La vela. Principi di base
|
|
|
- Antonietta Bianchi
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 La vela. Principi di base L origine della vela si perde nella notte dei tempi, così come quella della navigazione in generale. La navigazione nacque quando l uomo primitivo si accorse che il mare, piuttosto che un ostacolo, poteva diventare un aiuto per i suoi spostamenti: un pezzo di legno, galleggiando sull acqua, si muoveva con molto minore sforzo di uno stesso legno trascinato sulla terra. Prima ancora della ruota fu inventata la piroga, cioè la prima barca. L uomo primitivo dovette accorgersi pure che il vento, che agitava i rami degli alberi e che spingeva quello stesso legno galleggiante, poteva aiutarlo nella fatica di remare. La prima testimonianza certa di una barca a vela risale a circa 6000 anni fa: alcune ceramiche dell Egitto predinastico (4000 a.c) riportano disegni di barche con sopra dei grandi rami frondosi, che avevano evidentemente funzione di vela (fig. 1). Una semplice Figura 1 frasca era però poco efficiente e presto fu sostituita con stuoie di fibre vegetali intrecciate e poi finalmente con tessuti di forma quadrata o rettangolare. Nacque così la barca a vela quadra, costituita essenzialmente da un pezzo di tessuto rettangolare sospeso ad un albero mediante un pennone orizzontale. Un esempio, tratto sempre dalla ceramica vascolare egiziana, è quello di fig. 2, proveniente da un vaso dell Alto Egitto del 2900 a.c. La vela quadra iniziò così la sua lunga vita, non cessata del tutto neanche oggi, visto che alcuni esempi sopravvivono in zone particolari, come il lago di Como, con la sua cosiddetta gondola (fig. 3), tipica imbarcazione da trasporto. Figura 2 Figura 3 Gli antichi navigatori si accorsero presto che la vela quadra aveva almeno due grossi difetti: primo, richiedeva molta forza e molto personale per essere correttamente gestita; secondo, funzionava bene solo con vento a favore. Il primo problema fu facilmente risolto, grazie alla grande abbondanza di mano d opera dei tempi antichi, dove spesso sulle navi lavoravano gli schiavi. Basti pensare alla parola galera, che in origine rappresentava solo una grande imbarcazione, ma che ormai nell uso comune indica correntemente un luogo di pena. Il secondo problema, la difficoltà a risalire il vento, come si dice comunemente, fu risolto almeno parzialmente con l uso dei remi. Tutte le antiche navi sia greche che romane, oltre alla vela, avevano più file di remi. Basti ricordare le possenti triremi da guerra con cui l antica Roma conquistò tutto il Mediterraneo, trasformandolo in quello che fu chiamato il Mare Nostrum. L uso dei remi e dei rematori, veramente a buon mercato perché si trattava essenzialmente di schiavi e prigionieri che venivano
2 addirittura incatenati ai remi, non è però una vera soluzione del problema di andare contro vento. Usare i remi significava semplicemente rinunciare ad andare a vela. Vediamo quindi di sviscerare il problema della navigazione a vela non a favore di vento, cioè quella che in termine marinaresco si indica come navigazione di bolina. Mentre è intuitivo il fatto che una barca con vela possa navigare con un vento a favore, che in parole povere la spinge, non è altrettanto intuitivo come essa possa avanzare se il vento non è favorevole o è addirittura contrario. L intuizione, però, se non suffragata dall esperienza, può portare a conclusioni sbagliate. Già gli antichi marinai si accorsero che, orientando opportunamente la loro vela quadra, potevano avanzare velocemente anche se il vento non era perfettamente in poppa. L intuizione ci porterebbe a dire che ciò sarebbe possibile fino a quando il vento non ruotasse al traverso, cioè perpendicolarmente alla direzione del moto della barca. Un vento al traverso non ha la possibilità di spingere la barca nella direzione giusta; peggio ancora se il vento ruota ulteriormente fino a provenire da prua. Eppure i marinai si accorsero che, orientando la vela di taglio rispetto al vento o, come si dice, stringendo il vento, potevano far avanzare la barca fino ad una certa angolazione limite, superata la quale la vela si sgonfiava e non portava più. Solo molto più tardi, alle soglie dell evo moderno, gli studi di Leonardo da Vinci sul volo degli uccelli cominciarono a chiarire il funzionamento della vela. Un ala di uccello ed una vela non sono infatti molto diverse. Viste in sezione possono essere rappresentate come in fig. 4: Figura 4 Le particelle di aria che investono la vela sono costrette a separarsi in due flussi, l uno superiore (secondo l orientazione della figura), l altro inferiore. La forma della vela costringe i due flussi a percorrere due cammini di lunghezza differente. In particolare quello superiore deve