REGIONE UMBRIA PROVINCIA DI PERUGIA

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1 6) Descrizione del contesto territoriale e/o settoriale entro il quale si realizza il progetto con riferimento a situazioni definite, rappresentate mediante indicatori misurabili: REGIONE UMBRIA PROVINCIA DI PERUGIA BISOGNO GENERALE L intervento dell Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII in provincia di Perugia si inserisce nell area di bisogno generale relativo: minori: necessità di sostenere le famiglie in difficoltà con minori a carico e bisogno di accoglienza di minori e adolescenti in stato di disagio e di abbandono disabili: necessità di interventi di integrazione dei soggetti disabili e di accoglienza di persone con handicap fisico e/o psichico CONTESTO TERRITORIALE DI RIFERIMENTO: DATI DEMOGRAFICI E STATISTICI DEL TERRITORIO GENERALE La Provincia di Perugia è la provincia più estesa dell Umbria. Ha una superficie di Kmq e una popolazione di circa 632 mila abitanti, comprende 59 comuni e 7 comunità montane. Studi recenti hanno messo in evidenza come dal punto di vista sociale esistano profondi squilibri tra le varie aree territoriali e, dunque, come sia necessario sostenere politiche redistributive nel disegnare sul territorio le reti dei servizi essenziali. Si tratta di garantire ai cittadini umbri omogeneità di trattamento e pari opportunità indipendentemente dal luogo di residenza e di lavoro. Ciò presuppone il graduale superamento dei tradizionali dualismi sociali fra zone di montagna e zone di pianura o collinari, tra comuni piccoli e città medio grandi; attraverso un processo che allenti le rivalità campanilistiche e che abitui i comuni a lavorare insieme, nella consapevolezza che le risposte ai bisogni dei cittadini non possono essere rintracciate all interno dei confini, talvolta veramente angusti, del proprio municipio. Le ricerche, inoltre, hanno evidenziato l esistenza di quote non irrilevanti della popolazione regionale in condizione di povertà economica e di indigenza di cui è opportuno tenere conto nella configurazione dei servizi. Infine, l invecchiamento assai rilevante della popolazione umbra, unitamente ai segni di un crescente disagio giovanile, mettono al centro dell attenzione la necessità di un ripensamento riguardo alle politiche per le famiglie. Si tratta di pensare servizi che promuovano la piena cittadinanza di tutti, attivando uno scambio intenso e continuo fra reti informali e reti formali, fra risorse delle famiglie, della comunità e dei soggetti pubblici. Diventa fondamentale costruire un tessuto di welfare a maglie molto strette, con una forte attenzione agli aspetti relazionali per contrastare efficacemente i molteplici percorsi che conducono all esclusione sociale e ridurre le aree del disagio. In Umbria gli ultimi anni hanno conosciuto una decisa crescita quantitativa e qualitativa dei soggetti del terzo settore di cui associazioni, organizzazioni di volontariato e cooperative sociali rappresentano un punto di riferimento fondamentale. ❶ AREA INTERVENTO: MINORI DATI DEMOGRAFICI E STATISTICI IN RELAZIONE AL TARGET DI INTERVENTO/UTENZA DEL PROGETTO La tabella sottostante riporta il numero di minori residenti nella provincia di Perugia dal 2003 al 2006: UNDER % ,6% Tab. 1 Fonte: archivi anagrafici La percentuale media degli alunni stranieri è del 10,25% in linea con quella regionale (10,64%).

2 DESCRIZIONE DELLA SITUAZIONE ATTUALE E DEI BISOGNI GENERALI RIFERITI AL TARGET La tabella 2 riporta i dati relativi ai minori presi in carico dai servizi sociali fra il 2003 e il 2006: SERVIZIO AFFIDO FAMILIARE COMUNITA RESIDENZIALE PRONTA ACCOGLIENZA AUTORITA GIUDIZIARIA Tab. 2 Il Servizi Affidi è un servizio stabile articolato in gruppi interdisciplinari (Gruppo Operativo Affidi, Gruppo Valutazione Famiglie e Banca Famiglie) a supporto di progetti individualizzati realizzati dai Servizi Sociali territoriali. Le famiglie affidatarie fruiscono di un sostegno economico (da un minimo di 200,00 a un massimo di 400,00 mensili) finalizzato al mantenimento del minore, mentre, a favore del minore è prevista un assicurazione per la copertura di incidenti e danni provocati a terzi. Le comunità residenziali per minori sono un servizio socio-educativo che integra o sostituisce temporaneamente la famiglia. Il Comune di Perugia ha due comunità residenziali per minori: una accoglie da 4 a 8 bambini/e della seconda infanzia, l altra accoglie da 4 a 8 ragazzi della fascia preadolescenziale. Le comunità sono gestite da cooperative di servizio sociale con il coordinamento di un Assistente Sociale comunale ed attualmente non hanno posti disponibili in quanto le richieste sono in aumento come da tabella 2. Il Servizio di Pronta Accoglienza è un servizio di pronto intervento sociale, rivolto a minori italiani, stranieri e nomadi che si trovano nel territorio dei Comuni di Perugia nei cui confronti è stata rilevata una situazione di grave disagio o di pericolo, conseguente ad abbandono, sfruttamento, violenza e/o abuso. E gestito da Cooperative Sociali, e può accogliere fino ad un massimo di 5 bambini/e e ragazzi/e. Nel 2006, rispetto agli anni precedenti, è diminuito il numero dei minori accolti, mentre sono aumentati i giorni di permanenza per ogni minore. DOMANDA DI SERVIZI ANALOGHI Rivedere la normativa regionale su organizzazioni di volontariato e cooperative sociali al fine di introdurre elementi che facilitino modalità collaborative finalizzate alla massimizzazione della qualità delle prestazioni, e tali da scongiurare in tutti i modi il prevalere di criteri puramente economicistici; incentivare negli ambiti territoriali la formazione di tavoli di concertazione che possano concorrere alla programmazione della rete (tramite i cosiddetti Piani di zona ); favorire un attenta lettura della domanda sociale, così come l allocazione più efficace delle risorse della comunità locale. OFFERTA DI SERVIZI ANALOGHI Sul territorio della provincia di Perugia non sono presenti molte strutture rivolte ai minori (essenzialmente: 2 comunità residenziali e 1 centro di pronta accoglienza). I servizi, dove è possibile, cercano di puntare soprattutto sull assistenza domiciliare: l A.D.E. (Assistenza Domiciliare Educativa) è un intervento di sostegno socio-educativo rivolto ai bambini, ai ragazzi e alle loro famiglie ed è finalizzata a favorire il consolidarsi di relazioni familiari e sociali e a promuovere il superamento delle crisi. Il servizio è gestito attraverso una convenzione stipulata con le Cooperative Sociali che forniscono le professionalità educative domiciliari. INTERVENTO NEL CONTESTO ED AZIONI/ATTIVITA DA PARTE DELL ENTE Nella provincia di Perugia l ente è presente sul territorio con 3 strutture: 1 nel Comune di Bettona, 1 nel Comune di Assisi e 1 nel Comune di Deruta (a 15 Km da Perugia). In tutti i casi, si tratta di strutture socioassistenziali residenziali a multiutenza che rientrano nella tipologia casa-famiglia e il cui intervento è rivolto principalmente a minori e a disabili con patologie fisiche e psichiche, anche di entità grave. Quasi tutti gli utenti vengono assegnati in affido alle strutture con provvedimenti del TM o dei servizi sociali. In molti casi queste permanenze risultano illimitate in quanto gli accolti hanno contatti molto sporadici con le famiglie di origine o li hanno persi completamente. La tabella 5 descrive sinteticamente la collocazione delle strutture sul territorio, la tipologia di utenza e l età dei fruitori dell ente:

3 STRUTTURE DELL ENTE SUL TERRITORIO Casa d accoglienza e di fraternità getta le reti Casa famiglia Fuori COMUNE Bettona, PG N MINORI ACCOLTI MINORI CON DISABILITA FISICA e/o PSICHICA 2 2 Assisi, le mura PG Casa famiglia Nulla è impossibile a Dio San Nicolò di Celle, PG Tab. 3 (Fonte: Comunità Papa Giovanni XXIII 2008) TREND ACCOGLIENZE MINORI Tab. 4 (Fonte: Comunità Papa Giovanni XXIII 2008) MINORI ABUSATI E MALTRATTATI Le sedi dell ente presenti sul territorio si fanno carico dei minori che gli vengono affidati, non solo offrendo agli accolti un supporto e uno spazio familiare in cui vivere, ma anche percorsi educativi adeguati alle necessità del minore e attività specifiche pensate in base all età dei soggetti coinvolti. Le attività portate avanti dalle strutture suddette sono volte a favorire le opportunità di crescita, di confronto e di inserimento sociale nel contesto di riferimento, attraverso una azione educativa di tipo familiare che mette al centro le esigenze affettive ed evolutive dei minori, e li stimola nel loro processo di crescita e di progressiva autonomia. Tali attività nel 2008 sono state: supporto psicologico, laboratori ludici 1 volta alla settimana, attività motorie 2 volte alla settimana, attività di sostegno scolastico 2 volte alla settimana, contatti costanti con Servizi Sociali Territoriali e con il Servizio Minori interno all Associazione Papa Giovanni XXIII, 5 incontri di sensibilizzazione all anno, sostegno alla genitorialità tramite percorsi educativi 5 nell anno in questione, sostegno a famiglie problematiche circa 8/10 famiglie, attività fisioterapiche. INDIVIDUAZIONE DEI BISOGNI AI QUALI L ENTE VUOLE RISPONDERE CON IL PROGETTO L ente con il progetto Partecipazione, Condivisione Rete cerca sostanzialmente di rispondere ai seguenti bisogni: - colmare la carenza di strutture residenziali rivolte ai minori in stato di abbandono o comunque in condizione di disagio - fornire assistenza e sostegno alla genitorialità ❷ AREA INTERVENTO: DISABILI DATI DEMOGRAFICI E STATISTICI IN RELAZIONE AL TARGET DI INTERVENTO/UTENZA DEL PROGETTO Come in altre zone, anche nella Provincia di Perugia non è semplice reperire i dati relativi alle persone disabili presenti sul territorio. Nella tabella 5 viene riportato il numero dei disabili che nella provincia di Perugia, fra il 2003 e il 2006, hanno usufruito dell assistenza domiciliare e scolastica: DISABILI CON ASSISTENZA DOMICILIARE (minori e adulti) CON ASSISTENZA SCOLASTICA Tab. 5 Fonte: archivi anagrafici

4 In aggiunta all assistenza scolastica, alcuni comuni erogano alle scuole anche altri contributi, nei casi in cui gli alunni disabili residenti a Perugia frequentino istituti siti in altri Comuni, oppure presentino disabilità di tipo sensoriale (non udenti e non vedenti), che richiedono interventi specialistici specifici. DESCRIZIONE DELLA SITUAZIONE ATTUALE E DEI BISOGNI GENERALI RIFERITI AL TARGET L area della disabilità nella Provincia di Perugia rappresenta un terreno di massima integrazione tra diversi attori istituzionali e gli altri settori d intervento, in quanto la disabilità incide su tutte le dimensioni della vita della persona e può comportare diversi gradi di vulnerabilità e di esclusione sociale. I punti di forza rilevabili sono: una forte attivazione del territorio in quanto contesto di relazioni dove si possono costruire percorsi reali di autonomia ed inclusione con una progettualità che metta a valore tutte le risorse della comunità e faccia lavorare insieme soggetti diversi, attraverso pratiche di condivisione e coprogettazione. E questo il senso dell esperienza che si sta realizzando attualmente in Umbria con la programmazione sociale di territorio condivisa, attraverso i Piani di zona che consentono un protagonismo degli attori locali i quali, meglio di tutti, conoscono le potenzialità, i bisogni e le peculiarità del territorio e di chi lo abita; il lavorare per progetti, un metodo che mette in comunicazione istituzioni, soggetti sociali, soggetti fruitori dei Servizi, ma anche per esperienze e vissuti diversi e quindi è in grado di garantire una maggiore efficacia degli interventi. I punti di debolezza, invece, possono essere individuati: - nella scarsità sul territorio di servizi di accoglienza diurni, ad integrazione di quelli ad assistenza domiciliare. Una carenza che spesso sovraccarica le famiglie del lavoro di cura, in termini di presenza continuativa e di assunzione di responsabilità quotidiana, mettendo a rischio la stabilità del nucleo familiare e la famiglia stessa come risorsa ; - nella condizione delle famiglie con adulti disabili gravi dove i genitori vivono la preoccupazione del dopo di noi. E un problema che richiama la responsabilità pubblica a livello di politiche integrate per i soggetti disabili: è necessario prospettare soluzioni abitative di tipo comunitario, sperimentare forme di tutela e solidarietà che coinvolgano altri soggetti di fiducia oltre la famiglia per alleviare la preoccupazione per il futuro. DOMANDA DI SERVIZI ANALOGHI Rilancio del rapporto col territorio per migliorare le opportunità di vita e di relazione dei disabili; la necessità di migliorare la disponibilità di strutture diurne e residenziali in grado di ospitare persone con handicap anche gravi; la razionalizzazione e l incremento delle opportunità di trasporto attrezzato e/o protetto per garantire il diritto allo studio, al lavoro e alla partecipazione. OFFERTA DI SERVIZI ANALOGHI La tabella 6 riporta il nome e la tipologia delle strutture di natura socio-sanitaria che sul territorio di Perugia si occupano di disabili, anche gravi: DENOMINAZIONE TIPOLOGIA N UTENTI Centro diurno S. Costanzo Centro socio riabilitativo ed educativo diurno 13 Centro diurno Cecconi Comunità Capodarco di Perugia P.S. Giovanni Comunità Capodarco di Perugia sede Prepo Via Caprera Comunità Capodarco di Gubbio Sede di Prepo Centro socio riabilitativo ed educativo diurno Centro residenziale a ciclo continuativo Centri socio riabilitativi ed educativi diurni diurno residenziale

