con il contributo della Camera di Commercio di Modena Presentazione

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "con il contributo della Camera di Commercio di Modena Presentazione"

Transcript

1 con il contributo della Camera di Commercio di Modena Presentazione Quella che segue è la documentazione raccolta in 5 anni di lavoro, dal 2002 al 2007, attingendo a studi effettuati da esperti della materia e da esperienze e progetti che hanno visto CAT FEASA in qualità di consulente di diverse Amministrazioni Comunali, molte volte insieme ai CAT delle altre Associazioni di categoria: CNA.COM, Confesercenti, Confcommercio. Questa pubblicazione si pone l obiettivo di essere di aiuto a tutti coloro che in veste di commercianti, di responsabili di Consorzi o Associazioni di promozione, di Pubblici Amministratori o di Funzionari di Associazione sono quotidianamente impegnati a valorizzare e riqualificare il commercio e i luoghi del commercio. FEASA CAT Marco Poletti 1

2 IL MARKETING URBANO DEFINIZIONE DI MARKETING URBANO Oggi la città rappresenta un sistema integrato di sviluppo che coinvolge diverse componenti. Tra le principali possiamo elencare esigenze sociali di benessere e qualità della vita, interessi economici, dinamiche di sviluppo territoriale. E per questo motivo che si tende sempre più ad affrontare problemi e proposte di riqualificazione urbana, ed in particolare di riqualificazione dei centri storici, attraverso politiche di marketing urbano in alternativa a semplici interventi di trasformazione edilizia che ineriscono al solo tessuto fisico della città. Il concetto di marketing urbano, di radici storiche prevalentemente anglosassoni, nasce dal riconoscimento che anche il territorio produce uno scambio volontario di valori con chi ci vive, ci opera e lo frequenta. Pertanto città e territorio hanno l esigenza di rispondere alle domande che vengono poste dai residenti, dalle attività economiche e produttive nell'ambito delle trasformazioni sociali di benessere e miglioramento della qualità della vita. Sviluppare una politica di marketing urbano (market=mercato, to market=operare, marketing=attività di mercato) significa pertanto rendere concreto un processo decisionale inerente operazioni di trasformazione o riqualificazione territoriale, sociale ed economica basato su azioni di analisi, pianificazione, progettazione, realizzazione e controllo dei risultati. Le politiche di riqualificazione dei centri storici impostate come azioni di marketing urbano, stanno ora assumendo una notevole centralità in quanto si pongono l obiettivo di realizzare interventi di trasformazione territoriale, di crescita e di innovazione del commercio e dei servizi, di sviluppo di politiche di attrazione della città, della ricettività e del tempo libero. Ciò significa adeguare l offerta della città ai bisogni e alle esigenze del mercato. La Legge 41/97 della Regione Emilia Romagna ha assegnato un ruolo sempre più importante allo sviluppo di una politica 2

3 attiva di riqualificazione e rivitalizzazione dell offerta nei centri cittadini. Sono pertanto gli obiettivi di sviluppo indicati dalle Amministrazioni locali a dover essere coniugati con gli interessi, i bisogni ed i desideri dei potenziali utenti e utilizzatori dei singoli interventi. Da questo punto di vista la politica di marketing urbano si prospetta anche come un processo decisionale e tecnico fortemente democratico, che deve necessariamente assumere gli interessi ed il punto di vista degli utenti/clienti per fornire adeguate risposte circa l'obiettivo definito. Per questo motivo le politiche di marketing e riqualificazione territoriale vengono spesso gestite attraverso azioni di partnership con soggetti privati sotto diverse forme: dalla costituzione di società di scopo per singoli interventi, alla definizione di specifici project financing, ad attività di gestione dell'iniziativa etc. Il marketing urbano diviene a questo scopo lo strumento fondamentale per fornire una regia ai processi decisionali legati ad operazioni di trasformazione o riqualificazione territoriale, sociale ed economica, oltre che per sviluppare il sistema dell offerta e rafforzare l attrattività dei centri come luoghi da vivere, piacevoli da frequentare e in cui realizzare gli acquisti. La presenza ed il diretto intervento del partner pubblico nelle operazioni di trasformazione e riqualificazione territoriale e, dunque, nella gestione delle politiche di marketing urbano ha le seguenti finalità: - quella di assicurare la coerenza e lo sviluppo degli interventi secondo gli obiettivi strategici definiti all'interno degli strumenti di pianificazione pubblica; - quella, specie in città e in comuni di medio-piccole dimensioni, di fungere da promotore ed attivatore di iniziative che assumono valenza di interesse pubblico e rispondono ad interessi di carattere generale; - quella di assicurare il controllo del processo che si avvia attivando anche politiche di riequilibrio territoriale (finanziare interventi in zone a scarso valore aggiunto) ed economico (riequilibrio nello sviluppo e nel benessere tra diverse zone della città). 3

4 - far si che il piano di marketing urbano, governato dall ente pubblico, possa rispondere anche alle esigenze di creazione di una identità del territorio o del centro storico e del Centro Commerciale Naturale basata sulla individuazione delle eccellenze e delle potenzialità, - la definizione di una strategia di comunicazione caratterizzata da azioni promozionali come la creazione di un marchio/logo che consenta di veicolare il "prodotto" territorio o il prodotto centro storico o centro commerciale naturale sui propri mercati-obiettivo. In sintesi il marketing è un vero e proprio strumento di politica urbana mirato alla riqualificazione dell area non solo dal punto di vista della sua attrattività economica ma anche nell ottica del benessere sociale e della vivibilità. Per questa ragione si parla anche di marketing urbano strategico inteso come strumento efficiente per guidare lo sviluppo urbano nella direzione desiderata. Si tratta, in sostanza, di incrementare il grado di attrattività del territorio nel senso più ampio del termine come: > zona residenziale > localizzazione per le imprese punto di attrazione per il turismo valorizzazione del commercio riqualificazione dei luoghi e degli spazi pubblici Gli obiettivi della politica urbana diventano quindi: la prosperità economica e il benessere sociale interdipendenti tra loro in quanto una migliore qualità della vita corrisponde ad una maggiore prosperità economica. Si può affermare pertanto che il marketing urbano è il processo attraverso cui le attività e le funzioni urbane concorrono a massimizzare l efficienza sociale ed economica per dare risposta alla domanda dei vari target di consumatori. Questi principi possono essere applicati a diverse scale spaziali e così il marketing urbano può essere visto come parte di un più esteso marketing geografico (marketing del territorio). 4

5 METODOLOGIA DI LAVORO Nel passaggio da una analisi teorica dei contenuti e dei concetti chiave del marketing urbano alla sua implementazione concreta nella realtà di riferimento, si è affinata una modalità di approccio che ha definito una metodologia operativa nella realizzazione del piano di marketing. Si sono individuati tre fattori che sono propedeutici al decollo del piano. 1) ANALISI DEI PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA L analisi dei punti di forza e di debolezza aiuta a determinare la migliore posizione competitiva della città, del centro storico e del Centro Commerciale Naturale ad esempio identificando, mettendo in evidenza aspetti positivi ed aspetti negativi, le minacce e le opportunità. 2) COOPERAZIONE E CONSENSO SOCIALE Per una politica di marketing urbano di successo, i diversi attori pubblici e privati dovrebbero operare in maniera integrata e coordinata. Nell ambito di una città o di un comune, le amministrazioni comunali e le imprese private dovrebbero collaborare proficuamente e svolgere attività complementari contribuendo assieme a sviluppare il concetto di città nato da una visione comune del futuro dell area urbana. 5

6 3) GLI ATTORI DEL MARKETING URBANO Una operazione di significativa trasformazione urbana impegna attivamente sempre una numerosa serie di soggetti pubblici e privati costituenti potenzialmente un insieme disaggregato di centri decisionali ciascuno dei quali tende ad ottimizzare il proprio interesse e il proprio ruolo: 1. I DECISORI PUBBLICI 2. GLI INVESTITORI PUBBLICI 3. I PROGETTISTI 4. GLI OPERATORI PRIVATI, LE ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA (COMMERCIANTI, ARTIGIANI, PICCOLI PROPRIETARI IMMOBILIARI) LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO E CULTURALI 5. GLI UTENTI 6. I MEZZI DI INFORMAZIONE 7. GLI STAKE - HOLDERS 6

