Finanza comportamentale LE SOLUZIONI AI 15 CLASSICI ERRORI DEGLI INVESTITORI

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1 EDIZIONE SPECIALE PER Finanza comportamentale LE SOLUZIONI AI 15 CLASSICI ERRORI DEGLI INVESTITORI Un approccio alternativo per risparmio e investimenti

2 INVEST BOND Una rendita supplementare? 5,25% tutti gli anni, per i prossimi 10 anni fino a un massimo di 15. Obbligazioni INVEST BOND 5,25% Codice ISIN Cedola Pagamento Cedola Scadenza XS ,25% annuale 31/01/2026 Esemplifi cazioni di Investimento e rendita Importo investito Cedola annuale lorda Cedola annuale netta Proiezione mensile ,5 45,9 3, ,5 229,7 19, , ,4 95, , ,8 382, , , ,1 Per maggiori informazioni: numero verde visita la tua banca di fiducia

3 Prefazione I l crescente interesse mostrato dagli investitori con cui giornalmente ci confrontiamo e i risultati accademici presentati in numerose pubblicazioni ci hanno spinto ad affrontare un tema affascinante come quello della finanza comportamentale. A differenza della teoria finanziaria tradizionale secondo cui i mercati finanziari si basano sul concetto di efficienza e assoluta razionalità, questa disciplina affronta la sfida di interpretare l andamento erratico dei mercati e il comportamento soggettivo degli investitori. Il lavoro che presentiamo è stato sviluppato con la finalità di fornire una utile guida agli investitori, nel ambito di un ampio progetto di educazione finanziaria. La prima parte della pubblicazione è pensata quale introduzione propedeutica alla materia ove vengono ripresi concetti base quali risparmio, investimento, rapporto rischio/rendimento e asset allocation. La sezione di approfondimento è invece dedicata all analisi dei mercati gestiti da Borsa Italiana ove si concentrano gli scambi della maggior parte degli strumenti finanziari negoziabili. Per l analisi specifica della finanza comportamentale ci siamo affidati alla preziosa collaborazione di due professori universitari, tra i massimi esperti nazionali della materia, che hanno affrontato in maniera semplice ed efficace i concetti base della disciplina. Di particolare interesse la sezione dedicata alla consulenza finanziaria che può rappresentare anche secondo un approccio comportamentale un reale valore aggiunto per indirizzare al meglio le scelte di investimento dei singoli risparmiatori. Da non perdere l appendice della pubblicazione in cui vengono descritti i 15 classici errori commessi dagli investitori con indicazione delle possibili soluzioni. Buona lettura Marco Berton Direttore responsabile - Brown Editore Gabriele Villa Head of Private Investors London Stock Exchange Group

4 Società del gruppo

5 Capitolo 1 Indice PREFAZIONE 1 1 Risparmio e investimenti 4 a cura di Borsa Italiana e Brown Editore 1.1 Risparmio e investimenti Rischio e rendimento Il risparmio gestito: fondi comuni di investimento I mercati gestiti da Borsa Italiana London Stock Exchange 9 2 Finanza comportamentale 26 a cura del prof.ugo Rigoni e del prof. Enrico Maria Cervellati 2.1 Introduzione alla disciplina Gli errori nelle scelte di investimento Le decisioni d investimento e i portafogli degli investitori La correzione delle anomalie nelle scelte di investimento La previdenza integrativa Il risparmio gestito 56 BIBLIOGRAFIA 59 APPENDICE Soluzioni ai 15 errori classici dell investitore 62 Pubblicazione chiusa in redazione il 15/03/2011 istock International Inc

6 Capitolo 1 Risparmio e investimenti Risparmio e investimenti sono elementi chiavi per la crescita economica di una nazione. La consulenza finanziaria professionale consente di stabilire un profilo accurato delle esigenze, della propensione al rischio e dell orizzonte temporale del singolo investitore 1.1 RISPARMIO E INVESTIMENTI La letteratura economica definisce il risparmio come la quota del reddito generato da persone, imprese o pubblica amministrazione che non viene indirizzata verso i consumi ma che viene accantonata per essere spesa in un momento successivo. Lo scopo del risparmio, quindi, è quello di poter disporre in un secondo momento delle risorse non utilizzate. Il tutto per far fronte a spese impreviste (risparmio precauzionale), per garantirsi un reddito futuro oltre a quello offerto dal sistema pensionistico (risparmio previdenziale), per lasciare un eredità o, infine, per effettuare nel futuro un investimento di rilevanti dimensioni quale ad esempio l acquisto di un bene durevole (automobili, casa, etc.). Dividendo gli attori economici in tre grandi categorie, famiglie, imprese e pubblica amministrazione, si assume solitamente che solamente le famiglie siano complessivamente risparmiatrici nette. Imprese private e pubblica amministrazione, invece, non vengono associate al concetto di risparmio in quanto solitamente sono soggetti che richiedono al sistema risorse finanziarie in aggiunta a quelle di cui dispongono. Il risparmio di questi soggetti ha un valore negativo che deve essere finanziato direttamente dalle famiglie attraverso la cessione di titoli (azioni e obbligazioni) oppure indirettamente, ricorrendo al credito bancario. Le banche, a loro volta, finanziano i propri impieghi ricorrendo ai depositi delle famiglie. In questo senso si può dunque parlare di settori in surplus o in deficit dell economia. Senza addentrarsi troppo nei meandri della teoria economica, si può affermare che il risparmio è un elemento vitale per incrementare la quantità di capitale fisso disponibile per le aziende e che quindi contribuisce in maniera diretta alla crescita economica di una nazione. Dobbiamo anche precisare che un aumento del risparmio non si traduce necessariamente in un aumento diretto degli investimenti. Se i risparmi vengono infatti 4

