Un patto energetico per l Italia

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Un patto energetico per l Italia"

Transcript

1 Franco Bernabé, Fulvio Conti, Enrico Letta, Paolo Scaroni, Bruno Tabacci Un patto energetico per l Italia Tre grandi manager e due politici italiani discutono di sicurezza energetica dell Italia, propongono un patto sull energia per la nuova legislatura, rivedono criticamente le scelte compiute negli anni passati dalla politica e dalle imprese, trattano il problema del ritorno al nucleare. Sullo sfondo di due grandi sfide: una sfida esterna, costituita dall influenza crescente dei grandi produttori, anzitutto della Russia di Putin; e una sfida interna, ossia le difficoltà di superare le resistenze locali. FRANCO BERNABÉ Non credo che si possa veramente parlare, nonostante la crisi degli ultimi due mesi, di un problema strutturale di sicurezza energetica per l Italia. È vero che abbiamo una forte dipendenza dal gas; ma è altrettanto vero che l Italia, rispetto a tutti gli altri paesi europei, ha una struttura di approvvigionamenti che le dà flessibilità, soprattutto nel lungo periodo. Il gas non arriva solo dalla Russia; arriva anche da Sud, dall Algeria e dalla Libia. Nel medio periodo arriverà anche dalla Turchia, che avrà una sovrabbondanza di gas nei prossimi anni; e arriverà probabilmente dall Iran. Abbiamo infine rifornimenti dal Nord, dalla Norvegia e dall Olanda. Paradossalmente, non sarà l Italia ad avere problemi di rifornimenti di gas, mentre potrebbe averli il Nord Europa: negli ultimi mesi, del resto, abbiamo visto problemi di rifornimenti in Gran Bretagna, mentre l Italia, fino alla fine del 2005, ha prodotto energia elettrica con gas di importazione per l esportazione verso l Europa centrale. In sintesi: siamo in una situazione di sicurezza, tanto più che si aggiungerà il gas naturale liquido, quando avremo finalmente costruito nuovi terminali. E se riusciremo a costruire dei rigassificatori, superando le molte resistenze locali che esistono, l Italia sarà a quel punto una sorta di grande hub delle forniture di gas. Le cose stanno in modo diverso per quel che riguarda il petrolio; ma è un problema che riguarda tutti i consumatori. Teniamo conto dell aumento dei consumi: in passa-

2 to i consumi di petrolio aumentavano di circa 600 mila barili al giorno, nel 2003 sono cresciuti al ritmo di 1,6 milioni di barili al giorno; nel 2004, la crescita è stata di 3 milioni di barili al giorno. È un aumento senza precedenti in tutta la storia dell industria petrolifera. Forse non abbiamo un problema di disponibilità ma certamente abbiamo un problema di sicurezza perché gli unici paesi che hanno un forte potenziale di aumento dell offerta petrolifera sono l Iran e l Iraq, che potrebbero forse arrivare a produrre 6-7 milioni di barili al giorno. L incognita riguarda la Russia, che nella prima metà degli anni Novanta ha subito il crollo della propria produzione, dopo che l aveva aumentata in modo dissennato negli anni Settanta e Ottanta. La produzione sovietica era intorno ai 10 milioni di barili al giorno (b/g); a metà degli anni Novanta è crollata fino ad arrivare attorno ai 5-6 milioni b/g, per poi risalire negli anni successivi. È molto improbabile, in assenza di nuovi investimenti nella Siberia orientale, che i russi riescano ad aumentare la produttività degli attuali giacimenti. L offerta di petrolio russo, in altri termini, potrebbe declinare per un periodo abbastanza lungo, mentre le risorse petrolifere in Occidente (Stati Uniti e Mare del Nord) sono ormai in declino strutturale. In conclusione: per il petrolio esiste un vero problema, che invece non esiste per il gas. E se guardiamo alla sicurezza energetica da questo punto di vista, l Italia è messa meglio di molti altri paesi. 37 PAOLO SCARONI È tutto vero; ma parlando di gas è importante avere in mente una prospettiva temporale. Abbiamo un orizzonte immediato, con una crisi abbastanza complicata e che richiede risposte contingenti, ma di cui in fondo è anche poco utile discutere. C è poi l orizzonte dei prossimi 10 anni e in questo arco di tempo l Italia andrà a gas. Su questo non ci sono dubbi. È una scelta, quella del gas, che è stata fatta: inutile domandarsi ora se sia stata giusta o sbagliata. È comunque non correggibile nell arco dei prossimi anni. Il riscaldamento delle case italiane è a gas; l energia elettrica è largamente prodotta a gas. L Italia è l unico paese europeo a usare in modo così intensivo, forse dissennato, una fonte così preziosa per produrre energia elettrica di base. Ma è appunto una scelta ormai compiuta: l unico tema, che dobbiamo affrontare nei prossimi 10 anni è come garantirci il gas nelle quantità che ci servono, ai prezzi più bassi possibili e con quella sicurezza della fornitura che ci è essenziale. È vero che non dipendiamo solo dalla Russia; abbiamo anche una pipeline dall Algeria, una dalla Libia, e un gasdotto dal nord Europa. Ma Russia e Algeria, messe insieme, coprono già più del 50% del nostro fabbisogno e la loro quota salirà al 65% nel In sostanza dipenderemo da due soli fornitori. E c è poi un

3 38 trend di fondo: gli equilibri si sono spostati a favore dei produttori. Fino a qualche tempo fa si diceva che produttori e consumatori avevano lo stesso potere negoziale. Non sono più certo che sia così. Per due ragioni: perché i produttori hanno ormai maggiore elasticità, sono diventati più ricchi grazie ai prezzi alti e quindi nel breve non hanno bisogno di vendere gas per sopravvivere; e poi perché si sono aperti nuovi mercati, a cominciare dalla Cina e dall India. In altri termini: i produttori non hanno più la stessa necessità di prima di vendere proprio a noi. E questo ha delle implicazioni per l Italia. È vero, abbiamo un grado notevole di diversificazione ma resta che la maggior parte delle nostre forniture vengono da due fornitori che hanno una forza negoziale in aumento. È per questo che la soluzione sempre evocata ma non ancora realizzata costruire nuovi rigassificatori appare indispensabile. Il punto è che i terminali valorizzano il gas di paesi, come la Nigeria, per i quali il gas è solo un sottoprodotto del petrolio. Ma per valorizzarlo bisogna disporre di tutta la catena tipica delle grandi società petrolifere: disponibilità di gas, capacità di liquefazione, di trasporto e di rigassificazione. Allora, non serve ripeterlo, di rigassificatori abbiamo bisogno; ma dotarsi di rigassificatori significa molto di più di un terminale in un porto italiano. Si tratta di disporre di contratti a lungo termine per il gas liquido, di noli per metaniere e finalmente del terminale di rigassificazione. L LNG, insomma, è il mondo delle grandi compagnie petrolifere e non quello dei piccoli imprenditori o dei traders del gas. C è infine lo scenario più a lungo termine: cosa faremo dopo il 2015? E in questa prospettiva temporale che ha senso parlare, per esempio, di nucleare. Ma ricordandoci bene una cosa: non apriamo la discussione sul nucleare per evitare in un paese refrattario ad accettare qualunque decisione su nuove infrastrutture di fare le cose che possiamo fare subito e cioè nuove infrastrutture per il gas. BRUNO TABACCI Certo è un paese refrattario. Ma anche perché si illude di potere evitare le scelte. L alternativa ai rigassificatori e al nucleare, va detto molto chiaramente, è di avere uno shock energetico. Il localismo va combattuto: sull esempio di Brindisi si stanno organizzando comitati locali per impedire la costruzione di rigassificatori anche altrove. Del resto, viviamo in un paese in cui nessuno vuole nulla nel proprio cortile di casa, che manda i rifiuti solidi urbani in Germania, che non vuole neanche gli impianti eolici. Il momento di dire le cose in tutta la loro crudezza è oggi; la sicurezza energetica non è più garantita se qualunque parte dell Italia potrà mettere il veto a nuove infrastrutture, che siano del gas o del nucleare.

