Il codice di autodisciplina

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1 Il codice di autodisciplina Maria-Gaia Soana

2 Argomenti trattati: 1. Il quadro normativo di riferimento 1.1 La hard law 1.2 La normativa secondaria 2. La regolamentazione volontaria nazionale 2.1 Evoluzione storica 2.2 Il codice di autodisciplina del L adesione al codice di autodisciplina 4. La regolamentazione volontaria in Europa 5. Qualche spunto di riflessione 1

3 Argomenti trattati: 1. Il quadro normativo di riferimento 1.1 La hard law 1.2 La normativa secondaria 2. La regolamentazione volontaria nazionale 2.1 Evoluzione storica 2.2 Il codice di autodisciplina del L adesione al codice di autodisciplina 4. La regolamentazione volontaria in Europa 5. Qualche spunto di riflessione 2

4 Alla luce di alcune spinte comunitarie e dell esigenza di rendere più competitivo il sistema delle imprese italiane, dal 1998 in Italia sono stati adottati vari provvedimenti regolamentari in tema di corporate governance (hard law, normativa secondaria, soft law) 3

5 Argomenti trattati: 1. Il quadro normativo di riferimento 1.1 La hard law 1.2 La normativa secondaria 2. La regolamentazione volontaria nazionale 2.1 Evoluzione storica 2.2 Il codice di autodisciplina del L adesione al codice di autodisciplina 4. La regolamentazione volontaria in Europa 5. Qualche spunto di riflessione 4

6 I pilastri normativi (elenco non esaustivo) - D.lgs. 58 del 24/02/1998 (TUF) - D.lgs. 5 e 6 del 17/01/2003, in attuazione della legge n.366 del 3/10/2001 (Riforma Vietti) - Legge 262 del 28/12/2005 (Legge sul Risparmio) - BI: Disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche - BI: Nota dell 11 gennaio 2012 «Applicazione delle disposizioni di vigilanza in materia di organizzazione e governo societario delle banche» - D.lgs. 27 del 2010 (record date) - Legge 120/2011 Golfo-Mosca (quote rosa) 5

7 Risultati della ricerca dell associazione Disiano Preite Sistemi alternativi di amministrazione e controllo: un primo bilancio (marzo 2008) campione complessivo monistico dualistico spa srl società cooperative cooperative sociali società consortili per azioni totale

8 Argomenti trattati: 1. Il quadro normativo di riferimento 1.1 La hard law 1.2 La normativa secondaria 2. La regolamentazione volontaria nazionale 2.1 Evoluzione storica 2.2 Il codice di autodisciplina del L adesione al codice di autodisciplina 4. La regolamentazione volontaria in Europa 5. Qualche spunto di riflessione 7

9 - Borsa Italiana: Regolamento ed istruzioni al Regolamento dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana - Consob: Regolamento intermediari, mercati ed emittenti 8

10 Argomenti trattati: 1. Il quadro normativo di riferimento 1.1 La hard law 1.2 La normativa secondaria 2. La regolamentazione volontaria nazionale 2.1 Evoluzione storica 2.2 Il codice di autodisciplina del L adesione al codice di autodisciplina 4. La regolamentazione volontaria in Europa 5. Qualche spunto di riflessione 9

11 - Le norme di legge si sono prevalentemente incentrate sulla tutela delle minoranze proprietà concentrata - Le forme di autoregolamentazione sono intervenute sulle regole di composizione e funzionamento del consiglio di amministrazione proprietà diffusa 10

12 Argomenti trattati: 1. Il quadro normativo di riferimento 1.1 La hard law 1.2 La normativa secondaria 2. La regolamentazione volontaria nazionale 2.1 Evoluzione storica 2.2 Il codice di autodisciplina del L adesione al codice di autodisciplina 4. La regolamentazione volontaria in Europa 5. Qualche spunto di riflessione 11

13 - Sulla base dei risultati dell indagine del comitato coordinato da Stefano Preda nel 1999 viene elaborato il codice di autodisciplina - Revisione nel Revisione nel 2006, con integrazione nel Revisione nel

