Farmacologia del Nitrossido

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Farmacologia del Nitrossido"

Transcript

1 Farmacologia del Nitrossido Il NO è una molecola ad emivita brevissima (sec.) in grado di diffondere attraverso le membrane biologiche e reagire con una grande varietà di bersagli Il NO dà origine ai suoi effetti biologici reagendo direttamente o attraverso i suoi intermedi, (NO 3- ) Nitrati o (NO 2- ) Nitriti, con vari gruppi chimici contenuti nelle molecole biologiche quali: Ferro-eme : negli enzimi Guanilato ciclasi: GMP ciclico, responsabile della stimolazione delle chinasi specifiche (G-Chinasi) e della modulazione dei canali ionici ad esse sensibili citocromo c ossidasi: inibizione dell enzima nitrosil-eme e in presenza di ossiemoglobina, metaemoglobina e nitrato PGH sintetasi Fe-S clusters : Fe-deprivazione O 2 : NO 2 o (NO 2- ) (O 2- ) : perossinitrito ( - OONO) Ammine e tirosine:nitrosammine danneggiano il DNA e RNA; attività battericida: 3- nitrotirosine generano radicali liberi

2 Gli effetti del NO comprendono: Azioni dell ossido d azoto Vasodilatazione; inibizione dell adesione e dell aggregazione di piastrine e monociti; inibizione della proliferazione del muscolo liscio; protezione contro l aterogenesi Effetti sinaptici sul SNP e SNC Difesa dell ospite da effetti citotossici per azione su agenti patogeni Il NO esercita effetti mediante: Combinazione con l eme della guanilato ciclasi, attivazione dell enzima, aumento del cgmp e conseguente diminuzione di [Ca 2+ ] i Combinazione con i gruppi eme di altre proteine (ad es. citocromo ossidasi) Combinazione con l anione superossido, che porta alla formazione dell anione citotossico perossinitrito Nitrosazione di proteine, lipidi e acidi nucleici

3 Biosintesi dell Ossido d Azoto NO è generato da NOS, complesso enzimatico formato da- monoossigenasi tetraidrobiopterino-dipendente, diidropteridina reduttasi NADPH-dipendente, NADPH ossidasi- a partire da l-arginina NO può essere formato anche attraverso una via non enzimatica, per riduzione dei nitriti. Necessario ph <7!!!. Si conoscono tre forme di NOS NOS INDUCIBILI inos o NOS-II espressa in: Macrofagi, Fibroblasti, Neutrofili, nella Muscolatura liscia vascolare e nelle cellule endoteliali. Essa può essere espressa nei suddetti siti in risposta all introduzione di un agente patogeno. NOS COSTITUTIVE nnos o NOS-I presente in condizioni fisiologichein: neuroni, astrociti, muscolo scheletrico, isole pancreatiche, epitelio gastrico e polmonare, cell. Macula densa renale enos o NOS-III presente in condizioni fisiologiche nell endotelio, epitelio renale, miociti cardiaci, linfociti B e T, epatociti, adipociti

4 Tutte le isoforme contengono, come gruppi prostetici legati Ferroprotoporfiriina IX (eme) Flavina adenilnucleotide (FAD) Flavinmononucleotide (FMN) Tetraidropoietina Contengono anche siti di legame per: L-arginina NADPH (ridotta) Calcio calmodulina I gruppi prostetici e i ligandi controllano l assemblaggio dell enzima nel dimero attivo

5 L attività delle due isoforme costitutive di NOS viene controllata dalla Calcio-calmodulina intracellulare. Il controllo viene esercitato in due modi: Molti agonisti agiscono in maniera endoteliodipendente, aumentando la [Ca 2+ ] i con conseguente attivazione del complesso calcio-calmodulina che attiva enos o la nnos La fosforilazione di specifici residui sulla enos rende più attivo l enzima a una determinata concentrazione di calcio-calmodulina, aumentando la sintesi di NO in assenza di qualsiasi cambiamento di [Ca 2+ ] i

6 NO sintasi NOS 1 Alto peso molecolare Modulazione funzionale da parte di PKA, C; trascrizionale da AP-2, NF-1, CREB, NF-kB Nella sequenza N-terminale presenta una regione aa GLGF che riconosce e interagisce con una sequenza PDZ di proteine di membrana (PSD-95) queste hanno la funzione di coordinare la distribuzione spaziale di recettori, canali, e citoscheletro. La PSD-95 si trova nella membrana postsinaptica neuronale e localizza il 95% dell enzima in questa sede, in modo che possa sentire l aumento di Ca 2+ attraverso VDCCe RCC. Nel muscolo scheletrico è espressa una variante NOS1µ che interagisce con una proteina, la α-sintrofina, sul sarcolemma. L interazione tra nos 1µ e sintrofina consente un maggior flusso di sangue simultaneamente alla contrazione muscolare. Nella D. M. di Duchenne una mutazione di sintrofina impedisce l interazione con NOS 1µ

7 PSD95 (Post Synaptic Density protein BH 4 (Tetraidrobiopterina)

8 NO sintasi NOS 3 Presenza di sequenze consenso per miristilazione (favorisce l associazione con membana cellulare) e palmitoilazione (favorisce il riassociarsi alla membrana) Associata a A. di Golgi, mitocondri. Sulla membrana plasmatica è associata a caveolina-1 e 3. Quando la NOS è fosforilata in tirosina si ha inibizione dell enzima. La Ca2+ - calmodulina defosforila e attiva la NOS 3 che si dissocia da caveolina. Quando il calcio ritorna a livelli basali il complesso si riassocia Fosforilazione in serina da parte di PKB (Akt) attiva l enzima in seguito ad interazione con fattori di crescita endoteliale, fattore di crescita epidermica, l insulina, corticosteroidi, bradichinina., SHEAR-STRESS. La via PI-3K-AKT è sinergica con attivazione da calcio, poiché abbassa la soglia di attivazione dell enzima Fosforilazione in treonina ha effetto inibitorio

9 NO sintasi NOS 3 Il gene per NOS3 è molto grande. La regione promoter 5 presenta siti di riconoscimento per AP-1,-2, NF-1 e steroidi L espressione della NOS3 è aumentata in corso di carenza metabolica, esposizione a freddo, ipossia, ischemia, nell endotelio, nel muscolo cardiaco. In presenza di sheer-stress e estrogeni Polimorfismi di restrizione sono responsabili di patologie cardiovascolari e metaboliche (popolazione caucasica e giapponese)

10

11 NO sintasi NOS 2 Localizzazione citosolica, di membrana nel muscolo scheletrico isoforme (splicing alternativo 22 aa in meno) La regione regolatrice del gene influenza la velocità dell enzima. 2 regioni a monte di TATA: 1 responsiva a LPS (NF-IL6 e NF-κB) e legame per STAT ed AP-1; la regione 2 amplifica da 10 a 70 volte l espressione della NOS regolata dalla regione1 e risponde a IFNγ. Nella sepsi LPS è rilasciato dalla parette batterica e circola nel corpo la risposta infiammatoria. IFN-γ è rilasciato dai linfociti infiltrati e amplifica la risposta all LPS intorno al sito dell infezione NO: azione battericida, morte per apoptosi dei macrofagi infettati, facilitazione della proliferazione dei linfociti

12 Jak (Janus Chinasi) Trasduttori del Segnale STAT (Signal Transducers and Activators of transcription)

13 Effetti del NO

14 La via L-arginina/NO delle cellule endoteliali determina un attivazione tonica dei vasi di resistenza, fornendo un meccanismo fisiologico di vasodilatazione che influisce sulle resistenze vascolari periferiche e quindi sulla pressione sistemica del sangue Effetti Vascolari