7 Capitolo 1 messi da parte in maniera infruttuosa anziché essere depositati presso un intermediario finanziario o investiti nell acquisto di titoli, non c è possibilità che tali risparmi vengano impiegati come investimento dalle imprese. In altre parole il risparmio può aumentare senza che cresca l investimento, causando paradossalmente una diminuzione della domanda e quindi contrazione anziché crescita economica. Nella finanza personale, il risparmio corrisponde alla conservazione del valore nominale del denaro per utilizzi futuri al fine di creare, ad esempio, un fondo di emergenza per l acquisto di beni durevoli come una casa o un auto, oppure in previsione di spese future, nonostante la possibilità (tutt altro che remota) che l inflazione ne eroda il valore reale. Può essere usato per questi scopi un conto di deposito che paga generalmente un interesse in grado di coprire, totalmente o parzialmente, la perdita di valore reale. Il denaro utilizzato per acquistare azioni, depositato in uno strumento di investimento collettivo (ad esempio in un fondo comune) o utilizzato in generale per acquistare un titolo rischioso, viene considerato un investimento finanziario. Questa distinzione è fondamentale perché il rischio connesso in questa forma di investimento può causare una perdita in conto capitale se, al momento del realizzo, il valore del titolo è diminuito rispetto al momento in cui il titolo stesso è stato acquistato. A diversi livelli di rischio desiderati corrispondono diversi tassi di rendimento attesi, tanto che, per alcuni conti di deposito privi di rischio, il tasso d interesse può risultare insufficiente a coprire la perdita di valore reale dovuta all inflazione. Spesso accade che i termini risparmio e investimento vengano confusi ed utilizzati in maniera intercambiabile. Ad esempio molti conti di deposito sono etichettati come conti di investimento dalle banche per chiare finalità di marketing. Per investimento, invece, si deve intendere un impiego delle risorse il cui obiettivo è l aumento delle disponibilità in termini reali. Appare quindi evidente la differenza tra il concetto di risparmio e quello di investimento, nel quale è necessariamente presente l elemento di rischio. 1.2 RISCHIO E RENDIMENTO IL RISCHIO FINANZIARIO In campo finanziario, il rischio è l incertezza legata al valore futuro di un attività o di uno strumento finanziario o, più in generale, di un qualsiasi investimento. Un attività patrimoniale si definisce rischiosa se il flusso monetario che produce è almeno in parte casuale, cioè non è conosciuto in anticipo con certezza. Un titolo azionario è un classico esempio di attività rischiosa: non si può sapere se il prezzo aumenterà o diminuirà nel tempo, né se la società che lo ha emesso pagherà periodicamente i dividendi. Per quanto i titoli azionari siano considerati attività rischiose per eccellenza, in realtà ne esistono molte altre. Nel IL RI SCHIO RAPPRESENTA L INCERTEZZA SUL VALORE FUTURO DI UN INVESTI MENTO caso dei titoli obbligazionari, la società emittente potrebbe fallire e non restituire il capitale o non corrispondere gli interessi ai sottoscrittori. Gli stessi titoli di Stato che maturano a 10 o 20 anni sono rischiosi: per quanto sia fortemente improbabile che il governo di un paese industrializzato vada in default (cioè non sia in grado di pagare quanto dovuto), il tasso d inflazione può aumentare inaspettatamente, riducendo il valore reale degli interessi e del capitale restituito alla scadenza, e dunque il valore del titolo. Un attività priva di rischio o risk-free garantisce un flusso monetario certo. I titoli di Stato a breve termine dei paesi più avanzati (come i Treasury Bill americani o i BOT italiani) sono privi o quasi di rischio. Giungendo a scadenza nel volgere di pochi mesi, il rischio legato a un aumento inatteso dell inflazione è esiguo, e si può essere ragionevolmente certi che il governo non mancherà di corrispondere alla scadenza il capitale e gli interessi. Altri esempi di attività risk-free sono i depositi bancari a vista e i certificati di deposito a breve termine. 5

8 LA GESTIONE DEL RISCHIO Gestire il rischio significa mettere in atto tutti gli accorgimenti necessari a controllare i fattori di incertezza legati a un attività e a limitare gli effetti di potenziali eventi avversi. Nel caso dell attività di compravendita di strumenti finanziari, la gestione del rischio si basa sulla distinzione fra potenziale di opportunità (upside risk) e potenziale di pericolo (downside risk). Dal momento che l impiego del risparmio ha come obiettivo l ottenimento del massimo rendimento, la gestione del rischio di un portafoglio finanziario sarà volta a limitare il più possibile il verificarsi degli eventi negativi e a minimizzarne il relativo impatto, cercando di non ostacolare il verificarsi di eventi positivi. In altri termini, la gestione del rischio finanziario consiste nel minimizzare il downside risk, senza limitare troppo l upside risk. L INVESTMENTO HA COME OBIETTIVO QUELLOL DI AUMENTARE LE DISPONIBILITÀ IN TERMINI REAL I, AL NETTO QUINDI DELL INFL LAZIONE Gestire professionalmente il rischio di un portafoglio finanziario significa procedere a una sequenza di valutazioni - relative sia alle singole attività incluse nel portafoglio, sia ai rapporti di relazione fra queste, sia al portafoglio nel suo complesso - tale da permettere un accurata pianificazione del rischio a cui il portafoglio viene esposto. Queste analisi consentono di definire una banda di oscillazione ideale del portafoglio - il cosiddetto profilo rischio/ rendimento - e stabilire le azioni da intraprendere nel caso in cui il suo valore oscilli oltre la soglia prevista. L attività di valutazione e analisi dei rischi parte quindi dalla stima della probabilità e del possibile impatto dei singoli eventi rischiosi, per giungere alla composizione di un quadro generale dei fattori d incertezza a cui il portafoglio è esposto. A conclusione dell attività di analisi e valutazione, il rapporto tra le opportunità e i rischi legati all investimento dovrà bilanciare le aspettative e le esigenze del risparmiatore. IL RENDIMENTO DI UNA ATTIVITÀ FINANZIARIA Gli individui acquistano e detengono attività finanziarie per godere del flusso monetario che producono. Per confrontare due attività, è utile considerare questo flusso in relazione al valore o al prezzo dell attività stessa. Il rendimento di un attività è il flusso monetario totale generato - inclusi i guadagni o le perdite in conto capitale - espresso come frazione del suo prezzo. Quando si investono i propri risparmi in azioni, obbligazioni, immobili o altre attività, di solito si spera di ottenere un rendimento superiore al tasso d inflazione, in modo da compensare con il rendimento la perdita del potere d acquisto della moneta. Per questa ragione, i rendimenti sono spesso espressi in termini reali, ovvero al netto dell inflazione. Il rendimento reale di un attività patrimoniale è pari alla differenza fra il tasso di rendimento nominale e il tasso d inflazione. Dato che la maggior parte delle attività sono rischiose, un investitore non può sapere in anticipo i rendimenti che otterrà l anno successivo. Per esempio, il corso di un titolo azionario può tanto aumentare quanto diminuire. Il rendimento atteso di un attività è il valore atteso del suo rendimento, cioè il rendimento che dovrebbe produrre in media. In alcuni anni, il rendimento effettivo può essere molto più elevato di quello atteso, e in altri molto inferiore. Ma nel lungo periodo, il rendimento medio effettivo dovrebbe essere prossimo al rendimento atteso. Attività diverse hanno rendimenti attesi diversi. Per esempio, nell ottobre 2005 il rendimento atteso reale di un Treasury Bill americano era inferiore all 1%, mentre quello di un portafoglio di titoli rappresentativi della borsa di New York (NYSE) era superiore al 9%. Ma se la differenza di rendimento atteso era così marcata, perché c erano milioni di persone disposte ad acquistare un Treasury Bill? Perché la domanda di un attività non dipende solo dal rendimento atteso, ma anche dal rischio: le azioni hanno un rendimento atteso più elevato dei titoli di stato, ma sono anche più rischiose. Questi dati suggeriscono che quanto maggiore è il rendimento atteso di un attività, tanto maggiore è il rischio che comporta. Se l investimento è correttamente diversificato, questo corrisponde al vero. In conseguenza, l investitore avverso al rischio deve trovare il giusto equilibrio tra rendimento atteso e rischio 6

