Lo scenario dei mercati internazionali: opportunità, rischi e nuove strategie

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1 Lo scenario dei mercati internazionali: opportunità, rischi e nuove strategie Luigi Dante - Rappresentate esecutivo in Italia di EBRD Giovedi 21 giugno 2012 European Bank for Reconstruction and Development 2010

2 Agenda I. Situazione degli investimenti diretti italiani all'estero II. La situazione delle imprese, competività e rischi. Il supporto degli intermediari creditizi e delle istituzioni italiane III. La Banca Europea per la Ricostruzione e lo sviluppo ( EBRD ): ruolo e supporto per le imprese sui paesi di intervento 2

3 Il tema degli investimenti italiani all'estero (FDI) è stato oggetto nel corso del tempo di numerose ed accurate analisi. Pur tuttavia renderne una chiara rappresentazione implica indagini complesse e basandosi su dati fortemente disomogenei Il flusso di FDI italiani è iniziato storicamente a partire dagli anno '60, con modeste performance in relazione a quanto avveniva da parte degli altri Paesi dell'unione Europea Tale situazione era strutturalmente dovuta al marginale numero di grandi imprese e per la tradizionale specializzazione in produzioni industriali di beni a basso e medio contenuto tecnologico Arrivando all'ultima decade, a partire dagli anni 2000 lo stock degli investimenti (OFDI) si è incrementato signicativamente da US $ 180 a 578 miliardi alla fine del

4 Flussi FDI italiani - periodo In ogni caso il grado di internazionalizzazione dell'italia è stato storicamente più basso dei suoi principali partner europei, sia sul lato degli investimenti in uscita che in quelli in entrata Guardando a quelli in uscita, essi rappresentavano il 27,4 % del PIL nel 2009, contro il 57,8 % della media europea, il 64,9 % della Francia, il 41,2 % della Germania ed il 44,2 % della Spagna Alcune cifre: le imprese all'estero partecipate da imprese italiane erano alla data detenute da tra Gruppi ed imprese autonome I dipendenti all'estero con un fatturato di 460 miliardi di euro Le partecipazioni di controllo ammontavano all'82,3 % delle imprese partecipate, il 74,8% dei loro dipendenti ed il 79,7% del fatturato Fonte: Banca dati Reprint - Politecnico di Milano ICE dati all

5 Uno sguardo sui flussi FDI Italiani Osservando i flussi, questi sono saliti considerevolmente dopo il 2004, soprattutto a causa di operazioni di M&A fatte da un selezionato numero di grandi imprese italiane ( a solo titolo di esemplificazione, Fiat Group, ENI, Finmeccanica, Enel, Telecom Italia, STM Electronics, Benetton, Riva, Italmobiliare, Luxottica, Pirelli, Prysmian, Indesit, Ferrero ) oltre ad acquisizioni fatte da intermediari creditizi ( a partire dal Gruppo Intesa ed Unicredit ) Italian Outward FDI Flows Source: UNCTAD s FDI/TNC 5

6 Analisi dell'industria : No. di progetti FDI da parte di entità italiane suddivisi per attività 6

7 Analisi dell'industria : No. di progetti FDI da parte di entità italiane suddivisi per attività 7

8 Aalisi sulla destinazione di mercato: FDI Italiani 1 Destinazione di mercato: i Paesi Tra gennaio 2003 e giugno 2009, il Paese che ha attratto il maggior numero di investimenti in progetti e stata la Russia con 160 progetti di investimento. Questi rappresentano il 17% di tutti gli investimenti in entrata. Il Paese che ha registrato il piu elevato sviluppo di investimenti in entrata e la Serbia, con una media annua di crescita del 30 %. 8

9 Aalisi sulla destinazione di mercato: FDI Italiani 2 Secondo le stime del FT, 103 aziende italiane hanno effettuato investimenti in Russia ( il % ); in termini di progetti, 160, ovvero il %, sempre sullo stesso Paese. I principali 10 Paesi per destinazione rappresentano l 80 % di tutti i progetti di investimento in entrata. 9

