VOX ECONOMY VOX ECONOMY LA VOCE DELLE IMPRESE. 5 giugno 2014, Convegno sulle PMI italiane all estero. AXION: la forza del Made in Italy!

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1 VOX ECONOMY VOX ECONOMY LA VOCE DELLE IMPRESE 5 giugno 2014, Convegno sulle PMI italiane all estero AXION: la forza del Made in Italy! On. Baccini: l eccellenza italiana nella cultura e nel fare Impresa MENSILE - ANNO 6 - NUMERO 1 - MAGGIO 2014

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3 5. Editoriale Gianni Cerreto 7. Adattarsi ai cambiamenti Stefano Cerreto 8. L Albania e le sfide di sicurezza nei Balcani occidentali Fabrizio W. Luciolli 11. Tecnologie innovative italiane da esportare nel mondo. Termovalorizzazione, ovvero come trasformare un pericolo in una risorsa. M.Ilaria Pistelli, Medardo Pinti, Giuseppe Faslivi, Teresa Beone 15. AXION: la forza del Made in Italy! Nazzareno Di Stefano 16. La Cooperazione con Stati, Popoli e Religioni per realizzare un comune progresso socio-economico Enrico Gervasoni 20. FOEDUS fa Impresa On. Mario Baccini 23. Repubblica Democratica del Congo: tra contraddizioni e opportunità Pierpaolo Masi 25 Trascendere i confini Mauro Beretta 26. Rapporto tra le certificazioni di qualità ambientale e in materia di sicurezza sul lavoro con riferimento al modello organizzativo d.lgs 231/2001 per la prevenzione di reati: quale tutela per l imprenditore italiano? Lorenzo Simonetti, Luca Zerella

4 MENSILE - ANNO I - NUMERO 0 - MAGGIO 2014 VOX ECONOMY VOX ECONOMY LA VOCE DELLE IMPRESE VOX ECONOMY VOX ECONOMY VOX ECONOMY VOX ECONOMY LA VOCE DELLE IMPRESE Anno 6 - N 1 Periodico mensile Maggio giugno 2014, Convegno sulle PMI italiane all estero AXION: la forza del Made in Italy! On. Baccini: l eccellenza italiana nella cultura e nel fare Impresa Redazione Via Ciro Trabalza, Roma (RM) Tel Registrazione Tribunale di Roma N. 75/2009 del Dire ore editoriale Stefano Cerreto Dire ore Responsabile Maurizio Urso Proge o grafico Nazzareno Di Stefano Editore MTS Holding S.r.l. Questo numero è stato chiuso il alle ore 18:00

5 Gianni Cerreto Oggi, 25 Maggio 2014, si vota per l elezione del nuovo parlamento Europeo. Mi trovo a scrivere questo editoriale di pomeriggio, volutamente prima di sapere i risulta delle elezioni, perché in fondo, per quanto riguarda gli scopi della nostra Associazione, il risultato del voto non farà una grande differenza. Quando, tre anni fa, abbiamo creato ConfederAziende avevamo bene in mente il nostro obie vo: creare una realtà che fosse realmente di supporto alle Imprese e agli Imprenditori, me ere in moto meccanismi che da una parte aiutassero gli associa a raggiungere merca e fa ura e - parallelamente - ba erci affinché gli organi prepos, nazionali ed europei, tutelassero il prodo o Italia, alla stessa maniera e con la stessa forza, sia che si parli di una delle tante eccellenze alimentari sia, invece, in senso allargato, che si parli del conce o di capacità proge uale e produ va, a prescindere dal prodo o in ques one. Sono convinto infa - anzi so per certo - che se in Europa si giocasse una par ta con le stesse regole e le stesse opportunità per tu, l imprenditoria e le capacità italiane farebbero ancora la parte del leone. Ora, prima di parlare dei merca e dei fa ura, vorrei rifle ere un a mo su questa nostra Comunità Europea Tempo fa - ormai troppo - ho vissuto per cinque anni alle Canarie e spesso, quando mi capitava di parlare di come ci si vivesse, ripetevo che la cosa più affascinante era la convivenza di tante comunità, provenien da tu a l Europa, da buona parte del sud America e dal nord Africa. Vivere lì era un po come girare il mondo. Ci si ritrovava spesso a lavorare con olandesi e cubani contemporaneamente, cosi come con inglesi o spagnoli, anche se poi ovviamente le varie comunità contribuivano a mantenere viva l'iden tà di ogni gruppo, comunità in cui ci si riconosceva e per cui si era pron ad impegnarsi Il mo vo per cui questa Babele di culture, lingue e religioni stava in piedi era il fa o che per tu indis ntamente valevano le stesse regole e la stessa legge, tu pagavano le stesse tasse, tu godevano degli stessi diri. Poco dopo essere rientrato in Italia (nel 2001 ) è giunto l Euro. Personalmente ero ele rizzato, pensando che l intera Europa potesse diventare come le Canarie. Una grande comune Nazione capace di offrire opportunità di sviluppo enormi... Ma io ero rimasto con la mente alla mia precedente esperienza, quella delle regole comuni ricordate? Invece la realtà è stata ben diversa! L unica cosa comune è stata la moneta, mentre le regole e le poli che che avrebbero dovuto governarla hanno preso direzioni ben diverse, come tu purtroppo sappiamo. Fino a quando paesi confinan pagheranno l uno imposte doppio rispe o all'altro. Fino a quando si consen rà ad alcune nazioni, in nome del mercato, di commercializzare prodo senza uniformare la norma va del transito delle merci. Beh, fino a quando tu o ciò accadrà, non potrà mai esserci un Europa unita, ma solo un sistema forte che divora quello debole. E secondo voi, grazie sopra u o alla nostra classe dirigente, di quale sistema facciamo parte? Ma questo non vuol essere un discorso poli co. Come de o in apertura io scomme o fortemente sulle capacità degli imprenditori Italiani e forte di questa convinzione lavoro per fare quello che in altri paesi fanno i governi. Cerco paesi dove sia possibile operare, merca dove esportare i tan prodo di eccellenza italiani, accompagno le imprese alla ricerca di paesi con un fisco e un costo del lavoro diverso. Negli ul mi anni abbiamo contribuito alla nascita di consorzi e re d impresa anche per far si che piccole aziende che da sole avrebbero trovavano difficile affacciarsi sui merca internazionali potessero, insieme ad altre, essere della par ta ed accedere a opportunità di lavoro e di sviluppo. Insomma ConfederAziende cerca di fare la sua parte, per facilitare il business dei propri associa e rilanciare il Made in Italy nel mondo!