7 FASI DEL PIANO OPERATIVO DI MARKETING URBANO Come descritto precedentemente il marketing urbano strategico deve essere orientato alla individuazione degli obiettivi e delle priorità che consentono di attuare in modo definitivo uno sviluppo sostenibile della città. Dai postulati e dalle affermazioni di principio occorre passare alla individuazione delle fasi concrete su cui è strutturato il piano operativo di marketing urbano. Ecco una check list delle azioni da intraprendere. 1) ANALISI DEL MERCATO Il primo passo da compiere nella strutturazione di una politica orientata al marketing consiste nel riconoscere e studiare i meccanismi tipici del mercato in cui il consumatore e l insieme delle attrezzature urbane esistenti si collocano. Lo strumento impiegato in questa fase è l auditing (interno ed esterno); strumento solitamente utilizzato nel marketing aziendale per valutare le caratteristiche di un mercato. Auditing esterno: la sua funzione consiste nell identificazione delle sollecitazioni che l ambiente esterno esercita sulla città al fine di attuare manovre di sviluppo urbano che consentano di sfruttare le opportunità di crescita. Fase questa caratterizzata da una operazione di monitoraggio per la definizione dello scenario macroeconomico: * variabili economiche e dei consumi regionali e provinciali * cambiamento nel comportamento dei consumatori * opportunità e minacce/problemi Auditing interno: procedura rivolta al microambiente che si prefigge di delineare il contesto economico-sociale cittadino e l area di gravitazione della città. L analisi potrà essere sviluppata, da un punto di vista economico, nell individuazione dell andamento dei vari settori presenti sul territorio, attribuendo a ciascuno di essi un valore relativo al grado di sviluppo raggiunto. L importanza di questa analisi consiste nell individuazione del tipo di evoluzione che i fattori determinanti dell atmosfera urbana stanno perseguendo. 7

8 Sarà così possibile definire tempestivamente adeguate scelte strategiche. Lo strumento di indagine costituito da questi due tipi di auditing si definisce, nel linguaggio del marketing: ANALISI SWOT (punti di forza e punti di debolezza, opportunità e minacce). 2) DEFINIZIONE DEL PRODOTTO Nella fase successiva l attenzione va rivolta alla natura del prodotto urbano soprattutto se inteso nel suo insieme (the nuclear product). Per rendere possibile la descrizione del prodotto città è stata necessaria l elaborazione di quelle che gli studiosi chiamano tassonomie o classificazioni. Sono stati individuati tre criteri di classificazione: a) Il criterio di ordine fisico - edilizio: con tale criterio viene considerato il patrimonio edilizio della città, con particolare riguardo alle sue emergenze monumentali e culturali perché questo è uno dei principali fattori di attrazione del centro urbano. b) il criterio d ordine economico: in questo caso vengono privilegiati elementi di ispirazione economica cioè saranno usati fattori di valutazione tradizionali dell analisi economica della città, quali: la dimensione delle imprese, la ripartizione delle attività, il tasso di ricerca e di innovazione, la diffusione di nuove tecnologie, il livello di qualificazione della manodopera, l offerta di servizi e infrastrutture, l offerta di terreni ed edifici, l offerta commerciale e l offerta turistica. c) Il criterio di ordine sociologico Il modo di vita della comunità urbana. Rappresenta le credenziali possano privilegiare un apprezzamento positivo del prodotto città (diffusione dell Associazionismo culturale, sociale, sportivo, dotazione di servizi pubblici a domanda individuale, trasporti, tempo libero, ecc.) 8

9 3) DEFINIZIONE DELL IDENTITÀ Il concetto di identità sta ad indicare il ruolo che la città deve sostenere in ambito locale, provinciale, regionale, nazionale e può essere determinato dai suoi vantaggi in termini di funzione economica; in pratica l idea della città viene associata all immagine del centro commerciale naturale (centro storico) o ad altri elementi caratteristici o identificativi della città. L identità di una città può essere pensata come una sorta di pre-condizione del processo di comunicazione di identità stesso. Ne consegue che l immagine della città non sempre corrisponde a quello che la città vorrebbe essere: il prodottocittà è infatti una nozione astratta che l utente associa con la sua esperienza soggettiva. 9

10 4) DEFINIZIONE DELLE LINEE DIRETTRICI DEL PIANO DI MARKETING URBANO (DALLA TEORIA ALLA PRATICA) Riportiamo di seguito un esempio di linee di intervento di un piano di marketing urbano tratto da molteplici esperienze fatte sul campo. L obiettivo principale di tutti i casi da noi analizzati è stato quello di intervenire sul centro commerciale naturale della città (centro storico o centro urbano). Sono state individuate cinque piste di lavoro considerate come aree caratterizzanti il piano di marketing: la riqualificazione dell offerta commerciale e turistica, la comunicazione e promozione del centro, l accessibilità dall esterno, la cura dell ambiente urbano e dei luoghi del commercio, l integrazione delle normative. In ogni area si sono individuate delle ipotesi di proposte e di progetti concreti per raggiungere l obiettivo fissato dal marketing strategico. I) RIQUALIFICAZIONE DELL OFFERTA COMMERCIALE E TURISTICA a) Proposta: ELEMENTI DI COMUNICAZIONE ESTERNA *RIDUZIONE SERRAMENTI CIECHI *RIALLESTIMENTO VETRINE E SPAZI PER LA CLIENTELA b) Proposta: CONSULENZA E FORMAZIONE *ANALISI DI SCENARIO *NUOVE FORME DI COLLABORAZIONE FRA IMPRESE *PERCORSI DI FORMAZIONE SU TEMI SPECIFICI PER TITOLARI E DIPENDENTI 10

11 c) Proposta: POLITICHE DEI FATTORI E DEI SERVIZI *MODULAZIONE ORARI *SERVIZI ALLA CLIENTELA *INCENTIVI PER LA RIQUALIFICAZIONE DELLE IMPRESE d) Proposta: INCREMENTO DIMENSIONI MEDIE AZIENDALI DIVERSIFICAZIONE MECEOLOGICA *INSERIMENTO MEDIA STRUTTURA SPECIALISTICA *AVVIO NUOVE ATTIVITÀ IN SETTORI NON COPERTI e) Proposta: COMMERCIO SU AREA PUBBLICA *RICOLLOCAZIONE MERCATI NELLE PIAZZE E VIE DEL CENTRO f) Proposta: POLITICHE DI FIDELIZZAZIONE CLIENTELA *NUOVE FORME DI PROMOZIONE ALL ACQUISTO (FIDELITY CARD, TELEMARKETING, ECC) 11

12 II) COMUNICAZIONE E PROMOZIONE DEL CENTRO a) Proposta: MARCHIO IDENTIFICATIVO *LOGO PER TUTTI I NEGOZI b) Proposta: IDENTIFICAZIONE AREE DI RITROVO STRATEGICHE *PUNTI DI INCONTRO DAVANTI A PUBBLICI ESERCIZI c) Proposta: INIZIATIVE DI ANIMAZIONE *PIANO DI COMUNICAZIONE ANNUALE *EVENTI - MANIFESTAZIONI - GIORNATE A TEMA d)proposta: ASSI E PERCORSI COMMERCIALI *SEGNALAZIONE SU LOCALIZZAZIONE ATTIVITÀ e) Proposta: INTERVENTI PER UTENZA *ANIMAZIONE IN SPAZI ESTERNI, SERVIZI A CLIENTELA, INFORMAZIONI SU OPPORTUNITÀ PRESENTI f) Proposta: OFFERTE PER SEGMENTI DI MERCATO *PERCORSI COMMERCIALI SUL SITO INTERNET DEL COMUNE 12

