COSIMO GALASSO ETICA & AMBIENTE. Sistema produttivo - Consumo sostenibile

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1 COSIMO GALASSO ETICA & AMBIENTE Sistema produttivo - Consumo sostenibile

2 INDICE Presentazione Pag. 3 Introduzione 4 1. L AMBIENTE: ASPETTI SOCIO-CULTURALI E POLITICI-ECONOMICI AMBIENTE UOMO RISORSE Riflessi ambientali 2.2 Le principali cause dell inquinamento 2.3 I gas serra 2.4 Le emissioni in atmosfera 2.5 I cambiamenti climatici 2.6 Il grande buco 2.7 Lo smog fotochimico 2.8 Effetti sulla salute 2.9 L energia solare e l ambiente 2.10 Le fonti rinnovabili 3.- L EDUCAZIONE AMBIENTALE: DA UN EDUCAZIONE PER LA CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO NATURALE ALL EDUCAZIONE PER LA SOSTENIBILITÀ PRODUZIONE - CONSUMO COMPORTAMENTI L ALLARME DELL ONU ALLA CONFERENZA DI PARIGI CONCLUSIONI 36 Bibliografia.. 38 Allegato Risparmiare energia in casa - Opuscolo ENEA 2

3 Presentazione Il lavoro di risulta estremamente interessante proprio perché adatto alla diffusione nel mondo della scuola di valori culturali e etici che riguardano il tema dell educazione ambientale. E indubbio che il tema dell educazione ambientale rappresenta nella cultura e nella politica contemporanea e lo sarà sempre di più nel futuro uno dei nodi cruciali della politica di sviluppo economico e sociale dei prossimi decenni. E evidente che il pianeta sembra soffrire di un irreversibile degrado ambientale, le cui cause sono abbastanza chiare. Il dominio tecnologico dell ambiente sta portando a un lento e non controllabile danno ecologico e, soprattutto, del clima. E un problema questo, molto trattato dalle politiche mondiali di sviluppo negli organismi internazionali. Si tratta del tema centrale dello sviluppo economico del pianeta nei prossimi decenni. Non è possibile prevedere quelle che saranno le scelte dei decisori politici. L auspicato adeguamento di tutti i paesi, compresi gli Stati Uniti, al trattato di Kyoto, la ricerca di energie rinnovabili e una politica di risparmio energetico e del bene primario dell acqua saranno fattori centrali non solo per lo sviluppo economico ma per la stessa sopravvivenza del pianeta. In effetti l uso della tecnologia industriale che ha determinato questa situazione negativa deve essere, per così dire, rovesciato nei prossimi decenni. Bisogna utilizzare le tecnologie industriali per trasformare l ambiente in modo positivo, provando innanzitutto a limitare l inquinamento atmosferico e a progettare alcuni percorsi di sviluppo sostenibile. La dimensione etica e civica risulta, in questa prospettiva, fondamentale. Non si può costruire un mondo migliore se non si migliorano i legami etici e solidaristici. Una etica civile da sviluppare trasversalmente nella scuola rappresenta, forse, la risposta più significativa alle problematiche dello sviluppo sostenibile nel mondo contemporaneo. Solo legando i problemi etici a quelli politici e educativi si può tentare di costruire una coscienza sociale e etica dal basso che spinga le istituzioni a migliorare le politiche culturali e sociali per il cittadino ponendo l ambiente al centro dei problemi politici del futuro. Il lavoro di Galasso è meritorio proprio per avere posto con chiarezza una tematica così complessa proponendola per l aggiornamento degli insegnanti. Giuseppe Spadafora 3

4 Introduzione L uomo ritiene di aumentare a dismisura la produzione nel nostro pianeta, che ha portato indubbiamente molti effetti positivi sulla vita della gente, accrescendo benessere e comodità. Ma ha avuto anche effetti negativi; effetti che derivano forse tutti dal fatto che potendo disporre in pochi decenni di molte risorse che la Terra aveva accumulato in milioni di anni, l uomo ha dimenticato che se non si vogliono esaurire le scorte occorre ricostruirle man mano che vengono consumate. Ha così cominciato a sostituire al suo antico rispetto per la natura la violenza su di essa. Van Gogh (Otterlo, Kröller-Müller Museum) I quattro girasoli In un momento delicato per il nostro ecosistema ambientale, la visione che il pittore olandese Vincent Van Gogh ci ha lasciato nel quadro i Quattro girasoli, (Parigi - Agosto-Settembre, Olio su tela, 60 x 100 cm) è alquanto raccapricciante per ciò che potrebbe accadere realmente sul nostro pianeta. I quattro fiori appassiti, maestosi a distanza ravvicinata, poggiano su steli aridi già recisi e, come per ribellarsi alla minaccia di dover marcire, distendono i brevi petali che guizzano come fiammelle. L artista ci trasmette un messaggio nella sua visione esistenziale: gli oggetti diventano simboli, segni di chissà quale sofferenza che si deve cercare prima di tutto nel pittore stesso. Il dipinto non rappresenta certamente il degrado ambientale in chiave antropologica, ma si può prevedere lo scenario di un possibile futuro con l occhio dell artista, che scandaglia il presente nella trasfigurazione di una sofferenza personale, tanto da vederne inconsapevolmente anche il limite che lo supera. Facendo un paragone col vino, sarebbe come se un giorno una famiglia di agricoltori trovasse per caso nelle cantine una grande scorta di vini accumulati dai nonni. Da quel momento decide si basare la fortuna e il benessere della famiglia solo sulla vendita di tale scorte. Così smette di curare e coltivare i vigneti andando incontro a sicura rovina. Quando poi qualcuno vedrà il fondo delle botti, non ci sarà certo da cercare nuove botti in cantina, ma bisognerà dar mano alle zappe e riprendere la cura dei vigneti. 4

