La diagnostica per immagini in cardiologia: costi e benefici

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1 La diagnostica per immagini in cardiologia: costi e benefici Lo spettacolare progresso delle tecniche di imaging degli ultimi anni non è stato accompagnato da una crescità di qualità e razionalità del suo utilizzo, né da una consapevolezza dei rischi: spesso i medici non conoscono l esposizione radiologica dell esame che prescrivono o eseguono sul paziente Viviamo in cardiologia in una vera Età dell oro della diagnosi, un Rinascimento tecnologico in cui molte tecniche di immagine coesistono e virtuosamente competono in un incessante corsa alla diagnosi perfetta senza rischi e senza errori. Le metodiche di immagine sono basate su energia ionizzante (e quindi con rischi biologici per il paziente e l operatore, come radiologia e medicina nucleare) o non ionizzante (e quindi generalmente ritenute innocue per il paziente e l operatore, come l ecografia e la risonanza magnetica). Potremmo chiamarle rosse (ionizzanti) o verdi (non ionizzanti). Le quattro sorelle dell immagine radiologia, medicina nucleare, ecografia, risonanza magnetica si spartiscono un mercato planetario che si stima oggi attorno ai 5 miliardi di esami/anno ed è in continua, inarrestabile crescita per tutte le metodiche cardiologiche almeno per i prossimi 15 anni, con un aspettativa di aumento di esami proiettata all anno 2020 che oscilla, per esempio nel Regno Unito, tra il +340 per cento della scintigrafia cardiaca da stress fino al per cento della coronaro-tc [1]. I costi sociali Lo spettacolare progresso delle tecnologie nel campo della diagnostica per immagini ha messo a disposizione del clinico un armamentario diagnostico sempre Eugenio Picano Istituto di Fisiologia clinica del CNR, Fondazione Gabriele Monasterio, Pisa più diversificato, ma ciò non è stato accompagnato da una crescita di qualità e razionalità nel suo impiego. L utilizzazione impropria, senza adeguata percezione di limiti e controindicazioni di ciascuna metodica, ha portato a incrementi di spesa senza paralleli incrementi di qualità della cura. L impiego permissivo comporta benefici sempre più marginali a fronte di costi sempre più esorbitanti e rappresenta un lusso che neanche le economie più floride sembrano potersi permettere [2]. Appare ormai molto ben chiaro che se le nuove tecnologie vengono adoperate indiscriminatamente, l impatto può essere minimo per molti pazienti, deleterio per altri, con costi inaccettabili per la società [2]. Le recenti direttive della Commissione Europea sull imaging medico del 2001 [3] e le linee guida nazionali di riferimento dell Agenzia per i servizi sanitari Dose equivalente in Rx torace a testa/per anno Medicina nucleare Esposizione di fondo naturale (2,4 msv/anno) (0,51 msv) 1987 (0,6 msv) regionali e dell Istituto superiore di sanità pubblicate nel 2004 [4] hanno infatti come scopo primario la riduzione degli esami di immagine inappropriatamente richiesti ed eseguiti (oggi dal 30 al 50 per cento di tutti gli esami). Questi esami scrive il direttore dell Agenzia per i Servizi sanitari regionali, Laura Pellegrini, nella presentazione delle linee guida nazionali «comportano spreco di risorse, allungamento dei tempi di attesa e, se eseguiti con radiazioni ionizzanti, un indebita irradiazione del paziente, con un aumento della dose collettiva della popolazione» e quindi dei rischi a lungo termine [4]. Anche negli Stati Uniti è stato recentemente divulgato [5] il Libro bianco dell American College of Radiology, che mette in guardia sui rischi a lungo termine e sui costi dell inappropriatezza radiologica, il cui uso di oggi pari a irradiazione pro-ca- (2,15 msv) (3,2 msv) Cardiaca 85% USA USA Germania USA Cardiaca 60% Figura 1. La dote radiologica del cittadino medio. Già 10 anni fa, l esposizione media da soli test diagnostici del cittadino medico delle società opulente ammontava a circa 100 radiografie del torace per anno, pari all intera dose ricevuta da fonti naturali (Mod da [2], aggiornata per i dati 2006 da [32] sulla base dei dati di Mettler F, National Council of Radiation Protection) 14 Medici Oggi - giugno/luglio 2008