13 III) ACCESSIBILITÀ DALL ESTERNO a) Proposta: SISTEMA DELLA SOSTA *VERIFICA AZIONI DI PIANO *POSSIBILI SINERGIE TRA OFFERTE COMMERCIALI E SOSTA b) Proposta: SISTEMI INNOVATIVI DI TRASPORTO MERCI *PROPOSTA DI ASSETTO LOGISTICO URBANO c) Proposta: COLLEGAMENTI PEDONALI FRA PARCHEGGI E CENTRO *DEFINIZIONE E CURA DEI PERCORSI d) Proposta: TRAFFICO VEICOLARE DA/VERSO IL CENTRO *VERIFICHE SU INTERMODALITÀ *IPOTESI DI MODIFICA ZONE A TRAFFICO LIMITATO 13

14 IV) CURA DELL AMBIENTE URBANO E DEI LUOGHI DEL COMMERCIO a) Proposta: INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE URBANA *LOCALIZZAZIONE ED ATTUAZIONE b) Proposta: SICUREZZA DELL AREA CENTRALE *CONSOLIDAMENTO SISTEMI DI SORVEGLIANZA VIDEOSORVEGLIANZA c) Proposta: ELEMENTI DI ARREDO URBANO *CURA E MANUTENZIONE d) Proposta: ILLUMINAZIONE DEL CENTRO *FORME DI COORDINAMENTO PUBBLICO - PRIVATO e) Proposta: RISTRUTTURAZIONI EDILIZIE *INCENTIVI PER RISISTEMAZIONE FACCIATE *SERVIZI CULTURALI IN EDIFICI DI VALORE f) Proposta: SOCIALITÀ IN CENTRO *RIFUNZIONALIZZAZIONE LUOGHI SIGNIFICATIVI 14

15 V) INTEGRAZIONE DELLE NORMATIVE a) Proposta: DISPOSITIVI PER IL MIGLIORAMENTO DELL OFFERTA *ATTUAZIONE PIANI DI SETTORE (Pubblici Esercizi) *NUOVE NORMATIVE DI SETTORE (Orari Pubblici Esercizi) b) Proposta: DISPOSITIVI PER IL MIGLIORAMENTO DELL AMBIENTE *CANONI OCCUPAZIONE SUOLO PUBBLICO *PROGETTI VALORIZZAZIONE COMMERCIALE DI AREE E IMPRESE (L.R.41/97) *SEMPLIFICAZIONI AMMINISTRATIVE *PROVVEDIMENTI SULLA FISCALITÀ LOCALE E SULLA NORMATIVA URBANISTICA ED EDILIZIA 15

16 5) CREAZIONE DEL SOGGETTO PUBBLICO/PRIVATO Lo strumento operativo I progetti di marketing urbano che non hanno previsto la costituzione di una società o Ente di promozione o di una agenzia di sviluppo del territorio, nel tempo hanno perso incisività e l attività si è andata via via riducendo. Non sono sufficienti le buone idee, le eccellenti intuizioni per far marciare un piano di marketing urbano. È necessario che qualcuno, in modo qualificato e costante si occupi di organizzazione, di coordinamento, di realizzazione e di monitoraggio delle diverse azioni. Per tale ragione, a nostro giudizio, è indispensabile prevedere la costituzione di un soggetto pubblico-privato (ATI, CONSORZIO, ASSOCIAZIONE) con queste funzioni: *Definizione degli indirizzi e dei programmi annuali di intervento *Programmazione e coordinamento delle iniziative per la promozione del territorio *Organizzazione di eventi e attività di animazione urbana *Iniziative per lo sviluppo della rete commerciale e del tessuto economico *Iniziative di promozione turistica e di valorizzazione del territorio *Comunicazione *Attività di monitoraggio Gli organi del soggetto Pubblico- privato Lo statuto prevederà quali organi dirigenti: l Assemblea, che rappresenterà l universalità dei soggetti partecipanti, il Consiglio Direttivo, la Presidenza. Il coordinamento operativo delle attività potrà essere affidato ad una società, un consulente, un referente comunale. 16

17 IL RUOLO DEGLI OPERATORI COMMERCIALI NELLA REALIZZAZIONE DI UN PIANO DI MARKETING URBANO 17

18 Il confronto, la collaborazione e la concertazione fra pubblico e privato, in particolare con le imprese del commercio, sono gli elementi fondamentali per garantire un buon successo al piano di marketing urbano. Solo così si possono individuare e mettere in campo i nuovi interventi per i Centri Commerciali Naturali che puntano alla valorizzazione del tessuto commerciale. Il piano di marketing pertanto non si limita unicamente ad un rilancio dell offerta commerciale ma diventa uno strumento che può imprimere valore aggiunto a tutto il tessuto urbano. In questo processo un ruolo determinante è attribuito alla rete dei negozi al dettaglio che da semplice spettatrice diventa protagonista nel processo di sviluppo della città. Non sono solo gli investimenti infrastrutturali o le macro opere, come la riqualificazione di piazze, di vie, ecc. a consentire lo sviluppo e la riqualificazione dei luoghi del commercio, condizione per altro indispensabile per assicurare il raggiungimento degli obiettivi che il piano di marketing si pone. Esistono, infatti, e qui le abbiamo individuate, una serie di azioni e di micro interventi a carico dei commercianti che concorrono a pieno titolo allo sviluppo economico di una città, di un centro storico, di un Centro Commerciale Naturale e che possono essere inclusi in una programmazione condivisa. L articolo 10 bis della Legge Regionale E.R. 41/97 ha istituito i Programmi di Intervento Locali (PIL) intesi come Piano di azioni coordinate ai fini dell adeguamento dell offerta e del miglioramento del servizio al consumatore. Cosa prevedono i PIL: Interventi volti a riqualificare le attività presenti nella zona, anche attraverso: introduzione di innovazioni nelle tecniche di vendita e nel servizio alla clientela (orari, informazioni, nuove tecnologie informatiche, ecc.) adeguamento di vetrine, arredamenti, insegne, ecc. formazione del personale e degli imprenditori su temi comuni di servizio 18

19 Interventi sulla mobilità della zona (studi sui flussi di traffico, modifiche dell accessibilità e della circolazione, anche ciclopedonale) e nella regolamentazione della sosta, interventi sul trasporto pubblico e creazione di zone di scambio tra mezzo privato e mezzo pubblico, ecc; Servizi comuni per la logistica, per l ottimizzazione della gestione dei rifiuti e per la creazione di servizi comuni a più imprese per le consegne a domicilio dei clienti, ecc; Interventi significativi di arredo urbano; Piano di marketing e comunicazione che può svilupparsi attraverso le seguenti attività: realizzazione di una immagine coordinata definizione di un piano di iniziative di comunicazione e animazione creazione di carte fedeltà o sistemi di fidelizzazione avanzati creazione di un sito internet dell Associazione attuazione di servizi di accoglienza alla persona Creazione di una struttura di supporto alla realizzazione del programma anche utilizzando i Centri di Assistenza Tecnica; Monitoraggio e valutazione dell efficacia degli interventi rispetto agli obiettivi del programma; Provvedimenti sulla fiscalità locale; Provvedimenti sulla normativa urbanistica ed edilizia; Acquisizione di immobili per attività commerciali. 19

20 AREE DI INTERVENTO E DETTAGLIO DELLE AZIONI REALIZZABILI 20

21 OBIETTIVO AUMENTARE L OFFERTA COMMERCIALE AZIONI - favorire nascita di negozi con nuove merceologie/servizi - favorire l apertura di nuove attività in aree non servite e di espansione urbanistica - favorire la specializzazione - favorire il rinnovo merceologico di vecchi esercizi, ricambio generazionale 21

22 OBIETTIVO QUALIFICARE L IMMAGINE AZIONI - immagine coordinata dei negozi - vetrine/riduzione serramenti ciechi - insegne/segnaletica: sistema di riconoscimento e di orientamento - colori tendoni - vetrofanie - colori facciate dei negozi - riqualificazione portici - tavoli e sedie dei pubblici esercizi - ristrutturazione dei negozi 22