14 Argomenti trattati: 1. Il quadro normativo di riferimento 1.1 La hard law 1.2 La normativa secondaria 2. La regolamentazione volontaria nazionale 2.1 Evoluzione storica 2.2 Il codice di autodisciplina del L adesione al codice di autodisciplina 4. La regolamentazione volontaria in Europa 5. Qualche spunto di riflessione 13

15 Il nuovo codice si sviluppa in 10 articoli, suddivisi in principi, criteri applicativi e commenti: 1. Ruolo del consiglio di amministrazione 2. Composizione del consiglio di amministrazione 3. Amministratori indipendenti 4. Istituzione e funzionamento dei comitati interni al consiglio di amministrazione 14

16 5. Nomina degli amministratori 6. Remunerazione degli amministratori 7. Sistema di controllo interno e di gestione dei rischi 8. Sindaci 9. Rapporti con gli azionisti 10. Sistemi di amministrazione e controllo dualistico e monistico 15

17 a) Il consiglio di amministrazione - Ruolo: guidare l impresa con l obiettivo di creare valore per gli azionisti nel medio-lungo periodo esamina ed approva piani strategici, industriali e finanziari ed il sistema di governo societario dell emittente e del gruppo monitorandone periodicamente l attuazione definisce la natura e il livello di rischio compatibile con gli obiettivi strategici dell emittente adotta, su proposta del CEO o del presidente, una procedura per la gestione interna e la comunicazione all esterno di documenti e informazioni, soprattutto privilegiate 16

18 valuta l adeguatezza dell assetto organizzativo, amm.vo e contabile dell emittente e delle controllate aventi rilevanza strategica, con particolare riferimento al sistema di controllo interno e di gestione dei rischi stabilisce la periodicità (almeno trimestrale) con la quale gli organi delegati devono riferire al consiglio circa l attività svolta nell esercizio delle deleghe valuta l andamento della gestione confrontando periodicamente i risultati conseguiti con quelli programmati delibera in merito alle operazioni di rilievo, con particolare attenzione alle operazioni con parti correlate: stabilisce criteri generali per individuare le op. di significativo rilievo 17

19 fornisce informativa, nella relazione sul governo societario: (1) sulla propria composizione, indicando per ciascun componente la qualifica (esecutivo, non esecutivo, indipendente) il ruolo ricoperto all interno del consiglio, le principali caratteristiche professionali nonché l anzianità di carica dalla prima nomina; (2) sulle modalità di applicazione del presente articolo: in particolare, sul numero e sulla durata media delle riunioni del consiglio e del comitato esecutivo, ove presente, tenutesi nel corso dell esercizio nonché sulla relativa percentuale di partecipazione di ciascun amministratore; (3) sulle modalità di svolgimento del processo di autovalutazione. 18

20 effettua, almeno una volta all anno, una valutazione sul funzionamento del consiglio e dei suoi comitati, sulla loro dimensione e composizione, tenendo conto di elementi quali le caratteristiche professionali, di esperienza, anche manageriale, e di genere dei suoi componenti, nonché della loro anzianità di carica. Nel caso in cui il CdA si avvalga dell opera di consulenti esterni, la relazione sul governo societario fornisce informazioni sugli eventuali ulteriori servizi forniti da tali consulenti all emittente o a società in rapporto di controllo con lo stesso tenuto conto degli esiti della valutazione precedente, esprime agli azionisti, prima della nomina del nuovo consiglio, orientamenti sulle figure professionali la cui presenza in consiglio sia ritenuta opportuna 19

21 In mancanza di uno standard condiviso di riferimento, Ned Community è intervenuta al riguardo con il documento Board evaluation: regole, principi, best practice obiettivi 1. valutazione del funzionamento del cda e dei suoi comitati 2. identificazione di eventuali elementi per il suo miglioramento 3. raccolta di possibili raccomandazioni da trasferire agli azionisti e ai cda successivi 20

