REDITO. Il finanziamento. all economia. famiglie. Secondo i dati elaborati. attestato in settembre al 7,90%. Se approfondiamo

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1 CC REDITO Il finanziamento all economia e alle famiglie. Secondo i dati elaborati da Bankitalia, a fine settembre 2007 è stata registrata in provincia una crescita tendenziale degli impieghi per localizzazione della clientela e al lordo delle sofferenze pari all 8,5%, in rallentamento rispetto all evoluzione media dei quattro trimestri precedenti (+10,6%), oltre che inferiore agli aumenti del 10,4 e 10,7% riscontrati rispettivamente in Emilia-Romagna e Italia. La crescita percentuale degli impieghi bancari forlivesi è risultata la più contenuta tra le province emiliano-romagnole. Gli incrementi più sostenuti sono stati rilevati nella confinante Rimini (+14,4%) e a Reggio Emilia (+12,2%). Il rallentamento nei confronti del trend dei dodici mesi precedenti è stato superiore ai due punti percentuali. In ambito regionale solo la provincia di Ravenna ha evidenziato una riduzione più sostenuta, pari a 2,6 punti percentuali. La decelerazione degli impieghi forlivesi potrebbe essere letta in chiave negativa, ma occorre tuttavia sottolineare che l evoluzione dell 8,5% si è dovuta confrontare con un trend caratterizzato da aumenti superiori al 10%. Per trovarne altri della stessa portata occorre risalire al secondo trimestre del 2003, quando venne registrata una crescita tendenziale del 10,1%. Inoltre il tasso di crescita degli impieghi si è distinto, sia pure leggermente, da quello medio attivo sulle operazioni a revoca, che in Emilia-Romagna si è attestato in settembre al 7,90%. Se approfondiamo l evoluzione degli impieghi per categoria di soggetti interessati, possiamo vedere che l importante gruppo delle imprese private, che rappresenta una parte consistente delle società impegnate nella produzione di beni e servizi (quasi la metà delle somme impiegate) ha pesato fortemente sul rallentamento dei prestiti. La crescita tendenziale dell 11,8% (+13,1% in Emilia-Romagna), rilevata a settembre è infatti risultata inferiore di oltre sei punti percentuali al trend dei quattro trimestri precedenti. Anche in questo caso giova richiamare quanto detto precedentemente. I segnali di rallentamento sono evidenti, ma la velocità della crescita rimane comunque apprezzabile. Alla frenata degli impieghi delle imprese private si è associato il forte miglioramento della propensione all investimento. A fi ne settembre 2007 i fi nanziamenti oltre il breve termine destinati all acquisto di macchine, attrezzature, mezzi di trasporto e prodotti vari hanno evidenziato un aumento tendenziale del 62,7% (+9,5% in Emilia-Romagna; -5,1% in Italia), che si è distinto dal già ottimo trend del 45,8% riscontrato nei dodici mesi precedenti. In ambito regionale nessuna provincia è riuscita a crescere negli stessi termini. L unico aumento a due cifre è stato riscontrato a Ravenna (+15,7%), mentre nelle rimanenti province si Rapporto sull economia della provincia

2 è spaziato dall incremento del 6,8% di Rimini alla diminuzione del 6,0% di Piacenza. L ottima intonazione degli investimenti in macchinari, attrezzature, ecc. è stata confermata, sia pure in misura meno intensa, dalle corrispondenti erogazioni effettuate dalle banche nei primi nove mesi del 2007, che sono ammontate a 213 milioni e 493 mila euro, rispetto ai 212 milioni e 110 mila euro dell analogo periodo del Sempre in tema di investimenti effettuati dal mondo della produzione di beni, è invece emerso un segnale negativo relativamente ai fi nanziamenti oltre il breve termine destinati all agricoltura. A fi ne settembre 2007 sono diminuiti tendenzialmente dell 11,1%, in contro tendenza rispetto al trend espansivo del 10,5% registrato nei dodici mesi precedenti. In regione c è stata invece una crescita tendenziale del 3,3%, più lenta rispetto a quanto registrato mediamente nei dodici mesi precedenti (+9,6%). In Italia l incremento è stato dell 8,9% e anche in questo caso c è stato un rallentamento rispetto al trend del 15,5%. In regione, Forlì- Cesena non è stata la sola provincia a vedere ridurre la consistenza dei finanziamenti oltre il breve termine destinati all agricoltura. Analoghi andamenti sono stati rilevati nelle province di Bologna (-12,4%), Ferrara (-7,5%) e Parma (-3,4%). Sotto l aspetto della destinazione economica, possiamo vedere che la diminuzione complessiva dell 11,1% è dipesa dal basso profi lo degli investimenti destinati all acquisto di macchine, attrezzature, mezzi di trasporto e prodotti vari rurali, (- 20,4%) e di immobili rurali (-38,9%). Segno moderatamente positivo (+3,5%) per la costruzione di fabbricati non residenziali rurali, ma in termini molto meno accentuati rispetto al trend dei dodici mesi precedenti (+31,0%). Le somme erogate complessivamente hanno ricalcato il ridimensionamento della consistenza dei finanziamenti. Nei primi nove mesi del 2007 ne sono state registrate per 21 milioni e 280 mila euro, rispetto ai 42 milioni e 123 mila dell analogo periodo del La fl essione delle erogazioni è stata determinata da tutte le destinazioni economiche, con una particolare accentuazione per quanto concerne la costruzione di fabbricati non residenziali rurali (-57,6%). Il gruppo delle famiglie, al quale è destinato circa il 27% degli impieghi bancari, ha registrato una crescita tendenziale del 6,3%, in leggera ripresa rispetto al trend del 