Elementi di psicologia dello sviluppo: aspetti cognitivi

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Elementi di psicologia dello sviluppo: aspetti cognitivi"

Transcript

1 Anno 2011/2012 Elementi di psicologia dello sviluppo: aspetti cognitivi Verrà proposto in questa presentazione il punto di vista genetico che parte dalla interpretazione genetica dell evoluzione intellettiva che stata elaborata da Jean Piaget. Egli si è interessato al modo in cui gli esseri umani concepiscono se stessi e il mondo intorno a loro e a come i bambini imparano a pensare astrattamente. L ipotesi psicogenetica è fondata su una concezione della conoscenza che e dello sviluppo, che riguarda in particolare: la natura adattiva dell intelligenza la costruzione delle strutture mentali nell interazione tra soggetto e ambiente La natura adattiva dell intelligenza L intelligenza può essere considerata come una forma di interazione adattiva fra organismo e ambiente. L adattamento si realizza mediante due processi complementari: l assimilazione l accomodamento. L assimilazione consiste in un processo per mezzo del quale un soggetto struttura il dato esterno secondo l organizzazione esistente e tale strutturazione gli permette di conoscerlo, cioè di attribuirgli un significato Concomitante con il processo di assimilazione opera un processo opposto: l accomodamento, che modifica lo schema per renderlo più idoneo alle condizioni esterne e agli altri schemi che si vanno gradualmente costituendo. L adattamento richiede, quindi, il continuo instaurarsi di un equilibrio tra l assimilazione e l accomodamento. L assimilazione trasforma il dato esterno secondo le proprietà della struttura e l accomodamento trasforma la struttura per adattarla alle condizioni ambientali. L ipotesi psicogenetica presuppone una progressiva costruzione delle strutture cognitive; la stessa prevede che tale costruzione derivi da funzionamenti innati che operano in risposta alle condizioni ambientali. Il 1

2 concetto può essere considerato una struttura cognitiva. Secondo Lalande il concetto è una nozione generale che definisce classi date o costruite di oggetti che si addice in modo completo a ognuno degli individui costituenti tali classi. Intelligenza percettivo-motoria Fra il primo e il secondo anno di vita i rapporti tra percezione e intelligenza sono particolarmente evidenti. Questa facoltà è stata studiata in un primo momento negli animali superiori e poi sull umano. Kohler (J.Darley 1993)) organizzò situazioni problematiche in cui per l animale affamato ( scimmie antropoidi) una banana viene appesa al soffitto. Esiste quindi per la scimmia un obiettivo altamente interessante, ma qualsiasi tentativo svolto direttamente nella sua direzione non funziona. Per poter arrivare alla banana occorre una ristrutturazione della situazione, nel senso che oggetti vissuti prima come neutri e senza alcun rapporto con l obiettivo vengono a un certo momento considerati per qualche loro proprietà funzionale grazie alla quale l obiettivo viene raggiunto.per esempio: la banana pende dal soffitto, e all interno della gabbia, in disparte, si trova una cassa. L animale dapprima tenta inutilmente di afferrare il frutto con grandi salti; poi si aggira inquieto qua e là, va a sedersi sulla cassa, riprende tentativi infruttuosi o resta immobile mentre però i suoi occhi esplorano attivamente l ambiente- a un tratto senza esitazione si allontana dalla banana corre alla cassa, l afferra e la trascina fino al punto in cui sta appesa la banana, vi sale sopra e si impadronisce del frutto. Tutto sembra dimostrare che la struttura del campo percettivo/cognitivo sia stata modificata in modo intelligente tale da utilizzare il pensiero simbolico. Questo sembra dimostrare che la struttura del campo percettivo- cognitivo dell animale ha subito un mutamento: la cassa, vissuta come recipiente, perciò non in rapporto con il frutto appeso, è stata improvvisamente veduta come oggetto che può rendere più elevato il livello del pavimento, come una pedana. Nel periodo dell intelligenza percettivo-motoria gli oggetti esistono solo in quanto sono manipolati e percepiti, gradualmente i ricordi degli oggetti visti, uditi, toccati, avvertiti emotivamente, generano modi più complessi 2

3 di concepire la realtà e di pensare. In questo periodo si formano le prime rappresentazioni mentali che possono essere immagini visive o simboli che stanno per oggetti o idee. Alla nascita il bambino è già dotato di sistemi di elaborazione delle informazioni. Ad esempio, utilizzando il biberon, con il quale si può modificare il ritmo di somministrazione del latte, si nota una corrispondente modificazione del ritmo di suizione. Vi sono schemi che permettono al bambino a livello cognitivo, di conoscere o riconoscere gli oggetti ( lo schema di suizione permette di riconoscere il seno materno o il biberon). Il passaggio da schemi molto connessi con l abitudine a modalità più flessibili, inizia tra i 2 e 3 mesi ed è caratterizzato dalle coordinazione fra schemi appartenenti a sistemi cognitivi diversi ad esempio la vista e il tatto. Attorno al quarto mese di vita l interazione tra vista e prensione pone il bambino in grado di raggiungere oggetti che sta vedendo. La nascita della rappresentazione mentale permette, tra gli 8 e 24 mesi, di strutturare la realtà in base a dati percettivamente presenti e assenti. Ad esempio il bambino a questa età è in grado di rintracciare un oggetto nascosto. Secondo G. Petter, un limite di questa modalità è che la ristrutturazione che corrisponde alla soluzione di un problema risulta possibile solo con oggetti che siano visivamente presenti. Un altro limite sta nel fatto che se le azioni intermedie necessarie per rendere possibile l azione finale sono più di una o due, la ristrutturazione del campo non risulta possibile. Un bambino tra 15/18 mesi che sa prendere una palla sotto un letto usando come bastone una pantofola posta al bordo del letto,non riesce a usare questa soluzione se la pantofola si trova in un altra stanza, dove lui l ha vista o usata poco prima. L acquisizione del linguaggio. In che modo i bambini apprendono il linguaggio? Gli adulti parlano al bambino parlando lentamente, e parole e frasi vengono rimarcate più spesso e con maggior forza di quando si rivolgono a un altro adulto. Questo modo di parlare si chiama motherese. Aiuta i bambini a segmentare il flusso linguistico delle parole e a comprenderne il significato. I bambini pronunciano le loro prime parole una alla volta. Spesso una singola parola esprime un intero messaggio (linguaggio olofrastico). 3

4 Il passaggio all intelligenza rappresentativa,preconcettuale e intuitiva A 24 mesi i bambini hanno un vocabolario di circa 300 parole. Di che cosa parlano i bambini durante questa fase dell acquisizione del linguaggio? Katerine Nelson ha rilevato che i bambini non apprendono le parole passivamente, né per mera imitazione di ciò che dicono i genitori. Tra le prime parole imparate dai bambini secondo la sua ricerca ci sono nomi di animali, cibi, giocattoli. Nelle prime 50 parole non apparivano le parole pannolino o maglione anche se i genitori dovevano aver usato questa parola molto spesso.questo porterebbe a credere che i bambini parlino di ciò che li interessa. Verso i 3 anni il bambino ha un linguaggio che gli permette di esprimersi verbalmente in modo completo ma nella comunicazione spesso non tiene conto del punto di vista dell interlocutore come se chi ascolta già conoscesse il suo pensiero. Questa visione unilaterale lo porta a supporre che gli altri capiscano i suoi desideri-pensieri senza che sia necessario fare tanti sforzi per farsi capire. Questa modalità di pensiero è stata chiamata egocentrismo ed è una caratteristica normale di questo momento dello sviluppo umano. Il pensiero preoperatorio è caratterizzato da un ragionamento primitivo che porta i bambini a considerare avvenimenti che casualmente si verificano nello stesso momento come strettamente collegati. Gli oggetti utilizzati nel gioco in questo periodo possono acquistare valore simbolico, cioè venire usati come rappresentanti di altri oggetti non presenti ( uno scatolone può diventare una barca o una macchina) e possono costituire la base per l evocazione di eventi (facciamo finta che.) e costituire la base del gioco simbolico. A partire dai 18 mesi circa alla parola frase si viene sostituendo la frase compiuta. Tra i 2/4 anni le forme di conoscenza principali sono dette pre-concetti.ad esempio il bambino a questa età, non avendo costruito una struttura gerarchica di concetti confonde fra babbo e uomo e può essere portato ad 4

