Marzo 2015 An n o XVI n 275. paesi arabi notizie economiche e commerciali

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1 Marzo 2015 An n o XVI n 275 paesi arabi notizie economiche e commerciali

2 Sommario ITALIA Interscambio commerciale Italia- Paesi Arabi / 3 miliardi di Euro a sostegno dell export / Italia fuori dalla recessione ALGERIA Piano di privatizzazioni per il rilancio dell economia / Italia secondo cliente e terzo fornitore nel 2014 / Siglata un intesa con l Italia per la collaborazione nel settore agroalimentare / Sonatrach annuncia investimenti per $ 90 miliardi / Joint venture con Ducati energia per la produzione di condensatori / Contratto da $ 750 milioni per una società italiana EGITTO Accordo con la BEI per un prestito di 120 milioni a sostegno del settore privato / Firmato con l Italia un accordo da 10 milioni di euro per il settore agricolo / Approvata una nuova norma per promuovere gli investimenti EMIRATI ARABI UNITI Cosmesi, mercato promettente per il Made in Italy / Acqua ed energia sono la priorità per il prossimo decennio IRAQ Fiera internazionale di Bassora per le costruzioni e l edilizia abitativa KUWAIT Approvato il piano di sviluppo quinquennale LIBANO Inflazione in calo e debito pubblico in aumento MAROCCO Adesione alla convenzione sulla concessione dei brevetti europei / Ai primi posti della classifica mondiale della connettività marittima / Siglato l accordo con l UE per il riconoscimento delle indicazioni geografiche PALESTINA Progetto di parco tecnologico sostenuto dall Italia QATAR Le operazioni assicurate da Sace ammontano a 1 miliardo di Euro TUNISIA Prestito di 30 milioni dalla BERD / Fitch rivede la prospettiva del debito da negativa a stabile / Investimento produttivo dell italiana Recordati PAESI CCG Larte porta il Made In Italy nel mondo con il nuovo piano di sviluppo SEGNALAZIONI "Libia: intervento o mediazione?", seminario presso la Camera di Commercio Italo - Araba In copertina, vista dall alto di Dubai Marina 2

3 Italia IT503CI Interscambio commerciale Italia- Paesi Arabi Commercio Italia Paesi Arabi (mn euro) Importazioni Esportazioni Saldo Var % Var % 2014 Marocco , , Algeria , , Tunisia , , Libia , , Egitto , , Sudan , , Mauritania , , Gibuti , , Somalia , , Comore , ,5 536 Libano , , Siria , , Iraq , , Palestina , , Giordania , , Arabia Saudita , , Kuwait , , Bahrein , , Qatar , , Emirati Arabi Uniti , , Oman , , Yemen , , Totale Paesi arabi , , Uma , , Gcc , , Altri Paesi arabi , , Mondo , , Unione europea (27) , , Altri paesi europei , , Africa , , America , , Asia , , Oceania e altri territori , , Opec , , Fonte: elaborazione Camera di Commercio Italo-Araba su dati Istat Le esportazioni italiane verso i 22 paesi della Lega degli Stati Arabi hanno registrato un valore di 29,8 miliardi di Euro nel Rispetto all anno precedente vi è stato un calo del 3,5%, che corrisponde a un valore di 1,1 miliardi Euro, quasi totalmente dovuto alle minori vendite di prodotti petroliferi raffinati. In generale, le principali voci dell export italiano si confermano sui livelli del 2013, anno in cui le nostre esportazioni verso i paesi arabi hanno registrato il loro valore massimo, di circa 31 miliardi di Euro. A partire dal 2012 l export ita- 3

4 liano verso i paesi arabi si conferma superiore di circa il 10% rispetto al dato del 2008, anno precedente la crisi finanziaria internazionale. La graduatoria dei principali clienti italiani resta pressoché invariata. Da rilevare un importante incremento delle vendite verso l Arabia Saudita, soprattutto di macchinari, mobili e aeromobili, e un calo verso l Iraq e la Libia, sopravanzata dall Egitto. Tale classifica vede nell ordine: EAU, Arabia Saudita, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Marocco, Libano, Iraq. Le esportazioni dei paesi arabi verso l Italia hanno registrato un valore di 23,5 miliardi di Euro nel 2014, in calo del 25% rispetto all anno precedente. Come per le esportazioni italiane, il calo delle vendite dei paesi arabi verso l Italia riguarda in modo prevalente gli idrocarburi. Di fatto, al petrolio e al gas è imputabile quasi la totalità del calo dell export verso il nostro paese di Arabia Saudita (-24%), Algeria (-39%), Qatar (-36%) e Libia (-44%). D altra parte si registra l aumento dei nostri acquisti dall Egitto, anche in questo caso riferito in modo prevalente al petrolio greggio e ai prodotti petroliferi raffinati. La graduatoria dei principali fornitori italiani vede sempre la Libia al primo posto, seguita dall Arabia Saudita, che sopravanza l Algeria, e da Iraq, Egitto, Tunisia, Qatar ed EAU. Il valore complessivo degli scambi commerciali fra l Italia e i 22 paesi appartenenti alla Lega degli Stati Arabi è stato di 53,3 Miliardi di Euro nel 2014, in calo del 14,7% rispetto al Il calo delle vendite dei paesi arabi verso l Italia e la sostanziale tenuta dell export i- taliano, salvo che per i prodotti petroliferi raffinati, ha determinato un surplus commerciale dell Italia verso i paesi arabi di 6,4 miliardi di Euro. IT503EF 3 miliardi di Euro a sostegno dell export SACE si impegna a sostenere l export italiano con 3 miliardi di Euro di garanzie per operazioni di credito all esportazione e garanzie per investimenti all estero da parte di aziende italiane del valore complessivo di oltre 5 miliardi di euro. I settori interessati sono quelli più dinamici della: cantieristica navale, energia e idrocarburi, aeronautico, materiali da costruzione, acciaio e meccanica strumentale. IT503EF Italia fuori dalla recessione Dopo 14 trimestri consecutivi di assenza di crescita, l Istat prevede nel primo trimestre del 2015 un segno positivo, +0,1%, nella variazione congiunturale del Pil italiano. L'ultimo aumento era stato registrato nel secondo trimestre Di fatto la recessione iniziata a metà del 2011 è stata la più lunga della storia italiana insieme a quella verificatasi nei primi anni Ottanta, e che non ha alcun precedente se si somma a quella iniziata nel 2008 in seguito al crac della Lehman Brothers. Algeria DZ503EF Piano di privatizzazioni per il rilancio dell economia Il Governo ha annunciato l avvio di un piano industriale per il rilancio dell economia, che porterà alla graduale privatizzazione delle società statali. Si tratta dell avvio di un processo di razionalizzazione delle partecipate per migliorare i risultati produttivi, attraverso la crea- 4

