Dopo il voto alle elezioni regionali cosa resta del modello emiliano? A cura di Aldo Cristadoro

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1 Dopo il voto alle elezioni regionali cosa resta del modello emiliano? A cura di Aldo Cristadoro

2 Il voto in Emilia

3 Affluenza alle urne nelle ultime elezioni regionali in Emilia Romagna ,7 76,7 66, ,

4 Il voto in Emilia Romagna Regionali 2010 Politiche 2013 Europee 2014 Regionali 2014 Centro Sinistra * Centro Centro Destra Movimento 5 Stelle Altro Tot *Bonaccini ha ottenuto il 49%. 5

5 Flussi di voto: come hanno votato alle regionali gli elettori che alle Europee avevano scelto il PD Le elezioni regionali sono state caratterizzate da un contenuta volatilità elettorale. Dall analisi dei flussi con il modello di Goodman, effettuata nei principali capoluoghi, si evidenzia che il principale flusso è quello che riguarda l astensione. Semplificando possiamo dire che il successo elettorale della Lega è dovuto in buona parte alla maggiore capacità di mobilitare i propri elettori.. Per il Pd questo non è avvenuto: 4 su 10 hanno confermato il proprio voto, 2 su 10 hanno cambiato partito, mentre 4 elettori su 10 non sono andati a votare, Sin. Pd LN FI M5s Altri Asten Tot Bologna ,0 Modena ,0 Reggio ,0 Parma ,0 Fonte: Istituto Cattaneo 6

6 Il giudizio sull amministrazione : grandi regioni a confronto (% voti positivi 6-10) L Emilia Romagna ha in 5 anni, dal 2009 ad oggi, ha perso quasi 30 punti. La Regione è passata al terzo posto come livello di gradimento sorpassata da Toscana e Veneto. 76% 72% 69% 65% 65% 64% 70% 65% 68% 59% 57% Veneto Toscana Emilia 47% Lombardia Puglia Piemonte Sicilia Lazio Campania 2009 (1 sem) 2009 (2 sem) 2010 (1 sem) 2010 (2 sem) 2011 (1 sem) 2011 (2 sem) 2012 (1 sem) 2012 (2 sem) 2013 (1 sem) 2013 (2 sem) 2014 (1 sem) 2014 (2 sem) 7

7 60 50 Il gradimento dell amministrazione regionale: delta positivi negativi Fase eroica post terremoto 47 Scandalo Fiorito Scandalo spese pazze 30 Rielezione Errani L indicatore permette di evidenziare il bilanciamento fra soddisfatti e insoddisfatti. L Emilia Romagna ha visto una riduzione drastica di questo indice che in 5 anni (prevalgono i soddisfatti) passa da 57 a 0, con un perfetto equilibrio fra positivi e negativi (1 sem) 2009 (2 sem) 2010 (1 sem) 2010 (2 sem) 2011 (1 sem) 2011 (2 sem) 2012 (1 sem) 2012 (2 sem) 2013 (1 sem) 2013 (2 sem) (1 sem) Dimissioni (2 sem) 8

8 Livello di conoscenza delle elezioni primarie (base casi: totale intervistati) si; 38% no; 62% 9

9 Livello di interesse per le elezioni primarie (base casi: totale intervistati) 37% 27% 15% 18% 4% Molto interessati (8-10) Abbastanza interessati (6-7) Non sa Poco interessati (4-5) Per nulla interessati (1-3) 10

10 Il prossimo presidente della regione dovrà (base casi: totale intervistati) 30,9 56,3 12,8 Proseguire nel lavoro portato avanti da Errani Non sa Cambiare sostanzialmente contenuti e modo di governare 11

11 Il cambiamento del paradigma politico

12 1948 La misura del cambiamento: le politiche 2013 e il più alto tasso di volatilità della storia della Repubblica (indice di volatilità elettorale Fonte: CISE) ,7 39, ,0 22, , ,1 18, ,2 8,5 7,8 5,3 9,1 5,3 8,3 9,1 13,0 9,5 9,7 35,2 se calcolata su europee

