SOMMARIO. Febbraio 2004

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1 Tempo carnevale

2 SERVIZI 4 Piccole imprese crescono Fotografata dall Irpet l industria alimentare toscana Laura D Ettole 14 Selvaggi o cortile? Quaglia e piccione Monica Galli e Alessandra Pesciullesi 15 Tornare alle raci Consigli vegetariani Alessandra Pesciullesi e Monica Galli 34 Eppur si muove... La vita tormentata Galileo Galilei Riccardo Gatteschi 35 L urne dei forti Testo e foto Stefano Giral 36 I Fratelli e l Italia Gli Alinari a Firenze Silvia Silvestri SOMMARIO MONDO COOP LEGGERE E SCRIVERE 6 Il mal sottile Gli effetti delle polveri fini sulla salute Letizia Coppetti 8 Sicilia: tra sole e sale Dai Fenici a Garibal Fra le saline alla scoperta Mozia Matilde Jonas Marsala, please! Inglesi e calabresi alle origini del famoso vino Carlo Macchi 10 Portogallo: eta atlantica Baccalà tutto l anno La cucina e le ricette Clauo Nobbio Il vino con il brandy Il Porto: origine e varietà Leonardo Romanelli GUIDA ALLA SPESA 12 Liquido o in polvere Consigli per i detersivi Rossana De Caro 13 Tre più tre Tre cooperative locali entrano nell Unicoop Firenze e tre supermercati ventano mini Valentina Vannini 23 Festa in Kerala Inaugurata a gennaio la fabbrica camicie Renato Burigana 24 L importante è sognare Presentato nei centri commerciali il libro Clauo Martini Silvia Pietrogrande 26 Acqua bene comune Campagna solidarietà per garantire l accesso a questo bene prezioso Matteo Pucci e Roberto Cavallini 27 Natale con cuore Le iniziative della campagna Un cuore si scioglie 30 I tre volti Lucca Visite guidate per i soci Coop E Ferrari 31 A riveder le stelle Il Planetario Firenze E Ferrari TOSCANA 33 Parola barman I professionisti: interviste sul bere e mangiare Leonardo Romanelli 37 Dimmi come ti chiami e ti rò chi sei. L origine dei cognomi italiani. I più comuni Pier Francesco Listri 38 La ricetta raccontata La frittata dell amore Rosa Rita D Acquarica Le bracioline col cappotto Brunella Giorgi 40 Libri e altro Le pubblicazioni arrivate in redazione Silvia Ferretti SALUTE 42 Non è cicciobello Dieta e movimento contro il sovrappeso dei bambini Alma Valente RUBRICHE 17 Promozioni nei supermercati a cura Rossana De Caro 18 Promozioni negli ipermercati a cura Rossana De Caro 24 Iniziative delle sezioni soci a cura Letizia Coppetti 28 Lettere dei soci a cura Antonio Comerci 32 Eventi a cura E Ferrari 43 Fax solidarietà 44 I fax vostri 47 Segnalazioni Chiuso in tipografia il 20/01/2004. Questo numero ffonde copie. On line su Carta riciclata 100% 02 Febbraio 2004 Mensile dell UNICOOP FIRENZE Via Santa Reparata Firenze Tel Fax Registraz. Trib. Firenze n del 17/07/63 Direttore Responsabile Antonio Comerci Coornamento redazionale Letizia Coppetti Segreteria redazione Marie Casarosa Foto Copertina Daniela Tartaglia Grafica W.Sardonini/SocialDesign Impianti La Progressiva Stampa Nuova Cesat Coop INFORMATORE 3

3 ECONOMIA IN TOSCANA È una galassia piccole aziende legate all agricoltura e concentrate fra Siena e Firenze, ma in questo tessuto sperso sono nate industrie livello nazionale nei settori più svariati: dalla trasformazione dei cereali a quella del pomodoro, all olio, al settore vinicolo, passando per il lattiero caseario. E questa la fotografia scattata dall Irpet al settore agroindustriale toscano, viso in due anime: un industria livello nazionale che utilizza il marchio e l immagine della toscanità su un mercato produzione massa, e una piccola impresa più qualità, che punta a mercati nicchia, spesso al biologico. «La scarsa presenza gran imprese ECONOMIA IN TOSCANA ATTUALITÀ si spiega in parte con la debolezza dell agricoltura regionale, che non supporta in misura sufficiente l industria trasformazione, ma è dovuta anche alle peculiarità del territorio toscano, prevalentemente collinare e dunque ideale per produzioni pregio», sottolinea Roberto Pagni, ricercatore dell Ir Laura D Ettole Il settore agroindustriale toscano nel 2002 contava imprese su aziende non agricole LA FUNZIONE DI UNICOOP FIRENZE ACQUISTI IN TOSCANA Un volano per il tessuto economico toscano, pari a 383 milioni euro nel A tanto ammontano gli acquisti Unicoop Firenze verso i produttori locali, grazie ad un rapporto con l economia regionale che si è andato sempre più consolidando negli ultimi anni. Accanto ai prodotti tipici, più o meno noti e rinomati, ci sono le produzioni locali pregiate. Quelle delle vallate e dei paesi della nostra regione, dove esistono artigiani, agricoltori, allevatori conosciuti entro il raggio un tiro schioppo e poco più in là, che fanno prodotti unici, in un rapporto stretto ed esclusivo con il territorio. Queste produzioni, grazie alle numerose iniziative promozionali Coop, sono uscite dalle botteghe e dai laboratori per arrivare al grande pubblico, entrando in una logica possibile evoluzione e sviluppo. Oggi i produttori locali toscani Unicoop sono 630, pari al 27% dei fornitori totali. Quelli con sede e produzione in Toscana coprono il 18% degli acquisti Unicoop. Un altra quota, pari al 15% del totale, è rappresentata da fornitori residenti in regione con prodotti non toscani o da società toscane che commercializzano prodotti provenienza mista. FOTO C. COLOMBO INDUSTRIA AGROALIMENTARE pet. Questo sistema, aggiunge, è esposto ad acquisizioni gran imprese, anche multinazionali, interessate più ad entrare in possesso marchi affermati che alle attività produttive. Eppure questo complesso aziende apparentemente fragili, molto versificate - che rappresentano appena il 4.6% dell industria alimentare italiana -, riveste un importanza strategica per la nostra regione. E se dovesse entrare in crisi si avrebbero ripercussioni su tutte le produzioni a monte, oltre che importanti riflessi ambientali. Ma in questi ultimi anni fortunatamente l industria agroalimentare toscana è cresciuta in misura superiore rispetto al resto dell economia regionale (+2.2% nel 2002) e soprattutto in controtendenza rispetto al negativo andamento del settore agricolo in Italia. Le nostre imprese infatti hanno visto aumentare l export, in un anno horribilis per il commercio internazionale come Piccole imprese crescono Fotografata dall Irpet l industria alimentare toscana. Cresce più FOTO F. MAGONIO degli altri settori il 2002, adrittura del 6.8%, con una forte incidenza vino e olio. Le ragioni questa crescita, a spetto ogni crisi, stanno soprattutto nell elevato contenuto qualità e tipicità del prodotto toscano, che corrisponde ad un evoluzione del gusto e ad un bisogno sicurezza crescente da parte del consumatore. Ma è opportuno fare molta chiarezza a questo proposito. Secondo una recente indagine Unaprol-Mipaf, tra gli oli a denominazione geografica protetta l Igp toscano è quello più presente negli scaf- fali della moderna stribuzione, con oltre il 20% delle referenze Dop-Igp, grazie soprattutto al ruolo alcuni frantoi cooperativi che hanno consolidato il loro spazio fra i prodotti a marchio. «La Toscana - fa sapere Pagni - è uno dei massimi esportatori olio, ma anche uno dei massimi importatori». Anzi, importiamo più quanto si esporta. Si acquista, si imbottiglia e si vende. «Questo inflaziona l immagine dell olio toscano: crea confusione fra ciò che è prodotto in regione - e che ha il marchio Dop o Igp - e ciò che vi è imbottigliato». La soluzione? «Puntare sempre più alla valorizzazione delle peculiarità dei prodotti toscani immessi sul mercato, rafforzando anche il legame che li unisce al territorio in cui nascono», risponde il ricercatore. FOTO M. D AMATO QUALITÀ NO GLOBAL La Regione Toscana risponde alla globalizzazione con la qualità. «Di fronte a mercati monali che tendono a produzioni standard, da anni abbiamo messo in atto politiche sostegno alla qualità», sottolinea l assessore regionale all agricoltura Tito Barbini. Tutto questo, spiega, per andare incontro alle nuove esigenze dei consumatori sulla trasparenza dei processi produttivi, oltre che alla loro richiesta prodotti tipici e genuini. Le produzioni agricole qualità certificata rappresentano un occasione anche per l agroindustria trasformazione nazionale, all interno un mercato della stribuzione sempre più dominato dai prodotti importati. FOTO C. COLOMBO «Il 50% della carne bovina che si vende nella grande stribuzione proviene da Francia e Germania, così come il 45% del latte», ricorda Barbini. E puntare sulla qualità delle produzioni agricole «vuol re collegare strettamente la filiera della produzione con quella della FOTO M. D AMATO stribuzione, rafforzando l obbligo delle incazioni provenienza». PIÙ INDUSTRIA CHE AGRICOLTURA «La forza del nostro settore in Toscana? Sta proprio in un mix fatto trazioni, capacità d innovazione e legame con il territorio». Maurizio Bigazzi, amministratore delegato del salumificio Bechelli, con sede a Reggello, descrive così il mondo dell industria agroalimentare regionale: buone capacità imprentoriali, alta professionalità delle maestranze e un valore aggiunto che deriva dalla collocazione in un ambiente conosciuto in tutto il mondo. Ma subito aggiunge: «Però è importante parlare anche delle nostre debolezze». In particolare, secondo Bigazzi, che gestisce un gruppo fra i primi eci del settore a livello nazionale (300 occupati, 70 milioni euro fatturato), pesa il fatto che agricoltura e industria nella nostra regione presentano capacità produttive quantitativamente molto stanti. Le produzioni agricole, soprattutto origine animale, devono quin necessariamente essere integrate da approvvigionamenti fuori regione. «Questo elemento troverà maggior visibilità presso i consumatori quando gli obblighi in materia rintracciabilità saranno pienamente operativi», conclude Bigazzi. LA DIVERSITÀ DEI TOSCANI ATTUALITÀ GLI INTERVISTATI Tito Barbini assessore regionale alle attività agricole, Roberto Pagni ricercatore Irpet, Maurizio Bigazzi amministratore delegato salumificio Bechelli IL GRANDUCATO DEI CONSUMI Siamo più mangioni e carnivori della mea nazionale, ma consumiamo meno salumi, latticini e formaggi. E questa l immagine dei toscani a tavola, secondo i dati rielaborati da Coop su varie fonti. Nel 2002 i toscani hanno speso euro procapite per i prodotti alimentari: il 3% in più che nel resto d Italia. Amiamo i prodotti freschi, molto più dei nostri connazionali, visto che la spesa in questo settore è stata euro a testa, il 5.2% in più della mea del paese. I toscani consumano più carne (+13% rispetto all Italia), più olio d oliva, meno salumi (-10%) e anche meno latticini e formaggi (adrittura -20% rispetto al resto d Italia). E nella grande stribuzione spenamo esattamente euro all anno procapite, contro i degli altri italiani. Questa quota si vide più o meno a metà fra alimentari e general merchanse, vale a re elettrodomestici, hi-fi, tessile e così via. 4 INFORMATORE INFORMATORE 5

4 AMBIENTE ATTUALITÀ Letizia Coppetti AMBIENTE C hi risiede nelle strade più che vengono inalate e si depositano trafficate ha una probabilità nei polmoni - a Firenze si registrano morire per cause caropolmonari maggiore rispetto agli sono le Pm2,5 - ancora più sottili 350 decessi l anno. Le più pericolose altri del 95 per cento. La causa è - che possono rimanere sospese nelle polveri ultrafini, la cui concentrazione è più elevata nelle strade ad colarmente a rischio sono i bambini, nell atmosfera per settimane. Parti- alto traffico. Questo è il risultato per la frequenza più alta del respiro, uno stuo olandese, che ha preso in la mensione sottile degli alveoli esame la mortalità 5 mila persone, in rapporto alla maggiore o minore INQUINAMENTO ATMOSFERICO Il mal sottile Gli effetti delle polveri fini sulla salute. Il esel fra i maggiori responsabili. Blocchi del traffico e incentivi per rinnovare il parco veicolare vicinanza della loro abitazione a strade con forte traffico. Una ricerca dell Irpet ha poi calcolato che a causa del Pm10 - polveri molto sottili, ELETTRICO E A METANO A GAS? SÌ, MA... Aiuto l ambiente se converto al gas metano o gpl la mia auto a benzina? Daniele Grechi è scettico. «In caso veicoli vecchi c è da chiedersi se la spesa non superi il valore stesso dell auto. In caso auto catalizzate, il beneficio è molto modesto, per il già basso livello emissione delle auto omologate in base alle normative Euro, adrittura nullo per l emissione polveri. Diverso è il caso se si parla invece acquisto una nuova auto monofuel (solo gas) o bi-fuel (gas-benzina), che mostrano livelli emissione più bassi rispetto all equivalente solo a benzina». E i mezzi elettrici? L attuale trend fa pensare che per i ciclomotori si possa arrivare ad una ffusione fino al 10% dei mezzi circolanti, mentre per le auto il costo e la scarsa autonomia fficilmente fanno ipotizzare una simile ffusione, anche se un certo sviluppo potrebbe essere possibile per piccole flotte nel settore della stribuzione merci cittana, al posto del esel. FOTO GRANATAIMAGES polmonari, il sistema immunitario non ancora perfettamente formato e infine la posizione, più vicina al suolo quella un adulto. Chi è responsabile queste temibili polveri? Soprattutto il traffico veicolare, e in particolar modo quello dei esel. La quantità particelle fini emesse dalle vetture esel è infatti fino a 1000 volte superiore rispetto a quella liberata dalle auto a benzina. Una parte responsabilità è poi ascrivibile ai ciclomotori; quest ultimi sono anche i maggiori produttori benzene, un inquinante ritenuto cancerogeno che, anche se in netta minuzione rispetto al passato, si trova ancora in alte concentrazioni nelle se stradali ad alta intensità traffico. Per il biossido azoto - responsabile irritazione polmonare, danni renali e al sistema nervoso centrale - la maggiore quota emissione è attribuita invece alle auto a benzina non catalizzate, esel e impianti riscaldamento. CAMBIANO I NEMICI Oggi gli inquinanti che preoccupano maggiormente sono cambiati rispetto a qualche anno fa, quando i più temibili sembravano essere l ossido carbonio e il benzene. Ora i nemici da combattere sono invece in primo luogo proprio le polveri sottili, seguite da ozono (il cui trend appare però in minuzione negli ultimi anni, probabilmente a causa della riduzione altri inquinanti che ne sono precursori) e biossido azoto. Il traffico, afferma Daniele Grechi, responsabile della rete monitoraggio dell aria per il partimento Firenze dell Arpat, costituisce ancora la principale ENERGIE ALTERNATIVE IDROGENO O ARIA COMPRESSA? Si chiama H-Bus ed è un autobus che funziona a idrogeno. Potrà trasportare fino a 35 persone e avrà un autonomia 150 chilometri. Il progetto è patrocinato dal Comune Firenze ed altri soggetti, compresa l Ataf, ed è coornato da i2t3, una organizzazione no profit dell Università Firenze. Questo motore utilizza idrogeno e ossigeno, producendo energia elettrica - che alimenta il motore - e come gas scarico vapore acqueo. Un sogno per gli ambientalisti? Sì, ma solo fino ad un certo punto. Se dalle auto a idrogeno Le polveri sottili hanno un ametro inferiore a 10 micron: il ametro meo un capello umano è 50 micron sorgente inquinamento atmosferico n e l l a r e a urbana. Quali i rime, secondo Grechi? «Completare il rinnovo dei veicoli in circolazione meante la definitiva eliminazione auto non catalizzate, veicoli esel non conformi alle rettive EURO 1 e successive, veicoli a due ruote equipaggiati con motore a 2 tempi trazionale (anche se dotati post combustore catalitico); contenere la ffusione dei veicoli esel, soprattutto commerciali e pesanti; ridurre complessivamente i volumi traffico». Daniele Grechi punta l ince soprattutto contro i esel oerni: «Il salto tecnologico ed ambientale ci sarà solo a partire dal 2005, con le auto Euro 4, dotate filtri autorigeneranti per il particolato e catalizzatori in grado ridurre gli ossi azoto». non escono inquinanti, per produrre idrogeno occorrono grosse centrali, che dovrebbero funzionare utilizzando una qualche forma energia (carbone, petrolio, metano, nucleare): l inquinamento si sposta solo dalla marmitta ad un altro luogo. Più futuribili sembrano invece altre soluzioni, come la city car che viaggia grazie all aria compressa: si chiama Cat, è prodotta dalla società lussemburghese MDI (www.m.lu), ha un autonomia 200 chilometri per un consumo un euro e mezzo e viaggia a una velocità massima 110 chilometri all ora. Per adesso però la commercializzazione sembra ferma. CAMBIO MACCHINA... Le azioni intraprese dalla Regione Toscana e dai singoli Comuni, con l obiettivo abbassare per il 2005 i livelli Pm10 come richiesto dalla rettiva europea, vanno tutte in questo senso, nell incentivare il rinnovo del parco veicolare. A questo fine il Comune Firenze ha istituito, a partire da gennaio, il blocco del traffico due volte la settimana per auto e ciclomotori non catalizzati e vecchi esel. L accordo programma stipulato tra Regione Toscana, Firenze e altri 16 comuni toscani prevede provvementi limitazione alla circolazione graduali e progressivi - fino al vieto circolazione totale a partire dal primo gennaio per i mezzi maggiormente inquinanti (veicoli non catalitici, esel immatricolati prima del 1993, ciclomotori a 2 tempi). La Regione, inoltre, ha recentemente firmato un protocollo d intesa con i Comuni Firenze e Livorno, Fiat Auto e Piaggio - il primo in Italia questo tipo - che prevede incentivi per la progressiva sostituzione dei veicoli commerciali per il trasporto merci con nuovi mezzi ecologici alimentati a metano. Sommando questi incentivi ad altre agevolazioni previste si taglia in misura considerevole, fino al 35%, il costo un veicolo a metano, che venta fortemente concorrenziale rispetto allo stesso modello alimentato a esel o a benzina. «I veicoli commerciali leggeri sono responsabili all incirca del 50% delle emissioni Pm10, pur rappresentando una fetta assai inferiore del parco veicolare da un punto vista numerico - afferma l assessore regionale all ambiente Tommaso Franci -. Sostituendo i mezzi non catalizzati con modelli alimentati a metano, dovremmo abbattere fino al 70% l emissione polveri fini». «Il ricambio del parco veicolare, se pur inspensabile, non porterà però gli effetti sperati se non sarà affiancato da una ffusione e maggiore utilizzo del trasporto collettivo e da un uso più razionale quello privato». Sono le sconsolanti conclusioni a cui sono arrivati Gioia Bini, responsabile del settore Atmosfera- Clima-Emissioni, e Alessandro Lippi, rettore generale dell Arpat, nel loro intervento al convegno su Mobilità e sviluppo sostenibile, organizzato dall Irpet nell ottobre scorso. UNICOOP FIRENZE ATTUALITÀ UNA MANO ALL AMBIENTE GLI INTERVISTATI Daniele Grechi Arpat Firenze, Tommaso Franci assessore regionale all ambiente La cooperativa è attiva su vari fronti nella riduzione dell inquinamento. E in fase avvio un servizio consegna presso i propri punti FOTO D. TARTAGLIA venta con camion a metano a tre assi, il primo in Italia effettuato con automezzi queste mensioni. In esercizio per ora sono due e a febbraio arriva il terzo. I nuovi mezzi a metano abbattono del 90% l emissione polveri sottili, dell 80% l ossido d azoto e del 60% il biossido d azoto. Gli altri mezzi della cooperativa funzionano con gasolio bianco, che consente un notevole abbattimento delle sostanze inquinanti. Inoltre nei punti venta San Lorenzo a Greve e all iper Sesto sono state posizionate colonnine per la ricarica dei mezzi elettrici, alimentate dai pannelli fotovoltaici posizionati sul tetto dei centri commerciali. 6 INFORMATORE INFORMATORE 7

