Università degli Studi di Trento TEMI ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Università degli Studi di Trento TEMI ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE"

Transcript

1 Università degli Studi di Trento TEMI ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE I SESSIONE 1998 PROVA TEORICA 1. In questi ultimi anni accanto ai servizi pubblici si sono andati affiancando vari soggetti privati: il candidato illustri che tipo di ruolo e funzione può esercitare in questa situazione il servizio sociale. 2. Il candidato illustri le implicazioni operative connesse alla valorizzazione delle risorse dell utente negli interventi di servizio sociale professionale. 3. Il candidato illustri le implicazioni operative connesse alla valorizzazione delle risorse della comunità negli interventi a favore di soggetti deboli a rischio di emarginazione. Il candidato esamini la seguente descrizione: 1. Il sig. Giuseppe viene segnalato all assistente sociale di zona da un vicino di casa: questo vicino dice che il sig. Giuseppe vive solo, ha problemi di salute, appare spesso ubriaco, di ritorno dal bar del paese, e non viene assistito da nessuno La settimana successiva, l assistente sociale effettua una visita domiciliare a casa del sig. Giuseppe, dalla quale riceve le seguenti informazioni: 4. Il sig. Giuseppe accoglie l assistente sociale dicendo che era ora che qualcuno venisse a vedere come stava, anche se poi si ferma sulla porta e la fa entrare solo quando lei lo chiede esplicitamente 5. L abitazione del sig. Giuseppe, ai margini del paese, è in uno stato di evidente degrado. 6. La casa è di proprietà del sig. Giuseppe 7. Il sig. Giuseppe afferma di non aver alcun problema rispetto all abuso di alcolici. 8. I due locali abitati sono in condizioni igieniche precarie: le pareti annerite dal fumo, pavimento e mobili sembrano non essere stati ripuliti da molto tempo, l stanze non sono arieggiate. 9. Il sig. Giuseppe sembrerebbe fisicamente in grado di provvedere minimamente alla pulizia dell alloggio e all igiene personale. 10. Probabilmente il bagno è difficile da scaldare nella stagione fredda, dato che la casa è scaldata solo con una stufa a legna collocata in cucina. - Il sig. Giuseppe dice di non essere in buone condizioni di salute, anche se non precisa la presenza di patologie. - Si lamenta con insistenza che nessuno lo aiuta. - Dice di non avere mai contatti con il medico di base o con altri operatori sanitari da circa un anno, un anno e mezzo. Anche se qualche volta è stato male, non ha voluto chiamare il medico perché, dice, è un medico nuovo con cui non ha confidenza. - Manifesta un atteggiamento di sospetto e di rifiuto verso il vicino (il quale aveva consentito all assistente sociale di fare il suo nome). Dice che il vicino è un ficcanaso, che lui non gli aveva chiesto niente. - Ha avuto tre partner; è celibe. - Si prepara da mangiare da solo, quello che capita. - Il sig. Giuseppe non cura l igiene personale e l abbigliamento: l vestiario è ai limiti del decoro. - Il reddito è assicurato da una pensione di L mensili, che il sig. Riseppe provvede autonomamente a ritirare e a gestire. La cifra gli appare del tutto inadeguata alle proprie necessità, ed afferma che a fine mese non dispone di denaro sufficiente per la spesa. 1

2 - Quasi tutti i giorni si reca al bar del paese, dove si trova con alcuni amici: a volte, dice, offre lui da bere, finché ha abbastanza soldi, altre volte sono loro a pagare per lui. - Il Sig. Giuseppe è nato nel Secondo il candidato, ci sono informazioni che mancano o andrebbero approfondite? Eventualmente, come potrebbe ottenerle l assistente sociale? - Quali obiettivi e quali strategie di intervento potrebbe prevedere l assistente sociale per la situazione descritta? II SESSIONE 1998 PROVA TEORICA 1. I riferimenti legislativi più recenti nel settore socio-assistenziale e sanitario prevedono l integrazione tra servizi. Molte situazioni individuali e familiari complesse richiedono risposte unitarie e globali. Il candidato descriva: a) alcuni ambiti che richiedono un approccio integrato tra i servizi sociali e sanitari; b) come interviene operativamente l assistente sociale rispetto ad uno degli ambiti prescelti. 2. L affidamento familiare è un intervento complesso volto a sostenere sia il minore che la sua famiglia, attraverso il lavoro congiunto degli operatori e della famiglia o persona affidataria, avvalendosi anche della collaborazione delle risorse presenti nella comunità locale. Il candidato illustri, ai sensi della normativa vigente, finalità dell affidamento, funzioni dei soggetti coinvolti e modalità attuative del processo di affidamento familiare. 3. Tenuto conto della legislazione in materia socio-assitenziale il candidato illustri i criteri e le modalità operative che devono informare l attività dell assistente sociale dell ente locale per lo svolgimento delle attività connesse alla valutazione del bisogno e alla progettazione e verifica degli interventi. Il candidato esamini la seguente descrizione: La sig.ra Carla Verdi segnala al servizio sociale di base la situazione del nucleo famigliare Bianchi. Dal colloquio della sig.ra Carla con l assistente sociale emergono le seguenti informazioni: - Il nucleo famigliare è composto dal sig. Bianchi e dalle sue tre figlie di 12, 7 e 5 anni. La moglie del sig. Bianchi, madre delle bambine è morta improvvisamente 6 mesi fa. - Il sig. Bianchi lavora come operaio in una tipografia. Il reddito è discreto, ma l orario di lavoro molto pesante: esce di casa, al mattino, verso le 7.15 e raramente torna prima delle 18.30, dato che deve percorrere circa 20 km per raggiungere il luogo di lavoro. - Le due bambine più grandi frequentano la scuola dell obbligo, la più piccola l ultimo anno di scuola materna - Il sig. Bianchi non ha parenti che abitano in paese. I suoi genitori sono entrambi deceduti da parecchio tempo ed il suo unico fratello abita in città, a circa 80 km di distanza. Anche i parenti della moglie vivono molto lontano, all estero. - Per alcune settimane dopo la morte della sig.ra Bianchi, i suoi genitori si sono fermati in paese per aiutare il genero. Poi però gli impegni di lavoro e familiari li hanno indotti a tornare a casa loro, insieme alla grande difficoltà che incontravano nell adattarsi ad un ambiente molto diverso dal loro luogo di origine. - Da allora è stata Carla a dare una mano alla famiglia, spinta dalla profonda amicizia che la legava alla sig.ra Bianchi. Abitando vicino, cerca di stare a casa con le bambine, dopo la scuola, ogni volta che le è possibile. Altre volte le porta a casa sua, fino al ritorno del padre. Inoltre, aiuta il sig. Bianchi nelle faccende domestiche e, durante la settimana, prepara spesso qualcosa per cena. - Fin dall inizio, il sig. Bianchi ha voluto ricompensarla con una piccola somma mensile (L ). Non potrebbe permettersi di pagarla di più, o di assumerla come colf: Cara ribadisce comunque 2

3 che non aiuta i Bianchi per denaro, ma per amicizia, e che ha accettato il compenso solo per non mortificare il sig. Bianchi. - Tuttavia, la situazione inizia a pesare a Carla: suo marito la rimprovera per questa eccessiva responsabilità che la sta portando a trascurare i suoi due figli che, ormai grandi (hanno entrambi concluso la scuola superiore), hanno comunque ancora bisogno di lei. - Carla si rende conto che il suo impegno sta diventando sempre più gravoso, in relazione all educazione delle bambine più che alle faccende domestiche: si chiede se è giusto che sia lei a fare da mamma, quali potrebbero essere le conseguenze se facesse qualcosa di sbagliato, ha dei dubbi rispetto al fatto di essere veramente in grado di aiutarle. - La più grande, in particolare, dopo la morte della mamma e l inserimento alla scuola media, ha avuto parecchie difficoltà a scuola. Carla, che ha frequentato solo le elementari, non si sente adeguata a seguirla nei compiti. E stata proprio un insegnante della ragazzina a consigliarla di rivolgersi al servizio sociale. 1. Secondo il candidato, ci sono informazioni che mancano o andrebbero approfondite? Eventualmente, come potrebbe ottenerle l assistente sociale? 2. Quali obiettivi e quali strategie di intervento potrebbe prevedere l assistente sociale per la situazione descritta? I SESSIONE 1999 PROVA TEORICA 1. La cartella sociale predisposta per ogni utente/nucleo familiare, è uno strumento che l assistente sociale usa abitualmente. Il candidato illustri l uso della cartella sociale e la documentazione in essa contenuta, descrivendone le finalità, le caratteristiche e le modalità di impostazione ed aggiornamento. 2. L art. 7 del codice deontologico recita l assistente sociale deve impegnare la sua competenza professionale per promuovere la piena autodeterminazione degli utenti e dei clienti, la loro potenzialità ed autonomia, ponendoli in grado di partecipare consapevolmente alle fasi del processo d aiuto. Illustri il candidato i valori professionali e le implicazioni operative che questo principio ha nella relazione assistente sociale- utente, anche con qualche riferimento alla vigente legislazione 3. Il candidato illustri i principi e le implicazioni operative connesse ala promozione delle risorse di comunità in relazione agli interventi a favore di soggetti che manifestino carenze di natura sociorelazionale. Il candidato esamini la seguente descrizione: La signora Paola si rivolge all assistente sociale del servizio sociale territoriale del suo Comune per chiedere se può avere qualche aiuto per il suocero e il cognato Roberto. Paola vive con il marito ed il figlio di quattro anni in un piccolo appartamento del centro. Da poco più di un mese ospita a casa sua il suocero ed il cognato Roberto, che sono residenti in un paese di circa 60 chilometri di distanza, ma la situazione sta diventando troppo pesante da gestire. Roberto, affetto da sindrome di Down, ha 19 anni. Se gli vengono date istruzioni precise, ha discrete abilità nel provvedere a se stesso (lavarsi, vestirsi, spostarsi anche in bicicletta per le strade che consce, prepararsi la colazione ). Ha comunque bisogno di qualcuno come punto di riferimento: secondo Paola, non riuscirebbe assolutamente a vivere da solo. La madre di Roberto è morta improvvisamente 6 mesi fa. Fino ad allora, era lei ad occuparsi del marito e del figlio disabile: Roberto frequentava un laboratorio protetto poco lontano da casa. Il padre di Roberto, Mario, ha 75 anni, è in difficoltà nell accudire se stesso e il figlio: ha problemi alle gambe, per cui riesce a camminare con molta fatica e solo per brevi tratti, appoggiandosi al bastone. 3

4 Paola descrive suo suocero come una persona burbera e sospettosa verso gli estranei, e a suo parere questo atteggiamento è peggiorato dopo la morte della moglie, con delle conseguenze negative anche su Roberto. Infatti un po alla volta il ragazzo ha smesso di frequentare il laboratorio e gli amici: negli ultimi tempi, il padre preferiva tenerlo a casa, sia per avere qualche aiuto sia per il timore che succedesse qualcosa al figlio. Tuttavia, talvolta il ragazzo scappava da casa, per passare il pomeriggio al bar del paese. Due mesi fa, un influenza ha lasciato il suocero di Paola molto debole. Preoccupati della situazione, e non potendo fermarsi in paese, Paola e il marito hanno pensato di portare entrambi a casa loro, almeno finche il signor Mario non si sia ristabilito. Questa convivenza, che si sta protraendo per le condizioni di salute di Mario, ha creato molti disagi a tutti. L appartamento è piccolo (il suocero e il cognato dormono sul divano letto in soggiorno), Roberto è nervoso e a disagio, sempre chiuso in casa, non sa come occupare il tempo. Il sig. Mario si lamenta di voler tornare a casa sua. Pala ha fatto molte assenze dal lavoro per poterli seguire, ma in ufficio cominciano a lamentarsi. E stata una sua collega a dirle che poteva rivolgersi al sevizio sociale. Anche suo marito era d accordo, ma non è potuto venire perché, come sempre, è molto occupato con la sua attività professionale. Paola è piuttosto esasperata dalla situazione: vorrebbe poter aiutare Roberto, ma non sa come fare, ritiene di non farcela a tenerselo in casa, perché non ha abbastanza tempo e non può rinunciare al suo impiego. La presenza del suocero le pesa anche perché è molto provata dalla lunga assistenza data a sua madre, deceduta l anno prima. Anche se le dispiace, pensa che sarebbe meglio inserire Mario in una Casa di Riposo, benché sicuramente lui non voglia. 1. Secondo il candidato, ci sono informazioni che mancano o andrebbero approfondite? Eventualmente, come potrebbe ottenerle l assistente sociale? 2. Quali obiettivi e quali strategie di intervento potrebbe prevedere l assistente sociale per la situazione descritta? II SESSIONE 1999 PROVA TEORICA 1. Negli ultimi 30 anni il servizio sociale professionale si è radicato nelle strutture amministrative e sociali. La/il candidato/a illustri le modificazioni che sono intervenute nei paradigmi teorici di riferimento e quali sono state le conseguenze dal punto di vista metodologico. 2. Il colloquio professionale è uno dei principali strumenti utilizzati dall assistente sociale. Facendo specifico riferimento alle fasi del processo metodologico la/il candidato/a descriva le caratteristiche del colloquio e di quali variabili l assistente sociale dee tenere conto nella preparazione dello stesso. 3. La consulenza psico-sociale e prestazioni erogabili sono strumenti utilizzati dall assistente sociale nel processo di aiuto a favore degli utenti. Facendo riferimento all art 7 del codice deontologico: l assistente sociale deve impegnare la sua competenza professionale per promuovere la piena autodeterminazione degli utenti, la loro potenzialità ed autonomia, ponendoli in grado di partecipare consapevolmente alle fasi del processo di aiuto la/il candidata/o descriva le caratteristiche di questi strumenti, in quali contesti e con quali obiettivi vengono utilizzati. L assistente sociale di territorio riceve una comunicazione scritta da parte della Direzione della scuola Elementare con la segnalazione che Alessandro, frequentante la classe seconda, è tornato a scuola dopo una settimana di assenza senza produrre certificato medico. Questo episodio preoccupa la Scuola perché lo scorso anno il bambino ha avuto una frequenza molto irregolare totalizzando 58 giorni d assenza. A conclusione dello scorso anno scolastico la famiglia ha chiesto e ottenuto il trasferimento del figlio in 4

