R E D I T O. rispetto al trend del 12,2% rilevato. i dati elaborati. Bankitalia per local. q u a t t r o

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1 C R E D I T O 1 S e c o n d o i dati elaborati da Bankitalia per local i z z a z i o - ne della clientela, a fine giugno 2004 è stata registrata in provincia una crescita tendenziale degli impieghi 1 pari all 8,2%, in leggero rallentamento rispetto all evoluzione media dei quattro trimestri precedenti (+8,7%), ma superiore, anche se lievemente, all aumento riscontrato in Emilia-Romagna, pari al 7,8%. In ambito regionale la crescita degli impieghi forlivesi è tuttavia risultata tra le più lente, alle spalle di Rimini (+13,8%), Ravenna (+11,9%), Ferrara (+11,0%), Modena (+9,5%), Piacenza (+9,4%) e Reggio Emilia (+9,1%). Il moderato superamento dell aumento medio regionale è da attribuire alla particolare situazione della provincia di Parma, i cui impieghi diminuendo dell 1,7%, hanno raffreddato notevolmente la crescita media dell intera regione. In ambito settoriale, il gruppo delle imprese private, titolare di quasi il 44% delle somme impiegate, ha registrato una crescita dei propri impieghi bancari pari all 8,7%, in rallentamento rispetto al trend del 12,2% rilevato nei q u a t t r o t r i m e s t r i precedenti. Su questo andamento può avere pesato il basso profilo produttivo e la scarsa propensione all investimento delle attività manifatturiere. A fine giugno 2004 i finanziamenti oltre il breve termine destinati all acquisto di macchine, attrezzature, mezzi di trasporto e prodotti vari hanno accusato un calo tendenziale del 4,3%, che ha consolidato la fase negativa in atto dal secondo semestre del Un altro segnale negativo relativo agli investimenti è venuto dai finanziamenti oltre il breve termine destinati all agricoltura: a fine giugno 2004 è stata registrata una flessione del 15,4% rispetto all analogo periodo del 2003, a fronte della crescita emiliano-romagnola del 3,0%. La scarsa intonazione degli investimenti agricoli è stata determinata dai forti cali osservati negli acquisti di macchinari, attrezzature, mezzi di trasporto ecc. e nella costruzione di fabbricati non residenziali rurali. Il gruppo delle famiglie 2, che ha rappresenta- IMPIEGHI: Finanziamenti erogati dalle banche a soggetti non bancari. L aggregato ricomprende: rischio di portafoglio, scoperti di conto corrente, finanziamenti per anticipi (su effetti ed altri documenti salvo buon fine, all importazione ed esportazione), mutui, anticipazioni non regolate in conto corrente, riporti, sovvenzioni diverse non regolate in conto corrente, prestiti su pegno, prestiti contro cessioni di stipendio, cessioni di credito, impieghi con fondi di terzi in amministrazione, altri investimenti finanziari (accettazioni bancarie negoziate, commerciali papers, ecc.), sofferenze effetti insoluti ed al protesto di proprietà. L aggregato è al netto degli interessi e delle operazioni pronti contro termine. 2 Il gruppo delle Famiglie, così come definito nei Conti Nazionali (SEC95), comprende gli individui o i gruppi di individui nella loro funzione di consumatori (Famiglie consumatrici) e nella loro eventuale funzione di produttori (Famiglie produttrici). L attività di produzione svolta nell ambito del settore proviene da liberi professionisti, imprese individuali, famigliari e società semplici con non più di cinque addetti. Rapporto sull economia della provincia

