Prodotto da Ignazio Lattanzi

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1 IL SISTEMA OPERATIVO pp 1 Generalità sui sistemi operativi pp 2 Modalità di lettura del S.O. pp 3 Le memorie di massa pp 4 Organizzazione delle memorie di massa pp 5 Relazioni fra programmi ed estensioni pp 6 I comandi fondamentali del sistema operativo MS DOS pp 6.1 Come installare una directory pp 6.2 Come si elimina una directory pp 6.3 Muoversi fra le directory pp 6.4 Comando Dir ed opzioni pp 6.5 Comando Format pp 6.6 Comando Sys pp 6.7 Comando Copy pp 6.8 Comando Diskcopy pp 6.9 Comando Xcopy pp 6.10 Copia logica e copia fisica pp 6.11 Comandi per cancellare pp 7 L'elaborazione batch pp 7.1 Il file batch autoexec.bat pp 8 Il programma di configurazione di sistema PP. 1 Generalità sui sistemi operativi. Il sistema operativo (nel prosieguo abbreviato con S.O.) è costituito dall'insieme di comandi che rende possibile l'uso avanzato del sistema di elaborazione da parte dell'utente. Più in dettaglio,si può vedere il S.O. come una medaglia a doppia faccia:da una parte permette al up di riconoscere e pilotare tutti i dispositivi a cui è collegato,quindi memorie, unità di uscita,unità di ingresso,etc. L'altra faccia della medaglia è rivolta all'operatore:il S.O. permette all'utente di comandare tutte le periferiche che il up riconosce come appartenenti a quel sistema, inoltre permette di copiare programmi, modificarli, eseguirli, cancellarli etc. Attualmente le società specializzate nella produzione di software sono sempre più impegnate nel difficile compito di realizzare un sistema operativo che,provvisto di una amichevole interfaccia grafica,permetta la gestione della macchina anche da parte di persone non esperte di questioni più specificamente tecniche, cercando di fare dell'elaboratore un elettrodomestico qualsiasi, alla stessa stregua di un comune ferro da stiro. Il compito è difficile dato che più deve essere facile gestire la macchina,maggiore è la quantità delle azioni che il software deve compiere autonomamente incrementando a dismisura la complessità del sistema operativo da produrre. 1

2 Sul mercato è possibile scegliere fra diversi sistemi operativi e i più diffusi sono UNIX (per sistemi medio grandi) OS2 (commercializzato e diffuso dalla IBM nel vano tentativo di contrastare la capillare diffusione del DOS) XENIX (concorrente ed alternativo di UNIX) ed infine il DOS (Disk Operating System prodotto dalla Microsoft).Qust ultimo conta il maggior numero di installazioni ed è il sistema che, con tutte le versioni con cui è stato periodicamente aggiornato a partire dalla 1.0, ha caratterizzato l'informatica degli anni 80. pp 2 Modalità di lettura del S. O. Sono due i modi più diffusi per poter caricare il S.O. all'interno di un sistema di elaborazione: 1) il primo sistema consiste nel memorizzare il S.O. all'interno della memoria R.O.M.; 2) altra possibilità è avviare l'elaboratore tramite programma di bootstrap inserito su memoria R.O.M. e leggere il S.O. dalla memoria di massa. Nel primo caso il S.O. viene letto e caricato in memoria R.A.M. non appena la macchina viene accesa mediante un transito diretto ed interno dei comandi, componenti il S.O., dalla memoria R.O.M. alla memoria R.A.M.; ovviamente questo transito è governato dal up. Questa soluzione viene adottata in quei sistemi dove non sorga la necessità di cambiare il S.O. installato; ad esempio in computer destinati ad attività amatoriali o anche in robot industriali,governati da up. Nel secondo caso il S.O. è memorizzato sul disco rigido e viene letto non appena si accende la macchina. Quando la macchina viene accesa, il up legge ed esegue il programma di avviamento, in cui sono contenute le istruzioni relative alla ricerca e alla lettura del S.O. Le operazioni di avviamento iniziano dal controllo della presenza, nel drive A, del dischetto contenente il S.O. I risultati del controllo possono essere i seguenti: a) drive vuoto:in tal caso il S.O. viene cercato sul disco rigido; b) dischetto presente nel drive A ma che non contiene un S.O. riconosciuto:in tal caso l'operatore viene avvisato tramite apposito messaggio di errore ed il sistema si pone in stato di attesa; 2

