Intervista a Oscar Giannino opinionista NOTIZIARIO TRIMESTRALE PWC Presto primavera 3Oltre la crisi Intervista a Oscar Giannino

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1 volo NOTIZIARIO TRIMESTRALE PWC il Presto primavera Intervista a Oscar Giannino opinionista 3Oltre la crisi Intervista a Oscar Giannino 9Welcome to the New World! Digital Trasformation 15Novare Serbando Cronaca del Consulting Meeting 16Energy Summit del Sole 24 Ore La visione e il ruolo di PwC PwC stampa il Volo su carta ecologica

2 scriviamo di: 6 Diario di bordo Giappone, Kenya, Boston, Bangkok 20 In ricordo di Roberto Adami 13 Global Mobility? Yes, please sommario 3 Oltre la crisi. Intervista a Oscar Giannino di Leonardo Cadeddu e Veronica Boera 6 Diario di bordo Giappone, le avventure di Rossella-san di Rossella Muric 7 Diario di bordo Kenya - Dove niente è scontato di Atanasio Mastropierro Viva la trasferta (solo se a Boston) di Mauro Zanei 8 Diario di bordo In Missione: Bangkok, fuori dagli schemi di Simone Vendola 9 Welcome to the New World! 15 Novare serbando. Innovare in continuità di Gianluca Sacchi 16 Energia: grandi lavori in corso di Gianpaolo Chimenti 17 Trofeo Exodus: PwC alza due coppe al cielo a cura di Rudy Battagliarin e Jessica Tonon x 1 ora: cresce a Udine la staffetta solidale Telethon Il PwC Team sempre in prima linea di Elena Bettarini 19 Formazione e professione per il quarto anno insieme a Pavia Golf: aperte le iscrizioni al PwC International di maggio ad Asolo CUS Milano: una spedizione targata PwC 20 Roberto Adami: come ho avuto la fortuna di conoscerlo La testimonianza di Micaela Moro a cura di Veronica Boera 13 Global Mobility? Yes, please Non ci pensate, fatelo e basta di Ugo Vignolo Lutati il volo Notiziario trimestrale PwC SpA Registrazione n. 37 presso il Tribunale di Milano in data 22 gennaio 2007 Pubblicazione a uso interno Editore: PricewaterhouseCoopers via Monte Rosa, 91 - Milano Direttore responsabile Fabrizio Piva Direttore editoriale Leonardo Cadeddu Coordinamento editoriale e redazione Veronica Boera Consulenza redazionale Studio Lucchini Progetto grafico, impaginazione Corinna Corradini - Corigrafica Stampa Lasergrafica Polver Marzo 2012

3 Intervista a Oscar Giannino Oltre la crisi La versione di Oscar per i lettori del Volo I rischi dell Italia Il peso della sfiducia collettiva I punti di forza e di debolezza della cultura degli italiani L auspicio di una nuova primavera di Leonardo Cadeddu e Veronica Boera È uno degli opinionisti italiani più acuti e più graffianti. Le sue idee - neoliberali, neoliberiste, riformatrici d impronta liberale o come si vogliano definire - possono essere più o meno condivisibili, ma sono sempre ascoltate e rilevanti. La sua lucidità nel leggere i fatti dell economia italiana e mondiale ci aiuta ad aprire questo nuovo anno del Volo. La situazione economica è ormai nota all opinione pubblica. Puoi sintetizzare i principali fattori di rischio dell Italia? Vedo tre livelli. Il primo riguarda le famiglie italiane. C è un grande punto di forza: dopo l Australia, siamo il il volo 3

4 Paese più patrimonializzato e con la ricchezza netta delle famiglie meno iniquamente distribuita rispetto ad altri paesi nel Mondo. Questa forza rischia però di diventare una debolezza. Viviamo in un epoca di bassa produttività dell economia e di forti squilibri nella finanza pubblica. Le modalità di uso del patrimonio privato in voga negli anni scorsi - con un regime di interessi sostanzialmente bassi, e quindi di stabilità, pur con una crescita lenta - sono uno dei punti di maggiore tensione. La curva dei tassi di interesse cambia, e quindi la maniera così conservativa di investire il patrimonio elevato delle famiglie deve sapere cambiare marcia. Altrimenti la disponibilità di un tale patrimonio può rivelarsi svantaggiosa, diventando uno degli ambiti più coinvolti dallo Stato per raggiungere il proprio equilibrio di finanza pubblica. Un esempio? il mattone. 9 italiani su 10 vi impegnano una parte molto elevata del proprio reddito, più di ogni Paese avanzato. Oggi, nel mondo in cui andiamo, con la crescita dei tassi di interesse che modificano la sostenibilità dei mutui, con lo Stato che riscopre l immobiliare con le imposte patrimoniali, con le banche che sono meno disposte che in passato ad aiutare chi va in sofferenza, è necessario cambiare mentalità, perché il patrimonio non diventi più un peso che un investimento. Le famiglie devono capire questo mondo nuovo. le famiglie italiane Il secondo livello di rischio riguarda le imprese. Noi abbiamo un mondo imprenditoriale diviso in due. L economia italiana fa l 80% della crescita con l export manifatturiero, e per la gran parte con pochissime specializzazioni. Se dovessi sintetizzare i tre principali indicatori dell Italia che regge sui mercati, direi: sono le imprese ben patrimonializzate che prima della crisi hanno individuato i nuovi mercati, i nuovi prodotti, hanno modificato le catene le imprese distributive e commerciali; sono le imprese italiane che controllano almeno due aziende in due paesi stranieri; sono il complesso delle imprese italiane che esportano. Il cuore dell economia italiana è fatto dunque da poco più di 3 milioni di addetti. Accanto a queste, c è un vasto corpo di imprese e settori che, non esposti al morso della concorrenza internazionale, sono a produttività e livello di capitale umano molto bassi. Questi devono darsi una prospettiva nuova, avere incentivi dal pubblico e dal sistema del credito per risolvere i propri problemi storici. Un Paese che ha settori troppo estesi con bassa produttività e basso capitale umano appesantirà sempre di più la parte che invece ha già come interlocutori centinaia di milioni di nuovi consumatori nei paesi avanzati, costringendo l economia a una crescita potenziale sempre più bassa. Il terzo livello di rischio è l organizzazione pubblica che presiede agli incentivi e ai disincentivi. In un mondo globalizzato, e così diversificato, con una crisi terribile come quella degli eccessi di consumo privato e pubblico finanziati a debito, abbiamo bisogno di politici capaci di capire le dinamiche del mondo globalizzato, di dire la verità, di dare una risposta in tempi più contenuti di quelli tipici delle vecchie regole delle democrazie rappresentative, cui siamo tanto fedeli. Altrimenti le soluzioni per uscire dalle crisi diventano autocratiche, come quelle adottate in Italia in l organizzazione pubblica questi tempi; o comunque a vincere sul mercato sono le democrature, non le democrazie. L economista J.M. Keynes afferma la teoria dell autodeterminazione delle aspettative. Quanto pesa il sentimento di sfiducia collettiva sul quadro economico? Pesa moltissimo. La fiducia è una delle categorie fondamentali per radicare non solo le attese di crescita, ma i presupposti attraverso cui si realizza la crescita. Senza fiducia non c è redditività del capitale. La crisi che affrontiamo dal 2007 nasce da una delle caratteristiche del modello di intermediazione finanziaria che nei venti-venticinque anni precedenti noi abbiamo radicato nelle migliori università del mondo. Abbiamo spiegato di essere ormai capaci di congegnare prodotti e servizi finanziari in grado di abbattere quella differenza tra rischio e incertezza che fonda buone aspettative o sfiducia generalizzata. Il rischio è una cosa che l economista sa come trattare; l incertezza assoluta, no. Noi abbiamo insegnato che avevamo trovato il modo di sconfiggere quella specie di legge di gravità universale nella finanza che riguarda il rischio dell imprenditore e quello dell emittente. Ma abbiamo imparato in questi cinque anni che era sbagliato. Per radicare buone aspettative ci vogliono tecniche finanziarie capaci di attribuire al rischio delle tecniche di valutazione molto diverse da quelle cui siamo stati abituati negli anni precedenti. Credere alla sostenibilità di moltiplicatori molto elevati del debito si rivela sbagliato e crea effetti di terrore e di sfiducia, che amplificano le svendite sui listini di borsa e portano a valori come quelli attuali italiani. Questo squilibrio non si spiega solo con l effetto psicologico, ma è legato a un errore di fondo che abbiamo commesso. Il buon economista deve saper tornare ad ancorare valori in linea con un rischio che non abbia deviazioni troppo alte verso l alto o verso il basso. Per uscire dall attuale contesto economico, quanto sarà rilevante la fisionomia culturale e sociale degli italiani? Vedo qui un punto di forza e un punto di debolezza. Il punto di forza: la storia d Italia dal 900 a oggi è la storia di un Paese disomogeneo, arrivato tardi e male all unità, che ha faticato a costruire una coesione il volo 4

