Tutela PENSIONE COMPLEMENTARE: COME FUNZIONA? Anno 64 n Lunedì 27 dicembre 2012 INAS CISL - NUMERO VERDE

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1 quotidiano della Cisl IISN Sped. in abb. postale 45% Roma - art. 2 comma 20 b legge 662/96 Anno 64 n Lunedì 27 dicembre 2012 Tutela INAS CISL - NUMERO VERDE PENSIONE COMPLEMENTARE: COME FUNZIONA?

2 PENSIONE COMP COME FUN Dal 1995 la modalità di calcolo delle pensioni è passata dal sistema retributivo (pensione calcolata sulla retribuzione degli ultimi 5 e/o 10 anni) al sistema contributivo (pensione calcolata sul totale dei contributi versati in tutta la vita lavorativa). Ciò produrrà, in futuro, una notevole contrazione dell importo delle pensioni. Ad esempio, tra circa 20 anni, considerato il sistema di calcolo basato su coefficienti legati all età, si prevede che il tasso di sostituzione (cioè il rapporto tra pensione ed ultima retribuzione) non raggiungerà neppure la metà dello stipendio. Il sistema di calcolo contributivo era applicato, fino al 2011, soltanto ai soggetti che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre 1995 e anche - per la contribuzione versata dopo tale data - a coloro che, fino a quel giorno, non avevano ancora maturato un anzianità contributiva pari ad almeno 18 anni di contributi versati. Dal 2012, tutti i lavoratori, anche quelli a cui era riservato il sistema di calcolo retributivo, avranno la quota di pensione calcolata con il sistema contributivo. Di fatto, quindi, dal 2012 questi lavoratori rientreranno in un sistema di calcolo cosiddetto misto. Si è determinata, quindi, la necessità di ricorrere ad una forma di previdenza aggiuntiva, per cercare di compensare la diminuzione dell importo della pensione obbligatoria e mantenere circa lo stesso tasso di sostituzione: così è nata la previdenza complementare. Il lavoratore ha, quindi, la possibilità di costruirsi anche un altra pensione, chiamata complementare, che in futuro integrerà quella obbligatoria. QUALI SONO GLI STRUMENTI DI PREVIDENZA COMPLEMENTARE? La previdenza complementare, fondata su un 2 INAS CISL - numero verde

3 PLEMENTARE: NZIONA? sistema a capitalizzazione individuale, viene attuata tramite: forme pensionistiche ad adesione collettiva (fondi pensione chiusi negoziali o fondi aperti ad adesione collettiva), promosse e/o istituite tramite la contrattazione sindacale collettiva; forme pensionistiche ad adesione individuale (fondi aperti o contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziale, cosiddetti Pip - Piani individuali pensionistici). COSA SONO I FONDI NEGOZIALI (O CHIUSI )? Sono associazioni riconosciute di diritto privato, nate dalla contrattazione collettiva, i cui associati sono le imprese ed i lavoratori. Possono essere nazionali o regionali, di categoria, intercategoriali o aziendali. Non hanno fini di lucro ma hanno, come unico obiettivo, quello di garantire ai lavoratori iscritti una pensione complementare (sotto forma di rendita) che si affiancherà alla pensione obbligatoria. COME SI ALIMENTA IL FONDO PENSIONE NEGOZIALE? La contribuzione al fondo pensione è stabilita nel contratto di lavoro ed è calcolata, in percentuale, sulla retribuzione annua lorda utile per il calcolo del Tfr. Si compone di 3 elementi: contributo del lavoratore, nelle misure minime previste dai contratti collettivi nazionali ed eventuale contributo volontario aggiuntivo; contributo del datore di lavoro; trattamento di fine rapporto di lavoro (Tfr) maturando. INAS CISL - numero verde