2 to quasi il 30% degli impieghi, ha registrato una crescita tendenziale del 7,9%, superiore di circa quattro punti percentuali al trend dei quattro trimestri precedenti. La ripresa dei prestiti concessi alle famiglie è da attribuire alla maggiore richiesta del gruppo delle famiglie consumatrici, la cui domanda è cresciuta del 9,9%, a fronte dell incremento del 3,6% di quelle produttrici. Più segnatamente, è stata la domanda di mutui a stimolare gli impieghi delle famiglie consumatrici. A fine giugno 2004 è stato registrato un aumento Impieghi, depositi, sofferenze e sportelli. Provincia. Trimestri Impieghi (migliaia di euro) Var.% su stesso trimest. anno prec. Depositi (migliaia di euro) Var.% su stesso trimest. anno prec. Sofferenze (milioni di euro) Var.% su stesso trimest. anno prec. % sofferenze su impieghi Numero sportel. operativi Var.% su stesso trimest. anno prec. I , , , ,8 II , , , ,8 III , , , ,2 IV , , , ,4 I , , ,1 4, ,8 II , , ,9 4, ,7 III , , ,9 4, ,7 IV , , ,0 3, ,9 I , , ,8 3, ,7 II , , ,2 3, ,9 III , , ,7 3, ,1 IV , , ,1 2, ,6 I , , ,0 2, ,6 II , , ,4 2, ,3 III , , ,8 2, ,7 IV , , ,2 2, ,7 I , , ,2 2, ,7 II , , ,8 2, ,7 III , , ,2 2, ,3 IV , , ,1 2, ,9 I , , ,2 2, ,4 II , , ,7 2, ,7 III , , ,4 2, ,1 IV , , ,1 2, ,7 I , , ,3 2, ,4 II , , ,5 2, ,7 III , , ,4 2, ,7 IV , , ,2 2, ,0 I , , ,0 2, ,0 II , , ,4 2, ,0 Fonte: Bankitalia. Elaborazione: Unioncamere Emilia-Romagna 114 Rapporto sull economia della provincia

3 tendenziale dei finanziamenti destinati all acquisto di abitazioni pari al 33,6%, in forte accelerazione rispetto al trend del 15,3% riscontrato nei quattro trimestri precedenti, oltre che superiore alla crescita regionale del 29,4%. In Emilia-Romagna solo la provincia di Reggio Emilia ha evidenziato una crescita più ampia, pari al 33,9%. Questo andamento si spiega soprattutto con il basso livello dei tassi d interesse. Per le famiglie risulta molto più conveniente contrarre mutui, piuttosto che ricorrere alle locazioni. Di ben altro tenore è apparsa la domanda di prestiti oltre il breve termine destinati all acquisto di beni durevoli da parte delle famiglie consumatrici forlivesi, che è aumentata in giugno di appena il 3,4% rispetto allo stesso periodo del Siamo in presenza di un incremento abbastanza modesto - in Emilia-Romagna e Italia sono stati rilevati aumenti rispettivamente pari al 9,9 e 17,0% - che ha tuttavia interrotto la serie di diminuzioni in atto dal primo trimestre Un ulteriore aspetto dell evoluzione degli impieghi è rappresentato dall andamento per gruppo dimensionale delle banche. Gli istituti di credito minori (i fondi intermediati medi sono inferiori a 1 miliardo di euro), in linea con quanto avvenuto in regione, hanno manifestato l incremento tendenziale più sostenuto, pari a fine giugno 2004 al 17,8%, vale a dire oltre tre punti percentuali in più rispetto al trend dei quattro trimestri precedenti. Le banche minori hanno un respiro territoriale abbastanza limitato, che di norma non va altre l ambito provinciale. Sono insomma banche che hanno un contatto molto diretto con la realtà economica del territorio in cui operano, e quindi probabilmente più sensibili a determinate esigenze di ricorso al credito, che nei momenti congiunturalmente sfavorevoli possono aumentare. Un altra causa di questa performance può essere rappresentata da una maggiore competitività rispetto a qualche grande gruppo dimensionale, che sta vivendo una sorta di transizione dopo i processi di incorporazione avvenuti nel La crescita più contenuta, pari al 2,9%, ha riguardato la massima dimensione, ovvero quella denominata maggiore (i fondi intermediati medi superano i 45 miliardi di euro), rispecchiando quanto av v e n u t o in Emilia- R o m a g n a ( + 3, 6 % ) e in Italia ( + 0, 1 % ). E da sott o l i n e a re che oltre il 76% delle somme impiegate dalle banche forlivesi è venuto dai gruppi dimensionali più ridotti, cioè istituti di credito che non superano i 20 miliardi di euro di fondi intermediati medi. In Emilia-Romagna e Italia si registrano percentuali più contenute, rispettivamente pari al 66,8 e 53,5%. Se analizziamo l evoluzione degli impieghi erogati dalle banche con raccolta a breve termine possiamo vedere che a fine giugno 2004 c è stata una crescita tendenziale dell 8,9%, in accelerazione rispetto al trend del 7,4% dei quattro trimestri precedenti. Nell ambito dei vari gruppi territoriali, sono state le banche a diffusione territoriale regionale a evidenziare l aumento percentuale più sostenuto (+22,6%). Segue l ambito provinciale con un incremento del 17,5%. La crescita più contenuta, pari al 4,1%, è stato rilevata nelle banche presenti su tutto il territorio nazionale. In Emilia-Romagna sono state invece le banche di respiro provincia- Rapporto sull economia della provincia