fare più strada per ricongiungersi a quello inferiore e quindi deve andare più velocemente. Leonardo ed altri (tra cui il grande matematico Eulero) intuirono che questa differenza di velocità avrebbe prodotto effetti interessanti, ma fu lo scienziato svizzero Daniel Bernoulli, vissuto nel settecento, che codificò questi effetti nel teorema (o principio) che porta il suo nome. Secondo il principio di Bernoulli, la pressione e la velocità di un fluido non viscoso ed in moto non turbolento sono inversamente proporzionali. Se riflettiamo un attimo, questo principio non ha nulla di trascendentale. Infatti la pressione e la velocità di un fluido non sono altro che manifestazioni dell energia del fluido stesso, quindi, per il principio di conservazione dell energia, che sancisce che l energia totale di un sistema chiuso deve rimanere costante, se aumenta la velocità, diminuisce la pressione e ciò fa sì che, nei filetti fluidi della fig. 4, l aria che passa sopra, più veloce, abbia una pressione inferiore a quella che passa sotto, più lenta. La differenza di pressione si traduce in una spinta obliqua (indicata dalla linea nera in grassetto) che ha una componente verticale ed un altra componente nella direzione del moto. Nel caso dell ala dell uccello (o anche di un aereo) la componente verticale serve per sostenere l uccello (o l aereo) nell aria, nel caso della barca a vela tende invece a spingere la barca di lato, cioè, come si dice, a farla scarrocciare. Lo scarroccio è ovviamente dannoso ed è perciò contrastato dalla deriva, un piano verticale posto sotto la barca o anche a lato, nel caso di certi tipi di derive mobili. La
3 funzione della deriva di una barca a vela merita una piccola considerazione. La deriva, sia essa fissa o mobile, o sia ridotta alla semplice chiglia come nei gozzi con vela latina, si comporta come una piccola vela rigida, che opera nell acqua invece che nell aria. Supponendo di essere in assenza di correnti marine, la deriva, quando la barca avanza nell acqua, viene investita da una corrente apparente, in tutto simile al vento apparente che si genera quando ci si muove in aria calma. Ora, poiché la deriva ha un inclinazione diversa, anzi opposta, alla vela, per il principio di Bernouilli, che vale nell acqua come nell aria, lo scarroccio indotto dalla deriva sarà opposto a quello indotto dalla vela e tenderà a compensarlo. Poiché sott acqua non c è vento, ma solo vento apparente indotto dal moto, quanto più la barca è veloce, tanto meno essa tenderà a scarrocciare. Da ciò segue che non conviene andare troppo contro vento, perché la conseguente riduzione della velocità provocherà un aumento della scarroccio, per cui la barca, invece di avanzare, si limiterà ad andare di lato. Tornando al diagramma di Figura 4, vediamo che quella che serve per la barca a vela è la componente della differenza di pressione nella direzione del moto, che miracolosamente fa avanzare la barca anche contro vento. Da notare che, entro certi limiti, l effetto descritto si auto esalta. Quando una barca, anche a motore, avanza nell aria calma si crea, come è evidente quando ci si rinfresca su un motoscafo o su una motocicletta in una giornata afosa, il cosiddetto vento apparente. Ora, il vento apparente si crea anche se la barca a vela avanza contro vento per effetto del principio di Bernoulli e quindi il vento totale che investe la barca e che la fa avanzare è maggiore del vento reale. Questo è il motivo per cui le andature di bolina o al traverso sono più vantaggiose di quelle con il vento in poppa. Con queste ultime, infatti, poiché la barca avanza col vento, il vento apparente tende ad annullarsi e la barca perde di velocità. Per ovviare a questo problema, nelle barche moderne esistono vele speciali, come lo spinnaker, che riproducono in qualche modo il principio di funzionamento delle antiche vele quadre. La Figura 5 mostra chiaramente l influenza del vento apparente nel caso di vento in prua (a sinistra) e di vento in poppa (a destra) Figura 5 Vento apparente Fin qui abbiamo parlato di barche con una sola vela, che, come è noto, prende il nome di randa. Tutti sappiamo però che normalmente le barche hanno anche una seconda vela, spostata verso prua, che si chiama comunemente fiocco. Qual è il vantaggio del fiocco? Anche in questo caso il principio di Bernoulli ci aiuta a trovare una risposta. Tralasciamo per un momento le barche a vela e diamo un occhiata al tubo rappresentato in Figura 6. Esso si chiama tubo Venturi, dal nome dello fisico Giovan Battista Venturi che lo studiò ed evidenziò il cosiddetto paradosso idrodinamico che in esso si verifica. Il tubo è percorso da una corrente fluida e presenta un restringimento al centro. Sembrerebbe intuitivo che la pressione del fluido in
