Seduta XXXIII: giovedì 14 dicembre pomeridiana

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1 ANNO 2006/2007 Seduta XXXIII: giovedì 14 dicembre pomeridiana SOMMARIO 1. Presentazione di atti parlamentari 2. Iniziativa parlamentare del 15 dicembre 2003 presentata nella forma generica da Raoul Ghisletta e cofirmatari per l'ancoramento nella Legge sanitaria delle cure dentarie erogate agli allievi tramite il servizio dentario scolastico grazie ad una maggiore partecipazione solidale dei Comuni - Messaggio del 14 settembre 2005 no Rapporto complementare del 23 novembre 2006 no R compl.; relatore: Giorgio Salvadè 3. Approvazione del contributo globale 2007 dell'ente ospedaliero cantonale (EOC) e del finanziamento delle rette per i pazienti degenti nei reparti privati e semiprivati - Messaggio 3 ottobre 2006 no Rapporto del 28 novembre 2006 no R; relatore: Thomas Arn 4. Mozione del 27 giugno 2002 presentata da Dario Ghisletta e cofirmatari "Lotta al tabagismo e all'alcolismo" - Messaggio del 4 aprile 2006 no Rapporto 29 novembre 2006 no R; relatore: Alex Pedrazzini 5. Stanziamento di un credito quadro di fr. 1'000'000.- per l'attuazione di interventi puntuali volti a migliorare la sicurezza e la percorrenza dei ciclisti lungo gli itinerari ciclabili d'interesse cantonale e lungo le strade cantonali per il periodo Messaggio del 3 maggio 2006 no Rapporto del 28 novembre 2006 no R; relatrice: Francesca Lepori Colombo 6. Approvazione dei conti consuntivi 2005 dell'ente per lo smaltimento dei rifiuti del Sottoceneri (ESR) - Messaggio del 24 ottobre 2006 no Rapporto 28 novembre 2006 no R; relatore: Mario Ferrari 7. Mozione del 22 marzo 2004 presentata da Raoul Ghisletta e cofirmatari "Riduzione dei veicoli molto inquinanti, protezione della salute dei lavoratori a contatto con macchinari inquinanti e altre misure volte a ridurre l'inquinamento dell'aria" - Messaggio del 5 aprile 2005 no Rapporto del 29 novembre 2006 no R; relatrice: Monica Duca Widmer 8. Chiusura della seduta e rinvio 3333

2 PRESIDENZA: Bruno Lepori, Presidente Alle ore il Presidente dichiara aperta la seduta, presenti 73 deputati. Sono presenti le signore e i signori deputati: Adobati - Allidi-Cavalleri - Arn - Bacchetta-Cattori - Bagutti - Beretta-Piccoli F. - Bergonzoli - Bertoli - Bobbià - Boneff - Bonoli - Bordogna - Brivio - Butti - Caimi - Calastri - Canonica G. - Canonica I. - Carobbio - Carobbio Guscetti - Cavalli - Celio - Colombo - Croce - Dadò - Dafond - Del Bufalo - De Rosa - Dominé - Ducry - Ferrari C. - Ferrari M. - Fiori - Fornera - Ghisletta D. - Ghisletta R. - Giudici - Gobbi N. - Gobbi R. - Guidicelli - Isenburg - Lepori - Lepori Colombo - Lombardi - Lotti - Lurati - Maggi - Malandrini - Marra - Marzorini - Mellini - Menghetti - Merlini - Orelli Vassere - Orsi - Pantani - Pedrazzini - Pellanda - Pestoni - Piazzini - Pinoja - Poli - Ravi - Ricciardi - Righinetti - Rusconi - Salvadè - Savoia - Soldati - Suter - Torriani - Truaisch - Vitta Si sono scusati per l'assenza: Beltraminelli - Beretta Piccoli L. - Bignasca - Dell'Ambrogio - Duca Widmer - Foletti - Jelmini - Pelossi - Quadri - Regazzi - Rizza - Terrier Non si sono scusati per l'assenza: Arigoni - David - Gemnetti - Pini - Robbiani 1. PRESENTAZIONE DI ATTI PARLAMENTARI MOZIONE Risse al Centro di registrazione per richiedenti l asilo di Chiasso: rendere pubblici i costi di ogni intervento e attivarsi nei confronti della Confederazione per chiedere indennizzi del 14 dicembre 2006 Nei giorni scorsi è scoppiata l ennesima rissa al Centro per richiedenti l asilo di Chiasso. La rissa ha reso necessario l intervento di due pattuglie della Polizia comunale e altrettante della Polizia cantonale. I feriti sono stati cinque: sul posto sono giunti un autoambulanza e due automediche. Tre i ricoveri in ospedale. Questi episodi sono ormai diventati il pane pressoché quotidiano del Centro di registrazione di Chiasso. I loro costi (di polizia e sanitari) finiscono a carico della collettività cantonale e comunale. Dal 2000 al novembre 2005 gli interventi della Polizia al Centro di registrazione per asilanti sono stati 27 per un costo, a carico del Cantone, di circa fr. 18' Risposta dell' all'interrogazione no

3 Il Consiglio di Stato però, nella risposta dell'8 novembre 2005, all interrogazione no indicava: «se gli interventi (al Centro di registrazione, ndr) dovessero aumentare, il Consiglio di Stato si riserva di avviare una trattativa con la Confederazione, in funzione di un eventuale indennizzo». Con la seguente mozione si chiede pertanto al Consiglio di Stato: - visto il continuo ripetersi di risse al Centro di registrazione per asilanti di Chiasso, di intraprendere, nel caso non fossero stati ancora fatti, i passi necessari presso la Confederazione per ottenere un indennizzo per gli interventi a carico del Cantone, così come indicato dal Consiglio di Stato nella risposta all interrogazione no Di rendere pubblici, onde informare correttamente la popolazione su un tema sensibile e nell interesse della tanto decantata "trasparenza", dopo ogni intervento al centro richiedenti l asilo, il numero di agenti impiegati (Polizia cantonale e comunale), la durata dell intervento e il relativo costo, oltre che l ammontare dei costi per interventi sanitari. Lorenzo Quadri Simon Terrier Rodolfo Pantani Ai sensi dell'art. 101 cpv. 3 della Legge sul Gran Consiglio e sui rapporti con il Consiglio di Stato, la mozione è trasmessa al Consiglio di Stato. INTERPELLANZA Babbo Natale nelle aziende parapubbliche: bonus da decine di migliaia di franchi per i dirigenti delle aziende parapubbliche e anche negli ospedali? del 14 dicembre 2006 Non siamo mai stati teneri con la Cassa pensioni dei Consiglieri di Stato, ma il loro stipendio di fr. 250'000.- annui, peraltro soggetto al contributo di risanamento del 2.2%, non appare fuori misura avuto riguardo alle dure responsabilità che hanno di fronte al Paese. E inoltre i Consiglieri di Stato non ricevono la quattordicesima o altri bonus faraonici come tanti altri dirigenti: quindi la loro remunerazione è trasparente. Ci preoccupa quanto invece sembrerebbe succedere nelle aziende parapubbliche in questi giorni di paga. Nelle aziende parapubbliche e persino negli ospedali girano voci sul fatto che queste aziende, che talora impongono importanti sacrifici al loro personale per migliorare i loro conti, stiano versando dei bonus da decine di migliaia di franchi ai loro dirigenti. Si può sapere come stanno le cose? Il Parlamento o una sua Commissione ha diritto di sapere a quanto ammontano i bonus attribuiti dalle aziende parapubbliche ai loro dirigenti 3335

