Reportage. tra etica e (buon) business MONTBLANC TIMEWALKER TWINFLY TITANIUM CHRONOGRAPH

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2 Reportage MONTBLANC TIMEWALKER TWINFLY TITANIUM CHRONOGRAPH Un omaggio ai 190 anni di evoluzione tecnica del cronografo. editoriale 30 ei nostri mondi puliti tra etica e (buon) business Perché, scusi, le piace il deserto? Perché è pulito. C è un bellissimo scambio di battute tra il colonnello Lawrence d Arabia interpretato da Peter O Toole nell omonimo film del 62, vincitore di sette premi Oscar e il suo interlocutore. Lawrence, lì, esprimeva un concetto di clearness, di pulizia in modo quasi filosofico. Così come in questo numero Switch affronta la parola nella sua globalità; con piglio pratico e talora poetico s addentra nelle mille sfaccettature dell idea di pulizia. Pulizia significa anche chiarezza d intenti, nitore d animo, limpidezza nei progetti. La prima cosa ad interessarci è l energia pulita, ovviamente: il propulsore dell umanità del futuro in tutte le sue declinazioni. Ma esiste un modo per rendere il non-pulito esempio di pulizia; per esempio, trasformare il rifiuto dell industria in una sorta di efficiente ed assai proficua industria del rifiuto. In Estonia riutilizzano gli scarti del ciclo produttivo della moda; in Spagna stanno bonificando la plastica dannosa che rilasciano i cinesi. Ed esiste anche il metodo, anzi molti metodi, per dare un nuovo destino alle 50mila tonnellate di rifiuti tecnologici, ai 400 milioni di PC buttati via e all 1,4 miliardi di cellulari buttati ogni anno: mutandoli da carcasse della modernità in altra forma di energia. Perciò, per capire l arte del riciclo digitale, Switch ha seguito l onda del trashware in tutto il mondo: è partito dal cassonetto ed è passato dalle più moderne tecniche di smaltimento della Germania o del Brasile, arrivando alla tenacia dei missionari green, degli uomini di buona volontà che rendono il pattume energia pulita. Alla fine, il destino è sempre nelle mani degli uomini. Quegli stessi uomini che con la loro faccia pulita d ideali mai macchiati, hanno fatto grande il mondo dello sport (compresi i recenti casi di Alex Zanardi e Annalisa Minetti, campioni alle Paralimpiadi); e che sono, per l appunto, i protagonisti di un altro nostro servizio. E quasi sempre, quando di parla di creatività tipicamente italiana si parla di moda. E noi abbiamo cercato d indagare su come le passerelle si siano convertite alla clearness degli animi e dei tessuti: la clearness che diventa business. Inoltre tutta italiana, appare, al momento, l ansia di ripulire lo spazio dalle migliaia di satelliti abbandonati che da decenni circondano la Terra, imprigionati nella nostra orbita, a rischio sempre più alto di incidenti. Così noi abbiamo scoperto che la soluzione tecnologica alle prossime operazioni di nettezza cosmica proviene da due nostri connazionali: gli spazzini dello spazio, insomma, sono italiani nonchè protagonisti di un nostro reportage. Anche sulla luna, come nel deserto di Lawrence, la pulizia è il carburante dei buoni propositi di Viviana Barozzi Direttore editoriale Nelle Boutique e nei Concessionari Autorizzati Servizio Clienti SWITCH03

3 s sommario 6 Faccia a Faccia electrolux di Arturo Bandini 10 Dossier TESORI NASCOSTI di Antonio Marini 14 Dossier 2 rifiuti tecnologici di Albina Perri 20 Innovazioni Grandi pulizie di Francesco Specchia 34 Racconto fiabe moderne di Edoardo Montolli Moda ECO PRÊT-A-PORTER di Giorgia Fiore Energia edison Store di Milena Postiglione 46 Piccole/Medie Imprese DEDEM AUTOMATICA di Paolo Contenti Servizi&Offerte EDISON ENERGIA 48 Switch la cultura dell energia Direttore editoriale Viviana Barozzi Direttore responsabile Stefano Amoroso Supervisione editoriale Francesco Specchia Coordinamento di progetto Paolo Contenti Progetto grafico Cayenne Hanno collaborato Riccardo Brega, Blozz, Giorgia Fiore, Antonio Marini, Andrea Moretti, Edoardo Montolli, Albina Perri, Darwin Pastorin 51 Posta Stampa Optima - Via Paullo, 9/A Milano 26 Personaggi la sfida contro se stessi di Darwin Pastorin 52 Humour di Blozz Registrazione al tribunale di Milano n 723 del 21/11/2006 Switch è un magazine di cultura dell energia edito da Edison. Per ricevere Switch e per 54 Citazione georges duhamel Copertina Troels Heien informazioni scrivete a: SWITCH39