5 Opera Don Guanella sede Montebello - S. Enea Centro Speranza Fratta Todina Istituto serafico Assisi Istituto Padre Ludovico da Casoria Assisi residenziale diurno diurno diurno residenziale ambulatoriale diurno residenziale Il Bucaneve 20 Centro Diurno S. Giuseppe Centri socio riabilitativi ed educativi diurni 10 Tab. 6 Ci sono poi alcune tipologie di intervento/servizio che devono essere inserite nella rete territoriale dei servizi, quali: - il patto di cura, soluzione abitativa di tipo solidaristico che consente a persone fragili di condividere con altre persone adulte lo spazio abitativo; - I servizi di sollievo alle famiglie, come da progetto sperimentale delta L. 162/98 che prevede la possibilità di disporre di un pacchetto-ore di assistenza, integrativo degli altri servizi domiciliari, spendibile da chi si prende cura della persona disabile, in modo flessibile e secondo necessità, finalizzato ad alleviarne il carico assistenziale; - i centri di accoglienza diurna per disabili adulti che devono offrire prevalentemente servizi strumentali in sostituzione di quelli che generalmente può garantire la famiglia; - le famiglie comunità del dopo di noi che configurano soluzioni abitative di convivenza sociale assimilabili alla convivenza familiare con il supporto dei servizi territoriali. INTERVENTO NEL CONTESTO ED AZIONI/ATTIVITA DA PARTE DELL ENTE Nella provincia di Perugia la comunità Papa Giovanni XXIII è presente sul territorio con 3 strutture nei comuni di: Bettona, Assisi e Deruta. Si tratta di strutture socio-assistenziali residenziali a multiutenza che rientrano nella tipologia casa-famiglia e il cui intervento è rivolto principalmente a minori e a disabili con patologie fisiche e psichiche, anche di entità grave. Quasi tutti gli utenti vengono assegnati alle strutture con provvedimenti del TM e la loro permanenza risulta illimitata in quanto hanno contatti molto sporadici con le famiglie di origine o li hanno persi completamente. STRUTTURE DELL ENTE SUL TERRITORIO Casa di accoglienza e di fraternità Getta le reti Casa famiglia Fuori le mura Casa famiglia Nulla è ADULTI DISABILITA FISICA DISABILITA PSICHICA DISABILITA PSICO-FISICA

6 impossibile a Dio Tab. 7 (Fonte: Comunità Papa Giovanni XXIII 2008) TREND ACCOGLIENZE DISABILI Tab. 8 (Fonte: Comunità Papa Giovanni XXIII 2008) Come si deduce dalla tabella 7, attualmente le strutture dell ente hanno in carico 6 persone disabili. In generale, le sedi dell ente presenti sul territorio si fanno carico dei disabili che gli vengono affidati, non solo offrendo agli accolti uno spazio familiare in cui vivere, ma anche percorsi educativi individuali, e attività specifiche pensate in base alle possibilità psico-fisiche dei soggetti coinvolti. In particolare le attività realizzate in favore degli ospiti si possono così sintetizzare: incontro con AA.SS. 1 o più volte al mese; sedute di fisioterapia per i soggetti con disabilità fisica; sedute di psicoterapia per gli individui con disagio psichico; visite specialistiche e mediche; accompagnamento ad attività motorie (nuoto, ginnastica,..) e ludico-ricreative (cinema, parco giochi, ); gite ed escursioni sul territorio almeno 1 volta al mese. In favore del territorio in genere invece le attività nel 2008 sono state: contatti con altre ass.ni del territorio, incontri di promozione e sensibilizzazione 6 nel 2008, sostegno alle famiglie di portatori di handicap 5 famiglie, distribuzione di alcuni ausili per disabili alle famiglie, occasioni di incontro con le famiglie presso le sedi, 1 laboratorio ludico aperto ai disabili del territorio ogni 2 mesi. Le attività portate avanti dalle strutture suddette sono volte, più in generale, a favorire le opportunità di crescita, di confronto e di inserimento sociale nel contesto di riferimento, attraverso una azione educativa di tipo familiare che mette al centro le esigenze affettive ed evolutive dei disabili minori, e più in generale stimola ciascun individuo colpito da handicap nel suo processo di progressiva autonomia laddove sia possibile. INDIVIDUAZIONE DEI BISOGNI AI QUALI L ENTE VUOLE RISPONDERE CON IL PROGETTO L ente con la sua presenza e le sue attività tenta di essere una risposta concreta al bisogno del territorio di: - fornire assistenza e sostegno alle famiglie con soggetti disabili, anche in relazione alla tematica del dopo di noi - sopperire alla carenza di strutture residenziali in grado di accogliere anche in modo permanente soggetti disabili INDICATORI UTILIZZATI PER MISURARE IL CONTESTO I parametri utilizzati per descrivere il contesto socio-territoriale della provincia di Perugia sono stati ricavati per lo più riferendosi ai dati forniti dal Bilancio Sociale In particolare, il focus è stato posto sui minori in condizione di disagio (anche stranieri e disabili) e sui disabili (adulti) in carico ai Servizi Sociali e socio-sanitari del territorio. n. nuovi inserimenti n. contatti con Tribunali Minorili n. contatti con Servizi Sociali n. contatti con Servizio Minori interno all Associazione Papa Giovanni XXIII n. incontri di sensibilizzazione nel territorio n. interventi di sostegno n. famiglie interessate all affidamento n. famiglie problematiche sostenute n. di partecipanti alla rete n. di incontri organizzati n. momenti di aggregazione per il territorio n. laboratori aperti ai disabili del territorio 7) Obiettivi del progetto: REGIONE UMBRIA PROVINCIA DI PERUGIA