4 Figura 6 Tubo Venturi corrispondenza del restringimento debba aumentare, ma, per il principio di Bernoulli (e quindi per il principio universale di conservazione dell energia) non è così. In effetti, poiché il fluido non subisce compressioni, in quanto è libero di uscire dall altra parte del tubo, in corrispondenza della strettoia deve semplicemente aumentare la velocità, in modo che la corrente non si spezzi. A differenza di quanto avviene tutti i giorni nel traffico automobilistico, dove una strettoia provoca code in ingresso e sfilacciature in uscita, nel caso del traffico delle molecole, il flusso rimane compatto e, perché ciò avvenga, si limita ad essere più veloce nella strozzatura. Ma per il principio di Bernoulli più velocità significa meno pressione e quindi nella strozzatura la pressione diminuisce invece di aumentare, come l intuito ci avrebbe portato erroneamente a credere. Vediamo che cosa comporta questo fenomeno in una barca con randa e fiocco. Nella parte superiore della Figura 7 sono rappresentate le due vele piuttosto distanti fra di loro, che quindi non si influenzano reciprocamente. L area grigia superiore alle vele è il diagramma di pressione delle vele stesse: quanto più spessa l area grigia in un certo punto, tanto maggiore è il contributo di quel punto alla spinta prodotta dalla vela. Nella parte inferiore della Figura 7 randa e fiocco sono invece molto vicini, come avviene nella realtà, e si influenzano tra loro. In effetti lo spazio tra le due vele si comporta come un vero e proprio tubo Venturi, per cui l efficacia del fiocco viene molto aumentata, a scapito però di quella della randa. Figura 7 Interazione randa fiocco Il vantaggio complessivo è però positivo, anche perché la presenza del fiocco, spostando in avanti il centro velico evita che la barca tenda a mettersi contro vento e a fermarsi. Vorrei precisare quest ultima considerazione. Il centro velico è il punto ideale dove si concentra la somma delle forze che agiscono sulle vele. Se la vela è una sola ed è spostata a poppa, il vento spingerà la poppa nella sua direzione e la barca,
5 proprio come una banderuola, tenderà a mettere la prua al vento e a fermarsi. Ma se c è anche il fiocco e il centro velico è quindi spostato a prua, la banderuola agirà in senso opposto e la barca tenderà a mettersi con la poppa al vento e quindi non si fermerà. A questo punto siamo in possesso di tutte le nozioni che possono far capire la meravigliosa opera della natura che ci consente di andare a vela. Ovviamente se la natura ci aiuta, è la natura che comanda, e sappiamo bene che in mare è sempre così. Quindi, come è ovvio, non tutte le andature a vela sono consentite e alcune sono più o meno vantaggiose. La Figura 8 è un compendio delle andature a vela. Figura 8 Le andature a vela Essa ci mostra che, a dispetto del principio di Bernoulli, proprio contro vento non è possibile andare (la barca scarroccia invece di avanzare). L angolo proibito dipende dalla qualità della barca. Nel caso delle barche a vela latina esso è piuttosto grande. Per avere prestazioni migliori occorrono le moderne barche a vela Marconi (così chiamata perché simile a un antenna radio). Ma il fascino della vela latina è il fascino del passato, il piacere di dominare gli elementi pur rispettandoli, di assecondare la natura senza violentarla. Di godere dei suoi doni con sobrietà e rispetto. Paolino Vitolo Circolo Nautico Portosalvo G.Vitolo Marina di Pisciotta Alcune immagini scientifiche di questo testo sono tratte dal volume Le vele, Ulrico Hoepli Editore 2002, ISBN
6 Figura 9 Regata Tre Torri 6 settembre 2009
Luca Dubbini Marco Tito Bordogna
Luca Dubbini Marco Tito Bordogna Prima di iniziare a veleggiare è importante capire come funziona una vela e i principi secondo i quali viene generata la sua forza propulsiva. La conoscenza di alcune nozioni
L.Lanceri - Dinamica della barca in acqua e nel vento 1
04-06-2009 L.Lanceri - Dinamica della barca in acqua e nel vento 1 (fluido-)dinamica della barca nell acqua e nel vento Livio Lanceri Dip. di Fisica - Università di Trieste INFN - Sezione di Trieste Trieste,
La Fisica della Vela
La Fisica della Vela Alma Mater Studiorum Università di Bologna e INFN, Sezione di Bologna Fisica in Barca Circolo Nautico Stamura Ancona, 7-8 maggio 2008 Digitally signed by DN: c=it, o=infn, ou=personal
Il vento è il movimento di una massa d'aria atmosferica da un'area con alta pressione (anticiclonica) ad un'area con bassa pressione (ciclonica)
Il vento è il movimento di una massa d'aria atmosferica da un'area con alta pressione (anticiclonica) ad un'area con bassa pressione (ciclonica) Durante le ore notturne, gli stati d'aria inferiori a contatto
Club della Vela Mareaperto CORSO BASE.
