali interventi proposti e produrre le conseguenti azioni per il piano di manutenzione delle opere, di seguito vengono descritte le opere divise per lotto operativo (vedi planimetria di progetto): Zona A: Tale zona d intervento è ubicata nel bacino idrografico più prossimo all abitato di Poiatte, ed è individuabile dalla fascia di rispetto relativa al maggiore dei corsi d acqua presenti nel bacino, che recapita le acque alle opere esistenti (briglie con vasche di dissipazione), realizzate una ventina d anni fa dai Servizi Forestali Regionali di Belluno. In concomitanza di importanti eventi meteorici di notevole intensità e media durata (12-24 ore), tali opere vanno puntualmente in crisi, provocando fenomeni di rigurgito lungo il tratto di collettore interrato riversando parte dell acqua raccolta direttamente sulla sede stradale della SP 422. L attraversamento è costituito da una tubazione in c.a. vibrocompresso del diametro di 80 cm. L intervento mira alla realizzazione di una linea primaria di drenaggio della lunghezza di circa 302 ml, che raccolga le acque dell attraversamento della strada di Costa Varola, per convogliarle lungo la linea di massima pendenza fino a monte dell ultima briglia esistente. Al nuovo corso d acqua principale verranno convogliate le acque di due corsi d acqua secondari presenti in zona, uno in sinistra orografica denominato A1 lungo 41,0 ml, ed uno in destra orografica denominato A2 della lunghezza di 155 ml circa. Il corso d acqua esistente presenta un percorso irregolare, che in sede di progetto s intende appunto rettificare, seguendo come detto la linea di massima pendenza. Prima di iniziare i lavori è stato previsto il taglio delle piante d alto fusto lungo una fascia di rispetto di circa 20 m posta a cavallo del corso d acqua. Il manufatto prescelto per questo tipo di opera, è la canaletta in legname di larice avente sezione trasversale trapezia. La sezione dello stesso è stata calcolata per un evento meteorico caratterizzato da un tempo di ritorno di 20 anni. Il profilo longitudinale del corso d acqua presenterà vari salti di fondo di altezza di 60 cm e 8 briglie in legname e pietrame (h=1,5 m), che consentiranno di dissipare energia lungo le varie livellette impostate a pendenza costante. Il corso d acqua secondario ubicato in sinistra orografica (A1), ad accentuata pendenza verrà realizzato anch esso con una canaletta in legname di larice, con gli stessi accorgimenti sopraindicati, mentre il corso d acqua A2 ubicato in destra orografica, a pendenza più contenuta, sarà semplicemente costituito da un canale in terra a sezione trapezoidale. Le sponde dello stesso verranno consolidate e protette, mediante la formazione di manto erboso, realizzato mediante idrosemina di un biocomposto distribuito sul terreno in fasi diverse e costituito da: un miscuglio di sementi di specie erbacee preparatorie a funzione miglioratrice e di primo rinsaldamento. Zona B: Tale zona d intervento è ubicata pochi metri a nord rispetto al corso d acqua relativo alla zona A e nel medesimo bacino idrografico. Dal punto di vista idraulico, in caso di eventi meteorici critici, il corso d acqua in esame presenta una portata dello stesso ordine di grandezza del precedente. Scopo del presente intervento è quindi anche la ridefinizione ed il riequilibrio delle portate dei due corsi d acqua presenti nel medesimo bacino idrografico, assegnando (vedi relazione idraulica) una portata maggiore al collettore B. Tale scelta è giustificata anche dal fatto che l attraversamento stradale esistente presenta una tubazione in c.a. vibrocompresso del diametro interno pari a 100