3 c) se nel drive A è inserito un dischetto, contenente un S.O. valido,questi viene letto e l'operatore viene avvisato che il sistema di elaborazione è pronto per ricevere ulteriori istruzioni e/o comandi; d) quando il drive A è vuoto la ricerca prosegue con la scansione del disco rigido di nome C:se un S.O. valido non è presente neanche su questo disco rigido, l'operatore viene avvisato mediante segnalazione di sistema non pronto; di contro se un S.O. riconosciuto è presente esso viene letto e parzialmente caricato in memoria R.A.M.,l'operatore viene avvisato che la macchina è pronta per ricevere ulteriori istruzioni e/o comandi. Il S.O. è parzialmente caricato in memoria R.A.M., per evitare di occupare inutilmente spazio, con quei comandi che sono usati raramente. I comandi caricati in memoria R.A.M.,vengono detti "comandi interni",gli altri sono "comandi esterni" e per il loro uso è necessario che il up sia messo in condizione di leggere il comando stesso dalla relativa memoria di massa. pp 3 Le memorie di massa. Nei moderni sistemi di elaborazione le memorie di massa sono costituite da dischetti magnetici,dischi rigidi e dischi ottici. I dischetti magnetici sono commercializzati nei seguenti formati:1,44 Mbytes-2,88 Mbytes ed hanno il formato di pollici 31/2. Per una maggiore durata dei dischetti flessibili è necessario adottare le seguenti precauzioni: 1) dopo l'uso reinserirli sempre nel loro contenitore di protezione; 2) evitare di esporre i dischetti a temperature inferiori ai 10 C e superiori ai 52 C; 3) non toccare direttamente le superfici magnetiche del dischetto; 4) non piegarli; 5) infine non esporli a campi magnetici o elettromagnetici anche di modesta entità. I dischetti magnetici sono facilmente rimovibile dal drive,è sufficiente l'inserimento o l'estrazione manuale.però non hanno la capacità di poter memorizzare,su un unico dischetto, 3

4 programmi applicativi complessi che, di solito,vengono venduti su un numero variabile di dischetti. Il disco rigido ha una capacità che va da 10Mbytes a centinaia di Mbytes.E' senz'altro conveniente installare i propri programmi applicativi sul disco rigido, evitando un fastidioso movimento di dischetti. Normalmente sia i dischetti che il disco rigido sono riconosciuti dal S.O.,tramite lettere dell'alfabeto; è denominato drive A quello in cui il mp va a cercare il S.O. al momento dell'avviamento del sistema;il secondo drive è detto B; il primo disco rigido è detto C (è possibile installare più di un disco rigido,nello stesso sistema di elaborazione).durante la fase di predisposizione di un disco di memoria di massa,il S.O. MS-DOS ne divide la superficie in una certa quantità di settori. Il numero di settori, ricavabili da un supporto magnetico,è funzione delle sue dimensioni. Ogni settore può contenere 512 bytes di dati. Un gruppo di settori è detto unità di allocazione.il numero dei settori per unità di allocazione dipende dalle dimensioni del disco. pp 4 Organizzazione delle memorie di massa. Un corretto uso del disco rigido e dei dischetti magnetici prevede la divisione degli stessi in zone di lavoro.ogni zona è destinata a contenere quei programmi che insieme concorrono a risolvere un determinato problema. Ad esempio,un programma per la videoscrittura gestito da un insegnante avrà in una zona di lavoro le lezioni pronte,in un'altra zona le lezioni da preparare,in una terza zona i compiti da assegnare ed in una quarta zona di lavoro gli esercizi svolti,in un'altra ancora quelli da assegnare e via proseguendo in questo modo. Se il presunto insegnante registra indistintamente tutti i programmi in un'unica zona, non suddividendo la propria memoria di massa in più zone di lavoro, passerà il proprio tempo a cercare di individuare un programma spulciando in elenchi interminabili e senz'altro non riuscirà a preparare lezioni o esercizi o appunti per i propri allievi. Tecnicamente ogni zona di lavoro prende il nome di "directory".alternative adeguate in lingua italiana, non ne sono 4