22 oggetto del giudizio - dimensione e composizione del cda - periodicità delle sue riunioni, trasparenza dei dibattiti - qualità e tempestività delle informazioni ricevute dai consiglieri (si auspica che siano fornite almeno 3 giorni prima del giorno fissato per l adunanza del cda) - capacità del cda di gestire situazioni di potenziale conflitto di interessi - possibilità per i consiglieri non esecutivi di partecipare alle riunioni dei comitati di cui non sono membri in qualità di uditori 21

23 autori del giudizio 1. la valutazione non si può delegare e spetta esclusivamente all organo amministrativo nella sua collegialità; 2. l attività istruttoria alla valutazione può essere svolta sia all interno del cda, anche per il tramite di Comitati, sia esternalizzata ad un soggetto terzo che garantisca un giudizio di obiettività 22

24 tempistica almeno una volta l anno, dandone informativa nella relazione annuale sulla governance modalità 1. valutazione analitica (completa, approfondita e di dettaglio) almeno in occasione dell adozione della prima procedura ed ogni qual volta lo si ritenga opportuno 2. in seguito la società potrà decidere di alternare di anno in anno una procedura di valutazione sintetica 23

25 - composizione: il cda è composto da esecutivi e non esecutivi, dotati di adeguata competenza e professionalità gli AD (anche delle controllate con rilevanza strategica ed i loro presidenti con deleghe di gestione o competenze strategiche) gli amm.ri con incarichi direttivi, anche nelle controllate/anti con rilevanza strategica se l incarico riguarda anche l emittente gli amministratori del comitato esecutivo in assenza dell AD o quando la partecipazione al comitato esecutivo comporta di fatto il coinvolgimento sistematico nella gestione 24

26 i non esecutivi apportano le loro specifiche competenze alle discussioni consiliari (soprattutto quando possono manifestarsi conflitti di interesse): il loro numero è tale da garantire che il loro giudizio possa avere un peso significativo nell assunzione delle decisioni consiliari è opportuno evitare la concentrazione di cariche sociali in una sola persona il CdA designa un amministratore indipendente quale lead independent director, nei seguenti casi: (i) se il presidente del Cda coincide col CEO, come pure nel (ii) se la carica di presidente è ricoperta dalla persona che controlla l emittente. 25

27 il consiglio di amministrazione degli emittenti appartenenti all indice FTSE-Mib designa un lead independent director se ciò è richiesto dalla maggioranza degli amministratori indipendenti, salvo diversa e motivata valutazione da parte del consiglio da rendere nota nell ambito della relazione sul governo societario; il LID collabora con il presidente del consiglio di amministrazione al fine di garantire che gli amministratori siano destinatari di flussi informativi completi e tempestivi. Il CEO di un emittente (A) non assume l incarico di amministratore di un altro emittente (B) non appartenente allo stesso gruppo, di cui sia CEO un amministratore dell emittente (A). 26

28 un numero adeguato di amministratori non esecutivi sono indipendenti, ovvero non intrattengono né hanno di recente intrattenuto (neppure indirettamente) con l emittente o con soggetti legati all emittente, relazioni tali da condizionarne attualmente l autonomia di giudizio negli emittenti appartenenti all indice FTSE-Mib almeno un terzo del CdA è costituito da indipendenti; se a tale quota corrisponde un numero non intero, quest ultimo è arrotondato per difetto. In ogni caso gli indipendenti non sono meno di 2 il cda valuta l indipendenza dei propri componenti non esecutivi dopo la nomina e, successivamente, con cadenza annuale, tenendo presente che un amministratore non appare, di norma, indipendente, nelle seguenti ipotesi: 27

29 a) non ha relazioni economiche con la società o sue controllate e collegate, il management, gli azionisti di controllo, di rilevanza tale da condizionarne l autonomia del giudizio b) non è un azionista rilevante, né partecipa a patti di sindacato che controllano la società stessa c) non essere parenti stretti dei soggetti citati, manager e azionisti d) non essere stati per i precedenti tre esercizi esponente di rilievo dell emittente o controllata e) non aver avuto significative relazioni commerciali, finanziarie o professionali 28