6 5 cm e quindi superiore al collettore A disposto a sud. Nella zona B sono localizzate varie aree di ristagno delle acque, in special modo nella zona a valle della strada di Costa Varola fino al limite di affioramento delle rocce. Questa zona si trova all interno del corpo di frana, per cui dovranno necessariamente essere realizzate alcune trincee drenanti della profondità media di circa 2 m, allo scopo di emungere la maggiore quantità d acqua possibile. Prima di iniziare i lavori è stato previsto il taglio delle piante d alto fusto lungo una fascia di rispetto di 20 m circa posta a cavallo del corso d acqua. Il corso d acqua naturale esistente, presenta un percorso per alcuni tratti irregolare e tortuoso, che in caso di intense precipitazioni può cambiare addirittura sedime, con un conseguente regime idraulico casuale e caotico, che di fatto non fa che peggiorare le condizioni idrogeologiche dell intera zona. In testa ad alcune trincee, verrà posizionata una canaletta d acciaio zincato tipo finsider, allo scopo di captare le acque di ruscellamento superficiale presenti nella zona in esame. Sia le acque captate in profondità all interno del corpo di frana, che le acque superficiali di ruscellamento, verranno indirizzate appunto al nuovo collettore in progetto denominato B. Anche in questo caso il manufatto prescelto per questo tipo di opera, è la canaletta in legname di larice avente sezione trasversale trapezia. La sezione dello stesso è stata calcolata per un evento meteorico caratterizzato da un tempo di ritorno di 20 anni. Il profilo longitudinale del corso d acqua della lunghezza di circa 406 ml, presenterà vari salti di fondo di altezza di 60 cm e 6 briglie in legname e pietrame (h=1,5 m), che consentiranno di dissipare energia lungo le varie livellette impostate a pendenza costante. Altre trincee drenanti verranno realizzate nella zona terminale del corso d acqua per captare alcune venute d acqua (piccole sorgenti). Anche in questo caso, l intervento mira alla realizzazione di una linea primaria di drenaggio, che convogli le acque lungo la linea di massima pendenza fino all attraversamento della Strada Provinciale n Come già evidenziato l attraversamento è costituito da una tubazione in c.a. vibrocompresso del diametro di 100 cm. L intervento in progetto si protrae anche a valle della sede stradale della SP 422, con la realizzazione di un cunettone (sezione trapezia) eseguito con pietrame posato nello spessore di cm ad opera incerta, posto su letto di conglomerato cementizio, dello spessore non inferiore a cm 25, dosato a kg 300 di cemento tipo R325 per m³ di inerte. Tale opera si rende necessaria per ottenere la rettifica del tracciato esistente, migliorandone di conseguenza sia la capacità di portata che l aspetto visivo della zona stessa posta in prossimità del Lago di Santa Croce. Le piante d alto fusto presenti in zona, sono già state abbattute in occasione dell Esercitazione di Protezione Civile dello scorso 10 aprile Zona C: La zona d intervento C è ubicata appena a valle della Strada di Costa Varola, il cui tratto di circa 35 metri lineari si trova a giacere su un importante nicchia di frana, come si può evincere dalla relazione geologica redatta dal Dott. Luca Salti e dalla planimetria di rilievo in allegato al progetto. In tale tratto la sede stradale presenta un cedimento dell ordine dei 30 cm, che coinvolge entrambe le carreggiate, come testimonia la foto sopra riportata. In particolare, come indicato nella carta geologica di dettaglio, la carreggiata di valle è segnata da un cedimento profondo lungo in totale 35m, e nella parte più deformata 15 m. Il continuo cedimento causa l inacessibilità della strada ed è necessario consolidamento a lungo termine. Con un escavatore da 40 quintali sono state realizzate tre distinte trincee esplorative che hanno permesso di raggiungere un buon dettaglio del modello del sottosuolo. La posizione delle trincee è indicata nella carta geologica di dettaglio (All.3). Dalle indagini eseguite è emerso un terreno incoerente di spessore di 2 m (deposito colluviale di vecchia frana) poggiante sul substrato roccioso disposto a frana poggio. La frana ha una larghezza complessiva di 35 m, una lunghezza lungo la linea di massima pendenza di circa m, e uno spessore medio riscontrato di 2m.