9 Capitolo 1 IL RENDIMENTO E IL PREMIO AL RISCHIO Il rendimento di un titolo finanziario viene definito in questo modo: l investitore paga un certo prezzo di acquisto, diciamo pari a 100, e alla fine dell anno valuta la propria posizione utilizzando il prezzo di mercato dell attività, supponiamo pari a 110, tenendo conto naturalmente dei dividendi o delle cedole percepiti durante l anno, ad esempio pari a 5. In questo esempio il valore finale dell investimento è di 115 (10 di prezzo finale e 5 di dividendo) e deve essere confrontato con un investimento iniziale di 100. Il rendimento complessivo è del 15%. Si tratta di un rendimento soddisfacente? Dipende dalle alternative disponibili. Un alternativa è senz altro rappresentata dall investimento in un titolo senza rischio annuale, che offre con certezza un tasso di interesse. Supponiamo che il tasso di interesse sia del 5%. Il rendimento del 15% è senz altro più alto del 5%, ma occorre tenere presente che l investimento nel titolo finanziario comporta una certa dose di rischio. Invece di avere un prezzo finale di 110, il titolo avrebbe potuto avere un prezzo finale pari ad 80 che, assieme al dividendo di 5, avrebbe comportato un rendimento complessivo di -15%. Se l investimento nel titolo è rischioso, non è corretto confrontare il rendimento finale del 15% con il tasso di interesse del 5%, in quanto l investitore sarà disposto ad investire in un titolo rischioso anziché in un titolo senza rischio solo in presenza di una adeguata remunerazione. Occorre da una parte tenere conto di tutti gli scenari possibili del rendimento rischioso, calcolando il rendimento atteso, e dall altra parte considerare l alternativa sommando al tasso di interesse anche la remunerazione necessaria a compensare il rischio che si corre, definito premio per il rischio. Se ad esempio ci sono solo due scenari possibili di rendimento del titolo rischioso, +15% e -15%, e se la probabilità del primo scenario è del 90% mentre quella del secondo scenario è del 10%, si ottiene un rendimento atteso pari a nove decimi di +15% e ad un decimo di -15%, per ottenere un risultato finale di +12%. Se il premio per il rischio è ad esempio del 5%, allora il rendimento atteso del 12% si confronta favorevolmente con la somma del tasso di interesse e del premio per il rischio, pari a 10%. 1.3 ASSET ALLOCATION: L IMPORTANZA DELLA DIVERSIFICAZIONE Quella dell asset allocation è la scelta strategica fondamentale in una decisione di portafoglio, sia nel caso ci si affidi a un gestore professionale, sia se si decide di gestire direttamente il proprio portafoglio. E lo è per la semplice ragione che, oltre a definire il profilo rischiorendimento del portafoglio, l asset allocation influenza più di ogni altra decisione la variabilità della performance del portafoglio. Le classi di attività che si prendono in considerazione nella definizione di una asset allocation sono liquidità, obbligazioni e azioni. Data la diversa esposizione al rischio e il diverso potenziale di rendimento che caratterizza ogni classe di attività, la composizione di queste tre classi di attività finanziarie in un portafoglio è in grado di soddisfare, data la sua propensione al rischio, gli obiettivi di risparmio di qualsiasi individuo. Purtroppo, non esiste una soluzione standardizzata per la determinazione della asset allocation ideale per un singolo individuo. In generale, però l esposizione di un portafoglio ai mercati azionari sarà tanto L INCERTEZZA SULL LE SCELTE DI ASSET ALL LOCATION CONSIGL IANO DI AFFIDARSI AD UN PROFESSIONISTA DEL SETTORE FINANZIARIO maggiore quanto più alte sono la propensione al rischio dell investitore e il suo orizzonte temporale. Questo perché i mercati azionari garantiscono storicamente un più elevato rendimento come premio per il rischio che comportano, ma allo stesso tempo sono più volatili nel breve periodo. Per esempio, chi avesse investito in un portafoglio con una elevata componente azionaria negli anni 1990, avrebbe dovuto affrontare ingenti perdite nel biennio