5,7% dei quattro trimestri precedenti. In Emilia-Romagna c è stato un aumento un po più sostenuto (+8,0%), ma contrariamente a quanto avvenuto a Forlì-Cesena, è emerso un rallentamento rispetto al trend del 9,0%. L accelerazione sul trend del gruppo forlivese delle famiglie è da attribuire essenzialmente a quelle consumatrici, i cui impieghi sono saliti tendenzialmente nello scorso settembre dell 8,3%, a fronte dell incremento medio del 7,6% dei dodici mesi precedenti. Al di là del leggero incremento, restano tuttavia tassi di crescita più ridotti rispetto al passato. Tra settembre 2004 e giugno 2006 gli aumenti hanno oscillato tra il 10 e 13%, per non parlare del biennio caratterizzato da incrementi percentuali compresi tra il 20 e 30%. Il miglioramento rispetto al trend è stato in parte determinato dalla ripresa della domanda di mutui destinati all acquisto dell abitazione. Depositi e impieghi, nella provincia, in Emilia-Romagna e in Italia, per localizzazione della clientela (valori in milioni di euro) e tassi di variazione sui dodici mesi precedenti al 30 settembre Per localizzazione della clientela (1) Depositi Impieghi Milioni Var % Milioni Var % FORLI -CESENA , ,5 EMILIA-ROMAGNA , ,4 ITALIA , ,7 (1) Banche Fonte: Bankitalia. Elaborazione: Centro Studi Unioncamere Emilia-Romagna 156 Rapporto sull economia della provincia

3 A fi ne settembre 2007 è stato registrato un incremento tendenziale dei relativi finanziamenti pari al 9,9%, superiore di oltre tre punti percentuali all aumento medio riscontrato nei quattro trimestri precedenti. Il recupero è evidente, tuttavia il tasso di crescita di settembre è risultato largamente al di sotto dei livelli del passato, caratterizzati da incrementi talvolta superiori al 30%. L aumento dei tassi di interesse ha inciso non poco sul raffreddamento della crescita dei mutui, ma anche le cartolarizzazioni dei crediti alle famiglie hanno avuto la loro parte. In Emilia-Romagna l aumento tendenziale dei mutui concessi alle famiglie consumatrici è apparso più ampio (+10,4%), ma inferiore di due punti percentuali rispetto al trend dei dodici mesi precedenti. In Italia l incremento si è attestato praticamente sugli stessi livelli dell Emilia- Romagna (+10,1%), ma anche in questo caso più contenuti rispetto al trend del 12,7%. In regione, due province hanno evidenziato una crescita più contenuta di quella registrata a Forlì-Cesena, vale a dire Modena (+8,4%) e Reggio Emilia (+7,9%). Quella più elevata, pari al 14,8%, ha riguardato la provincia di Piacenza. L accelerazione del tasso di crescita della consistenza dei mutui destinati all acquisto di abitazioni si è associata all incremento delle corrispondenti somme erogate, passate dai circa 285 milioni euro dei primi nove mesi del 2007 ai 322 milioni e 432 mila di euro dell analogo periodo del 2006 (+13,1%). Per rimanere nell ambito dei prestiti concessi dalle banche alle famiglie consumatrici, quelli a medio e lungo termine destinati all acquisto di beni durevoli sono cresciuti nello scorso settembre del 12,3% rispetto allo stesso periodo del 2006, in forte rallentamento rispetto al trend del 20,6% dei dodici mesi precedenti. In Emilia-Romagna la crescita di questo comparto del credito al consumo è risultata decisamente più contenuta (+3,2%), oltre che largamente inferiore al trend del 13,7%. In Italia c è stato un calo tendenziale dello 0,6%, che è apparso in contro tendenza rispetto all incremento medio del 9,9% dei dodici mesi precedenti. Per Prometeia, questo rallentamento si è accompagnato alla moderazione del clima di fiducia delle famiglie. Un altro fattore di raffreddamento della domanda è inoltre venuto dalla ripresa dei tassi di interesse. E da sottolineare che questa componente della domanda da parte delle famiglie italiane, pur essendo molto aumentata negli ultimi anni, ha una incidenza sul relativo totale dei prestiti piuttosto modesta, se confrontata con la media di Eurolandia. Le famiglie forlivesi si sono quindi indebitate più velocemente rispetto a quanto avvenuto in regione e nel Paese. Sulle cause si possono avanzare solo delle ipotesi, tra le quali il maggiore ottimismo dei forlivesi, che si è accompagnato ad una politica dei tassi d interesse più attenta alle esigenze delle famiglie, tipica delle banche che agiscono in un ambito prettamente territoriale, come nella realtà forlivese. In Emilia-Romagna nessuna provincia ha evidenziato una crescita più sostenuta del credito al consumo rispetto a quella, in un arco compreso tra il +7,9% di Parma e il -4,8% di Ferrara. Se rapportiamo il credito destinato all acquisto di beni durevoli alla popolazione residen- Rapporto sull economia della provincia