5 vera, e l ha costruita nei disastri, nelle trincee della prima guerra mondiale, e poi negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, con capitale umano povero, capitale fisico in ginocchio e capitale finanziario scarso. Molte volte nel secondo dopoguerra abbiamo dovuto chiedere aiuto agli stranieri, spesso siamo stati nell angolo, e in quei momenti abbiamo dato il nostro meglio. Gli Italiani si rivelano, purtroppo, molto propensi a finire nei guai, ma a quel punto di solito si tirano su le maniche e reagiscono in maniera più coesa rispetto ad altri Paesi. Il punto di debolezza: si articola su tre fronti. 1) Abbiamo una curva demografica che dovrebbe essere considerata la prima emergenza nazionale, e che ha bisogno di forti incentivi per cambiare rotta, anche se non pare attirare l attenzione. 2) Abbiamo un capitale umano a troppo bassa qualificazione. Questo spiega perché abbiamo scelto, negli ultimi anni, di fare occupazione aggiuntiva a bassa produttività. È stato un bene, ma non possiamo proseguire su questa strada. Con capitale umano a bassa qualificazione non intendo solo la forza occupata, ma anche, in primis, gli imprenditori. I nostri manager sono competitivi rispetto a quelli degli altri Paesi avanzati, in termini di istruzione universitaria e post universitaria. Gli imprenditori, molto meno. È impensabile gestire un mondo globalizzato con strumenti culturali basati sul fai da te. 3) Gli Italiani tendono a portare il problema fino all esplosione, prima di reagire. Sono poco esigenti nei confronti di se stessi. In altri Paesi, nella storia moderna, le compagini nazionali sono riuscite più di noi a trovare la forza per esigere da se stesse un comportamento diverso, che ha evitato loro di finire nei guai. Noi tendiamo a procrastinare, che ci pensi qualcun altro. Speriamo però che la storia, che ci dice che nei guai sappiamo dare il meglio, si ripeta ancora una volta. Immagini una nuova primavera, dopo questa crisi? Lo spero. Il problema riguarda in particolare i giovani italiani. Quando io sono cresciuto, la mia famiglia non aveva quasi niente. Ciononostante l Italia di allora mi sembrava molto più ricca di speranze di quanto non appaia ai nostri studenti, che godono di un tenore di vita molto migliore. Vorrei tornare a vedere intorno a me dei giovani che credono in questo Paese, che hanno delle prospettive. Il fatto che mi sembrasse più prodiga di futuro un Italia in cui stavamo con un dito di carbone in casa per scaldarci mi dà un fastidio fisico. Le prospettive c erano davvero; oggi, invece, a diversi livelli di consumo e di patrimonio, ai giovani si presenta il conto. A loro un rapporto di lavoro normale e un inizio di storia contributiva ordinaria sembrano lontani. Spero di vedere presto una primavera. L immagine qui accanto, riprodotta anche in copertina, è un quadro regalato a Leonardo Cadeddu dalle sue allieve Giulia Trotti e Giulia Tassi. Rappresenta la primavera di Fukushima. il volo 5

6 Cosa ho imparato in Diario di bordo: usi e costumi dei luoghi del mondo Giappone Le avventure di Rossella-san di Rossella Muric Dopo un anno di lavoro intenso, decisi la scorsa estate di fare un giro in Giappone, il luogo dove risiedono due persone a me molto care. Così lontano, ma ai miei occhi così affascinante. La prima cosa che feci, atterrata a Osaka, fu comprare un taccuino made in Japan, in modo da annotare i mille aspetti di questa cultura. Fui accolta in aeroporto da Yuko, una ragazza giapponese che avevo conosciuto durante un viaggio alcuni anni prima e che sentivo frequentemente. Insistette per farmi conoscere i suoi genitori. Arrivati a casa, il primo grosso errore: entrai con le scarpe. In Giappone non si entra mai in casa con le scarpe: si lasciano fuori dalla porta (non c è pericolo che le rubino, i giapponesi sono onesti e rispettosi), o si lasciano all ingresso; nel resto della casa si cammina in ciabatte, soprattutto in camera da letto dove c è il tatami. Conoscevo quest abitudine, ma me n ero completamente dimenticata. Il secondo step da superare fu il saluto: salutai i genitori di Yuko con la stretta di mano, e mi spinsi a dare due baci sulla guancia alla mamma di cui mi aveva tanto parlato. Ecco, se vi trovaste in Giappone, non provate a salutare alla maniera italiana, con abbracci, baci umidi o a schiocco o con la stretta di mano: i giapponesi salutano con l oiji, il volo 6 piegandosi verso l interlocutore e tenendo le braccia lungo il corpo o incrociate davanti, a seconda che chi ci saluta sia un uomo o una donna. Il grado di piegamento e la durata dell inclinazione dipende da chi si ha davanti. Venne ad accogliermi anche Ryota, il fratellino di Yuko, che aveva già sentito parlare di me. Mi chiamò Rossella-san. In Giappone, infatti, i nomi di persona sono seguiti da alcuni suffissi onorifici, uno dei quali è -san. Li usano sia sui nomi giapponesi sia sui nomi occidentali. Il -san, che letteralmente significa signore/a, indica rispetto nei confronti di un collega di lavoro, di un superiore o di uno sconosciuto cui ci si rivolge in maniera educata; ma è anche usato tra marito e moglie. Yuko mi spiegò che in Giappone non si può possedere un automobile di proprietà se non si dimostra di poter parcheggiarla o di avere a disposizione un parcheggio privato, solitamente molto costoso. Peraltro, è difficile orientarsi perché le vie delle città non hanno nomi, perciò l indirizzo fa riferimento a una zona, a un quartiere e al numero di appartamento. All interno della zona occorre identificare l isolato e procedere cercando il numero di edificio che interessa. Se vi trovate in un ristorante, vi sarà offerta una salvietta tiepida e umida per pulire le mani prima di pranzare: non passatela anche su viso e collo, come fareste in aereo! E se scegliete di mangiare i ramen, tagliolini in brodo, è consigliabile aspirarli rumorosamente, con tanto di risucchio, sinonimo di apprezzamento per il piatto che si ha davanti. E quando vi accingete a pagare, ricordate di non lasciare la mancia ai camerieri: è considerato un gesto di poco gusto. Ma la cosa veramente interessante è che in Giappone tutti si divertono cantando al karaoke (ci sono sale insonorizzate che accolgono gruppi di amici che decidono di passare una serata cantando in compagnia). Vanno molto di moda anche le fi c t i o n - fi u m e, ispirate ai cartoni animati o ai fumetti. Ce ne sono pure a sfondo medico, stile l americana E-Ar. Una di queste mi è saltata agli occhi: Kansahojin, meglio conosciuta come The Auditor. Non capivo una parola di giapponese e nel contempo stentavo a credere ai miei occhi leggendo il titolo in inglese! Mi feci tradurre la trama dal mio interlocutore, che ebbe qualche difficoltà a comprendere realmente di cosa potesse trattare una fiction del genere. Poi mi spiegò che per comprenderla sarebbe stato meglio seguire un corso universitario di giapponese commerciale. In quel momento capii di aver capito.