4 le a manifestare l aumento più consistente (+12,1%), davanti a quelle a diffusione regionale (+11,2%). Giova sottolineare che in provincia di Forlì- Cesena circa il 72% degli impieghi è stato erogato da banche che non vanno oltre l ambito della dimensione regionale, rispetto alla percentuale emiliano-romagnola del 60,2% e nazionale del 42,4%. Anche i dati relativi alle banche con raccolta a breve termine confermano la dimensione squisitamente locale del sistema bancario forlivese. Prometeia ritiene che almeno fino alla fine del 2004 in ambito nazionale permarranno le condizioni favorevoli che hanno sostenuto la dinamica dei prestiti relativamente al medio e lungo termine, rappresentate dalle favorevoli condizioni dei tassi d interesse e dal ciclo positivo del mercato immobiliare. A fine 2004 si prevede un aumento dell 11,4% del credito a media e lunga scadenza e una ulteriore riduzione su base annuale di quello a breve termine, pari allo 0,3%. Il rapporto sofferenze/impieghi di giugno 2004 si è attestato al 2,31%, rispetto al 4,67% dell Emilia-Romagna e 4,66% nazionale. La provincia ha evidenziato una rischiosità del credito relativamente contenuta. E dalla fine del 1999 che il rapporto sofferenze/impieghi si mantiene costantemente sotto la soglia del 3%. Rispetto alla situazione dello stesso mese dell anno precedente siamo tuttavia in presenza di un incremento del 14,4%, certamente elevato, Percentuale delle sofferenze sugli impieghi bancari 12,0 10,0 8,0 6,0 4,0 2,0 0,0 I 97 I 98 I 99 I 2000 I 2001 I 2002 I 2003 I 2004 Forlì-Cesena Emilia - Romagna 116 Rapporto sull economia della provincia

5 ma comunque largamente inferiore all aumento dell 85,7% riscontrato in Emilia-Romagna. Le cause della forte crescita regionale sono da ricercare nella debolezza del ciclo congiunturale, nella grave crisi finanziaria che ha visto come protagonista il gruppo Parmalat e nelle difficoltà di alcune medie e grandi aziende della regione. Per quanto concerne i depositi 3 è emerso un andamento moderatamente espansivo. A fine giugno 2004 le somme depositate nella totalità delle banche dai clienti residenti in provincia sono ammontate a circa 4 miliardi e 774 milioni di euro, con una crescita del 3,6% rispetto all analogo periodo del 2003 (vedi tabella), a fronte di un inflazione attestata al 2,2%. A fine giugno 2003 e fine marzo 2004 erano stati rilevati aumenti pari rispettivamente al 13,3 e 8,0%. Siamo in presenza di un rallentamento della raccolta, che è apparso più ampio rispetto a quanto riscontrato in Emilia-Romagna. In regione solo le province di Ferrara e Ravenna hanno registrato incrementi più contenuti, pari rispettivamente al 2,1 e 3,3%. I depositi delle famiglie consumatrici, titolari di circa il 59% delle somme depositate, sono aumentati tendenzialmente in giugno del 7,7%, vale a dire quattro punti percentuali in meno rispetto al trend dei quattro trimestri precedenti. Al di là del rallentamento, possiamo tuttavia parlare di raccolta abbastanza intonata, superiore di oltre cinque punti percentuali alla crescita dell inflazione. L espansione dei depositi delle famiglie consumatrici appare costante dal giugno Tra le cause di questo fenomeno possiamo ascrivere la preferenza della liquidità da parte dei risparmiatori, dovuta al contenuto rendimento degli investimenti alternativi, che in alcuni casi, noti alle cronache, si sono tradotti in perdite per i risparmiatori. L evoluzione dei depositi analizzata sotto l aspetto dei gruppi dimensionali delle banche è stata caratterizzata dal