4 te, la provincia ha registrato a fi ne settembre 2007 un importo pro capite relativamente contenuto, pari a quasi 340 euro, a fronte della media regionale di 351 e nazionale di 399. In Emilia-Romagna tre province hanno evidenziato un indebitamento inferiore a quello forlivese, vale a dire Piacenza (336 euro), Ferrara (312 euro) e Rimini (233 euro). Nel 2006 solo Rimini presentava un indebitamento più contenuto di quello forlivese. I più indebitati della regione risiedono a Reggio Emilia, con un importo per abitante di circa 412 euro. In ambito nazionale, la provincia, nonostante l aumento largamente superiore alla media nazionale, è risultata tra le province meno indebitate, pur perdendo alcune posizioni, vale a dire trentesima (diciassettesima nel 2006) su centotre province. Il rapporto per abitante più contenuto è stato rilevato nuovamente a Sondrio (191 euro per abitante), quello più elevato a Sassari (922 euro). Per concludere il discorso degli impieghi del gruppo delle famiglie, quelle produttrici, vale a dire le imprese a conduzione famigliare, hanno registrato nello scorso settembre un aumento tendenziale decisamente modesto (+0,4%), in leggero calo rispetto all evoluzione media dei dodici mesi precedenti (+0,6%). In Emilia-Romagna l aumento è apparso un po più elevato (+2,5%), ma anch esso in diminuzione rispetto al trend del 3,6%. Secondo i dati elaborati dalla sede regionale di Bankitalia e aggiornati allo scorso giugno, i tassi di crescita delle piccole imprese (società diverse da quelle di capitale con meno di 20 addetti e famiglie produttrici) sono risultati in fl essione rispetto ai trimestri precedenti oltre che inferiori di oltre un terzo a quelli della media delle imprese. Questi andamenti possono sottintendere una fase congiunturale meno intonata rispetto al resto del mondo della produzione. In ultima analisi, è interessante valutare il rapporto impieghi per abitante per singolo comune. Secondo le statistiche più recenti raccolte da Bankitalia nei comuni con un numero congruo di sportelli bancari, a fine 2006 è stato nuovamente il comune di Forlì, con un rapporto pro capite di euro, ad occupare la prima posizione in ambito provinciale, equivalente alla dodicesima posizione della graduatoria regionale (nona nel 2005). Seguono Cesena, con euro (13 in regione) e le località turistiche di Cesenatico e Gatteo, rispettivamente con e euro (36 e 42 in regione). Tutti gli altri comuni hanno evidenziato valori inferiori alla media provinciale di euro. L ultimo posto in ambito Impieghi per abitante al 31 dicembre 2006 Valori in euro FORLÌ CESENA CESENATICO PROVINCIA GATTEO SAVIGNANO SUL RUBICONE SAN MAURO PASCOLI GAMBETTOLA FORLIMPOPOLI SANTA SOFIA BAGNO DI ROMAGNA LONGIANO MELDOLA PREDAPPIO BERTINORO MERCATO SARACENO CASTROCARO T. E TERRA DEL SARSINA MODIGLIANA Rapporto sull economia della provincia

5 provinciale è stato occupato dal comune di Modigliana, con euro per abitante (198 in ambito regionale sui 218 comuni censiti da Bankitalia). Per quanto concerne le previsioni, Prometeia ritiene che nel 2008 la dinamica dei prestiti in Italia sarà sostenuta dal graduale miglioramento della congiuntura economica, previsto nella seconda metà dell anno, e dall orientamento espansivo che dovrebbe assumere la politica monetaria durante il secondo trimestre (è prevista una riduzione di 25 punti base), con conseguente riduzione, stimata in circa 20 punti base nell anno, del tasso medio sui prestiti a breve termine. Il fl usso di nuovi fi nanziamenti previsto dovrebbe attestarsi su circa 117 miliardi di euro, in aumento dell 8% rispetto al Questa imponente cifra sarebbe sostenuta dalla componente a medio e lungo termine, il cui fl usso dovrebbe ammontare a 86 miliardi di euro, vale a dire il 9,2% in più su base annua. Per i fi nanziamenti a breve termine, più sensibili all evoluzione dei ciclo economico, l importo dovrebbe attestarsi sui 30 miliardi di euro, ma in questo caso si prevede una crescita più contenuta, pari al 5,8%. LA QUALITÀ DEL CREDITO. Il rapporto sofferenze/impieghi bancari si è attestato a settembre 2007 al 2,72%, rispetto al 2,80% dell Emilia-Romagna e 3,24% nazionale. La provincia ha pertanto evidenziato, e non è una novità, una rischiosità dei prestiti abbastanza contenuta, in sostanziale linea con la media regionale, sottintendendo una qualità del credito tra le migliori della regione. E dalla fi ne del 1999 che il rapporto sofferenze/impieghi si mantiene costantemente sotto la soglia del 3%. In regione, meglio hanno fatto Bologna (2,08%), Ravenna (1,72%) e Reggio Emilia (1,64%). La situazione relativamente più diffi cile è stata registrata a Ferrara (6,74%). Rispetto alla situazione dello stesso mese dell anno precedente le sofferenze bancarie si sono incrementate del 4,1%, risultando in leggera frenata rispetto all aumento del 4,8% riscontrato mediamente nei quattro trimestri precedenti. La diffi cile situazione emersa tra il secondo trimestre 2005 e il primo trimestre 2006 (mai si erano avuti incrementi superiori al 30%) è ormai alle spalle. Questa situazione è da attribuire in gran parte al consolidamento della crescita congiunturale e ai processi di securitization legati alla cessione, comunque onerosa, di crediti problematici. Inoltre il ritorno alla normalità dell importante settore avicolo, fortemente penalizzato dal crollo dei consumi dovuto all infl uenza aviaria, ha contribuito anch esso a raffreddare la corsa delle sofferenze. In regione è stata rilevata una crescita tendenziale delle sofferenze del 10,4%, (+2,9% in Italia), che ha consolidato la tendenza espansiva avviata dalla fine del 2006, dopo ventuno mesi caratterizzati da fl essioni. La crescita della rischiosità dei crediti di Forlì- Cesena è risultata tra le più contenute della regione. Solo Parma, con un calo tendenziale dello 0,3%, ha evidenziato un andamento migliore. Nelle rimanenti province gli aumen- Sofferenze per localizzazioni della clientela, numero degli affidati, tassi di variazione sui dodici mesi precedenti e rapporto tra sofferenze e impieghi al 30 settembre Enti segnalanti: BANCHE. Numero affi dati Sofferenze(1) % Sofferenze Var % (2) Milioni Var % (2) / Impieghi FORLI -CESENA , ,1 2,72 EMILIA-ROMAGNA , ,4 2,80 ITALIA , ,9 3,24 (1) Comprendono la totalità dei rapporti per cassa in essere con soggetti in stato di insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili, a prescindere dalle garanzie che li assistono, al lordo delle svalutazioni operate per previsioni di perdita. Eventuali differenze tra i dati di fonte Segnalazioni di vigilanza e quelli di fonte Centrale dei rischi possono essere ricondotte a marginali differenze di carattere normativo esistenti nei criteri di rilevazione dei due sistemi informativi. (2) Variazione a 12 mesi. Fonte: Bankitalia. Elaborazione: Centro Studi Unioncamere Emilia-Romagna Rapporto sull economia della provincia