13 Trend gradimento Governo ( ) % giudizi positivi su operato Governo approvazione manovra e crollo spread Vittoria PD alle Europee 63,0 ddl sicurezza e federalismo fiscale 60,9 presentazione decreto Salva Italia 60,0 decreto Fare 62,6 50,0 indulto Lodo Alfano caso Cosentino regionali vinte dal centrodestra Interventi Caso riforma mercato del stabilizzazione BCE Shalabayeva lavoro e pensioni legge stabilità legge stabilità risoluzione crisi e voto fiducia in Parlamento caso Scajola crisi e voto di fiducia crisi spagnola impennata spread e caso esodati governo Monti 45,0 crisi e scioglimento camere 40,0 Jobs act 44,0 finanziaria 33,4 ml governo Prodi crisi e scioglimento camere 33,1 governo Berlusconi rottura con Fini e nascita FLI amministrative vinte dal centrosinistra dimissioni governo Letta governo Renzi 28,4 impennata spread Base: totale casi (dati precedenti da Banca Dati Sondaggi IPSOS - rilevazioni mensili su campioni di 1000 casi)

14 nov-14 ott-14 set-14 lug-14 giu-14 mag-14 apr-14 mar-14 feb-14 gen-14 dic-13 nov-13 ott-13 set-13 ago-13 lug-13 giu-13 mag-13 dic-12 nov-12 ott-12 set-12 ago-12 lug-12 giu-12 mag-12 apr-12 mar-12 feb-12 gen-12 dic-11 nov-11 ott-11 set-11 ago-11 lug-11 giu-11 mag-11 apr-11 mar-11 feb-11 gen-11 dic-10 nov-10 ott-10 set-10 ago-10 lug-10 giu-10 mag-10 apr-10 mar-10 feb-10 gen-10 dic-09 nov-09 ott-09 set-09 ago-09 lug-09 giu-09 mag-09 apr-09 mar-09 feb-09 gen-09 dic-08 nov-08 ott-08 set-08 ago-08 lug-08 giu-08 mag-08 apr-08 mar-08 feb-08 gen-08 dic-07 nov-07 ott-07 set-07 ago-07 lug-07 giu-07 mag-07 apr-07 mar-07 feb-07 gen-07 dic-06 nov-06 ott-06 set-06 ago-06 lug-06 giu-06 Trend gradimento Presidente del Consiglio ( ) % gradimento del Presidente del Consiglio 62,1 approvazione manovra e crollo spread 65,0 decreto Fare Caso Shalabayeva 65,3 Vittoria PD alle Europee 55,1 indulto finanziaria 33,4 ml risoluzione crisi e voto fiducia in Parlamento Prodi 36,2 crisi e scioglimento camere 56,6 Lodo Alfano ddl sicurezza e federalismo fiscale aggressione a Berlusconi a Milano caso Cosentino regionali vinte dal centrodestra Berlusconi caso Scajola rottura con Fini e nascita FLI crisi e voto di fiducia amministrative vinte dal centrosinistra presentazione decreto Salva Italia riforma mercato del lavoro e pensioni Interventi stabilizzazione BCE crisi spagnola impennata spread e caso esodati 43,4 crisi e scioglimento Monti camere legge stabilità 40,2 dimissioni Letta legge stabilità Renzi 50,5 Jobs act impennata spread 23,5 Base: totale casi (dati precedenti da Banca Dati Sondaggi IPSOS - rilevazioni mensili su campioni di 1000 casi)

15 Supporto e simpatia dei principali leader politici analisi congiunta Base: totale casi (fonte: Ipsos Polimetro - rilevazioni settimanali su campioni di 1000 casi) 16

16 Supporto e simpatia dei principali leader politici analisi congiunta GENNAIO 14 Base: totale casi (fonte: Ipsos Polimetro - rilevazioni settimanali su campioni di 1000 casi) 17