Club della Vela Mareaperto CORSO BASE La nomenclatura : opera viva - opera morta 2 La nomenclatura : la coperta La nomenclatura : la barca La nomenclatura : la barca La nomenclatura : la vela La nomenclatura
Corso di Vela Latina
Corso di Vela Latina Seminario teorico e pratico per la conduzione di imbarcazioni tradizionali a vela latina II Edizione 17 marzo 7 aprile 2012 Circolo Nautico Portosalvo Girolamo Vitolo Premessa Dopo
b) Teoria dell elica
b) Teoria dell elica L elica e le sue caratteristiche L elica è l organo propulsore di una barca che si muove a motore. L elica, girando, spinge l acqua indietro e imprime allo scafo una spinta in avanti.
STRUTTURA DELLA NAVE
STRUTTURA DELLA NAVE CASSERO Sulle navi, il cassero è una sovrastruttura (cioè una struttura sopraelevata rispetto al ponte di coperta) che si estende parzialmente per la lunghezza della nave, ma totalmente
Le forze. La forza è una grandezza fisica che descrive l interazione tra due corpi o sistemi.
LE FORZE Le forze La forza è una grandezza fisica che descrive l interazione tra due corpi o sistemi. Esistono due tipi di forze: forze di contatto che si manifestano solo quando i corpi vengono a contatto
AC100 Manuale della costruzione Parte XIII
AC100 Manuale della costruzione Parte XIII (centraggio statico e dinamico) Il Centraggio Statico della barca impiega diversi parametri partendo dai vari Centri, linea al galleggiamento, baglio, superfici
Scheda esperimento per studente-guida Ala Materiali Ala di carta. Supporto per l ala, costituito da: due aghi da calza fissati in modo verticale in
Scheda esperimento per studente-guida Ala Materiali Ala di carta. Supporto per l ala, costituito da: due aghi da calza fissati in modo verticale in una base di polistirolo o di legno, due pezzetti di cannuccia
Lezione 10: Le forze vengono a coppie
Lezione 10 - pag.1 Lezione 10: Le forze vengono a coppie 10.1. Ricordiamo la prima e la seconda legge della dinamica Abbiamo visto come, per prevedere il moto di un corpo, sia necessario conoscere le forze
Perché questa importante e sostanziale diversità da non confondere?
Perché questa importante e sostanziale diversità da non confondere? Il C.G. è punto di applicazione di tutte le forze che agiscono sull aeromobile. (vds figura successiva) Il Punto di Bilanciamento Statico
Governare una barca a vela
1 Il timone Governare una barca a vela Per navigare in rotta controllate sempre il segnavento e l'angolo formato dalla direzione del vento con il vostro scafo. Per far girare la barca a dritta (destra)
Perché un aereo vola? Prof. G. Graziani Dipartimento Ingegneria Meccanica e Aerospaziale Sapienza Università di Roma
Perché un aereo vola? Prof. G. Graziani Dipartimento Ingegneria Meccanica e Aerospaziale Sapienza Università di Roma Domanda: Perché un aeroplano dal peso di molte tonnellate riesce a volare? Ø L aerodinamica
Circolo Velico Tivano
Dove Brevae Tivanosoffiano alternandosi in un balletto infinito sud/nord nella stupenda baia di Parèdi Valmadrera,un miglio in direzione NW dalla città manzoniana. Usate soprattutto per il trasporto delle
Dall idrostatica alla idrodinamica. Fisica con Elementi di Matematica 1
Dall idrostatica alla idrodinamica Fisica con Elementi di Matematica 1 Concetto di Campo Insieme dei valori che una certa grandezza fisica assume in ogni punto di una regione di spazio. Esempio: Consideriamo
4 SOLLECITAZIONI INDOTTE. 4.1 Generalità
4 SOLLECITAZIONI INDOTTE 4.1 Generalità Le azioni viste inducono uno stato pensionale interno alla struttura e all edificio che dipende dalla modalità con cui le azioni si esplicano. Le sollecitazioni
Protezione Civile - Regione Friuli Venezia Giulia. Protezione Civile - Regione Friuli Venezia Giulia
1 Principi di idraulica Definizioni MECCANICA DEI FLUIDI È il ramo della fisica che studia le proprietà dei fluidi, cioè liquidi, vapori e gas. Idrostatica Studia i fluidi in quiete Idrodinamica Studia
LA BALENA SOFFIANTE. Svolgimento della lezione. Prendete due fogli di carta uguali e lasciateli penzolare davanti a voi come da illustrazione.