23 OBIETTIVO AUMENTARE L ACCOGLIENZA, SERVIZI, L ATTRATTIVITÀ AZIONI - sperimentare nuovi orari/concomitanza eventi e iniziative - serate di apertura/domeniche di apertura - consegna spesa domicilio - piantine dei parcheggi - ticket per sosta gratuita - hostess e steward/informazione - musica in centro storico - istituzione aree gioco per bambini/mamme che fanno spesa - fruizione gratuita di biciclette - formule di promozione degli acquisti 23

24 - identificazione di aree di ritrovo strategiche - valorizzare/istituire punti di incontro in prossimità dei p.e. - piani di localizzazione delle attività e dell offerta - offerte per segmenti di mercato OBIETTIVO FAR RISALTARE LA PROFESSIONALITÀ/INNOVAZIONE/ AMMODERNAMENTO TECNOLOGICO AZIONI - sviluppo della capacità di differenziarsi - aggredire gruppi omogenei di consumatori: offrire risposte coerenti con le attese dei vari target - lavorare insieme: convenzioni e contratti collettivi - organizzare incontri di sensibilizzazione 24

25 - organizzare percorsi di formazione/aggiornamento - favorire lo scambio di esperienze tramite il confronto con operatori di altre città - favorire la crescita professionale tramite l introduzione di nuovi sistemi e programmi di gestione del negozio/magazzino - creazione banca dati della clientela - adozione di programmi per il controllo di gestione OBIETTIVO PIANO DI MARKETING E PROMOZIONE DA AZIONI SINGOLE AD AZIONI COORDINATE AZIONI - creazione di un gruppo di lavoro permanente per piano di marketing - creazione di una immagine coordinata - piano di iniziative di animazione e comunicazione 25

26 - sito internet - servizi di accoglienza - iniziative comuni tra commercio fisso e commercio ambulante - esposizione merce fuori dai negozi - creazione di circuiti tra commercianti - iniziative di fidelizzazione: fidelity card - kit di benvenuto ai nuovi residenti comune/commercianti: promozione, sconti servizi e offerte - lotterie, concorsi a premi - vetrine a tema - partecipazione a fiere e mercati per promuovere l immagine della città OBIETTIVO COMUNICAZIONE AZIONI - creazione di un logo/marchio identificativo del centro commerciale naturale 26

27 - realizzazione di campagne pubblicitarie e di comunicazione integrata - realizzazione di una rivista del centro commerciale naturale e dell Associazione - creazione di un sito internet - invio periodico di newsletter 27

Progetto Rubiera Centro

Progetto Rubiera Centro LE POLITICHE DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA PER LA QUALIFICAZIONE DEI CENTRI COMMERCIALI NATURALI Progetti anno 2013 (D.G.R. n. 1822/2013) Bologna, 1 luglio 2014 Progetto Rubiera Centro Il progetto del comune

Dettagli

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano

Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Enti locali per Kyoto Struttura di un PEC: dal piano energetico di riferimento alle azioni di piano Rodolfo Pasinetti Ambiente Italia srl Milano, 15 dicembre 2006 Contesto Politiche energetiche Nel passato

Dettagli

Per San Lazzaro. Insieme per i prossimi 5 anni PROGRAMMA. MODALITA DI ATTUAZIONE (in ottemperanza alla normativa vigente)

Per San Lazzaro. Insieme per i prossimi 5 anni PROGRAMMA. MODALITA DI ATTUAZIONE (in ottemperanza alla normativa vigente) TU Per San Lazzaro Insieme per i prossimi 5 anni PROGRAMMA MODALITA DI ATTUAZIONE (in ottemperanza alla normativa vigente) Territorio: Urbanistica: Cosa: Agevolazioni per la riqualificazione dell esistente:

Dettagli

2013-2018 ROMA CAPITALE

2013-2018 ROMA CAPITALE 2013-2018 ROMA CAPITALE Proposte per il governo della città Sintesi stampa IL VINCOLO DELLE RISORSE ECONOMICO-FINANZIARIE Il debito del Comune di Roma al 31/12/2011 ammonta a 12,1 miliardi di euro; di

Dettagli

Valutazione Crediti e proposte Progetti. Area Turismo

Valutazione Crediti e proposte Progetti. Area Turismo Valutazione Crediti e proposte Progetti Area Turismo a cura di Bruno Turra Questo documento intende affrontare l analisi delle priorità di valutazione nell area turismo individuandone le principali componenti

Dettagli

Opere di urbanizzazione

Opere di urbanizzazione Opere di urbanizzazione di Catia Carosi Con il termine opere di urbanizzazione si indica l insieme delle attrezzature necessarie a rendere una porzione di territorio idonea all uso insediativo previsto

Dettagli

È un insieme di documenti disegnati e scritti che contengono gli indirizzi per le trasformazioni territoriali in un determinato contesto territoriale

È un insieme di documenti disegnati e scritti che contengono gli indirizzi per le trasformazioni territoriali in un determinato contesto territoriale Cos è un piano urbanistico? È un insieme di documenti disegnati e scritti che contengono gli indirizzi per le trasformazioni territoriali in un determinato contesto territoriale È uno strumento prima di

Dettagli

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO

MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO MINISTERO DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI E DEL TURISMO PROGRAMMA OPERATIVO NAZIONALE CULTURA e SVILUPPO FESR 2014-2020 Sintesi DICEMBRE 2014 1. Inquadramento e motivazioni Il Ministero dei Beni, delle

Dettagli

C M Y K C M Y K. 5. La normativa

C M Y K C M Y K. 5. La normativa 5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione

Dettagli

PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO

PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO PROGETTO AMBRA-GARANZIA GIOVANI-BENEVENTO Settore di intervento: Assistenza agli anziani Sede di attuazione del Benevento 1- VIA DEI LONGOBARDI 9 progetto: Numero di volontari richiesti: 4 Attività di

Dettagli

DAL PROGETTO PER LO SVILUPPO DI UNA COMUNITA LOCALE ACCOGLIENTE ALLA NASCITA DEL PAESE ALBERGO SAINT

DAL PROGETTO PER LO SVILUPPO DI UNA COMUNITA LOCALE ACCOGLIENTE ALLA NASCITA DEL PAESE ALBERGO SAINT DAL PROGETTO PER LO SVILUPPO DI UNA COMUNITA LOCALE ACCOGLIENTE ALLA NASCITA DEL PAESE ALBERGO SAINT SAINT-MARCEL MARCEL Storia di un idea CONVEGNO INTERNAZIONALE Esperienze di turismo in ambiente alpino:

Dettagli

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Protagonismo culturale dei cittadini. www.fondazionecariplo.it

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Protagonismo culturale dei cittadini. www.fondazionecariplo.it Bandi 2015 ARTE E CULTURA Protagonismo culturale dei cittadini BENESSERE COMUNITÀ www.fondazionecariplo.it BANDI 2015 1 Bando senza scadenza Protagonismo culturale dei cittadini Il problema La partecipazione

Dettagli

Prime ipotesi per una fattibilità dei Programmi Integrati per la salute in Marmilla

Prime ipotesi per una fattibilità dei Programmi Integrati per la salute in Marmilla Prime ipotesi per una fattibilità dei Programmi Integrati per la salute in Marmilla Cagliari 4 dicembre 2012 Centro di ricerca FO.CU.S. Progetto di ricerca a supporto dei territori per l individuazione

Dettagli

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE

Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Numero 2 del 29 febbraio 2012 PROGETTO CESIPE Lo scorso 8 febbraio nella sede del Comitato Consultivo, il Direttore Generale dell Azienda "Policlinico-Vittorio Emanuele", Armando Giacalone, il Direttore

Dettagli

RESPONS.In.City - Methodology

RESPONS.In.City - Methodology RESPONS.In.City - Methodology THE METHODOLOGY OF A RESPONSIBLE CITIZENSHIP PROMOTION Metodologia di Promozione della Cittadinanza come Responsabilità Condivisa 1 Premessa La possibilità di partecipare