5 zione di "campioni nazionali" che favoriscano anche gli investimenti stranieri. In particolare, 15 Sociétés de Gestion des Participations, società per azioni che controllano per conto dello Stato la partecipazione nelle imprese pubbliche economiche, verranno trasformate in 12 gruppi industriali settoriali. I due punti di forza della riforma, secondo il ministro dell Industria Abdeslam Bouchouareb, risiederono nella piena autonomia dei nuovi gruppi industriali e nella loro capacità di ricorrere al mercato per trovare i finanziamenti necessari a incrementare la produzione. DZ503CI Italia secondo cliente e terzo fornitore nel 2014 Nel 2014, l Italia si conferma il secondo cliente dell Algeria malgrado una diminuzione delle importazioni (-4.7%) con un ammontare totale di $ 8.37 miliardi, dopo la Spagna che detiene il 15,4% del totale delle esportazioni del Paese. Seguono la Francia con $ 6,74 miliardi, pari al 10,7% del totale; la Gran Bretagna e Paesi Bassi, rispettivamente con 5,48 e 5 miliardi di $. Per quanto riguarda i principali fornitori dell Algeria, l Italia, che ha esportato verso tale paese per circa $ 5 miliardi, ha registrato un calo del 12,3% rispetto al 2013 e si trova in terza posizione dopo la Cina con un ammontare totale di $ 8,2 miliardi (14% del totale e un aumento del 20% rispetto all anno precedente) e la Francia con 6,34 miliardi di dollari (10,9% del totale e una crescita dell 1,5%). DZ503AGR Siglata un intesa con l Italia per la collaborazione nel settore agroalimentare Il Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina e il ministro dell Agricoltura algerino Abdelouahab Nouri hanno stretto una collaborazione in diversi settori: politiche di gestione delle crisi alimentari correlate ai rischi climatici; sviluppo delle filiere agroalimentari; sviluppo della protezione fitosanitaria; scambio di esperienze in materia di pianificazione, di sviluppo e di gestione duratura degli ecosistemi forestali, di trattamento degli spartiacque e di lotta contro la desertificazione; scambio di esperienze in materia di sviluppo rurale; cooperazione in materia di indicazioni geografiche per favorirne il riconoscimento ed il rispetto reciproco. Il memorandum rappresenta una ulteriore tappa del processo di collaborazione tra Italia e Algeria nel settore agroalimentare dove il nostro paese può mettere in campo il proprio know how nel comparto della meccanica agricola, delle macchine alimentari, del packaging e della trasformazione alimentare. DZ503MIN Sonatrach annuncia investimenti per $ 90 miliardi Nel giorno del 44 anniversario della nazionalizzazione del settore degli idrocarburi, il presidente e amministratore delegato ad interim di Sonatrach, Saïd Sahnoun, ha annunciato il piano di investimenti del colosso algerino per il prossimo quinquennio, di un valore di circa $ 90 miliardi. Gli investimenti consentiranno a Sonatrach di intensificare gli sforzi di esplorazione per consolidare la sua base di riserve, con un interesse particolare nelle prospezioni di idrocarburi nel Nord del Paese, nell'offshore e nelle ricerche di idrocarburi non convenzionali. Secondo i piani, ogni anno saranno svolte attività di ricerca su un area di 26 mila km 2 attraverso la realizzazione di 120 pozzi. Uno degli obiettivi della società è quello di sostenere le piccole e medie imprese del settore petrolifero. 5

6 DZ503IND Joint venture con Ducati energia per la produzione di condensatori Il Gruppo pubblico algerino Elec El Djazair e la società italiana Ducati Energia hanno stabilito una joint-venture specializzata nella produzione di condensatori. L accordo è stato firmato ad Algeri in presenza del Ministro dell'industria e delle Miniere Abdeslam Bouchouareb e dell'ambasciatore d'italia S.E. Michele Giacomelli. DZ503IND Contratto da $ 750 milioni per una società italiana Il presidente di Algerian Qatari Steel, Hasnaoui Chiboub, e il presidente e AD della società italiana Danieli, Gianpietro Benedetti, hanno siglato un contratto per la costruzione di una miniacciaieria integrata di una capacità produttiva di 2 milioni di tonnellate l'anno. L'investimento algerino complessivo per l impianto è di $ 2 miliardi, comprese le infrastrutture. La parte tecnologica relativa alle attrezzature e ai macchinari, all automazione e assistenza, è stata affidata al gruppo Danieli, la cui commessa ammonta a circa 750 milioni di dollari. Egitto EG503EF Accordo con la BEI per un prestito di 120 milioni a sostegno del settore privato La Banca Europea degli Investimenti (EIB) ha siglato un accordo con la Banca Nazionale dell Egitto (NBE) per la concessione di un prestito di 120 milioni a sostegno del settore privato nazionale e in particolare delle Pmi. La nuova linea di credito consentirà alla NBE di incrementare l erogazione di prestiti a lungo termine, a sostegno delle transazioni commerciali di import e export. In questo modo la EIB intende sostenere gli sforzi dell Egitto per la transizione verso un economia di mercato, promuovendo la produttività e la competitività dell economia nazionale e sostenendo allo stesso tempo la creazione di occupazione, specialmente per le nuove generazioni. La Bei ha altresì siglato una dichiarazione congiunta con il governo egiziano per rinforzare la cooperazione per lo sviluppo socio economico del paese e per attrarre un maggior volume di investimenti. La collaborazione si concentrerà su due pilastri: - miglioramento delle infrastrutture socio economiche nei settori energia, trasporti, idrico, acque reflue, sviluppo urbano, partenariato pubblico privato, tecnologie dell informazione e della comunicazione; - sostegno allo sviluppo del settore privato nel campo dell industria, degli investimenti diretti esteri e sulle micro e Pmi. Nel corso del semestre , la Bei ha siglato con l Egitto, accordi per agevolazioni finanziarie di un ammontare totale complessivo di 1.9 miliardi, dei quali 1 miliardo solo a partire dal I principali settori destinatari degli investimenti sono stati nell ordine: e- nergia ( 1 miliardo), industria ( 346 milioni), idrico ( 127 milioni), sviluppo infrastrutturale urbano ( 45 milioni), linee di credito per le Pmi ( 83 milioni). 6

7 Per il periodo la BEI ha individuato progetti finanziabili per oltre 2 miliardi, con particolare interesse ai settori che costituiscono la priorità del governo egiziano: trasporti, energia, finanziamento alle Pmi e sostegno al settore privato. EG503AGR Firmato con l Italia un accordo da 10 milioni di euro per il settore agricolo Firmato un accordo bilaterale con l Italia per il finanziamento di 10 milioni di euro a sostegno di un programma per la meccanizzazione agricola in Egitto, in particolare nei Governatorati di Minia e Fayoum Matrouh. L accordo rientra nell ambito di un iniziativa dell Unione Europea nel settore dell'agricoltura e dello Sviluppo Rurale egiziano di un valore di 22 milioni di euro. L azione italiana si focalizzerà sulla gestione sostenibile delle risorse naturali, in particolare dell acqua, sull'ottimizzazione delle pratiche colturali e in generale sul miglioramento delle condizioni di vita nelle aree rurali. EG503EF Approvata una nuova norma per promuovere gli investimenti Il decreto n.17 del 2015, in vigore dal 13 marzo 2015, fornisce incentivi agli investimenti nazionali e esteri. Di seguito le principali misure fiscali. - i contribuenti possono richiedere la deduzione del 30% dei costi delle attrezzature e dei macchinari produttivi nel primo anno di utilizzo di tali beni, ai fini del calcolo della quota di ammortamento. Il contribuente dovrà conservare la relativa documentazione contabile per poter usufruire di tale incentivo. La base per il calcolo dell ammortamento per gli anni successivi è calcolata dopo aver dedotto dal valore del bene l ammortamento relativo al primo anno. Nel caso in cui il contribuente non faccia richiesta di applicazione di tale incentivo, si applicano le regole standard stabilite negli articoli 25 e 26 della legge fiscale 91 del