calo tendenziale dell 1,3% accusato dalle banche piccole - hanno rappresentato circa il 38% dei depositi - in contro tendenza con quanto avvenuto in Emilia-Romagna (+4,1%) e Italia (+4,9%). Nei rimanenti gruppi dimensionali sono stati rilevati aumenti compresi fra lo 0,6% delle banche maggiori - amministrano fondi intermediati medi superiori a 45 miliardi di euro - e il 10,2% di quelle minori. La maggioranza degli impieghi, come osservato precedentemente, viene erogata dalle banche di dimensioni più ridotte. Lo stesso avviene per i depositi. Quasi l 81% delle somme impiegate dalle banche forlivesi è venuto dai gruppi dimensionali più ridotti, cioè istituti di credito che non superano i 20 miliardi di euro di fondi intermediati medi. In Emilia-Romagna e Italia si registrano percentuali più contenute, rispettivamente pari al 69,8 e 48,8%. L andamento dei depositi nelle banche con raccolta a breve termine è stato caratterizzato da una crescita tendenziale del 4,2%, appena inferiore all aumento del 4,7% registrato in Emilia-Romagna. Se guardiamo al trend dei quattro trimestri precedenti, emerge un rallentamento prossimo ai sei punti percentuali, in sostanziale linea con quanto osservato precedentemente in merito alla totalità delle banche. Nell ambito dei vari gruppi territoriali, la migliore performance è stata rilevata nella dimensione interregionale (+16,0%), seguita da quella provinciale (+9,7%). La raccolta ha segnato il passo nelle banche di respiro interprovinciale, che hanno accusato a fine giugno un decremento tendenziale pari allo 0,6%, invertendo la tendenza espansiva in atto dal primo trimestre Quasi l 80% della raccolta è stata effettuata da banche che non vanno oltre l ambito regionale, rispetto alla media emiliano-romagnola del 62,4% e nazionale del 42,8%. Il rapporto impieghi/depositi era attestato a fine giugno 2004 a 208,2. Siamo in presenza di un rapporto piuttosto elevato, in espansione rispetto al valore medio dei quattro trimestri precedenti. In Emilia-Romagna il corrispondente rapporto si è attestato su basi leggermente inferiori, vale a dire circa 202 euro impiegati ogni 100 raccolti. Il 3 DEPOSITI: raccolta da soggetti non bancari effettuata dalle banche sotto forma di depositi a risparmio liberi e vincolati, buoni fruttiferi, certificati di depositi, conti correnti liberi e vincolati. Per ogni ulteriore approfondimento si rimanda al Bollettino statistico n.18 settembre 1995 edito dalla Banca d Italia. Rapporto sull economia della provincia

6 differenziale relativo alla provincia di Forlì- Cesena rispetto al valore dell Emilia-Romagna è pressoché costante dalla fine del Prima di quella data si aveva una situazione prevalentemente opposta. Se si analizza il fenomeno dal lato settoriale, si può vedere che in pratica sono le famiglie cosiddette consumatrici, che detengono il grosso delle somme depositate, a finanziare il credito verso i settori della produzione. A fine giugno 2004 il relativo rapporto impieghi/depositi si è attestato al 70,3%, come dire che le famiglie hanno ricevuto circa 70 euro ogni 100 depositati. La situazione muta radicalmente nell ambito delle imprese private che corrispondono nella pratica ai settori produttivi. In questo caso a 100 euro depositati ne corrispondono 593 di impieghi. L indisponibilità di dati provinciali relativi alle rilevazioni sui tassi d interesse, non consente alcuna valutazione a livello locale. In ambito regionale, in uno scenario di stabilità della politica monetaria - il tasso di riferimento sulle operazioni di rifinanziamento principali è fermo al 2,00% da giugno i tassi sui prestiti alle imprese si sono attestati in giugno al 3,34% con una riduzione di 0,10 punti rispetto a gennaio e di 0,25 punti su giugno Per quanto concerne le nuove operazioni, i tassi sui prestiti erogati alle famiglie per l acquisto di abitazioni sono saliti in giugno al 3,69% rispetto al 3,65% di maggio e aprile