Fondo Comune di Investimento Mobiliare a Comparti Multipli di Diritto Lussemburghese

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1 AZ FUND 1 Fondo Comune di Investimento Mobiliare a Comparti Multipli di Diritto Lussemburghese 35, avenue Monterey L-2163 Lussemburgo Grand-Duché de Lussemburgo R.C.S. Lussemburgo B RELAZIONE ANNUALE Al 31 dicembre 2011 Le sottoscrizioni possono essere effettuate solo sulla base del Prospetto, delle «informazioni chiave per l investitore», dell ultima Relazione Annuale e dell ultima Relazione Semestrale, se questa è più recente della Relazione Annuale.

2 INDICE Organizzazione del Fondo 5 Informazioni ai portatori di Quote 7 Relazione sulle Attività dell Esercizio passato 8 Conto Patrimoniale Globale del Fondo 67 Conto Economico Globale del Fondo 68 AZ Fund 1 Reserve Short Term Euro 69 AZ Fund 1 Italian Trend 74 AZ Fund 1 European Trend 80 AZ Fund 1 American Trend 87 AZ Fund 1 Pacific Trend 94 AZ Fund 1 US Income 101 AZ Fund 1 Emerging Market Asia 106 AZ Fund 1 Conservative 111 AZ Fund 1 Aggregate Bond Euro (denominato «AZ Fund 1 Long Term Bond» fino al 20 febbraio 2011) 118 AZ Fund 1 Long Term Value (denominato «AZ Fund 1 Long Term Equity» fino al 20 febbraio 2011) 127 AZ Fund 1 Trend 134 AZ Fund 1 Strategic Trend 141 AZ Fund 1 Alpha Manager Equity 149 AZ Fund 1 Alpha Manager Credit 155 AZ Fund 1 Solidity 161 AZ Fund 1 Alpha Manager Thematic 166 AZ Fund 1 Opportunities 172 AZ Fund 1 Emerging Market Europe 177 AZ Fund 1 Emerging Market Latin America 182 AZ Fund 1 Formula 1 Conservative 187 2

3 INDICE (SEGUE) AZ Fund 1 Formula Target 2014 (denominato «AZ Fund 1 Formula 1 Alpha Plus 20» fino al 20 febbraio 2011) 193 AZ Fund 1 Formula 1 Absolute 201 AZ Fund 1 Bond Trend 206 AZ Fund 1 Income 211 AZ Fund 1 European Dynamic 217 AZ Fund 1 QProtection 225 AZ Fund 1 QBond 230 AZ Fund 1 QTrend 235 AZ Fund 1 Asset Power 240 AZ Fund 1 Asset Plus 247 AZ Fund 1 BOT Plus 254 AZ Fund 1 Formula 1 Alpha Plus 259 AZ Fund 1 Formula Macro Dynamic Trading (denominato «AZ Fund 1 Formula 1 Dynamic Trading» fino al 20 febbraio 2011) 265 AZ Fund 1 Active Selection 272 AZ Fund 1 Formula Commodity Trading (denominato «AZ Fund 1 Formula 1 Commodity Trading» fino al 20 febbraio 2011) 279 AZ Fund 1 Active Strategy 285 AZ Fund 1 Dividend Premium 290 AZ Fund 1 Corporate Premium 298 AZ Fund 1 Institutional Target 305 AZ Fund 1 Best Equity 310 AZ Fund 1 Best Bond 315 AZ Fund 1 CGM Opportunistic European 320 AZ Fund 1 CGM Opportunistic Global 325 AZ Fund 1 CGM Opportunistic Government Bond 331 AZ Fund 1 CGM Opportunistic Corporate Bond 336 3

4 INDICE (SEGUE) AZ Fund 1 Cat Bond Fund 342 AZ Fund 1 Best Cedola 348 AZ Fund 1 Formula Target AZ Fund 1 Bond Target AZ Fund 1 Renminbi Opportunities 372 AZ Fund 1 Cash Overnight 378 AZ Fund 1 Cash 12 Mesi 382 Note alla Situazione Finanziaria 386 4

5 ORGANIZZAZIONE DEL FONDO Società di Gestione AZ Fund Management S.A. 35, avenue Monterey L-2163 Lussemburgo Grand-Duché de Lussemburgo Consiglio di Amministrazione della Società di Gestione Presidente del Consiglio di Amministrazione Sig. Pietro Giuliani, Presidente e Amministratore Delegato di Azimut Holding S.p.A., presidente di Azimut Consulenza SIM S.p.A., di AZ Investimenti SIM S.p.A., di Azimut Fiduciaria S.p.A., di AZ Capital Management Ltd., di Apogeo Consulting SIM S.p.A. e di AZ International Holdings S.A., membro del Consiglio di Amministrazione di AZ Life Ltd, Vice-presidente di Azimut SGR S.p.A. e di Azimut Capital Management SGR S.p.A., membro del comitato esecutivo di Azimut Holding S.p.A.. Vice- presidente Sig. Pietro Belotti, Presidente di Azimut SGR S.p.A. e di Azimut Capital Management SGR S.p.A., Vice-presidente di Azimut Consulenza SIM S.p.A., di AZ Investimenti SIM S.p.A. e di Apogeo Consulting SIM S.p.A., membro del Consiglio di Amministrazione di Azimut Fiduciaria S.p.A. Membri del Consiglio d Amministrazione Sig. Marco Malcontenti, Presidente di AZ Life Ltd, di AZ Capital Management Ltd e di AZ Industry and Innovation Srl, Co-Amministratore Delegato di Azimut Holding S.p.A, Membro del Consiglio di Amministrazione di Azimut Consulenza SIM S.p.A., di AZ Investimenti SIM S.p.A., di Azimut Capital Management SGR S.p.A., di Azimut Fiduciaria S.p.A., di Azimut SGR S.p.A., di Apogeo Consulting SIM