5 affermare che gli uomini sono babbi cioè possono fare inferenze dal particolare al generale. In questo momento i bambini vedono ogni cosa dal proprio punto di vista e tendono a concentrare l attenzione su un solo aspetto della situazione. Ciò li porta a commettere errori nel campo della conservazione delle sostanze (se mostriamo ad un bambino di 3 anni due bicchieri identici pieni di un liquidi, riempiti entrambi allo stesso livello e gli chiediamo se contengono la stessa quantità di liquido, il bambino risponderà di sì. Se si travasa il liquido di uno dei due bicchieri in un cilindro di vetro più stretto e si pone ancora la domanda, se la quantità di liquido è la stessa, il bambino tende a concentrarsi sull altezza del liquido e trascura le altre dimensioni e risponde che è maggiore il liquido nel recipiente stretto. Questi errori sono suggeriti dalla percezione, e dalla forza unificativa che certe realtà percettive hanno, ma non sono di natura percettiva. Infatti il bambino comprende che uno dei due recipienti è più alto e più stretto, ma non coordina le due trasformazioni subite col travaso. Questo fenomeno riguarda il sincretismo percettivo che consiste nel restare fissati alle qualità vistose degli oggetti con difficoltà a prendere in considerazione per la classificazione anche qualità più sommesse. Questa caratteristica rende difficile al bambino di questa età rendersi conto che esistono molteplici punti di vista e questo ha ricadute nel comportamento sociale in quanto egli presuppone che tutti la pensino come lui, questo tratto chiamato egocentrismo è evidente ascoltando resoconti da bambini di 3-4 anni che tralasciano aspetti cruciali di racconti dandoli come scontati nel proprio interlocutore. Il pensiero operatorio concreto Tra i 6/7 anni il bambino riesce a costruire strutture mentali che coordinano i concetti dotate di reversibilità. Un esperimento compiuto da Piaget e Inhelder mostra come la comprensione dei rapporti di inclusione fra classi richieda il pensiero reversibile. Essi presentavano a bambini tra i 5 e 8 anni, una fila di 10 perle di legno di cui 8 nere e 2 bianche. I soggetti su richiesta sapevano comporre l insieme di perle di legno sia l insieme di perle bianche, tuttavia alla domanda: Sono più le perle nere o 5

6 le perle di legno? i bambini sotto i 6/7 anni rispondevano paradossalmente che erano di più le perle nere. Per dare una risposta corretta è necessario porsi, contemporaneamente, su due livelli: considerare le perle nere come riunite tra loro a formare un insieme disgiunto dalle perle bianche ; occorre però anche considerare le perle nere unite alle perle bianche in modo da formare l insieme delle perle di legno. I bambini dopo i 7 anni circa comprendono il principio di conservazione, si rendono conto che la quantità di liquido resta la stessa indipendentemente dalla forma del contenitore. Vi è una precisazione da fare, sottolinea Petter: è la difficoltà che esiste tra il capire e lo spiegare. Un bambino può risolvere bene un certo problema perché è in grado di compiere le operazioni che sono necessarie; e può tuttavia non essere in grado di dare verbalmente in modo coerente una giustificazione del suo operato. Dare una giustificazione verbale significa prendere coscienza in modo riflesso sia delle operazioni che si sono compiute e darsene una rappresentazione d insieme, e richiede anche una facile disponibilità delle parole adatte; è un compito complesso. Di solito a questa età i bambini passano da un orientamento morale oggettivo ( in cui giudicano un comportamento buono o cattivo in base agli effetti concreti delle azioni che vengono compiute ) a un orientamento morale soggettivo ( in cui il giudizio morale dei bambini si determina sulla base delle intenzioni di chi compie le azioni). I processi di apprendimento che vengono studiati in particolare con l ingresso a scuola evidenziano la capacità dell essere umano e di molti animali di organizzare le conoscenze : classificando, ordinando, individuando regole, facendo ipotesi. Studi sull argomento evidenziano come il bambino sia predisposto ad apprendere sin dalla nascita per una necessità biologica di sopravvivenza. L essere umano coglie la regolarità e la costanza, le regole che governano la realtà e organizza questi elementi percepiti in mappe cognitive che gli permettono di dare significato a ciò che gli succede e di muoversi nel mondo che lo circonda. 6

7 Due forme fondamentali di strutturazione La razionalità è una delle componenti dell attività cognitiva. Essa si caratterizza sia per il marchio di realtà o necessità dei dati su cui opera ( es: relazioni tra quantità numeriche ) sia per un uso piuttosto rigoroso dei rapporti usati nell attività di strutturazione. La razionalità appare molto presto già nell intelligenza percettivo-motoria. Quando compare il linguaggio la razionalità si manifesta come tendenza a strutturare la realtà ( ad es. certi oggetti o eventi del presente vengono ricollegati ad altri nel passato e questi ad altri ancora, nello studio della storia o in quello della geografia come territorio abitato o trasformato dall uomo). La razionalità utilizza poi anche, sempre con un certo rigore, rapporti di ordine logico o quantitativo. L altra componente dell attività cognitiva è la fantasia. Talvolta ( ad esempio da Freud ) queste due attività cognitive sono state indicate con i termini di pensiero primario ( fantasia ) e secondario ( la razionalità) e sembra indicare che la prima preceda geneticamente la seconda e venga sostituita da quest ultima quando l individuo ha raggiunto un certo grado di sviluppo mentale. Gli studi sullo sviluppo dell attività cognitiva hanno mostrato che razionalità e fantasia nascono insieme, crescono poi insieme mantenendo rapporti d interdipendenza, e restano presenti entrambe, ciascuna con importanti funzioni nella vita mentale dell adulto. A patto che un erronea educazione non privilegi oltre misura la prima a scapito della seconda. Le caratteristiche della fantasia sono che in essa manca di quel dato di realtà o necessità che hanno invece altri contenuti, inoltre, pur utilizzando gli stessi rapporti della razionalità, li impiega in modo molto meno rigoroso. Nella fantasticheria accade che ci si abbandoni senza controllo a una catena di idee. Nella vita dell adulto razionalità e fantasia sono generalmente compresenti anche se in proporzione diversa secondo i casi. Se in un romanzo la fantasia predomina vi è tuttavia anche un apporto della razionalità nell architettura d insieme e nell articolazione della vicenda narrata. Per contro, se nel processo che porta ad una scoperta scientifica, la razionalità predomina, occorre una certa dose di fantasia per formulare 7