8 - l aliquota fiscale sulle vendite di equipaggiamenti e macchinari utilizzati in attività di produzione è ridotta dal 10% al 5%; - l imposta doganale applicabile alle importazioni di equipaggiamenti e macchinari necessari per la realizzazione di progetti che rientrano nella Legge sugli Investimenti n.8 del 1997, è ridotta dal 5% al 2%. Emirati Arabi Uniti AE503VAR Cosmesi, mercato promettente per il Made in Italy L interscambio commerciale degli EAU relativo al settore della cosmesi e dei profumi è stato pari a 2,6 miliardi di euro nella prima metà del 2014, in crescita dell'11%. Di questi, 1,7 miliardi sono importazioni, 233 milioni sono le esportazioni e 726 milioni le riesportazioni principalmente verso i mercati di Arabia Saudita, Egitto ed Oman. I cosmetici "di massa" rappresentano la maggiore fetta di mercato, superiore al 40%, mentre i prodotti di livello più alto sfiorano il 30%. A guidare la classifica dei maggiori consumatori di cosmetici e profumi "premium" per capita nella regione sono i cittadini di Arabia Saudita ed Emirati Arabi. AE503ENE Acqua ed energia sono la priorità per il prossimo decennio La crescita della popolazione, prevalentemente immigrata, e lo sviluppo di grandi progetti nel settore industriale, edilizio e dei servizi, hanno determinato un notevole incremento dei consumi di acqua e energia negli Emirati. Considerata la correlazione fra i due settori, ad esempio nel processo di dissalazione dell acqua marina, il paese ha avviato una serie di importanti iniziative. Ad Abu Dhabi, dove i consumi di elettricità sono previsti in aumento del 14% nel 2015, nei prossimi anni è prevista la realizzazione di alcuni grandi progetti fra i quali una centrale nucleare da Megawatt e una centrale elettrica da Megawatt con annesso impianto di dissalazione di una capacità giornaliera pari a 239 mila m3. Entro il 2020, per coprire la domanda crescente di Abu Dhabi e degli Emirati del Nord da esso riforniti, la potenza installata dovrebbe raggiungere i 21 GW. A Dubai, dove l aumento dei consumi elettrici è atteso nei prossimi anni in media del 4,5 5 %, l autorità nazionale per le risorse idriche e l elettricità (Dewa) prevede di ridurre del 71%, entro il 2030, la quota di produzione termoelettrica alimentata a gas e di aumentare invece le quote di carbone pulito e energia nucleare. In particolare il contributo dell energia solare dovrebbe salire al 5% dopo il completamento del Parco solare Mohammad bin Rashid al Maktoum. Altri progetti lanciati da Dewa sono: l espansione di 600 MW della capacità della centrale di Jebel Ali e la costruzione di un impianto da megawatt previsto operativo entro il Nell emirato sono allo studio anche nuove opzioni energetiche con un forte orientamento alla filiera tecnologica del carbone pulito e delle energie rinnovabili. Con riguardo al settore idrico, il consumo pro capite di acqua negli EAU è di 500/550 litri al giorno, uno dei più alti al mondo. Tuttavia nel paese mancano le risorse idriche e, ad oggi, più della metà dell acqua utilizzata proviene da sorgenti sotterranee, mentre quasi un terzo proviene da impianti di desalinizzazione. 8

9 Ad Abu Dhabi, è previsto che il consumo di acqua potabile raddoppi entro il 2030 raggiungendo circa milioni di litri. Per incrementare l attuale capacità di approvvigionamento idrico sono in fase di studio e realizzazione diversi progetti di desalinizzazione. Inoltre è stato avviato un piano di incremento della percentuale delle acque reflue riutilizzate, che attualmente è del 60%. Da questo punto di vista, Dubai si trova in una situazione peggiore rispetto ad Abu Dhabi. Di fatto, nell Emirato non vi sono risorse sotterranee e il 98% dell approvvigionamento idrico deriva da processi di desalinizzazione che comportano costi elevati. Iraq IQ503SRV Fiera internazionale di Bassora per le costruzioni e l edilizia abitativa La Società Generale delle Fiere e del Servizio Commerciale iracheno, organizza in Iraq i seguenti eventi, a partire dal mese di Marzo. Di seguito sono riportati i recapiti per eventuali approfondimenti: Fiera e convegno del petrolio e del Gas in Erbil. presso la fiera internazionale di Erbil dal 22 al 25 Aprile Fiera Iraq Economia. In Erbil presso la fiera internazionale di Erbil tel Kuwait KW503EF Approvato il piano di sviluppo quinquennale Il parlamento kuwaitiano ha approvato il piano di sviluppo quinquennale con investimenti previsti per $ 116 miliardi in grandi progetti fra i quali la nuova raffineria e la nuova ferrovia. Il piano, rimandato di oltre un anno, ha in programma un incremento dei lavoratori nazionali nel settore privato da 92mila a 137 mila persone. Mentre il numero dei lavoratori espatriati nel settore privato è di circa 1,2 milioni. Nonostante il calo dei prezzi del petrolio, l approvazione del programma di sviluppo dimostra le intenzioni del governo di proseguire il suo ambizioso piano di sviluppo infrastrutturale. Per risolvere i problemi di inefficienza a livello decisionale e di procedure d appalto, riscontrati in passato, il governo ha riformato l ente che gestisce i partenariati pubblico privati. il nuovo istituto si chiama Kuwait Authority for Public Partnerships (KAPP). 9

10 Libano LB503EF Inflazione in calo e debito pubblico in aumento L inflazione mensile a Dicembre 2014 è stata in calo dell 1,2% rispetto al mese precedente. Su base annuale, l indice dei prezzi al consumo libanesi si è contratto nel 2014 dello 0,7%. La caduta dei prezzi al consumo è stata trainata dal ribasso dei prezzi delle comunicazioni (-24% su base annua) e dei prezzi per acqua, elettricità, gas ed altri combustibili (- 8,9%). In aumento invece i prezzi di vestiario e calzature (+19%), bevande alcoliche e tabacco (+11%), immobili (+4%) ed istruzione (+4,5%). Il debito pubblico lordo libanese ha raggiunto i 66, 6 miliardi $ a fine novembre 2014, con un aumento del 4,9% rispetto al Il debito interno era pari a 40,9 miliardi $ a fine novembre 2014, in aumento del 10% su base annua; mentre il debito estero era pari a 25,7 miliardi, con una diminuzione dell 1,5% rispetto all'anno precedente. Il debito in valuta locale ha rappresentato il 61,3% del debito pubblico lordo a fine novembre 2014, in lieve aumento rispetto all anno precedente, mentre il debito in valuta estera ha rappresentato il 38,7% del totale, in lieve calo rispetto all anno precedente. Marocco MA503IND Adesione alla convenzione sulla concessione dei brevetti europei Dal 1 marzo 2015, il Marocco aderisce alla convenzione sulla concessione dei brevetti europei (European Patent Convention EPC) in qualità di primo Paese extra-europeo. Di conseguenza i brevetti depositati, su apposita domanda presso l Ufficio europeo dei brevetti, godono di pieno riconoscimento e tutela a titolo di novità anche in Marocco. Lo stesso vale anche in tutti gli altri 38 Stati membri della EPC, a cui aderiscono gli Stati europei, ad eccezione di Bosnia ed Erzegovina e Montenegro (in qualità di Stati beneficiari dell accordo di estensione), di Russia, Bielorussia, Moldavia e Ucraina. MA503CIT Ai primi posti della classifica mondiale della connettività marittima In seguito all apertura del porto Tanger Med, il paese è avanzato di ben 68 posizioni nella classifica mondiale della connettività marittima. Nella graduatoria del 2014 stilata dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD), il Marocco si è classificato 16 a livello mondiale. Un considerevole balzo in avanti rispetto all 84 posto in cui il Paese si posizionava prima dell entrata in attività di Tanger Med. Il Marocco si classifica subito dopo Emirati Arabi Uniti (15), Italia (14), Spagna (13) e Francia (12), diventando così il primo Paese africano di tale graduatoria. 10