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7 Adattarsi ai cambiamenti "Non è la specie più forte che sopravvive, e nemmeno quella più intelligente. Sopravvive la specie più predisposta al cambiamento." (Charles Darwin) Stefano Cerreto Cosa spaventa di più le piccole imprese - a volte anche quelle più grandi - nell'affrontare nuovi merca, sia in Italia che all'estero? La diversità della lingua? Le ore di volo? Le culture diverse? I contra diversi? Sicuramente queste sono cose con cui confrontarsi, ma la preoccupazione più grande è quella dei cambiamen... Solo chi affronta i cambiamen con la giusta mentalità e con il corre o approccio può riuscire dove gli altri falliscono. Il cambiamento, con tu i rischi che comporta, è la legge dell esistenza. (Robert Kennedy). Su esigenze di appartenenza e di rispecchiamento fanno leva i de ami di un sistema produ vo che tende ad omologare le persone in un esiguo range di comportamen, finalizza principalmente al consumo e al vantaggio di pochi su mol. Il bisogno di cambiamento è la conseguenza inevitabile della crescita e dell evoluzione interiore. Il cambiamento deve quindi essere interiore; dobbiamo capire che il mondo non è fa o di una sola realtà, univoca ed uguale per tu... Esistono tante realtà quan sono gli occhi che la guardano. Perché ognuno di noi ha un vissuto diverso, vive in un paese con una lingua, con una cultura diversa da un altro paese... Quindi, i primi passaggi per perseguire il cambiamento sono l'accettazione... e la PERSEVERANZA: chi non è perseverante non o errà mai alcun cambiamento. Acce are gli altri per quello che sono... bianchi o neri, occidentali o orientali, cris ani, islamici, ebrei o di altre religioni... non possiamo pensare di far diventare tu uguali a noi per poterci comprendere, ma dobbiamo acce are gli altri per le loro diversità. Non migliora mai la propria condizione chi muta soltanto di paese e non acce a la diversità di vita e costume. Come viviamo il cambiamento dipende da noi Possiamo sen rlo come una morte o possiamo sen rlo come una occasione di vita e trasformare il patrimonio personale di unicità che ognuno porta con sé in una fonte di ines nguibile ricchezza umana.. Qualche mese fa ad Abu Dhabi, durante una cena con alcuni manager di un importante gruppo immobiliare locale ed altri imprenditori, eravamo in 12: 3 italiani, 2 siriani, un cinese, un sudanese, due libanesi e tre arabi... Al tavolo si parlavano simultaneamente inglese, francese, arabo e italiano... Chi parlava meglio una lingua traduceva all'altro... In quell occasione mi sono reso conto di quanto i preconce, le idee sulle diversità siano penalizzan e costringano l entusiasmo e la crea vità dentro una gabbia stereo pata e priva di uscite... Intorno al tavolo c'erano 12 uomini che parlavano di lavoro, donne, cibo, poli ca e sport: dove fossero na non aveva alcuna importanza. L unica calamita che teneva unito quel gruppo così eterogeneo era la reciproca acce azione... È ovvio che per poter cambiare ci vuole del tempo e impegno. Bisogna lavorare su se stessi, sul proprio cara ere e sui propri modi di fare. E una grossa forza di volontà! VOX EconomyIMaggio

8 L Albania e le sfide di sicurezza nei Balcani occidentali Il 4 aprile 2009 ha rappresentato un momento storico sia per l'albania che per la NATO. In realtà, l'adesione alla NATO va oltre la mera interoperabilità e sviluppo delle nostre capacità militari. Essa implica l'adesione alla comunità delle democrazie più avanzate ed ai nostri comuni valori di pace e sicurezza. Una visione della vita, basata sul libero mercato e sullo sviluppo economico. Dopo 20 anni di processo di integrazione Euro- Atlan ca, oggi i Balcani Occidentali sono più sicuri e stabili, con nuove democrazie che hanno trovato fondamento su libere compe zioni ele orali. Tu avia, l'integrazione Euro-Atlan ca dei Balcani occidentali non è ancora pienamente raggiunta e cos tuisce un "lavoro incompiuto" che l'unione Europea e la NATO devono affrontare al più presto al fine di evitare che le sfide del presente scenario di sicurezza possano influenzare la naturale conclusione del processo di integrazione della regione. Fabrizio W. Luciolli ALBANIA A questo proposito, l'albania ha un ruolo fondamentale da svolgere. Va osservato come in Albania l aspirazione all ingresso nella NATO e nell Unione Europea abbia sempre registrato la quasi totalità dei consensi nella pubblica opinione, rappresentando così un modello di riferimento per gli altri paesi della regione. Peraltro, dal 4 aprile 2009, l'albania ha accresciuto significa vamente il suo status regionale e internazionale. A ualmente, l'albania partecipa a vamente in diverse operazione di mantenimento della pace, così come a rilevan inizia ve internazionali quali l Adria c Charter. Inoltre, l'albania è l'unico paese al mondo che si ritrova circondato da connazionali, essendovi milioni di albanesi che vivono al di fuori della madrepatria ma nei paesi limitrofi. Questo fornisce all Albania una leva strategica nella regione, che dovrà essere ges ta dalle is tuzioni albanesi con senso di responsabilità, in quanto potrebbe trasformarsi in una sfida per la sicurezza per la regione, qualora sfruttata per rivendicazioni nazionalis che. Tu avia, tale presenza offre all'albania un importante ruolo nel futuro sviluppo dei Balcani occidentali che non potrà essere trascurato. 8 VOX EconomyIMaggio 2014