5 una scuola a tempo pieno in un paese vicino a quello di residenza. Nella segnalazione la Scuola fa riferimento ad una difficile situazione familiare che dovrebbe essere seguita, senza dare elementi più precisi. La famiglia di Alessandro vive in una frazione montana di poche centinaia di abitanti; il bambino frequenta la scuola elementare nel vicino paese. La situazione della famiglia non è conosciuta dal Servizio Sociale. La/il candidata/o formuli un piano di lavoro per la raccolta delle informazioni che permettono una prima analisi e valutazione del caso. I SESSIONE 2000 PROVA TEORICA 1. La/il candidato/a illustri, in riferimento al processo di aiuto di servizio sociale professionale, quali tipi di informazione sono necessarie per la valutazione iniziale, ed indichi da quali fonti e con quali strumenti possono essere raccolte. 2. L art. 17 del Codice Deontologico Italiano degli Assistenti Sociali afferma che la riservatezza ed il segreto professionale costituiscono diritto primario dell utente e del cliente e dovere dell assistente sociale. La/il candidato illustri in base a quali criteri e con quali modalità operative può venire applicato tale principio. 3. La/il candidato/a illustri quali sono per l assistente sociale le implicazioni operative connesse all intreccio di risorse formali e informali nell attuale configurazione dei servizi socio assistenziali. La Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni invia all assistente sociale del Servizio sociale territoriale competente la seguente comunicazione scritta: Trento, 17 maggio 2000 Questo ufficio ha ricevuto segnalazione relativa alla minore in oggetto (Maria Rossi, nata a Trento il ; figlia di Anna Bianchi e Carlo Rossi; domiciliata a Trento in via Case, 1), dalla quale emerge un ipotesi di situazione pregiudizievole, la cui fondatezza può determinare l instaurazione di una procedura limitativa della potestà genitoriale presso i Tribunale dei Minorenni. Al fine di verificare l ipotesi di pregiudizio e di orientare questo Ufficio circa le iniziative da assumere, si prega di voler fornire, con cortese sollecitudine, gli indispensabili elementi di conoscenza sulle condizioni personali e sociali del minore, nonché del contesto relazionale ed ambientale in cui vive. Questo Ufficio è disponibile a fornire, anche informalmente, ulteriori precisazioni e chiarificazioni in merito alle richieste formulate. IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA Il candidato illustri come si attiverebbe per adempiere a tale richiesta. II SESSIONE 2000 PROVA TEORICA 1. Il procedimento metodologico del Servizio Sociale è uno schema di riferimento concettuale che serve ad orientare l azione e a qualificare l intervento professionale dell assistente sociale. Il candidato illustri e commenti il procedimento metodologico dell agire professionale dell assistente sociale attraverso la schematizzazione delle sue varie fasi. 2. Finalità, atteggiamenti e tecniche nel colloquio di servizio sociale. 3. La valorizzazione delle risorse personali e sociali dell utente nelle varie fasi del processo di aiuto. 5

6 Una circoscrizione cittadina è caratterizzata dalla presenza di un recente ed ampio complesso di edilizia popolare con elevato numero di appartamenti. La maggioranza degli assegnatari è composta da famiglie provenienti da altri comuni o da altre regioni italiane. Anche la presenza di nuclei extracomunitari è rilevante. L età media delle famiglie è relativamente bassa e vede una forte incidenza di minori di età compresa tra i 6 e i 15 anni. Il Presidente della circoscrizione è preoccupato per le continue segnalazioni che giungono da alcuni residenti, dalle scuole e dai vigili urbani rispetto a gruppi di ragazzi che compiono atti di vandalismo, non frequentano regolarmente la scuola, non sono adeguatamente seguiti dai genitori. Il Consiglio circoscrizionale interpella pertanto il Servizio Sociale incaricandolo di elaborare un progetto a favore dei minori della zona indicata, distinguendo in obiettivi, fasi e risorse necessarie. I SESSIONE 2001 PROVA TEORICA 1. Tra gli scopi del Sistema Integrato di Interventi e Servizi Sociali previsto dalla L. 328/2000 vi è anche la promozione della solidarietà sociale, con la valorizzazione delle iniziative delle persone, dei nuclei famigliari, delle forme di auto-aiuto e di reciprocità e della solidarietà organizzata. La candidata/il candidato illustri in che cosa consiste il metodo dell auto-mutuo aiuto e quali funzioni può svolgere un assistente sociale può attivare o facilitare tale processo. 2. La candidata/il candidato illustri i principi e le caratteristiche metodologiche del processo di aiuto di servizio sociale secondo l ottica relazionale. 3. La legge 328/2000 di riforma dell assistenza, recentemente approvata, prevede che: Alla gestione ed all offerta dei servizi provvedono soggetti pubblici nonché, in qualità di soggetti attivi nella progettazione e nella realizzazione concertata degli interventi, organismi non lucrativi di utilità sociale, organismi della cooperazione, organizzazioni di volontariato, associazioni ed enti di promozione sociale, fondazioni, enti di patronato e altri soggetti privati. La candidata/il candidato illustri le possibili collocazioni ed il ruolo del servizio sociale professionale in un tale quadro. L a.s. Rossi, che lavora nel Servizio Sociale di un piccolo Comune e si occupa sia dell utenza anziana sia dei nuclei familiari con minori, incontra la sig.ra Valeria per un primo colloquio, in ufficio. La sig.ra Valeria vive con i due figli di 6 e 8 anni, affidati a lei dopo la separazione dal marito. Il padre dei bambini, infatti, vive in un altra città, piuttosto lontana, e li vede ogni quindici giorni nel fine settimana. Fino a lo scorso anno scolastico, i due bambini dopo la scuola andavano a pranzo a casa della nonna materna, Rosa, e si fermavano con lei fino alle 17.30, quando la mamma tornava dal lavoro e li passava a prendere. Un mese fa però la nonna ha avuto una grave malattia che l ha lasciata molto debilitata. Anche se da poco riesce a stare sulla sedia a rotelle, ha bisogno di assistenza per spostarsi dal letto, per l igiene personale, per la preparazione dei pasti e, ovviamente, per la gestione della casa e delle altre attività quotidiane: Inoltre ha avuto qualche episodio di confusione, nel quale appariva poco lucida e consapevole di ciò che le era accaduto. La sig.ra Valeria riferisce che non se la sente di lasciarla a casa da sola. Così ha cercato una persona che, a pagamento, restia a casa di Rosa durante la giornata, fino alle circa, dopo di che Valeria viene ad aiutarla a consumare la cena e a mettersi a letto. La spesa per questa assistenza privata è piuttosto alta e la pensione della nonna non basta per coprirla per intero. Di conseguenza Valeria non può permettersi di pagare anche una baby sitter per i bambini. In città non ci sono altri parenti, e ad anno scolastico quasi concluso non è possibile inserire i figli in una scuola tempo pieno. Per il momento, Valeria ha deciso di dare al più grande le chiavi di casa e di lasciarli da soli dal ritorno da scuola fino alle 17.30: Lascia loro qualcosa di pronto per pranzo ed una videocassetta da guardare alla televisione. 6

7 E però preoccupata per questa situazione, anche perché, secondo il medico, è molto improbabile che le condizioni di Rosa migliorino. Inoltre fra poco, con le vacanze estive, i bambini saranno a casa molto di più. Ha già pensato di mandarli in colonia al mare, per due settimane, anche se il più piccolo non ne vuole sapere. Il tempo in cui saranno a casa da soli però, anche considerando le ferie di Valeria ed il periodo che trascorreranno con il padre, resta consistente. Un insegnante del bambino più grande ha notato che, al momento di uscire da scuola, è spesso agitato e in ansia. Dopo averne parlato con Valeria per capire cosa stava succedendo, questa insegnante le ha consigliato di chiedere al Sevizio Sociale se poteva avere aiuto per l assistenza della nonna. 1. Secondo la candidata/il candidato, ci sono informazioni che mancano o che andrebbero approfondite? Eventualmente, come potrebbe ottenerle l assistente sociale? 2. Quali obiettivi e quali strategie di intervento potrebbe prevedere l assistente sociale per la situazione descritta? II SESSIONE 2001 PROVA TEORICA 1. Il lavoro di rete è una prassi richiesta dalla natura multi dimensionale dei problemi sociali. Il candidato illustri i principi e le implicazioni metodologiche del lavoro di rete atto a facilitare tale modalità operativa. 2. Il lavoro con i gruppi è una dimensione essenziale del servizio sociale professionale. Il candidato illustri la tipologia, i possibili ambiti operativi e le implicazioni metodologiche di tale modalità di lavoro. 3. Autodeterminazione ed empowerment sono principi alla base del servizio sociale professionale.il candidato chiarisca il significato di tali distinti ma convergenti concetti e nei illustri le implicazioni metodologiche. La signora R. segnala all assistente sociale di zona una situazione di cui è venuta a conoscenza legata al presunto maltrattamento di una minore. Già in passato la signora aveva sentito le urla e i pianti di una bambina, che vive con i genitori nell appartamento adiacente al suo, e in seguito il padre, che rispondeva in tono altrettanto forte alla piccola. In quell occasione la signora aveva suonato il campanello tentando di calmare l uomo ma non aveva ottenuto risposta. La situazione si era ripetuta altre volte e così la signora si era rivolta ai Carabinieri. Le sue telefonate erano state almeno tre. Questi pur non essendo mai intervenuti di persona, avevano tuttavia avvisato il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni. Il Tribunale a sua volta aveva richiesto una relazione sulla situazione al servizio sociale di zona. Alla luce delle informazioni date, il candidato descriva quali strategie e quali azioni dovrà mettere in atto l assistente sociale per rispondere alle varie richieste pervenutele; individui eventuali informazioni mancanti o insufficienti e descriva gli elementi costitutivi di una relazione da inviare all autorità giudiziaria. I SESSIONE PROVA TEORICA 1. Lavoro di rete e lavoro di equipe: punti di contatto e di divergenza. 2. Il case management: principi e fasi operative 3. Il Codice Deontologico degli assistenti sociali, il cui rispetto è vincolante per l esercizio della professione, contempla tra gli ambiti di responsabilità dell assistente sociale anche quella nei 7