8 ipotesi, per inventare procedimenti di verifica o forme indirette di misurazione. Il ruolo della fantasia, sia nella produzione artistico/letteraria che nell attività scientifica è quello di favorire l irrompere del nuovo. Questo attraverso il gioco delle similitudini e delle consonanze emotive. Il pensiero ipotetico deduttivo Di solito si sviluppa dopo gli 11 anni.si costituisce quando il ragazzo/a è in grado di elaborare ipotesi alternative e di verificarle. E anche in grado di cercare di capire da cosa dipende la frequenza delle oscillazioni di un pendolo e quale fra i 4 fattori (lunghezza delle cordicella, peso del solido attaccato, ampiezza dell angolo d oscillazione, forza dello slancio impresso) è responsabile della velocità con cui un pendolo percorre il suo arco. Si può giungere alla soluzione del problema attraverso due strade: provare sistematicamente tutte le possibili combinazioni, variando ogni singolo fattore per volta o limitarsi a pensare tali combinazioni. La previsione di un evento possibile viene fatta dai ragazzi sulla base di ipotesi. In ambito matematico, l idea di infinito potenziale (l infinitamente piccolo o grande, l infinito numerico o temporale) può essere attinta quando si è in grado di pensare che, qualunque sia il risultato raggiunto attraverso una certa operazione è sempre possibile andare oltre compiendo un ulteriore suddivisione che porta a un nuovo risultato, sempre superabile, almeno a livello di pensiero. La capacità di ragionare per ipotesi (eventi assunti come possibili) e di coordinare ipotesi pone i ragazzi in grado di progettare e condurre in modo tecnicamente corretto un esperimento che sia rivolto a scoprire rapporti di dipendenza fra più eventi o fra più aspetti dello stesso evento. Un altro riflesso del pensiero ipotetico deduttivo è quello di accrescere la capacità dei ragazzi di elaborare un programma di lunga durata e di progettare il proprio futuro. Possono lanciarsi nel campo del possibile in cui alcune cose possono essere un certo grado di certezza ( ci saranno gli esami di licenza media, si porrà il problema della scelta professionale ). Altre sono solo appunto delle ipotesi che vanno collegate tra loro. Se riuscirò a una scuola di recitazione, se i miei familiari mi daranno il permesso, se avrò il permesso, se avrò la possibilità di vivere per un certo periodo a Roma o a Firenze, allora potrò 8

9 tentare la carriera di attore. Possiamo dire che l acquisizione del pensiero ipotetico - deduttivo ha molteplici riflessi nella vita familiare o personale di un adolescente. Concerne la capacità di esaminare un insieme di possibilità e verificarne la correttezza con l utilizzo di metodi logici e sperimentali. Con questa capacità l adolescente può entrare nel dominio dell impossibile e dell improbabile oltre che del reale. Neimark (1987) condusse uno studio da cui emerse che solo il 30% degli adolescenti e adulti dimostra di avere il pensiero operatorio formale. La corrente neopiagetiana ha perciò modificato la teoria originale affermando che il pensiero formale può non svilupparsi in assenza di uno specifico addestramento o di una necessità sociale e culturale. Ricerche ancora più recenti hanno mostrato che è possibile eseguire sofisticati ragionamenti solo in campi in cui si ha familiarità e competenze e non riuscirci in campi di cui si sa poco o nulla. 9

IL GIOCO. La natura vuole che i bambini siano bambini prima di diventare adulti. (J.J.ROUSSEAU)

IL GIOCO. La natura vuole che i bambini siano bambini prima di diventare adulti. (J.J.ROUSSEAU) IL GIOCO La natura vuole che i bambini siano bambini prima di diventare adulti. (J.J.ROUSSEAU) Il gioco insegna a muoversi, a immaginare, a pensare (M. LAENG) Lo sport ed il gioco sono elementi fondamentali

Dettagli

Lo sviluppo cognitivo: la teoria piagetiana (1) Lo sviluppo cognitivo: la teoria piagetiana (2)

Lo sviluppo cognitivo: la teoria piagetiana (1) Lo sviluppo cognitivo: la teoria piagetiana (2) Lo sviluppo cognitivo: la teoria piagetiana (1) Concetti chiave: Continuità fra organizzazione biologica e pensiero Il pensiero è una espressione dell adattamento all ambiente L organismo costruisce tessuti

Dettagli

Educazione Pedagogia Didattica in un asilo nido Lo scenario psicologico. Dott.ssa Adriana Lafranconi 11 marzo 2013

Educazione Pedagogia Didattica in un asilo nido Lo scenario psicologico. Dott.ssa Adriana Lafranconi 11 marzo 2013 Educazione Pedagogia Didattica in un asilo nido Lo scenario psicologico Dott.ssa Adriana Lafranconi 11 marzo 2013 PIAGET VYGOTSKY NELSON Bambino diverso dall adulto Bambino diverso dall adulto Continuità

Dettagli

Riguarda la descrizione dei processi attraverso i quali nasce e si trasforma la cognizione, riguarda cioè il modo in cui il bambino prima e l adulto

Riguarda la descrizione dei processi attraverso i quali nasce e si trasforma la cognizione, riguarda cioè il modo in cui il bambino prima e l adulto Riguarda la descrizione dei processi attraverso i quali nasce e si trasforma la cognizione, riguarda cioè il modo in cui il bambino prima e l adulto poi conosce il mondo ed interagisce con esso. La psicologia

Dettagli

FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA

FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA FONDAMENTI E DIDATTICA DELLE SCIENZE NELLA SCUOLA DELL INFANZIA giuseppina.rinaudo@unito..rinaudo@unito.itit SFP 2006 - "Introduzione al corso" V. Montel, M. Perosino, G. Rinaudo 1 Impostazione del corso

Dettagli

Strategie e indicazioni per favorire l apprendimento. Dott.ssa Francesca Valori Pontedera, 15 maggio 2010

Strategie e indicazioni per favorire l apprendimento. Dott.ssa Francesca Valori Pontedera, 15 maggio 2010 Strategie e indicazioni per favorire l apprendimento Dott.ssa Francesca Valori Pontedera, 15 maggio 2010 Obiettivo: Fornire conoscenze relative alla comunicazione tra istruttore e allievo e strategie funzionali

Dettagli

MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE)

MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE) MODULO 3 LEZIONE 23 FORMAZIONE DEL MOVIMENTO (SECONDA PARTE) Contenuti Michelene Chi Livello ottimale di sviluppo L. S. Vygotskij Jerome Bruner Human Information Processing Teorie della Mente Contrapposizione

Dettagli

Psicologia dello sviluppo

Psicologia dello sviluppo Psicologia dello sviluppo 11 marzo 2008 Stefano De Vecchi 1 Jean Piaget (1896 1980) 2 Evoluzione determinata (sincronicità) Convergenza biologica Dimensione cognitiva 3 Punti nodali della teoria Piagetiana

Dettagli

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI SCUOLA DELL INFANZIA SCUOLA PRIMARIA SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO 10 OBIETTIVI EDUCATIVI TRASVERSALI AUTOCONTROLLO ATTENZIONE E PARTECIPAZIONE ATTEGGIAMENTO E COMPORTAMENTO

Dettagli

SVILUPPO COGNITIVO = è UN PROCESSO DI ACQUISIZIONE DELLA CONOSCENZA NELL INFANZIA

SVILUPPO COGNITIVO = è UN PROCESSO DI ACQUISIZIONE DELLA CONOSCENZA NELL INFANZIA SVILUPPO COGNITIVO = è UN PROCESSO DI ACQUISIZIONE DELLA CONOSCENZA NELL INFANZIA Sono implicati: -la comprensione; -il ragionamento; - la soluzione di problemi; - l apprendimento; - la concettualizzazione;

Dettagli

Progetto 5 anni. Alla scoperta degli elementi della vita: Acqua, Aria, Terra, Fuoco. Premessa

Progetto 5 anni. Alla scoperta degli elementi della vita: Acqua, Aria, Terra, Fuoco. Premessa Progetto 5 anni Premessa Alla scoperta degli elementi della vita: Acqua, Aria, Terra, Fuoco L esplorazione di questi elementi così diversi tra loro rappresenta un occasione per stimolare l immaginazione