5 Una ricerca molto interessante, di Silvia Pérez-Vitoria [1], economista, sociologa e documentarista del gruppo di <<L Ecologiste>>, affronta la questione, di cui si parla pochissimo, che è invece di primaria importanza e riguarda i contadini, di cui la studiosa, nel compendio Il ritorno dei contadini, parla del nostro passato e del nostro futuro, del nostro rapporto con la natura, e non solo di classe sociale che è stata alla base dell economia mondiale per secoli anzi per millenni, in quanto il progresso ha sconvolto un equilibrio millenario. Fino alla seconda metà del Novecento, erano i contadini, sia che si trattasse di coltivatori diretti o di braccianti, di mezzadri o affittuari, secondo contatti che cambiavano spesso di regione in regione, a essere rilevanti nei settori delle attività lavorative, ed erano, in Italia come altrove, la parte dominante della popolazione. Altresì, la loro cultura era simile in tutto il mondo. Grandi romanzi e importanti film hanno raccontato adeguatamente questo mondo autentico della vita delle campagne: dal libro Fontamara, negli anni trenta del secolo scorso, letto persino in India, a testi di autori come Tolstoj, Reymont, Verga, Zola, Carlo Levi e registi come Mizoguchi, Kirosawa, Ray, Olmi.... Si può ben dire che il mondo era contadino, e che alla base del vivere sociale c era un legame di tutti con la terra, diretto o indiretto. La rottura di questo legame è stata traumatica, e lo è ancora in una gran parte del pianeta. Nel libro molto efficace nella descrizione di questa classe sconfitta - da cui, più o meno direttamente, proveniamo - la studiosa mette in evidenza la distruzione delle civiltà contadine, delle guerre ai contadini portate dal progresso, e cioè dalle scelte di modelli di sviluppo fatte dalle classi dirigenti, dalla distruzione, più massiccia e organizzata, praticata nei paesi della ex Unione Sovietica al cinico colonialismo in Africa, America Latina e Asia. In nome del progresso si è distrutto un ordine e si sono annichiliti saperi secolari, sostituiti dalla specializzazione dei terreni, dalla meccanizzazione, dalla sostituzione di prodotti chimici a quelli naturali, con conseguenze immense sull ambiente e sull alimentazione, si può dire, sul Dna e il modo di ragionare di noi post-moderni. Il ritorno dei contadini è uno studio molto utile ed efficace nel riassumere questa storia e le sue conseguenze, anche se l azione educativa, da sola non basta a risolvere problemi concreti, e tanto meno l indicazione proposta dalla studiosa per un radicale e rapido cambiamento di rotta, da cui dipenderanno in futuro la nostra alimentazione, il nostro ambiente, il nostro stile di vita, la nostra cultura. Oggi che incombono scelte decisive sul futuro del pianeta, in quanto lo svuotamento e la desertificazione delle campagne si traducono nelle crescita informe delle megalopoli extraeuropee, si pone il problema di un modello di società misto tra tradizione e modernità. Il ritorno al passato, il ritorno dei contadini, pertanto, fa parte di un equilibrio da ristabilire tra uomo e natura, ma le soluzioni attuali e di minoranza sono comunque insufficienti, non bastano in quanto sono dettate dalla necessità e non dalla scelta, che richiede lo sforzo comune e convergente di contadini e cittadini, che si riconoscano reciprocamente piuttosto che annullarsi in una massa amorfa e indistinta. Sempre più spesso si ripropone la tematica del declino del capitalismo e si diffonde l opinione che la forma attuale della produzione economica il capitalismo, appunto, stia distruggendo la Terra, ma questa diagnosi controversa sostenuta sia dagli specialisti economisti sia dagli studiosi in ogni disciplina è priva di valore scientifico. Bisogna d altro canto considerare però la crescente preoccupazione circa l esaurimento dei combustibili fossili, destinato a precipitare nella crisi più grave mai vissuta dalle società industriali avanzate. 5

6 Questo spettro ha già spinto a nuove guerre - dopo un lungo periodo di relativa quiete - e ci ha messo di colpo di fronte una verità nascosta troppo a lungo: abbiamo sempre più bisogno di energia ma non sappiamo come fare per ottenerla, visto che, in ogni caso, più se ne produce, più ne occorre. Però, prima, bisogna puntare a un contenimento dei consumi, al risparmio, all efficienza energetica, parole chiave che non sono contemplate nella politica occidentale. Nella nostra società globalizzata si arriva alla contraddizione dei Suv (Sport Utility Vehicle), che consumano un litro di benzina per fare due chilometri, mentre 2 miliardi di persone non hanno accesso alla corrente elettrica: si può immaginare un paradosso più dissonante di questo? Forse per la prima volta, oggi si palesa realmente l aspetto sostanziale che contrappone l economia all ecologia: l uomo esaurisce risorse e fonti energetiche naturali a un ritmo insostenibile e continua a incrementare esponenzialmente i consumi e i bisogni indotti. Se la parte povera del mondo volesse oggi consumare come quella ricca, il pianeta sarebbe già nel baratro. Il problema energetico è uno specchio dell umanità odierna e testimonia chiaramente come gli uomini mal si confrontino con il concetto di limite e danzino noncuranti sull orlo dell abisso. L umanità si trova, per la prima volta, ad affrontare il pericolo di esaurimento di importanti scorte; è necessario, pertanto, dare una risposta alla seguente domanda: l attuale civiltà è resa possibile solo dal consumo delle riserve naturali accumulate ed è quindi destinata a finire quando fra non molti decenni le scorte finiranno? Oppure usando le moderne tecnologie e conoscenze, per rendere più efficienti i processi naturali, è possibile mantenere l attuale livello di benessere ed anzi accrescerlo utilizzando solo le risorse cosiddette rinnovabili, cioè quelle che la natura mette di volta in volta a nostra disposizione? L energia solare non può essere considerata semplicemente come una fonte secondaria, o integrativa, ma come la fonte energetica cui l umanità deve tendere, considerando ogni altra soluzione come strumento per raggiungere questo obiettivo. Nella condizione attuale, alla luce delle contraddizioni della produzione e del consumo di energia, nonché dello sfruttamento di tutte le risorse messe a disposizione dalla natura per la nostra sopravvivenza, è giunto il momento di cambiare strada. E fondamentale, pertanto, che ognuno si assumi le proprie responsabilità con la consapevolezza di ristabilire l equilibrio tra uomo e natura, per un modello di società che tenga conto del nostro passato, dove tradizione e modernità possano aiutarci a modificare il nostro stile di vita - in una società sempre più multi-etnica - senza per questo farci dimenticare le nostre comuni radici, la Terra. Note [1] Silvia Pérez-Vitoria, Il ritorno dei contadini Ed. Jaca Book Milano,