S.p.A. e di AZ International Holdings SA, membro del comitato esecutivo di Azimut Holding S.p.A.. SIg. Giacomo Mandarino, Vice-presidente di AZ Life Ltd. e Membro del Consiglio di Amministrazione di AZ Capital Management Ltd. Sig. Andrea Aliberti, Chief Investment Officer e Direttore Generale di AZ Fund Management S.A. e membro del Consiglio di Amministrazione di AZ International Holdings S.A.. Sig. Claudio Basso, Senior Fund Manager di AZ Fund Management S.A. e membro del Consiglio di Amministrazione di AZ International Holdings S.A.. Sig. Andrea Ciaccio, membro del Consiglio di Amministrazione di AN Zhong (AZ) Investment Management Ltd e di AN Zhong (AZ) Investment Management Hong Kong Ltd. Sig.ra Paola Antonella Mungo, Direttore Generale di Azimut Holding S.p.A. e membro del Consiglio di Amministrazione di AZ Life Ltd, di AZ Capital Management Ltd, di Azimut Capital Management SGR S.p.A., di Azimut SGR S.p.A., di Azimut Consulenza SIM S.p.A., di AZ Investimenti SIM S.p.A., di Apogeo Consulting SIM S.p.A., di Azimut Fiduciaria S.p.A. e di AZ International Holdings S.A., membro del comitato esecutivo di Azimut Holding S.p.A.. Sig.ra Raffaella Sommariva, Senior Fund Manager di AZ Fund Management S.A. e membro del Consiglio di Amministrazione di AZ International Holdings S.A.. Sig. Massimo Guiati, membro del Consiglio di Amministrazione di AN Zhong (AZ) Investment Management Ltd e di AN Zhong (AZ) Investment Management Hong Kong Ltd. 5

6 ORGANIZZAZIONE DEL FONDO (SEGUE) Sig. Del Papa Stefano, Senior Analyst e Fund Manager di AZ Fund Management S.A. Sig. Fontana Filippo, Membro del Consiglio di Amministrazione di AZ Life Ltd et de AZ Capital Management Ltd. Sig. Spano Ramon, Senior Fund Manager di AZ Fund Management S.A. Sig. Vironda Marco, Fund Manager di AZ Fund Management S.A. Banca Depositaria e Agente di Pagamento BNP Paribas Securities Services - Succursale de Lussemburgo 33, rue de Gasperich, L-5826 Howald-Hesperange Adresse Postale : B.P. 2463, L-2085 Lussemburgo Grand-Duché de Lussemburgo Agente Amministrativo, Conservatore del Registro e Agente di Trasferimento AMS Fund Services S.A. 49, route d Arlon L-1140 Lussemburgo Grand-Duché de Lussemburgo Società di Revisione autorizzata del Fondo e della Società di Gestione Deloitte Audit S.à.r.l. 560, rue de Neudorf L-2220 Lussemburgo Grand-Duché de Lussemburgo 6

7 INFORMAZIONI AI PORTATORI DI QUOTE 1. Relazioni periodiche La Relazione Annuale al 31 dicembre, revisata dalla Società di Revisione autorizzata, e la Relazione Semestrale al 30 giugno, non revisata, così come la lista dei cambiamenti intervenuti nella composizione del portafoglio titoli sono tenuti gratuitamente a disposizione dei portatori di quote presso le sedi sociali dell Amministrazione Centrale, della Società di Gestione e della Banca Depositaria. La Relazione Annuale include la situazione finanziaria del Fondo revisata dalla Società di Revisione autorizzata. La Relazione Semestrale include la situazione finanziaria del Fondo non revisata. La situazione finanziaria di ciascun Comparto è espressa in Euro. La Relazione Annuale è disponibile entro i 4 mesi successivi alla chiusura dell esercizio sociale. La Relazione Semestrale è resa pubblica entro i 2 mesi successivi alla fine del semestre considerato. 2. Informazioni ai portatori di quote a) Il valore netto per quota di ciascun Comparto è disponibile ad ogni giorno di valutazione a Lussemburgo presso le sedi sociali dell Amministrazione Centrale, della Società di Gestione, della Banca Depositaria. Esso è altresì pubblicato sul sito internet: b)comunicazioni ai portatori di quote Gli avvisi ai portatori di quote saranno pubblicati in un quotidiano pubblicato a Lussemburgo e nei quotidiani dei paesi dove le quote del Fondo sono commercializzate. 7