5 state trovate; qualcuno ha provato direttorio,ma ha avuto scarso successo e la cosa non dovrebbe meravigliare. Le directory vengono installate dall'operatore. Ogni directory può contenere,a sua volta,altre directory cosicchè è possibile ramificare la struttura,fino ad esaurire lo spazio sul disco. Si esamini l'appendice 1,in cui è raffigurata la situazione di un disco rigido:il primo livello si chiama radice ed il contenuto è costituito da una certa quantità di directory e da pochi programmi. Dal livello detto radice non è possibile verificare se le directory figlie contengano programmi e/o altre direcory, ma è necessario scendere di un livello,entrando in una qualsiasi delle directory presenti dove si ripete la stessa situazione:esaminando il contenuto della directory in cui si è posizionati,si vedranno una certa quantità di programmi e probabilmente altre directory,di cui non è possibile vedere il contenuto se non si scende di un altro livello. p.p.5 Relazione fra programmi ed estensioni. I programmi,per poter essere distinti l'uno dall'altro,hannno un nome ed una estensione.le estensioni definiscono l'uso a cui è destinato il programma;ad esempio programmi di nome: LETT.TXT e LETT.DOC hanno lo stesso nome ma estensione diversa il che ne fa due programmi diversi. Entrambe queste due estensioni indicano che i due sono programmi di testo (potrebbero contenere appunti,istruzioni d'uso,lettere etc.). I programmi che hanno le estensioni:.exe.com.bat sono immediatamente eseguibili da S.O. I programmi aventi estensioni diverse da quelle sopra indicate non sono eseguibili da S.O.,ma hanno bisogno di altri programmi capaci di leggerli.ad esempio un programma con estensione.bas non è eseguibile da S.O.,ma ha bisogno dell'interprete del linguaggio con cui è stato scritto,in questo caso il Basic. 5

6 pp 6 I comandi fondamentali del sistema operativo MS DOS. pp 6.1 Come installare una directory. il comando per poter creare una directory è: MKDIR NOMEDIRECTORY seguito dalla pressione del tasto di Invio; ad esempio se il nome predesignato della directory è GAME la sintassi corretta è: MKDIR GAME la sintassi abbreviata è:md GAME il comando MKDIR è l'abbreviazione di MaKe DIRectory. pp 6.2 Come si elimina una directory. Il comando per poter cancellare una directory è: RMDIR NOMEDIRECTORY seguito dalla pressione del tasto di Invio; ad esempio volendo cancellare la directory precedente di nome GAME la sintassi corretta è: RMDIR GAME la sintassi abbreviata è:rd GAME il comando RMDIR è l'abbreviazione di ReMove DIRectory. Il comando di cancellazione directory può avere successo solo se,preventivamente, sono state rispettate le seguenti tre clausole fondamentali: 1) la directory da cancellare non contiene programmi; 2) la directory da cancellare non contiene subdirectory; 3) il prompt è posto nella directory di livello immediatamente superiore a quella da cancellare. Ad es.,relativamente alla appendice 1,volendo cancellare la directory di nome PIF,ci si dovrà posizionare nella directory di nome WINDOWS. pp 6.3 Muoversi fra le directory. Ovviamente deve essere possibile potersi muovere fra le directory e quindi salire o scendere di livello a proprio piacimento.il comando relativo è: CD NOMEDIRECTORY ad esempio,riferendosi all'appendice 1,per scendere di livello dalla directory radice alla directory windows,la sintassi corretta è: cd windows 6

7 ancora,volendo scendere di una posizione : cd pif dalla directory di nome PIF,per tornare in radice è possibile scrivere: cd\ dal livello di radice è possibile scendere al livello PIF con un solo comando: cd windows\pif così anche dal livello PIF è possibile spostarsi,con un solo comando,alla directory di nome PASCAL: CD\pascal si ricordi che, con la clausola cd\ si torna al livello di radice qualunque sia il livello attuale;nel comando è stato specificato il nome di una directory che si trova di un livello sotto a quella di radice.e quindi possibile muoversi a piacimento semplicemente indicando,il percorso o path, che il S.O. deve seguire per potersi spostare nella directory scelta.il comando CD è l'abbreviazione di Change Directory. pp 6.4 Comando Dir ed opzioni. E' possibile esaminare il contenuto di una directory mediante il comando Dir che, nella forma più semplice,fornisce per ogni programma le seguenti notizie:il nome e l'estensione e lo spazio occupato sul disco, la data e l'ora di registrazione. Il semplice comando DIR,senza opzioni,si riferisce al drive di default. Se il drive di default è A,si possono avere le seguenti opzioni: dir produce un'uscita video con scorrimento verticale delle seguenti notizie:i nomi,le estensioni, lo spazio occupato, la data e l'ora di registrazione, dei programmi registrati sul disco inserito nel drive A.Il comando dir b: produce un'uscita video analoga a quella precedente,ma relativa al disco inserito nel drive B. Se i programmi registrati sono molti, il comando dir usato come sopra è pressochè inutilizzabile, in quanto lo scorrimento è talmente veloce da impedire la lettura di tutti i nomi;quindi è conveniente usare il comando in questione con le opzioni come di seguito indicato: 7