6 ti hanno oscillato tra il +6,4% di Ferrara e il +20,8% di Reggio Emilia. L indisponibilità di statistiche più disaggregate non consente di valutare quali siano stati i settori maggiormente in diffi coltà. Da sottolineare tuttavia che in ambito regionale - i dati di fonte Bankitalia sede di Bologna si riferiscono alla prima metà del è stato registrato un appesantimento del rapporto sofferenze/impieghi in ambito manifatturiero, mentre sono risultate stabili le industrie delle costruzioni e i servizi. Le famiglie consumatrici si sono attestate su livelli sostanzialmente contenuti (2,2%), gli stessi di fi ne dicembre 2006, mentre quelle produttrici, che comprendono la gamma di società semplici e di fatto, oltre alle imprese individuali fi no a cinque addetti, hanno registrato una lieve ripresa dal 4,7 al 4,8%. Un analogo andamento ha riguardato il gruppo delle società non finanziarie con meno di 20 addetti, le cui sofferenze hanno inciso per il 4,0% degli impieghi rispetto alla quota del 3,8% di fi ne Se rapportiamo la situazione forlivese, in tema di rapporto sofferenze/impieghi, a quella delle province italiane, troviamo Forlì-Cesena nella fascia più virtuosa, più precisamente al ventisettesimo posto su centotre province, guadagnando tre posizioni rispetto al La provincia italiana con il rapporto più contenuto di settembre 2007 è risultata Trieste, con una percentuale dell 1,35%, davanti a Milano (1,38), Trento (1,55%) e Reggio Emilia (1,64). All opposto troviamo Frosinone, e non è una novità, con un rapporto del 16,74%, seguita da Matera (14,06) e Potenza (13,76). In una fase di crescita economica, il sistema bancario forlivese non ha fatto mancare il proprio contributo, proponendo condizioni di credito che si possono nuovamente defi nire distese. L accordato operativo dei finanziamenti per cassa concessi alla clientela residen- 7,00 Percentuale delle sofferenze sugli impieghi bancari 6,00 5,00 4,00 3,00 2,00 1,00 0,00 I 97 I 98 I 99 I 2000 I 2001 I 2002 I 2003 I 2004 I 2005 I 2006 I 2007 Forlì-Cesena Emilia - Romagna 160 Rapporto sull economia della provincia

7 te in provincia - corrisponde all ammontare del credito direttamente utilizzabile dal cliente - è cresciuto tendenzialmente a settembre dell 11,6% (+9,3% in regione), appena al di sotto del trend dei dodici mesi precedenti (+12,9%). La crescita dell utilizzato corrisponde all ammontare del credito effettivamente erogato alla clientela ha praticamente seguito l evoluzione delle somme accordate, attestandosi al 10,7%, in leggero rallentamento rispetto al trend dei dodici mesi precedenti (+12,0%). La percentuale di utilizzato sull accordato si è attestata al 66,6%, uguagliando praticamente il trend del 66,9% dei dodici mesi precedenti. In Emilia-Romagna l aumento dell utilizzato è risultato del 12,7%, superiore alla crescita delle somme accordate, pari al 9,3%. La percentuale di utilizzo sull accordato è risultata leggermente superiore a quella forlivese (68,0%) e in crescita rispetto a quella riscontrata mediamente nei dodici mesi precedenti (66,8%). Se spostiamo il campo di osservazione al credito a breve termine, che è quello maggiormente utilizzato dalle imprese e che appare più sensibile alle oscillazioni del ciclo economico, emerge una situazione meno dinamica, che sembra tradurre il rallentamento della congiuntura emerso dalle varie indagini. L aumento tendenziale dell accordato operativo rilevato nella provincia si è attestato a settembre al 5,7%, a fronte di un trend attestato al 9,3%. L incremento dei corrispondenti finanziamenti a breve termine utilizzati è apparso più contenuto (+1,9%), oltre che in sensibile frenata rispetto all evoluzione media dei dodici mesi precedenti (+6,1%). Che vi sia un certo appannamento è innegabile, tuttavia la provincia ha evidenziato un andamento molto più dinamico rispetto a quanto avvenuto in regione, il cui accordato a breve termine è cresciuto del 4,6%, mentre quello utilizzato ha accusato una fl essione del 7,5%, superiore al trend negativo dei dodici mesi precedenti (-2,7%). Da sottolineare inoltre che a fi ne settembre 2007 quasi il 43% di tutto il credito utilizzato dalla clientela forlivese è stato coperto da garanzie reali fornite dai clienti, a fronte della media regionale del 38,4%. Il fenomeno è in costante espansione. A fi ne settembre 1997 si aveva una percentuale del 23,4%, che cinque anni dopo sale al 31,7%. Le banche hanno cercato comprensibilmente di tutelarsi nel concedere i prestiti, anticipando nella sostanza le linee dell accordo di Basilea2, operativo di fatto dal 1 gennaio 2008, ciò in relazione anche ad una maggiore espansione del credito a medio e lungo termine. I DEPOSITI BANCARI. I depositi costituiscono uno degli aspetti della raccolta bancaria, che si fonda anche su obbligazioni e Pronti