Bollettino Economico Repubblica Popolare Cinese

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1 Bollettino Economico Repubblica Popolare Cinese Secondo semestre 2010 Segretario Generale Elena Tosana Redazione Niccolò Dall Asta Pubblicazione in data

2 Indice Guida alla lettura pag. 3 I Introduzione: principali indicatori economici pag. 4 II Finanza statale pag. 8 III Consumo e inflazione dei prezzi al dettaglio pag. 11 IV Investimenti in Immobilizzazioni pag. 13 V Commercio estero pag. 15 VI Investimenti esteri pag. 18 VII Mercati Finanziari pag Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre 2010

3 Guida alla lettura Sono qui in seguito elencate una serie di convenzioni utilizzate nella stesura di questo Bollettino, in modo da garantire al lettore una piena comprensione e apprezzamento dei contenuti ivi presenti. Tassi di cambio Gli importi monetari sono sempre indicati in doppia valuta, Yuan Cinese (RMB) e Euro ( ). Per le conversioni il tasso utilizzato è quello del 31/12/2010: 1,00=RMB 8,83. Il punto (.) è utilizzato come simbolo separatore per le migliaia, mentre la virgola(,) per i decimali. Nel caso i dati presentati fossero originariamente espressi in Dollari Americani, verranno comunque forniti in Yuan Cinesi e Euro, utilizzando i seguenti tassi di cambio al 31/12/2010: Fonti -USD 1,00=RMB 6,59 -USD 1,00=EUR 0,75 II dati presentati nel Bollettino provengono dalle seguenti fonti esterne, per le quali CCIC non garantisce l accuratezza né la veridicità. China Monthly Economic Indicators, National Bureau of Statistics (vol ) Rapporto congiunto Repubblica Popolare Cinese 2011, Ambasciate-Consolati/ Uffici ICE all estero. World Economic Outlook, April 2011, International Monetary Fund. World Trade Atlas 2011, Global Trade Information Services. Wall Street Journal. Investment Promotion Agency of Ministry of Foreign Commerce. Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre

4 I - Introduzione: principali indicatori economici Il 12 piano quinquennale Nell Ottobre del 2010 il Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha reso pubbliche le linee guida del 12 piano quinquennale di sviluppo economico e sociale della Repubblica Popolare. Il piano è stato in seguito approvato il 14 Marzo 2011 nel corso della seduta conclusiva del Congresso Nazionale del Popolo. Il piano, nonostante non sia vincolante e non citi le fonti utilizzate per finanziare le politiche in esso contenute, nelle sue ultime edizioni si è dimostrato una buona previsione dell effettiva condotta del governo cinese per gli anni seguenti. I punti salienti del 12esimo piano sono i seguenti: diminuzione degli obiettivi di crescita annui al 7%, rispetto al 10,3% ottenuto nel 2010; raggiungimento di una percentuale di residenti in aree urbane del 51,5%; riduzione dell intensità energetica e della produzione di energia da fonti fossili tradizionali; riduzione delle emissioni di tonnellate di CO2 per punto percentuale di PIL del 16%; creazione di circa 45 milioni di posti di lavoro; mantenimento della popolazione sotto gli 1,39 miliardi di persone; trasformazione delle zone costiere da fabbrica mondiale a centro integrato di ricerca e sviluppo, di produzione avanzata e di servizi terziari; sviluppo dell energia nucleare per diversificare il mix energetico, sotto il presupposto di garantirne la sicurezza; costruzione di grandi centrali idroelettriche nel sud del Paese; ampliamento delle infrastrutture, con nuovi aeroporti, nuove autostrade e reti ferroviarie ad alta velocità; costruzione di 36 milioni di appartamenti economici per facilitare le famiglie a basso reddito. 4 Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre 2010