Dettagli

LO SVILUPPO COGNITIVO

LO SVILUPPO COGNITIVO Università degli Studi di Torino Facoltà di Scienze Politiche Sede di Biella Psicologia dello sviluppo 1. LO SVILUPPO COGNITIVO 2. L INTELLIGENZA 3. IL CONTRIBUTO DI PIAGET Prof. V. Alastra 1 LO SVILUPPO

Dettagli

Curricolo Scuola Infanzia

Curricolo Scuola Infanzia Curricolo Scuola Infanzia CHIAVE COMPETENZA SOCIALE E CIVICA Riconosce ed esprime le proprie emozioni, è consapevole di desideri e paure, avverte gli stati d animo propri e altrui. Acquisire consapevolezza

Dettagli

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA PER GLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI ANNO SCOLASTICO 2014/2015

PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA PER GLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI ANNO SCOLASTICO 2014/2015 PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA PER GLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI ANNO SCOLASTICO 2014/2015 La programmazione educativa, redatta dal Presidente del Gruppo H e stilata dalla Docente F/S per le attività a sostegno

Dettagli

SISSIS Sostegno V ciclo MODELLI ORGANIZZATIVI E RETI DI SOSTEGNO PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA E L INCLUSIONE SOCIALE

SISSIS Sostegno V ciclo MODELLI ORGANIZZATIVI E RETI DI SOSTEGNO PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA E L INCLUSIONE SOCIALE SISSIS Sostegno V ciclo MODELLI ORGANIZZATIVI E RETI DI SOSTEGNO PER L INTEGRAZIONE SCOLASTICA E L INCLUSIONE SOCIALE ANALISI DELLO SVILUPPO PSICOMOTORIO ED EMOTIVO/AFFETTIVO PROF. JOSE ALBERTO FREDA ATTO

Dettagli

revisionato il 17 novembre 2013 - a cura di Antonio d'amore, Psicologo e Psicoterapeuta

revisionato il 17 novembre 2013 - a cura di Antonio d'amore, Psicologo e Psicoterapeuta revisionato il 17 novembre 2013 - a cura di Antonio d'amore, Psicologo e Psicoterapeuta Nel corso del primo anno : - riconosce il nome proprio; - dice due-tre parole oltre a dire mamma e papà ; - imita

Dettagli

I PRINCIPI MULTIMEDIALI

I PRINCIPI MULTIMEDIALI I PRINCIPI MULTIMEDIALI (dal sito www.nicky.it/materiali%20tic/mayer.doc) Il principio multimediale afferma che gli studenti apprendono meglio dalle parole e dalle immagini piuttosto che solo dalle parole,

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI. Competenza: 1. Comunicazione efficace Indicatore: 1.1 Comprensione

SCUOLA PRIMARIA SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI. Competenza: 1. Comunicazione efficace Indicatore: 1.1 Comprensione SCUOLA PRIMARIA SCIENZE NATURALI E SPERIMENTALI Competenza: 1. Comunicazione efficace Indicatore: 1.1 Comprensione Descrittori Classe 1 Descrittori Classe 2 Descrittori Classe 3 Descrittori Classe 4 Descrittori

Dettagli

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA DELLA SCUOLA PRIMARIA) TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE SCIENZE

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO (AL TERMINE DELLA CLASSE PRIMA DELLA SCUOLA PRIMARIA) TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE SCIENZE (AL TERMINE DELLA SCUOLA DELL INFANZIA) /ESPERIENZE LA CONOSCENZA DEL MONDO L alunno osserva con curiosità lo svolgersi dei più comuni fenomeni, ne immagina e ne verifica le cause, rendendosi sempre più

Dettagli

PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI

PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI PROGETTAZIONE ANNUALE A.S. 2010/2011 SCUOLA DELL INFANZIA PARITARIA SAN GIUSEPPE SULLE ALI DELLE EMOZIONI FESTE E RICORRENZE Le feste rappresentano esperienze belle e suggestive da vivere e ricordare per

Dettagli

PROGRAMMAZIONE SCUOLA PRIMARIA - CLASSE TERZA

PROGRAMMAZIONE SCUOLA PRIMARIA - CLASSE TERZA CURRICOLO D ISTITUTO COMPRENDERE COMUNICARE RIFLETTERE RIELABORARE PROGRAMMAZIONE SCUOLA PRIMARIA - CLASSE TERZA AREA DEI LINGUAGGI (italiano, lingua inglese, musica, arte e immagine) TRAGUARDI PER LO

Dettagli

SICUREZZA E PREVENZIONE

SICUREZZA E PREVENZIONE SICUREZZA E PREVENZIONE 1. AMBIENTE. Adeguatezza di strutture, attrezzature e spazi Rimozione delle cause di possibile incidente/ uso di adeguate misure di sicurezza PROTEZIONE 2. COMPORTAMENTO. Capacità

Dettagli

Il linguaggio secondo Chomsky

Il linguaggio secondo Chomsky Il linguaggio secondo Chomsky 2. In che modo questo sistema di conoscenza si forma nella mente/cervello del parlante? L argomento a favore della conoscenza innata L argomento a favore della conoscenza

Dettagli

Lo sviluppo cognitivo: Piaget

Lo sviluppo cognitivo: Piaget Lo sviluppo cognitivo: Piaget Jean Piaget(1896-1980) Come si adattano gli organismi viventi al proprio ambiente? Organismo si adatta costruendo nuove forme L intelligenza costruisce nuove strutture mentali

Dettagli

IDEE PER LO STUDIO DELLA MATEMATICA

IDEE PER LO STUDIO DELLA MATEMATICA IDEE PER LO STUDIO DELLA MATEMATICA A cura del 1 LA MATEMATICA: perché studiarla??? La matematica non è una disciplina fine a se stessa poichè fornisce strumenti importanti e utili in molti settori della

Dettagli

SCUOLA PRIMARIA ORGANIZZAZIONE CURRICOLARE

SCUOLA PRIMARIA ORGANIZZAZIONE CURRICOLARE SCUOLA PRIMARIA ORGANIZZAZIONE CURRICOLARE ITALIANO termine della classe L alunno partecipa a scambi comunicativi con compagni e adulti. Legge e comprende brevi testi con correttezza e rapidità; dimostra

Dettagli

PROGETTO ORIENTAMENTO SCUOLA SECONDARIA PRIMO GRADO

PROGETTO ORIENTAMENTO SCUOLA SECONDARIA PRIMO GRADO PROGETTO ORIENTAMENTO SCUOLA SECONDARIA PRIMO GRADO anno scolastico 2012/2013 MOTIVAZIONE PROGETTO ORIENTAMENTO SCUOLA SECONDARIA PRIMO GRADO Perché orientamento nella scuola secondaria di primo grado.

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO G. PASCOLI TRAMONTI (SA) ARTE E IMMAGINE Classe 1

ISTITUTO COMPRENSIVO G. PASCOLI TRAMONTI (SA) ARTE E IMMAGINE Classe 1 ARTE E IMMAGINE - Decodificare una sequenza d immagini; - Discriminare uguaglianze e differenze; - Percepire la figura-sfondo; - Eseguire riproduzioni di figure rispettando le relazioni spaziali; - Discriminare

Dettagli

LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA. In età evolutiva, più dello 0,5% della popolazione presenta disabilità

LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA. In età evolutiva, più dello 0,5% della popolazione presenta disabilità LA COMUNICAZIONE AUMENTATIVA ALTERNATIVA In età evolutiva, più dello 0,5% della popolazione presenta disabilità complesse della comunicazione che, in assenza di adeguati interventi, interferiscono in modo

Dettagli

LA COMUNICAZIONE NELLA MADRELINGUA. Numeri e spazio, fenomeni e viventi (MATEMATICA)

LA COMUNICAZIONE NELLA MADRELINGUA. Numeri e spazio, fenomeni e viventi (MATEMATICA) COMPETENZE EUROPEE INFANZIA CAMPO D ESPERIENZA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO ATTIVITA E CONTENUTI LA COMUNICAZIONE NELLA MADRELINGUA Numeri e spazio, fenomeni e viventi (MATEMATICA) Ha interiorizzato le nozioni

Dettagli

La nostra idea di bambino...