8 dir /p visualizza i programmi per gruppi di diciotto e, per dare il tempo all'operatore di consultare con comodo l'elenco, vi è bisogno che qualcuno pigi un tasto; dir /w produce un'uscita video in maniera orizzontale, fornendo i soli nomi e le estensioni dei programmi.quindi restituisce una visione globale dei programmi residenti, ma incompleta dal punto di vista delle notizie. L'operatore può trarre vantaggio ad usare il comando dir insieme al carattere jolly * (asterisco);esempi: dir *.com visualizza tutti i programmi presenti nella directory corrente ed aventi estensione.com e nome qualsiasi; dir cobol.* visualizza tutti i programmi presenti nella directory corrente aventi nome cobol ed estensione qualsiasi; dir c:\game\image *.pic visualizza i programmi presenti nella directory di nome Image,di secondo livello rispetto alla radice,aventi estensione.pic e nome qualsiasi. Volendo visualizzare i soli nomi delle directory installate, senza avere anche l'elenco dei programmi ivi presenti,la sintassi è: dir *. L' opzione /o,con la sintassi di seguito indicata, serve per poter visualizzare,secondo un certo tipo di ordinamento, l'elenco dei files presenti sulla directory corrente: dir /on per nome in ordine alfabetico; dir /oe per estensione in ordine alfabetico; dir /od visualizzando con riferimento alla data ad iniziare dal primo programma registrato; dir /os con riferimento alla lunghezza fisica dei programmi ad iniziare da quello più corto; dir /o-n per nome in ordine alfabetico inverso; dir /o-e per estensione in ordine alfabetico inverso; dir /o-d visualizzando con riferimento alla data ad iniziare dall'ultimo programma registrato; dir /o-s con riferimento alla lunghezza fisica dei programmi ad iniziare da quello più lungo. 8

9 pp 6.5 Comando Format. serve a preparare i dischetti magnetici nel modo e nel formato desiderato. I dischetti vengono venduti non predisposti, poiché ad ogni diversa versione del sistema operativo, corrisponde una diversa predisposizione dei dischetti stessi. La procedura di predisposizione sta ad indicare quel processo, che deve subire ogni dischetto, affinché sia perfettamente adattato al complesso hardware e software in cui dovrà operare.l'operazione consiste nel suddividere il dischetto magnetico, in una certa quantità di settori e ogni settore in una certa quantità di tracce.questa suddivisione non è uniforme per tutti i sistemi di elaborazione, quindi è cura dell'utilizzatore preparare i dischetti a lavorare con il proprio di sistema.il comando è: format a: se il dischetto da predisporre deve essere inserito nel drive A,oppure format b: se il dischetto da preparare deve essere inserito nel drive B. Una volta dato il comando il S.O. chiede l'immissione del disco da preparare nel drive B e, successivamente provvede alla predisposizione.attenzione però poichè se il dischetto non è nuovo,questo processo ne distrugge tutto il contenuto. Il comando Format,oltre che a preparare il dischetto,provvede anche a installarvi una tabella di nome F.A.T.,che vuol dire:tabella di allocazione dei files. Questa tabella è un indice dove il S.O. memorizza i numeri di settore e di traccia da cui inizia la scrittura di un programma; ogni volta che si registra un file su un dischetto,il S.O. provvede all' aggiornamento della F.A.T. Quando è necessario richiamare un programma, il S.O. va prima nella F.A.T. a leggerne l'indirizzo, poi sposta la testina magnetica direttamente a quel settore e a quella traccia. L'uso di questa tecnica comporta due vantaggi: 9

10 1) minore usura della testina magnetica che, potendo spostarsi direttamente ad un certo indirizzo,avrà un tempo medio di buon funzionamento certamente più lungo; 2) riduzione del tempo impiegato per individuare un qualsiasi programma presente sulla memoria di massa. Il sistema operativo MS-DOS può eseguire la predisposizione del dischetto con due modalità diverse.una è la predisposizione di sicurezza e l'altra è la modalità incondizionata. Il comando per eseguire una predisposizione incondizionata è: format a: /u Il comando per eseguire una predisposizione di sicurezza è quello standard già illustrato.in pratica il S.O. MS-DOS esegue sempre una predisposizione di sicurezza e, tale opzione si disabilita aggiungendo al comando l'opzione /u. Senz altro può accadere che un disco venga predisposto per sbaglio e vengano cancellate delle informazioni che sarebbe utile poter recuperare. Con la predisposizione di sicurezza è possibile il recupero delle informazioni cancellate dal comando format;nella predisposizione incondizionata è difficile il recupero delle informazioni erroneamente cancellate In ogni caso per cercare di recuperare più informazioni possibile è necessario preinstallare il comando mirror. L'operatore avrà cura di inserire questo comando nel file di autoexec.bat. Il comando per tentare il recupero delle informazioni, cancellate per errore è: unformat a: oppure unformat c: dipendentemente da quale supporto di massa si vuole tentare il recupero delle informazioni. E' possibile abbreviare i tempi di attesa indicando al S.O. di eseguire la predisposizione veloce.la sintassi del comando è: 10