7 Kenya Dove niente è scontato di Atanasio Mastropierro «Buonasera Dottore, mi hanno detto che ti piace viaggiare» Ready, steady, go! Tre giorni dopo ero a Watamu, in Kenya, un piccolo villaggio a un ora/un ora e mezza di auto da Mombasa. Eh sì, lì le distanze si misurano più in base al tempo necessario per spostarsi che in base ai chilometri. Mentre mi preparavo alla partenza, pensai ai key risk: bere da bottiglie non sigillate, mangiare verdura cruda e le punture di zanzara (già, la terapia antimalarica non ho avuto il tempo di farla). Per il resto sarà routine! Quasi quattro giorni. Tanto ci hanno messo per produrre il trial balance: la contabilità era tenuta manualmente su registri che, una volta aperti, ci voleva una sedia con le rotelle per spostarsi da un estremità all altra del libro, ma lì eravamo a Watamu e le sedie avevano quattro gambe (insomma, la maggior parte delle sedie ne avevano quattro) e niente rotelle. Il computer beh loro non lo avevano e per alimentare il mio pc dovevo share-are una ciabatta con l addetto alla manutenzione, che non era particolarmente entusiasta della cosa, dato che ogni volta che gli serviva doveva passare in amministrazione per prenderla. Ad ogni modo, ora avevo i miei dati e solo tre giorni per completare la review e tornare in Italia. Tra le altre cose, domando a Joseph, il contabile, la fotocopia degli e/c bancari e del libro banca, ma quando dopo un po lo cerco per chiedergli altre informazioni/ documenti mi dicono che è uscito. Una mezz ora abbondante più tardi, Joseph si fa vivo in ufficio, consegnandomi le fotocopie richieste. Con molta disponibilità continua a fornirmi informazioni e a produrre la documentazione di supporto, ma quando gli dico: «Ah, anche di questo mi serve la fotocopia», si accascia sulla sedia sconfortato. Gli chiedo spiegazioni e mi risponde: «Ora devo tornare al villaggio in bicicletta!», e io: Perché?»; e lui, candido: «Per fare la fotocopia!». Viva la trasferta! (solo se a Boston) di Mauro Zanei A metà luglio me ne stavo in ufficio tutto entusiasta perché finalmente, dopo ben 11 mesi tirati (iniziati nella mitica Danieli di Buttrio il 16 agosto!), stavo realizzando che le ferie erano lì, a un passo. Non mi restava che concludere gli ultimi controlli contabili dall ufficio e poi mi attendeva un mese di assoluto relax, sicuro che un periodo di riposo non me lo avrebbe negato nessuno. E invece no, all improvviso entra Alberto Michelotti, partner dell ufficio di Trento, e mi comunica che da Milano era pervenuta la richiesta di un assistente per un lavoro che sarebbe durato un paio di settimane. L entusiasmo che accompagnava gli ultimi giorni di lavoro scomparve all improvviso e mentre pensavo sconsolato alle due settimane che mi attendevano, uno spiraglio di luce mi colpì quando Alberto mi disse che la richiesta conteneva anche il disporre di un passaporto valido. Lo spiraglio si trasformò in fascio quando scoprii, poco dopo, la destinazione: Boston, USA. Certo, in fondo le ferie potevano attendere, non avevo pianificato nulla di straordinariamente interessante a luglio, e quindi lo sconforto iniziale si trasformò in entusiasmo. E poi l opportunità di viaggiare oltre oceano era unica e, se inizialmente non riuscivo a realizzare a pieno il valore dell opportunità che mi era stata data, giorno dopo giorno la consapevolezza cresceva, soprattutto dopo i commenti, con un pizzico di sana invidia, dei colleghi dell ufficio di Trento. Trascorrere un breve periodo nei suburbs della grande città americana è stato molto interessante. Un elemento che mi ha colpito particolarmente è il grande senso patriottico che pervade la società civile americana, con la bandiera esposta sull uscio di quasi ogni casa. Ho potuto constatare inoltre che gli stereotipi che avevo saldi nella mia mente prima di partire (cucina di bassa qualità, strade immense piene di suv) sono per buona parte realtà. Ciò che mi ha sorpreso di più, a proposito degli usi, è l assenza della pausa pranzo: in azienda tutti mangiavano seduti alla loro scrivania, come se la pausa non avesse senso di esistere e soprattutto, cosa che non ho apprezzato, senza scambiar due parole con nessuno. L esperienza che porto a casa, di là dall aspetto lavorativo, seppur importante, mi ha certamente arricchito dal punto di vista umano: il contatto con una nuova cultura, pur simile alla nostra europea, mi ha fatto comprendere l importanza di valori che da noi sembrano smarriti così come apprezzare le differenze che ci rendono unici. E per questo ringrazio sia chi mi ha dato quest opportunità sia chi l ha condivisa con me. Grazie a tutti! il volo 7

8 Cosa ho imparato in Diario di bordo: usi e costumi dei luoghi del mondo In Missione Bangkok, fuori dagli schemi di Simone Ventola Il termine Missione è familiare a noi consulenti. È condizione naturale per noi trovarci in missione da un cliente. Via dalla famiglia, dalla sede lavorativa, dagli amici, per giorni, settimane, mesi. Ma se è vero che partiamo, è altrettanto vero che incontriamo. Nell incontro esprimiamo conoscenze, relazioni, contenuti, riceviamo informazioni e pensieri, ci fidiamo e ci affidiamo, produciamo risultati. Da quasi due anni la missione per me è Missione. Le radici della scelta sono più lontane. Dieci anni fa, con mia moglie, abbiamo tentato di capire cosa contasse veramente per noi, e siamo approdati al PIME, Pontificio Istituto Missioni Estere: più di 400 missionari coinvolti in Paesi in via di sviluppo in tutti i continenti, in collaborazione fra religiosi e laici. Tutto nasceva dalla ricerca di nuovi riferimenti: cosa fare, come essere, per reagire al senso d instabilità? come rispondere alla ricerca di felicità? che futuro dare ai figli? Partire è stata la risposta. Ma non subito, e non nel senso comune della parola. Partire per capire che forma dare al desiderio di essere profondamente insieme a chi non ha prospettive di uno sviluppo armonioso per sé e per i propri figli. E senza snaturare la mia identità di laico, ma dando un senso nuovo alla mia professionalità. Lavorare per gli altri non è nuovo; ma, in questa nuova Missione, lavorare è solo uno degli aspetti. il volo 8 Prepararsi La formazione di circa due anni, fra il 2003 e il 2005 al PIME di Busto Arsizio, più che darmi delle risposte, mi ha complicato la vita. All inizio ero scettico. Senso d inadeguatezza, attaccamento al mio contesto sociale Ma ogni mese incontravamo nuove persone, rientrate o in partenza, con coraggio e grinta straordinari. Famiglie, singoli, laici consacrati, Preti, suore, persone diversissime, tutte animate dal desiderio di donarsi nella Missione per gli altri. Molti dubbiosi, altri iperconvinti, tutti desiderosi di fare qualcosa. La partenza Dopo la formazione, e altri anni di attesa, è giunta nel 2009 la proposta di un progetto per una famiglia: cinque anni nella Missione di Bangkok. Intanto la famiglia è cresciuta e le esperienze si sono moltiplicate, fra cui la collaborazione come consulente di PwC Advisory dal Ho riflettuto a lungo su questa decisione. Ho confrontato le mie aspirazioni con la vita quotidiana, ho sperimentato la fatica dell impreparazione, ma anche l entusiasmo che questa prospettiva rappresentava per me e la mia famiglia. È stato anche interessante scoprire come, in coppia, abbiamo iniziato con atteggiamenti diversi (io frenato, mia moglie entusiasta) e poi siamo partiti con sentimenti opposti (io lanciato, mia moglie più dubbiosa e stanca, anche per la sensibilità verso la cura dei figli). Il 12 aprile 2010 siamo partiti per la Parrocchia di Nostra Signora della Misericordia, dove ci aspettava Padre Raffaele Manenti. Eravamo in quattro, ma a ben vedere si notava già un po il quinto membro della famiglia. L arrivo a Bangkok Sconvolgimento totale. Due camere ricavate negli uffici parrocchiali, camminare scalzi, lingua incomprensibile, caldo e umidità, cibo speziato e piccante E poi i processi di regolarizzazione, la necessità di un impiego, l iscrizione dei bambini a scuola, le visite di controllo per la gravidanza Ma non siamo mai stati soli. La dimensione della partenza non è quella dell abbandono: piuttosto dell accompagnamento. Siamo stati seguiti dalla nostra comunità di parenti, amici e conoscenti, e poi accolti da una nuova comunità che continua ad accompagnarci. Le prime attività: fare per o essere con Questa scelta è maturata con un enfasi sull essere piuttosto che sul fare. Il coinvolgimento è totale, non si può partire pensando solo alle attività. Non ci si può avvicinare alle persone, che poi diventano amici, senza ascoltare, senza pronunciare qualche parola, senza tentare di capire. Questa è anche la sfida di molti missionari che stanno ripensando l azione di aiuto come un esperienza con, piuttosto che degli interventi per. L uomo è molto più di un corpo. Partire in famiglia ha poi altri risvolti: i miei figli fanno la loro parte di missionari con una naturalezza che è solo dei bambini. Lingua, cultura e religioni diverse non sono ostacoli per giocare, per studiare, per crescere. L arrivo del terzogenito ci ha poi aperto il cuore di tante famiglie. Samuele è stato messaggero di vita fin da quando era nel pancione della mamma, e ora è coccolato da tutti. Non potrà non farsi delle domande quando saprà leggere e capire che è nato proprio a Bangkok. Conclusione (?) Un impegno forte, ben oltre il cambiamento professionale. Tocco con mano la generosità di tantissime persone che in Italia condividono la scelta della partenza, e degli amici che qui ci fanno sentire a casa. Un esperienza che comunque non va essere considerata eccezionale: ho gli esempi di tanti laici (singoli, coppie, famiglie) che hanno semplicemente preso (e che prenderanno) una decisione, una di quelle che, davvero, possono cambiare il mondo. Contatti e aggiornamenti Oltre al PIME, com/index.php?l=it&idn=1415, segnaliamo il blog di un amico che ospita i nostri messaggi periodici: si cerchi su un motore di ricerca La scommessa e Famiglia Ventola, Thailandia.