4 PAOLO SCARONI Resta il fatto che tutti i paesi al mondo che hanno realizzato programmi nucleari l hanno fatto con scelte del paese, non con scelte di una parte politica. Quando qualche esponente di partito dice io sono favorevole al nucleare, lo metto nel nostro programma di governo penso che dica una cosa che non è praticabile. Nessuno investe miliardi di euro in un programma che richiede almeno 7-8 anni per essere realizzati senza essere sicuro che entrambe le parti politiche ne condividano i principi. FULVIO CONTI Fatemi riportare il discorso sui dati di fondo della sicurezza energetica. Anch io sono convinto, come Franco Bernabé, che nel lungo periodo non avremo problemi: c è un amplissima disponibilità di materie prime energetiche. Esiste solo una questione di costi e di infrastrutture. Nulla dimostra che fra 20 o 30 anni avremo una crisi legata all esaurimento del petrolio o alla mancanza di gas. Sono scenari di cui si parla molto ma in cui non credo. Nel 1970 il Club di Roma sosteneva già che sarebbe mancato il petrolio in tempi brevi. Ricordo che mi chiesero: Perché vai a lavorare in una società petrolifera? Nel 2000 non avrai neanche la pensione, perché il petrolio sarà finito. Il petrolio c è ancora e sono arrivato quasi alla pensione. Il punto essenziale non è la scarsità dei combustibili: è che è mancata una politica nazionale a favore di investimenti nelle infrastrutture. 39

5 40 Guardiamo alla crisi dei mesi scorsi. C è stata una carenza di gas: temporanea ma indubbia. Le ragioni non dipendono solo dalle scelte della Russia, ma dall aumento complessivo dei consumi, che sono quasi raddoppiati negli ultimi cinque anni. Nel 1999, l industria elettrica consumava in Italia 19 miliardi di metri cubi di gas. Oggi ne consuma quasi 38 miliardi, perché ciascuno degli operatori elettrici, inclusi quelli molto piccoli, ha potuto scegliere di bruciare gas. Come paese, siamo andati allegramente verso questa soluzione tutto gas senza porci il problema dei suoi costi. E un costo lo stiamo pagando adesso, con carenze temporanee dei rifornimenti. La realtà è che nessuno si è preoccupato di capire se c era il contesto adatto per una scelta del genere. L ENEL sta cercando da anni di costruire un rigassificatore, e ha avviato un piano di conversione di impianti a carbone pulito. Non ci siamo riusciti perché si frappongono mille ostacoli amministrativi, localisti, politici a chi voglia fare degli investimenti in questo senso. Faccio solo un esempio: abbiamo delle centrali a biomasse bloccate da presunti problemi di inquinamento. Bloccate. Se vogliamo uscire dalle fasi critiche, quindi, non possiamo che pagare costi più elevati di quanto non sarebbe necessario; costi ambientali perché dobbiamo tornare a bruciare olio combustibile per la generazione elettrica e costi economici e sociali, perché dobbiamo ridurre i consumi. E allora il problema è prima di tutto politico. Non è accettabile che impianti già autorizzati a livello centrale vengano bloccati da gruppi locali. Non è una visione antidemocratica, altri paesi europei hanno ben chiaro questo punto. Abbiamo bisogno di chiarire bene: quando un impianto risponde a tutti i criteri di legge, non può essere bloccato da resistenze locali. Se esistesse un approccio del genere ma questo dipende evidentemente dal ruolo della politica avremmo già costruito il rigassificatore di Brindisi, avremmo attivato la centrale a biomasse del Mercure, avremmo già l impianto a carbone pulito di Civitavecchia, concepito nel 1999 e ancora molto lontano dal completamento. In sostanza, avremmo avuto gli strumenti per rispondere a una crisi temporanea senza pagare costi troppo alti. ENRICO LETTA D accordo, ma paradossalmente è stata una crisi salutare: non solo per la politica italiana ma anche per la politica europea. Se il caso Ucraina non fosse mai nato, avremmo quasi dovuto crearcelo; perché, finalmente, la sicurezza energetica è diventata un vero tema di riflessione, un argomento centrale sull agenda della politica europea.

6 Ed è chiaro che tutto ciò di cui stiamo parlando non ha solo una dimensione nazionale. Il problema della sicurezza energetica ha una dimensione tale da richiedere risposte continentali. Senza contare che l Europa è in gran parte fatta da consumatori, che hanno interesse a trattare in modo unitario con produttori che hanno aumentato il loro potere nel tempo. Putin o non Putin, Ucraina o Georgia, la crisi del gas ci sarebbe stata comunque. Direi di più: se guardiamo ai consumi e alle scorte a questo punto dell anno, è facilissimo prevedere che una crisi ci sarà anche nell inverno del Siamo arrivati ai punti critici di decisioni prese in passato: uscendo dal nucleare, ed è stato un errore secondo me, e criminalizzando il carbone, l Italia ha di fatto scelto il gas come fonte energetica principale. Insomma, il peso del gas non è frutto del caso, è frutto di una scelta precisa del paese. Il punto è che dovevamo gestirne le conseguenze; cominciamo a farlo solo adesso, dopo la crisi dei mesi scorsi. Dicevo prima che sappiamo già che avremo una crisi di forniture nell inverno prossimo; e fra un anno non avremo ancora nuovi rigassificatori e i gasdotti non saranno aumentati. Allora il mio punto è molto semplice: questa vicenda ci obbliga per la prima volta forse a fare un vero ragionamento sulla razionalizzazione dei consumi. Mi rendo conto che non è un argomento facile in una campagna elettorale; ma dobbiamo in ogni caso porci adesso il problema di una programmazione dei consumi che eviti la prossima crisi annunciata. Questo è per me il primo tema: razionalizzazione e programmazione dei consumi. Il secondo, come avete già detto, è quello delle infrastrutture. Da manager, voi sembrate dire che le responsabilità ricadono interamente sulle politiche o meglio sulla politica. Sono in parte d accordo. Esistono responsabilità politiche serie e che in qualche modo sono ripartite: enti locali che hanno bloccato i rigassificatori, politica nazionale che non ha fatto di questo tema un problema centrale. Ma esistono anche le responsabilità degli attori economici. La mia tesi, come sapete, è che l ENI, negli anni , abbia privilegiato i dividendi e non gli investimenti che sarebbero stati necessari. Resta che oggi siamo tutti più consapevoli enti locali, politica nazionale, attori economici della cose da fare. Ed è per questo che posso avanzare la mia proposta: un patto serio di politica energetica per l Italia. Primo, un patto fra le due coalizioni politiche, perché si assumano la responsabilità condivisa di una scelta prioritaria: la scelta di dotare l Italia di quattro rigassificatori, a Rovigo, Brindisi, Taranto, Livorno. Secondo, un patto che coinvolga l azionista pubblico e l ENI, impegnandoli in una svolta a favore degli investimenti, piuttosto che dei dividendi. 41

7 42 FRANCO BERNABÉ La storia secondo cui l ENI abbia sempre privilegiato i risultati economici non è corretta. Guardiamo per esempio alla vicenda del nucleare. Come noto, il tema del nucleare venne iniziato proprio dall ENI, che costruì la prima centrale a Latina negli anni Cinquanta, che venne poi dismessa per una serie di motivi. In campo nucleare, l ENI fece una serie di investimenti soprattutto nell attività di upstream, cioè nell attività mineraria; investimenti che comportarono per l ENI molti migliaia di miliardi di lire di perdite. La mia opinione, che contrasta con quella di molti di voi, è che l abbandono del nucleare sia stata una scelta saggia da parte dell Italia. Lo dimostra il fatto che da quando l Italia ha abbandonato il nucleare non sono più state costruite nuove centrali in nessuna parte del mondo, a eccezione del Giappone. E il motivo è molto semplice: la sicurezza. Prendiamo il caso della centrale di Caorso, la cui sicurezza è stata progettata rispetto a un incidente che potrebbe essere provocato dalla caduta sulla centrale di un motore di cacciabombardiere. Se sulla centrale di Caorso cadesse un aereo, invece di un motore, la pianura padana verrebbe spazzata via. Esiste quindi un problema gravissimo. Lo stesso è vero per gli impianti di Saluggia; un inondazione che portasse via tutti i materiali stoccati nella centrale, avrebbe effetti devastanti sulla pianura padana. Il nucleare concepito nel dopoguerra, adattando per scopi civili una tecnologia militare, pone insomma enormi problemi di sicurezza. Con le tecnologie esistenti, e visti i nuovi rischi legati al terrorismo, non può più essere utilizzato. Forse fra cinque o dieci o venti anni, avremo realmente nuove tecnologie per il nucleare civile. Solo allora, avrà senso parlare di ritorno al nucleare. Per tornare ai discorsi sul gas, sono trent anni che non si riescono costruire infrastrutture in Italia. L ENI era contraria allo sviluppo della generazione termoelettrica attraverso il gas. Tanto che per aiutare l ENEL parlo degli anni Ottanta a passare al carbone, l ENI investì quasi 500 miliardi di lire nello sviluppo di una tecnologia di trasporto del carbone in fase liquida. Le cose però non cambiarono: la scelta del gas era ormai stata fatta, e fu confermata da qualunque governo ci sia stato. Da parte sua, però, le infrastrutture l ENI ha cercato di farle: pensiamo al blue stream dalla Libia o al green stream dalla Turchia. La realtà, a differenza di quanto ha detto Enrico Letta, è che ENI e ENEL hanno applicato la saggia impostazione democristiana degli anni Cinquanta, Sessanta, Settanta, con la sua logica abbastanza esplicita che suona così: Non mettiamo il ministro dell Energia a fare la politica energetica, diamo la responsabilità agli enti energetici. E gli enti energetici, anche con i governi degli anni Ottanta, si sono mossi coerentemente.