8 confronti della persona utente o cliente: indichi il/la candidata come tale responsabilità si esplica nei diversi contesti di intervento professionale. 2 PROVA TEORICA 1. Modelli e fasi della progettazione degli interventi dei servizi sociali. 2. Principi ispiratori della Legge 328/00 e riorganizzazione del sistema dei servizi sociali in Italia. 3. Dal welfare state al welfare mix: quali opportunità e quali rischi per il sistema dei servizi. (una traccia a scelta del candidato) 1. Pia ha 35 anni. Ha la sclerosi multipla, è sposata ed ha due bambini di 12 e 14 anni. Le condizioni di Pia sono rapidamente peggiorate. Di recente è stata in ospedale, dopo una grave ricaduta. E difficile capire cosa dice, riesce a fare da sola solo pochi movimenti controllati degli arti e deve essere imboccata. Pia vuole tornare a casa. Suo marito Michele afferma che lei gli manca terribilmente, ma è molto preoccupato dell aiuto sempre maggiore di cui la moglie avrà bisogno. I bambini sono andati a trovarla spesso mentre era in ospedale. Per loro la mamma è sempre stata disabile. L aiutano spesso quando tornano da scuola (negli ultimi quattro anni sono sempre andati e tornati da scuola da soli) e di solito preparano la cena. Pia è stata membro attivo di un organizzazione locale per disabili e in passato ha lavorato come volontaria per un servizio di informazione e consulenza per persone disabili. Riceve 750 euro al mese di pensione di invalidità. E chiaro che d ora in poi avrà bisogno di più aiuto, compresi gli esercizi di fisioterapia passiva e di qualcuno che le dia da mangiare. Ha inoltre un catetere permanente. L ospedale organizza un incontro per la gestione delle dimissioni di Pia, a cui viene invitata un a.s. 1. Elementi importanti per l assessment 2. Ipotesi di intervento. 3. Giancarlo ha 33 anni e gli è stata diagnosticata una forma di schizofrenia. La prima diagnosi risale a quando studiava all università e aveva poco più di 20 anni. Per i cinque anni successivi è stato dentro e fuori dall ospedale. Durante quel periodo ha fatto fatica a mantenere rapporti con amici e la famiglia. Anche ora vede di rado i suoi genitori, che lo considerano motivo di vergogna per la famiglia. Non è stato più ricoverato in ospedale da sei anni a questa parte, benché prenda ancora farmaci. Ha ripreso di nuovo i suoi studi universitari e sta frequentando un master. Sta anche lavorando parttime in un Centro residenziale per persone con problemi mentali e di tanto in tanto è invitato a partecipare al Corso di Laurea in Servizio Sociale per parlare dei servizi di salute mentale dal punto di vista del paziente. Trova ancora difficile mantenere rapporti personali stretti e vive separato dalla donna che ha sposato tre anni fa (anche lei ha problemi mentali). Nonostante il lavoro part-time, i soldi sono sempre un problema. Fa fatica a far quadrare i conti; vive in un alloggio molto modesto in un quartiere dove c è molta criminalità. Giancarlo si rivolge all assistente sociale dopo un violento diverbio con un suo vicino di casa. Giancarlo sostiene di avergli chiesto di abbassare la musica che lui stava ascoltando a tutto volume nel suo appartamento e l uomo lo ha aggredito. Secondo il vicino, Giancarlo si comportava in modo strano: si sarebbe lamentato di presunti torti che lui (il vicino) gli avrebbe fatto e andava in giro a dire che il vicino ce l aveva con lui. Sosteneva di non aver messo le mani addosso a Giancarlo. L aveva semplicemente spinto per chiudere la porta. Giancarlo si è molto agitato per questo episodio. Non si prende più cura di sé e non riesce a studiare. L infermiere psichiatrico che lo segue ritiene che abbia bisogno di aiuto. 1. Elementi importanti per l assessment. 2. Ipotesi di intervento 8

9 II SESSIONE Aiuto e controllo nel servizio sociale: breve analisi delle problematiche più rilevanti. Hilfe und kontrolle in der sozialarbeit: kurze darstellung der wichtigsten aspekte. 2. Il titolo terzo del codice deontologico dell assistente sociale: la responsabilità dell assistente sociale nei confronti della persona utente e cliente. Il candidato illustri questo concetto. Titel 3 des berufkodexes der sozialassistenten lautet: die verantwortung des sozialassistenten in bezug auf der benutzer/klienten: der kandidat beschreibe dieses konzept. 3. Quando e con quale obiettivo l assistente sociale effettiua una visita domiciliare? Wann und mit welchemziel führt der sozialassistenten einen hausbesuch durch. I 1. Criteri e metodi di valutazione della qualità dei servizi sociali. Kriterien und methoden der bewertung der qualität der sozialdienste. 2. Stato, mercato e terzo settore: verso nuove politiche sociali. Staat, markt und dritter sektor: auf der weg zu winer neven sozialpolitik. 3. I nuovi movimenti sociali degli utenti e le organizzazioni di auto/mutuo aiuto. Die neven sozialen bewegungen der klienten und die selbst hilfe organisationen. PROVA SCRITTA VECCHIO ORDINAMENTO A. Principi base della facilitazione di gruppo. B. Il tema dell integrazione socio-sanitaria ricopre un ruolo significativo nella recente legislazione. Il candidato descriva gli ambiti in cui, a suo parere, essa è maggiormente indicata ed il possibile ruolo dell assistente sociale. C. In che cosa si differenzia il colloquio dell assistente sociale da quello di altri professionisti a contatto con persone in difficoltà psico-sociale? La sig.ra C. ha 80 anni e si è rivolta telefonicamente al Servizio Sociale del Comune chiedendo aiuto per l assistenza a suo marito, da qualche mese parzialmente non autosufficiente in seguito alle conseguenze di un ictus. L assistente sociale si reca per il primo colloquio a casa dei signori C., dato che per la donna risulterebbe molto faticoso raggiungere la sede del Servizio. La candidata/il candidato indichi gli elementi da tenere in considerazione per affrontare questo caso. Frau C., 80 Jahre alt, wendet sich telefonisch an den Sozialdienst deer Gemeinde und ersucht um Unterstützung für die Betreuung ihres Mannes der seit einigen Monaten aufgrund eines Ictus teilweise unselbststandig ist. Die Sozialassistentin macht als erstes einem Hausbesuch beim Ehepaar C., da es für Frau C. sehr schwierig ist, zum Sozialdienst zu kommen. Der Kandidat/die Kandidatin beschreibe welche Elemente die Sozialassistentin bei der Betreuung der Familie berücksichtigt. I SESSIONE Case management. Il/la candidato/a illustri la filosofia e le modalità operative. Case Managment: Der Kandidat/in beschreibe die Philosophie und die praktische Umsetzung. 2. Le fasi del processo di aiuto in riferimento ai doveri dell assistente sociale. Die Phasen des Hilfsprozesses in Hinblick auf die Pflichten des Sozialassistenten. 9

10 3. Il codice deontologico stabilisce i principi e le regole che gli assistenti sociali devono osservare e far osservare nell esercizio della professione. Il/la candidato/a illustri tali concetti. Der Berufskodex legt die Prinzipien und Regeln fest, welche die Sozialassistenten bei der Ausübung ihrer Tatigkeit berüksichtigen und für deren Einhaltung sie Sorge tragen müssen. I 1. La riorganizzazione del sistema dei servizi sociali alla luce della legge 328/00. Die Reorganisation der Sozialdienste aus der Sicht des Gesetzes 328/ Handicap e servizi sociali: analisi dei problemi alla luce dei servizi offerti. Behinderung und Sozialdienste: Analyse der Probleme aus der Sicht der angebotenen Dienste. 3. Le politiche sociali a favore della famiglia. Die Sozialpolitik im Bereich Familie. Il signor Mario Ferretti ha 60 anni, coniugato, pensionato e vive in un piccolo paese di montagna. Nel suo stesso stabile abita la madre 85enne, che ha difficoltà nella deambulazione. Nel paese vivono altri figli della signora con le loro famiglie. Il signor Ferretti si reca nell ufficio dell assistente sociale del Comprensorio con la richiesta che venga attivato il pasto a domicilio per la madre. Il candidato illustri quali altre informazioni sono necessarie per approfondire la conoscenza della situazione e predisponga un piano di lavoro che preveda obiettivi, azioni e modalità di intervento che ritiene più adeguati alla situazione presentata. Herr Mario Ferretti ist 60 Jahre alt, verheiratet, Rentner und lebt in einem kleinen Bergdorf. Im gleichen Haus wohnt auch seine 85 jahrige Mutter, die Gehschwierigkeiten hat. Im Dorf leben noch weitere Kinder der Frau mit ihrer Familien. Herr Ferretti geht zur Sozialassistentin des Bezirksgemeinschaft und beantragt das Essen auf Radern für seine Mütter. Der/die Kandidat/in zeige auf, welche weiteren Informationen notwendig sind, um die Situation besser kennenzulernen. Weiters soll ein Arbeitsplan erstellt werden, im welchen die Ziele, Massnahmen und Vorgangsweisen festgelegt werden, welche in dieser Situation am geeignesten erscheinen. I SESSIONE 2003 Tema 1 Lavoro sociale e politiche sociali. Due oggetti separati o un unico campo d azione? Come la professione di assistente sociale si colloca in questa dualità? Sozialarbeit und Sozialpolitik: zwei verschiedene Aspekte oder ein einziger Wirkungsbereich? Wie fügt sich der Beruf des Sozialassistenten in diese Dualität ein? Tema 2 Articolo 10 del Codice Deontologico dell Assistente Sociale. L esercizio della professione si basa su fondamenti etici e scientifici, sull autonomia tecnicoprofessionale, sull indipendenza del giudizio, sulle conoscenze proprie della professione e sulla conoscenza personale dell assistente sociale. L assistente sociale ha il dovere di difendere la propria autonomia da pressioni e condizionamenti. Il candidato commenti l articolo 10 del Codice Deontologico dell Assistente Sociale. 10

11 Der Kandidat kommentiere den Arrtikel 10 des Berufskodex der Sozialassistenten. I Tema 1 Assistenti sociali ed educatori professionali: due figure di operatori sociali che spesso lavorano fianco a fianco. Il candidato illustri le specificità delle due professioni. Sozialassistenten und Sozialpädagogen: Zwei Berufsfiguren in der sozialen Arbeit die sehr oft miteinander arbeiten. Der Kandidat zeige die Verschiedenheiten dieser zwei Berufsfiguren auf. Tema 2 Come si declina il concetto di sussidiarietà nella attuale politica sociale? Wie kann man das Konzept der Subsidiariät in der gegenwärtigen Sozialpolitik anwenden? Il signor Mario e la moglie si rivolgono all assistente sociale di zona poiché la sorella di lui ha problemi di alcolismo. Sono preoccupati per il nipote di sei anni che frequenta la prima elementare e secondo loro è molto trascurato. Chiedono aiuto al Servizio Sociale per la tutela del minore. La candidata indichi quali ulteriori informazioni deve raccogliere e quali elementi sono da tenere in considerazione per affrontare questo caso. Inoltre illustri un eventuale piano di lavoro che preveda obiettivi e modalità di intervento. Herr Mario und seine Frau wenden sich an den Sozialdienst, weil die Schwester von Herrn Mario Alkoholprobleme hat. Das Ehepaar sorgt sich um die 6-jahrige Nichte, weil sie stark vernachlassigt wird. Das Madchen besucht die erste Klasse Grundschule. Der Kandidat zeige auf, welche zusätzlichen Informationen notwendig sind, um diese Situation zu bearbeiten. Im Weiteren erarbeiten Sie einen möglichen Hilfeplan mit Zielen und Interventionsformen. I SESSIONE 2004 Illustri il candidato i principi e le prospettive delle politiche sociali nel campo della promozione della salute. Legge 8 novembre 2000, n.382 Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali Principi ispiratori e interventi di priorità sociale. Il valore e il significato dell integrazione degli interventi e dei servizi sociali. I B) Il processo di aiuto: principi etici e fasi metodologiche. A) Articolo 11 del Codice Deontologico dell Assistente Sociale. L assistente sociale deve impegnare la sua competenza professionale per promuovere la piena autodeterminazione degli utenti e dei clienti, la loro potenzialità ed autonomia, in quanto soggetti attivi del progetto di aiuto. La/Il candidata/o indichi come l assistente sociale sostenga e promuova questi principi. 11

12 Il ruolo dell assistente sociale all interno del servizio di alcologia e servizio per le tossicodipendenze. La psicologa dell ospedale per telefono segnala la seguente situazione alla responsabile del Servizio Sociale territoriale: La signora M., madre di due figli (7 e 9 anni) è ricoverata all ospedale. Soffre di anoressia nervosa e si tratta del terzo ricovero entro pochi mesi. La signora M. insiste di essere dimessa presto dichiarando di essere priva di aiuto nell accudimento dei due figli e di dover, inoltre, prendersi cura del suocero non autosufficiente e convivente con la famiglia. La/Il candidata/o indichi gli elementi da tener in considerazione per affrontare questo caso, e un piano di lavoro che preveda obiettivi e modalità di intervento. II SESSIONE 2004 Il ruolo del case Manager nel servizio sociale. Principi e metodologia del counseling nel servizio sociale. Empowerment e autodeterminazione degli utenti clienti e dei carer. I Il Welfare locale: attuali linee di tendenza. La liberalizzazione dei servizi sociali: problemi e prospettive. Le politiche sociali dopo il Welfare State. L insegnante di sostegno della scuola media riferisce all assistente sociale del distretto sociale una situazione, dove una ragazza quattordicenne dimostra comportamenti di trascuratezza e di irregolarità nella frequenza scolastica. Non vorrebbe che la famiglia in special modo, il padre, venga a sapere di questo incontro, in quanto insegnante, anche se in altra scuola. La/il candidata/o indichi i prossimi passi per progettare ed attuare il piano di intervento. I SESSIONE 2005 L esercizio della professione si basa su fondamenti etici e scientifici, sull autonomia tecnicoprofessionale, sull indipendenza di giudizio, sulle conoscenze proprie della professione e sulla coscienza personale dell assistente sociale. L assistente sociale ha il dovere di difendere la propria autonomia da pressioni e condizionamenti ( art. 10 codice deontologico). Il candidato illustri, in riferimento alla propria esperienza di tirocinio, l applicazione di tali principi. Lo strumento della documentazione nel lavoro dell Assistente Sociale. 12