5 Matilde Jonas i Greci chiamavano Fenici i Cartaginesi, da phoinix, il rosso porpora dei loro tessuti TURISMO FRA TRAPANI E MARSALA DAI FENICI A GARIBALDI Fra le saline alla scoperta Mozia I Garibalni che vi sbarcarono dovevano sapere che il territorio compreso tra Trapani e Marsala - allora come oggi - è tra i meno battuti della Sicilia: approdo ideale per chi voglia scendere a terra senza dare nell occhio, nascosto com è dalle quattro isole dello Stagnone e da una macchia meterranea che l insolita presenza pini d Aleppo, palme nane e bambù rende esotica. E grande fu sicuro lo stupore dei Mille trovandosi improvvisamente proiettati in un paesaggio fitto mulini a vento - principali strumenti un tempo per pompare acqua e macinare sale - che richiama da vicino l iconografia olandese. Ma al verde che nel Paese degli zoccoli circonda le tozze strutture a tronco cono, qui si sostituisce la geometria delle vasche decantazione e un fitto montagnole sale, bianchissime REPORTAGE sotto il sole cocente o aranciate sotto il riparo delle tegole: momenti versi un processo lavorazione, oggi meccanizzato, che il Museo del sale Nubia - un antico mulino nel cuore della riserva naturale istituita nel ripercorre nella sua evoluzione storica. A riproporre le metodologie un tempo, il mulino cinquecentesco delle saline Ettore e Infesa, rimesso in funzione: a muoverne le gran vele tela il vento africano che incessante spazza l isola, gravido quello stesso intrico aromatico nel quale - per rla col Gattopardo Tomasi Lampedusa - l avevano trovata Fenici, Dori la porpora, aveva indotto i Fenici a impiantare su una delle isole dello Stagnone una mothya - ovvero una filanda. In breve Mozia ventò uno dei più importanti centri punici: a testimonianza le imponenti rovine, Tophet compreso, copia fedele e inquietante del Santuario Cartagine Baal-Hammon, o al quale venivano immolati i maschi primogeniti. A collegare la città alla terraferma una strada 7 km, appena sotto il pelo dell acqua - tuttora transitabile - sulla quale potevano incrociarsi comodamente due carri. Mozia fu strutta da Dionisio, tiranno Siracusa, nel 397 a.c., quando gli interessi commerciali Cartaginesi e Greci - approdati nell VIII secolo in Sicilia Orientale per fame terra Sicilia TRA SOLE E SALE VIAGGIOINITALIA e Ioni quando sbarcavano in Sicilia. La nutrita flotta agili imbarcazioni cedro del Libano aveva fatto dei Fenici, già nell XI secolo a.c., i gran dominatori rotte e commerci tra Africa e Europa. Lungo le coste era stata creata una fitta rete punti attracco per le navi in rotta nel Meterraneo e stazioni commerciali: testa ponte, la Sicilia Occidentale. L abbondanza in Laguna murici, dai quali ricavavano - entrarono in rotta collisione. Gli abitanti dell isola scamparono sulla terraferma, a Lylibeo, l oerna Marsala, città ricca testimonianze puniche, romane, normanne, arabe e spagnole. L antica colonia è tornata alla luce grazie a Giuseppe Whitaker, che nell 800 aveva acquistato l isola per costruirvi una villa, oggi sede del museo che raccoglie i preziosi reperti rinvenuti nel corso degli scavi. AL POSTO DEL PORTO MARSALA, PLEASE! Inglesi e calabresi alle origini del famoso vino La mia storia comincia con John Woodhous che nel 1770 arrivò a Marsala. Più che dai tetti rosso cupo delle saline e dall azzurro inmenticabile del mare, il suo occhio fu attratto dalla campagna. Non tanto dagli stupen Bagli (le case circondate da mura dei signori locali) ma dai vigneti e dal vino che vi si produceva. Lui, grande conoscitore vini come il Porto, lo Sherry e il Madera, capì che da quelle uve poteva nascere un vino della stessa tipologia e altrettanto buono. Per questo nel 1773 aggiunse al vino Erano stati i Fenici i primi a inviduare in questa zona costiera dalle basse acque salatissime e dalla temperatura elevata le conzioni ideali per l estrazione del sale, del quale conoscevano il potere conservante - da secoli gli Egiziani lo utilizzavano nel processo imbalsamazione dei defunti. della zona dell alcol stillato dalle uve, inventando il primo Marsala. Questo vino era, ed è, un vino fortificato. Si chiamano così quei vini a cui, in un determinato momento della fermentazione, viene aggiunto dell alcol. Questa aggiunta blocca immeatamente la fermentazione perché l alcol uccide i microrganismi che la provocano. Per questo il vino rimane più o meno dolce, o adrittura secco se l alcol viene ag- giunto alla fine della fermentazione. Voi vi domanderete il perché questo sistema. Semplice: così trattato il vino si conserva perfettamente e può sostenere lunghi viaggi nelle peggiori conzioni (come nelle stive dei velieri del tempo). Ma torniamo al nostro John, che ha appena inventato il Marsala. Il vino ha subito un grande successo in Inghilterra e nelle sue colonie: così molti connazionali John si trasferiscono in zona per produrre quel vino che ha il profumo della frutta siciliana e il colore del suo sole al tramonto. L impatto tra il rigido ed organizzato modello vita anglosassone e la calma solare dei siciliani provoca non pochi attriti ma il connubio, grazie anche al successo del vino nel mondo, riesce. Tanto per farvi capire che tipo uomini tutti un pezzo erano questi pionieri inglesi del Marsala vi racconto la storiella Benjamin Ingram. Questi era un grande lavoratore e aveva alle sue pendenze molti operai siciliani e anche alcuni suoi nipoti: che non facevano certo la bella vita, ma lavoravano più duramente degli operai stessi (forse occorreva dare l esempio...). Un giorno uno dei nipoti si ammalò e morì. Benjamin comunicò con questo telegramma la morte del figlio alla sorella in Inghilterra: Tuo figlio è morto. Mandamene un altro. Ma non vi furono soltanto inglesi nella storia del Marsala. Una famiglia origine calabrese, ENOLOGIA la Florio, ha scritto e scrive tuttora pagine importantissime per la trazione questo vino. Le sue cantine a Marsala sono uno spaccato della storia italiana. Si parte dalle reliquie Giuseppe Garibal e si arriva, attraverso la botte gigantesca che partecipò alla fine dell ottocento alla Mostra New York, ai chilometri botti piene vino in invecchiamento. Corridoi lunghissimi e silenziosi, dove l occhio non vede che botti tutte le misure e dove il naso non sente altro che il fine e pungente aroma del vino in maturazione. Non sai proprio da quale parte iniziare ad assaggiare! Oggi però Marsala non se ne assaggia molto. Sicuramente è colpa un mercato che non prelige più questa tipologia vino, ma anche un generale scamento qualitativo che portò anni adetro a mostri enologici come la Marsala all uovo. Per me un buon bicchiere Marsala vergine (cioè molto secco) è perfetto come aperitivo, mentre le versioni più dolci sono adattissime per la pasticceria secca o come bicchierino da dopo pasto. Voglio chiudere con una provocazione gastronomica. Dentro al rinnovato mercato del pesce Marsala comprai del tonno fresco sotto sale. Tornato a casa gli tolsi il sale superficiale, lo tagliai sottilissimo e lo appoggiai su delle fettine pane caldo. Come abbinamento usai un Marsala vergine almeno eci anni. Provate, e mi ringrazierete! VIAGGIOINITALIA Carlo Macchi MARSALA IN CINQUE TIPI Fine, 17 e un anno invecchiamento Superiore, 18 e due anni invecchiamento Riserva, quattro anni invecchiamento Vergine, cinque anni invecchiamento Stravecchio, invecchiato almeno eci anni Fotografie Patrizio Del Duca 8 INFORMATORE INFORMATORE 9

6 VIAGGIOINEUROPA Clauo Nobbio Fotografie Patrizio Del Duca STORIA E CUCINA BACCALÀ TUTTO L ANNO per le Ine. Come a re, ancora, la olive nere, uno spicchio d aglio, rotta del monopolio monale delle un ciuffo prezzemolo tritato, 3 dl spezie. Ecco dunque una cucina d olio, 4 chio garofano, sale, pepe. basata su materie prime mare e Lavare il baccalà, tagliarlo terra, fors anche semplice, ma a pezzi, metterlo in un tegame arricchita da un certo qual tocco e ricoprirlo con acqua fredda. fantasioso esotismo dato appunto Portare a ebollizione a fuoco dalle spezie delle Ine e dai nuovi moderato e lasciare cuocere per ingreenti arrivati dalle Americhe circa 10 minuti. Lavare le patate nonché, nei dolci, dall uso delle e farle lessare, scolandole ancora mandorle memoria araba. E se un po al dente. Pelarle e tagliarle a Portogallo Il Portogallo è terra confine, là dove l Europa si compie in un destino oceanico. Tralasciamo per un momento le 366 ricette baccalà (una per ogni giorno dell anno, più una per gli anni bisestili) delle quali mena legittimo vanto la gastronomia portoghese, celebrando i fasti un pesce, il merluzzo, squisitamente atlantico e ventato sotto adeguata salatura cibo per antonomasia pescatori e marinai. Tralasciamo per un momento il profumo delle sarne arrostite, che fino a pochi anni adetro aleggiava per le viuzze dell Alfama - fortunatamente ancora oggi lo troviamo oltre le soglie delle osterie e dei ristorantini. Tralasciamoli e raccontiamo un altra storia. Dacché nel 1494, con il trattato Tordesillas, i re portoghesi e spagnoli stabilirono con il beneplacito papale le rispettive sfere d influenza in ragione della raya tirata nel bel mezzo dell Atlantico: ai primi toccarono i territori al qua del 43 e 30 longitune Ovest fino al 136 e 30 longitune Est, vale a re dal Brasile all Africa, alle Ine, al Catai e al Cipango. Come a re che l Atlantico fu sì per i portoghesi la via per quella porzione del Nuovo Mondo alla quale avevano ritto, ma anche e soprattutto, doppiando il capo Buona Speranza, la strada maestra Lisbona è probabilmente la città europea più vicina all Africa, se Oporto è celtica e norca, la cucina portoghese sta in una posizione affatto specifica che ci piace definire atlantica, non già a volerne incare la separatezza quanto piuttosto a sottolinearne l originale contributo alla cucina europea. È forse per questo che il Portogallo è stato il primo paese ad aver chiarato ufficialmente (nel 2001) la propria gastronomia patrimonio culturale della nazione. LE RICETTE BACALHAU À GOMES DE SÁ Baccalà gratinato (per 4 persone) 500 g baccalà già bagnato, 500 g patate, 100 g cipolle, 100 g fette. Tagliare le cipolle a rondelle e tritare finemente l aglio. Mettere un po olio in un tegame e fare imbionre le cipolle, facendo attenzione che non prendano troppo colore. Quando saranno pronte, toglierle dal fuoco e unire ad esse l aglio tritato. Ungere una pirofila con dell olio, sporvi uno strato patate; salare e pepare; poi uno strato baccalà; cospargere con le cipolle e con l aglio, mettere un chiodo garofano e continuare così a strati fino ad esaurimento degli ingreenti. Dopo l ultimo strato mettere in superficie le olive nere, precedentemente snocciolate. Bagnare con il rimanente olio e mettere a cuocere in forno a 180 per circa 20 minuti. La superficie dovrà risultare bella gratinata. Cospargere allora con il prezzemolo e servire caldo. Questo piatto fornisce circa 366 Kcal a porzione. MELOA CON VINHO DO PORTO Melone al porto (per 4 persone) Un melone circa 1 chilo al punto giusto maturazione, 4 cucchiai rasi zucchero, 4 bicchierini Porto, cannella in polvere, panna, zucchero a velo. Lavare bene il melone sotto DIETA ATLANTICA l acqua corrente, onde togliere ogni residuo terra, e con un coltello toglierne una calotta. Introdurre un cucchiaio all interno e, raschiando, asportarne tutti i semi e i filamenti. Con l apposito scavino ricavare delle palline, che saranno raccolte in una terrina. Mettere lo zucchero in una scodella, aggiungervi la punta un cucchiaino cannella, mescolare bene, quin cospargere con questo zucchero le palline melone e lasciare riposare in frigorifero per circa 10 minuti. Irrorare poi le palline con il Porto, rimetterle in frigorifero e lasciarle per qualche ora. Svuotare la scorza del melone. Al momento servire, montare la panna con un cucchiaio zucchero al velo e sporla in una coppa. Rimettere le palline melone con il vino nella scorza e servirle con la panna montata. PORTO IL VINO CON IL BRANDY Origine e varietà La storia del Porto inizia alla fine del XVII secolo, ed ha come protagonista principale l Inghilterra. A causa dell embargo deciso sui prodotti della Francia, avversaria guerra, i mercanti vinicoli inglesi rivolsero la propria attenzione al Portogallo, dove era possibile reperire del vino a basso prezzo. Il problema stava nella qualità dei prodotti, veramente pessima in tutto il territorio. Gli unici che riuscivano a produrre un vino bevibile erano i monaci. La leggenda vuole che proprio i monaci, per conservare a lungo il vino, ma anche semplicemente per il fatto che il prodotto ventava più buono, usassero aggiungere del brandy alla fine della fermentazione. Tale usanza venterà poi la caratteristica che fferenzierà il Porto da molti altri vini. Dopo il 1700 il vino cominciò ad affermarsi decisamente in Inghilterra: molti inglesi lo identificarono come vino nazionale, tanto che il berlo al posto dei vini francesi era considerato un gesto patriottico. Esistono verse tipologie Porto: il White Port viene ottenuto principalmente da sole uve bianche, invecchiato in acciaio. In Italia viene preferita la versione dolce, ma esiste anche la versione secca, molto adatta come aperitivo. Il Ruby è la versione più ffusa: un bel colore rubino, assume toni granati con l invecchiamento. Deve maturare almeno tre anni in fusti rovere, al termine dei quali risulta gradevolmente aromatico. Il Tawny si FOTO A. FANTAUZZO STORIA E CANTINA presenta con caratteristiche verse rispetto al Ruby, perché invecchiato in piccole botti rovere. Esiste poi una categoria molto vasta Porto, definiti speciali, con fferenze così sottili che venta fficile capire la reale sudvisione. Tra tutti eccelle però il Vintage. Tale vino viene prodotto con le uve una sola annata, classificata come eccellente; dopo la vinificazione, il vino soggiorna in legno per due anni, per poi essere sottoposto ad un lungo invecchiamento in bottiglia. Nell ambiente ristretto del contenitore in vetro, in assenza ossigeno, si formano aromi ricchi potenza e molto gradevoli, come odori spezie e frutta matura. E questo uno dei pochi vini in grado reggere decenni invecchiamento. BACCALÀ VIAGGIOINEUROPA Leonardo Romanelli MERLUZZO PER DUE La materia prima del baccalà, o stoccafisso, è il merluzzo o nasello: molti nomi per un unico tipo pesce, che ha carni tenere, magre (solo lo 0,7% lipi), sode e che si presta a verse e saporite preparazioni. Contiene proteine alto valore biologico, screte quantità vitamina A e vitamina E, oltre a calcio e fosforo in quantità superiori alla carne, e in rapporto ottimale perché siano rapidamente assorbiti ed utilizzati dal nostro organismo. I grassi sono pochi ma quelli che fanno bene: oltre il 60% sono omega 3 e omega 6, cioè aci grassi insaturi a catena corta, rapidamente geribili e inspensabili per limitare l accumulo colesterolo nel sistema circolatorio. Il pesce fresco (merluzzo o nasello) ha un basso contenuto calorico, circa 75 Kcal per 100 g, che passano a 95 nel baccalà bagnato e a circa 350 nello stoccafisso. La fferenza la fa solo la conservazione: dopo che i merluzzi sono stati pescati e puliti da testa, pinne, coda e intestino, possono essere messi in barili sotto sale, ventando baccalà, o seccati su graticci legno per mesi, al freddo e al sole, ventando stoccafisso. Per un pasto nutriente e bilanciato sarebbe bene accompagnare questo piatto ad un primo semplice e leggero, come un riso alle verdure, per alzare la quota dei carboidrati a circa il 60%, senza aumentare le proteine e soprattutto i lipi. (M.Galli e A.Pesciullesi) 10 INFORMATORE INFORMATORE 11