4 f faccia a faccia L ETICA IN CUCINA Dalla vendita porta a porta di aspirapolvere al primato mondiale nell elettrodomestico: vita e miracoli di Electrolux, l azienda che ha fatto della sostenibilità ecologica e morale una bandiera di Arturo Bandini Cosa unisce frigoriferi fantascientifici, caldaie che t avvolgono in tepori primaverili anche se fuori sembra di stare a Kiev in gennaio, lavastoviglie col puntiglio da robot e cucine aeroportuali con progetti artistici, concorsi ecumenici all insegna del green, il WWF e una politica industriale davvero pulita? Un fil rouge che si chiama Electrolux. Electrolux non è soltanto l azienda leader globale nel settore degli elettrodomestici e delle apparecchiature per uso professionale, vendendo ogni anno oltre 40 milioni di prodotti ai consumatori di più di 150 Paesi. Per capirci: trattasi del gigante nella creazione di frigoriferi, lavastoviglie, lavabiancheria, apparecchiature per cucina, condizionatori e piccoli elettrodomestici; una sorta di colosso industriale che attraversa i mercati del mondo sotto molti marchi come i cavalieri erranti facevano sotto i più svariati nomi: Electrolux Rex, AEG, Zoppas, Frigidaire. No, qui non si parla solo di business. Electrolux si è pure scoperta azienda a vocazioni differenziate. Per esempio, qualche mese fa s è messa in testa di sviluppare le energie alternative; sicché, presso il laboratorio EneSysLab del Dipartimento di Ingegneria Meccanica dell Università degli Studi di Trieste, ha inaugurato la prima sezione universitaria italiana dell Associazione Internazionale per l Energia dall Idrogeno (Intenational Association for Hydrogen Energy). Electrolux non ha trascurato neanche il tradizionale: a fine settembre, attraverso una nuova gamma di elettrodomestici ad impatto zero - gli Inspiration Range - ha arredato Med In Italy, il progetto di casa ad altissima efficienza energetica che ha partecipato al Solar Decathlon, la più importante kermesse mondiale dell abitare green conclusasi a Madrid e che ha visto università provenienti da tutto il mondo incontrarsi per progettare, costruire e far funzionare una casa autosufficiente, grazie all utilizzo di energia solare. Med In Italy, appunto, si è classificata ai vertici in sei delle dieci prove in programma nei quindici giorni di gara. Oltre all oro nella competizione più prestigiosa, quella sulla sostenibilità, ha ricevuto l argento per il funzionamento di elettrodomestici e apparecchiature elettroniche e il bronzo in architettura, bilancio energetico, comunicazione e innovazione. Si tratta, semplicemente, Jan Ankiersztajn, vincitore dell edizione del 2012 del concorso Electrolux Design Lab con Thomas Johansson, Design Director di Electrolux SWITCH06 SWITCH07

5 f electrolux Foto del concept Flatshare Firdge, vincitore dell edizione 2008 del concorso Electrolux Design Lab dell uovo di Colombo cotto con filosofia domotica: ossia di una casa ecologica che produce l energia che serve ricavandola dal sole. Per essere riscaldata in inverno e raffreddata in estate, usa sistemi naturali e consuma tre volte meno energia di un abitazione tradizionale. I materiali naturali utilizzati sono in grandissima parte rinnovabili e riciclabili, ha spiegato Gabriele Bellingeri, architetto e stratega del funzionamento energetico dell edificio. Le luci di casa e l acqua calda sono prodotti in maniera super efficiente e gli elettrodomestici, inseriti all interno di una cucina Valcucine Demode, sono tutti ad alta efficienza energetica. Così, imprevedibilmente, si è ritrovata sul podio alle Olimpiadi di bioarchitettura (e, attenzione, alla kermesse, organizzata dal Dipartimento di Energia Americano, erano stati presentati 19 progetti provenienti da Brasile, Cina, Danimarca, Egitto, Francia, Germania, Gran Bretagna, Giappone, Italia, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna e Ungheria). Appassionarsi all ecologia può dare dipendenza. Ed ecco, infatti, Electrolux creare solo pochi mesi fa, le nuove isole ecologiche per la raccolta dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), realizzate in collaborazione con WWF Italia, nell ambito del progetto Green Spirit in Sicilia lanciato dall azienda nella primavera del 2011 