13 Il ruolo del tirocinio nel percorso formativo e professionale dell Assistente Sociale. I Il ruolo dell integrazione socio-sanitaria nella definizione delle attuali politiche sociali. La legge 328/00 per favorire il riordino del sistema assistenziale individua degli strumenti prioritari di pianificazione. Il candidato illustri l applicazione o la possibile applicazione degli stessi nella propria realtà locale, definendo anche il ruolo assunto dall Assistente Sociale. Il valore delle reti di aiuto formali e informali nella pratiche di welfare. Si presenta al Servizio Sociale il caso di una donna moldava di 25 anni, al settimo mese di gravidanza, ospitata presso una struttura di prima accoglienza. Indichi il candidato le fasi metodologiche da seguire per realizzare un progetto di intervento. Il medico di base segnala, al Servizio Sociale di base, il caso di un anziana di 84 anni, sola, affetta da demenza senile. Secondo la valutazione del medico la signora non è più in grado di abilitare da sola. Il candidato indichi le fasi metodologiche da seguire per realizzare un progetto di intervento. Maria, di anni 4, vive da circa 6 mesi con la famiglia dello zio materno perché i genitori della minore hanno gravi problemi di tossicodipendenza. Ora hanno deciso di essere inseriti in una comunità terapeutica. Fuori regione. Al Servizio Sociale di base si presenta lo zio che richiede l affidamento familiare della bambina. Indichi il candidato le fasi metodologiche da seguire per realizzare un progetto di intervento. II SESSIONE 2005 Il candidato illustri come vengono applicati il segreto professionale e la legge sulla privacy nel lavoro dell Assistente sociale e quali sono i nodi critici, focalizzando l attenzione in un area di intervento. Il ruolo del Servizio Sociale e dell Assistente sociale nella tutela dei minori italiani e non soggetti ad abbandono morale e materiale all interno della propria famiglia Interventi progettuali di Servizio Sociale a favore delle popolazioni immigrate in Italia. Il candidato illustri come l Assistente Sociale può applicare tali interventi in un area da lui prescelta. I L evoluzione delle politiche sociali ha portato a ridefinire il ruolo degli enti locali e delle organizzazioni non profit nell ambito del sistema dei servizi socio-sanitari. Il candidato illustri le principali innovazioni introdotte, tenendo conto anche della normativa socio-sanitaria più recente. Decentramento, sussidiarietà, partecipazione, comunità, sono solo alcuni dei concetti ricorrenti nella letteratura e negli orientamenti di politica sociale. Il candidato illustri le possibili traduzioni operative 13

14 degli stessi, sia a l livello macro sia micro sistemico, con particolare attenzione alla progettazione e alla valutazione. L emanazione della Legge 328/00 ha contribuito a modificare il ruolo del Servizio sociale nelle politiche di welfare. Il candidato illustri processi, strumenti e modalità operative che hanno contribuito a delineare il nuovo ruolo soprattutto a livello locale che il Servizio Sociale è venuto assumendo. L infermiere di territorio segnale al Servizio Sociale territoriale la situazione di una donna di 30 anni paraplegica a seguito di un incidente stradale accaduto l anno scorso. La signora una volta uscita dall ospedale si è isolata e non si è più recata al lavoro. L alloggio presenta delle barriere architettoniche sia interne che esterne. Accetta di relazionarsi solo con l infermiere. Il candidato elabori le fasi metodologiche di servizio sociale da seguire per realizzare un progetto d intervento. Prima delle dimissioni un medico dell ospedale segnale al servizio sociale territoriale la situazione di un uomo di 50 anni di professione autista con esiti di emiparesi parziale dx. Il candidato elabori le fasi metodologiche di servizio sociale da seguire per realizzare un progetto d intervento. I SESSIONE 2006 La valutazione è una tappa importante del procedimento metodologico del servizio sociale professionale. Illustri il candidato le finalità della stessa e descriva quali sono gli elementi che la rendono completa e di qualità. La cartella sociale predisposta per ogni nucleo familiare è uno strumento di lavoro dell assistente sociale: il candidato illustri l uso della cartella sociale, gli strumenti in essa contenuti descrivendone le caratteristiche e le modalità di impostazione della stessa. L'articolo 3 del codice deontologico recita "L'assistente sociale deve impegnare la sua competenza professionale per promuovere la piena autodeterminazione degli utenti e dei clienti, la loro potenzialità ed autonomia, ponendoli in grado di partecipare consapevolmente alle fasi del processo di aiuto". Illustri il candidato le implicazioni tecniche che questo principio riveste nelle relazione assistente sociale-utente. I Il minore ha diritto di crescere ed essere educato nell'ambito della propria famiglia. Le condizioni di indigenza dei genitori o dell'esercente la patria potestà non possono essere di ostacolo all'esercizio dei diritto del minore alla propria famiglia. A tal fine sono disposti interventi di aiuto e di sostegno" L. 28 marzo 2001 n La candidata/il candidato commenti brevemente questo articolo e descriva gli interventi di Servizio Sociale che possono essere attuati per realizzarlo. 14

15 La problematica delle persone in situazione di grave emarginazione e/o senza dimora: la candidata/il candidato ne delinei brevemente il fenomeno ed indichi possibili interventi del Servizio sociale territoriale nell ottica della promozione di inclusione sociale. La legge del 4 maggio 1983 n. 184 Disciplina dell adozione e dell affidamento dei minori sottolinea il diritto del bambino ad essere educato nell ambito della propria famiglia. La legge prevede che per il bambino, nel caso sia temporaneamente privo di ambiente familiare idoneo, sia disposto l affidamento in ambiente familiare sostitutivo. Il candidato/la candidata descriva il ruolo del servizio sociale territoriale nella gestione della situazione di un minore in affidamento. La signora A.R. nubile vive con il figlio Carlo di due anni con i propri genitori. La figlia maggiore Maria è stata affidata al Servizio Sociale dal Tribunale per i Minorenni ed è collocata presso una famiglia affidataria. Il motivo del provvedimento e quindi dell allontanamento della minore è legato ad un ritorno della signora A.R. alla sua famiglia di origine dove lei aveva subito un abuso sessuale da parte del padre. Il figlio di due anni vive fin dalla nascita nella famiglia allargata. Il Tribunale per i Minorenni ha disposto dopo l indagine psico-sociale che il minore possa rimanere nel nucleo famigliare con le seguenti predisposizioni: - il minore non deve rimanere da solo con il nonno; - accettare visite domiciliari da parte dell assistente sociale, sia annunciate che non; - la signora deve seguire un programma di sostegno, contenete diversi obiettivi. Durante una visita domiciliare l assistente sociale rileva che il minore dorme con il nonno fino a quando la madre non rientra dal lavoro, in quanto non possiede ancora un lettino. La madre viene sollecitata all acquisto immediato di un lettino per il figlio; nella visita domiciliare successiva l assistente sociale rileva che la madre non ha ancora acquistato il lettino. Il candidato/a esponga i primi passi dell assistente sociale. La signora D.L. si rivolge al Servizio sociale di zona per segnalare la situazione del fratello anziano di 82 anni. Nel corso del colloquio la signora riferisce che il fratello non è più in grado di occuparsi si sè e dovrebbe essere collocato in casa di riposo. Lui non è d accordo. Il/la candidato/a formuli un paino di lavoro per la raccolta delle informazioni che permettano una prima analisi e valutazione del caso,me indichi possibili implicazioni deontologiche. La Procura delle Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni invia al Servizio sociale terriotriale competente la seguente richiesta scritta: Oggetto: minore Rossi Andrea n a Trento. Questo ufficio ha avuto la segnalazione relativa al minore in oggetto, dalla quale risulta un ipotesi di situazione pregiudizievole, la cui fondatezza può determinare l instaurazione di una procedura limitativa della potestà genitoriale presso il Tribunale per i Minorenni. Al fine di verificare l ipotesi di pregiudizio e orientare questo ufficio circa le iniziative da assumere, si prega vi voler fornire, con cortese sollecitudine, gli indispensabili elementi di conoscenza sulle condizioni personali e sociali del minore, nonché del contesto relazionale e ambientale in cui vive. Il servizio psicologico del ASL è pregato di integrare, in relazione alle sue specifiche competenze, le informazioni richieste, qualora venga a ciò sollecitato dal Servizio Sociale in indirizzo. Questo ufficio è disponibile a fornire anche informalmente ulteriori precisazioni e chiarificazioni in merito alla richiesta formulata. IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA Il/la candidato/a descriva il contesto in cui si sta operando e come si attiverebbe per adempiere a tale richiesta. 15

16 II SESSIONE 2006 L assistente sociale fa parte prevalentemente di un organizzazione. Illustri il candidato /a i significati di tale appartenenza sia da un punto di vista amministrativo che tecnico e deontologico. Il colloquio è uno strumento importante dell assistente sociale. Illustri il candidato le tappe del colloquio ed i significati che le stesse hanno dal punto di vista tecnico professionale. Il procedimento metodologico è uno schema di riferimento per qualificare l azione dell assistente sociale. Descriva il candidato la fase iniziale dell analisi della situazione. Quali elementi la caratterizzano o vanno approfonditi ed il significato che la stessa ha sulle fasi successive del percorso metodologico. L affidamento familiare è un intervento complesso volto a sostenere sia il minore che la sua famiglia. Illustri il candidato/a, ai sensi della normativa vigente, le finalità dell affidamento, le funzioni dei soggetti coinvolti e le modalità con cui lo stesso viene reso esecutivo. La Legge 8 febbraio 2006, n. 54 disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento congiunto pone alcune modifiche al codice civile rispetto ai provvedimenti riguardo ai figli. Illustri il candidato /a le modifiche che tale normativa apporta e quali implicazioni le stesse hanno sulla genitorialità. Nella normativa vigente vengono espressi indirizzi riguardo al tema dell integrazione socio-sanitaria. Il candidato/a dopo aver brevemente richiamato la legislazione vigente nella quale si fa riferimento all integrazione, descriva le aree in cui a suo parere l integrazione è maggiormente indicata e le responsabilità deontologiche dell assistente sociale nei confronti di altri professionisti. La signora M.M. si rivolge al servizio sociale con la richiesta di inserimento del figlio Luca al centro diurno per un supporto didattico. Il minore di anni 6 fraquenta la prima elementare e presenta un andamento scolastico precario oltre a delle difficoltà di carattere relazionale comportamentale. La signora M.M. è separata dal marito dal 2002 e dal punto di vista legale le è stato riconosciuto l affidamento del figlio minore. Il padre ha il diritto di avere con sé il figlio a settimane alterne. Il candidato descriva il percorso tecnico da attuare al fine di definire una progettualità a favore del minore. Il signor Mario e la moglie si rivolgono all assistente sociale di zona poiché la sorella di lui ha problemi di alcolismo. Sono preoccupati per il nipote di sei anni che frequenta la prima elementare e secondo loro è molto trascurato. Chiedono aiuto al Servizio Sociale per la tutela del minore. Il candidato indichi quali ulteriori informazioni deve raccogliere e quali elementi sono da tenere in considerazione per affrontare questo caso. Inoltre illustri un eventuale piano di lavoro che preveda obiettivi e modalità di intervento. 16