4 e in base a quali criteri di produzione sono attribuiti. Oppure, in nome del new public management, anche questa informazione è preclusa al legislativo, che costituzionalmente ha il compito di sorvegliare l'esecutivo, quindi l'amministrazione cantonale e gli enti parapubblici? Raoul Ghisletta L'eventuale sviluppo e la risposta verranno presentati nel corso di una prossima seduta. 2. INIZIATIVA PARLAMENTARE DEL 15 DICEMBRE 2003 PRESENTATA NELLA FORMA GENERICA DA RAOUL GHISLETTA E COFIRMATARI PER L'ANCORAMENTO NELLA LEGGE SANITARIA DELLE CURE DENTARIE EROGATE AGLI ALLIEVI TRAMITE IL SERVIZIO DENTARIO SCOLASTICO GRAZIE AD UNA MAGGIORE PARTECIPAZIONE SOLIDALE DEI COMUNI Messaggio del 14 settembre 2005 no Conclusioni del rapporto complementare della Commissione speciale sanitaria: richiesta al Parlamento di accogliere il controprogetto all'iniziativa annesso al rapporto medesimo. È aperta la discussione di entrata in materia. GHISLETTA R. - La questione della prevenzione dentaria è un tema ricorrente sui banchi del nostro Parlamento. L ultima volta ne abbiamo discusso nell ambito del Preventivo 2004 quando fu esaminata la proposta della soppressione delle cure dentarie e delle prestazioni terapeutiche effettuate dal Servizio dentario scolastico (SDS). La misura di risparmio decisa in quella sessione entrò in vigore nel settembre del 2004 dopo essere stata applicata per un periodo di cinque anni, dal 1997 al Fu una misura piuttosto contestata perché già nel corso di quegli anni la salute dentaria dei ragazzi si era assai deteriorata. Grazie a uno studio mirato la SUPSI aveva rilevato che questa misura aveva un effetto negativo sulle fasce meno abbienti: infatti il costo delle cure dentarie incide particolarmente sulle famiglie appartenenti alle fasce di reddito medio-basse. Anche i dentisti effettuarono uno studio su un campione di allievi dell anno scolastico che mostrò che la misura adottata nel 1997 aveva comportato un peggioramento della salute dentaria dei ragazzi con una presenza di carie vecchie non curate superiore al 10%. Ne conseguì anche un calo delle iscrizioni degli allievi presso il SDS pari al 10%. Ciò dimostra che si tratta di una misura socialmente discriminante, che colpisce le fasce meno abbienti della popolazione e che comporta anche un effetto diseducativo nella prevenzione della salute dentaria dei giovani. L esame di questa iniziativa parlamentare volta a consolidare il SDS ripristinando le prestazioni antecedenti è durato a lungo. In conclusione la Commissione ha accolto le richieste di base dell iniziativa rinunciando però a inserire nella legge il concetto di 3336

5 assicurazione di questo tipo di cure. È un peccato però che un tema così importante e delicato non trovi una base consolidata nella legge ma venga invece lasciato ai regolamenti che solo l Esecutivo può modificare. Riguardo al finanziamento delle cure, la Commissione ha trovato una soluzione che, come iniziativista, posso anche condividere. Seppur complessa essa prevede il ripristino delle prestazioni che sono state tolte, con effetti a volte devastanti, ripristinando il diritto alla salute dei ragazzi anche in questo ambito. Auspico pertanto che la soluzione commissionale sia concretizzata in tempi brevi, al fine di evitare un peggioramento ulteriore della salute dentaria in Ticino. Non dimentichiamo che la misura adottata è poco lungimirante anche dal profilo economico poiché la trascuratezza delle cure comporterà sicuramente un esplosione dei costi. Spero, per concludere, che si possa finalmente porre fine a una situazione scandalosa che colpisce soprattutto i ragazzi le cui famiglie non hanno sufficienti disponibilità economiche per le cure dentarie dei loro figli. CAIMI C.L. - La travagliata vicenda di questo rapporto merita finalmente una decisione. La Commissione speciale sanitaria ha esaminato a fondo il problema: ha approfondito ogni aspetto, ha tenuto conto di tutte le obiezioni formulate e anche dei pareri dei Comuni, sia di quelli positivi sia di quelli negativi. Credo che ora sia giunto il momento di approvare la proposta formulata dalla Commissione considerando che soluzioni a costo zero non ve ne sono e che in ogni caso ai Comuni viene richiesto un contributo. Si tratta però di un sacrificio limitato che prevede la possibilità, per chi ritiene di non poter aggravare ulteriormente le proprie finanze, di recuperare almeno una parte di questa spesa. Teniamo conto che senza questo contributo si arrischia di dover spendere maggiormente in futuro, con un aggravio che può rivelarsi multiplo rispetto al piccolo investimento richiesto ai Comuni. Ora è necessario decidere: mi auguro che lo si faccia sostenendo la proposta della Commissione che, come detto, è stata vagliata in ogni suo aspetto. Il nostro gruppo sostiene la proposta commissionale; invito tutti i colleghi deputati a fare altrettanto. PESTONI G. - Il tema delle cure dentarie scolastiche è approdato in Parlamento in seguito alle misure di risparmio decise qualche anno fa e che per questo servizio hanno ridotto il contributo del Cantone da 1.8 a 1.1 milioni di franchi mentre il contributo dei Comuni è passato da 1.4 a 0.8 milioni. Questa decisione, è già stato ricordato, ha comportato l aumento delle carie e il peggioramento della salute dentaria dei ragazzi. È una situazione che non è stata constatata dai socialisti ma, con cognizione di causa, dagli stessi dentisti. Oggi ne riparliamo in seguito all iniziativa che propone di ripristinare un servizio efficace. Ne abbiamo già discusso 2 qualche mese fa decidendo però il rinvio della trattanda alla Commissione con l invito a procedere a ulteriori approfondimenti. La Commissione ha sentito i Comuni i quali hanno dichiarato che avrebbero preferito una decisione in merito nell ambito della perequazione finanziaria tra Cantone e Comuni. A questo punto la Commissione si è chiesta se attendere fino alla soluzione di questo 2 Vedi Raccolta dei verbali del Gran Consiglio, anno 2005/2006, pagg

6 problema finanziario oppure se dare priorità allo specifico problema sollevato dall atto parlamentare. Non ritenendo opportuno attendere la Commissione ha scelto di proporre una soluzione per questo urgente problema cercando di agire rapidamente e concretamente in favore della salute dei ragazzi delle nostre scuole. La soluzione indicata appare semplice e equa anche rispetto a quella precedente. I Comuni contribuiscono secondo la loro forza finanziaria, le famiglie in base al loro reddito. I Comuni pagano fr per abitante ciò che comporta una spesa complessiva a mio vedere insignificante nel budget di qualsiasi Comune se paragonata all importanza del servizio (fr per un Comune di 1'000 abitanti, fr. 15'000.- per un Comune di 10'000 abitanti). Ora occorre decidere se vogliamo risolvere questo problema o lasciare le cose come stanno. Il gruppo PS sostiene con convinzione le conclusioni del rapporto commissionale affinché il Servizio dentario scolastico possa ridiventare efficiente come nel recente passato. ISENBURG P. - L iniziativa presentata dal collega Raoul Ghisletta chiede di assicurare e non più limitarsi a promuovere la prevenzione e le cure dentarie degli allievi in obbligo scolastico delle scuole pubbliche e private; essa chiede inoltre ai Comuni di garantire il finanziamento del Servizio dentario scolastico (SDS) per la parte non coperta dal Cantone. La proposta Ghisletta si spinge però troppo in là, e porterebbe a un esplosione dei costi legati a questo servizio. Non vi sarebbe più infatti alcun tetto massimo di spesa e, come ben sappiamo, le spese fuori controllo portano nuovi e pesanti oneri a Cantone e Comuni. Attualmente, nell ambito del SDS vi è un tetto massimo di spesa all anno per allievo che è di fr , contro il limite precedente di fr Questo cambiamento non permette più di curare all incirca il 20% degli allievi, perlopiù appartenenti a famiglie del ceto meno abbiente. Già negli anni furono ridotte le prestazioni offerte dai dentisti del SDS. Le conseguenze, come bene illustra nel suo rapporto il collega Salvadè, furono un peggioramento della salute dentaria degli allievi. È un problema da sempre fortemente sentito dai genitori, che nel 1998 inoltrarono al Governo una petizione firmata da più di 10'000 persone che chiedeva di reintrodurre le prestazioni offerte dal SDS. Ricordo che negli anni Novanta le statistiche e gli studi dimostravano un netto declino della carie nei giovani grazie alla profilassi attuata in Svizzera. Negli ultimi anni purtroppo, soprattutto nei giovanissimi, la tendenza è cambiata: vi è stato infatti un aumento preoccupante delle carie nel nostro Paese, nonostante le continue campagne informative promosse dalla Società svizzera di odontostomatologia (SSO), che investe decine di migliaia di franchi all anno per informare allievi e genitori su come alimentarsi correttamente e su come attuare una valida profilassi dentaria, e nonostante l impegno delle operatrici di prevenzione dentale che si recano negli asili e nelle scuole per istruire gli allievi sull igiene e sulla prevenzione. Il problema della carie negli allievi è quindi sempre di attualità: una recentissima indagine della Sezione ticinese della SSO presso i dentisti attivi nel SDS ha dimostrato che è in atto un degrado della salute dentale dei nostri bambini, soprattutto nelle famiglie meno abbienti. Oltre il 70% degli odontoiatri che hanno partecipato al monitoraggio confermano questo degrado ed auspicano un aumento del tetto massimo di spesa attualmente di fr per poter completare le cure di questi bambini problematici che, ripeto, sono circa il 20% degli allievi. 3338