in occasione di una giornata di lavoro sul tema dello sviluppo sostenibile, con l obiettivo di aumentare la sensibilità ambientale e stimolare la consapevolezza dell importanza di sostituire i vecchi elettrodomestici con modelli a basso consumo. Così sono diventate operative le isole ecologiche di Castelbuono e Burgio, mentre nel Comune di Adrano è in via di realizzazione un progetto di educazione e sensibilizzazione rivolto alle scuole. D altronde il problema della pulizia ambientale e dello smaltimento dei vecchi elettrodomestici per sostituirli con modelli a basso consumo è annoso e sta assumendo proporzioni imbarazzanti. Qualche cifra: gli elettrodomestici rappresentano circa il 50% del consumo energetico di una famiglia media e questo dato ci indica chiaramente quanto sia importante eliminare i prodotti energivori. Solo nella città di Palermo, ad esempio, se i vecchi elettrodomestici venissero sostituiti si risparmierebbero ogni anno kwh, l equivalente di una lampadina accesa tutto il giorno per 55 giorni in ogni casa della città; tonnellate di CO2, pari a quella prodotta se tutte le famiglie percorressero 416 km in auto; 615 milioni di litri d acqua, la stessa che si consumerebbe se tutte le famiglie aprissero il rubinetto al massimo per 6 ore. E si risparmierebbe anche Euro che, posizionando una sopra l altra le monete da 1 Euro, formerebbero una pila di oltre 10 km, più alta dell Everest. La sostituzione degli elettrodomestici rappresenta un tassello fondamentale nella lotta ai cambiamenti climatici, ma è necessario prendere in considerazione la filiera lungo tutto il ciclo di vita. In Sicilia, in particolare, è indispensabile aumentare il numero di isole ecologiche ad oggi insufficienti. E questo può avvenire anche grazie alla collaborazione strategica tra istituzioni, imprese e associazioni. Come quella ventennale che unisce Electrolux a WWF, ha sottolineato Mauro Del Savio, Trade Marketing Manager del Cluster Italia di Electrolux Appliances. Del Savio ha ragione. E una questione di cultura ambientale. Ed è il motivo per cui Electrolux, grazie all impegno profuso in Green Spirit in Sicilia, ha ricevuto una lettera di congratulazioni dal Ministro dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Non è cosa da tutti, specie per chi è solito lavorare con l extralusso dei piani cottura. Cioè con una filosofia artigianale coniugata, talora, con l attrazione romantica per la buona tavola partendo dal motto del fisiologo del gusto Anthelme Brillat-Savarin: invitare qualcuno a pranzo vuol dire incaricarsi della felicità di questa persona durante le ore che egli passa sotto il vostro tetto. Tutela e pulizia dell ambiente, pulizia e sostenibilità degli ecosistemi: sono le due mission parallele a quella commerciale. Ed è per questo che Electrolux si incaponisce nel costruire le Ferrari dei forni e dei freezer. Ed è per questo che il 16 ottobre scorso, in occasione della Giornata Mondiale dell Alimentazione, Electrolux, con il WWF appunto, ha organizzato a Eataly Roma, il tempio del gusto made in Italy, un vero e proprio laboratorio didattico immerso nella vita reale, con l obiettivo di imparare a fare una spesa più responsabile e scegliere prodotti sostenibili e naturali, come frutta e verdura di stagione, ma anche scoprendo il legame tra alimentazione e impatto ambientale. Ed ecco perché lo scorso 28 novembre presso lo stabilimento di Vallononcello a Pordenone, all ultimo appuntamento della serie I Segreti dei Grandi Chef, Electrolux ha voluto ospitare la cucina pop dello chef internazionale Davide Oldani, figlio d arte del grande Gualtiero Marchesi, che condivide con il Gruppo la passione per l innovazione e la sostenibilità (e Oldani ha mostrato davanti a 80 ristoratori - coadiuvato da un suo assistente e da Silvano Costantini, chef dell Electrolux Academy - la preparazione di due piatti sottolineando l importanza rivestita dall utilizzo delle giuste apparecchiature che permettono di fare le cose meglio, in minor tempo e soprattutto di replicare uno standard qualitativo elevato). Ed ecco perché, infine, due giorni dopo l evento con Oldani, la stessa Electrolux ha fornito gratis al gruppo scout AGESCI della parrocchia di Coriano, nel forlivese, un frigorifero che sembra un gigantesco totem