17 La democrazia del Pubblico (Bernard Manin) Secolarizzazione dalla politica, minor centralità nella vita dei cittadini, indebolimento delle appartenenze Disaffezione e sfiducia nei partiti in Italia e più in generale in Europa (dati Eurobarometro) Sentimenti di antipolitica, crisi della democrazia rappresentativa e democrazia diretta Il declino dell organizzazione dei partiti compensato dal ricorso crescente ai media e alla comunicazione Ruolo del leader e identificazione dei partiti con il leader Personalizzazione e mediatizzazione caratterizzano la democrazia del pubblico: gli attori politici diventano attori mediatici, i cittadini e gli elettori diventano il «pubblico» Il marketing politico prende il posto dell ideologia 18

18 Cambiamento antropologico e domanda politica Al cambiamento nella struttura dei bisogni dei cittadini corrispondono nuove domande rivolte alla politica: Il pragmatismo sostituisce i valori Il presente prevale sul futuro Asimmetria tra la dimensione individuale e quella collettiva La parcellizzazione dei bisogni corrisponde alla frammentazione identitaria: ne consegue la difficile ricomposizione di una proposta politica che corrisponde alla difficoltà di visione sintetica e coerente dell individuo: appartenenze multiple. 19

19 Fattore tecnologico Il web ha modificato la fruizione di beni e servizi. La disintermediazione generata dal web ha profondamente mutato, negli ultimi decenni, rapporti, ruoli e regole che normavano le tradizionali società di massa. Ora è possibile scavalcare i tradizionali intermediari che presidiavano le filiere dell economia, della cultura anche della politica -> politica peer-to-peer.

20 Fattore mediatico Quando parliamo di leadership politica è fondamentale far riferimento al ruolo dei media nella sua costruzione e legittimazione. Gli effetti che intervengono nel processo di costruzione e affermazione mediatica dei leader sono molteplici: Popolarizzazione della politica Spettacolarizzazione Peoplisation

21 Popolarizzazione: dalla politica delle élite alla politica di «massa» I media (e la televisione in particolare) hanno reso la politica più semplice e accessibile, rendendola a tutti gli effetti un genere televisivo -> popolarizzazione della politica Questo ha prodotto 3 cambiamenti : 1. quelli che attengono ai modelli di comunicazione dei politici - dal comizio al soundbite 2. quelli che attengono ai contenuti della comunicazione politica - i media diventano il luogo della rappresentazione della politica 3. quelli che attengono ai destinatari della comunicazione politica - «democratizzazione della politica» - > i cittadini sono oggi più inclini a consumare politica quando questa è confezionata nei formati tipici della cultura popolare e di massa

22 Spettacolarizzazione La centralità dei mass-media in politica ha fatto sì che questa si adeguasse alla regole dell industria culturale -> La politica si fa spettacolo. In un contesto di campagna elettorale permanente vengono riformulati spazi e pubblici. Il leader parla a vari pubblici (i propri elettori e gli elettori degli avversari) ma soprattutto parla agli indecisi, fondamentali nel determinare la vittoria.

23 Peoplisation Il rapporto tra cittadini e leader non obbedisce solo a dinamiche di tipo razionale ma è attivato anche nel quadro di relazioni di carattere passionale. L aspetto emozionale rappresenta una leva importante per l acquisizione di consenso -> messa in scena della vita dei politici umanizzazione del leader Vita privata e vita pubblica costruisco il personaggio politico, perché il leader è «uno-di-noi». Il leader diventa protagonista di storie (mediali) -> narrazione e storytelling. Nella narrazione subentrano sia aspetti emotivi che aspetti simbolici che rappresentano l agenda politica del leader.

24 Gli italiani di fronte alla crisi

25 Il Pil nelle principali economie avanzate (valori concatenati al 2007) Fonte: Ocse - Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico 27

26 Numero indice % (2007 = 100) 110,0 Il Pil nelle principali regioni italiane: l Emilia Romagna come il resto del paese non ha recuperato i livelli pre-crisi 105,0 100,0 Lombardia 95,0 94,2 Emilia Romagna Italia Veneto 90,0 Piemonte Sud 85, Fonte: Istat 28

27 La crisi della domanda interna Anche in Emilia le esportazioni continuano a rappresentare l unica fonte di crescita 29