Dettagli

AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO

AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO AALBORG+10 ISPIRARE IL FUTURO LA NOSTRA VISIONE COMUNE Noi, governi locali europei, sostenitori della Campagna delle Città Europee Sostenibili, riuniti alla conferenza di Aalborg+10, confermiamo la nostra

Dettagli

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE

VERSO UN SISTEMA NAZIONALE INFEA COME INTEGRAZIONE DEI SISTEMI A SCALA REGIONALE LINEE DI INDIRIZZO PER UNA NUOVA PROGRAMMAZIONE CONCERTATA TRA LO STATO, LE REGIONI E LE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO IN MATERIA IN.F.E.A. (INFORMAZIONE-FORMAZIONE-EDUCAZIONE AMBIENTALE) VERSO

Dettagli

PRIT: contesto e strategie

PRIT: contesto e strategie PRIT: contesto e strategie A cura di Paolo Ferrecchi Bologna, 23 novembre 2007 Cabina di regia per il coordinamento delle politiche di programmazione e per il PTR: incontro tematico su Mobilità e Infrastrutture

Dettagli

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa

REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA. Premessa REGOLAMENTO DEI DIPARTIMENTI AD ATTIVITA INTEGRATA (DAI) DELL'AZIENDA OSPEDALIERA - UNIVERSITA' DI PADOVA Premessa La struttura dipartimentale rappresenta il modello ordinario di gestione operativa delle

Dettagli

Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida

Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida Anche se non è ancora stato definito nei dettagli il testo della nuova legge, il lungo lavorìo di preparazione ha fatto condensare alcune idee-guida Anche la legge sulla riqualificazione urbana è un tassello

Dettagli

Cio che fa bene alle persone, fa bene agli affari. Leo Burnett pubblicitario statunitense

Cio che fa bene alle persone, fa bene agli affari. Leo Burnett pubblicitario statunitense Cio che fa bene alle persone, fa bene agli affari. Leo Burnett pubblicitario statunitense Chi siamo Siamo una delle più consolidate realtà di Internet Marketing in Italia: siamo sul mercato dal 1995, e

Dettagli

AVVISO PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI DI INFOMOBILITÀ - ATTIVITÀ IV.4 DEL POR CREO 2007-2013. Giunta Regionale

AVVISO PER LA PRESENTAZIONE DEI PROGETTI DI INFOMOBILITÀ - ATTIVITÀ IV.4 DEL POR CREO 2007-2013. Giunta Regionale Giunta Regionale Direzione Generale delle Politiche Territoriali, Ambientali e per la Mobilità Area di Coordinamento Mobilità e Infrastrutture Settore Pianificazione del Sistema Integrato della Mobilità

Dettagli

Nuovo Piano Casa Regione Lazio. Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12

Nuovo Piano Casa Regione Lazio. Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12 Nuovo Piano Casa Regione Lazio Legge 11 agosto 2009 n. 21, come modificata dalle leggi 13 agosto 2011 nn. 10 e 12 AMBITO DI APPLICAZIONE (Art. 2) La Legge si applica agli edifici: Legittimamente realizzati

Dettagli

PRESENTAZIONE PROGETTO

PRESENTAZIONE PROGETTO PRESENTAZIONE PROGETTO Serie di attività svolte per sollecitare : Un maggior impegno sociale, Coinvolgimento attivo nella vita cittadina, Crescita della cultura della solidarietà, Dedicazione di parte

Dettagli

PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO

PROTOCOLLO D INTESA PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO PROTOCOLLO D INTESA Comune di Milano Settore Gabinetto del Sindaco Fondazione Cariplo PER LO SVILUPPO DELLA FOOD POLICY DEL COMUNE DI MILANO Milano,.. Giugno 2014 2 Il Comune di Milano, con sede in Milano,

Dettagli

VADECUM PER IL CORSISTA

VADECUM PER IL CORSISTA VADECUM PER IL CORSISTA L organismo Formativo Dante Alighieri, con sede in Fasano alla Via F.lli Trisciuzzi, C.da Sant Angelo s.n. - Zona Industriale Sud, nel quadro del P.O. Puglia 2007-2013 AVVISO PR.BR

Dettagli

Provincia di Belluno Attività in materia energetica

Provincia di Belluno Attività in materia energetica Provincia di Belluno Attività in materia energetica - Piano Energetico Ambientale Provinciale - Contributo Energia su PAT/PATI - Progetti europei arch. Paola Agostini Servizio pianificazione e gestione

Dettagli

SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO

SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO SINTESI DDL CITTA METROPOLITANE, PROVINCE, UNIONI COMUNI SENATO Il disegno di legge 1212 Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni approvato dal Senato ha

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE BRATTI, BRAGA, TINO IANNUZZI, MARIANI

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE BRATTI, BRAGA, TINO IANNUZZI, MARIANI Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 111 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI BRATTI, BRAGA, TINO IANNUZZI, MARIANI Modifiche al codice della strada, di cui al decreto

Dettagli

CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE

CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE CENTRO OCSE LEED DI TRENTO PER LO SVILUPPO LOCALE BROCHURE INFORMATIVA 2013-2015 L Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) è un organizzazione inter-governativa e multi-disciplinare

Dettagli

IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA. Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni

IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA. Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni IL MARKETING DEI PRODOTTI TIPICI: L AGLIO DI VOGHIERA Gruppo: Sara Banci Elisabetta Ferri Angela Fileni Lucia Govoni CONTESTO Dal punto di vista della DOMANDA... Consumatore postmoderno: attivo, esigente,

Dettagli

Croce Rossa Italiana Comitato Regionale Lazio

Croce Rossa Italiana Comitato Regionale Lazio Croce Rossa Italiana Campagna Soci Ordinari CAMPAGNA SOCI ORDINARI Pagina 1 di 12 SOMMARIO 1. Premessa... 3 2. Quali sono gli obiettivi della Campagna Soci Ordinari... 4 3. Cosa vuol dire essere Soci Ordinari

Dettagli

Gli immobili sono nel nostro DNA.

Gli immobili sono nel nostro DNA. Gli immobili sono nel nostro DNA. FBS Real Estate. Valutare gli immobili per rivalutarli. FBS Real Estate nasce nel 2006 a Milano, dove tuttora conserva la sede legale e direzionale. Nelle prime fasi,

Dettagli

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO

CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO CARTA DEI VALORI DEL VOLONTARIATO PRINCIPI FONDANTI 1. Volontario è la persona che, adempiuti i doveri di ogni cittadino, mette a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per gli altri, per

Dettagli

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta

Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta isstock Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta 7 PAA Programma generale di azione dell Unione in materia di ambiente fino al 2020 A partire dalla metà degli anni 70 del secolo scorso, la politica

Dettagli

Risk management come opportunità per un nuovo welfare

Risk management come opportunità per un nuovo welfare Risk management come opportunità per un nuovo welfare Il contesto economico e sociale in cui operano i comitati Uisp condiziona la loro attività mettendoli di fronte a criticità di natura organizzativa,

Dettagli

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida

CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ALL. 5 CITTA DI BARLETTA Medaglia d oro al Valor Militare e al Merito Civile Città della Disfida ***** Regolamento sul funzionamento dell Organismo Indipendente di valutazione \ Approvato con deliberazione

Dettagli

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO

LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO + DIREZIONE GENERALE PER LA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO Coordinamento Cooperazione Universitaria LA CONOSCENZA PER LO SVILUPPO Criteri di orientamento e linee prioritarie per la cooperazione allo sviluppo

Dettagli

Porta uno SMILE nella tua città

Porta uno SMILE nella tua città Co-Finanziato dal Programma di Cooperazione Territoriale MED SMart green Innovative urban Logistics for Energy efficient Newsletter 3 Siamo lieti di presentare la terza newsletter del progetto SMILE SMILE

Dettagli

Logistica digitale delle Operazioni a premio

Logistica digitale delle Operazioni a premio Logistica digitale delle Operazioni a premio La piattaforma logistica delle operazioni a premio digitali BITGIFT è la nuova piattaforma dedicata alla logistica digitale delle vostre operazioni a premio.