7 Il controprogetto del collega Salvadè, contenuto nel rapporto, propone una soluzione interessante: il Cantone e i Comuni si assumono i costi delle prestazioni di prevenzione nell ambito del SDS, pur rimanendo la profilassi la vera base per evitare e comunque ridurre l insorgenza delle carie dentali e di altri problemi orali. Le terapie invece verrebbero prese a carico dai Comuni, che a loro volta potranno rifarsi sulle famiglie. Già attualmente, con il sistema in vigore per il SDS, i Comuni possono rifarsi sulle famiglie, anche se non tutti applicano questa misura. Il nuovo modello proposto responsabilizza sicuramente i genitori. Questi infatti sapranno che per le cure dentali potranno essere chiamati alla cassa dai Comuni e quindi saranno fortemente motivati ad evitare l insorgenza della carie nelle bocche dei propri figli, rendendoli attenti a una corretta alimentazione e igiene orale. Il modello di finanziamento proposto dal controprogetto permetterebbe di innalzare il costo annuale massimo per allievo, dando la possibilità ai dentisti del SDS di prestare le cure a tutti gli allievi, soprattutto a quelli delle famiglie più bisognose. Vi sarà sempre un tetto massimo per allievo, ciò che appare giusto per mantenere la spesa del SDS sotto controllo. Preciso infine che il valore del punto applicato dai dentisti del SDS per la fatturazione è basso, fr. 2.80: in un decennio il Consiglio di Stato non ha mai concesso un aumento. Se per completare le cure dentali che superano gli attuali fr , il bambino viene curato tramite gli aiuti del sostegno sociale, il valore del punto salirebbe a fr. 3.10, con un evidente aggravio per la collettività. Conviene pertanto curare gli allievi nell ambito del SDS e non a carico dell assistenza. Il gruppo UDC aderirà al rapporto complementare, sostenendo il controprogetto del collega Salvadè. LOTTI D. - Il Parlamento si è già occupato di questo tema alcuni mesi fa. In quell occasione il rapporto elaborato dalla Commissione speciale sanitaria giunto sui nostri banchi fu rinviato alla stessa per ulteriori approfondimenti perché l approvazione dell iniziativa presentata da Raoul Ghisletta avrebbe comportato un aggravio delle finanze dei Comuni già molto precarie. Come già rilevato da alcuni colleghi la Commissione si è nuovamente chinata su questo tema; il suo relatore, il collega Salvadè, ha svolto un importante lavoro. La salute dentaria dei bambini di scuola primaria sta a cuore a tutti. Già negli anni il Parlamento, a seguito di un pacchetto di risparmio, aveva deciso di contenere questi sussidi consolidando le misure profilattiche in favore dei bambini di scuola elementare, ma eliminando quelle terapeutiche. Questa decisione, che ha avuto le conseguenze già evocate, ha poi determinato l iniziativa del collega Ghisletta. In seno alla Commissione speciale sanitaria i rappresentanti liberali si sono opposti alla proposta contenuta nel rapporto. Tale posizione è condivisa anche dall intero gruppo parlamentare. Auspichiamo il mantenimento dello status quo perché la soluzione proposta, oltre ad essere molto macchinosa, non garantisce un aiuto sociale veramente equo. Si demanda ai Comuni la facoltà di decidere come aiutare le famiglie e di rifarsi su di esse. Succederà però che i Comuni ricchi sovvenzioneranno anche i ceti medio-alti mentre i Comuni poveri non saranno in grado nemmeno di aiutare le famiglie meno abbienti. Non si tratta dunque di un aiuto sociale equo. Ma vi è un secondo argomento, lapalissiano, che determina la nostra opposizione: questa soluzione grava ulteriormente sulle finanze dei Comuni. La tabella al capitolo 10 del rapporto commissionale mostra che l onere finanziario dei Comuni a seguito delle misure di risparmio attualmente è di fr. 880' Adottando la proposta commissionale i Comuni 3339

8 si vedrebbero attribuita una spesa di fr. 1'400'000.- vedendosi così aumentato l onere a loro carico. Il gruppo che rappresento ha condiviso la posizione dei suoi commissari ritenendo assolutamente improponibile proporre un aumento del gravame a carico dei Comuni in un momento in cui le finanze di alcuni di essi sono già oltremodo precarie. Lo riteniamo uno scarico irresponsabile di costi sulle spalle dei Comuni senza tra l altro neppure chiedere il loro parere. Vi invito dunque, a nome del mio gruppo, a respingere la proposta della Commissione speciale sanitaria. PESENTI P., DIRETTRICE DEL DIPARTIMENTO DELLA SANITÀ E DELLA SOCIALITÀ - Nove mesi fa il Parlamento ha già affrontato la proposta avanzata dall iniziativa. L iter di questo atto parlamentare è stato particolare. In un primo momento, infatti, la Commissione speciale sanitaria aveva sottoscritto all unanimità il rapporto del relatore Salvadè. Solo in seguito era giunto il parere del Consiglio di Stato che, data la situazione finanziaria del momento, aveva anteposto preoccupazioni d ordine finanziario, in particolare i maggiori oneri per i Comuni generati dal controprogetto, a considerazioni di natura strettamente sanitaria. Successivamente questa proposta, che sgravava il Cantone di circa fr. 200'000.- all anno ma caricava sui Comuni un nuovo, anche se contenuto, onere supplementare, è stata congelata in attesa di ulteriori verifiche. L unica novità odierna rispetto alla primavera scorsa è che sono state interpellate le associazioni dei Comuni urbani e periferici, ACUTI e CoReTi. Da parte mia non posso che riproporvi le considerazioni che avevo espresso a suo tempo. Come sapete dieci anni fa sono state eliminate quasi totalmente le prestazioni di tipo terapeutico volte a tutelare la salute dentaria nelle scuole. In quell occasione tuttavia si sono consolidate le cure profilattiche preventive. Allora (eravamo nel 1997) questa decisione era stata provocata dalla necessità di ridurre le spesa pubblica cantonale. Alla luce però del netto peggioramento delle condizioni di igiene dentaria riscontrato negli allievi ticinesi durante il decennio di intervento pubblico ridotto, la vostra Commissione parlamentare ha quindi accettato di reintrodurre, accanto alle cure profilattiche, anche quelle terapeutiche. Secondo questo progetto le cure profilattiche (la cui spesa può essere valutata in 1.8 milioni di franchi all anno) verrebbero finanziate in maniera uguale da Cantone e Comuni (questi in base alla rispettiva forza finanziaria); quelle terapeutiche (per una spesa pure valutata in 1.8 milioni annui) andrebbero a carico dei Comuni che potranno poi richiedere alle singole famiglie una partecipazione alla spesa proporzionata alle loro capacità finanziarie. Il servizio è organizzato in collaborazione con l Ordine professionale dei medici dentisti, che praticano tariffe di favore all ente pubblico, attraverso un valore del punto ridotto per le scuole. Il nostro Governo si rende conto, oggi come nella scorsa primavera, che il Parlamento è orientato a prendere una decisione diversa da quella da noi suggerita. Prendiamo atto comunque che la formulazione del vostro controprogetto ha ripreso le nostre indicazioni, formalmente più appropriate sia per quanto riguarda la tecnica legislativa, sia per quanto concerne la chiarezza del meccanismo di finanziamento. 3340

