FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE"

Transcript

1 UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA IN RELAZIONI INTERNAZIONALI GLI AIUTI ALLO SVILUPPO E LE ISTITUZIONI FINANZIARIE INTERNAZIONALI: DAGLI ACCORDI DI BRETTON WOODS AI GIORNI NOSTRI RELATORE: PROF G. BOTTAZZI TESI DI LAUREA DI MANUELA PODDA ANNO ACCADEMICO 2005/2006

2 Indice Introduzione...5 Capitolo I...11 Storia degli aiuti allo sviluppo ed evoluzione del concetto di sviluppo Gli anni 40 e l alba di una nuova era: Dottrina Truman e Piano Marshall...11 Scheda 1: L Onu Gli anni 50 e la Conferenza di Bandung Gli anni 60 e le teorie della dipendenza Gli anni Scheda 2: i paesi in via di sviluppo e l arma petrolifera Gli anni Gli anni 90: fine del mondo bipolare e nuovo scenario Il presente: cooperazione internazionale e globalizzazione...30 Capitolo II...35 Gli accordi di Bretton Woods Le origini degli accordi di Bretton Woods...37 a) La crisi del Scheda 3: la bilancia dei pagamenti...38 b) L avvio della Conferenza Keynes e White: due tesi a confronto...40 a) Il Piano Keynes...40 b) Il Piano White...43 c) Le due tesi a confronto...44 Scheda 4: Il gold Standard e il gold exchange standard I caratteri salienti dell accordo e il ruolo delle istituzioni create...47 Scheda 5: la conferenza di Bretton Woods secondo Keynes Il crollo dell ordine monetario di Bretton Woods...52 Capitolo III...55 Le Istituzioni Finanziarie Internazionali Il Fondo Monetario Internazionale Gli organi del Fondo Monetario Internazionale Le risorse del Fondo Monetario Internazionale I differenti tipi di aiuto forniti dal FMI I rapporti tra il Fondo Monetario Internazionale e gli stati membri La Banca Mondiale Gli organi della Banca Mondiale Le fonti di finanziamento della Banca Mondiale Gli aiuti forniti dalla Banca Mondiale L Organizzazione Mondiale del Commercio...89 Scheda 6: il dumping L Uruguay Round e i principali obiettivi dell Organizzazione Mondiale per il Commercio...92

3 3.12 Il ruolo dell Organizzazione Mondiale del Commercio La suddivisione organizzativa dell Organizzazione Mondiale del Commercio Capitolo IV Le critiche volte a modificare le Istituzioni Finanziarie Internazionali Spunti per possibili riforme delle Istituzioni Finanziarie Internazionali partendo dalla Commissione Meltzer Il problema della rappresentatività nel Fondo Monetario Internazionale e altre importanti questioni La condizionalità dell aiuto nel Fondo Monetario Internazionale e nella Banca Mondiale Gli schieramenti tra paesi nella concessione di prestiti e i loro interessi strategici e geopolitici Il problema della dipendenza dagli aiuti Gli aiuti che non aiutano I diversi volti dello sviluppo Lo sfacelo dell Uruguay Round e il problema della rappresentatività nella WTO La politica dell esclusione e i suoi dati Il problema del debito I Millennium Development Goals Centralismo, verticismo e decisionismo delle Istituzioni Finanziarie Internazionali La leggenda del Big Push Capitolo V Alcune iniziative di economia solidale volte a migliorare l impatto degli aiuti allo sviluppo L iniziativa di Muhammad Yunus per l eliminazione della povertà: Grameen Scheda 7: chi è Muhammad Yunus? I programmi di microcredito nati sulla scia di Grameen a) Le metodologie in campo di microcredito b) Il microcredito in Italia e in Europa Il commercio equo e solidale Il consumo critico Capitolo VI Casi di studio Aiuti di emergenza forniti dal Fondo Monetario Internazionale Una Letter of Intent per la Repubblica Centrafricana Alcuni progetti portati avanti dalla Banca Mondiale La Banca Mondiale e la Conferenza di Dakar Il discorso sul Kenya del Presidente della Banca Mondiale Paul Wolfowitz all Institut Français des Relations Internationales : Africa: the road of opportunity Il problema energetico in Africa e l intervento della Banca Mondiale L eccezionale caso della Cina

4 6.8 Il crescente ruolo delle ONG Alcune decisioni prese dal tribunale del WTO a) Il Clean air act b) Il caso della carne agli ormoni c) Le banane ACP Gli interessi economici dei donatori: il caso dell Algeria Conclusione Bibliografia Siti Internet

5 Introduzione Le pagine che seguono sono nate dal desiderio di trovare una risposta o in alternativa, diverse possibili risposte ad alcuni quesiti riguardanti gli aiuti allo sviluppo. E stato necessario partire da alcune semplici domande che sono andate a costituire lo schema fondamentale delle prossime pagine, per poi ampliare tale schema per mezzo dei tanti altri quesiti che sono sorti spontaneamente nell arco di tutto il lavoro; molti di questi quesiti vengono riportati in queste prime pagine introduttive. Ci si è innanzitutto chiesti in quale momento la comunità internazionale abbia cominciato a pensare che alcuni paesi necessitassero di aiuti allo sviluppo, e quali strumenti siano stati nel tempo creati per concedere prestiti finalizzati al raggiungimento di uno sviluppo globale equilibrato. Tali strumenti sono stati individuati nell Onu, nel Piano Marshall e in ultimo, non per grado di importanza, negli Accordi di Bretton Woods. Si è pensato di non soffermarsi sull Onu, in quanto quest organizzazione non fu specificatamente creata allo scopo di fornire aiuti allo sviluppo, ma semplicemente di enumerarla fra i vari strumenti di cooperazione internazionale in considerazione del fatto che proprio la cooperazione fa in qualche modo da cornice ai temi trattati. Ci si è poi soffermati sul significato del Piano Marshall e si è stabilito che fosse davvero necessario parlare di questo strumento in apertura al Capitolo I, in quanto antenato di tutti gli aiuti allo sviluppo. Ci si è inoltre domandati in quale momento storico fossero nati gli strumenti che attualmente si occupano di sviluppo e di concessione di aiuti allo sviluppo, e la risposta trovata a tal proposito è Bretton Woods. Per questo motivo si è scelto di fare degli accordi di Bretton Woods e di quelle che per motivi di praticità saranno d ora in poi chiamate semplicemente Istituzioni Finanziarie Internazionali il cuore di questo lavoro, da cui derivano tutte le considerazioni che si avrà modo di analizzare nel corso dei vari capitoli che seguono. Ancora, ci si è domandati se gli aiuti allo sviluppo avessero nel tempo prodotto degli effetti soddisfacenti o insoddisfacenti. In considerazione del fatto che la povertà è un problema ancora irrisolto, si è pensato che i risultati fossero insoddisfacenti, e partendo da tale presupposto ci si è posto come principale obiettivo quello di capire il perché di questo fallimento della cooperazione. Si è pensato al problema del debito, che per molti paesi rappresenta un forte limite al raggiungimento di uno sviluppo equilibrato, ma anche ai possibili legami di dipendenza e alla posizione egemonica degli Stati Uniti all interno delle diverse istituzioni. Inizialmente non si sapeva bene dove gli assunti di partenza avrebbero portato, ma già si intravedeva la possibilità di presentare delle alternative agli aiuti multilaterali forniti dalle Istituzioni Finanziarie Internazionali. In prima battuta si è pensato al microcredito e a Muhammad Yunus, ma in un secondo momento si è deciso di introdurre anche il commercio equo e solidale e il consumo critico all interno di quello che sarebbe poi diventato il Capitolo V, intitolato Alcune iniziative di economia solidale volte a migliorare l impatto degli aiuti allo sviluppo. Per chiudere il cerchio sarebbe stato necessario anche introdurre dei casi pratici esemplificativi di alcune delle tematiche trattate, che sono stati collocati nel Capitolo VI. E essenziale sottolineare che quando si parla di aiuti allo sviluppo e di cooperazione internazionale, non è necessario trovare delle risposte universalmente valide. Lasciare più porte aperte non è un modo come un altro per rimandare al futuro la soluzione di questioni alle quali sarebbe necessario rispondere nell immediato, bensì è l atteggiamento che pare più corretto assumere quando si parla di cooperazione. Scopo della cooperazione, infatti, non dovrebbe essere quello di scegliere fra le varie proposte 5

6 quella vincente, bensì di compiere uno sforzo comune al fine di fare in modo che le diverse ipotesi si compenetrino traendo così il maggior giovamento possibile da quanto c è di positivo sul tavolo, e contemporaneamente limando le spigolature che diversamente potrebbero in qualche modo nuocere ai destinatari delle proposte stesse. Si è scelto di partire dall esame del concetto di sviluppo, che si racconta da solo attraverso la descrizione di un percorso storico cominciato negli anni 40 e non ancora concluso. Quello di sviluppo è in qualche modo un concetto camaleontico, mutato nel corso dei decenni, e che difficilmente si lascia intrappolare all interno di definizioni oggettive. Oggi lo sviluppo è qualcosa di diverso dalla piccola creatura che fece capolino sulla scena internazionale, dapprima timidamente negli anni 40 grazie al presidente Truman e al Piano Marshall, e poi prepotentemente soprattutto a partire dagli anni 60, in concomitanza con la decolonizzazione che ebbe per protagonisti soprattutto i paesi africani. Nel Capitolo I ( Storia degli aiuti allo sviluppo ed evoluzione del concetto di sviluppo ) si troveranno le risposte a molte domande, fra le quali rientrano le seguenti. Il concetto di sviluppo è mutato nel tempo? Quali furono le prime forme di aiuto allo sviluppo e a che periodo risalgono? In che modo è nato il concetto di sottosviluppo? Che effetti ha prodotto l indipendenza dei paesi africani in materia di teorizzazioni? Analizzando le varie teorie e i dati disponibili, si può dire che gli aiuti allo sviluppo siano efficaci o, al contrario, inefficaci? I paesi in via di sviluppo sono tutti uguali tra loro o il concetto di sottosviluppo rischia ormai di non essere più adatto a descrivere situazioni tra loro eterogenee? Infine, in questo primo capitolo ci si domanderà se la globalizzazione stia portando al raggiungimento di una crescita generalizzata o, al contrario, stia facendo allargare la forbice fra i paesi più globalizzati e i paesi che purtroppo si trovano ancora ai margini della globalizzazione. Nel fornire la risposta a queste domande, si assisterà virtualmente alla nascita degli aiuti allo sviluppo; dopodichè si analizzerà il contenuto degli Accordi di Bretton Woods nel Capitolo II. Gli Accordi di Bretton Woods, infatti, oltre ad aver rappresentato una pietra miliare nella scena finanziaria internazionale, hanno prodotto enormi cambiamenti dei quali ancor oggi si possono individuare le tracce o meglio ancora dei veri e propri solchi tra quello che era il passato e ciò che è stato e che ancora rappresenta il periodo post- Bretton Woods. Basti pensare al ruolo egemonico degli Stati Uniti, conquistato proprio a Bretton Woods ai danni della Gran Bretagna e poi rafforzato per mezzo di innumerevoli azioni volte ad annullare le resistenze del Paese antagonista. In questo modo gli Stati Uniti sono diventati i dominatori della scena economica e finanziaria internazionale e lo sono ancora oggi. Bretton Woods ha inoltre rappresentato un arretramento nel passaggio dalla commodity standard alla fiat money standard, producendo inconsapevolmente una successiva accelerazione nel compimento di tale passaggio e in ultimo, ma non in ordine di importanza, Bretton Woods ha dato i natali al Fondo Monetario Internazionale, alla Banca Mondiale e all impianto normativo su cui nel 1994 si è innestata l Organizzazione Mondiale per il Commercio. Dopo aver confrontato la tesi britannica con la tesi statunitense e mostrato come fu la seconda fra le due ad uscire vincitrice, si descriveranno alcune delle caratteristiche salienti dell accordo, fino a giungere a quel crollo fittizio avvenuto in data 15 agosto 1971, che in realtà crollo non fu per tante ragioni. Si è ritenuto che la descrizione degli Accordi di Bretton Woods fosse un passaggio quasi obbligato per poter capire a pieno il funzionamento delle tre istituzioni economiche di cui sopra, nonché la loro ragion d essere, quasi a dire che Bretton Woods fosse per ciascuna delle istituzioni una sorta di curriculum vitae. Si analizzeranno le ragioni per le quali si indisse la Conferenza di Bretton Woods, e il portato dei due grandi piani, il Piano Keynes e il Piano White, sempre 6