4 Il Tfr che viene trasferito al fondo pensione è quello che si matura nel periodo successivo all adesione del lavoratore, mentre quello già maturato continua a restare in azienda e viene rivalutato secondo le attuali modalità. COSA DEVE FARE IL LAVORATORE APPENA ASSUNTO? Il lavoratore dipendente del settore privato appena assunto deve decidere, compilando un apposito modulo, se destinare il Tfr ad un fondo pensione, oppure se lasciarlo in azienda. La scelta di mantenere il Tfr in azienda è sempre rivedibile. Se, entro 6 mesi dalla data di assunzione, non si è espressa alcuna volontà, scatta il meccanismo del silenzio-assenso ed il datore di lavoro verserà il Tfr al fondo di previdenza complementare individuato dal contratto di lavoro (se il contratto ha previsto più fondi, il Tfr viene trasferito a quello con il maggior numero di aderenti). Qualora il contratto non individui alcun fondo, il Tfr sarà trasferito all apposito fondo di previdenza complementare istituito presso l Inps (Fondinps). In caso di silenzioassenso, il datore di lavoro verserà solo la quota del Tfr, a meno che il lavoratore non decida di versare anche il suo contributo. QUALI SONO LE PRESTAZIONI EROGATE DAI FONDI? La prestazione tipica dei fondi pensione è la rendita. Dal 1º gennaio 2007, per i lavoratori dipendenti del settore privato, i fondi pensione liquidano un unica prestazione pensionistica al raggiungimento di almeno 5 anni di partecipazione al fondo ed al compimento dell età anagrafica e/o della maturazione del numero di contributi stabiliti per la pensione obbligatoria. La prestazione può essere erogata in forma capitale, nel limite del 50% dell importo accumulato presso il fondo; è possibile, comunque, ottenere la liquidazione interamente in forma di capitale (cioè il 100%) se l importo della rendita (risultante dalla conversione di almeno il 70% della somma accumulata presso il fondo pensione) è inferiore al 50% dell importo dell assegno sociale. In caso di morte del titolare della prestazione pensionistica, gli statuti dei fondi possono prevedere la restituzione del capitale residuo o, in alternativa, l erogazione di una rendita calcolata in base al capitale residuale, nei confronti dei beneficiari indicati dal pensionato stesso. A QUANTO AMMONTERÀ LA MIA RENDITA? Il sistema tecnico-finanziario di gestione dei fondi pensione è quello a capitalizzazione; pertanto, l importo delle prestazioni erogate sotto forma di rendita viene determinato sulla base dei seguenti elementi: il patrimonio individuale accumulato nel corso degli anni, composto dal Tfr, dal contributo del lavoratore e dell azienda nonché dal rendimento finanziario del fondo; i parametri attuariali, legati all età del lavoratore ed alla sua speranza di vita. L importo della prestazione, da convertire in rendita vitalizia, è rappresentato dall ammontare del patrimonio accumulato nel fondo pensione. Nella costruzione del montante individuale, il numero degli anni di adesione al fondo incide notevolmente. Il rendimento varia, inoltre, anche in base alla linea di investimento scelta all interno del fondo pensione: in genere, un lavoratore giovane potrebbe essere interessato ad un comparto caratterizzato da un profilo rischio/rendimento più elevato, in virtù del più lungo periodo di permanenza nel fondo stesso, rispetto a un lavoratore più anziano. POSSO OTTENERE ANTICIPI DAL FONDO? In caso di necessità, si possono ottenere anticipi di somme (come avviene già per il Tfr accantonato in azienda). Dal 1º gennaio 2007, il lavoratore che aderisce alla previdenza complementare può richiedere un anticipazione del capitale individuale maturato: in qualsiasi momento e per un importo non superiore al 75%, per spese sanitarie a seguito di gravissime situazioni relative a sé, al coniuge 4 INAS CISL - numero verde