7 PUNTI DI VENDITA GUIDAALLASPESA Rossana De Caro PER LA CASA L avare, sgrassare, igienizzare, pulire. Viviamo nell epoca della battaglia allo sporco. Ed ecco che case produttrici e aziende ci bombardano con messaggi pubblicitari per stinguere i vari detersivi e detergenti, realizzati in confezioni verse, colorate, variamente profumate, specifiche per tutte le occasioni: bucato e pavimenti, lavastoviglie e quant altro. Una vetrina infinita, dove venta fficile anche scegliere. Per il bucato in lavatrice, al trazionale sapone in polvere si è affiancato da tempo il sapone liquido che piano piano (in particolare quello Marsiglia, che riporta ad un immagine trazionale dei detersivi e del profumo una volta) sta avanzando nelle vente (coprendo circa il 25% del mercato). Il prezzo varia a seconda della concentrazione e del tipo detergente usato. Veamo quali sono le principali fferenze fra i due prodotti. CONTRO LO SPORCO PIÙ SPORCO Il sapone in polvere è più aggressivo quello liquido e indubbiamente meno all avanguara sotto certi punti vista. Preparato solito con componenti piuttosto forti, lava anche tramite particolari sostanze (enzimi) che struggono lo sporco staccandolo dalle fibre, ma esercita una certa abrasione sul tessuto. Il bucato lavato con il sapone in polvere, una volta asciutto, si presenta piuttosto ruvido e secco a causa queste sostanze aggressive che induriscono le fibre della biancheria. Per questo è necessario in genere il risciacquo con l ammorbidente. Inoltre gli enzimi contenuti possono provocare allergie in alcuni soggetti particolarmente sensibili. Senza contare che le polveri poco solubili contenute in questo tipo detersivo si possono depositare nella vaschetta e nel sistema scarico, provocando l incrostazione FOTO D. TARTAGLIA DETERSIVI Liquido o in polvere Vantaggi e limiti dei due tipi sapone per il bucato dei tubi con tutti i problemi che ne conseguono. D altro canto è l unico sapone che riesce ad ottenere un bianco assoluto grazie al perborato soo, uno sbiancante forte e aggressivo, efficace anche a basse temperature. L AMICO DEI COLORI Il detergente liquido è indubbiamente più moderno e possiede caratteristiche superiori lavaggio. Essendo meno alcalino preserva la qualità delle fibre dei tessuti, e pur non contenendo sostanze abrasive deterge ugualmente lo sporco annidato. Quin, a fferenza quello in polvere, pulisce senza indurire le fibre, proprio grazie all assenza un residuo insolubile che asciugando venta duro. Il bucato risulta più morbido e necessita, quin, meno ammorbidente. Inoltre il liquido non lascia nessun tipo deposito solido dentro la lavatrice e nel sistema scarico, eliminando l annoso problema delle incrostazioni e dei tubi rovinati. Lava bene anche a freddo ed è l ideale per i capi colorati perché non interagisce con i colori dei tessuti, anzi nel tempo il colore viene preservato e protetto. Il bianco si ottiene invece solo a temperature superiori ai 50 C, in quanto nel sapone liquido non c è il perborato soo, bensì il candeggiante ottico che agisce bene solo oltre una certa temperatura. ALTRI CONSIGLI L ammorbidente è un concentrato alto livello, che si deposita sulle fibre e le rende soffici. Va usato con parsimonia oppure luito con l acqua, al 50% e più. Facilita la stiratura dei capi lavati. Le profumazioni sono dovute alle verse essenze che vengono aggiunte al detergente e non incidono in alcun modo sulla capacità pulizia del prodotto. Per i pavimenti si usano detergenti igienizzanti che contengono il cloruro benzalconio, un sinfettante che igienizza in fase lavaggio. Questi detergenti si possono usare puri sulla spugna per tutte le superfici dure dove si vuole ottenere un marcato effetto igienizzante. Le dosi, per l uso dei detersivi, variano a seconda del tipo acqua: con l acqua dura o mea ci vuole una quantità maggiore prodotto rispetto a quella dolce, come viene in genere riportato sull etichetta dei vari prodotti. In generale possiamo re che, usando prodotti qualità, detersivo ne basta poco, e che ad usarne sempre il 20% in meno rispetto al solito non si sbaglia mai! Comunque il test migliore è sempre quello provare i prodotti. Ad esempio alcuni detersivi per i piatti sono in genere molto concentrati e basta usarne poco per ottenere lo stesso risultato, spendendo e inquinando meno. Per evitare le irritazioni è meglio scegliere quelli con adtivi specifici che non irritano la pelle. L etichetta è importante per capire se il detersivo è valido ed efficace. Basta guardare la quantità detergente contenuto incata in percentuale: più è alta, più pulisce. D al 1 gennaio 2004 sono entrati a far parte del gruppo Unicoop Firenze i punti venta Lamporecchio (via Vitoni), Rufina (via XXV Aprile) e Vicchio (via Ver), prima gestiti da cooperative locali. Diventeranno incoop della rete Smc, la società che gestisce i minimercati Unicoop Firenze. Ad oggi a Lamporecchio è ancora attiva la superette via Vitoni, ma è già partito il cantiere per la costruzione del nuovo minimercato che, verso settembre, andrà a sostituire il vecchio negozio. Anche per Rufina e Vicchio si pensa ad una ristrutturazione; nel frattempo si procederà ad alcuni interventi per allineare l esposizione dei prodotti alle caratteristiche proprie del canale minimercati. I soci delle vecchie cooperative sono ventati automaticamente soci Unicoop Firenze. Quelli Lamporecchio sono confluiti nella sezione soci della Valnievole, Rufina nella Valsieve, Vicchio in quella Borgo San Lorenzo. A tutti è stata inviata la nuova carta socio che, dal 1 gennaio 2004, permette loro usufruire dei vantaggi riservati ai soci: dalle offerte e promozioni sui prodotti alla raccolta punti del catalogo premi; dalla partecipazione alle iniziative socialità e solidarietà organizzate dalle sezioni soci agli sconti per mostre, concerti e teatri; dalla possibilità accedere al prestito sociale al ricevere a casa l Informatore. Non solo. L ingresso nel gruppo Unicoop Firenze rappresenta, per i vecchi e i nuovi soci e consumatori questi tre punti venta, anche un vantaggio in termini prezzi: il nuovo listino è entrato in vigore il 2 gennaio e si stima una riduzione intorno al 3-4%. SOCIETÀ MINI MERCATI Tre più tre Tre cooperative locali entrano nell Unicoop Firenze, tre super ventano mini PER I VICINI Cambio gestione anche per i supermercati viale Talenti (Isolotto), Sesto Fiorentino e Scancci che, dal 1 gennaio 2004, sono passati da Unicoop Firenze alla Smc (Società minimercati cooperativi). Tutti e tre i negozi nel 2003 hanno visto sorgere lì vicino dei gran punti venta, finalmente adeguati alle esigenze dei numerosi soci e consumatori, nelle zone in cui operavano come unico punto riferimento per la grande spesa settimanale. Saranno presto ristrutturati e dotati tutti i servizi tipici dei minimercati, con particolare cura per i freschi, con il banco macelleria a taglio, la forneria, la gastronomia, il reparto ortofrutta. Così, oltre ai gran supermercati recente costruzione, gli abitanti queste zone potranno scegliere fare i propri acquisti anche in moderni negozi vicinato, ideali per garantire, soprattutto alle persone più anziane, la spesa quotiana. Attualmente, a Scancci, è in corso la ristrutturazione del negozio via Alear che, chiuso dal 1 gennaio, riaprirà a metà marzo con l insegna incoop. Per l Isolotto i cambiamenti partiranno dopo Pasqua; si prevede terminare i lavori entro la fine giugno. L ultimo supermercato ad essere ristrutturato sarà quello Sesto, in via Cavallotti. FUCECCHIO SI CAMBIA LOOK GUIDAALLASPESA Valentina Vannini Nuova immagine per il supermercato Fucecchio, in via Fucecchiello. Attualmente è in corso una profonda ristrutturazione interna, che si prevede finirà prima Pasqua. La locazione rimarrà sempre la stessa ma, al termine dei lavori, il negozio apparirà in una veste completamente nuova. All ingresso ci sarà la piazza dei freschi, con l introduzione della forneria con panificazione interna e della pasticceria. Saranno ulteriormente valorizzate la gastronomia, l ortofrutta, la macelleria, la pescheria. Tra le novità anche la cantina dei vini. I lavori verranno svolti cercando creare meno sagi possibili a soci e consumatori. 12 INFORMATORE INFORMATORE 13

8 GUIDAALLASPESA Monica Galli e Alessandra Pesciullesi Ricetta monumentale che deriva dalla trazione settecentesca e non può sicuramente essere un piatto tutti i giorni. E ipercalorica, leggermente iperlipica, abbondante in colesterolo. Ha la valenza piatto unico. QUAGLIA E PICCIONE L e carni quaglia e piccione possono essere acquistate durante tutto l anno, sono saporite, nutrienti e rappresentano una nobile alternativa alla solita carne manzo. I volatili che acquistiamo provengono quasi esclusivamente da allevamenti, ma non mentichiamo che entrambi esistono anche allo stato selvatico. PICCIONE Il piccione selvatico (nome scientifico Columbia Livia) è lungo circa 30 cm ed ha un piumaggio caratteristico colore grigio ferro, con riflessi verde metallico e lilla. E ffuso in tutta Europa, nel nord Africa e arriva fino all Ina. Si riproduce in natura due volte l anno ed è spesso monogamo. I piccioni sono uccelli sociali e vivono in gruppi anche molto numerosi. Molti scendenti dei piccioni selvatici, nel tempo, si sono adattati alle città, dove hanno colonizzato spesso in modo non grato piazze e monumenti. Il piccione domestico è stato selezionato a partire dal piccione selvatico e ad oggi ne esistono circa 200 razze, ognuna con un suo destino specifico. Gli egiziani li selezionarono 5000 anni fa a scopo ornamentale ma soprattutto per l invio dei messaggi. In Italia l allevamento galline per le uova e piccioni Selvaggi o cortile? LA RICETTA TIMBALLO DI PICCIONI Ingreenti per 12 persone: 2 piccioni (per 800 g carne), 20 g prosciutto crudo, 20 g burro, sale e pepe q.b., brodo sgrassato pollo q.b., 300 g maccheroni, 600 g besciamella, cipolla, sedano, carota q.b, 20 g parmigiano grattato, funghi secchi o tartufi q.b, 550 g pasta frolla, noce moscata. Fate un battuto con prosciutto, cipolla, sedano e carota, aggiungete un pezzetto burro e mettetelo sul fuoco con i piccioni. Unite anche le rigaglie. Conte con sale e pepe e quando i piccioni saranno rosolati bagnateli col brodo per tirarli a cottura, senza che FOTO A. FANTAUZZO però si asciughino completamente. Nel sugo che resta si devono gettare i maccheroni già cotti al dente. Nel frattempo sossate i piccioni e tagliate a pezzetti piccolissimi le rigaglie. Quando i maccheroni avranno assorbito il sugo conteli con parmigiano, pezzettini burro, dani o fettine prosciutto grasso e magro, noce moscata, fettine tartufi (o in mancanza funghi secchi ammollati), unite alla fine i piccioni e la besciamella e amalgamate. Ungete con burro freddo una casseruola grande, foderatela pasta frolla. Versate all interno il composto preparato, copritelo con la stessa pasta e cuocetelo in forno. Sfornate e servite caldo. per la carne si perde nella notte dei tempi. Esistevano piccionaie già nel XV secolo non solo in campagna ma anche in città, questo perché le cure richieste da questi piccoli volatili erano modeste. Il piccione è veloce, robusto e saporito. Le sue carni sono per gusto e consistenza a metà strada fra il pollame domestico e la selvaggina. E consigliabile scegliere piccioni giovani (3-6 mesi), che hanno carni più tenere. Si riconoscono dal becco, che deve essere flessibile, e dalla pelle chiara e liscia, ben tesa e senza striature. Occhi poco lucenti e leggermente infossati e ali avvizzite sono segnali un prolungato soggiorno in frigorifero. Le carni sono da considerare magre, contengono poco colesterolo e altri grassi (5%). Le proteine sono alto valore biologico ed è da evidenziare un screto quantitativo ferro (1,5 mg per 100 g). L apporto calorico totale è 140 calorie per 100 g parte ebile; sono da sempre considerate carni ricostituenti e proposte ad ammalati e convalescenti. QUAGLIA Fanno parte dello stesso gruppo del fagiano. Sono assai più piccole della gallina (sono lunghe circa 18 cm). Il piumaggio è bruno con striature giallo ocra, il becco è corto e la coda cortissima. La quaglia è un migratore e, sebbene nell Italia centrale e merionale alcuni esemplari si fermino per nificare, arriva da noi agli inizi della primavera partendo dall Africa. Si narra che durante l esodo dall Egitto, nell attraversamento del deserto siriano, gli Ebrei si nutrissero delle quaglie cadute al suolo, stremate durante la fase migratoria. Anche gli antichi Greci e Romani le apprezzavano in cucina, le catturavano giovani e le castravano per consumarle dopo l ingrasso. Gli Ateniesi poi le utilizzavano adrittura per i combattimenti. Le quaglie migliori sono quelle selvatiche, ma esistono in commercio quaglie allevate che hanno un peso leggermente maggiore (superano i 2 etti). In ogni caso vanno mangiate subito, non necessitando alcuna frollatura. La carne è bianca, soda e geribile, piuttosto magra (6%), con elevato contenuto ottime proteine, per un apporto calorico simile a quello del piccione (160 calorie per 100 g parte ebile). I n questo periodo dell anno ricco fritti & frittelle non possono mancare sulla nostra tavola verdura e frutta, inspensabili per fare un pieno sali minerali e vitamine. Riscopriamo quin il sapore particolare alcune raci tipiche questo mese, ricche quei principi nutritivi che svolgono un ruolo regolatore e protettivo nel nostro organismo. LA SCORZONERA E una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Composite, a cui appartengono anche il cardo e il carciofo. Se ne consuma la race forte e carnosa. Il suo sapore è leggermente amarognolo ma gradevole, la forma è allungata, è rivestita da una corteccia grigio-marrone e la sua polpa è colore bianco. Quando l acquistate fate attenzione che sia pulita, rigida, priva ammaccature e senza muffe o parti molli al tatto. Per pulirla togliete la parte esterna e le eventuali rachette con un pelapatate e poi immergetela brevemente in acqua acidulata con succo limone, per evitare che annerisca. Si può tagliare a tocchi o a strisce sottili nel senso della lunghezza. Solitamente viene lessata e conta in insalata ma può anche essere ripassata in padella o adrittura fritta. Accompagna carni dal sapore importante quali la selvaggina, ma fa la sua figura anche con il maiale, il cui gusto leggermente dolciastro è smorzato dalla tendenza amara della race. Per il screto contenuto potassio favorisce l attività dei reni, è ricca vitamina C, calcio e fosforo. Ha inoltre proprietà depurative e leggermente lassative. L elevato contenuto inulina, un particolare tipo zucchero tollerato dai abetici, la rende utilissima nella eta queste persone. Il nome deriva da un antica parola spagnola, escurco, che significa vipera. Infatti anticamente a questa race si attribuivano poteri contro i morsi della vipera. LE BARBABIETOLE ROSSE (O RAPE ROSSE) Appartengono alla stessa famiglia delle barbabietole da zucchero. Sono ricche fibre ed hanno un sapore leggermente dolciastro. Contengono molte preziose sostanze che facilitano la gestione, il funzionamento del fegato e l abbassamento del colesterolo. In presenza emorroi, stitichezza, fermentazioni e putrefazioni eccessive, la rapa rossa è l alimento rinfrescante per eccellenza. E ben provvista sali minerali, in particolare magnesio, fosforo, calcio, potassio e ferro, che si rivelano molto utili per gli anemici ed i demineralizzati. Bisogna comunque tenere presente che il contenuto acido ossalico questo vegetale non è trascurabile: limitando CONSIGLI VEGETARIANI VERDURA IN TAVOLA l assorbimento dei sali minerali a livello intestinale la rende poco adatta a chi soffre calcolosi renale. Consumata cruda (sotto forma succo) è un vero concentrato sostanze utili per la salute, tanto che nel 1983 alcuni ricercatori greci pubblicarono un articolo sulla rivista International Journal of Cancer sugli effetti favorevoli una eta che comprendeva la barbabietola rossa nella prevenzione del cancro del colon e del retto. Non sono stati comunque i primi a citarla, dato che già dal 1950 molti stuosi, soprattutto austriaci e tedeschi, hanno messo a punto estratti concentrati molti ortaggi, il cui ingreente principale era la barbabietola rossa, che venivano usati per curare varie patologie, come artriti, artrosi, osteoporosi, dermatiti. Il suo colore fa credere che sia molto ricca ferro ma in realtà ne contiene più l asparago. Spesso è comunque consigliata agli anemici e questo è dovuto alla presenza nella sua polpa particolari sostanze chiamate antocianosi (responsabili del colore) che hanno la capacità aumentare la Tornare LE RICETTE alle raci Due ortaggi poco conosciuti ma da FOTO GRANATAIMAGES apprezzare vitalità dei globuli rossi. In commercio si trova sia cruda che già lessata e sottovuoto. Se l acquistate cruda badate che sia soda e senza macchie marroni o verdastre, se invece la prendete sottovuoto controllate la data scadenza e l integrità della confezione. Da non menticare che il succo della barbabietola, colore rosso intenso, è spesso usato per creare effetti speciali : si possono preparare tagliatelle, risotti e puree colore rosa, anche le uova sode avranno un guscio ben colorito se aggiungiamo questo succo all acqua cottura. GUIDAALLASPESA Monica Galli e Alessandra Pesciullesi 14 INFORMATORE INFORMATORE 15