15 Effetti del NO sul circolo coronarico Il distretto coronarico è dipendente dal rilascio del NO. Il calibro vasale e le resistenze periferiche di questo distretto vengono accomodati, ad ogni ciclo cardiaco, dal rilascio di modulatori endoteliali tra cui il NO Gli inibitori della NOS producono un importante riduzione del flusso coronarico ed antagonizzano l azione coronaricodilatatrice di sostanze, quali l acetilcolina, che accomodano il flusso coronarico attraverso il rilascio di NO da parte delle NOS III

16 Effetti Vascolari

17 Effetti del NO sull ipertensione arteriosa L uso di donatori di NO, come il nitroprussiato è ormai ben consolidato in terapia: l NO stimola la formazione di cgmp, influenzando sia le proteine contrattili (catene leggere di miosina) sia la regolazione del calcio La somministrazione di un inibitore delle NOS (nitroarginina) è in grado di produrre un incremento della pressione arteriosa. L effetto è contrastabile con la L-arginina e suggerisce un alterazione su base genica del sistema L-arginina-NO. La via metabolica L-arginina-NO è importante anche a livello renale ed una sua alterazione può portare a ipertensione renale. Il NO è in grado di interferire con la funzione glomerulare attraverso la vasodilatazione dell arteriola afferente che si concretizza in un incremento finale del coefficiente di filtrazione glomerulare

18 Effetti del NO a livello cellulare Il NO, generato dalle NOSI-II-III in condizioni normali a concentrazioni nanomolari, agisce su due bersagli intracellulari: la GUANILATO CICLASI, che viene attivata e la CITOCROMO C OSSIDASI, che viene inibita L attivazione della guanilato ciclasi porta ad proteine chinasi cgmp dipendenti (G chinasi) [cgmp] e alla stimolazione delle Le G chinasi controllano l omeostasi del Ca 2+, attraverso differenti meccanismi: 1. l inibizione dell attività della PLC β e γ, 2. fosforilazione del recettore per l IP 3, 3. inibizione dell ingresso di Ca 2+ dai canali SOCC e VOCC 4. stimolazione dell estrusione del Ca 2+ dal citosol, attraverso l attivazione dello scambiatore Na + /Ca 2+ e le Ca 2+ - ATPasi del reticolo e della membrana plasmatica La G-chinasi permette un controllo a feedback negativo tra i sistemi dell NO e del Ca 2+

19 Effetti del NO a livello cellulare L interazione tra NO/Ca 2+ è importante nella regolazione del tono vascolare [Ca 2+ ] i stimola l attivazione della chinasi della catena leggera della miosina, inducendo contrazione del muscolo liscio vascolare [Ca 2+ ] i stimola la produzione di NO da parte della NOSIII. Il NO diffonde alle cellule muscolari liscie, dove promuove l attivazione delle G chinasi, con conseguente calo della [Ca 2+ ] i che porta ad inibizione della contrazione muscolare [Ca 2+ ] i stimola l attivazione della PKA, che ha un effetto inibitorio sulla chinasi della catena leggera di miosina, inibendo quindi la contrazione muscolare. La PKA inibisce anche la NOSIII rimuovendo quindi il blocco sulla contrazione originato esercitato dal NO.

20 Effetti del NO a livello cellulare Il NO è il messaggero intracellulare responsabile della regolazione dell attività della citocromo c ossidasi Il NO si lega, con alta affinità, all enzima respiratorio sullo stesso sito in cui si lega l ossigeno. Questo comporta una competizione tra i due gas per l enzima. In condizioni di normossia tissutale (30 μm di O 2 ) il legame del NO è sfavorito e la respirazione procede normalmente Se la [O 2 ] diminuisce, il NO si lega più facilmente alla citocromo c ossidasi, inibendo l attività e rallentando la respirazione. Nel caso in cui l ipossia sia cronica, si ha anche stimolazione della neosintesi di NOS con aumento della generazione di NO che ulteriormente inibisce la respirazione Durante l ipossia si ha un aumento della [Ca 2+ ] i che porta a maggiore stimolazione dell attività NOS

21

22 Effetti Neuronali Nel Sistema Nervoso il NO viene prodotto dalla forma neuronale del nnos, Il NO è presente nel 2% circa dei neuroni e in quasi tutte le aree cerebrali; la sua concentrazione è particolarmente alta nel cervelletto e nell ippocampo Il NO si trova nei corpi cellulari, nei dendriti e nelle terminazioni nervose L effetto del NO si verifica con due modalità: 1) Attivazione della guanilato ciclasi solubile, portando alla produzione di cgmp che a sua volta attiva la PKG che fosforila i canali ionici. Questo meccanismo di controllo fisiologico opera a basse [NO], circa 0.1μmol * L -1 2) Mediante reazioni con radicali liberi superossidi, che genera il perossinitrito, un anione altamente tossico che agisce ossidando varie proteine intracellulari; questo richiede concentrazioni pari a 1-10 μmol * L -1

23 Effetti del NO sul SNC e SNP La NOS I è presente in numerose aree del SNC Cervelletto: cellule dei granuli e cellule a canestro Bulbo olfattivo Ippocampo: granuli del giro dentato ed interneuroni Il NO è in grado di modulare la trasmissione sinaptica Il NO è prodotto a seguito di un aumento della [Ca 2+ ] i (indotta dall attivazione di VOCCs o di recettori canali permeabili al calcio) e agisce transinapticamente diffondendo nella cellula contigua e attivando la guanilato ciclasi

24 NO nella modulazione della LTP (Long Term Potentiation) La LTP è indotto a livello ippocampale da stimolazione ad alta frequenza di alcuni circuiti eccitatori e consiste in un potenziamento della risposta sinaptica che persiste per ore o giorni: la LTP è considerata la base neurochimica dei processi che sottostanno all attività mnemonica Studi condotti con inibitori della NOS suggeriscono che il NO, prodotto dalle cellule postsinaptiche, possa agire da messaggero retrogrado che diffonde dal terminale presinaptico in cui induce un aumento del rilascio di neurotrasmettitore (vedi fig 35.6) Il rilascio di neurotrasmettitore va ad attivare la trasmissione glutammatergica attraverso il recettore NMDA

25

26 NO nell attivazione corticale La somministrazione di nitroprussiato di sodio, che rilascia spontaneamente il NO, a livello ippocampale e intracerebroventricolare attiva la corteccia; la somministrazione di emoglobina (che rimuove NO ad opera della formazione del complesso eme-no) inattiva la corteccia Tali evidenze suggeriscono che il nitrossido possa svolgere un ruolo fisiologico come mediatore endogeno delle risposte rapide di neuroni corticali a stimoli sensoriali

27 Effetti del NO sul SN vegetativo Le fibre nervose del SNV (NANC) rappresentano una importante componente dell innervazione autonoma della muscolatura liscia gastrointestinale, del sistema genito-urinario e degli altri sistemi Il NO è il neurotrasmettitore di tale sistema, esso regola: 1. Lo svuotamento gastrico e la progressione dell onda peristaltica 2. la trasmissione nervosa a livello uro-genitale 3. La reattività della muscolatura liscia bronchiale

28 Farmacologia dell NO Farmaci che generano NO: Nitroglicerina, nitrito di amile, isosorbide dinitrato, sodio nitroprussiato Combinazione di farmaci antiinfiammatori non steroidei ed esteri nitrici: CINOD, non inducono danno gastrico per attivazione del microcircolo locale e inibizione di processi infiammatori Nitronaproxen: trattamento del dolore acuto e cronico associato a patologie osteoarticolari Nitroaspirina: trattamento di patologie cardiovascolari con azione antipiastrinica e antiaggregante

29 Farmacologia dell NO Farmaci che generano NO: Inibitori della fosfodiesterasi: Sildenafil, tadalafil, vardenafil, su PDE5 selettiva per il cgmp, usato nell impotenza maschile in quanto aumenta la dilatazione di vasi post capillari accrescendo il turgore dei corpi cavernosi BAY : attivatore guanilato ciclasi nell impotenza e nello scompenso cardiaco Farmaci che inibiscono NO Inibitori NOS: L-NAME, L-NMMA Inibitori GC: ODQ Inibitori G chinasi: analoghi cgmp

30 Il NO come mediatore di morte neuronale Una stimolazione anche breve (15 min) con glutammato, porta ad una generazione persistente (24 ore) di NO da parte della NOS I Il NO induce un aumento di rilascio di glutammato generando quindi un circolo di autopotenziamento. Il NO può danneggiare il DNA attraverso la deaminazione delle basi.