La nostra idea di bambino... Conservare lo spirito dell infanzia Dentro di sé per tutta la vita Vuol dire conservare la curiosità di conoscere Il piacere di capire La voglia di comunicare (Bruno Munari) CITTÀ DI VERCELLI Settore Politiche

Dettagli

IL COUNSELING NELLE PROFESSIONI D AIUTO

IL COUNSELING NELLE PROFESSIONI D AIUTO IL COUNSELING NELLE PROFESSIONI D AIUTO Obiettivi: Conoscere le peculiarità del counseling nelle professioni d aiuto Individuare le abilità del counseling necessarie per svolgere la relazione d aiuto Analizzare

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO G. SOLARI LORETO http://www.istitutocomprensivosolari.it/ INDICATORI DI APPRENDIMENTO DELLA SCUOLA PRIMARIA

ISTITUTO COMPRENSIVO G. SOLARI LORETO http://www.istitutocomprensivosolari.it/ INDICATORI DI APPRENDIMENTO DELLA SCUOLA PRIMARIA ISTITUTO COMPRENSIVO G. SOLARI LORETO http://www.istitutocomprensivosolari.it/ INDICATORI DI APPRENDIMENTO DELLA SCUOLA PRIMARIA anno scolastico 2013 2014 1 CLASSE PRIMA ITALIANO - Ascoltare, comprendere

Dettagli

Curricolo, Competenze, Educazione ambientale: riflessioni epistemologiche, metodologiche e didattiche. Carlo Fiorentini

Curricolo, Competenze, Educazione ambientale: riflessioni epistemologiche, metodologiche e didattiche. Carlo Fiorentini Curricolo, Competenze, Educazione ambientale: riflessioni epistemologiche, metodologiche e didattiche Carlo Fiorentini Alfabeti ecologici Ministero dell ambiente Gruppo di Saggi costituito dal Sottosegretario

Dettagli

FINALITA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA

FINALITA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA I.C.S. MAREDOLCE FINALITA DELLA SCUOLA DELL INFANZIA La nostra scuola dell Infanzia con la sua identità specifica sotto il profilo pedagogico e metodologico-organizzativo persegue: l acquisizione di capacità

Dettagli

Lezione 6: Il comportamentismo di Skinner

Lezione 6: Il comportamentismo di Skinner Lezione 6: Il comportamentismo di Skinner Stefano Ghirlanda Email docente: stefano.ghirlanda@unibo.it Mailing list: stefano.ghirlanda.storiapsico@studio.unibo.it Ricevimento: Cesena: mer 14:30 16:30 (a

Dettagli

LINGUE STRANIERE: INGLESE e FRANCESE. Obiettivi

LINGUE STRANIERE: INGLESE e FRANCESE. Obiettivi LINGUE STRANIERE: INGLESE e FRANCESE Obiettivi Ascoltare Parlare Leggere 1. individuare gli elementi essenziali della situazione; 2. individuare le intenzioni comunicative; 3. capire il significato globale

Dettagli

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione

La natura del linguaggio e il processo di acquisizione La natura del linguaggio e il processo di acquisizione Il bambino nasce con un patrimonio genetico e con una predisposizione innata per il linguaggio. Affinché ciò avvenga normalmente è necessario che

Dettagli

LE BASI BIOLOGICHE DEL LINGUAGGIO

LE BASI BIOLOGICHE DEL LINGUAGGIO 1 LE BASI BIOLOGICHE DEL LINGUAGGIO Il linguaggio è un sistema che mette in relazione significati con suoni. Sistema inteso nel suo significato proprio di dispositivo costituito da più componenti, ciascuna

Dettagli

ASPETTI GENETICI, FISICI, MOTORI, MEDICI.

ASPETTI GENETICI, FISICI, MOTORI, MEDICI. LEZIONE: LA SINDROME DI DOWN (PRIMA PARTE) PROF. RENZO VIANELLO Indice 1 UN PO DI STORIA ----------------------------------------------------------------------------------------------------------- 3 2

Dettagli

Dispense di Filosofia del Linguaggio

Dispense di Filosofia del Linguaggio Dispense di Filosofia del Linguaggio Vittorio Morato II settimana Gottlob Frege (1848 1925), un matematico e filosofo tedesco, è unanimemente considerato come il padre della filosofia del linguaggio contemporanea.

Dettagli

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali

METODOLOGIA Scuola dell infanzia La progettazione, l organizzazione e la valorizzazione degli spazi e dei materiali METODOLOGIA Scuola dell infanzia La scuola dell infanzia è un luogo ricco di esperienze, scoperte, rapporti, che segnano profondamente la vita di tutti coloro che ogni giorno vi sono coinvolti, infatti

Dettagli

PARLARE CON I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI

PARLARE CON I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI PARLARE CON I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI Educare per l autonomia 20 maggio 2013 Elena Giudice l assistente sociale deve parlare con i bambini? Non si tratta di fare un buon lavoro, ma di fare un lavoro

Dettagli

SCHEMA PROGETTAZIONE AREE DI COMPETENZA

SCHEMA PROGETTAZIONE AREE DI COMPETENZA 1 Logicomatematicoscientifica Logiche Matematiche Classificare, ornare e porre in relazione -Sa classificare trovando somiglianze e fferenze -Sa formare insiemi in base ad una o più proprietà comune ai

Dettagli

Titolo dell Unità di Competenza: GIOCHIAMO IN DIVERSI

Titolo dell Unità di Competenza: GIOCHIAMO IN DIVERSI Titolo dell Unità di Competenza: GIOCHIAMO IN DIVERSI Griglia di progettazione dell UdC Il gruppo Infanzia-I ciclo della primaria, che si muove dentro l area linguistica e matematica sulla comprensione

Dettagli

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO. prof.ssa Morena Muzi a.a. 2013-2014

PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO. prof.ssa Morena Muzi a.a. 2013-2014 PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO prof.ssa Morena Muzi a.a. 2013-2014 LO SVILUPPO COGNITIVO LA TEORIA DI JEAN PIAGET (1896-1980) Una delle più importanti teorie sullo sviluppo cognitivo del bambino è quella di

Dettagli

Lavorare in gruppo. Corso di formazione per i dipendenti dell Università di Palermo

Lavorare in gruppo. Corso di formazione per i dipendenti dell Università di Palermo Lavorare in gruppo Corso di formazione per i dipendenti dell Università di Palermo Premessa La conoscenza del gruppo e delle sue dinamiche, così come la competenza nella gestione dei gruppi, deve prevedere

Dettagli

ETA 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 Capacità di apprendimento motorio Capacità di differenziazione e

ETA 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 Capacità di apprendimento motorio Capacità di differenziazione e FINALITA I nuovi programmi Ministeriali ritengono l educazione motoria una componente essenziale dell unità educativa della persona per cui essa concorre alla realizzazione delle finalità proprie della

Dettagli

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO

QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO QUESTIONARIO SUGLI STILI DI APPRENDIMENTO Le seguenti affermazioni descrivono alcune abitudini di studio e modi di imparare. Decidi in quale misura ogni affermazione si applica nel tuo caso: metti una

Dettagli

Pubblichiamo il documento contenente gli indicatori approvati dal Collegio dei Docenti del nostro Istituto Comprensivo che sarà allegato alla scheda