10 Solo oggi il mercato sta recuperando le posizioni perse, ma quello stesso shock potrebbe non avere lo stesso peso (in termini di rendimento) nel 2010 e, ancor più, nel 2020, quando non sarebbe considerato altrimenti che come un piccolo incidente di percorso. Al contrario, la componente di liquidità del portafoglio garantisce una certa sicurezza nel caso si debba realizzare rapidamente una parte dell investimento. Ma, d altra parte, quanto maggiore è la componente di liquidità del portafoglio, tanto minore è il suo rendimento potenziale complessivo, dato che a livelli bassi di rischio corrispondono livelli altrettanto bassi di rendimento. La difficoltà di compiere una scelta razionale riguardo all asset allocation, suggerisce a molti di affidarsi alla consulenza di una società finanziaria, in grado di stabilire un profilo accurato delle esigenze, della propensione al rischio e dell orizzonte temporale. Esistono anche software che possono aiutare il singolo risparmiatore a definire un asset allocation adatta a soddisfare i propri bisogni e le proprie aspettative. Molti di questi sono accessibili gratuitamente su internet. In ogni caso, è vivamente consigliabile il ricorso ad un supporto professionale nel definire una scelta così importante. 1.4 IL RISPARMIO GESTITO: FONDI COMUNI DI INVESTIMENTO Il risparmio gestito può essere definito come la quota di risparmio personale affidata dal singolo ad uno o più gestori professionali che, nell ambito di un mandato ricevuto, provvedono ad amministrare le risorse loro conferite. Con l espressione risparmio gestito si fa dunque riferimento alle attività di gestione professionale del risparmio operate dai fondi comuni di investimento mobiliare e dalle SICAV, all attività di gestione di patrimoni mobiliari individuali (GPM) effettuata da banche e da società d intermediazione mobiliare (SIM), nonché alle attività di investimento per conto dei risparmiatori operate dai fondi pensione e dalle compagnie di assicurazione nell ambito della cosiddetta previdenza complementare. I prodotti finanziari rientranti nell ambito del risparmio gestito si distinguono da quelli dell intermediazione bancaria tradizionale, che mediante la raccolta di depositi e l erogazione di impieghi, attua una radicale trasformazione delle caratteristiche degli strumenti finanziari. Nel caso dei fondi comuni e delle gestioni individuali di patrimoni mobiliari si realizza una completa traslazione sugli investitori del rischio proveniente dalle oscillazioni di valore dei titoli detenuti in portafoglio e dalle possibili differenze temporali tra le esigenze finanziarie dei soggetti in deficit ed in surplus. Accanto alla nozione più ampia di risparmio gestito, usualmente utilizzata nelle statistiche internazionali, che ricomprende le gestioni di patrimoni individuali, gli I FONDI PENSIONE RI SPONDONO ALLE ESIGENZE DI NATURA PREVI DENZI ALE DEGLI INVESTI ITOR I OICR (fondi comuni di investimento e SICAV), le assicurazioni sulla vita e i fondi pensione, spesso ci si richiama ad una nozione più ristretta comprendente le sole gestioni di portafogli, collettive e individuali. Con il termine gestioni collettive sono da intendersi le gestioni dei fondi comuni di investimento mobiliare e le SICAV. FONDI COMUNI E FONDI PENSIONE I fondi comuni sono quindi patrimoni collettivi costituiti con i capitali raccolti da una pluralità di risparmiatori, ciascuno dei quali detiene un numero di quote proporzionali all importo che ha versato. Il sottoscrittore di una quota di fondo comune di investimento accetta implicitamente il rischio e il rendimento associati al portafoglio scelto: se il valore del portafoglio aumenta, il sottoscrittore ne trae beneficio; se diminuisce, ne sopporta la perdita. Rispetto a un investimento diretto in azioni o obbligazioni, il vantaggio offerto dal fondo comune di investimento è l accesso alla diversificazione di portafoglio, anche disponendo di risorse mi- 8

11 nime: chi investe in attività finanziarie più di ogni altro dovrebbe rammentare che non si devono mettere tutte le uova nello stesso cesto. Il valore di una singola azione o obbligazione è legato alle fortune di una singola impresa, quindi detenere azioni o obbligazioni di un solo tipo è molto rischioso; assai meno rischioso è un portafoglio che contiene diversi tipi di azioni o di obbligazioni, perché le sorti di una singola impresa possono influire solo su una parte modesta del patrimonio. I fondi comuni rendono facile l accesso a portafogli diversificati: oggi chiunque può sottoscrivere una quota di un fondo comune e diventare di conseguenza comproprietario o creditore di centinaia di imprese diverse. Un secondo vantaggio riconosciuto ai fondi comuni è legato alla competenza professionale di chi ne gestisce gli investimenti: i gestori di fondi comuni di investimento tengono sotto stretto controllo le tendenze e gli andamenti dei mercati finanziari nei quali sono presenti e acquistano i titoli delle imprese che considerano più promettenti. Questa gestione professionale garantisce un rendimento migliore sulle somme date in gestione al fondo. Gli strumenti finanziari di previdenza complementare, tipicamente i fondi pensione, consentono invece ai risparmiatori di investire le proprie risorse con un orizzonte di lungo termine, in base ad un esigenza di natura previdenziale. I fondi pensione, in particolare, sono strumenti finanziari ideati per consentire ai risparmiatori di costruire una rendita pensionistica aggiuntiva a quella offerta dai sistemi di previdenza obbligatoria. Nella fase di raccolta il fondo pensione riceve le contribuzioni previdenziali che gli sono versate dal lavoratore aderente e dal datore di lavoro, nonché le quote di accantonamento annuale del trattamento di fine rapporto (TFR). Al termine dell attività lavorativa, una volta maturato il diritto alla pensione, il lavoratore (o più in generale il soggetto aderente al fondo) riceve una rendita pensionistica periodica, proporzionale alla contribuzione accumulata. Gli investimenti realizzati dai fondi pensione possono riguardare sia titoli quotati nei mercati finanziari regolamentati sia quote di OICR. In ogni caso, sono previste regole specifiche per questi prodotti, volte a tutelare l investimento realizzato dai lavoratori aderenti. Per questo motivo i fondi pensione non possono effettuare speculazioni finanziarie ritenute particolarmente rischiose (come le vendite allo scoperto) o utilizzare strumenti finanziari derivati con finalità diverse da quella della copertura dei rischi. 1.5 I MERCATI GESTITI DA BORSA ITALIANA - LONDON STOCK EXCHANGE Borsa Italiana, società per azioni nata nel 1998 con la privatizzazione dei mercati di borsa, svolge l attività di organizzazione e gestione di mercati regolamentati di strumenti finanziari. Il suo principale obiettivo è quello di garantire lo sviluppo e di massimizzare la liquidità, la trasparenza, la competitività e l efficienza dei mercati stessi. Dal 2007 Borsa Italiana fa parte del London Stock Exchange Group plc, il primo mercato europeo per scambi azionari, con il 48% della capitalizzazione di mercato dell indice FTSEurofirst 100 e con il book di negoziazione più liquido per contratti e controvalore Le competenze di Borsa Italiana sono principalmente: to dei mercati; missione, di esclusione e di sospensione degli operatori e degli strumenti finanziari dalle negoziazioni; missione e permanenza sul mercato per le società emittenti; corretto svolgimento delle negoziazioni. Gli scambi vengono effettuati su 6 distinti mercati in 9