7 1 L Ambiente: aspetti socio-culturali e politici-economici La tecnica sta portandosi al centro e alla guida della nostra civiltà perché le grandi forze di pensiero e di vita della tradizione occidentale vanno ritirandosi ai margini. Si tratta di un evento decisivo e tipico della nostra epoca. E tuttavia, nel più lontano passato dell Occidente accade qualcosa che, di tale evento, può essere considerato una sorta di anticipazione. I più antichi e profondi maestri del pensiero quali Anassimandro, Parmenide, Eraclito, Anassagora, Empedocle considerati sofisti ( sofista originariamente significava sapiente, dotto, esperto ) percepiscono, sia pure in modo diverso e persino contrapposto, che la realtà non può avere un significato unitario e immutabile, ma è un continuo fluire dove si scontrano forze inconciliabili e dove dunque prevale la forza che è più potente perché è più intelligente, la forza della tecnica. (E da notare che con il termine sofistica la nostra cultura non allude più a quell atteggiamento di apparente sapienza e reale e cavillosa povertà spirituale e concettuale che Platone intendeva smascherare, condannare e bandire). Se i sofisti non possono ancora concepire la tecnica come dominio della natura da parte della conoscenza fisico-matematica, essi vedono però già nella tecnica la capacità di dominare gli animi ( psicagogia ). La loro è tecnica della persuasione, con la quale si possono guidare gli individui, i gruppi sociali, gli Stati. La sofistica sarà sommersa dalle successive grandi forme (da Platone a Hegel) della volontà di dare al mondo un senso stabile e unitario; ma è indubbio che quando oggi ci volgiamo alla sofistica abbiamo già il sentore del clima culturale del nostro tempo. Non per nulla Nietzsche è schierato con i sofisti, contro Platone. Ricordando la sentenza di Protagora, uno dei più celebri tra i sofisti, che <<l uomo è misura (métron) di tutte le cose>> nell indicare la parola (métron), lo studioso M. Untersteiner traduce <<l uomo è il dominatore di tutte le cose>> (in quanto le cose di cui possiamo parlare e in cui possiamo vivere sono quelle della nostra esperienza). (I sofisti, di Mario Untersteiner, 1949, 2a ed. B. Mondatori, 1996). Con questa traduzione si mette in chiaro come l intento di Protagora sia di affermare che l uomo non sottostà a limiti eterni e intrasgredibibili, ma è, appunto, forza dominatrice guidata dalla ragione, si che, in questo senso profondo, l uomo è tecnica, sostenendo pure che la genitrice della sofistica è la tragedia greca, e in particolare Eschilo. E sebbene Platone condanna sia Eschilo sia i sofisti, Eschilo non sta dalla parte dei sofisti e di Nietzsche. Invece per il filosofo E. Severino che non concorda con il parere di Untersteiner - Eschilo vede nella tecnica l espressione più radicale della prevaricazione che rende empio l uomo; egli pensa che Dio, per quanto avvolto dall enigma, salvi l uomo dall angoscia generata dal dolore e dalla morte. Altrimenti, perché l Orestea l unica trilogia che ci è rimasta di Eschilo dovrebbe finire con una Festa? (Emanuele Severino, Il Destino della Tecnica ed. Rizzoli, pag. 32, 1998). Nel saggio citato, lo stesso Severino sostiene:<<e illusorio credere che ci si possa sottrarre ai diritti della tecnica sino a che ci si mantiene all interno della cultura che nella civiltà occidentale conduce inevitabilmente dal pensiero greco alla dominazione della tecnica>> (op. cit.). Oppure come sostiene Martin Heidegger ne La questione della tecnica (1953), la tecnica, nella sua essenza, non è qualcosa di cui l uomo possa disporre e dal cui dominio possa salvarsi. <<Ormai, solo un dio ci può salvare>>, egli dice. Ma la gran questione incomincia a questo punto. Perché l uomo non può disporre del disvelamento della manifestazione delle cose? Perché la tecnica non può impadronirsi e far funzionare lo stesso apparire del mondo? Se il capitalismo distrugge la Terra, distrugge se stesso. Oggi la scienza economica afferma l inseparabilità di economia e ecologia e l uomo giustifica tutto con la prevedibilità dei propri atti. Ma siamo tutti delle macchine, dunque tutto è prevedibile? 7

8 Esistono, al contrario, ragioni intrinseche di imprevedibilità di tutto quello che avviene, tanto nell ambiente quanto fra gli esseri viventi. Esistono forze sempre più consistenti anche all interno del mondo capitalistico che spingono il capitalismo ad assumere uno scopo che non sia più costituito soltanto dal profitto, ma include anche la salvezza Terra. In campo scientifico molti ritengono che l innovazione tecnologica, e il conseguente uso di forme alternative non inquinanti di energia, renderà possibili, insieme, la sopravvivenza del capitalismo e la sopravvivenza della Terra. In molti sostengono che il capitalismo non è la tecnica, e che nella tecnica, non nel capitalismo, lo spirito prometeico trova la propria incarnazione più potente. La vita non è autosufficiente, ma è legata ad un sistema complesso che chiamiamo ambiente. Tanto stretto è il rapporto tra vita individuale e ambiente che, se cambia l ambiente, cambiano anche le forme di vita. Naturalmente gli uomini possono adattarsi a vivere in ambienti diversi. Molte specie si sono estinte e altre si sono affermate al loro posto. Se non vogliamo fare la fine dei dinosauri, dobbiamo capire che non possiamo alterare il nostro ambiente vitale. Il buco nell ozono, i mutamenti climatici, il discioglimento dei poli, sembrano in fondo delle catastrofi astratte. Nessuno le vede, nessuno di noi le tocca. I grandi e cruciali cambiamenti economici che hanno segnato la storia dell umanità sono avvenuti nel momento in cui i nuovi regimi energetici convergevano con nuovi regimi comunicativi. Allorché si produce questa convergenza, la società è ristrutturata in modalità del tutto inedite. Per esempio, l avvento della tecnologia del vapore alimentata dal carbone fu simultaneo all avvento della stampa e produsse la Prima Rivoluzione Industriale. Facendo uso delle modalità comunicative di più antica data e delle forme orali di scambio delle informazioni sarebbe stato impossibile progettare e soprattutto attuare quello sviluppo vertiginoso fatto di ritmi, velocità, flussi, densità e connettività dell attività economica, reso possibile dai motori a vapore alimentati a carbone. Alla fine del XIX secolo e all inizio del XX l avvento del telefono coincise con l introduzione del petrolio e del motore a combustione interna, che insieme costituirono il meccanismo di comando e di controllo che avrebbe dato vita alla Seconda Rivoluzione Industriale. Negli anni Novanta ha avuto nel campo delle comunicazioni un importante rivoluzione. I personal computer, Internet, il World Wide Web e le tecnologie per comunicare in modalità wireless hanno messo in contatto tra loro i sistemi nervosi centrali di oltre un miliardo di persone sulla Terra alla velocità della luce. Sebbene le nuove rivoluzioni del software e delle comunicazioni abbiano già iniziato ad accrescere la produttività in ogni settore industriale, il loro potenziale è lungi dal potersi dire pienamente realizzato. La creazione di un regime di energia rinnovabile, unitamente alla tecnologia delle celle a combustibile alimentate a idrogeno e a reti elettriche intelligenti spalanca le porte all avvento della Terza Rivoluzione Industriale, che dovrebbe avere un potente effetto di moltiplicatore economico nel XXI secolo tanto quanto l ebbero l introduzione del carbone e la tecnologia del vapore nel XIX secolo e il petrolio e il motore a combustione interna nel XX secolo. L etica per l ambiente non riguarda allora poteri astratti e insondabili, che è il comodo alibi di un male contro il quale non esiste rimedio. La parola "etica" viene dal greco ethos e vale come "comportamento comune". Quindi un comportamento comune comporta grandi scelte collettive e occorre innanzi tutto molta più sensibilità. Attualmente l uomo è talmente virtualizzato che si dimentica di essere vivo. Gli esseri umani non sono macchine, essenzialmente. La macchina, per esempio, è viva finché è un progetto nella testa degli uomini. Una volta che il progetto si realizza l oggetto-macchina diventa morto. Al contrario dell essere umano, la macchina non è capace di cambiare da sé né di reazioni che non siano attinenti alla sua meccanica. È un oggetto, non un soggetto. 8