La situazione cambia di segno se il confronto viene effettuato su gennaio 2004 (-0,08 punti) e giugno 2003 (-0,31 punti). Va sottolineato che per quanto concerne i tassi attivi sulle operazioni a revoca, relative alle aperture di credito in conto corrente, la nuova rilevazione sui tassi effettuata da Bankitalia ha registrato a fine giugno 2004 condizioni migliori in Emilia-Romagna rispetto alla media nazionale (6,50% contro 6,92%) e nord-orientale (6,50 contro 6,75%), confermando la tendenza emersa nel passato. Per quanto riguarda i tassi attivi sui finanziamenti per cassa alle famiglie consumatrici, l Emilia-Romagna ha registrato un tasso medio a fine giugno 2004 pari al 4,18%, più contenuto rispetto al 4,31% nazionale, ma superiore se confrontato con il Nord-Est (4,15%). Dal lato dei tassi passivi sui conti correnti a vista siamo in presenza di remunerazioni piuttosto ridotte, larg a m e n t e inferiori all evoluzio- ne dell inflazione. A fine giugno 2004 il tasso medio si è attestato in Emilia-Romagna allo 0,80%, appena superiore alla media nazionale dello 0,79% e uguale a quella del Nord-est. Nell ambito dei comparti di attività economica della clientela il migliore trattamento ha riguardato la Pubblica Amministrazione (2,04%). Quello peggiore ha interessato le famiglie produttrici (0,57%). Le famiglie consumatrici che sono titolari della maggioranza delle somme depositate hanno registrato una remunerazione lorda piuttosto contenuta (0,57%), ma tuttavia superiore allo 0,51% nazionale e 0,53% nord-orientale. I depositi oltre i euro delle società non finanziarie e famiglie produttrici hanno registrato tassi pari all 1,37%. Per le famiglie consumatrici si scende all 1,30%. I piccoli depositi fino a euro delle famiglie consumatrici e altri sono stati remunerati con tassi pari ad appena lo 0,37%. Nell ambito delle società 118 Rapporto sull economia della provincia

7 non finanziarie e famiglie produttrici si sale allo 0,50%. Se analizziamo l andamento dei tassi rilevati a livello nazionale emerge una tendenza improntata alla sostanziale stabilità. Il tasso medio sui prestiti rilevato nello scorso novembre, pari al 4,76%, è apparso in linea con la media dei dieci mesi precedenti. La media dei primi undici mesi del 2004 si è attestata al 4,77% rispetto al 5,06% dell analogo periodo del Il tasso interbancario a vista si è attestato in novembre al 2,09%, in leggero aumento rispetto alla media dei dieci mesi precedenti, anche in questo caso siamo in presenza di un ridimensionamento rispetto all evoluzione del Il prime rate a dicembre si è collocato al 7,13%, confermando il trend dei dodici mesi precedenti. I tassi dei Bot a dodici mesi sono apparsi in leggera ripresa nel corso del Dal 2,07% di gennaio si è arrivati al 2,16% di dicembre, dopo avere toccato la punta del 2,31% nel mese di giugno. Se confrontiamo la media del 2004 con quella del 2003 siamo tuttavia in presenza di un leggero calo. E continuato lo sviluppo della rete degli sportelli bancari. A fine giugno 2004 ne sono stati registrati in provincia 311 rispetto ai 309 di fine dicembre 2003 e 305 di fine giugno A fine marzo 1996 se ne contavano 232. In Emilia-Romagna nell arco di un anno, si è passati da a La diffusione sulla popolazione è di uno sportello ogni abitanti rispetto alla media regionale di uno ogni e nazionale di uno ogni In Emilia-Romagna solo due province, Ravenna e Rimini, hanno evidenziato una densità maggiore, pari rispettivamente a e abitanti per sportello. Per quanto concerne la classificazione degli sportelli per gruppi istituzionali, prevalgono nettamente le società per azioni (65,3% del totale), anche se in misura più contenuta rispetto alla media emiliano-romagnola del 72,4% e nazionale del 77,0%. Seguono le banche di Credito cooperativo con il 22,5%, (10,0% in Emilia-Romagna), e Popolari con il 12,2% (17,5% in regione). Non ci sono filiali di banche estere. Le uniche due