9 LA SPESA AL SUPER LA SPESA AL SUPER RUBRICHE GUIDAALLASPESA a cura Rossana De Caro L Unicoop Firenze per i propri punti venta CATALOGO NUOVE REGOLE, NUOVI PUNTI Fino al 20 marzo per utilizzare i punti maturati fino ad ora Dal 22 marzo i soci potranno raccogliere i punti per il nuovo catalogo in tutti i negozi delle gran Coop tutta Italia. Questo significa che se andate in vacanza lontano dalla vostra città, o se abitate in zone confine fra una cooperativa ed un altra, non perderete più nessun punto accumulato sulla vostra carta socio facendo la spesa. La novità prevede anche un nuovo catalogo valido a livello nazionale, con premi prestigiosi e marche rinomate. Per il ritiro dei premi si dovrà invece rivolgersi, come in passato, ai punti venta della propria cooperativa. Con la scadenza del vecchio catalogo (prorogato al 20 marzo) scadono però anche i vecchi punti: dopo non avranno più alcuna valità. Attenzione quin a ritirare i premi che vi interessano entro questa data. PASTA IL VALORE DI LIBERA La pasta Libera Terra, prodotta dalla Cooperativa Placido Rizzotto San Giuseppe Jato, in provincia Palermo, in terreni confiscati alla mafia, è venduta normalmente nei sei Ipercoop della Toscana. Si tratta solo 4, 5 formati e costa più delle altre marche presenti sugli scaffali, ma ha un grande valore etico. L Associazione Libera, presieduta Nell ambito del processo sviluppo dei nostri punti venta in Toscana, con particolare riferimento alle province : Arezzo - Firenze - Lucca - Pisa - Pistoia - Prato - Siena, ricerchiamo FORNAI/PASTICCERI Costituisce requisito preferenziale la conoscenza delle lavorazioni e delle preparazioni, nonché la capacità gestione del banco e delle referenze. MACELLAI Il ruolo richiede il possesso delle conoscenze tecniche specifiche: famiglie merceologiche, lavorazioni del prodotto, utilizzo degli strumenti, valutazione della freschezza e gestione della tracciabilità. Per entrambe le posizioni è preferibile un esperienza almeno annuale nel ruolo ed un profilo personale fortemente orientato alla relazione con i clienti e al lavoro gruppo. Fornai, pasticceri e macellai possono inviare il curriculum completo dei dati anagrafici, delle esperienze effettuate, una foto tessera e, naturalmente, dell autorizzazione a trattare i dati personali a: Unicoop Firenze Direzione risorse umane Via Europa, Scancci Incando il riferimento SP sulla busta. Oppure proporre la propria candatura attraverso il sito internet nella sezione opportunità lavoro, facendo riferimento alla campagna SP e animata da don Luigi Ciotti, è impegnata da anni nel far sì che questi beni possano essere riutilizzati a fini sociali, affidandoli alle cooperative sociali tipo B, i cui soci devono essere, almeno per il 30%, soggetti svantaggiati. La pasta Libera Terra è il prodotto finale questo straornario impegno: otto comuni del palermitano (Corleone, Monreale, San Giuseppe Jato, San Cipirello, Piana degli Albanesi, Altofonte, Camporeale, Roccamena) hanno dato vita al Consorzio Sviluppo e Legalità, al quale sono stati conferiti 160 ettari terreni confiscati. Per saperne più: PESCE FRA PESCA E TAVOLA Che il pesce fresco sia uno dei fiori all occhiello super e iper della cooperativa non è una novità. Lo è invece la realizzazione una piattaforma refrigerata 2500 mq, un magazzino gestito rettamente da Unicoop, situato a Campi Bisenzio, per l acquisto retto pesce sui mercati sia nazionale che esteri. Poter effettuare l acquisto del pesce per tutti i negozi della cooperativa comporterà un miglioramento in termini freschezza, qualità, controllo e prezzi (a vantaggio e tutela del consumatore!), nonché una maggiore varietà assortimento del pescato. La piattaforma permetterà infatti avere rapporti retti con i piccoli e gran fornitori della costiera, senza nessun intermeario, cogliendo tutte le opportunità del mercato sia a livello assortimento che qualità, consentendo contemporaneamente abbassare i prezzi acquisto, vigilare personalmente sulla freschezza dell offerta e sul rispetto delle normative igienico sanitarie per il trasporto e lo stoccaggio. Insomma, alla Coop adesso più che mai si potrà acquistare il pesce fresco qualità alle migliori conzioni. SUPERMERCATI FESTA DEL CIOCCOLATO Cambiano le etichette del cioccolato. Quello trazionale si chiama cioccolato puro Torna al super l appuntamento più goloso dell anno, con la festa del cioccolato. Il cacao in tutte le forme e in tutti i gusti sarà in promozione questo mese nei supermercati Coop per la gioia degli amanti (sempre molto numerosi) del cibo degli dei. Cioccolatini, praline, merenne, tavolette, al latte, fondenti, alle nocciole, bianche. Una delizia per gli occhi e soprattutto per il palato. Da quest anno c è una novità che riguarda il cioccolato. Infatti, con un decreto legislativo entrato in vigore ad agosto del 2003, anche nel nostro paese sono state cambiate le denominazioni venta, etichettatura e le caratteristiche fabbricazione del cioccolato. Secondo le nuove norme (conformi a quelle UE) anche i cosiddetti surrogati - ovvero prodotti realizzati con l aggiunta FOTO M. D AMATO grassi vegetali (quali olio palma, burro illipè grasso o stereatina, burro karitè) che non siano burro cacao - avranno il ritto chiamarsi cioccolato (e essere venduti come tale), mentre il cioccolato vecchia maniera venta cioccolato puro. Quin leggete le etichette: per gustare il cioccolato trazionale, quello che contiene esclusivamente burro cacao senza l aggiunta grassi sostitutivi, ci si dovrà orientare su prodotti con questa citura. GUIDA AI PRODOTTI DOP E IGP Certamente si meritano una festa. Parliamo dei prodotti Dop (Denominazione origine protetta) e Igp (Incazione geografica protetta), ovvero quelli tipici, certificati a marchio controllato. Una garanzia per il consumatore, che sa acquistare prodotti alimentari qualitativamente elevati, con determinate caratteristiche (stabilite da un sciplinare produzione) e lavorati in modo trazionale. D altronde la certificazione è un modo per preservare queste produzioni marginali dal rischio essere inglobate e travolte dal mercato industriale. La Coop ha avuto un ruolo importante in questo senso, rilanciando e valorizzando i prodotti tipici locali delle varie aree della Toscana e altre regioni italiane, evidenziandone la qualità, il legame con il territorio origine, la trazionalità del metodo produzione. Sono tornati così ad essere apprezzati, anche da un pubblico più vasto, alimenti destinati altrimenti a scomparire dalle nostre tavole. Al super in festa potrete gustare tante specialità regionali: dalla salsiccia Calabria, intrecciata a mano nella caratteristica forma a catenella, alla toma piemontese, formaggio stagionato nelle trazionali crote (grotte o cantine oscurate), al pecorino romano, già noto al tempo degli antichi Romani con il suo inconfonbile sapore piccante, alla mortadella Bologna, nata nel Trecento per opera dei monaci norcini. Per non parlare della mozzarella bufala campana, la fontina della Val D Aosta e tante altre prelibatezze cui è ricca la trazione gastronomica della nostra penisola. alla 5-18/02 promozione 3x2 offerta bricolage festa prodotti DOP e IGP 19/02-3/03 festa del cioccolato OFFERTE SOCI SUPER 5-18 febbraio pizza margherita surgelata Scugnizza pasta semola Coop kg 1 confezione profumeria Clèo hamburger pecorino fresco Città del Tufo Galbanino Galbani gr febbraio - 3 marzo Filetto palombo trancio prosciutto Ghelli confezione pasticceria Biancoforno confezione salsicce passata pomodoro Ortolina OFFERTE SOCI IPER E SUPER Fino al 18 febbraio noce prosciutto arrosto Bechelli arista a tranci scopa elettrica Hoover set 24 posate Canaletto 13 febbraio - 3 marzo parmigiano reggiano giubbotto in pelle scamosciata mod. uomo-donna lettore dvd pentola a pressione Pratica 5 lt 16 INFORMATORE INFORMATORE 17

10 LA SPESA ALL IPER GUIDAALLASPESA all RUBRICHE OFFERTA MULTIMEDIALE TEATRO IN SALOTTO Hi-fi mini o micro, lettore dvd, kit home cinema (cinema in casa). Il settore auo video si arricchisce tecnologie sempre più sofisticate e compatte con prodotti all avanguara ma accessibili, sotto il profilo del costo e dell utilizzo, tanto che ormai da versi anni questi articoli trovano sempre maggiore spazio anche nella grande stribuzione, oltre che nei negozi specializzati. Il mercato ormai saturo dell hi-fi, trazionalmente costituito da sistemi mini e micro, si è arricchito tecnologie innovative che hanno permesso l integrazione dell auo con il video, ovvero Fino al 12/02 offerta forte convenienza speciale pesce fresco promozione abbigliamento e attrezzature sportive mobili etnici 13-26/02 promozione 3x2 offerta multimeale promozione intimo articoli per animali OFFERTE SOCI IPER Fino al 12 febbraio olivo frantoio e olivo leccino panca palestra New Pro mobile da stiro con asse lavatrice frontale ridotta Indesit febbraio televisore 28 pollici Thomson pulitore a vapore multifunzione Termozeta i kit home cinema; vedere un film sul televisore con il supporto sei altoparlanti che circondano lo spettatore e lo immergono in un ambiente sonoro trimensionale è un esperienza eccezionalmente nuova rispetto al passato. E una tipologia prodotto inizialmente nicchia ma, grazie alla proposta del kit tutto in uno (dvd+ffusori in un unico pack) e all abbassamento progressivo dei prezzi venta, si è presto inrizzato verso una clientela sempre più vasta, venendo protagonista promozioni anche presso la grande stribuzione. I kit home cinema, pur mantenendo prezzi sensibilmente alti (a partire dai 250 euro per quelli marca e dai 130 per gli smarcati ) e sicuramente non immeati nella comprensione ed utilizzo, si stanno progressivamente proponendo quale unica alternativa ai sistemi hi-fi trazionali, aggiungendo oltre al già citato vantaggio un auo trimensionale e qualitativamente più elevato, anche quello riprodurre vari standard cd (cd auo, cd-r/rw, cd jpeg, cd mp3) e dvd. Vanno forte anche i lettori dvd, che hanno prezzi sempre più accessibili e tante funzioni in più rispetto al vecchio videoregistratore (supporti minori mensioni, qualità video migliore, auo multicanale - da qui l abbinamento con il kit home cinema -, la non sequenzialità delle registrazioni) che pure, malgrado una certa flessione nelle vente, tiene ancora, anche se, secondo gli esperti del settore, è ormai alla fine del suo corso vitale e presto venterà un oggetto obsoleto da mettere in cantina insieme al mangianastri e al giraschi. CARRELLO JOLLY VINCI LA SPESA Fare la spesa e portarla a casa senza spendere un euro. Non è un sogno. E possibile con il carrello Jolly, la simpatica iniziativa legata alla sorte (già sperimentata con successo la scorsa estate), che nelle domeniche apertura febbraio e marzo tutti gli ipermercati Coop permette vincere la spesa contenuta nel carrello qualunque sia l importo, senza limiti cifre o articoli acquistati. Ogni domenica apertura sono 100 i carrelli in palio in ogni Ipercoop, per un totale 1200 spese! La vincita è legata solo alla fortuna. Infatti, una volta arrivati alla cassa con il carrello, i clienti riceveranno una cartolina che verrà passata dalla cassiera sul lettore ottico. Se apparirà la scritta evviva hai vinto i fortunati vincitori potranno portare via la spesa, tutto quanto hanno nel carrello, senza pagare niente. Allora fatevi tentare, perché le domeniche all Ipercoop sono vincenti! MODENA CITY RAMBLERS UN MINI CD DA HIT PARADE Grande successo dell iniziativa Coop e Modena City Ramblers: il mini cd Gocce a sostegno della campagna Coop Acqua per la pace, nonostante la fretta e le prevebili fficoltà stributive, è stato venduto in oltre copie in pochissimi giorni nei punti venta Coop. Il ricavato, oltre euro, sarà inrizzato a realizzare progetti solidarietà in Burkina Faso e Palestina. Viste le richieste inevase, il mini cd sarà ristampato e accompagnerà la ormai imminente uscita del nuovo cd dei Modena City Ramblers, Viva la vida, muera la muerte, frutto una esperienza viaggio del complesso in Guatemala e Chiapas. Nel sco si ritrovano le atmosfere gioia e voglia vita delle comunità zapatiste, il clima speranza e fiducia in un avvenire finalmente gnitoso. Per ogni copia venduta questo sco, Coop - in accordo con i Modena City Ramblers - devolverà un euro ai progetti solidarietà della campagna Acqua per la Pace. I due cd si possono trovare, dalla fine gennaio, in tutti gli Ipercoop e nei gran supermercati Coop. I Modena City Ramblers e Coop stanno preparando per l affezionato pubblico e per i soci altre sorprese nell ambito della tournée primaverile e estiva che toccherà le più importanti piazze italiane. 18 INFORMATORE

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12 SOLIDARIETÀ G iornata festa a Madaplathuruth (Ina) il 13 gennaio 2004, perché la fabbrica delle camicie, fortemente voluta dalle Suore Francescane e da Unicoop Firenze, è stata inaugurata. E non poteva essere più festa, perché al taglio del nastro è intervenuto il Presidente della Toscana, Clauo Martini, le autorità locali del Kerala e una delegazione della cooperativa. «Sono nato nella più importante città tessile d Europa - ha detto Martini - ma non pensavo fare km per venire in Ina ad inaugurare una fabbrica camicie. Ringrazio le Suore e Coop per averla voluta e realizzata in appena due anni. La Regione Toscana contribuirà sempre più e maggiormente a questi progetti. Lo sviluppo o c è in tutto il mondo o non ci sarà in nessun Paese. Come ha detto Giovanni Paolo II, anch io penso che la povertà è la prima nemica della pace; dobbiamo usare la pace per battere la povertà». Dopo il saluto del Presidente Martini, e quello Clauo Vanni a nome della cooperativa, è stato tagliato il nastro e, al suono tamburi e corni, la fabbrica è stata ufficialmente inaugurata. Madre Daniela Capaccioli, superiora delle Suore Francescane Sant Elisabetta, ha ringraziato Coop per l impegno, il contributo e la collaborazione che in questi anni hanno permesso migliorare sensibilmente la qualità della vita nell intero villaggio, dove abitano oltre famiglie in conzioni povertà. «Questo progetto - ha detto fra l altro Madre Daniela - mostra che insieme possiamo fare molto, verso chi è meno fortunato noi». Madre UN CUORE SI SCIOGLIE Daniela ha voluto ringraziare tutta la delegazione Unicoop Firenze, guidata dal rettore del settore soci e consumatori Luciano Rossetti e composta da rappresentanti alcune sezioni soci della cooperativa. Anche i vescovi della Toscana, che insieme a Coop hanno realizzato il progetto all interno dell iniziativa Un cuore si scioglie, non potendo intervenire persona lo hanno fatto meante un messaggio che è stato letto durante la festa. Oltre che alle Suore un plauso del tutto particolare lo dobbiamo ai rigenti e al personale Unicoop Firenze per aver sostenuto l impresa con un contributo finanziario determinante. La Toscana non si smentisce mai, quando si tratta cooperazione e solidarietà. CASE E CAMICIE Tutto è iniziato tre anni fa, quando con il progetto Un cuore si scioglie cominciammo a costruire le prime case del villaggio Madaplathuruth, situato nel Kerala (regione del sud dell Ina). Ad oggi ne sono state ultimate 89 per altrettante famiglie povere, che non vivono più in capanne, con tetto foglie cocco e muri fango. Parlando con le Suore Francescane Sant Elisabetta venne l idea costruire una fabbrica camicie su un terreno che le suore possedevano al centro del villaggio, non lontano dalla casa dove abitano. Grazie alla sensibilità mostrata ver- Festa in Kerala Inaugurata a gennaio la fabbrica camicie in Ina so questo progetto, sono stati raccolti i fon e dopo appena due anni dai primi segni su carta la fabbrica è oggi una realtà. Costruita in muratura, secondo tutte le norme sicurezza, ospiterà settanta giovani donne che vi lavoreranno. La produzione della fabbrica andrà ad integrare quella fatta nei laboratori sparsi nei villaggi, che hanno permesso a tutti i toscani comprare, apprezzandole, le camicie del Kerala. Il costo complessivo questa fabbrica, euro, è stato sostenuto da Unicoop Firenze, da tutti coloro che in questi due anni hanno acquistato le camicie prodotte a Madaplathuruth e dai consumatori che nella primavera del 2002 hanno versato dei contributi per questo progetto. MONDOCOOP Renato Burigana Le camicie prodotte in Ina saranno in venta negli Ipercoop da Pasqua e da maggio anche quelle a manica corta INFORMATORE 23