30 - remunerazione: la remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche è stabilita in misura sufficiente ad attrarre, trattenere e motivare persone dotate delle qualità professionali richieste per gestire con successo l emittente la remunerazione degli esecutivi e dei dirigenti con responsabilità strategiche è definita in modo tale da allineare i loro interessi con il perseguimento dell obiettivo della creazione di valore per gli azionisti nel medio-lungo periodo: per gli amministratori che svolgono funzioni attinenti alla gestione dell impresa una parte significativa della remunerazione è legata al raggiungimento di specifici obiettivi di performance, preventivamente indicati 29

31 - remunerazione: il consiglio di amministrazione definisce una politica per la remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche la remunerazione degli amministratori non esecutivi è commisurata all impegno richiesto a ciascuno di essi, tenuto anche conto dell eventuale partecipazione ai comitati: i loro compensi non sono - se non per una parte non significativa - legati ai risultati economici conseguiti dall emittente nessun amministratore prende parte alle riunioni del comitato per la remunerazione in cui vengono formulate le proposte al CdA relative alla propria remunerazione 30

32 b) Comitati interni al cda Il cda istituisce al proprio interno uno o più comitati con funzioni propositive e consultive, composto da almeno 3 membri (2 indipendenti se CdA<= 8 membri) : comitato nomine, comitato remunerazioni, comitato per il controllo interno e gestione dei rischi l istituzione di uno o più comitati può essere evitata riservando le relative funzioni all intero consiglio, sotto il coordinamento del presidente e alle seguenti condizioni: 31

33 (i) gli amministratori indipendenti rappresentino almeno la metà del consiglio di amministrazione, con arrotondamento all unità inferiore qualora il consiglio sia formato da un numero dispari di persone; (ii) all espletamento delle funzioni che il Codice attribuisce ai comitati siano dedicati, all interno delle sedute consiliari, adeguati spazi, dei quali venga dato conto nella relazione sul governo societario; (iii) limitatamente al comitato controllo e rischi, l emittente non sia controllato da un altra società quotata, o sottoposto a direzione e coordinamento. 32

34 Comitato nomine (maggioranza indipendenti) - esprime al Cda raccomandazioni in merito alle figure professionali la cui presenza all interno del consiglio sia ritenuta opportuna - propone al CdA candidati alla carica di amministratore nei casi di cooptazione, ove occorra sostituire amministratori indipendenti - il CdA valuta se adottare un piano per la successione degli amministratori esecutivi (se c è, ne dà informativa nella relazione sul governo societario); l istruttoria sulla predisposizione del piano è effettuata dal comitato per le nomine o da altro comitato interno al consiglio a ciò preposto 33

35 Comitato remunerazione (tutti indipendenti) - può essere composto da non esecutivi, in maggioranza indipendenti; in tal caso, il presidente è scelto tra gli indipendenti. Almeno un componente possiede un adeguata conoscenza ed esperienza sul tema finanziario-retributivo - valuta periodicamente l adeguatezza, la coerenza complessiva e la concreta applicazione della politica per la remunerazione degli amministratori e dei dirigenti con responsabilità strategiche - propone o esprime pareri al CdA sulla remunerazione degli esecutivi, nonché sulla fissazione degli obiettivi di performance correlati alla componente variabile di tale remunerazione 34

36 Comitato per il controllo interno (tutti indipendenti) Ogni emittente si dota di un sistema di controllo interno e di gestione dei rischi costituito dall insieme delle regole, delle procedure e delle strutture organizzative volte a consentire l identificazione, la misurazione, la gestione e il monitoraggio dei principali rischi. Il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi coinvolge, ciascuno per le proprie competenze: a) il CdA, che svolge un ruolo di indirizzo e di valutazione dell adeguatezza del sistema e individua al suo interno: uno o più amm.ri incaricati del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi ed il CCIR 35