17 La scuola segnala la situazione del minore S. nato il alla Procura della Repubblica del Tribunale per i Minorenni per una inadempienza scolastica. Il minore vive con i genitori e la sorella che ha un anno meno di lui. Il Tribunale per i Minorenni, a seguito dell indagine chiesta al servizio socio-assistenziale dell ente gestore e alla proposta della Procura della Repubblica, emette un provvedimento che dispone l affidamento educativo assistenziale del minore al servizio sociale il quale deve definire una progettualità a favore del minore che favorisca una ripresa della frequenza scolastica. Dispone inoltre la presa in carico da parte del servizio di Psicologia Clinica per una valutazione della situazione. Il candidato descriva il contesto in cui il servizio sociale sta operando. Descriva inoltre le azioni ed il percorso tecnico da attuare al fine di adempiere le disposizioni dell autorità giudiziaria. I SESSIONE 2007 Il candidato indichi le diverse tipologie di documentazione in uso in un Servizio Sociale e le diverse modalità di classificazione, a seconda degli obiettivi per cui è prodotta, dei destinatari a cui è rivolta, del carattere procedurale e professionale e della sua utilizzazione. Il candidato illustri lo sviluppo dei modelli teorici del Servizio Sociale e, scegliendone almeno uno, ne indichi le conseguenti acquisizioni operativo-metodologiche secondo le quali si esplicano le funzioni dell Assistente Sociale. Valori e principi del Servizio Sociale: Il significato del Codice Deontologico. I L evoluzione delle politiche sociali ha portato a ridefinire il ruolo degli enti locali e delle organizzazioni non profit nell ambito del sistema dei servizi socio-sanitari. Il candidato illustri le principali innovazioni introdotte, tenendo conto anche della normativa socio-sanitaria più recente. Il lavoro di rete è uno strumento di lavoro della politica sociale e del Servizio Sociale professionale. In quali riferimenti legislativi viene menzionato e come viene concretamente utilizzato? Il divario tra ricchi e poveri diventa sempre più grande. Ne risentono, tra l altro, persone che allevano i propri figli da sole (divorziati, famiglie del ceto medio sulla soglia del minimo indispensabile del vivere, ecc.). Il candidato illustri le sue considerazioni riguardo a questa situazione sociale e descriva il ruolo dell Assistente Sociale in questo ambito. Un uomo di 30 anni con problemi di alcolismo sta partecipando a un progetto di reinserimento in un laboratorio protetto. Non si presenta al lavoro per diversi giorni. Si rivolge però all ufficio di assistenza economica per chiedere il minimo vitale. L impiegata dell assistenza economica lo manda dall assistente sociale. Il candidato descriva le diverse fasi del processo d aiuto. Sulla base del seguente esempio elabori un piano d intervento e ne spieghi le singole fasi: Il Servizio Sociale riceve una telefonata da parte del direttore di una Scuola Media, il quale segnala il caso di un 17

18 alunno che si chiama Marco. In classe il ragazzo di comporta in modo talmente insopportabile da essere stato allontanato già alcune volte. Egli disturba continuamente la lezione con il suo comportamento molto sgarbato, è violento nei confronti dei compagni, marina la scuola e ha un rendimento negativo. Una ragazza di 17 anni con ritardo mentale è affidata al servizio sociale, ma vive presso la famiglia d origine. Durante un colloquio di programmazione per un inserimento lavorativo confida all assistente sociale di temere di essere incinta. Si descrivano gli interventi che l assistente sociale metterà in atto, con particolare riferimento agli aspetti giuridici. II SESSIONE 2007 Gli assistenti sociali operano spesso in situazioni caratterizzate da interessi contraddittori, per esempio dalla necessità di aiuto e sostegno da una parte e dall esigenza di controllo sociale e tutela dall altra. Esprima le sue considerazioni su questo doppio mandato del servizio sociale. Tema n.2 Il divario tra ricchi e poveri diventa sempre più grande. Ne risentono in particolare le persone che allevano i propri figli da soli, divorziati, famiglie del ceto medio, famiglie sulla soglia del minimo indispensabile per vivere. Il candidato/la candidata esprima le Sue considerazioni riguardo a questa situazione sociale e descriva il ruolo dell assistente sociale in questo contesto. Tema n.3 La valutazione nel processo di aiuto: il/la candidato/a ne illustri il significato, le finalità e gli strumenti che consentono la sua realizzazione, evidenziando difficoltà e punti di forza. I L integrazione socio-sanitaria nel settore anziani: partendo da una situazione concreta il/la candidato/a illustri servizi e attori coinvolgibili, nonché azioni e strumenti attivabili per risolvere il problema individuato, in una logica che privilegi l integrazione tra sociale e sanitario. Tema n.2 Il ruolo dell Assistente Sociale nella pianificazione locale. Il/la candidato/a illustri anche con esempi concreti modalità e forme di coinvolgimento del professionista dell aiuto nelle più recenti esperienze di pianificazione realizzate nel nostro paese. Tema n.3 Le attuali tendenze delle politiche sociali spingono verso l adozione di modalità di lavoro che si ispirano al managerialismo. Al/alla candidato/a si chiede di illustrare i possibili effetti generati dall introduzione del case management nel lavoro sociale, con riferimento ai riflessi sul professionista, sull organizzazione che eroga i servizi, sui potenziali beneficiari. Tema n.1 Roberto ha 38 anni, fa il rappresentante e percepisce un buono stipendio. E dipendente dal gioco. La moglie Cristina ha 30 anni ed è casalinga. Hanno un figlio di 10 anni, Alberto, che frequenta con successo la quarta classe della scuola elementare. Un giorno la signora Cristina si presenta al pronto soccorso dell ospedale con segni di violenza. Viene chiamata un assistente sociale in servizio presso l ospedale. Nel corso di un colloquio la donna riferisce che suo marito l ha picchiata, perché lei voleva delle spiegazioni riguardo a una grossa somma di denaro che il marito aveva prelevato dal conto 18

19 comune. L assistente sociale dell ospedale segnale il caso al servizio sociale del comune di residenza della donna. Analizzi il caso ed elabori un piano d intervento. Tema n.2 Oriana, 32 anni, è madre di Giacomo, 8 anni e Alfredo, 10 anni. Il padre dei due minori, dal quale Oriana è separata, non vede i figli da almeno 5 anni a causa della forte conflittualità che ha portato alla separazione. Un giorno, mentre Giacomo e Alfredo sono a scuola, Oriana viene arrestata e portata in carcere. L autorità informa il Servizio Sociale territoriale perché si attivi a tutela dei minori. Il candidato illustri schematicamente quali sono i passi che l assistente sociale può e deve intraprendere a tutela dei due ragazzini. Tema n.3 Un diciannovenne viene dimesso da una clinica riabilitativa, nella quale è stato ricoverato in seguito ad un trauma cerebrale dopo un incidente di moto. Non vuole tornare dai suoi genitori, perché lo incolpano continuamente di aver causato l incidente. Non ha una formazione professionale. Sviluppi un piano di intervento, che prenda in considerazione le varie esigenze del ragazzo. I SESSIONE 2008 Il/la candidato/a illustri come il segreto professionale e il diritto alla privacy dell utente debbano essere garantiti quando vi è la necessità di affrontare un progetto di intervento che coinvolge professionisti appartenenti a servizi diversi. L assistente sociale dispone di un autonomia professionale che, secondo il codice deontologico, deve essere difesa. Il/la candidato/a descriva quali sono i pericoli e quali sono le strategie utili affinché ciò possa avvenire. Il/la candidato/a rifletta sul ruolo dell assistente sociale e delle rispettive modalità di applicazione riguardo al concetto di advocacy (tutela/difesa della persona). I Il calo dell autonomia nella tarda età anziana: il candidato descriva il contesto demografico e sociale del fenomeno e gli aspetti di criticità. Illustri i modi e le finalità dei possibili interventi e il ruolo dell assistente sociale, anche riflettendo sull integrazione degli ambiti sociale e sanitario. Il processo d aiuto: obiettivi, metodologie e criticità; il candidato illustri inoltre come l assistente sociale può utilizzare questo modello nelle situazioni di controllo. Il candidato indichi e descriva quali sono gli strumenti dei quali l assistente sociale può avvalersi nello svolgimento della professione. Il signor D. ha 75 anni e vive solo in un appartamento in periferia, accusa problemi di udito e di deambulazione e per questo fatica ad uscire di casa. L alloggio è sporco e malsano, non è presente 19

20 una rete familiare a supporto dell anziano. Una vicina di casa si rivolge al Servizio Sociale per segnalare la situazione. Il candidato illustri come potrebbe intervenire l assistente sociale. Simone è un ragazzo di 13 anni di origine sud americane adottato da una coppia italiana all età di tre anni. I genitori si rivolgono al Servizio Sociale territoriale per chiedere aiuto in quanto il figlio presenta forti disagi psicologici: aggressivo a scuola e a casa, non rispetta le regole, minaccia di scappare ed ha mostrato anche comportamenti autolesionistici. Il candidato illustri i possibili interventi dell assistente sociale. In reparto di psichiatria dell ospedale è ricoverata una giovane donna di 35 anni, straniera, che ha partorito una bimba da soli 3 mesi. La signora è affetta da una grave crisi post partum. Vive sola e al momento la piccola è affidata ad una vicina di casa, che potrà prendersene cura solamente ancora per pochi giorni. La signora ha un permesso di soggiorno in scadenza e un lavoro a termine che sta rischiando di perdere. Quali azioni deve compiere l assistente sociale del Centro di Salute Mentale affinché sia la minore che la madre siano tutelate e possano al più presto riprendere la loro vita normale? II SESSIONE 2008 Aiuto e controllo nel servizio sociale: analizzi il candidato quali sono le problematiche più rilevanti. Il servizio sociale negli ultimi decenni ha subito notevoli cambiamenti e si è adeguato alle esigenze culturali- ambientali- sociali in cui opera. Il candidato descriva le caratteristiche di servizio sociale professionale in riferimento alla Legge 328/2000. L assistente sociale deve svolgere il proprio ruolo nel rispetto dell utente, cosa significa e come si traduce in azioni questo concetto? I Secondo Lei come può l assistente sociale proteggere la propria professionalità e la propria autonomia quando si trova a dover lavorare in un equipe multi professionale? La legge quadro 328/2000 prevede l integrazione socio-sanitari. Quale ruolo deve avere l assistente sociale? La procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni demanda al Servizio Sociale il compito di svolgere un indagine psico-sociale. Il candidato evidenzi il ruolo dell assistente sociale in riferimento all autorità giudiziaria ed alla famiglia. La signora S. di 50 anni non lavora e vive con il marito, operaio in fabbrica, ha problemi di alcol dipendenza da molto tempo e per tale motivo è seguita dal servizio Alcologia di zona. Lo stesso servizio la invia all assistente sociale territoriale in quanto la signora lamenta problemi economici. 20

Università degli Studi di Trento TEMI ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE SPECIALISTA

Università degli Studi di Trento TEMI ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE SPECIALISTA Università degli Studi di Trento TEMI ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE SPECIALISTA I SESSIONE 2004 Illustri la candidata un progetto di intervento sociale, focalizzandone

Dettagli

ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE TRACCE TEMI ANNI 2004-2010

ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE TRACCE TEMI ANNI 2004-2010 ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE TRACCE TEMI ANNI 2004-2010 I SESSIONE 2004 Illustri il candidato i principi e le prospettive delle politiche sociali nel campo della

Dettagli

Prove Esame di Stato

Prove Esame di Stato Prove Esame di Stato 2012 SEZ. A 1 Prova L Assistente Sociale specialista responsabile di un servizio sociale riceve dal proprio riferimento politico (Assessore alle politiche sociali) l incarico di redigere

Dettagli

REGIONE LAZIO. Comune di Campodimele. L.R. n.6/2004 AGGIORNAMENTO 2011. a cura dell Ufficio di Piano

REGIONE LAZIO. Comune di Campodimele. L.R. n.6/2004 AGGIORNAMENTO 2011. a cura dell Ufficio di Piano REGIONE LAZIO Fondi Terracina San Felice Circeo Sperlonga Lenola Monte San Biagio Campodimele Azienda Sanitaria Locale Latina XXII Comunità Montana Ente Capofila Comune di FONDI Comune di Campodimele PIANO

Dettagli

ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE TRACCE TEMI ANNI

ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE TRACCE TEMI ANNI ESAMI DI STATO PER L ABILITAZIONE ALLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE TRACCE TEMI ANNI 1998-2003 I SESSIONE 1998 1. In questi ultimi anni accanto ai servizi pubblici si sono andati affiancando vari

Dettagli

PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO

PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO PRESENTAZIONE LEGGE REGIONALE 20/2002 E RELATIVO REGOLAMENTO La legge regionale n. 20 del 6 novembre 2002, ed il relativo regolamento attuativo (n. 1 dell 8 marzo 2004) come più volte integrato e modificato,

Dettagli

A.D.A. Assistenza Domiciliare Alzheimer

A.D.A. Assistenza Domiciliare Alzheimer A.D.A. Assistenza Domiciliare Alzheimer CARTA DEI SERVIZI INDICE 1. PREMESSA 2. PRINCIPI FONDAMENTALI 3. FINALITA DEL SERVIZIO 4. OBIETTIVO 5. DESTINATARI 6. ACCESSO AL SERVIZIO 7. ORARI DI APERTURA 8.

Dettagli

QUAL E IL LUOGO DI RESIDENZA?