8 FULVIO CONTI Va aggiunto un altro elemento. Negli anni scorsi si parlava in ENI di bolla di gas e, se esisteva una bolla, investimenti per aumentare la capacità di rifornimento non avevano senso. In effetti l ENI non ha investito nei cosiddetti sbottigliamenti, ma piuttosto nel settore termoelettrico: brucio il gas perché ne ho in abbondanza. È la logica in base a cui l ENI è diventato il terzo operatore elettrico nazionale e sta esportando, come gran parte degli altri operatori, elettricità verso l estero. Dobbiamo però uscire da questo dibattito sulle responsabilità del passato. Per quel che mi riguarda, avevo anticipato la crisi del gas e questo non mi rende certo più felice. I problemi da discutere oggi sono strategici e metterei anzitutto l accento sul tema già sollevato da Paolo Scaroni. C è un grande movimento sul fronte dei produttori di energia primaria che stanno da tempo nel petrolio, e ormai anche nel gas allargando e integrando le loro attività. I grandi paesi produttori hanno smesso di esportare petrolio e basta. Hanno cominciato a costruirsi raffinerie, poi si sono comperati società di marketing refining in Europa, e in Italia in particolare, e infine stanno integrandosi a valle, per conquistare direttamente fette consistenti dei nostri mercati. Sta ormai succedendo la stessa cosa per il gas. Sono convinto che questo processo sia in corso fra Algeria e Russia, attraverso Sonatrach e Gazprom. Questo ci crea un vero problema: e non certo quello di essere troppo grandi. 43 PAOLO SCARONI Siamo arrivati così proprio al punto che volevo affrontare: cosa vuol dire liberalizzare? Moltiplicare i compratori di gas in Italia è veramente liberalizzare? La realtà mi sembra molto diversa. Se i fornitori sono sempre due, che i compratori siano dieci o cento non cambia granché: chi fa il mercato è chi il gas lo vende, non chi lo compra. E questo vuol anche dire che il mercato del gas è un mercato per grandi imprese, non per operatori commerciali di breve periodo. Non è chiaro, fra l altro, che beneficio tragga il consumatore da questa moltiplicazione dei piccoli compratori. La logica di questo modo di realizzare la liberalizzazione del settore mi sfugge. La mia tesi, invece, è che la vera liberalizzazione consista nei rigassificatori proprio perché diversificano le fonti moltiplicando il numero dei fornitori. Se ciò non avverrà il potere dei produttori continuerà ad aumentare e parallelamente il loro desiderio di conquistare la catena del valore del loro gas. Si vuole cedere SNAM Rete Gas a Sonatrach o a Gazprom? Siamo veramente sicuri che questo tipo di operazione sia nel migliore interesse del nostro paese? La scelta di moltiplicare i compratori di gas in Italia, come strategia di liberalizzazione, risale a 6-7 anni fa, in condizioni di mercato totalmente diverse da quelle di oggi, quando il petrolio valeva 15 dollari al

9 barile e non i 60 di oggi. L Italia e l Europa hanno oggi di fronte a sé fornitori di gas che hanno una tale forza commerciale e politica da richiedere interlocutori forti almeno quanto ENI: altrimenti, in nome della concorrenza (quale?), avremo in realtà meno sicurezza e il consumatore non ne trarrà alcun beneficio. Immaginiamo per un momento che oggi ENI esca dal gas in Italia, che SNAM Rete Gas e Stogit siano operatori indipendenti e che in Italia ci siano venti operatori che comprano gas dall Algeria, dalla Russia e dalla Libia: il nostro sistema sarebbe più garantito? Francamente non lo credo. BRUNO TABACCI È assurdo che, su un tema come questo, restiamo chiusi in una battaglia quasi ideologica. Il punto non è se abbiamo aperto troppo o troppo poco il mercato. Tutti vogliamo che apertura di mercato e sicurezza si combinino. Il punto è quello centrale di Paolo Scaroni: lo strumento di una vera liberalizzazione, oggi, è il terminale di rigassificazione nel settore del gas. 44 PAOLO SCARONI Resta che, in nome di una falsa liberalizzazione, ENI sarà costretto a vendere la nuova capacità di trasporto di gas attraverso un meccanismo di aste, a una congerie di piccoli operatori. Come risultato, capacità di trasporto per 12 miliardi di metri cubi di gas, necessari per fare fronte alla crescita del consumo italiano, verranno messe in mano a traders spesso improvvisati, i quali poi cercheranno di negoziare l acquisto del gas da Sonatrach e Gazprom. Il risultato sarà che Gazprom e Sonatrach approfitteranno di occasioni come queste per comprare finalmente capacità di trasporto sui nostri mercati. È tutto ciò nell interesse generale del nostro paese? BRUNO TABACCI Il peso dei monopoli esteri, d altra parte, è rafforzato dal fatto che usiamo gas, una fonte di grande qualità, per produrre energia elettrica. E qui arriviamo di nuovo al problema delle alternative al gas: carbone pulito, grazie alle nuove tecnologie, e nucleare. Anche questi sarebbero due punti del patto per l energia proposto da Enrico Letta. E patto significa che alcune scelte essenziali in materia di politica energetica non possono essere oggetto di battaglia domestica. Sarà più difficile, naturalmente, sul tema del nucleare. Non mi spingerei a dire che vanno riattivati i vecchi impianti rimasti chiusi, anche se è giusto ricordare che la chiusura delle centrali non era un esito dovuto del referendum; era dovuto non costruirne di nuovi. Vi fu insomma una forzatura sbagliata; e nonostante quanto ha af-

10 fermato Franco Bernabé resta che la tecnologia utilizzata a Caorso è oggi in funzione in altri 90 impianti nel mondo. In sostanza: una serie di paesi continuano a produrre quantità rilevanti di energia elettrica con il nucleare. Sbagliano loro o per caso non siamo stati troppo precipitosi noi? Propendo per questa seconda risposta, tanto più se aggiungiamo considerazioni ambientali. Il nucleare è anche un modo per abbattere le emissioni inquinanti. E se parliamo di ritorno al nucleare, non parliamo per forza di centrali in Italia. Possiamo partecipare a progetti internazionali, come ha cominciato a fare ENEL; dobbiamo partecipare ai progetti per lo sviluppo di una nuova generazione di tecnologie nucleari, da cui stiamo restando fuori. Registro questo: avevamo una tecnologia importante e soprattutto avevamo università, centri di ricerca, istituzioni, che si dedicavano all energia nucleare. Oggi abbiamo perso tutto questo e l Italia, con le sue imprese, è fuori da un settore comunque tecnologicamente avanzato. Il problema è come possiamo rientrare. Con intelligenza e prudenza; ma consci che la nuova tecnologia nucleare aiuterà a produrre energia con minori costi ambientali. FULVIO CONTI Come ENEL, stiamo lavorando attivamente in questa direzione: in Slovacchia diventeremo operatori diretti di una società che ha più di duemila megawatt di nucleare e abbiamo progetti per una seconda centrale in quel paese. Stiamo lavorando al progetto francese EPR che è la nuova tecnologia nucleare, migliorata dal punto di vista della sicurezza e con minore produzione di scorie. Sperabilmente è una tecnologia che potrà essere esportata. Resta il dato di fondo: possiamo essere nuclearisti convinti, ma l Italia è un paese piccolo e densamente popolato dove la gente non è disposta ad accettare quasi niente nel cortile di casa. E siccome crediamo di vivere nella contea Amish dell Europa, il problema nucleare è remoto rispetto a quello che dobbiamo e possiamo fare oggi. Ammesso che si decida il ritorno al nucleare, i risultati si avranno fra più di 10 anni. Nel frattempo, dobbiamo aumentare la quota di altre fonti di energia, carbone incluso. 45 ENRICO LETTA Voi, come manager, ci richiamate alle responsabilità della politica nazionale. Io però vorrei richiamarvi alle responsabilità industriali. Non è vero che la mancanza di investimenti sia facilmente scusabile. C è stata perlomeno una forte disattenzione sulla questione chiave: cioè la costruzione di infrastrutture che avrebbero permesso di rispondere alla crescita dei consumi. È vero che gli enti locali, quando parliamo di rigassificatori, hanno responsabilità negative; è altrettanto vero

