ECOMONDO. Quali indicazioni dall esperienza Lombarda Petroli. Nicola Di Nuzzo

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1 ECOMONDO Quali indicazioni dall esperienza Lombarda Petroli Nicola Di Nuzzo Workshop Pronto intervento ambientale: le professionalità per gestire l inaspettato 7 novembre 2013

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4 Emergenza fiume Lambro gestione dell emergenza 23 febbraio 2010 ore 8.30 Rilievo presso l impianto di depurazione di monza di una anomalia dei parametri all ingresso dell impianto, dovuta alla presenza di idrocarburi; realizzazione dei primi interventi di emergenza (posizionamento barriera con panne di contenimento; 23 febbraio -ore 9.00 Individuazione sorgente di contaminazione primaria nell area della soc. Lombarda Petroli Intervento delle forze dell Ordine (carabinieri, VVF) per la gestione dell emergenza in costante raccordo e coordinamento con la Protezione Civile della regione Lombardia. 23 febbraio ore Esecuzione dei primi interventi di sbarramento a Salerano al Lambro; 23 febbraio -ore La Prefettura di Milano attiva il Centro Coordinamento Soccorsi Esecuzione dell opera di sbarramento in comune di Melegnano per trattenere lo strato oleoso superficiale

5 Emergenza fiume Lambro gestione dell emergenza 23 /24 febbraio 2010 Istituzione del Centro Operativo Comunale a Monza per la gestione dell emergenza (Regione Lombardia, ARPA, VVF, Comune di Monza e provincia di Monza Brianza) Raccordo informativo con le strutture locali per l aggiornamento sull efficienza ed efficacia delle barriere installate; Ordinanza del Presidente della regione Lombardia per il conferimento delle sostanze inquinanti alla raffineria di ENI di San Nazzaro de Burgondi (PV) Richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri della dichiarazione di Stato d Emergenza; Identificazione dei principali impianti di trattamento rifiuti del Nord Italia in grado di accettare i liquami per il loro stoccaggio e trattamento.

6 Emergenza fiume Lambro gestione dell emergenza 25 febbraio 2010 A Piacenza viene deciso di istituire l Unità di Crisi interregionale per gestire l emergenza 28 febbraio 2010 Le Guardie ecologiche e altri volontari avviano le attivitàpreparatorie alla bonifica delle sponde del fiume Lambro Regione Lombardia Attiva il Parco Valle Lambro per tutte le azioni preliminari alle attività di bonifica: monitoraggio dello stato degrado della componente biodiversità lungo l asta del fiume Lambro e conseguente individuazione delle azioni di recupero e ripristino delle aree spondali impattate dagli idrocarburi

7 Emergenza fiume Lambro sintesi delle attività Nel fiume Lambro è defluito il 40% del materiale fuoriuscito dall area della società Lombarda Petroli, prima dell allarme; Dal momento dell allarme il materiale inquinante è stato trattenuto nell impianto di depurazione; Realizzate barriere con panne di contenimento a valle dello scarico del depuratore di Monza, a Salerano al Lambro e lungo il corso del fiume Lambro. Quantità stimate di prodotto fuoriuscito dall impianto della Lombarda Petroli 2600 tonnellate tra gasolio e olio combustibile Quantitativi di prodotto/rifiuto recuperato 1250 tonnellate recuperate dal depuratore di Monza, 300 tonnellate recuperate dai piazzali della società Lombarda Petroli, 100 tonnellate recuperate dalle barriere, 450 tonnellate recuperate allo sbarramento di Isola Serafini (fiume Po)

8 Come un intervento di emergenza dialoga con la pianificazione e gestione della bonifica dei siti contaminati? Piano regionale di bonifica dei siti contaminati Definizione degli strumenti conoscitivi, normativi e regolamentari adeguati a favorire la bonifica da parte dei soggetti interessati o gli interventi sostitutivi con rivalsa Definizione delle priorità di intervento e pianificazione economico-finanziaria Sviluppo dell azione regionale per la gestione dei procedimenti di bonifica Recupero e riqualificazione delle aree contaminate dismesse Gestione dei rifiuti prodotti nel corso degli interventi di bonifica Gestione delle problematiche di inquinamento diffuso