10 Mercati di destinazione: FDI Italiani Per quanto si riferisce ai mercati regionali serviti attraverso i FDI, sono stati raggruppati su base 100; di questi, il 33% sono dedicati all'est Europa, il 29 % ai propri mercati domestici di provenienza ed il 17 % a mercati europei limitrofi. 10

11 Analisi sulla destinazione di mercato: le Città I dati nel periodo Gennaio 2003 giugno 2012: Mosca ha attratto 50 investimenti da parte di 46 aziende. Le prime 10 città rappresentano il 20% del totale 11

12 Il coinvolgimento delle PMI (SME ) La dimensione quale limite allo sviluppo Supporto a partire dagli ultimi anni '80 dal governo per supportare gli FDI italiani, con attenzione particolare verso le PMI. ICE, Simest, Finest, Sace, Informest attori principali Nell Export: Italia all 8^ posto su 221 Paesi esportatori La competizione tuttavia è sempre più forte ed occorre avere una politica industriale che accompagni le imprese in questo sforzo significativo 12

13 Elementi trainanti dei FDI Italiani I grandi Gruppi sono stati i principali soggetti coinvolti. La motivazione di presidio dei mercati è stato il più importante driver per questo limitato numero di grandi imprese Strategie mirate alla ricerca di efficienza sono state, solo a volte, importanti motivazioni per le PMI: una recente ricerca su un campione di aziende di minore dimensione conferma che meno del 40 % delle imprese italiane che hanno fatto investimenti all'estero li hanno realizzati con l'esplicita motivazione di vendere i propri prodotti nei paesi ospiti o di utilizzare la nuova piattaforma produttiva per esportare sui paesi limitrofi, dato che larga parte della produzione realizzata veniva ridestinata al mercato italiano I nostri competitori: le aziende Tedesche, per il 65 % le strategie di presidio dei mercati; le Francesi, per il 45 % la costituzione di piattaforme di esportazione Provenienza Regionale: 80 % PMI dal Nord Italia, il 15% dal Centro e marginalmente dal Mezzogiorno 13

14 Alcune osservazioni di interesse Se osserviamo i flussi nel periodo , questi sono stati stagnanti; ma poi a partire dal 2005 hanno avuto un costante incremento fino al Nonostante la crisi, le imprese italiane non hanno effettuato disinvestimenti su larga scala; al contrario vi è stato un continuo sviluppo Possiamo anche osservare come il recente andamento dei flussi sia caratterizzato da: - un rinnovato ruolo di traino da parte di imprese più grandi; - un importo incrementale di investimenti nel settore dei servizi e - una presenza ancor più significativa nelle economie dei paesi emergenti Il ruolo delle PMI è poi in crescita: infatti operano anche indipendentemente dalle imprese "apripista", traggono vantaggi competitivi nelle nicchie di mercato ad elevato valore aggiunto e conducono attività di M&A per accrescere competitivita EBRD molto interessata a questo processo perche fondamentale per la crescita dei mercati in transizione 14

15 Agenda I. Situazione degli investimenti diretti italiani all'estero II. La situazione delle imprese, competività e rischi. Il supporto degli intermediari creditizi e delle istituzioni italiane III. La Banca Europea per la Ricostruzione e lo sviluppo ( EBRD ): ruolo e supporto per le imprese sui paesi di intervento 15

16 Contributi di riflessione per un dibattito a beneficio delle nostre imprese, banche e soggetti istituzionali interessati 16

17 Contributi per un dibattito Una opinione da un osservatore specializzato - Esperienza di istituzioni pubbliche - Banchiere italiano ed internazionale - Esperienza di aziende e mercati Il dibattito è quanto mai di interesse soprattutto in questi giorni in cui il Governo Italiano presenta iniziative di politica industriale dedicate all'internazionalizzazione delle imprese ed al riordino dei soggetti istituzionali dedicati 17

18 Contributi per un dibattito Osservazioni di partenza: La dinamica della mondializzazione delle economie è un dato di fatto La competizione non ha frontiere e quindi L internazionalizzazione non è una scelta: e un obbligo 18