12 base alla natura del sottostante oggetto di contrattazione: MTA, SeDeX, MOT, ExtraMOT, IDEM ed ETFplus (vedi figura nella pagina successiva). MTA: IL MERCATO AZIONARIO MTA è il Mercato Telematico Azionario all interno del quale si negoziano azioni, obbligazioni convertibili, diritti di opzione e warrant. Questo mercato si rivolge alle imprese di media e grande capitalizzazione offrendo loro un mercato allineato ai migliori standard internazionali, in grado di supportare le esigenze di raccolta di capitali domestici e internazionali provenienti da investitori istituzionali, professionali e dal pubblico risparmio ed in grado di garantire un elevata liquidità dei titoli. MTA (unitamente al mercato MIV) è rappresentato dai seguenti indici: Cap, FTSE Italia Small Cap, FTSE Italia Micro Cap appartenenti al segmento STAR AIM Italia è il mercato di Borsa Italiana dedicato alle piccole e medie imprese italiane leader di domani. AIM Italia si rivolge alle PMI più dinamiche e competitive del Paese facendo leva sul know how ottenuto in 14 anni di esperienza dell AIM inglese, il mercato dedicato alle small caps, leader mondiale con oltre società quotate provenienti da 40 diverse nazioni. L MTA Internationa) permette di negoziare sull MTA alcuni dei titoli più liquidi dell area Euro utilizzando modalità e costi del mercato italiano. Si tratta di un servizio sostanzialmente rivolto alla clientela privata, ma anche gli operatori professionisti possono trovare interessanti opportunità di trading in questo segmento. LE AZIONI In generale ad ogni azione spetta un voto, tuttavia, sebbene esista il divieto di emettere azioni a voto plurimo, e quindi di assegnare più di un voto a ogni azione, esiste la possibilità di emettere categorie speciali di azioni con differenti contenuti in termini di diritti amministrativi e patrimoniali. AZIONI ORDINARIE L azione ordinaria rappresenta l unità minima di partecipazione al capitale di una società. Le caratteristiche istintive delle azioni ordinarie riguardano i pagamenti discrezionali di dividendi, i diritti residuali sul capitale della società, la responsabilità limitata e il diritto di voto nelle assemblee societarie. I profitti derivanti dal possesso di azioni ordinarie sono rappresentati dai dividendi e dai guadagni in conto capitale (capital gain). Il pagamento e l ammontare dei dividendi sono determinati dal Consiglio di Amministrazione (CdA) della società emittente (eletto dagli azionisti ordinari) e approvati dall assemblea ordinaria. Tuttavia il diritto degli azionisti a ricevere il dividendo non è assoluto; nel caso in cui, pur in presenza di utili positivi, il CdA e l assemblea ordinaria decidano di non distribuire gli utili gli azionisti non riceveranno nulla. In generale, però, quando gli utili non vengono distribuiti sono automaticamente reinvestiti nella società stessa contribuendo ad incrementare i profitti dell esercizio successivo. La principale componente di remunerazione delle azioni ordinarie è comunque rappresentata dal capital gain, ossia dalla differenza tra il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita dell azione stessa. In caso di fallimento o di scioglimento della società, gli azionisti ordinari possono vantare soltanto un diritto residuale. Ciò significa che essi avranno diritto a suddividersi pro quota ciò che residua dopo il soddisfacimento di tutte le altre categorie di stakeholders: i creditori, i lavoratori dipendenti, gli obbligazionisti, l amministrazione tributaria e gli azionisti privilegiati. Tale caratteristica rende le azioni ordinarie più rischiose dei titoli di debito e delle azioni privilegiate. Una delle principali caratteristiche associate alle azioni ordinarie è costituita dal beneficio della responsabilità limitata. Essa implica che le eventuali perdite degli azionisti siano limitate all ammontare dei conferimenti inizialmente apportati nell impresa a titolo di capi- 10

13 Capitolo 1 tale, anche qualora il valore delle attività dell impresa scenda al di sotto di quello dei debiti dovuti. In altre parole, il patrimonio personale dell azionista resta estraneo rispetto ai diritti vantati dai creditori della società in caso di fallimento. Un altra caratteristica delle azioni ordinarie è la titolarità di un diritto di voto pieno che fa sì che gli azionisti possano partecipare, pro-quota, ai fatti sociali e alla formazione della volontà assembleare. AZIONE NOMINATIVA Azione intestata a una persona fisica o giuridica, con il nome del titolare riportato sul certificato azionario e risultante dal libro dei soci della società emittente.l azione nominativa può essere trasferita secondo due diverse modalità. La prima, detta transfert, comporta l annotazione del nome dell acquirente sia sul titolo che sul libro dei soci ad opera della società. Con la conclusione di questa procedura l acquirente assume la qualifica di socio e può quindi esercitare i diritti relativi. AZIONE PRIVILEGIATA L azione privilegiata, al pari dell azione ordinaria, rappresenta l unità minima di partecipazione al capitale di una società, ed attribuisce sia diritti amministrativi, sia diritti patrimoniali. Tuttavia il contenuto dei diritti patrimoniali può essere liberamente stabilito dalla società e, di norma, prevede alcuni vantaggi rispetto alle azioni ordinarie. Generalmente le società riconoscono un rendimento addizionale (e una prelazione) rispetto al dividendo delle azioni ordinarie. Inoltre gli azionisti privilegiati godono di una prelazione nel riparto del patrimonio a seguito del fallimento o dello scioglimento della società rispetto ai soli azionisti ordinari. A fronte di questi vantaggi patrimoniali vi sono, in genere, alcune restrizioni dei diritti amministrativi, infatti gli azionisti privilegiati possono votare soltanto nelle assemblee straordinarie, ma non ordinarie. AZIONARIO SECURITISED DERIVATES ETF E ETC REDDITO FISSO DERIVATI Covered warrant rant ETF IDEM Equity Covered warrant strutturati urati /e esotici DomesticMOT IDEX Laverage certificates icates MAC Investment certificates Mercato Regolamentato Segmento di mercato MTF ( Multilateral Trading Facilities) Trading After Hours: STAR, SeDeX 11