8 RELAZIONE SULLE ATTIVITÀ DELL ESERCIZIO PASSATO SITUAZIONE ECONOMICA MONDIALE E MERCATI FINANZIARI Situazione economica mondiale Nel primo trimestre del 2011 l economia mondiale ha rallentato, frenata dall indebolimento della crescita negli Stati Uniti e da una forte contrazione in Giappone, dove gli effetti economici del terremoto si sono rivelati peggiori del previsto. Nei paesi emergenti l attività ha continuato a espandersi a ritmi sostenuti. In alcune di queste economie si osservano tuttavia alcuni segnali di rallentamento. Nel secondo trimestre le quotazioni delle materie di base, dopo gli aumenti dei mesi precedenti, sono calate, mantenendosi tuttavia su livelli superiori a quelli di inizio anno. Nelle economie avanzate l inflazione di fondo rimane relativamente contenuta; i rincari delle materie prime non si sono riflessi in misura significativa sulle aspettative di inflazione. Nelle economie emergenti i rialzi delle quotazioni delle materie di base stanno invece alimentando una forte crescita dei prezzi, contrastata con interventi volti a rendere le condizioni monetarie meno accomodanti. Nel corso della seconda metà del 2011 l economia mondiale ha rallentato. In base alle ultime informazioni disponibili, nel terzo trimestre l attività economica ha segnato un recupero negli Stati Uniti, in Giappone e nel Regno Unito a fronte di una moderata decelerazione nei paesi emergenti, il cui ritmo di crescita rimane peraltro elevato. Tuttavia, in presenza di forti tensioni sul debito sovrano nell area dell euro e di un elevata incertezza circa il processo di consolidamento delle finanze pubbliche negli Stati Uniti, nello scorcio dell anno si sono indebolite le aspettative che la crescita delle economie avanzate acquisti progressivamente vigore. I flussi commerciali, in ripresa nel terzo trimestre, avrebbero rallentato nettamente nel quarto. Le spinte inflazionistiche si sono generalmente attenuate, beneficiando del calo dei corsi delle materie prime. Economia Europea Nel primo trimestre di quest anno il PIL dell area dell euro è cresciuto dello 0,8 per cento sul periodo precedente, dopo il modesto incremento registrato alla fine del L accelerazione ha avuto natura in parte temporanea: essa ha riflesso un recupero degli investimenti in costruzioni (1,2 per cento), che nei mesi autunnali si erano contratti a causa delle avverse condizioni meteorologiche; si è aggiunto l aumento degli acquisti di beni strumentali (2,6 per cento). La crescita della spesa delle famiglie è proseguita a ritmi modesti (0,2 per cento). È rimasta ampia l eterogeneità fra i maggiori paesi. In Germania il prodotto ha segnato un espansione quasi doppia rispetto all area; l incremento è stato dello 0,9 per cento in Francia e appena positivo in Italia (0,1 per cento). L indice armonizzato dei prezzi al consumo nell area dell euro è cresciuto del 2,7 per cento in giugno rispetto a dodici mesi prima; l accelerazione nel secondo trimestre ha riflesso il rincaro dei beni alimentari trasformati e dei servizi, parzialmente controbilanciato dal rallentamento dei prodotti energetici. In maggio i prezzi alla produzione sono aumentati in misura ancora sostenuta (6,2 per cento), sebbene in attenuazione rispetto ai mesi precedenti. L inflazione ha avuto un andamento al rialzo a causa dei rincari dei prezzi dell energia. Nell ultima parte del 2011 il quadro congiunturale dell area dell euro si è indebolito. L indicatore -coin, che stima la componente di fondo della variazione trimestrale del PIL dell area, si colloca da ottobre su valori negativi. Sono state riviste al ribasso anche le prospettive di crescita per il Beneficiando di un allentamento delle tensioni sui costi degli input, le pressioni inflazionistiche si sono attenuate. Il Consiglio direttivo della BCE ha ridotto in due occasioni i tassi ufficiali, portandoli all 1,0 per cento; ha introdotto nuove importanti misure di sostegno all attività di prestito delle banche a famiglie e imprese, ostacolata dalle crescenti difficoltà di raccolta e dalla segmentazione dei mercati interbancari. Una prima operazione di rifinanziamento a 36 mesi con piena aggiudicazione degli importi richiesti è stata effettuata il 21 dicembre. Dopo l operazione l aumento della liquidità presente nel sistema bancario e la riduzione dei timori sulla capacità di raccolta delle banche si sono riflessi in una riduzione dei premi per il rischio impliciti nei tassi interbancari e in un miglioramento dei premi sui CDS delle banche. 8