9 LE SFIDE ALLA SICUREZZA: UNA PROSPETTIVA DALLA REGIONE Nell a uale scenario di sicurezza le Is tuzioni Euro-Atlan- che dovranno confrontarsi con nuove sfide e minacce alla sicurezza che rischiano di condizionare in futuro la stessa stabilità dei Balcani occidentali. I dramma ci even in Ucraina rendono ancora più urgente rilanciare l'integrazione dei paesi dei Balcani occidentali nelle is tuzioni Euro-Atlan che. Sigillando così le coste balcaniche nel mare Adria co da una possibile influenza revanscista russa. In questa prospe va, è opportuno che l imminente ver- ce della NATO in Galles, invi defini vamente il Montenegro ad aderire all'alleanza. Inoltre, a 100 anni dallo scoppio della prima guerra mondiale, è necessario evitare qualsiasi scenario di Crimea nei Balcani. A tal proposito, la situazione della Bosnia-Erzegovina è mo vo di preoccupazione e andrà evitato che la Repubblica Srspka possa essere u lizzata come una nuova Crimea. Sarà, pertanto, opportuno rafforzare la cooperazione regionale con la Serbia, anche al fine di aiutare il paese a compiere con saggezza la sua scelta geopoli ca naturale. Inoltre, il se ore energe co trova nei Balcani un crocevia di gasdo vitali con rilevanza strategica per la prosperità e la stabilità con nentale. Infine, la sicurezza nel mare Adria co appare sempre più stre amente legata alla sicurezza nel Mediterraneo. Nel prossimo futuro le is tuzioni Euro-Atlan che saranno chiamate ad affrontare crescen sfide e responsabilità, in par colare nel Mediterraneo e Medio Oriente. Il Coordinatore An terrorismo dell'unione Europea ha recentemente informato i governi europei che oltre comba en islamici stanno lasciando la Siria per tornare in Europa. Si prevede che stazionino anche in Bosnia, Kosovo e nella regione del Sangiaccato. Al di là delle alle azioni di contrasto al terrorismo, andranno affronta con urgenza rilevan aspe giuridici e giudiziari che devono essere risol al più presto al fine di perseguire il fenomeno terroris co con norme giuridiche efficaci. CONCLUSIONE Nell a uale scenario di sicurezza, la NATO e l'unione Europea non possono perme ersi di ignorare gli sviluppi in corso nella regione orientale e meridionale. In un mondo sempre più globalizzato e interconnesso, le sfide e le minacce che origineranno potranno essere affrontate efficacemente solo a raverso un approccio coopera vo di sicurezza, secondo quanto indicato dal Conce o Strategico della NATO. Alla vigilia dell insediamento di nuovi rappresentan europei a Bruxelles, in occasione del 65 anniversario della NATO, del 20 anniversario del Partenariato per la Pace, e della celebrazione dei diversi cicli di allargamen, è in questo nuovo scenario di sicurezza che le is tuzioni Euro- Atlan che saranno chiamate ad aggiornare i loro tradizionali strumen e programmi di azione, al fine di promuovere quei valori Euro-Atlan ci di pace e di sicurezza, per far rivivere la storia di successo dei Balcani. VOX EconomyIMaggio