19 Contributi per un dibattito Delocalizzazione - Non decolalizzazione: un falso problema ed un inutile dibattito Si crea occupazione investendo sulla filiera in Italia ed all estero I fattori competitivi degli anni '90 in termini di costo di lavoro su alcuni mercati limitrofi rapidamente si riducono e perdono attrattiva I mercati di interesse si presidiano direttamente o si perdono Al nostro modello di sviluppo basato sulle esportazioni va affiancata con determinazione una politica di deciso supporto agli investimenti: da modello di export a modello di presidio dei mercati con DFI Dove non ci siamo si collocano altri con presidi diretti e rientrare e difficile 19

20 Contributi per un dibattito Domanda internazionale ancora elevata ma selettiva; per quanto riguarda i mercati dell'est, Russia e Turchia nei prossimi 3 anni sono ancora quelli trainanti. Dal Rapporto ICE Prometeia chiare indicazioni in tal senso Le politiche industriali dei Paesi su cui vendiamo: favorire gli investimenti per la creazione di know how interno, cultura industriale e lavoro per i propri cittadini Il nostro sistema è "in mezzo al guado". Non possiamo fermarci ora: presidio diretto, anche produttivo, sui mercati in cui operiamo come esportatori 20

21 Contributi per un dibattito Siamo capaci di fare grandi lavori all'estero; la verticalizzazione dei comparti produttivi in Italia sta proseguendo.occorrono capitali per operare in forte competizione con i principali player mondiali Siamo capaci di vendere all'estero tecnologia inserita nei nostri impianti "chiavi in mano " ma abbiamo anche qui il fiato corto in termini di capitali e condizioni competitive Vendiamo beni durevoli e tecnologia di processo e di prodotto in molti settori (meccanica, meccatronica, etc) esportando in Germania; di lì, la competizione tedesca acquisisce vantaggio competitivo nei bid a livello mondiale. Ne siamo soddisfatti? 21

22 Contributi per un dibattito Guardando alle imprese industriali e di servizi Sappiamo quali sono le criticità delle imprese italiane (e non solo delle PMI): Insufficiente capitalizzazione derivante anche, ma non solo, dalla propria limitata dimensione Limitata crescita di cash flow in Italia per alimentare i mezzi propri aziendali Accounting system spesso arretrato e non trasparente ad una lettura comparata internazionale Redazione di BP non adeguati alla domanda internazionale 22

23 Contributi per un dibattito Difficoltà di valorizzazione degli investimenti in ricerca e sviluppo spesso non riscontrabili in bilancio per motivazioni fiscali Difficoltà conseguente di una piena valorizzazione dei valori intangibili - e ce ne sono - dell'azienda Forte "egoismo" all'interno della Filiera produttiva: non ci ricordiamo più della valenza competitiva dei distretti... Scarsità di risorse manageriali "famigliari" dedicate al management delle imprese in particolare all'estero; Gap culturale sistematico per passare da dimensione artigianale a quella industriale Visione spesso di breve e non di lungo periodo (tattica contro strategia )... 23

24 Contributi per un dibattito Guardando agli intermediari creditizi e finanziari: Marginale propensione dei nostri intermediari creditizi ad essere "partner reali" delle nostre imprese sui processi di internazionalizzazione La dimensione globale raggiunta dai nostri principali Gruppi Bancari non ha colmato il gap tra domanda ed offerta di internazionalizzazione. In molti casi l'ha acuita La scarsa liquidità non favorisce la propensione all'investimento La despecializzazione degli intermediari creditizi ha fatto perdere l'attenzione prioritaria alle risorse professionali che possano guardare ai progetti ed alle imprese con un'ottica più tipicamente industriale I Fondi di private equity non sono per molti operatori il partner ideale nel processo di internazionalizzazione 24

25 Contributi per un dibattito Guardando ai soggetti istituzionali coinvolti nei processi di internazionalizzazione Carenza di una politica industriale: la nostra politica industriale coincideva spesso con il management di casi di crisi... Frammentazione degli interventi e dei soggetti a ciò dedicati Limitazione di mezzi propri per seguire in modo adeguato l'internazionalizzazione dell'impresa La semplificazione delle procedure: percorso avviato ma mai concluso Penetrazione sui mercati internazionali: è un obiettivo solo dell'impresa od anche del soggetto istituzionale? Chi fa il vero business scouting? Cosa fanno i nostri competitori 25