14 1.5.2 MOT E EXTRAMOT: IL MERCATO DEI TITOLI A REDDITO FISSO IL MERCATO MOT E possibile negoziare tutti gli strumenti sopra descritti sul mercato italiano del MOT. Le negoziazioni avvengono inizialmente con modalità di asta e successivamente, fino al termine della giornata, in modalità di negoziazione continua. Durante la fase d asta i contratti sono conclusi ad un prezzo teorico che massimizza il quantitativo scambiato mentre durante la negoziazione continua sono conclusi mediante abbinamento automatico delle proposte ordinate in base al criterio prezzo/tempo. ORARI DI NEGOZIAZIONE 8:00 9:00 17:30 asta di apertura negoziazione i continua LE OBBLIGAZIONI L obbligazione è un titolo di credito che rappresenta una parte di debito acceso da una società o da un ente pubblico per finanziarsi. Garantisce all acquirente il rimborso del capitale più una remunerazione sotto forma di tasso di interesse. Le obbligazioni sono emesse allo scopo di reperire, direttamente tra i risparmiatori e a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle dei prestiti bancari, capitali da investire. Il vantaggio per l emittente deriva, infatti, dalla possibilità di pagare tassi di interesse solitamente inferiori rispetto a quelli che sarebbe costretto a pagare a fronte di un finanziamento bancario di eguale scadenza. L investitore, a sua volta, beneficia di un rendimento maggiore rispetto a quello di un investimento in liquidità e con la possibilità, laddove quotati, di smobilizzare il proprio investimento sul mercato secondario. Il detentore di obbligazioni di una società, pur non essendo immune dal rischio d impresa, a differenza dell azionista non partecipa all attività gestionale dell emittente, non avendo diritto di voto nelle assemblee. In compenso, la remunerazione del capitale di rischio azionario è subordinata al preventivo pagamento di interessi e rimborsi agli obbligazionisti. Esistono, tuttavia, delle obbligazioni (obbligazioni convertibili) che possono essere convertite in azioni della società emittente, o di una società appartenente allo stesso gruppo. A seguito della conversione si cessa di essere obbligazionista diventando azionista ed acquistando, quindi, tutti i diritti relativi. Le obbligazioni possono essere classificate in due macrocategorie: le obbligazioni semplici (plain vanilla) e quelle strutturate, ovvero costruite utilizzando un titolo semplice (di solito zero coupon) ed una o più opzioni sull andamento di un prodotto sottostante. Fanno parte della prima i titoli a Tasso Fisso, quelli a Tasso Variabile e le obbligazioni Zero Coupon. Tra le strutturate ricordiamo, a titolo esemplificativo ma non esaustivo, le equity linked, le index linked, gli strutturati su tassi e quelli su commodities. La cedola rappresenta l interesse pagato durante la vita del titolo: può avere periodicità trimestrale, semestrale, o annuale. Può essere anche corrisposta esclusivamente a scadenza se, come nel caso delle obbligazioni strutturate, la performance dell attività sottostante rispetta quanto stabilito nel regolamento del prestito obbligazionario. L interesse può essere fisso (stabilito a priori) o variabile (solitamente indicizzato al Libor o all Euribor maggiorato di uno spread o ad altri tassi ufficiali e di norma aggiustato semestralmente) o, come già anticipato, legato all andamento di un attività sottostante. Spesso, per incentivarne la sottoscrizione, l emissione avviene sotto la pari, cioè il valore nominale (ovverosia il valore che verrà rimborsato a scadenza) è maggiore rispetto al prezzo di sottoscrizione (che è quello che si paga per acquistare il titolo): in questo modo aumenta il rendimento. 12

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16 LE L OBBLIGAZI ONI PERMETTOT NO ALL INVESTITORE DI CONIUGARE PRO TEZIONE A RENDIMENTO, FLESSIBI LITÀ A STABILITÀ I titoli detti zero coupon, invece, non pagano interessi sotto forma di cedole durante la loro vita ed il rendimento è dato unicamente dalla differenza tra il valore nominale ed il prezzo di sottoscrizione. Per garantire i sottoscrittori dal rischio di insolvenza dell emittente, la legge prevede che le obbligazioni non possano essere emesse per un importo superiore al capitale sociale della società emittente, versato ed esistente secondo l ultimo bilancio approvato; si può derogare a questo principio generale solamente se l emissione è accompagnata da garanzie reali. BOT - BUONI ORDINARI DEL TESORO I BOT, Buoni Ordinari del Tesoro, sono titoli di credito emessi dal Tesoro al fine di finanziare il debito pubblico nel breve termine. Tali strumenti presentano quindi una vita di 3, 6 o 12 mesi. Alla scadenza l investitore riceverà una somma di denaro pari al valore nominale dei titoli posseduti. I BOT RIENTRANO NELLA TIPOLOGIA DI TITOLI ZERO COUPON (SENZA CEDOLA). La remunerazione dell investimento è data dalla differenza tra il valore nominale del titolo (il prezzo di rimborso) ed il prezzo di acquisto: la somma che l investitore paga in sede di sottoscrizione (o di successivo acquisto sul mercato secondario) è, infatti, inferiore a quanto incasserà a scadenza. L emissione dei BOT avviene tramite asta telematica competitiva, gestita dalla Banca d Italia, a cui partecipano gli intermediari autorizzati; in questa fase si determina il prezzo di assegnazione dei titoli ai sottoscrittori. Generalmente si ha un emissione a metà e alla fine di ogni mese. Una volta emessi, il MOT (Mercato Telematico delle Obbligazioni di Borsa Italiana) permette la successiva compravendita dei titoli sul mercato secondario. All investitore viene offerta, quindi, la possibilità di vendere il titolo prima della sua scadenza ad un prezzo trasparente e tendenzialmente coerente con i tassi di interesse di mercato. Il rendimento a scadenza del titolo, come detto, deriva dalla differenza tra il prezzo di rimborso ed il prezzo di acquisto o di emissione e dalla vita residua del titolo. Ad esempio, nel caso di un BOT a dodici mesi con prezzo di emissione pari a 97, il rendimento a scadenza è pari al 3.09% annuo. Di seguito, si riporta la formula per calcolare il tasso di rendimento effettivo a scadenza, da applicarsi nel caso di vita residua del titolo inferiore a 12 mesi: vedi esempio 1 qui sotto Il valore percentuale così determinato corrisponde al rendimento annuo lordo, cioè il rendimento che si otterrebbe nell arco temporale di un anno reinvestendo i proventi ottenuti dall investimento originario alle medesime condizioni di mercato iniziali (c.d. regime di capitalizzazione composta). Stessa operazione matematica va effettuata nel caso in ESEMPIO 1 valore nominale di rimborso prezzo emissione 2 ( 100 ) 97-1 x 100 = Caso Bot semestrali Bot trimestrali = 2 = ,28 4 Quindi il rendimento su base annua sarebbe pari al 6,28% 14