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11 Tecnologie innovative italiane da esportare nel mondo. Termovalorizzazione, ovvero come trasformare un pericolo in una risorsa. Mol rifiu industriali a matrice organica non possono essere pos dire amente in discarica, a causa del loro residuo potere calorifico, in quanto Dire ve Europee, recepite da tempo dalla norma va Italiana, impongono dei tra amen per sfru are completamente il contenuto energe co residuo del rifiuto producendo calore e/o energia ele rica. Il contesto nel quale si sviluppa il problema della manipolazione di questo po di residui, può facilmente essere iden ficato con i seguen numeri: una produzione europea complessiva dell ordine di milioni di ton/y e cos di smal mento specifico che si aggirano intorno al mezzo migliaio di euro/t. Un enorme mercato s molante, ma non privo di insidie. M. Ilaria Pistelli Il contesto Rifiu prodo nell ambito delle industrie europee (come ad esempio l industria agroalimentare, petrolchimica, manifa uriera) con potere calorifico inferiore residuo (PCI> kj/kg) o classifica come pericolosi per il loro contenuto di carica organica eluibile (COD), non possono essere pos dire amente in discarica, ma devono essere iner zza e/o valorizza per produrre calore e/o ele ricità. In Italia ciò è regolato dal punto di vista norma vo dall ar colo 6 del Decreto Legisla vo n.250 del 2010 che recepisce la Dire va 2008/98/CE. Se, inoltre, il rifiuto prodo o non supera le rigide cara eris che poste dai limi del decreto a ua vo del 3 Agosto 2005 (Art. 8, tabella 6) questo deve essere tra ato, prima del suo conferimento, tramite l u lizzo delle migliori tecniche disponibili, possibilmente realizzando l'auto- sostentamento energe co del tra amento. Le tecniche più applicate sono i tra amen meccanici (triturazione/omogeneizzazione) e la stabilizzazione mediante l aggiunta di idonei rea vi (quali ossido di calcio ed altre par colari pologie di materiale ad alto potere adsorbente, ecc). Tu avia la stabilizzazione con addi vi ed in generale i tra amen summenziona necessitano di una sequenza opera va complessa che, alla fine del tra amento, spesso genera quan ta vi di rifiuto (iner zzato) maggiori del quan ta vo iniziale; ques tra amen sono, quindi, costosi (>>500 /t) e inconciliabili con la poli ca di minimizzazione del rifiuto finale (Zero Waste). Una tecnologia che invece riduce defini vamente il quan ta vo di rifiuto in ingresso è la co-combus one, cioè quando lo smal mento del rifiuto è effe uato in un impianto di incenerimento rifiu (ad esempio civili) preesistente. Questo inceneritore deve essere, però, necessariamente, autorizzato al tra amento della par colare pologia del rifiuto in ogge o. In questo caso l impianto di incenerimento per la co-combus one deve avere delle dimensioni (capacità di tra amento) tali che il rifiuto pericoloso introdo o, sia una piccola percentuale rispe o alla matrice standard in ingresso, per non perturbare il normale funzionamento dell impianto. Sebbene teoricamente possibile, il co-incenerimento, non è ad oggi una tecnologia sviluppata a livello industriale, nemmeno nel caso di inceneritori ad elevato sviluppo tecnologico (es: ad ossigeno,ad alta pressione, con bruciatori innova vi), a ragione delle enormi difficoltà tecniche legate all eterogeneità del rifiuto. Tali difficoltà rendono necessari cos di inves mento, ges one e manutenzione ancora più eleva rispe o a quelli dei VOX EconomyIMaggio

12 normali inceneritori e tu o ciò si traduce in un costo (> 300 /t) che incide pesantemente sul prezzo finale del prodo o primario industriale. Occorre, inoltre, considerare che il produ ore non si spoglia della responsabilità dei suoi rifiu semplicemente consegnandoli al trasportatore terzo, (individuata all ART. 188 COMMA D.Lgs 152/2006), ma conserva l onere di vigilanza per il buon esito del viaggio dei rifiu verso il sito finale, il quale deve essere sempre necessariamente conosciuto e verificato sia dal produ ore sia dal trasportatore al momento della partenza. Alla luce di ciò si comprende come sarebbe più semplice per il produ ore riuscire a seguire le tracce dell intera filiera produ va (fino allo smal- mento del rifiuto finale) se fosse dotato di una tecnologia da ges re in situ, cioè pra camente nello stesso luogo di produzione. E per essere veramente a raente, tale soluzione dovrebbe essere efficiente, flessibile, semplice ed economica. Risponde a tu ques requisi la soluzione sviluppata interamente dal Centro Sviluppo Materiali, partendo dall idea iniziale alla realizzazione del proto po industriale. Tale soluzione offre diversi vantaggi: il primo è il rispe o del principio di autosufficienza ges onale, cioè la dotazione impian s ca deve tendere alla completa autosufficienza per rispondere al criterio di responsabilità nella produzione dei rifiu : ognuno ges sca i propri evitando gli impa ambientali pici sia del loro trasporto sia di un impianto centralizzato. Il secondo vantaggio è la possibilità di ricavare energia dal rifiuto, ad esempio per il teleriscaldamento. Il terzo è quello di potere ricavare dal rifiuto, una volta iner zzato, la materia prima seconda (a ualmente definita rifiuto che cessa di essere tale ) da u lizzare in altre applicazioni industriali (ad es. so ofondo stradale o materiale per l edilizia). di mercato, sfru ando la competenza maturata nei se ori di processo, ingegneria, e scienza dei materiali. I se ori di intervento della società sono des na ad ampliarsi ulteriormente, grazie al nuovo asse o societario del CSM che a fine 2013 ha visto l ingresso del RINA, il nuovo azionista di maggioranza, il quale opera a livello internazionale in numerosi se ori industriali: navale, ambientale, energia, infrastru ure e traspor. In par colare è stato individuato il se ore ecoenerge co come uno degli ambi più idonei, per operare nel contesto dell evoluzione dello scenario energe co internazionale (energia e materie prime alterna ve e tradizionali). Specifica a enzione è stata rivolta allo studio di soluzioni innova ve per la termovalorizzazione dei rifiu organici industriali e delle biomasse, per la duplice ragione che il loro tra amento, oltre a poter produrre fluidi energe ci, consente anche un importante riduzione del ricorso alle discariche, tema di rilevante a ualità e di urgente soluzione. La strategia ado ata dal CSM per l innovazione applicata al problema specifico segue tre principali linee guida: o enere il minimo impa o ambientale; raggiungere l efficienza di conversione termoele rica maggiore possibile; essere percepita posi vamente dall opinione pubblica (Impian di piccola taglia). La scelta della gassificazione, come processo di termovalorizzazione sul quale concentrare gli sforzi di innovazione, è insita nel processo stesso che, tramite la produzione di syngas, consente di provvedere l auto sostentamento e di o enere anche materia prima combus bile. Questo si verifica ogni qual volta il rifiuto a matrice organica La tecnologia CSM di gassificazione/iner zzazione Il Centro Sviluppo Materiali (CSM) SpA è uno dei centri europei di ricerca industriale, tra i più importan nel se ore della chimica fisica delle alte temperature. Nel tempo il CSM, che lo scorso anno ha celebrato il cinquantennale, ha diversificato le proprie aree 12 VOX EconomyIMaggio 2014