da campo. La società ha una storia da grande case history italiana, da studio dettagliato per la posterità. Storia che in parte si ritrova nel libro Dalla Zanussi all Electrolux, un secolo di lezioni per il futuro di Aldo Burello, Alberto F. De Toni e Michela Parussini (Il Mulino), e che è un pezzo della stessa storia d Italia, pure se la casa madre nasce nel 1908 in Svezia arrivando oggi ad essere una multinazionale presente in oltre 150 Paesi. L avventura di Electrolux è datata più di cent anni fa, nel 1908, quando Axel Wenner-Gren, uomo d affari svedese, brevettò un aspirapolvere ma, soprattutto, introdusse in Europa la consuetudine, ai tempi solo americana, delle vendite porta a porta, del pagamento a rate e la garanzia del soddisfatti o rimborsati. Nel giro di pochi anni l azienda cresce e si diversifica, nel solo 1913 vende ben aspirapolvere (32 volte la quantità programmata), nel 1924 inizia a produrre frigoriferi; nel 1931 brevetta il primo frigorifero con raffreddamento ad aria e cinque anni più tardi festeggia il milione di vendite. Si legge nel suddetto libro-biografia: Da quel lontano 1908 a oggi, la storia di Electrolux è la storia di una continua crescita, nel nome dell innovazione e delle acquisizioni. Brand famosi e radicati, come Zanussi, Husquarna, AEG e Frigidaire entrano a far parte del Gruppo che in Italia, ha sede a Pordenone, distretto storico degli elettrodomestici e oggi fattura oltre 11 miliardi di Euro e conta oltre dipendenti. Una crescita guidata dai tre core values globali: Passion for innovation, Customer Obsession, Drive for result, a cui si aggiungono altri importanti valori di riferimento, tra cui spiccano l etica e l integrità, il rispetto e la valorizzazione della diversità, l impegno per la sicurezza e sostenibilità ambientale. Nell ambito etico, nel 2011 il Gruppo è stato inserito nel World s Most ethical Companies, elenco delle società in grado di generare benefici per la comunità e innalzare gli standard etici nel mondo industriale. Ed ecco spiegato anche per quale motivo la Zanussi prima e l Electrolux dopo sono tuttora considerate nell immaginario collettivo, soprattutto del Nord-Est d Italia, la vera scuola di management del territorio; un riconoscimento valido ormai anche a livello nazionale e internazionale; non è un caso che molti dirigenti delle piccole e medie imprese del Nord-Est e non solo provengano dalla scuola Zanussi-Electrolux. E oggi i quadri e i dirigenti che possono vantare un curriculum dentro questa grande Edison e electrolux di Barbara Fiaschi Electrolux è un leader globale nel settore degli elettrodomestici e delle apparecchiature per uso professionale, vendendo ogni anno oltre 40 milioni di prodotti ai consumatori di più di 150 paesi. E un azienda focalizzata su soluzioni innovative dal design attento e accurato, sviluppate in base a una profonda comprensione delle esigenze dei consumatori e degli utenti professionali, per rispondere alle loro reali necessità. Produce frigoriferi, lavastoviglie, lavabiancheria, apparecchiature per cucina, condizionatori e piccoli elettrodomestici, come gli aspirapolvere, con marchi prestigiosi come Electrolux, AEG, Eureka e Frigidaire. Electrolux ha oggi nel nostro paese importanti unità produttive e circa impresa sono proiettati in esperienze professionali che li vedono protagonisti di progetti di respiro nazionale e internazionale. La Scuola di management dell elettrodomestico è, insomma, oggi un riferimento per tutti, sia a livello locale che globale. Non è incongruo, insomma, affermare che da queste parti non si vendono solo elettrodomestici, ma un mondo pulito e sostenibile. La sede italiana di Electrolux dipendenti. Opera attraverso società industriali, distributive e di servizio con le quali gestisce l offerta rivolta al mercato delle famiglie - con le marche Electrolux, Electrolux Rex, AEG, Zoppas, con le quali è leader del mercato italiano e anche all utenza professionale, con soluzioni per la ristorazione e l ospitalità. Per ulteriori informazioni e www. electrolux.com/news. Electrolux è cliente Edison per la fornitura di energia elettrica a 7 dei suoi stabilimenti dal 2004, per un consumo totale di 87 GWh all anno. Per quanto riguarda la fornitura di gas naturale Electrolux è cliente dal 2008, con 5 stabilimenti per un totale di circa 9 Mmc. SWITCH08 SWITCH09