11 MA503IND Siglato l accordo con l UE per il riconoscimento delle indicazioni geografiche L Unione Europea e il Marocco hanno concluso un accordo di protezione reciproca delle Indicazioni geografiche (Ig). Grazie a tale intesa sarà garantita una protezione di alto livello alle rispettive Ig per i prodotti alimentari. L accordo ha anche il fine di promuovere e favorire le relazioni commerciali relative ai prodotti agricoli e alimentari prodotti in Marocco e nell Unione europea. Palestina PL503IND Progetto di parco tecnologico sostenuto dall Italia Il Consolato Generale d Italia a Gerusalemme attraverso il Programma Ali della Colomba- Palestinian Municipality Support Program (PMSP) ha promosso il progetto di parco tecnologico e ambientale per valorizzare le risorse e la crescita sostenibile di Hebron. Hebron è sede di due università ed è il principale centro manifatturiero della Palestina (ne rappresenta il 50% del PIL) specializzato in particolare nei settori della meccanica, industria alimentare, filiera del cuoio e della lavorazione di marmi e graniti. Il modello di riferimento per il Parco palestinese è quello del Parco Scientifico Tecnologico per l Ambiente di Torino che attualmente ospita circa settanta imprese e diversi laboratori nei settori green building, energie rinnovabili e innovazione. È previsto che il Dipartimento di cooperazione della città di Torino abbia un ruolo chiave nell intero progetto, cui partecipa anche l unità di cooperazione internazionale del Comune di Milano, già attiva nei Territori Palestinesi con diversi programmi incentrati su pianificazione urbana, gestione dei rifiuti, cooperazione universitaria. 11

12 Attraverso lo strumento della Cooperazione, l Italia mette a disposizione del settore privato linee di credito a supporto delle Piccole e Medie Imprese palestinesi per un totale di 25 Milioni di Euro nonché linee di credito per l imprenditoria femminile e giovanile e per lo sviluppo del credito cooperativo per un totale di oltre 20 Milioni di Euro. Qatar QA503EF Le operazioni assicurate da Sace ammontano a 1 miliardo di Euro In Qatar SACE conta su un portafoglio di transazioni assicurate di oltre 1 miliardo di euro, concentrato prevalentemente nel settori oil & gas e petrolchimico, con quote interessanti anche nei comparti dei beni di consumo Made in Italy, dall agroalimentare all arredo, mentre ha allo studio nuove operazioni per circa 500 milioni di euro, soprattutto nel settore delle infrastrutture. L Italia, con un export di 1,1 miliardi di euro a fine 2014, è il quinto fornitore dell Emirato, dopo Stati Uniti, Cina, Giappone e Germania. Tra i settori di punta delle nostre esportazioni vi sono le tecnologie industriali e, in prospettiva, i comparti funzionali al processo di sviluppo urbanistico intrapreso dal paese. Terzo al mondo per riserve di gas naturale, il Qatar ha registrato una crescita costante del Pil negli ultimi quattro anni, in media superiore al 6% annuo, e ha avviato un ingente piano di investimenti, del valore complessivo di $ 200 miliardi, per consolidare il welfare e rafforzare le infrastrutture, anche in vista dei Mondiali di Calcio del 2022, oltre a sviluppare i comparti industriali downstream. Sebbene restino sotto osservazione gli effetti del calo dei prezzi delle materie prime e l evoluzione delle tensioni geopolitiche nell area, le prospettive complessive del Paese restano di crescita anche nel medio termine, continuando a garantire un business climate positivo per le imprese, che in Qatar possono inoltre contare su profili di rischio di credito tra i migliori a livello globale (pari a 24 su 100 nel SACE risk index). SACE è in procinto di aprire una sede negli Emirati Arabi Uniti dedicata ai mercati di Medio Oriente e Nord Africa proprio in considerazione dell elevato potenziale espresso da quest area. Tunisia TN503EF Prestito di 30 milioni dalla BERD La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERD) ha accordato alla Banca di Tunisia un prestito di 30 milioni di euro da destinare al sostegno delle micro, piccole e medie imprese tunisine. La linea di credito consentirà l erogazione di prestiti a lungo termine alle imprese che, secondo le previsioni, contribuiranno alla creazione di opportunità di lavoro. 12

13 TN503EF Fitch rivede la prospettiva del debito da negativa a stabile L'agenzia internazionale di rating Fitch ha corretto la prospettiva sul debito della Tunisia da negativa a stabile, da BB- a B. uno dei fattori principali che hanno determinato il cambiamento della valutazione è stato il compimento del processo di transizione democratica del paese dopo l esito delle elezioni legislative e presidenziali che preparano il terreno alla stabilità politica. L'agenzia internazionale prevede un miglioramento del deficit di bilancio statale grazie anche al ribasso del prezzo del petrolio sul mercato internazionale e un miglioramento della performance economica del paese per i prossimi anni. Tuttavia, secondo Fitch, nel paese permangono rischi di destabilizzazione sociale, politica ed economica, e da ciò dipende la correzione della stima di crescita del Pil Tunisino nel 2015, dal 3,2% al 2,7%. TN503EF Investimento produttivo dell italiana Recordati La casa farmaceutica tunisina Opalia Pharma dell'italiana Recordati ha inaugurato una nuova unità di produzione a Kalaat El Andalous all'ariana, Tunisi. L'area produttiva si estende su 20 mila m 2, per un investimento totale di 3,5 milioni di euro dei quali il 10% destinato al centro di ricerca e sviluppo e al laboratorio di controllo qualità. La fabbrica ha una capacità produttiva di 30 milioni di unità per anno, con laboratori attrezzati con le ultime tecnologie destinate alla produzione di ogni tipo di medicina. Recordati, che già esporta in altri paesi nord africani, rafforza la sua presenza diretta nella regione, con l'obiettivo di estendere la propria copertura anche negli stati del Golfo. Paesi Ccg PG503EF Larte porta il Made In Italy nel mondo LARTE, il progetto innovativo ispirato da Fondazione Altagamma con l obiettivo di valorizzare il Made in Italy nel mondo, nell ambito del suo piano di sviluppo internazionale ha programmato l apertura di 8 nuovi concept store entro il Il progetto realizza l incontro tra ristorazione, arte, design, cultura e moda e si conferma come modello di ristorazione e ospitalità italiana, e si propone come marchio per la valorizzazione e la promozione del Made in Italy nel mondo. La strategia di internazionalizzazione è sostenuta dalla partnership con due importanti gruppi imprenditoriali: Roya International, società di consulenza fondata con sede negli Emirati Arabi e leader nel settore turistico e del real estate; e Dogus Group, uno dei tre principali gruppi imprenditoriali turchi. Attraverso la partnership con Roya International, LARTE inaugurerà uno spazio a Dubai nel corso del 2015 e altri due ad Abu Dhabi e a Doha nel Con Dogus Group, invece, LARTE aprirà nuovi spazi vendita in varie capitali Europee, in Asia Centrale e negli USA. 13