9 Per il resto tutti siamo consapevoli di come la salute dentaria presso i giovani rivesta un importanza sanitaria fondamentale; sono i primi passi che contano per tracciare il cammino. Una cattiva salute dentaria influisce sul benessere generale, fisico e psichico, della persona. Inoltre in una società sempre più composita è bene vegliare affinché tutti i giovani, di famiglie abbienti e meno abbienti, possano assicurarsi una precoce ed efficace cura dell apparato dentario. La scuola in questo senso riveste un ruolo primario nell educare i ragazzi ad una corretta igiene orale e a un altrettanto corretta alimentazione che, come sapete, è strettamente connessa alla salute dentaria. SALVADÈ G., RELATORE - In qualità di relatore vi posso assicurare che questo rapporto, frutto del riesame da parte della Commissione, ha avuto un parto travagliato nell intento di creare la maggiore convergenza politica possibile. Speriamo che il lavoro svolto porti frutto malgrado si senta nell aria qualche obiezione. Val forse la pena ricordare brevemente come si è giunti a proporre questa soluzione. La misura di risparmio introdotta nel 2004 non fu una vera e propria riduzione delle cure, ma fissò un tetto massimo di spesa di fr Più che un peggioramento della qualità delle cure questa misura ha suscitato un certo disorientamento nelle famiglie. Talvolta quando la spesa superava i fr , alcune famiglie hanno rinunciato a proseguire le cure. Il risparmio deciso ha dunque improvvisamente scaricato su altri la responsabilità della cura. È dunque comprensibile la reazione dei socialisti che hanno inoltrato l iniziativa. Malgrado l iniziativa avesse evidenti limiti (ancoramento nella legge, proposta disastrosa per i Comuni) essa ha permesso un attento esame del sistema di copertura dei costi del servizio mostrandone le carenze. Oggi infatti l ammontare delle spese delle cure per la prevenzione è suddivisa un po tra tutti gli attori: nessuno però sa bene che cosa paga. Il rapporto scaturito dai lavori commissionali si spinge oltre l iniziativa proponendo un riordino che potrà avere in futuro dei risultati importanti sia sulla qualità delle cure sia sui costi. Leggiamo al capitolo 4 del rapporto commissionale: «Se quindi pare giusto affermare che l ente pubblico, proprio per le considerazioni esposte più sopra, debba assumersi il costo della prevenzione, sembra meno chiaro perché, come avviene attualmente, debba anche assumersi la gran parte delle spese di cura. Una prospettiva di soluzione che sgraverebbe quindi ulteriormente le finanze statali potrebbe essere cercata in una suddivisione tra Cantone e Comuni delle spese di prevenzione, lasciando le spese di cura prevalentemente alle famiglie (che oggi pagano pure un miscuglio di prevenzione e di cura), assegnando il compito ai Comuni di sostenere le famiglie veramente bisognose.» Il risultato del nostro lavoro è stato quello di fare maggiore chiarezza in questo complesso sistema di copertura dei costi distinguendo bene i compiti di ciascun interlocutore: lo Stato, i Comuni, le famiglie. Alla base della proposta vi è dunque la volontà di determinare chi fa che cosa. La macchinosità, colleghi Lotti e Raoul Ghisletta, la possiamo forse intravedere nei calcoli aritmetici eseguiti per giungere alla soluzione proposta, ma non certo nell esito che è molto chiaro. 3341

10 La vera posta in gioco su un possibile risparmio in materia di cure dentarie è una riduzione della carie grazie a puntuali e efficaci misure preventive. Ogni famiglia si renderà personalmente conto degli importi per la cura dei propri figli e apprezzerà il fatto che gli interventi di prevenzione offerti contribuiranno a ridurre le loro spese. Le famiglie i cui figli hanno denti sani non spenderanno nulla perché le cure preventive le paga lo Stato. Possiamo ben renderci conto dunque che questo riordino delle competenze determinerà ulteriori miglioramenti e risparmi. Riassumendo: - i costi della prevenzione spettano all ente pubblico; - i costi delle cure sono assunte dalle famiglie che verranno a conoscere finalmente l effettivo importo delle cure dentarie dei propri figli. In questo modo le famiglie saranno più stimolate a preoccuparsi della salute dentaria dei propri figli diventando a loro volta i veri agenti della prevenzione. Dal canto suo l ente pubblico, in particolare i Comuni ma anche il Cantone tramite l assistenza pubblica, dovrà assumersi anche una parte delle cure delle famiglie bisognose. Per ridurre i costi tutti dovranno impegnarsi a mantenere e migliorare la qualità della prevenzione. Le tabelle presentate sono puramente indicative e servono principalmente a dimostrare che il controprogetto rispetta le misure di risparmio del Consiglio di Stato. Non vi è quindi nessun stravolgimento delle cifre; al contrario si tratta di piccoli risparmi e piccoli aggravi se paragonati alle cifre globali. La posizione assunta dai Comuni, interpellati tramite le due associazioni ACUTI e CoReTi, è stata innanzitutto di definire chiaramente i flussi tra Cantone e Comuni: essi non accettano alcun mutamento delle attuali posizioni. Passo ora in rassegna brevemente alcuni interventi. Ringrazio i colleghi Ghisletta, Pestoni e Lotti che hanno riassunto bene la questione. Sottolineo, per ribadire la posizione di Lotti, che i Comuni sono stati interpellati e sono stati loro a chiedere di essere lasciati liberi di rivalersi o meno sulle famiglie come pure di adottare o meno la tavola di ripartizione dei costi elaborata dal Consiglio di Stato. Il gravame per i Comuni comunque è relativo e comporta una spesa paragonabile agli importi definiti prima delle misure di risparmio del Ringrazio la Consigliera di Stato Patrizia Pesenti che ha mostrato il suo interesse per la soluzione proposta benché il parere del Consiglio di Stato sia differente. Non perdiamo allora oggi l occasione per un intelligente mantenimento e un opportuno riordino delle competenze per le cure dentarie. Invito i rappresentanti dei Comuni a anteporre il riordino di questo servizio alla questione finanziaria che, in questo caso, è veramente secondaria. Questa nuova ripartizione permetterà infatti di intervenire più incisivamente sulla prevenzione, ciò che comporterà una vera riduzione dei costi. Ringrazio infine il signor Flavio Guidotti che mi ha molto sostenuto e aiutato nell elaborazione dei calcoli necessari senza il quale mi sarei trovato in serie difficoltà. Ringrazio naturalmente anche tutti i membri della Commissione che mi hanno sostenuto e stimolato nel mio compito di relatore con critiche sempre costruttive. 3342

11 LOTTI D. - Il gruppo liberale si allinea alla proposta del Consiglio di Stato che sostiene di ribadire lo status quo. Sottolineo però due aspetti che sono stati sollevati dalla Consigliera di Stato nel suo intervento e che sono stati ripresi anche dal relatore. È vero che ACUTI e CoReTi sono stati coinvolti. Il loro parere è stato però negativo sostenuto dagli argomenti che ho già esposto. Inoltre va sottolineato che in ogni caso la soluzione proposta nel rapporto creerebbe un ulteriore distorsione negli aiuti sociali. Infatti con il sistema del reddito imponibile famiglie con redditi lordi alti, ad esempio oltre i fr. 100'000.-, potrebbero beneficiare di aiuti da parte dei Comuni. Non possiamo sottacere anche questo aspetto. PESTONI G. - Il collega Lotti nel suo primo intervento ha giudicato improponibile le proposte commissionali poiché scaricano in maniera irresponsabile costi sui Comuni senza chiedere il loro parere. I Comuni sono stati sentiti: avrebbero preferito aspettare. La Commissione doveva scegliere se attendere la soluzione del contenzioso tra Cantone e Comuni, oppure se riconoscere l urgenza di questo servizio, cercare di ripristinarlo, tenendo conto che il suo costo è comunque limitato. Effettivamente è un costo supplementare rispetto alla situazione attuale: corrisponde comunque alla situazione antecedente al Su questo aspetto aggiungo che i Comuni possono evitare di premiare chi ha redditi superiori ai fr. 100'000.-; ne hanno la facoltà ed è ciò che ha auspicato la Commissione. Quest'ultima era aperta a qualsiasi soluzione di carattere finanziario. La sola preoccupazione della Commissione era quella di ripristinare il servizio, indipendentemente dalla scelta sulle modalità finanziarie. Era importante riuscire a far funzionare il servizio. Se veramente l opposizione si fondava sulle modalità di finanziamento si poteva proporre una modalità diversa a cui la Commissione avrebbe aderito. Non sono giunte proposte alternative, di conseguenza la Commissione ha redatto il rapporto cercando di svolgere il compito assegnatole nel migliore dei modi. Il nostro gruppo ritiene che tale compito sia stato svolto in maniera soddisfacente. L atto di responsabilità cui siamo chiamati oggi è quello di ripristinare un servizio importante per i bambini e i ragazzi delle nostre scuole. Vi invito dunque nuovamente ad approvare le conclusioni del rapporto commissionale. CAIMI C.L. - Mi sembra utile aggiungere un informazione riguardo al contributo dato alla discussione dalle due associazioni dei Comuni ACUTI e CoReTi. Trovate i riscontri dell audizione nel rapporto commissionale. Dalla discussione è emerso un problema generale di rapporti tra Comuni e Cantone che si riflette anche in questa materia. Gli argomenti sollevati dalle due associazioni infatti si possono applicare a qualsiasi tema riguardante i rapporti tra i due enti pubblici. Va detto che il 14 settembre 2006 i rapporti tra le due associazioni e il Cantone erano piuttosto freddi se non addirittura interrotti. È un fatto non trascurabile anche se non è il caso di attribuirgli un eccessiva importanza. Tutti in Commissione avremmo auspicato da questo incontro un contributo più costruttivo. Non si può però dedurre da quanto affermato in quell occasione che ci sia stata una chiusura delle due associazioni sul tema specifico perché in realtà le difficoltà non vanno cercate su questo specifico oggetto ma altrove. L affermazione che la nuova perequazione finanziaria causerà dei problemi non credo che, applicata al caso specifico, possa dare un grande contributo alla discussione. Inoltre nemmeno ribadire la precaria situazione finanziaria in cui si trova il Cantone può costituire 3343