contro termine, poste che non vengono comprese nell aggregato dei depositi bancari preso in esame sulla base delle statistiche di Bankitalia. A fi ne settembre 2007 le somme depositate nella totalità delle banche dai clienti residenti in provincia sono ammontate a circa 6 miliardi e 195 milioni di euro, con una crescita del 6,4% rispetto all analogo periodo del 2006, a fronte di un infl azione attestata tendenzialmente all 1,6%. Nei dodici mesi precedenti i depositi erano mediamente aumentati dell 8,7%. Al di là del rallentamento della crescita, siamo in presenza di un incremento comunque apprezzabile, che è apparso decisamente più ampio rispetto a quanto riscontrato in Emilia-Romagna (+0,8%) e Italia (+3,5%). In regione solo due province, vale a dire Parma e Ravenna, hanno evidenziato un incremento dei depositi più sostenuto di quello forlivese, pari rispettivamente all 11,0 e 8,9%. I depositi delle famiglie consumatrici, titolari di circa il 52% delle somme depositate, sono aumentati tendenzialmente a settembre del 3,0%, rallentando leggermente rispetto al trend del 3,6% dei quattro trimestri precedenti. Nonostante il ridimensionamento della crescita, comune a quanto avvenuto in Emilia- Romagna e Italia, si è ulteriormente allungata e consolidata la serie di costanti aumenti in atto dal giugno 2001, che tra la fi ne di quell anno e marzo 2004 hanno oltrepassato la soglia del 10%. Tra le cause di questo fenomeno possiamo ascrivere le gestioni patrimoniali collegate ai conti correnti, la preferenza della liquidità da parte dei risparmiatori, oltre ad una certa cautela verso gli investimenti alternativi, in particolare azioni e obbligazioni, che Rapporto sull economia della provincia

8 in alcuni casi, noti alle cronache, si sono tradotti, per queste ultime, in dolorose perdite per i risparmiatori. Per quanto concerne le imprese private - hanno rappresentato quasi il 18% delle somme depositate - i relativi depositi a settembre sono cresciuti tendenzialmente dell 11,8% e anche in questo caso dobbiamo annotare un rallentamento rispetto al trend dei dodici mesi precedenti (+16,2%). Al di là della frenata, i depositi bancari delle imprese private si sono accresciuti, nell arco di un anno, di quasi 115 milioni di euro, sottintendendo una situazione di liquidità tra le meglio intonate della regione, che potrebbe essere il frutto di maggiori incassi dovuti al consolidamento del ciclo economico. In ambito regionale non è emersa una linea comune. Accanto a province in rallentamento rispetto al trend (oltre a Forlì-Cesena, anche Bologna, Ferrara, Modena e Rimini), ce ne sono state alcune che hanno registrato tassi di crescita molto sostenuti, come Parma (+33,9%) e Ravenna (+21,7%). Il comune forlivese che ha vantato il più elevato rapporto depositi per abitante è nuovamente risultato a fine 2006 Gatteo, con euro pro capite. In ambito regionale, la località si è classifi cata al tredicesimo posto, su 218 comuni, perdendo tre posizioni rispetto al Seguono Cesena e Forlì - nella graduatoria regionale vengono a occupare rispettivamente la 18esima e 22esima posizione - rispettivamente con e euro. In rapporto alla situazione del 2005 il comune di Cesena ha guadagnato tre posizioni, mentre Forlì ne ha perdute altrettante. L ultima posizione della provincia è occupata da Predappio, con euro per abitante, equivalente alla 193esima posizione in Emilia-Romagna (era la 199esima nel 2005). Il comune più ricco dell Emilia-Romagna è risultato nuovamente Morciano di Romagna in provincia di Rimini, con euro per abitante, seguito da Bologna con e Parma con Ultimo in assoluto Torrile nel parmense, con euro. IL RAPPORTO IMPIEGHI/DEPOSITI. A fi ne settembre 2007 era attestato a 209,9. Come dire che ogni 100 euro depositati ne sono corrisposti circa 210 di impieghi. Rispetto al valore medio dei quattro trimestri precedenti, c è stato un miglioramento di sette punti percentuali. In Emilia-Romagna il corrispondente rapporto si è attestato su basi un po più elevate, vale a dire circa 229 euro impiegati ogni 100 raccolti. Il differenziale a sfavore della provincia rispetto al Depositi per abitante al 31 dicembre 2006 Valori in euro GATTEO CESENA FORLÌ SAN MAURO PASCOLI PROVINCIA GAMBETTOLA CESENATICO BERTINORO LONGIANO SARSINA SAVIGNANO SUL RUBICONE FORLIMPOPOLI SANTASOFIA MODIGLIANA MELDOLA BAGNO DI ROMAGNA MERCATO SARACENO CASTROCARO T. E TERRA DEL SOLE PREDAPPIO Rapporto sull economia della provincia

9 rapporto dell Emilia-Romagna ha consolidato la tendenza emersa nell estate del 2005, salvo la parentesi dei primi tre mesi del 2006, dopo quasi due anni caratterizzati da andamenti di segno opposto. Se si analizza il fenomeno in base ai soggetti interessati, si può vedere che in pratica sono le famiglie cosiddette consumatrici, che detengono il grosso delle somme depositate (51,6% del totale), a fi nanziare una importante parte del credito verso i settori della produzione. A fi ne settembre 2007 il relativo rapporto impieghi/depositi si è attestato all 83,50%, come dire che le famiglie hanno ricevuto poco più di 83 euro ogni 100 depositati. La situazione muta radicalmente nell ambito delle imprese private che corrispondono nella pratica a gran parte dei settori produttivi. In questo caso a 100 euro depositati ne sono corrisposti circa 584 di impieghi. Il caso più eclatante di sbilanciamento fra somme impiegate e depositate è stato tuttavia rappresentato dalle imprese di assicurazione e fondi