14 SEGNALAZIONI Selezione di articoli relativi ai recenti sviluppi economico-politici dei paesi arabi IT503SGL "Libia: intervento o mediazione?", seminario presso la Camera di Commercio Italo Araba (CCIA) Introduzione: Roberto Aliboni, Consigliere di Amministrazione della CCIA e Consigliere Scientifico dell Istituto Affari Internazionali Intervengono: Arnaldo Compagnucci, Branch Manager Arabitalital Spa; Umberto Profazio, Dottorando in Storia delle relazioni Internazionali presso l'università di Roma La Sapienza e analista per Intelligence and Fraud Investigation (IFI) Advisory; Nicolò Sartori, Ricercatore presso l Istituto Affari Internazionali (IAI) per i programmi Sicurezza e difesa ed Energia. Roberto Aliboni Per fornire un quadro generale della scena politica recente della Libia occorre ripercorrere gli sviluppi nel paese a partire dalla prima tornata elettorale successiva alla rivoluzione del 17 febbraio Le elezioni del luglio 2012 produssero un parlamento, chiamato Congresso Nazionale Generale, composto da 200 membri, dei quali 80 eletti con un sistema di liste di partiti, e i restanti indipendenti. Le elezioni diedero la maggioranza alla lista dei conservatori, mettendo in minoranza quelle degli islamisti. Questo risultato fu interpretato dalla stampa internazionale come una vittoria dei non islamisti. In realtà questo era vero solo nell ambito delle liste; degli indipendenti e delle loro inclinazioni si sapeva ben poco. Un governo fu possibile nominarlo solo dopo quattro mesi, a novembre. Si è trattato di un governo di unità nazionale, risultato di un compromesso tra le diverse istanze presenti nel paese, nel quale la carica di Primo Ministro fu affidata all avvocato Ali Zeidan, specializzato in diritti umani, che aveva vissuto per lungo tempo a Ginevra prima di tornare in Libia. Nell'ambito parlamentare la maggioranza è stata inizialmente rappresentata dai conservatori. Questi sono uno schieramento formato da tecnocrati, ex-ministri, alti funzionari e militari in carica all epoca del regime di Gheddafi ma che vi si erano ribellati, fondando il Consiglio Nazionale di Transizione e dando il via alla rivoluzione. I parlamentari indipendenti dapprima si aggregarono a questa corrente ma, nel periodo che va dalle elezioni del luglio 2012 a quelle del 25 giugno 2014, l'equilibro cambiò a causa del passaggio di esponenti indipendenti allo schieramento inizialmente minoritario, quello cioè dei rivoluzionari non provenienti dalle file del precedente regime e dagli islamisti. Ciò è avvenuto nel contesto di una dura lotta politica, che però, nel quadro del governo di unità nazionale, dove erano rappresentati tutti, nondimeno si è svolta anche all'insegna di un certo consociativismo tra rivoluzionari islamisti e rivoluzionari conservatori. Questo consociativismo è stato cruciale per la deformazione del settore di sicurezza e, in definitiva, letale alla transizione democratica libica. Infatti, sono state promosse e inserite nei ranghi dello Stato le milizie che avevano combattuto durante la rivoluzione, senza neppure che si tentasse di integrarle in un ambito di forze armate nazionali. Maggioranza e minoranza, attraverso i propri rappresentanti al governo, hanno ciascuna promosso le proprie milizie, se ne sono servite per combattere l avversario e hanno lasciato in definitiva che i comandanti militari prendessero via via il sopravvento sui leader politici. Hanno così in- 14

15 sieme determinato la disfunzione delle istituzioni democratiche dello stato e tolto allo stato il suo necessario monopolio della forza. La contrapposizione tra conservatori e rivoluzionario-islamisti ha gradualmente assistito al prevalere in parlamento di questi ultimi. Nel corso del primo trimestre del 2014 gli islamisti e i rivoluzionari, ormai detentori della maggioranza in parlamento, proponevano di prorogare il parlamento in essere oltre la scadenza di giugno sancita dalla Costituzione transitoria. La conseguente protesta dei conservatori e l inasprimento della lotta politica, fra tumultuose vicende, hanno determinato la caduta del Primo Ministro Ali Zeidan. Nel primo semestre 2014 un altro sviluppo importante è stato l ingresso nel campo politico e militare del Generale Khalifa Haftar, tornato in Libia dopo aver abbandonato il regime durante la guerra contro il Ciad e vissuto poi negli Stati Uniti. Avendo preso parte alla rivoluzione, Haftar, deluso dagli eventi, raggruppava un esercito di altri delusi e nel maggio 2014 prendeva unilateralmente l iniziativa di attaccare la città di Benghazi in quanto nido di islamisti, da lui giudicati colpevoli del progressivo incremento del caos nel paese. Haftar perciò si presentava come il vero avversario degli islamisti, in altri termini come un alternativa ai conservatori, che gli islamisti non riuscivano invece a battere. Poco dopo, il 25 giugno 2014 si sono svolte le elezioni che, pur con un tasso di partecipazione molto basso, il 18%, sono state vinte dai conservatori. A questo punto gli islamisti, minacciati dall iniziativa del Generale Haftar e dalla sconfitta elettorale, decidevano di prendere l'iniziativa scatenando la guerra civile e occupando Tripoli. Le due fazioni contrapposte hanno determinato una divisione del paese: a Est, per la precisione a Tobruk e a Beida, si sono stabiliti il governo e il parlamento eletti, mentre a Ovest Tripoli è occupata dalle forze rivoluzionarie islamiste. Determinatisi questi eventi, il governo di Tobruk si è gradualmente alleato con il generale Haftar nel contesto di un tentativo di promuovere attorno a lui la rinascita delle vecchie forze. In Tripolitania, nella zona delle montagne di Nafusa vicino Tripoli, le milizie della città di Zintan sono anch esse schierate con i conservatori di Tobruk, così come i Tubu del Fezzan e i federalisti della Cirenaica. Il governo di Tripoli ha a sua disposizione le numerose milizie islamiste del paese e soprattutto quelle rivoluzionarie della città di Misurata, culla della rivoluzione del 17 febbraio. Militarmente fra queste forze prevale un equilibrio che non permette né all una né all altra di conseguire la vittoria. Su questo schieramento si sono inserite a partire dalla fine del 2014 forze collegate all ISIS jihadista della Mezzaluna Fertile e appoggiate esplicitamente dall ISIS. Ciò complica ulteriormente la situazione sul campo, con la presenza di tre fazioni reciprocamente contrapposte. La situazione potrebbe divenire simile a quella siriana, con alleanze tattiche e transitorie, tali da instaurare uno scenario di guerra inestricabile e permanente. Mentre le operazioni militari continuano e amplificano la loro violenza, anche a causa della nuova componente jihadista, viene condotto in Libia, sotto l insegna dell Onu, un tentativo di mediazione sostenuto dal mondo occidentale. La situazione che abbiamo descritto non facilita questa mediazione. Un ostacolo particolare, tuttavia, è dovuto al contesto regionale che ha di fatto assorbito nei suoi conflitti quello libico. L'Egitto, l'arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti appoggiano i conservatori del governo di Tobruk riconoscendolo come un governo anti-islamista, avverso a quella stessa Fratellanza Mussulmana che questi paesi combattono come un nemico centrale della loro stabilità politica. Il Qatar e la Turchia invece sono favorevoli agli islamisti, ai Fratelli Musulmani e ai rivoluzionari. Entrambi gli schieramenti regionali perciò si combattono anche in Libia, appoggiando il loro schieramento affine e, in questa prospettiva, trasferiscono armi e offrono sostegno politico e diplomatico a livello internazionale. Tale sviluppo complica il difficile tentativo di negoziazione dell Onu per una soluzione pacifica dello scontro, che anzi radicalizza. Ciò perché il sostegno militare esterno a ciascuno dei due schieramenti alimenta 15