11 format a:/q questa opzione è possibile usarla solo in dischetti non nuovi, quindi già predisposti in precedenza.tramite il comando Format è possibile trasferire su un dischetto anche i tre files di sistema del S.O. MS-DOS. Due di questi files si chiamano IO.SYS ed MSDOS.SYS e non sono visualizzabili mediante il normale comando dir;il terzo si chiama command.com e,solitamente,si trova nella directory radice di ogni disco rigido. Sono tre programmi necessari al sistema operativo che senza,sarebbe incompleto e non funzionante.volendo avere un disco copia del S.O. è necessario che, oltre ai normali comandi,siano duplicati anche questi.questa operazione può essere portata a termine con l'uso del comando Format insieme all'opzione /s: format b:/s Ovviamente, è anche possibile trasferire i tre files di sistema, da un disco inserito nel drive A ad un altro disco inserito nel drive B. pp 6.6 Comando Sys. Se l'unico problema è il trasferimento dei files di sistema e non necessita la predisposizione di un dischetto,non è indispensabile adoperare il comando format,bensì è più agevole l'uso del comando SYS. Questo comando trasferisce i tre files di sistema sul dischetto destinazione a condizione che questi sia stato preventivamente preparato;la sintassi è: sys B: nel caso in cui il trasferimento avvenga dal disco di sistema corrente,al disco presente nel drive B;o anche sys A: se il trasferimento avviene dal disco di sistema corrente,al disco presente nel drive A. 11

12 pp 6.7 Comando Copy. Serve a copiare programmi da un disco ad un altro, oppure da una directory ad un'altra. Volendo copiare il programma di nome TESTO.DOC dal dischetto inserito nel drive A,al dischetto inserito nel drive B,la forma corretta del comando è: copy a:testo.doc b: che, detto in altre parole, vuol dire: copia dal dischetto inserito nel drive A (sorgente in questo caso),il programma di nome TESTO.DOC nel floppy presente nel drive B (destinazione in questo caso) o anche copia <da dove> <che cosa> <a dove>. Volendo è anche possibile fare l'inverso,quindi copiare dal dischetto inserito nel drive B al dischetto inserito nel drive A;in tal caso la sintassi del comando è: copy b:testo.doc a: ora il dischetto sorgente è quello inserito nel drive B e quello presente nel drive A è il dischetto destinazione.la funzionalità del comando copy viene incrementata utilizzando il carattere jolly * (asterisco).ad es. volendo copiare tutto il contenuto del dischetto inserito nel drive A,nel dischetto inserito nel drive B,la sintassi é: copy a:*.* b: il carattere jolly sostituisce sia l'estensione che il nome: tutti i programmi di nome ed estensione qualsiasi sono copiati dal dischetto sorgente A al dischetto destinazione B. In questo modo si evita che l'operatore esegua la copia dei programmi uno alla volta. ll carattere jolly asterisco può sostituire anche o il solo nome o la sola estensione del programma.se ad esempio nel dischetto inserito nel drive A vi sona trenta programmi di varia natura ed interessa copiare solo quelli che hanno l'estensione.pas si può scrivere: copy a:*.pas b: 12