pensione, che a fronte di 359 mila euro di depositi hanno ricevuto impieghi per circa 95 milioni di euro, come dire che ogni 100 euro di depositi ne sono corrisposti circa di impieghi. Questo sbilanciamento non trova riscontro né in regione né in Italia. I TASSI D INTERESSE. L indisponibilità di dati provinciali relativi alle rilevazioni sui tassi d interesse, non consente alcuna valutazione a livello locale. Dobbiamo di conseguenza commentare la situazione regionale, che dovrebbe tuttavia ricalcare quanto avvenuto in provincia almeno come linea di tendenza. Il contesto generale è stato caratterizzato dalla generale ripresa dei tassi d interesse. Nel 2007 la Banca centrale europea ha rialzato il tasso di riferimento due volte, portandolo al 3,75% l 8 marzo e al 4,00% il 6 giugno. Il tasso Euribor a tre mesi, che quota gli scambi di denaro tra le banche, dal 3,725% di inizio anno è arrivato al 4,684% di fi ne 2007, dopo avere toccato la punta massima del 4,953% il 12 dicembre. Nello stesso arco di tempo, l Euribor a dodici mesi è passato dal 4,030 al 4,745%, dopo avere toccato la punta massima del 4,885% il 17 dicembre. Se consideriamo che l Euribor costituisce, tra le altre cose, la base degli interessi sui mutui destinati all acquisto dell abitazione, ne discende che talune famiglie hanno visto crescere il proprio indebitamento verso le banche. La Banca d Italia ha rilevato come il Taeg (tasso annuo effettivo globale) applicato sui mutui si sia attestato, in media, al 5,44%, mentre quello sui prestiti è arrivato al 9,44%. Per le famiglie italiane il pagamento dei soli interessi di una rata annuale ha rappresentato un aggravio stimabile in circa 18,4 miliardi di euro. Nell ambito dei titoli di Stato, il tasso dei Bot quotati alla Borsa di Milano è passato dal 3,738% di gennaio al 3,946% di dicembre, dopo avere toccato il massimo del 4,206% in luglio. Quello dei Cct a tasso variabile è salito dal 3,871 al 4,219%, con un massimo del 4,356% in agosto. Il tasso dei future, ovvero i Buoni poliennali del Tesoro, è cresciuto dal 4,310 al 4,631%, dopo avere toccato la punta massima del 4,847% in giugno. In questo scenario, i tassi praticati in Emilia- Romagna sono apparsi in ripresa. Quelli sulle Rapporto sull economia della provincia

10 operazioni a revoca - si tratta di una categoria di censimento della Centrale dei rischi nella quale confl uiscono le aperture di credito in conto corrente - si sono attestati a settembre 2007 al 7,90%, risultando in crescita di 0,40 punti percentuali rispetto al trend dei dodici mesi precedenti (7,50%). I tassi sono apparsi meno onerosi a seconda della classe del fido globale accordato. Dal massimo dell 11,28% della fascia fi no a euro si è progressivamente scesi al 5,80% di quella oltre 25 milioni di euro. In sintesi le banche riservano condizioni di favore alla grande clientela, e meno buone man mano che diminuisce la classe del fi do globale accordato. Occorre tuttavia sottolineare che rispetto al trend, l aumento più sostenuto, pari a 0,65 punti percentuali, ha riguardato proprio la grande clientela. Rispetto alle condizioni applicate nel Paese, l Emilia- Romagna ha presentato tassi leggermente più onerosi, invertendo la tendenza favorevole che aveva caratterizzato il triennio Nel primo trimestre 2007 sono stati praticati tassi superiori a quelli nazionali nella misura di 0,10 punti percentuali; nel secondo trimestre di 0,01 punti; nel terzo di 0,08 punti. Si tratta di scostamenti minimi, ma che tuttavia sembrano sottintendere un cambiamento della politica di attenzione riservata dalle banche alla propria clientela. Nell ambito dei tassi attivi sui fi nanziamenti per cassa applicati alle famiglie consumatrici è stato rilevato un andamento ugualmente espansivo. Ricordiamo che i fi nanziamenti per cassa comprendono varie operazioni, quali quelle autoliquidanti, a revoca, a scadenza, oltre ai finanziamenti a procedura concorsuale. Giova inoltre ricordare che l utilizzato dei fi - nanziamenti per cassa si differenzia dagli impieghi, in quanto comprende i pronti contro termine, ma non le sofferenze. Dalla media del 5,09% registrata tra il terzo trimestre 2006 e il secondo trimestre 2007 si è passati al 5,69% di settembre Anche in questo caso l Emilia-Romagna ha presentato tassi meno convenienti rispetto a quelli praticati in Italia, consolidando la tendenza in atto dal quarto trimestre Anche le rilevazioni della sede regionale di Bankitalia aggiornate a metà anno hanno registrato una tendenza espansiva. Il tasso d interesse medio sui prestiti a breve termine a residenti in Emilia-Romagna si è attestato al 6,34%, rispettivamente 72 e 24 punti base in più rispetto a giugno e dicembre Nello stesso periodo, la crescita dei tassi è risultata più accentuata per i prestiti a medio e lungo termine e, tra questi ultimi, per i mutui contratti dalle famiglie per l acquisto dell abitazione. I tassi sulla raccolta hanno ricalcato l andamento di quelli attivi. Quelli passivi sui conti correnti a vista, nello scorso settembre si sono attestati all 1,78%, in risalita rispetto al trend dell 1,40% riscontrato nei dodici mesi precedenti. Le condizioni migliori sono state nuovamente applicate alla Pubblica amministrazione, che a settembre ha goduto di una remunerazione lorda dei conti correnti a vista pari al 4,27%. Le condizioni relativamente peggiori sono state riservate alle famiglie: a quelle produttrici è stato applicato un tas- Dimensione e diffusione del sistema bancario nella provincia, in Emilia-Romagna e in Italia. Settembre Sportelli Comuni serviti (2) N.(1) Var % (3) Comp % N. Comp % FORLI -CESENA 342 4,0 9,8 (4) ,0 EMILIA-ROMAGNA ,5 10,6 (5) ,2 ITALIA , ,0 (1) Numero di sportelli autorizzati, a piena operatività. Banche. (2) Comuni serviti da almeno uno sportello bancario. (3) Variazione percentuale sui 12 mesi precedenti. (4) Quota percentuale su totale Emilia-Romagna (5) Quota percentuale su totale Italia. Fonte: Bankitalia. Elaborazione: Area studi e ricerche Unioncamere Emilia-Romagna 164 Rapporto sull economia della provincia