5 La situazione economica ll prodotto interno lordo del Paese di Mezzo alla chiusura del 2010 ha raggiunto la quota di RMB ,3 mld. ( 4.507,2 mld), con una crescita del 10,3% rispetto all anno passato. Le industrie primaria, secondaria e terziaria sono cresciute rispettivamente del 4,3%, 12,2% e del 9,5%. Negli ultimi 2 trimestri l economia ha mostrato un leggero rallentamento, passando da una crescita media del 11,1% del primo semestre al 9,7% del secondo semestre, probabilmente in parte frutto della decisione della People s Bank of China di alzare i tassi di interesse per 3 volte, una prima volta in Ottobre, in seguito in Dicembre e ancora in Aprile Alla fine del 2010 il Pil pro-capite in Cina si è attestato sui RMB ( 1.191,5), con mostrando un aumento del 9,8% rispetto al La situazione del mercato del lavoro è caratterizzata da un tasso di disoccupazione molto basso, che nel 2010 è stato misurato essere del 4,1% nelle zone urbane, rimanendo pressoché stabile nel tempo, mentre i salari medi dei lavoratori dipendenti delle imprese delle zone urbane nell ultimo quarto del 2010 sono aumentati del 13,3% rispetto allo stesso periodo dell anno precedente, rimanendo ben al di sopra del tasso di inflazione e garantendo così un aumento del potere d acquisto medio dei lavoratori. Nonostante il buon andamento del mercato del lavoro desta preoccupazione il repentino innalzamento del tasso di inflazione nel corso dell anno passato, che ha raggiunto a Dicembre il 4,9% sull indice generale dei prezzi al consumo, presentando delle punte del 15,6% per il prezzo del grano, del 19% per le uova e addirittura del 34,4% per la frutta fresca, creando preoccupazione nelle fasce più povere della popolazione, per le quali la spesa alimentare è la la più rilevante del budget familiare. Un altro indicatore che ha destato delle preoccupazioni è quello relativo all andamento del mercato immobiliare, che presenta una duplice difficoltà. Da una parte molti analisti 1 speculano la presenza di una bolla immobiliare, specie nelle città di primo e secondo livello, come Beijing, Shanghai, Guangzhou, Shenzhen e Chongqing. 1- CityGroup China Research Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre

6 Gli investimenti immobiliari hanno raggiunto il 6,1% del PIL cinese, lo stesso livello raggiunto nel mercato statunitense nel 2005 prima della crisi dei mutui subprime, anche se con differenti livelli di indebitamento. I prezzi delle unità abitative sono aumentati a dicembre 2010 per il 19 mese consecutivo, salendo del 6,4% rispetto all anno precedente. In secondo luogo un ampia porzione della popolazione ha difficoltà a permettersi un abitazione, la qual cosa, sommata all inflazione in aumento, sta ha provocato un crescente malcontento tra le fasce meno abbienti in tutto il paese. Per fare fronte a questa seconda emergenza il governo cinese ha intenzione di iniziare la costruzione di oltre 10 milioni di unità abitative entro Dicembre del 2011, con un incentivo pubblico di RMB 500 mld ( 56,6 mld) su un costo totale previsto di RMB 1300 mld. Il governo ha tentato di rallentare questi processi inflativi aumentando per due volte i tassi sui depositi e sui prestiti a un anno, rispettivamente fino al 2,75% e 5,81% a fine 2010, mentre nel momento in cui scriviamo (giugno 2011) il tasso sui prestiti è arrivato al 6,31%. Per diminuire l entità dei mutui e rallentare la crescita del mercato immobiliare sono state anche aumentate le percentuali di riserve obbligatorie delle banche fino al 19,5%, diminuendo in modo consistente la quantità di moneta circolante e nel 2011 è stata vietata la possibilità di stipulare più di due mutui contemporaneamente. 6 Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre 2010