5 e ai figli per terapie e interventi straordinari riconosciuti dalle strutture pubbliche; dopo 8 anni di iscrizione e per un importo non superiore al 75%, per l acquisto della prima casa di abitazione, per sé o per i figli o per la realizzazione di interventi di ristrutturazione e riqualificazione edilizia; dopo 8 anni di iscrizione e per un importo non superiore al 30%, per ulteriori esigenze degli aderenti. Nel corso del periodo di iscrizione ad un fondo, può essere chiesta più volte un anticipazione delle somme accantonate, senza un preciso intervallo di tempo tra una richiesta e l altra, anche per lo stesso motivo fermo restando, però, il rispetto delle condizioni previste (durata dell iscrizione e percentuale massima erogabile). POSSO RITIRARE IL MONTANTE SE VADO IN CASSA INTEGRAZIONE? In caso di inoccupazione per un periodo dai 12 ai 48 mesi, oppure quando il lavoratore sia posto in cassa integrazione (sia ordinaria che straordinaria) o in mobilità, è consentito riscattare (cioè ritirare) fino al 50% di quanto maturato presso il fondo. COSA SUCCEDE IN CASO DI DECESSO DELL ISCRITTO? Se l iscritto ad un fondo muore prima di essere divenuto titolare di una prestazione pensionistica, il montante accumulato sarà versato ai soggetti appositamente designati da lavoratore defunto, e sarà attribuito agli eredi (coniuge, figli o genitori) soltanto se non esiste una diversa volontà dell iscritto. LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE PER I LAVORATORI DIPENDENTI DEL SETTORE PUBBLICO Finalmente è decollata anche la previdenza complementare per i pubblici dipendenti che, fino ad oggi, comprendeva un unico fondo pensione denominato Espero, per il personale della scuola. Dal 15 settembre 2012 è diventato operativo il fondo pensione complementare Perseo e dal 18 ottobre 2012 è attivo anche Sirio. I due fondi negoziali rappresentano un opportunità molto importante per i lavoratori del settore pubblico: sono, infatti, lo strumento ideale per potersi assicurare una rendita complementare alla pensione pubblica e sopperire alla riduzione INAS CISL - numero verde

6 del tasso di sostituzione tra rendita pensionistica e ultima retribuzione, reso ancora più basso con l introduzione dal calcolo contributivo per tutte le pensioni liquidate dal 1 gennaio La previdenza complementare per i pubblici dipendenti rimane legata ad una disciplina diversa da quella dei lavoratori privati. L applicazione delle due diverse norme ha creato delle differenze tra le regole di accesso alle prestazioni, ai riscatti e alle anticipazioni e all applicazione del regime fiscale alle prestazioni. Sono già stati attivati tavoli di lavoro per l armonizzazione dei due sistemi. Possono aderire a Perseo, in modo libero e volontario: i dipendenti del comparto Regioni, Autonomie Locali, Servizio Sanitario Nazionale assunti, anche con rapporto di lavoro flessibile, la cui durata durata sia pari o superiore ai 3 mesi continuativi; il personale delle aree dirigenziali sanitarie III (SPTA) e IV (medico veterinaria); i segretari comunali e provinciali (dopo l accordo di adesione sottoscritto a Perseo); i lavoratori dipendenti dalle organizzazioni sindacali firmatarie dell accordo istitutivo; i lavoratori dipendenti di enti ed organizzazioni regionali ed interregionali, Anci Cinsedo, Unioncamere; personale dipendente dalla case di cura private e dipendente dalle strutture ospedaliere gestite da enti religiosi; personale dei servizi esternalizzati; personale dipendente da imprese del privato e del privato sociale che erogano servizi socio-sanitari assistenziali ed educativi. Possono aderire a Sirio, in modo libero e volontario i dipendenti dei comparti ministeri, enti pubblici non economici, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Enac e Cnel, e per le relativa aree dirigenziali, assunti anche con rapporto di lavoro flessibile, la cui durata sia pari o superiore ai 3 mesi continuativi. Possono aderire, a condizione che vengano stipulati i successivi accordi per disciplinare l adesione da parte dei lavoratori interessati, i lavoratori dipendenti: di enti privatizzati o di servizi esternalizzati; dipendenti dalle organizzazioni sindacali firmatarie dell accordo istitutivo; dei comparti agenzie fiscali, università e ricerca; dell Agenzia del Demanio; del Coni servizi Spa e delle federazioni sportive nazionali. 6 INAS CISL - numero verde