Pubblichiamo il documento contenente gli indicatori approvati dal Collegio dei Docenti del nostro Istituto Comprensivo che sarà allegato alla scheda Pubblichiamo il documento contenente gli indicatori approvati dal Collegio dei Docenti del nostro Istituto Comprensivo che sarà allegato alla scheda di valutazione delle classi di Scuola Primaria C. Goldoni

Dettagli

PROGETTARE IL PORTFOLIO M.A. Zanetti, D. Miazza Dipartimento di Psicologia, Università di Pavia

PROGETTARE IL PORTFOLIO M.A. Zanetti, D. Miazza Dipartimento di Psicologia, Università di Pavia ABSTRACT PROGETTARE IL PORTFOLIO M.A. Zanetti, D. Miazza Dipartimento di Psicologia, Università di Pavia La riforma del sistema scolastico ha delineato nuovi possibili scenari all interno dei quali devono

Dettagli

salute Muoversi spontaneamente e in modo guidato, da soli e in gruppo, esprimendosi in base a suoni, rumori, musica, indicazioni ecc.

salute Muoversi spontaneamente e in modo guidato, da soli e in gruppo, esprimendosi in base a suoni, rumori, musica, indicazioni ecc. 1 La geometria Quali sono i contenuti geometrici delle indicazioni? 2 Corpo, movimento, salute Muoversi spontaneamente e in modo guidato, da soli e in gruppo, esprimendosi in base a suoni, rumori, musica,

Dettagli

GIOCHI DIDATTICI ISPEF

GIOCHI DIDATTICI ISPEF FAUSTO PRESUTTI GIOCHI DIDATTICI ISPEF LA METODOLOGIA DEL GIOCO LE CARATTERISTICHE E LE REGOLE DEL GIOCO Le caratteristiche fondamentali delle attività di gioco sono: a) la spontaneità, cioè la mancanza

Dettagli

Tecniche di mediazione: introduzione alla comunicazione nuova figura professionale costruzione di una buona relazione tra le parti

Tecniche di mediazione: introduzione alla comunicazione nuova figura professionale costruzione di una buona relazione tra le parti Il procedimento di mediazione, oggi disciplinato dal DLgs n 28/2010, introduce nel nostro sistema una nuova figura professionale, quella appunto del mediatore che deve necessariamente possedere competenze

Dettagli

IL CALCIO A 5 NELL ATTIVITA DI BASE

IL CALCIO A 5 NELL ATTIVITA DI BASE IL CALCIO A 5 NELL ATTIVITA DI BASE IL BAMBINO I giovani giocatori che frequentano la scuola calcio appartengono alla fascia di età classificata come età evolutiva. La letteratura sociologica identifica

Dettagli

Alla ricerca dell algoritmo. Scoprire e formalizzare algoritmi.

Alla ricerca dell algoritmo. Scoprire e formalizzare algoritmi. PROGETTO SeT Il ciclo dell informazione Alla ricerca dell algoritmo. Scoprire e formalizzare algoritmi. Scuola media Istituto comprensivo di Fagagna (Udine) Insegnanti referenti: Guerra Annalja, Gianquinto

Dettagli

Scienze Fisiche, Chimiche e Naturali

Scienze Fisiche, Chimiche e Naturali Scienze Fisiche, Chimiche e Naturali Finalità: 1. Sviluppare un metodo di lavoro scientifico 2. Favorire lo sviluppo di capacità critiche e di autonomia di pensiero 3. Maturare il proprio senso di responsabilità

Dettagli

ABILITA' CONOSCENZE OBIETTIVI FORMATIVI

ABILITA' CONOSCENZE OBIETTIVI FORMATIVI OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIM. IL NUMERO Riconoscere i numeri naturali nei loro aspetti cardinali e ordinali RICONOSCIAMO I NUMERI Memoria Abilità linguistiche Decifrazione percettivo-motoria Distinguere

Dettagli

Istituto Comprensivo I. Nievo di San Donà di Piave(VE) PROGRAMMAZIONE DIDATTICA -CLASSI PARALLELE- SCUOLA PRIMARIA CLASSI PRIME

Istituto Comprensivo I. Nievo di San Donà di Piave(VE) PROGRAMMAZIONE DIDATTICA -CLASSI PARALLELE- SCUOLA PRIMARIA CLASSI PRIME Istituto Comprensivo I. Nievo di San Donà di Piave(VE) PROGRAMMAZIONE DIDATTICA -CLASSI PARALLELE- SCUOLA PRIMARIA CLASSI PRIME A.S. 2014-2015 ITALIANO 1 - Ascoltare e parlare. Ascoltare, comprendere ed

Dettagli

IC SIGNA- Curricolo verticale di INGLESE (in raccordo con le competenze previste dall UE e in ambito Nazionale al termine dell obbligo di istruzione)

IC SIGNA- Curricolo verticale di INGLESE (in raccordo con le competenze previste dall UE e in ambito Nazionale al termine dell obbligo di istruzione) IC SIGNA- Curricolo verticale di INGLESE (in raccordo con le competenze previste dall UE e in ambito Nazionale al termine dell obbligo di istruzione) COMPETENZE DI BASE A CONCLUSIONE DELL OBBLIGO DI Utilizzare

Dettagli

PROGETTO SCUOLE DELL INFANZIA A.S. 2012-2013

PROGETTO SCUOLE DELL INFANZIA A.S. 2012-2013 ISTITUTO COMPRENSIVO SASSUOLO 2 NORD PROGETTO SCUOLE DELL INFANZIA San Carlo Borromeo e H. C. Andersen A.S. 2012-2013 (Laboratorio di logico-matematica) Siamo nati per contare, abbiamo dei circuiti incorporati

Dettagli

LO SVILUPPO COGNITIVO

LO SVILUPPO COGNITIVO SIGNIFICATO DEL TERMINE CONOSCENZA ( COGNIZIONE, PROCESSI COGNITIVI ) Alcuni processi mentali, patrimonio esclusivo dell uomo, sono universalmente considerati cognitivi: pensiero, ragionamento, soluzione

Dettagli

Mappa. Gli studi sull adolescenza. Adolescenza. Preadolescenza. Crisi di identità Gruppi formali ed informali Fattori di rischio.

Mappa. Gli studi sull adolescenza. Adolescenza. Preadolescenza. Crisi di identità Gruppi formali ed informali Fattori di rischio. Mappa Gli studi sull adolescenza Preadolescenza Adolescenza Pubertà Crisi di identità Gruppi formali ed informali Fattori di rischio Ma ecco che all improvviso diventi grande, maturo, responsabile; di

Dettagli

Abilità e competenze. Conoscenze, abilità, competenze: Tentativo di una definizione

Abilità e competenze. Conoscenze, abilità, competenze: Tentativo di una definizione Abilità e competenze Qual è il confine tra abilità e competenza? Conoscenze, abilità, competenze: Tentativo di una definizione Conoscenze indicano il risultato dell assimilazione di informazioni (fatti,

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO DI CISANO BERGAMASCO CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA

ISTITUTO COMPRENSIVO DI CISANO BERGAMASCO CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA ISTITUTO COMPRENSIVO DI CISANO BERGAMASCO CURRICOLO VERTICALE SCUOLA DELL'INFANZIA AMPI DI ESPERIENZA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLA COMPETENZA OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO PER I BAMBINI DI 5 ANNI ESPERIENZE

Dettagli

ASILO NIDO Programmazione didattica Classe Formichine e Coccinelle Anno Scolastico 2008/2009

ASILO NIDO Programmazione didattica Classe Formichine e Coccinelle Anno Scolastico 2008/2009 ASILO NIDO Programmazione didattica Classe Formichine e Coccinelle Anno Scolastico 2008/2009 Nei primi due anni di vita l intelligenza del bambino si manifesta attraverso l azione, ossia le attività ludiche,

Dettagli

IL METODO DI STUDIO PAOLA BRUNELLO

IL METODO DI STUDIO PAOLA BRUNELLO IL METODO DI STUDIO PAOLA BRUNELLO APPRENDIMENTO L apprendimento è un processo attivo di costruzione di conoscenze, abilità e competenze in un contesto di interazione dei ragazzi con gli insegnanti, i

Dettagli

Obiettivo Principale: Spiegare come la stessa cosa possa essere realizzata in molti modi diversi e come, a volte, ci siano modi migliori di altri.