6 dspazzatura MON AMOUR Reportage dossier In Estonia riutilizzano gli scarti della nostra industria della moda. La Finlandia inventa bracci meccanici fantascientifici che separano i rifiuti. Gli spagnoli bonificano la plastica dannosa rilasciata dai cinesi. E dall Italia partono le strade più innovative per trasformare il pattume in energia 30 Blos, creazioni 100% in plastica totalmente riciclabili, ottenute attraverso la tecnica dello stampaggio rotazionale di Antonio Marini La parola d ordine è: Life Cycle Thinking. Ovvero: se vogliamo evitare di essere seppelliti da una montagna di rifiuti, salvare il pianeta dalle emissioni nocive e dall effetto serra, dobbiamo imparare a ragionare su tutto il ciclo di vita di un bene e non solo quando, troppo tardi, è già seppellito dentro un triste sacco nero. Lo dice, in sintesi, la direttiva quadro della Commissione Europea che stabilisce una vera e propria gerarchia su come vanno trattati i prodotti di consumo prima e dopo la loro trasformazione in rifiuti. In questo modo Bruxelles stabilisce un ordine di priorità: al primo posto c è la prevenzione della loro creazione, seguita dalla predisposizione dell oggetto per il suo riutilizzo, il riciclaggio, il recupero di energia e, alla fine, come ultima risorsa, lo smaltimento, per esempio in discarica. Come scrive la Commissione, ogni anno in Europa vengono generate 3 miliardi di tonnellate di immondizia, oltre 6 tonnellate per ogni cittadino. In Italia, se nel calcolo vengono inseriti i soli rifiuti urbani, se ne producono 550 chilogrammi a testa, pari a 1,5 chili al giorno. Questo ha un pesante impatto sull ambiente, e provoca inquinamento ed emissioni di gas serra che contribuiscono al cambiamento climatico. Migliorare l organizzazione della gestione dei rifiuti può significativamente ridurne le controindicazioni. Naturalmente le linee guida non devono servire per spostare i problemi da un settore a un altro. Le amministrazioni, sottolinea Bruxelles, devono tenere conto delle esigenze e delle risorse locali prima di applicare la direttiva. Ridurre l impatto ambientale di un prodotto alla fase di produzione può spostare il problema più in basso nella linea gerarchica. Per questo tutto il percorso del bene va valutato con attenzione. Ma non è solo una questione di ambiente: di riciclo ci si può campare. E anche bene. Inoltre l industria del riciclo è sempre più strategica per diminuire l utilizzo di risorse naturali e per migliorare l efficienza energetica. E necessario però che la gestione del pattume diventi a chilometri zero. E questo per evitare che da risorsa, il bene differenziato diventi un costo aggiuntivo. In un esperimento effettuato al Mit di Boston, sono stati aggiunti a diversi tipi di scarti alcuni trasmettitori Gps. Dopo averli monitorati per mesi, gli studiosi hanno visto che in alcuni casi i rifiuti fanno il giro dell oca, attraversando tutto il territorio statunitense prima di essere trattati e riutilizzati. Con costi enormi per la collettività. E il Vecchio continente non è certo esente dal problema. Se i 27 Paesi dell Unione europea mettessero in pratica le direttive comunitarie in materia di riutilizzo e riciclaggio dei rifiuti, l Unione, sostiene la commissione Ambiente dell Ue, potrebbe risparmiare 72 miliardi di euro l anno e creare 400mila nuovi posti di lavoro entro il Dare nuova vita a bottiglie, lattine e scatoloni però non fa ancora parte del nostro dna. E l Italia, nonostante i molti passi avanti fatti negli ultimi anni, ha ancora molta strada da fare. Alla raccolta differenziata, preferisce ancora la discarica, in particolare in alcune aree del Paese, come al Sud, dove si differenzia il 21% del totale dei rifiuti prodotti contro quasi il 50% del Nord e il 27% del Centro. Eppure di esempi virtuosi su come fare soldi usando il bidone dell immondizia ce ne sono parecchi. In Europa il settore del riciclo genera un fatturato di 24 miliardi di euro grazie a 60mila imprese con mezzo milione di addetti. Nel Vecchio continente trovano dimora circa la metà delle industrie che nel mondo lavorano partendo dai rifiuti. E in Italia? Secondo il Conai (Consorzio nazionale imballaggi) l industria tricolore del riciclo delle