7 domandandosi quali effetti tali piani abbiano prodotto nel tempo. Quale dei due piani si è dimostrato a distanza di anni più innovativo e in che modo questo piano potrebbe aiutare a risolvere le disfunzioni che attualmente si riscontrano nelle Istituzioni Finanziarie Internazionali? Quale fu il ruolo delle istituzioni create a Bretton Woods e cosa è rimasto di queste dopo il crollo del 15 agosto del 1971? L assistenza allo sviluppo prende il nome di Oda, ossia Official Development Aid 1, e si esplica attraverso la concessione di aiuti bilaterali o multilaterali che vanno a favore di paesi che necessitano di sostegno. Nel caso degli aiuti multilaterali entrano in gioco le grandi Istituzioni Finanziarie Internazionali delle quali si parlerà nel proseguo del presente lavoro: si tratta del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale e dell Organizzazione Mondiale del Commercio che verranno descritte in questo stesso ordine per quanto concerne gli aspetti tecnici nel III Capitolo, ma delle quali si continuerà a parlare anche implicitamente man mano che le varie tematiche oggetto del presente lavoro saranno sviscerate. Analizzando gli aspetti tecnici si cercherà di comprendere se si tratti di istituzioni immutabili, rimaste invariate fin dagli accordi di Bretton Woods, o se al contrario queste istituzioni si stiano modificando in risposta alle sfide lanciate dalla globalizzazione. Si cominceranno ad individuare i malfunzionamenti legati al meccanismo di voto e alla rappresentatività, dei quali si parlerà anche nel Capitolo IV; si descriveranno, nella maniera più completa possibile, scopo, organi, risorse, tipi di aiuto concesso, per ciascuna delle organizzazioni in questione. Si avrà modo di comprendere in che modo il Fondo Monetario Internazionale agisca da riequilibratore della bilancia dei pagamenti. All interno del Fondo Monetario Internazionale, qual è il ruolo delle quote versate nella determinazione di diritti e doveri di ciascun Paese membro? Cosa sono i diritti speciali di prelievo? Cos è la letter of intent e qual è il ruolo esercitato dai paesi beneficiari nella concessione di prestiti? Si vedrà come la Banca Mondiale, al contrario del Fondo Monetario Internazionale, conceda prestiti per la realizzazione di progetti specifici, agendo come fosse una vera e propria società per azioni. Ci si domanderà quali siano le tre affiliate della Banca Mondiale e quali le fonti di finanziamento di questa istituzione. Cosa sono i programmi di aggiustamento strutturale e quali sono stati gli effetti di tali programmi lanciati soprattutto negli anni 80? Per quanto concerne l Organizzazione Mondiale del Commercio, qual è il suo ruolo in relazione allo sviluppo? Cosa deve agli Accordi di Bretton Woods? Qual è stata l importanza dell Uruguay Round nella nascita dell Organizzazione Mondiale del Commercio? Cosa sono i GATs e i TRIPs? Nel capitolo successivo, ossia il Capitolo IV, si cercherà di offrire una vasta panoramica delle maggiori critiche rivolte a queste istituzioni. Fra i vari problemi che si riscontrano nel funzionamento delle Istituzioni Finanziarie Internazionali, si affronterà il tema della rappresentatività, della condizionalità, delle ragioni strategiche e geopolitiche che talvolta stanno alla base della concessione di aiuti non del tutto disinteressati. Ancora, si discuteranno importanti temi quali la dipendenza dagli aiuti e il debito legato indissolubilmente alla dipendenza stessa, la soggettività e complessità del concetto di sviluppo, la politica dell esclusione, la difficoltà a raggiungere i tanto agognati Millennium Development Goals e per finire si parlerà di concetti fra loro interrelati quali il centralismo, il verticismo e il decisionismo. Disseminate fra le varie critiche, si troveranno tante piccole ma importanti proposte di riforma, offerte dalla Commissione Meltzer ma non solo, perché come affermato in apertura, le soluzioni possono essere una, nessuna e centomila. Quanto rilevato dalla Commissione Pearson nel 1969 in materia di coordinamento degli aiuti continua a preservare la sua validità? Cosa hanno 1 Alessandro Lanza, Lo sviluppo sostenibile, Risorse naturali e popolazione, consumi e crescita economica: soddisfare i nostri bisogni senza compromettere la vita delle generazioni future, Il Mulino, Bologna, 2000, pag

8 proposto Dannis Leech e Robert Leech a proposito della possibile riforma del meccanismo di voto nella Banca Mondiale e nel Fondo Monetario Internazionale? Le politiche monetarie fiscali del Paese beneficiario hanno un peso nell efficacia o inefficacia degli aiuti allo sviluppo? Quali sono le teorie di Joseph Stiglitz in materia di condizionalità e good governance? Gli interessi strategici e geopolitici e le alleanze tra paesi industrializzati possono influenzare la scelta dei paesi beneficiari di aiuti? E plausibile che gli aiuti a lungo andare possano avere degli effetti droganti come sostiene Amartya Sen? Cosa si intende per fundamental conundrum? In che modo l ingegneria sociale e gli aiuti caritatevoli possono rivelarsi aiuti che non aiutano? L Organizzazione Mondiale del Commercio è realmente l istituzione più democratica fra le tre, o a ben guardare risente anch essa di pesanti limiti di rappresentatività? Gli aiuti allo sviluppo sono ben distribuiti fra i paesi che necessitano di sostegno? Nella scelta dei settori cui destinare gli aiuti si possono individuare degli squilibri a discapito di settori fondamentali? Perché l indebitamento dei paesi beneficiari potrebbe essere visto come uno degli effetti più devastanti degli aiuti allo sviluppo? Qual è la visione di Joseph Stiglitz per quanto concerne il debito? Perché Paul Krugman a proposito di debito parla di una U invertita? Esiste un effetto spiazzamento e la possibilità per il debitore di intrappolare il creditore? Come funziona la Heavily Hindebted Poor Countries Initiative? Ancora, perché per Stiglitz questa iniziativa presenta degli aspetti in qualche modo discriminanti nei confronti dei paesi in via di sviluppo che non rientrano fra gli Heavily Hindebted Poor Countries? Cosa sono i Millennium Development Goals e quali sono le prospettive per il raggiungimento di tali obiettivi entro il 2015? Cos è la leggenda del Big Push? Il Big Push ha dei risvolti reali o è davvero destinato a restare leggenda? Al Capitolo V si fanno largo alcune alternative al funzionamento delle Istituzioni Finanziarie Internazionali, alla prima delle quali si è scelto di dare maggior spazio in quanto proprio quest anno il padre di questa iniziativa è stato meritatamente insignito del Premio Nobel per la pace. Si parla di Muhammad Yunus, quel professore che un giorno entrò in crisi e scese dalla sua cattedra per osservare il mondo che lo circondava, giungendo a mettere in dubbio le leggi economiche di cui aveva sempre parlato ai suoi allievi, riportando le parole che si avrà modo di leggere in seguito. Dire Muhammad Yunus è dire microcredito, e narrando la storia di Grameen si giunge a parlare di tante altre iniziative che proprio sulla scia di questa sono state create. In questo capitolo non si parlerà solo di microcredito, ma anche di commercio equo e solidale e di consumo critico, tutte iniziative che rientrano in quella che viene chiamata economia solidale. Come si è anticipato in apertura, si è infine pensato di porre a coronamento di questo lavoro una serie di casi di studio, presenti nel VI ed ultimo capitolo, che contribuiranno a dare un idea ancora più nitida di quanto affermato in questo lungo percorso articolato in tappe che si intersecano e completano vicendevolmente. Si avrà modo di spostarsi lungo una linea immaginaria che permetterà ai lettori di trovarsi in un batter di ciglia dalla Repubblica Centrafricana all India, dalla Cina al Botswana, passando per l Uganda, il Mozambico, il Senegal, l Algeria... Riassumendo quanto detto finora, circa il possibile futuro delle Istituzioni Finanziarie Internazionali sorgono svariate domande. Si tratta di istituzioni statiche o mutevoli nel tempo e che verosimilmente potrebbero ancora mutare? Le Istituzioni Finanziarie Internazionali hanno preso coscienza dell inefficacia di alcune delle loro azioni in ragione delle critiche mosse al loro operato? I paesi membri possono influenzare con i loro interessi strategici la concessione di fondi? Com è mutato nel tempo il concetto di sviluppo e di aiuto allo sviluppo? Ancora, perché spesso e volentieri gli aiuti allo sviluppo si sono rivelati inefficaci? Queste sono solo alcune delle domande che sono state appositamente disseminate nell arco del presente lavoro, 8

9 ricco di spunti per una riflessione a tutto tondo sullo stato attuale della cooperazione internazionale. Per quanto concerne gli strumenti utilizzati, per realizzare questo lavoro è stato necessario consultare numerosi libri citati in bibliografia, molti dei quali scritti in lingua inglese vista l internazionalità della materia. Si è preferito ricorrere all utilizzo di testi recenti per poter tracciare un quadro il più possibile aderente alla realtà odierna, sia per quanto concerne i dati contenuti nei casi di studio, sia per quanto riguarda la parte critica sulle Istituzioni Finanziarie Internazionali. Alla lettura di libri si è scelto di affiancare la consultazione di siti Internet per poter accedere alle notizie divulgate da canali istituzionali e non ed ottenere in questa maniera un quadro ancor più completo e aggiornato degli argomenti trattati. 9