7 ❶ AREA INTERVENTO: MINORI BISOGNI CONTESTO OBIETTIVI SPECIFICI RISULTATI ATTESI INDICATORI Colmare la carenza di strutture residenziali rivolte ai minori in stato di abbandono o comunque in condizione di disagio 1. Aumento delle accoglienze di minori Incremento dei minori in disagio sociale accolti da 11 a 15 Aumento dei contatti con i Tribunali dei Minori e con Servizi Sociali n. nuovi inserimenti n. contatti con Tribunali Minorili n. contatti con Servizi Sociali n. contatti con Servizio Minori interno all Associazione Papa Giovanni XXIII Fornire assistenza e sostegno alla genitorialità 2. Aumento degli interventi di sostegno alla genitorialità Aumento delle famiglie problematiche sostenute da 8/10 a 12/14 Incremento dei rapporti con il territorio (parrocchie, ass.ni, ecc ) Aumento degli eventi di promozione e sensibilizzazione da 5 a 8. Potenziamento dei percorsi educativi con genitori n. incontri di sensibilizzazione nel territorio n. interventi di sostegno n. famiglie interessate all affidamento n. famiglie problematiche sostenute ❷ AREA INTERVENTO: DISABILI BISOGNI CONTESTO OBIETTIVI SPECIFICI RISULTATI ATTESI INDICATORI Carenza di assistenza e sostegno alle famiglie con soggetti disabili, anche in relazione alla tematica del dopo di noi 3. Coinvolgimento nelle attività dell ente di famiglie che abbiano al proprio interno un disabile Creazione di una rete territoriale per la sensibilizzazione alla condizione di isolamento sociale delle famiglie con disabili. Aumento dei laboratori aperti ai disabili esterni da 1 ogni 2 mesi a 1 ogni mese. n. di partecipanti alla rete n. di incontri organizzati n. momenti di aggregazione per il territorio n. laboratori aperti ai disabili del territorio 8) Descrizione del progetto e tipologia dell intervento che definisca dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo le modalità di impiego delle risorse umane con particolare riferimento al ruolo dei volontari in servizio civile: REGIONE UMBRIA PROVINCIA DI PERUGIA 8.1 Piani di attuazione previsti per il raggiungimento degli obiettivi

8 ❶ AREA INTERVENTO: MINORI OBIETTIVO 1 Aumento delle accoglienze di minori FASI PREPARATORIE rispetto a obiettivo 1 - Indagine preliminare con Servizi Sociali e Tribunale di Minori per verificare possibili sinergie - inventario del materiale promozionale e di sensibilizzazione - verificare la disponibilità dei Comuni di Deruta, Assisi e Bettona nel fornire spazi per la promozione e la sensibilizzazione - Contatti con l ente Lieta Sosta per verificare la disponibilità di locali - preparazione delle sedi per l accoglienza di nuovi inserimenti: livello organizzativo e strutturale. - ricerca di nuove metodologie e nuovi strumenti di intervento - contattare presidenti di quartiere per individuare possibilità di collaborazione AZIONI 1 Analisi della situazione relativa al disagio sociale di minori nel territorio Incrementare i rapporti con servizi sociali territoriali, le associazioni che si occupano di minori e il servizio centrale minori della Ass.ne Apg23 Attività di promozione e sensibilizzazione sul disagio minorile Accoglienza dei nuovi minori Attività assistenziali ed educative con gli accolti Attività ricreative e ludiche aperte anche all esterno OBIETTIVO 2 Aumento degli interventi di sostegno alla genitorialità FASI PREPARATORIE rispetto a obiettivo 2 - incontro con i Servizi Sociali territoriali per individuare margini di collaborazione - organizzazione di un incontro con le associazioni private che operano nel campo minori per creare un collegamento attivo ed individuare attività di sostegno alle famiglie problematiche - incontro con tutti gli operatori dell associazione per analizzare i bisogni formativi ed individuare un agenda formativa - Preparazione di materiali didattici per i laboratori educativo-ricreativi - Contattore l ufficio centrale minori dell associazione per individuare nuove metodologie di intervento a sostegno della genitorialità - ricerca ed individuazione di possibili enti privati, enti pubblici, famiglie, ecc.. che possano effettuare donazioni di cibo e vestiario - verificare la disponibilità dei comuni di Assisi, Deruta e Bettona nel fornire spazi per la promozione e la sensibilizzazione AZIONI 1 Attività di Sostegno alla genitorialità Formazione degli operatori Incremento dei contatti con i Servizi sociali, centri ed enti territoriali Analisi della situazione relativa alle famiglie problematiche nel territorio Attività di consulenza e sostegno materiale alle famiglie problematiche Incremento delle attività ricreative e ludiche aperte anche all esterno Attività di promozione e sensibilizzazione