QUAL E IL LUOGO DI RESIDENZA? QUAL E IL LUOGO DI RESIDENZA? Base: 65 caregiver RESIDENZA PAZIENTE 80% 10% 9% 2% Abita con care givers Abita da solo Abita con altri familiari Altro 20 QUAL E IL GRADO DI VICINANZA TRA CG E MALATO? L

Dettagli

I disabili (di età superiore a 18 anni)

I disabili (di età superiore a 18 anni) 3.9 3.8 I disabili (di età superiore a 18 anni) ambiti bisogni SERVIZI C.I.S.S. DOMICILIARITà POVERTà LAVORO RESIDENZIALITà Continuare a vivere nel proprio ambiente di vita Avere un sostegno quando la

Dettagli

I primi colloqui dello psicologo in Hospice: uno strumento di lavoro

I primi colloqui dello psicologo in Hospice: uno strumento di lavoro I primi colloqui dello psicologo in Hospice: uno strumento di lavoro Le riflessioni del Gruppo Geode Anna Porta Psicologa Hospice l Orsa Maggiore Biella HOSPICE EQUIPE Psicologo Medici Infermieri OSS Volontari

Dettagli

1. DISABILI E FAMIGLIA

1. DISABILI E FAMIGLIA 1. DISABILI E FAMIGLIA COSA FA IL CISS OSSOLA PER LE PERSONE CON DISABILITA E LE LORO FAMIGLIE Contribuisce a garantire condizioni di benessere relazionale, ambientale e sociale che valorizzino le risorse

Dettagli

DOTTORE COMMERCIALISTA. Prima Prova Scritta

DOTTORE COMMERCIALISTA. Prima Prova Scritta DOTTORE COMMERCIALISTA Prima Prova Scritta Seconda Prova Scritta Terza Prova Scritta PSICOLOGO Sez A (Laurea Specialistica) Prima Prova Scritta 1. Il candidato/a esponga le recenti teorie psicologiche

Dettagli

LA RICHIESTA DI AIUTO DEL GENITORE PER IL FIGLIO ADOLESCENTE. Prof.ssa Carla Guatteri

LA RICHIESTA DI AIUTO DEL GENITORE PER IL FIGLIO ADOLESCENTE. Prof.ssa Carla Guatteri LA RICHIESTA DI AIUTO DEL GENITORE PER IL FIGLIO ADOLESCENTE Prof.ssa Carla Guatteri IL CASO DI K. K. È UNA RAGAZZA ITALIANA IL SUO PERCORSO SCOLASTICO ALL INTERNO DEL NOSTRO ISTITUTO INIZIO CONCLUSIONE

Dettagli

QUESTIONARIO PER LA RILEVAZIONE DELLE OPINIONI DEI GENITORI DEI BAMBINI CHE HANNO PARTECIPATO AL CENTRO ESTIVO A. ANALISI DI SFONDO: STRUTTURA FAMILIARE a) Da quante persone è composta la sua famiglia?

Dettagli

Pronto Intervento Lule Carta dei servizi

Pronto Intervento Lule Carta dei servizi Pronto Intervento Lule Carta dei servizi Cooperativa sociale LULE onlus Sede legale: Via Novara 35-20081 Abbiategrasso (MI) Sede operativa: Via Novara 35-20081 Abbiategrasso (MI) tel (02) 94965244 tel

Dettagli

Percorso formativo all interno del Progetto di sperimentazione delle Linee di Indirizzo per l Affidamento Familiare. Genova 7 ottobre 2014

Percorso formativo all interno del Progetto di sperimentazione delle Linee di Indirizzo per l Affidamento Familiare. Genova 7 ottobre 2014 Percorso formativo all interno del Progetto di sperimentazione delle Linee di Indirizzo per l Affidamento Familiare. Genova 7 ottobre 2014 Genova e gli affidi familiari Come città aderente alla sperimentazione

Dettagli

Questionario Informativo

Questionario Informativo Medicina del Dolore e Cure Palliative Questionario Informativo Gentile Signore, Gentile Signora, Le chiediamo solo pochi minuti del Suo tempo per compilare il presente questionario: poche domande che hanno

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati XVII LEGISLATURA DISEGNI DI LEGGE E RELAZIONI DOCUMENTI CAMERA DEI DEPUTATI N. 3414 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI IORI, GNECCHI, GIUSEPPE GUERINI,

Dettagli

Diana Dimonte. L affido: dall infanzia all adolescenza, un percorso alternativo. Un aiuto per capire, crescere, ritrovarsi

Diana Dimonte. L affido: dall infanzia all adolescenza, un percorso alternativo. Un aiuto per capire, crescere, ritrovarsi L affido: dall infanzia all adolescenza, un percorso alternativo Un aiuto per capire, crescere, ritrovarsi In occasione del Convegno sull affido Genitori di scorta si nasce o si diventa? - Strade e percorsi

Dettagli

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA ESAMI DI STATO DI ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE

UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA ESAMI DI STATO DI ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MILANO BICOCCA ESAMI DI STATO DI ABILITAZIONE ALL ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE ANNO 2001 IIª Sessione 2001 Il decadimento della solidarietà sociale rappresenta

Dettagli

COMUNE DI OLTRESSENDA ALTA PROVINCIA DI BERGAMO REGOLAMENTO COMUNALE PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (S.A.D.

COMUNE DI OLTRESSENDA ALTA PROVINCIA DI BERGAMO REGOLAMENTO COMUNALE PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (S.A.D. COMUNE DI OLTRESSENDA ALTA PROVINCIA DI BERGAMO REGOLAMENTO COMUNALE PER IL FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (S.A.D.) Approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 21 del 29.09.2005

Dettagli

I bambini e le famiglie

I bambini e le famiglie 3.8 I bambini e le famiglie ambiti bisogni SERVIZI C.I.S.S. DOMICILIARITà Continuare a vivere ASSISTENZA DOMICILIARE nel proprio ambiente di vita Vivere in un contesto familiare, AFFIDAMENTO FAMILIARE

Dettagli

Azienda Speciale Servizi alla Persona

Azienda Speciale Servizi alla Persona Azienda Speciale Servizi alla Persona AREA PSICOLOGI SERVIZIO PSICOLOGICO TUTELA MINORI e AFFIDI FAMILIARI DISTRETTUALE SERVIZIO PSICOLOGICO TUTELA MINORI Il servizio ha l obiettivo di garantire in sinergia

Dettagli

ALLEGATOC alla Dgr n. 901 del 04 giugno 2013 pag. 1/15

ALLEGATOC alla Dgr n. 901 del 04 giugno 2013 pag. 1/15 giunta regionale 9^ legislatura ALLEGATOC alla Dgr n. 901 del 04 giugno 2013 pag. 1/15 INDICAZIONI OPERATIVE REGIONALI A FAVORE DEI BAMBINI E DEI RAGAZZI MINORENNI CHE HANNO VISSUTO SITUAZIONI DI ABUSO

Dettagli

REGOLAMENTO AFFIDO FAMILIARE

REGOLAMENTO AFFIDO FAMILIARE REGOLAMENTO AFFIDO FAMILIARE Premessa L affidamento etero-familiare consiste nell inserire un minore in un nucleo familiare diverso da quello originario per un tempo determinato. È un esperienza di accoglienza

Dettagli

COMUNE DI SAN LAZZARO DI SAVENA REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

COMUNE DI SAN LAZZARO DI SAVENA REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE COMUNE DI SAN LAZZARO DI SAVENA (Provincia di Bologna) REGOLAMENTO PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 151 del 13.07.1988 Esaminato dal Co.Re.Co. in

Dettagli

REGOLAMENTO DEL CENTRO DIURNO INTEGRATO RELATIVI CRITERI DI AMMISSIONE

REGOLAMENTO DEL CENTRO DIURNO INTEGRATO RELATIVI CRITERI DI AMMISSIONE REGOLAMENTO DEL CENTRO DIURNO INTEGRATO E RELATIVI CRITERI DI AMMISSIONE Approvato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 17 del 22.3.1999 Comune di Cusano Milanino CENTRO DIURNO INTEGRATO REGOLAMENTO

Dettagli

REGOLAMENTO SERVIZIO EDUCATIVA TERRITORIALE

REGOLAMENTO SERVIZIO EDUCATIVA TERRITORIALE REGOLAMENTO SERVIZIO EDUCATIVA TERRITORIALE Allegato alla determinazione direttoriale n. 681/000/DIG/14/0024 del 06.06.2014 ART. 1 PRINCIPI GENERALI Il servizio Educativa Territoriale si inserisce come

Dettagli

Guide per i cittadini

Guide per i cittadini PIANO DI ZONA AREA DISABILI Guida per i cittadini - Anno 2011 Guide per i cittadini S c h e d e P r o g e t t i Interventi Massimo Pisu Abbiamo una gran voglia di far festa INDICE Interventi di accesso,

Dettagli

Progetto di legge regionale della consigliera Paola Marani: Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare

Progetto di legge regionale della consigliera Paola Marani: Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare Gruppo Assembleare Regione Emilia-Romagna Progetto di legge regionale della consigliera Paola Marani: Norme per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare 1 Relazione Il caregiver familiare

Dettagli

1) Ente proponente il progetto: UNA MANO PER TE SOCIETA COOPERATIVA SOCIALE ONLUS REGIONE PUGLIA

1) Ente proponente il progetto: UNA MANO PER TE SOCIETA COOPERATIVA SOCIALE ONLUS REGIONE PUGLIA Estratto scheda Progetto ENTE 1) Ente proponente il progetto: UNA MANO PER TE SOCIETA COOPERATIVA SOCIALE ONLUS 2) Codice di accreditamento: NZ04068 3) Albo e classe di iscrizione: REGIONE PUGLIA 4 CARATTERISTICHE

Dettagli

COMUNE DI PARMA REGOLAMENTO COMUNALE PER L AFFIDAMENTO FAMILIARE DI MINORI

COMUNE DI PARMA REGOLAMENTO COMUNALE PER L AFFIDAMENTO FAMILIARE DI MINORI COMUNE DI PARMA REGOLAMENTO COMUNALE PER L AFFIDAMENTO FAMILIARE DI MINORI Approvato con deliberazione del Commissario Straordinario n. 47/8 in data 26/01/2012 1 ART. 1 Premessa Il presente regolamento

Dettagli

A cura di A. Bregantin

A cura di A. Bregantin Morale - Etica Morale insieme dei criteri che giudicano dell agire del singolo sotto il profilo della sua intenzionalità e del suo rapporto alla coscienza come luogo della responsabilità interiore moralità

Dettagli

Le strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie nella provincia di Piacenza

Le strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie nella provincia di Piacenza Provincia di Piacenza Osservatorio del sistema sociosanitario Le socio-assistenziali e socio-sanitarie nella provincia di Piacenza I dati riassuntivi di seguito esposti sono elaborati dal Settore Sistema

Dettagli

proposta di legge n. 405

proposta di legge n. 405 REGIONE MARCHE 1 ASSEMBLEA LEGISLATIVA proposta di legge n. 405 a iniziativa dei Consiglieri Marinelli, D Anna, Foschi, Natali, Bugaro presentata in data 20 marzo 2014 DISCIPLINA DELLA VALORIZZAZIONE E

Dettagli

Comune di Morlupo Provincia di Roma

Comune di Morlupo Provincia di Roma Prot. n. 8942 Morlupo, 27/07/12 OGGETTO: Attività sportive e culturali a favore di minori in età evolutiva provenienti da famiglie multiproblematiche e/o a rischio di devianza e minori disabili. PREMESSA

Dettagli

Centro per la Famiglia

Centro per la Famiglia Il Piano Locale Unitario dei Servizi alla Persona PLUS 21, in esecuzione del Contratto di Servizio sottoscritto con le Cooperative Koinos e Anteros in ATS, promuove e gestisce il Centro per la Famiglia

Dettagli

REGOLAMENTO DISTRETTUALE SULL AFFIDO FAMILIARE DI MINORI

REGOLAMENTO DISTRETTUALE SULL AFFIDO FAMILIARE DI MINORI REGOLAMENTO DISTRETTUALE SULL AFFIDO FAMILIARE DI MINORI REGOLAMENTO DISTRETTUALE SULL AFFIDO FAMILIARE DI MINORI TITOLO I Finalità e soggetti Art.1 Normativa L affidamento familiare per minori è regolato

Dettagli

COMUNE DI BRESSANA BOTTARONE Provincia di Pavia REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

COMUNE DI BRESSANA BOTTARONE Provincia di Pavia REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE COMUNE DI BRESSANA BOTTARONE Provincia di Pavia REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE Approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 23 del 27.06.2003 Articolo 1 DEFINIZIONE Il Servizio

Dettagli

Regolamento di Gestione Centro Diurno di Borgofortino APPROVATO CON D.C.C. N. 77 DEL 15/06/1995