28 Negli ultimi anni si è registrata una pesante flessione anche in termini di ricchezza pro-capite Nota: Pil ai prezzi di mercato valori concatenati con anno di riferimento 2005 su media annua della popolazione residente Fonte: elaborazioni su dati e stime Istat Conti economici nazionali Ottobre 2013, Istat Conti economici territoriali Novembre 2012, Ucer Prometeia Giugno 2013, Istat Ricostruzioni Intercensuarie e , Istat Popolazione residente 2012 ed elaborazioni su Istat proiezioni demografiche La contrazione del Prodotto interno lordo e la concomitante crescita della popolazione registrata negli ultimi dieci anni hanno avuto un effetto di forte compressione sulla ricchezza procapite. In Italia dai euro pro-capite del 2007 si è passati ai del 2013 pari al livello di fine anni novanta. L Emilia- Romagna, nonostante un livello di Pil procapite decisamente più elevato della media italiana ha fortemente risentito della crisi raggiungendo nel 2013 il livello di euro, pari alla ricchezza della seconda metà degli anni

29 L Italia Il PIL procapite invecchia! La frattura territoriale (distribuzione Pil pro capite valori concatenati) Delta Piemonte Lombardia Veneto Emilia Romagna Andamento del PIL 2000/ Delta Nord-ovest Nord-est Centro Centro-Nord Mezzogiorno Italia Fonte: Istat Pil pro capite per regione (euro, valori concatenati anno di riferimento 2005) 31

30 Reddito procapite 2012 in Emilia Romagna Fonte: Mef Elaborazioni ing. Morelli 32

31 Il potere d'acquisto delle famiglie è stabilmente basso nel primo trimestre Valori trimestrali destagionalizzati in milioni di Euro Reddito lordo disponibile Potere d'acquisto Anno di riferimento per il potere di acquisto 2005 Famiglie totali * Il potere di acquisto è il reddito lordo disponibile delle famiglie in termini reali, ottenuto utilizzando il deflatore della spesa per consumi finali (valori concatenati con anno di riferimento 2005) FONTE: Istat 33

32 La crisi ha ridotto il risparmio delle famiglie, ma dalla fine del 2012 si cerca di ripristinare il capitale perduto In volumi (propensione al risparmio*reddito lordo/100) Volumi (in milioni di euro) risparmio lordo delle famiglie* MA. In % (reddito lordo - spesa per consumi)/reddito lordo*100 Valori % FONTE: Istat 34

33 La povertà e la deprivazione aumentano Povertà relativa: 990,88 mensili per due persone (2012) Deprivazione: almeno 3 su nove deprivazioni (es: arretrati pagamenti, non ferie, no pasto adeguato ogni 2 gg., ecc. ) Aumentano (2010/2012) gli individui in famiglie che non possono permettersi: spese impreviste di 800 euro (dal 33,3% al 42,9%), una settimana di ferie all anno (dal 39,8% al 50,5%), un pasto con carne o pesce ogni due giorni (dal 6,7% al 17,5%), riscaldare adeguatamente l abitazione (dal 11,2% al 22%). 22,4 24,9 11,1 12,7 Povertà relativa 2011 Povertà relativa 2012 Deprivazione 2011 Deprivazione 2012 Fonte: Istat Noi Italia 2013/214 35

34 La povertà relativa nelle diverse regioni italiane Povertà relativa: 990,88 mensili per due persone (2012) Sicilia Puglia Calabria Campania Basilicata Sardegna Molise Abruzzo Italia Umbria Valle d'aosta Marche Liguria Piemonte Toscana Lazio Friuli-Venezia Giulia Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Emilia-Romagna 0,0 5,0 10,0 15,0 20,0 25,0 30,0 35,0 8,7 8,6 8,1 7,3 6,8 6,3 6,1 6,0 6,0 5,8 5,1 12,7 11,0 16,5 20,7 20,5 29,6 28,2 27,4 25,8 24,5 Fonte: Istat Noi Italia 2013/214 36