37 Comitato per il controllo interno b) il responsabile della funzione di internal audit, incaricato di verificare che il sistema di controllo interno e di gestione dei rischi sia funzionante e adeguato; c) gli altri ruoli e funzioni aziendali con specifici compiti in tema di controllo interno e gestione dei rischi, articolati in relazione a dimensioni, complessità e profilo di rischio dell impresa; d) il collegio sindacale, anche in quanto CCIR e la revisione contabile, che vigila sull efficacia del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi. 36

38 Comitato per il controllo interno - il comitato può essere composto da amministratori non esecutivi, in maggioranza indipendenti; in tal caso, il presidente del comitato è scelto tra gli amministratori indipendenti - nell eventuale scelta di non istituire il CCIR, i fattori considerare sono riconducibili alla complessità e al settore: ad esempio, la natura dell attività e l appartenenza a un settore regolamentato, il fatturato o l attivo di bilancio, il n.ro dei dipendenti, la capitalizzazione, il n.ro dei soggetti giuridici partecipati o controllati, lo svolgimento di attività in regioni o stati a rischio, il numero di componenti del CdA, le loro qualifiche professionali e la loro disponibilità di tempo 37

39 Comitato per il controllo interno - valuta, unitamente al dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, sentiti il revisore legale e il collegio sindacale, il corretto utilizzo dei principi contabili e, nel caso di gruppi, la loro omogeneità ai fini della redazione del bilancio consolidato; - esprime pareri su specifici aspetti inerenti alla identificazione dei principali rischi aziendali - esamina le relazioni periodiche, aventi per oggetto la valutazione del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi, e quelle di particolare rilevanza predisposte dalla funzione internal audit; 38

40 Comitato per il controllo interno (tutti indipendenti) - monitora l autonomia, l adeguatezza, l efficacia e l efficienza della funzione di internal audit; - può chiedere alla funzione di internal audit lo svolgimento di verifiche su specifiche aree operative, dandone contestuale comunicazione al presidente del collegio sindacale; - riferisce al consiglio, almeno semestralmente, sull attività svolta nonché sull adeguatezza del sistema di controllo interno e di gestione dei rischi. Ai lavori partecipa il presidente del collegio sindacale o altro sindaco da lui designato; possono comunque partecipare anche gli altri sindaci. 39

41 c) Sindaci i sindaci agiscono in autonomia ed indipendenza anche rispetto agli azionisti che li hanno eletti i sindaci, che devono qualificarsi come indipendenti, accettano la carica quando ritengono di poter dedicare al loro compito il tempo necessario richiesto dalla carica Al collegio sindacale spetta un compito di vigilanza anche preventiva e non meramente ex post, che si traduce in una verifica sui processi il cui esito va portato all attenzione degli amministratori, affinché essi adottino le misure correttive eventualmente necessarie. 40

42 d) Sistemi dualistico e monistico In caso di adozione di un sistema di amministrazione e controllo dualistico o monistico, gli articoli precedenti si applicano in quanto compatibili, adattando le singole previsioni al particolare sistema adottato, in coerenza con gli obiettivi di buon governo societario, trasparenza informativa e tutela degli investitori e del mercato 41

43 Argomenti trattati: 1. Il quadro normativo di riferimento 1.1 La hard law 1.2 La normativa secondaria 2. La regolamentazione volontaria nazionale 2.1 Evoluzione storica 2.2 Il codice di autodisciplina del L adesione al codice di autodisciplina 4. La regolamentazione volontaria in Europa 5. Qualche spunto di riflessione 42

44 L adesione delle imprese al codice di autodisciplina è comunicata al mercato attraverso la relazione sul governo societario - Guida alla compilazione della relazione di corporate governance, Assonime (2004) - Format sperimentale per la relazione sul governo societario, Borsa Italiana (2008) - Format per la relazione sul governo societario e gli assetti proprietari, Borsa Italiana (2010) e (2012) 43

45 Dall ultimo rapporto Spencer Stuart Italia 2011 emergono i seguenti dati (CdA delle prime 100 società per capitalizzazione al 1/3/2011, incluse le 38 maggiori dell indice FTSE Mib) Dimensioni del cda 44