Regolamento di Gestione Centro Diurno di Borgofortino APPROVATO CON D.C.C. N. 77 DEL 15/06/1995 Regolamento di Gestione Centro Diurno di Borgofortino APPROVATO CON D.C.C. N. 77 DEL 15/06/1995 MODIFICATO CON D.C.C. N. 265 DEL 07/11/2002 Natura, destinatari e finalità del servizio Il Centro Diurno

Dettagli

ACCOGLIERE, RILEVARE ed INTERVENIRE La valutazione del rischio in un servizio di emergenza

ACCOGLIERE, RILEVARE ed INTERVENIRE La valutazione del rischio in un servizio di emergenza ACCOGLIERE, RILEVARE ed INTERVENIRE La valutazione del rischio in un servizio di emergenza D.ssa Donatella Galloni Assistente Sociale Specialista Violenza Sessuale e Domestica (SVSeD) Fondazione IRCCS

Dettagli

Associazione Regionale del Piemonte. Prot. 1906 Torino 9 novembre 2007

Associazione Regionale del Piemonte. Prot. 1906 Torino 9 novembre 2007 Prot. 1906 Torino 9 novembre 2007 PRIMA BOZZA DI OSSERVAZIONI ANCI PIEMONTE SULLA BOZZA DI LEGGE DELEGA AL GOVERNO IN MATERIA DI PROTEZIONE SOCIALE E CURA DELLE PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI (TESTO DEL 6.11.2007)

Dettagli

MEDIAZIONE FAMILIARE INCONTRI PROTETTI SOSTEGNO NELL AFFIDO

MEDIAZIONE FAMILIARE INCONTRI PROTETTI SOSTEGNO NELL AFFIDO Il servizio di mediazione e sostegno SMS, nei suoi diversi ambiti di applicazione ha come caratteristica la restituzione di responsabilità e di autodeterminazione alle parti del sistema famiglia che si

Dettagli

Ufficio Politiche e Solidarietà Sociali

Ufficio Politiche e Solidarietà Sociali Ufficio Politiche e Solidarietà Sociali DISCIPLINARE DI FUNZIONAMENTO DEL SERVIZIO AFFIDO ANZIANI ART. 1 NATURA DEL SERVIZIO Il Comune di Mesagne intende realizzare il servizio di affidamento anziani,

Dettagli

Comune di Comune di Comune di Comune di. San Marco in Lamis San Giovanni Rotondo Rignano Garganico San Nicandro Garganico

Comune di Comune di Comune di Comune di. San Marco in Lamis San Giovanni Rotondo Rignano Garganico San Nicandro Garganico Comune di Comune di Comune di Comune di San Marco in Lamis San Giovanni Rotondo Rignano Garganico San Nicandro Garganico PRESENTAZIONE L art. 1 della legge 149 del 2001 Diritto del minore ad una famiglia

Dettagli

COMUNE DI TORLINO VIMERCATI REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE

COMUNE DI TORLINO VIMERCATI REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE COMUNE DI TORLINO VIMERCATI PROVINCIA DI CREMONA REGOLAMENTO COMUNALE PER L EROGAZIONE DI PRESTAZIONI SOCIALI AGEVOLATE Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 25 del 27.9.2010 TITOLO I PRINCIPI

Dettagli

1. Come si articola e come si gestisce la DIMENSIONE DEL CONTROLLO nell intervento educativo domiciliare presso le famiglie affidatarie?

1. Come si articola e come si gestisce la DIMENSIONE DEL CONTROLLO nell intervento educativo domiciliare presso le famiglie affidatarie? 1. Come si articola e come si gestisce la DIMENSIONE DEL CONTROLLO nell intervento educativo domiciliare presso le famiglie affidatarie? Il tema del controllo è trasversale a tutti gli operatori (assistenti

Dettagli

L ANZIANO FRAGILE E LA RETE PER LA CONTINUITA ASSISTENZIALE. I servizi territoriali LECCO, 01.10.2010

L ANZIANO FRAGILE E LA RETE PER LA CONTINUITA ASSISTENZIALE. I servizi territoriali LECCO, 01.10.2010 L ANZIANO FRAGILE E LA RETE PER LA CONTINUITA ASSISTENZIALE I servizi territoriali LECCO, 01.10.2010 II QUADRO DEMOGRAFICO Dal Rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia In Italia le persone con

Dettagli

RESIDENZA SANITARIA PSICHIATRICA E CENTRO DIURNO PSICHIATRICO STELLA CARPI

RESIDENZA SANITARIA PSICHIATRICA E CENTRO DIURNO PSICHIATRICO STELLA CARPI RESIDENZA SANITARIA PSICHIATRICA E CENTRO DIURNO PSICHIATRICO STELLA CARPI CARPI (MO) Via 3 Febbraio 1831, N 9 Tel. 059/682774 e Fax. 059/684575 e-mail: residenza.stella@stellacarpi.it CARTA DEI SERVIZI

Dettagli

Tabelle descrittive al tempo zero. Tabella 1. Dati socio-demografici e clinici dei pazienti

Tabelle descrittive al tempo zero. Tabella 1. Dati socio-demografici e clinici dei pazienti Tabelle relative ai pazienti con depressione maggiore e ai loro familiari adulti e minori che hanno partecipato allo studio e sono stati rivalutati a sei mesi - dati preliminari a conclusione dello studio

Dettagli

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi

COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi COSA OFFRONO I SERVIZI SOCIALI DI UN COMUNE AI CITTADINI? A cura di Paola Bottazzi Questo documento vuole essere una sintetica descrizione dei servizi e delle opportunità che i servizi sociali del Comune-tipo

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI AFFIDAMENTO FAMILIARE

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI AFFIDAMENTO FAMILIARE REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI AFFIDAMENTO FAMILIARE ART. 1 OGGETTO DEL REGOLAMENTO E PRINCIPI GENERALI L affidamento familiare, rappresenta uno strumento prioritario di aiuto al minore e alla sua famiglia,

Dettagli

INTERVENTI A SOSTEGNO DEGLI ANZIANI

INTERVENTI A SOSTEGNO DEGLI ANZIANI INTERVENTI A SOSTEGNO DEGLI ANZIANI ASSISTENZA DOMICILIARE A.D.A. Che cos è? L assistenza domiciliare è un servizio di Ambito del Piano Sociale di Zona che punta ad aiutare le persone anziane e quelle

Dettagli

Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio

Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio Le linee guida regionali sui piani di zona 2011 2015: da Casa di Riposo a Centro di Servizio Il quadro Istituzionale organizzativo in Regione Veneto Dirigente Regionale Servizi Sociali dott. Mario Modolo

Dettagli

Finalità Obiettivi Utenza Organizzazione Coordinamento

Finalità Obiettivi Utenza Organizzazione Coordinamento PROTOCOLLO D INTESA TRA L ASL DI BRESCIA E L AZIENDA SPECIALE CONSORTILE OVEST SOLIDALE PER LA GESTIONE DEL SERVIZIO TUTELA MINORI INTERESSATI DA PROVVEDIMENTI DELLA MAGISTRATURA ANNO 2011 Premessa La

Dettagli

SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE

SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE - Attività e Servizi - I Servizi Sociali del Comune di Cinto Caomaggiore operano nel territorio offrendo ai cittadini informazione e sponsorizzazione dei servizi presenti e si

Dettagli

OSSERVATORIO MINORI REGIONE LOMBARDIA. Doc. 2/4 Report sulla condizione dei minori entro la realtà dei genitori separati (*)

OSSERVATORIO MINORI REGIONE LOMBARDIA. Doc. 2/4 Report sulla condizione dei minori entro la realtà dei genitori separati (*) CeSDES s.a.s Meina 28046 -Via Sempione 187 Milano 20126 Via P.Caldirola 6 sc.q OSSERVATORIO MINORI REGIONE LOMBARDIA Doc. 2/4 Report sulla condizione dei minori entro la realtà dei genitori separati (*)

Dettagli

(Provincia di Perugia) Zona Sociale n. 4 REGOLAMENTO AFFIDO ETERO-FAMILIARE E SOSTEGNO FAMILIARE

(Provincia di Perugia) Zona Sociale n. 4 REGOLAMENTO AFFIDO ETERO-FAMILIARE E SOSTEGNO FAMILIARE (Provincia di Perugia) Zona Sociale n. 4 REGOLAMENTO AFFIDO ETERO-FAMILIARE E SOSTEGNO FAMILIARE Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n.35 del 28/09/2011 Art. 1 Oggetto L affido familiare

Dettagli

Lo sportello Unico Socio Sanitario Integrato Servizi Domiciliari

Lo sportello Unico Socio Sanitario Integrato Servizi Domiciliari Lo sportello Unico Socio Sanitario Integrato Servizi Domiciliari Consorzio Intercomunale per la gestione dei servizi socio-assistenziali dell Ovestticino (Comune di Cameri, Cerano, Galliate, Romentino,

Dettagli

Il Caregiver: figura cardine per la sostenibilità della presa in carico del paziente complesso

Il Caregiver: figura cardine per la sostenibilità della presa in carico del paziente complesso UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA Il Caregiver: figura cardine per la sostenibilità della presa in carico del paziente complesso Maria Angela Becchi Taranto

Dettagli

CONFERENZA REGIONALE PER LE POLITICHE SOCIALI La Sussidiarietà per uno Sviluppo solidale

CONFERENZA REGIONALE PER LE POLITICHE SOCIALI La Sussidiarietà per uno Sviluppo solidale REGIONE PUGLIA CONFERENZA REGIONALE PER LE POLITICHE SOCIALI La Sussidiarietà per uno Sviluppo solidale IV COMMISSIONE DI STUDIO Disagio sociale, politiche di inclusione e diritti di cittadinanza Presidente

Dettagli

Servizi Sociali. in evoluzione: da selettività ad universalità

Servizi Sociali. in evoluzione: da selettività ad universalità Servizi Sociali in evoluzione: da selettività ad universalità Complessità Non Non si si limitano ad ad un un tempo preciso della della vita vita Pluralità di di interventi Personalizzazione degli degli

Dettagli

LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO

LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO LEGGE REGIONALE N. 41 DEL 12-12-2003 REGIONE LAZIO "Norme in materia di autorizzazione all'apertura ed al funzionamento di strutture che prestano servizi socio-assistenziali" Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE

Dettagli

PRASSI OPERATIVA AFFIDO FAMILIARE

PRASSI OPERATIVA AFFIDO FAMILIARE AMBITO TERRITORIALE SOCIALE Comuni di COLBORDOLO - GABICCE MARE GRADARA - MOMBAROCCIO MONTECICCARDO MONTELABBATE PESARO SANT ANGELO IN LIZZOLA - TAVULLIA PRASSI OPERATIVA AFFIDO FAMILIARE PREMESSA - la

Dettagli

A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma

A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma A CASA CON SOSTEGNO Un progetto rivolto alle famiglie con figli e figlie con deficit (in età 0 14) realizzato nella città di Parma ( ) Per affrontare i problemi sociali non possiamo fare a meno di ascoltare

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE COMUNE DI MARCON Provincia di Venezia Settore Servizi alla Popolazione Ufficio Servizi Sociali REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n. 20 del

Dettagli

Laboratorio Servizi nell area DISABILI

Laboratorio Servizi nell area DISABILI Laboratorio Servizi nell area DISABILI 1 Studio sui servizi alla persona disabile a Roma Luglio 2007 Nella legislazione italiana, la tutela assistenziale del cittadino disabile si è avuta: 1. Negli anni

Dettagli

Le persone a cui voglio più bene sono la mia mamma e il mio papà.

Le persone a cui voglio più bene sono la mia mamma e il mio papà. Le persone a cui voglio più bene sono la mia mamma e il mio papà. La mia mamma mi consola quando piango, mi coccola alla sera prima di andare a dormire e mi sgrida quando non faccio bene i compiti o passo

Dettagli

CHE COS È E A COSA SERVE IL COUNSELLING

CHE COS È E A COSA SERVE IL COUNSELLING CHE COS È E A COSA SERVE IL COUNSELLING Dal latino consilium: consiglio, parere. Counselling, deriva dal verbo inglese to counsel. L Oxford English Dictionary dà queste definizioni: 1. dare un parere a

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AUSILIARIO ED EDUCATIVO

REGOLAMENTO COMUNALE PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AUSILIARIO ED EDUCATIVO REGOLAMENTO COMUNALE PER IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AUSILIARIO ED EDUCATIVO Allegato 1 Art. 1 ISTITUZIONE DEL SERVIZIO L Amministrazione Comunale regolamenta il servizio di assistenza domiciliare

Dettagli

1. Quali sono le procedure per aprire una struttura che presta servizi socioassistenziali? 3. Quali sono le strutture socioassistenziali per minori?

