Focus. Mercati ad alta tensione. Economia in frenata

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1 Focus Mercati ad alta tensione La recessione in vista negli e il rallentamento dell'economia europea hanno affossato le Borse mondiali. Tanto che Piazza Affari, insieme ai listini del Vecchio Continente, è precipitata a livelli che non vedeva da fine ottobre In pratica tutti i guadagni di oltre due anni sono andati letteralmente in fumo. L'intervento del presidente Usa, George Bush, che ha annunciato una manovra fiscale da 145 miliardi di dollari, non è stato apprezzato dai mercati. Che invece hanno tentato di reagire solamente dopo che la Federal Reserve ha annunciato a sorpresa un taglio dei tassi da 75 punti base, portandoli al 3,5%. Ma la festa è durata poco. In Europa e' stato il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, a tarpare le ali all'entusiasmo degli investitori. Il banchiere, puntando di nuovo l'indice sull'inflazione, ha escluso manovre di politica monetaria espansiva, a dispetto della decisione dell'istituto centrale Usa. Inutile dire che non appena Trichet ha parlato, i listini, che avevano gioito dopo la manovra annunciata Oltreoceano, hanno di nuovo imboccato la strada del ribasso con veemenza. Per poi rimbalzare il giorno successivo, sostenuti da ordini tecnici. Di fatto, commentano i trader più navigati, il nervosismo regna sovrano sui mercati: l'indice di volatilità Vix è infatti balzato ai massimi da cinque anni. Fare pronostici o dare consigli risulta estremamente difficile, anche per i grandi strategist. Del resto l'andamento dei listini è spesso dettato dall'emotività più che da analisi accurate. I movimenti sono violenti ed eccessivi. Solamente lo scorso dicembre nessuno avrebbe mai immaginato che l'esercizio in corso sarebbe iniziato in modo così disastroso: a Milano, ad esempio, il Mibtel da inizio 2008 ha bruciato quasi il 15%. Gli esperti, comunque, consigliano di tenere i nervi saldi. in frenata Il panico degli investitori non è dettato solamente dal nervosismo, ma è innescato anche da dati concreti. I numeri macroeconomici delle ultime settimane hanno infatti testimoniato un rallentamento dell'economia mondiale e soprattutto di quella americana. Rallentamento che potrebbe tradursi in una recessione, secondo l'opinione della maggior parte degli economisti, non solamente Oltreoceano, ma anche in Europa. Numeri alla mano negli le costruzioni di nuove case sono calate del 14,2%, come non avveniva dal '91. In aggiunta i dati sulle vendite al dettaglio (diminuite a dicembre dello 0,4%) sono stati deludenti, mentre i prezzi hanno continuato a lievitare, sia quelli alla produzione (ai massimi da 17 anni) che quelli al consumo (nell'intero 2007 sono saliti del 4,1%, registrando il maggior aumento dal 1990). Sul fronte societario il quadro è ancor più preoccupante: i colossi del credito Usa hanno annunciato proprio nelle ultime settimane numeri da brivido. Se Citigroup ha dichiarato una perdita trimestrale di circa 10 miliardi di dollari, legata a svalutazioni degli asset per 18,1 miliardi, Merrill Lynch ha reso noto di aver accusato perdite per i mutui subprime da 16,7 miliardi di dollari. Il rosso di bilancio del quarto trimestre si è portato a 9,83 miliardi. Anche in Europa, Societé Generale, ha fatto mea culpa, dichiarando svalutazioni legate all'esposizione ai mutui a rischio pari a circa due miliardi, alle quali si sono sommate ulteriori svalutazioni per 4,9 miliardi dovuti a frode su trading.