26 Contributi per un dibattito I vincoli/ la scusa degli aiuti di stato: molto forti con noi e meno con altri Paesi.. Le Associazioni di categoria ed il sistema Camerale: diventare sempre più un vantaggio reale per l'impresa I sistemi pubblici di garanzia: molto domandati ed utilizzati. Ma se non si parte dal mercato e quindi dalla dimensione competitiva del soggetto richiedente, si escludono a priori molte aziende frenandone lo sviluppo internazionale Non abbiamo sistemi distributivi a dimensione competitiva né regionale né mondiale Non abbiamo Parchi Industriali sui Paesi di interesse dove i nostri operatori possano lavorare senza preoccuparsi di tutto il resto (dogane, energia, burocrazie.). E un compito del pubblico o dei privati? 26

27 Contributi per un dibattito Conosciamo quindi i nostri punti di debolezza ma sappiamo anche i nostri punti di forza: Flessibilità aziendale e di filiera Elevata qualità Forte vocazione commerciale Ci siamo cimentati negli ultimi 10 anni a lavorare con cambi fissi; l'euro debole e una opportunità o un handicap? Abbiamo operato in molti settori consistenti attività di riorganizzazione e di investimenti in ricerca e sviluppo... Siamo consapevoli della necessità di capitalizzazione e dobbiamo ricercare margini industriali che lo consentano 27

28 Contributi per un dibattito Riorganizzazione della catena della creazione di valore a livello internazionale: chi si è mosso prima ha oggi significativi vantaggi competitivi Sperimentiamo il nuovo ruolo delle Reti d'impresa Non siamo così "invasivi" come altri Paesi e la presenza dei propri sistemi di impresa Forte radicamento territoriale con i soggetti di sviluppo: l'esempio di FINEST nel Triveneto è una opportunità da cogliere Progressiva vicinanza strategica degli intermediari creditizi agli strumenti di internazionalizzazione ( SACE, SIMEST, CDP ) 28

29 Contributi per un dibattito La costruzione del rilancio competitivo: proposte concrete La Cabina di Regia: una visione strategica chiara e decisa, follow up intelligente della politica industriale del nostro Paese Forte commitment politico e chiarezza di percorso nel dialogo con l'europa (Commissione Europea) per evitare accuse di unfair competion e problematiche di aiuti di stato 29

30 Contributi per un dibattito Creazione di un unico operatore istituzionale che interfacci l'impresa nel proprio processo di internazionalizzazione La creazione della "Banca per l'estero" in CDP è una straordinaria opportunità per mettere a fattor comune tutti i punti di forza acquisiti da SACE, SIMEST, FINEST e dagli altri soggetti interessati (inclusa l'attrazione degli investimenti in Italia). Decisiva la prossima fase di strutturazione operativa dei diversi soggetti all'interno della CDP Il sistema bancario deve guardare a questo progetto in un'ottica di forte e trasparente sinergia con la CDP non solo per finanziarsi ma per cambiare il passo nell accompagnamento dell impresa 30

31 Contributi per un dibattito Ruolo dei fondi per la capitalizzazione: positiva l'esperienza del Fondo Italiano di investimento nell'offerta di capitale di rischio per le imprese con un fatturato tra i 50 ed i 250 milioni di euro. Esempio da imitare La "nuova CDP" consideri la partecipazione ( direttamente o tramite partecipazioni ) a specifici aumenti di capitale in Italia di aziende italiane, dedicati a finanziare progetti di internalizzazione Vantaggi per tutti: si presidiano meglio i progetti, si limita la richiesta di garanzie e si ha anche un benefico effetto sulla riduzione della leva finanziaria da attivare sui mercati internazionali e del relativo pricing 31