10 10

11 Capitolo I Storia degli aiuti allo sviluppo ed evoluzione del concetto di sviluppo Scopo di questo primo capitolo è quello di stabilire quando e in che modo siano nati gli aiuti allo sviluppo. Si illustreranno qui alcune fondamentali fasi attraversate dal concetto di sviluppo, fino a giungere a parlare della globalizzazione dei giorni nostri che dà inevitabilmente luogo all insorgenza di esigenze e problematiche nuove. Le Istituzioni Finanziarie Internazionali sapranno adattarsi alle nuove sfide portando davvero allo sviluppo dei paesi ancora oggi per così dire sottosviluppati? I risultati ai quali si è giunti fino ad oggi sono soddisfacenti? Nel corso di questa trattazione si tenterà di rispondere a questi fondamentali quesiti. Posto che il concetto di sviluppo si è modificato nel corso degli anni, dimostrando di essere quasi camaleontico, è essenziale aprire questo capitolo cercando di definire questo concetto. Lo sviluppo del quale ci si occuperà nel presente lavoro è uno sviluppo che implica: ( ) un processo di grande trasformazione e di straordinario potenziamento delle capacità produttive che ha consentito ad una gran parte della popolazione di avere a disposizione una quantità di beni e servizi di molto superiore rispetto ad un passato recente e che ha parallelamente cambiato in modo radicale le strutture e le istituzioni economiche e sociali, i modi di pensare e di essere, i modelli culturali, i comportamenti e le aspettative. 2 Questa definizione non si riferisce ad uno sviluppo meramente economico, ma anche sociale, comportamentale, culturale Il benessere di una popolazione si compone di molteplici aspetti, che non possono essere soddisfatti da uno sviluppo unicamente economico. La comunità internazionale fortunatamente ha nel tempo accolto questa definizione sul piano teorico, ma questo cambiamento sta producendo effetti sul piano pratico? Proseguendo nella lettura si troveranno sicuramente delle risposte a questo quesito. 1.1 Gli anni 40 e l alba di una nuova era: Dottrina Truman e Piano Marshall L Onu (vedi Scheda 1), la cui carta fondamentale fu firmata il 26 giugno 1945 ed entrò in vigore il 24 ottobre 1945, può essere definita come uno strumento di cooperazione internazionale realizzata attraverso la promozione di numerose conferenze e il coinvolgimento in questioni internazionali di ordine economico, sociale, culturale ed umanitario. A tal proposito, in questa sede è quasi doveroso sottolineare che oltre ad essere il primo grande organismo nato allo scopo di garantire la pace e la sicurezza internazionale, l Onu si è nel tempo dotata di numerose organizzazioni specializzate per poter meglio svolgere le sue funzioni e ha inoltre avviato numerosi programmi legati allo sviluppo e alla cooperazione multilaterale, fra i quali spicca l Undp (United Nations Development Programme). 2 Gianfranco Bottazzi, Appunti di sociologia dello sviluppo forniti nell anno accademico , pag. 5 11

12 Figura 1: Truman (a sinistra) e George Marshall Fonte: Se l Organizzazione delle Nazioni Unite con la relativa Carta può essere vista come la prima importante manifestazione di cooperazione internazionale, l European Recovery Program meglio noto come Piano Marshall può essere invece visto come l antesignano di tutti gli aiuti allo sviluppo, e proprio per questo merita sicuramente uno spazio nel presente quadro storico. Il 12 aprile 1945, alla morte del presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt, gli succedette Harry S. Truman. La presidenza Truman si insediò in piena guerra fredda (locuzione formulata per la prima volta in seguito all enunciazione della dottrina Truman da Bernard Baruch 3 ), e dovette affrontarne le conseguenze. Nei primi mesi del 1947 le mire espansionistiche dei sovietici nei confronti dell Europa occidentale divennero ben chiare, ma era già dall estate del 1946 che i sovietici premevano sulla Grecia e sulla Turchia, sull Italia e sulla Francia, il tutto sfruttando l appoggio dei partiti comunisti nazionali. Ciò naturalmente andava a discapito sia della ripresa economica dopo la guerra, sia dei processi democratici che a tentoni cominciavano ad affacciarsi nell Europa occidentale. Per gli americani si faceva sempre più pressante l esigenza di impedire un ulteriore espansione sovietica. Le paure degli Stati Uniti furono chiaramente riassunte nel febbraio del 1947 dall allora assistente segretario di stato Dean Acheson, le cui riflessioni sono passate alla storia. Viene riportato qui di seguito il contenuto di tali riflessioni allo scopo di far meglio comprendere quali furono le tensioni all origine della dottrina Truman: Le pressioni sovietiche sugli Stretti, sull Iran e sul nord della Grecia hanno portato i Balcani al punto che un possibile sfondamento sovietico potrebbe schiudere alla penetrazione sovietica ben tre continenti. Come una mela marcia in un cesto di mele sane, la corruzione della Grecia avrebbe come conseguenza l infezione dell Iran e di tutto l oriente. Attraverso l Asia minore e l Egitto l infezione arriverebbe in Africa, e in Europa attraverso l Italia e la Francia, già minacciate dai loro partiti comunisti nazionali, i più forti dell Europa occidentale. L Unione Sovietica stava tentando 3 Giancarlo Giordano, La politica estera degli Stati Uniti, da Truman a Bush ( ), Franco Angeli s.r.l, Milano, 1999, pag

13 l impresa più rischiosa della storia al minimo costo Noi e noi soltanto possiamo rompere il gioco 4. Questa dichiarazione non passò certo inosservata agli occhi del presidente degli Stati Uniti Harry Truman il quale poco dopo, esattamente il 12 marzo del 1947, enunciò la dottrina Truman, che può essere riassunta riportando qui di seguito le parole del presidente: Io credo che la politica degli Stati Uniti debba essere quella di aiutare i popoli liberi che rifiutano di lasciarsi soggiogare da minoranze armate e da pressioni esterne Credo che il nostro appoggio debba soprattutto consistere in un aiuto economico e finanziario, essenziale per assicurare la stabilità economica e l ordine politico I semi del totalitarismo sono alimentati dalla miseria e dall indigenza. Essi si diffondono e crescono nel cattivo terreno della povertà e dei conflitti. Raggiungono il pieno sviluppo quando la speranza dei popoli in una vita migliore è morta. Noi dobbiamo mantenere viva questa speranza 5. L intenzione di Truman era quella di unire alle azioni politiche e militari di contenimento del comunismo, un programma di aiuti economici per sottrarre i paesi poveri all influenza dei sovietici. Certamente il vero progetto politico era quello di porre gli Stati Uniti alla guida del mondo intero, dopo averlo sottratto definitivamente alle mire sovietiche. Per realizzare questo obiettivo, fondamentale sarebbe stata la collaborazione dei paesi ricchi che avrebbero dovuto aiutare i paesi più poveri ad integrarsi nel libero mercato e ad accettare i valori occidentali. Implicitamente si cominciava a delineare chiaramente la distinzione fra paesi sviluppati e paesi arretrati o sottosviluppati. Si trattava esclusivamente di un cambiamento di terminologia; i selvaggi divenivano in questo momento e sempre più durante gli anni 50 sottosviluppati o Terzo Mondo. In qualche modo si voleva compiere un passaggio dal razzismo al rispetto e all eguaglianza, con la formazione di una corrente paternalistica favorevole alla concessione di aiuti allo sviluppo che trovavano fondamento nel IV Punto del programma di Harry S. Truman. Nel 1951 un gruppo delle Nazioni Unite concluse che una crescita del 2% del reddito pro-capite annuo avrebbe richiesto una spesa per i paesi ricchi di almeno 3 miliardi di dollari l anno 6. Con il Piano Marshall cominciò la lunga lista di Big Plans aventi per obiettivo, forse utopistico, la riduzione totale della povertà. La distinzione tra paesi sviluppati e paesi sottosviluppati non piaceva a molti dei paesi inclusi volenti o nolenti nel secondo gruppo e a riguardo, esemplare fu la protesta di Julius Nyerere, presidente della Tanzania, il quale rivolgendosi direttamente all Assemblea Generale rivendicò il diritto di ogni Paese a scegliere la propria via, in base a cultura, risorse e capacità proprie del Paese stesso. Era questo un palese rifiuto del modello di sviluppo unidirezionale proposto dagli Stati Uniti. Nonostante le proteste, i paesi ricchi non accennarono minimamente a fare un inversione di marcia. Attraverso l Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), creata nel 1948, si consolidò la base ideologica dei paesi ricchi in materia di sviluppo e fu proprio questa organizzazione a costituire il Dac (Development assistance commitee) 4 G. Giordano, op. cit., pag Ivi, pag William Easterly, The white man s burden, Why the west s efforts to aid the rest have done so much ill and so little good, The penguin press, New York, 2006, pag

14 del quale fanno parte a tuttoggi 22 7 paesi. Se la suddivisione fra paesi in via di sviluppo e paesi sviluppati venne proposta negli anni 40, certamente ancor oggi se ne fa largo uso a distanza di decenni. Tornando alla dottrina Truman, questa fu la base ideologica del Piano Marshall, antenato di tutti gli aiuti allo sviluppo. Infatti, Truman richiese l immediato stanziamento di ben 400 milioni di dollari per aiutare Grecia e Turchia sia dal punto di vista economico che dal punto di vista militare, e a ciò seguì la nascita del Piano Marshall per il rafforzamento degli aiuti e la loro estensione all intera Europa occidentale. Aiutare solamente la Grecia e la Turchia non avrebbe portato a miglioramenti consistenti, in considerazione del fatto che la situazione economica in Italia, Francia, Inghilterra e Germania non era certo delle migliori. La produttività di questi paesi non era sufficiente a risollevarli da quella situazione, inoltre i dollari con cui acquistare beni dagli Stati Uniti scarseggiavano, ciò unitamente ad un tasso elevatissimo di inflazione. Era necessario un piano di aiuti che contribuisse a tenere l Europa occidentale fuori dall orbita sovietica. Il 29 aprile 1947 il segretario di stato da cui prese nome il piano, George Marshall, ordinò all ufficio di pianificazione politica guidato da George Kennan di preparare un piano d aiuti per la ricostruzione dell Europa. Il 5 giugno 1947 all Università di Harvard, Marshall affermò: E logico che gli Stati Uniti facciano tutto ciò che è in loro potere per aiutare il mondo a ritrovare la salute economica normale, senza la quale non vi può essere né stabilità politica, né sicurezza di pace 8. La nostra politica non è diretta contro un Paese o una dottrina, ma contro la fame, la povertà, la disperazione e il caos. ( ) Il compito degli Stati Uniti dovrebbe consistere in una assistenza amichevole per l elaborazione di un programma europeo e, più tardi, in un appoggio a tale programma, nella misura in cui per noi sarà pratico farlo 9. Da queste parole si può comprendere come il Piano Marshall possa essere quindi collocato nell ambito degli aiuti allo sviluppo. Certamente, non bisogna dimenticare quale fosse la priorità degli Stati Uniti, e cioè quella di allontanare i paesi destinatari di tali aiuti dall orbita sovietica, sebbene tale priorità fosse appunto malcelata dall intenzione di fornire assistenza a paesi in difficoltà. In ogni caso, a prescindere dalla reale volontà politica degli americani, gli aiuti furono concessi e in seguito si tentò di imitare proprio l esempio del piano Marshall per tentare di risollevare i paesi in via di sviluppo dalla loro situazione di stagno, senza tener però conto del fatto che la situazione dell Africa, dell Asia e dell America Latina era completamente diversa da quella dell Europa postbellica. In quello che viene ancora chiamato Sud del mondo, mancavano quasi del tutto i quadri istruiti che potessero materialmente risollevare le sorti dei paesi di quest area, nonostante l arrivo degli aiuti. Ciò in molti casi comportò il fallimento delle prime politiche di aiuto, soprattutto per paesi africani e asiatici che non possedevano il capitale umano necessario al rapido adattamento alle più moderne tecniche e tecnologie occidentali. Si può citare l esperienza di paesi quali la Tanzania, l Uganda e lo Zambia, nei quali si tentò di introdurre le moderne tecniche agricole occidentali con risultati a dir poco fallimentari che comportarono ingenti perdite 7 Luciano Carrino, Perle e pirati, critica della cooperazione allo sviluppo e nuovo multilateralismo, Edizioni Erikson, Gardolo (Trento), 2005, pag. 45: tali paesi sono, in ordine di indice di sviluppo umano: Norvegia, Svezia, Australia, Canada, Olanda, Belgio, Stati Uniti, Giappone, Irlanda, Svizzera, Regno Unito, Finlandia, Austria, Lussemburgo, Francia, Danimarca, Nuova Zelanda, Germania, Spagna, Italia, Grecia e Portogallo G. Giordano, op. cit., pag