9 Mercati emergenti Da alcuni mesi le pressioni inflazionistiche sono tornate ad accentuarsi in molte economie emergenti; nel complesso dei principali 22 paesi, la dinamica dei prezzi al consumo ha raggiunto il 6 per cento in maggio, dal 4,7 nell agosto dello scorso anno. In Cina, India, Brasile, Russia, Polonia e Turchia l inflazione supera il valore medio dell ultimo quinquennio, nonché l obiettivo perseguito dalle autorità. L accelerazione dei prezzi è stata innescata dai rincari internazionali delle materie prime alimentari ed energetiche (pari, rispettivamente, al 33 e al 40 per cento nei dodici mesi terminanti nel maggio di quest anno). Oltre alle interruzioni dal lato dell offerta, in parte di natura temporanea, questi aumenti hanno riflesso fattori di domanda legati all elevata crescita economica nei paesi emergenti che, in questa fase, si è rivelata superiore alle attese. La rapida trasmissione dei rincari delle quotazioni internazionali ai prezzi interni riflette il peso elevato dei prodotti alimentari nei panieri di consumo di molti paesi emergenti (circa 38 per cento in Russia, 30 in Cina e 23 in Brasile) e quello crescente dei consumi energetici. Nelle economie appena sfiorate dalla crisi del , come Cina, India e Brasile, in presenza di una forte ripresa della domanda interna e di condizioni prossime ormai al pieno utilizzo dei fattori produttivi, le spinte inflazionistiche si sono rapidamente estese al resto del sistema economico anche attraverso più elevate richieste salariali. Nel complesso dei principali paesi emergenti, l inflazione di fondo è salita al 4 per cento in maggio. In Giappone l attività produttiva, dopo essersi contratta nel primo semestre, ha segnato un forte rimbalzo, salendo del 5,6 per cento. Vi hanno contribuito il rafforzarsi della dinamica dei consumi e il riavvio delle esportazioni, in precedenza condizionate dall interruzione delle catene produttive a seguito del terremoto. Nel Regno Unito il PIL ha accelerato al 2,3 per cento, sospinto dall accumulo delle scorte, a fronte del ristagno dei consumi e dell apporto negativo delle esportazioni nette. Nelle principali economie emergenti l attività è lievemente rallentata, risentendo delle misure di politica economica restrittive adottate nel primo semestre. Nel terzo trimestre del 2011 in Cina e in India la crescita del PIL è comunque rimasta elevata (rispettivamente al 9,1 e al 6,9 per cento sul trimestre corrispondente del 2010), grazie alla dinamica ancora sostenuta della domanda interna. In Brasile è scesa al 2,2 per cento, a causa della frenata nel settore industriale. Per contro, in Russia la crescita del PIL è salita al 4,8 per cento. Nei paesi emergenti le imprese hanno subito un nuovo rallentamento nel quarto trimestre, più marcato in India e in Brasile. In Cina la crescita scenderebbe sotto il 9 per cento, risentendo dell ulteriore indebolimento della domanda estera e della minore attività nel settore immobiliare. Mercati Obbligazionari La crisi del debito sovrano nell area dell euro ha investito il mercato finanziario italiano con particolare intensità: il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e quelli tedeschi si è ampliato fino a raggiungere nuovi massimi dall introduzione dell euro. Le misure adottate dal Governo hanno permesso una riduzione del differenziale, risultata tuttavia temporanea in presenza di una perdurante incertezza sull efficacia delle politiche europee e di un peggioramento delle prospettive di crescita. Nelle ultime settimane le tensioni sono rimaste elevate, ma sono fortemente diminuiti i premi per il rischio sui titoli di Stato alle scadenze più brevi (inferiori ai tre anni). Dall inizio di ottobre alla prima decade di gennaio il differenziale tra il rendimento lordo dei BTP decennali e quello del corrispondente titolo tedesco ha registrato un significativo rialzo, raggiungendo il 9 novembre i livelli massimi dall introduzione dell euro. Ciò ha riflesso l intensificarsi della crisi del debito sovrano dell area dell euro e, in particolare, le incertezze degli operatori circa la risposta delle autorità europee alla crisi. Hanno contribuito all acuirsi delle tensioni sia l indebolimento del quadro macroeconomico dell area, sia i ripetuti declassamenti dei titoli sovrani e delle banche di alcuni paesi europei, tra cui l Italia. Dagli inizi di novembre il differenziale è salito in misura marcata anche sulle scadenze più brevi, determinando un appiattimento della curva dei rendimenti e, in alcuni giorni, anche un inversione della sua pendenza, segnalando un inasprimento