31 NO e morte cellulare A concentrazioni fisiologiche NO inibisce la morte cellulare per apoptosi Il cgmp inibisce l attivazione delle caspasi Aumenta l espressione del fattore antiapoptotico Bcl 2 Inibisce la permeabilità mitocondriale e la formazione dello sfingolipide proapoptotico ceramide Finche la glicolisi è mantenuta si ha la protezione dell apoptosi

32 NO e morte cellulare L S-nitrosazione del glutatione rappresenta una modalità di sequestro del glutatione che non può partecipare ai processi redox che attivano la catena caspasi e il programma apoptotico. Ciò consente un rallentamento dell apoptosi tale da favorire la fagocitosi delle cellule prima della necrosi I neuroni hanno bassi livelli di glutatione e non utilizzano la via glicolitica. L NO può dunque avere effetti citotossici attraverso il glutammato rilasciato in corso di ischemia focale. La formazione di radicali liberi stimola la riparazione di DNA da parte di Poli-ADP ribosio sintasi (PARS), attività dispendiosa a danno della cellula

Monossido d azoto NO (Nitric Oxide) Messaggero del segnale cellulare. Molecola regolatoria nel sistema nervoso centrale e periferico

Monossido d azoto NO (Nitric Oxide) Messaggero del segnale cellulare. Molecola regolatoria nel sistema nervoso centrale e periferico Monossido d azoto NO (Nitric Oxide) Ruolo biologico: Messaggero del segnale cellulare Molecola regolatoria nel sistema cardiovascolare Molecola regolatoria nel sistema nervoso centrale e periferico Componente

Dettagli

I RECETTORI ACCOPPIATI A PROTEINE G

I RECETTORI ACCOPPIATI A PROTEINE G I RECETTORI ACCOPPIATI A PROTEINE G I recettori accoppiati a proteine G sono costituiti da un unica subunità formata da un filamento di aminoacidi che attraversa 7 volte la membrana plasmatica Il sito

Dettagli

Mediatore chimico. Recettore. Trasduzione del segnale. Risposta della cellula

Mediatore chimico. Recettore. Trasduzione del segnale. Risposta della cellula Mediatore chimico Recettore Trasduzione del segnale Risposta della cellula I mediatori chimici sono prodotti da cellule specializzate e sono diffusi nell organismo da apparati di distribuzione Sistemi

Dettagli

Farmaci del sistema nervoso autonomo

Farmaci del sistema nervoso autonomo Farmaci del sistema nervoso autonomo Farmaci colinergici Esercitano i loro effetti farmacologici sul sistema nervoso parasimpatico che utilizza Acetilcolina come mediatore chimico L acetilcolina (Ach)

Dettagli

Adattamenti del muscolo scheletrico all allenamento aerobico: ruolo dei radicali

Adattamenti del muscolo scheletrico all allenamento aerobico: ruolo dei radicali Adattamenti del muscolo scheletrico all allenamento aerobico: ruolo dei radicali Marina Marini Dipartimento di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale Cosa sono i radicali? I radicali liberi

Dettagli

I SISTEMI NEUROTRASMETTITORI

I SISTEMI NEUROTRASMETTITORI I SISTEMI NEUROTRASMETTITORI PERCHÉ UNA SOSTANZA POSSA DIRSI NEUROTRASMETTITORE (NT) 1.1 La molecola deve essere localizzata nel neurone presinaptico IMMUNOCITOCHIMICA 1.2 La molecola deve essere sintetizzata

Dettagli

DIPARTIMENTO DI FARMACIA, CHIMICA E TECNOLOGIE FARMACEUTICHE CORSO DI BASI BIOCHIMICHE PER L AZIONE DEI FARMACI. Martina Rossetti Pisa, 17/03/2014

DIPARTIMENTO DI FARMACIA, CHIMICA E TECNOLOGIE FARMACEUTICHE CORSO DI BASI BIOCHIMICHE PER L AZIONE DEI FARMACI. Martina Rossetti Pisa, 17/03/2014 DIPARTIMENTO DI FARMACIA, CHIMICA E TECNOLOGIE FARMACEUTICHE CORSO DI BASI BIOCHIMICHE PER L AZIONE DEI FARMACI Martina Rossetti Pisa, 17/03/2014 Spiegazione della fisiopatologia del dolore emicranico,

Dettagli

Tipi di neurotrasmettitori

Tipi di neurotrasmettitori Tipi di neurotrasmettitori Neurotrasmettitori classici: molecole a basso peso molecolare, di varia natura: acetilcolina amine biogene (dopamina, adrenalina, noradrenalina) istamina aminoacidi (GABA, glicina,

Dettagli

CONTROLLO ORMONALE DEL METABOLISMO GLUCIDICO DA PARTE DI GLUCAGONE, ADRENALINA E INSULINA

CONTROLLO ORMONALE DEL METABOLISMO GLUCIDICO DA PARTE DI GLUCAGONE, ADRENALINA E INSULINA CONTROLLO ORMONALE DEL METABOLISMO GLUCIDICO DA PARTE DI GLUCAGONE, ADRENALINA E INSULINA QUESTI ORMONI REGOLANO IL FLUSSO DEI METABOLITI NELLA GLICOLISI, NELLA GLICOGENO-SINTESI, NELLA GLIGENO-LISI E

Dettagli

Il muscolo liscio vascolare

Il muscolo liscio vascolare Il muscolo liscio vascolare La cellula muscolare liscia Giorgio Gabella, professor of histology University College, London La cellula muscolare liscia Eccitabilita : potenziale d azione o potenziali graduati

Dettagli

Segnalazione cellulare e trasduzione del segnale. Comunicazione fra le cellule

Segnalazione cellulare e trasduzione del segnale. Comunicazione fra le cellule Segnalazione cellulare e trasduzione del segnale Comunicazione fra le cellule Le cellule comunicano e interagiscono tra loro tramite il fenomeno della segnalazione cellulare Una cellula segnalatrice produce

Dettagli

INFIAMMAZIONE. L infiammazione è strettamente connessa con i processi riparativi! l agente di malattia e pone le basi per la

INFIAMMAZIONE. L infiammazione è strettamente connessa con i processi riparativi! l agente di malattia e pone le basi per la INFIAMMAZIONE Risposta protettiva che ha lo scopo di eliminare sia la causa iniziale del danno cellulare (es. microbi, tossine etc), sia i detriti cellulari e le cellule necrotiche che compaiono a seguito