LA BALENA SOFFIANTE Obiettivi della lezione. Dimostrare che l aria esercita una pressione anche quando si muove. Che l aria si muova è un dato di fatto, o, per lo meno, se non si muove lei (vento, ventilatori),
PROVA PARZIALE DEL 27 GENNAIO 2016
PROVA PARZIALE DEL 27 GENNAIO 2016 February 2, 2016 Si prega di commentare e spiegare bene i vari passaggi, non di riportare solo la formula finale. PROBLEMA 1) Due blocchi, collegati da uno spago privo
STATICA E DINAMICA DEI FLUIDI
STATICA E DINAMICA DEI FLUIDI Pressione Principio di Pascal Legge di Stevino Spinta di Archimede Conservazione della portata Teorema di Bernoulli Legge di Hagen-Poiseuille Moto laminare e turbolento Stati
8.2 SCHIFAZZO DI CABOTAGGIO
8.2 SCHIFAZZO DI CABOTAGGIO Nel trapanese lo schifazzo era adibito al trasporto delle merci, i più piccoli detti di riviera o di piccolo cabotaggio, armati con un solo albero, in un ambito comprendente
La filosofia del progetto. Mayda 39' Gli ingredienti di questo progetto: 1 / 8
Mayda 39' Gli ingredienti di questo progetto: 1 / 8 Dislocamento medio/leggero, bassa superficie bagnata (barca stretta al gallegiamento), buona stabilita' di peso, buona velatura, linee d'acqua pensate
15/04/2014. Serway, Jewett Principi di Fisica IV Ed. Capitolo 15
Serway, Jewett Principi di Fisica IV Ed. Capitolo 15 Un fluido è un insieme di molecole tenute insieme da deboli forze di coesione e da forze esercitate dalla parete del contenitore (possono essere sia
«FJ E VELOCITA» N. 2 (Complementi per la regolazione del FJ)
«FJ E VELOCITA» N. 2 (Complementi per la regolazione del FJ) Il FJ, lo sappiamo tutti, è una barca piuttosto speciale. Il suo assetto si adatta ad ogni situazione di vento. Sappiamo, di massima, come si
ESAME DI AERODINAMICA 11/02/2015
ESAME DI AERODINAMICA 11/02/2015 In un profilo alare non simmetrico, al diminuire dell angolo di incidenza, la coordinata del centro di pressione: (a) tende verso il bordo di attacco (b) tende verso il
Fluidi (FMLP: Cap. 11 Meccanica dei fluidi)
In un fluido Fluidi (FMLP: Cap. 11 Meccanica dei fluidi) le molecole non sono vincolate a posizioni fisse a differenza di quello che avviene nei solidi ed in particolare nei cristalli Il numero di molecole
Statica ed equilibrio dei corpi
Statica ed equilibrio dei corpi Avendo stabilito le leggi che regolano il moto dei corpi è possibile dedurre le leggi che regolano il loro equilibrio in condizioni statiche, cioè in assenza di movimento.
Applicazione equazione di Bernoulli: stenosi arteriosa(restringimento arteria)
Applicazione equazione di Bernoulli: stenosi arteriosa(restringimento arteria) Applicazione equazione di Bernoulli: Aneurisma (dilatazione arteria) Liquidi reali attrito interno-viscosita' la velocita'
Fc' vento. profilo grasso. profilo magro
1 La regolazione avanzata delle vele La forma delle vele durante l andatura di bolina In modo semplice, ma efficace, la forma delle vele può a essere definita da tre aggettivi: concava (grassa), piatta
Forse una parola definitiva sulle procedure per il recupero Uomo A Mare? Inoltre due interventi di G. Basile
Forse una parola definitiva sulle procedure per il recupero Uomo A Mare? Inoltre due interventi di G. Basile Sulla rivista americana Sail di dicembre 2005 è apparso un interessante articolo sulle prove
Guida per le regolazioni
Guida per le regolazioni Responsabile tecnico Quantum SDG Italia per la classe 420 Giacomo Fossati Quantum Sail Design Group Italia: via Mons. L. Marinetti, 8 16043 Chiavari (GE) Giacomo Fossati: +39 3346724232
F, viene allungata o compressa di un tratto s rispetto alla sua posizione di equilibrio.