2 pite di oltre 160 radiografie del torace per anno (Fig.1) è alla base del 5-10 per cento dei cancri di domani [6], osservati anche decenni dopo l esame diagnostico [7, 8]. I costi economici Il costo dei vari esami di immagine in cardiologia è rappresentato in Figura 2 parametrato al costo di riferimento dell esame più economico, l ecocardiografia. Questi valori, medi per la realtà europea [9], già stabiliscono una ovvia cornice economica all uso delle risorse comuni. Gli esami più costosi andrebbero utilizzati solo quando l informazione fornita da esami più economici è insoddisfacente. Così, invece, non è, e la penetrazione delle nuove tecnologie è dettata da forze di mercato oltre che dalla necessità del paziente. L imaging medico è la voce di spesa in più ripida ascesa negli ultimi dieci anni negli Stati Uniti, e contribuisce in maniera importante a quel decollo fuori controllo della spesa sanitaria (il 16 per cento del prodotto nazionale lordo degli Stati Uniti nel 2015), ormai collocata su una traiettoria che lo stesso ex presidente della Federal Reserve Alan Greenspan ha definito insostenibile [10]. La pandemia di inappropriatezza e obesità diagnostica colpisce tutti gli esami, anche quelli a più alta specializzazione [11] e gravati da maggiore carico radiologico, in Europa come negli Stati Uniti, e non sembra facile porre rimedio a questa piaga di ovvio interesse generale [11] se non si pone mano a un sistema che anche nel pubblico paga e premia i volumi, non l appropriatezza [12]. Costo relativo ,1 3,27 Eco Tc Spect Rmc Pet Cat cardiaco sx e dx Figura 2. Il costo relativo delle varie tecniche di immagine in cardiologia. Il costo è espresso in multipli dell esame più economico (l ecografia) posto uguale a 1 (Mod. da [9]) 5% Frequenza di esami 4% 79% 12% I costi biologici Nella spesso convulsa pratica medica quotidiana, i rischi a lungo termine non vengono sempre pesati contro il beneficio diagnostico immediato. Il rischio oncogeno è linearmente correlato alla dose, che per comuni esami è riportata in Tabella 1, ed espressa anche in multipli di radiografie del torace. I valori riportati in tabella sono derivati dalle linee guida europee [3] e italiane [4] sull imaging, o dalla letteratura più recente per gli esami di ultima generazione [13-15]. Si vede che in molti casi come la scintigrafia, la Tc o la radiologia interventistica l esposizione per singolo esame è tutt altro che trascurabile, e nell ordine di centinaia o migliaia di radiografie del torace. L esposizione radiologica di un angio-tc convenzionale Medicina nucleare Tomografia computerizzata interventistica 5,51 14,03 19,96 Dose collettiva totale Dose media=60 msv pro-capite Figura 3. Dose cumulativa e fonti di esposizione nel paziente cardiologico adulto contemporaneo. La radiologia interventistica,tc e medicina nucleare rappresentano circa il 20 per cento di tutti gli esami ionizzanti ma quasi il 90 per cento della dose globale (Mod. [17]) 21% 17% 14% 48% coronarica è, per esempio, di 750 radiografie del torace [14]. Quella di una angioplastica con impianto di stent è di circa 1000 radiografie del torace [15, 16]. Non sorprende che nei nostri pazienti la dose radiologica media cumulativa raggiunga i 60 msv (3000 radiografie del torace), in gran parte derivanti dalle tre sorelle più pesanti dal punto di vista radioprotezionistico: Tc, radiologia invasiva e medicina nucleare (Fig. 3) [17]. Il risparmio di dose è un atto concreto e importante, di prevenzione oncologica [18]. La Figura 4 esprime infatti la relazione lineare, senza soglia, tra dose (in multipli di radiografie del torace) e danno (in rischio di cancro, fatale e non-fatale). La retta del rischio è poi in realtà una semplificazione idealizzata su un paziente Medici Oggi - giugno/luglio