Dettagli

Proliferazione e morte cellulare sono eventi fisiologici

Proliferazione e morte cellulare sono eventi fisiologici MORTE CELLULARE Proliferazione e morte cellulare sono eventi fisiologici Omeostasi tissutale (di tessuti dinamici) Sviluppo embrionale Eliminazione di strutture corporee inutili - Fasi di scultura/rimodellamento

Dettagli

SLA e mitocondri. sporadica. genetica. attività del Complesso II e IV. stress ossidativo. citosolica e mitocondriale SOD1

SLA e mitocondri. sporadica. genetica. attività del Complesso II e IV. stress ossidativo. citosolica e mitocondriale SOD1 SLA e mitocondri sporadica attività del Complesso II e IV stress ossidativo genetica SOD1 citosolica e mitocondriale Huntington e mitocondri attività del Complesso II e III acido 3-nitropropionico (C2)

Dettagli

Comunicazione chimica

Comunicazione chimica Comunicazione chimica La comunicazione tra le cellule Modalità di comunicazione cellulare: Mediante messaggi elettrici Mediante messaggi chimici In ambedue le modalità il messaggio, sia esso una variazione

Dettagli

BIOSEGNALAZIONE. La ricezione e la trasmissione delle informazioni extracellulari Parte II

BIOSEGNALAZIONE. La ricezione e la trasmissione delle informazioni extracellulari Parte II BIOSEGNALAZIONE La ricezione e la trasmissione delle informazioni extracellulari Parte II Tipi generali di trasduttori di segnali RECETTORI CON ATTIVITA TIROSIN CHINASICA (RTK) INS: insulin VEGF: vascular

Dettagli

scaricato da www.sunhope.it

scaricato da www.sunhope.it Recettori a tirosina chinasi I recettori a tirosina chinasi presentano vari domini Una regione di legame (extracellulare) Una regione transmembrana Una coda intracellulare con numerose tirosine scaricato

Dettagli

Regolazione del metabolismo del glucosio

Regolazione del metabolismo del glucosio Regolazione del metabolismo del glucosio Regolazione coordinata di glicolisi e gluconeogenesi Glicolisi e gluconeogenesi sono regolate in modo reciproco La regolazione è a livello dei punti di deviazione

Dettagli

forme diabetiche Diabete di tipo I o magro o giovanile (IDDM): carenza primaria di insulina, più frequente nei giovani e nei bambini. Il deficit insulinico consegue (per predisposizione ereditaria o per

Dettagli

Mitocondri e malattie neurodegenerative. metabolismo energetico bilancio redox sopravvivenza cellulare metabolismo del calcio

Mitocondri e malattie neurodegenerative. metabolismo energetico bilancio redox sopravvivenza cellulare metabolismo del calcio Mitocondri e malattie neurodegenerative Mitocondri metabolismo energetico bilancio redox sopravvivenza cellulare metabolismo del calcio Danno mitocondriale: dismetabolismo energetico (necrosi) stress ossidativo

Dettagli

Canali del Calcio L-Type

Canali del Calcio L-Type Canali del Calcio L-Type Complessi etero-oligomerici in cui la subunità α 1 forma il poro ionico e lega agonisti e antagonisti 9 subunità α 1 (S,A,B,C,D,E,G,H,I) Subunità α 1 C e D formano il canale L;

Dettagli

in Terminazione Neurone Dendriti Soma Fessura sinaptica sinaptica Nucleo dendrite Segmento iniziale Sinapsi inibitoria Segmento mielinico Assone

in Terminazione Neurone Dendriti Soma Fessura sinaptica sinaptica Nucleo dendrite Segmento iniziale Sinapsi inibitoria Segmento mielinico Assone Le funzioni del sistema nervoso si basano sull attività dei neuroni che consiste nel generare, trasmettere ed elaborare informazioni nervose, che dipendono da modificazioni del potenziale di membrana,

Dettagli

Il mantenimento dell omeostasi cellulare dipende dai sistemi che permettono lo scambio di molecole tra citoplasma e liquido

Il mantenimento dell omeostasi cellulare dipende dai sistemi che permettono lo scambio di molecole tra citoplasma e liquido Il mantenimento dell omeostasi cellulare dipende dai sistemi che permettono lo scambio di molecole tra citoplasma e liquido extracellulare e dalla loro regolazione. Membrana cellulare Ogni cellula presenta

Dettagli

L-CITRULLINA E DISFUNZIONE ERETTILE RISVOLTI FARMACOLOGICI E.GRECO

L-CITRULLINA E DISFUNZIONE ERETTILE RISVOLTI FARMACOLOGICI E.GRECO L-CITRULLINA E DISFUNZIONE ERETTILE MASCHILE RISVOLTI FARMACOLOGICI E.GRECO FISIOLOGIA DELL EREZIONE L ossido nitrico penetra all interno della cellula muscolare liscia intracavernosa con attivazione della

Dettagli

STENOSI CAROTIDEA. Influenza del controllo glicemico. Este, 29 novembre 2013. giuseppe panebianco

STENOSI CAROTIDEA. Influenza del controllo glicemico. Este, 29 novembre 2013. giuseppe panebianco STENOSI CAROTIDEA Influenza del controllo glicemico Este, 29 novembre 2013 giuseppe panebianco Difficoltà di determinare una correlazione tra correzione terapeutica dell iperglicemia e riduzione delle

Dettagli

CELLULE EUCARIOTICHE

CELLULE EUCARIOTICHE CELLULE EUCARIOTICHE Le cellule eucariotiche sono di maggiori dimensioni, rispetto a quelle procariotiche (almeno 10 volte più grandi) Oltre a: membrana plasmatica, citoplasma, DNA e ribosomi (comuni a

Dettagli

La trasduzione del segnale intracellulare

La trasduzione del segnale intracellulare La trasduzione del segnale intracellulare Chemical signaling mechanisms Amplification in signal transduction pathways Un aspetto importante è il controllo temporale del comportamento cellulare: il trasferimento

Dettagli

http://sds.coniliguria.it 1

http://sds.coniliguria.it 1 Aspetti metabolici dell esercizio fisico Genova 22 gennaio 2011 A cura di Attilio TRAVERSO http://sds.coniliguria.it 1 L allenamento produce modificazioni fisiologiche (adattamenti) in quasi tutti i sistemi

Dettagli

MECCANISMI DI COMUNICAZIONE CELLULARE

MECCANISMI DI COMUNICAZIONE CELLULARE MECCANISMI DI COMUNICAZIONE CELLULARE La COMUNICAZIONE CELLULARE è cruciale negli organismi multicellulari - serve a coordinare/organizzare le attività lo sviluppo dei vari organi/tessuti -Lo scambio di

Dettagli

(ossido nitrico) E un gas.

(ossido nitrico) E un gas. MONOSSIDO DI AZOTO (NO) (ossido nitrico) E un gas. E coinvolto come messaggero in molti processi biologici INIZIALMENTE IDENTIFICATO COME EDRF (Endotelium Derived Release Factor) N O Dilatazione vasi sanguigni

Dettagli

TRASDUZIONE DEL SEGNALE

TRASDUZIONE DEL SEGNALE TRASDUZIONE DEL SEGNALE TRASDUZIONE DEL SEGNALE Specificità (specificità riconoscimento) Amplificazione e diversificazione della risposta (cascata enzimatica) Integrazione tra segnali Spegnimento del segnale

Dettagli

Apoptosi. Copyright (c) by W. H. Freeman and Company

Apoptosi. Copyright (c) by W. H. Freeman and Company Apoptosi La morte cellulare e la sua regolazione La morte cellulare programmata è un processo fondamentale che controlla lo sviluppo degli organismi pluricellulari; L apoptosi porta all eliminazione di

Dettagli

Il ciclo cellulare La divisione cellulare

Il ciclo cellulare La divisione cellulare Il ciclo cellulare La divisione cellulare Il ciclo cellulare Meccanismo con cui si riproducono tutti gli organismi viventi La durata del ciclo varia moltissimo a seconda del tipo cellulare Cellule che

Dettagli

Elettroforesi. Elettroforesi: processo per cui molecole cariche si separano in un campo elettrico a causa della loro diversa mobilita.