13 I consiglieri delle sezioni soci svolgono un lavoro volontario, non retribuito. Lo fanno per rappresentare gli interessi dei consumatori e tenere vivi i valori della cooperazione. SOCIALITÀ FIRENZE NORD EST PASSI DI BALLO La sezione soci Firenze Nord Est ha rinnovato l accordo con la scuola ballo Step by step. Le lezioni si svolgeranno al dancing La Nuova Conchiglia, presso il circolo Arci Andreoni, in via A. D Orso 8, Firenze, tutti i lunedì dalle 21,30 alle 23,30. Qualificati istruttori insegneranno tutti i tipi ballo da sala, dal liscio ai latino americani e balli gruppo, per imparare a ballare passo dopo passo. Per i soci Coop è previsto uno sconto del 15%. Info: Paolo , Andrea POGGIBONSI PREPARA LA TUA CENA Si impara a cucinare, si prepara una cena e poi... si mangia tutti insieme. Questo il programma dell iniziativa organizzata dalla sezione soci Poggibonsi, in collaborazione con la Pubblica Assistenza. Il corso cucina si svolge a marzo (5, 12, 19 e 26) e aprile (2 e 8), dalle 18,30 alle 23. Max 25 partecipanti. Info: spazio soci, martedì e venerdì 17-19, sabato 10-12, oppure tel FIRENZE ISOLOTTO TUTTI ARTISTI Sono aperte le iscrizioni ai corsi ceramica (serali) e pittura (pomeriani) organizzati dall associazione culturale Cavaliere Azzurro in collaborazione con il Quartiere 3 e la sezione soci Firenze Isolotto. In programma anche due nuovi laboratori: per i più piccoli, dai 6 anni in su, manipolazione con l argilla e altri impasti (lunedì pomeriggio dalle 17 alle 18,30) e Dalla modellazione alla decorazione ceramica (martedì mattina 9,30-11,30). Sono previste quote speciali per i soci Coop. Info: Associazione Cavaliere Azzurro, tel , FIRENZE NORD EST NUOVO CORSO SULLA MENOPAUSA Il gruppo Menopausa che passione organizza un nuovo laboratorio sulla menopausa nel centro Coop Coverciano per informare in modo approfonto le donne su questo tema. Le esperienze degli anni passati hanno IL LIBRO L IMPORTANTE È SOGNARE Presentato nei centri commerciali il libro Clauo Martini Il presidente della Regione Toscana Clauo Martini ha presentato nel corso questo autunno il suo ultimo libro Capaci sognare. Riflessioni sul nuovo pacifismo (Etori Balni & Castol ) in tre centri commerciali Coop. Nel corso degli incontri il presidente ha ricordato come l esperienza del Social Forum Firenze abbia rappresentato un elemento svolta dopo le drammatiche giornate Genova nel luglio FOTO M. D AMATO confermato che le donne questa età hanno un grande bisogno incontrarsi tra loro e confrontarsi con meci e terapeuti per avere informazioni corrette, per affrontare al meglio questa particolare fase passaggio della vita. Il gruppo si avvale una ginecologa omeopata, una terapista shatsu, un erborista, una psicologa e un ostetrica eutonista. Gli incontri saranno quattorci e gli argomenti spazieranno dall importanza dell alimentazione e del movimento alle cure alternative come fiori Bach, fitoterapia, mecina cinese, omeopatia, all aspetto psicologico. Il corso inizia il primo marzo 2004 e prosegue per quattorci giovedì consecutivi. L orario è dalle 17 alle Il gruppo sarà composto al massimo da 30 don- 2001, perché in quell occasione ci si è resi conto che quando le istituzioni si pongono in modo costruttivo, è possibile impostare il alogo e i timori violenze scompaiono. La presentazione questo libro ha rappresentato per Unicoop Firenze - come era già avvenuto nel 2002 con la precedente opera Clauo Martini Un nuovo mondo globale da New York a San Rossore - un occasione per rendere i centri commerciali un luogo non solo consumo, ma anche cultura e riflessione su temi cruciali della contemporaneità. (Silvia Pietrogrande) ne per permettere un buon percorso inviduale. Info: sezione soci, Cristina e Paolo , oppure tel , mercoledì e giovedì dalle 14,30 alle 16,30, TREKKING PER TUTTI nato a Impruneta il Gruppo È trekking, che ha trovato subito entusiasmante accoglienza da parte dei cittani. Il gruppo ha già preparato un ampio programma escursioni fferente fficoltà e quin accessibili a tutti. A nome dei nostri soci auguriamo al gruppo un grande successo, nello spirito una fattiva collaborazione. Info: Gianni Menicacci tel BORGO SAN LORENZO HOBBY IN GALLERIA La sezione soci Coop, in collaborazione con gli operatori economici della galleria del centro commerciale Mugello, replica dopo alcuni anni la Mostra degli hobby, del modellismo statico e del collezionismo. L iniziativa è in programma dal 16 al 29 febbraio e potrà essere visitata durante l orario apertura al pubblico dei negozi. La partecipazione è aperta a tutti coloro che si decano a queste attività ed è FOTO F. MAGONIO completamente gratuita: è necessario solo prenotarsi e iscriversi presso il box soci, telefonando allo FIRENZE NORD OVEST VERDURE A CENA un corso cucina vegetariana È quello organizzato dalla sezione soci Rifre, piazza Leopoldo e Ponte Mezzo, con inizio il 19 febbraio, al circolo La Costituzione, in viale Gramsci 560 a Sesto Fiorentino. Quattro lezioni, ogni giovedì, dalle 19 a tarda serata: è prevista una cena a base ciò che viene preparato durante il corso. Il costo è 50 euro, il numero massimo partecipanti è 20 persone. Per iscriversi rivolgersi alla sezione soci in via Carlo del Prete, a partire dal 4 febbraio. Info: sezione soci, tel VALTIBERINA UN LIBRO PER LA SOLIDARIETÀ In occasione della Festa della Pentolaccia, nel pomeriggio domenica 29 febbraio la sezione soci della Valtiberina, in collaborazione con la Comunità Montana, presenterà a Sansepolcro, presso la sala soci del supermercato viale Osimo, una raccolta poesie Fabio Bion, alla presenza dell autore. Il programma prevede canti e balli popolari e la presentazione dei risultati della campagna solidarietà Un cuore si scioglie, con la partecipazione Luciano Rossetti, rettore del settore soci e consumatori Unicoop Firenze, madre Daniela Capaccioli delle suore francescane Sant Elisabetta, e il professor Giuseppe Martini, rigente scolastico della scuola elementare San Giustino. Il ricavato della venta del libro sarà destinato a progetti adozione a stanza. BARBERINO DI MUGELLO INCONTRI SULLA SALUTE Si concludono martedì 10 febbraio i quattro incontri, decati alla salute e alla prevenzione, organizzati dalla sezione soci Barberino, in collaborazione con il Comune, la Pro Loco, la palestra Athena e l Auser - Università dell età libera. Tema dell incontro, che come sempre si terrà nelle salette comunali Barberino Mugello alle ore 21, l attività fisica e la prevenzione delle malattie carovascolari. Relatori il dottor Mario Vannucci e il professor Paolo Balni. Info: sezione soci, tel SESTO F.NO-CALENZANO CONCORSO PER PROGETTO Premiare i progetti scolastici che uniscano creatività, fantasia, innovazione e spessore dattico: questo l obiettivo del concorso organizzato dalla sezione soci Sesto Fiorentino-Calenzano, che ha stanziato per l iniziativa euro, da assegnare a quattro o più progetti. Questi dovranno essere contenuti nei Piani dell Offerta Formativa (POF) degli istituti scolastici - dell infanzia, elementare, mea e superiore - presenti nel territorio della sezione soci. La domanda dovrà essere presentata entro il 10 aprile. Info: sezione soci, tel la mattina PRATO CHI È DI SCENA? un concorso per un progetto È spettacolo teatrale quello organizzato dalla sezione soci Prato e dal Teatro Metastasio, per valorizzare le esperienze condotte nel territorio pratese. A questo scopo viene messa a sposizione la somma euro, da destinare alla realizzazione un progetto spettacolo ritenuto maggiormente qualificato per il rigore, la competenza e la potenzialità creativa. La scelta del testo, del linguaggio espressivo e dei partecipanti allo spettacolo è lasciata totalmente a screzione dei gruppi partecipanti, che dovranno operare o avere sede nel territorio della provincia Prato. Gli elaborati dovranno essere consegnati entro il 1 marzo alla segreteria del Teatro Metastasio, via Cairoli 59, Prato, con la citura concorso Chi è scena. SIENA ARTISTE PER L 8 MARZO Una mostra pittura e scultura, riservata alle donne pittrici e scultrici, è stata organizzata dalla sezione soci Siena nel quadro delle iniziative per la celebrazione della Festa della Donna. La mostra sarà allestita nella Galleria del centro commerciale Coop via delle Grondaie dal 3 al 13 marzo. Info: sezione soci, tel IMPRUNETA LA STORIA DI FIRENZE Dopo l ottimo successo ottenuto dal corso storia dell arte, la sezione soci Impruneta-Tavarnuzze, insieme all Associazione Culturale Art- Art, si appresta ad organizzare un corso sulla storia Firenze (storia, politica, arte, toponomastica) dalle origini ai nostri giorni. Il corso si svolgerà in due cicli due mesi circa ciascuno. Oltre a verse lezioni teoriche, avranno luogo anche visite guidate alla città, non solo a musei e opere d arte, ma anche a zone e strade che abbiano significativi riferimenti storici. Il corso avrà inizio a metà febbraio. Il programma definitivo verrà pubblicato sul sito web e nel punto soci dei negozi Impruneta e Tavarnuzze. Informazioni: al punto soci tel o al SOCIALITÀ LUTTO Il 21 cembre scorso è scomparso Agostino Galleni, per lunghi anni amministratore della cooperativa consumo Fiesole e fino a due anni fa membro del consiglio soci della sezione Firenze Nord Est. Le sue conzioni salute lo costrinsero a rinunciare a quest ultima attività ma non all incarico presidente della sezione Combattenti e reduci Fiesole. Alla famiglia così duramente colpita giungano le espressioni cordoglio quanti l avevano conosciuto. 24 INFORMATORE INFORMATORE 25

14 MONDOCOOP Matteo Pucci e Roberto Cavallini ACQUA F a un certo effetto sentire Mario Soares, presidente del Comitato Internazionale Contratto Monale Acqua, re che «nel progetto della nuova Costituzione europea non c è nemmeno una parola sul problema acqua». L occasione è rappresentata dal seminario Acqua, bene comune tutti sulla terra, svoltosi a Perugia nell ambito della quinta assemblea Onu dei Popoli, organizzato da Coop, Cipsi, Tavola della Pace, Contratto Monale sull Acqua. «Le istituzioni europee - ha proseguito Soares - non hanno fatto niente per porre l acqua al fuori delle logiche mercato: l Ue ha forti responsabilità e deve assolutamente moficare la sua politica. Nel mondo ci sono un miliardo e mezzo persone che tutt oggi non hanno accesso all acqua potabile: è una cosa scandalosa. Occorrono regole chiare e cooperazione, altrimenti dovremo affrontare conflitti interminabili». Dello stesso tenore, forse ancora più duro, l intervento Riccardo Petrella, presidente del Comitato Italiano Contratto Monale sull Acqua. «L Europa - ha detto - deve chiedersi se è proprio vero che vuol garantire l accesso alla risorsa idrica entro il 2020 oppure sono solo parole. Dobbiamo denunciare questa politica delle parole, questa Europa che fa solo chiacchiere, la mancanza completa azioni. E l acqua che ci insegna come le società europee non siano democratiche, bensì società oligarchiche basate sul potere economico». «L acqua - ha proseguito Petrella entrando nel scorso delle possibili soluzioni - pone tre sfide: una riguardante i ritti umani, una il bene comune e l ultima la democrazia. Per raggiungere i nostri obiettivi possiamo inviduare alcune azioni: premere sui leader europei affinché inseriscano un riferimento all acqua come bene comune nella nuova Costituzione europea, chiarando che l acqua è un vero e proprio ritto umano; fare pressioni contro la politica indecente delle privatizzazioni CONTRATTO PER L ACQUA (sulla quale concordano tutte le forze politiche, è bene ricordarlo) perché noi vogliamo l Europa della convisione, non della potenza. E ancora - ha concluso - garantire la priorità tematiche come quella del risparmio idrico (portare le perte lungo gli acquedotti - in Italia attorno al 30-40% - fino al 10% fisiologico); creare degli organi composti da giovani, i quali abbiano poteri controllo sulle politiche idriche». E una vera e propria sfida quin, lanciata da Perugia verso la riscoperta dei valori della democrazia e della convisione, che hanno fondato la Comunità europea, a partire da un tema ben preciso: l acqua. L INTERVENTO DI VANDANA SHIVA IL GANGE NON È IN VENDITA Nel corso del seminario Vandana Shiva, fondatrice del Centro per la Acqua bene comune Il punto sulle problematiche e le azioni per garantire a tutti l accesso a questo bene prezioso Scienza, Tecnologia e Politica delle risorse naturali a Dehra Dun (Ina), ha lanciato la campagna Gange is not for sale, il Gange non è in venta. Signora Shiva, ci può spiegare in cosa consiste? In Ina ogni capofamiglia spende circa il 25% del proprio redto ogni giorno per l acqua, eppure la sponibilità pro-capite è sempre più ridotta. Il 9 agosto 2002 cinquemila contani hanno marciato sul villaggio Bhanera per protestare contro l istallazione della conduttura-mostro 3,25 metri ametro che sottrarrà acqua al fiume Gange per incanalarla verso l impianto trattamento e stribuzione Sonia Vihar Delhi. Il progetto, copromosso dalla società francese Suez-Ondeo e dal Governo Delhi, sottrarrà 635 milioni litri d acqua al giorno ai villaggi e alle coltivazioni dei villaggi per un area 30 chilometri da Muradnagar fino a Sonia Vihar, per stribuirla a circa 3 milioni abitanti della capitale. L impianto è stato pagato dal governo inano all Ondeo-Suez 50 milioni dollari statunitensi, ed ora si rischia un aumento retto delle tariffe, o della tassazione inretta. I cittani e le associazioni europee sono chiamati a fendere le acque del Gange insieme ai gruppi e ai comitati inani. Il Gange non è solo una fonte d acqua: è un vibrante universo, dà significato ai popoli che lo abitano perché è la culla dove, dall incontro dei versi elementi, nasce la vita per oltre 30 milioni esseri umani. Per questo come movimenti inani in fesa dei beni comuni abbiamo bloccato parte del nuovo impianto per la fornitura d acqua a Delhi. Chieamo alla società civile europea farci sentire il proprio appoggio attraverso la spezione cartoline al primo ministro inano. Il testo è semplice: Gange is not for sale. COSA FA COOP ACQUA PER TANTI Un milione euro per costruire nel corso dell anno pozzi, cisterne, acquedotti in Angola, Burkina Faso, Palestina, Sierra Leone, Etiopia, Eritrea, Congo, Tanzania, Camerun, Uganda, Kenya. Ne potranno usufruire innanzitutto i bambini, che troveranno nelle loro scuole acqua potabile. Ma anche oltre abitanti dei villaggi dove saranno compiuti questi interventi. E il progetto Coop Acqua per la Pace che si avvale, per la realizzazione dei singoli obiettivi, Ong e Onlus: Cipsi, Unicef, Meci Senza Frontiere, Ucodep e Gvc. Un progetto già in essere che troverà il suo compimento nell estate del Il tema dell acqua declinato in termini solidarietà verso le popolazioni del sud del mondo, ma non solo. Coop è impegnata nell informazione e sensibilizzazione della sua base sociale e tutta la cittananza per un impegno concreto delle istituzioni nel garantire la non privatizzazione questa risorsa, il risanamento delle reti stribuzione, promuovere le doppie reti idriche, attuare programmi risparmio industriale e tecniche agricole irrigue a ridotto consumo, incentivare l agricoltura in aree marginali. La campagna si pone anche l obiettivo informare i cittani, in particolare i giovani consumatori, su un uso corretto e risparmioso dell acqua. Un particolare interesse si registra, sia da parte delle istituzioni che del mondo del volontariato, verso l esperienza che Coop Estense sta attuando per offrire ai clienti dei propri punti venta la possibilità acquistare l acqua dei pubblici acquedotti filtrata e mineralizzata con una apposita macchina, rendendola oltremodo gradevole al gusto. Oltre al minore costo rispetto alle acque minerali in bottiglia attualmente in commercio, il consumatore ha la possibilità contribuire alla salvaguara dell ambiente, eliminando i rifiuti della plastica e una serie carichi ambientali gravosi come la movimentazione e il trasporto. Un esperienza, ha affermato Riccardo Petrella, «lodevole e innovativa, capace declinare in positivo uno degli obiettivi principali del Contratto Monale per l Acqua. Mi auguro che tale esperienza venga proficuamente estesa in centinaia negozi Coop: da parte nostra non potremo che portarla ad esempio per la costruzione percorsi comuni e convisi, nell ottica dell affermazione piena del ritto universale dell accesso all acqua e della salvaguara del principio della proprietà pubblica questa». UN CUORE SI SCIOGLIE ACQUA NATALE IN POSITIVO MONDOCOOP Con 150 mila euro raccolti, il 50% in più rispetto all anno scorso, si è chiusa la campagna solidarietà Cambia la sua vita in positivo, che si è svolta dal 15 al 24 cembre nei punti venta Unicoop Firenze. Il ricavato andrà a finanziare i progetti solidarietà e le adozioni a stanza all interno dell iniziativa Un Cuore si scioglie e libera un bimbo. Tante le adozioni sottoscritte da soci e consumatori, e tante anche le informazioni richieste al numero verde , che ha registrato il 30% in più chiamate rispetto all anno scorso. Numerose inoltre le iniziative organizzate dai pendenti Unicoop Firenze. Negli iper Lastra a Signa e Cascina sono state organizzate lotterie, che hanno portato alla raccolta, rispettivamente, 2600 e 1272 euro. E stata invece la passione per il cinema ad ispirare i pendenti dell iper Montevarchi, che si sono autotassati per farsi fotografare in pose ispirate a film famosi, dando così vita ad un agenda che sarà venduta tra i pendenti a 8 euro. Protagonisti del trazionale calendario Ipercoop 2004, il gruppo rezione dell iper Sesto, che ha stribuito il poster girando fra gli altri iper del canale e chiedendo ai pendenti un offerta per ogni stampa consegnata. Ed, infine, l iper Arezzo, dove è stato organizzato un gioco davvero originale: i pendenti hanno battuto all asta il proprio responsabile reparto perché cantasse al karaoke. A fine serata sono stati raccolti 1093 euro. 26 INFORMATORE INFORMATORE 27