7 Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre

8 II - Finanza statale Le entrate dell erario cinese nel 2010 ammontavano a RMB mld ( 941 mld), in aumento del 21,3% dal 2009, di cui RMB mld da entrate fiscali e RMB 988 mld da entrate non fiscali. L andamento delle principali componenti delle entrate è stato il seguente: l imposta sul valore aggiunto ha portato RMB mld ( 239 mld) con un aumento del 14,1%, dovuto principalmente all aumento della produzione e alla crescita dei prezzi; l imposta sul consumo interno ha raggiunto i RMB 607 mld ( 68,8 mld) con un aumento del 27,5%, dovuto all aumento delle tasse su carburanti e tabacco, nonché alle maggiori vendite di autoveicoli; il gettito della tassa sulle imprese è aumentato del 23,8%, fino a RMB mld ( 126 mld). Le principali ragioni di una crescita così rapida delle entrate statali (ben superiori alla crescita del prodotto interno lordo), sono da ricercarsi in questi punti principali: in primo luogo la rapida crescita di alcuni indicatori, come il valore aggiunto della produzione industriale (+15,7%), il totale degli investimenti di capitale in immobilizzazioni (23,8%), le vendite al dettaglio di beni di consumo (+18,4%), in secondo luogo l aumento dei prezzi, con un inflazione superiore alle aspettative e in terzo luogo la crescita del parco auto e delle relative tasse di circolazione. Fonte: China Monthly Economic Indicators, National Bureau of Statistics, 2011,1-4 ( Vol ) 8 Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre 2010

9 Sul fronte delle spese e degli investimenti vi sono stati decisi aumenti, arrivando a una spesa complessiva di RMB mld ( mld), in crescita rispetto all anno precedente del 17,4%. La spesa statale, di cui queste statistiche misurano esclusivamente la parte relativa al governo centrale, rappresenta una porzione significativa del prodotto interno lordo, ammontando al 22,5%, il che rende le scelte di investimento statali estremamente significative per la performance complessiva dell economia. Tra i più importanti e significativi aumenti della spesa nazionale troviamo gli stanziamenti per l istruzione, passati a RMB mld ( 141 mld), in aumento del 19,3%, gli investimenti in servizi idrici, ammontati a RMB 805 mld ( 91,1 mld), la spesa sanitaria nazionale, che ha raggiunto i RMB 474 mld ( 53,8 mld) con una crescita del 18,8%, gli impieghi per i servizi di assistenza sociale e occupazione hanno raggiunto i RMB 908 mld ( 102,8 mld) in crescita del 19,4%. Altre importanti voci di spesa, rappresentative del cammino percorso dalla Repubblica Popolare lo scorso anno, sono le aumentate spese per la protezione ambientale, che hanno raggiunto i RMB 242 mld ( 27,5 mld) e i finanziamenti alla ricerca scientifica e tecnologica, che ammontavano a RMB 323 mld ( 36,5 mld) con un aumento del 17,6%. Fonte: China Monthly Economic Indicators, National Bureau of Statistics, 2011,1-4 ( Vol ) Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre

10 Rifacendoci alle linee guida del nuovo piano quinquennale ci si può attendere che questi due valori in particolare tenderanno a aumentare a ritmi ancora più elevati nei prossimi anni, essendo la tutela dell ambiente e la ricerca tecnologica due capisaldi del futuro sviluppo del paese. Il piano infatti prevede forti investimenti nel settore energetico, con obbiettivi di crescita nel solare termico e fotovoltaico, nell eolico, nel nucleare, nel cosiddetto carbone pulito e nei gas naturali non convenzionali, nonché una gestione più efficiente nella griglia distributiva, creando una smart grid. Questi investimenti sono tesi a soddisfare la domanda di energia in continua crescita, e a superare le difficoltà emerse con i recenti problemi di generazione di energia idroelettrica dovuti alla siccità che ha colpito le regioni centrali del paese nei primi mesi del Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre 2010

11 III - Consumo e inflazione dei prezzi al dettaglio Nel secondo semestre del 2010 il consumo cinese non ha accennato a diminuire in intensità e le linee guida del nuovo piano quinquennale promettono ulteriori manovre atte a stimolare il consumo interno, per rendere possibile l auspicata trasformazione della Cina da fabbrica del mondo a polo di consumo, e poter così dipendere di meno dalle esportazioni verso i paesi dell ovest. Fonte: China Monthly Economic Indicators, National Bureau of Statistics, 2011,1-4 ( Vol ) Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre

12 Il totale delle vendite al dettaglio nel 2010 è cresciuto del 18,4% rispetto all anno passato, con un andamento pressoché omogeneo in tutte le province. Come accennato nell introduzione, nonostante l inflazione complessiva dei prezzi al consumo sia contenuta (4,6% a Dicembre 2010), destano preoccupazione i rincari di alcuni generi alimentari di prima necessità, come il grano, le uova e la frutta fresca, che sono saliti rispettivamente del 15,6%, del 19% e del 34,4% rispetto a Dicembre Questo dato risulta ancora più preoccupante se andiamo a esaminare la composizione media della spesa delle unità famigliari urbane e rurali, ancora profondamente differenti per valori di reddito e tipologia di spesa. A fine 2010 il reddito disponibile per una famiglia delle zone rurali era in media di RMB ( 802) a persona, con una spesa corrente di RMB ( 714) di cui il 61,1% utilizzato per l acquisto di generi alimentari; una famiglia residente in città, invece, aveva mediamente un reddito disponibile di RMB ( 2.164) a persona, con una spesa corrente di RMB ( 1.526) di cui il solo il 36% destinato a generi alimentari. Si può ben comprendere come simili repentini aumenti nei prezzi di generi alimentari di prima necessità comportino una notevole compressione delle possibilità di consumo delle famiglie meno abbienti, principalmente residenti nelle zone rurali. Dopo un periodo di politica monetaria espansionistica, volta a mitigare gli effetti di riduzione della liquidità portati dalla crisi finanziaria mondiale, la People s Bank of China ha ripreso nell Ottobre 2010 a rialzare i tassi di interesse sui depositi e sui prestiti, cercando in tal modo di fare fronte all impennata dell inflazione. Tale politica è proseguita anche nei primi mesi del 2011, con successivi aumenti, che hanno portato il tasso di riferimento dal 5,3% di Settembre 2010 al 6,3% di Giugno 2011; per drenare liquidità dal sistema le riserve obbligatorie delle banche sono state inoltre innalzate fino al 20%. 12 Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre 2010

13 IV - Investimenti in Immobilizzazioni Alla fine del 2010 gli investimenti in immobilizzazioni hanno raggiunto la cifra di RMB mld ( mld), di cui l 86,8% (RMB mld, mld) nelle zone urbane, e il restante 13,2% nelle zone rurali. Nelle aree urbane gli investimenti di imprese e holding statali hanno raggiunto i RMB mld ( mld), mentre il settore immobiliare, tra costruzioni, ampliamenti e trasformazioni di edifici ha attirato il 20% degli investimenti, pari a RMB mld ( 547 mld). La suddivisione tra settori primario, secondario e terziario, per quanto riguarda gli investimenti in immobilizzazioni in aree urbane, non desta sorprese, mostrando una netta preponderanza del terziario, con RMB mld ( mld), in aumento del 25,6% rispetto al 2009 e del secondario, che raggiunge i RMB mld ( mld) investiti, con un aumento del 23,2%, mentre il primario non supera i RMB 397 mld ( 45 mld). Questa rapida crescita degli investimenti e delle costruzioni di immobili è stata accompagnata negli ultimi 2 anni da prezzi degli immobili residenziali in rapida ascesa in pressoché tutte le città di primo e secondo livello, al punto che molti analisti vedono il rischio di una bolla immobiliare. Nel solo 2010 le quotazioni medie degli immobili residenziali sono aumentate dell 8% circa. In risposta all andamento del mercato, il governo ha varato una serie di misure atte a raffreddare i prezzi, a partire da limitazioni sull uso dei mutui (aumentando gli acconti minimi per la seconda casa e vietando il terzo mutuo simultaneo) fino a varare un grande piano di edilizia popolare che prevede la costruzione di 36 milioni di unità abitative nel corso dei prossimi 5 anni, con 10 milioni di appartamenti in costruzione dal Dicembre Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre

14 Le abitazioni a basso costo sono infatti spesso snobbate dagli sviluppatori e dai governi locali, in quanto offrono minori margini rispetto agli appartamenti di lusso. Secondo alcuni analisti 1 i prezzi e le vendite hanno già iniziato a crescere più lentamente nei primi mesi del Questo non dovrebbe avere ripercussioni come nella crisi dei subprime negli USA, in quanto i mutui stipulati in Cina prevedono garanzie e depositi molto più stringenti; coloro che invece corrono più rischi sono i costruttori, che spesso si avvalgono di forti leve finanziarie e potrebbero soffrire le diminuzioni dei prezzi, mettendo in pericolo un mercato che secondo alcune stime 2 vale il 13% del Pil cinese e che condiziona sempre più l economia globale. Fonte: China Monthly Economic Indicators, National Bureau of Statistics, 2011,1-4 ( Vol ) 1. Rosalea Yao, Dragonomics 2. Jonathan Anderson, UBS 14 Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre 2010

15 V - Commercio Estero Al termine del 2010 la bilancia commerciale cinese era in attivo di USD 182,1 mld ( 136,6 mld). Le importazioni nel corso dell anno hanno raggiunto i USD 1.395,7 mld ( mld), mentre le esportazioni misuravano USD 1.577,7 mld ( 1.183,3 mld). L andamento dei valori è al rialzo, sia per le esportazioni (+31,3%) che per le importazioni, che mantengono un ritmo di crescita serrato, concludendo il 2010 con un +38,7%, mentre nei primi 6 mesi si era registrato un +53%, dopo un 2009 di decrementi, in corrispondenza dell onda lunga della crisi economica mondiale. Il risultato della bilancia commerciale è però in leggero peggioramento e pur registrando ancora un attivo, incassa una diminuzione del surplus del 6,9%, dovuta in parte a una maggiore crescita proporzionale dell import. Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre

16 Come si nota dalle tabelle seguenti, i principali importatori di prodotti cinesi sono Stati Uniti, Hong Kong e Giappone, che complessivamente acquistano quasi il 40% delle esportazioni cinesi, mentre l Italia importa circa il 2% del valore totale delle merci che varcano i confini cinesi. Dati in miliardi di dollari. Fonte: World Trade Atlas 2010, elaborazioni CICC Sul fronte delle importazioni, la Cina si trova ad acquistare principalmente da Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Stati Uniti, che insieme forniscono più del 30% dei prodotti importati in Cina; l Italia è solo ventunesima in questa classifica e fornisce alla Cina circa il 2% del totale dell import. L interscambio Italia-Cina ha subito un impennata nel 2010, con le esportazioni di beni cinesi in aumento del 53,8%, fino a USD mld ( 23.4 mld), e le importazioni dall Italia in aumento del 26,9% fino a USD 13,99 mld ( 10,5 mld). Il saldo commerciale rimane dello stesso segno degli anni precedenti, a discapito della bilancia commerciale italiana, che vede le esportazioni cinesi essere più del doppio delle importazioni. 16 Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre 2010

17 Dati in miliardi di dollari. Fonte: World Trade Atlas 2010, elaborazioni CICC Procedendo con uno sguardo sulla suddivisione merceologica notiamo come le principali categorie di beni importati in Cina siano nell ordine apparecchi elettronici, combustibili minerali e petrolio, macchinari e minerali non lavorati; queste quattro categorie raggiungono oltre il 55% delle importazioni. I prodotti esportati si concentrano su apparecchi elettronici, macchinari, maglieria e abbigliamento in tessuto, raggiungendo quasi il 52% del totale delle esportazioni. Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre

18 VI - Investimenti Esteri Alla chiusura dello scorso anno la Cina ha superato un record simbolico ancor più che economico: la cifra totale di investimenti esteri attratti dal paese ha superato il muro dei 100 miliardi di dollari, assestandosi su USD 105,7 mld ( 79,3 mld), con una crescita del 17,4%. Il trend dei primi mesi del 2011, al di sopra dei risultati del 2010, sembra indicare un ulteriore aumento degli investimenti. I salari in aumento e il maggiore potere di acquisto delle famiglie cinesi stanno facendo cambiare il mix di compagnie con investimenti in Cina, diminuendo la quota di produzioni a bassa tecnologia e aumentando quelle ad alto valore aggiunto (basti pensare che nel 2010 la Cina è diventato il più grande mercato di schermi LCD al mondo, superando gli Stati Uniti e attraendo investimenti in impianti di produzione da parte di produttori come LG e Samsung 1 ) Gli investimenti esteri diretti in Cina si sono concentrati principalmente nel settore produttivo-manifatturiero, che ha canalizzato il 46,9% degli investimenti, mentre il 22,7% è stato destinato al commercio nel settore immobiliare, seguito dall 8% nell elettronica e nei computer e dal 6,7% nei leasing e nei servizi commerciali. Per quanto riguarda la provenienza degli investimenti esteri, esaminando la tabella sottostante possiamo notare la posizione predominante di Hong Kong, che nel 2010 ha apportato oltre il 63% degli investimenti, seguito a lunga distanza da Taiwan, Singapore e Giappone, che però presi insieme non arrivano al 16% del totale. 1-Bloomberg.com 18 Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre 2010

19 VII - Mercati Finanziari L indice SCI (Shanghai Composite Index) della borsa di Shanghai ha chiuso il 2010 con un ribasso complessivo del 14%, una delle performance peggiori tra le grandi piazze finanziarie globali, nonostante la forte performance dell economia reale cinese. Gli analisti imputano la maggior parte della diffidenza degli investitori alla politica monetaria cinese, più prudente a fine 2010, alle preoccupazioni destate dall inflazione e alle paventate politiche restrittive sulle proprietà immobiliari, per ora implementate solo in parte. Ciò nonostante il capitale raccolto nelle IPO (Initial Public Offering) sulla borsa cinese ha superato di gran lunga la performance di Wall Street, raccogliendo RMB 488 mld ( 55,6 mld) contro gli USD 39 mld ( 29,25 mld) della borsa statunitense. Sono state molte anche le sottoscrizioni di capitale lanciate da banche e istituzioni finanziarie, in cerca di nuova liquidità. È stata accolta con entusiasmo la decisione di consentire sulla piazza finanziaria cinese il commercio di strumenti finanziari come le vendite a termine, i future sugli indici e il margin trading, anche se questi strumenti hanno trovato per ora poco mercato. A Dicembre 2010 presso lo Shanghai Stock Exchange erano a listino 894 compagnie, con una capitalizzazione totale di RMB mld ( mld) e un volume di scambi medio giornaliero di RMB 115 mld ( 13,1 mld). Bollettino Semestrale Luglio - Dicembre

20 Segretario Generale Elena Tosana Redazione Niccolò Dall Asta E consentita la riproduzione parziale di singoli testi purché se ne citi la fonte. Per quanto concerne l interpretazione dei testi ufficiali, si declina, come d uso, qualsiasi responsabilità. Pechino Unit 1612, Zhongyu Plaza A6, Gongti North Road, Chaoyang District, , Beijing, China Tel: Fax: Guangzhou Room 948, Garden Hotel 368, Huanshi Dong Road, Garden Tower Guangzhou, China Tel.: Fax.: Disclaimer Questa pubblicazione contiene rinvii a siti web ( collegamenti ipertestuali ) e utilizza altresì informazioni provenienti da fonti terze. La CCIC declina ogni responsabilità in merito all accuratezza, alla veridicità e alla completezza dei materiali reperiti presso tali siti o comunque ottenibili per loro tramite. Shanghai Room 1604, Xin Cheng Mansion No.167 Jiang Ning Road Shanghai, China Tel: Fax:

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