12 un argomento contro il rapporto commissionale. Personalmente credo che la Commissione abbia fatto bene a tenere in considerazione le argomentazioni espresse dai Comuni anche se ciò non dovrà influire sulla valutazione finale. Il rapporto ha tenuto conto di tutte le osservazioni e obiezioni emerse sul tema durante l incontro. Il contributo chiesto ai Comuni è comunque in definitiva alquanto limitato. La cifra di 1.4 milioni di franchi può impressionare, ma se ripartita sulla popolazione scolastica diventa molto relativa. Vi invito dunque nuovamente a sostenere il rapporto commissionale. SALVADÈ G., RELATORE - Mi spiace dover contraddire il collega Lotti e, implicitamente, anche il collega Pestoni, che stimo ambedue. Il rapporto (capitolo 10, punto 3) dice testualmente «chiamare ad una maggiore partecipazione le famiglie soprattutto delle famiglie più abbienti. In particolare la Commissione propone di togliere il tetto massimo del 75% portandolo fino al 100%». In effetti secondo le tabelle attuali le famiglie con un reddito imponibile superiore ai fr. 75'000.- venivano ancora sgravate del 25%. Ovviamente questa è una contraddizione. La preoccupazione della Commissione è stata proprio quella di attribuire alle famiglie con alti redditi l intero costo delle cure dentarie dei loro figli. RICCIARDI R. - Invito con una dichiarazione di voto tutte le colleghe e i colleghi a sostenere il rapporto della Commissione speciale sanitaria redatto dal collega Salvadè perché preconizza una soluzione ragionevole e sostenibile. È una soluzione ragionevole perché porta chiarezza in un settore sensibile della prevenzione sanitaria dei giovani. È una soluzione sostenibile perché non modifica sostanzialmente la presa a carico dei costi, ma definisce le responsabilità finanziarie in un ottica di maggiore equità chiamando in causa le famiglie più benestanti e riportando gli oneri a carico dei Comuni alla situazione precedente i tagli a questo servizio decisi nel La discussione di entrata in materia è dichiarata chiusa. Messa ai voti, l'entrata in materia è accolta con 42 voti favorevoli, 19 contrari e un'astensione. Messi ai voti, i singoli articoli e il complesso del disegno di legge annesso al rapporto commissionale complementare sono accolti con 40 voti favorevoli, 23 contrari e 3 astensioni. Il Consiglio di Stato non dà la propria adesione. 3344

13 3. APPROVAZIONE DEL CONTRIBUTO GLOBALE 2007 DELL'ENTE OSPEDALIERO CANTONALE (EOC) E DEL FINANZIAMENTO DELLE RETTE PER I PAZIENTI DEGENTI NEI REPARTI PRIVATI E SEMIPRIVATI Messaggio 3 ottobre 2006 no Conclusioni del rapporto della Commissione della gestione e delle finanze: adesione all'entrata in materia e approvazione del decreto legislativo annesso al messaggio governativo. È aperta la discussione di entrata in materia. MELLINI E. N. - L affermazione contenuta nel rapporto della Commissione della gestione e delle finanze secondo cui l esplosione dei costi inerenti il pronto soccorso «non può lasciare indifferenti» è un evidente eufemismo. In cinque anni infatti il costo globale è aumentato del 105%, passando da 4.1 a 8.4 milioni di franchi, contro un aumento del numero delle visite limitato all 11%. L aumento del costo di ogni visita è stato dell 85%. È difficile credere che i tipi di patologie e di infortuni facenti capo al Pronto soccorso siano cambiati così drasticamente da giustificare un simile aumento del costo delle visite. La motivazione addotta per giustificare il mancato raffronto con il settore privato è a nostro avviso pretestuosa. È vero che la diversa impostazione con cui viene calcolato il costo per visita può rendere impossibile la comparazione. È però altrettanto vero che un raffronto empirico dei costi globali in questo settore tra i singoli istituti pubblici e privati dovrebbe mostrare in che misura essi differiscono e, soprattutto, la differenza della percentuale di aumento durante i cinque anni considerati. È un problema che ci preoccupa seriamente e sul quale occorre chinarsi per trovare dei rimedi. Ci lascia perplessi il fatto che di fronte a una legge che prescrive il contributo dello Stato al 18% del gettito d imposta si trovi oggi l escamotage di separare il contributo in senso stretto, pari al 16.6%, da quello in senso lato del 2.6% corrispondente al finanziamento delle rette dei pazienti degenti in camera privata e semiprivata. Tutto questo per giustificare il fatto che si sia superato il tetto previsto dalla legge. È come affermare che il costo della pigione rimane invariato quando dal contratto si estrapola oggi il gabinetto, domani la cucina e dopodomani il salotto, inserendo ogni volta una quota aggiuntiva al canone di affitto. Alla fine sono costretto a vivere sul balcone ma pago solamente fr al mese. Non possiamo avallare la leggerezza con cui temi di grande importanza vengono sistematicamente relativizzati o addirittura banalizzati nei rapporti commissionali per raccomandare l approvazione del messaggio di turno. Il gruppo UDC voterà dunque no al messaggio no CAIMI C.L. - Se vogliamo possiamo promuovere il Parlamento con un 5 per il lavoro effettuato e rimandarlo agli esami di riparazione per la memoria storica e la sistematica. Lo scorso anno avevamo giustamente esaminato il contributo globale dell Ente ospedaliero cantonale (EOC) prima del Preventivo. Due anni fa infatti mi ero permesso di far notare che non ha molto senso discutere del contributo globale quando il Preventivo è già stato approvato e l importo è già stato messo a disposizione. Ora ci ritroviamo a ripetere, seppur 3345