15 A cura Antonio Comerci INFORMATORE COOP v. S. Reparata Firenze Posta elettronica: coopfirenze.it Fax La redazione si riserva abbreviare le lettere, senza naturalmente cambiarne il senso. Le lettere non pubblicate sono comunque all attenzione delle varie strutture Coop interessate. LETTERE RICICLATO ANCHE IL NOSTRO Ho ricevuto l ultimo numero de L Informatore ed ho constatato che è assente la citura Stampato su carta riciclata al 100% e questo probabilmente perché non è stampato su tale tipo carta. I detrattori della carta riciclata sostengono che non sia buona qualità e che non abbia una grande resistenza all usura del tempo. Contesto queste affermazioni: oggi, infatti, la carta riciclata è ottima qualità, adatta quin per le riviste, inoltre ha una buona durata proprio grazie alla screta quantità inchiostro intrappolata nel suo spessore, il che la rende inappetibile sia alle termiti che alle malattie fungine che alle tarme. Inoltre mi pare che la carta ecologica costi meno degli altri tipi carta, permettendo quin un screto risparmio alla nostra cooperativa. David Diani - Campi Bisenzio Da questo numero l Informatore è in carta riciclata al 100 per cento. TROPPI CARRELLI, POCHI POSTI Un sabato, presso il centro commerciale Setteponti ad Arezzo, ho dovuto lasciare il carrello incustoto visto che ogni posto era occupato. Vorrei sapere perché io, ed anche altri come me, non possiamo recuperare l euro utilizzato per prendere il carrello dato che ci sono sicuramente meno posti sponibili quanti sono i vostri carrelli. Marco Pannini - Arezzo I posti sponibili sono esattamente quelli dei carrelli. Poi c è l abitune molti soci e clienti prendere il carrello per fare la spesa nella postazione più vicina all ingresso dell iper e lasciarlo in quella più vicina alla macchina. Ci ren- amo conto che può essere scomodo ritornare verso l ingresso o comunque ricercare il posto vuoto, ma comunque la possibilità recuperare l euro del carrello è matematica. SOLO MEGA? Mi sembra che esageriate con l apertura questi mega supermercati, sacrificando i piccoli negozi come appunto quello Scancci. Non si può certo fare sempre la spesa grossa e nei piccoli negozi i prezzi sono più cari. I negozi gran sono scomo per le persone anziane senza automobile, che FOTO M. D AMATO rimangono sempre sacrificate. Liria Lombar - Scancci Lo sviluppo della cooperativa va in tre rezioni: ipermercati, supermercati e mini mercati. Questi ultimi servono proprio per fare una spesa vicinato, senza l uso della macchina, sia per gli anziani che per chi ha poco tempo e poca spesa da fare. I prezzi sono un po più alti, ma comunque convenienti rispetto ai negozi vicini e all uso della macchina o del mezzo pubblico, che hanno comunque un costo per chi li usa. Nell area fiorentina, in un anno, due sono i nuovi mini mercati, due i supermercati e un iper. Per i supermercati facciamo tutto per renderli facilmente raggiungibili a pie, con la bicicletta o il bus: quello Ponte a Greve, ad esempio, è sulla rettrice della metropolitana e comunque è ben servito da mezzi pubblici. PRODUTTORE IGNOTO Sono un socio piuttosto arrabbiato per il fatto che, senza saperlo, ho comprato della roba prodotta dalle famigerate multinazionali... e l ho comprata pensando fare esattamente il contrario. Ho seguito con interesse tutti gli articoli e le interviste su questa questione, ve Rosso fiorentino, e posso anche essere d accordo con molte delle vostre precisazioni. Non ho ancora capito, però, perché non mettete più il nome chi ha fornito quel prodotto e quell altro! Perché non incate chi sono i vostri fornitori sulle confezioni del prodotto? Io voglio sapere cosa compro e da chi è fatto quello che compro! Gianluca Gaviraghi Greve in Chianti I prodotti in marchio Coop forniti da aziende controllate da multinazionali sono veramente pochi e si limitano a poche referenze. Quin è molto probabile che il socio non abbia mai comprato prodotti delle multinazionali, che hanno un ruolo del tutto marginale nel fornirci. La decisione non mettere il nome del produttore è stata presa per la semplice constatazione che tutti comunque si rivolgevano rettamente a noi per i problemi che i prodotti presentavano. Quin abbiamo ritenuto un particolare non importante, per la gran parte dei consumatori, l incazione del fornitore. Tanto valeva assumersi tutta la responsabilità, che non si limita alla sola qualità del prodotto ma anche alla corrispondenza dei valori etici. Siamo certificati SA8000 e questo significa che un ente terzo si occupa effettuare ispezioni perioche negli stabilimenti che ci riforniscono, per constatare che non ci sia sfruttamento del lavoro minorile, scriminazioni politiche, religiose e sindacali. Francamente, nel fare questa scelta, non è stato tenuto conto quei soci che si attengono ad un consumo critico. Anche se rappresentano una quota marginale del nostro pubblico, non era nostra intenzione penalizzarli, anzi fanno parte quella coscienza critica che per noi ha grande valore. Semplicemente pensiamo che le informazioni fornite attraverso il numero verde stampato su ogni prodotto Coop possano sodsfare tutte le esigenze informative dei nostri soci anche per un consumo critico. IL CREATORE NON C ENTRA apertura del nuovo punto venta Ponte a Greve, Firenze, è L stata pubblicizzata con una campagna che ritengo cattivo gusto. Lo slogan siamo noi l evoluzione e l immagine utilizzata rischiano indurre nel pubblico un idea non proprio corretta quanto invece dovrebbe proporsi la Coop. Bombardati da paroloni altisonanti, da una ffusa prosopopea, da messaggi presposti per intortarci del tipo tranquillo, pensiamo noi al tuo benessere, quanto da voi ideato si uniforma pienamente allo stile dominante: la Coop è ora l evoluzione, il creatore, noi non possiamo che seguirne il cammino fedelmente e ciecamente! Stefano De Martin - San Casciano L inaugurazione un nuovo punto venta non è un fatto ornario, per gli investimenti molto forti e in un mercato concorrenziale, com è quello fiorentino. In questa situazione occorre sparare forte e andare fuori dallo stile solito per incontrare un pubblico verso da quello che ci frequenta abitualmente. Quin ci complimentiamo per l analisi e lo spirito d osservazione del socio: in effetti quel comunicato è fuori dallo spirito partecipativo e tranquillo nostro solito (La Coop sei tu, I prodotti Coop li trovi alla Coop e ci trovi la Coop dentro, Nata per essere conveniente), ma del resto l evento non è DI BOCCA IN BOCCA evi proprio leggere quel libro, Dstai troppo male ce una donna alla sua amica, visibilmente depressa. Incuriosito, colgo al volo l autore e il titolo. Le quattro più gran librerie del centro l avevano tutte esaurito. Mi sono reso conto aver scoperto, per caso, un best seller, uno dei pochi libri successo questa stagione. Sarà stato il titolo, fin troppo esplicito e provocatorio: Come smettere farsi le seghe mentali e godersi la vita? Forse, ma le librerie sono piene manuali per star meglio e per auto-curarsi. Senz altro non è stata la copertina, tanto brutta da fare perfino tenerezza. Né l autore, Giulio Cesare Giacobbe, non notissimo al grande pubblico. Eppure, ho saputo dopo, il libro è stato ristampato quattro volte, dal settembre 2003, per un totale 120 mila copie! Il segreto del successo è semplice: è un libro piacevole, vertente, adotta un linguaggio giovanile, immeato. Ha un tono scherzoso, ma è serissimo, un vero e proprio manuale pratico prevenzione e cura in proprio delle nevrosi. Insomma, è serio ma non lo fa pesare. E i lettori sono grati allo scrittore che si comporta così, specie se è un prof. universitario una materia fficile come Fondamenti delle scipline psicologiche orientali, all università Genova. Chi lo ha letto lo consiglia e così, bocca in bocca, si crea un successo meritato, non spinto dai mass mea, non imposto dalla pubblicità. Nella società dell immagine succede ancora che si premi la sostanza. Ed è una consolazione constatarlo. ornario (non ciamo straornario, per non essere fraintesi) e la necessità strizzare l occhio ad un pubblico verso dal nostro è vitale. La pubblicità ha bisogno urlare, farsi notare. Ma passato il momento cosa resta? Per fortuna nulla! Resta la sostanza delle cose, la nostra sostanza: convenienza, qualità, solidarietà, partecipazione. Su questo i nostri soci e consumatori ci devono giucare e ci giucano quotianamente. A Ponte a Greve stiamo sperimentando un nuovo modo sporre e far fruire un supermercato, un modo che nasce dall osservazione IL TORTO E LA RAGIONE Parlavo con un tavarnellino, grande amico, grande mente. Mi ceva: - Leggo sempre le lettere che pubblicate sull Informatore. Posso rti la mia impressione? Avete sempre ragione voi...! - Fabrizio, se vai a vedere bene, sono più le risposte in cui amo ragione al socio che le altre... - Sì, va beh... ma poi mettete sempre le vostre giustificazioni e quin la ragione del socio passa in secondo piano. - E un dovere mettere le nostre spiegazioni! Altrimenti facciamo solo pubbliche relazioni, come tutte le aziende: Gentile cliente... la ringraziamo cuore... provvederemo quanto prima... ci scusi... voglia grare.... Invece, lettera e risposta costituiscono fferenti argomentazioni, punti vista a confronto, alogo fra pari. Se non dessimo una risposta con le nostre motivazioni traremmo l interesse degli altri lettori, daremmo sodsfazione solo a chi scrive, non a chi legge, che oltre a conoscere il fatto (mettiamo: manca un prodotto), ha ritto a sapere anche il perché. Fabrizio, esperto in comunicazione, mi ha dato ragione. Ma a quel punto i dubbi sono venuti a me. Mi è tornato in mente il verso una canzone Vecchioni, La gallina Maddalena : non sono io ad avere ragione, sono gli altri che hanno sempre torto. E se Fabrizio non avesse torto? An.Co. e dalle richieste dei nostri soci e consumatori, è un evoluzione del vecchio supermercato che vede il consumatore protagonista. Quel NOI della pubblicità è riferito alla cooperativa (fatta pendenti e consumatori) non ai rigenti Coop. Forse nello scegliere lo slogan e il visual c è stata la sottovalutazione un equivoco: noi ci sentiamo cooperativa (guadagniamo uno stipeno, ci confrontiamo nelle assemblee, non abbiamo utili da dare ai nostri padroni ), ma veniamo percepiti soprattutto come azienda, anche dai nostri soci più affezionati. VOCI Voci... è la nuova rubrica che vuole cogliere argomenti, riflessioni, voci (appunto) presi al volo dall attività tutti i giorni Giulio Cesare Giacobbe, autore un best seller da 120 mila copie 28 INFORMATORE INFORMATORE 29

16 VISITE GUIDATE VISITE GUIDATE E Ferrari Pam Vacanze, c/o Centro Comm.le Dei Borghi, via Fosso Vecchio Navacchio (Pisa), tel EVENTI Èchiamata la città dalle 100 chiese, ed era tappa obbligata per i pellegrini sul cammino della via Francigena; ma è anche sede della più antica Zecca d Europa (in città è stata battuta moneta dal 650 al 1837), la culla dei aspri (tessuti molto pregiati che si contradstinguono per un segno raffigurante uccelli e animali, spesso con alcune parti broccate in oro e argento, e decantati nei poemi provenzali del sec. XII e XIII), e del buccellato, il tipico dolce a forma ciambella che deriva da un pan dolce degli antichi Romani, appunto detto in latino buccella (ciambella). Lucca e il suo centro storico, cinto dai metri delle sue plurisecolari mura, si offrono ad essere scoperte dai soci Coop attraverso tre itinerari monografici che approfonscono alcuni aspetti della città. ROMANA Secondo le notizie dello storico romano Tito Livio, confermate dai ritrovamenti archeologici, Lucca venne fondata nel 180 a.c. come colonia latina, anche se le sue origini sono più antiche, costruita com era su un pezzo terra letteralmente strappato al fiume Auser (l attuale Serchio), come testimonia anche l origine del suo nome, Luk, che in celto-ligure significava luogo ITINERARI A TEMA I tre volti Lucca PERGOLA E METASTASIO BIGLIETTI RISERVATI Nell ambito degli accor fra Unicoop e i due gran teatri Firenze e Prato, sono sponibili a prezzi veramente speciali due lotti biglietti per due spettacoli grande prestigio. Domenica 15 febbraio al Teatro La Pergola Firenze Miseria e nobiltà Eduardo Scarpetta, regia Carlo Giuffrè, con Carlo Giuffrè e Nello Mascia; prezzo: platea 16,50 euro, palco 13; prenotazioni e biglietti presso Argonauta Viaggi (lungarno Torrigiani 33a/b, Firenze ). Domenica 29 febbraio al teatro Metastasio Prato Giorni felici Samuel Beckett, regia G. Solari, con Lucilla Morlacchi; prezzi: platea e palco centrale 13 euro, palco laterale 9,75; prenotazioni e biglietti presso CTC Pato (piazza Mercatale 93, tel ). FOTO TORRINI FOTOGIORNALISMO Alla scoperta della città ricca memorie lunghe venti secoli FOTO TORRINI FOTOGIORNALISMO palu. L itinerario comprende la visita ai resti del teatro romano, eficato nella seconda metà del I secolo a.c., e alla chiesa S. Agostino, dove si trovano resti delle murature dell antico teatro: in particolare, alla base del campanile situato lungo via S. Sebastiano, dove si trovano due ambienti con copertura a volta. Ma la città possedeva anche il luogo deputato agli spettacoli e ai giochi dei glaatori: i resti dell anfitea- tro, costruito nella seconda metà del I secolo d.c., si conservano inglobati negli efici che delimitano l oerna piazza dell Anfiteatro, meta anch essa della visita. Non manca naturalmente il percorso lungo il perimetro delle mura romane: la cinta muraria, lunga metri, venne eretta al momento della fondazione urbana, nel II secolo a.c.; progressivamente superata a causa dell espansione della città, fu probabilmente in parte strutta anche per riutilizzarne i materiali, e fu poi definitivamente sostituita da nuove mura nel XII secolo. Il viaggio nel tempo alla scoperta della Lucca romana si conclude poi con la visita alla Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata, dove si trovano i resti alcune pavimentazioni una domus romana, e alla piazza San Michele in Foro, dove si trova la chiesa sorta, appunto, sull antico foro romano. MEDIEVALE Diversi palazzi dell epoca, esempi case-torri (che assolvevano contemporaneamente, per lo stesso proprietario, a tre funzioni: fesa, abitazione e luogo commercio) e il tratto delle mura meevali, sono alcune delle tappe questo percorso, del quale fanno parte anche due chiese. La prima, la Basilica San Freano, è il complesso ecclesiastico lucchese maggiori mensioni dopo quello del Duomo; notevole il suo ruolo nel periodo meevale: dalla seconda metà dell XI secolo, infatti, fu uno dei più importanti centri per la ffusione della riforma liturgica gregoriana, e ai suoi canonici fu affidata la guida spirituale numerose comunità religiose romane ed italiane. Tappa d obbligo è poi la Cattedrale San Martino, dove è custoto il Volto Santo, opera lignea origine imprecisata che rappresenta il Cristo crocifisso, oggetto venerazione e adorazione fin dal Meoevo. La Torre delle Ore - il cui nome deriva dalla funzione, svolta fin dalla fine del XVI secolo, ospitare il nuovo orologio pubblico - e la Torre Guinigi - la cui caratteristica principale è la presenza un grande leccio sulla sua sommità - concludono questo itinerario. OTTOCENTESCA Il Principato Elisa Bonaparte (sorella dell imperatore Napoleone) e Felice Baciocchi prima, e l avvento dei Borbone poi, insieme agli interventi sul Palazzo Ducale e alla nascita piazza Napoleone, sono i protagonisti quest ultimo itinerario. La prima menzione dell esistenza del Palazzo Ducale è del 9 agosto 964, data del passaggio dell imperatore Ottone I, e per centinaia anni è stato oggetto numerose trasformazioni e adattamenti. Così fece pure Elisa Baciocchi quando, nel 1805, vi si trasferì. Fra i molti interventi, la creazione piazza Napoleone, che nacque grazie all abbattimento molti efici (case, la chiesa S. Pietro Maggiore, i magazzini del sale, la posta, l archivio), con la motivazione erigere una statua colossale a Napoleone che attestasse la gratitune lucchese all imperatore. Dopo il Congresso Vienna, Lucca fu trasformata in Ducato e affidata a Maria Luisa Borbone, che commissionò all architetto Lorenzo Nottolini la sistemazione dei locali interni e degli arre. Oltre a piazza Napoleone, l itinerario prevede la visita alcuni ambienti Palazzo Ducale, in particolare quelli del periodo borbonico. Le visite guidate, ognuna della durata tre ore, sono a cura de La Giunchiglia, cooperativa lucchese servizi turistici, culturali e dattici. Appuntamento il 21 e 28 febbraio e il 6 marzo; la partecipazione costa 7,00 euro. Info e prenotazioni presso le Agenzie Toscana Turismo (Pam Vacanze). VISITE AL PLANETARIO DI FIRENZE A RIVEDER LE STELLE E Ferrari Le costellazioni Orione, del Toro, dei Gemelli e dell Auriga, Sirio fra le stelle e Venere, Giove e Saturno per i pianeti, saranno i protagonisti del cielo febbraio e marzo, quando i soci Coop potranno scoprire il cielo (e non solo) al Planetario Firenze. Il planetario è un apparecchio che proietta l immagine e i movimenti della volta celeste come apparirebbero ad un osservatore in un istante e in un determinato luogo: l apparecchio che si trova al Planetario Firenze è in grado proiettare su una cupola 8 metri ametro fino a astri, può eseguire le varie sequenze raffigurazione del sole (aurora, crepuscolo e luce urna), della luna e dei pianeti. Può insomma far vedere il cielo come ormai non lo si vede più, perché l inquinamento luminoso delle nostre città non lo permette; ma anche rappresentare il cielo in un determinato momento storico: andare a scoprire per esempio se, al tempo dei Re Magi, c era davvero la stella cometa oppure no, o riveder le stelle, quello stesso cielo descritto da Dante nella sua Divina Commea. Un esperienza certamente affascinante, alla quale segue la visita della mostra-atelier Luci e Ombre dell Universo, nella quale i visitatori passeranno dalla teoria alla pratica e potranno scoprire, prendendovi parte in prima persona, alcuni dei meravigliosi misteri dell Universo. Le visite sono condotte da astronomi dell Osservatorio Astrofisico Arcetri, coniugando così la qualità e l eccellenza della preparazione tecnica con l esigenza della vulgazione, della semplicità spiegazioni che risultino chiare a tutti. Un obiettivo, quello dell allargamento della conoscenza e del coinvolgimento un pubblico sempre più vasto, al quale il Planetario è molto attento: oltre all organizzazione incontri con il pubblico articolati su versi temi e alle lezioni per le scuole, il tentativo è ora quello coinvolgere sempre più anche i bambini più piccoli (dalla prima alla terza elementare), con lezioni stuate in modo specifico per la loro età. Le visite per i soci Coop sono previste a febbraio il 22 (ore bambini e adulti, ore 17 adulti) e il 26 (ore e 21, solo adulti); a marzo, il 7 (ore bambini e adulti, ore 17 adulti) e l 11 (ore e 21, solo adulti). Il costo è 5,00 euro per gli adulti e 4,00 euro per i minori 18 anni. Info e prenotazioni: Agenzie Toscana Turismo (Argonauta Viaggi). GARFAGNANA VIA DALLA PAZZA FOLLA el cuore una delle zone npiù belle della Toscana, la Garfagnana, immersi nei suoi colori, nei profumi e nei sapori. E a un prezzo davvero speciale per i soci Coop. Fino a cembre (con l esclusione dei mesi luglio e agosto) i soci saranno accolti a San Romano in Garfagnana, all albergo Ai Canipai, a due passi dalla riserva naturale dell Orecchiella; e qui, compreso nel pacchetto, potranno anche usufruire una cena a base prodotti tipici, naturalmente in base alla stagione (dalle castagne, ai funghi, al farro, a formaggi e salumi), e una visita guidata alla vicina Fortezza delle Verrucole, un antica fortificazione epoca estense. Oltre a questo, l albergo offre assistenza turistica e informazioni sulla zona, visite ai vicini parchi naturali, l organizzazione, per gruppi, visite guidate animate e, anche per la cena tipica, la possibilità dell animazione con personaggi della trazione popolare (queste due ultime offerte non sono comprese nel pacchetto ma sono con pagamento a parte). EVENTI Argonauta Viaggi, lungarno Torrigiani 33 a/b, Firenze, tel Harlem Viaggi, via Monfalcone 28/30, Pistoia, tel INFORMATORE INFORMATORE 31