11 46 che gli accordi che erano stati raggiunti in passato con ENI per nuovi investimenti sono stati realizzati solo in minima parte. Anche la questione degli sbottigliamenti è più grave di quanto non abbia ammesso Paolo Scaroni; tanto più perché avrebbero richiesto pochi investimenti. Non sono neanche d accordo sul modo in cui viene impostato il nodo liberalizzazioni/campioni nazionali. Di fatto, le scelte attuate negli anni Novanta hanno portato a una situazione di equilibrio. Nessuno, oggi, vuole fare scendere ENEL e ENI sotto la soglia che hanno raggiunto. Ma il punto chiave è un altro e si tratta di nuovo di questioni per il paese nel suo insieme. Liberalizzazione significa che dopo essere scesi a un livello fisiologico sul piano nazionale, ENI e ENEL, per crescere e restare forti, devono crescere fuori, non in Italia. Cosa che non è ancora. Per due ragioni. La prima è l errore compiuto da ENEL con l ingresso nelle telecomunicazioni: invece di scegliere di fare il grande player dell elettricità su scala europea, ENEL ha scelto una strategia sbagliata di diversificazione delle proprie attività nazionali. Una scelta irrazionale, che è fra l altro costata cifre folli, che andavano invece investite all estero nel settore energetico. Nel caso di ENI, il problema di cui preoccuparsi non è la mini-competizione domestica. È la consapevolezza che per mantenere una massa critica sui mercati, ENI deve fare operazioni fuori. Aggiungerei che il consumatore italiano, dopo le liberalizzazioni nel settore energetico, sta mediamente meglio di quanto non stesse venti anni fa. Infine, è vero che piccoli traders italiani non possono fare grandi operazioni internazionali. Ma è assolutamente positivo il fatto che oggi in Italia ci siano due, tre o quattro soggetti in grado di fare rigassificatori. I rigassificatori che si stanno costruendo non li fa ENI ma Edison, li fa British Gas, li farà Endesa. In conclusione: ENI e ENEL non devono scendere al di sotto della soglia attuale; ma possono rafforzarsi solo rafforzandosi all estero. La liberalizzazione in Italia ha intanto prodotto il fatto che alcuni nuovi soggetti, italiani ed esteri, contribuiscano alla diversificazione delle fonti, e quindi alla nostra sicurezza. Se così non fosse, resteremmo alla logica della vecchia FIAT, tutta concentrata sulla domanda interna. E io non credo che concentrare tutto sulla domanda interna sia la chiave del successo futuro. FULVIO CONTI Non sono d accordo. Se nel 2000 avessimo comprato all estero, anziché comprare Wind-Infostrada, oggi avremmo lo stesso problema. Il fatto che ENEL avrebbe potuto investire all estero, in altri termini, non aggiunge né toglie niente al dato di fatto: oggi ci mancano 20 milioni di metri cubi al giorno di gas, il che si-

12 gnifica che abbiamo un problema, almeno temporaneo, di sicurezza. Ripeto: nessuna scelta è possibile in un clima politico che di fatto fra mancanza di coordinamento e resistenze locali impedisce la costruzione di nuove infrastrutture. La riforma del titolo V ha peggiorato le cose. PAOLO SCARONI È vero, nel vostro patto di politica energetica dovrebbe rientrare la riforma della Costituzione, per quel che riguarda le competenze in materia di politica energetica. Il problema non è tanto se si riesca a raggiungere un accordo bipartisan su un piano energetico per l Italia: se guardiamo alle persone competenti, lo spazio di convergenza è molto ampio. Il problema è se siamo nelle condizioni, in Italia, di attuare le decisioni prese. BRUNO TABACCI Lasciatemi allargare il discorso alle energie rinnovabili. Nel nostro patto di politica energetica rientra naturalmente anche un ruolo per le fonti alternative. Ma qui dobbiamo essere molto seri e dirci chiaramente tre cose. Primo, veniamo da un vero e proprio scandalo: il cosiddetto regime CIP6, volto in teoria a incentivare l uso di fonti rinnovabili, ha finito in realtà per sovvenzionare sottoprodotti degli idrocarburi. In sostanza, si è avuta una distrazione di fondi, con un grande bluff su cosa sia davvero energia pulita. Secondo: se l Italia è ancora all ultimo posto fra i paesi avanzati nell utilizzo del fotovoltaico, molto dietro alla Germania che non ha certo il nostro sole, è perché, di nuovo, si frappongono resistenze locali; e perché il fotovoltaico ha costi molto alti, da 400 a 500 euro a MWh. Se non si stanziano forti incentivi, come nel caso tedesco, la produzione non aumenterà. E il paradosso, allora, è che il fotovoltaico viene fatto a Bolzano, dove incentivi esistono; ma non in Sicilia, dove c è il sole. Terzo: non dobbiamo crearci o creare illusioni. Il ruolo delle fonti alternative resterà limitato almeno per parecchio tempo. L idrogeno non è una vera fonte alternativa: è un vettore di energia: per usarlo ci vogliono altre fonti energetiche. Quel che potevamo fare con la geotermia, un vapore che nasce in certe località, in particolare in Toscana, lo abbiamo già fatto. Esiste poi, lo dicevo prima, la possibilità di usare il vento per produrre energia da fonti eoliche. Fino adesso, vengono prodotti così all incirca 500 MW (su un totale di ) e l Italia è un paese con pochissimo vento, dove abbiamo già realizzato pressoché tutti gli impianti possibili. E poi ci sono i residui e le biomasse; ma di nuovo, ci sono anche forti resistenze locali a permettere impianti di trasformazione in loco. 47

13 Se non smusseremo questo crescente potere di interdizione a livello locale, non riusciremo a modernizzare la politica energetica dell Italia. 48 FULVIO CONTI Non solo; perderemo anche la faccia in Europa. Il protocollo di Kyoto è collegato a tutte queste tematiche sulle fonti rinnovabili, ma andando avanti così non riusciremo mai a essere in regola. D altra parte, le responsabilità non sono solo italiane. Il fatto è che gli obiettivi di impatto ambientale fissati da Kyoto si basano su valutazioni del 1990, del tutto superate dall evoluzione successiva. E questo determina una ripartizione degli sforzi nazionali totalmente falsata. È già abbastanza assurdo che siano solo gli europei, che determinano il 16% delle emissioni inquinanti nel mondo, a farsi carico del problema nel suo insieme. Chi inquinerà in modo esponenziale, negli anni prossimi, sono Cina e India, due paesi rimasti fuori dagli accordi di Kyoto. Ma anche guardando solo all interno dell Europa, la divisione degli sforzi nazionali è irrazionale perché non tiene conto dei radicali cambiamenti avvenuti nel sistema industriale dal 1990 in poi, come conseguenza del crollo del Muro di Berlino. Mi riferisco al fatto che le vecchie economie pianificate dell Europa orientale hanno dismesso da un giorno all altro gli impianti inquinanti ereditati dalla pianificazione sovietica. E quindi si trovano in possesso di crediti che paghiamo noi che abbiamo avviato una strada di maggiore efficienza. L Italia è in una situazione paradossale: avendo un intensità di efficienza elettrica più alta, ma una unità di consumo di energia elettrica per unità di prodotto nazionale lordo più bassa, paghiamo per tutti gli altri. La distorsione fra gli oneri nazionali nasce infine dal fatto che non vengono usati, per i singoli tipi di industrie, criteri uniformi di valutazione dei risparmi di emissioni. Se tutti i cementieri in Europa avessero lo stesso tipo di criterio, avremmo un problema in meno. Invece qui in Italia li trattiamo in una certa maniera, in Spagna in un altra maniera e così via. Ancora una volta, da un obiettivo giusto, come Kyoto certamente è, derivano conseguenze pratiche negative, per l Europa e per Italia in particolare. Kyoto va rinegoziato: un regime del genere ha senso solo includendo gli Stati Uniti e i paesi emergenti; e ha senso solo allocando in modo più razionale gli obiettivi nazionali. ENRICO LETTA Lasciatemi riassumere quello che ci siamo detti. Non siamo d accordo su tutto, come abbiamo potuto constatare. Ma siamo d accordo su tre punti sostanziali. Primo, l Italia ha bisogno di un patto nazionale sull energia, che permetta

14 gli investimenti infrastrutturali necessari per uscire da una situazione troppo squilibrata: troppo gas per la produzione di energia elettrica, e troppo gas da due soli fornitori. Diversificare è la parola chiave di un accordo del genere: e questo significa, anzitutto, la costruzione di rigassificatori. Per alcuni anni almeno, d altra parte, la nostra dipendenza dagli idrocarburi non diminuirà. Dobbiamo usare questi anni per rientrare negli sviluppi dell energia nucleare e per aumentare il peso, per limitato che resti, delle energie rinnovabili. Ma poco o nulla sarà possibile senza ridurre il potere di interdizione locale su scelte nazionali di politica energetica. Per funzionare, un patto nazionale sull energia richiederà una revisione delle competenze costituzionali in materia. Secondo punto: continuiamo ad avere bisogno di imprese energetiche italiane forti, che non perdano altri pezzi in casa e soprattutto che crescano all estero. È negli interessi del paese e dei consumatori. Su questo siamo d accordo; siamo molto meno d accordo, come dimostra la nostra conversazione, su pregi e limiti delle liberalizzazioni. Terzo punto: la politica energetica è anche politica di sicurezza e politica estera: il modo in cui Putin sta giocando la carta del gas, nei rapporti con i paesi vicini e con l Europa, lo dimostra. E insieme dimostra che si tratta di un mercato asimmetrico: i grandi produttori si basano su colossi di Stato; i grandi consumatori hanno almeno in parte liberalizzato. Per tutte queste ragioni, la sicurezza energetica va sottratta alle incertezze della politica domestica. Semplicemente, non ce lo possiamo più permettere. Non possiamo neanche più permetterci di lasciare che siano le imprese, come è stato per molto tempo in passato, a surrogare la mancanza di una politica energetica italiana. È una politica da giocare sul tavolo europeo: se c è una lezione degli accordi di Kyoto, è che senza darsi una strategia energetica più coerente, l Italia sarà non solo meno sicura ma pagherà anche costi molto alti. 49 Franco Bernabé, vicepresidente della Rothschild Europe e amico di Aspen; Fulvio Conti, amministratore delegato dell ENEL; Enrico Letta, deputato al Parlamento europeo e vicepresidente di Aspen Institute Italia; Paolo Scaroni, amministratore delegato dell ENI; Bruno Tabacci, presidente della Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera.