Elettroforesi. Elettroforesi: processo per cui molecole cariche si separano in un campo elettrico a causa della loro diversa mobilita. Elettroforesi Elettroforesi: processo per cui molecole cariche si separano in un campo elettrico a causa della loro diversa mobilita. A qualunque ph diverso dal pi le proteine hanno una carica netta quindi,

Dettagli

Le PROTEINE sono i biopolimeri maggiormente presenti all interno delle cellule, dal momento che costituiscono dal 40 al 70% del peso a secco.

Le PROTEINE sono i biopolimeri maggiormente presenti all interno delle cellule, dal momento che costituiscono dal 40 al 70% del peso a secco. Le PROTEINE sono i biopolimeri maggiormente presenti all interno delle cellule, dal momento che costituiscono dal 40 al 70% del peso a secco. Svolgono funzioni biologiche di fondamentale importanza e possono

Dettagli

Recettori di superficie

Recettori di superficie Recettori di superficie Esistono 3 classi principali di recettori di superficie 1. Recettori annessi a canali ionici 2. Recettori accoppiati alle proteine G 3. Recettori associati ad enzimi Recettori

Dettagli

Rapporto Pressione/Volume

Rapporto Pressione/Volume Flusso Ematico: Q = ΔP/R Distribuzione GC a riposo Rapporto Pressione/Volume Il sistema circolatorio è costituito da vasi con proprietà elastiche diverse (vedi arterie vs arteriole) Caratteristiche di

Dettagli

PRINCIPALI TIPI CELLULARI DEL SISTEMA NERVOSO NEURONI (CELLULE NERVOSE ) CELLULE GLIALI, O GLIA

PRINCIPALI TIPI CELLULARI DEL SISTEMA NERVOSO NEURONI (CELLULE NERVOSE ) CELLULE GLIALI, O GLIA PRINCIPALI TIPI CELLULARI DEL SISTEMA NERVOSO NEURONI (CELLULE NERVOSE ) CELLULE GLIALI, O GLIA Corteccia cerebrale ed aree associate: da 12 a 15 miliardi di neuroni Cervelletto: 70 miliardi di neuroni

Dettagli

danni alla cellula, tra cui:

danni alla cellula, tra cui: IL DANNO CELLULARE Vi sono diversi stimoli che possono causare danni alla cellula, tra cui: Agenti fisici (traumi meccanici, radiazioni, variazioni di temperatura, t etc.) Agenti chimici (farmaci, veleni,

Dettagli

Il glicogeno (riserva di glucosio) è immagazzinato nel fegato e nei muscoli (con finalità diverse )

Il glicogeno (riserva di glucosio) è immagazzinato nel fegato e nei muscoli (con finalità diverse ) Glicogeno Glicogeno...1 Glicogenolisi...3 Glicogenosintesi...7 Regolazione ormonale della glicogenolisi e delle glicogenosintesi...13 Il recettore del glucagone e quello dell adrenalina sono 2 GPCR (G-Protein

Dettagli

TRASDUZIONE DEL SEGNALE LE PRINCIPALI MOLECOLE CHE PROVVEDONO ALLO SCAMBIO DI INFORMAZIONI TRA LE CELLULE SONO FATTORI SOLUBILI QUALI NEUROTRASMETTITORI, ORMONI, FATTORI DI CRESCITA, CITOCHINE. UN CASO

Dettagli

Giunzione neuromuscolare

Giunzione neuromuscolare Il calcio provoca un rimaneggiamento di membrana e la sua conseguente fusione. Questo compito è svolto dalle proteine SNARE che si agganciano tra la membrana interna pre-sinaprica e quella della vescicola.

Dettagli

Danno cellulare ipossico ed ischemico

Danno cellulare ipossico ed ischemico Danno cellulare ipossico ed ischemico ipossia: meno ossigeno, ma nutrienti costanti ischemia: mancato apporto ematico = ossigeno + nutrienti (substrati glicolisi), oppure ostacolo al deflusso venoso in

Dettagli

TRASDUZIONE DEL SEGNALE CELLULARE

TRASDUZIONE DEL SEGNALE CELLULARE TRASDUZIONE DEL SEGNALE CELLULARE RECETTORI I recettori ormonali sono proteine (spesso glicoproteine) capaci di riconoscere e legare l ormone L interazione tra ormone e recettore è estremamente specifica

Dettagli

logo.jpg 18F-FDG Vari lavori hanno dimostrato che l accumulo di FDG correla con il Ki-67 MARKER DI PROLIFERAZIONE

logo.jpg 18F-FDG Vari lavori hanno dimostrato che l accumulo di FDG correla con il Ki-67 MARKER DI PROLIFERAZIONE logo.jpg 18F-FDG 18F-FDG Entrata glucosio nelle cellule Segue due vie: diffusione facilitata (in presenza di eccesso) trasporto attivo Na-dipendente (richiede energia) logo.jpg FDG si accumula in base

Dettagli

Equilibrio Redox PARADOSSO DELL OSSIGENO: indispensabile per vita aerobia genera specie reattive dell ossigeno (ROS)

Equilibrio Redox PARADOSSO DELL OSSIGENO: indispensabile per vita aerobia genera specie reattive dell ossigeno (ROS) Equilibrio Redox PARADOSSO DELL OSSIGENO: indispensabile per vita aerobia genera specie reattive dell ossigeno (ROS) Altera tutte le molecole biologiche (DNA, RNA, proteine, lipidi.) 1 Radicali endogeni

Dettagli

DOMANDE A SCELTA MULTIPLA

DOMANDE A SCELTA MULTIPLA DOMANDE A SCELTA MULTIPLA Nome e cognome Alle domande rispondere con V (vero) o F (falso) nell apposita casella riservato alla giuria 1-I neuroni: Sono costituiti da corpo cellulare, assone e dendriti

Dettagli

passaggio unidirezionale del liquido interstiziale dai tessuti alla circolazione sistemica estremità a fondo cieco (capillari linfatici)

passaggio unidirezionale del liquido interstiziale dai tessuti alla circolazione sistemica estremità a fondo cieco (capillari linfatici) sistema linfatico passaggio unidirezionale del liquido interstiziale dai tessuti alla circolazione sistemica estremità a fondo cieco (capillari linfatici) 51 pareti formate da un singolo strato di endotelio

Dettagli

PROTEINE RESPIRATORIE DEI VERTEBRATI EMOGLOBINA E MIOGLOBINA

PROTEINE RESPIRATORIE DEI VERTEBRATI EMOGLOBINA E MIOGLOBINA PROTEINE RESPIRATORIE DEI VERTEBRATI EMOGLOBINA E MIOGLOBINA Svolgono la loro funzione legando reversibilmente l OSSIGENO. Aumentano la solubilità dell ossigeno nel plasma, da 3ml/L a 220 ml/l. La mioglobina

Dettagli

Regolazione della trascrizione. Operoni catabolici nei procarioti (controllo negativo)

Regolazione della trascrizione. Operoni catabolici nei procarioti (controllo negativo) Regolazione della trascrizione Operoni catabolici nei procarioti (controllo negativo) I geni possono essere accesi e spenti In un organismo pluricellulare adulto, vi sono molti tipi di cellule differenti,

Dettagli

SISTEMI ENERGETICI. L ATP privato di uno dei suoi 3 radicali fosforici diventa ADP (adenosindifosfato).

