6. Generatori di corrente controllati
|
|
|
- Regina Alice Arena
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 6. Generatori di corrente controllati 6.1 Generatori con un solo operazionale In molte applicazioni è utile poter disporre di generatori di corrente controllati in tensione. Un modo semplice, ad esempio, per ottenere un segnale a dente di sega è quello di caricare, e scaricare, con corrente costante una capacità. Partiamo quindi dalla considerazione che per ottenere una rampa lineare di tensione si può caricare una capacità con una corrente costante I K. In tal caso la tensione sul condensatore V C sarebbe V C = Q C = I K t C (1.6) Possiamo costruire un circuito come quello della Fig. 1.6, dove la tensione sul condensatore è dovuta alla corrente che fluisce attraverso la resistenza R C e attraverso la. La corrente attraverso R C cala esponenzialmente al crescere della tensione V C, quindi dimensioniamo in modo da compensare questo calo attraverso R C al fine di tenere costante la corrente di carica del condensatore I K. L amplificatore con guadagno G, non invertente e finito, fornisce la tensione di correzione V C *G. La condizione per rendere costante la corrente di carica, somma delle due correnti, è I RC + I RF = I K (2.6) dove I K è anche il valore della corrente iniziale a condensatore scarico I = V CC R c (3.6)
2 Fig. 1.6 Imponendo la carica a corrente costante avremo quindi dalle (2.6) e (3.6) V CC "V C R C + GV C "V C R K = V CC R C (4.6) dalla quale si ricava quanto deve valere il guadagno dell amplificatore non invertente G = R C + R C (5.6) Se osserviamo la Fig. 1.6 vediamo che per l amplificatore non invertente con guadagno G la R K è una resitenza di controreazione positiva. Pertanto applicando la (11.2) si ottiene, tenedo presente qunto detto nel paragrafo 3 a proposito dell impedenza d ingresso infinita per gli amplificatori non invertenti del tipo di Fig. 5.3, l impedenza d ingresso con controreazione Z INF = Z IN = + ( 1" G)Z IN 1" G ( ) (6.6) La capacità C vedrà come impedenza Z K, parallelo della (6.6) con la R C. Conviene notare a questo punto che la (6.6) è una impedenza negativa. Il parallelo visto dalla C sarà quindi 2
3 R C " 1# G Z K = R C + ( ) ( 1# G) (7.6) Poichè I K deve essere costante, la (7.6) sarà quindi l impedenza d uscita di un generatore di corrente, quindi deve avere valore infinito. La condizione per cui Z K valga infinito è che sia nullo il denominatore R C + 1" G ( ) = 0 (8.6) che ci da nuovamente la condizione (5.6) per il guadagno G. Abbiamo quindi trovato che utilizzando una porzione di controreazione positiva è possibile realizzare impedenze negative che in parallelo ad impedenze reali realizzano impedenze infinite ovvero generatori di corrente. Lo schema generale di un tale generatore di corrente, controllato in tensione, sarà quello di Fig per il quale cercheremo la condizione perché sia costante e controllata da V 1 e V 2 la corrente sull impedenza qualsiasi Z. Fig