dei timori degli investitori circa la sostenibilità del debito pubblico italiano. Si sono deteriorate le condizioni di liquidità nel mercato secondario dei BTP, con un ampliamento dei differenziali lettera-denaro, nonostante gli acquisti di titoli di Stato effettuati dalla Banca centrale europea (BCE) nell ambito del Securities Markets Programme. Alcune società che svolgono attività di compensazione di titoli hanno richiesto l aumento dei margini di negoziazione. L insediamento del nuovo Governo, il 16 novembre, e l annuncio delle misure correttive di finanza pubblica, il 4 dicembre, sono stati seguiti da significative riduzioni del differenziale di rendimento tra i BTP decennali e i corrispondenti titoli tedeschi (rispettivamente, nei due giorni successivi, di 0,5 e 0,9 punti percentuali, 9

10 portandosi al 4,7 e 3,7 per cento). Lo spread è poi tornato a crescere, riflettendo presumibilmente le incertezze degli investitori circa l adeguatezza e l effettiva attuazione delle decisioni del vertice europeo del 9 dicembre, nonché preoccupazioni per le prospettive di crescita. A partire dalla fine di dicembre fino alla prima metà di gennaio il differenziale sulla scadenza decennale è rimasto attorno a 500 punti base; tuttavia è rapidamente e significativamente diminuito il differenziale sulle scadenze più brevi. Su quelle a un anno lo spread si attesta poco sopra i 300 punti base. La pendenza della curva per scadenza dei titoli di Stato ha assunto nuovamente una inclinazione positiva, segnalando un attenuazione dei timori sul debito pubblico italiano, soprattutto sugli orizzonti più brevi. Il 13 gennaio l'agenzia Standard and Poor's ha declassato il rating sovrano dell'italia di due gradini, da A a BBB+. Mercati azionari Nel secondo trimestre dell anno l indice generale della borsa italiana è diminuito del 7 per cento, a fronte di un calo del 2 per cento dell indice delle principali società quotate dell area dell euro. Dopo la lieve ripresa segnata in aprile, anche sulla spinta del buon andamento degli utili annunciati dalle imprese, dall inizio di maggio i corsi azionari sono tornati a scendere. Vi hanno contribuito l acuirsi dei timori di una ristrutturazione del debito greco nonché l incertezza alimentata dai rialzi dei prezzi delle materie prime e dal rallentamento della ripresa economica negli Stati Uniti. Nei primi tredici giorni di luglio gli indici in Italia e nell area dell euro sono scesi rispettivamente del 5 e 4 per cento. Nel confronto europeo il listino italiano ha risentito della elevata incidenza e del forte calo del comparto bancario (-14 per cento nel secondo trimestre; -11 per cento nei primi giorni di luglio), particolarmente esposto alle turbolenze sui mercati dei titoli di Stato nell area dell euro. Il 23 giugno l agenzia Moody s ha posto sotto osservazione, per un possibile declassamento, il rating di 16 banche italiane; le quotazioni bancarie hanno subito una temporanea forte flessione per poi tornare a salire alla fine del mese, anche in concomitanza con l approvazione della manovra correttiva da parte del Parlamento greco. Un nuovo ampio calo dei corsi delle banche si è verificato in luglio in seguito al declassamento dei titoli di Stato del Portogallo alla categoria ad alto rischio e alle tensioni sui titoli pubblici italiani. La flessione delle quotazioni osservata da maggio ha inoltre penalizzato in misura marcata le telecomunicazioni, il settore industriale e i servizi. Un andamento migliore rispetto all indice generale si è invece registrato nei comparti dei beni di consumo (tra cui quello delle automobili) e dell elettricità. Il rapporto tra utili correnti e capitalizzazione è salito di circa un punto percentuale nel secondo trimestre del 2011, mantenendosi al di sopra della media di lungo periodo. La volatilità attesa dei corsi azionari si è ridotta lievemente nella media del trimestre, pur registrando un sensibile rialzo nella seconda metà di giugno in seguito all inasprirsi delle tensioni sui mercati dei titoli di Stato nell area dell euro. Nel secondo trimestre sono state effettuate tre operazioni di prima quotazione in borsa. Alla fine di giugno il listino della borsa italiana contava 292 società italiane, per una capitalizzazione complessiva pari a 432 miliardi (circa il 27 