SISTEMI ENERGETICI. L ATP privato di uno dei suoi 3 radicali fosforici diventa ADP (adenosindifosfato). SISTEMI ENERGETICI LE FONTI ENERGETICHE MUSCOLARI I movimenti sono resi possibili, dal punto di vista energetico, grazie alla trasformazione, da parte dei muscoli, dell energia chimica ( trasformazione

Dettagli

Minzione (Svuotamento della vescica)

Minzione (Svuotamento della vescica) Minzione (Svuotamento della vescica) Il processo avviene in due fasi: 1. Riempimento graduale della vescica, accompagnato da un aumento della tensione di parete, fino ad un valore critico per l attivazione

Dettagli

Il dolore acuto e transitorio è localizzato e risulta chiaramente legato ad uno stimolo (meccanico, termico o chimico) di alta intensità

Il dolore acuto e transitorio è localizzato e risulta chiaramente legato ad uno stimolo (meccanico, termico o chimico) di alta intensità DOLORE NEUROPATICO FISIOPATOLOGIA, DIAGNOSI E TERAPIA 2008 Definizione Il dolore, esperienza spiacevole, sensitiva ed emozionale, associata con danno tissutale reale o potenziale oppure descritta nei termini

Dettagli

Farmacodinamica II. Mariapia Vairetti. Dipartimento di Medicina Interna e Terapia Sezione di Farmacologia e Tossicologia Cellulare e Molecolare

Farmacodinamica II. Mariapia Vairetti. Dipartimento di Medicina Interna e Terapia Sezione di Farmacologia e Tossicologia Cellulare e Molecolare Farmacodinamica II Mariapia Vairetti Dipartimento di Medicina Interna e Terapia Sezione di Farmacologia e Tossicologia Cellulare e Molecolare Processo di riconoscimento fra farmaco e recettore TIPI DI

Dettagli

LA REAZIONE ALL'AMBIENTE: L'ATTIVITÀ MUSCOLARE TUTTI I MOVIMENTI NEL CORPO E DEL CORPO SONO LA CONSEGUENZA DI CONTRAZIONI E RILASCIAMENTI MUSCOLARI

LA REAZIONE ALL'AMBIENTE: L'ATTIVITÀ MUSCOLARE TUTTI I MOVIMENTI NEL CORPO E DEL CORPO SONO LA CONSEGUENZA DI CONTRAZIONI E RILASCIAMENTI MUSCOLARI LA REAZIONE ALL'AMBIENTE: L'ATTIVITÀ MUSCOLARE TUTTI I MOVIMENTI NEL CORPO E DEL CORPO SONO LA CONSEGUENZA DI CONTRAZIONI E RILASCIAMENTI MUSCOLARI CLASSIFICAZIONI DEI MUSCOLI: STRIATO SCHELETRICO STRATO

Dettagli

L APPARATO CIRCOLATORIO

L APPARATO CIRCOLATORIO L APPARATO CIRCOLATORIO Tutte le cellule del nostro corpo hanno bisogno di sostanze nutritive e di ossigeno per svolgere le loro funzioni vitali. Così, esiste il sangue, un tessuto fluido che porta in

Dettagli

Citochine dell immunità specifica

Citochine dell immunità specifica Citochine dell immunità specifica Proprietà biologiche delle citochine Sono proteine prodotte e secrete dalle cellule in risposta agli antigeni Attivano le risposte difensive: - infiammazione (immunità

Dettagli

La Velocità. Terzo incontro P.O.M.S. Relatore Averoldi Michele. Venerdi 24 Ottobre 2014

La Velocità. Terzo incontro P.O.M.S. Relatore Averoldi Michele. Venerdi 24 Ottobre 2014 La Velocità Terzo incontro P.O.M.S. Relatore Averoldi Michele La velocità Definizione e funzionamento Velocità (1) La velocità è la capacità di compiere movimenti di una certa ampiezza in un tempo limitato.

Dettagli

Le cellule eucariotiche svolgono durante la loro vita una serie ordinata di eventi che costituiscono il Ciclo Cellulare

Le cellule eucariotiche svolgono durante la loro vita una serie ordinata di eventi che costituiscono il Ciclo Cellulare Le cellule eucariotiche svolgono durante la loro vita una serie ordinata di eventi che costituiscono il Ciclo Cellulare Interfase comprende le fasi G 1, S, and G 2 Sintesi di macromolecole durante la

Dettagli

Dolore esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole, spesso, ma non necessariamente (dolore psicogeno), associata a un danno tissutale reale/potenziale

Dolore esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole, spesso, ma non necessariamente (dolore psicogeno), associata a un danno tissutale reale/potenziale Nocicezione processi coinvolti nella trasduzione periferica e trasmissione centrale dei segnali provenienti dal tessuto danneggiato Dolore esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole, spesso, ma non necessariamente

Dettagli

Dal DNA all RNA. La trascrizione nei procarioti e negli eucarioti

Dal DNA all RNA. La trascrizione nei procarioti e negli eucarioti Dal DNA all RNA La trascrizione nei procarioti e negli eucarioti DOGMA CENTRALE DELLA BIOLOGIA MOLECOLARE Gene Regione di DNA che porta l informazione (= che CODIFICA) per una catena polipeptidica o per

Dettagli

Citochine e Chemochine aspetti generali

Citochine e Chemochine aspetti generali Citochine e Chemochine aspetti generali per esempi specifici, ruolo in funzione, attivazione e differenziamento Th, cambio di classe, migrazione cellulare, etc., vedi lezioni precedenti Citochine Proteine

Dettagli

ANTIOSSIDANTI Grassi IV LEZIONE

ANTIOSSIDANTI Grassi IV LEZIONE ANTIOSSIDANTI Grassi IV LEZIONE ANTIOSSIDANTE Sostanza che, pur presente in concentrazione ridotta rispetto al substrato ossidabile, può prevenire o ritardare l ossidazione iniziata da un fattore proossidante.

Dettagli

IL CIRCOLO SISTEMICO

IL CIRCOLO SISTEMICO IL CIRCOLO SISTEMICO Trasporto rapido delle sostanze (convezione) Adattamento del trasporto delle sostanze FUNZIONE DEL SISTEMA CIRCOLATORIO Omeostasi Comunicazione chimica Sistema cardiovascolare Schema

Dettagli

GC = F x Gs. Gli aumenti di GC sono possibili grazie ad aumenti della frequenza cardiaca e della gittata sistolica.

GC = F x Gs. Gli aumenti di GC sono possibili grazie ad aumenti della frequenza cardiaca e della gittata sistolica. Volume di sangue espulso dal cuore in un minuto. Dipende dalle esigenze metaboliche dell organismo e quindi dal consumo di O 2 Consumo O 2 medio in condizioni basali 250 ml/min GC = 5 l/min Consumo O 2

Dettagli

MACROSTRUTTURA DEL MUSCOLO STRIATO SCHELETRICO

MACROSTRUTTURA DEL MUSCOLO STRIATO SCHELETRICO FUNZIONE DEL MUSCOLO SCHELETRICO Ultrastruttura della cellula muscolare. Miofilamenti. Meccanismo della contrazione. Trasmissione neuromuscolare. Scossa semplice e tetano muscolare. Unità motoria. PROPRIETA

Dettagli

OBESITA. 11 Aprile 2013

OBESITA. 11 Aprile 2013 OBESITA 11 Aprile 2013 L obesità è una patologia cronica caratterizzata dall eccessivo accumulo di tessuto adiposo nell organismo ed è causata da fattori ereditari e non ereditari che determinano un introito

Dettagli

Proteine integrali di membrana legate sul versante esterno a gruppi di carboidrati. Formati da diverse subunità che circoscrivono un poro acquoso che

Proteine integrali di membrana legate sul versante esterno a gruppi di carboidrati. Formati da diverse subunità che circoscrivono un poro acquoso che Canali ionici Proteine integrali di membrana legate sul versante esterno a gruppi di carboidrati. Formati da diverse subunità che circoscrivono un poro acquoso che permette il passaggio selettivo di ioni.