Dettagli

SPAI di Puclini Carlo

SPAI di Puclini Carlo CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA INDICE 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN

COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN COME NASCE L IDEA IMPRENDITORIALE E COME SI SVILUPPA IL PROGETTO D IMPRESA: IL BUSINESS PLAN La nuova impresa nasce da un idea, da un intuizione: la scoperta di una nuova tecnologia, l espansione della

Dettagli

MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE. HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno

MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE. HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno Indice 01. 02. 03. I tipi di house organ Dall idea al progetto I contenuti A

Dettagli

La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco

La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco n. 2-2011 La sostenibilità dello sviluppo turistico: il caso delle Dolomiti patrimonio naturale dell Unesco Mariangela Franch, Umberto Martini, Maria Della Lucia Sommario: 1. Premessa - 2. L approccio

Dettagli

ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti)

ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti) ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti) La zona è destinata ad accogliere attrezzature e servizi pubblici o ad uso pubblico di interesse generale su scala territoriale: uffici pubblici o privati di interesse

Dettagli

L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna

L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna A cura dell ABC Sardegna, ediz. rivista in ottobre 2005 L attuazione della Legge 162/98 in Sardegna La Legge Nazionale 162/98 ha apportato modifiche alla legge quadro sull handicap L.104/1992, concernenti

Dettagli

Titolo I - PRINCIPI GENERALI DELLA PIANIFICAZIONE

Titolo I - PRINCIPI GENERALI DELLA PIANIFICAZIONE 1 1 LEGGE REGIONALE 24 marzo 2000, n. 20 #LR-ER-2000-20# DISCIPLINA GENERALE SULLA TUTELA E L'USO DEL TERRITORIO Testo coordinato con le modifiche apportate da: L.R. 16 novembre 2000 n. 34 L.R. 21 dicembre

Dettagli

GESTIONE E VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI E DEL TERRITORIO ITALIA 2006

GESTIONE E VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI E DEL TERRITORIO ITALIA 2006 GESTIONE E VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI E DEL TERRITORIO ITALIA 2006 PROGRAMMA: Area Management e Marketing dei Beni Culturali INTRODUZIONE AL MARKETING Introduzione ed Obiettivi Il marketing nell

Dettagli

INCONTRO DI ROMA DEI MINISTRI DELL ENERGIA DEL G7 INIZIATIVA DELL ENERGIA DEL G7 DI ROMA PER LA SICUREZZA ENERGETICA DICHIARAZIONE CONGIUNTA

INCONTRO DI ROMA DEI MINISTRI DELL ENERGIA DEL G7 INIZIATIVA DELL ENERGIA DEL G7 DI ROMA PER LA SICUREZZA ENERGETICA DICHIARAZIONE CONGIUNTA INCONTRO DI ROMA DEI MINISTRI DELL ENERGIA DEL G7 INIZIATIVA DELL ENERGIA DEL G7 DI ROMA PER LA SICUREZZA ENERGETICA DICHIARAZIONE CONGIUNTA Noi, i Ministri dell Energia di Canada, Francia, Germania, Italia,

Dettagli

Un percorso nell affido

Un percorso nell affido Un percorso nell affido Progetto nazionale di promozione dell affidamento familiare Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali Coordinamento Nazionale Servizi Affido SOMMARIO Il PROGETTO

Dettagli

CONTRATTI di FIUME e di LAGO

CONTRATTI di FIUME e di LAGO Direzione Ambiente LINEE GUIDA REGIONALI per l attuazione dei CONTRATTI di FIUME e di LAGO Direzione Ambiente LINEE GUIDA REGIONALI per l attuazione dei CONTRATTI di FIUME e di LAGO DGR n 16-2610 del

Dettagli

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012

Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 Disegnato il percorso di riforma dell'adi per il 2012 martedì, 17 gennaio, 2012 http://www.lombardiasociale.it/2012/01/17/disegnato-il-percorso-di-riforma-delladi-per-il-2012/ L'analisi del Contesto E

Dettagli

AS S O C I A Z I O N E EU R O P E A. delle Vie Francigene

AS S O C I A Z I O N E EU R O P E A. delle Vie Francigene AS S O C I A Z I O N E EU R O P E A delle Vie Francigene Pacchetto Soci 2015 1 MOSTRA DA CANTERBURY A ROMA: 1.800 KM ATTRAVERSO L EUROPA La mostra approfondisce, attraverso immagini supportate da testi

Dettagli

IL MARKETING TERRITORIALE: UNA LEVA PER LO SVILUPPO?

IL MARKETING TERRITORIALE: UNA LEVA PER LO SVILUPPO? Liuc Papers, n. 214, Serie Economia e Istituzioni 21, marzo 2008 IL MARKETING TERRITORIALE: UNA LEVA PER LO SVILUPPO? Sergio Zucchetti Indice Premessa pag. 1 Introduzione pag. 4 1. Sviluppo storico del

Dettagli

DOVE. Comune di Milano www.comune.milano.it/parcocolombo parcocolombo@comune.milano.it

DOVE. Comune di Milano www.comune.milano.it/parcocolombo parcocolombo@comune.milano.it DOVE L area interessata dalla raccolta di idee si trova in via Cardellino 15 (nota anche come ex Campo Colombo), quartiere Inganni-Lorenteggio. Ha una superficie complessiva di circa 20.000 mq. ed è identificata

Dettagli

La strategia regionale per l attuazione della politica degli acquisti

La strategia regionale per l attuazione della politica degli acquisti La strategia regionale per l attuazione della politica degli acquisti pubblici ecologici Olbia, 17 maggio 2013 Gli appalti pubblici coprono una quota rilevante del PIL, tra il 15 e il 17%: quindi possono

Dettagli

REGOLAMENTO UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO

REGOLAMENTO UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO 1 ' UFFICIO GENERALE DELLE RISORSE, ORGANIZZAZIONE E BILANCIO Ufficio X ex DGPOB Ufficio relazioni con il pubblico e Centro di documentazione REGOLAMENTO UFFICIO RELAZIONI CON IL PUBBLICO SOMMARIO CAPO

Dettagli

6. I RISULTATI RELATIVI AGLI ENTI LOCALI

6. I RISULTATI RELATIVI AGLI ENTI LOCALI dell Ambiente del 6. I RISULTATI RELATIVI AGLI ENTI LOCALI In questo capitolo esporremo i risultati che ci sembrano di maggior interesse tra quelli emersi dall elaborazione dei dati restituitici dagli

Dettagli

la gestione dei processi comunicazione. i marketing manager si incontrano in Officina- Strategia

la gestione dei processi comunicazione. i marketing manager si incontrano in Officina- Strategia i marketing manager si incontrano in Officina- Strategia la gestione dei processi di comunicazione in quale scenario deve identificarsi un progetto di miglioramento, nella gestione dei beni digitali per

Dettagli

LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1

LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1 LA FORMAZIONE PER LA PA FINANZIATA DAL FSE PARTE II - CAPITOLO 2 LA FORMAZIONE PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE FINANZIATA DAL FONDO SOCIALE EUROPEO 1 LA PROGRAMMAZIONE DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME

Dettagli

Gli oneri concessori

Gli oneri concessori Laboratorio di di Progettazione Esecutiva dell Architettura 2 Modulo di Estimo Integrazione al costo di produzione: gli oneri concessori Proff. Coll. Renato Da Re Federica Di Piazza Gli oneri concessori

Dettagli

REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE

REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE REGOLAMENTO IMPRESA IN AZIONE Premessa Impresa in azione è il programma didattico dedicato agli studenti degli ultimi anni della Scuola Superiore e pensato per valorizzare la creatività e lo spirito imprenditoriale

Dettagli

PROGRAMMA ATTUATIVO REGIONALE DEL FONDO PER LE AREE SOTTOUTILIZZATE PAR FAS 2007-2013

PROGRAMMA ATTUATIVO REGIONALE DEL FONDO PER LE AREE SOTTOUTILIZZATE PAR FAS 2007-2013 PROGRAMMA ATTUATIVO REGIONALE DEL FONDO PER LE AREE SOTTOUTILIZZATE PAR FAS 2007-2013 Servizio Politiche Nazionali per lo Sviluppo - Proposta- Versione SETTEMBRE 2011 INDICE PREMESSA...V 1. ELEMENTI RILEVANTI