11 so dell 1,27%, a quelle consumatrici, titolari della maggioranza delle somme depositate, dell 1,25%. Se confrontiamo i tassi applicati nello scorso settembre ai vari comparti di attività economica, con la media dei dodici mesi precedenti, si può vedere che i miglioramenti più elevati hanno interessato le due categorie che godono dei trattamenti migliori, vale a dire Pubblica amministrazione (+0,71 punti percentuali) e Società fi nanziarie (+0,73). Le imprese famigliari e le famiglie consumatrici hanno invece registrato i ritocchi più contenuti rispettivamente pari a +0,26 e +0,23 punti percentuali. Nei confronti del Paese, l Emilia- Romagna ha registrato a settembre tassi passivi leggermente più alti: 0,05 punti percentuali in più, in leggero aumento rispetto all andamento dei dodici mesi precedenti. Il differenziale tra i tassi attivi sulle operazioni a revoca e quelli passivi sui conti correnti a vista è stato a settembre di 6,12 punti percentuali. Rispetto alla media dei dodici mesi precedenti c è stato un leggero aumento dello spread di 0,02 percentuali. La tendenza all allargamento della forbice tra tassi attivi e passivi non è emersa nel Paese, il cui spread si è ridotto di 0,04 punti percentuali rispetto al trend dei dodici mesi precedenti. In contro tendenza con quanto emerso nel triennio , i primi nove mesi del 2007 hanno evidenziato mediamente uno spread tra tassi attivi e passivi, lievemente superiore a quello registrato nel Paese. GLI SPORTELLI BANCARI E I SERVIZI TE- LEMATICI. E continuato lo sviluppo della rete degli sportelli bancari. A fi ne settembre 2007 ne risultano essere in provincia 342 rispetto ai 329 di fi ne settembre 2006 e 316 di fi ne settembre A fi ne marzo 1996 se ne contavano 232. In Emilia-Romagna nell arco di un anno si è passati da a 3.375, in Italia da a La diffusione sulla popolazione forlivese è di 90 sportelli ogni abitanti rispetto alla media regionale di 82 e nazionale di 56. In Emilia-Romagna solo una provincia, vale a dire Rimini, ha evidenziato una densità maggiore, pari a 99 sportelli ogni abitanti. Se spostiamo il confronto al territorio nazionale, la provincia di Forlì-Cesena ha confermato l eccellente quarta posizione del 2006, alle spalle di Belluno (92 sportelli ogni abitanti), Rimini (99) e Trento (105). La densità più contenuta è appartenuta alle province di Crotone (22) e Caserta (23). La totalità dei comuni di Forlì-Cesena è servita da sportelli bancari. In Emilia-Romagna la percentuale scende al 96,2%, in Italia al 73,0%. Se analizziamo la situazione dei comuni del forlivese, possiamo vedere che la densità maggiore (i dati si riferiscono in questo caso alla situazione di fi ne dicembre 2006) è appartenuta al comune di Portico e San Benedetto, (secondo in regione dietro Tornolo), con uno sportello ogni 409 abitanti, seguito da Verghereto (655), Tredozio (658) e Cesenatico (820). La minore densità è stata rilevata a Montiano, con 1 sportello ogni abitanti, davanti a Modigliana con e Castrocaro con Il capoluogo ha contato abitanti per sportello, Cesena 990. Per quanto concerne la classificazione degli sportelli per gruppi istituziona- Rapporto sull economia della provincia

12 li - siamo tornati alla situazione di settembre in provincia prevalgono le società per azioni (67,5% del totale), anche se in misura più contenuta rispetto alla media emiliano-romagnola del 78,3% e nazionale del 79,2%. Questa tangibile differenza dipende dal fatto che le numerose Casse rurali e artigiane si sono trasformate in banche di Credito cooperativo. Di conseguenza, il peso di quest ultime appare molto più ampio rispetto alla media emiliano-romagnola: 23,1% contro 10,8%. Da sottolineare che la provincia ha registrato una delle più elevate percentuali di banche di Credito cooperativo del- l Emilia- Romagna sul totale, preceduta dalla sola provincia di Rimini (23,3%) e che in ambito nazionale solo dieci province sulle centrotrè esistenti hanno evidenziato una incidenza maggiore, in un arco compreso fra il 23,5% di Cosenza e il 62,5% di Trento. Questi dati sottintendono la dimensione squisitamente locale del sistema bancario forlivese. Le banche di Credito cooperativo, che in taluni casi operano dagli inizi dello scorso secolo, sono concepite in modo da far utilizzare il risparmio depositato prevalentemente in ambito locale. Strutturate come cooperative, devono accordare finanziamenti prevalentemente ai propri soci, che hanno l obbligo di risiedere ed operare con continuità nel territorio in cui si trova la banca. Per quanto concerne le banche Popolari, il loro peso in provincia si è attestato al 9,4% rispetto al 10,7% regionale e 8,6% nazionale. L incidenza percentuale di queste banche ha subito un drastico ridimensionamento tra giugno e settembre In provincia sono diminuite da 40 a 32, in Emilia-Romagna da 609 a 373. Alla base di