per cento del PIL). Risentendo della crisi del debito sovrano dell area, nel quarto trimestre dell anno la volatilità implicita nei prezzi delle opzioni si è mantenuta su valori elevati, analoghi a quelli del trimestre precedente. Dalla fine di settembre a metà gennaio l indice generale della borsa italiana è rimasto sostanzialmente invariato (0,6 per cento), mentre quello dell area dell euro ha segnato un rialzo del 6,7 per cento. Alcuni settori hanno registrato cali accentuati: gli indici delle banche, dei servizi di pubblica utilità e delle assicurazioni sono scesi del 23, del 8 e del 4 per cento, rispettivamente. Hanno invece segnato marcati rialzi i comparti delle materie prime e dei prodotti petroliferi (del 59 e del 26 per cento, rispettivamente). Il rapporto fra utili e capitalizzazione è diminuito di oltre un punto percentuale, riflettendo principalmente un significativo calo degli utili correnti delle società quotate. Tale rapporto resta comunque al di sopra della media di lungo periodo. Nel quarto trimestre del 2011 sono state portate a termine due operazioni di prima quotazione in borsa, sull Alternative Investment Market Italia (AIM Italia), dedicato alle piccole e medie imprese. Alla fine di dicembre il listino di Borsa Italiana contava 287 società italiane, per una capitalizzazione complessiva di 332 miliardi (pari a circa il 21 per cento del PIL). 10

11 AZ FUND 1 RESERVE SHORT TERM EURO Il comparto appartenente alla categoria fondi di Liquidità Area Euro, ha mantenuto una strategia di investimento indirizzata verso un significativo controllo della volatilità del portafoglio utilizzando strumenti del mercato monetario, liquidità e obbligazioni a breve termine. Nel primo trimestre la durata media finanziaria del comparto è rimasta nell intorno dei 4 mesi, mentre da Aprile in poi è lievemente calata, a circa 3 mesi. Gli investimenti del comparto sono stati indirizzati principalmente verso titoli di Stato a tasso variabile (CCT) ed hanno oscillato tra un minimo del 64% di Ottobre ad un massimo del 94% di Aprile. È sempre stato molto rilevante l investimento in titoli a tasso fisso con scadenze inferiori ai 18 mesi. Il livello di investito, sempre concentrato sui Titoli di Stato Italiani, è oscillato dal 90-94% del primo quadrimestre ad un range inferiore nei due restanti quadrimestri, con un livello minimo del 64% di Ottobre, per poi risalire a 70 alla fine dell anno. Il mercato obbligazionario durante il 2011 è stato particolarmente volatile a causa della crisi del debito dei paesi periferici e questo fattore macro si è riflesso in un aumento della volatilità storica del comparto, in particolare con picchi di volatilità mensile osservati nel secondo quadrimestre dell anno. Il rendimento del comparto ha risentito delle tensioni sullo spread BTP-BUND decennali ma chiude l anno registrando una performance globale positiva. Il patrimonio netto del comparto Reserve Short Term Euro è diminuito, passando da 365 milioni di euro a 360 milioni di euro, fine Al 31 dicembre 2011, il valore delle diverse classi di quote si attestava a 6,051 euro, in crescita del 0,38% in rapporto al 31 dicembre

12 AZ FUND 1 ITALIAN TREND Nel corso dell anno il comparto ha registrato un esposizione azionaria costante che ha oscillato tra il 100% e il 110%. La componente in azioni italiane ha oscillato tra l 85% e il 90% per tutto l anno ed è stata ridotta all 80% solo nei mesi di Febbraio e Luglio. Nel mese di Gennaio il sottopeso sui Bancari italiani è stato chiuso all inizio dell anno attraverso l acquisto di opzioni sui titoli Unicredito ed Intesa. È stata reinserita in portafoglio una posizione sul titolo Generali e Mediaset di rispettivamente il 3% e il 2%. La posizione sui titoli Fiat (Industriale e Auto) è stata azzerata e sostituita in parte dai titoli Exor e Renault. La componente estera è principalmente concentrata sul mercato americano, con una forte concentrazione sui titoli Tecnologici. Nel mese di Febbraio sono state aumentate le posizioni sul titolo Mediobanca e sul titolo Telecom Italia. La posizione sul titolo Saipem è stata ridotta a causa delle forti tensioni derivanti dalla situazione libica. Rimangono nulle le posizioni sul titolo Fiat e sul titolo Generali. Nel mese di Marzo la volatilità del settore