17 Capitolo 1 cui si acquisti il titolo sul mercato secondario: l unica differenza è che ovviamente il denominatore è rappresentato dal prezzo di acquisto e non dal prezzo di emissione. vedi esempio 2 qui sotto Nell ipotesi in cui l investitore decidesse di vendere il titolo sul MOT prima della scadenza il calcolo del tasso di rendimento è il seguente: Il rendimento annuo lordo a scadenza è già noto in fase di sottoscrizione del titolo, sempre che lo stesso venga mantenuto in portafoglio fino a scadenza. Nel caso di vendita prima della stessa, invece, ci si espone al rischio che tale rendimento possa essere inferiore a quello originariamente previsto. BTP - BUONI DEL TESORO POLIENNALI I Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) sono titoli di credito a medio-lungo termine emessi dal Tesoro con scadenza pari a 3, 5, 7,10, 15 e 30 anni. L investitore riceve, durante la vita dell obbligazione, un flusso cedolare periodico oltre al rimborso a scadenza del valore nominale dei titoli posseduti. Le cedole sono determinate applicando al valore nominale del titolo un tasso di interesse fisso, predeterminato la momento dell emissione del prestito. Il pagamento è, a differenza dei Bund tedeschi e degli Oat francesi, semestrale. Anche nel caso di questi strumenti di debito pubblico, l emissione avviene tramite asta; solitamente si ha un emissione al mese. Si tratta di aste marginali in cui non viene definito un prezzo base d asta. Anche per i BTP il MOT, il mercato telematico delle obbligazioni, rappresenta il mercato secondario regolamentato di riferimento sia per la clientela retail che per gli investitori istituzionali. I BTP possono essere sottoscritti per un valore nominale minimo di 1000 Euro o un multiplo di esso. I Buoni Poliennali sono titoli a reddito fisso particolarmente adatti per quegli investitori che richiedono flussi di pagamenti costanti. Le varie scadenze esistenti sul mercato consentono di programmare flussi di cassa regolari durante tutto l arco dell anno. Inoltre i BTP sono particolarmente apprezzati per la loro liquidità. Il principale rischio che l investitore corre acquistando i BTP è quello di mercato. I BTP, in quanto strumenti a tasso fisso, sono molto sensibili alle variazioni che intervengono sui tassi di mercato. La volatilità, in altri termini, è tanto maggiore quanto più lunga è la vita residua del titolo. Un aumento dei tassi di mercato comporterà una diminuzione del I MERCATI OBBLI GAZI ONARI PREVEDONO OPERATORIR SPECIAL ISTI A SOSTEGNO DELLA LI QUI DITÀ DEGLI STRUMENTIT. prezzo del BTP: per eguagliare il rendimento di mercato, date le cedole fisse, la quotazione dovrà decrescere, in modo che l investitore recuperi con un capital gain la differenza tra il rendimento cedolare e quello di mercato. Al contrario, nel caso di diminuzione dei tassi di mercato, il prezzo del BTP si alzerà. In ogni caso, mantenendo i titoli in portafoglio fino a scadenza, l investitore si vedrà rimborsato un importo pari al valore nominale. ESEMPIO 2 prezzo di acquisto prezzo emissione o di acquisto 6,54 ( 98 ) 97-1 x 100 = (55= giorni in cui il titolo è tenuto in portafoglio) = 6, ,94 Quindi il rendimento su base annua sarebbe pari al 6,94% 15

18 CTZ - CERTIFICATI DEL TESORO ZERO COUPON Con l introduzione dei CTZ (Certificati del Tesoro Zero Coupon), nel 1995, il Tesoro ha uno strumento zerocoupon di medio termine. Si tratta, infatti, di un titolo, della durata di 24 mesi, che non prevede il pagamento di cedole periodiche a favore dei sottoscrittori ed il cui rendimento viene determinato sulla base della differenza tra valore nominale e prezzo di emissione (sotto la pari). Dal rendimento lordo così determinato deve essere sottratta la ritenuta fiscale, attualmente pari al 12.5%. L emissione dei CTZ avviene mediante asta marginale mensile, che si tiene in coincidenza con l asta dei BOT. All asta possono partecipare solo gli intermediari abilitati, ovvero banche e SIM; gli investitori intenzionati a sottoscrivere CTZ dovranno prenotare la quantità desiderata presso un intermediario autorizzato non oltre il giorno precedente l asta: l importo di sottoscrizione è pari a nominali Euro (lotto minimo) e relativi multipli. La commissione di collocamento dello 0.20% è retrocessa dal Tesoro agli intermediari, e quindi il sottoscrittore finale paga il prezzo d asta, senza ulteriori aggravi. Dopo l emissione i CTZ sono negoziabili sul mercato regolamentato MOT, per importi pari o multipli di 1000 euro. CCT - CERTIFICATI DI CREDITO DEL TESORO Una ulteriore tipologia di titoli emessi dallo Stato è rappresentata dai Certificati di Credito del Tesoro (CCT). Si tratta di titoli a tasso variabile della durata di 7 anni. Sono caratterizzati dal pagamento di cedole semestrali indicizzate al rendimento dei BOT a 6 mesi, maggiorato di uno spread. I CCT hanno la peculiarità di adeguare la cedola ai tassi correnti di mercato, permettendo all investitore la possibilità, in caso di smobilizzo dell investimento prima della scadenza, di recuperare, grosso modo, il capitale inizialmente investito. Ai fini della determinazione della cedola semestrale, si moltiplica per 0.5 il rendimento lordo semplice del BOT semestrale registrato nell ultima asta che precede il godimento della cedola del CCT; al risultato così ottenuto viene sommato uno spread dello 0.15%. La cedola netta incassata dall investitore terrà conto della ritenuta fiscale attualmente del 12.50%. Sul rendimento lordo dell investimento, oltre alle cedole incassate, incide anche lo scarto di emissione (ovvero la differenza tra valore nominale e prezzo di emissione). 16