2 Focus Mercati ad alta tensione Liquidi o investiti? Che fare di questi tempi? Questa è la domanda che tormenta sia i piccoli risparmiatori, sia i grandi gestori. Gli esperti di Merrill Lynch consigliano cautela. Il che significa tecnicamente aumentare il cash in portafoglio, pur dando un occhio alle occasioni di acquisto che si sono create nei giorni di grande ribasso. Secondo gli analisti della banca d'affari, le turbolenze dei mercati finanziari sono destinate a durare ancora per diverso tempo e porteranno a un'ulteriore svalutazione di asset, nonostante siano già ora a prezzi molto convenienti. Per questo il consiglio è quello di mantenere in portafoglio quanto più liquidità possibile, in modo da poter cogliere le opportunità. Morgan Stanley, per contro, ritiene che il ribasso del 20% accusato dell'indice Msci Europe rispetto al picco di giugno sia sufficiente. Insomma, "sebbene in fondamentali rimangano incerti e il sentiment sia 'bearish' - hanno commentato gli analisti della banca d'affari - i nostri indicatori ci danno segnali di acquisto. In pratica per chi ha un'ottica di tre-sei mesi è il momento di comprare". Tanto è vero che la stessa Morgan Stanley ha rivelato di aver ridotto la posizione cash del 3% e quella in bond del 2% per acquistare azioni. Dello stesso avviso anche Lehman Brothers. La banca 'affari ricorda che i principali indici europei da ottobre hanno accusato un ribasso del 18%, ovvero uno dei maggiori sei cali dal A questo punto le Borse sono 'cheap', ovvero a buon mercato come non lo sono mai state negli ultimi 30 anni. "Il rapporto tra prezzi e utili globale si attesta a 11,7 volte, il livello piu' basso che abbiamo mai osservato", hanno commentato. Per altro, sempre dando uno sguardo al passato, le economie si sono riprese dopo gli interventi delle autorità, nel giro di circa un anno. Insomma a fine 2008 le quotazioni delle aziende torneranno ai livelli di fine dicembre. Settori cheap Il settore in pole position per il rimbalzo sarà quello dei farmaceutici, sia per Merrill Lynch che per Morgan Stanley. "Si ritiene che i farmaceutici abbiano davanti a se' delle ottime prospettive - hanno commentato gli esperti di Merrill - nei prossimi mesi verranno lanciati nuovi farmaci che promettono molto bene in termini di vendite, verranno varati piani di buy-back e aumentati in molti casi i dividendi. Per un settore che ha sofferto molto in tempi recenti si prospetta una ripresa su cui noi consigliamo di puntare". Anche gli esperti di Morgan Stanley consigliano di sovrappesare il comparto dei titoli farmaceutici. Ma anche quello degli assicurativi e dei telefonici, mentre raccomandano di sottopesare gli industriali, i petroliferi, le utilities e le aziende di costruzioni. In generale Morgan Stanley consiglia di investire sulle società a grande capitalizzazione rispetto alle small cap. 2

3 Mercato azionario La Fed scompagina i mercati È stata indubbiamente la Fed il principale catalizzatore dei mercati nell'ultima settimana. La banca centrale americana ha fatto una vera e propria irruzione per cercare di porre un freno alla crisi sia finanziaria che economica alla quale gli paiono condannati, secondo le previsioni di molti. Il taglio di 75 punti base al costo del denaro ha scosso non solo la Borsa americana, ma i listini di tutto il mondo. Italia Mibtel -3,76%, ma l'inizio prometteva peggio Strano a dirsi, ma il -3,76% con cui il Mibtel ha chiuso la settimana è da considerarsi un "danno limitato", rispetto all'avvio della settimana che aveva visto i mercati di tutto il mondo travolti da un'ondata di vendite. Peggio ancora è andata all'indice dei titoli più rappresentativi: l's&p/mib ha chiuso con un ribasso del 4,35 per cento. Più contenuto il rosso dell'all Stars, limitato al -1,94 per cento. In questo quadro, ancora una volta abbondano i ribassi a dopia cifra. In testa ci sono due titoli del lusso, pur assai diversi, come Damiani (-21,91%) e Aicon (-17,08%). Sia il produttore di gioielli che quello di yacht hanno presentato pochi giorni fa la trimestrale. Nel primo caso piuttosto deludente, con ricavi in crescita di appena lo 0,4% sull'anno precedente, anche a causa dell'andamento dei cambi sfavorevole alle esportazioni. Meglio è andata ad Aicon, che ha mostrato un incremento dei ricavi del 134,8% rispetto a un anno fa. Ma non è servito a fermare le speculazioni sul titolo, che ha avuto un sussulto solamente in occasione della diffusione dei dati. Tra i più comprati spicca il +20,11% di Ratti. Dall'azienda tessile comasca non arriva alcuna spiegazione per l'inconsueto volume di scambi e per la corsa all'acquisto. Tra le principali capitalizzazioni, molto bene Italcementi (+8,98%). Europa Partenza in rosso profondo, recupero nella seconda parte A due facce la settimana delle Borse europee. Nella prima le vendite generalizzate non hanno risparmiato alcun settore. Nella seconda, a trainare i listini sono stati soprattutto i settori che erano stati più colpiti nelle settimana passate, come finanziari, risorse di base e tecnologia. Il saldo complessivo è un calo attorno al 3% dei principali indici, ma nella prima parte erano arrivati a cedere oltre il 6 per cento. Fino alle prime battute di mercoledì. Da lì è iniziato un rimbalzo che ha portato i listini a recuperare parzialmente le perdite accumulate, nonostante l'immobilità della Bce non convinca i mercati ad abbandonare una certa prudenza. Le prese di profitto hanno interessato maggiormente settori difensivi o che avevano performato meglio in precedenza, come, telefonici, farmaceutici e utility. Colpite, queste ultime, da flussi di vendita anche per alcuni provvedimenti dell'unione Europea che potrebbero impattare sulla redditività futura per le aziende. S&P Mib Intesa San Paolo 3

4 Mercato azionario Wall Street Wall Street accoglie bene la mossa della Fed Recupero nel finale, evitato altro rosso profondo Timido rimbalzo per gli indici americani, dopo un inizio d'anno particolarmente difficile. Molto ha contribuito la mossa a sorpresa della Federal Riserve, che ha tagliato i tassi di interesse dello 0,75 per cento. La mossa è stata decisa dalla Fed, martedì dopo il giorno di chiusura a Wall Street per il Martin Luther King day. Da lì in poi i dati macro sono risultati in linea con le attese. Anche sul mercato del lavoro, dove le richieste di sussidi sono calate per la quarta settimana consecutiva. I mercati finanziari sono riusciti a risollevarsi un minimo di rimbalzo rispetto ai livelli di minimo. Complice anche una reporting season che non ha fatto vedere, finora, grandi problematiche nei settori ciclici, come gli industriali. Non ci sono stati, dunque, i cataclismi che qualcuno si attendeva, nemmeno in tecnologia. La fase attuale, dunque, è di relativa calma, rispetto al pessimismo che si era accumulato. La situazione, però, non è ancora stabilizzata. Gli utili del primo trimestre 2008 saranno importantissimi. Per ora le guidance sono state molto prudenti, proprio perché il timore della recessione non è sconfitto. Meglio sorprendere in positivo, che deludere aspettative eccessive. Un forte recupero nella giornata di venerdì evita alla Borsa di Tokyo una nuova debacle. Il Nikkei, dopo aver rotto al ribasso in settimana anche la soglia dei 13mila punti, risale nelle ultime due sedute e si riporta a quota , limitando le perdite dell'ottava all'1,6 per cento. Fa meglio il Topix, che riesce a completare il recupero, chiudendo con un sia pur marginale recupero dello 0,27 per cento. Tra i comparti che meglio si sono comportati, spiccano i prodotti in gomma (+8,24%) e i finanziari diversi (+8%), mentre affondano i beni di consumo (-4,13%) e le telecomunicazioni (-3,90%). Una buona notizia arriva dal fronte dei prezzi. L'indice al consumo "core", ovvero al netto delle componenti più volatili, è cresciuto dello 0,8% a dicembre rispetto