9 L economia non è in crisi. Solo una certa economia purtroppo la più rilevante è in crisi. Quella che si appoggia a una visione e gestione più tradizionale, egocentrica. O che ha un legame eccessivamente stretto con il passato. Una nuova economia, c è chi la chiama weconomy, sta muovendo da Internet al mondo reale. Inesorabile. SMS La trasformazione digitale, ancor più spinta dall attuale grande recessione in atto, sta entrando a far parte delle nostre vite, come rivoluzione prima ancora sociale che tecnologica. Questo in un contesto dove l uso e lo stile delle tecnologie in ambiente lavorativo vengono dettati dall evoluzione dell uso di tecnologie personali (la cosiddetta consumerization). Dal basso, dal border, Web 2.0, social network e generazione digitale stanno imponendo nuove pratiche, più aperte, più partecipative, più trasparenti. Una cultura fatta di condivisione, reputazione e collaborazione. Una cultura dove il consumatore, ma anche il professionista, ha sempre più voglia di partecipare, di personalizzare la propria esperienza nei più innovativi canali di fruizione, di competere non solo col mercato ma anche con i propri amici. In mobilità, ovunque. Arricchendo pertanto, in ogni momento, in ogni posto e su ogni device, il proprio profi lo di extended user. Collaborazione, mobilità, nuovi canali di fruizione e ubiqua conoscenza della persona sono quindi i quattro fattori trainanti di una vera rivoluzione. Mobilisation FEBBRAIO 2012 DIGITAL TRANSFORMATION Il 2011 è stato testimone di uno dei più grandi cambiamenti nelle abitudini dei consumatori degli ultimi 40 anni. L era del mobile computing, catalizzata dai colossi Apple e Google, presenta un tasso di crescita superiore a fenomeni come la rivoluzione dei PC degli anni 80 e il Boom di Internet degli anni 90. Si stima il raggiungimento di 1 miliardo di attivazioni per dispositivi ios e Android per la fine del 2012: messo a confronto con gli 800 milioni di PC venduti tra il 1981 e il 2000, significa che il tasso di adozione dei moderni smart device è ben quattro volte più grande di quello dei personal computer. La vendita di smartphone e tablet non conosce il termine crisi: insieme, da fine 2010, vendono più dei PC. La crescita mondiale degli smartphone nel 2011 è stata del 55%, alla quale vanno affiancati i 13 milioni di ipad2 e i 5 milioni di Kindle Fire venduti nell ultimo trimestre del Il tutto si riflette nell aumento del traffi co Internet Mobile, cresciuto del 53% quest anno in Italia, ad opera dei 19M di cellulari dotati di connettività 3G. E le cifre sono destinate a salire con l introduzione delle nuove tecnologie LTE nei prossimi mesi del Se il mobile sta superando l utilizzo del desktop, il merito è anche del fiorentissimo mercato delle App, che è stato in grado di creare alcuni servizi così interessanti e divertenti da entrare a far parte del lifestyle digitale di molti utenti, in particolare quelli più giovani. Oggi si condividono i propri posti preferiti geolocalizzandosi con il volo 9

10 Foursquare (potendo addirittura diventare sindaci virtuali ); si seguono le serie TV preferite attraverso Miso; si dona un aspetto vintage alle foto scattate con il telefono usando Instagram; si riconoscono le canzoni che sentiamo facendole ascoltare a Shazam attraverso il microfono del nostro cellulare. Ovviamente, tutte queste applicazioni offrono la possibilità di condividere quanto appena fatto con la nostra cerchia di amici attraverso i vari Social Network (21M di utenti unici solo su facebook, su 55M di Italiani). Ed è impossibile non citare il caso Angry Birds, che nella sola giornata di Natale 2011 ha registrato più di 6,5M di acquisti/ download (500M in totale) ed è diventato un fenomeno app-to-retail, considerando che su scala mondiale presenta un ingente merchandising dedicato: dai peluche ai dock per iphone, fino ad arrivare ad una collaborazione con un film in 3D, Rio, uscito il 15 aprile e distribuito in tutto il mondo. Infine, ulteriore spinta all utilizzo del mobile arriverà dal giovane mercato del Mobile Payment. Pagare utilizzando il proprio smartphone è già una realtà negli USA e nei paesi asiatici, ma pochi forse sanno che è da poco possibile persino in Italia, anche grazie al lavoro del nostro team PwC. In attesa dell evoluzione non tanto delle piattaforme tecnologiche, quanto di normativa e accordi con il mondo finanziario, presto potremo dimenticare tranquillamente il portafoglio a casa. Da e-commerce a Social Commerce Il paradigma del commercio elettronico, così come lo abbiamo sperimentato per tutta la prima decade del nuovo millennio, è oramai superato. Stiamo assistendo a un importante cambiamento comportamentale dell utente-acquirente sul web. Online viene effettuata la fase di screening, ovvero il reperimento di informazioni aggiuntive sui prodotti desiderati, che sono successivamente confrontati a livello di prezzo attraverso i numerosi comparatori (es. Kelkoo, Trovaprezzi, etc.). Nel frattempo sui social network i fan/follower vogliono essere riconosciuti come clienti fedeli e richiedono sconti dedicati, mentre domandano ai propri amici pareri ed esperienze per i potenziali prossimi acquisti. E non sempre l acquisto si completa online. In questo scenario stanno affermandosi coupons & deals : offerte flash, particolarmente vantaggiose, sempre più in relazione con la propria geolocalizzazione (si veda il recente accordo tra Pagine Gialle e Glamoo). Un mercato dinamicissimo capitanato da Groupon, ma sempre più ricco di competitor, stimato sui 30 miliardi di dollari per il 2015 (CAGR +56% a livello internazionale). Nel prossimo futuro assisteremo anche a una maggiore affermazione delle piattaforme social come servizi pre & post vendita: veri e propri sportelli interattivi, spesso realizzati con il coinvolgimento dei clienti stessi (crowdsourcing) - sulla scia di quanto già implementato da Vodafone, Tim e Fastweb - per gestire reclami, assistenza o azioni di marketing sempre più efficaci. E che faranno confluire tutti i dati forniti dal cliente in strutture integrate di analisi, realizzando una più estesa customer insight, quanto oggi è definito Social CRM. il volo 10 Smart phone ONLINE PENETRATION Italiani connessi 3su4 Fascia anni MOBILISATION 1italiano su 5 accede in mobilità SOCIAL SHIFT DIGITAL COMMERCE FACEBOOK Accessi giornalieri unici 13mln Accessi via Mobile 7,5 mln Nuove registrazioni 7 ogni secondo ITALIA S GOT DIGITAL %C.A.G.R. 63,7% delle famiglie sono connesse +600% in 4 anni L Online Video è il segmento con la crescita maggiore Smart phone 1italiano su 3 ha uno smartphone Italia 1 a per numero contratti SIM in EU per penetrazione di smartphone vs cellulari (47% smartphone) 95mln di SIM attive 19mln cellulari connettività 3G 12,9mln totale utenti internet mobile primo trimestre 2011 ecommerce Dati in milioni Mobile Commerce (81 mln) +210% Gambling online (10 mld) +75% +19% ,9 Internet Advertising +15% Vs totale -2,9% Utenti attivi al mese 77% dei possessori usa il tablet per al giorno FEBBRAIO , K al giorno Utenti unici Dati in milioni K Tempo trascorso online Tablet 1,5mln Unità vendute 2011 Q4:2011 per la prima volta le vendite di smartphone + tablet superano quelle dei PC 2 1,5 Social Commerce 77% dei merchant attivi sui Social Network