17 TEATRI E CONCERTI I PROFESSIONISTI EVENTI Se volete intanto farvi un idea questi meravigliosi luoghi e cosa offre l albergo, potete collegarvi al sito Due le possibilità offerte ai soci Coop: soggiorno infrasettimanale a scelta (70,00 euro a persona) o fine settimana (notti del venerdì e del sabato, 64,00 euro a persona). Le conzioni sono identiche: due pernottamenti, trattamento mezza pensione, una cena normale e una con prodotti tipici, visita guidata alla Fortezza meevale. Info e prenotazioni: Agenzie Toscana Turismo (Harlem Viaggi). Si chiama Alta fedeltà la convenzione per i soci Coop con la PRG: un biglietto omaggio ogni 5 acquistati per 5 spettacoli versi. La tessera Alta fedeltà può essere richiesta all ingresso dei singoli spettacoli, mentre per prenotare il biglietto omaggio è necessario telefonare allo febbraio IVANO FOSSATI Firenze - Teatro Ver posti numerati da 16,00 a 34,50 euro 15 febbraio ANNA OXA-FABIO CONCATO Firenze - Teatro Ver posti numerati da 20,20 a 46,00 euro 16 febbraio SAMUELE BERSANI Firenze - Saschall posti numerati da 15,00 a 25,30 euro 23 e 24 febbraio EROS RAMAZZOTTI Firenze - Palasport Biglietti da da 30,00 a 69,00 euro 23 febbraio LORD OF THE DANCE Firenze - Teatro Ver posti numerati: 57,50/46,00/29,00/20,00 euro 25 febbraio LUDOVICO EINAUDI Firenze - Saschall posti numerati 20,00/14,00 euro 26 febbraio GIANNA NANNINI Firenze - Saschall posti numerati 34,50/28,80/23,00/17,30 euro CONCERTI PUCCINI L ANOMALO BICEFALO Febbraio si apre al Teatro Puccini Firenze nel nome Riccardo Pangallo, che con Psaico: Analisi della follia, dal 3 all 8, offre, oltre ad una sana comicità, una riflessione su quell affascinante ma ambiguo mezzo comunicazione che è la televisione. A seguire il 10, Giovanni Lindo Ferretti e Giorgio Barberio Corsetti in Iniziali: BCGLF e, al Saschall dal 13 al 15, la coppia Dario Fo-Franca Rame con L anomalo bicefalo, un riconoscimento appassionato alla stupenda e ineguagliabile fantasia e versatilità del nostro presidente del Consiglio. Chiude il mese, il 21 e 22, Ascanio Celestini con Fabbrica. Per i soci, sconto 3,00 euro sul biglietto intero, ad eccezione del sabato; info allo TEATRO STUDIO VIVA L ITALIA Al Teatro Stuo Scancci, dal 5 al 7 la Compagnia Lombar Tiezzi mette in scena l aspetto ricolo della sofferenza umana in uno spettacolo che affianca due testi Raffaello Balni e Anton Cechov. Il rapporto/ conflitto tra uomo e macchina è invece al centro de L ultimo nastro Krapp Samuel Beckett (Compagnia Kripton, dal 27 febbraio al 4 marzo). Al Teatro Aurora (via S. Bartolo in Tuto 1, Scancci) va poi in scena il 19 Fotofinish in bianco e nero, e con Antonio Rezza, secondo spettacolo della rassegna - che prosegue fino ad aprile - Viva l Italia, una sorta rapido cammino nella nostra storia dalla Libe- razione ai giorni oerni. Per il Teatro Stuo: ridotti soci Coop 8,00 euro; per Viva l Italia ridotti soci Coop 9,00 euro. Info: tel RASSEGNA TURANDOT L ORIENTE A TEATRO Sulla scia del fortunato Mese Meceo, la casa produzione Tedavi 98 propone Rassegna Turandot, un altra manifestazione nella quale il teatro è il momento centrale un evento più vasto e ricco incontri. Lungo le quinci rappresentazioni Turandot (dal 26 febbraio al 14 marzo, escluso 1, 6 e 8 marzo) la domenica sarà il momento privilegiato, tre pomeriggi in cui lo spazio sarà aperto al pubblico che avrà voglia avvicinarsi al mondo orientale e ai temi trattati dallo spettacolo: fra l altro, si potranno conoscere meglio le varie versioni Turandot ; avvicinarsi ai meccanismi che regolano le fiabe orientali; vedere quanto e come il gusto delle cineserie a Firenze e in Toscana sia cambiato nel corso del tempo; senza sdegnare un occhiata al mercatino orientale allestito all interno del teatro. L allestimento Turandot - un testo originale Giacomo Galletti che dà alla storia nuova luce, tenendo presenti tutti gli illustri precedenti ma ricercando e trovando una sua estrema originalità, e retto da Alessandro Riccio - si tiene nello spazio off Lungobinario, che si trova etro il complesso della Stazione Leopolda Firenze (scalo merci, viale Fratelli Rosselli 11/r), che con questo evento si apre al pubblico. Ingresso: intero 8,00 euro, per i soci Coop 6,00 euro. Per info e prenotazioni: «Q uella volta che Anthony Hopkins pasteggiò a Martini cocktail fu un gran lavoro...»: è solo uno degli aneddoti che ama raccontare Alessandro Blasi, barman del Cibreo Caffè Firenze per oltre eci anni, oggi rettore del ristorante Borghetto del Borgo Palace Hotel Sansepolcro. «La professione del barman ti entra nel sangue, non è facile scordarla, anche se poi pren strade verse - continua Blasi -. Ritengo che per riuscire ad avere successo nel lavoro siano essenziali non solo una solida preparazione professionale, ma un livello culturale elevato ed una capacità porsi nei rapporti con il cliente in maniera affettuosa, dando rilievo al fattore umano». La gavetta inizia presto: nel 1978 frequenta la scuola alberghiera all istituto Aurelio Saffi Firenze, l estate la trascorre a fare stagioni nelle località mare come Forte dei Marmi e Santa Margherita Ligure, poi i locali fiorentini, come l Hotel Regency e l Enoteca Pinchiorri. «Sono state esperienze che mi hanno permesso soprattutto capire meglio i clienti, le sfumature del carattere, cogliere i gesti che possono voler re qualcosa molto importante sulla mentalità delle persone. Mi colpisce come si possa influire sul carattere dei clienti. Ho visto entrare nel locale, all ora dell aperitivo, persone nervose, arrabbiate dopo una giornata lavoro, ed uscire rilassate e tranquille. Credo veramente che se i cocktail-bar fossero frequentati in maniera assidua ci sarebbe meno bisogno affollare gli stu degli psicoterapeuti!». Una provocazione, ovviamente, ma che fa capire quanto il barman sia visto dal cliente come amico e confidente, piuttosto che come semplice lavoratore. «Conoscere il gusto un cliente vuol re anche cambiare la ricetta un cocktail senza per questo sentirsi sminuito. Significa andare incontro a delle esigenze personali, e ricordarsi quali sono i gusti ogni singolo avventore NON SOLO COCKTAIL che frequenta il bar fa parte delle caratteristiche salienti del barman». Ma dopo aver fatto tanti cocktail per gli altri, ci sarà quello preferito a livello personale, che uno si beve volentieri nel momento in cui stacca dal servizio. «Per me il Negroni, non c è dubbio. Forse sarà perché nasce a Firenze, che considero un po la mia città, oppure perché vede la luce etro suggerimento un cliente, il conte Negroni appunto, fatto sta che lo ritengo il cocktail PER I SOCI TOSCANA Parola barman L importanza capire il cliente più buono. Per altri motivi, legati alla manualità dell esecuzione, e ad un certo fascino dato dalla stagione invernale, anche l Irish coffee è una bevanda che giuco estremamente gradevole». Di tante storie che uno può raccontare, si sa, quelle che più incuriosiscono sono quelle legate a personaggi famosi. E gli aneddoti sugli attori sono i più vertenti. «Hopkins era a Firenze per girare Hannibal the Cannibal e venne a cena al ristorante insieme ad altri attori del calibro Jeremy Irons e al regista Steven Spielberg. Abituato a pasteggiare a cocktail ornò un Martini cocktail versione Gibson. Panico in sala, ma già conoscevo la fferenza: al posto della scorza limone e dell oliva, nella versione in questione si mette una cipollina sott aceto e qualche goccia del liquido rettamente nella coppetta. La sodsfazione più grossa fu data dal fatto che l attore inglese volle conoscermi personalmente per farmi i complimenti!». Leonardo Romanelli BANCHETTO CON LO SCONTO Lungo la strada che da Reggello sale a Vallombrosa, a pochi chilometri dall abbazia, in mezzo ad un bosco castagni a 700 metri d altitune, c è il ristorante Il parco Stroncapane. Un grande ristorante, con 300 coperti all interno e, d estate, 160 posti in giarno. Quin capace ospitare cerimonie importanti (nozze, battesimi, nozze d oro), ma anche d accogliere chi ha semplicemente voglia fare un pranzo o una cena, spendendo il giusto e mangiando bene. E Meglio prenotare! Per i soci Coop che vogliono organizzare un banchetto, il ristorante offre lo sconto del 15 per cento, che sarà applicato una volta concordato il preventivo, etro presentazione della carta socio. Per un banchetto nozze, ad esempio, con un menù tipo, dall aperitivo al liquore, compresa la torta nuziale e tavoli apparecchiati con tovaglie Fiandra, il prezzo a persona è 42 euro, che ventano 36 per i soci. Ristorante Il parco Stroncapane Località I Piani, 70/a - Reggello Tel INFORMATORE INFORMATORE 33

18 I GRANDI TOSCANI TOSCANA Riccardo Gatteschi I GRANDI TOSCANI I tanti biografi che si sono impegnati, negli ultimi quattro secoli, a raccontare le movimentate vicende un esistenza - quella Galileo Galilei - tutta rivolta alla ricerca, all esplorazione, alla speculazione cosmica, sono quasi concor nel descrivere un uomo ari sentimenti, dalla personalità aspra, sempre accigliato e in perpetuo contrasto con qualcuno o con se stesso. Del resto, a rifletterci, un genio della sua statura non poteva avere un carattere verso: le sue ricerche lo avevano portato a conclusioni ( cui nemmeno lui aveva, peraltro, la certezza) che inevitabilmente lo avrebbero messo contro tutte le culture dell emisfero occidentale. Dunque, nel suo personale vocabolario, le prove che la teoria Copernico secondo la quale la Terra non era immobile ma girava intorno al So- GALILEO GALILEI giuzio che subì a Roma nel 1616 da parte del tribunale dell Inquisizione, inutilmente tentò fendere il suo operato sostenendo che:...l intenzione dello Spirito Santo essere d insegnarci come si vaa al cielo, e non come vaa il cielo ; i giuci furono inflessibili nell interrlo dal continuare gli stu e anche dal vulgare le conclusioni delle sue ricerche. Nel successivo processo del 1633 gli andò anche peggio: non solo fu condannato ad una pena detentiva (poi trasformata in una sorta arresto domiciliare prima a Siena e poi a Firenze), ma fu obbligato ad ammettere pubblicamente non COLPO D OCCHIO credere nemmeno ad una parola quello che aveva scritto sulle sue teorie. Cosicché nella famosa abiura Galileo dovette pronunciare - in ginocchio - le terribili frasi: Io, Galileo... dovessi lasciar la falsa impressione che il sole sia centro del mondo e che non si muova e che la terra non sia centro del mondo e si muova, e che non potessi tenere, fendere né insegnare... la detta falsa dottrina... che è... contraria alla Sacra Scrittura... sono stato giucato vehementemente sospetto d eresia, cioè aver tenuto e creduto che il sole sia centro del mondo et imobile e che la terra non sia figlia maggiore, Virginia, dall età seci anni monaca clausura, murata fino alla morte (a 33 anni) nel convento delle Clarisse San ingenua e soave del suo angelo custode, come lei stessa si definiva. Cosicché il grande scienziato riuscì, almeno tanto in tanto, a scendere dal forse troppo grande dei suoi pensieri al tanto piccolo dei più semplici atti quotiani, come la cura dell orto o il vino in cantina da travasare. Maria Celeste si preoccupa della sua salute fisica - e si raccomanda non affaticarsi troppo:... non vorrei che, cer- cando d immortalare la sua fama, accorciasse la vita - ma anche quella spirituale, prendendosi l impegno settimanale recitare i sette salmi pontificali, che lui era stato obbligato a fare come TOSCANA Per saperne più: Pio Paschini, Vita e opere Galileo Galilei, Roma 1965 Alceste Santini, Galileo Galilei, Roma 1994 Eppur si muove parole come tranquillità, serenità o anche felicità non potevano trovare posto. Quando, dopo aver perfezionato un cannocchiale con il quale poteva osservare con maggior precisione il cielo sopra Pisa e Firenze (le due città dove visse i suoi anni giovanili, legati ai primi stu e alle prime scoperte), ebbe LA VITA FRA PISA E FIRENZE Galileo Galilei nacque a Pisa il 15 febbraio 1564 da Vincenzo e da Giulia Ammannati. Nel 1574 si trasferì con la famiglia a Firenze e compì stu umanistici con modesti insegnanti privati. Forse fu novizio nel convento Santa Maria a Vallombrosa. A 17 anni si iscrisse all Università Pisa senza ottenere alcun titolo. Dopo quattro anni si trasferì nuovo a Firenze dove unì allo stuo il lavoro come insegnante matematica. Nel 1592 gli fu assegnata la cattedra matematica all Università Padova. Ebbe una relazione con la veneziana Marina Gamba dalla cui unione nacquero Virginia, Livia e Vincenzo. Nel 1609, con il cannocchiale sua concezione, poté stuare il cosmo e giungere alle sue rivoluzionarie conclusioni. Le sue opere scientifiche e letterarie più importanti sono: Sidereus Nuncius, il Saggiatore e il Dialogo sopra i due massimi sistemi. Galileo morì ad Arcetri l 8 gennaio 1642 ed è sepolto nella basilica Santa Croce a Firenze. La vita travagliata del grande scienziato pisano le era giusta, dovette provare una duplice e sconvolgente sensazione: grande sodsfazione ma anche totale smarrimento, nella consapevolezza mettersi contro, con quella tesi così rivoluzionaria, il mondo intero. E primo fra tutti insorse il mondo della cristianità, fermo da 1500 anni nella rigida interpretazione delle Sacre Scritture. Ma Galileo, uomo intimamente religioso, come riuscì a conciliare la fede con l evidenza delle sue scoperte? Poté farlo solo a prezzo tanta angoscia, un continuo turbamento interiore e un perenne tormento. Durante il primo L URNE DEI FORTI La tomba Galileo Galilei nel Pantheon Santa Croce a Firenze... E chi vide sotto l etereo paglion rotarsi più mon, e il sole irraarli immoto, onde l Anglo che tanta ala vi stese sgombrò per primo le vie del firmamento... Questi i versi che Foscolo deca a Galileo nei Sepolcri. Galilei si spense a 78 anni, nel 1642, nella villa Arcetri dove aveva passato recluso gli ultimi anni della sua vita. L Inquisizione, nemica da sempre dello scienziato, proibì la sua sepoltura nel Pantheon Santa Croce, dove trovano l ultima mora i gran fiorentini. La sua salma, tumulata provvisoriamente nel campanile del Noviziato Santa Croce, fu infatti trasferita nel Pantheon quasi cento anni dopo, nel Ironia della sorte: il grande matematico e fisico riposa adesso nella stessa chiesa che governava l Inquisizione fiorentina all epoca. Nella stessa tomba si trovano le spoglie della figlia Virginia, l unica che gli restò fedele: l altra figlia, Livia, non gli perdonò mai essere stata costretta a centro e si muova... con cuor sincero e fede non finta abiuro, maleco e detesto li suddetti errori et heresie.... Sono occorsi esattamente 359 anni alla chiesa cattolica per ammettere, nelle coraggiose parole papa Giovanni Paolo II, pronunciate il 31 ottobre 1992, aver commesso un errore. Forse la sola consolazione, certo la più calda, che Galileo provò nella sua vita travagliata fu la costante presenza, non fisica ma epistolare, della sua prendere i veli, come la sorella, forse perché entrambe illegittime e quin, per i costumi quell epoca, impossibili da maritare. Il suo monumento funebre, nella navata sinistra della chiesa, rimpetto alla tomba Michelangelo Buonarroti, è Giovan Battista Foggini, architetto e scultore del Granduca Cosimo III. Il figlio del Foggini, Giulio, in seguito rielaborò il monumento e lo ridusse, perché ritenuto troppo spenoso dagli ere Vincenzo Viviani, scepolo affezionato del Galilei, che volle essere sepolto insieme al maestro e che si accollò tutte le spese della tomba. La basilica Santa Croce dei frati minori è definita giustamente Pantheon per l aspetto caratteristico tempio-cimitero, un tempio che Matteo ad Arcetri, dunque a poche centinaia metri da dove spesso risiedeva e lavorava il suo adorato padre. Ma, non potendosi incontrare, i loro quasi quotiani aloghi avvenivano per lettera. Se tutte quelle scritte da Galileo alla figlia sono andate perdute (forse dolosamente), quelle Suor Maria Celeste al padre ne sono rimaste solo 124. Poche, ma sufficienti a lasciar intravedere la personalità complessa e tormentata Galileo e a delineare con chiarezza quella onora la memoria gran uomini come, oltre Galilei, Michelangelo, Niccolò Machiavelli, Vittorio Alfieri, Carlo Marsuppini, Ugo Foscolo, Gioacchino Rossini, Vittorio Fossombroni, tanto per citarne qualcuno. Ma la grande chiesa ospita anche pregevoli opere d arte Giotto, Taddeo Gad, Giorgio Vasari, Donatello, Bernardo Rossellino, Andrea della Robbia e artisti moderni come Libero Andreotti, Antonio Berti, Pietro Parigi. Quin non possiamo non finire, come abbiamo iniziato, con i versi del Foscolo: A egregie cose il forte animo accendono L urne de forti, o Pindemonte; e bella E santa fanno al peregrin la terra Che le ricetta... pena accessoria a quella carceraria:... ho ottenuto la grazia vedere la sentenza... ed ho trovato in essa materia per poter giovare un pocolino a Signoria Vostra (così si rivolgeva sempre a suo padre, ndr), con l addossarmi l obbligo che ella ha recitare una volta la settimana li sette salmi.... E una delle ultime lettere rimaste. Maria Celeste morirà eci mesi più tar. Suo padre le sopravvive otto anni. Ma non furono anni sereni; né tranquilli, né felici. Testo e foto Stefano Giral I cannocchiali realizzati da Galileo si trovano al Museo Storia della Scienza Firenze Piazza dei Giuci 1, Firenze Info: tel INFORMATORE INFORMATORE 35