Bancario ha impattato negativamente la generazione di Alpha per circa 50 punti base. La posizione sul titolo Enel è stata aumentata a circa il 10% del portafoglio; è stata ricostruita nel corso del mese una posizione sul titolo Fiat, pari a circa il 2%. Nel mese di Aprile sono state incrementate le posizioni su Fiat ed Exor, che hanno complessivamente un peso di circa il 12% del comparto ed è stato diminuito il peso nel settore bancario. Un impatto positivo è stato dato dall annuncio dell OPA totalitaria sul titolo Parmalat che ha un peso in portafoglio pari a 4%. Nel mese di Maggio la sovra performance del comparto rispetto all indice è derivata per circa 150 punti base dagli stacchi dividendi e, per la restante parte, da un portafoglio difensivo, con un forte sottopeso del settore Bancario. Il portafoglio italiano rimane sovrappesato sul settore Auto. All interno del comparto bancario rimane il forte sovrappeso sul titolo Mediobanca. Negli ultimi giorni del mese è stato aumentato il peso di Unicredito e Generali. Nel mese di Giugno è stata aumentata la componente sui Finanziari italiani, con l acquisto di posizioni sui titoli Monte Paschi e Ubi Banca e l aumento delle posizioni in essere sui titoli Unicredito e Banca Intesa. La posizione sul titolo Enel è stata ridotta al 5% vista la forte sovra performance, sia sull indice che sul settore europeo di riferimento. Rimangono in forte sovrappeso le posizioni sul titolo Fiat Auto e su Exor. Nel mese di Luglio il team di gestione ha inserito in portafoglio MPS per 2,5%, UBI 2,5% e ha portato il peso di Intesa e di Unicredito a 8% ciascuna. Resta a zero la posizione su Generali e su Telecom Italia. E stata azzerata la posizione sul titolo Fiat Auto ed è stata ridotta la posizione sul titolo Enel. Nel mese di Agosto è stata reinserita in portafoglio la posizione su Fiat Auto, con un peso del 3,5%, visto il forte ribasso del titolo. Rimane azzerata la posizione su Generali, in parte sostituita dall acquisto del titolo Allianz, mentre resta a zero quella sul titolo Telecom Italia. Nel mese di Settembre è stata riacquistata una posizione sul titolo Enel, pari a circa il 9% del comparto, ed è stata inserita una posizione sul titolo Generali per circa il 3%. E stata azzerata la posizione sul titolo Mediobanca, vista la forte sovra performance rispetto all indice italiano. Nel mese di Ottobre il prodotto ha beneficiato per circa 80 punti base dell operazione di conversione delle azioni Fiat Risparmio in Ordinarie; la posizione sul titolo Fiat Industrial Risp è stata integralmente venduta nei giorni successivi l annuncio. È stata ricostruita una posizione sul titolo Mediobanca pari a circa il 3%. Il prodotto rimane fortemente sotto pesato sul titolo Generali e sui titoli bancari minori. L intera esposizione ai titoli finanziari italiani avviene perlopiù tramite il titolo Intesa e Unicredito. Nel mese di Novembre alcune posizioni marginali su singoli titoli sono state vendute e sostituite con future sul mercato italiano. Rimangono a zero le posizioni in Generali e Telecom Italia; sono state aumentate fino al massimo consentito le posizioni su alcuni bancari, come Intesa ed Unicredito. Nel mese di Dicembre è stata ridotta la posizione riguardante il titolo Unicredito a causa dell avvicinarsi dell aumento di capitale di Gennaio. Le rimanenti posizioni sono rimaste pressoché invariate e hanno privilegiato la componente Petroliferi e Materie Prime tramite l utilizzo di indici settoriali. Il patrimonio netto del comparto Italian Trend è diminuito, passando da 204 milioni di euro a 179 milioni di euro, fine Al 31 dicembre 2011, il valore delle diverse classi di quote si attestava a 2,347 euro, in diminuzione del 25,21% in rapporto al 31 dicembre