9 D altra parte gli esseri viventi reagiscono. Sono diversi dalle altre cose, dalle cose inanimate, dalla materia che essi realizzano e non vivente in genere. Ciò significa che essere vivi equivale ad essere soggetti, a cambiare continuamente e ad essere in interazione con gli altri. Attualmente si fa di tutto per privare l uomo delle sensazioni e per rendere ogni cosa virtuale, meccanica, inanimata. Dal punto di vista della soggettività da ritenere spaventoso. Il problema dell ambiente è oggi vissuto troppo astrattamente da ognuno di noi. Eppure le catastrofi ambientali avvengono con le stesse regole cui obbediscono i nostri singoli organismi. Ogni uomo è in grado di alterare l ecosistema generale, alterando il proprio. La grande catastrofe è determinata da tante piccole catastrofi, quali possono essere l uso che noi facciamo degli antibiotici o il consumo eccessivo di energia, causa prima del cosiddetto effetto serra. L uomo pertanto si deve educare a non alterare il proprio ecosistema e, al contempo, ad essere vivo, a comprendere il significato della vita e a gioire di essa. Perché si comprenda che ogni singolo comportamento può influire sugli equilibri esistenti nell ecosistema si deve parlare alla collettività. E necessario che l educazione ambientale venga insegnata nelle scuole. Tuttavia l educazione ambientale va distinta dalla mera descrizione ambientale. Essendo l ambiente l insieme delle condizioni fisiche in cui si svolge la vita degli organismi, dunque di tutti gli esseri viventi, l educazione ambientale attiene più al sentirsi parte e al rispetto di questo sistema aperto. L individuo si avvede dei danni procurati all ambiente solo quando si rende conto di essere dentro all ambiente, di essere intriso lui stesso di ambiente, come l ambiente è intriso di lui, perché l ambiente è intriso di umanità. Non esiste oramai un ambiente naturale al mondo. Ogni tipo di ambiente, terrestre o subacqueo, ha conosciuto l intervento dell uomo. L individuo pertanto si deve sentire dentro all ambiente e deve cominciare a preservarlo e a difenderlo. Sempre più spesso si sente parlare di mutamenti genetici. Da ritenersi assolutamente errato, da un punto di vista etico, è mutare gli esseri umani in modo elitario. Anzitutto perché tutti gli esseri viventi sono dei soggetti, con la loro libertà e la loro dignità. La trasformazione genetica dell individuo implica una brevetto del gene, assolutamente inaccettabile. Se è brevettato il gene, deve risultare brevettato l organismo che vi è dentro. Un bambino differenziato geneticamente è già brevettato dall esterno, è già proprietà di altri. Altra cosa è l inserimento di un gene in linea somatica nel corpo di un organismo carente di cellule germinali, o per meglio definire la componente genetica di talune manifestazioni patologiche. Tale inserimento non si differenzierebbe affatto dalla somministrazione di farmaci in modo permanente. Altrettanto si dica per le conquiste della genetica agronomica, atte a combattere la fame nel mondo e a rispondere alle necessità dell uomo migliorandone le caratteristiche fisiologiche e la capacità riproduttiva. In questo caso l etico si misura sulla base dell analisi dei costi e dei benefici. I regni animale, umano e vegetale, devono pertanto essere tutelati nella loro capacità di essere soggetti, e anche sul piano della dignità personale. La manipolazione genetica è la manifestazione più estrema di una volontà di dominio che l uomo si arroga nei riguardi della natura. Le visioni filosofiche o religiose in tal senso sono spesso figlie dello spirito del tempo, o, come anche si dice in tedesco, dello "Zeitgeist". C è da dire che già nella Bibbia sono presenti diverse versioni del rapporto dell uomo con la natura. Sembra quasi, in taluni passi dell Antico Testamento, che l uomo, su incarico di Dio, sia arrivato sulla Terra per prendersi cura della natura e dare un nome agli animali e alle piante. Con l avvento della tecnica più che della scienza, dalla Rivoluzione Industriale in poi, l uomo ha cominciato ad osservare il mondo molto più di prima. Si è legata questa trasformazione alla crescita illimitata dell economia, che deve essere giustificata anche filosoficamente. 9

10 Fondamentalmente l uomo, come Prometeo, il mitico cugino di Zeus che passa per colui che ha creato i primi uomini modellandoli con creta, pensa di sapere come è fatto il mondo, e ritiene dunque di essere in grado con il proprio cervello di partorire un progetto e di estrofletterlo sul mondo in modo da plasmare quest ultimo e da essere sicuro di tutte le conseguenze di questo suo plasmare. Inizialmente l uomo identificava nella macchina tutto ciò che era altro da sé e finiva col predire che l essere umano era l unico ente vivente. Attualmente, con i risultati dell ingegneria genetica, l uomo è arrivato a produrre una diversità filosofica opposta, secondo la quale l uomo oggettivizza sé stesso attraverso processi di auto-modificazione in cui l altro da sé è appunto l uomo stesso. L uomo, attraverso la manipolazione del genoma umano, ritiene di poter concludere che il comportamento umano è meccanico, genetico, determinato fin dalla nascita. Ritiene di poter derivare da queste sue scoperte tutta una serie di vantaggi. L uomo ritiene di aumentare indefinitamente la produzione nel nostro pianeta - cosa, tra l altro, materialmente impossibile - sulla scorta di una concezione filosofica che giustifica la non vita, più che la vita stessa. Attualmente l uomo giustifica tutto con la prevedibilità dei propri atti: siamo tutti delle macchine, dunque tutto è prevedibile. Esistono, al contrario, ragioni intrinseche di imprevedibilità di tutto quello che avviene, tanto nell ambiente quanto fra gli esseri viventi. Molte catastrofi ambientali si verificano ogni qualvolta non si tiene conto che l ambiente è vita. Per ambiente deve essere inteso l insieme delle condizioni fisiche, chimiche, e biologiche in cui si svolge la vita degli organismi. L uomo dell antichità, che praticava questa armonia, considerava la natura come una sorta di divinità, come qualcosa da venerare. Attualmente la natura è passata da essere una divinità a essere un oggetto, uno strumento per produrre ricchezza. C è di nuovo una virtualizzazione del mondo: una cosa non ha valore in quanto tale se non ha un valore d uso. Il valore d uso di un bene rappresenta il profitto che se ne trae. Si pensi già alle immani catastrofi ambientali provocate dai Maya, in nome del mais, per esempio. L uomo dimostra ancora una volta di non essere cosciente dei ritorni delle azioni che compie. Gli esseri viventi, e la terra tutta, reagiscono alle azioni dell uomo come potrebbe reagire un essere umano. Privare l Amazzonia del suo patrimonio arboreo significa aumentare l effetto serra, e così il numero dei temporali e delle alluvioni. Il problema ambientale è ancora molto sottovalutato. È l individualismo che spinge l uomo moderno ad attuare i propri comportamenti "non etici" nei riguardi della natura. Sia gli aborigeni d Australia sia le antiche popolazioni amerinde autoctone si prendevano cura delle cose anche per se stessi. Si uccidevano tanti bisonti quanti occorrevano per la comunità, ma in modo da riservarne ancora per gli anni successivi. Vigeva, tra gli Indiani d America, un codice "non scritto" antropocentrico, ma non individualista. Una specie, come quella umana, di sei miliardi di individui, è niente in confronto ai microrganismi. Bisogna riservare un maggiore rispetto e un po di umiltà verso tutto il resto, sapendo che senza il resto anche l uomo è destinato a finire. L uomo è dotato di un cervello altamente sviluppato, che lo pone dentro numerosissime nozioni e al centro di un evoluzione culturale, che gli consente di realizzare un archivio di informazioni molto arricchito. L uomo trasmette a voce molte più cose e molto più rapidamente di quanto non faccia con il DNA. Partorire progetti equivale a modificare il mondo esterno, proiettandoli sulla materia che è all esterno. L ecosistema è preservato solo se l uomo sta dentro alla natura e la considera come parte di sé. Con la Seconda Rivoluzione Industriale muta anche l atteggiamento dell uomo, più teso a "virtualizzare" il mondo e a non giustificare la "vita". Il cervello umano contiene infinitamente più informazioni del nostro DNA. Proprio per un fatto materiale, di spazio, l acido desossiribonucleico, costituente i cromosomi, non può contenere tutti i pensieri e le informazioni umane. Gli ecosistemi, al contrario, sono unità funzionali in grado di contenere molte più informazioni, oltre che determinare i fattori ambientali interagenti. 10