4 Calcoleremo partendo dalla considerazione che le tensioni ai nodi d ingresso sono uguali e che non ci sono correnti entranti, corto circuito virtuale. Porremo poi la condizione che sia solamente funzione di V 1 e V 2. Le condizioni per le due maglie d ingresso, tenendo conto che nel nodo sull impedenza Z le correnti si sommano come = I 1 " I 2 (9.6) sono V 2 "V' R = V '"V OUT nr (10.6) = V OUT "V ' m " V '"V 1 (11.6) Eliminando V dalle due precedenti otteniamo " V 2 + V % OUT n $ ' # n & n +1 = " V + V OUT 1 m ( I R % m $ Z 1' # & m +1 (12.6) Perché sia solo funzione di V 1 e V 2 bisogna eliminare V OUT e la condizione è che valga m = n (13.6) In questo caso vale = V 1 "V 2 (14.6) quindi abbiamo realizzato un generatore di corrente controllato in tensione. Lo stesso calcolo poteva essere fatto in modo diverso. Avremmo potuto imporre la condizione che l impedenza vista da Z fosse infinita. Ovvero che fosse infinito il parallelo tra e l impedenza 4
5 d ingresso, con controreazione, dell amplificatore non invertente, con guadagno (n+1), e con resistenza di controreazione m. Questa impedenza, che chiameremo Z C vale quindi Z C = " Z INF + Z INF = mr 1 1# ( n +1) mr + 1 1# n +1 ( ) (15.6) la condizione per cui sia Z C infinita è che valga mr + 1 1" n +1 ( ) = 0 (16.6) ovvero che sia di nuovo m = n (13.6) Ora abbiamo trovato la condizione per cui l impedenza Z veda un generatore di corrente ma non conosciamo il valore della corrente. Tuttavia sapendo ora che il generatore è di corrente, possiamo metterci nelle condizioni più comode per calcolare la corrente generata utilizzando la struttura di Fig Infatti la corrente è indipendente da Z e quindi sostituiamo Z con un cortocircuito per rendere immediato il calcolo. In questo caso V è uguale a zero quindi la corrente sul cortocircuito è una somma di due correnti V 1 + V OUT n = V 1 + "nv 2 n = = V 1 "V 2 (17.6) 5
6 Fig. 3.6 che in definitiva ci riporta alla (14.6). Il generatore descritto da Fig. 2.6 pur interessante, mostra limiti al suo utilizzo non indifferenti che saranno subito evidenti dall esempio applicativo che segue. Supponendo di voler realizzare un generatore controllato dalla sola V 2, per semplicità, dovremo scegliere la. Per avere un buon guadagno dovrà essere piccola, ad esempio 1000Ω. Quindi con un segnale, ad esempio, di 1V, sarà 1mA, indipendentemente dal carico Z. Dobbiamo anche definire n. Poichè la corrente generata dall amplificatore, per raggiungere il carico Z deve attraversare n, sarà opportuno che la n sia la più piccola possibile. Poniamo n =10Ω, ovvero n=0,01. R e nr sarà opportuno che siano grandi per non portare via corrente all amplificatore e presentare una impedenza abbastanza grande a V 1. In definitiva costruiamo il circuito di Fig La corrente di 1mA passa su Z indipendentemente da quanto vale Z. Se Z è piccola, diciamo 10Ω, ai suoi capi avremo una tensione di 10mV e nessun problema. Se invece Z fosse 10KΩ ai suoi capi avremmo 10V, assolutamente sopportabili dall amplificatore. Ma attenzione: I 2 diventerebbe di 10mA. Molto più grande della corrente destinata al carico Z. Il fatto che la 6
7 resitenza che controlla il guadagno di corrente sia in parallelo al carico porta, al crescere dell impedenza del carico, ad erogare correnti crescenti che tuttavia non sono destinate al carico Z e quindi sono un inutile spreco di potenza. Fig. 4.6 Concludiamo con un ultima considerazione sugli effetti dell amplificazione non infinita in assenza di controreazione. Di nuovo questo comporterebbe che V non sarebbe nulla. Questo effetto si somma al fatto che gli amplificatori reali hanno una cosiddetta tensione di offset fra gli ingressi, ovvero una piccola differenza di tensione costante, normalmente molto piccola, che in alcuni casi è comunque dell ordine di qualche mv o della decina di mv. Vediamo dalla Fig. 3.6 come si puo minimizzare l effetto della tensione di offset tra gli ingressi. In assenza di segnali d ingresso, per effetto dell offset, sarà V diversa da zero. Pertanto sarà V OUT V OUT = ( n +1)V ' (18.6) che provocherà una offset 7