19 TOSCANA La terrazza posa 1900 ca. (particolare). Il soffitto e le pareti a vetro erano dotate teloni che gli operatori regolavano ad arte per ottenere la luce desiderata per la ripresa. Silvia Silvestri Archivi Alinari Largo Alinari Firenze Tel Fax I GRANDI FOTOGRAFI L attività fotografica dei fratelli Alinari nasce con Leopoldo che, messo ancora adolescente a bottega presso l importante calcografo Luigi Bar, etro consiglio quest ultimo inizia ad interessarsi alla fotografia. Nel 1852, appena ventenne, apre un piccolo laboratorio a Firenze in via Cornina, oggi via del Trebbio, coinvolgendo due anni dopo anche i fratelli Romualdo e Giuseppe, anche se Leopoldo ne rimane il principale operatore. Il primo catalogo commerciale della tta è un unico foglio pubblicato nel 1856 che presenta 165 immagini riprese a Firenze, Pisa, Siena e nello Stato della Chiesa. Già IL LIBRO FIRENZE FRA DUE SECOLI La famiglia Alinari è la protagonista del libro Pier Francesco Listri, giornalista e scrittore, nonché nostro collaboratore. Gli Alinari, specchio d Italia (ed. Alinari, largo Fratelli Alinari 15, Firenze) è molto più una semplice biografia: attraverso la storia Giuseppe, Leopoldo e Romualdo, e del loro successore Vittorio, Listri racconta la quasi centenaria vicenda dei tre fratelli che rivoluzionarono il mondo della fotografia, in uno spaccato ineto della Firenze tra l Otto e il Novecento. Arricchiscono il volume alcune foto storiche tratte dall album della famiglia Alinari. GLI ALINARI A FIRENZE I fratelli e l Italia Dal 1856 uno stile inconfonbile nel 1855 avevano ottenuto il loro primo importante riconoscimento internazionale, una medaglia d oro in occasione dell Esposizione Universale Parigi. In meno eci anni dalla sua fondazione l atelier aveva conseguito una fama tale da essere chiamato a ritrarre alcuni membri della casa reale italiana. Nel 1863 l azienda e la residenza della famiglia vengono trasferite nell immobile dell allora via Nazionale, al numero 8, l oerno Largo Fratelli Alinari 15. La morte prematura Leopoldo, a soli 33 anni, non pregiuca il corso produttivo dell Alinari; Giuseppe assume la rezione tecnica, e grazie al suo vivace spirito imprentoriale, inizia a sperimentare tanto nuovi procementi stampa, fra cui quelli alla ceroleina, all albumina e al cellulosio, alla ricerca processi fotografia indelebile, quanto l uso lastre grande formato, come quelle 105x76 cm. utilizzate per riprodurre in grandezza naturale la Madonna del Cardellino Raffaello. Fu quello un periodo grande espansione per l azienda che, in coincidenza con il trasferimento della capitale da Torino a Firenze ( ), seppe trarre vantaggio dai fermenti sociali, culturali ed imprentoriali del momento. Nel 1873 il catalogo è cresciuto fino ad elencare 4800 lastre con i soggetti molte città italiane come Napoli, Pompei, Venezia, Siena, Orvieto, per sodsfare le richieste degli stuosi e dei protagonisti del Grand Tour. Romualdo e Giuseppe muoiono nel 1890 a pochi mesi stanza, lasciando tutto il peso della loro eretà sulle spalle del nipote Vittorio. Questi imprime un nuovo corso allo stabilimento, che da impresa a carattere prevalentemente familiare e artigianale si trasforma nell arco un decennio nella più importante azienda italiana nel settore fotografico. La sontuosa terrazza posa della casa fiorentina venne una meta molto ricercata dai membri dell alta società italiana e straniera. Le campagne fotografiche si intensificarono ancora con l intenzione documentare sistematicamente tutto il territorio nazionale; fondamentale quella realizzata nel 1905/1906 in gallerie e musei come il Louvre. A questa nuova produzione si collega la nascita della stamperia d arte e del grande catalogo riproduzioni d arte realizzate con la tecnica della collotipia. Nel 1920 Vittorio Alinari cede l azienda, a questa data il catalogo Alinari conta ormai soggetti. L e parole che usiamo tutti i giorni vengono da lontano e, a saperle riconoscere, svelano significati remoti, anche perché, non rado, la loro etimologia (cioè la loro origine) è ricca traslati e valori simbolici. Se per esempio ciamo: quell egregio imbecille ha commesso un sastro, mentre il suo significato attuale è ben chiaro, in realtà, le parole che compongono questa frase hanno un origine dai più ignorata, tanto che si può tradurre la frase così: Quell uomo uscito dal gregge, e vacillante perché privo bastone, ha commesso qualcosa nato sotto gli astri avversi. L aggettivo egregio infatti nasce dal latino ex-grege cioè illustre, stinto perché fuori dal gregge. Il sostantivo imbecille deriva dal latino sine baculo o sine bacillo che significa senza bastone, cioè senza un appoggio solido e quin vacillante. Infine la parola italiana sastro deriva anch essa dal latino con il prefisso avversativo s e la parola astro : quin con gli astri avversi che portano ad eventi negativi. Anche i cognomi sono parole e dunque anche loro vengono da lontano. Ecco intanto quali sono, in orne decrescente, i eci cognomi italiani più ffusi: Rossi, Ferrari, Russo, Bianchi, Colombo, Esposito, Ricci, Romano, Conti, Costa. A causa della loro storia antica e complessa e delle forti visioni culturali e linguistiche, le regioni italiane presentano gruppi cognomi versi una dall altra. Perfino all interno ogni regione - è il caso della Toscana - ogni città fa quasi storia a sé. Prenamo appunto la Toscana. A Firenze, i eci cognomi più frequenti sono nell orne: Rossi, Innocenti, Bianchi, Conti, Gori, Ricci, Cecchi, Martini, Galli, Bartolini. Solo ad Arezzo e a Livorno il cognome Rossi è ancora al primo posto; mentre a Lucca i primi tre cognomi sono: Martinelli, Bianchi e Lucchesi; a Pisa: Sbrana, Rossi e Pertini; a Pistoia: Innocenti, Capecchi e Gori. Un gruppo cognomi quasi esclusivamente presenti solo in Toscana e non nel resto d Italia è composto da: Bacci, Bin, Chiti, Cioni, Pagliai, Pucci e Vanni. Un criterio infine per riconoscere un cognome tipicamente toscano è quello vedere se finisce in -aio o -ai (i cognomi romani finiscono in -aro) è il caso : Bottai, Massai, Panerai, Renai. Da dove derivano i cognomi con LEGGERE E SCRIVERE italiani: Ferrari, Fabbri, Magnani e Forgioni, con poi le varianti: Ferrero, Ferreri, Fabbrini, Fabbroni, Favaro. Spiegamoci un po più con orne. L origine dei cognomi è varia. Derivano da nomi personali (Angioli, Carli). Oppure hanno origine dal latino (Adriani, Aureli, Cesari), o dal greco antico (Alessandri, Cristofori, Teodori), o ancora dall antico germanico (Alberti, Federici, Leonar); o infine dall ebraico (Adami, Baldassarri o Mattei). Dall alto Meoevo derivano molti cognomi augurali come Benvenuti, Bencivenga, Bonaventura, Graziao, Omodei. Se un nostro antenato aveva qualche Dimmi come ti chiami cui ci stinguiamo gli uni dagli altri? Non rado derivano dai mestieri dei nostri più antichi avi. Per esempio da fabbro derivano quattro cognomi FOTO C. CIOTTI COGNOMI... e ti rò chi sei. L origine dei cognomi italiani. I più comuni, in Italia e in Toscana fetto fisico o qualche particolare grazia, ce ne ha lasciato in eretà il cognome: è il caso Bion, Neri, Rossi, Grossi, Gobbi, Guerci, Sor, Onesti. Altri cognomi ci derivano dal luogo origine della nostra antica famiglia: è il caso Bolognesi, Bulgari, Lombar, Ungaro. Vi sono infine cognomi patronimici, quando, in antico - non esistendo ancora i cognomi veri e propri - si appellava una persona con il suo nome battesimo e con quello del padre o della madre: per esempio i cognomi Di Chiara, Di Maria, Del Giuce. D u n q u e sarebbe forse opportuno, per capire chi incontriamo e la sua storia, piuttosto che chiedergli che segno sei, riconoscere una scheggia della sua origine dal suo cognome. Mai, come in questo caso, vale il proverbio: mmi come ti chiami e ti rò chi sei. TOSCANA Pier Francesco Listri 36 INFORMATORE INFORMATORE 37

20 CONCORSO CONCORSO TOSCANA LA FRITTATA DELL AMORE Rosa Rita D Acquarica E inutile suonare: qui non vi aprirà nessuno. Bella, quella vecchia canzone. Ce l ho in mente da stamattina alle cinque, quando ho accompagnato i miei figli alla partenza per il campo scout. Quest anno sono via tutti e tre. Sono secoli che io e mia moglie non ci conceamo il lusso ritornare a letto dopo colazione. Soli. La pelle come un vestito. Peccato che il telefono non si possa davvero buttare giù dal quarto piano. Potrebbero sempre chiamare i ragazzi. Ma c è la segreteria inserita, e se per caso è il carrozziere, la suocera o l amministratore del LA RICETTA RACCONTATA Prosegue la pubblicazione dei racconti che hanno partecipato alla seconda ezione del concorso La ricetta raccontata. La frittata dell amore si è classificata al secondo posto, Le bracioline col cappotto è stata scelta dalla redazione tra quelle che sono state le più votate sul nostro sito internet, dove potete trovare tutti i racconti. condominio, Non siamo in casa lasciate un messaggio, plin. Magari ci registro su la canzone Celentano, se ritrovo il sco, E inutile chiamare: non risponderà nessuno. Sono le doci e mezzo una giornata raosa, e mia moglie dorme ancora. Se lo merita. Lavora duramente, è una casalinga. Ha stu e titoli ma ha scelto vivere così, decandosi alla famiglia. E lo fa alla grande, pensa a tutto. Segue i ragazzi, la casa, le scartoffie burocratiche, l economia domestica. Tiene i rapporti con amici e parenti. Amare è un lavoro a tempo pieno. Non si rende abbastanza giustizia alle donne come lei. I mea le trattano da cretine. Le lavoratrici le guardano dall alto in basso come resti un passato imbarazzante - e magari è tutta invia. Tutto e tutti le invitano a tuffarsi nel circuito produttivo, per realizzarsi. Non so. Io credo che lei sia capace ogni cosa, anche far quadrare FOTO UNDERGROUND il cerchio e vidersi su più fronti, come e meglio delle altre, ma per me è perfetta così. Ha l aspetto una ragazza, e cucina meravigliosamente. Adora ballare. Legge tanto, ha libri sparsi ovunque. La sua conversazione è sempre interessante. Grazie a lei la nostra vita è serena, ha ritmi e tempi umani. Ho trovato il sco. Ora lo metto su. Un po vecchiotto, come lo stereo. Una cosa non mi va quella canzone, ed è quando ce, mangiando un panino in due. Che panino? Io ho fame. E poi, a me non piacciono le briciole nel letto. Ora apparecchio una bella tavola, così. E per pranzo, la frittata dell amore. Cucino io. Due uova a testa, quattro, e un cucchiaio pan grattato per uovo, più uno, cinque... La faccio ad occhi chiusi, va. Me l ha insegnata la mamma. Era il mio premio per un bel voto o un goal, il mio incoraggiamento per un esame, la mia consolazione per un fiasco... Ci vuole una bella grattata parmigiano, tanto, da far mucchietto, e se fosse pecorino sarebbe meglio, ma questo passa il convento. Sale, pepe e un pizzichino bicarbonato, per farla gonfiare ma non troppo, non si deve sentirne il sapore. Una manciata foglioline menta dal nostro vaso sul davanzale, qualche foglia prezzemolo e un filo latte, quanto basta per amalgamare e ottenere un composto denso, cremoso, non liquido. La padella va unta con abbondante olio d oliva e il composto va versato a freddo, pareggiato col cucchiaio, e messo a cuocere a fuoco bassissimo. Non c è fretta. Sento rumore d acqua. Mia moglie ha appena aperto la doccia. Intanto, tiro fuori i vasetti sottolii fatti in casa, carciofini, pomodori secchi, melanzane, da accompagnare alla frittata. Così si usa dalle parti mia madre, Salento, provincia Lecce, dove quasi ogni casa ha ancora la sua scorta barattoli casalinghi. Intorno al composto l olio scaldato comincia a schiumeggiare. La frittata dell amore si gonfia lentamente. Messa in una padella mea, dovrebbe venire un certo spessore, così da potersi anche tagliare in mezzo, e farcire prosciutto, formaggio, tonno... Veamo un po cosa abbiamo noi. Salame piccante. Perfetto. Ora stappo un vinello rosso. Mentre agito la padella per aiutare la frittata a staccarsi dal fondo, il sco gracchia e salta, il telefono trilla, e mia moglie mi grida qualcosa dal bagno. Un attimo! Eh, no. Non fatemi correre il rischio bruciarla. Faccio svicolare quel sole dorato su un piatto e, con un colpo secco, capovolgo il piatto nuovo sulla padella. Girata. Vedo mia moglie in accappatoio sfrecciare risentita verso il telefono. Troppo tar. Nel sottofondo incantato della canzone, lapelleco meunlapellecomeunlapellcomeun... una voce sgraziata incide sulla segreteria il seguente messaggio: sono Ruoppolo, del terzo piano, ho infiltrazioni nel bagno dal vostro appartamento, sta colando proprio ora, so che siete in casa, sento la musica, rispondete, è urgente, per favore. Si è rotto un tubo - ce mia moglie, esitando un attimo prima alzare la cornetta. Servo il pasto - quel ti amo dorato fuori, giallo e soffice dentro, caldo e profumato menta - a una donna bellissima, coi capelli ancora bagnati, le pagine gialle e il telefono in mano, che cerca speratamente un idraulico il sabato all ora pranzo. LE BRACIOLINE COL CAPPOTTO Brunella Giorgi Molti anni fa, in casa mia, la carne si mangiava sì e no una volta alla settimana, e non certo la fiorentina, al massimo un pezzetto lesso, giusto per dare sapore anche alla minestra, oppure delle braciole, ma così fini da essere trasparenti come carta velina. Beh, un giorno vennero a farci visita degli amici, e si trattennero a cena da noi. La mamma un po un po stette a pensare cosa avrebbe cucinato, poi, senza perdersi d animo, fece una pastasciutta con la salsa sull uscetto dell orto, cioè con cipolla, sedano, basilico e pomodori maturi (a lei piaceva FOTO C. CIOTTI chiamarla così, e le veniva proprio buona). Il bello è venuto per la preparazione del secondo; in casa avevamo solo due etti fettine carne e due uova. Io, che aiutavo sempre la mamma quando faceva da mangiare, con il batticarne ho battuto quelle povere fettine fino a farle sembrare più gran, poi con le forbici ho tolto il grasso torno torno, e intanto pensavo che fra togliere quel grasso e le fregature che dava il macellaio, che per pesare la carne era così svelto a buttarla e toglierla dalla bilancia che non si sapeva mai se il peso che si pagava era quello giusto, calcolai che gira gira due etti carne me ne erano rimasti sì e no 150 grammi, ed essendo in otto persone a cena vi potete immaginare quanta carne toccasse ciascuno. Poca, non c è bisogno essere bravi in matematica. Mentre la mamma preparava il pangrattato fatto con del pane secco e tostato nel forno della stufa a legna (meno male che almeno quello era abbondante), misi a mollo le fettine nel latte e poi le passai nel pangrattato, e così via, per almeno tre/quattro volte, e come per miracolo queste ventarono alte più un centimetro. Sbattendo le due uova bene, come ceva la mia mamma, così fanno più comparsa, e a quel punto non rimaneva che friggere, con l olio che era stato già adoperato verse volte, e ogni volta lo si colava e se ne aggiungeva nuovo, tassativamente olio sansa perché a quel tempo dell olio extra vergine non conoscevamo neanche l esistenza, e anche se avessimo saputo che l acido oleico faceva male, chi si poteva permettere più? Non ci crederete, ma alla fine quel lavoro venne fuori un bel vassoio pietanza, grande effetto anche grazie al contorno pomodori. Al momento servire queste popò braciole mi venne da ridere, e tutti intorno alla tavola mi guardarono incuriositi, poi spontaneamente ssi: Mamma, ma lo sai che siamo luglio e fa un caldo boia, questa pietanza stava bene fatta in inverno, perché queste povere braciole sono così imbottite che pare abbiano il cappotto. La mamma mi guardò traverso, mentre gli ospiti che mangiavano con appetito cevano che quelle braciole fritte erano buone, e anche morbide. Ci credo, ssi ancora io, è tutto pane fritto, al che cominciarono tutti a ridere, ma la mamma non me la perdonò, e quando i nostri ospiti andarono via mi lasciò andare un sonoro ceffone. A stanza anni, quando ripenso a questo episoo rido ancora fra me e me, però posso re a tutti: Provatelo, è un piatto squisito, economico e col cappotto!. TOSCANA 377 racconti, tutti nel sito E possibile la ricerca per autore, per argomento, per ricetta. Una miniera informazioni e consigli INFORMATORE INFORMATORE 39

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