16 le speranze di vittoria di entrambi rafforzando le fazioni più estremiste a discapito di quelle relativamente più moderate. L Egitto è anche intervenuto militarmente bombardando Derna, dove hanno il quartier generale i jihadisti dell ISIS. Il Cairo ha invitato i paesi occidentali a schierarsi con l Egitto e i suoi alleati regionali contro gli islamisti in Libia come essi hanno fatto con la coalizione anti-isis in Siria ed Iraq. I paesi occidentali hanno rifiutato e hanno invece confermato la strada della mediazione. E un rischio, ma a lungo termine è la scelta giusta. La mediazione, mentre questo seminario ha luogo raccoglie qualche successo, anche se non decisivo. Un sostegno solido dell Occidente, tuttavia, potrebbe rafforzare i fattori che la sostengono e portarla al successo. Umberto Profazio Il Dottor Profazio si sofferma sul quadro politico della Libia e in particolare sul deterioramento del quadro di sicurezza e la comparsa sul territorio dello stato islamico che ha avuto conseguenze sui negoziati. Rispetto allo scenario siriano e iracheno possono essere rilevati alcuni fattori comuni come l'indebolimento del potere centrale, la presenza di una componente tribale e le interferenze dei vicini regionali. Tuttavia, nonostante l assenza dello scontro settario fra sunniti e sciiti, la situazione è divenuta critica. Secondo gli ultimi dati le vittime del conflitto libico nel 2014 dovrebbero essere state fra 1000 e 2800, a seconda delle varie fonti, mentre il numero degli sfollati è di circa La comparsa dello Stato Islamico, in precedenza conosciuto come stato islamico dell Iraq e del Levante, è avvenuta principalmente nella roccaforte islamista di Derna, città che, in proporzione al numero degli abitanti, ha contribuito con il maggior numero di jihadisti alle guerre in corso in Medio Oriente. Molti di questi sono ritornati a Derna e tra loro anche al Anbari, un emissario del califfo dell autoproclamato Stato islamico, al Baghdadi,. Al Anbari, insieme a un influente predicatore saudita è riuscito a promuovere la causa dello Stato I- slamico a Derna. Ad Ottobre il Consiglio Islamico della Gioventù di Derna ha dichiarato fedeltà ad al Baghdadi e ha iniziato a istituire tribunali religiosi, a mettere in moto forze di polizia per vigilare sull applicazione della legge islamica, e si è resa responsabile anche di esecuzioni nei confronti dei violatori. Gli sviluppi più importanti si sono avuti negli ultimi mesi quando la situazione è precipitata. Lo stato islamico ha una struttura, secondo alcuni analisti, di tipo proto-federale che, a differenza di Al Qaida non si basa sul modello del franchising, ma tende ad istituire delle strutture che vengono definite "wilayiat" ovvero province. In Libia è stata mantenuta la tripartizione storica del modello classico federale: Tripolitania, Cirenaica e Fezzan. Proprio a Tripoli si sono verificati gli avvenimenti più importanti come l attentato del gennaio 2014 e la tragica esecuzione dei 21 copti egiziani. Lo stato islamico però non è l'unico attore presente sul territorio; a Derna vi sono le brigate dei martiri di Abu Salim, poi vi è Ansar Al Sharia, presente soprattutto a Bengasi e accusata di essere responsabile dell'omicidio dell'ambasciatore americano Stevens nel Fra i gruppi presenti sul territorio libico vi sono le milizie di Misurata che alla caduta del regime di Gheddafi erano costituite da almeno 200 gruppi armati composti ciascuno da un numero di combattenti variabile da una decina a 1800 persone. L attivazione di queste milizie è divenuta più evidente nel corso del 2014, quando ad esempio le milizie di Misurata hanno attaccato quelle di Zintan per il controllo dell'aeroporto di Misurata, caso in cui si è assistito alla prima interferenza dell'egitto, intervenuto a supporto delle milizie di Zintan, con l effetto di rendere più compatta la coalizione delle milizie di Misurata. Le milizie di Zintan invece sono un gruppo di 23 milizie situato in un punto strategico importante ovvero la 16

17 parte più estrema dell'occidente libico, e sono alleate a loro volta con l'esercito libico del Generale Haftar. La presenza di tutti questi attori sul territorio rende difficili le trattative di pace anche a causa della bipolarità politica fra Tripoli e Tobruk. Il governo di Tobruk è sostenuto dalla coalizione Karama (Dignità) del Generale Haftar mentre la coalizione Fajr (Alba) sostiene il Congresso Generale Nazionale di Tripoli, con a capo Omar Al Hassi. Le trattative tra questi due soggetti sono iniziate grazie al supporto dell Unsmil, United Nations Support Mission in Libya, guidato dal diplomatico spagnolo Bernardino Leon. In realtà nel settembre 2014 c era già stato il primo tentativo di riavvicinamento fra le parti, effettuato a Gadames, in Tripolitania, al confine con l'algeria, ma con risultati infruttuosi. Un seguente importante sviluppo politico è stata la sentenza della Corte Suprema, che ha sede a Tripoli, del 6 novembre 2014 che ha invalidato le elezioni di giugno 2014 rendendo quindi apparentemente illegittimo il governo di Beyda e il parlamento di Tobruk. La sentenza è però criticata dalla Camera dei Rappresentanti per la stessa ragione per la quale la comunità internazionale continua a considerare legittimo tale governo, ossia che la dichiarazione della Corte Suprema sarebbe avvenuta sotto minaccia delle armi. In tal modo la comunità internazionale ha favorito una nuova mediazione fra le parti a Ginevra, nel Gennaio 2015, con la partecipazione dei consigli locali. Il Congresso Generale Nazionale si è trovato spiazzato e per il timore di essere estromesso dalle decisioni sul futuro del paese ha deciso di partecipare alle trattative svoltesi a febbraio a Gadames. La partecipazione del parlamento di Tobruk e del Congresso Generale Nazionale alle trattative è stato un segnale positivo anche se le due parti non si sono incontrate direttamente rendendo più difficile la mediazione delle Nazioni Unite i cui funzionari sono stati costretti a effettuare la cosiddetta shuttle diplomacy facendo la spola fra le due parti contrapposte. Il risultato è stato l assenso delle due parti alla formazione di un governo di unità nazionale e a un cessate il fuoco in realtà già decretato per favorire la soluzione negoziale. A questo punto interviene l Isis. Il giorno dopo la diffusione del video della decapitazione dei 21 copti egiziani, l Egitto reagisce con un intervento dell aviazione a Derna che provoca la morte di circa 50 jihadisti. L Isis reagisce a sua volta con l attentato di Qubbah che ha causato la morte di 40 persone. Tale attentato non è stato condannato dal Congresso Generale Nazionale, cosa che ha fatto invece il Parlamento di Tobruk, che ha votato la sospensione dei negoziati a tempo indefinito. Nuovi tentativi di riavvicinamento fra le parti sono stati svolti di recenti in Marocco e sono previsti in futuro in Algeria. Il quadro rimane tuttavia volatile perché gli interessi delle potenze regionali sono numerosi e spesso contrastanti, la cui differenziazione è riconducibile grosso modo a un regional divide: da una parte gli islamisti e da un altra gli anti islamisti; da una parte chi sostiene i partiti affiliati alla fratellanza musulmana e dall altra chi si oppone a un espansione dell islamismo nella regione. Come detto da Aliboni, da una parte vi sono Egitto, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, e dall altra Qatar e Turchia. Il ruolo di Tunisia e Algeria è più neutrale. In particolare quest ultima ha cercato di favorire il riavvicinamento e la mediazione fra le parti anche per mantenere un ruolo di prestigio nella regione, e si è offerta di ospitare i negoziati. Riguardo ai possibili sviluppi futuri e le azioni concrete che potranno essere intraprese è necessario fare una distinzione tra fronte interno ed esterno. Sul fronte interno un tentativo di riavvicinamento fra le parti è auspicabile, in particolare per quanto riguarda i temi più sensibili, come la political isolation law, ossia la legge che impedisce agli ex funzionari del regime di Gheddafi di partecipare alla vita politica del paese. Tale misura è stata giudicata eccessiva in quanto non fa distinzione tra funzionari di diverso grado e nel mese di Febbraio il parlamento di Tobruk ha deciso di sospenderla. Il Parlamento di Tripoli ha protestato per tale decisione. Una secondo tema riguarda la Co- 17