19 Capitolo 1 CORPORATE PORTAFOGLIO BENEFICIANDO DI PIÙ ALTI RENDIMENTI Come per i CTZ, il collocamento avviene una volta al mese mediante asta marginale a cui partecipano gli intermediari abilitati. L investitore dovrà quindi prenotare i titoli con almeno un giorno di anticipo rispetto alla data dell asta. Il prezzo pagato è quello d asta, dato che nessuna commissione è prevista a carico del sottoscrittore. Per quanto concerne l importo minimo di sottoscrizione e la negoziazione sui mercati secondari, si rimanda al paragrafo dedicato ai CTZ. BOC I cosiddetti BOC sono titoli obbligazionari emessi da enti territoriali, esclusivamente con finalità di copertura degli investimenti. È quindi fatto divieto di utilizzare tali strumenti per finanziarie le spese correnti. La durata minima è fissata in 5 anni e l emissione avviene alla pari, mentre le cedole possono essere trimestrali, semestrali o annuali, di importo fisso o variabile. Nel secondo caso l indicizzazione deve essere basata sui tassi BOT o interbancari, eventualmente maggiorati di uno spread non superiore al punto percentuale. La tassazione sulle cedole è pari al 12.50% E BOND PER DIVERSIFICARE IL PROPRIO ETFPLUS, IL MERCATO DI ETF ED ETC ETFplus è il mercato interamente dedicato alla negoziazione di ETF, ETF strutturati ed ETC, strumenti che, pur condividendo i medesimi meccanismi di funzionamento, presentano caratteristiche e peculiarità proprie. Sono previsti tre segmenti. - ETF indicizzati (ETF obbligazionari, ETF azionari) - ETF strutturati (con effetto leva, senza effetto leva ) - ETC (Indici di commodities, Energia, Metalli industriali, Metalli preziosi, Prodotti agricoli, Bestiame) - ETN (su sottostanti non compresi nella categoria ETC) Le negoziazioni degli ETF, ETF strutturati, ETC ed ETN si svolgono in continua dalle 9.05 alle senza aste di apertura e di chiusura. I contratti vengono conclusi mediante l abbinamento automatico delle proposte in acquisto e in vendita ordinate secondo criteri di priorità prezzo/tempo. ETF ED ETC ETF ETF è l acronimo di Exchange Traded Fund, un termine con il quale si identifica una particolare tipologia di fondo d investimento o Sicav con due principali caratteristiche: plicare l indice al quale si riferisce (benchmark) attraverso una gestione totalmente passiva. Un ETF riassume in sé le caratteristiche proprie di un fondo e di un azione, consentendo agli investitori di sfruttare i punti di forza di entrambi gli strumenti: dei fondi; in tempo reale delle azioni. Gli ETF sono caratterizzati inoltre da un innovativo meccanismo di funzionamento, definito creation / redemption in kind ( sottoscrizione / rimborso in natura ), che consente una puntuale replica dell indice e un maggior contenimento dei costi rispetto ad un fondo tradizionale. Acquistando un ETF è possibile prendere posizione su un indice di mercato (S&PMIB, DAX, Nasdaq100, S&P500 ) in tempo reale con una sola operazione ad un prezzo che riflette il valore del fondo in quel preciso momento e che va a replicare passivamente la performance dell indice stesso. Va considerato però che qualora la valuta di riferimento dell indice sia differente da quella di negoziazione (che è sempre l euro), il rendimento dell ETF potrà divergere da quello del benchmark per effetto della svalutazione/rivalutazione di tale valuta nei confronti dell euro. Gli ETF presentano una commissione totale annua (TER) ridotta e applicata automaticamente in proporzione al periodo di detenzione, mentre nessuna commissione di Entrata, di Uscita e di Performance è a carico dell investitore. Il risparmiatore deve solo considerare le com- 17

20 missioni applicate dalla propria banca/sim per l acquisto e la vendita sul mercato. Inoltre poiché il lotto minimo di negoziazione è sempre pari ad una quotazione l investitore potrà acquistare un ETF investendo anche solo poche centinaia di euro. I dividendi o gli interessi che l ETF incassa a fronte dei tanti detenute nel proprio patrimonio (nonché i proventi del loro reinvestimento) possono essere distribuiti periodicamente agli investitori o capitalizzati stabilmente nel patrimonio dell ETF stesso. In entrambi i casi il solo beneficiario è l investitore. Un aspetto molto importante che riguarda l operatività sugli ETF è la liquidità, cioè la facilità con la quale è possibile costruire o smobilizzare una posizione. Va sottolineato che il meccanismo di creazione e rimborso in natura degli ETF richiede ai partecipanti autorizzati di operare sui titoli presenti nell indice benchmark al fine di creare nuove quote/ azioni o chiederne il rimborso. Di conseguenza si crea un legame tra liquidità dell ETF e liquidità del mercato sottostante, per cui le condizioni di spread e di controvalore delle proposte presenti sul book di negoziazione sono le medesime che si potrebbero fronteggiare operando direttamente sui titoli componenti l ETF. Per operare sugli ETF è necessario inoltrare l ordine di acquisto / vendita attraverso la propria Banca / Sim utilizzando gli usuali canali (Internet, sportello, promotore, call center ecc..), per cui di fatto il trading su questo strumento è analogo a quello delle le azioni. Gli ETF non sono esposti ad un rischio di insolvenza (e di conseguenza non richiedono un rating) neppure nel caso in cui le società che ne hanno curato o curano le attività di costituzione, gestione, amministrazione ecc... risultino insolventi. Questo perché gli ETF, come i Fondi Comuni di Investimento oppure le Sicav, hanno un patrimonio separato rispetto a quello delle società appena menzionate. Non deve invece essere dimenticato che gli ETF sono ovviamente esposti al rischio che le azioni, le obbligazioni e gli altri strumenti in cui è investito il loro patrimonio perdano valore. ETF STRUTTURATI Gli ETF strutturati sono degli OICR, cioè dei fondi o delle Sicav negoziabili in tempo reale come delle azioni gestiti con tecniche volte a perseguire rendimenti che non sono solo in funzione del mercato a cui fanno riferimento, ma che possono essere volte: cipando agli eventuali rialzi dell indice di riferimento (ETF protective put); damento di un indice (ETF a leva); di riferimento (ETF short con o senza leva); complesse come ad esempio la strategia cosiddetta buy-write o covered call che prevede l assunzione di una posizione lunga sul benchmark e la contestuale vendita di un opzione sull indice stesso con strike out of the money del 5%. ETF: SEMPLICI I T À, TRASPAR R E NZA, FLE SSIBILITI À, ECONOMICITI À E ABBATTA TIMEN TO DEL RISCHIO EMI TTE NTE L elemento che accomuna gli ETF strutturati agli ETF è la politica d investimento che si può sinteticamente definire passiva in considerazione del fatto che una volta definito il modello matematico in base al quale il patrimonio sarà gestito, la discrezionalità lasciata al gestore è limitata. Come per gli ETF indicizzati, le quote possono essere create e riscattate continuamente da parte degli intermediari autorizzati (authorised participant), assicurando che il prezzo di mercato sia sempre allineato al NAV del fondo. ETC Gli ETC sono titoli senza scadenza emessi da una società veicolo a fronte dell investimento diretto o in materie prime o in contratti derivati su materie prime. Il prezzo degli ETC è quindi legato direttamente o indirettamente all andamento del sottostante, esattamente come il prezzo degli ETF è legato al valore dell indice a 18

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