allo stesso mese Il dato è superiore alle stime che indicavano +0,6 per cento. Si tratta del terzo incremento mensile consecutivo. L'indice complessivo sale dello 0,7% dopo il +0,6% di novembre. Per l'area di Tokyo, +0,4% "core", +0,2% complessivo. Lo spettro della deflazione si allontana un po' di più. Netto calo, invece, il secondo consecutivo, per il surplus della bilancia commerciale. Nel mese di dicembre è sceso del 20,9% a 877,87 miliardi di yen rispetto allo stesso mese Il dato, diffuso dal ministero delle Finanze, è inferiore alle stime che indicavano un surplus di 926,9 miliardi. Su base annua l'avanzo commerciale è cresciuto del 37% a ,93 miliardi di yen. Infine l'indice industriale complessivo, che comprende un ampio range di attività economiche incluse le spese nel settore servizi, è sceso dello 0,5% a novembre rispetto al mese precedente. Nel mese di ottobre l'indice aveva fatto segnare +1,2%. Dow-Jones Paesi emergenti Articolo non disponibile 4

5 Mercato obbligazionario La Fed scuote i mercati La settimana dei bond governativi è stata fortemente influenzata dalla mossa della Fed, il cui intervento è stato un vero e proprio terremoto su tutti i mercati finanziari. Government Si pensa ad altri tagli, curva più ripida La Fed non è stata a lungo alla finestra a osservare il crollo delle Borse e il peggioramento dell'economia Usa, ha così deciso di anticipare la propria riunione prevista per fine mese e ha tagliato i tassi di interesse di 75 punti base. Il mercato ha reagito con una marcata riduzione dei rendimenti a breve termine, coerente con un'ulteriore riduzione dei tassi di interesse. Sui titoli a lungo termine, invece, sono aumentati di 10 punti base, con un complessivo irrigidimento della curva. Bce immobile come i mercati Non seguono identiche mosse a quelle della Fed da parte della Banca centrale europea, in un quadro economico che pure sembra in via di peggioramento. Il contesto ha generato elevata volatilità,, considerando anche che i mercati hanno comunque reagito all'importante espansione monetaria decisa oltreoceano. I livelli dei rendimenti sulla curva dei governativi subiscono, comunque, poche variazioni. E tutte in leggero aumento. Per i titoli a due anni sono cresciuti di 3 punti base, sui trentennali di 7, generando un leggero irrigidimento della curva. Corporate Recupero in finale sui bancari Settimana di elevata volatilità nel mercato delle obbligazioni societarie. L'ottava si è aperta con un forte allargamento degli spread, che pareva preludere a una nuova ondata di "panic selling", accompagnata dal crollo degli indici azionari. A soffrire di più è stato ancora una volta, tra le emissioni investment grad,e il comparto dei bancari. Per i bond ad alto rendimento, invece, i settori più colpiti sono stati soprattutto quelli ciclici e con una più elevata leva finanziaria. A cambiare, però, profondamente l'impostazione del mercato è stato l'intervento straordinario della Fed, che con il taglio da 75 punti base ha innestato un recupero proprio in quei segmenti di mercato investiti dalle vendite. Molto significativo tra i bancari, soprattutto negli. Paesi emergenti Rotta invertita dall'intervento americano La settimana è stata caratterizzata anche sui mercati emergenti da un'elevata volatilità. Dopo un violento momento di correzione causato dai mercati azionari, l'intervento a sorpresa della Fed ha riportato fiducia tra gli investitori. A una fase di stabilizzazione, è seguito un forte recupero nelle ultime sedute. 5