35 L ineguale distribuzione della ricchezza Dati Banca d Italia 2012 % Famiglie % Ricchezza 46% nel milioni di famiglie versus miliardi in media 1milione 670mila 47 CETI RICCHI 9.6 milioni di famiglie versus miliardi: in media 400mila 45 CETI MEDI BENESTANTI 12 milioni di famiglie versus 683 milioni: in media 57mila 8 CETI POPOLARI 10% nel 2010 Famiglie italiane: 24 milioni Ricchezza netta (no mutui e prestiti) 2012: miliardi Abitazioni: circa miliardi Investimenti finanziari: circa miliardi oltre 42% in conti titoli banche ITA (azioni, obbligazioni) di cui 31% in depositi conti corrente banche ITA di cui il 19% in riserve tecniche di assicurazione L'Italia era un paese più egualitario negli anni '70-'80, nei '90 sono aumentati gli squilibri sociali. Negli ultimi 20 anni la situazione generale è rimasta più o meno stabile, tuttavia 2 fattori hanno modificato la piramide sociale italiana: travaso progressivo di ricchezza, dai lavoratori dipendenti agli autonomi lungo ristagno dei redditi, che ha affondato i ceti medi 37

36 Disoccupazione giovanile Un confronto fra Italia ed Europa Valori % 44,2 34,6 Italia EU EU 27 overall Italia overall 22,7 21,5 10,8 12,3 10,1 FONTE: Istat - Eurostat Andamento del tasso di disoccupazione mensile DATI DESTAGIONALIZZATI Rapporto tra persone in cerca di occupazione e il totale di persone occupate e in cerca di occupazione Campione: popolazione 15 anni e più 38

37 60,0 La disoccupazione giovanile in Emilia Romagna 50,0 50,3 Sud 40,0 30,0 32,8 33,3 31,2 Italia Nord 20,0 10,0 12,6 11,4 Emilia Romagna 0, Fonte: Istat 39

38 Riduzione dei consumi Il futuro è sempre più precario e a rischio, le famiglie devono sostenere i giovani La razionalizzazione delle spese è divenuta sistematica, sia tra le famiglie colpite dalla crisi sia tra quelle che non hanno sperimentato particolari problemi: consumare più del necessario non è più un elemento per distinguersi in meglio Ma il risparmio è spesso fatto riducendo i consumi. 40

39 La ridefinizione delle attese, delle priorità, delle relazioni Delle attese: si riducono le aspettative, segnatamente rispetto al reddito e al lavoro. Mentre prima del conclamarsi della recessione, cioè sino alla fine del 2010 all incirca, quando si riteneva che avessimo sostanzialmente superato la prima crisi finanziaria avviatasi nel 2008, si mantenevano attese alte (un lavoro che fosse fonte di gratificazione e autorealizzazione, un reddito che garantisse un tenore di vita soddisfacente), nel 2011 l asticella si abbassa. Delle priorità: se prima ci si aspettava almeno un mantenimento delle condizioni raggiunte, adesso si mette in conto un peggioramento del tenore di vita e si dà per scontato che i giovani si troveranno in una situazione sensibilmente peggiore dei propri genitori. Diventa prioritario reggere, non progredire. Delle relazioni: è sempre più difficile rendere collettiva la propria condizione di difficoltà. Sempre più complesso individuare gli intermediari che possano rappresentare i propri bisogni ed interessi. Difficoltà che si inserisce in un più generale processo di disintermediazione che colpisce innanzitutto la politica. 41

40 Le sfide di lungo periodo

41 L Italia invecchia: evoluzione della popolazione italiana fino al 2050 La popolazione residente crescerà di poco: secondo lo scenario centrale, passerà dagli attuali 60 milioni ai 62,3 nel 2037, per ridursi a 61,5 nel Cambierà in misura radicale la composizione della popolazione italiana. 43 Fonte: United Nations, Department of Economic and Social Affairs, Population Division (2011): World Population Prospects: The 2010 Revision. New York

42 I principali fenomeni demografici 1 INVECCHIAMENTO 2 IMMIGRAZIONE 3 EVOLUZIONE DEL NUCLEO FAMILIARE 44

43 La piramide dell età dell Emilia Romagna è sostanzialmente sostenuta dall immigrazione straniera 90 e Maschi Stranieri Maschi Ita Femmine straniere Femmine Ita ragazzo su 4 è di origine straniera bambino su 5 è di origine straniera Fonte: Censimento