13 in questo caso il carattere jolly sostituisce i nomi dei programmi, per cui tutti i programmi di nome qualsiasi ma aventi l'estensione specificata nel comando, in questo caso.pas,sono copiati dal disco sorgente in A al disco destinazione in B. Se il contenuto del dischetto,inserito nel drive B,fosse costituito dai seguenti programmi: RMCOBOL.001 RMCOBOL.002 RMCOBOL.003 RUNCOBOL.EXE COBOL.COM COBOL.LIB e si fosse interessati a copiare,nel dischetto inserito nel drive A,solo ed esclusivamente i programmi aventi nome RMCOBOL ed estensione qualsiasi,è possibile effettuare la copia con la seguente sintassi: copy b:rmcobol.* a: in questo caso l'asterisco sostituisce l'estensione dei programmi da copiare e tutti i programmi aventi il nome specificato nel comando,ma estensione qualsiasi, vengono copiati. pp 6.8 Comando diskcopy. Esegue la copia fisica del disco sia dal drive A al drive B che viceversa.la sintassi del comando è: diskcopy a: b: volendo eseguire la copia riversando l'intero contenuto del dischetto inserito nel drive B, sul dischetto inserito nel drive A,la sintassi del comando è: diskcopy b: a: Il comando diskcopy,se necessario,provvede anche a predisporre il dischetto destinazione della copia,avvisando l'operatore di ciò mediante messaggio sullo schermo,che appare mentre l'operazione è in corso.la predisposizione del disco 13

14 destinazione avviene con lo stesso numero di settori e di tracce del disco sorgente. Diskcopy cancella le informazioni presenti sul disco destinazione scrivendovi sopra i programmi provenienti dal disco sorgente. pp 6.9 Comando xcopy. Così come dice il suo nome (extented COPY), questo comando è una estensione del copy già visto in precedenza. Ha il pregio di copiare non solo i file indicati, ma anche le subdirectory di una directory e, qualora queste non siano installate sul dischetto destinazione provvede questo comando alla creazione della subdirectory mancante.i parametri usabili sono: con il parametro il comando... /e copia i file e le subdirectory anche se vuote. /s copia i file e le subdirectory. /v verifica la copia. /w chiede conferma prima di procedere alla copia. esistono altri parametri, ma sono di relativa utilità e per la loro spiegazioni si rinvia al manuale MS DOS di riferimento. Ad esempio digitando xcopy a: c:/s il comando provvede a copiare tutti i files presenti sul dischetto inserito nel drive A sulla directory corrente del disco rigido, creando le eventuali subdirectory. Ancora, digitando: xcopy a: c:/s/v il comando effettua lo stesso lavoro dell esempio precedente e in più procede alla verifica dei files copiati. pp 6.10 Copia logica e copia fisica. Abbiamo visto che è possibile copiare l'intero contenuto di un dischetto sia mediante il comando copy che il comando diskcopy. L'operatore però faccia attenzione,poichè i risultati pratici non sono gli stessi. Il comando copy effettua la copia del disco sorgente riferendosi alla tabella di allocazione dei files di quest'ultimo, registrando sul disco destinazione senza frammentazioni o aree 14

15 di disco vuote e rispettando l'ordine cronologico della tabella F.A.T. del disco sorgente. Il comando diskcopy effettua la copia fisica del disco,producendo uno specchio esatto del disco sorgente.questo comando per effettuare la copia ignora la F.A.T.,ma legge il disco sorgente in sequenza a partire dal primo settore e dalla prima traccia;quindi copia tutto ciò che incontra,compresi spazi vuoti e programmi più volte movimentati. L'operatore vagli le proprie esigenze,dando la preferenza al comando che meglio soddisfa le necessità contingenti. pp 6.11 Comandi per cancellare. I comandi sono DEL oppure ERASE e sono perfettamente equivalenti l'uno all'altro. Volendo cancellare il programma di nome TESTO.DOC la sintassi è: del testo.doc è possibile avvalersi,per cancellazioni multiple,del carattere jolly asterisco: del *.* cancella tutti i programmi contenuti nella directory corrente del dischetto di default; del *.cbl cancella tutti i.cbl; programmi aventi nome qualsiasi,ma estensione del rmcobol.* cancella tutti i programmi che hanno nome RMCOBOL ed estensione qualsiasi; Se per errore è stato cancellato un programma,si può tentarne il recupero mediante il comando undelete.ciò è possibile poichè il S.O.,dopo l'uso del comando del,non cancella fisicamente un programma, ma senplicemente lo contrassegna per tenerne conto poi allorchè servirà spazio per una successiva registrazione. 15