13 in ingresso alla gassificazione possiede un'adeguato Potere Calorifico (contenuto di C>30%). Si deve considerare che il syngas prodo o può essere sfru ato in un processo a valle in modo più efficiente (cicli combina gas/vapore) e che il syngas può essere stoccato e consumato anche lontano dal sito di produzione. Rispe o a quanto esistente sul mercato ad oggi, la gassificazione proposta dal CSM consente di superare alcune cri cità a ualmente in essere, quali: processo difficilmente controllabile, syngas a basso valore energe co, effluen con alto contenuto di polveri, presenza di inquinan ed alta concentrazione di C nelle ceneri residue. Queste cri cità sono state superate mediante lo sviluppo proge uale di un unico conce o chiave: massimizzare l area di conta o tra la fase gassosa comburente e il combus bile all interno del rea ore. L autosostentamento dell intero processo è o enuto dal design par colare del sistema di riscaldamento; vale a dire che parte del syngas sviluppato viene bruciato e i fumi caldi della combus one vengono convoglia internamente alla prima sezione del rea ore (pirolizzatore), seguendo par colari percorsi (tecnologia proprietaria). La stru ura dell impianto è quindi tale da consen re un efficiente riscaldamento del materiale in ingresso, disidratandolo (rifiu molto umidi) e pirolizzandolo (eliminazione degli organici più vola li). Nel pirolizzatore non vi è presenza di aria. In una seconda sezione del rea ore (il gassificatore vero e proprio), viene trasportato il materiale tra ato nella prima sezione (char). Nel gassificatore viene immesso comburente (aria arricchita e/o miscela aria/vapore) preriscaldato e in quan tà tale da poter reagire stechiometricamente con il carbonio presente. Il flusso gassoso del comburente, differenziato e distribuito lungo il gassificatore,è tale da o enere una elevata miscelazione (ogge o di secondo breve o) e, quindi, il massimo della superficie rea va, tra la fase gassosa (il comburente) e fase solida (char). La tecnologia di gassificazione sviluppata al CSM raccoglie i vantaggi dei rea ori a tamburo rotante, in grado di tra are materiali in ingresso estremamente variega e quelli dei rea ori a le o fluido,nei quali la velocità di reazione è molto elevata, anche a basse temperature (<600 C). Il CSM ha realizzato nel tempo, diversi impian di gassificazione proto pali in scala pilota (fino a 100 kg/h). Ogni applicazione si diversifica sia nel core (pirolizzatore/gassificatore) sia nei sistemi ausiliari (pretra amento e tra amento fumi). La flessibilità della tecnologia CSM è tale da adattare la configurazione finale di ogni impianto alle cara eris che del rifiuto (quan tà e qualità) ed all uso desiderato (des nazione) del syngas. La messa in opera del primo gassificatore industriale (2t/h) è prevista a breve. Altra tecnologia di punta del CSM è quella delle torce al plasma, u lizzata per l iner zzazione di materiali organici o inorganici pericolosi (PCB, amianto, ceneri da tra amen termici, fly ash). Il rea ore sviluppato dal CSM si basa sul principio della Twin torch (anodo e catodo a flusso plasmagenico di Argon). Questa pologia di rea ore (temperatura media del nucleo plasma co intorno ai K, temperatura media del forno 1870 K) a ragione delle basse quan tà di gas plasmagenico u lizzato, presenta minime perdite termiche legate appunto alla rido ssima (<0,1 Nm3/h kg) emissione gas- VOX EconomyIMaggio

14 sosa oltre che una trasmissione dell energia termica, dalla fonte (plasma) verso il rifiuto da trattare, per irraggiamento e quindi con elevato rendimento. Inoltre, l alta densità energe ca del plasma consente di o enere notevole velocità di processo e una elevata compa ezza di impianto. Tramite successive o mizzazioni del proto po originale (riproge azione del sistema di raffreddamento degli ele rodi), l a uale configurazione (tecnologia proprietaria) perme e un notevole allungamento del tempo di vita del sistema plasmagenico, tale da renderlo compa bile con una normale manutenzione industriale. L impianto al plasma del CSM dà la certezza di avere una iner zzazione permanente e defini va (contrariamente a cer pi di iner zzazione a freddo), in quanto consente di modificare completamente la stru ura originale (ad esempio fibrosa come nel caso dell amianto) del materiale rendendolo completamente amorfo. Tecniche di raffreddamento, a valle del processo di fusione, consentono di o enere il residuo inerte e con la granulometria desiderata, ada o per nuove u lizzazioni. Sono sta costrui diversi proto pi di torce al plasma, ada ando l intera stru ura di impianto alla pologia e quan tà di rifiuto e alle richieste del cliente finale. I primi rea ori industriali (potenzialità di 0,5 MW), sulla base del breve o CSM, sono sta realizza per grandi aziende italiane (municipalizzate e non), dimostrando, con l esercizio, la fa bilità sia tecnica che economica, della tecnologia. Ringraziamen L autrice ringrazia tu o il Gruppo di Lavoro e in par colare i colleghi Teresa Beone, Giuseppe Faslivi, Daphne Mirabile, Medardo Pin e Marco Tripepi, per il contributo dato nella redazione del presente ar colo. 14 VOX EconomyIMaggio 2014