confezioni in acciaio, alluminio, carta, legno, plastica e vetro ha prodotto nel ,5 miliardi di euro, di cui 2,2 miliardi grazie all indotto e 7,3 miliardi direttamente fatturati dall industria del riciclo. Più di quanto abbia fatto lo storico tessile (8,4 miliardi). Si tratta però solo di una piccola parte del potenziale. Nel complesso il 70% dei rifiuti finisce infatti in discarica, di cui il 10% viene bruciato negli inceneritori per generare energia, mentre solo il 20% viene in media riciclato. Dagli Stati generali della green economy, che si sono svolti lo scorso novembre a Rimini durante la fiera Ecomondo, sono emerse delle linee guida per sfruttare al meglio e incentivare l industria del SWITCH10 SWITCH11

7 d tesori nascosti Alla Fiera di Rimini si svolge Ecomondo, punto di riferimento per le imprese italiane ed europee che vedono nel rispetto dell ambiente una chiave per la competitività e la sfida per il loro business riciclo. Si passa dalla semplificazione delle norme agli incentivi per il mercato del riciclo alla promozione degli eco-acquisti. Queste le 7 regole d oro: armonizzazione della normativa in vigore e aggiornamento della regolamentazione tecnica; promuovere gli acquisti verdi; sostenere il mercato con strumenti fiscali; maggiore competizione per l intero comparto attraverso la semplificazione e snellimento degli oneri amministrativi, la trasparenza e la corretta informazione verso i cittadini oltre la concertazione con la pubblica amministrazione; introduzione a livello nazionale di disincentivi per lo smaltimento in discarica; creare poli industriali; sviluppare indicatori di performance ambientali, gestionali ed economici. A proposito di semplificazioni. Un esempio di come sfruttare il web - mezzo ormai alla portata di tutti - e metterlo al servizio dell industria del riciclo ci viene dall Estonia. E proprio in un campo in cui l Italia primeggia: la moda. La potentissima industria tricolore produce tonnellate di scarti all anno che vanno ad aumentare il volume delle già strabordanti discariche. La natura del prodotto invece ben si presta al riuso. Secondo il rapporto 2012 dell Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) quasi il 40% dei rifiuti non pericolosi del manifatturiero proviene da tessile, abbigliamento e industria conciaria. Il problema è però trovare il modo di dare anche alla stoffa una nuova vita. La rivista Moda24 ha recentemente dato spazio al progetto estone pensato dalla designer Reet Aus: oltre a produrre una sua etichetta ecologica, si legge sul periodico, ha studiato una piattaforma online, Trash to trend, messa in piedi per un dottorato di ricerca. Oggi Trash to trend è diventato un sito web con una mappa europea dei rifiuti tessili: li localizza e li cataloga per tipo, qualità e quantità, in modo che i designer e le industrie sappiano dove trovare il materiale su cui lavorare e che possano comunicare direttamente tra loro. Così anche i clienti si rivolgono ai creativi per richiedere capi ad hoc. Inoltre sul sito si possono trovare consigli e piccole guide per realizzare un abito fai-da-te e su come produrre su ampia scala generando però solo pochi scarti. Tra i progetti tricolore nati per dare una seconda vita agli scarti, c è invece Tygre, messo in piedi dall Enea. Presentato nel 2008 dal dipartimeno ACS, ha ottenuto un importante finanziamento europeo da 3,35 milioni di euro su un costo totale di 4,5 milioni. L obiettivo è quello di sviluppare un processo termico innovativo per la produzione di materiali ceramici a elevato valore aggiunto da pneumatici a fine vita e dal rottame di vetro. Lungo la filiera del riciclo gli intoppi però non sono pochi. Il problema di fondo sta nel convincere i cittadini a separare con attenzione il rifiuto. La raccolta differenziata è quindi fondamentale affinchè l industria del riciclo funzioni a dovere. Ma dove non arriva il consumatore, arriva la macchina. La finlandese ZenRobotics ha inventato un braccio meccanico che, grazie a speciali sensori, riesce a individuare e separare in totale autonomia un cumulo di spazzatura. E persino in grado di strappare un chiodo conficcato in un asse di legno. Certo, ha successo nella metà dei casi, ma i suoi tecnici sono al lavoro per migliorarne le prestazioni. Poi ci sono