3 Rischio aggiuntivo di cancro/esame Bambina <1anno 50 Bambino <1anno Donna adulta Uomo adulto Dose equivalente Rx torace Rischio di cancro (fatale e non fatale) per esposizione ad angio-tc coronarica a 64 strati Anziano: 750 Uomo adulto: 750 Donna adulta: 500 Bambino (<1 anno): 200 Bambina (<1 anno): 100 Anziano Figura 4. Il rischio di cancro (fatale e non fatale) legato all esposizione a radiazioni diagnostiche, stratificato in funzione dell età e del sesso. L esposizione di una angio-tc coronarica (750 radiografie del torace) dà il rischio di un cancro su 750 esposti nell adulto e 100 nella bambina <1 anno (Mod. da [16], aggiornata dal [32] sulla base dei dati originali della Commissione Beir VII, 2006 [18]) 42 cancri spontanei 100mSv per 100 pazienti Intervallo di incertezza , indotta da radiazioni ( 100) Figura 5. Rischio di cancro (fatale e non fatale) di 100 soggetti, tutti esposti a una dose di 100 msv (corrispondente a radiografie del torace). Questa dose può essere ottenuta, per esempio, cumulando quattro scintigrafie al tallio, (oppure 10 Tc addome, oppure otto procedure di stent coronarico), e darà il rischio di un cancro aggiuntivo (fatale o non fatale) su 100 esposti (stella rossa in figura). Di questi 100 pazienti esposti, 42 svilupperanno comunque, nel corso della loro vita, un cancro (pallini gialli). I 42 cancri che si verificano spontaneamente e quello radioindotto sono indistinguibili. Mod. da [18] medio: per ogni data dose, il rischio varia molto in funzione dell età (minore nell anziano rispetto all adulto) e del sesso (maggiore nella donna rispetto all uomo, a tutte le età della vita). I bambini sono a rischio molto più alto rispetto agli adulti perché hanno cellule in divisione rapida e hanno una maggiore aspettativa di vita al momento dell esposizione. Per una stessa esposizione radiologica, il bambino di 1 anno ha una probabilità 3-4 volte maggiore rispetto all adulto di 50 anni di sviluppare un cancro [18]. Queste stime di rischio sono state di recente corroborate da studi di citogenetica umana, che hanno mostrato un raddoppio del numero di micronuclei (un indice di danno al Dna somatico, biomarcatore intermedio di cancerogenesi e predittore di cancro a lungo termine) nei linfociti circolanti di pazienti e di medici esposti [19, -21]. Si vede bene nella Figura 4 che il rischio nel singolo esame può essere tutt altro che trascurabile, specialmente alla luce della natura cumulativa del danno: esame si aggiunge ad esame, dose a dose, rischio a rischio. Con una dose cumulativa di radiografie del torace, si sviluppa 1 cancro su 100 esposti: di questi 100, 42 avranno comunque il cancro indipendentemente dall esposizione [12]: (Fig. 5). La totale e spensierata dipendenza dall immagine dei nostri percorsi diagnostici, anche incoraggiata da linee-guida specialistiche che non hanno finora incorporato i rischi a lungo termine nella valutazione di rischio-beneficio comparativo di varie metodiche, può portare per esempio a ripetere in maniera seriata l esame (Tc o scintigrafia) in pazienti con una malattia benigna, come una coronaropatia cronica stabile, con 16 Medici Oggi - giugno/luglio 2008

4 Tabella 1. Dosi radiologiche di riferimento di comuni esami in cardiologia Procedura diagnostica Dose efficace Equivalente a numero (msv) di Rx torace RADIOLOGIA CONVENZIONALE Torace (singola proiezione, posteroanteriore) 0,02 1 RADIOLOGIA INTERVENTISTICA Angiografia cardiaca * 3,1-10, PTcA* 6,9-28, Ablazione a radiofrequenza* Valvuloplastica* 29, Tc Tc torace Tc-addome slice cardiotc *** 14, slice cardiotc (no aorta e con modulazione ECG)*** slice cardiotc (sì aorta e senza modulazione ECG)*** MEDICINA NUCLEARE Ventricolografia dinamica cardiaca (99mTc) 6,0 300 Tc-99m tetrafosmin rest-stress (10 mci+30mci)* * 10,6 500 Tc-99m sestamibi 1-day rest-stress (10 mci + 30 mci)* * Tc-99m sestamibi 2-day stress-rest (30 mci + 30mCi)* * 17,5 875 Tl-201 cardiac stress and reinjection (3,0 mci + 1,0 mci)* * Doppio isotopo (3,0 mci Tl mci Tc-99m) ** La dose di riferimento per la radiografia del torace corrispondente a 0,02 msv è proposta dalle linee guida di riferimento della Commissione Europea e recepita dalle linee guida nazionali (Da [3], [4]*, [13]**, [14] ***) dosi cumulative che arrivano fino a radiografie del torace, per singolo paziente, per singola patologia, e a volte per singolo ricovero [22]. La consapevolezza dell esposizione Ancora pochi medici conoscono l esposizione radiologica dell esame che pure prescrivono o addirittura eseguono al loro paziente [23-26]. Non lo sanno i medici di Medicina generale che nel 20 per cento dei casi ritengono che la risonanza magnetica adoperi radiazioni ionizzanti [24]; non lo sanno i cardiologi, che nel 70 per cento dei casi sottostimano da 300 a volte la dose di una scintigrafia cardiaca [25]; e non sempre lo san- no i radiologi, che nella stragrande