15 materiali ma anche danni all agricoltura di tipo tradizionale, come spesso accade quando non si cerca preventivamente un filo conduttore tra la realtà del paese beneficiario e i programmi di modernizzazione che si vogliono realizzare. Più avanti si toccheranno nuovamente queste tematiche, ma proseguendo in questa breve storia del piano arriviamo al luglio 1947, quando si venne a creare un gruppo di 16 paesi interessati alle sorti del piano stesso. Fra questi figuravano Francia e Inghilterra in primis, seguiti da Italia, Portogallo, Irlanda, Grecia, Belgio, Olanda, Islanda, Svizzera, Lussemburgo, Danimarca, Turchia, Austria, Norvegia e Svezia. Le delegazioni dei 16 paesi lavorarono senza soluzione di continuità per ben due mesi, alla fine dei quali approvarono un documento da trasmettere al governo americano, attraverso il quale si chiedeva l ottenimento di aiuti per un totale di 22 miliardi di dollari in 48 mesi. Questa cifra esorbitante venne ridotta da Truman e il Congresso a 17 miliardi, per poi arrivare ai 13 miliardi effettivamente spesi nell ambito del Piano Marshall. Se andiamo a vedere in che modo questi aiuti vennero suddivisi, notiamo che la maggior parte degli stessi andò in favore della Gran Bretagna, seguita in ordine progressivo dalla Francia e dall Italia con Trieste. Ciò si verificò poiché secondo quanto stabilito tali paesi avevano bisogno di maggiori fondi per trainare i paesi più arretrati nel processo di sviluppo. Come vedremo, la cattiva allocazione dei fondi non è estranea ai tempi moderni, che purtroppo devono registrare una quasi totale inefficacia e inefficienza degli aiuti. Si può avere un idea dell entità degli aiuti offerti dal piano Marshall analizzando la tabella 1 qui di seguito esposta: Tabella 1: Ripartizione fondi Piano Marshall Assistenza economica durante l Erp dal 03/04/1948 al 30/06/1952 (valori espressi in mln di $) Paese Aiuti Prestiti Totale Austria 677, ,8 Belgio e Lussemburgo 491,3 68,0 559,3 Danimarca 239,7 33,3 273,0 Francia 2488,0 225, ,6 Rep. Fed.Tedesca 1173,7 216, ,6 Grecia 706, ,7 Islanda 24,0 5,3 29,3 Irlanda 19,3 128,2 147,5 Italia e Trieste 1413,2 95, ,8 Olanda e Indie Orientali 916,8 166, ,5 Norvegia 216,1 39,2 255,3 Portogallo 15,1 36,1 51,2 Regno Unito 2805,0 384, ,8 Svezia 86,9 20,4 107,3 Turchia 140,1 85,0 225,1 Totale ,7 1505, ,8 Fonte: Come si può ben vedere, la tabella conferma perfettamente quanto precedentemente annunciato. Paradossalmente, Grecia e Turchia, in favore delle quali nel progetto iniziale di Truman sarebbe dovuta andare la parte più consistente di aiuti, in realtà non presero che le briciole dei benefici del piano (rispettivamente 706,7 e 140,1 milioni di dollari). Quasi del tutto inutile sottolineare il fatto che i paesi con i più forti partiti comunisti vennero relegati alle ultime posizioni per quanto riguarda gli aiuti ricevuti! Ma al di là del reale funzionamento del Piano, con i suoi difettucci, resta comunque fermo il fatto che una collaborazione stretta fra paesi contribuì a rafforzare un senso di appartenenza 15

16 comune nell animo degli europei, che pareva preannunciare una futura collaborazione e cooperazione. Scheda 1: L Onu L Onu è un organizzazione internazionale a tendenza universale e con molteplici compiti, la cui finalità complessiva è quella di vigilare sul mantenimento della pace internazionale e sull eliminazione delle cause di guerra. Nacque soprattutto su impulso degli Stati Uniti e degli alleati che avevano sconfitto il nazifascismo, allo scopo di mantenere la pace e la sicurezza internazionale, sviluppare relazioni amichevoli tra i popoli fondate sull eguaglianza dei diritti e sull autodeterminazione, e infine attuare la cooperazione per risolvere problemi di ordine economico, sociale, culturale ed umanitario. I primi germi delle Nazioni Unite si svilupparono il 26 agosto dell anno 1941, attraverso l emanazione della Carta Atlantica frutto di trattative tra Churchill e Roosevelt. La Carta Atlantica prevedeva l istituzione di un sistema di sicurezza generale stabilito su basi più larghe. La spinta prevalente fu quella proveniente dagli Stati Uniti, i quali si dimostrarono di gran lunga i più propositivi se paragonati alla Gran Bretagna e all URSS. La Dichiarazione delle Nazioni Unite, anche detta Dichiarazione di Washington, scaturì dal soggiorno di Churchill tenutosi a Washington in data 1 gennaio 1942 e venne firmata dalle nazioni che avessero già dichiarato guerra alla Germania o al Giappone. In tutto queste nazioni erano 26. A dimostrazione del ruolo chiave esercitato dagli Stati Uniti, il progetto originario venne stipulato dal dipartimento di Stato americano e aveva per obiettivo la creazione di un sistema di pace e di sicurezza da realizzarsi ai danni dell Asse, che non esaurisse le sue funzioni neanche a guerra conclusa. Nell ottobre del 1943 il segretario di Stato Cordell Hull ottenne anche l adesione dei sovietici a tale progetto. A questa adesione seguirono poi numerose conferenze fra le quali, nell ordine, vi sono le conferenze di Dumbarton Oaks tra il settembre e l ottobre del 1944 alle quali parteciparono le delegazioni britannica, cinese, russa e statunitense; la conferenza di Yalta nel febbraio del 1945; la conferenza di San Francisco che si riunì dal 25 aprile al 26 giugno A quest ultima conferenza parteciparono 51 stati, membri originari dell Organizzazione. Gli scopi generali di tali conferenze furono: determinare la struttura dell Organizzazione delle Nazioni Unite, stabilire attraverso quali meccanismi di voto in seno al Consiglio di sicurezza si sarebbero prese le decisioni nonché redigere la carta dell organizzazione, fatto che avvenne in occasione della conferenza di San Francisco. La Costituzione dell Organizzazione passò alla storia con il nome di Carta delle Nazioni Unite e fu il frutto di numerosi incontri tenutisi per l appunto tra il 25 aprile e il 26 giugno del 1945 (giorno in cui fu firmata la Carta). Tale Costituzione entrò in vigore qualche mese dopo, in data 24 ottobre 1945, in seguito alla ratifica della maggior parte degli stati che parteciparono alla conferenza, nonché degli stati che vengono ancora oggi ricordati come i cinque grandi e che, indicati per ordine alfabetico, altri non furono che la Cina, la Francia, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e l U.R.S.S. La Carta delle Nazioni Unite contiene 19 capitoli e 111 articoli. Nel preambolo e nel primo capitolo sono descritti i principi e gli scopi dell organizzazione, mentre nelle restanti parti trovano spazio la descrizione degli organi e il relativo funzionamento di questi. Ai sensi del preambolo della Carta, l Organizzazione delle Nazioni Unite persegue le seguenti finalità: 1) Mantenimento della pace e della sicurezza internazionale attraverso misure collettive efficaci. Importante è anche il proposito di preservare le generazioni future dal flagello della guerra. Per adempiere a quanto stabilito dalla Carta, i Paesi membri si impegnano a muoversi sempre in un quadro di uguaglianza e in maniera pacifica, senza ricorrere alla minaccia o all impiego della forza. L Organizzazione delle Nazioni Unite attribuisce a sé stessa il potere di obbligare anche gli stati non membri al rispetto dei propri principi, reprimendo lo spirito di intolleranza e aggressività. 2) Enunciazione e tutela dei diritti dell uomo senza distinzioni di razza, sesso, lingua o religione. I firmatari della Carta proclamarono la loro fede nei diritti fondamentali dell uomo, nella dignità della persona umana e nell uguaglianza fra uomini e donne, ma anche fra nazioni grandi e nazioni piccole. Importante è l affermazione del diritto dei popoli a disporre di sé stessi, evitando di intervenire nelle questioni che appartengono essenzialmente alla competenza interna di uno stato. 3) Difesa delle garanzie sociali ed economiche, favorendo così il progresso sociale e incrementando il tenore di vita e la libertà individuale. Per fare questo il mezzo migliore individuato fin da subito fu la cooperazione internazionale, volta alla risoluzione di questioni internazionali di ordine economico, sociale, culturale e umanitario. Al riguardo, nel tempo è stato possibile creare delle istituzioni e dei procedimenti internazionali volti proprio ad incrementare il progresso economico e sociale di tutti i popoli. L ONU nacque come fautrice della cooperazione internazionale e fu il primo grande organismo difensore della pace e della sicurezza internazionale, che nel tempo si è dotato di numerose organizzazioni specializzate, da essa dipendenti allo scopo di meglio svolgere le sue funzioni. Basti pensare alla creazione dell Epta (Expanded Programme of Technical Assistance) nata nel Questo organismo 16

17 non era altro che il primo nucleo dell Undp (United Nations Development Programme), ossia la più importante struttura dell ONU interamente dedicata allo sviluppo e di conseguenza alla cooperazione multilaterale. Insieme all Undp sono poi nati numerosi programmi, fondi e agenzie specializzate che hanno contribuito a far lavorare assieme persone con culture profondamente diverse, nonostante i limiti fin dall inizio mostrati dalla cooperazione multilaterale. Al momento della prima riunione dell Assemblea generale, avvenuta il 10 gennaio 1946, l Onu poteva contare 51 membri, cui nel tempo si sono aggiunti tutti gli stati la cui richiesta di ingresso sia stata accettata da almeno due terzi dei componenti l Assemblea generale, dietro proposta del Consiglio di sicurezza. Dal momento della creazione al 1965 i paesi aderenti divennero 117, fra cui 46 ex colonie. Nel 2002, i paesi aderenti erano già 191. Oggigiorno, quasi tutti gli stati fanno parte dell Organizzazione, cui hanno aderito 192 paesi (l ultimo Paese in ordine di adesione è il Montenegro, che è entrato a far parte delle Nazioni Unite il 28 giugno 2006). Ne sono esclusi, tra gli altri, la Città del Vaticano e Taiwan. 1.2 Gli anni 50 e la Conferenza di Bandung La Conferenza afroasiatica di Bandung, dal nome della città indonesiana capoluogo di provincia a Giava occidentale, si tenne nell aprile del 1955 fra i rappresentanti di trenta Paesi asiatici e africani. L iniziativa aveva avuto origine già nel 1954 ad opera di Nehru (per l India), di Nasser, di Tito, di Sukarno (per l Indonesia) e di Kofelawala 10 (per lo Sri Lanka). In questa occasione si manifestò l intenzione di avviare una maggiore cooperazione fra gli Stati del Terzo Mondo, sostenendo il principio secondo il quale i paesi sviluppati fossero in dovere di garantire aiuti ai paesi cosiddetti in via di sviluppo. Cominciò a prendere forma il Movimento dei paesi non allineati, anche detto movimento dei terzomondisti, che aveva come fondamentale obiettivo la modernizzazione e l industrializzazione del Terzo Mondo. Fra i leaders di questo movimento spiccavano il presidente Nehru in rappresentanza dell India, e il presidente Nkrumah in rappresentanza del Ghana. Secondo l economista Samir Amin, sarebbe stato proprio quello che egli definisce in maniera abbastanza originale Progetto Bandung la causa scatenante dell integrazione dei paesi del Terzo Mondo, che nel tempo si sono avviati alla ricerca dell industrializzazione così come in precedenza era avvenuto per i paesi occidentali. In particolare il sostegno dei paesi dell Est al progetto in questione avrebbe stimolato il cambiamento a detta di Samir Amin, il quale si pone in netta contrapposizione con coloro che invece parlano di logica dell espansione capitalistica 11 come fautrice di una trasformazione della divisione internazionale del lavoro e in qualche modo distruttrice della classica polarizzazione centro/periferia. Si tratterebbe per Samir Amin, di un progetto nazionale borghese 12 che avrebbe in seguito gestito il fenomeno della nuova indipendenza dei paesi africani. Nell ottica di tale progetto il reddito prodotto venne incanalato in direzione dell espansione delle nuove classi medie, anziché delle classi popolari. La gestione di questi redditi in molti casi non fu oculata, tanto che non si riuscì a realizzare il processo di equilibrata modernizzazione auspicata nel progetto originale. A provocare le disfunzioni non furono solo motivi pratici quali l effettiva carenza di risorse, ma anche questioni politiche e sociali (quali la scelta, fatta in alcuni casi, di espandere il settore privato a detrimento del settore pubblico) o politiche (prima fra tutti la diffusa corruzione che ancora si registra in molti paesi africani resisi indipendenti negli anni 60 così come discuteremo nel paragrafo seguente). La Conferenza di Bandung segnò innegabilmente anche la nascita dei forti contrasti che, se non furono sempre veri e propri scontri fisici, furono perlomeno scontri ideologici tra i paesi occidentali e i paesi che parteciparono alla conferenza in questione, i quali 10 L. Carrino, op. cit., pag Samir Amin, Il capitalismo nell era della globalizzazione, la gestione della società contemporanea, Asterios Delithanassis Editore, Trieste, 1997, pag Samir Amin, Il capitalismo op. cit., pag