Dettagli

Biosintesi non ribosomiale di metaboliti peptidici bioattivi

Biosintesi non ribosomiale di metaboliti peptidici bioattivi Biosintesi non ribosomiale di metaboliti peptidici bioattivi Principali bersagli degli antibiotici Gli antibiotici derivano per la maggior parte da composti naturali Strutture di alcuni peptidi bioattivi

Dettagli

DN 1.2 Dolore acuto e cronico Dolore acuto e cronico Sistema complessivo Modulazione di segnali Nocicettori e trasmissione Nocicettori e sostanze

DN 1.2 Dolore acuto e cronico Dolore acuto e cronico Sistema complessivo Modulazione di segnali Nocicettori e trasmissione Nocicettori e sostanze DN 1.2 Dolore acuto e cronico Dolore acuto e cronico Sistema complessivo Modulazione di segnali Nocicettori e trasmissione Nocicettori e sostanze 19.01.05 - DN 1.2 P. Forster & B. Buser 1/ 6 Dolore acuto

Dettagli

MODIFICA DELLO STILE DI VITA

MODIFICA DELLO STILE DI VITA TERAPIA MEDICA MODIFICA DELLO STILE DI VITA Abolizione del fumo Riduzione del peso corporeo Riduzione dell assunzione di alcool Controllo della pressione arteriosa, glicemia Attività fisica regolare Astensione

Dettagli

ASPETTI MECCANICI DELLA CONTRAZIONE MUSCOLARE. FGE aa.2015-16

ASPETTI MECCANICI DELLA CONTRAZIONE MUSCOLARE. FGE aa.2015-16 ASPETTI MECCANICI DELLA CONTRAZIONE MUSCOLARE FGE aa.2015-16 ARGOMENTI INNERVAZIONE DEL MUSCOLO SCHELETRICO PLACCA NEURO MUSCOLARE UNITÀ NEURO MOTORIE TIPI DI CONTRAZIONE SCOSSE SEMPLICI RELAZIONI TENSIONE-LUNGHEZZA

Dettagli

Comunicazione intercellulare. Negli organismi pluricellulari le cellule comunicano tramite un ampia varietà di segnali extracellulari

Comunicazione intercellulare. Negli organismi pluricellulari le cellule comunicano tramite un ampia varietà di segnali extracellulari Comunicazione intercellulare Negli organismi pluricellulari le cellule comunicano tramite un ampia varietà di segnali extracellulari PRINCIPI GENERALI DELLA COMUNICAZIONE TRA CELLULE TRAMITE MOLECOLE SEGNALE

Dettagli

SISTEMA NERVOSO AUTONOMO

SISTEMA NERVOSO AUTONOMO SISTEMA NERVOSO AUTONOMO TRE DIVISIONI: SISTEMA NERVOSO SIMPATICO SISTEMA NERVOSO PARASIMPATICO SISTEMA NERVOSO ENTERICO COMPONENTI CENTRALI E PERIFERICHE: REGOLANO LE FUNZIONI VITALI DEL CORPO IN ASSENZA

Dettagli

Cannabis. Cannabis sativa var. indica. foglie e infiorescenze femminili. resina. marijuana. hashish

Cannabis. Cannabis sativa var. indica. foglie e infiorescenze femminili. resina. marijuana. hashish Cannabis Cannabis sativa var. indica foglie e infiorescenze femminili marijuana resina hashish Cannabinoidi 9-tetraidrocannabinolo 8-tetraidrocannabinolo cannabinolo cannabidiolo Farmacocinetica THC alta

Dettagli

COMUNICAZIONE CELLULARE TRASDUZIONE DEL SEGNALE

COMUNICAZIONE CELLULARE TRASDUZIONE DEL SEGNALE COMUNICAZIONE CELLULARE TRASDUZIONE DEL SEGNALE recettori (proteine recettoriali) vie di segnalazione intracellulare (molecole che elaborano il segnale e lo distribuiscono ai bersagli appropriati) recettori

Dettagli

2. Fisiologia Cellulare Diffusione, Trasporto, Osmosi

2. Fisiologia Cellulare Diffusione, Trasporto, Osmosi 2. Fisiologia Cellulare Diffusione, Trasporto, Osmosi Prof. Carlo Capelli Fisiologia Laurea in Scienze delle attività motorie e sportive Università di Verona Obiettivi Diffusione semplice e mediata da

Dettagli

Integrali (transmembrana), si estendono attraverso l intera membrana. Classificate in famiglie a seconda del numero di segmenti transmembrana.

Integrali (transmembrana), si estendono attraverso l intera membrana. Classificate in famiglie a seconda del numero di segmenti transmembrana. Membrana cellulare Proteine inserite nella membrana cellulare: Integrali (transmembrana), si estendono attraverso l intera membrana. Classificate in famiglie a seconda del numero di segmenti transmembrana.

Dettagli

KIR EVOLUZIONE RAPIDA E DIVERSIFICATA DEI RECETTORI DELL IMMUNITA INNATA E ADATTATIVA

KIR EVOLUZIONE RAPIDA E DIVERSIFICATA DEI RECETTORI DELL IMMUNITA INNATA E ADATTATIVA KIR EVOLUZIONE RAPIDA E DIVERSIFICATA DEI RECETTORI DELL IMMUNITA INNATA E ADATTATIVA C.Vilches, P. Parham Natural Killer Cellule di origine linfoide la cui funzione è lisare le cellule infettate da virus

Dettagli

www.fisiokinesiterapia.biz

www.fisiokinesiterapia.biz www.fisiokinesiterapia.biz FARMACODINAMICA La farmacodinamica può essere definita come lo studio degli effetti biochimici e fisiologici dei farmaci e dei loro meccanismi d azione. Gli obiettivi dell analisi

Dettagli

L adattamento dei batteri. Strategie di adattamento

L adattamento dei batteri. Strategie di adattamento L adattamento dei batteri Strategie di adattamento mutazione trasferimento genico orizzontale regolazione dell espressione genica regolazione della trascrizione regolazione della traduzione regolazione

Dettagli

Potenziale di membrana: Differenza di potenziale elettrico a cavallo della membrana cellulare dovuta ad una diversa distribuzione ionica ai due lati

Potenziale di membrana: Differenza di potenziale elettrico a cavallo della membrana cellulare dovuta ad una diversa distribuzione ionica ai due lati Potenziale di membrana: Differenza di potenziale elettrico a cavallo della membrana cellulare dovuta ad una diversa distribuzione ionica ai due lati della membrana. Il potenziale di membrana (negativo

Dettagli

Mario Rossi 25/04/2019. www.trapiantocapelli.info

Mario Rossi 25/04/2019. www.trapiantocapelli.info Mario Rossi 25/04/2019 www.trapiantocapelli.info L alopecia androgenetica è la principale causa di calvizie che colpisce circa l 70% degli uomini e il 35% delle donne giovani (percentuale che sale al 50%