9 ❷ AREA INTERVENTO: DISABILI OBIETTIVO 3 Coinvolgimento nelle attività dell ente di famiglie che abbiano al proprio interno un disabile FASI PREPARATORIE rispetto a obiettivo 3 - Contattare servizi sociali, enti territoriali pubblici e privati, parrocchie che si occupano di disabilità per individuare livello di sinergie e disponibilità di collaborazione - Contattare servizi sociali per l eventuale collaborazione sull organizzazione di campi ed uscite con disabili del territorio - ricerca ed individuazione di possibili enti privati, enti pubblici, famiglie, ecc.. che possano effettuare donazioni di cibo e vestiario - incontro con tutti gli operatori dell associazione per analizzare i bisogni formativi ed individuazione di personale - individuare personale specializzato per momenti di sensibilizzazione e consulenza alle famiglie interessate - inventario del materiale per le attività ricreative e ludiche - ricerca di nuove metodologie e nuovi strumenti di intervento AZIONI 1 Creazione di una piccola rete di sensibilizzazione sul territorio Analisi dei nuclei familiari con disabili sul territorio e periodica verifica dei bisogni Attività ricreative - ludiche aperte agli esterni Attività intervento domiciliare Incrementare i rapporti con servizi sociali territoriali e le associazioni che si occupano di disabilità Attività di consulenza e informazione alle famiglie problematiche Complesso delle attività previste per la realizzazione dei piani di attuazione. Le sedi di attuazione di progetto della provincia di Perugia (Casa di accoglienza e fraternità Getta le Reti, Case Famiglia Fuori le Mura e Nulla è impossibile a Dio ) attueranno le seguenti azioni/attività: ❶ Attività per Minori OBIETTIVO 1 OBIETTIVO 2 Analisi della situazione relativa al disagio sociale di minori e delle famiglie problematiche nel territorio - valutazione e verifica quantitativa e qualitativa della presenza di famiglie problematiche sul territorio - interviste con i referenti delle singole circoscrizioni - colloqui con famiglie problematiche - colloqui e confronti con gruppi parrocchiali, centri di aggregazione per individuare maggiori disagi giovanili ed eventuali bisogni - stesura di una relazione sulla situazione territoriale OBIETTIVO 1 OBIETTIVO 2 Incrementare i rapporti con servizi sociali territoriali, le associazioni che si occupano di minori e il servizio centrale minori della Ass.ne Apg23 - Comunicare agli enti e servizi sociali della disponibilità e dell apertura delle strutture a nuove accoglienze - Incontri periodici per individuare attività comuni da rafforzare ed organizzare attività specifiche per minori nel territorio

10 - comunicazione della disponibilità a sostenere le famiglie in difficoltà e della presenza delle attività di Sostegno alla genitorialità - presentare agli enti e servizi la relazione sulla situazione territoriale ed individuarvi eventuali bisogni sui quali intervenire congiuntamente - contatti costanti l ufficio centrale minori dell associazione per confronti e supporto informativo e formativo su nuove metodologie di intervento e sulla disponibilità di persone per attività di sensibilizzazione e promozione OBIETTIVO 1 OBIETTIVO 2 Attività di promozione e sensibilizzazione - Organizzare incontri di sensibilizzazione sulla affido - partecipazione ad eventi territoriali organizzati da altri enti con utenti e loro famiglie d origine. - Organizzare incontri sul disagio minorile e promuovere attività di sostegno alla genitorialità - partecipazione a banchetti informativi sul territorio, all interno di iniziative in essere. - incontri con gruppi giovanili e familiari del territorio per far conoscere la realtà della struttura e offrire disponibilità a ricevere visite per approfondire tematiche relative all accoglienza di disabili - testimonianze dirette in momenti di dibattito pubblico in scuole, parrocchie, gruppi OBIETTIVO 1 Accoglienza dei nuovi minori - consegna di indumenti e prodotti per l igiene personale - creare il più possibile momenti di spensieratezza e gioco per permettere l ambientazione del nuovo accolto - attività di conoscenza e socializzazione e presentazione della struttura, degli operatori e degli accolti - individuare, tramite colloqui diretti con il minore, il rapporto con eventuale famiglia d origine - colloqui individuali tra il minore e gli operatori per individuare i bisogni, le aspettative, gli umori - colloqui con i servizi sociali per individuare problematicità e tipologia del disagio - individuazione di un percorso individualizzato - predisposizione di spazi e tempi adatti al momento dell accoglienza e al primo periodo di - inserimento che aiutino il minore a comprendere il significato dell intervento protettivo; - accompagnamento del minore seguente alla valutazione (rientro in famiglia, affido, adozione). - esercizio attivo della vigilanza rispetto a possibili intromissioni o interferenze di adulti - pregiudizievoli in accordo con il servizio affidatario; - monitoraggio dei contatti e delle visite tra genitori e bambino e loro registrazione; - -avoro di preparazione e di sostegno del contesto sociale (scuola, tempo libero, sport) che accoglie il minore tramite un uso corretto delle informazioni circa la sua storia e le sue problematiche da attuarsi in collaborazione con il servizio sociale territoriale; - utilizzo di modalità osservative documentabili sui comportamenti del minore e sulle sue relazioni - significative; - riconoscimento e ascolto del materiale simbolico portato dal minore nelle attività quotidiane e - nel gioco; - organizzazione della vita della comunità che garantisca un adeguato controllo sulle possibili - interazioni problematiche tra i minori (comportamenti aggressivi, comportamenti sessualizzati); - interventi educativi basati sul bilanciamento tra contenimento e comprensione dei - comportamenti problematici e sintomatici; - organizzazione di attività individuali e/o di gruppo atte a valorizzare le capacità del bambino - nella costruzione di un identità personale positiva ed a promuovere spazi di normalità ; - presenza degli operatori accanto al minore nei vari momenti del percorso giudiziario (perizie, - audizione protetta, visite mediche...) in accordo con le decisioni della magistratura e del servizio - sociale affidatario; - attivazione di alleanze educative con genitori valutati recuperabili ed aiuto al bambino nel - riconoscimento del cambiamento avvenuto; OBIETTIVO 1 Attività assistenziali ed educative con gli accolti - cura igienico sanitaria personale (gli accolti vengono assistiti ed aiutati nello svolgimento dell igiene personale quotidiana);