18 avevano come fondamentale obiettivo quello di proporre la loro via autonoma allo sviluppo. Non a caso proprio in questo paragrafo è comparsa la locuzione Terzo Mondo. Questa locuzione ha fatto la sua comparsa proprio in questo periodo 13, poiché i paesi che parteciparono alla Conferenza sentivano soprattutto ora la necessità di creare una loro identità, ben distinta sia dal Primo Mondo, ossia l Occidente capitalistico, sia dal Secondo Mondo, vale a dire il blocco comunista orientale. Fu il demografo Alfred Sauvy 14 a coniare per primo l espressione Terzo Mondo, proprio per indicare i paesi che non facevano parte di nessuno dei due blocchi, ma a partire dalla fine della guerra fredda in poi, ci si rese conto del fatto che la locuzione fosse ormai datata in quanto dà implicitamente un giudizio di valore. Si cominciò quindi a preferirle altri termini privi di connotazione peggiorativa, quali Nord e Sud, decisamente neutri rispetto al precedente sinonimo. 1.3 Gli anni 60 e le teorie della dipendenza Gli anni 60 del secolo scorso furono caratterizzati dall inizio del progressivo abbandono del sistema coloniale, che già un decennio dopo poteva dirsi completamente estirpato. Nel continente africano, in particolare, cominciarono a diffondersi con maggior veemenza i movimenti nazionalistici fra i quali è possibile citare la négritude, il pan-africanismo e il pan-islamismo. Le due guerre mondiali avevano contribuito alla perdita di fiducia nella mission civilisatrice 15 o fardello dell uomo bianco, per cui anche le possibilità concrete di tenere in vita un così vasto impero per l Occidente si affievolirono sempre più. Gli africani stessi, se continuiamo a prendere l Africa ad esempio di questo processo, sentivano sempre più l esigenza di voler realizzare autonomamente le opere svolte in precedenza attraverso la guida dell uomo bianco in campo agricolo, tecnologico, industriale ed economico in senso lato. Già a partire dagli anni 50 gli europei avevano capito che sarebbe stato controproducente respingere le istanze di indipendenza in Africa come altrove a causa dell atteggiamento ormai ostile delle popolazioni nei loro confronti. La decolonizzazione potè quindi quasi senza ostacoli avviarsi, per quanto riguarda l Africa, dapprima nella parte situata a nord del Sahara, e via via nel resto del continente fino ad arrivare alla metà degli anni 70, in un susseguirsi di proclamazioni d indipendenza. A titolo esemplificativo basti pensare all Egitto, resosi indipendente nel 1953 con la nascita della Repubblica e la proclamazione di Nasser a presidente, al Sudan indipendente dal 1956, all Algeria indipendente dal 1961, alla Nigeria libera dal 1960, al Senegal dal e così via dicendo fino a poter parlare anche di indipendenza della parte meridionale del continente che fu l ultima a veder realizzato questo obiettivo. L Africa è l esempio lampante delle disfunzioni che seguirono all indipendenza, con la comparsa di forme di vero e proprio neocolonialismo. Il problema del sottosviluppo cominciò a farsi sentire in maniera sempre più forte, e ciò comportò un incremento degli aiuti multilaterali che caratterizzò gli anni 60, in contrapposizione al fiorire degli aiuti bilaterali che aveva caratterizzato invece il decennio precedente. L uomo occidentale, che con la sua politica estera aveva contribuito a creare forti legami di dipendenza fra il centro e la periferia, si sentiva ora in dovere di porre in qualche modo rimedio a ciò. 13 Maggie Black, La cooperazione allo sviluppo internazionale, pag L. Carrino, op. cit., pag J. D. Fage, Storia d Africa, SEI, Società Editrice Internazionale, Torino, 1995, pag Ibidem 18

19 Quasi ovunque in Africa il processo di liberazione nazionale era avvenuto in maniera incruenta, con il graduale inserimento dei leaders nazionalisti in luogo dei precedenti dominatori europei. I nuovi stati indipendenti divennero tutti membri dell Organizzazione per l Unità Africana 17 formatasi nel 1963 con sede ad Addis Abeba, e la formazione di un organizzazione sopranazionale non fu certo un traguardo da poco per le popolazioni africane. Nonostante la nuova esigenza di cooperazione le disfunzioni non mancarono, primo fra tutte il sistema di apartheid in Sudafrica che solo nel 1994 vide la sua eliminazione. Oltre a ciò è impossibile non dimenticare che la maggior parte degli stati africani continuò a combattere con gli stessi problemi nonostante il raggiungimento dell indipendenza, e questa situazione ha potuto protrarsi fino ai giorni nostri nonostante i numerosi aiuti allo sviluppo che hanno interessato queste aree. Questi paesi si dimostravano ancora totalmente dipendenti dai guadagni esteri ricavati dall esportazione, spesso e volentieri in competizione con le più sviluppate agricolture dei paesi europei. L industrializzazione risentiva di parecchi limiti, fra i quali la scarsità endemica di popolazione con la quale dovevano fare i conti molti paesi. Basti pensare che ancora nel 1980 solo nove stati potevano contare una popolazione superiore ai 10 milioni, come si può ben vedere nella tabella 2: Tabella 2: Abitanti paesi africani Paesi con abitanti > ai 10 mln Paesi con abitanti < a 1 mln Nigeria Guinea equatoriale Etiopia Gibuti Zaire Swaziland Tanzania Gambia Sudan Gabon Kenya Guinea-Bissau Uganda Botswana Ghana Mozambico Fonte: Fage J. D., op. cit., pag. 489 Questa tendenza si è poi invertita in brevissimo tempo (addirittura nel decennio successivo) soprattutto a causa della somministrazione di cure mediche offerte dagli enti di soccorso internazionale, tanto che oggigiorno si riscontra il problema opposto, quello della sovrappopolazione in rapporto alle risorse disponibili, quali le vitali risorse idriche. Si noti come spesso gli aiuti allo sviluppo possano paradossalmente acuire problemi già di per sé esistenti o addirittura crearne di nuovi confermando purtroppo la tesi di un generale fallimento degli aiuti! Già a partire dagli anni 70 l incremento naturale (eccesso delle nascite sulle morti) in tutto il continente era di circa il 3% 18 annuo, con le disastrose conseguenze che noi tutti conosciamo. Come anche Alessandro Lanza 19 sostiene nel suo Lo sviluppo sostenibile la transizione demografica ha attraversato tre differenti fasi: nella prima fase la natalità supera di poco la mortalità; nella seconda fase per ragioni legate allo sviluppo economico (quali le vaccinazioni, unite alle migliori condizioni igienico-sanitarie) la mortalità decresce e la natalità resta alta. Nella terza fase, infine, la natalità decresce per cambiamenti degli stili di vita, e il nuovo equilibrio natalità mortalità si ferma ad un tasso decisamente inferiore 20. E evidente che molti paesi siano rimasti alla seconda fase, con disastrose conseguenze per quanto riguarda la distribuzione delle risorse. Certamente se anche la sopraggiunta crescita economica in paesi prima poveri o poveri 17 J. D. Fage, op. cit., pag Ivi, pag A. Lanza, op. cit., pag Ivi, pag

20 tra i poveri ha come svantaggio quello di un incremento repentino della popolazione, la soluzione più appropriata non può essere quella di impedire il normale corso del progresso e limitare gli aiuti allo sviluppo. Come sostenuto anche da William Easterly nel suo The white s man burden, non bisogna attribuire troppi mali agli aiuti allo sviluppo, sarebbe come accusare le ambulanze di provocare troppi incidenti stradali solo per il fatto che queste si trovano quasi sempre sul luogo dell incidente. Tornando agli anni 60, in breve i tanti problemi che attanagliavano i paesi di recente indipendenza fecero il giro del mondo portando alla definitiva affermazione del concetto di mondo in via di sviluppo nell uso comune. Un enorme fetta del mondo collocata quasi interamente ai tropici per quello che nonostante le varie teorizzazioni in proposito pare essere un puro caso, chiedeva di essere aiutata dal Primo o dal Secondo mondo ad uscire dalla povertà. Ad essere richiesti a gran voce erano soprattutto i benefici dei capitali e delle conoscenze tecniche dell occidente e tali rivendicazioni furono indubbiamente di grande stimolo per l avvio di uno sviluppo internazionale 21 di cui soprattutto gli Stati Uniti si fecero fin da subito promotori. In molti casi in questi anni si cominciò a creare una commistione di lingue e idee, forse alle origini del processo di globalizzazione al quale assistiamo oggi e al quale si rimanda nell ultima fase di questo percorso storico. Come già preannunciato in testa al presente paragrafo, gli anni 60 si contraddistinsero per un rilevante incremento degli aiuti multilaterali. Fu proprio negli anni 60 infatti, a diretta testimonianza di ciò, che il presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy inaugurò il Decennio dello sviluppo dell Organizzazione delle Nazioni Unite. I paesi industrializzati si posero un obiettivo ben preciso nell ambito di questa iniziativa: devolvere l 1% del loro Prodotto Interno Lordo in favore di programmi di aiuto pubblico allo sviluppo o programmi di cooperazione. Tutto ciò trovava come substrato ideologico i concetti di giustizia sociale e welfare che ben si innestavano con la necessità di una più equa redistribuzione della ricchezza fra paesi. Si pensava che la povertà sarebbe stata debellata entro massimo dieci anni con il beneplacito dei leaders nazionalisti dei paesi in via di sviluppo che avevano appena contribuito all ottenimento dell indipendenza per i loro paesi. Citare le parole del presidente Kennedy è certamente d aiuto per comprendere quale fosse il clima speranzoso all interno del quale si collocò tale iniziativa: A coloro che vivono nelle capanne e nei villaggi di mezzo mondo e lottano per spezzare le catene della miseria di massa, promettiamo il nostro massimo sforzo per aiutarli ad aiutarsi ( ). Se una società libera non è in grado di aiutare i molti che sono poveri non potrà mai servire i pochi che sono ricchi 22. E da sottolineare l intenzione di aiutarli ad aiutarsi, che non dovrebbe mai essere dimenticata quando si parla di aiuti allo sviluppo. Gli aiuti d emergenza sono ben altra cosa, anche se certo non si può dire che siano meno importanti per la sopravvivenza di una popolazione! Qui si ritiene che sia l intervento umanitario necessario in caso d emergenza che i veri e propri aiuti allo sviluppo, rivestano un ruolo importante e complementare, ma certamente salvare una vita non significa garantire un futuro migliore se non si forniscono contemporaneamente i mezzi per potersi appunto aiutare autonomamente in altre occasioni. Questo dovrebbe essere l obiettivo fondamentale degli aiuti allo sviluppo, unito alla fondamentale politica di responsabilizzazione del Paese beneficiario, della quale si avrà modo di discutere in seguito. Nell ambito del Decennio dello sviluppo presero il via altre importanti iniziative quali la creazione dei Peace Corps, l Alleanza per il progresso e il programma Food for 21 M. Black, op. cit., pag Ivi, pag