Dettagli

Bioenergetica e fisiologia dell esercizio 8. Risposte all allenamento: adattamenti biochimici e effetti sulla resistenza

Bioenergetica e fisiologia dell esercizio 8. Risposte all allenamento: adattamenti biochimici e effetti sulla resistenza Bioenergetica e fisiologia dell esercizio 8. Risposte all allenamento: adattamenti biochimici e effetti sulla resistenza Prof. Carlo Capelli, Fisiologia Generale e dell Esercizio, Facoltà di Scienze Motorie,

Dettagli

ESISTONO DUE TIPI DI SECREZIONE

ESISTONO DUE TIPI DI SECREZIONE ESOCITOSI ESISTONO DUE TIPI DI SECREZIONE SECREZIONE COSTITUTIVA (modalità continua): - proteine, glicoproteine e glicolipidi di membrana - proteine, glicoproteine e proteoglicani della matrice extracellulare

Dettagli

Meccanismi di controllo della proliferazione cellulare

Meccanismi di controllo della proliferazione cellulare Meccanismi di controllo della proliferazione cellulare Il ciclo cellulare è regolato dall azione di PROTOONCOGENI e (attivatori della proliferazione cellulare) GENI ONCOSOPPRESSORI (inibitori del ciclo

Dettagli

FONTI DI AMMINOACIDI: PROTEINE ASSUNTE CON GLI ALIMENTI PROTEINE ENDOGENE (TURNOVER) BIOSINTESI

FONTI DI AMMINOACIDI: PROTEINE ASSUNTE CON GLI ALIMENTI PROTEINE ENDOGENE (TURNOVER) BIOSINTESI FONTI DI AMMINOACIDI: PROTEINE ASSUNTE CON GLI ALIMENTI PROTEINE ENDOGENE (TURNOVER) BIOSINTESI Berg et al., BIOCHIMICA 6/E, Zanichelli editore S.p.A. Copyright 2007 PROTEINE INGERITE CON GLI ALIMENTI

Dettagli

Valitutti, Taddei, Kreuzer, Massey, Sadava, Hills, Heller, Berenbaum

Valitutti, Taddei, Kreuzer, Massey, Sadava, Hills, Heller, Berenbaum Dal carbonio agli OGM VERSO L UNIVERSITÀ Le domande sono tratte dalle prove di ammissione emesse annualmente dal Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca (MIUR) e le soluzioni sono evidenziate

Dettagli

Descrivere la struttura e la funzione di un fuso neuromuscolare. Che cosa si intende per coattivazione alfa-gamma? Differenziare fra riflesso

Descrivere la struttura e la funzione di un fuso neuromuscolare. Che cosa si intende per coattivazione alfa-gamma? Differenziare fra riflesso Descrivere la struttura e la funzione di un fuso neuromuscolare. Che cosa si intende per coattivazione alfa-gamma? Differenziare fra riflesso miotatico fasico e riflesso miotatico tonico. Inibizione dell

Dettagli

Lo sviluppo del cancro è un processo complesso che coinvolge parecchi cambiamenti nella stessa cellula staminale. Poiché tutte le cellule staminali

Lo sviluppo del cancro è un processo complesso che coinvolge parecchi cambiamenti nella stessa cellula staminale. Poiché tutte le cellule staminali Tumore Cos è il tumore? Il tumore o neoplasia (dal greco neo,, nuovo, e plasìa,, formazione), o cancro se è maligno, è una classe di malattie caratterizzate da una incontrollata riproduzione di alcune

Dettagli

ALCOL? NO, GRAZIE IO GIOCO A CALCIO!

ALCOL? NO, GRAZIE IO GIOCO A CALCIO! ALCOL? NO, GRAZIE IO GIOCO A CALCIO! L'alcol è uno dei principali fattori di rischio per la salute. Bere è una libera scelta individuale e familiare, ma è necessario essere consapevoli che rappresenta

Dettagli

Sistema nervoso autonomo

Sistema nervoso autonomo Sistema nervoso autonomo Provvede alla regolazione delle funzioni viscerali dell organismo, finalizzate al mantenimento dell omeostasi del mezzo interno L omeostasi è mantenuta grazie all equilibrio tra

Dettagli

Le interazioni farmacologiche come causa di reazioni avverse da farmaci

Le interazioni farmacologiche come causa di reazioni avverse da farmaci Le interazioni farmacologiche come causa di reazioni avverse da farmaci Corso per farmacisti operanti nei punti di erogazione diretta delle Aziende Sanitarie della Regione Emilia-Romagna AUSL Piacenza

Dettagli

Metabolismo: Introduzione

Metabolismo: Introduzione Metabolismo: Introduzione METABOLISMO Insieme delle reazioni chimiche coordinate e integrate che hanno luogo in tutte le cellule C A T A B O L I S M O Ossidazioni esoergoniche Alimenti: Carboidrati Lipidi

Dettagli

FISIOPATOLOGIA dell EQUILIBRIO ACIDO-BASE

FISIOPATOLOGIA dell EQUILIBRIO ACIDO-BASE FISIOPATOLOGIA dell EQUILIBRIO ACIDO-BASE ACIDO = molecola contenente atomi di idrogeno capaci di rilasciare in soluzione ioni idrogeno (H( + ) BASE = ione o molecola che può accettare uno ione idrogeno

Dettagli

Respirazione cellulare

Respirazione cellulare Respirazione cellulare L equazione generale della respirazione C 6 H 12 O 6 + 6 O 2! 6 CO 2 + 6 H 2 O + 36 ATP 1 molec zucchero 6 molec ossigeno 6 molec anidride carbonica 6 molec acqua + = + + 36 molecole

Dettagli

Sinapsi chimiche, la trasmissione dei segnali viene garantita da un mediatore chimico Sinapsi elettriche, risultano estremamente veloci nella

Sinapsi chimiche, la trasmissione dei segnali viene garantita da un mediatore chimico Sinapsi elettriche, risultano estremamente veloci nella Sinapsi -sito di contatto tra due cellule nervose -ruolo nella trasmissione delle informazioni -il contatto neurone-fibra muscolare prende il nome di placca motrice o giunzione neuromuscolare Sinapsi

Dettagli

Effetti delle LDL ossidate sull uptake del glucosio in cellule adipocitarie mature

Effetti delle LDL ossidate sull uptake del glucosio in cellule adipocitarie mature Effetti delle LDL ossidate sull uptake del glucosio in cellule adipocitarie mature Beatrice Scazzocchio Centro Nazionale per la Qualità degli Alimenti e per i Rischi Alimentari Istituto Superiore di Sanità

Dettagli

Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia Biofisica e Fisiologia I A.A. 2015-16

Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia Biofisica e Fisiologia I A.A. 2015-16 Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia Biofisica e Fisiologia I A.A. 2015-16 BIOFISICA DELLE MEMBRANE Negli organismi pluricellulari, a parte i tessuti tegumentari e gli epiteli assorbenti

Dettagli

ANATOMIA E FISIO-PATOLOGIA L APPARATO URINARIO

ANATOMIA E FISIO-PATOLOGIA L APPARATO URINARIO ANATOMIA E FISIO-PATOLOGIA L APPARATO URINARIO CORSO CORSO OSS DISCIPLINA: OSS DISCIPLINA: ANATOMIA PRIMO E FISIO-PATOLOGIA SOCCORSO MASSIMO MASSIMO FRANZIN FRANZIN COSTITUITO DA: DUE RENI DUE URETERI

Dettagli