9 Strumenti a sostegno dell attuazione del PRB Sviluppo e gestione di strumenti conoscitivi organici (Anagrafe, SISCO, cartografia, Soil Mapping, Swel) Attività di legislazione e regolamentazione / linee guida (Agg. Regolamento, tavolo tecnico con EE.LL. ARPA, province) Programmazione economico finanziaria degli interventi Marketing territoriale (Situazioni sperimentali e metodo generale) Programmazione degli interventi per la definizione dei plume di inquinamento delle acque sotterranee e l individuazione delle potenziali sorgenti Predisposizione di linee guida per la gestione di casi di inquinamento diffuso (procedure e casi rilevanti con progetto Life+) Promozione di attività di sperimentazione di nuove tecnologie Armonizzazione delle procedure di bonifica con le altre normative in materia di ambiente e urbanistica (finalizzati alla prevenzione)

10 D.g.r. 10 febbraio 2010, n Linee guida in materia di bonifica di siti contaminati Linee guida per l applicazione dell analisi di rischio sanitario ambientale sito-specifica per la definizione degli obiettivi di bonifica. Linee guida per la caratterizzazione, movimentazione e destinazione delle terre e rocce da scavo provenienti da siti bonificati.

11 linee guida Le linee guida prevedono per i siti oggetto di analisi di rischio, fatta salva l iscrizione nel certificato di destinazione urbanistica del superamento delle CSR, la necessità di indicare nei certificati urbanistici, qualora le concentrazioni dei contaminanti rilevate nel sito fossero inferiori alle CSR, la situazione di potenziale contaminazione del sito, conseguente al rilevato superamento delle CSC. Nel caso il provvedimento di approvazione dell analisi di rischio prescriva il piano di monitoraggio ambientale, il comune deve formalizzare nel Piano delle regole le caratteristiche tecnico-esecutive e la tempistica del monitoraggio medesimo. A seguito del raggiungimento degli obiettivi di bonifica, è richiesta l iscrizione nel certificato urbanistico riportante lo stato qualitativo delle matrici ambientali raggiunto sul sito, in riferimento alla destinazione d uso dell area. Nel caso di interventi di messa in sicurezza permanente, l iscrizione nel certificato urbanistico dovrà prevedere il controllo, almeno decennale, dell efficacia dell opera di capping.

12 linee guida Sempre ai fini dell aggiornamento dei certificati urbanistici è prevista l indicazione di eventuali limitazioni d uso delle matrici ambientali coinvolte, nonché di fruizione del sito. Qualora intervenga una modifica della destinazione d uso o una modifica dell utilizzo del suolo in un area oggetto di analisi di rischio già approvata, il soggetto obbligato/interessato deve trasmettere agli Enti una nuova analisi di rischio, relativa alla nuova configurazione dell area, unitamente all atto di approvazione del progetto esecutivo dell intervento di trasformazione territoriale

13 Le linee guida riportano inoltre i requisiti e le procedure peril riutilizzo delle terre e rocce da scavo provenienti da siti bonificati: Il procedimento di bonifica del sito si è concluso secondo il disposto dell art. 242 del d.lgs. 152/2006 ed è stata rilasciata la certificazione provinciale, ai sensi dell art L utilizzo delle terre e rocce da scavo è consentito in aree esterne quando gli stessi hanno concentrazioni < alle CSC per la destinazione d uso residenziale. L utilizzo è consentito per terreni bonificati con CSC > col. A, ma < col. B della Tab. 1 dell all.5 solo in aree con destinazione d uso industriale. Nel caso di procedimenti di bonifica conclusi ai sensi dell art. 242, comma 5, del d.lgs. 152/2006 è consentito l utilizzo dei terreni, previo il rispetto delle CSR per le aree all interno del sito bonificato, limitatamente alle porzioni di area che presentano contaminazione superiore alle CSC.