11 Affrontare una vera trasformazione, a tutto tondo miliardi di dollari. Questa è la valutazione della digital economy per il 2013, come affermarsi dei trend di mercato appena descritti. Una cifra importante, quasi un terzo del PIL globale, e non può assolutamente essere ignorata. Ne parliamo con Gianluca Meardi, responsabile per la Digital Transformation in PwC Italia. Regole e scenari sono cambiati, in maniera irreversibile. La trasformazione digitale ha raggiunto le radici di ogni settore: originata da una prima convergenza tra media e sistemi di dema tu ring comunicazione, l accelerazione recente in ambito Hi-Tech obbliga tutti i settori anche quelli tradizionalmente definiti maturi a un radicale ripensamento di modelli di business, organizzazione, processi e tecnologie. Non sono solo parole : ogni modello operativo, ogni funzione aziendale ne è spesso coinvolta. I tasselli su cui si appoggia la trasformazione necessitano competenze verticali spesso fortemente specializzate (dal change management, alla gestione di business community, alle tecnologie in mobilità, alle normative sulla privacy), ed è pertanto imprescindibile poter affrontare il passaggio al digitale con una reale visione ad ampio spettro, che sappia identificare, realizzare o integrare i più opportuni componenti. Quale ruolo può giocare un azienda di consulenza all interno di questo cambiamento globale? Dimostrarsi un partner di fiducia che sappia realizzare, velocemente, l impresa del futuro. Un impresa che democratizza i processi gestionali, che si basa sulla co-progettazione. Che coinvolge Clienti, dipendenti, fornitori e concorrenti. Il futuro chiede di accogliere, stimolare e governare la circolazione di questo talento collettivo. Allo stesso tempo governando il rischio di approcci frettolosi (o di rimanere immobili) e cogliendo l evoluzione costante delle normative connesse. La parola d ordine è Innovazione: certo, occorre focalizzarsi anche su valori nuovi e talenti meno tradizionali, più creativi e tecnologici. Nondimeno il nostro know-how e network internazionale sono sicuramente due punti di riferimento importanti, in un contesto dove l Italia per sue caratteristiche storiche e sociali può essere attore in prima linea. Ma nell innovazione è necessario accogliere due caratteri distintivi per la trasformazione al digitale: trust e measurement. Ovvero la necessità di potersi fidare, specie a fronte di un periodo di crisi che comunque richiede decisioni tempestive, e la capacità di misurare, certificare, controllare e decidere a fronte di nuove metriche rilevabili con le nuove tecnologie. E quali sono le maggiori sfide che vedete per il 2012? Sotto il cappello di Digital Transformation, PwC ha organizzato un team internazionale multi-disciplinare, cross industry e cross LoS (dalla consulenza al legale). Diverse sono le aree impattate dai 4 driver of disruption, sia verso il mercato che verso l azienda stessa. Senza dubbio c è molto fervore attorno all Enterprise Mobility Strategy, parte di STRATEGY THROUGH EXECUTION Digital Business Model Customer Engagement Employee & Network Engagement Technology Infrastructure & Security DRIVERS OF DISRUPTION Collaboration & Social Media Channel Integration Analytics & Insight What opportunities does the digital landscape create for your business? How do you engage with customers across all channels? How do you facilitate knoledge sharing and collaboration across your extended organisation? What technology model will underpin enhanced business agility, performance, security and effi ciency? una Digital Strategy più ampia, attraverso la quale le aziende si aspettano sì di offrire nuovi servizi, ma anche un significativo efficientamento di costi, senza dimenticare l interesse per lo sviluppo di app e la moneta Digital Transformation is PwC s point-of-view on how enterprises need to adapt their business models and operations to meet the enhanced expectations of the Digital Consumer and ecosystem. Exploit web, mobile and social media to drive improved business performance and deepen customer engagement across all channels DIGITAL TRANSFORMATION virtuale, ovvero i pagamenti attraverso l uso di smartphone e tablet, (magari anche in prossimità, via NFC Near Field Communication). Inoltre, il mondo digitale è per sua natura misurabile, quindi c è grande richiesta e curiosità verso gli strumenti evoluti di Analytics: tradizionali KPI e modelli di balanced scorecard vengono integrati e arricchiti da innovativi rilevatori di attività multi-canale. Con la possibilità, ora, di estendere il concetto di ROI anche agli scenari ritenuti più difficili, come quello dei social media. Mobility & Anywhere Access Solution Client Question Value Proposition Digital Strategy Mobility xanalytics xcrm xcommerce Social Media, Collaboration and Engagement Enterprise Social Network Compliance RelyOnCloud Agile Project Management How can I capture value from the digital economy? How can the growth of mobility support my organisation? How can I unify data from the digital world and correlating it with more traditional information? How can analytics support me to defi ne more targeted marketing strategies that help increase sales and loyalty? How can I defi ne an organic, multi channel approach that effectively leverages digital and conventional channels for effi ciency and service differentiation? How can I integrate new sales channels to improve revenues? Could ecommerce represent a signifi cant revenue stream for my business? And should I afford it in a Social Localised way? How can I engage with my customer in the digital world, creating a dialogue and protecting my brand? How can I create a dialogue and share knowledge? How can I optimize the communication within my company? Can my Company deliver my digital strategy? How can the Cloud revolution impact my business? How can I manage Digital Projects in fast changing complex environemnt? 3MS, Making Measurements Make Sense: un altro acronimo che descrive la nostra filosofia di trasmettere un valore tangibile attraverso le rilevazioni che effettuiamo. Non dimenticandoci che lo status di ente certificatore offre competenza e credibilità a servizi atti a misurare e garantire il raggiungimento di determinati obiettivi (es. tiratura copie digitali, accessi in mobilità, utilizzo legale di intellectual property, ). I benefici della Digital Transformation sono molteplici, ma per nulla facili da raggiungere: richiedono una complessa e diversificata strategia, ogni volta su Getting started with a Digital Diagnostic and Insight Discovery. Then support defi ning vision and business models that consider people, processes and technologies, across a broader digital knowledge. Advise in mobility business and technology solutions for employees and consumers to lower costs and provide value added services (Enterprise Mobile Strategy and Exploitation). Develop a cross, integrated, customer/market insights framework that highlights the value of digital channels, integrating traditional and new, broader online and social multi-channel indicators. Analytics will support decision making into marketing investments. xcrm is achieved through the integration of customers data and information collected through digital channels (web, mobile, search, etc) and social media / conversational insights, to enhance traditional CRM processes, optimizing the benefi ts with enriched customer KPIs integrated with marketing activities, sales processes and customer service operations. Optimize current revenue streams, and discover new revenue models. Understand and exploit advantages arising from Mobile, Social and Localised Commerce, Group and Coupon Shopping. Evolving the online presence, create a consumer engagement model that facilitates access, convenience and engagement across multiple touch points, even exploiting crowdsourcing effective models. Support an often disruptive Cultural Change. Defi ne a knowledge management and collaboration architecture, with consideration of social media, that enables improved customer engagement. Defi ne a legal and technology strategy that considers privacy, security, agility and performance delivery that is aligned to the digital service offering. Analyse your business infrastructure and discover potential arising from cloud exploitation. Measure and Certify the quality, security and legal of Vloud Services. Drive the change. Supporting company in complex digital transformation phases, with a tailored agile project management methodology. misura. Ma l inattività non è concessa, il digitale abbatte barriere all ingresso, locali e da parte di grandi entranti internazionali: creatività e passione sono valori fondanti nel dna italiano. Coraggio! il volo 11 DIGITAL

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13 global mobility Global Mobility? Yes, please What s in it for you? What s in it for PwC? A global assignment can generate both personal and professional rewards. Consider some of the benefits current and former assignees say they have derived from their experience working and living in another country, and think about how they might apply to your goals: career progression personal development improve skills and expertise cultural awareness, greater understanding of international differences global networking/relationship building increased confidence in dealing with challenging situations creativity and innovation - exposure to new ideas and processes opportunity to live and travel abroad. From the firm s point of view, the clear driver for international assignments is the imperative to build our business and enhance our global revenues. More specifically, GM is integral topricewaterhousecoopers growth strategy for: global clients global markets (products, industries, services and territories) global talent development. Current Italy GM Population Source: http//www.globalmobility.pwc.com Colleagues abroad: 38 Countries: Argentina, Australia, Brasile, Germany, Serbia, Switzerland, UK, United Arab Emirates, US Colleagues from other countries: 14 Countries: Bulgaria, Germany, Luxembourg, Serbia, UK, US Non ci pensate, fatelo e basta! Your Italian GM Team Agnieszka Podkowinska Marina Brindisi Noura Médour Elena Pomesano di Ugo Vignolo Lutati - US/Washington Se non ci si è mai stati, il primo impatto che si ha, atterrando negli Stati Uniti, è la grandezza. Immensi spazi e immensi edifici. Forse per questo la seconda sensazione che ho provato è la solitudine, intesa come distanza. Immensi spazi comportano distanze enormi e conseguenti difficoltà di mantenere relazioni umane con parenti e amici così come siamo abituati noi vecchi europei, sempre con i piedi gli uni sugli altri che sembra fastidioso fino a quando non sei costretto a farne a meno. Queste prime impressioni però sono state ben presto sostituite dalle amicizie e relazioni che questa esperienza mi ha regalato. Ho stretto amicizie con gente davvero da tutto il mondo, senza farmi mancare un buon numero di caciaroni, persone ricche di cuore, di esperienze e di racconti. I legami creati in questo contesto sono legami forti, vissuti a 360, che sostituiscono la famiglia e pian piano ti accorgi che faranno parte del resto della tua vita. Da un punto di vista lavorativo vi posso raccontare che mi ha impressionato l organizzazione nel lavoro, che, non vi stupite, esiste davvero! Tuttavia, cari colleghi italiani, e quelli americani non me ne vorranno, vi posso assicurare che è meglio lavorare con voi, più collaborativi ma soprattutto più compagnoni, ed essendo il nostro un lavoro di team, la conclusione è scontata! ma poi com è bello andare a pranzare insieme, parlare di noi e ridere insieme invece di sgranocchiare una triste carotina solitaria in fronte al pc?! La città di Washington DC è una città perfetta per questa esperienza di secondment (o, come l ho ribattezzato io, di Erasmus dei tardoni ), essendo a dimensione d uomo, molto europea, piena di culturali e attività all aperto, e soprattutto viva e vissuta da giovani professionisti provenienti da ogni angolo di mondo. C è da dire che ogni volta che mi dovevo muovere - per piacere, intendo, e le occasioni son state molteplici (dai Caraibi al Canada, passando dalle Hawaii) - la natura mi è stata un po avversa: eruzioni vulcaniche, terremoti, tempeste di neve e tempeste tropicali arrivate per l occasione fino a Washington DC e New York. Ho pensato che forse potevano essere gli accidenti augurati dai miei cari colleghi di ufficio italiani; la prossima volta non racconterò delle diverse mete pianificate e magari riuscirò a viaggiare tranquillo. La mia esperienza di un anno è stata vissuta pienamente, mi ha permesso di arricchirmi come persona, grazie alle persone eccezionali che ho conosciuto, e come professionista, scoprendo pian piano e comprendendo gli americani e la loro cultura. Consiglio spassionato: chiedete, chiedete, insistete, rompete le scatole ai vostri responsabili, ma fate questa esperienza! il volo 13