7 6 Il volume stimato della massa franosa è di circa 2500 mc. La frana è classificabile come scivolamento rototraslativo in quanto è caratterizzata da uno scivolamento principalmente traslativo lungo la superficie di contatto con le marne sottostanti. La massa però presenta delle deformazioni a componente rotazionale. Le velocità dinamiche sono medie in quanto si aggirano sull ordine di qualche centimetro all anno. Questo causa i continui cedimenti della carreggiata stradale. Lo scopo del presente intervento è quindi quello di preservare la funzionalità della strada di Costa Varola, realizzando due trincee drenanti della profondità di 2 metri, lungo la linea di massima pendenza allo scopo di captare ed allontanare di continuo le acque profonde presenti nel corpo di frana per consegnarle a valle ad una canaletta d acciaio zincato tipo finsider, posata per captare ed allontanare anche le acque di ruscellamento. Alle suddette trincee drenanti, verrà collegato il pozzetto esistente sul lato di monte della sede stradale in modo da smaltire correttamente tutte le acque meteoriche captate nella zona. Per maggiori dettagli si veda il particolare costruttivo delle opere in progetto. Zona D: La zona in esame è rappresentata dal bacino idrografico più prossimo all abitato del Villaggio Riviera. Esso è caratterizzato comunque da pendii geologicamente stabili. Tale zona d intervento, nella parte terminale (appena a monte della sede stradale della SP 422), presenta alcuni insediamenti abitativi isolati. Tali abitazioni, in occasione di eventi meteorici critici sono minacciate dalle acque superficiali di ruscellamento, che vista l estensione del bacino scendono verso valle in quantità considerevole. A tale proposito, in questa sede si propone d intervenire con un semplice intervento di manutenzione straordinaria e di regimazione delle acque superficiali, che prevede la ricalibratura della linea principale di drenaggio costituita compluvio naturale in terra che scende localmente lungo la linea di massima pendenza per poi convogliare le acque alle opere esistenti posta a monte dell attraversamento della SP 422, per poi scaricarle al vicino Lago di Santa Croce. A monte degli edifici, verrà realizzata un ulteriore opera di protezione anch essa costituita da un canale in terra, atta a captare le acque superficiali di ruscellamento della parte superiore del bacino, per conferirle adeguatamente al corpo idrico ricettore in progetto. In questo modo, oltre alla corretta regimazione delle acque superficiali, si riuscirà ad alleggerire notevolmente il carico idraulico a cui sono soggette le opere di captazione collocate a tergo delle abitazioni, che puntualmente vanno in sofferenza. 1. OPERE DI CAPTAZIONE E REGIMAZIONE ACQUE METEORICHE E prevista la realizzazione di una ramificazione di trincee drenanti per la captazione e l allontanamento delle acque sotterrane. Le trincee sono composte da tubazione in pvc microfessurata flessibile del diametro di mm 200 avvolta per l altezza dello scavo realizzato (m 1,5 di profondità) da ghiaione drenante avvolto perimetralmente da geotessile T.N.T. Le acque profonde e meteoriche superficiali captate, saranno convogliate su idonei percorsi realizzati con canalette in pietrame, briglie e salti di fondo per la dissipazione dell energia e convogliate a valle verso gli attraversamenti stradali presenti in corrispondenza della SP 422 e consegnate al Lago di Santa Croce. Tali abitazioni, in occasione di eventi meteorici critici sono minacciate dalle acque superficiali di ruscellamento, che vista l estensione del bacino scendono verso valle in quantità considerevole. A tale proposito, in questa sede si propone d intervenire con un semplice intervento di manutenzione straordinaria e di regimazione delle acque superficiali, che prevede la ricalibratura della linea principale di drenaggio costituita compluvio naturale in terra che scende localmente lungo la linea di massima pendenza per poi convogliare le acque alle

8 7 opere esistenti posta a monte dell attraversamento della SP 422, per poi scaricarle al vicino Lago di Santa Croce. A monte degli edifici, verrà realizzata un ulteriore opera di protezione anch essa costituita da un canale in terra, atta a captare le acque superficiali di ruscellamento della parte superiore del bacino, per conferirle adeguatamente al corpo idrico ricettore in progetto. In questo modo, oltre alla corretta regimazione delle acque superficiali, si riuscirà ad alleggerire notevolmente il carico idraulico a cui sono soggette le opere di captazione collocate a tergo delle abitazioni, che puntualmente vanno in sofferenza.