11 2 - AMBIENTE UOMO RISORSE RIFLESSI AMBIENTALI Nel corso della storia l uomo ha sempre utilizzato le risorse a propria disposizione in modo pressoché indiscriminato, senza curarsi minimamente delle particolari ricadute ambientali che poteva avere la sua presenza nell ambito dei vari cicli naturali. La distruzione e l inquinamento ambientale sono sempre andati di pari passo con l evoluzione della cosiddetta civiltà. Un tempo la popolazione umana era comunque molto meno rappresentata e l impatto ambientale risultava praticamente ininfluente, almeno in ambito globale. Ora, purtroppo, l enorme incremento demografico e l addensamento abitativo in alcune specifiche zone comporta un azione inquinante a livello locale e mondiale notevolmente più elevata, estremamente preoccupante e spesso particolarmente nociva sia per l uomo sia per l ambiente. I fenomeni che oggi maggiormente ci preoccupano sono : - I gas serra e i loro effetti sull'ambiente e sul clima - Le piogge acide - Il Buco dell'ozono - Lo Smog fotochimico L utilizzo incontrollato delle risorse energetiche ha contribuito a danneggiare la salute del nostro pianeta in quanto è noto che l impiego delle fonti energetiche tradizionali è tra le principali cause dell inquinamento ambientale, i cui costi, in generale, vengono considerati esterni all economia del settore energetico e per questo non possono che essere pagati dalla società, sotto forma di tasse o di una riduzione della qualità di vita. Intervenire si può, attraverso: 11

12 l individuazione dei fattori di pressione; il monitoraggio della loro evoluzione; l individuazione di valide ed adeguate soluzioni alternative; la promozione di comportamenti pro attivi ed innovativi per un uso sostenibile delle risorse. Su tali premesse è fondamentale un comportamento etico per diffondere nei giovani una consapevole cultura sulle tematiche ambientali, in particolare del comparto energetico, attività antropica ad elevato impatto ambientale. Viene, in particolar modo, colpita l atmosfera, patrimonio comune dell umanità. L attenzione si focalizza sulle emissioni dei gas serra climalteranti LE PRINCIPALI CAUSE DELL INQUINAMENTO Gli inquinanti vengono solitamente distinti in due gruppi principali: quelli di origine antropica, cioè prodotti dall uomo, e quelli naturali. I contaminanti atmosferici, possono anche essere classificati in primari cioè liberati nell'ambiente come tali (come ad esempio il biossido di zolfo ed il monossido di azoto) e secondari (come l ozono) che si formano successivamente in atmosfera attraverso reazioni chimico-fisiche. A prescindere dalla loro origine, gli inquinanti vengono distinti in primari e secondari. Primari sono gli inquinanti che vengono immessi direttamente nell ambiente in seguito al processo che li ha prodotti. Gli inquinanti secondari sono invece quelle sostanze che si formano dagli inquinanti primari (sia antropogenici che naturali) a seguito di modificazioni di varia natura causate da reazioni che, spesso, coinvolgono l ossigeno atmosferico e la luce. I principali inquinanti primari sono quelli emessi nel corso dei processi di combustione di qualunque natura, cioè il monossido di carbonio, il biossido di carbonio, gli ossidi di azoto (principalmente sottoforma di monossido di azoto), le polveri e gli idrocarburi incombusti. Nel caso in cui i combustibili contengano anche zolfo, si ha inoltre emissione di anidride solforosa I GAS SERRA L effetto serra è quel fenomeno per il quale si ha un riscaldamento del pianeta per effetto dell azione dei cosiddetti gas serra, presenti nell aria a concentrazioni relativamente basse. Il protocollo di Kyoto ha individuato i principali 6 gas serra: 12

13 ANIDRIDE CARBONICA (CO2) Metano (CH4) Protossido di azoto(n2o) Idrofluorocarburi (HFC) Perfluorocarburi (PFC) Esafluoruro di zolfo (SF6) I gas serra permettono alle radiazioni solari di passare attraverso l atmosfera mentre ostacolano il passaggio verso lo spazio di parte delle radiazioni infrarosse provenienti dalla superficie della Terra e dalla bassa atmosfera (il calore riemesso); in pratica si comportano come i vetri di una serra e favoriscono la regolazione ed il mantenimento della temperatura terrestre ai valori odierni. Questo processo è sempre avvenuto naturalmente e fa sì che la temperatura della Terra sia circa 33 C più calda di quanto lo sarebbe senza la presenza di questi gas. Ora, comunque, si ritiene che il clima della Terra sia destinato a cambiare perché le attività umane stanno alterando la composizione chimica dell atmosfera. Le enormi emissioni antropogeniche di gas serra stanno causando un aumento della temperatura terrestre determinando, di conseguenza, dei profondi mutamenti a carico del clima sia a livello planetario che locale. Prima della Rivoluzione Industriale, l uomo rilasciava ben pochi gas in atmosfera, ma ora la crescita della popolazione, l utilizzo dei combustibili fossili e la deforestazione contribuiscono non poco al cambiamento nella composizione atmosferica LE EMISSIONI IN ATMOSFERA Dall inizio della Rivoluzione Industriale, la concentrazione atmosferica dell anidride carbonica è aumentata del 30% circa, la concentrazione del gas metano è più che raddoppiata e la concentrazione dell ossido nitroso (N2O) è cresciuta del 15%. 13