15 AXION: la forza del Made in Italy! In un periodo come questo in cui la crisi globale rende tu o più difficile, ci sono nuove opportunità per sfru are i pun di forza del Made in Italy. Ado are la giusta strategia per affrontare le nuove sfide in modo efficace serve a vedere i nuovi modi di fare business. Il momento storico a uale è il migliore per immaginare una nuova strada e per percorrerla. Non è facile, è chiaro, ma l innovazione e il cambiamento sono da sempre gli ingredien fondamentali per uscire dalla crisi che ciclicamente investe le imprese. Nazzareno Di Stefano UN POPOLO DI POETI, DI ARTISTI, DI EROI, DI SANTI, DI PENSATORI, DI SCIENZIATI, DI NAVIGATORI, DI TRASMIGRATORI. Non è stata scri a oggi la frase che campeggia sul Palazzo della Civiltà del Lavoro. È lì dal dopoguerra! Il Made in Italy... fino a un paio di anni fa il terzo brand più conosciuto al mondo! Solo Coca Cola e Visa sopra di noi... e Disney dopo. Oggi, nel bel mezzo di una crisi che non accenna ad affievolirsi, sembra tu o così lontano. Il mercato nazionale è ben lontano dalla ripresa; in ques ul mi anni troppe aziende hanno chiuso, portando con sé la perdita di migliaia di pos di lavoro. Dobbiamo allora cogliere le opportunità di lavoro in altri Paesi, dai Balcani al Nord Africa dai Paesi Bal- ci a quelli arabi... In Italia, infa, in ques anni di gravissima crisi, è notevolmente cresciuta la quota di fa urato all estero delle imprese. Un esempio: nel solo se ore edile dal 2008 al 2013 si è registrato in Italia un calo degli inves men in costruzioni del 30%. Tra il 2004 e il 2012, però, per lo stesso comparto, l'aumento di fa urato estero è stato del 196,2% (da 2,9 a 8,7 miliardi) così da rappresentare già nel 2012 (e il trend è in con nua ascesa) la parte preponderante del fa urato totale (58%) contro il 42% di fa urato conseguito in Italia (6,2 miliardi nel 2012 contro i 6,5 del 2004). Lo sviluppo di poli che di internazionalizzazione sta divenendo, quindi, un obie vo imprescindibile per tu e le imprese che non trovano più sul mercato domes co sufficien opportunità di lavoro. Ma per avere chance di successo all estero bisogna superare l individualismo che cara erizza le nostre imprese e ado are forme di aggregazione imprenditoriale, dalle re d impresa ai consorzi, che consentono di rafforzare la compe vità me endo in comune i numeri e le specificità di ogni azienda. Così da poter cogliere tu e le opportunità. AXION sta supportando con numerose azioni di affiancamento le PMI associate, sempre più interessate a questo processo. AXION intende promuovere l'internazionalizzazione s molando le imprese italiane ad affrontare nuove sfide con la serenità di chi ha alle spalle un proge o ben stru urato. Oggi par colarmente interessan sono i territori des natari dei maggiori finanziamen UE e con minore burocrazia, pressione fiscale e rischio paese. Non vanno tralascia però tu quei paesi - e ce ne sono mol - in cui la passione e l ingegno italiano rappresentano ancora un buon biglie o da visita. Il nostro lavoro è supportato dalle potenzialità delle imprese italiane, dalla loro a tudine al "problem solving" e dalla loro crea vità: in poche parole, dal Made in Italy! VOX EconomyIMaggio