UNIÀ 4 L EQUILIBRIO DEI SOLIDI.. La forza elastica di una molla.. La costante elastica e la legge di Hooke. 3. La forza peso. 4. Le forze di attrito. 5. La forza di attrito statico. 6. La forza di attrito
In un vaso sanguigno si forma un aneurisma dove la sezione aumenta del 15%. Si calcoli la conseguente variazione percentuale della velocita del sangue
Esercizio In un vaso sanguigno si forma un aneurisma dove la sezione aumenta del 15%. Si calcoli la conseguente variazione percentuale della velocita del sangue 1 MOTO DI FLUIDI REALI 2 MOTO DI UN FLUIDO
k) Le manovre di una barca a vela
k) Le manovre di una barca a vela Immaginiamo di essere a bordo di una barca a vela che stia navigando al traverso con mure a dritta. Se decidiamo di fare un giro su noi stessi di 360 accostando a sinistra
1. I fluidi e le loro caratteristiche. 2. La pressione in un fluido.
UNITÀ 8 LA MECCANICA DEI FLUIDI 1. I fluidi e le loro caratteristiche. 2. La pressione in un fluido. 3. La pressione atmosferica. 4. La legge di Stevino. 5. La legge di Pascal. 6. La forza di Archimede.
L ANEMOMETRO. Principio di funzionamento
L ANEMOMETRO Principio di funzionamento È uno dei più importanti strumenti di volo e ricevere informazioni sia sulla pressione statica che quella d impatto. Tali pressioni vengono fornite dal tubo di Pitot.
Unità didattica 4. Quarta unità didattica (Fisica) 1. Corso integrato di Matematica e Fisica per il Corso di Farmacia
Unità didattica 4 Fisica dei fluidi Stati della materia 2 Condizione di riposo di un liquido 3 La pressione idrostatica. 4 Principio di Pascal. 5 Esercizio 7 Variazione di pressione con la profondità..
La Lega Navale Italiana (LNI) è un ente pubblico non economico a base associativa che ha come scopo la diffusione dell'interesse e dell'attenzione
La Lega Navale Italiana (LNI) è un ente pubblico non economico a base associativa che ha come scopo la diffusione dell'interesse e dell'attenzione verso tematiche relative al mare. Fondata nel 1897 a La
Elementi di navigazione costiera
Elementi di navigazione costiera Effetto del vento e della corrente - lo scarroccio - la deriva Vento Il vento è, come noto, il movimento di una massa d'aria, che trascina con sé gli oggetti non vincolati,
DEFINIZIONE DI INGAGGIO
DEFINIZIONE DI INGAGGIO Maurizio Castelli Prima di definire ed introdurre il concetto, o meglio la definizione di ingaggio, occorre precisare alcuni concetti fondamentali: appena aperto il regolamento
MECCANICA DEI FLUIDI
MECCANICA DEI FLUIDI Un fluido è un corpo che non ha una forma propria. La sua forma dipende da altri corpi che lo contengono (per esempio un recipiente, una condotta, ). Un fluido è composto da molte
Fisica. Per eccellenza è la scienza che si occupa dello dei fenomeni naturali
Fisica dal latino Physica che a sua volta deriva dal greco ύ ς [physis], Ovvero "natura" Per eccellenza è la scienza che si occupa dello dei fenomeni naturali La Fisica in barca Prof. Andrea Mura Dipartimento
GEOMETRIA. A cura della Prof.ssa Elena Spera. ANNO SCOLASTICO Classe IC Scuola Media Sasso Marconi. Prof.
GEOMETRIA A cura della Prof.ssa Elena Spera ANNO SCOLASTICO 2007 2008 Classe IC Scuola Media Sasso Marconi Prof.ssa Elena Spera 1 Come consultare l ipertesto l GEOMETRIA Benvenuti! Per navigare e muoversi
Esercitazione di Dinamica
Appunti di Elementi di Meccanica Esercitazione di Dinamica Il traghetto di Leonardo v 1.0 dicembre 008 Figura 1: Traghetto sull Adda tra Imbersago (LC) e Villa d Adda (BG) 1 Il traghetto Il traghetto di
Il pallone e le sue traiettorie: effetto Magnus e legge di Bernoulli
Il pallone e le sue traiettorie: effetto Magnus e legge di Bernoulli In this UDA I have decided to describe the Bernoulli s theory and the magnus effect; in specific about football. In fact we can find
IDRAULICA STUDIA I FLUIDI, IL LORO EQUILIBRIO E IL LORO MOVIMENTO
A - IDRAULICA IDRAULICA STUDIA I FLUIDI, IL LORO EQUILIBRIO E IL LORO MOVIMENTO FLUIDO CORPO MATERIALE CHE, A CAUSA DELLA ELEVATA MOBILITA' DELLE PARTICELLE CHE LO COMPONGONO, PUO' SUBIRE RILEVANTI VARIAZIONI
Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI. Prof. Ing. Francesco Zanghì ELEMENTI DI IDRAULICA AGGIORNAMENTO 26/11/2013
Sussidi didattici per il corso di PROGETTAZIONE, COSTRUZIONI E IMPIANTI Prof. Ing. Francesco Zanghì ELEMENTI DI IDRAULICA AGGIORNAMENTO 26/11/2013 L'idraulica è la scienza che studia l'utilizzazione dei
, c di modulo uguale sono disposti in modo da formare un triangolo equilatero come mostrato in fig. 15. Si chiarisca quanto vale l angolo formato da
22 Tonzig Fondamenti di Meccanica classica ta) Un esempio di terna destra è la terna cartesiana x, y, z [34] Per il prodotto vettoriale vale la proprietà distributiva: a ( b c) = a b a c, ma non vale la