7 I due fondi hanno cominciato a raccogliere le adesioni e le loro attività saranno avviate al raggiungimento: di adesioni entro maggio 2013 per Perseo; di adesioni entro ottobre 2013 per Sirio. La contribuzione è composta da una parte reale e da una parte virtuale o figurativa suddivisa come descritto sotto. Componente reale: - contributo a carico del lavoratore: minimo 1% retribuzione utile ai fini del calcolo del Tfr; - contributo a carico del datore di lavoro: minimo 1% retribuzione utile ai fini del calcolo del Tfr; - contributo incentivante per il sostegno all avvio del fondo: 1% per il primo anno, alternativamente 0,5% per il secondo anno. Componente virtuale (contabilizzata dall Inps ex gestione Inpdap) - tutto il Tfr per il personale assunto dal 1 gennaio 2001 (6,91%); - 2% del Tfr per il personale assunto entro il 31 dicembre 2000 (optanti) + 1,5% del Tfr (contributo aggiuntivo in virtù della quota di finanziamento da parte del lavoratore). Quest ultima valorizzata dall istituto sulla base del rendimento espresso da un paniere di fondi pensione negoziali tra i più rappresentativi. Le prestazioni che, in linea di massima, sono liquidate in rendita si suddividono in: pensione complementare di vecchiaia al compimento dell età pensionabile prevista nel regime obbligatorio e a condizione che l iscritto abbia maturato almeno 5 anni di iscrizione al fondo; pensione complementare di anzianità in presenza della cessazione dell attività lavorativa, al compimento di un età non inferiore a 10 anni a quella prevista per la pensione di vecchiaia dal regime obbligatorio, e a condizione che l iscritto abbia maturato almeno 5 anni di iscrizione al fondo. L iscritto al fondo potrà richiedere la rendita vitalizia o parte del capitale maturato in rendita e parte in capitale nel caso in cui quest ultima non sia superiore al 50%. Alla data di pensionamento, invece, potrà ricevere l intera prestazione sotto forma di capitale se: la rendita calcolata sul restante 50% del montante accumulato è inferiore al 50% dell importo dell assegno sociale senza alcuna penalizzazione fiscale; non siano stati maturati i requisiti minimi di permanenza nel fondo per la pensione complementare, previsti sia per il trattamento di vecchiaia che di anzianità. L aderente al fondo può ottenere l anticipazione pari al 100% del montante maturato, comprensivo delle rivalutazioni, dopo almeno 8 anni di iscrizione per: acquisto prima casa per sé o per i figli; ristrutturazione prima casa per sé o per i figli; spese sanitarie. Quando vengono meno i requisiti per i quali il lavoratore si è iscritto al fondo (ad esempio, per il cambiamento di attività lavorativa) senza aver maturato il diritto alla pensione sono previste 2 opzioni: il trasferimento presso altro fondo pensione negoziale, istituito nel nuovo settore lavorativo o presso un fondo aperto o un pip; il riscatto della posizione individuale in forma capitale senza limite anagrafico o di permanenza nel fondo. I relativi adempimenti a carico del fondo pensione devono essere effettuati entro il termine di 6 mesi dall esercizio dell opzione. Se l iscritto decede prima di accedere alle prestazioni pensionistiche la posizione individuale viene riscattata dal coniuge, dai figli o dai genitori se sono a carico dell iscritto. In mancanza di questi soggetti, e di diverse disposizioni, la posizione individuale resta acquisita presso il fondo pensione. I contributi (del lavoratore e del datore di lavoro) versati al fondo pensione sono deducibili dal reddito complessivo dell iscritto con i seguenti limiti: in percentuale - 12% del reddito complessivo; in valore assoluto circa. Sui redditi da lavoro dipendente, la deduzione compete per un importo non superiore al doppio della quota Tfr destinata al fondo. INAS CISL - numero verde

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