Obiettivo Principale: Spiegare come la stessa cosa possa essere realizzata in molti modi diversi e come, a volte, ci siano modi migliori di altri. 6 LEZIONE: Algoritmi Tempo della lezione: 45-60 Minuti. Tempo di preparazione: 10-25 Minuti (a seconda che tu abbia dei Tangram disponibili o debba tagliarli a mano) Obiettivo Principale: Spiegare come

Dettagli

Impariamo a conoscerla

Impariamo a conoscerla Impariamo a conoscerla Centro AP - Psicologia e Psicosomatica Piazza Trasimeno, 2-00198 Roma - Tel: 06 841.41.42 - www.centroap.it 1 Che cosa è? La dislessia evolutiva è un disturbo specifico che riguarda

Dettagli

Lo sviluppo emotivo e relazionale. Corso di Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia 1!

Lo sviluppo emotivo e relazionale. Corso di Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia 1! Lo sviluppo emotivo e relazionale Corso di Psicologia dello Sviluppo 2012-2013, prof.ssa Viola Macchi Cassia 1! Che cos è un emozione? EMOZIONE Esperienza complessa, multidimensionale, che svolge un ruolo

Dettagli

1 CIRCOLO DIDATTICO - Pontecagnano Faiano (SA) PROFILI FORMATIVI. Allegato al POF

1 CIRCOLO DIDATTICO - Pontecagnano Faiano (SA) PROFILI FORMATIVI. Allegato al POF 1 CIRCOLO DIDATTICO - Pontecagnano Faiano (SA) PROFILI FORMATIVI Allegato al POF a.s. 2013/2014 Profilo formativo della classe prima competenze riferite agli strumenti culturali Comunicare per iscritto

Dettagli

QUALE MATEMATICA NELLA SCUOLA DELL INFANZIA. Scuola dell Infanzia Don Milani Anni 2006/2007/2008 Ins. Barbara Scarpelli

QUALE MATEMATICA NELLA SCUOLA DELL INFANZIA. Scuola dell Infanzia Don Milani Anni 2006/2007/2008 Ins. Barbara Scarpelli QUALE MATEMATICA NELLA SCUOLA DELL INFANZIA Scuola dell Infanzia Don Milani Anni 2006/2007/2008 Ins. Barbara Scarpelli ESPERIENZE MATEMATICHE A PARTIRE DA TRE ANNI QUALI COMPETENZE? L avventura della matematica

Dettagli

PROGRAMMMAZIONE DIDATTICA

PROGRAMMMAZIONE DIDATTICA ISTITUTO COMPRENSIVO G. D ANNUNZIO SCUOLA DELL INFANZIA NAUSICAA A.S.2012-13 PROGRAMMMAZIONE DIDATTICA MOTIVAZIONE Il progetto alimentazione, filo conduttore di quest anno scolastico, nasce dal desiderio

Dettagli

I TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE RELATIVI ALL IRC NEI CAMPI DI ESPERIENZA.

I TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE RELATIVI ALL IRC NEI CAMPI DI ESPERIENZA. I TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE RELATIVI ALL IRC NEI CAMPI DI ESPERIENZA. (Cfr. Indicazioni nazionali per il curricolo Sc. Infanzia D.P.R. dell 11-02-2010) Il sé e l altro Le grandi domande,

Dettagli

Strumento didattico essenziale nella costruzione della Personalità COME MOTORE DI APPRENDIMENTO A QUALSIASI ETA

Strumento didattico essenziale nella costruzione della Personalità COME MOTORE DI APPRENDIMENTO A QUALSIASI ETA Strumento didattico essenziale nella costruzione della Personalità COME MOTORE DI APPRENDIMENTO A QUALSIASI ETA Aspetto COGNITIVO Aspetto AFFETTIVO EMOTIVO Aspetto RELAZIONALE Capacità motorie Abilità

Dettagli

LO SVILUPPO, IL BAMBINO, L AMBIENTE

LO SVILUPPO, IL BAMBINO, L AMBIENTE URIE BRONFENBRENNER E L APPROCCIO ECOLOGICO - PRIMA PARTE PROF. BARBARA DE CANALE Indice 1 LO SVILUPPO, IL BAMBINO, L AMBIENTE -------------------------------------------------------------------------

Dettagli

Capitolo 7 2 LE PRATICHE QUOTIDIANE DI VALUTAZIONE. Negli Stati Uniti si considera che ogni ragazzo abbia delle abilità diverse rispetto gli altri, e

Capitolo 7 2 LE PRATICHE QUOTIDIANE DI VALUTAZIONE. Negli Stati Uniti si considera che ogni ragazzo abbia delle abilità diverse rispetto gli altri, e Capitolo 7 2 LE PRATICHE QUOTIDIANE DI VALUTAZIONE. Negli Stati Uniti si considera che ogni ragazzo abbia delle abilità diverse rispetto gli altri, e siccome la valutazione si basa sulle abilità dimostrate

Dettagli

MATEMATICA COMPETENZE CHIAVE:

MATEMATICA COMPETENZE CHIAVE: MATEMATICA COMPETENZE CHIAVE: Competenza matematica, Comunicazione nella madrelingua, Imparare ad imparare, Competenze sociali e civiche, Spirito d iniziativa e imprenditorialità. Traguardi per lo sviluppo

Dettagli

Siete pronti a.. mettervi in gioco?

Siete pronti a.. mettervi in gioco? Siete pronti a.. mettervi in gioco? Progetto di logico-matematica sezione 4 anni A.S 2012/13 Scuola dell Infanzia San Carlo.B. Sassuolo Insegnanti Leonelli-Gualdi La matematica intorno a noi Nel nostro

Dettagli

INDICE. Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative;

INDICE. Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative; INDICE Nella Programmazione Didattica, suddivisa per campi di esperienza, si potranno trovare: - L INTRODUZIONE, che motiva le scelte educative; - LE LINEE DI METODO, che individuano le esperienze di apprendimento,

Dettagli

Depressione e comportamento suicidario. Opuscolo informativo

Depressione e comportamento suicidario. Opuscolo informativo Depressione e comportamento suicidario Opuscolo informativo Depressione La vita a volte è difficile e sappiamo che fattori come problemi di reddito, la perdita del lavoro, problemi familiari, problemi

Dettagli

PROGRAMMAZIONE CLASSE SECONDA: LINGUA ITALIANA, MATEMATICA, INGLESE

PROGRAMMAZIONE CLASSE SECONDA: LINGUA ITALIANA, MATEMATICA, INGLESE PROGRAMMAZIONE CLASSE SECONDA: LINGUA ITALIANA, MATEMATICA, INGLESE OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO ASCOLTARE E PARLARE Ascoltare e comprendere un messaggio e un testo Conoscere le regole comportamentali della

Dettagli

Dal Profilo dello studente a I discorsi e le parole Inglese e seconda lingua Comunitaria