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020)

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Enzo De Sanctis Società Italiana di Fisica - Bologna Con questo titolo, all inizio del 2008, la Società Italiana di Fisica (SIF) ha pubblicato un libro

Dettagli

1.Produzione e costo dell energia in Italia

1.Produzione e costo dell energia in Italia 1.Produzione e costo dell energia in Italia L Italia é ai primi posti in Europa per consumo energetico annuo dopo Germania, Regno Unito e Francia. Il trend dal 2000 al 2008 mostra un aumento del consumo

Dettagli

E=mc 2 : l innovazione tecnologica per la tutela dell ambiente e la produzione di energia dalle fonti rinnovabili

E=mc 2 : l innovazione tecnologica per la tutela dell ambiente e la produzione di energia dalle fonti rinnovabili E=mc 2 : l innovazione tecnologica per la tutela dell ambiente e la produzione di energia dalle fonti rinnovabili «Pas du pétrole mais des idées..» Lucio IPPOLITO Fisciano, 12 maggio 2011 L. IPPOLITO 2011

Dettagli

SCENARI ENERGETICI AL 2040 SINTESI

SCENARI ENERGETICI AL 2040 SINTESI SCENARI ENERGETICI AL 24 SINTESI Leggi la versione integrale degli Scenari Energetici o scaricane una copia: exxonmobil.com/energyoutlook Scenari Energetici al 24 Gli Scenari Energetici offrono una visione

Dettagli

Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio

Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio Progetto Infea: 2006, energia dallo spazio 1 lezione: risorse energetiche e consumi Rubiera novembre 2006 1.1 LE FONTI FOSSILI Oltre l'80 per cento dell'energia totale consumata oggi nel mondo è costituita

Dettagli

ITALIA: PRESENTAZIONE DEL SOSTEGNO FINANZIARIO STIMATO E DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE PER I COMBUSTIBILI FOSSILI

ITALIA: PRESENTAZIONE DEL SOSTEGNO FINANZIARIO STIMATO E DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE PER I COMBUSTIBILI FOSSILI ITALIA: PRESENTAZIONE DEL SOSTEGNO FINANZIARIO STIMATO E DELLE AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE PER I COMBUSTIBILI FOSSILI Risorse energetiche e struttura del mercato L Italia produce piccoli volumi di gas naturale

Dettagli

Energia Italia 2012. Roberto Meregalli (meregalli.roberto@gmail.com) 10 aprile 2013

Energia Italia 2012. Roberto Meregalli (meregalli.roberto@gmail.com) 10 aprile 2013 Energia Italia 2012 Roberto Meregalli (meregalli.roberto@gmail.com) 10 aprile 2013 Anche il 2012 è stato un anno in caduta verticale per i consumi di prodotti energetici, abbiamo consumato: 3 miliardi

Dettagli

ENERGIA PER L ITALIA. A cura di Giovanni Caprara SAGGI BOMPIANI

ENERGIA PER L ITALIA. A cura di Giovanni Caprara SAGGI BOMPIANI ENERGIA PER L ITALIA A cura di Giovanni Caprara SAGGI BOMPIANI 2014 Bompiani / RCS Libri S.p.A. Via Angelo Rizzoli, 8 20132 Milano ISBN 978-88-452-7688-0 Prima edizione Bompiani ottobre 2014 Introduzione

Dettagli

INCONTRO DI ROMA DEI MINISTRI DELL ENERGIA DEL G7 INIZIATIVA DELL ENERGIA DEL G7 DI ROMA PER LA SICUREZZA ENERGETICA DICHIARAZIONE CONGIUNTA

INCONTRO DI ROMA DEI MINISTRI DELL ENERGIA DEL G7 INIZIATIVA DELL ENERGIA DEL G7 DI ROMA PER LA SICUREZZA ENERGETICA DICHIARAZIONE CONGIUNTA INCONTRO DI ROMA DEI MINISTRI DELL ENERGIA DEL G7 INIZIATIVA DELL ENERGIA DEL G7 DI ROMA PER LA SICUREZZA ENERGETICA DICHIARAZIONE CONGIUNTA Noi, i Ministri dell Energia di Canada, Francia, Germania, Italia,

Dettagli

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO 1 AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO Caro Presidente Buzek, Vice Presidenti, colleghi italiani ed europei,

Dettagli

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica Alessandro Clerici Presidente FAST e Presidente Onorario WEC Italia Premessa La popolazione mondiale è ora di 6,7 miliardi

Dettagli

Già negli anni precedenti, la nostra scuola. problematiche dello sviluppo sostenibile, consentendo a noi alunni di partecipare a

Già negli anni precedenti, la nostra scuola. problematiche dello sviluppo sostenibile, consentendo a noi alunni di partecipare a Già negli anni precedenti, la nostra scuola si è dimostrata t sensibile alle problematiche dello sviluppo sostenibile, consentendo a noi alunni di partecipare a stage in aziende e in centri di ricerca

Dettagli

Prospettive a livello mondiale in materia di energia, tecnologia e politica climatica all'orizzonte 2030 ELEMENTI CHIAVE

Prospettive a livello mondiale in materia di energia, tecnologia e politica climatica all'orizzonte 2030 ELEMENTI CHIAVE Prospettive a livello mondiale in materia di energia, tecnologia e politica climatica all'orizzonte 2030 ELEMENTI CHIAVE Scenario di riferimento Lo studio WETO (World energy, technology and climate policy

Dettagli

Repower guarda al futuro con fiducia

Repower guarda al futuro con fiducia Repower guarda al futuro con fiducia Giovanni Jochum Quale membro della Direzione di Repower, società con sede a Poschiavo, desidero presentare il mio punto di vista sui fattori che stanno cambiando radicalmente

Dettagli

La bolletta dimagrisce

La bolletta dimagrisce La bolletta dimagrisce Bolletta più leggera e più equa per le Pmi La spesa energetica delle imprese Il costo dell energia è un importante fattore di competitività per le imprese; La spesa per l energia

Dettagli

Il sistema energetico. Introduzione. L uomo e l energia. Il sistema energetico

Il sistema energetico. Introduzione. L uomo e l energia. Il sistema energetico Il sistema energetico Introduzione Con il termine "sistema energetico" si è soliti indicare l'insieme dei processi di produzione, trasformazione, trasporto e distribuzione di fonti di energia. I sistemi

Dettagli

LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI IN EUROPA. Silva Marzetti

LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI IN EUROPA. Silva Marzetti L EUROPA E LE RISORSE AMBIENTALI, ENERGETICHE E ALIMENTARI BOLOGNA, 16 MARZO 2015 LA GESTIONE SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI IN EUROPA Silva Marzetti Scuola di Economia, Management e Statistica Università

Dettagli

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO

MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO MOSSE PER COSTRUIRE UN INDUSTRIA EUROPEA PER IL TERZO MILLENNIO Premessa: RITORNARE ALL ECONOMIA REALE L economia virtuale e speculativa è al cuore della crisi economica e sociale che colpisce l Europa.

Dettagli

Il cammino di un kwh: dalla centrale alla tua abitazione

Il cammino di un kwh: dalla centrale alla tua abitazione Il cammino di un kwh: dalla centrale alla tua abitazione Come arriva l'energia a casa Siamo talmente abituati ad avere tutta l energia che vogliamo, che è ormai inconcepibile anche solo pensare di farne

Dettagli

Osservazioni su bozza di Decreto di incentivazione altre FER

Osservazioni su bozza di Decreto di incentivazione altre FER Osservazioni su bozza di Decreto di incentivazione altre FER 15 giugno 2015 Il Decreto di incentivazione delle FER non fotovoltaiche in via di emanazione dal Ministero dello Sviluppo Economico dovrebbe

Dettagli

I testi sono così divisi: HOME. PRODUZIONE DI ENERGIA VERDE o Energia eolica o Energia fotovoltaica o Energia a biomassa

I testi sono così divisi: HOME. PRODUZIONE DI ENERGIA VERDE o Energia eolica o Energia fotovoltaica o Energia a biomassa Testi informativi sugli interventi e gli incentivi statali in materia di eco-efficienza industriale per la pubblicazione sul sito web di Unioncamere Campania. I testi sono così divisi: HOME EFFICIENTAMENTO

Dettagli

TARIFFE LUCE E GAS: CONFRONTO INTERNAZIONALE

TARIFFE LUCE E GAS: CONFRONTO INTERNAZIONALE TARIFFE LUCE E GAS: CONFRONTO INTERNAZIONALE Italiani Energia elettrica e metano costano poco, rispetto al resto d Europa, solo per livelli bassi di consumo. Man mano che l utilizzo aumenta, diventiamo

Dettagli

Agricoltura Bio nel mondo: la superficie

Agricoltura Bio nel mondo: la superficie Agricoltura Bio nel mondo: la superficie L agricoltura biologica occupa una superficie di circa 37,04 milioni di ettari nel 2010. Le dimensioni a livello globale sono rimaste pressoché stabili rispetto

Dettagli

Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione.

Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione. Per una città governabile. Nuove metodologie di lavoro per gestire la complessità e la partecipazione. MICHELE EMILIANO Sindaco del Comune di Bari 12 maggio 2006 Innanzitutto benvenuti a tutti i nostri

Dettagli

DALLE FOSSILI ALLE RINNOVABILI

DALLE FOSSILI ALLE RINNOVABILI MANIFESTO PER L ENERGIA SOSTENIBILE DALLE FOSSILI ALLE RINNOVABILI COSTRUISCI CON NOI UN SISTEMA ENERGETICO SOSTENIBILE PER L ITALIA Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale. FINALITà Favorire la

Dettagli

Le nuove fonti di energia

Le nuove fonti di energia Le nuove fonti di energia Da questo numero della Newsletter verranno proposti alcuni approfondimenti sui temi dell energia e dell ambiente e sul loro impatto sul commercio mondiale osservandone, in particolare,

Dettagli

Il sistema energetico italiano e gli obiettivi ambientali al 2020

Il sistema energetico italiano e gli obiettivi ambientali al 2020 6 luglio 2010 Il sistema energetico italiano e gli obiettivi ambientali al 2020 L Istat presenta un quadro sintetico del sistema energetico italiano nel 2009 e con riferimento all ultimo decennio. L analisi

Dettagli

Intervista ad Alessandro Franceschini presidente Equo Garantito rilasciata in occasione di World Fair Trade Week

Intervista ad Alessandro Franceschini presidente Equo Garantito rilasciata in occasione di World Fair Trade Week Intervista ad Alessandro Franceschini presidente Equo Garantito rilasciata in occasione di World Fair Trade Week Maggio 2015 Scusi presidente, ma il commercio equo e solidale è profit o non profit? La

Dettagli

MEA MASTER IN MANAGEMENT DELL ENERGIA E DELL AMBIENTE II LIVELLO XIII edizione A.A. 2014/2015

MEA MASTER IN MANAGEMENT DELL ENERGIA E DELL AMBIENTE II LIVELLO XIII edizione A.A. 2014/2015 MEA MASTER IN MANAGEMENT DELL ENERGIA E DELL AMBIENTE II LIVELLO XIII edizione A.A. 2014/2015 Il Master MEA Management dell Energia e dell Ambiente è organizzato dall Università degli Studi Guglielmo Marconi

Dettagli

AUTO STORICHE E INQUINAMENTO Considerazioni su energia e inquinamento nei centri urbani

AUTO STORICHE E INQUINAMENTO Considerazioni su energia e inquinamento nei centri urbani AUTO STORICHE E INQUINAMENTO Considerazioni su energia e inquinamento nei centri urbani relazione del professor Alberto Mirandola direttore del Dipartimento di Ingegneria Meccanica all Università degli

Dettagli

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo Le raccomandazioni della CIDSE per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio, 20-22 giugno 2012) Introduzione Il

Dettagli

RISORSE ENERGETICHE AREA 9 FONTI DI ENERGIA DA DOVE PROVIENE L ENERGIA? 10/12/2013 COME SFRUTTIAMO L ENERGIA DEL SOLE?

RISORSE ENERGETICHE AREA 9 FONTI DI ENERGIA DA DOVE PROVIENE L ENERGIA? 10/12/2013 COME SFRUTTIAMO L ENERGIA DEL SOLE? RISORSE ENERGETICHE ENERGIA 2 AREA 9 FONTI DI ENERGIA E INDISPENSABILE ALLA VITA SULLA TERRA ELEMENTO INDISPENSABILE PER SVILUPPO SOCIALE ED ECONOMICO FINO AD ORA: CONTINUO INCREMENTO DI PRODUZIONE E CONSUMO

Dettagli

L efficienza energetica fra legislazione europea, nazionale e regionale

L efficienza energetica fra legislazione europea, nazionale e regionale L efficienza energetica fra legislazione europea, nazionale e regionale Prof. Gianni Comini Direttore del Dipartimento di Energia e Ambiente CISM - UDINE AMGA - Iniziative per la Sostenibilità EOS 2013

Dettagli

Studio di settore 03. Gas naturale. Marzo 2013. Il mercato del gas naturale. Cassa depositi e prestiti. in Italia: lo sviluppo. delle infrastrutture

Studio di settore 03. Gas naturale. Marzo 2013. Il mercato del gas naturale. Cassa depositi e prestiti. in Italia: lo sviluppo. delle infrastrutture Cassa depositi e prestiti Gas naturale Marzo 2013 Il mercato del gas naturale in Italia: lo sviluppo delle infrastrutture nel contesto europeo Studio di settore 03 Cassa depositi e prestiti Gas naturale

Dettagli

BILANCIO ENERGETICO NAZIONALE 2012

BILANCIO ENERGETICO NAZIONALE 2012 DIPARTIMENTO PER L'ENERGIA Direzione generale per la sicurezza dell'approvvigionamento e le infrastrutture energetiche DIV. VII - Statistiche ed analisi energetiche e minerarie BILANCIO ENERGETICO NAZIONALE

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II TESI DI LAUREA

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II TESI DI LAUREA UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II FACOLTÀ DI INGEGNERIA CORSO DI LAUREA IN INGEGNERIA ELETTRONICA TESI DI LAUREA FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI, GENERAZIONE DISTRIBUITA E CELLE AD IDROGENO: STATO

Dettagli

L impianto di trigenerazione del Policlinico di Modena: le motivazioni delle scelte progettuali dal punto di vista dell Energy Manager

L impianto di trigenerazione del Policlinico di Modena: le motivazioni delle scelte progettuali dal punto di vista dell Energy Manager Workshop Tecnico Efficientamento energetico nelle strutture ospedaliere e residenziali sanitarie Area Science Park Padriciano, Trieste 29 aprile 2015 L impianto di trigenerazione del Policlinico di Modena:

Dettagli

EUROBAROMETRO 63.4 OPINIONE PUBBLICA NELL UNIONE EUROPEA PRIMAVERA 2005 RAPPORTO NAZIONALE

EUROBAROMETRO 63.4 OPINIONE PUBBLICA NELL UNIONE EUROPEA PRIMAVERA 2005 RAPPORTO NAZIONALE Standard Eurobarometer European Commission EUROBAROMETRO 63.4 OPINIONE PUBBLICA NELL UNIONE EUROPEA PRIMAVERA 2005 Standard Eurobarometer 63.4 / Spring 2005 TNS Opinion & Social RAPPORTO NAZIONALE ITALIA

Dettagli

WORLD ENERGY OUTLOOK 2012 SINTESI. Italian translation

WORLD ENERGY OUTLOOK 2012 SINTESI. Italian translation WORLD ENERGY OUTLOOK 2012 SINTESI Italian translation SINTESI WORLD ENERGY OUTLOOK 2012 Il World Energy Outlook (WEO) 2012 è uno strumento indispensabile per i decision maker della politica e dell industria

Dettagli

ENERGIA. Massimo Telesca ARPA FVG Indirizzo tecnicoscientifico. e coordinamento dei Dipartimenti provinciali

ENERGIA. Massimo Telesca ARPA FVG Indirizzo tecnicoscientifico. e coordinamento dei Dipartimenti provinciali ENERGIA 269 ENERGIA Il ricorso all utilizzo di fonti rinnovabili sovvenzionate comporta dei potenziali impatti ambientali. Fra questi, vi sono l alterazione dei corsi d acqua a causa delle derivazioni

Dettagli

Le risorse energetiche e il futuro delle rinnovabili

Le risorse energetiche e il futuro delle rinnovabili Le risorse energetiche e il futuro delle rinnovabili Prof. Paolo Redi Solar Energy Italia S.p.A. Prato Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni- Facolt dingegneria Universit di Firenze Dopo la crisi

Dettagli

Art.5 Piani regionali.

Art.5 Piani regionali. Norme per l attuazione del Piano energetico nazionale in materia di uso razionale dell energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle fonti rinnovabili di energia (legge 9/1/1991 n 10) TITOLO I Norme

Dettagli

EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI

EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI EUROPA 2020 - FAR CONOSCERE I FONDI EUROPEI AI COMMERCIALISTI di Giulia Caminiti Sommario: 1. Premessa. 2. La politica di coesione. 3. Fondi a gestione diretta. 4. Fondi a gestione indiretta. 5. Conclusioni.