32 Contributi per un dibattito L'attività di Business scouting Nel confronto internazionale il nostro sistema è del tutto marginale in tale attività che è al contrario strategica per il nostro sistema d impresa Su questo terreno si confronteranno le capacità del Sistema Camerale e dalle Associazioni di Categoria: creazione di opportunita di lavoro, che è valore per le imprese associate ed accompagnamento in modo integrato e non competitivo La nuova Ice potrebbe svolgere anche questo compito? Perche non attingere alle esperienze gia maturate dai soggetti che confluiscono in CDP? Sviluppare con decisione l'analisi delle opportunità di bid presenti sui mercati, anche attraverso la ricognizione presso le banche di sviluppo che operano nelle diverse aree mondiali ed offrirle alle imprese. 32

33 Contributi per un dibattito Vi sono quindi opportunità che vanno colte attraverso una lettura attenta degli sviluppi sui/dei diversi mercati internazionali Attenzione alla creazione di valore per l impresa, serietà, senso del servizio pubblico, etica corrispondente: ripartire con determinazione nella creazione di valore per il sistema produttivo e dei servizi del nostro Paese Il Triveneto Italiano con Finest, Friulia, Veneto Sviluppo, Informest e gli altri soggetti interessati e in posizione ideale per prenderne la leadership Coinvolgere quindi attivamente nei progetti di investimento le Banche di sviluppo in cui abbiamo partecipato con rilevanti capitali Per l'est Europa, la EBRD di cui vi segnalo brevemente in questa terza parte le opportunità di partnership offerte. 33

34 Agenda I. Situazione degli investimenti diretti italiani all'estero II. La situazione delle imprese, competività e rischi. Il supporto degli intermediari creditizi e delle istituzioni italiane III. La Banca Europea per la Ricostruzione e lo sviluppo ( EBRD ): ruolo e supporto per le imprese sui paesi di intervento 34

35 Billion Che cos è la EBRD? È un istituzione finanziaria internazionale che promuove la transizione all economia di mercato in 29 Paesi, dall Europa centrale all Asia centrale. Dal 2012 la Banca ha deciso di espandere la propria attività in Egitto, Marocco, Tunisia e Giordania (Area del Mediterraneo meridionale e orientale Regione SEMED). Il capitale sociale è stato sottoscritto da 63 Paesi e da 2 istituzioni intergovernative EU e la BEI. Il capitale sociale ammonta a 30 miliardi di euro.* '00 '01 '02 '03 '04 '05 '06 '07 '08 '09 '10 '11 Cumulative commitments of 71.1bn Note: Unaudited as at 31 Dec 2011

36 La EBRD è Un partner che condivide i rischi. Orientata al settore privato. Un ampia gamma di prodotti, valute, operazioni a termine. Agevola (non attraverso sussidi finanziari) gli investimenti interni e transfrontalieri della regione. Promuove il dialogo politico in materia di clima di investimenti e di politica aziendale. Valutazione AAA, orientamento commerciale. 36

37 Composizione del capitale sociale USA 10.1% Shareholders Breakdown Japan 8.6% Others 11.3% EBRD region excluding EU (2) 7.3% EU 27 Countries (1) 62.7% Note: As at 1 September 2010 Footnotes (1) Includes European Community and European Investment Bank each at 3%; Italy, France, Germany and UK each at 8.6% (2) Russia at 4% 37

38 Obiettivi di EBRD Promozione della transizione all economia di mercato tramite investimenti indirizzati, in particolare, al settore privato. Mobilizzazione di significativi investimenti diretti stranieri. Sostegno alla privatizzazione, alla ristrutturazione e allo sviluppo dei servizi pubblici locali per migliorare la vita delle persone. Promozione di uno sviluppo ambientale valido e sostenibile. 38

39 Annual business volume (ABV) Net cumulative business volume Obiettivi di EBRD raggiunti con il finanziamento del settore privato Banca di sviluppo multilaterale, con valutazione AAA/Aaa 12 billion Investimenti per oltre 71,1 miliardi di euro in più di 3389 progetti dal ,0 miliardi di euro investiti nel 2010 in 386 progetti Alla fine di dicembre 2011: 9,1 miliardi di euro investiti in 380 progetti Il settore privato copre una quota del 77% Finanziamenti diretti 85% e azionari 15% Note: Provisional data as at 30 Dec Debt ABV Equity ABV Net Cumulative Business Volume