14 in toni più spenti, una discussione già fatta. Chiedo pertanto all Ufficio presidenziale che verrà designato dopo le elezioni di ricordarsi che non ha senso discutere di qualcosa che in sostanza è già stato approvato. Ciò premesso il mio gruppo aderisce alla richiesta di contributo globale con alcune considerazioni che vi espongo. La pianificazione ospedaliera: sappiamo che oggi non è ancora entrata in vigore benché da quasi un anno essa sia stata approvata dal Parlamento. Ciò comporta evidentemente delle conseguenze importanti sul contributo assegnato all EOC. Lo scorso anno avevo chiesto alla Consigliera di Stato perché non si iniziasse a risparmiare alcuni milioni (9 se ben ricordo) tenendo conto della nuova pianificazione che prevede il cambiamento di una serie di mandati e una nuova attribuzione di letti. Allora si rispose che era troppo presto non disponendo ancora di tutti i dati e che comunque la nuova pianificazione non era ancora in vigore. È trascorso un anno da allora e non è un mistero per nessuno che contro la stessa sono stati inoltrati dei ricorsi, di cui uno in particolare da una clinica, ora chiusa, di cui sono il rappresentante legale. Oggi si dice in sostanza che la pianificazione non è ancora entrata in vigore perché vi sono dei ricorsi in sospeso. A questo punto mi chiedo cosa succederebbe se il Consiglio federale, per ragioni sue, non dovesse statuire su uno dei ricorsi nei prossimi quattro anni: vorrebbe dire che per tutto questo tempo la pianificazione ospedaliera votata nel 2005 non entrerà in vigore? Detto in altre parole bisogna trovare il modo per uscire da questa impasse perché altrimenti il discorso relativo all Ente ospedaliero cantonale diventa un vero problema. Se la decisione presa lo scorso anno con decreto legislativo riguardante l entrata in vigore della pianificazione ospedaliera costituisce un problema dobbiamo assolutamente trovare una soluzione. Non è pensabile che nei prossimi anni a causa di un solo ricorso, la pianificazione ospedaliera non possa entrare in vigore. Significherebbe perdere milioni di franchi ogni anno; più precisamente 24.1 milioni di franchi all anno che potrebbero essere risparmiati. Il problema, lo ripeto, non riguarda unicamente l EOC. Se il decreto legislativo pone problema, dobbiamo cercare di modificarlo al più presto. Vi è un secondo elemento del rapporto che va sottolineato. I risparmi che si pensava di ottenere con la pianificazione ospedaliera forse non saranno tali. In altre parole non sappiamo se effettivamente potranno essere risparmiati 24.1 milioni di franchi. Credo che l EOC sarà ben contento di recuperare denaro quando la pianificazione entrerà in vigore: occorre chiedersi però se bisognerà sempre risparmiare in ogni settore. È un problema che ci riguarda tutti indipendentemente dalle ideologie e che dovremo risolvere in fretta nell interesse del Cantone. Per evitare ogni anno di ridirci le identiche cose, bisogna forse chiedersi se questa metodologia è corretta. Riguardo alle singole poste non c è molto da dire visto che è stato fatto un buon lavoro preparatorio; l Ente ha fornito una documentazione convincente. Ricordo solo che il rapporto implica che molto presto andrà affrontato il discorso della pianificazione della terza fase: i veri problemi dovranno essere affrontati in quel momento. Tuttavia sarà il nuovo Parlamento a doversi occupare seriamente di questo tema. Credo comunque che una discussione su questo contributo sia sempre opportuna e necessaria visto che è la spesa più importante decisa ogni anno dal Cantone. Il mio gruppo aderisce, seppur in maniera critica, al rapporto commissionale. BERETTA PICCOLI F. - Nel rapporto commissionale non trovo informazioni su alcuni problemi che vi espongo. 3346

15 È noto che la maggioranza del personale occupata negli ospedali è femminile. Personalmente ritengo che un infermiera con figli possa lavorare al 50%. Purtroppo ci sono degli ospedali dell Ente che non stipulano un contratto di lavoro al di sotto del 70%; al massimo concedono un contratto su chiamata a ore. È un comportamento che va combattuto, poco rispettoso del personale assunto. Il servizio di pronto soccorso degli ospedali è molto ben attrezzato, forse sin troppo, e spesso è mal utilizzato. Il rapporto commissionale presenta una tabella che mostra l aumento dei costi del Pronto soccorso negli ultimi anni. Oggi nei servizi di Pronto soccorso si tende a effettuare esami specifici che contribuiscono a far lievitare i costi e che potrebbero invece essere eseguiti in altra sede. In questo modo i costi vengono alterati risultando più caro il Pronto soccorso e meno cara la degenza ospedaliera. Un altro problema è che il personale attivo al Pronto soccorso non è stabile: gli infermieri sono fissi ma i medici assistenti si succedono a rotazione. In alcuni ospedali della Svizzera interna questi problemi sono stati affrontati seriamente. A Baden e a San Gallo, ad esempio, accanto al servizio di Pronto soccorso sono stati aperti due studi medici che offrono il servizio di medico di picchetto, evitando così al Pronto soccorso di dover eseguire inutili esami. Un altra questione importante e attuale è il carico di lavoro cui sono sottoposti i medici assistenti; sono parecchie ore mensili, anche 800, che non riusciranno mai a recuperare e nemmeno a farsi retribuire. È una situazione anomala che non rispetta la professione. Purtroppo queste situazioni vengono tollerate dai medici per paura di non essere assunti in altri ospedali. Io lo chiamo mobbing verso la classe medica. Il malumore serpeggia negli ospedali dell Ente. All ospedale San Giovanni infine c è un problema di retribuzione di ore di picchetti in sala operatoria che la direzione non risolve, creando ulteriori malumori. Personalmente ho sentito lo scarso rispetto con cui l Ente ospedaliero tratta il personale sanitario, quando il servizio delle risorse umane non mi ha concesso un congedo richiesto per la malattia di uno dei miei figli. Io non sono una "risorsa umana"; al contrario voglio essere considerato un essere umano. Per fortuna sono alle porte del prepensionamento. Il rapporto del relatore è dunque incompleto perché non menziona tutti questi problemi. RIGHINETTI T. - Sono convinto che l EOC, al di là di qualche personale perplessità sull eccessivo statalismo, lavora bene a beneficio della salute nel nostro Cantone. Voglio soffermarmi sul problema della formazione. Il collega Thomas Arn al capitolo 2.5 del rapporto commissionale scrive «se si analizzano i dati consuntivi degli anni precedenti si può anche ricavare l impressione che la disputa sui costi della formazione sia un semplice esercizio contabile: sia esso finanziato dal contributo dello Stato, sia esso finanziato dall EOC, la copertura dei costi sarà comunque a carico dello Stato perché è difficilmente immaginabile che le prestazioni di formazione possano essere fatturate a terzi. Qualora le prestazioni a terzi per servizi diversi generino introiti cospicui e portino eccedenze positive come nel caso del Consuntivo 2005 i benefici vanno comunque a favore dello Stato». Ciò è forse vero se riferito unicamente all EOC. Purtroppo nel calcolo delle tariffe LAMal è obbligatorio dedurre i costi per la formazione del personale che, per legge federale, devono quindi essere assunti dagli enti pubblici o caricati sulle tariffe di attività privata (tariffe non LAMal, vale a dire i proventi da degenze in camera privata o semiprivata). Anche le cliniche private operano attivamente per la formazione, anche se certamente in maniera minore come affermava prima il collega Daniele Lotti presidente dell EOC. 3347