Dettagli

Le fonti rinnovabili in Italia

Le fonti rinnovabili in Italia Le fonti rinnovabili in Italia Gerardo Montanino Direttore Divisione Operativa LEGAMBIENTE - Comuni rinnovabili 2010 Roma, 23 marzo 2010 www.gse.it 2 Indice Le attività del Gestore dei Servizi Energetici

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 7 maggio 2015 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 Nel 2015 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,7% in termini reali, cui seguirà una crescita dell

Dettagli

Incentivazione dell energia elettrica da altre fonti rinnovabili

Incentivazione dell energia elettrica da altre fonti rinnovabili Incentivazione dell energia elettrica da altre fonti rinnovabili Beneficiari Riferimenti normativi Finalità dello strumento Regime transitorio Impianti, alimentati da fonti rinnovabili diverse da quella

Dettagli

Maggior Supporto. Enel Produzione SpA

Maggior Supporto. Enel Produzione SpA Enel Produzione SpA Concorso nazionale Le buone pratiche sulla manutnzione sicura Campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri 2010-2011 Napoli, 27 Ottobre 2011 Villa Colonna Bandini Stefano Di Pietro Responsabile

Dettagli

Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying

Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying by Cattaneo Zanetto & Co. Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying di Alberto Cattaneo Partner, Cattaneo Zanetto & Co. Il ruolo delle terze parti nelle azioni di lobbying Ormai è diventato un

Dettagli

L ENERGIA NELLA STORIA: dalle prima fonti energetiche alle rinnovabili.

L ENERGIA NELLA STORIA: dalle prima fonti energetiche alle rinnovabili. L ENERGIA NELLA STORIA: dalle prima fonti energetiche alle rinnovabili. Nella fisica classica l energia è definita come la capacità di un corpo o di un sistema di compiere lavoro (Lavoro: aggiungere o

Dettagli

Senato della Repubblica

Senato della Repubblica Senato della Repubblica Commissioni riunite 10 a (Industria, commercio, turismo) e 13 a (Territorio, ambiente, beni ambientali) Audizione nell'ambito dell'esame congiunto degli Atti comunitari nn. 60,

Dettagli

Quando entrano in gioco gli altri

Quando entrano in gioco gli altri Quando entrano in gioco gli altri di Francesco Silva, Professore ordinario di Economia, Università degli Studi di Milano-Bicocca e Presidente onorario AEEE-Italia 1) Per semplicità consideriamo un economia

Dettagli

Stima delle presenze irregolari. Vari anni

Stima delle presenze irregolari. Vari anni Stima delle presenze irregolari. Vari anni Diciottesimo Rapporto sulle migrazioni (FrancoAngeli). Fondazione Ismu. Dicembre 2012 Capitolo 1.1: Gli aspetti statistici Tab. 1 - La presenza straniera in Italia.

Dettagli

ALTRE MODALITA DI PRODUZIONE DI ENERGIA

ALTRE MODALITA DI PRODUZIONE DI ENERGIA Scheda 6 «Agricoltura e Agroenergie» ALTRE MODALITA GREEN JOBS Formazione e Orientamento LA COMPONENTE TERMICA DELL ENERGIA Dopo avere esaminato con quali biomasse si può produrre energia rinnovabile è

Dettagli

Le strategie di politica energetica dell Italia. Criticità interne e opportunità internazionali

Le strategie di politica energetica dell Italia. Criticità interne e opportunità internazionali Carlo Frappi e Arturo Varvelli Le strategie di politica energetica dell Italia. Criticità interne e opportunità internazionali CARLO FRAPPI è Research Fellow ISPI e Research Fellow dell European Foreign

Dettagli

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato

Dettagli

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE Bruxelles, 26.6.2002 COM(2002) 321 definitivo COMUNICAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEO Relazione finale sul Libro verde "Verso una strategia

Dettagli

TECNOPARCO DEL LAGO MAGGIORE

TECNOPARCO DEL LAGO MAGGIORE TECNOPARCO DEL LAGO MAGGIORE PIANO STRATEGICO INTERCOMUNALE DELL ENERGIA comuni di: Beura Cardezza Pallanzeno Piedimulera Pieve Vergonte Villadossola Vogogna ANALISI DEI CONSUMI E DELLE EMISSIONI CAIRE

Dettagli

Migrazioni dall Africa: scenari per il futuro Alessio Menonna

Migrazioni dall Africa: scenari per il futuro Alessio Menonna Migrazioni dall Africa: scenari per il futuro Alessio Menonna Il modello Attraverso un modello che valorizza un insieme di dati relativi ai tassi di attività e alla popolazione prevista nel prossimo ventennio

Dettagli

In Olanda serricoltori come broker di borsa

In Olanda serricoltori come broker di borsa ORTICOLTURA In Olanda serricoltori come broker di borsa Le importazioni a basso prezzo di energia dalla Germania hanno reso poco redditizia la vendita alla rete, i coltivatori monitorano le quotazioni

Dettagli

Lo scopo dell IFAD. Dove lavoriamo 1. Come lavoriamo

Lo scopo dell IFAD. Dove lavoriamo 1. Come lavoriamo L IFAD in breve Lo scopo dell IFAD La finalità del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) è mettere le popolazioni rurali povere in condizione di raggiungere una maggiore sicurezza alimentare,

Dettagli

IL 7 PQ in breve Come partecipare al Settimo programma quadro per la ricerca

IL 7 PQ in breve Come partecipare al Settimo programma quadro per la ricerca Ricerca comunitaria idee cooperazione persone euratom capacità IL 7 PQ in breve Come partecipare al Settimo programma quadro per la ricerca Guida tascabile per i nuovi partecipanti Europe Direct è un servizio

Dettagli

La situazione delle fonti rinnovabili in Italia e in Europa

La situazione delle fonti rinnovabili in Italia e in Europa La situazione delle fonti rinnovabili in Italia e in Europa Silvia Morelli Unità Statistiche silvia.morelli@gse.it Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Il problema energetico: stato e prospettive Indice

Dettagli

XII Incontro OCSE su Mercati dei titoli pubblici e gestione del debito nei mercati emergenti

XII Incontro OCSE su Mercati dei titoli pubblici e gestione del debito nei mercati emergenti L incontro annuale su: Mercati dei Titoli di Stato e gestione del Debito Pubblico nei Paesi Emergenti è organizzato con il patrocinio del Gruppo di lavoro sulla gestione del debito pubblico dell OECD,

Dettagli

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta isstock Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta 7 PAA Programma generale di azione dell Unione in materia di ambiente fino al 2020 A partire dalla metà degli anni 70 del secolo scorso, la politica

Dettagli

QUALI RISORSE ENERGETICHE? *

QUALI RISORSE ENERGETICHE? * FORZA, VELOCITÀ E ACCELERAZIONE: UNO SGUARDO CONTEMPORANEO AI PRINCIPI DELLA DINAMICA 331 QUALI RISORSE ENERGETICHE? * ROBERTO VACCA 1. Fonti e consumo d energia Le fonti primarie (legno, carbone, petrolio,

Dettagli

Perché andare a votare? Quando? Con quali regole? Qual è la posta in gioco?

Perché andare a votare? Quando? Con quali regole? Qual è la posta in gioco? Perché andare a votare? Quando? Con quali regole? Qual è la posta in gioco? Le elezioni per il prossimo Parlamento europeo sono state fissate per il 22-25 maggio 2014. Fra pochi mesi quindi i popoli europei

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

IDROGENO E FONTI RINNOVABILI: UNA POSSIBILE SOLUZIONE AI PROBLEMI ENERGETICI

IDROGENO E FONTI RINNOVABILI: UNA POSSIBILE SOLUZIONE AI PROBLEMI ENERGETICI IDROGENO E FONTI RINNOVABILI: UNA POSSIBILE SOLUZIONE AI PROBLEMI ENERGETICI di Gaetano Cacciola 1 Secondo il World Energy Outlook (WEO) 2007, dell Agenzia Internazionale dell Energia, l aumento dei consumi

Dettagli

Produzione di energia elettrica ed emissioni di gas serra

Produzione di energia elettrica ed emissioni di gas serra Produzione di energia elettrica ed emissioni di gas serra (Strategie di mitigazione delle emissioni) Antonio Caputo, APAT APAT Presentazione Gli accordi di Kyoto prevedono, per le nazioni firmatarie, la

Dettagli

Trieste, 25 ottobre 2006

Trieste, 25 ottobre 2006 Trieste, 25 ottobre 2006 PRESENTAZIONE DEL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ 2005 DEL GRUPPO GENERALI AGLI STUDENTI DELL UNIVERSITA DI TRIESTE INTERVENTO DELL AMMINISTRATORE DELEGATO GIOVANNI PERISSINOTTO Vorrei

Dettagli

Partenariato transatlantico su commercio e investimenti. Parte normativa

Partenariato transatlantico su commercio e investimenti. Parte normativa Partenariato transatlantico su commercio e investimenti Parte normativa settembre 2013 2 I presidenti Barroso, Van Rompuy e Obama hanno chiarito che la riduzione delle barriere normative al commercio costituisce

Dettagli

PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA COME E PERCHÉ

PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA COME E PERCHÉ PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA COME E PERCHÉ Perché produrre energia elettrica Tutta la società moderna si basa sul consumo di energia, per fare qualsiasi attività necessitiamo di qualche forma di energia.