Dettagli

5.1 Complesso delle attività realizzate dall Ente e identificazione dei destinatari dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo:

5.1 Complesso delle attività realizzate dall Ente e identificazione dei destinatari dal punto di vista sia qualitativo che quantitativo: SCHEDA 1/B SCHEDA PROGETTO PER L IMPEGNO DI GIOVANI IN SERVIZIO CIVILE REGIONALE IN EMILIA-ROMAGNA ENTE 1)Ente proponente il progetto: CARITAS DIOCESANA DI REGGIO EMILIA GUASTALLA (legata da vincoli associativi

Dettagli

Legge regionale 10 luglio 2008, n. 12. Il Consiglio regionale ha approvato. LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA. la seguente legge:

Legge regionale 10 luglio 2008, n. 12. Il Consiglio regionale ha approvato. LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA. la seguente legge: Legge regionale 10 luglio 2008, n. 12 Norme per i centri storici. Il Consiglio regionale ha approvato. LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PROMULGA la seguente legge: TITOLO I FINALITÀ E AMBITO DI APPLICAZIONE

Dettagli

L.R. 12/2006, art. 6, commi da 82 a 89 B.U.R. 3/1/2007, n. 1. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 dicembre 2006, n. 0381/Pres.

L.R. 12/2006, art. 6, commi da 82 a 89 B.U.R. 3/1/2007, n. 1. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 dicembre 2006, n. 0381/Pres. L.R. 12/2006, art. 6, commi da 82 a 89 B.U.R. 3/1/2007, n. 1 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 12 dicembre 2006, n. 0381/Pres. LR 12/2006, articolo 6, commi da 82 a 89. Regolamento concernente i criteri

Dettagli

1 BI Business Intelligence

1 BI Business Intelligence K Venture Corporate Finance Srl Via Papa Giovanni XXIII, 40F - 56025 Pontedera (PI) Tel/Fax 0587 482164 - Mail: info@kventure.it www.kventure.it 1 BI Business Intelligence Il futuro che vuoi. Sotto controllo!

Dettagli

Accademia Beauty and Hair

Accademia Beauty and Hair INDICE CARTA DELLA QUALITÀ DELL OFFERTA FORMATIVA 1. LIVELLO STRATEGICO 1.1 Politica della Qualità 2. LIVELLO ORGANIZZATIVO 2.1 Servizi formativi offerti 2.2 Dotazione di risorse professionali e logistico

Dettagli

Programma delle lezioni CORSO DI URBANISTICA

Programma delle lezioni CORSO DI URBANISTICA a CORSO DI URBANISTICA STRUMENTI INNOVATIVI PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO Obiettivi formativi Il corso di è un insegnamento importante per il curriculum formativo dell ingegnere edile che vorrà operare

Dettagli

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi

Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi La Regione Puglia nel percorso del POAT DAGL Laboratori e sperimentazioni per il miglioramento della qualità della

Dettagli

PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE REGIONE VENETO 2007-2013 PROGETTI INTEGRATI DI FILIERA PIF

PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE REGIONE VENETO 2007-2013 PROGETTI INTEGRATI DI FILIERA PIF PROGRAMMA DI SVILUPPO RURALE REGIONE VENETO 2007-2013 PROGETTI INTEGRATI DI FILIERA PIF www.progettoverde.info - pv@ progettover de.i nfo 1 COS E IL PROGETTO INTEGRATO DI FILIERA (PIF) Il progetto integrato

Dettagli

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche

Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche COMUNE di ORISTANO Provincia di Oristano Assessorato ai Servizi Sociali Regolamento Centri di Aggregazione Sociale/Ludoteche Approvato con Delibera di C.C. n. 38 del 20.05.2014 1 INDICE TITOLO I DISPOSIZIONI

Dettagli

Governance e performance nei servizi pubblici locali

Governance e performance nei servizi pubblici locali Governance e performance nei servizi pubblici locali Anna Menozzi Lecce, 26 aprile 2007 Università degli studi del Salento Master PIT 9.4 in Analisi dei mercati e sviluppo locale Modulo M7 Economia dei

Dettagli

Copyright Università degli Studi di Torino, Progetto Atlante delle Professioni 2009 IT PROCESS EXPERT

Copyright Università degli Studi di Torino, Progetto Atlante delle Professioni 2009 IT PROCESS EXPERT IT PROCESS EXPERT 1. CARTA D IDENTITÀ... 2 2. CHE COSA FA... 3 3. DOVE LAVORA... 4 4. CONDIZIONI DI LAVORO... 5 5. COMPETENZE... 6 Quali competenze sono necessarie... 6 Conoscenze... 8 Abilità... 9 Comportamenti

Dettagli

L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres.

L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres. L.R. 15/2014, art. 9, c. 29 B.U.R. 4/3/2015, n. 9 L.R. 13/2014, art. 26 DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE 18 febbraio 2015, n. 036/Pres. Regolamento attuativo dell articolo 9, commi da 26 a 34 della

Dettagli

Linee Guida per l utilizzo del Codice Unico di Progetto (CUP) Spese di sviluppo e di gestione

Linee Guida per l utilizzo del Codice Unico di Progetto (CUP) Spese di sviluppo e di gestione Linee Guida per l utilizzo del Codice Unico di Progetto (CUP) Spese di sviluppo e di gestione Gruppo di Lavoro ITACA Regioni/Presidenza del Consiglio dei Ministri Aggiornamento 14 novembre 2011 Dipartimento

Dettagli

COMUNE DI GOLFO ARANCI Provincia Di Olbia-Tempio REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DI AGGREGAZIONE SOCIALE

COMUNE DI GOLFO ARANCI Provincia Di Olbia-Tempio REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DI AGGREGAZIONE SOCIALE COMUNE DI GOLFO ARANCI Provincia Di Olbia-Tempio REGOLAMENTO DI FUNZIONAMENTO DEL CENTRO DI AGGREGAZIONE SOCIALE Art. 1 - ISTITUZIONE E istituito presso il Comune di Golfo Aranci, un Centro di Aggregazione

Dettagli

Comune di Grado Provincia di Gorizia

Comune di Grado Provincia di Gorizia Comune di Grado Provincia di Gorizia REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEGLI INCENTIVI PER LA PROGETTAZIONE E LA REALIZZAZIONE DI LAVORI PUBBLICI, AI SENSI DELL ART.11 DELLA LEGGE REGIONALE 31 MAGGIO 2002,

Dettagli

EFFICIENZA E AUTOGESTIONE ENERGETICA A SCALA DI EDIFICIO

EFFICIENZA E AUTOGESTIONE ENERGETICA A SCALA DI EDIFICIO Forum Internazionale Green City Energy MED LO SVILUPPO DELLE SMART CITIES E DEI GREEN PORTS NELL AREA MEDITERANEA Convegno La produzione di energia rinnovabile nella Smart City Sessione Integrazione dei

Dettagli

LA META PER LA MODA, LO SPORT E LO SVAGO, IN CINA

LA META PER LA MODA, LO SPORT E LO SVAGO, IN CINA LA META PER LA MODA, LO SPORT E LO SVAGO, IN CINA I DESTINATION CENTER I Destination Center COS è UN DESTINATION CENTER? SHOPPING SPORT DIVERTIMENTO Un Destination Center e una combinazione di aree tematiche,

Dettagli

Regione Toscana Giunta Regionale Direzione Generale della Presidenza Area di Coordinamento Programmazione e Controllo

Regione Toscana Giunta Regionale Direzione Generale della Presidenza Area di Coordinamento Programmazione e Controllo Regione Toscana Giunta Regionale Direzione Generale della Presidenza Area di Coordinamento Programmazione e Controllo Programma Attuativo Regionale del Fondo Aree Sottoutilizzate 2007-2013 (PAR FAS) 1