18 stituzione, di cui non si parla abbastanza. L Assemblea legittimata a redigere la nuova costituzione ha subito forti pressioni sia interne che esterne, ad esempio quando i due Parlamenti, di Tobruk e di Tripoli, hanno chiesto un aggiornamento sulla situazione dei lavori all interno dell assemblea hanno costretto quest ultima a non rispondere a nessuna delle due istanze per evitare di vedere la propria risposta interpretata come una legittimazione indiretta di uno dei due parlamenti. Anche all interno della stessa assemblea vi sono delle diverse personalità che sostengono una o l altra fazione e risulta necessario cercare di lasciare il più possibile autonomo tale consesso. Riguardo al quadro esterno, le potenze regionali dovrebbero cercare di favorire una soluzione e un compromesso fra le parti. L iniziativa egiziana di febbraio, ovvero la sua richiesta alle nazioni Unite di decretare la fine dell embargo sulle armi verso la Libia, non ha a- vuto successo, scongiurando così un aumento delle tensioni e degli scontri interni. Le possibili misure concrete possono essere le missioni di peacekeeping e peace enforcing. Il dibattito ha coinvolto anche l Italia e ne è emerso che un eventuale missione di peacekeeping sarebbe destinata al fallimento in quanto non esiste un autorità centrale e l attuale contesto costringerebbe tali forze di pace a prendere le parti di una o dell altra fazione. Uno dei due tipi di missione potrebbe essere approvato dopo che i tentativi di mediazione abbiano avuto un certo successo conferendo alle autorità centrali una sufficiente dose di forza e riconoscibilità nazionale. Riguardo le istituzioni economiche e finanziarie e il loro grado di indipendenza vi è stato un acceso dibattito. I due parlamenti, di Tripoli e di Tobruk, hanno tentato di nominare proprio personale a capo, ad esempio, della National Oil Corporation (NOC), determinando interferenze controproducenti le sorti della Libia. La stessa NOC a novembre ha emesso un comunicato in cui affermava la propria indipendenza e autonomia. Nicolò Sartori, Ricercatore presso l Istituto Affari Internazionali (IAI) Il Dottor Sartori effettua un analisi congiunta degli aspetti geopolitici, energetici ed economici, nel tentativo di offrire un quadro il più possibile esaustivo del settore energetico libico dal quale risultino la rilevanza del paese in tale settore e le motivazioni per le quali i gravi eventi libici non stanno determinando conseguenze rilevanti sul mercato energetico globale. Tale operazione di sintesi risulta ancor più complessa in un periodo in cui gli avvenimenti sul campo si susseguono in maniera molto dinamica e risultano quindi di difficile comprensione anche in considerazione dell ingente flusso di informazioni che ci giungono quotidianamente. In seguito Sartori si soffermerà sugli effetti degli scontri libici sulla produzione locale di idrocarburi e quindi sulle conseguenze di tale situazione per l Italia, con uno sguardo anche alle prospettive energetiche del paese. La Libia è un paese importante dal punto di vista energetico, è membro dell OPEC e detiene riserve consistenti soprattutto di petrolio. E il primo paese africano per riserve di greggio con circa il 38% del totale continentale, e il nono a livello globale. La maggioranza delle risorse è localizzata nella parte orientale del paese, nel bacino di Sirte. Per quanto riguarda il gas naturale la Libia è il quinto paese africano per risorse dopo Mozambico, Nigeria e Algeria, il ventitreesimo al mondo e rappresenta un partner fondamentale per l Italia. Pur non essendo un grande player globale, il paese ha sperimentato una sostanziale crescita della produzione e delle riserve, scoperte negli anni precedenti la rivoluzione, anche grazie all apertura del settore agli investimenti e al mercato. La produzione di gas era aumentata in modo significativo dal 2003 al 2010 raggiungendo circa 16 miliardi di m 3 annui. Quella di petrolio negli anni precedenti la crisi si era attestata attorno agli 1,6 milioni di barili al giorno, un dato relativamente basso se si considerano le riserve detenute e il livello di produzione di 3 milioni di barili al giorno raggiunto verso la fine degli anni sessanta. La spiegazione del calo produttivo rispetto agli anni 1960 è data da questioni relati- 18