Dettagli

Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale

Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale Protocollo N. del. Deliberazione N. del ASSESSORATO SERVIZI SOCIALI Proposta N. 66 del 24/03/2015 SERVIZIO SERVIZI SOCIALI Proposta di deliberazione che si sottopone all approvazione della Giunta Comunale

Dettagli

PAVANELLOMAGAZINE. l intervista. Pavanello Serramenti e il mondo Web. Proroga detrazioni fiscali del 55% fino al 31 dicembre 2012

PAVANELLOMAGAZINE. l intervista. Pavanello Serramenti e il mondo Web. Proroga detrazioni fiscali del 55% fino al 31 dicembre 2012 anno 2 - numero 3 - marzo/aprile 2012 MADE IN ITALY PAVANELLOMAGAZINE l intervista Certificazione energetica obbligatoria Finestra Qualità CasaClima Proroga detrazioni fiscali del 55% fino al 31 dicembre

Dettagli

PACCHETTO DI SOSTEGNO ALL UCRAINA

PACCHETTO DI SOSTEGNO ALL UCRAINA PACCHETTO DI SOSTEGNO ALL UCRAINA PACCHETTO DI SOSTEGNO ALL UCRAINA Il presente documento contiene le principali misure concrete a breve-medio termine proposte dalla Commissione per contribuire a stabilizzare

Dettagli

LO SVILUPPO SOSTENIBILE Il quadro generale di riferimento LA QUESTIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE La questione ambientale: i limiti imposti dall ambiente allo sviluppo economico Lo sviluppo sostenibile:

Dettagli

Alcune riflessioni comuni sulle fonti energetiche rinnovabili.

Alcune riflessioni comuni sulle fonti energetiche rinnovabili. Alcune riflessioni comuni sulle fonti energetiche rinnovabili. I rifiuti: un problema di grande attualità. SCUOLA PRIMARIA VITTORIO VENETO DI CALCI [Calci aprile 2010] Lavoro svolto dalle Classi V A e

Dettagli

L AUDIT ENERGETICO DEGLI EDIFICI E IL RISPARMIO ENERGETICO

L AUDIT ENERGETICO DEGLI EDIFICI E IL RISPARMIO ENERGETICO COMUNE DI CANZO COMUNE DI CASTELMARTE COMUNE DI EUPILIO COMUNE DI LONONE AL SERINO COMUNE DI PROSERPIO COMUNE DI PUSIANO L AUDIT ENERETICO DELI EDIFICI E IL RISPARMIO ENERETICO Una politica energetica

Dettagli

Una nuova riforma?...no, meglio applicare quella già approvata Elsa Fornero (Università di Torino e CeRP)

Una nuova riforma?...no, meglio applicare quella già approvata Elsa Fornero (Università di Torino e CeRP) Una nuova riforma?...no, meglio applicare quella già approvata Elsa Fornero (Università di Torino e CeRP) Che il sistema previdenziale italiano sia un cantiere sempre aperto testimonia la profonda discrasia

Dettagli

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Ferrara, giovedì 27 Settembre 2012 Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Giacomo Zanni (Dipartimento di Ingegneria ENDIF, Università di Ferrara) giacomo.zanni@unife.it SOMMARIO

Dettagli

ADOZIONE DA PARTE DI COPPIE OMOSESSUALI

ADOZIONE DA PARTE DI COPPIE OMOSESSUALI ADOZIONE DA PARTE DI COPPIE OMOSESSUALI L argomento che tratterò è molto discusso in tutto il mondo. Per introdurlo meglio inizio a darvi alcune informazioni sul matrimonio omosessuale, il quale ha sempre

Dettagli

10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA

10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA 10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA 10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA L Italia è in crisi, una crisi profonda nonostante i timidi segnali di ripresa del Pil. Ma non è un paese senza futuro. Dobbiamo

Dettagli

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano

CHECK UP 2012 La competitività dell agroalimentare italiano Rapporto annuale ISMEA Rapporto annuale 2012 5. La catena del valore IN SINTESI La catena del valore elaborata dall Ismea ha il fine di quantificare la suddivisione del valore dei beni prodotti dal settore

Dettagli

Obiettivi Europa 2020 e Indicatori di Posizione della Sardegna e dell'italia Valori degli indicatori aggiornati all'ultimo anno disponibile

Obiettivi Europa 2020 e Indicatori di Posizione della Sardegna e dell'italia Valori degli indicatori aggiornati all'ultimo anno disponibile Obiettivi Europa 2020 e Indicatori di Posizione della e dell'italia Valori degli indicatori aggiornati all'ultimo anno disponibile Fonti: Eurostat - Regional statistic; Istat - Politiche di Sviluppo e

Dettagli

USO DELLE RISORSE E FLUSSI DI MATERIA

USO DELLE RISORSE E FLUSSI DI MATERIA CAPITOLO 11 USO DELLE RISORSE E FLUSSI DI MATERIA Introduzione La conoscenza delle quantità di risorse utilizzate in un dato sistema socio-economico e più in generale di quelle necessarie al suo funzionamento

Dettagli

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia Nel corso degli ultimi trent anni il sistema previdenziale italiano è stato interessato da riforme strutturali finalizzate: al progressivo controllo della spesa pubblica per pensioni, che stava assumendo

Dettagli

Il mondo in cui viviamo

Il mondo in cui viviamo Il mondo in cui viviamo Il modo in cui lo vediamo/ conosciamo Dalle esperienze alle idee Dalle idee alla comunicazione delle idee Quando sono curioso di una cosa, matematica o no, io le faccio delle domande.

Dettagli

REGIONE ABRUZZO ARAEN ENERGIOCHI

REGIONE ABRUZZO ARAEN ENERGIOCHI REGIONE ABRUZZO ARAEN ENERGIOCHI Presentazione per le scuole primarie A cura di Enrico Forcucci, Paola Di Giacomo e Alessandra Santini ni Promuovere la conoscenza e la diffusione delle energie provenienti

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA POPOLARE

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA POPOLARE Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 3988 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA POPOLARE Sviluppo dell efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima Presentata

Dettagli

Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale. Vantaggi. Imparare a fare trading dai maestri MARKETS.COM 02

Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale. Vantaggi. Imparare a fare trading dai maestri MARKETS.COM 02 Impar a il tr ading da i m aestr i Impara il trading dai maestri con l'analisi Fondamentale Cos'è l'analisi Fondamentale? L'analisi fondamentale esamina gli eventi che potrebbero influenzare il valore

Dettagli

Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale?

Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale? Growing Unequal? : Income Distribution and Poverty in OECD Countries Summary in Italian Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale? Riassunto in italiano La disuguaglianza

Dettagli

La ricetta italiana. Le proposte degli Amici della Terra in occasione dell iniziativa del Governo:

La ricetta italiana. Le proposte degli Amici della Terra in occasione dell iniziativa del Governo: AMICI DELLA TERRA ITALIA www.amicidellaterra.it La ricetta italiana Le proposte degli Amici della Terra in occasione dell iniziativa del Governo: Verso Parigi 2015. Gli Stati generali dei cambiamenti climatici

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 5 maggio 2014 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 Nel 2014 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,6% in termini reali, seguito da una crescita dell

Dettagli

IL TEMPO METEOROLOGICO

IL TEMPO METEOROLOGICO VOLUME 1 CAPITOLO 4 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE IL TEMPO METEOROLOGICO 1. Parole per capire A. Conosci già queste parole? Scrivi il loro significato o fai un disegno: tempo... Sole... luce... caldo...

Dettagli

Dov è andata a finire l inflazione?

Dov è andata a finire l inflazione? 24 novembre 2001 Dov è andata a finire l inflazione? Sono oramai parecchi anni (dai primi anni 90) che la massa monetaria mondiale cresce ininterrottamente dell 8% all anno nel mondo occidentale con punte

Dettagli

Nota 5 PREZZI E IMPORT DI COMMODITIES ENERGETICHE E METALLI

Nota 5 PREZZI E IMPORT DI COMMODITIES ENERGETICHE E METALLI Nota 5 PREZZI E IMPORT DI COMMODITIES ENERGETICHE E METALLI Roberta Mosca (settembre 2008) 1 - L impennata dei prezzi delle materie prime La stabilità e la crescita dell economia globale è stata di recente

Dettagli

ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali

ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali ATTUAZIONE DEL PROGETTO E IL MANAGEMENT: alcune definizioni e indicazioni generali Cos è un progetto? Un iniziativa temporanea intrapresa per creare un prodotto o un servizio univoco (PMI - Project Management

Dettagli

QUELLO CHE SAREMO DOMANI NASCE DALL ENERGIA DI OGGI.

QUELLO CHE SAREMO DOMANI NASCE DALL ENERGIA DI OGGI. QUELLO CHE SAREMO DOMANI NASCE DALL ENERGIA DI OGGI. I NUMERI DELLA NOSTRA SOLIDITÀ PRESENTE IN 22 PAESI DI 4 CONTINENTI 76 MILA PERSONE DI 12 CULTURE OLTRE 1.000 CENTRALI NEL MONDO + 78% DI PRODUZIONE

Dettagli