40 EBRD finanzia diverse tipologie di attività imprenditoriali Telecoms Informatics & Media 4% Transport 13% Agribusiness 9% Equity Funds 4% Property & Tourism 3% Power and Energy 9% Natural Resources 6% Financial Institutions 35% Municipal & Env Inf 6% Manufacturing and Services 11% Unaudited as at 31 Dec 2011 Cumulative commitments 36.9 bn 40

41 41

42 Previsioni di interventi nel 2012 Central Europe & Baltics Turkey 8% 4% Central Asia 13% Russia 47% Eastern Europe & Caucasus 8% South-eastern Europe 20% 42

43 Flessibilità dei prodotti EBRD per adeguarsi alle esigenze del progetto Finanziamenti diretti Primo grado, subordinati, convertibili LT (fino a 10 anni, o più), oppure BT rotativi Tassi variabili/fissi Scelta della valuta (, $ USA, RUB ecc.) Azioni ordinarie o privilegiate Solo posizioni minoritarie (fino al 35%) Mezzanino Altro fideiussioni Azionari swap su valute 43

44 Forza istituzionale di EBRD Solido partner finanziario, riconosciuto internazionalmente, con prospettive sul lungo termine Strette relazioni operative con i Governi e con gli azionisti Possibilità di influenza politica grazie all unicità del mandato e della struttura azionaria di EBRD Valutazione creditizia AAA Stretta operatività con le fonti del mercato dei capitali per coprire i gap del mercato 44

45 Espansione geografica dell area operativa della Banca Nel 2011, il Consiglio di amministrazione di EBRD ha deciso di espandere l area operative della Banca all Egitto, al Marocco, alla Tunisia e alla Giordania. Il Consiglio di amministrazione ha attualmente approvato l uso, nella regione, dei Fondi di cooperazione tecnica e la Banca ha già avviato trattative con alcune società locali per fornire loro assistenza tecnica e per preparare progetti di investimento. Nella seconda metà del 2012, si prevede che EBRD sarà in grado di effettuare i primi investimenti, sotto forma di credito diretto o azionario. In Marocco e in Egitto sono già stati aperti uffici temporanei. Gli uffici in Tunisia e in Giordania, in fase di costituzione, saranno operativi nei prossimi mesi. 45

46 EBRD e l Italia 46

47 Cooperazione congiunta fra EBRD e Italia Valore totale dei progetti che hanno coinvolto EBRD e Italia: 40,1 miliardi di euro. Valore dell investimento congiunto di EBRD-Italia: 15,5 miliardi di euro al 31 dicembre Investimento EBRD: 8,6 miliardi di euro. Investimento italiano: 6,9 miliardi di euro. Regioni maggiormente beneficiate: Russia, Polonia, Ungheria. Settori di investimento dominanti: Industria, commercio e attività agricole. Energia. Infrastrutture. Istituzioni finanziarie. 47

48 Gli obiettivi della EBRD in partnership con operatori italiani Aumentare quanto piu possibile la partecipazione a progetti e finanziamenti su base corporate a beneficio di aziende italiane che operano nella regione EBRD ha prodotti dedicati anche a clienti di medie dimensioni che intendono operare nella regione Far beneficiare le aziende delle possibilita di procurement collegate a progetti finanziati dalla Banca Far utilizzare dalle imprese italiane i programmi dedicati alla presenza di PMI nella regione Far comprendere agli operatori italiani che la Banca non e utile solo per i grandi progetti ma puo finanziare sui diversi Paesi operazioni di importo compreso tra 0.5 e 200 milioni di euro Far utilizzare i supporti finanziari e le garanzie ideate per incentivare lo scambio commerciale verso e tra i Paesi della regione (TFP trade facilitation program) 48

49 Come contattarci Luigi Dante Rappresentate esecutivo in Italia di EBRD Tel: /

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