intere città che vogliono diventare, in questo tema, esempi di efficienza. Barcellona per esempio si è dotata di una macchina con speciali sensori che riesce a trovare e recuperare - anche se solo in piccola percentuale - la plastica dai rifiuti indifferenziati. Insomma, non c è bisogno di scomodare re Mida per trasformare una discarica in oro. Bastano una seria politica del riciclo, qualche investimento e una bella dose di buona volontà. E, naturalmente, saper imparare dagli errori. Per esempio, qualche mese fa è stata battuta una notizia che nasconde molto di più di quello che dice: La guardia di finanza sequestra giocattoli pericolosi importati dalla Cina. Quei giocattoli, giustamente ritirati dal mercato, sono stati sì costruiti senza seguire le rigide norme imposte ai produttori europei per preservare la salute dei bambini, ma anche utilizzando la montagna di bottiglie di plastica importata dall Italia dall industria del riciclo cinese. Pechino compra dal nostro Paese una bella fetta dei contenitori in Pvc che buttiamo nell immondizia, la trasforma nuovamente in materia prima, la distribuisce anche alle sue fabbriche di giocattoli - alcune senza troppi scrupoli - che stampa simpatici animaletti da esportare e vendere sui nostri scaffali. La vicenda dei giochi pericolosi, non certo nuova, ha fatto dunque emergere anche un problema industriale. Se tutto il processo si fosse fermato entro i nostri confini, l Italia sarebbe diventata più ricca, e non solo per la maggiore tranquillità sulla salute dei suoi figli, ma anche per gli aumenti che avrebbero registrato il prodotto interno lordo e l occupazione. Eurispes insieme alla Federazione green economy e con la collaborazione di Polieco (il consorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti dei beni a base di polietilene) ha pubblicato uno studio dove si sottolinea proprio questo: la raccolta differenziata non basta più; l industria della spazzatura deve diventare una filiera a economia circolare. Le discariche devono ridursi al lumicino, gli scarti delle famiglie possono diventare materia prima per nuovi prodotti. Gian Maria Farra, presidente Eurispes, ha detto: I rifiuti sono una risorsa e non vanno visti come un fardello di cui liberarsi. L Italia, non attuando una corretta gestione del riciclo, esporta ricchezza. E poi: Recuperare i materiali consente una crescita occupazionale superiore di quasi 10 volte a quella prodotta da discariche o inceneritori. Dal 2000 al 2010 il riciclo in Italia del packaging delle bottiglie d acqua in plastica ha evitato la nascita di 42 discariche e 3 milioni di tonnellate di emissioni di CO2, portando benefici alla collettività quantificabili in 1,2 miliardi di euro (studio Althesys, società specializzata in consulenze nei settori energia e ambiente). Alla fine l obiettivo dell industria del riciclo è questo: riportare nelle case degli italiani quanto più possibile dei 33 milioni di tonnellate di rifiuti che produciamo ogni anno. Può sembrare una prospettiva poco attraente ma alla fine la sicurezza è garantita e a trarne vantaggio sarà tutto il Paese. Anche il suo ingegno. Perché ad essere stimolata sarà anche la produzione di macchinari tecnologicamente innovativi finalizzati proprio al riutilizzo dei materiali. Ma non sono solo le imprese che si dedicano specificatamente al riciclo che possono contribuire al raggiungimento degli obiettivi della green economy. Ogni azienda può farlo e non solo acquistando materie prime riciclate. Anche perché per produrre determinati prodotti è necessario utilizzare merci di base di prima mano. Un esempio virtuoso viene dalla Slide, azienda fondata alle porte di Milano da Giuseppe Colonna Romano nel La Slide produce lampade e mobili di design, 100% in plastica, ottenuti attraverso la tecnica dello stampaggio rotazionale, totalmente riciclabili. Ma non è solo questo che rende virtuosa l azienda di Buccinasco. I prodotti difettosi vengono macinati, polverizzati e riutilizzati come materia prima - dice a Switch Colonna Romano - mentre i mobili rigati o con piccole imperfezioni vengono completamente laccati e così facendo non solo diamo loro una nuova vita ma creiamo prodotti perfetti e di alto appeal. Se non è produrre a chilometro zero questo... La Slide utilizza anche