16 Tuttavia esse sono accusate di non agire sufficientemente in questo settore, tanto che i socialisti, con un iniziativa, chiedono di obbligarle a finanziare un fondo di formazione. È un impostazione non giustificabile, poiché l EOC non solo carica integralmente i costi della formazione sul Cantone ma riceve pure 25 milioni di franchi per le degenze in camera privata e semiprivata. Anche in questo settore l EOC teoricamente dovrebbe essere concorrenziale con le cliniche private (basandosi su tariffe libere): è però evidente che non esistono condizioni di partenza identiche. Sarebbe invece più equo se i costi di formazione fossero pagati dal Cantone, totalmente o in parte, con le risorse finanziarie provenienti dalle camere private o semiprivate, al di là del sussidio fisso che riceve l EOC. Queste osservazioni non mi impediscono di approvare il rapporto della Commissione. PESENTI P., DIRETTRICE DEL DIPARTIMENTO DELLA SANITÀ E DELLA SOCIALITÀ - Mi permetto di ritornare sulla questione temporale sollevata dal deputato Caimi. Egli ha fatto notare che il contributo globale viene discusso un giorno dopo l approvazione del Preventivo per il Questo fatto non va però imputato al Governo né tanto meno all EOC. Noi avevamo presentato il messaggio governativo il 3 ottobre ossequiando la vostra richiesta di poterlo conoscere per tempo, in modo da poterne discutere prima del Preventivo L esame del contributo globale 2007 dell EOC e del finanziamento delle rette per i pazienti degenti nei reparti privati e semiprivati da parte della Commissione della gestione e delle finanze è avvenuto, come risulta dal rapporto della stessa Commissione, congiuntamente alla discussione dei conti consuntivi 2005 dell EOC. Ciò ha offerto l opportunità di considerare globalmente l evoluzione del contributo globale dal precedente ( ) al nuovo ( ) contratto di prestazione. Dal confronto emerge, in particolare, che i conti mantengono una certa stabilità già rilevata nei precedenti esercizi, per cui il contributo globale 2007, che si fissa a fr. 162'220'200.-, aumenta dello 0.6% (pari a + fr. 1'022'700.-) rispetto all importo del 2006 (fr. 161'197'500.-); l ammontare del contributo globale 2005 era di fr. 160'400' Si tratta di aumenti estremamente contenuti, come ho già avuto modo di sottolineare più volte. È un dato che però spicca a livello intercantonale, invidiato dai miei colleghi d Oltralpe, poiché gli ospedali dei Cantoni simili al nostro spesso presentano costi ospedalieri molto maggiori. Al di là di questa prima, seppur fondamentale, valutazione, il rapporto della Commissione della gestione e delle finanze sviluppa una serie di considerazioni, generali o di dettaglio, che vale la pena di riprendere brevemente. Le considerazioni a carattere generale sono due: la prima concerne la pianificazione ospedaliera presentata nel 2004 ed approvata a fine 2005; la seconda concerne la conformità del contributo globale all art. 30 della Legge sull'eoc (limite del 18% del gettito dell imposta cantonale dell anno precedente). Come già avevano anticipato il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) ed il Consiglio di Stato in occasione dell esame del messaggio del 7 novembre 2005 sulla pianificazione ospedaliera, ribadisco che i potenziali risparmi, che non sono facilmente identificabili, non possono essere immediati. Il risparmio per lo Stato, se accertato e come afferma il rapporto, potrà essere «considerato in occasione della determinazione del contributo globale per gli anni successivi». 3348

17 Il rapporto si china inoltre sui costi supplementari dovuti alla ripresa dei pazienti di riabilitazione cardiaca da parte dell EOC, a seguito della chiusura della Clinica Humaine SA di Sementina. Occorre precisare che questi pazienti potrebbero rientrare nell ambito dell oscillazione del +/- 5% dei volumi di attività, secondo quanto previsto nel nuovo art. 12 del contratto di prestazione annuale. Ciò non è il caso, perché la flessibilità dei margini di attività stabiliti nel contratto è destinata ad assorbire attività supplementari non previste, che occorrerebbe definire nuovamente in sede di rinnovo contrattuale. Vengo ora al problema legato alla clinica Humaine di Sementina. Il signor Caimi è intervenuto in veste di deputato (a nome del PPD) e poi in veste di avvocato. La sua domanda sui motivi per cui la pianificazione ospedaliera non è ancora entrata in vigore è palesemente retorica. Il rapporto scrive che il ricorso della clinica Humaine contro la pianificazione è stato ritirato. Tengo tuttavia a precisare che a tutt oggi né il Consiglio di Stato né il DSS hanno ricevuto conferma ufficiale di questa decisione. A inizio dicembre abbiamo ricevuto copia di una lettera del Dipartimento federale di giustizia (che per conto del Consiglio federale istruisce i ricorsi sulle pianificazioni ospedaliere cantonali) dove si chiede formalmente al rappresentante legale della clinica se ritira il ricorso ritenuto privo di oggetto: fino ad oggi non abbiamo una risposta. Se ben ricordo la lettera risale a inizio dicembre e ancora non sappiamo se il ricorso è stato ritirato o meno. Forse ce lo potrà dire oggi il legale della clinica, deputato Caimi. È chiaro che se non vi è conferma del ritiro del ricorso della clinica Humaine l Autorità federale non può decidere. È ovvio per qualsiasi giurista, anche per l avv. Caimi, che l Autorità inferiore non può mettere in vigore un decreto esecutivo su cui pende un ricorso al Consiglio federale. Il secondo punto a carattere generale sollevato dal rapporto riguarda la conformità del contributo globale all art. 30 cpv. 3 LEOC. Anche se l argomento attualizza una discussione già fatta ed è riproposto in questa sede, le conclusioni non possono essere altro che quelle del relatore, ossia che «è dunque lecito attendere con la discussione politica dei parametri stabiliti nella LEOC fintanto che la soluzione a livello federale non sarà stabilizzata». Questa è esattamente la posizione assunta fino ad ora dal Consiglio di Stato. Occorre tuttavia sottolineare che non esistono due differenti categorie di finanziamento (in senso stretto e in senso largo), ossia quello relativo all EOC e quello destinato a contribuire alle spese dei pazienti degenti nei reparti privati e semiprivati degli ospedali cantonali. Questo contributo non fa parte del finanziamento globale dell EOC, come è stato spiegato diffusamente quando è stato introdotto a seguito della decisione del TF delle assicurazioni, del 30 novembre 2001, e della promulgazione della legge federale dell 11 giugno 2002 (cfr. messaggio no del 20 novembre 2002). I due crediti sono presentati congiuntamente perché attinenti alla stessa materia, il finanziamento pubblico in ambito ospedaliero acuto, ma sarebbe forse opportuno separarli e presentarli in due messaggi distinti. Un altro tema sollevato anche oggi in aula, è quello dell aumento dei costi nei servizi di Pronto soccorso: costo totale e costo per visita. Il rapporto commissionale constata che il costo per visita dal 2002 al 2007 è cresciuto dell 85%. In realtà l aumento riguarda esclusivamente il costo della partecipazione dello Stato, non il costo totale della visita. Infatti nel 2002 quest ultimo ammontava a fr ; nel 2007 a fr con un incremento del 16%. All origine di quest ultimo aumento ci sono le ragioni che il relatore ha spiegato nel suo rapporto del 24 ottobre

18 La partecipazione dello Stato è invece effettivamente cresciuta dell 85%, ma soprattutto a seguito della modifica del regime di finanziamento dell assicurazione malattia (TARMED) che addossa allo Stato tutto il costo di quella che viene considerata la "missione sociale" da parte dei servizi di Pronto soccorso. È una norma applicata a livello federale, che non è mai stata contestata e che verrà ripresa integralmente nella nuova revisione della LAMal. I Cantoni saranno tenuti a finanziare interamente quella che viene considerata la " parte sociale" dell attività dei Pronti soccorsi o degli ospedali in generale. Questo principio varrà anche laddove si prevede il finanziamento del settore pubblico e del settore privato. La "missione sociale", ossia l apertura del servizio 365 giorni all anno 24 ore su 24, la copertura di tutto il territorio cantonale, la prontezza d esercizio, l accettazione di ogni paziente eccetera verrà sempre finanziata esclusivamente dallo Stato e quindi dal Cantone. È un servizio ai cittadini. Qualora si ritenesse opportuno ridurre questo livello di missione sociale sono possibili contenimenti di costo (chiusura dei Pronti soccorsi dell Ospedale italiano e degli ospedali di zona durante la notte, durante i week-end, ecc., o misure ancora più incisive). Sono decisioni che attengono al "cosa" non al "come" e competono al Governo e al Parlamento. All Ente ospedaliero possiamo indicare nel contratto ciò che riteniamo importante e finanziarne i costi. Non possiamo però pretendere che sia l Ente ospedaliero a decidere dove e come ridurre i costi delle visite del pronto soccorso o dove chiudere i servizi di pronto soccorso. È una responsabilità che devono assumersi il Governo, il Dipartimento e il Parlamento. Aggiungo infine una precisazione sul finanziamento della formazione del personale. Secondo una parte della Commissione «questi costi potrebbero essere finanziati anche tramite una parte del ricavo delle prestazioni fatturate»: questa ipotesi non può essere presa in considerazione in virtù del meccanismo di calcolo attuale, valido sul piano nazionale, e nuovamente ripreso e illustrato nello stesso rapporto. La LAMal, oggi vigente esclude il finanziamento della formazione, della ricerca, degli ammortamenti e della sovracapacità a carico dell assicurazione di base (art. 49 cpv. 1 LAMal). Queste posizioni sono, almeno per ora, a carico del Cantone. Se ben ricordo nella proposta di revisione del testo della LAMal attualmente in discussione alle Camere federali questo assetto è stato di nuovo confermato. Salvo imprevisti questi costi rimarranno a carico del Cantone. Non sono in grado di dare oggi una risposta alle questioni sollevate dal deputato Beretta Piccoli che riguardano: le condizioni salariali rispetto a certe posizioni precarie o part-time, l ipotesi di una sovramedicalizzazione o di un sovratrattamento da parte dei pronti soccorsi, il problema delle ore da recuperare in diversi servizi da parte dei medici assistenti o del personale medico in generale, il problema dei picchetti nelle sale operatorie al San Giovanni di Bellinzona. Non ho preso nota. Vedrò di chiarirle al più presto con la direzione dell Ente ospedaliero cantonale o, se del caso, con i diversi ospedali regionali. ARN T., RELATORE - Riprendo brevemente alcuni temi toccati nella discussione. L aspetto più importante concerne l ammontare del contributo globale all EOC che deve essere limitato al 18% del gettito dell imposta cantonale. Mi scuso con la Consigliera di Stato se ho osato coniare il termine di "contributo in senso stretto": l ho fatto perché è lo Stato che sopporta tutte le spese. Possiamo disquisire sotto quale voce, ma si tratta comunque sempre di soldi dello Stato. La distinzione è molto chiara: il Consiglio di Stato l aveva illustrata con chiarezza nel messaggio riguardante la 3350