14 alumni party Il Christmas party del PwC Alumni Club Four Season Hotel di Milano, giovedì 1 dicembre, l annuale reunion degli Alumni PwC. Occasione per scambiarsi gli auguri natalizi, tra brindisi, risate e abbracci calorosi tra colleghi e amici. E arrivederci al prossimo anno, per condividere di nuovo lo spirito che accompagna le iniziative del PwC Alumni Club. Qui a fianco, due testimonianze dirette. Johannes Guigard Grande scuola di metodo, capacità di analisi critica, attenzione alla qualità e ai tempi, capacità di lavoro in team. E il Christmas Party porta a un effettivo piacevole continuo contatto con i colleghi e con la Firm. Simone Monda Il metodo di lavoro e la sostanza di ciò che si fa quando si lavora in PwC si apprezzano quando si va via. È comunque un esperienza che ci si porta dietro per la vita. il volo 14

15 Consulting Meeting 2011, novembre 2011 Novare Serbando Innovare in continuità di Gianluca Sacchi Quando mesi fa Oliver chiese ai soci del Consulting cosa ne pensassero della possibilità/necessità di organizzare un meeting residenziale per il Consulting, il primo concetto che mi venne in mente è stato finalmente, era ora.... Sì, finalmente, perché con varie vicissitudini e cambi di nome il Consulting esiste dal 2001, e ha raggiunto ormai il ragguardevole numero di oltre 550 colleghi e un fatturato (FY 2011) di 52 milioni di euro. Insomma una bella realtà! La risposta dei soci fu unanime nell indicare che era giunto il momento di mettere in scena un evento per approfondire la conoscenza tra tutti, attraverso un mix di attività istituzionali e lavorative, ma anche attraverso intermezzi ludici e aggreganti. Obiettivo: creare entusiasmo e far crescere il senso di appartenenza a un azienda che non è solo dei soci, ma che va considerata di tutti quelli che ci lavorano. Anche con il significativo supporto di alcuni manager, senior manager e director che sono stati investiti da questa responsabilità e che fin da subito, ancor prima delle vacanze estive, avevano prodotto un ottimo semilavorato, abbiamo ragionato molto sugli argomenti e sul titolo dell evento. Mi sono permesso di copiare un termine che mi era rimasto impresso in passato: Novare Serbando, rinnovare conservando, o anche innovare in continuità, con quanto di buono esiste ed è stato fatto fino a oggi. L innovazione è stato il concetto-fulcro di questo meeting. Jeff Thompson Due giorni molto intensi, iniziati la domenica sera con un gioco enigma per creare i gruppi di lavoro. Lunedì mattina, alcuni interventi istituzionali: Ezio Bassi ha presentato una overview della Firm italiana e Oliver Galea ha presentato situazione, prospettive, strategia e nuovo modello organizzativo del Consulting, con una sessione domande/risposte che ha permesso alcuni approfondimenti, anche con il costante supporto di Marco Sala, che è rimasto con noi per tutta la durata del meeting. Nel pomeriggio un team building, che ha permesso a tutti di immaginarsi pittori e cimentarsi nella rappresentazione di quattro argomenti chiave: gli elementi distintivi del Consulting, la comunicazione interna, il coaching e, appunto, l innovazione. Quindi, due interventi esterni : Jeff Thompson, Central Cluster Consultancy Leader, che ci ha portato la visione del Network, e Robert W. Donnelly, Global Analyst Relations Director, che ci ha rappresentato il posizionamento del Consulting PwC secondo gli analisti di mercato. In serata, cena e festa di rito, con una magnifica fontana di cioccolato prima che la discoteca permettesse ai più arditi un po di movimento. Ed eccoci a martedì: i gruppi di lavoro, attraverso discussioni molto costruttive, hanno preparato quattro brevi documenti, con suggerimenti di attività da svolgere, per presentarli poi a tutti il martedì pomeriggio, prima del rompete le righe. Avendo partecipato all organizzazione dell evento, ritengo sia stato un successo. Oltre 200 tra manager, senior manager, director e partner hanno condiviso due giorni di idee, suggerimenti, voglia di fare e di partecipare. Personalmente, ma credo di poter parlare a nome di tutti, avrei voluto che l evento potesse essere aperto anche ai colleghi più giovani sotto il livello di manager, ma la logistica sarebbe stata ingestibile. Questo comunque ci lascia la possibilità, e la volontà, di organizzare di nuovo qualcosa di coinvolgente per tutti. Oliver Galea Robert Donnelly il volo 15

16 Energia: cambiano le regole del gioco di Gianpaolo Chimenti Strategy Director Energy & Utilities All Energy Summit del Sole 24 Ore, le recenti evoluzioni normative e di mercato. La visione e il ruolo di PwC Anche quest anno PwC ha sponsorizzato l Energy Summit del Sole 24 Ore, la tre giorni dedicata all Energy & Utilities giunta all 11ma edizione. Circa 300 delegati, delle principali realtà del settore dell energia e della finanza, oltre 50 sponsor. Per noi, un esposizione e visibilità rilevanti, da cui sono già nate importanti attività di marketing e di sviluppo commerciale. Tema di questa edizione: le nuove sfide per gli operatori legate al mutato assetto regolatorio, in particolare nella distribuzione e vendita di gas e nelle fonti rinnovabili. Nella distribuzione del gas le nuove sfide nascono dal riordino normativo, completato a fine gennaio 2012 con il decreto contenente i criteri di gara per l assegnazione delle concessioni d Ambito. L intento del legislatore è agevolare la concentrazione degli operatori, per ottenere efficienze operative e gestionali. Si passerà dalle attuali oltre concessioni distributive, con un bacino medio di utenze, a 177 concessioni sub provinciali, con in media oltre utenze. Da un mercato con 230 operatori prevalentementi pubblici (ex municipalizzate) a non oltre 50 operatori. Al Summit abbiamo presentato una nostra analisi sull assetto di mercato, che evidenzia come in ben 118 Ambiti esista già un operatore leader, con in media il 75% delle utenze, e nei rimanenti 59 Ambiti, più frammentati, il leader ha in media il 40% delle utenze. Nei prossimi 24 mesi, dunque, sono destinati a uscire dal mercato circa 180 operatori marginali. Per gli operatori del settore, PwC si pone come advisor industriale per gestire il cambiamento. I grandi player nazionali dovranno razionalizzare il portafoglio e la presenza territoriale, identificando le opportunità di acquisizione e disinvestendo dagli Ambiti non strategici. Le grandi ex municipalizzate dovranno consolidare i territori di presenza storica, valutando le opzioni di crescita in ambiti limitrofi. Gli operatori marginali dovranno valutare se sviluppare una strategia di partnership con gli operatori locali o uscire dal business cedendo i propri asset. Per questo PwC prevede nei prossimi 24 mesi numerosi deal, che di fatto anticiperanno la concentrazione voluta dal legislatore. La riforma del settore della distribuzione avrà inoltre un forte impatto nel processo di concentrazione già in atto nel segmento della vendita e dove operano principalmente gli stessi operatori della distribuzione. Dopo una prima fase post liberalizzazione ( ) che ha portato ad una notevole concentrazione degli operatori downstream, passando da oltre 430 operatori a circa 220, ed una successiva fase di crescita organica ( ) caratterizzata da strategie commerciali mass market (focus su PMI e residenziale) come conseguenza della semplificazione del sistema di o ff e r t a ( pricing) e della costituzione di network agenziali, i grandi operatori oggi sono tornati ad adottare una strategia di crescita per linee esterne con l obiettivo di ottimizzare volumi e marginalità della filiera soprattutto nell attuale contesto di mercato del gas lungo. In tale contesto PwC si pone come supporto per i grandi player integrati nella valutazione delle opzioni strategiche di acquisizione di retail company cosiddette ex incumbent ossia caratterizzate da clienti tutelati. Ma il nostro supporto si orienta anche verso i numerosi operatori retail di medio piccole dimensioni che condizionati dall incerto destino legato al riassetto del business distributivo e assoggettati a pressione competitiva sulla vendita da parte dei grandi player necessitano di comprendere le reali opzioni strategiche di permanenza o di uscita dal business gas. Quanto alle rinnovabili, in particolare il fotovoltaico ha visto svilupparsi dal 2007 al 2011 una forte leadership dell Italia, sia come parco installato sia come sviluppo industriale della filiera. Ma il settore sta cambiando rapidamente. In Italia e in Europa infatti l ondata di revisione delle tariffe incentivanti nel 2011 ha portato alla creazione di due mercati paralleli. Un mercato secondario, costituito da impianti fissi già realizzati ed entrati in funzione sotto il 2 e 3 Conto Energia ed un nuovo mercato ossia quello delle installazioni post 4 Conto Energia: è questo il segmento dei tetti fotovoltaici, cioè installazioni su edifici (residenziali, commerciali o industriali) che apre a nuovi target quali le piccole e medie imprese ed il residenziale. È il segmento principale in Germania, primo mercato mondiale, dove per capacità installata rappresenta circa l 80% degli impianti, rispetto al 30% dell Italia. Si passerà così da un mercato di nicchia caratterizzato da grandi impianti fissi e da investitori finanziari (Fondi) ad un mercato di massa; ed il modello di approccio al mercato dei nostri campioni nazionali dell industry dovrà evolvere. PwC assiste gli operatori nella ridefinizione del business model che dovrà evolversi secondo logiche mass market; il mercato della piccola e media impresa e il segmento residenziale andrà servito attraverso lo sviluppo di network agenziali, in grado di gestire il portafoglio di installatori (da formare e fidelizzare), e di reti di segnalatori mentre lo creazione di key account sarà lo strumento di gestione del large business, sempre più costituito da consorzi e distretti, medio grandi aziende e multi-utility. il volo 16