questa fl essione, c è la trasformazione in società per azioni di alcuni istituti, tra i quali la Banca Popolare di Lodi. In Emilia-Romagna questo istituto bancario può contare su una ottantina circa di sportelli distribuiti in ogni provincia. Per il resto si conferma l assenza di fi liali di banche estere. I cinque sportelli presenti in regione sono localizzati nelle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, a fronte dei 149 attivi in Italia, in gran parte localizzati nell area milanese. L ultima analisi sulla struttura bancaria riguarda i servizi telematici offerti dalle banche alla propria clientela. Per quanto concerne i Pos, vale a dire le apparecchiature che consentono l addebito automatico sul proprio conto bancario delle spese sostenute presso gli esercizi commerciali, a inizio 2007 ne sono risultati attivi rispetto ai di inizio 2006 e di inizio Se rapportiamo il loro numero alla popolazione residente, la provincia di Forlì- Cesena ne ha registrati 213 ogni abitanti, a fronte della media emiliano-romagnola di 223 e nazionale di 183. Rapporti più bassi si registrano nelle province di Ferrara (177), Ravenna (200), Piacenza (206) e Reggio Emilia (207). La maggiore diffusione appartiene a una provincia ad alta vocazione turistica quale Rimini, con 373 Pos ogni abitanti. Nell ambito degli Atm si tratta di apparec- 166 Rapporto sull economia della provincia

13 chiature automatiche abilitate a operare con il pubblico per effettuare determinate operazioni (i bancomat sono tra questi) - a inizio 2007 ne sono risultati attivi 414, rispetto ai 379 di inizio 2006 e 303 di inizio La crescita è apparsa in linea con quanto avvenuto in Emilia-Romagna, la cui consistenza è salita da a unità. In rapporto alla popolazione, Forlì-Cesena registra una densità di 110 Atm ogni abitanti, a fronte della media regionale di 96 e nazionale di 68. In ambito emiliano-romagnolo, la provincia di Forlì- Cesena ha confermato la seconda posizione, alle spalle di Rimini (113). I servizi di home e corporate banking, che rappresentano i servizi dispositivi e/o informativi prestati alla clientela per via telematica, a inizio 2007 hanno coinvolto famiglie e tra enti e imprese. Siamo in presenza di un andamento fortemente dinamico, dopo il calo rilevato a inizio 2004, che aveva arrestato la tendenza espansiva. A inizio 1998 erano interessate appena 262 famiglie e tra enti e imprese. La densità dei servizi alle famiglie sulla popolazione vede Forlì-Cesena in terz ultima posizione tra le province dell Emilia-Romagna, con clienti ogni abitanti, a fronte della media regionale di e nazionale di 1.648, seguita da Piacenza (1.344) e Ferrara (1.329). La densità più elevata è stata nuovamente riscontrata a Bologna con servizi ogni abitanti. Per quanto concerne enti e imprese, Forlì-Cesena, con una densità di 301 clienti ogni abitanti, si è collocata al terzultimo posto in Emilia-Romagna, guadagnando tuttavia una posizione rispetto alla situazione di inizio Il primo posto è stato nuovamente occupato da Modena, con una densità di 464 clienti ogni abitanti. I servizi di Phone banking che sono attivabili tramite la digitazione di codici via telefono, a inizio 2007 hanno coinvolto clienti, vale a dire il 50,4% in più rispetto allo stesso periodo del A inizio 1998 se ne contavano La diffusione sulla popolazione è salita considerevolmente, passando da 751 a servizi ogni abitanti, a fronte della media emiliano-romagnola di e nazionale di Grazie al forte progresso evidenziato, la provincia di Forlì- Cesena ha lasciato l ultima posizione della graduatoria regionale alla provincia di Ferrara (981). NOTE ALLA LETTURA DEI DATI Impieghi: fi nanziamenti erogati dalle banche a soggetti non bancari. L aggregato ricomprende: rischio di portafoglio, scoperti di conto corrente, fi nanziamenti per anticipi (su effetti ed altri documenti salvo buon fi ne, all importazione ed esportazione), mutui, anticipazioni non regolate in conto corrente, riporti, sovvenzioni diverse non regolate in conto corrente, prestiti su pegno, prestiti contro cessioni di stipendio, cessioni di credito, impieghi con fondi di terzi in amministrazione, altri investimenti fi nanziari (accettazioni bancarie negoziate, commercial papers, ecc.), sofferenze effetti insoluti ed al protesto di proprietà. L aggregato è al netto degli interessi e delle operazioni pronti contro termine. Il gruppo delle Famiglie comprende gli individui o i gruppi di individui nella loro funzione di consumatori (Famiglie consumatrici) e nella loro eventuale funzione di produttori (Famiglie produttrici). L attività di produzione svolta nell ambito del settore proviene da liberi professionisti, imprese individuali, famigliari e società semplici con non più di cinque addetti. Sofferenze: comprendono la totalità dei rapporti per cassa in essere con soggetti in stato di insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili, a prescindere dalle garanzie che li assistono, al lordo delle svalutazioni e al netto dei passaggi a perdita eventualmente effettuati Depositi: raccolta da soggetti non bancari effettuata dalle banche sotto forma di: depositi a risparmio liberi e vincolati, buoni fruttiferi, certifi cati di depositi, conti correnti liberi e vincolati Per ogni ulteriore approfondimento si rimanda al Bollettino Statistico edito dalla Banca d Italia ed al relativo glossario. Rapporto sull economia della provincia

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