19 ve al management della compagnia energetica nazionale e dall incapacità di sostenere investimenti che potessero mantenere e riportare la produzione ai livelli degli anni precedenti. A dispetto delle attese, il temporaneo blocco delle attività dei settori oil e gas, comprese quelle del gasdotto Greenstream, causato dalla rivoluzione del 2011 e dal conflitto seguente, non ha compromesso la capacità di riprendere i livelli di produzione precedenti. Di fatto, anziché i tre o quattro anni previsti per tornare al livello di produzione di 1,6 milioni di barili al giorno, il settore energetico ha ripreso a lavorare in modo quasi completo già nel 2012, anno in cui la produzione si è attestata attorno a 1,2 milioni di barili al giorno. Tuttavia, per motivi inerenti alla sicurezza, nel 2013 la produzione ha ripreso a oscillare raggiungendo circa i 900 mila barili al giorno. Ciò è dipeso dalle difficoltà nel garantire i regolari flussi di import ed export di petrolio in quanto alcune milizie hanno individuato nel controllo di tali traffici una fonte di finanziamento delle proprie attività. Uno dei livelli minimi di produzione è stato quello di 450 mila barili al giorno raggiunto nel 2014, a causa di problemi alla raffineria di Zawiyah e ad alcuni siti di stoccaggio. A inizio 2015, dopo che la produzione si era attestata attorno a 1 milione di barili al giorno, la comparsa sul territorio libico dell Isis e una serie di attacchi, in particolare quelli all oleodotto che collega il giacimento di el Sarir agli export terminal situati a Nord del paese hanno fatto crollare nuovamente la produzione a uno dei minimi storici, attorno ai 200 mila barili al giorno. Secondo le notizie più recenti, nonostante l incremento degli attacchi, sembra che la produzione si sia riassestata sui 200 / 500 mila barili al giorno. Ciò dimostra come, dati gli elementi a disposizione, sia difficile prevedere come e in quale misura l instabilità possa influenzare la produzione di petrolio della Libia. Tuttavia è possibile affermare che, nella migliore delle ipotesi, il paese potrà tornare a produrre nel breve termine circa 1,5 milioni di barili al giorno, ma non i 3 milioni ipotizzati in precedenti previsioni, per due ragioni principali: la prima è che il blocco delle attività ha reso meno efficienti molti giacimenti e le strutture associate; la seconda, sempre legata alle infrastrutture relative al settore minerario, è che gli investimenti nel settore idrocarburi si sono interrotti e le compagnie che sono presenti sul territorio, come Eni e Total, cercano di gestire il business as usual principalmente con personale in loco. Un discorso diverso va fatto per il gas naturale la cui produzione rimane pressoché stabile anche quando le milizie o gli stakeholder locali hanno interesse a interferire nel settore degli idrocarburi. Ciò perché il gas libico viene trasportato via gasdotto consentendo una sostanziale stabilità dei flussi rispetto alle navi gasiere. L Italia è direttamente interessata ai flussi di gas libico che raggiungono il nostro paese attraverso il gasdotto Greenstream. Di fatto la Libia è il nostro terzo fornitore di gas insieme all Algeria e dopo Russia e Norvegia. Da tale paese abbiamo importato 6,5 miliardi di metri cubi annui, non molto meno della capacità massima della condotta che è di 9 miliardi di m 3 annui. Anche nel settore petrolifero la Libia ha un ruolo rilevante. Nonostante le grandi difficoltà interne il paese ha continuato ad esportare greggio verso l Italia registrando nel 2014, secondo i dati di Mise e Assopetroli, una quota fra il 5% e il 7% del totale degli acquisti di petrolio dell Italia. Va sottolineato che nel settore petrolifero l Italia gode di un più ampio numero di fornitori e quindi il suo portfolio è più differenziato rispetto a quanto accade per gli acquisti di gas. Il primo fornitore di gas dell Italia è la Russia con una quota del 30% del totale, mentre, sempre la Russia, fornisce all Italia il 12/13% del petrolio totale importato dal nostro paese. Gli interessi italiani in Libia nel settore idrocarburi sono rappresentati dall Eni, che è operativa nel paese dal 1959, gestisce al 50% il gasdotto Greenstream e, con riguardo alla produzione di gas, ha una serie di giacimenti onshore e offshore, oltre che una partecipazione nel giacimento petrolifero Elephant, situato a ovest del paese. 19

20 Il mercato libico rappresenta la quota maggiore della produzione totale di petrolio del gruppo Eni e anche la produzione di gas naturale ha un certo rilievo per l azienda che proprio grazie alla continuità di funzionamento del gasdotto Greenstream è riuscita a limitare gli effetti del calo di produttività petrolifera del paese. Oggi il gruppo italiano punta a diversificare i mercati di approvvigionamento energetico. Mentre fino a pochi anni fa le due gambe principali dell Eni erano Russia e Libia, le attuali questioni politiche e di sicurezza insieme a una rinnovata strategia per il settore idrocarburi, portano la società italiana a spostare il proprio focus verso l Africa sub sahariana, in particolare verso l attività di produzione nel golfo di Guinea e quelle di esplorazione di giacimenti in Mozambico. I rischi per il nostro paese riguardano soprattutto il settore del gas, mentre nel settore petrolifero il problema potenziale è rappresentato da rialzi straordinari del prezzo del greggio. Con riferimento al mercato del gas naturale, la situazione per l Italia risulta complicata proprio per la sua dipendenza da pochi grandi fornitori che attualmente attraversano periodi di instabilità. Di fatto, salvo la Norvegia, gli altri principali fornitori di gas dell Italia, ovvero Russia, Algeria e Libia non rappresentano oggi delle fonti di approvvigionamento del tutto sicure a soddisfare i bisogni energetici italiani in caso di complicazioni del quadro politico e di sicurezza internazionale. Nel caso della Russia le incertezze sono dovute alla sicurezza dell Ucraina attraverso la quale passa il gas diretto verso l Italia. Se i negoziati tra Bruxelles, Mosca e Kiev relativi al Winter Package che disciplina le forniture di gas russo all Ucraina - non dovessero condurre a una pacificazione fra le parti contrapposte, la Libia potrebbe diventare fondamentale per la sicurezza energetica italiana, assieme alle strutture di rigassificazione del GNL la cui capacità attuale dell Italia è di circa 14 miliardi di m 3 annui. Al contrario, se il fronte russo dovesse rimanere stabile, il nostro paese potrebbe sopportare anche un eventuale blocco del gasdotto Greenstream. Va ricordato a tal proposito che la recente esercitazione periodica della Marina italiana nel mar Mediterraneo ha avuto, secondo alcune fonti, lo scopo di pattugliare le aree attorno alla piattaforma offshore dove Eni produce gas naturale e ovviamente quello di controllare le acque dove il gasdotto è collocato e soprattutto l area dove è situata la stazione di compressione sulla costa libica dalla quale il gas di Greenstream viene pompato verso l Italia. Al momento la situazione non è critica ma il concatenarsi di eventi negativi incontrollati, soprattutto sul fronte russo, potrebbe far tornare la Libia un elemento centrale per la sicurezza energetica del nostro paese. Arnaldo Compagnucci, Branch Manager di Arabital Spa Arnaldo Compagnucci rappresenta una società di spedizioni che è stata fra i primi operatori occidentali ad aprire filiali e uffici e ad operare direttamente in Libya, dieci anni fa. Un progetto che lo ha portato a trascorrere tempo in Libya. Il Sig. Compagnucci è testimone diretto dell andamento del business libico. La caratteristica principale rilevata nel contesto economico libico è una sostanziale divisione in due tronconi, come del resto era riscontrato all epoca di Gheddafi. Da una parte vi sono i progetti governativi, dall altra vi sono le iniziative dei privati facoltosi che dispongono di grandi quantità di denaro e che cercano nell attuale momento storico, di far andare avanti il paese. A parte gli idrocarburi, la Libya produce molto poco, ma acquista tutto, dal food fresco e secco all abbigliamento, ai mobili, etc. Dal 2013 al 2014 l interscambio con l Italia è diminuito del 60% e il trend sembra essere costante. Tuttavia vi è un certo numero di acquirenti che continua a importare dall Italia prodotti di varia natura fiduciosi nel ripristino della stabilità economica del paese. Le compagnie di navigazione continuano a toccare i porti libici, ad eccezione di quello di Bengasi, chiuso alle navi occidentali da circa cinque mesi e che ora è stato parzialmente sostituito da quello di Tobruk. Gli altri tre porti della Cirenaica, ovvero Tripoli, Al Khoms e Misurata, hanno un livello di operatività che varia dal 70% al 90% 20

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