11 - gestione medico sanitaria: accompagnamento in strutture sanitarie per accertamenti e analisi mediche, visite specialistiche, periodiche visite di prevenzione e controllo; - cura alimentare (gli accolti vengono assistiti ed aiutati durante il consumo dei pasti); - servizio di trasporto (gli operatori hanno il compito di accompagnare gli utenti nelle sedi delle varie attività esterne alla struttura, anche per minori disabili essendo provvisti di un pulmino attrezzato per disabili); - incontri mensili con i Servizi Sociali (gli operatori insieme agli accolti incontrano gli assistenti sociali e si confrontano sull andamento dei casi, delle condizioni di vita degli stessi utenti e su come migliorarle); - attività di riordino e pulizia per gli accolti (attività quotidiane alle quali gli accolti sono invitati a partecipare con l aiuto degli operatori per responsabilizzarsi e prendere coscienza del loro grado di autonomia e di crescita personale); - attività di sostegno scolastico (gli accolti vengono aiutati quotidianamente nello svolgimento dei compiti scolastici); - predisposizione e revisione dei programmi individualizzati (incontri di confronto tra gli operatori circa l andamento del percorso individuale degli utenti); - colloqui individuali di minori in affido condotti dagli operatori locali delle strutture (periodicamente ogni singolo accolto svolge un colloquio privato con gli educatori durante il quale espone le sue problematiche); - attività terapeutiche individuali settimanali (gli accolti, parallelamente alle attività quotidiane, seguono distinte terapie in base al loro specifico bisogno); OBIETTIVO 1 OBIETTIVO 2 Attività ricreative e ludiche aperte anche all esterno Per aumentare le relazioni interpersonali partendo proprio dai momenti di spensieratezza, sia all interno della casa famiglia, tra accolti operatori e volontari, sia all esterno, con il contesto circostante (coetanei, famiglie, catechisti) per migliorare, anche la qualità della vita delle famiglie in difficoltà. Per permettere, inoltre, attraverso il momento ludico e ricreativo di responsabilizzare l accolto attraverso il rispetto delle regole del gioco, dei materiali, nei confronti dei compagni, degli avversari. - giochi di gruppo, di società, da tavolo - attività all aperto (giochi organizzati, parco giochi all esterno della casa); - giochi di fiducia - giochi di ruolo - laboratori settimanali di teatro e drammatizzazione, attraverso l arte della recitazione avviene l espressione della propria interiorità, dei propri desideri e paure. - utilizzo del computer sia a scopo scolastico che durante il tempo libero (esempio giochi multimediali, per consentire la stimolazione della memoria e per percorsi para scolastici); - attività di educazione musicale (ascolto, apprendimento di uno strumento musicale); - escursioni nel territorio (periodiche gite che prevedono la possibilità di trascorrere del tempo libero all aria aperta, ad esempio con passeggiate sia a piedi che in bicicletta, sia sfruttando le occasioni ed eventi offerti dal territorio, ad esempio mostre o visite organizzate); - organizzazione di soggiorni estivi (due volte l anno gli operatori organizzano un periodo di vacanza durante il quale insieme agli utenti e trascorrono del tempo lontano dagli impegni quotidiani in montagna o al mare). - Attività di animazione presso i locali dell ente Lieta Sosta - Organizzazione di uscite sul territorio, in ambienti pubblici (cinema, bar, parchi gioco) per promuovere la socializzazione anche in ambienti esterni alla comunità - attività di manipolazione attraverso l utilizzo di diversi materiali (creta, ceramica carta, cartelloni); - attività di pittura attraverso l utilizzo di diversi tipi di colori (tempere, acquarelli,a cera, a matita, a dito) e l utilizzo di tele e fogli particolari (carta riciclata) - attività culinarie (gli accolti vengono invitati ad aiutare gli operatori nella preparazione del cibo quotidiano sia come forma di gioco che di responsabilizzazione); - attività di lettura (racconti, libri, fiabe, quotidiani ) - visione di film (assistita e adatta all età dei singoli accolti) ; - attività sportive, corsi di calcio, pallavolo, nuoto OBIETTIVO 2 Attività di Sostegno alla genitorialità

12 Prevenzione del disagio e creazione di una rete di sostegno attorno alle famiglie più fragili, così da impedire l allontanamento dei bambini dal nucleo familiare nel momento in cui si dovessero affrontare situazioni critiche. Nello specifico sono: Percorso educativo con i genitori per il sostegno alla genitorialità Attivazione di due gruppi di auto-mutuo aiuto per genitori in difficoltà. Il primo gruppo è costituito da genitori che non hanno i figli con sé, ma presso altre famiglie che li hanno accolti temporaneamente in affido. Il gruppo è gestito da due psicologi del servizio sociale e da una operatrice del privato sociale. Il secondo gruppo è costituito da famiglie che hanno i figli con sé a casa, ma che in qualche modo hanno bisogno dei servizi sociali e/o educativi per crescerli. Il gruppo è gestito da un operatore della Comunità e da un educatrice del privato sociale. In tutto sono coinvolti una cinquantina di famiglie, arrivate la maggior parte come libera utenza e non in carico al Servizio Sociale. Tirocinio per famiglie aspiranti all affido Offrire alle famiglie che aspirano a diventare famiglie affidatarie un periodo di tirocinio presso le Case Famiglia per aiutare la coppia che si accosta all affido ad un percorso di consapevolezza. Questo tirocinio dovrebbe diventare parte integrante dell istruttoria per avere l idoneità ad essere famiglia affidataria. OBIETTIVO 2 Formazione degli operatori - formazione degli operatori attraverso la partecipazione a corsi interni e a quelli organizzati dal territorio circa le problematiche legate al disagio familiare in genere e minorile, anche e attraverso l acquisizione di nuove conoscenze tecnico/legislative e competenze professionali. - formazione degli operatori attraverso colloqui con personale specializzato (psicologi, educatori ) circa le relazioni tra minori in difficoltà e genitori o figure educative di riferimento - incontri di verifica e rielaborazione periodici OBIETTIVO 2 Attività di consulenza e sostegno materiale alle famiglie problematiche - fornire sostegno psicologico e materiale alle famiglie multiproblematiche (informazioni,indumenti, alimenti, farmaci, strumenti) - visite presso le abitazioni di tali famiglie - disponibilità ad accogliere minori nelle attività quotidiane della Casa Famiglia - fornire la possibilità di confronto attraverso l organizzazione di incontri tra i genitori della casa famiglia e dei nuclei familiari in difficoltà, per condividere le stesse problematiche - colloqui personali tra responsabile di casa famiglia e genitori in difficoltà - colloqui con minori - porsi come intermediario tra la famiglia problematiche e gli enti e servizi sociali predisposti al supporto ❷ Attività per disabili OBIETTIVO 3 Creazione di una piccola rete di sensibilizzazione sul territorio - intensificare i rapporti con i Servizi Sociali Territoriali ed individuare modalità di supporto - organizzazione di un incontro tra tutte le associazione per individuare gli elementi comuni e stilare un idea progettuale di rete - attività di segreteria e di coordinamento - creare un info-point in grado di rispondere alle domande dei familiari di disabili e saperli poi indirizzare in centri, associazioni, strutture, uffici adeguati alle richieste ricevute - individuare personale specializzato per momenti di incontro pubblici - stilare piano semestrale di attività ed interventi da effettuare sul territorio - stilare un indirizzario delle famiglie con almeno un disabile a carico - individuare i bisogni specifici delle famiglie al servizio della rete OBIETTIVO 3 Analisi dei nuclei familiari con disabili sul territorio e periodica verifica dei bisogni, consulenza e informazione - valutazione e verifica quantitativa e qualitativa della presenza di disabili sul territorio - valutazione delle condizioni psicofisiche, relazionali, degli interessi dei disabili - colloqui con famiglie con disabili - momenti di socializzazione tra famiglie con disabili e le Case Famiglia - comunicare la disponibilità ad aprire la propria struttura a momenti di socializzazione