Dettagli

www.mt-consulting.it Inserire un disegno BANDO DAT DAT MORBEGNO: Mo.Ma Tel 0342-615355 e-mail dottirinzoni@mt-consulting.it

www.mt-consulting.it Inserire un disegno BANDO DAT DAT MORBEGNO: Mo.Ma Tel 0342-615355 e-mail dottirinzoni@mt-consulting.it Inserire un disegno BANDO DAT DAT MORBEGNO: Mo.Ma I PROMOTORI I promotori del progetto DAT COMUNE DI MORBEGNO ENTE CAPOFILA TRAONA DAZIO- CIVO MELLO CERCINO COSIO VALTELLINO - MANTELLO ROGOLO - VALMASINO

Dettagli

SENATO DELLA REPUBBLICA

SENATO DELLA REPUBBLICA 10^ COMMISSIONE INDUSTRIA SENATO DELLA REPUBBLICA AUDIZIONE MARTEDI 8 MAGGIO 2012 ORE 14,30 I CONTRATTI D AREA ED I PATTI TERRITORIALI UN ESPERIENZA DI VALORE PER LO SVILUPPO DEL TERRITORIO Via degli Uffici

Dettagli

Nuova finanza per la green industry

Nuova finanza per la green industry Nuova finanza per la green industry Green Investor Day / Milano, 9 maggio 2013 Barriere di contesto a una nuova stagione di crescita OSTACOLI PER LO SVILUPPO INDUSTRIALE Fine degli incentivi e dello sviluppo

Dettagli

PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33

PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33 Settore Segreteria e Direzione generale Ufficio Trasparenza e Comunicazione PROGRAMMA PER LA TRASPARENZA DECRETO LEGISLATIVO 14 MARZO 2013 N. 33 Relazione anno 2014 a cura del Segretario Generale e della

Dettagli

Roger Read. Architetto e Urbanista Segretario Generale di METREX, la Rete delle Regioni e delle aree metropolitane europee

Roger Read. Architetto e Urbanista Segretario Generale di METREX, la Rete delle Regioni e delle aree metropolitane europee Quale governance per le Aree metropolitane europee? Roger Read. Architetto e Urbanista Segretario Generale di METREX, la Rete delle Regioni e delle aree metropolitane europee METREX Nye Bevan House 2 20

Dettagli

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Buone prassi di conservazione del patrimonio. www.fondazionecariplo.it

Bandi 2015 ARTE E CULTURA. Buone prassi di conservazione del patrimonio. www.fondazionecariplo.it Bandi 2015 ARTE E CULTURA Buone prassi di conservazione del patrimonio BENESSERE GIOVANI COMUNITÀ www.fondazionecariplo.it BANDI 2015 1 Bando con scadenza 9 aprile 2015 Buone prassi di conservazione del

Dettagli

IL SETTIMO PROGRAMMA QUADRO

IL SETTIMO PROGRAMMA QUADRO La ricerca europea in azione IL SETTIMO PROGRAMMA QUADRO (7º PQ) Portare la ricerca europea in primo piano Per alzare il livello della ricerca europea Il Settimo programma quadro per la ricerca e lo sviluppo

Dettagli

FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande

FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande 1. Quali sono le caratteristiche distintive dell impresa cooperativa? L impresa cooperativa è un impresa costituita da almeno 3 soci e può avere la forma della

Dettagli

IT FINANCIAL MANAGEMENT

IT FINANCIAL MANAGEMENT IT FINANCIAL MANAGEMENT L IT Financial Management è una disciplina per la pianificazione e il controllo economico-finanziario, di carattere sia strategico sia operativo, basata su un ampio insieme di metodologie

Dettagli

I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE

I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE I CHIARIMENTI DELL AGENZIA DELLE ENTRATE SUL REVERSE CHARGE Circolare del 31 Marzo 2015 ABSTRACT Si fa seguito alla circolare FNC del 31 gennaio 2015 con la quale si sono offerte delle prime indicazioni

Dettagli

PROTOCOLLO DI INTESA TRA

PROTOCOLLO DI INTESA TRA PROTOCOLLO DI INTESA TRA L Associazione Fare Ambiente, Movimento Ecologista Europeo, già riconosciuta con Decreto del Ministro dell Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare del 27 febbraio 2009,

Dettagli

CenTer - SCHEDA DOCUMENTO

CenTer - SCHEDA DOCUMENTO CenTer - SCHEDA DOCUMENTO N 2467 TIPO DI DOCUMENTO: PROGRAMMA CORSO DI FORMAZIONE TIPOLOGIA CORSO: Corso universitario TIPO DI CORSO: Master di 1 Livello TITOLO: Gestione Integrata dei Patrimoni Immobiliari

Dettagli

Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte

Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte Crescita, produttività e occupazione: le sfide che l Italia ha di fronte DOCUMENTI 2013 Premessa 1. Sul quadro istituzionale gravano rilevanti incertezze. Se una situazione di incertezza è preoccupante

Dettagli

NOTE DI SINTESI AI DATI STATISTICI DEL MOVIMENTO TURISTICO REGISTRATO IN PROVINCIA DI BRESCIA NELL ANNO 2010 CON IL CONFRONTO 2009

NOTE DI SINTESI AI DATI STATISTICI DEL MOVIMENTO TURISTICO REGISTRATO IN PROVINCIA DI BRESCIA NELL ANNO 2010 CON IL CONFRONTO 2009 NOTE DI SINTESI AI DATI STATISTICI DEL MOVIMENTO TURISTICO REGISTRATO IN PROVINCIA DI BRESCIA NELL ANNO 2010 CON IL CONFRONTO 2009 Arrivi 2.016.536 Presenze 8.464.905 PROVINCIA IN COMPLESSO Arrivi: superata

Dettagli

COMUNE DI FORLI' AREA PIANIFICAZIONE E SVILUPPO DEL TERRITORIO

COMUNE DI FORLI' AREA PIANIFICAZIONE E SVILUPPO DEL TERRITORIO 6 Allegato 1 COMUNE DI FORLI' AREA PIANIFICAZIONE E SVILUPPO DEL TERRITORIO Servizio Pianificazione e Programmazione del Territorio Via delle Torri n. 13 47100 Forlì Unità Segreteria mariateresa.babacci@comune.forli.fo.it

Dettagli

IL PROGRAMMA NAZIONALE DI PREVENZIONE DEI RIFIUTI

IL PROGRAMMA NAZIONALE DI PREVENZIONE DEI RIFIUTI IL PROGRAMMA NAZIONALE DI PREVENZIONE DEI RIFIUTI Con decreto direttoriale del 7 ottobre 2013, il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ha adottato il Programma Nazionale di

Dettagli

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente

PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE Diritto all apprendimento permanente Articolo 1 (Principi generali) 1. Ogni persona ha diritto all apprendimento permanente. 2. Per apprendimento permanente si

Dettagli

R E A L E S T A T E G R U P P O R I G A M O N T I. C O M

R E A L E S T A T E G R U P P O R I G A M O N T I. C O M REAL ESTATE GRUPPORIGAMONTI.COM 2 Rigamonti Real Estate La scelta giusta è l inizio di un buon risultato Rigamonti Founders Rigamonti REAL ESTATE Società consolidata nel mercato immobiliare, con più di

Dettagli

COMUNICAZIONE DI APERTURA FILIALI, SUCCURSALI E ALTRI PUNTI VENDITA DI AGENZIE DI VIAGGIO E TURISMO (Ai sensi della L.R. 30/03/1988 n. 15 e s.m.i.

COMUNICAZIONE DI APERTURA FILIALI, SUCCURSALI E ALTRI PUNTI VENDITA DI AGENZIE DI VIAGGIO E TURISMO (Ai sensi della L.R. 30/03/1988 n. 15 e s.m.i. CODICE PRATICA *CODICE FISCALE* GGMMAAAA HH:MM Mod. Comunale (Modello 1088 Versione 001 2015) Allo Sportello Unico delle Attività Produttive Comune / Comunità / Unione Identificativo SUAP: COMUNICAZIONE

Dettagli