19 revisione della legge ospedaliera, confermata anche dal Parlamento: il 18% si riferisce unicamente al contributo globale dell Ente ospedaliero. In quel momento era sorto il problema del finanziamento delle rette dei pazienti degenti in camera privata e semiprivata: già allora si era detto che questo non rientrava nel 18% stabilito. Certamente questo limite e questa modalità di calcolo dovranno essere rivisti al momento in cui la LAMal stabilirà in maniera definitiva le modalità future. In un regime provvisorio come quello odierno mi sembra giusto e trasparente indicare le cifre in una tabella. Per quanto riguarda il problema della formazione è la LAMal stessa che ne stabilisce le modalità di finanziamento. Bisogna prenderne atto anche se non tutti sono d accordo. Il collega Righinetti ha ricordato che esiste una evidente disparità di trattamento tra le cliniche private e l ente pubblico non solo nel campo della formazione, ma anche per quanto riguarda le degenze nelle camere private. Questa disparità sarà uno dei temi che la prossima revisione della LAMal dovrà affrontare e che potrebbe comportare degli oneri importanti per lo Stato. Ribadisco dunque quanto ho già scritto nel rapporto: il Consiglio di Stato dovrà vegliare affinché la tendenza in atto non si ripercuota in modo catastrofico sulle finanze cantonali. La situazione del nostro Cantone infatti, a differenza di altri, è particolare per l alto numero di cliniche private presenti sul nostro territorio. Il Parlamento affiancherà il Governo in questa battaglia. Vengo ora alla questione della mancata entrata in vigore della pianificazione ospedaliera. C è stato un malinteso sul problema dei ricorsi. Nel primo rapporto presentato alla Commissione scrivevo che i ricorsi erano attuali. Al momento della firma dei rapporti però mi è stato detto che un ricorso era stato ritirato; ho provveduto a correggere il rapporto in tal senso. Una verifica successiva ha tuttavia permesso di accertare quanto ci ha confermato la Consigliera di Stato e cioè che i due ricorsi sono tuttora formalmente in essere. Ho quindi fatto distribuire ai deputati la versione originale del rapporto dove figura che nessun ricorso è stato ritirato. La Consigliera di Stato ha lasciato trapelare che nei prossimi giorni si deciderà se il ricorso della clinica Humaine verrà mantenuto, ma al momento formalmente il ricorso è attuale. Rimane il rammarico per la concessione dell effetto sospensivo: invito quindi il Consiglio di Stato a prendere contatto con i ricorrenti per risolvere quanto prima questo problema. Dopo la lunga discussione dello scorso anno sulla pianificazione ospedaliera, sarebbe una beffa se questa non entrasse in vigore in tempi ragionevoli. L effetto sospensivo, anche se negativo, non va subito passivamente. Per quanto riguarda i costi del Pronto soccorso prendiamo atto che le cifre indicate sono solo quelle a carico dello Stato e non riguardano il costo complessivo della visita. La Consigliera di Stato ha spiegato con chiarezza, coniando il termine di costo della "missione sociale", per quale motivo il Cantone debba sobbarcarsi oneri sempre crescenti, raddoppiati in cinque anni, per offrire un servizio indispensabile alla popolazione. Da ultimo il collega Fausto Beretta-Piccoli ha posto l accento sull aspetto umano del lavoro ospedaliero. Beretta-Piccoli conosce la mia sensibilità per questi temi: purtroppo in questi rapporti bisogna limitarsi ad esaminare e valutare dei costi. Sarà invece compito di chi dovrà utilizzare queste risorse finanziarie tenere in debito conto gli aspetti umani. Nessuno di noi è semplicemente un numero: al contrario sono le persone che lavorano all Ente ospedaliero a contribuire concretamente alla salute della popolazione. Vi invito dunque ad approvare il contributo globale all Ente ospedaliero. 3351

20 CAIMI C.L. - In questo consesso io intervengo da deputato, e non da avvocato di una parte in causa, come sembra insinuare la Consigliera di Stato. Oggi intervengo in qualità di portavoce del PPD, riportando quanto concordato con il mio gruppo. È inutile disquisire sul fatto che un ricorso sia stato ritirato o meno, quando il rapporto commissionale indica chiaramente che il ricorso non è stato ritirato. Invito la Consigliera di Stato a leggere diligentemente i documenti del Parlamento e a non intervenire su temi che esulano dalla discussione. Senza violare il segreto professionale, segnalo che il 15 novembre il Consiglio federale ha chiesto alle due parti una presa di posizione sull eventuale ritiro dei ricorsi. Come mi ha confermato il collega Giudici, l altra parte manterrà il ricorso. Non è quindi il ricorso della clinica Humaine di Sementina a costituire un problema. Mi ricordo che all interno della Commissione speciale per la pianificazione ospedaliera, come può confermare il collega Righinetti, si è discusso a lungo sul fatto che entrambi i ricorsi non avrebbero dovuto intralciare l entrata in vigore della pianificazione ospedaliera sui punti non oggetto di ricorso. I due ricorsi pendenti non hanno alcuna influenza sulla mancata entrata in vigore della pianificazione ospedaliera. Nella mia veste di deputato offro al Consiglio di Stato un consiglio giuridico gratuito: chieda che venga tolto l effetto sospensivo ai ricorsi per chiudere finalmente la questione e far entrare in vigore la pianificazione ospedaliera. Mi secca fare il maestro di diritto, a maggior ragione se mi si accusa di essere il responsabile della situazione che si è venuta a creare. A mio parere c è un problema di natura istituzionale: vogliamo o no che la pianificazione ospedaliera entri in vigore? Nei giorni scorsi si è parecchio discusso su come riuscire a risparmiare: potremo risparmiare quando entrerà in vigore la pianificazione ospedaliera. I mezzi giuridici ci sono. Se il Consiglio di Stato non ritiene adeguato il mio consiglio trovi un altro modo per risolvere la questione. Non mi si venga a dire che la pianificazione ospedaliera non può entrare in vigore fino a che rimarrà pendente un ricorso che, ve lo dico senza violare alcun segreto professionale, non sarà certamente quello di Sementina. È una motivazione che giuridicamente e politicamente non regge. Se si vuole fare un uso strumentale di questo problema lo si faccia, ma non si faccia dell ironia con affermazioni retoriche. Il Parlamento sappia che la pianificazione ospedaliera, se solo lo si volesse, può entrare in vigore immediatamente. Mi aspetto che la Consigliera di Stato, avvocato come me, porti delle spiegazioni giuridiche a sostegno delle sue argomentazioni contrarie. In conclusione, a nome del gruppo, ribadisco che non è in discussione il contributo all EOC. Se approvando questo contributo vogliamo anche promuovere misure di risparmio, fortemente volute da tutti, dobbiamo fare in modo che la pianificazione ospedaliera entri in vigore. In caso contrario è inutile lamentarsi per le finanze del Cantone. La discussione di entrata in materia è dichiarata chiusa. Messa ai voti, l'entrata in materia è accolta con 41 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astensioni. Messi ai voti, i singoli articoli e il complesso del disegno di decreto legislativo annesso al messaggio governativo sono accolti con 43 voti favorevoli, 7 contrari e 4 astensioni. 3352

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