46 La presenza degli indipendenti 45

47 Altri incarichi dei consiglieri 46

48 Il voto di lista 47

49 Remunerazione dei presidenti 48

50 Remunerazione degli AD 49

51 Remunerazione degli indipendenti 50

52 Stock option esercitate 51

53 Argomenti trattati: 1. Il quadro normativo di riferimento 1.1 La hard law 1.2 La normativa secondaria 2. La regolamentazione volontaria nazionale 2.1 Evoluzione storica 2.2 Il codice di autodisciplina del L adesione al codice di autodisciplina 4. La regolamentazione volontaria in Europa 5. Qualche spunto di riflessione 52

54 I codici di condotta nazionali hanno validità solo nel Paese di riferimento e ne riflettono le peculiarità Bosch Report (Australia) Dey Report (Canada); ALI Principles (USA) NACD Report (USA) codici di vari Paesi ed organizzazioni internazionali Hong Kong Code of Best Practice Cadbury Report (UK) Greenbury Report (UK); Vienot Report (Francia) Business Roundtable (USA) Hampel Report (UK); Combined Code (UK); KonTrag (Germania) 53

55 Argomenti trattati: 1. Il quadro normativo di riferimento 1.1 La hard law 1.2 La normativa secondaria 2. La regolamentazione volontaria nazionale 2.1 Evoluzione storica 2.2 Il codice di autodisciplina del L adesione al codice di autodisciplina 4. La regolamentazione volontaria in Europa 5. Qualche spunto di riflessione 54

56 Come sostenuto dalla Commissione Europea, le origini della crisi sarebbero da ricercare nell incapacità dei consigli di identificare, comprendere e, in ultima istanza, controllare i rischi (Commissione Europea, 2010). Le aree di debolezza individuate riguarderebbero i seguenti aspetti: i consiglieri, ed in particolare quelli non esecutivi, dedicherebbero risorse e tempo insufficienti ai propri compiti consiliari; l autorevolezza e la reputazione del CEO renderebbero spesso arduo manifestare obiezioni o perfino porre domande in consiglio a causa di scarse competenze tecniche o di fiducia nelle proprie posizioni; 55

57 i membri dei singoli consigli spesso provengono da ambienti simili: limitata sarebbe pertanto la diversity di genere, ambiente sociale, cultura e formazione e, quindi, il confronto critico nei processi di decision making; la sensibilità dei consigli, ed in particolare dei presidenti, verso la valutazione delle performance dei singoli e del consiglio nel suo complesso, sarebbe limitata; i consigli sarebbero stati incapaci o, comunque, poco attenti, nella valutazione di adeguatezza del sistema di risk management rispetto al risk appetite della propria banca; i consigli sarebbero stati incapaci di riconoscere la natura sistemica di alcuni rischi e non avrebbero fornito informazioni sufficienti alle autorità di vigilanza. 56

58 La recente crisi economico-finanziaria ha registrato numerosi fallimenti di imprese (almeno formalmente) perfettamente compliant ai codici di autodisciplina in tema di governo societario. La maggior parte della letteratura, così come la prassi operativa, hanno trascurato l'analisi dei processi e delle dinamiche comportamentali che caratterizzano il consiglio di amministrazione 57

59 Secondo Shefrin (2007), quattro sono le principali distorsioni cognitive dei manager determinate da logiche euristiche che possono condurli a scelte non ottimali: 1. la rappresentatività (associazione esperienza) 2. la disponibilità (informazioni) 3. l'ancoraggio 4. l'affetto (decisioni dettate dall istinto) 58

60 Per quanto riguarda invece i principali bias comportamentali, Shefrin (2007) parla di: 1. eccessivo ottimismo (sovrapeso eventi positivi) 2. bias di conferma (ignorare informazioni contrarie al punto di vista del management) 3. illusione di controllo (dei risultati positivi) 4. overconfidence 59

61 Grazie dell attenzione

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