presenti in regione sono localizzate in provincia di Bologna. Dal lato della dimensione, prevalgono quelle più contenute. Le dimensioni medie, piccole e minori hanno rappresentato assieme il 75,6% del totale, a fronte della media emiliano-romagnola del 68,5 e nazionale del 55,2%. A fine 2000 la provincia evidenziava una percentuale sostanzialmente uguale, pari al 75,0%. Da sottolineare che la dimensione maggiore ha aumentato il proprio peso a scapito della dimensione grande e ciò in ragione dei processi di incorporazione avvenuti nel 2002, rilevati statisticamente nel mese di settembre. Il relativo maggiore peso delle dimensioni minori, che caratterizza l assetto bancario della provincia rispetto alla struttura regionale e nazionale, si associa ad una presenza sul territorio di natura prevalentemente locale. Le banche di respiro regionale, interprovinciale e provinciale hanno rappresentato il 75,2% degli sportelli, rispetto alla percentuale regionale del 63,2% e nazionale del 50,8%. A fine 1996 la provincia registrava una quota più contenuta, pari al 71,7%, comunque superiore alla percentuale regionale (57,8%) e nazionale (48,8%). Siamo insomma in presenza di un sistema bancario, quale quello forlivese, molto localizzato, che sottintende, come sottolineato precedentemente, rapporti piuttosto diretti tra banche e imprese. L ultima analisi sul credito riguarda i servizi telematici predisposti dalle banche nei confronti della clientela. Per quanto concerne i Pos, vale a dire le apparecchiature che consentono l addebito automatico sul proprio conto bancario delle spese sostenute presso gli esercizi commerciali, a fine 2003 ne sono risultate attivi rispetto ai di fine 2002 e di fine Se rapportiamo i Pos alla popolazione residente, la provincia ne registra 181 ogni abitanti, a fronte della media emiliano-romagnola di 194. Rapporti più bassi si registrano nelle province di Ferrara (168), Piacenza (171) e Reggio Emilia (162). Nell ambito degli Atm si tratta di apparecchiature automatiche abilitate a operare con il pubblico per effettuare determinate operazioni (i bancomat sono tra questi) - a Rapporto sull economia della provincia

8 fine 2003 ne risultavano attivi 316, rispetto ai 348 di fine 2002, in contro tendenza con quanto avvenuto in Emilia-Romagna, la cui consistenza è passata da a In rapporto alla popolazione ce ne sono 86 ogni abitanti, a fronte della media regionale di 88 e nazionale di 63. In ambito emiliano-romagnolo la provincia occupa una posizione mediana, alle spalle di Rimini (99), Ravenna (96), Bologna (93) e Parma (89). I servizi di home e corporate banking, che rappresentano i servizi dispositivi e/o informativi prestati alla clientela per via telematica, a fine 2003 hanno coinvolto famiglie e aziende. Rispetto alla situazione in essere a fine 2002, si registra una leggera diminuzione che ha arrestato la tendenza espansiva. A fine 1997 erano interessate appena 262 famiglie e imprese. La densità dei servizi alle famiglie sulla popolazione vede Forlì-Cesena nelle ultime posizioni tra le province dell Emilia- Romagna, con 600 clienti ogni abitanti, preceduta da Rimini, Ravenna, Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma. Per quanto concerne enti e imprese, Forlì-Cesena si colloca al penultimo posto in Emilia-Romagna, con una densità di 150 clienti ogni abitanti. I servizi di Phone banking che sono attivabili tramite la digitazione di codici via telefono, a fine 2003 hanno coinvolto clienti, vale a dire il 13,7% in più rispetto allo stesso periodo del 2003 e circa sette volte in più nei confronti della situazione di fine In rapporto alla popolazione se ne contano 451 ogni abitanti, a fronte della media emiliano-romagnola di 860 e nazionale di 990. In ambito regionale, solo la provincia di Ferrara ha registrato un rapporto più contenuto pari a Rapporto sull economia della provincia

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