17 Calcio e green volley. Due vittorie per le nostre squadre al torneo benefico della Fondazione di don Mazzi Trofeo Exodus: PwC alza due coppe al cielo a cura di Rudy Battagliarin e Jessica Tonon Ed eccoci nuovamente qua, sui campi del centro sportivo Veronello a Calmasino (Verona) sul lago di Garda. In alto il sole splende e questa giornata di fine settembre ricorda un po l estate che non vuole finire. Il torneo è a sfondo benefico: una giornata di gioia e spirito sportivo per una buona causa. Come lo scorso anno, infatti, la Fondazione Exodus di don Mazzi, insieme con le formazioni di PwC, Adidas Group, Gruemp ed Exodus ha cercato di sensibilizzare i giovani e le famiglie su alcuni problemi. La tossicodipendenza, anzitutto, argomento ancora tabù, ma sempre troppo presente tra noi e spesso sottovalutato. E poi sulle difficoltà dei bambini del terzo mondo ad avere un istruzione e, ancor di più, a riuscire a vincere malattie che per noi sono curabili, come un semplice raffreddore, ma che per loro, a causa della malnutrizione e della mancanza di farmaci, il più delle volte conducono alla morte. sono state le carte vincenti di questo torneo che ci permettono di conquistare l ambita vittoria. Sull altro fronte sportivo, il torneo di calcio si apre con una nostra vittoria. Da detentori del titolo di certo non possiamo sfigurare e siamo pronti a difenderlo con le unghie e con i denti, ma soprattutto con i Si conclude così questa esperienza, indossando una strepitosa polo arancione (con tanto di nuovo logo PwC, in onore del nuovo brand), alzando queste due magnifiche coppe al cielo e, dato che porta fortuna, anche un brindisi direttamente dal trofeo. L alzataccia mattutina è degna di nota, dato che il torneo inizia alle 9.30 e le squadre sono composte da colleghi provenienti dagli uffici di Milano, Padova, Treviso, Verona e Udine. In quanto detentori del trofeo Exodus dello scorso anno, la decisione e la motivazione nel vincere è ancora più forte. Ma poiché siamo abituati per mestiere ad affrontare sempre nuove sfide, quest anno giochiamo anche un altra carta: il torneo di green volley, disputato nella stessa struttura, sempre a cura dell organizzazione del centro sportivo Veronello, anche questo a favore di Exodus, con le rappresentative di quattro squadre. Non ci basta una coppa: ne vogliamo due! Così schieriamo sul campo la squadra mista di Green Volley composta da cinque ragazze e due ragazzi. Persone che quasi non si conoscono, se non dallo scambio di qualche prima del torneo. Un po di timore iniziale, ma poi una forte complicità si manifesta sin dalle prime battute; l entusiasmo dopo ogni punto, la forza ritrovata dopo ogni errore, la grinta che non ci ha mai lasciati, accomunati dall obiettivo di portare a casa la coppa dei primi classificati, piedi. La corsa verso la vittoria è lunga e le partite altrettanto, il tutto reso ancor più difficile dal sole pomeridiano che picchia sul campo. La determinazione, la grinta agonistica, lo spirito che ci unisce, ci aiutano a superare i problemi tecnico-tattici e le difficoltà fisiche date da una preparazione per qualcuno simile a quella dei giocatori di carte da osteria e da una conoscenza un po approssimativa dei compagni di squadra, che in campo, in trance agonistica, chiami sempre col nome sbagliato! Siamo qui per vincere, vogliamo solo la vittoria. E alla fine, sarà così! L atmosfera che siamo riusciti a creare in pochissimo tempo è sbalorditiva: non esistono gerarchie, non esistono LoS o gruppi di appartenenza, nessuna rivalità. Contano solo l entusiasmo, la determinazione, la volontà di raggiungere l obiettivo comune: VINCERE! Portiamo a casa il ricordo di una giornata meravigliosa coronata da due primi posti; due coppe sudate e meritate sul campo che siamo già pronti a difendere l anno prossimo. Grazie Paola, grazie coach! Grazie per l organizzazione del torneo, per gli incitamenti e per lo spirito di squadra che ci avete trasmesso. Per noi è sempre un onore giocare e vincere con la maglia PwC! Sono questi i momenti in cui ci si sente davvero parte di una grande famiglia. Last, but not least, grazie anche ad Alessandro Vincenzi, partner dell ufficio di Verona, che, nonostante importanti impegni personali, ha voluto essere presente a bordo campo per seguire e sostenere la nostra impresa. A nome di entrambe le squadre, i capitani, Rudy e Jessica. il volo 17

18 sport sport sport 24 x 1 ora: cresce a Udine la staffetta solidale Telethon Il PwC Team sempre in prima linea di Elena Bettarini «un atmosfera indimenticabile, che saremo in grado di ricreare in occasione della prossima edizione. Perché il Telethon 2011 ci aspetta già Così ci eravamo lasciati nel 2010, e da qui siamo ripartiti. Il 16 e 17 dicembre Udine ha ospitato la 24 x 1 ora, la staffetta solidale di Telethon giunta alla sua 13ma edizione. Rispetto alle precedenti edizioni, alcune dinamiche sono rimaste inalterate: la squadra dei 24 runners che si alternano, la solidarietà degli sponsor proporzionale ai chilometri percorsi dagli atleti, la lunghezza del circuito che si sviluppa nel centro storico cittadino. Ma di anno in anno, la kermesse cresce. Aumenta il numero delle squadre partecipanti, passato da 136 nel 2009 a 186 nel 2010, fino alle 224 dell ultima edizione. E aumenta, soprattutto, la raccolta dei fondi donati a favore della ricerca sulle malattie genetiche. Il PwC Team ha contribuito a conseguire questo nuovo traguardo. Costituire il gruppo 2011 è stato facile; l entusiasmo che ci aveva spronato lo scorso anno non è scemato con il passare del tempo e i 24 volontari sono stati rapidamente individuati. E i risultati si sono visti; la distanza percorsa è stata di 261 km e 25 metri, rispetto ai 231 km e 215 metri del Inutile specificare che il valore di questa crescita non è tanto la capacità tecnica, quanto il contributo economico del PwC Team a favore di Telethon, più sostanzioso. Questo era l obiettivo. Insieme al piacere di vivere le splendide emozioni di un evento trascinante come la 24 x 1. Perché l entusiasmo che aleggia nell aria è sempre palpabile, ed è confortante capire che lo sprone è un sincero senso di solidarietà. Questo è dimostrato anche dallo stuolo di volontari che, a ogni edizione, si adoperano per l organizzazione. E se il senso della solidarietà può non essere innato, ma può essere anche indotto, è bello percepire come il messaggio della manifestazione si concretizzi in una crescente partecipazione dei gruppi di giovani e giovanissimi costituiti nelle scuole. Che il senso di questa gara sia perfettamente compreso da tutti i partecipanti, poi, è individuabile anche nella scelta dei nomi di alcuni gruppi: fra questi, il gruppo Insieme è meglio oppure La volontà non ha barriere. Anche quest anno il tempo non è stato clemente; la coltre di neve che aveva caratterizzato l edizione 2010, enfatizzando la magia natalizia, è stata sostituita da una pioggia impietosa che però non ha raffreddato gli animi. Forse anche grazie al vin brulè (di cui qualcuno sostiene l efficacia anche prima della corsa!), alla grigliata (grazie Lisa) che ormai eleviamo al rango di classico, alle torte meravigliose che mani di incorruttibili non runners hanno preparato (grazie Elena, Sara, Claudia, Elisa). A onor del vero, se la pioggia non ha raffreddato gli animi, ha però comportato la defezione di due nostri super atleti; problema però brillantemente risolto (grazie Claudia e Francesca)! E quanto calore profuso dagli spettatori, che bello il firmamento di luci natalizie che ti accompagnano lungo la corsa e che illuminano la nostra splendida Piazza Libertà! Pare ora che la manifestazione udinese sia riuscita a travalicare i nostri confini, e si pensa a un ingresso nel Guinness dei primati. Traguardo rimarchevole, confidando che questo non pregiudichi l atmosfera serena vissuta finora, forse un po paesana, ma calda, familiare, autentica. Resta il fatto che, quale che sia la strada che la gloriosa 24 x 1 ora udinese prenderà, noi ci saremo. L appuntamento è per dicembre PwC runners, be ready! il volo 18