polietilene proveniente dal mercato del riciclo ma solo per alcuni prodotti e di colore scuro. Il limite della plastica rinnovata è che non può essere utilizzata per i beni che prevedono parti meccaniche perché la resistenza allo sforzo è inferiore. Inoltre nei prodotti chiari si possono intravedere degli aloni. Dalla fabbrica della Slide escono merci di gamma medio-alta e quindi non si può permettere di mettere in commercio prodotti che non rispondano agli standard prefissi. Ma dove può, fa uso di materia prima proveniente dalla green economy. E non certo per tagliare i costi: Il risparmio è irrisorio, lo facciamo perché siamo convinti di dare una mano al nostro pianeta, conclude Colonna Romano. Tanto di cappello. QUANDO IL RICICLO E UNA COSA SERIA Per spingere un imprenditore a impegnarsi in un settore economico è fondamentale che sia presente la logica del profitto. Ma nella green economy questo non è una regola. Spesso solo la pubblica amministrazione può intraprendere una strada che per un privato è impraticabile, a meno di ottenere sostanziosi incentivi. Secondo Bruxelles prima di finire in discarica, il rifiuto, opportunamente diviso, va utilizzato per produrre energia. Ma è conveniente? Un termovalorizzatore è spesso un investimento in perdita - risponde Vittorio Chiesa, direttore dell Energy strategy group al Politecnico di Milano. Sono fondamentalmente due i motivi per cui è complicato percorrere questa strada. Il primo è quello di renderlo accettabile alla collettività; tra proteste, ricorsi in tribunale e lungaggini burocratiche spesso la realizzazione di un impianto resta solo sulla carta. E poi c è la difficoltà per le amministrazioni locali nel reperire la materia prima da bruciare. Spesso infatti la raccolta sul territorio non basta - conclude Chiesa - e se anche si mettono insieme più province, è facile ricadere nel primo problema: il termovalorizzatore si vuole sempre costruire nel territorio del vicino. Così la metà dei rifiuti prodotti in Italia finisce in discarica. Ma non dovrebbe andare così. Se non vogliamo scomodare il buonsenso, si può dire che al riciclaggio degli scarti siamo obbligati perché l Europa ce lo impone. Tanto che la Commissione di Bruxelles ci ha già messo in mora per 102 discariche fuori norma non ancora chiuse. Più indisciplinati di noi ci sono solo il Portogallo e la Grecia. In materia ambientale abbiamo degli obblighi e vanno rispettati, dice Antonio Tencati, professore associato di Economia e gestione Giusppe Colonna Romano, fondatore della Slide di Buccinasco delle imprese presso il Dipartimento di Management e Tecnologia dell Università Bocconi. Esiste una normativa e delle linee strategiche da seguire e il nostro Paese è indietro anche se con diverse eccezioni. Una di queste è sicuramente il sistema utilizzato dall industria degli imballaggi, attraverso il consorzio nazionale Conai. L eccellenza, riconosciuta a livello europeo sta nell aver creato una forte collaborazione tra cittadini, operatori pubblici e operatori industriali. Un circolo virtuoso che produce un ottimo rapporto costi/risultati. Bisognerebbe diffondere questa cultura di sistema anche negli altri ambiti della green economy, solo così riusciremo a fare importanti passi avanti. Il momento non è certo dei migliori per impostare politiche che esulano dal salvataggio dei conti pubblici, ma è ormai chiaro che una corretta filiera dell industria del riciclo genera anche ricchezza. Corrado Scapino, presidente Fise Unire, l Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti, Insieme alla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, guidata da Edo Ronchi, ha presentato lo scorso dicembre il rapporto L Italia del riciclo Nel corso dell incontro, Scapino ha sottolineato come la crisi si sia fatta sentire un po su tutti i comparti dell industria del riciclo ma, nonostante la congiuntura economica, il settore regge. E non solo le aziende che si occupano di recupero hanno sostanzialmente tenuto al calo dei consumi, e quindi dei rifiuti, ma per alcuni materiali sono stati registrati anche dei miglioramenti. Come per la carta che si conferma il prodotto con le migliori prestazioni mentre la plastica resta indietro. SWITCH12 SWITCH13

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