6 Edizione 03 Settimana al 25 gennaio 2008 Cambi Scarse variazioni sul cross euro/dollaro, nonostante la Fed Si conferma quasi invariato il saggio di cambio tra euro e dollaro, in una settimana nella quale il quadro, invece, è cambiato del tutto. La Fed ha portato al 3,5% i tassi di interesse, rendendo il dollaro ancora meno appetibile come investimento. Eppure l'euro non ne ha tratto benefici, perché anche l'economia del Vecchio Continente comincia a scontare qualche paura in più del rallentamento. L'euro chiude la settimana a 1,4695 dollari (1,4623 la scorsa settimana), a 157,39 yen (156,28), a 0,7424 sterline inglesi (0,7488), a 1,6104 franchi svizzeri (1,6111). Il dollaro è quotato a 107,11 yen (106,87), a 1,0958 franchi svizzeri (1,1017). Il cross tra sterlina inglese e dollaro è a quota 1,9793 (1,9530). Euro - dollaro Weber conferma: in Europa niente tagli Il livello dei tassi di interesse nell'eurozona "è ancora accomodante e di sostegno alla crescita" ha detto il presidente della Bundesbank e consigliere della Bce, Axel Weber, in un'intervista a a margine del World economic forum a Davos. Sulle prospettive di un taglio dei tassi di interesse nell'eurozona a causa dei rischi di un rallentamento della crescita, Weber ha detto che la Bce lavora "in una prospettiva di medio periodo e i mercati non dovrebbero concentrarsi troppo sul breve termine nelle proprie attese di politica monetaria". Trichet: la priorità è tenere i prezzi stabili In ogni momento, ma soprattutto in momenti di turbolenza dei mercati, dobbiamo fornire due punti di riferimento: il primo è la stabilità dei prezzi con un solido ancoraggio delle attese di inflazione, il secondo è assicurare un corretto funzionamento del mercato monetario, soprattutto quando emergono delle pressioni" ha detto, sempre a Davos, il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, confermando che non andrà dietro alla Fed sul terreno dell'espansione monetaria. "Sarebbe inopportuno - ha aggiunto - peccare di negligenza sull'inflazione". Euro - yen Boj: vigili a crisi in Usa Torna a calare lo yen, nei confronti sia del dollaro che, in maniera più marcata, dell'euro. Gli ultimi dati sui prezzi sembrano allontanare leggermente lo spettro della deflazione, con la quale Tokyo ha convissuto negli ultimi anni, ma agli occhi dei responsabili della Bank of Japan se ne presenta subito un altro. Quello del rallentamento Usa. "Occorre prestare più attenzione agli accresciuti rischi di ribasso dell'economia Usa, provocati dal credit crunch e dalla debolezza del mercato immobiliare" spiegano le minute della riunione di dicembre della banca centrale, che ha mantenuto allo 0,5% i tassi di interesse. 6

7 Domani accadrà Pil, occupazione, manifatturiero e costruzioni negli Usa, indicatori di fiducia in Europa, consumi e mercato del lavoro in Molti i dati in calendario negli : fra tutti, la prima lettura delle statistiche sui movimenti del pil nel quarto trimestre, il rapporto sul mercato del lavoro, l'indice Ism manifatturiero e i dati sulla spesa nel settore delle costruzioni. Su quest'altra sponda dell'atlantico, i riflettori saranno invece puntati sugli indicatori di fiducia (anche perché il superindice calcolato dalla Commissione Ue è previsto in peggioramento rispetto a dicembre). Indicazioni sulla congiuntura nipponica arriveranno, infine, dalle statistiche sull'andamento dei consumi delle famiglie a dicembre e dal rapporto sul mercato del lavoro a dicembre: il tasso dei senza lavoro è visto in crescita al 3,9 (dal 3,8%). : consumi e mercato del lavoro Il calo dei corsi dei titoli azionari giapponesi può incidere negativamente sull'outlook economico andando a peggiorare il sentiment degli operatori. È l'avvertimento lanciato dal governatore della Bank of Japan, Toshihiko Fukui, che ha sottolineato la necessità di osservare con attenzione l'andamento dei mercati finanziari Usa ed europei. Indicazioni sulla congiuntura arriveranno in settimana dalle statistiche sull'andamento dei consumi delle famiglie a dicembre e dal rapporto sul mercato del lavoro a dicembre: il tasso dei senza lavoro è visto in crescita al 3,9 (dal 3,8%) Usa: pil, occupazione, manifatturiero e costruzioni Il presidente Usa George Bush si è detto fiducioso circa la possibilità di trovare un terreno di intesa con il Congresso, a una maggioranza democratica, sul