LA DECOLONIZZAZIONE. Nel 1947 l India diventa indipendente

LA DECOLONIZZAZIONE. Nel 1947 l India diventa indipendente LA DECOLONIZZAZIONE Nel 1939 quasi 4.000.000 km quadrati di terre e 710 milioni di persone (meno di un terzo del totale) erano sottoposti al dominio coloniale di una potenza europea. Nel 1941, in piena

Dettagli

Migrazioni dall Africa: scenari per il futuro Alessio Menonna

Migrazioni dall Africa: scenari per il futuro Alessio Menonna Migrazioni dall Africa: scenari per il futuro Alessio Menonna Il modello Attraverso un modello che valorizza un insieme di dati relativi ai tassi di attività e alla popolazione prevista nel prossimo ventennio

Dettagli

GLI OPERATORI DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE. Anno 2011

GLI OPERATORI DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE. Anno 2011 GLI OPERATORI DELLA COOPERAZIONE INTERNAZIONALE Anno 2011 La rilevazione riguarda gli operatori della cooperazione internazionale che hanno usufruito dell assistenza assicurativa della Siscos. Definizione

Dettagli

Agricoltura Bio nel mondo: la superficie

Agricoltura Bio nel mondo: la superficie Agricoltura Bio nel mondo: la superficie L agricoltura biologica occupa una superficie di circa 37,04 milioni di ettari nel 2010. Le dimensioni a livello globale sono rimaste pressoché stabili rispetto

Dettagli

Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto

Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto Costruire un Partito Democratico Europeo Un Manifesto Ci sono momenti nella storia in cui i popoli sono chiamati a compiere scelte decisive. Per noi europei, l inizio del XXI secolo rappresenta uno di

Dettagli

Le nuove fonti di energia

Le nuove fonti di energia Le nuove fonti di energia Da questo numero della Newsletter verranno proposti alcuni approfondimenti sui temi dell energia e dell ambiente e sul loro impatto sul commercio mondiale osservandone, in particolare,

Dettagli

Già negli anni precedenti, la nostra scuola. problematiche dello sviluppo sostenibile, consentendo a noi alunni di partecipare a

Già negli anni precedenti, la nostra scuola. problematiche dello sviluppo sostenibile, consentendo a noi alunni di partecipare a Già negli anni precedenti, la nostra scuola si è dimostrata t sensibile alle problematiche dello sviluppo sostenibile, consentendo a noi alunni di partecipare a stage in aziende e in centri di ricerca

Dettagli

Trieste, 25 ottobre 2006

Trieste, 25 ottobre 2006 Trieste, 25 ottobre 2006 PRESENTAZIONE DEL BILANCIO DI SOSTENIBILITÀ 2005 DEL GRUPPO GENERALI AGLI STUDENTI DELL UNIVERSITA DI TRIESTE INTERVENTO DELL AMMINISTRATORE DELEGATO GIOVANNI PERISSINOTTO Vorrei

Dettagli

LO SVILUPPO SOSTENIBILE Il quadro generale di riferimento LA QUESTIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE La questione ambientale: i limiti imposti dall ambiente allo sviluppo economico Lo sviluppo sostenibile:

Dettagli

FIAMP ANALISI IMPORT EXPORT DEI SETTORI ADERENTI A FIAMP

FIAMP ANALISI IMPORT EXPORT DEI SETTORI ADERENTI A FIAMP FIAMP FEDERAZIONE ITALIANA DELL ACCESSORIO MODA E PERSONA AIMPES ASSOCIAZIONE ITALIANA MANIFATTURIERI PELLI E SUCCEDANEI ANCI ASSOCIAZIONE NAZIONALE CALZATURIFICI ITALIANI ANFAO ASSOCIAZIONE NAZIONALE

Dettagli

Perché andare a votare? Quando? Con quali regole? Qual è la posta in gioco?

Perché andare a votare? Quando? Con quali regole? Qual è la posta in gioco? Perché andare a votare? Quando? Con quali regole? Qual è la posta in gioco? Le elezioni per il prossimo Parlamento europeo sono state fissate per il 22-25 maggio 2014. Fra pochi mesi quindi i popoli europei

Dettagli

DICHIARAZIONE RELATIVA AI PRINCIPI DI DIRITTO

DICHIARAZIONE RELATIVA AI PRINCIPI DI DIRITTO DICHIARAZIONE RELATIVA AI PRINCIPI DI DIRITTO INTERNAZIONALE, CONCERNENTI LE RELAZIONI AMICHEVOLI E LA COOPERAZIONE FRA GLI STATI, IN CONFORMITÀ CON LA CARTA DELLE NAZIONI UNITE Risoluzione dell Assemblea

Dettagli

CONVENZIONE DELL'ORGANIZZAZIONE DELL'UNITÀ AFRICANA (OUA) CHE REGOLA GLI ASPETTI SPECIFICI DEI PROBLEMI DEI RIFUGIATI IN AFRICA

CONVENZIONE DELL'ORGANIZZAZIONE DELL'UNITÀ AFRICANA (OUA) CHE REGOLA GLI ASPETTI SPECIFICI DEI PROBLEMI DEI RIFUGIATI IN AFRICA CONVENZIONE DELL'ORGANIZZAZIONE DELL'UNITÀ AFRICANA (OUA) CHE REGOLA GLI ASPETTI SPECIFICI DEI PROBLEMI DEI RIFUGIATI IN AFRICA Adottata dalla Conferenza dei Capi di Stato e di Governo dell'oua riuniti

Dettagli

La cittadinanza in Europa. Deborah Erminio

La cittadinanza in Europa. Deborah Erminio La cittadinanza in Europa Deborah Erminio Dicembre 2012 La normativa per l acquisizione della cittadinanza nei diversi Paesi dell Unione europea varia considerevolmente da paese a paese e richiama diversi

Dettagli

Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale?

Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale? Growing Unequal? : Income Distribution and Poverty in OECD Countries Summary in Italian Distribuzione dei redditi e povertà nei Paesi OCSE: una crescita diseguale? Riassunto in italiano La disuguaglianza

Dettagli

BIGLIETTI PREMIO CON SKYTEAM

BIGLIETTI PREMIO CON SKYTEAM BIGLIETTI PREMIO CON SKYTEAM SkyTeam Awards è uno dei maggiori vantaggi che ti offre l Alleanza SkyTeam: un solo Biglietto Premio per tante destinazioni nel mondo, anche quando l itinerario che scegli

Dettagli

L UNIONE EUROPEA. L Unione europea, invece, è una grande famiglia di 27 Stati 1 europei con più di 450 milioni di abitanti

L UNIONE EUROPEA. L Unione europea, invece, è una grande famiglia di 27 Stati 1 europei con più di 450 milioni di abitanti L UNIONE EUROPEA Prima di iniziare è importante capire la differenza tra Europa e Unione europea. L Europa è uno dei cinque continenti, insieme all Africa, all America, all Asia e all Oceania. Esso si

Dettagli

Lo scopo dell IFAD. Dove lavoriamo 1. Come lavoriamo

Lo scopo dell IFAD. Dove lavoriamo 1. Come lavoriamo L IFAD in breve Lo scopo dell IFAD La finalità del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) è mettere le popolazioni rurali povere in condizione di raggiungere una maggiore sicurezza alimentare,

Dettagli

L evoluzione delle relazioni tra Europa e Africa

L evoluzione delle relazioni tra Europa e Africa Europa e Africa Focus Intervista a Giovanni Bersani L evoluzione delle relazioni tra Europa e Africa a cura di Matteo Montanari Europarlamentare per quasi trent anni (1960-1989), lei ha ricoperto anche

Dettagli

EUROBAROMETRO 63.4 OPINIONE PUBBLICA NELL UNIONE EUROPEA PRIMAVERA 2005 RAPPORTO NAZIONALE

EUROBAROMETRO 63.4 OPINIONE PUBBLICA NELL UNIONE EUROPEA PRIMAVERA 2005 RAPPORTO NAZIONALE Standard Eurobarometer European Commission EUROBAROMETRO 63.4 OPINIONE PUBBLICA NELL UNIONE EUROPEA PRIMAVERA 2005 Standard Eurobarometer 63.4 / Spring 2005 TNS Opinion & Social RAPPORTO NAZIONALE ITALIA

Dettagli

Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo e la dignità dell essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina

Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo e la dignità dell essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina Traduzione 1 Convenzione per la protezione dei diritti dell uomo e la dignità dell essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina (Convenzione sui diritti dell uomo e la biomedicina)

Dettagli

LA SPESA DELLO STATO DALL UNITÀ D ITALIA

LA SPESA DELLO STATO DALL UNITÀ D ITALIA MINISTERO DELL ECONOMIA E DELLE FINANZE DIPARTIMENTO DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO Servizio Studi Dipartimentale LA SPESA DELLO STATO DALL UNITÀ D ITALIA Anni 1862-2009 Gennaio 2011 INDICE PREMESSA...

Dettagli

Salentini nel mondo. Le statistiche ufficiali. Provincia di Lecce

Salentini nel mondo. Le statistiche ufficiali. Provincia di Lecce Salentini nel mondo Le statistiche ufficiali Provincia di Lecce 1 I SALENTINI NEL MONDO, OGGI 150 ANNI DI PARTENZE DAL SALENTO I TRASFERIMENTI ALL ESTERO NEL TERZO MILLENNIO 2 I SALENTINI NEL MONDO, OGGI

Dettagli

La geopolitica della crisi. Passate esperienze e attuali scenari

La geopolitica della crisi. Passate esperienze e attuali scenari La geopolitica della crisi. Passate esperienze e attuali scenari Appunti del seminario tenuto presso l'università di Trieste - Scienze Internazionali e Diplomatiche di Gorizia - insegnamento di Geografia

Dettagli

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo

I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo I cambiamenti di cui abbiamo bisogno per il futuro che vogliamo Le raccomandazioni della CIDSE per la Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile (Rio, 20-22 giugno 2012) Introduzione Il

Dettagli

NEL 1600. Ma la prima metà del '600 fu dominata dalla guerra dei Trent'anni. combattuta dal 1618 al 1648

NEL 1600. Ma la prima metà del '600 fu dominata dalla guerra dei Trent'anni. combattuta dal 1618 al 1648 NEL 1600 1. c'erano Stati che avevano perso importanza = SPAGNA ITALIA- GERMANIA 2. altri che stavano acquisendo importanza = OLANDA INGHILTERRA FRANCIA Ma la prima metà del '600 fu dominata dalla guerra

Dettagli

Breve storia della Cooperazione allo Sviluppo in Italia

Breve storia della Cooperazione allo Sviluppo in Italia Breve storia della Cooperazione allo Sviluppo in Italia L Italia entra nel settore della cooperazione allo sviluppo fondamentalmente per due fattori: le pressioni internazionali e i legami coloniali. L