maggioranza dei casi sottostimano di volte dosi e rischi di una comune Tc [26]. Una ragione di questa sorprendente e sistematica sottostima è che l informazione radiologica essenziale sulle dosi è spesso difficile da trovare e una volta trovata non facile da capire, sommersa com è in un infernale velame de li versi strani dove tutto si legge di misure largamente esoteriche (milliampere e megabecquerel, millicurie e rad, dose-area product e centigray), e niente si capisce in termini di dose e rischio [16]. Diventa assai difficile per i medici comprendere dosi e trasferire correttamente l informazione ai pazienti, che infatti tutto ignorano di dosi e rischi [27, 28]. Eppure basterebbe dover esprimere, sempre, la dose radiologica dei test in termini di multipli di radiografie del torace, come suggerito dall Unione Europea [3] e dalle linee guida nazionali di riferimento [4], per costringere ogni medico a essere più cauto in ciò che prescrive, il paziente più consapevole di quello che spesso egli stesso richiede e a volte pretende, ed entrambi più informati di quello che fanno in una visione anche culturalmente e anche legalmente più sostenibile del rapporto medico-paziente [28]. Prescrizione dei test di immagine Per ridurre i rischi connessi all esposizione in campo medico è necessario valutare con attenzione la necessità di effettuare l esame diagnostico (principio di giustificazione, articolo 3 del Decreto Legislativo 187 del 26 maggio 2000) e avviare l indagine in modo da assicurare che le informazioni prodotte siano ottenute con la dose più bassa possibile compatibilmente con le esigenze diagnostiche (principio di ottimizzazione, articolo 4). Applicare le esistenti linee guida europee [3] e italiane [4] sulla diagnostica per immagini, e mettere in pratica le leggi vigenti [29, 30] vuol dire perseguire un obiettivo in teoria semplice, ma in pratica ambiziosissimo: una riduzione del numero di esami inappropriatamente richiesti ed eseguiti. Gli esami sono ritenuti inappropriati in quanto non aggiungono valore al sospetto diagnostico del clinico, né lo correggono; non sono utili a modificare la gestione clinica del paziente. L inappropriatezza di tali esami conduce pertanto a un assenza di beneficio rispetto al danno che l esposizione a Medici Oggi - giugno/luglio

5 radiazioni potrebbe causare alla persona [4]. Il modo più efficace per fare prevenzione oncologica primaria nel laboratorio di diagnostica per immagini si concretizza in tre semplici atti: evitare esami ionizzanti inutili; sostituirli quando possibile con esami non-ionizzanti ugualmente informativi; ottimizzare le dosi degli esami realmente necessari. Nei soli Stati Uniti, gli oltre 60 milioni di Tc l anno (di cui almeno 4 milioni nei bambini) producono almeno il 2 per cento di tutti i cancri nei decenni a venire [31]. Le vecchie abitudini di spensieratezza diagnostica erano alimentate da un rassicurante presupposto: quello che si ignora è, per definizione, poco importante, e quello che non si paga di tasca propria non costa. La nostra generazione è forse l ultima che ha potuto permettersi il lusso di prescrivere in assoluta libertà, nell assenza totale di verifiche e controlli di appropriatezza, senza conoscere le dosi, negando i rischi, e trascurando i costi [32]. Questo è un lusso, economico e intellettuale, che probabilmente oggi non ci possiamo più concedere [33]. Bibliografia 1. Gershlick AH, de Belder M, Chambers J et al (2007) Role of non-invasive imaging in the management of coronary artery disease: an assessment of likely change over the next 10 years. A report from the British Cardiovascular Society Working Group. Heart 93: Picano E (2004) Sustainability of medical imaging. Education and debate. BMJ 328: European Commission. Radiation protection 118: referral guidelines for imaging Bonomo L, Del Favero C, Pesce B, Tamburrini O, Scotti G, Salvatore M et al, Agenzia per i servizi sanitari regionali. La diagnostica per immagini. Linee guida Amis ES Jr, Butler PF, Applegate KE et al (2007) American College of Radiology.American College of Radiology white paper on radiation dose in medicine.j Am Coll Radiol 4: Rabin RC (2007) With Rise in Radiation Exposure, Experts Urge Caution on Tests. 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