Manuale di. regolazione base Bimare Zero /
regolazione base Bimare Zero / Manuale di Con questa semplice guida avrete la possibilità di settare al meglio il vostro Bimare Zero,ovviamente si tratta di settaggi di base, passibili di notevli variazioni
ESAME DI AERODINAMICA 12/12/2006
ESAME DI AERODINAMICA 12/12/2006 La velocità indotta nel piano y-z passante per l origine da un filamento vorticoso rettilineo semi-infinito disposto lungo l asse x e con origine in x=0, rispetto a quella
TIPI DI LINEA E LORO APPLICAZIONI
TIPI DI LINEA E LORO APPLICAZIONI Tipo di Linea Descrizione Applicazione A B D E Continua grossa Continua fine Continua fine irregolare Tratteggiata grossa Contorni e spigoli in vista Linee di costruzione
Meccanica dei fluidi
Programma Parte I Meccanica dei Fluidi Proprietà generali dei Fluidi; Il Principio di Pascal; La legge di Stevino per i liquidi pesanti; Il Principio di Archimede; Il moto dei fluidi; Legge di Bernoulli;
VELA E WINDSURF ANNO DOCENTE: Oreste Stefanelli
Corso di Laurea Scienze delle Attività Motorie e Sportive VELA E WINDSURF ANNO 2016-2017 DOCENTE: Oreste Stefanelli e-mail: [email protected] - sede di corso: CUS Bari, Lungomare Starita - Bari - nome insegnamento:
Due Opzioni di Armo vela e albero alto intercambiabili C U R V E
bug_brochure_ita.indd 1 10/1/08 2:51:37 PM Una vera scoperta. Non pensavo potesse darmi queste emozioni. Non vedo l ora di fare la prima regata con il mio Bug! Francesca, Bug Race, velista ITA Impensabile
Alcuni utili principi di conservazione
Alcuni utili principi di conservazione Portata massica e volumetrica A ds Portata massica: massa di fluido che attraversa la sezione A di una tubazione nell unità di tempo [kg/s] ρ = densità (massa/volume)
Scuola di Vela Intermedio < di 15 anni
Direttore Sportivo (Massimo Segnini) Corsi estivi (Istruttire Federale) Corsi annuali (PA Giannoni) A1 Principianti (5 giorni) D1 Lezioni a scuola (Invernale) 2a Intermedio > di 15 anni A2b Intermedio
Lezione 39: la legge di Ohm e i circuiti elettrici
Lezione 39 - pag.1 Lezione 39: la legge di Ohm e i circuiti elettrici 39.1. Il circuito elementare Nella scorsa lezione abbiamo rappresentato in modo più o meno realistico alcuni circuiti elettrici particolarmente
LA FORZA DI CORI OLIS
LA FORZA DI CORIOLIS La forza di Coriolis, dal nome del fisico francese Gaspard Coriolis (1792-1843), è una forza fittizia alla quale è soggetto un corpo che si muove entro un sistema in rotazione. Questa
Manuale illustrato delle Regole di Rotta e della procedura per le proteste
Ezio Fonda Manuale illustrato delle Regole di Rotta e della procedura per le proteste Regolamento di Regata 2017-2020 VERSIONE RIDOTTA Le Regole di Regata on-line: http://www.eziofonda.it Ezio Fonda 2017-2020
I tre principi della dinamica
1 La dinamica è un ramo della fisica che studia il moto dei corpi considerando le cause (le forze) che lo determinano. La dinamica si basa su tre principi: 1. Il primo principio Il principio di inerzia
I fluidi Approfondimento I
I fluidi Approfondimento I statica dei fluidi Legge di Stevino, Principio di Pascal, Principio di Archimede e applicazioni dinamica dei fluidi ideali Flusso di un fluido e continuità Equazione di Bernoulli
Meccanica. 1. Lavoro, forze conservative e teorema dell energia cinetica 2. Energia potenziale e conservazione dell energia meccanica
Meccanica 1. Lavoro, forze conservative e teorema dell energia cinetica 2. Energia potenziale e conservazione dell energia meccanica Lavoro di una forza Forza costante Forza non costante Unità di misura
Corso di MECCANICA DEL VOLO Modulo Prestazioni. Lezione n.2. Prof. D. P. Coiro
Corso di MECCANICA DEL VOLO Modulo Prestazioni Lezione n.2 Prof. D. P. Coiro [email protected] www.dias.unina.it/adag/ Corso di Meccanica del Volo - Mod. Prestazioni - Prof. D. Corio - Intro Il Velivolo 1
Compito di Discipline Nautiche I
Compito di Discipline Nautiche I Cognome Nome Classe 1) Con il Termine MARPOL cosa si intende? La Convenzione Internazionale per la prevenzione dell inquinamento causato da navi. La Convenzione Internazionale
Meccanica dei Fluidi: statica e dinamica
Meccanica dei Fluidi: statica e dinamica Stati della materia (classificazione assai approssimativa!) Solido: ha una forma propria, poco compressibile, alta densità Liquido: non ha una forma propria, poco
Lezione 3 Lavoro ed energia
Lezione 3 Lavoro ed energia 3.1 Energia cinetica VI.3 Teorema dell energia cinetica Una goccia di pioggia (di massa m = 3.3510 5 Kg) cade verticalmente sotto l azione della gravità e della resistenza dell
b. Per il teorema di Gauss, il flusso attraverso una superficie chiusa dipende solo dalle cariche in essa contenute, in questo caso q.