Dal Profilo dello studente a I discorsi e le parole Inglese e seconda lingua Comunitaria Dal Profilo dello studente a I discorsi e le parole Inglese e seconda lingua Comunitaria Profilo dello studente Lo studente al termine del primo ciclo, attraverso gli apprendimenti sviluppati a scuola,

Dettagli

LAVORO CON L AUTISMO: MODALITA DI INTERVENTO. Cinzia Carminati Laura Palamini Milena Pezzoli Luigi Lorenzi

LAVORO CON L AUTISMO: MODALITA DI INTERVENTO. Cinzia Carminati Laura Palamini Milena Pezzoli Luigi Lorenzi LAVORO CON L AUTISMO: MODALITA DI INTERVENTO Cinzia Carminati Laura Palamini Milena Pezzoli Luigi Lorenzi Il servizio Home Autismo basa il suo intervento sui principi e approcci educativi del programma

Dettagli

ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro. Curricolo verticale IMPARARE AD IMPARARE

ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro. Curricolo verticale IMPARARE AD IMPARARE ISTITUTO COMPRENSIVO ENEA TALPINO Nembro Curricolo verticale IMPARARE AD IMPARARE 1 CURRICOLO INFANZIA-PRIMARIA-SECONDARIA DI I GRADO IMPARARE A IMPARARE Dal Curricolo Scuola Primaria e Secondaria di I

Dettagli

PROGRAMMAZIONE SCUOLA PRIMARIA CLASSE QUARTA

PROGRAMMAZIONE SCUOLA PRIMARIA CLASSE QUARTA CURRICOLO D ISTITUTO COMPRENDERE COMUNICARE RIFLETTERE RIELABORARE PROGRAMMAZIONE SCUOLA PRIMARIA CLASSE QUARTA AREA DEI LINGUAGGI (italiano, lingua inglese, musica, arte e immagine) TRAGUARDI PER LO SVILUPPO

Dettagli

Programmazione Nido Monti 2014-2015

Programmazione Nido Monti 2014-2015 Programmazione Nido Monti 2014-2015 OBIETTIVI GENERALI L obiettivo generale è ambientare il bambino nel contesto educativo e relazionale dell Asilo Nido rispettando e valorizzando l individualità del bambino

Dettagli

COLORI, SAPORI, ODORI MISCELA DEL CONOSCERE

COLORI, SAPORI, ODORI MISCELA DEL CONOSCERE PROGETTO ANNUALE COLORI, SAPORI, ODORI MISCELA DEL CONOSCERE ISTITUTO COMPRENSIVO SCIALOIA SCUOLE DELL INFANZIA SCIALOIA P. ROSSI ANNO SCOLASTICO 20115/2016 IL CURRICOLO NELLA SCUOLA DELL INFANZIA Il curricolo

Dettagli

PROGETTAZIONE CORSO DI STUDIO (materia: ITALIANO; classe 1^) Unità di apprendimento n. 1

PROGETTAZIONE CORSO DI STUDIO (materia: ITALIANO; classe 1^) Unità di apprendimento n. 1 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca Istituto Comprensivo Statale di Calolziocorte Via F. Nullo,6 23801 CALOLZIOCORTE (LC) e.mail: lcic823002@istruzione.it - Tel: 0341/642405/630636

Dettagli

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO PER LA SCUOLA DELL INFANZIA. Contenuti

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO PER LA SCUOLA DELL INFANZIA. Contenuti PER LA SCUOLA DELL INFANZIA Fonte di legittimazione: Indicazioni per il curricolo 2012 IL SE E L ALTRO - Gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie

Dettagli

INDICATORI PER LA VALUTAZIONE SCUOLA PRIMARIA ITALIANO

INDICATORI PER LA VALUTAZIONE SCUOLA PRIMARIA ITALIANO INDICATORI PER LA VALUTAZIONE SCUOLA PRIMARIA ITALIANO Comunicare oralmente in modo adeguato. Leggere e comprendere parole, frasi e semplici brani. Produrre semplici testi scritti. Svolgere attività esplicite

Dettagli

Diversi approcci teorici LO SVILUPPO SOCIALE. Secondo il comportamento e la psicoanalisi

Diversi approcci teorici LO SVILUPPO SOCIALE. Secondo il comportamento e la psicoanalisi Diversi approcci teorici LO SVILUPPO SOCIALE Anna M. Re Psicanalisi Comportamentismo Cognitivo-comportamentale Etologia Secondo il comportamento e la psicoanalisi L uomo alla nascita non è dotato di tendenze

Dettagli

«I bambini normali vengono al mondo con la motivazione e la capacità per cominciare a stabilire un immediata relazione sociale con chi li cura»

«I bambini normali vengono al mondo con la motivazione e la capacità per cominciare a stabilire un immediata relazione sociale con chi li cura» «I bambini normali vengono al mondo con la motivazione e la capacità per cominciare a stabilire un immediata relazione sociale con chi li cura» Volkmar et al 1977 ABILITA SOCIALE È la capacità di relazionarsi

Dettagli

Alcune domande fondamentali

Alcune domande fondamentali PSICOLOGIA DEI GRUPPI sabina.sfondrini@unimib.it Testi: Boca, Bocchiaro, Scaffidi Abbate, Introduzione alla Psicologia sociale, Il Mulino, Bologna. Tutti i capitoli tranne il 3 Speltini, 2002, Stare in

Dettagli

Diana Dimonte. L affido: dall infanzia all adolescenza, un percorso alternativo. Un aiuto per capire, crescere, ritrovarsi

Diana Dimonte. L affido: dall infanzia all adolescenza, un percorso alternativo. Un aiuto per capire, crescere, ritrovarsi L affido: dall infanzia all adolescenza, un percorso alternativo Un aiuto per capire, crescere, ritrovarsi In occasione del Convegno sull affido Genitori di scorta si nasce o si diventa? - Strade e percorsi

Dettagli

MATEMATICA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE COMUNI A TUTTI GLI INDICATORI

MATEMATICA TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE COMUNI A TUTTI GLI INDICATORI INFANZIA I bambini esplorano continuamente la realtà e imparano a riflettere sulle proprie esperienze descrivendole, rappresentandole, riorganizzandole con diversi criteri. Pongono così le basi per la

Dettagli

PROGETTAZIONE DIDATTICA CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 SCIENZE. Traguardi per lo sviluppo delle competenze OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO

PROGETTAZIONE DIDATTICA CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 SCIENZE. Traguardi per lo sviluppo delle competenze OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO PROGETTAZIONE DIDATTICA CLASSI PRIME ANNO SCOLASTICO 2012-2013 SCIENZE L insegnamento delle scienze dovrebbe essere caratterizzato dall utilizzo e dall acquisizione delle metodologie euristiche, che alimentano

Dettagli

Scuola d infanzia paritaria Giovanni Camera (Landriano) Progetto didattico:

Scuola d infanzia paritaria Giovanni Camera (Landriano) Progetto didattico: Scuola d infanzia paritaria Giovanni Camera (Landriano) (Estratto del Piano dell Offerta Formativa) Progetto didattico: FAVOLANDO UNA BOTTEGA FANTASTICA Anno scolastico 2015 2016 Settembre 2015 1 PREMESSA

Dettagli

I disturbi di comprensione del testo scritto

I disturbi di comprensione del testo scritto I disturbi di comprensione del testo scritto Le difficoltà nella comprensione del testo sono pervasive e difficili da identificare. L insegnante avverte una sensazione di disagio nell interazione con il

Dettagli

IL CONCETTO DI MODELLO

IL CONCETTO DI MODELLO Titolo: IL CONCETTO DI MODELLO Autore: Elisabetta Caroti Percorsi didattici associati: 1. Investigazioni sul modello particellare 2. Alziamo gli occhi al cielo 3. L'universo in una stanza AVVERTENZA: Le

Dettagli