14 Inoltre dati recenti indicano che le velocità di crescita delle concentrazioni di questi gas, anche se erano basse durante i primi anni 90, ora sono comparabili a quelle particolarmente alte registrate negli anni 80. Se le emissioni globali di CO2 fossero mantenute come in questi ultimi anni, le concentrazioni atmosferiche raggiungerebbero i 500 ppm per la fine di questo secolo, un valore che è quasi il doppio di quello preindustriale (280 ppm). Il problema viene ulteriormente complicato dal fatto che molti gas serra possono rimanere nell atmosfera anche per decine o centinaia di anni, così il loro effetto può protrarsi anche per lungo tempo. Come si può vedere dai grafici la concentrazione dei principali gas serra è aumentata in maniera esponenziale a partire dall'avvento della Rivoluzione Industriale. Quali le cause di tale incremento? Le cause di tale incremento possono facilmente individuarsi da un lato nell'uso di combustibili fossili nei processi di combustione del settore produzione energia settore non energia, e del settore trasporti stradali, e dall'altro nella costante diminuzione del patrimonio boschivo con conseguente calo dell azione clorofilliana. Una miniera di carbone inattiva ormai da decenni a Ribolta, in provincia di Grosseto, potrebbe ospitare il primo deposito italiano di anidride carbonica (Co2), il gas responsabile dell effetto serra, prodotto in grande quantità dalle centrali termoelettriche che bruciano combustibili fossili. La tecnica di cattura dell anidride carbonica e in fase di sviluppo e oggi è possibile bloccare il rilascio del Co2, catturandolo prima che esca dalle ciminiere, e spingerlo a grandi profondità nel sottosuolo, nei pozzi petroliferi esauriti, nelle miniere di carbone abbandonate o nelle formazioni di rocce porose sature di acqua salata, senza inquinare. Il sequestro del Co2 è una soluzione comunque temporanea nell attesa di eliminare del tutto l impiego dei combustibili fossili I CAMBIAMENTI CLIMATICI 14

15 Il clima del nostro pianeta è dinamico e si sta ancora modificando da quando la Terra si è formata. Le fluttuazioni periodiche nella temperatura e nelle modalità di precipitazione sono conseguenze naturali di questa variabilità. Vi sono comunque delle evidenze scientifiche che fanno presupporre che i cambiamenti attuali del clima terrestre stiano eccedendo quelli che ci si potrebbe aspettare a seguito di cause naturali. L aumento della concentrazione dei gas serra in atmosfera sta causando un corrispondente incremento della temperatura globale della Terra. Le rilevazioni effettuate hanno dimostrato che negli ultimi 15 anni del XX secolo vi sono stati i 10 anni più caldi di tutto il periodo; il 1998 è stato l anno più caldo in assoluto. Inoltre si ritiene che la temperatura media globale superficiale possa aumentare di 0,6-2,5 C nei prossimi 15anni e di 1,4-5,8 C nel secolo in corso, pur con significative variazioni regionali. Al momento, l incremento risulta maggiore per quanto riguarda le temperature minime che stanno aumentando ad una velocità che è doppia di quelle massime. Il riscaldamento è maggiore nelle aree urbane sia a causa dei cambiamenti che si sono verificati nelle coperture dei terreni che per il consumo di energia che avviene nelle aree densamente sviluppate (fenomeno conosciuto come isole di calore ) IL GRANDE BUCO La stratosfera terrestre contiene una concentrazione relativamente alta di ozono, un gas costituito da tre atomi di ossigeno (O3) e che rappresenta un vero e proprio schermo nei confronti delle pericolose radiazioni ultraviolette (raggi UV) provenienti dal sole. Ogni anno, durante la primavera dell emisfero australe, la concentrazione dell ozono stratosferico nell area situata in prossimità del Polo Sud diminuisce a causa di variazioni naturali. Purtroppo, a causa degli inquinanti rilasciati in atmosfera, sin dalla metà degli anni settanta questa periodica diminuzione è diventata sempre più grande, tanto da indurre a parlare del fenomeno come del buco dell ozono. Recentemente si è comunque individuato un assottigliamento della fascia di ozono anche in una piccola zona al polo Nord, sopra il Mare Artico, fatto che potrebbe preludere alla formazione di un altro buco dalla parte opposta. 15

16 La presenza dei vari inquinanti prodotti dall uomo ha profondamente alterato i naturali meccanismi di formazione dell ozono stratosferico. I composti ODS nell alta atmosfera causano infatti una lenta ma graduale degradazione dell ozono, in modo particolarmente vistoso nell area sopra l Antartide. In questa zona durante l inverno australe (in Maggio- Giugno) il Polo Sud si trova completamente immerso nelle tenebre. Nella media e bassa stratosfera si rende così evidente l azione di una forte corrente circumpolare chiamata vortice polare. Questo vortice isola le grandi masse d aria posizionate sopra il polo che per l assenza dei raggi solari e per la mancanza di scambi termici con altre masse d aria diventano sempre più fredde. Quando la temperatura raggiunge gli 80 C sotto lo zero si formano delle nubi di acido nitrico triidrato e di acqua ad alto contenuto di acido nitrico (normalmente presente in fase gassosa) chiamate nubi stratosferiche polari PSC (Polar Stratospheric Clouds).Queste nubi costituiscono la superficie catalitica ideale per la formazione di tutta una complicata serie di reazioni che comporta la degradazione dei vari composti ODS e la liberazione di molecole biatomiche di Cloro (Cl2) e Bromo (Br2). All insorgere della Primavera australe (Ottobre-Novembre) l azione dei raggi del sole provoca la dispersione delle nubi stratosferiche polari e la scissione delle molecole biatomiche di cloro e bromo in singoli atomi altamente reattivi. L improvvisa comparsa e liberazione di questi atomi provoca l inizio di una catena di reazioni catalitiche che comporta la degradazione dell ozono e la comparsa del cosiddetto buco dell ozono LO SMOG FOTOCHIMICO Lo smog fotochimico è un particolare inquinamento dell aria che si produce nelle giornate caratterizzate da condizioni meteorologiche di stabilità e di forte insolazione. Gli ossidi di azoto (NOx) e i composti organici volatili (VOC), emessi nell atmosfera da molti processi naturali od antropogenici, vanno incontro ad un complesso sistema di reazioni fotochimiche indotte dalla luce ultravioletta presente nei raggi del sole; il tutto porta alla formazione di ozono (O3), perossiacetil nitrato (PAN), perossibenzoil nitrato (PBN), aldeidi e centinaia di altre sostanze. Tali inquinanti secondari vengono indicati col nome collettivo di smog fotochimico perché sono generati da reazioni chimiche catalizzate dalla luce e costituiscono la componente principale dello smog che affligge molte città ed aree industrializzate.questo particolare smog si può facilmente individuare per il suo caratteristico colore che va dal giallo-arancio al marroncino, colorazione dovuta alla presenza nell aria di grandi quantità di biossido di azoto. I composti che costituiscono lo smog fotochimico sono sostanze tossiche per gli esseri umani, per gli animali ed anche per i vegetali, inoltre sono in grado di degradare molti materiali diversi per il loro forte potere ossidante. Da notare che il termine smog deriva dall unione di due parole inglesi: smoke (cioè fumo) e fog (nebbia). Inizialmente questa parola faceva riferimento esclusivo ad un tipo di inquinamento particolarmente diffuso nel passato: lo smog industriale, detto anche smog classico. Questo smog, di colore grigio-nerastro, era frequente nelle ore prossime all'alba, in condizioni di bassa insolazione, bassa velocità del vento e temperatura prossima a 0 C; quindi era più comune nella stagione autunnale ed invernale. 16