16 La Cooperazione con Stati, Popoli e Religioni per realizzare un comune progresso socio-economico Un albero. per crescere, durare nel tempo ed estendere i suoi rami, deve avere solide radici così come la nascita e la storia dell Associazione Internazionale H&D (Habitat & Développement) fondata e presieduta da Enrico Gervasoni. Enrico Gervasoni Per dare una risposta concreta al fabbisogno di alloggi nella provincia di Bergamo, Enrico Gervasoni fonda nel 1982 e guida con successo, per più di 15 anni, il Consorzio Orobico Coopera ve di Abitazione con cui, dal 1996 in poi, avvia una opera vità estera esportando competenze nel se ore dell abitazione sociale nei paesi africani partendo dal Senegal, s pulando convenzioni per la formazione professionale e per i ritorno degli immigra nei loro paesi, coinvolgendo Is tuzioni Italiane e Africane. Da qui la nascita di H&D che, sos tuendosi al Consorzio Orobico Coopera ve di Abitazione, dal 1997 in poi amplierà e svilupperà la sua a vità in 3 con nen, con programmi di sviluppo e life projects in Sénégal, Libano, Costa d Avorio, Sud Africa, Repubblica di Capo Verde, Brasile e Venezuela e negli ul mi anni anche in Romania, Qatar, Arabia Saudita e Paesi del Golfo, oltre che nell Africa Occidentale e nel Maghreb, ricevendo incarichi ed interagendo con le diverse culture, usanze e religioni. H&D, per scelta del suo fondatore, ha sempre avuto una par colare a enzione per l Africa stabilendo in Senegal, sin dal 1997, la sua base logis ca ed opera va per il Con nente. H&D, senza discriminazioni di cara ere poli co, religioso, di razza o altro, cosciente dell importanza che riveste per l uomo il proprio ambiente vitale, ha per scopo di favorire, promuovere e coordinare ogni inizia va capace di valorizzare il territorio su cui l Uomo possa abitare e condurre la propria esistenza sviluppando le proprie a vità lavora ve, culturali e sociali. H&D è l espressione organizzata per tu coloro che, unitamente alla competenza, condividono principi e ci come la responsabilità sociale d'impresa, la lealtà e la corre ezza nei rappor umani e professionali ed intendono agire di conseguenza nei rappor economici, sociali e poli ci; la garanzia richiesta è di: avere e mantenere inta o il proprio capitale di fiducia, termine che trova la sua compiutezza nell espressione francese capital-confiance. H&D, oltre che per ogni po di proge o riguardante la ci à, il territorio e l habitat, interviene favorendo lo sviluppo dei seguen se ori: innovazione e ricerca, acquisto e trasformazione delle materie prime e della produzione agricola e agro-alimentare con forme eque di partenariato che appor no benefici e sviluppo ai paesi produ ori, settore energe co, industria manifa uriera, infrastru ure e proge integra di sviluppo e di salvaguardia dell ambiente, sanità, commercio e servizi, comunicazione e media. H&D ha il compito di rendere possibile l armonia e la complementarietà tra tu i fa ori che agiscono in un programma di sviluppo (poli co is tuzionale, economico, finanziario, tecnico, sociale, ecc.) Per cooperazione internazionale non intendiamo una forma di assistenza allo sviluppo verso Paesi bisognosi di aiuto, il più 16 VOX EconomyIMaggio 2014

17 delle volte affidata ad organizzazioni non governa- ve; per noi, cooperare significa costruire un vero rapporto di partenariato, definendo in modo chiaro i reciproci interessi perché ciascuno ha qualcosa da dare e qualcosa da ricevere e questo vale anche per i rappor fra gli sta, anche per quelli considera poveri. Il servilismo pra cato o la perdita di sovranità imposta da cer Paesi nei confron di altri, in cambio di aiu allo sviluppo, non rientra nella cooperazione che deve invece garan re pari dignità fra i partner e conseguente corresponsabilità. Gli Sta, in base anche alla loro collocazione storica e geografica, devono saper trovare un loro spazio in ambito internazionale; nella globalizzazione vi sono aspe apparentemente oppos : da un lato il fa o di non rimanere isola, avendo la possibilità di accedere alla conoscenza e a tu i flussi commerciali, economici e culturali etc, dall altro il rischio di perdere la propria iden tà e di essere in balìa di altri regis che decidono il loro des no quando lo Stato agisce in modo passivo pur di acca varsi qualche aiuto. H&D interviene con accordi e protocolli per, insieme, elaborare ed applicare strategie che perme ano agli Sta di evidenziare e a vare una loro specifica funzione, ritagliandosi uno spazio peculiare in ambito internazionale in modo da a vare proge e programmi che facciano derivare benessere e progresso socio-economico per i propri ci adini. I Popoli hanno una dinamica propria nei rappor internazionali che può influenzare o essere influenzata dagli Sta. Si cerca il lavoro dove c è o si va a vivere dove sei libero di vivere, etc tante sono le ragioni che muovono persone in terra straniera; così come sempre più espressioni organizzate dell economia, come le imprese, sono coinvolte nella cosidde a internazionalizzazione. Non sempre gli sta e le loro macrostru ure sovranazionali che si limitano per lo più alla ges one monetaris ca, sanno valorizzare realtà che in mol Paesi avrebbero grande valore. Ecco perché H&D si è posta come ponte tra i vari Paesi favorendo un rapporto dire o tra i popoli collegando le varie espressioni economiche e socioculturali della società, come per esempio apportare il know-how e il savoir faire italiano con forme di partenariato di reciproca u lità. Le Religioni possono avere un ruolo specifico nella maturazione e svolgimento delle relazioni internazionali. È importante cercare di definire il ruolo delle religioni per una migliore convivenza fra gli uomini. Non si deve credere a quan cercano di ridurre la religione ad una ques one privata dell individuo. Le religioni, oggi più che mai, dopo la caduta delle ideologie, hanno ruolo moralizzatore nel definire e salvaguardare i comportamen e ci nella vita sociale e nei rappor economici e finanziari che incidono sulla vita e sulla dignità delle persone e delle famiglia. Il progresso e l equilibrio economico hanno più che mai bisogno di e ca e spiritualità: per questo è necessario che la religione svolga anche una azione per migliorare l esistenza umana valorizzando i comportamen e ci e solidali nell a vità economica e finanziaria. H&D, sin dall inizio ha collaborato e ricevuto incarichi dalla varie religioni per applicare sul territorio e nei vari se ori di sviluppo, quei principi che devono trovare la loro corrispondenza anche nella concreta realizzazione dei programmi. VOX EconomyIMaggio