pacchetto di stimolo dell'economia e ha, a questo proposito, ribadito che "l'economia Usa ha basi sane". Il presidente ha peraltro aggiunto di essere "realistico" circa i tempi necessari per la realizzazione del piano anticrisi. Molti i dati in calendario: fra tutti, la prima lettura delle statistiche sui movimenti del pil nel quarto trimestre, il rapporto sul mercato del lavoro, l'indice Ism manifatturiero e i dati sulla spesa nel settore delle costruzioni. Europa: riflettori sugli indicatori di fiducia "Non ci sarà una recessione nell'ue, la crescita sarà più bassa di quanto si prevedeva, ma non in modo così netto". Lo ha detto il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia, a margine dei lavori del World economico forum di Davos, spiegando che "i rischi per la crescita in Europa sono aumentati ma, negli ultimi anni, le economie europee hanno costruito fondamentali solidi e un buon assetto dei conti pubblici con risultati molto buoni sul mercato del lavoro che hanno fatto scendere la disoccupazione a nuovi minimi degli ultimi 25 anni". In settimana riflettori puntati sugli indicatori di fiducia. Il superindice calcolato dalla Commissione Ue è previsto in peggioramento rispetto a dicembre, da 104,7 a 104. Principali avvenimenti in breve Settimana dal 4 al 10 febbraio Lunedì 4 Zona euro: Prezzi produzione (dic) : Walt Disney (prima trimestrale) Martedì 5 Zona euro: Vendite al dettaglio (dic) Italia: Pmi servizi (gen) Mercoledì 6 : Superindice (dic) : Produttività e costi (IV trim); Cisco System (terza trimestrale); Sara Lee (seconda trimestrale); Time Warner (quarta trimestrale) Giovedì 7 Gb: Produzione industriale (dic) : Sussidi disoccupazione 7

8 Il calendario degli eventi Lunedì 28 gennaio Martedì 29 gennaio Mercoledì 30 gennaio Giovedì 31 gennaio Venerdì 1 febbraio Inflazione Germania Prezzi al consumo lander e intera nazione (gen) - Dovrebbero essere diffusi già oggi i prezzi al consumo nei lander: la previsione è di un calo su base mensile dello 0,3% (+0,5% a dicembre). L'indice nazionale armonizzato, che verrà reso noto sempre oggi, è invece dato in calo a livello tendenziale, dal 3,1 al 2,9% Immobiliare Vendite di nuove case (dic) - Sono in uscita i dati sulle vendite di case nuove a dicembre (gli analisti prevedono un aumento da 0,6 a 0,65 milioni di unità) Ristorazione McDonald's (quarta trimestrale) - La società statunitense attiva nei servizi di ristorazione diffonde i dati di bilancio del quarto trimestre Telefonia Verizon Communications (quarta trimestrale) - Quarta trimestrale anche per l'operatore telefonico statunitense che opera sia nel campo della telefonia fissa sia in quella mobile Consumi famiglie (dic) - Sono in arrivo le statistiche sull'andamento dei consumi delle famiglie a dicembre: gli analisti prevedono un callo su base annua dello 0,3% (- 0,6% a novembre) Mercato del lavoro Disoccupazione (dic) - È in programma la diffusione del rapporto sul mercato del lavoro a dicembre: il tasso dei senza lavoro è visto in crescita al 3,9 (dal 3,8%) Francia Fiducia consumatori (gen) - Viene reso noto l'indice sul clima di fiducia dei consumatori: la previsione è di una lettura in peggioramento rispetto a dicembre, da -29 a - 30 punti Italia Fiducia imprese (gen) - L'Isae diffonde l'indice sul clima di fiducia delle imprese a gennaio. La previsione è di un lieve calo, da 91,8 a 91,3 Beni durevoli (dic) - Dal dipartimento del Commercio arrivano i dati sugli ordinativi di beni durevoli a dicembre (+1,6% la previsione, invariato il dato 'core'). Fiducia consumatori (gen) - Arriva dal Conference Board l'indice sulla fiducia dei consumatori a gennaio: gli analisti scommettono su una lettura in calo, da 88,6 a 87 punti Telefonia NTT DoCoMo (terzo trimestre) - L'operatore nipponico di telefonia mobile diffonde i risultati finanziari del terzo trimestre Industria Produzione industriale (dic) -Arrivano i dati sull'andamento della