17 Veniva prodotto quando il fumo ed il biossido di zolfo liberati nel corso della combustione del carbone si combinavano con la nebbia ed era talmente tossico da provocare decine di migliaia di morti ogni anno. A partire dagli anni 50, l utilizzo di altri combustibili fossili e di altre fonti energetiche, come la nucleare o l idroelettrica, ha ridotto di molto la frequenza e la gravità dei fenomeni di smog industriale. In ogni caso l impiego dei vari combustibili fossili costituisce ancora un pericolo per la salute dell uomo e per l integrità dell ambiente a causa della possibilità che si instauri il fenomeno dello smog fotochimico, la forma d inquinamento più diffusa nelle grandi città del pianeta EFFETTI SULLA SALUTE L inquinamento atmosferico comporta spesso numerose conseguenze a carico della salute, soprattutto nei casi in cui si verifichi un brusco innalzamento delle concentrazioni dei comuni contaminanti dell aria (inquinamento acuto). In questi casi, l aumentata esposizione a vari irritanti atmosferici provoca la riduzione della funzionalità polmonare, l aumento delle malattie respiratorie nei bambini, gli attacchi acuti di bronchite e l aggravamento dei quadri di asma; il tutto comporta un forte incremento nel numero dei decessi fra le persone più sensibili a determinati inquinanti, come gli anziani o le persone affette da malattie respiratorie e cardiovascolari. Famosi sono alcuni casi che si verificarono il secolo scorso: a Londra, ad esempio, fra il 5 ed il 9 dicembre 1952 morirono più di 4000 persone già sofferenti di malattie polmonari a causa di una densa coltre di smog che ristagnava in città. L effetto dell inquinamento a bassi livelli e per lungo tempo risulta invece più subdolo e difficile da individuare. Si presume che provochi a breve termine disagio, irritazione, tossicità specifica, affezioni respiratorie acute e, in rari casi, mortalità, soprattutto fra gli anziani affetti da patologie croniche cardiovascolari o respiratorie. Gli effetti a lungo termine causati da una esposizione ad inquinanti presenti a concentrazioni relativamente basse non sono ancora completamente chiari; in ogni caso si ritiene che fra i vari effetti vi sia la comparsa di malattie polmonari croniche aspecifiche (come la bronchite cronica, l asma e l enfisema), la formazione di varie neoplasie maligne (cancro polmonare, leucemie) ed un aumento della mortalità per malattie cardiovascolari e respiratorie Il buco dell ozono ed in generale la diminuzione dell ozono stratosferico non rappresentano al momento un rischio immediato per la salute dell uomo. Questo, comunque, se le dimensioni del fenomeno non sono destinate a crescere ulteriormente, nel qual caso la situazione potrebbe diventare drammatica. L ozono agisce infatti schermando la maggior parte delle pericolose radiazioni UV-B provenienti dal sole ed un drastico aumento delle radiazioni ultraviolette anche nelle zone popolate della terra potrebbe causare danni impensabili. Alcuni studi teorizzano che una diminuzione dell 1% dell ozono colonnare possa comportare un aumento delle radiazioni ultraviolette a livello del suolo pari all 1,2%. I raggi UV-B sono in grado di attaccare e danneggiare molecole come il DNA e l RNA, così se l esposizione a questi raggi diviene eccessiva, si possono sviluppare sia dei melanomi che altri tipi di cancro della pelle. 17

18 L aumento delle temperature a causa del riscaldamento globale provocato dall incremento della concentrazione dei gas serra nell atmosfera può comportare sia effetti diretti che indiretti per la salute dell uomo. Le temperature estremamente calde aumentano soprattutto i rischi fisici a carico delle persone che presentano problemi cardiaci. Questi soggetti sono più vulnerabili perché in condizioni termiche più elevate il sistema cardiovascolare deve lavorare in modo maggiore per mantenere la temperatura corporea stabile. Il clima più caldo comporterebbe inoltre una maggiore frequenza dei colpi di calore ed un aumento della diffusione dei problemi respiratori. Le temperature più elevate aumentano inoltre la concentrazione dell ozono a livello del suolo, favorendone la formazione. Le statistiche sulla mortalità e sui ricoveri ospedalieri dimostrano chiaramente che la frequenza delle morti aumenta nei giorni particolarmente caldi, in modo particolare fra le persone molto anziane e fra i malati di asma. 2.9 L ENERGIA SOLARE E L AMBIENTE I processi di estrazione, trasporto ed uso delle fonti tradizionali di energia, fossili e nucleare producono numerosi guasti ambientali. E improbabile che si perda il controllo del funzionamento di una centrale nucleare: ma se ciò avvenisse, si produrrebbe una catastrofe. Ed è un problema ambientale grave quello dell eliminazione dei materiali radioattivi di scarto, prodotti nei processi di lavorazione ed utilizzazione dei combustibili nucleari. Anche l uso dei combustibili fossili (petrolio, carbone e gas naturale) è accompagnato da effetti negativi sull ambiente. Gli inquinamenti chimici, dovuti alla diffusione nell atmosfera e nell ambiente di sostanze velenose o comunque dannose alla vita, come ad esempio i composti dello zolfo, sono molto pericolosi. Questi inquinamenti, in linea di principio, se non trascurati, sono eliminabili usando opportuni depuratori. Vi è però un inquinamento che si accompagna all uso dei combustibili e che non è in alcun modo eliminabile: è il cosiddetto inquinamento termico. Esso deriva da due principali fenomeni. Il primo è che trasformando un combustibile in qualunque altra forma di energia si produce calore, che viene immesso nell ambiente. Il secondo è che, bruciando combustibile, si producono fumi che per quanto puliti contengono comunque almeno un gas di scarto: l anidride carbonica; questo gas, pur non essendo velenoso, produce quando è presente nell atmosfera una cappa, che per effetto serra non consente al calore di disperdersi al di fuori dell atmosfera. L inquinamento termico a livello locale danneggia l ambiente, provocando uno squilibrio fra le varie specie viventi e l ambiente naturale, ma successivamente accumulandosi sull intero pianeta diventa inquinamento termico globale, che a certi livelli, consumando sempre più energia, produrrà effetti disastrosi. Lo scioglimento del ghiaccio dei poli e l innalzamento del livello dei mari saranno la conseguenza di tale effetto, che cambierà l assetto dell intero pianeta. L energia solare, invece, produce inquinamenti nel caso si decidesse di installare sulla Terra tanti collettori da coprire tutte le necessità energetiche dell umanità, ma l inquinamento termico prodotto sarebbe tuttavia minore di quello che l uomo ha già prodotto con tutti gli interventi artificiali che ha effettuato sul territorio. 18