9 8 2. OPERE DI RIPRISTINO DEL TERRENO E SISTEMAZIONE A VERDE Completate le trincee drenanti, e le opere per la regimazione delle acque superficiali (canalette in legname, briglie e salti di fondo per dissipazione), il versante interessato dalle opere verrà riprofilato da materiale inerte e terra vegetale proveniente dagli scavi effettuati in cantiere. Successivamente tutte le superfici saranno consolidate mediante rinverdimenti ed in alcune zone con trattamento di idrosemina. OPERE DI CAPTAZIONE E REGIMAZIONE ACQUE METEORICHE MODALITA D USO Si dovrà verificare che le opere per la captazione, l allontanamento delle acque profonde (trincee drenanti, tubazione di scarico e pozzetti d ispezione) risultino funzionali e non intasate. Si dovrà verificare che i corsi d acqua realizzati con opere di ingegneria naturalistica, ovvero canalette in legname, briglie e salti di fondo per dissipazione, risultino integre, funzionanti e non intasate da materiale lapideo trasportato a vale in occasione di eventi meteorici critici. MANUALE DI MANUTENZIONE Anomalie riscontrabili Intasamento dei pozzetti d ispezione, della condotta di trasporto a valle delle acque raccolte dalle trincee drenanti e delle canalette in legname. Distacchi della condotta o assestamento dei pozzetti per possibili movimentazioni. Distacchi ed usura di elementi in legname delle briglie e canalette. manutenzione eseguibile direttamente dal gestore attraverso sopralluoghi dovranno essere ispezionati i pozzetti di convogliamento e la condotta di allontanamento sottostrada delle acque provenienti dalle trincee drenanti. Operazioni di disintasamento e pulizia della condotta e di pozzetti. Ripristini di chiusini danneggiati. Ripristino e/o sostituzione delle parti in legname soggette a distacco, ammalorate e usurate. PROGRAMMA DI MANUTENZIONE controllo: Tipologia: a vista Frequenza: semestrale o a seguito di eventi meteorici di consistente intensità OPERE DI RIPRISTINO DEL TERRENO E SISTEMAZIONE A VERDE MODALITA D USO Il ripristino del terreno viene predisposta attraverso la seguente successione: Riprofilatura del versante interessato dai dissesti mediante ricariche con materiale proveniente dagli scavi ritenuti idonei dalla D.L. Compattazione sistemazione superficiale con trattamento di rinverdimento potenziato a pressione per il consolidamento dello strato corticale.

10 9 MANUALE DI MANUTENZIONE Anomalie riscontrabili ruscellamenti delle acque meteoriche; piccoli scoscendimenti che potrebbero innescare fenomeni di instabilità più consistenti; essiccazione del manto erboso; discontinuità del versante con fenomeni di assestamento e tagli trasversali manutenzione eseguibile direttamente dal gestore lo sfalcio sul versante che permette un controllo sulla frana; vanno vietati i pascoli di bestiame; monitoraggio con sistemi manuali documentabili per controllarne le evoluzioni; seminagioni integrative per l attecchimento del manto erboso. PROGRAMMA DI MANUTENZIONE controllo: Tipologia: a vista Frequenza: semestrale o a seguito di eventi meteorici di consistente intensità

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