18 European Muslims League Ripor amo di seguito alcune immagini, gen lmente fornite da S.E. Amb. Alfredo Maiolese, Presidente della European Muslims League, rela ve ad alcuni recen conferenze - a cui ConfederAziende è stata onorata di partecipare - di notevole rilevanza sia in quanto ai contenu che per la presenza di numerose personalità del mondo diploma co internazionale. Armonia o scontro tra le religioni? Tra le molte stelle lucen della bandiera europea, vorremmo irradiare la nostra luce, contribuendo allo sviluppo, alla prosperità e alla pace generale della nostra amata terra europea. S.E. Ambasciatore Alfredo Maiolese - Presidente della European Muslims League Islam and Diplomacy Saturday 08 June Palazzo Ducale - Genova - Italy A er the presenta ons by H.E. Alfredo Maiolese, President of European Muslims League and keynote addresses, were present: H.E. Hon. Dr. Adel Bin A. Rahman Al Moawdah, Vice President of Parliament of Kingdom of Bahrain H.E. Dr. Hon. Noureddine Khadmi, Minister of Awqaf and Islamic Affairs Republic of Tunisia H.E. Nacer Mestiri, Ambassador of the Republic of Tunisia in Italy H.E. Naim Ternava, Mufti of the Republic of Kosovo H.E. Zaid Al Lozi, Ambassador of Hashemite Kongdom of Jordan H.E. Dr. Mohammed Nouh Al Qdhah, Minister of Awqaf and Islamic Affairs of the Kingdom of Jordan H.E. Sheikh Jaber Duaij Al Sabah, Ambassador of the State of Kuwait in Italy H.E. Amira Daoud Hassan Gornass, Ambassador of the Republic of Sudan in Italy H.E. Prof.Dr.Fareed Al Khotani, President of World Muslim League - Italy H.E. Dr. Hon. Mohamed Yatim, Vice President of Moroccan Parliament H.E. Nezha El Ouafi, Member of the Foreign Affairs Committee of the Parliament of the Kingdom of Morocco Dr. Ahmed Pandor, Theologian in Biblical Scriptures, Jo burg - South Africa Don Paolo Fontana, Delegate of the Archbishop of Genoa (H.Em. Cardinal Angelo Bagnasco, President of the Italian Episcopal Conference) for Interreligious Dialogue Dr. Enrico Gervasoni, Strategy International Development Consulting that intervenes in the theme: Co-operation between States, Peoples and Religions, or the Diplomacy of Action 18 VOX EconomyIMaggio 2014

19 EVOLUZIONE DI UN CONSORZIO Il Consorzio Internazionale Infrastrutture e Costruzioni il 18 Marzo 2014 è stato trasformato in Società per Azioni per consentire a nuovi soci sia finanziatori che operatori del settore edile di uscire da una dimensione prevalentemente locale ed affacciarsi al mercato nazionale ed internazionale contribuendo, con la propria competenza ed esperienza, allo sviluppo di un progetto interamente Italiano. CO.I.I.CO. S.p.A., proprietaria della CO.I.I.CO. LLC - con sede ad Abu Dhabi - dopo un grande lavoro di preparazione e di pubbliche relazioni sta entrando in fase operativa.. CO.I.I.CO. è stata trasformata in S.p.A. con l intento di aggregare piccole e medie imprese di costruzioni allo scopo di rafforzarne la competitività mettendo in comune i numeri e le specificità. Se sei interessato e desideri ricevere informazioni su come aderire a CO.I.I.CO., contattaci subito! CO.I.I.CO. SPA Via Ciro Trabalza, Roma (RM) Tel Fax

20 FOEDUS fa Impresa La cultura è un ve ore di idee e di valori; s mola il dialogo e la cooperazione tra gli individui e le culture, favorisce l'apertura sul mondo e il cosmopoli smo. La cultura e la storia, nel loro sedimentarsi, costruiscono il futuro, generano valori che possono porsi alla base della coscienza civile di una nazione. L'Italia, per la straordinaria ricchezza della sua cultura e della sua storia ha, rispe o al resto del mondo, un primato indiscu- bile, un vero e proprio capitale che rappresenta, da un lato, il fondamento dell'iden tà culturale del paese e, dall'altro, a ribuisce all'italia un alto profilo in campo internazionale. Mario Baccini La valorizzazione del patrimonio culturale è potenzialmente anche in grado di contribuire allo sviluppo economico e occupazionale in quanto può essere una non trascurabile fonte di lavoro, oltre che di soddisfazione, sopra u o per i giovani. Non per nulla, oggi si tende sempre più a privilegiare questo aspe o della cultura e del patrimonio culturale, che cos tuiscono un vero e proprio capitale, uno strumento in grado di favorire la crescita del sistema paese anche dal punto di vista più strettamente economico. Questo insieme di considerazioni mi ha spinto a cos tuire nel 2003 una fondazione culturale con sede a Roma e New York che non fosse una delle tante che fioriscono nel nostro paese, ma qualcosa di diverso. Per la stessa ragione abbiamo aperto una sede a Minsk in Bielorussia. Di fa o, trasformare l italianità da fa ore di simpa- a in garanzia di affidabilità, fare del modello italiano un esempio di qualità della vita è il filo che so ende ad ogni proposito o azione concreta che la Fondazione intende me ere in opera, in Italia come all estero. Foedus è alleanza, interazione, una sorta di circolo virtuoso (suggerito anche dal logo) tra cultura, impresa e solidarietà, tre elemen che sono anche fattori essenziali di una visione poli ca incentrata sui valori fondamentali dell individuo, della democrazia, del pluralismo e dei diri dell uomo; una visione poli ca che prende posizioni per lo sviluppo e la protezione delle risorse naturali e pone fra le sue finalità la lo a contro la povertà ed il progresso scien fico e tecnologico. Esse quam videri è il mo o che ho scelto per illustrare e significare la natura di Foedus: un mo o che riprende, abbreviandola, la nota frase la na Melius est esse quam videri ( È più importante essere realmente che apparire ). 20 VOX EconomyIMaggio 2014

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