19 Un uso molto esteso dell energia solare, per rifornire le case di acqua calda, di elettricità, e per riscaldarle in inverno - se si hanno a disposizione i tetti delle case e le parete orientate verso sud - potrà soddisfare meglio la maggior parte delle necessità di energia delle abitazioni. Per tutte le altre applicazioni però è necessario occupare vaste estensioni di terreno. Se, ad esempio, si volesse produrre con i dispositivi fotovoltaici tutta l energia elettrica che oggi si consuma in Italia, sarebbe necessario utilizzare circa chilometri quadrati di superficie. In Considerazione che esistono terreni improduttivi e abbandonati, questi territori potrebbero diventare campi produttivi se utilizzati con lo scopo di fornire, in futuro, energia solare LE FONTI RINNOVABILI Lo sviluppo dei Paesi industrializzati e tecnologicamente avanzati, negli ultimi decenni del XXº secolo, si è basato su uno spreco di materie prime e di fonti di energia accumulata dal pianeta in milioni di anni. Fra non molto sarà necessario modificare vita e organizzazione sociale; l uso appropriato dell energia solare, la più importante risorsa che abbiamo a disposizione, sarà pertanto uno degli elementi decisivi di questo cambiamento. Come si è visto, l energia solare può essere usata per riscaldare acqua a bassa temperatura e per riscaldare le case in inverno. Ciò può essere fatto utilizzando tecniche ed apparecchiature che sono già oggi ala portata dei progettisti e delle industrie. Al riscaldamento di ambienti e di acqua è dedicata una grossa fetta dei consumi energetici, ma per utilizzare l energia solare, in modo da diminuire i consumi di energia tradizionale, bisogna apportare modifiche in quasi in ogni abitazione ed è, altresì, indispensabile possedere una specifica preparazione tecnica per fare le giuste valutazioni che guidino al miglior uso di questa energia. Nell'ottica di un uso intelligente delle risorse energetiche si colloca lo sfruttamento delle risorse rinnovabili. Queste, almeno allo stato attuale della tecnologia, non possono sostituire totalmente i prodotti petroliferi, ma possono proficuamente rimpiazzarli o integrarli in diverse applicazioni. La caratteristica principale delle fonti rinnovabili è la loro dispersione: questa è contemporaneamente punto di forza, in quanto in tutte le località si possono sfruttare l'energia solare ed eolica, ed elemento limitante, in quanto la "concentrazione" di energia è ridotta. Un problema non trascurabile di alcune tipologie di impianti, principalmente quelli solari ed eolici, è rappresentato dalla necessità di installare i dispositivi all'esterno, con possibili effetti negativi dal punto di vista dell'impatto visivo. Una accurata progettazione dell'inserimento e la scelta di captatori meno "visibili" riescono ad attenuare il problema, ma sicuramente non ad eliminarlo. Diventa inoltre estremamente importante definire quale aspetto dell'impatto sull'ambiente tutelare maggiormente: da una parte la presenza localizzata di elementi antiestetici, dall'altra la consueta utilizzazione dei combustibili fossili cui conseguono le modificazioni climatiche generate dalle emissioni inquinanti. 19

20 Infine è interessante sottolineare una peculiarità degli impianti alimentati da energie rinnovabili: l'utilizzo delle fonti energetiche sempre disponibili localmente consente di evitare "black out" improvvisi dovuti all'impossibilità dei rifornimenti o al danneggiamento delle reti di distribuzione. Un esempio di quanto può capitare si è rivelato in occasione della recente alluvione: si sono verificati dei guasti alla rete elettrica di alimentazione di interi paesi, i quali sono sprofondati nella più completa oscurità. In queste condizioni una seppur minima illuminazione, ad esempio tramite lampioni fotovoltaici, è fondamentale per consentire sia l'evacuazione più rapida che l'arrivo dei soccorsi più agevole. Questi lampioni essendo autonomi garantiscono l'illuminazione in ogni occasione, e pertanto una loro installazione è giustificabile non soltanto per il risparmio energetico che si ottiene ma soprattutto per la maggiore sicurezza che ne deriva. Il 28 settembre 2003, alle ore 3,20 del mattino, l Italia si è trovata al buio: è il grande BLACK OUT, che ha fermato il Paese provocando incidenti, danni, panico, e, conseguenze che, pur non tragiche, hanno colpito l intera popolazione. Da ciò si è potuto constatare l impossibilità di mantenere l attuale sistema di produzione energetica, che riguarda non solo l Italia ma tutte le Nazioni del mondo, e che a tale scopo la ricerca scientifica e tecnologica è concentrata a proporre nuove soluzioni alternative, che riguardano <<l energia del futuro>>, e, tra queste, il <<NUCLEARE PULITO>>. Le ricerche puntano fondamentalmente su due ambiti: un diverso metodo di fusione e la fusione nucleare. Per quanto riguarda la fusione, dal 1998 Italia, Francia e Spagna hanno dato l incarico ad un gruppo di ricercatori per studiare un metodo in grado di risolvere i due principali problemi del nucleare <<tradizionale>>: lo smaltimento delle scorie e il rischio di incidenti. Sul fronte della fusione con il progetto <<ITER>> si proverà a realizzare il primo reattore a fusione nucleare, che potrebbe rappresentare, per i suoi sostenitori, l energia del futuro, pulita e a basso costo. Il progetto per la costruzione, in Francia, del reattore sperimentale a fusione nucleare ITER, per cui è previsto un costo di circa dieci miliardi di euro, è stato messo a punto nel quadro delle ricerche di nuove fonti di energie pulite. L obiettivo di ITER è di dimostrare la fattibilità della produzione di energie attraverso una reazione di fusione simile, per molti versi, a quella che avviene nel sole. La fusione di nuclei atomici con enorme produzione di energia pulita avviene ad altissime temperature all interno di un gigantesco anello elettromagnetico. Ma, a differenza dell energia nucleare che ha bisogno di uranio arricchito e che genera (come scorie ) il pericolosissimo plutonio, questo procedimento utilizza come combustibile il deuterio, che si ricava dall acqua di mare e non dovrebbe produrre scorie inquinanti. Se il procedimento avrà successo e, quando, se ne dimostrerà possibile un uso industriale ne risulterà una fonte energetica praticamente infinita, a basso costo e ad un minimo tasso di inquinamento. Potrebbe essere la fine dell era del petrolio. Risulta ben chiaro, pertanto, che si ha un urgente bisogno di trovare nuove strategie per uscire dall era monopolizzata dal petrolio, una soluzione capace di garantire alla civiltà un futuro. Energie fornite dalle centrali al carbone, dai classici impianti nucleari, dalle sabbie petrolifere ecc., le quali risultano altamente inquinanti, che bruciando emettono ingenti quantità di biossido di carbonio, nel giro di qualche anno potrebbero lasciare il posto alle nuove tecnologie, le quali annunciano, altresì, l era dell Idrogeno, e da cui scaturirà una rivoluzione sociale e politica, rendendo obsoleti: petrolio, carbone e nucleare. 20

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