19 Formazione e professione per il terzo anno insieme a Pavia Mercoledì 30 novembre, nella splendida aula foscoliana dell Università di Pavia, per il terzo anno consecutivo, si è svolta la celebrazione del biennio specialistico in Governance, controllo e revisione. Il curriculum di laurea, nato nell anno accademico 2007/2008 dalla collaborazione tra la facoltà di Economia e PwC, e articolato all interno del corso di laurea specialistica in Economia e legislazione d impresa, si è posto fin dal principio l obiettivo di formare gli studenti alla professione di auditor, garantendo ai più meritevoli l inserimento nella nostra organizzazione ancor prima del conseguimento della laurea. Nel tavolo dei relatori hanno contribuito con preziose testimonianze illustri esponenti del mondo accademico e aziendale, a evidenza di un imprescindibile sodalizio tra formazione e professione. Il rettore Angiolino Stella ha introdotto la serata evidenziando l orgoglio di rappresentare l Università di Pavia, fortemente proiettata nel futuro, ma, allo stesso tempo, profondamente radicata nei valori di un passato prestigioso. Ulteriori ringraziamenti al sodalizio con PwC sono stati espressi dal preside della facoltà di Economia Carluccio Bianchi, centrando l attenzione della platea sull importante contributo didattico fornito dai nostri colleghi nel mantenere corsi professionalizzanti e nel garantire per cinque anni un posto da ricercatore. La parola è poi passata a Pierluigi Bonavita, CFO di Parmalat, che ha dipinto con efficacia espressiva il ruolo e le responsabilità dell organo amministrativo nell ambito dell azione di governance aziendale, trovando conferma nell intervento del presidente PwC: «Mai come oggi, - ha sottolineato Pierangelo Schiavi - in uno scenario economico e sociale estremamente dinamico, è necessario investire continuamente nella formazione e nella multidisciplinarietà dei giovani, per essere pronti ad accettare il cambiamento e raccogliere le sfide del futuro». In chiusura, Sabrina Ciresi e Federica Ceccalupo, ex studentesse dell ateneo pavese, neo assunte in PwC, hanno espresso grande entusiasmo per il percorso professionale da poco intrapreso, testimoniando l efficacia formativa del percorso di laurea. Tra i muri affrescati dei saloni del rettorato, una serata in cui studenti, professori e professionisti hanno acceso una speranza per un futuro possibile. sport sport sport Golf: aperte le iscrizioni al PwC Invitational di maggio ad Asolo Sabato 12 maggio 2012, all Asolo Golf Club (Cavaso del Tomba, Treviso), si terrà la gara PwC Invitational, immancabile appuntamento golfistico che la nostra Firm dedica a clienti, contatti e golfisti PwC. Diversa quest anno la formula di gara, che sarà una 18 buche Stableford quattro palle, la migliore a coppie, 2 categorie (0-18, 19-36), con partenza shot-gun prevista alle ore La premiazione dei vincitori sarà seguita da un cocktail e, verso le ore 20.00, dalla consueta cena per i nostri ospiti al ristorante del circolo. Vostre eventuali iscrizioni o segnalazioni andranno comunicate a Laura Trevisan, ufficio di Treviso. CUS Milano: una spedizione targata PwC Anche quest anno PwC ha confermato la sua sponsorship al CUS Milano. Una collaborazione che ravviva l interesse dell azienda nel costruire un ponte tra mondo del lavoro e università, rivolgendo l attenzione a quegli studenti meritevoli non solo dal punto di vista professionale ma anche sportivo. L edizione 2011 dei Campionati nazionali universitari, svoltisi a Torino, è stata un esperienza indimenticabile di sportività, energia, divertimento ed entusiasmo. Il resoconto di Valerio Caso, dirigente CUS Milano e capo delegazione a Torino 2011: «A confronto con i 50 CUS d Italia e i loro 4000 atleti, il CUS Milano ha avuto la meglio sul CUS Torino, eguagliando quest ultimo con 30 medaglie d oro ma conquistando più argenti. La rappresentativa milanese - oltre 250 fra atleti, tecnici e dirigenti - ha espresso a pieno i valori tecnici derivanti dal bacino sportivo di area milanese, al quale appartengono gli oltre studenti universitari del capoluogo lombardo. Una spedizione targata PwC: l abbinamento di due eccellenze, sportive e professionali, e il riconoscimento anche esterno di questo felice e positivo connubio. Il prossimo obiettivo è Messina, sede dei CNU del Nel dolce clima siciliano, ci misureremo in un impianto sportivo nuovissimo, proponendo la miglior gioventù: studenti e sportivi oggi, il nostro Paese domani». il volo 19

20 a cura di Veronica Boera Una testimonianza di Micaela Moro Roberto Adami come ho avuto la fortuna di conoscerlo È una mattinata di dicembre, tra poche settimane sarà Natale. Da qualche giorno una ragazza alta e mora si aggira tra i corridoi nel nostro reparto marketing. Il suo nome è Micaela, e dietro gli occhi scuri nasconde una storia da raccontare. La storia di un uomo, come lei stessa dice, rispettosamente elegante. Una chiacchierata sottovoce, a tratti intervallata da sottili silenzi, come solo può essere il tempo di un ricordo durato dodici anni. Me lo ricordo ancora, il primo giorno in cui l ho incontrato. Era l ottobre del 1999, avevo passato i colloqui di selezione e ora dovevo conoscere quello che sarebbe stato il mio capo. Mi sentivo terribilmente agitata in quella saletta riunioni di piazzale Crispi a Treviso, del resto si trattava di uno dei miei primi colloqui e non sapevo chi mi sarei trovata davanti. Un uomo distinto e pacato fece il suo ingresso dalla porta. Con quell atteggiamento di discreta soggezione, che avrebbe poi guidato per tanti anni il mio modo di relazionarmi a lui, ho iniziato a parlare di me, delle prospettive che immaginavo nel futuro, della lista di competenze elencate nel curriculum. Roberto Adami con la moglie Franca «Ok, let s talk about you in English». Così rispose, davanti agli occhi smarriti di una ragazza con un diploma di perito turistico che non praticava l inglese da almeno un anno. Riuscii a dirgli qualcosa, e da quel giorno si accese il nastro di registrazione del nostro percorso insieme. La mia postazione era di fronte alla sua porta. I primi tempi quell uomo esigente e con una precisione rivolta a ogni minimo dettaglio m incuteva un deciso timore. Al punto che, pur di non entrare in ufficio al suo cospetto, attendevo che uscisse per un appuntamento, così da potergli depositare sulla scrivania il plico di carte e documenti raccolti nelle ore che passava nella sua stanza. Ho continuato così per un po di tempo, cercando quasi di nascondermi per paura di incrociare quel rigore e quegli occhi che sapevano esattamente in ogni momento ciò che stavano facendo. Poi, un giorno, ho deciso di superare la mia barriera di soggezione e da quel momento in poi ho avuto il privilegio di vedere al di là di un uomo all apparenza distante. Ho scoperto che era paziente, nei momenti che passava seduto al mio fianco per spiegarmi ciò che non capivo e per indirizzarmi sempre verso soluzioni nuove. Ho conosciuto la sua profonda dedizione al lavoro e l atteggiamento di rispetto nei confronti di ogni persona con cui si trovava a collaborare. È una qualità rara. Non l ho mai visto perdere le staffe, nonostante la sua autorità fosse percepita da tutti. C era sempre, anche quando non era seduto alla sua scrivania. Quando assunse il ruolo di Leader del settore Retail & Consumer per la Eurofirm, mi coinvolse a pieno in tutta l organizzazione. Iniziai a viaggiare e a intraprendere quel percorso di crescita professionale che sembrava essere il suo modo di ricompensarmi di un atteggiamento tanto esigente. Sapeva prendermi in giro, e lo faceva con garbo, punzecchiandomi sulla mia attività di scout, per poi elogiare orgoglioso le avventure del piccolo Giacomo, suo figlio minore, da giovane lupetto. Amava lo sport, in particolare il golf e lo sci, che praticava con un eleganza speciale. Era un uomo elegante, e lo era in tutto ciò che faceva. Appassionato di cucina e del vino buono, perdeva la testa davanti alla crostata con la marmellata di albicocche. E le mele, anzi, le Pink Lady. Ne andava matto. Roberto, a fine giornata, prima di uscire dall ufficio, diceva sempre grazie. Io ora vorrei fare altrettanto.

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