44 L evoluzione della popolazione italiana fino al 2050 (2) La popolazione italiana sarà un cocktail. Anche se non nella stessa misura dappertutto: la quota di stranieri (escludendo quelli che hanno ottenuto la cittadinanza italiana) crescerà dal 7% attuale al 17% nel Gli stranieri saranno circa il 25% della popolazione del Nord-Ovest, meno del 3% nelle Isole. Un Paese di anziani. In base alle proiezioni dei demografi in Italia nel 2050: 1 cittadino su 3 avrà più 65 anni (oggi sono il 20%); 1 cittadino su 7 avrà oltre 80 anni (oggi sono il 5,8%). 46

45 L Italia invecchia! Tra i più vecchi nella UE Indice di vecchiaia: rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione fino a 14 anni di età, per 100

46 Indicatori demografici e loro previsione Indice di vecchiaia: rapporto tra la popolazione di 65 anni e più e la popolazione fino a 14 anni di età, per 100 FONTE:ISTAT Indice di dipendenza strutturale: rapporto tra la popolazione in età non attiva (fino a 14 anni e di 65 anni e più) e la popolazione in età attiva (tra 15 e 64 anni), per 100 valori superiori al 50 indicano una situazione di squilibrio generazionale

47 L Italia invecchia! Con alcune differenze regionali ancora significative, ma in attenuazione

48 I rischi della semplificazione Il fenomeno di una presenza numericamente consistente e territorialmente diffusa degli anziani è abbastanza recente. Le statistiche hanno per molto tempo raccolto la popolazione anziana in un unica generica classe: «60 anni e oltre» Lo stereotipo dell «anziano tipo» delineava: una persona ritirata dal lavoro, con crescenti problemi di salute, in condizioni economiche piuttosto precarie, con uno stile di consumo sobrio, con uno scarso livello di scolarizzazione, che non si era mai allontanato di molto dal luogo di origine

49 Anziani: una galassia composita La crescita numerica è servita a far emergere l'ovvia constatazione che la popolazione anziana è tutt'altro che omogenea!! Essa include sia quanti sono ancora del tutto indipendenti, attivi, in buone condizioni di salute, con redditi elevati, sia quanti iniziano ad avere qualche problema cronico di salute, oppure sono completamente dipendenti dagli altri, incapienti o incapaci di badare a loro stessi e in precarie o cattive condizioni di salute.

50 cambiano le tipologie di famiglie del Paese coppia con figli una persona sola coppia senza figli un solo genitore con figli altre tipologie FONTE: Istat un evoluzione che implica anch essa una profonda modifica nella struttura dei consumi e dei servizi erogati/fruiti 52

51 La sandwich generation Con il processo demografico in corso, la fascia d età fra anni - specie per le donne - diventa sempre più l età fulcro attorno alla quale ruota il sistema di welfare. E una generazione schiacciata fra l accudimento di figli non ancora adulti o che non riescono a uscire dal nucleo familiare e l assistenza agli anziani che restano in vita sempre più a lungo, perdendo in molti casi autosufficienza e salute. «Le generazioni non si succedono l una all altra, ma coesistono, interagiscono aiutandosi fra loro o pestandosi i piedi. La vita delle nuove generazioni dipende dal destino loro assegnato da chi oggi, proprio oggi, sta decidendo per loro.» (cit. Boeri e Galasso, Contro i giovani, 2007)

52 Segnali contraddittori in una situazione difficile

53 120 Lo strabismo: a settembre si ferma la discesa della fiducia dei consumatori Clima di fiducia destagionalizzato (Istat) MA: (giugno/settembre) Clima economico: Clima personale: base 2005=100 Si separano i propri destini da quelli del paese 55

54 La fine del 2014 segna una crescita del pessimismo Lei si aspetta che nei prossimi 6 mesi la situazione economica sua/della sua famiglia 40% 35% 37% 30% 25% 20% 30% 23% 31% 21% 15% 10% Ottimisti Pessimisti 5% 0% 2008 (1 sem) 2008 (2 sem) (1 sem)2(2 sem) (1 sem) 2010 (2 sem) 5% 2011 (1 sem) 2011 (2 sem) 2012 (1 sem) 2012 (2 sem) 2013 (1 sem) 2013 (2 sem) 2014 (1 sem) 2014 (2 sem) Fonte: banca dati Ipsos 56