produzione industriale a dicembre (+1,9% il dato atteso su base congiunturale, +2,6% la lettura annua) Politica monetaria Riunione Fomc - È in programma la riunione del Fomc, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve. Dopo il taglio di tre quarti di punto deciso martedì 22, gli analisti si attendono un ulteriore allentamento, dal 3,5 al 3%. Pil (quarto trimestre, prima stima) - Viene resa nota la prima lettura delle statistiche sui movimenti del pil nel quarto trimestre. Gli analisti scommettono su un rialzo dell'1,2% su base trimestrale (+4,9% nella frazione a settembre) Software Germania SAP (quarta trimestrale) - La società tecnologica tedesca - produttore di software per imprese - diffonde i risultati di bilancio del quarto trimestre Alimentare Kraft Foods (quarta trimestrale) - Quarta trimestrale - prima dell'apertura dei mercati - anche per il colosso alimentare statunitense Farmaceutico Merck & Co (quarta trimestrale) - Anche la società farmaceutiche americana - una delle maggiori a livello mondiale - diffonde la quarta trimestrale a mercati ancora chiusi Commercio elettronico Amazon (quarta trimestrale) - Risultati del quarto trimestre anche per la compagnia di commercio elettronico con sede a Seattle Zona euro Fiducia consumatori (gen) - È in calendario la diffusione degli indicatori di fiducia. Il superindice calcolato dalla Commissione Ue è previsto in peggioramento rispetto a dicembre, da 104,7 a 104. Inflazione Zona euro Prezzi al consumo (stima flash gen) - Viene resa nota la stima flash sull'andamento dei prezzi al consumo: la previsione è di una conferma dell'inflazione tendenziale al 3,1% Zona euro Disoccupazione (dic) - Viene diffuso il rapporto sul mercato del lavoro (il tasso di disoccupazione è previsto stabile al 7,2%) Germania Disoccupazione (gen) - Viene reso noto il rapporto sull'andamento del mercato del lavoro a dicembre: il numero dei disoccupati è visto in calo di 38/45mila unità, il tasso di disoccupazione in flessione dall'8,4 all'83% Mercato del lavoro Sussidi disoccupazione - Vengono rese note le richieste di sussidi alla disoccupazione nella settimana al 19 gennaio: nella frazione precedente è stato registrato un calo di mille unità che ha portato il livello complessivo a quota 301mila Pmi Chicago (gen) - È in uscita l'indice pmi sul settore manifatturiero nell'area di Chicago: attesa una lettura a quota 53 (da 52 a dicembre). Auto India (terza trimestrale) Tata Motors - Il costruttore automobilistico indiano - alleatosi di recente con Fiat - diffonde i dati di bilancio del terzo trimestre Zona euro Pmi manifatturiero (gen) - Viene reso noto l'indice pmi sull'andamento del settore manifatturiero a gennaio (54,9 la lettura attesa, da 55,5) Consumi Germania Vendite al dettaglio (dic) - Sono in uscita i dati sulle vendite al dettaglio: la previsione è di un dato in rialzo dell'1,3% su base mensile (- 1,9% a novembre) e in calo del 5,5% a livello annuo. Mercato del lavoro Disoccupazione (gen) - Viene reso noto il rapporto sul mercato del lavoro. Gli analisti scommettono su un aumento di 55mila unità del numero di nuovi impieghi nel settore non agricolo e una conferma del tasso di disoccupazione al 5% (il livello più elevato dal novembre 2005). Ism manifatturiero (gen) - Arriva l'indice Ism manifatturiero (la previsione è di un lieve calo rispetto a dicembre, da 47,7 a 47 punti). Immobiliare Spesa costruzioni (dic) - Viene reso noto il dato sulla spesa nel settore delle costruzioni a dicembre (-0,5% il dato atteso su base mensile) Tlc Finlandia Ericsson (quarta trimestrale) - La compagnia svedese di telecomunicazioni diffonde i dati di bilancio del quarto trimestre Petrolifero Exxon Mobil (quarta trimestrale) - La compagnia petrolifera americana, nata nel 1999 dalla fusione tra Exxon e Mobil, rende noti i dati di bilancio prima dell'apertura dei mercati 8

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