14 D.g.r. 23 maggio 2012, n Linee guida per la disciplina del procedimento per il rilascio della certificazione di avvenuta bonifica, messa in sicurezza operativa e messa in sicurezza permanente dei siti contaminati La certificazione di avvenuta bonifica può essere rilasciata separatamente per i suoli e le acque di falda. La certificazione per i suoli può essere rilasciata qualora sia stato approvato ed autorizzato anche il progetto di bonifica della falda. La garanzia finanziaria di cui al comma 7 dell art. 242, deve essere determinata separatamente: una per la bonifica dei suoli e l altra per la bonifica della falda.

15 Gruppo di lavoro interdirezionale per la gestione delle problematiche connesse all inquinamento diffuso Istituito con d.d.g del DG Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile DG Agricoltura DG Protezione Civile, Polizia Locale e Sicurezza DG Salute DG Territorio, Urbanistica e Difesa del suolo

16 Strategia regionale per la gestione dei casi di inquinamento diffuso Deliberazione di Giunta Regionale n. 4501/2012 delimitazione dell ambito di azione che discende dalla definizione proposta per inquinamento diffuso ; inquadramento dei casi di inquinamento diffuso nella pianificazione regionale delle bonifiche (Aggiornamento PRB in corso); definizione dei ruoli e delle competenze dei soggetti pubblici; standardizzazione di una procedura tecnico-amministrativa per la gestione delle situazioni di inquinamento diffuso; formalizzazione dei Tavoli tecnici di coordinamento regionale,da attivare per la gestione di specifici casi di inquinamento diffuso; rapporto disciplina ordinaria di bonifica e inquinamento diffuso; diffusione delle informazioni.

17 Strategia regionale per la gestione dei casi di inquinamento diffuso Deliberazione di Giunta Regionale n. 4501/2012

18 «Protocollo operativo per la gestione dei casi di inquinamento diffuso delle acque sotterranee» Azioni prioritarie / misure di intervento Definizione della contaminazione Indagine suoli e acque sotterranee delimitare l estensione della contaminazione modellizzazione idrogeologica individuare sorgenti di contaminazione individuare i bersagli più sensibili Analisi storica attività produttive Interventi a breve termine piano periodico monitoraggio limitazioni d uso suoli/acque interventi di m.i.s.e. (barriere idrauliche, rimozione hot spot...) attivazione procedimenti di bonifica Valutazione Rischi per la popolazione piani di monitoraggio vie di esposizione (corsi idrici superficiali, aria, alimenti, ecc.) censimento punti di prelievo pubblici e privati definizione del modello concettuale di riferimento indagini epidemiologiche Interventi a medio/lungo termine interventi di bonifica mirati sperimentazione nuove tecnologie interventi infrastrutturali coordinamento tra livelli pianificatori

19 Quali strategie adottare per la gestione delle emergenze ambientali? L evento verificatosi nell area della società Lombarda Petroli in comune di Villasanta poteva essere evitato? La dismissione di una raffineria o la sua trasformazione in deposito come devono essere gestiti? Come il progetto di dismissione di una raffineria o di un deposito si coniuga con la riqualificazione urbanistica del sito? e la bonifica?

20 .strategie adottare per la gestione delle emergenze ambientali? L attività di monitoraggio delle matrici ambientali può essere considerata un attività di prevenzione? Quali attività procedurali devono essere avviate per la realizzazione degli interventi di riparazione e di emergenza?

21 Una norma che preveda l obbligo di monitoraggio della matrici ambientali per le attività industriali, quale attività di prevenzione per evitare il diffondersi dell inquinamento nel suolo, sottosuolo, acque sotterranee e superficiali e l azione di controllo da parte degli Enti, può essere la risposta? Prevedere una copertura assicurativa obbligatoria ed assegnare alle Compagnie assicuratrici il compito di garantire l intervento attraverso una propria Rete di Imprese che garantisca il raggiungimento degli obiettivi, a costi sostenibili, può essere la risposta?

22 Regione Lombardia Direzione Generale Ambiente, Energia e Reti Unità Organizzativa Attività estrattive, Rifiuti e bonifiche

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