55 Un italiano su tre è preoccupato per la propria situazione economica. In Emilia Romagna il dato è simile ma in crescita di 10 punti rispetto al passato. Lei si aspetta che nei prossimi 6 mesi la situazione economica sua/della sua famiglia 100% 90% 21% 21% 80% migliorerà 70% 60% 50% 40% 48% 46% resterà invariata 30% 20% 10% 31% 33% peggiorerà 0% Totale Italia Emila Romagna Fonte: banca dati Ipsos 2 semestre 57

56 Sentiment internazionale - (% molto+ abbastanza positivi) Riferendosi alla situazione economica del Paese in cui vive, come la descriverebbe? 70% 60% 50% 51% Nord America (Can/US) LATAM 40% Europa 30% 28% 31% APAC 20% Medio Oriente/Africa 10% 8% Italia 0% Apr 2007 Apr 2008 Apr 2009 Apr 2010 Apr 2011 Apr 2012 Apr 2013 Apr 2014 Aug 2014 FONTE: *Sondaggio Ipsos (base: per gli USA popolazione 18-64enne; per l Europa popolazione 16-64enne) Base: Totale intervistati

57 Giudizio generale sulla qualità della vita nella propria zona di residenza PRIMO SEMESTRE 2014 molto positivo (voti 8-10) positivo (voti 6-7) negativo (voti 4-5) molto negativo (voti 1-3) 13% 22% 23% 42% 64% positivi Fonte: banca dati Ipsos 59

58 Giudizio generale sulla qualità della vita nella propria zona di residenza TREND GIUDIZI POSITIVI ITALIA Una qualità della vita tuttora positiva, ma con un decremento continuo dei soddisfatti, che in quattro anni perdono ben il 15% raggiungendo i livelli minimi. Solo l ultimo semestre sembra finalmente segnare una stabilizzazione del dato. 78% 74% 76% 79% 78% 77% 75% 74% 70% 71% 68% 65% 64% primo semest re 2009 Fonte: banca dati Ipsos secondo semest re 2009 primo semest re 2010 secondo semest re 2010 primo semest re 2011 secondo semest re 2011 primo semest re 2012 secondo semest re 2012 primo semest re 2013 secondo semest re 2013 primo semest re

59 Giudizio generale sulla qualità della vita nella propria zona di residenza Nord Ovest 65 Nord Est 70 PRIMO SEMESTRE 2014 Indice giudizio totalmente negativo 100 completamente positivo Centro nord 66 Centro sud 50 Sud e isole 46 Fonte: banca dati Ipsos 61

60 Andamento della qualità della vita in netto peggioramento Positivi 25% 8% 17% 13% migliorata uguale positiva non sa uguale negativa peggiorata 61% PRIMO SEMESTRE 2014 Fonte: banca dati Ipsos Negativi 74% 62

61 Andamento della qualità della vita TREND MIGLIORATA E PEGGIORATA - ITALIA Migliorata Peggiorata 60% 60% 61% 41% 37% 37% 38% 25% 21% 21% 21% 42% 45% 19% 19% 56% 51% 52% 14% 13% 13% 12% 10% 8% Una qualità della vita di cui si avverte un crescente e drammatico peggioramento Dal 2008 ad oggi in Emilia è aumentato di quasi 20 punti il numero di persone che pensa che la qualità della vita stia peggiorando: dal 44 al 63 %. secondo semestre 2008 primo semestre 2009 secondo semestre 2009 Fonte: banca dati Ipsos primo semestre 2010 secondo semestre 2010 primo semestre 2011 secondo semestre 2011 primo semestre 2012 secondo semestre 2012 primo semestre 2013 secondo semestre 2013 primo semestre

62 E completamente cambiata l agenda delle priorità degli emiliani +10% rispetto al 1 semestre 2014 occupazione ed economia mobilità welfare ambiente sicurezza e immigrazione % 26% 22% 24% 17% % 30% 29% 14% 28% 0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100% Fonte: banca dati Ipsos 2 semestre 64

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