QUESITI 1 Quesito Lo schema A è impossibile perché per ogni punto dello spazio passa una sola linea di forza. Lo schema C è impossibile perché una linea di forza dev essere orientata come il campo elettrico
CAPITOLO 9: LA GRAVITAZIONE. 9.1 Introduzione.
CAPITOLO 9: LA GRAVITAZIONE 9.1 Introduzione. Un altro tipo di forza piuttosto importante è la forza gravitazionale. Innanzitutto, è risaputo che nel nostro sistema di pianeti chiamato sistema solare il
Eq. bilancio quantità di moto
Eq. bilancio quantità di moto Contributo relativo alle superfici permeabili, ovvero interessate da flussi di massa (nullo, dato che il fluido è macroscopicamente in quiete) Integrale degli sforzi superficiali
MANCA : VETTORI, FORZE E MOMENTO DI UNA FORZA
MANCA : prodotto vettoriale prodotto scalare VETTOI, OZE E MOMENTO DI UNA OZA Immaginiamo un corpo in movimento, ad esempio un ciclista, un motociclista, un automobile o un aeroplano. Corpo in movimento
Il lavoro e l energia
Il lavoro e l energia 1. La forza e il lavoro Che cos è il lavoro in Fisica Ogni lavoro richiede uno sforzo e quindi l impegno di una forza. Il lavoro fisico e quello intellettuale richiedono il primo
La barca, le vele gli strumenti
La barca, le vele gli strumenti La fisica in barca "Napoli 8-10 novembre 2007 G.Paternoster La fisica in barca - Napoli nov. 2007 1 Sommario La barca: il galleggiamento e l equilibrio Le vele: perché si
Il perché del Principio di Archimede
Il perché del Principio di Archimede Un corpo immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso l alto uguale al peso del fluido spostato Ricordiamo che il principio è valido per i fluidi e quindi
Equazioni Polinomiali II Parabola
Equazioni Polinomiali II Parabola - 0 Equazioni Polinomiali del secondo grado (Polinomi II) Forma Canonica e considerazioni La forma canonica dell equazione polinomiale di grado secondo è la seguente:
Il Moto nei Fluidi: Acqua e Aria. Il Volo Spaziale
Il Moto nei Fluidi: Acqua e Aria Il Volo Spaziale Fluido Acqua Principio di Archimede 1. Il corpo tende a cadere fino a raggiungere il fondo se la forza di Archimede è minore del peso, F A < F p 2. Il
Fluidi I. Stati della materia Densità e pressione Idrostatica Idrodinamica
Fluidi I Stati della materia Densità e pressione Idrostatica Idrodinamica Stati della materia 1. Solido: indeformabile e incomprimibile 2. Liquido: deformabile e incomprimibile 3. Gassoso: deformabile
Fluidodinamica. Q=V/Δt=costante
Liquido perfetto o ideale: Fluidodinamica Incomprimibile (densità costante sia nel tempo che nello spazio) Assenza di attrito interno (in un liquido reale si conserva la caratteristica dell incompressibilità
IL LAVORO E L ENERGIA. che si possono trasformare tra loro lasciando invariata la quantità totale di energia.
IL LAVORO E L ENERGIA ENERGIA: Grandezza scalare associata allo stato di un corpo Esistono varie forme: Energia cinetica Energia potenziale Energia elettrica Energia chimica Energia termica Energia elastica..