16 Per permettere al S.O. di rintracciare i programmi marcati per la cancellazione, è necessario installare il comando mirror /t.questo è un programma TSR che ha il compito di registrare le informazioni,inerenti al programma che eventualmente si cercherà di recuperare, su di un files di nome PCTRACKR.DEL.In questo file saranno custodite le informazioni necessarie, al comando undelete,per poter rintracciare il file marcato per la cancellazione e che si vuole ripristinare.se il programma mirror/t deve agire sia sull'unità C che sull'unità A la sintassi è: mirror /ta /tc Dopo l'installazione di mirror, allorchè vi sarà la prima cancellazione di un qualsiasi file, verrà creato il file PCTRACKR.DEL che verrà poi aggiornato man mano che si procede alle cancellazioni.volendo recuperare il comando command.com,se cancellato per errore, la sintassi del comando undelete è: undelete c:command.com Se sorge l'esigenza di ripristinare più programmi,aventi tutti l'estensione.pas la sintassi sarà: undelete c:*.pas Il comando undelete lo si può usare anche senza indicare nome ed estensione o carattere jolly;in questo caso undelete tenterà di recuperare tutti i programmi cancellati: undelete c: Il comando undelete non può recuperare una directory cancellata e non può nemmeno ripristinare un programma, nel caso in cui sia stata cancellata la directory che lo conteneva. Ovviamente la maggiore utilità del comando undelete la si potrà ottenere usandolo al momento stesso in cui l'operatore si accorge dell'errore. Inoltre è opportuno tenere presente che molti comandi DOS e altri programmi applicativi, creano files temporanei che possono 16

17 essere registrati in aree in cui vi sono presenti programmi marcati per la cancellazione, soprascrivendo su uno di essi. pp 7 L'elaborazione batch. I programmi di tipo batch si riconoscono perchè hanno l'estensione.bat e sono costituiti da una sequenza di comandi, eseguiti dall'elaboratore, allorchè l'operatore richiama il nome del file batch. Questi sono programmi composti da una serie di istruzioni che,solitamente,sono comandi del S.O. Allorchè il programma va in esecuzione, l'elaboratore esegue, nella sequenza prevista,le istruzioni componenti il programma stesso. Siccome le istruzioni componenti il programma, sono comandi del S.O., l'operatore può automatizzare l'esecuzione di procedure altrimenti ripetitive.i files batch,se brevi,possono essere scritti con l'ausilio del comando COPY CON. Ad esempio il seguente programma verifica il contenuto dei dischetti prima di procedere alla predisposizione degli stessi.la sequenza delle operazioni è la seguente: Con il prompt di sitema su C:\, 1) digitare COPY CON PRVDSC.BAT seguito dalla pressione del tasto di Invio; 2) digitare il seguente programma, terminando ogni riga con la pressione del tasto di Invio: CLS REM INSERIRE IL DISCHETTO DA CONTROLLARE IN B REM PREMI UN TASTO QUALSIASI QUANDO PRONTO PAUSE DIR B:/P REM CTRL+PAUSA PER ARRESTARE IL PROGRAMMA REM PREMENDO UN ALTRO TASTO IL DISCO IN B REM VERRA' PREDISPOSTO PAUSE FORMAT B: 3) digitare CTRL+Z per registrare il programma; 4) provare il programma digitando PRVDSC.BAT seguito dalla pressione del tasto di Invio. 17

18 7.1 Il file batch autoexec.bat Ogni qualvolta si accende l'elaboratore vi sono delle operazioni particolari da compiere, che consistono nell'inizializzare alcuni parametri dell'elaboratore stesso, e dell ambiente di lavoro in cui esso è inserito.l'operazione di avviamento dell'elaboratore, con l'inizializzazione di tutti i parametri, consiste nell'impartire una serie di comandi del S.O. Questa operazione può essere eseguita manualmente,impartendo un comando per volta, oppure automatizzata scrivendo un programma che, al momento dell'avviamento dell'elaboratore,esegua tutte le operazioni di inizializzazione. Questo file ha il nome obbligatorio di AUTOEXEC.BAT ed è un programma che viene automaticamente cercato dal S.O. al momento dell'avviamento della macchina. Se il S.O. non trova il file di AUTOEXEC.BAT non è prevista nessuna segnalazione di errore e l'operatore deve sobbarcarsi il lavoro di impartire,uno alla volta, tutti i comandi necessari. Se breve può essere scritto con il comando COPY CON altrimenti con l'editor,in dotazione al S.O. MSDOS,di nome EDLIN. In appendice 2 è mostrato un esempio di questo file per un sistema AT con programma di interfaccia grafica WINDOWS installato. pp 8 Il programma di configurazione di sistema. Le macchine odierne sono destinate agli usi più disparati, tanto che i costruttori non possono configurare univocamente un sistema di elaborazione e metterlo in vendita. Ad ogni elaboratore, dipendentemente dallo uso a cui è destinato, è possibile allacciare un elevato numero di periferiche e, l'esistenza di ciascuna di esse, deve essere indicata al S.O. attraverso un opportuno software. Il complesso di queste operazioni prende il nome di configurazione del sistema. Per poter configurare il sistema,in maniera che possa riconoscere tutte le periferiche ad esso collegate,bisogna scrivere un apposito programma che ha il nome obbligatorio di CONFIG.SYS.Questo programma viene registrato nella directory radice del disco rigido,insieme al file di AUTOEXEC.BAT e ai tre files di sistema,cosicchè il S.O. possa rintracciare tutti questi programmi all'atto dell'avviamento della macchina. 18