13 - informazione sull offerta del territorio di centri specializzati alla socializzazione e a fornire attività mirate per disabili OBIETTIVO 3 Attività ricreative - ludiche aperte agli esterni per promuovere le attività della casa famiglia e offrire momenti di svago anche dove l ambito familiare d origine non può garantirlo, per aiutare la nascita e lo sviluppo delle relazioni interpersonali che permettano la condivisione e la reciproca conoscenza, per trascorrere del tempo libero insieme e consentire l espressione delle capacità artistiche, creative, motorie e del mondo interiore dell accolto: - attività socio riabilitative quali acquaticità, musicoterapia, laboratorio teatrale, ippoterapia, tutte attività che stimolano l interiorità della persona facendole conoscere meglio il proprio corpo, la propria voce, e instaurando un rapporto un animale e sperimentandosi in ambienti diversi come quello dell acqua e quello della natura - momenti di gioco e festa, vissuti come momento di incontro e conoscenza reciproca - cene insieme, momenti di aggregazione e di condivisione - gite, campeggi ( momenti di aggregazione finalizzati ad una maggiore integrazione dei disabili e fuoriuscita dallo stato d isolamento di cui spesso sono vittime) - attività all aperto (giochi organizzati, parco giochi all esterno della casa); - attività di lettura ( racconti, libri, fiabe, quotidiani ) - attività culinarie (gli accolti vengono invitati ad aiutare gli operatori nella preparazione del cibo quotidiano sia come forma di gioco che di responsabilizzazione); - visione di film ( assistita e adatta all età dei singoli accolti) ; - giochi di gruppo, di società, da tavolo - attività musicali libere (ascolto, canto); - attività di manipolazione attraverso l utilizzo di diversi materiali (creta, ceramica, carta, cartelloni, stoffa); - attività di pittura attraverso l utilizzo di diversi tipi di colori ( tempere, acquarelli,a cera, a matita, a dito) e l utilizzo di tele e di fogli particolari (carta riciclata) - organizzazione di laboratori di decoupage, patchwork, collage - svolgimento di attività sportive OBIETTIVO 3 Attività intervento domiciliare - aiuto alle famiglie nella gestione della propria economia domestica - aiuto nella gestione delle relazioni con terzi (es. altri inquilini condominiali, enti e centri di aggregazione) - visite periodiche presso l abitazione delle famiglie - sostegno psicologico nelle scelte quotidiane soprattutto attraverso conversazioni e compagnia - creare un rapporto di fiducia con gli operatori e verso gli altri - sostegno materiale attraverso l apporto di beni materiali (vestiario e alimenti) - comunicare la disponibilità di accompagnare i disabili in centri di socializzazione e educativi aperti ai disabili OBIETTIVO 3 Incrementare i rapporti con servizi sociali territoriali e le associazioni che si occupano di disabilità - Incontri con associazioni territoriali per individuare attività e momenti di aggregazioni comuni (gite, feste, laboratori) - Comunicazione ai Servizi Sociali della disponibilità a supportare famiglie con disabili - Presentazione di relazione sulla situazione territoriale delle famiglie con disabili 8.3 Risorse umane complessive necessarie per l espletamento delle attività previste, specificando se volontari o dipendenti a qualunque titolo dell ente. Il personale coinvolto, nella provincia di Perugia, per la realizzazione delle attività previste nel punto 8.2. è composto da 13 volontari dell associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, nelle tabelle sottostanti sono riportati nello specifico le qualifiche, il ruolo e il rapporto con le sedi di attuazione di progetto. SEDE: Casa Accoglienza e Fraternità Getta le Reti

14 Ruolo nella struttura Azioni/ Competenze Rapporto Responsabile di Struttura Diploma di laurea in teologia Coordinatrice di sede Gestione interna ed esterna degli utenti Gestione burocratica degli utenti e contatti con servizi sociali Responsabile dell attività lavorativa e degli inserimenti degli utenti del territorio e di altre case famiglia della Comunità Apg23 per la cooperativa sociale Responsabile di Struttura Diploma socio-psicopedagogico Coreferente del settore lavorativo alla Bottega del Commercio equo e solidale di Assisi Gestione interna della casa Attività educative con accolti Animatrice delle iniziative di zona dedicate ai giovani Responsabile di Struttura Laurea in pedagogia e materie letterarie Gestione interna ed esterna della casa Attività educative e di sostegno agli utenti Mantiene i rapporti con l esterno per l inserimento di nuovi utenti Gestione burocratica ed amministrativa degli utenti e della casa Responsabile del settore lavorativo della cooperativa sociale relativa al servizio di pulizia Coreferente nella gestione della Bottega del commercio equo e solidale Insegnante in centro EDA per la formazione degli adulti SEDE: Casa Famiglia Nulla è impossibile a Dio Ruolo nella struttura Azioni/ Competenze Rapporto Responsabile di Casa Famiglia Coordinatrice di sede Figura genitoriale paterna Laurea in medicina Attività educative per accolti Attività assistenziali Trasporto nelle attività esterne alla struttura Gestione della casa Mantiene i rapporti con enti Responsabile di Casa Famiglia Coordinatore di sede Figura genitoriale materna territoriali Educatrice professionale Attività assistenziali con minori e disabili Attività educative Gestione della casa