Dettagli

DICHIARAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO SUI PRINCIPI E I DIRITTI FONDAMENTALI NEL LAVORO E SUOI SEGUITI

DICHIARAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO SUI PRINCIPI E I DIRITTI FONDAMENTALI NEL LAVORO E SUOI SEGUITI DICHIARAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO SUI PRINCIPI E I DIRITTI FONDAMENTALI NEL LAVORO E SUOI SEGUITI adottata dalla Conferenza internazionale del Lavoro nella sua Ottantaseiesima

Dettagli

10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA

10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA 10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA 10 VERITÀ SULLA COMPETITIVITÀ ITALIANA L Italia è in crisi, una crisi profonda nonostante i timidi segnali di ripresa del Pil. Ma non è un paese senza futuro. Dobbiamo

Dettagli

IL 7 PQ in breve Come partecipare al Settimo programma quadro per la ricerca

IL 7 PQ in breve Come partecipare al Settimo programma quadro per la ricerca Ricerca comunitaria idee cooperazione persone euratom capacità IL 7 PQ in breve Come partecipare al Settimo programma quadro per la ricerca Guida tascabile per i nuovi partecipanti Europe Direct è un servizio

Dettagli

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. Preambolo

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI. Preambolo Il 10 dicembre 1948, l'assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è stampato nelle pagine seguenti. Dopo questa solenne

Dettagli

CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE

CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE BROCHURE INFORMATIVA 2013-2015 L Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) è un organizzazione inter-governativa e multi-disciplinare

Dettagli

LE TRE DIMENSIONI DELLA RIVOLUZIONE DEMOGRAFICA. Dimensione

LE TRE DIMENSIONI DELLA RIVOLUZIONE DEMOGRAFICA. Dimensione L economia della demografia: quota sette miliardi Siamo in piena rivoluzione demografica: se ora siamo 7 miliardi, nel 2050 avremo probabilmente superato i 9 miliardi. Si sposta così il centro di gravità

Dettagli

Il ruolo delle università nell Europa della conoscenza

Il ruolo delle università nell Europa della conoscenza COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE Il ruolo delle università nell Europa della conoscenza Presentazione Con questa comunicazione (Bruxelles 05.02.2003 COM(203) 58 def.) la Commissione si propone di dare

Dettagli

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni

Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Ferrara, giovedì 27 Settembre 2012 Sistema innovativo agricolo italiano e nuova Pac: alcune riflessioni Giacomo Zanni (Dipartimento di Ingegneria ENDIF, Università di Ferrara) giacomo.zanni@unife.it SOMMARIO

Dettagli

El valor de ser padre y de ser madre -----

El valor de ser padre y de ser madre ----- El valor de ser padre y de ser madre ----- San Luis, 27 de Octubre 2012 Vengo da un continente dove esiste una vera crisi della paternità. La figura del padre non è molto precisa, la sua autorità naturale

Dettagli

Preambolo. (La Sotto-Commissione*,)

Preambolo. (La Sotto-Commissione*,) Norme sulle Responsabilità delle Compagnie Transnazionali ed Altre Imprese Riguardo ai Diritti Umani, Doc. Nazioni Unite E/CN.4/Sub.2/2003/12/Rev. 2 (2003).* Preambolo (La Sotto-Commissione*,) Tenendo

Dettagli

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici

Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica. Alessandro Clerici Risorse energetiche, consumi globali e l ambiente: la produzione di energia elettrica Alessandro Clerici Presidente FAST e Presidente Onorario WEC Italia Premessa La popolazione mondiale è ora di 6,7 miliardi

Dettagli

Humana comoedia. Una riflessione sulla condizione umana oggi

Humana comoedia. Una riflessione sulla condizione umana oggi Humana comoedia Una riflessione sulla condizione umana oggi Biagio Pittaro HUMANA COMOEDIA Una riflessione sulla condizione umana oggi saggio www.booksprintedizioni.it Copyright 2013 Biagio Pittaro Tutti

Dettagli

Oltre 2.800 Addetti Più di 1.100 Partner Oltre 100.000 Clienti

Oltre 2.800 Addetti Più di 1.100 Partner Oltre 100.000 Clienti Oltre 2.800 Addetti Più di 1.100 Partner Oltre 100.000 Clienti QUELLI CHE CONDIVIDONO INNOVAZIONE QUALITÀ ECCELLENZA LAVORO PASSIONE SUCCESSO SODDISFAZIONE ESPERIENZA COMPETENZA LEADERSHIP BUSINESS IL

Dettagli

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo

J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO. Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo J. Delors NELL EDUCAZIONE UN TESORO Rapporto all UNESCO della Commissione Internazionale sull Educazione per il XXI secolo L utopia dell educazione L educazione è un mezzo prezioso e indispensabile che

Dettagli

Il regime fiscale degli interessi sui Titoli di Stato

Il regime fiscale degli interessi sui Titoli di Stato Il regime fiscale degli interessi sui Titoli di Stato Fonti normative Il principale testo normativo che disciplina il regime fiscale degli interessi sui Titoli di Stato è il decreto legislativo 1 aprile

Dettagli

Cooperazione internazionale. e sviluppo. La lotta alla povertà in un mondo che cambia LE POLITICHE DELL UNIONE EUROPEA

Cooperazione internazionale. e sviluppo. La lotta alla povertà in un mondo che cambia LE POLITICHE DELL UNIONE EUROPEA LE POLITICHE DELL UNIONE EUROPEA Cooperazione internazionale La lotta alla povertà in un mondo che cambia e sviluppo Sappiamo tutti che con le risorse tecnologiche, finanziarie e materiali in nostro possesso

Dettagli

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO DEL 1948

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO DEL 1948 DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL'UOMO DEL 1948 PREAMBOLO Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana, e dei loro diritti, uguali ed inalienabili,

Dettagli

Bambini e adolescenti ai margini

Bambini e adolescenti ai margini UNICEF Centro di Ricerca Innocenti Report Card 9 Bambini e adolescenti ai margini Un quadro comparativo sulla disuguaglianza nel benessere dei bambini nei paesi ricchi uniti per i bambini La Innocenti

Dettagli

I dati pubblicati possono essere riprodotti purché ne venga citata la fonte

I dati pubblicati possono essere riprodotti purché ne venga citata la fonte IMPORT & EXPORT DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA 1 semestre 2013 A cura di: Vania Corazza Ufficio Statistica e Studi Piazza Mercanzia, 4 40125 - Bologna Tel. 051/6093421 Fax 051/6093467 E-mail: statistica@bo.camcom.it

Dettagli

AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO

AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO LA NOSTRA VISIONE COMUNE Noi, governi locali europei, sostenitori della Campagna delle Città Europee Sostenibili, riuniti alla conferenza di Aalborg+10, confermiamo la nostra

Dettagli

10 PROPOSTE IN FAVORE DELL EDUCAZIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN EUROPA

10 PROPOSTE IN FAVORE DELL EDUCAZIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN EUROPA 1 10 PROPOSTE IN FAVORE DELL EDUCAZIONE AMBIENTALE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN EUROPA MEMORANDUM SULL EASS L' Educazione all Ambientale e allo Sviluppo Sostenibile, una necessità! L'Educazione Ambientale

Dettagli

Ripartire dai poveri: l ottavo rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia

Ripartire dai poveri: l ottavo rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia Ripartire dai poveri: l ottavo rapporto su povertà ed esclusione sociale in Italia Tiziano Vecchiato Da dove partire Ripartire dai poveri (2008) è la risposta all interrogativo «Rassegnarsi alla povertà?».

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 7 maggio 2015 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2015-2017 Nel 2015 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,7% in termini reali, cui seguirà una crescita dell

Dettagli

L agricoltura nell Europa industrializzata

L agricoltura nell Europa industrializzata L agricoltura nell Europa industrializzata L agricoltura delle società industrializzate europee si differenzia da quella dell età moderna per gli attrezzi, le fonti di energia, i macchinari utilizzati

Dettagli

Fin dove andrà il clonaggio?

Fin dove andrà il clonaggio? Fin dove andrà il clonaggio? Mark Post, il padrone della sezione di fisiologia dell Università di Maastricht, nei Paesi Bassi, ha dichiarato durante una conferenza tenuta a Vancouver, in Canada, che aveva

Dettagli

Finanziarizzazione delle risorse naturali.

Finanziarizzazione delle risorse naturali. La finanziarizzazione dell acqua. Scheda preparata da CRBM in occasione dell incontro Europeo For the construction of the European Network of Water Commons Napoli, 10-11 dicembre 2011 a cura di Antonio

Dettagli

LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri

LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri LE TASSE CHE DISTRUGGONO L ECONOMIA EUROPEA di Simone Bressan e Carlo Lottieri La ricerca promossa da ImpresaLavoro, avvalsasi della collaborazione di ricercatori e studiosi di dieci diversi Paesi europei,

Dettagli

La bolla finanziaria del cibo Emanuela Citterio: Non demonizziamo i mercati finanziari, chiediamo solo una regolamentazione

La bolla finanziaria del cibo Emanuela Citterio: Non demonizziamo i mercati finanziari, chiediamo solo una regolamentazione Economia > News > Italia - mercoledì 16 aprile 2014, 12:00 www.lindro.it Sulla fame non si spreca La bolla finanziaria del cibo Emanuela Citterio: Non demonizziamo i mercati finanziari, chiediamo solo

Dettagli

Per una ricerca rapida nel database, copiare il titolo della tabella e incollarlo nella sezione "titolo" della form di ricerca

Per una ricerca rapida nel database, copiare il titolo della tabella e incollarlo nella sezione titolo della form di ricerca Per una ricerca rapida nel database, copiare il titolo della tabella e incollarlo nella sezione "titolo" della form di ricerca CATEGORIA TITOLO AREA GEOGRAFICA Vigneto/produzione/consumi Superfici vitate

Dettagli

D. Da quali paesi ed in che modo la normativa ISPM15 viene già applicata?

D. Da quali paesi ed in che modo la normativa ISPM15 viene già applicata? CON-TRA S.p.a. Tel. +39 089 253-110 Sede operativa Fax +39 089 253-575 Piazza Umberto I, 1 E-mail: contra@contra.it 84121 Salerno Italia Internet: www.contra.it D. Che cosa è la ISPM15? R. Le International

Dettagli

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020)

Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Energia in Italia: problemi e prospettive (1990-2020) Enzo De Sanctis Società Italiana di Fisica - Bologna Con questo titolo, all inizio del 2008, la Società Italiana di Fisica (SIF) ha pubblicato un libro

Dettagli

Rassegna OCSE Sviluppo sostenibile: Interazione tra Economia, Società, Ambiente

Rassegna OCSE Sviluppo sostenibile: Interazione tra Economia, Società, Ambiente OECD Insights Sustainable Development: Linking Economy, Society, environment Summary in Italian Rassegna OCSE Sviluppo sostenibile: Interazione tra Economia, Società, Ambiente Sintesi in italiano L espressione

Dettagli

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016

LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 5 maggio 2014 LE PROSPETTIVE PER L ECONOMIA ITALIANA NEL 2014-2016 Nel 2014 si prevede un aumento del prodotto interno lordo (Pil) italiano pari allo 0,6% in termini reali, seguito da una crescita dell

Dettagli

Le competenze linguistiche e matematiche degli adulti italiani sono tra le più basse nei paesi OCSE

Le competenze linguistiche e matematiche degli adulti italiani sono tra le più basse nei paesi OCSE ITALIA Problematiche chiave Le competenze linguistiche e matematiche degli adulti italiani sono tra le più basse nei paesi OCSE La performance degli italiani varia secondo le caratteristiche socio-demografiche

Dettagli

Q1 2014. Previsioni. Manpower sull Occupazione Italia. Indagine Manpower

Q1 2014. Previsioni. Manpower sull Occupazione Italia. Indagine Manpower Previsioni Q1 14 Manpower sull Occupazione Italia Indagine Manpower Previsioni Manpower sull Occupazione Italia Indice Q1/14 Previsioni Manpower sull Occupazione in Italia 1 Confronto tra aree geografiche

Dettagli

Sistematica di Ratisbona Classi principali per ARTE (LH LO)

Sistematica di Ratisbona Classi principali per ARTE (LH LO) Sistematica di Ratisbona Classi principali per ARTE (LH LO) La presente raccolta comprende solo le voci principali della classificazione di Ratisbona relativa all arte (LH LO) INDICE LD 3000 - LD 8000

Dettagli

Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale

Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale Preambolo La Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale è il documento che definisce i valori e i princìpi condivisi da tutte le organizzazioni

Dettagli

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute

La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute La Carta di Ottawa per la Promozione della Salute The Ottawa Charter for Health Promotion 1 Conferenza Internazionale sulla promozione della salute 17-21 novembre 1986 Ottawa, Ontario, Canada La 1 Conferenza

Dettagli

Ignazio Musu, Università Ca Foscari di Venezia. Mercati finanziari e governo della globalizzazione.