19 Il file di config.sys può essere scritto con l'editor EDLIN o con il comando copy con o con l editor della maschera grafica del dos DOSSHELL..Nel seguito la descrizione dei comandi più frequentemente usati: BREAK imposta l'attivazione di CTRL+C per consentire, volendo, l'interruzione di un programma; BUFFERS riserva una certa quantità di area R.A.M. per la momentanea memorizzazione dei dati che viaggiano fra le memorie di massa e la memoria di sistema;ogni dimensione di un settore di disco (0.5 Kb). buffer ha la stessa Alcuni programmi movimentano una grossa quantità di dati fra la R.A.M. e le memorie di massa e, per poter velocizzare questo traffico, è opportuno usare i buffer. Al momento in cui una mole di dati deve essere registrata sul disco rigido,il up li deposita nell'area R.A.M. designata come buffer, per memorizzarli in una seconda fase, permettendo all'operatore di continuare il proprio lavoro. Maggiore è la quantità di buffers richiesti e minore è la quantità di memoria R.A.M. a disposizione dell'operatore. La quantità di buffers richiesti da un programma è indicata nelle specifiche tecniche allegate o riportate nella manualistica. COUNTRY imposta il sistema secondo le convenzioni linguistiche dei vari paesi, permettendone il riconoscimento attraverso un codice numerico. DEVICE carica in memoria R.A.M.,i programmi (o driver) che consentono al S.O. di riconoscere le periferiche aggiuntive installate. Nella confezione con cui viene venduta una generica periferica si troveranno allegati uno o più dischetti contenente i driver. Questi sono programmi che hanno il compito di descrivere,al S.O., sia l'esistenza che il tipo di periferiche collegate.il comando DEVICE notifica al S.O. sotto quale directory trovare e leggere un programma driver. I driver in dotazione al S.O. MS-DOS sono: ANSI.SYS, DRIVER.SYS, HIMEM.SYS, SMARTDRV.SYS, DISPLAY.SYS, EGA.SYS, 19

20 DRIVER.SYS, EMM386.EXE, PRINTER.SYS. La maggior parte di loro serve per la gestione della memoria R.A.M. secondo diverse configurazioni, se estesa o espansa o altre modalità. FILES imposta il numero di files che possono essere aperti contemporaneamente;i valori validi vanno da 8 a 255,con valore di default uguale ad otto. All'avvio del S.O. MS-DOS viene riservato dello spazio, nella memoria R.A.M.,per una tabella che dovrà contenere le informazioni (nomi dei files aperti, quantità di dati in movimento, posizione fisica sulla memoria di massa) relative ai files che verranno aperti nella seguente sessione di lavoro. Maggiore è la quantità di files,di cui si prevede l'apertura,e minore è la quantità di memoria R.A.M. a disposizione dell'operatore. La quantità di files richiesti da un programma è indicata nelle specifiche tecniche allegate o riportate nella manualistica. LASTDRIVE imposta il numero massimo di drive a cui il sistema può avere accesso;la specifica viene realizzata attraverso una lettera alfabetica;ad es. A indica una sola unità installata, B due unità installate e via di seguito REM aggiunge dei commenti,che saranno riportati su video, allorchè è in esecuzione il programma di config.sys; INSTALL imposta come TSR (residente in memoria R.A.M.), il programma o comando indicato. L'impostazione viene eseguita durante la fase di lettura del file di config.sys. I programmi residenti in memoria R.A.M.,una volta attivati,vi permangono per tutto il tempo in cui la macchina rimane accesa.essi possono essere eseguiti anche quando sono in funzione altri programmi.si possono rendere TSR i comandi MS-DOS FASTOPEN, SHARE, KEYB, NLSFUNC. SHELL indica il nome e la posizione dell'interprete dei comandi che si intende usare.l'interprete dei comandi predefinito del S.O. MS-DOS è il command.com. Non è necessario usare il comando shell se l'interprete dei comandi è quello standard e se risiede nella directory radice del disco rigido.. 20

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