15 Operatore Operatore Operatore Accompagnatore degli utenti alle attività esterne alla struttura Gestione della pulizia della casa Gestione della pulizia della casa Educatore Attività di sostegno scolastico Animatore Attività ricreative e ludiche SEDE: Casa Famiglia Fuori le Mura Ruolo nella struttura Azioni/ Competenze Rapporto Responsabile di Casa Famiglia Coordinatrice di sede Figura genitoriale paterna Laurea in giurisprudenza Accompagnamento alle attività dei minori e disabili Gestione della casa sia interna che esterna Attività assistenziali delle utenti Responsabile di Casa Famiglia Coordinatore di sede Figura genitoriale materna Operatore non autosufficienti Laurea in assistente sociale Attività educative, assistenziali e ricreative con i minori Gestione della casa Attività assistenziali e cura dell igiene dei disabili adulti Accompagnamento degli adulti non autosufficienti 8.4 Ruolo ed attività previste per i volontari nell ambito del progetto. I volontari instaureranno con il tempo relazioni interpersonali all interno della casa famiglia, che permetteranno la conoscenza degli accolti e degli operatori locali di progetto. I volontari durante la fase iniziale verranno affiancati a lungo dagli operatori per poi assumere nel tempo competenze e strumenti utili a gestire le attività progettuali e per poter contribuire con originalità e creatività. I 3 volontari richiesti saranno inseriti uno per struttura nelle Case Famiglia Fuori le Mura, Nulla è impossibile a Dio e Casa di Accoglienza e fraternità Getta le Reti e svolgeranno le seguenti attività: ❶ Attività per Minori Analisi della situazione relativa al disagio sociale di minori e delle famiglie problematiche nel territorio - Il volontario affiancherà l operatore di struttura nella stesura di una relazione sulla situazione territoriale Attività di promozione e sensibilizzazione - Partecipa, insieme agli operatori della sede, ad eventi territoriali organizzati da altri enti con utenti e loro famiglie d origine. - partecipazione a banchetti informativi sul territorio, all interno di iniziative in essere. - incontri con gruppi giovanili e familiari del territorio per far conoscere, insieme ai responsabili di sede, la realtà della struttura e offrire disponibilità a ricevere visite per approfondire tematiche relative all accoglienza di disabili - testimonianze dirette in momenti di dibattito pubblico in scuole, parrocchie, gruppi Accoglienza dei nuovi minori - consegna di indumenti e prodotti per l igiene personale - creare il più possibile momenti di spensieratezza e gioco per permettere l ambientazione del nuovo accolto - attività di conoscenza e socializzazione e presentazione della struttura, degli operatori e degli accolti

16 Attività assistenziali ed educative con gli accolti - servizio di trasporto (gli operatori hanno il compito di accompagnare gli utenti nelle sedi delle varie attività esterne alla struttura, anche per disabili essendo provvisti di un pulmino attrezzato per disabili); - partecipano alle attività di riordino e pulizia per gli accolti assegnate dalle figure genitoriali e di riferimento (attività quotidiane alle quali gli accolti sono invitati a partecipare con l aiuto degli operatori per responsabilizzarsi e prendere coscienza del loro grado di autonomia e di crescita personale); - assistenza durante lo svolgimento dei compiti scolastici Attività ricreative e ludiche aperte anche all esterno Per aumentare le relazioni interpersonali partendo proprio dai momenti di spensieratezza, sia all interno della casa famiglia, tra accolti operatori e volontari, sia all esterno, con il contesto circostante (coetanei, famiglie, catechisti) per migliorare, anche la qualità della vita delle famiglie in difficoltà. Per permettere, inoltre, attraverso il momento ludico e ricreativo di responsabilizzare l accolto attraverso il rispetto delle regole del gioco, dei materiali, nei confronti dei compagni, degli avversari. I volontari forniranno accompagnamento, assistenza e organizzazione delle attività, ma si metteranno in gioco anche personalmente, per aumentare la fiducia reciproca. - giochi di gruppo, di società, da tavolo - attività all aperto (giochi organizzati, parco giochi all esterno della casa); - giochi di fiducia - giochi di ruolo - laboratori settimanali di teatro e drammatizzazione, attraverso l arte della recitazione avviene l espressione della propria interiorità, dei propri desideri e paure. - utilizzo del computer sia a scopo scolastico che durante il tempo libero (esempio giochi multimediali, per consentire la stimolazione della memoria e per percorsi para scolastici); - attività di educazione musicale (ascolto, apprendimento di uno strumento musicale); - escursioni nel territorio (periodiche gite che prevedono la possibilità di trascorrere del tempo libero all aria aperta, ad esempio con passeggiate sia a piedi che in bicicletta, sia sfruttando le occasioni ed eventi offerti dal territorio, ad esempio mostre o visite organizzate); - organizzazione di soggiorni estivi (due volte l anno gli operatori organizzano un periodo di vacanza durante il quale insieme agli utenti e trascorrono del tempo lontano dagli impegni quotidiani in montagna o al mare). - Organizzazione di uscite sul territorio, in ambienti pubblici (cinema, bar, parchi gioco) per promuovere la socializzazione anche in ambienti esterni alla comunità - attività di manipolazione attraverso l utilizzo di diversi materiali (creta, ceramica carta, cartelloni); - attività di pittura attraverso l utilizzo di diversi tipi di colori (tempere, acquarelli,a cera, a matita, a dito) e l utilizzo di tele e fogli particolari (carta riciclata) - attività culinarie (gli accolti vengono invitati ad aiutare gli operatori nella preparazione del cibo quotidiano sia come forma di gioco che di responsabilizzazione); - attività di lettura (racconti, libri, fiabe, quotidiani ) - visione di film (assistita e adatta all età dei singoli accolti) ; - attività sportive, corsi di calcio, pallavolo, nuoto Attività di consulenza e sostegno materiale alle famiglie problematiche - aiuto agli operatori durante la consegna di materiale di sostegno (indumenti, alimenti, farmaci, strumenti), una volta che il volontario avrà instaurato un rapporto di amicizia e confidenziale potrà svolgere tale compito autonomamente - accompagnamento degli accolti per visite presso le abitazioni di tali famiglie per creare anche momenti di socializzazione - disponibilità ad organizzare momenti ricreative per accogliere minori nelle attività quotidiane della Casa Famiglia ❷ Attività per disabili Analisi dei nuclei familiari con disabili sul territorio e periodica verifica dei bisogni, consulenza e informazione

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