1. Quali sono le procedure per aprire una struttura che presta servizi socioassistenziali? 3. Quali sono le strutture socioassistenziali per minori? 1. Quali sono le procedure per aprire una struttura che presta servizi socioassistenziali? Le procedure per aprire una struttura socioassistenziale sono definite dalla normativa regionale. Il rappresentante

Dettagli

AFFRONTARE UNA LESIONE CEREBRALE ACQUISITA:

AFFRONTARE UNA LESIONE CEREBRALE ACQUISITA: Unità Spinale Unità Gravi Cerebrolesioni A.ULSS n.6 Vicenza AFFRONTARE UNA LESIONE CEREBRALE ACQUISITA: GUIDA AI DIRITTI ALL ASSISTENZA E AI SERVIZI TERRITORIALI L obiettivo di questa guida è aiutare le

Dettagli

Progetto La casa di Pollicino

Progetto La casa di Pollicino Progetto La casa di Pollicino Un servizio completo per rispondere alle necessità di bambini autistici e delle loro famiglie Mai più soli insieme si può! www.solidarietaeservizi.it 1 L ORIGINE Il progetto

Dettagli

Notizie generali sulla Psichiatria

Notizie generali sulla Psichiatria Notizie generali sulla Psichiatria Psichiatria: è la branca della medicina specializzata nello studio, nella diagnosi e nella terapia dei disturbi mentali. Oggi si privilegia considerare la Psichiatria

Dettagli

P R O V I N C I A D I L E C C E Assessorato Politiche Sociali Pari Opportunità Servizio Politiche Sociali e di Parità

P R O V I N C I A D I L E C C E Assessorato Politiche Sociali Pari Opportunità Servizio Politiche Sociali e di Parità P R O V I N C I A D I L E C C E Assessorato Politiche Sociali Pari Opportunità Servizio Politiche Sociali e di Parità Progetto Welfare e qualità sociale del territorio: un percorso continuo di aggiornamento

Dettagli

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE

REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE COMUNE di SAN GIOVANNI IN PERSICETO Provincia di Bologna REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE APPROVATO CON DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. _45 DEL _19/4/2004 Pag. N. 1 INDICE Art.

Dettagli

Istituto Comprensivo «G. Verga»-Viagrande. Dirigente Scolastico Lucia Palazzo. Insieme si può

Istituto Comprensivo «G. Verga»-Viagrande. Dirigente Scolastico Lucia Palazzo. Insieme si può Istituto Comprensivo «G. Verga»-Viagrande Dirigente Scolastico Lucia Palazzo Insieme si può L Istituzione scolastica ha proposto l incontro con la Cooperativa sociale Promozione di Acireale per promuovere

Dettagli

IL SUPPORTO DOMICILIARE AL PAZIENTE: IL RUOLO DELL INFERMIERE

IL SUPPORTO DOMICILIARE AL PAZIENTE: IL RUOLO DELL INFERMIERE VI Incontro Formativo LA VISIONE OLISTICA DELLA CURA: IL MALATO LA LESIONE CUTANEA CRONICA IL SUPPORTO DOMICILIARE AL PAZIENTE: IL RUOLO DELL INFERMIERE Coordinatore Infermieristico Cure Domiciliari ASL

Dettagli

Piazza Regina Margherita, 27 12017 Robilante (Cuneo)

Piazza Regina Margherita, 27 12017 Robilante (Cuneo) Costituita dai Comuni di: Beinette, Boves, Chiusa di Pesio, Entracque, Limone Piemonte, Peveragno, Pianfei, Roaschia, Robilante, Roccavione, Valdieri, Vernante Piazza Regina Margherita, 27 12017 Robilante

Dettagli

RILEVAZIONE STATISTICA SUI PRESIDI RESIDENZIALI SOCIO-ASSISTENZIALI ANNO 2003 GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO

RILEVAZIONE STATISTICA SUI PRESIDI RESIDENZIALI SOCIO-ASSISTENZIALI ANNO 2003 GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO RILEVAZIONE STATISTICA SUI PRESIDI RESIDENZIALI SOCIO-ASSISTENZIALI ANNO 2003 GUIDA ALLA COMPILAZIONE DEL QUESTIONARIO Il questionario deve essere compilato dal responsabile del presidio residenziale,

Dettagli

OSSERVATORIO NINNA HO. Dati sul fenomeno dei bambini non riconosciuti alla nascita

OSSERVATORIO NINNA HO. Dati sul fenomeno dei bambini non riconosciuti alla nascita OSSERVATORIO NINNA HO Dati sul fenomeno dei bambini non riconosciuti alla nascita Dati sul fenomeno dei bambini non riconosciuti alla nascita - OSSERVATORIO NINNA HO Il Progetto ninna ho, voluto dalla

Dettagli

L ASSISTENZA DOMICILIARE : PUBBLICO E PRIVATO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA

L ASSISTENZA DOMICILIARE : PUBBLICO E PRIVATO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA L ASSISTENZA DOMICILIARE : PUBBLICO E PRIVATO PER IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA IL SERVIZIO ADI NEL TERRITORIO DELL ISOLA BERGAMASCA Coord. Sanitario Dott.ssa Porrati Luisa Infermiera CeAD

Dettagli

Il Progetto Cicogna: un progetto che nell accoglienza dei piccolissimi integra pubblico, privato, comunitàe affido.

Il Progetto Cicogna: un progetto che nell accoglienza dei piccolissimi integra pubblico, privato, comunitàe affido. Torino 16 ottobre 2013 Il Progetto Cicogna: un progetto che nell accoglienza dei piccolissimi integra pubblico, privato, comunitàe affido. CENTRO ACCOGLIENZA LA RUPE Dott.ssa Piera Poli Pubblico, privato

Dettagli

- anziani o inabili adulti, soli, privi di sostegno familiare adeguato o in stato di abbandono ;

- anziani o inabili adulti, soli, privi di sostegno familiare adeguato o in stato di abbandono ; ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI SERVIZIO ASSISTENZA DOMICILIARE REGOLAMENTO ART. 1 - DEFINIZIONE E FINALITA 1. Il Servizio di Assistenza Domiciliare è un insieme di prestazioni di carattere socio assistenziale

Dettagli

La Regione Piemonte per concretizzare il progetto obiettivo nazionale Tutela della salute degli anziani ha istituito l Unità di Valutazione

La Regione Piemonte per concretizzare il progetto obiettivo nazionale Tutela della salute degli anziani ha istituito l Unità di Valutazione Perchè L A.S.L. deve farsi carico dei costi sanitari derivanti dagli interventi assistenziali rivolti ad anziani non autosufficienti, pertanto si avvale della Commissione per avere una valutazione tecnica

Dettagli

Interventi di prevenzione e promozione sociale

Interventi di prevenzione e promozione sociale Assistenziale aiuto e sostegno Sostegno psico-sociale Interventi integrativi e sostitutivi delle funzioni proprie del nucleo familiare Assistenza domiciliare Consultorio Mediazione familiare Tutela salute

Dettagli

Città di Busto Arsizio. Regolamento inerente il Servizio per l affidamento familiare di minori

Città di Busto Arsizio. Regolamento inerente il Servizio per l affidamento familiare di minori Città di Busto Arsizio Regolamento inerente il Servizio per l affidamento familiare di minori Approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 89 del 25.07.2008 Premessa L affido familiare è regolamentato

Dettagli

Politiche di contrasto della povertà e grave emarginazione: priorità di intervento

Politiche di contrasto della povertà e grave emarginazione: priorità di intervento 2.7 Politiche di contrasto della povertà e grave emarginazione: priorità di intervento Obiettivi di integrazione - Si rileva una disomogeneità nelle modalità di raccordo e collaborazione tra il Servizio

Dettagli

AZIENDA SOCIALE CENTRO LARIO E VALLI

AZIENDA SOCIALE CENTRO LARIO E VALLI AZIENDA SOCIALE CENTRO LARIO E VALLI Ufficio di Piano dei Servizi e degli Interventi Sociali dei Comuni appartenenti al Distretto di Menaggio Sede legale: Via Lusardi 26 22017 Menaggio (Co) Sede operativa:

Dettagli

La Bussola. 1. Titolo del progetto. 2. Nuovo progetto - No. 3. Progetto già avviato - Si

La Bussola. 1. Titolo del progetto. 2. Nuovo progetto - No. 3. Progetto già avviato - Si 1. Titolo del progetto La Bussola 2. Nuovo progetto - No 3. Progetto già avviato - Si 4. Se il progetto dà continuità a servizi/strutture già attivati, indicare se amplia l ambito territoriale e/o l utenza

Dettagli

Comune di ROCCASECCA DEI VOLSCI. Comune di SEZZE. Comune di SONNINO. Distretto Monti Lepini

Comune di ROCCASECCA DEI VOLSCI. Comune di SEZZE. Comune di SONNINO. Distretto Monti Lepini Comune di PRIVERNO Capofila Comune di BASSIANO Comune di MAENZA Comune di PROSSEDI Comune di ROCCAGORGA Comune di ROCCASECCA DEI VOLSCI Comune di SEZZE Comune di SONNINO Distretto Monti Lepini REFERENTE

Dettagli

La persona tra trauma e risorse Sportello di ascolto e sostegno psicologico

La persona tra trauma e risorse Sportello di ascolto e sostegno psicologico 1 La persona tra trauma e risorse Sportello di ascolto e sostegno psicologico Progetto per il sostegno e il rinserimento nella vita di relazione Equipe Multidisciplinare di I livello Sede di Roma Centro

Dettagli

C O M U N E D I LOIANO

C O M U N E D I LOIANO Violenza nelle relazioni di intimità e Servizio Sociale Minori Il Servizio Sociale Minori è uno dei servizi a cui ci si può rivolgere in caso di violenza in famiglia. Il Servizio tratta principalmente

Dettagli

Comuni di Baricella, Minerbio, Granarolo dell Emilia, Malalbergo, San Pietro in Casale, Pieve di Cento, Galliera, Azienda USL Pianura Est

Comuni di Baricella, Minerbio, Granarolo dell Emilia, Malalbergo, San Pietro in Casale, Pieve di Cento, Galliera, Azienda USL Pianura Est Allegato alla delibera di C. C. n. del REGOLAMENTO PER L ASSISTENZA DOMICILIARE AD ANZIANI ED HANDICAPPATI ADULTI Art.1 FINALITA L assistenza domiciliare è un servizio teso a favorire la ripresa sul piano

Dettagli

Comune di Bardolino Provincia di Verona

Comune di Bardolino Provincia di Verona Comune di Bardolino Provincia di Verona REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n.22 del 17/04/2003 1 ART. 1 FINALITA Il Servizio di Assistenza

Dettagli

CITTA di LAURIA Provincia di Potenza

CITTA di LAURIA Provincia di Potenza CITTA di Regolamento Comunale per il funzionamento della CASA FAMIGLIA per disabili gravi adulti Dopo di noi. INDICE ART. 1 - OGGETTO ART. 2 - OBIETTIVI ART. 3 - DESTINATARI ART. 4 - VALUTAZIONE PER AMMISSIBILITA

Dettagli

Fidarsi tra operatori: la collaborazione tra professionisti nel processo di affido familiare. Lecco, 28 gennaio 2010 (2 incontro)

Fidarsi tra operatori: la collaborazione tra professionisti nel processo di affido familiare. Lecco, 28 gennaio 2010 (2 incontro) Fidarsi tra operatori: la collaborazione tra professionisti nel processo di affido familiare Lecco, 28 gennaio 2010 (2 incontro) Costanza Marzotto Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia, Università

Dettagli

Contratto di Quartiere L. 662/96 L. 449/97. Quartiere Navile. Zona Pescarola Beverara

Contratto di Quartiere L. 662/96 L. 449/97. Quartiere Navile. Zona Pescarola Beverara Comune di Bologna Quartiere Navile Contratto di Quartiere L. 662/96 L. 449/97 Quartiere Navile Zona Pescarola Beverara La presenza di una elevata percentuale di anziani in età avanzata, di un numero sempre

Dettagli

Progetto Mai più soli/e-care

Progetto Mai più soli/e-care COMUNE DI PIEVE DI CENTO Progetto più soli/e-care UN QUESTIONARIO PER CHI HA PIÙ DI 75 ANNI Caro cittadino, cara cittadina, il Comune di Pieve di Cento intende raccogliere alcune informazioni al fine di

Dettagli

PROCEDURA GESTIONE CENTRI RESIDENZIALI PER ANZIANI

PROCEDURA GESTIONE CENTRI RESIDENZIALI PER ANZIANI titolo documento PROCEDURA GESTIONE CENTRI RESIDENZIALI PER ANZIANI SCOPO e CAMPO DI APPLICAZIONE Lo scopo della presente procedura è di definire le modalità con cui la Cooperativa Promozione Lavoro gestisce

Dettagli