13 AZ FUND 1 EUROPEAN TREND Tra Gennaio e Giugno l esposizione puntuale a fine mese, al netto delle opzioni put e del corto sui future, è oscillata tra 130 e 120 punti percentuali. Nel corso del mese di Gennaio il comparto ha registrato un aumento dell esposizione azionaria tramite l acquisto di titoli azionari (Energetici, Bancari e Farmaceutici), l acquisto di future su indici azionari (Italia e Spagna) e la riduzione di contratti put di protezione sull indice Eurostoxx 50. E stata ridotta l esposizione al settore Auto. Nel corso del mese di Febbraio l esposizione azionaria è cresciuta nelle prime due settimane del mese per poi tornare a fine mese ai livelli iniziali. L acquisto di titoli azionari ha riguardato principalmente i settori Materie Prime, Bancari e Distribuzione, mentre è stata ridotta l esposizione al settore Industriale. Nel corso del mese di Marzo l esposizione azionaria è stata leggermente ridotta nelle prime due settimane del mese, attraverso la presa di profitto su titoli con limitato upside, per poi tornare a fine mese su livelli più elevati. L aumento dell esposizione è avvenuto tramite l acquisto di titoli azionari (Materie Prime, Auto e Tecnologia), l acquisto di future su indici azionari di Spagna, Italia ed Europa e la diluizione di contratti put di protezione sull indice Eurostoxx 50. Nel corso del mese di Aprile e Maggio, l esposizione azionaria è stata ridotta attraverso la presa di profitto su titoli azionari (Auto, Tecnologia e Telecomunicazioni) e il naturale incremento del peso delle opzioni put allo scendere del mercato azionario, e con la vendita di future sul mercato azionario italiano. Sono state ridotte le posizioni lunghe su future azionari sull Italia per effetto della possibile instabilità politica. Nel corso del mese di Giugno l esposizione azionaria è rimasta invariata rispetto al mese precedente. Il comparto ha raggiunto un esposizione azionaria minima del 108% circa. I pesi settoriali rimangono sostanzialmente invariati mantenendo i sovrappesi sui settori Finanziario, Energetici e Auto. Nel corso del secondo semestre, l esposizione puntuale a fine mese, al netto delle opzioni put si attesta attorno al range 85%-89% per poi concludere l anno a quota 85%. Tra Luglio e Settembre l esposizione azionaria ai settori Finanziari e Ciclici, in particolare Auto ed Energia è stata ridotta con il contestuale azzeramento delle posizioni in future azionari, su Spagna, Italia e Eurostoxx; con l incremento del peso delle opzioni Put sull Eurostoxx 50, allo scendere del mercato azionario, ma anche con la contestuale riduzione dell esposizione al mercato tedesco, attraverso la vendita di future sul Dax. Nel corso del mese di Luglio dal comparto è stato eliminato il sovrappeso sui settori Finanziario e Auto e aumentati i settori Telecom e Consumer. Il settore Industriale rimane fortemente sotto pesato. Nel corso del mese di Agosto si è proceduto ad una parziale vendita delle opzioni Put su Eurostoxx50 e all acquisto di titoli difensivi nei settori Farmaceutico e Telecom, incrementando nuovamente l esposizione del comparto. Si è proceduto ad una parziale ricopertura del settore industriale. Nel corso del mese di Settembre il comparto ha ridotto l esposizione al Franco svizzero mentre ha costituito una posizione sul Dollaro USA, visto che l incertezza politica della zona Euro potrebbe favorire una ulteriore svalutazione della moneta unica. Nel corso del mese di Ottobre l esposizione azionaria è stata mantenuta invariata nel mese: alla naturale riduzione di peso delle opzioni Put sull Eurostoxx 50, al salire del mercato azionario, si è proceduto alla contestuale riduzione di titoli in portafoglio che non mostravano più una marcata sottovalutazione. A livello valutario, il comparto ha ridotto la posizione sul Dollaro USA. Nel corso del mese di Novembre e di Dicembre l esposizione azionaria è stata leggermente aumentata attraverso l acquisto di titoli del settore consumi di base (Tobacco e produttori di cibo), mentre contestualmente è stata parzialmente ridotta l esposizione al settore dei beni discrezionali (segmento dei distributori). A livello valutario, il comparto ha accumulato Sterlina e costruito una posizione sul Dollaro USA a fini difensivi. Nell ultimo trimestre i settori Maggiormente sotto-pesati rimangono quello Industriale, Semiconduttori, Produttori di Cibo, Bevande, Tabacco e Farmaceutici mentre quelli Maggiormente pesati sono il Telecom, Auto, Utilities, Distributori, Materie Prime ed Energia. Il patrimonio netto del comparto European Trend è diminuito, passando da 119 milioni di euro a 111 milioni di euro, fine Al 31 dicembre 2011, il valore delle diverse classi di quote si attestava a 2,487 euro, in diminuzione del 18,51% in rapporto al 31 dicembre

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