Ignazio Musu, Università Ca Foscari di Venezia. Mercati finanziari e governo della globalizzazione. 1 Ignazio Musu, Università Ca Foscari di Venezia. Mercati finanziari e governo della globalizzazione. Il ruolo della finanza nell economia. La finanza svolge un ruolo essenziale nell economia. Questo ruolo

Dettagli

La Corte di giustizia precisa le condizioni alle quali a un disertore proveniente da uno Stato terzo può essere concesso asilo nell Unione europea

La Corte di giustizia precisa le condizioni alle quali a un disertore proveniente da uno Stato terzo può essere concesso asilo nell Unione europea Corte di giustizia dell Unione europea COMUNICATO STAMPA n. 20/15 Lussemburgo, 26 febbraio 2015 Stampa e Informazione Sentenza nella causa C-472/13 Andre Lawrence Shepherd / Bundesrepublik Deutschland

Dettagli

La Carta dei diritti fondamentali : un testo essenziale per i diritti sociali e sindacali

La Carta dei diritti fondamentali : un testo essenziale per i diritti sociali e sindacali La Carta dei diritti fondamentali : un testo essenziale per i diritti sociali e sindacali I. Introduzione : una Carta essenziale per tutti i lavoratori europei II. Contesto storico : come è stata elaborata

Dettagli

REGOLAMENTI E PATTI TRUFFA. COSÌ È NATO L EURO TEDESCO

REGOLAMENTI E PATTI TRUFFA. COSÌ È NATO L EURO TEDESCO 943 REGOLAMENTI E PATTI TRUFFA. R. Brunetta per Il Giornale 5 luglio 2015 a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente 2 Di imbrogli,

Dettagli

Liceo Don Lorenzo Milani Romano di Lombardia

Liceo Don Lorenzo Milani Romano di Lombardia Lo Stato Cos è lo Stato Definizione ed elementi Organizzazione politica Lo Stato è un ente, un organizzazione che si forma quando un popolo che vive entro un territorio determinato, si sottopone all autorità

Dettagli

LO STATO E GLI ALTRI ORDINAMENTI. L ORDINAMENTO INTERNAZIONALE

LO STATO E GLI ALTRI ORDINAMENTI. L ORDINAMENTO INTERNAZIONALE LO STATO E GLI ALTRI ORDINAMENTI. L ORDINAMENTO INTERNAZIONALE L ordinamento giuridico internazionale Diritto internazionale generale e diritto internazionale particolare L adattamento del diritto interno

Dettagli

(adottata dal Comitato dei Ministri l 11 maggio 2010 alla sua 120 Sessione)

(adottata dal Comitato dei Ministri l 11 maggio 2010 alla sua 120 Sessione) Raccomandazione CM/Rec(2010)7 del Comitato dei Ministri agli stati membri sulla Carta del Consiglio d Europa sull educazione per la cittadinanza democratica e l educazione ai diritti umani * (adottata

Dettagli

SCENARI ENERGETICI AL 2040 SINTESI

SCENARI ENERGETICI AL 2040 SINTESI SCENARI ENERGETICI AL 24 SINTESI Leggi la versione integrale degli Scenari Energetici o scaricane una copia: exxonmobil.com/energyoutlook Scenari Energetici al 24 Gli Scenari Energetici offrono una visione

Dettagli

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO

AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO 1 AUDIZIONE DEL MINISTRO FEDERICA GUIDI AL PARLAMENTO EUROPEO (Commissione ITRE) Bruxelles 2 Settembre 2014 INTERVENTO DEL MINISTRO Caro Presidente Buzek, Vice Presidenti, colleghi italiani ed europei,

Dettagli

GUIDA ALLA RELAZIONE CON I FORNITORI

GUIDA ALLA RELAZIONE CON I FORNITORI GUIDA ALLA RELAZIONE CON I FORNITORI Indice 1 Introduzione 2 2 Come ERA collabora con i fornitori 3 Se siete il fornitore attualmente utilizzato dal cliente Se siete dei fornitori potenziali Se vi aggiudicate

Dettagli

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia Nel corso degli ultimi trent anni il sistema previdenziale italiano è stato interessato da riforme strutturali finalizzate: al progressivo controllo della spesa pubblica per pensioni, che stava assumendo

Dettagli

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DELL'UNESCO SULLA DIVERSITA' CULTURALE

DICHIARAZIONE UNIVERSALE DELL'UNESCO SULLA DIVERSITA' CULTURALE DICHIARAZIONE UNIVERSALE DELL'UNESCO SULLA DIVERSITA' CULTURALE Adottata all'unanimità a Parigi durante la 31esima sessione della Conferenza Generale dell'unesco, Parigi, 2 novembre 2001 La Conferenza

Dettagli

a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente 22 aprile 2015

a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente 22 aprile 2015 a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Forza Italia - Il Popolo della Libertà - Berlusconi Presidente 917 RISOLUZIONE GRUPPO FORZA ITALIA Risoluzione presentata dal Gruppo Forza Italia

Dettagli

La struttura industriale dell industria farmaceutica italiana

La struttura industriale dell industria farmaceutica italiana Convegno Associazione Italiana di Economia Sanitaria La struttura industriale dell industria farmaceutica italiana Giampaolo Vitali Ceris-CNR, Moncalieri Torino, 30 Settembre 2010 1 Agenda Caratteristiche

Dettagli

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO PRINCIPI FONDANTI 1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per

Dettagli

Autonomia e parità in altri paesi: alcuni esempi

Autonomia e parità in altri paesi: alcuni esempi Autonomia e parità in altri paesi: alcuni esempi 1 FRANCIA Le Scuole sous contrat d association In Francia il sistema è centralistico con un Ministero forte che regola ogni aspetto. Ci sono tre tipologie

Dettagli

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile

Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Cultura, creatività e sviluppo sostenibile Forse sarebbe necessario che iniziassi correggendo il titolo di questa mia breve introduzione: non cultura, creatività e sviluppo sostenibile, ma cultura globalizzata,

Dettagli

Capitolo 12- L aiuto allo sviluppo e la cooperazione al tempo della globalizzazione - Marco Missaglia

Capitolo 12- L aiuto allo sviluppo e la cooperazione al tempo della globalizzazione - Marco Missaglia Capitolo 12- L aiuto allo sviluppo e la cooperazione al tempo della globalizzazione - Marco Missaglia Introduzione In questa breve lezione cercherò di offrire delle risposte plausibili ad alcune domande

Dettagli

RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO 2014

RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO 2014 Nucleo di Valutazione RELAZIONE DEL NUCLEO DI VALUTAZIONE AL CONTO CONSUNTIVO 2014 (ex art. 5, comma 21 della Legge 24 dicembre 1993 n. 537) - GIUGNO 2015 - DOC 07/15 Sommario: 1. Obiettivi e struttura

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

Luigino Bruni Milano-Bicocca e Sophia (Firenze) Per crescere un bambino ci vuole l intero villaggio.

Luigino Bruni Milano-Bicocca e Sophia (Firenze) Per crescere un bambino ci vuole l intero villaggio. Luigino Bruni Milano-Bicocca e Sophia (Firenze) Per crescere un bambino ci vuole l intero villaggio. Per crescere un bambino ci vuole l intero villaggio, recita un noto proverbio africano. Perché la famiglia

Dettagli

IMPORT-EXPORT PAESI BASSI

IMPORT-EXPORT PAESI BASSI QUADRO MACROECONOMICO IMPORT-EXPORT PAESI BASSI Il positivo quadro macroeconomico dei Paesi Bassi é confermato dagli indicatori economici pubblicati per il 2007. Di fatto l economia dei Paesi Bassi sta

Dettagli

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE)

71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) 71 MICROCREDITO E GARANZIA PER I GIOVANI: UN BINOMIO POSSIBILE (SE SI VUOLE) di TIZIANA LANG * Finalmente è partita: dal 1 maggio i giovani italiani possono iscriversi on line al programma della Garanzia

Dettagli

Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'ambiente umano (STOCCOLMA 1972)

Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'ambiente umano (STOCCOLMA 1972) Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'ambiente umano (STOCCOLMA 1972) Dichiarazione delle Nazioni Unite alla Conferenza su L'Ambiente Umano tenutasi a Stoccolma da 5 a 16 giugno 1972, che ha considerato

Dettagli

DICHIARAZIONE RIGUARDANTE GLI SCOPI E GLI OBBIETTIVI DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO

DICHIARAZIONE RIGUARDANTE GLI SCOPI E GLI OBBIETTIVI DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO DICHIARAZIONE RIGUARDANTE GLI SCOPI E GLI OBBIETTIVI DELL ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO adottata dalla Conferenza internazionale del Lavoro nella sua Ventiseiesima Sessione Filadelfia, 10 maggio

Dettagli

Supervisori che imparano dagli studenti

Supervisori che imparano dagli studenti Supervisori che imparano dagli studenti di Angela Rosignoli Questa relazione tratta il tema della supervisione, la supervisione offerta dagli assistenti sociali agli studenti che frequentano i corsi di

Dettagli

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF)

Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) Il quadro europeo delle qualifiche (EQF) di A. Sveva Balduini ISFOL Agenzia Nazionale LLP Nell aprile del 2008, al termine di un lungo lavoro preparatorio e dopo un ampio processo di consultazione che

Dettagli

Per un Expo che getti un seme contro la fame nel mondo

Per un Expo che getti un seme contro la fame nel mondo Per un Expo che getti un seme contro la fame nel mondo Il primo maggio 2015 si inaugura a Milano l EXPO, un contenitore di tematiche grandi come l universo: "Nutrire il pianeta. Energia per la vita. Una

Dettagli

Corte Europea dei Diritti dell Uomo. Domande e Risposte

Corte Europea dei Diritti dell Uomo. Domande e Risposte Corte Europea dei Diritti dell Uomo Domande e Risposte Domande e Risposte COS È LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL UOMO? Queste domande e le relative risposte sono state preparate dalla cancelleria e non

Dettagli

LE RISERVE AUREE DELLA BANCA D ITALIA

LE RISERVE AUREE DELLA BANCA D ITALIA LE RISERVE AUREE DELLA BANCA D ITALIA Perché la Banca d Italia detiene le riserve ufficiali del Paese? La proprietà delle riserve ufficiali è assegnata per legge alla Banca d Italia. La Banca d Italia

Dettagli