8 ( offset = n +1 )V ' n = " 1+ 1 % $ # n ' V ' & (19.6) Per renderla minima, a parità di, si dovrà tenere n più grande possibile, il che è in contrasto con quanto discusso nell esempio di Fig. 4.6 dove n conveniva fosse 0,01. Vedremo ora uno schema ove la resistenza che controlla la corrente sul carico risulti essere in serie al carico. Lo schema di Fig. 5.6 potrà essere usato qualora sia possibile connettere il carico Z senza che uno dei terminali sia a massa. Fig. 5.6 Il calcolo approssimato è immediato se supponiamo che >>r. Essendo la di controreazione connessa in V OUT, possiamo pensare che questo divenga il terminale d uscita dell amplificatore e che la Z sia incorporata nell amplificatore come una impedenza che si aggiunge all impedenza d uscita dell amplificatore stesso e che viene praticamente annullata dalla controreazione. Avremo quindi V ' OUT = ( R V 1 "V 2 ) (20.6) e trascurando la corrente su, la corrente su Z sarà uguale a quella su r 8
9 " I r = V ' OUT r = ( R V #V 1 2) 1 r (21.6) Per fare il calcolo esatto di bisogna tener conto che = I r " I 2 = R V 1 "V 2 # % ( ) 1 V 2 "V 1 r " $ + R R & ( ' (22.6) ovvero = V 1 R " $ # r + % ' ( V " 2 R $ F + R& R # r +1 % ' (23.6) & che per >>r ritorna ad essere la (21.6). 6.1 Generatori con due operazionali Un altro schema con resitenza di controllo della corrente in serie al carico Z è dato in Fig Analizzeremo il circuito e porremo le condizioni per cui sia solamente funzione di V 1 e V 2. Dovremo calcolare = V 0 "V' R (24.6) Dalla figura risulta che per l amplificatore 1 sarà, ugualiando il valore delle tensione ai nodi d ingresso trovati per le due maglie, V 1 "V 0 mr ( 1 + V 0 = V "V' 2 nr 1+ m) ( 2 + V ' (25.6) 1+ n)r 2 dalla quale # V 0 % 1" $ m 1+ m ( ) & # ("V '% 1" ' $ n 1+ n ( ) & n ( = V 2 ' 1+ n ( ) "V 1 9 m 1+ m ( ) (26.6)
10 che per n=m ci da V 0 "V'= ( V 2 "V 1 )n (27.6) da cui = V 0 "V' r = V 2 "V 1 r # n (28.6) Si vede che agendo su n si può anche porre un guadagno al generatore. Si poteva fare il calcolo di anche in modo diverso. Fig.6.6 Se osserviamo il circuito di Fig. 6.6 riorganizzato come in Fig. 7.6, possiamo considerare l amplificatore 2, visto dal nodo dove è connessa Z, 10
11 come un amplificatore non invertente che ha nella rete di controreazione l amplificatore 1. All amplificatore non invertente è poi applicata una controreazione positiva attraverso r. Apriamo il ramo r e calcoliamo il guadagno dell amplificatore 2 da V a V 0. In queste condizioni vale V '= V 0 1+ m " ( 1+ n ) (29.6) Il guadagno è pertanto G = 1+ m 1+ n (30.6) Chiudendo la controreazione attraverso r si può calcolare la impedenza vista da Z che sarà l impedenza con controreazione Z INF = 1" G = 1" 1+ m 1+ n (31.6) perchè essa sia infinita dovrà esse G uguale a 1 ovvero n=m. Abbiamo trovato la condizione perchè ci sia un generatore di corrente ma non conosciamo la corrente. La calcoliamo analogamente a quanto fatto prima, ovvero la calcoliamo sul cortocircuito della Fig Può essere interessante notare che la tensione V sull impedenza di carica, è disponibile anche all uscita dell amplificatore 1 dove è riprodotta a bassa impdenza. Nel seguito si vedranno alcune applicazioni. 11
12 Fig. 7.6 Poichè le tensioni nei nodi 1 e 2 dell amplificatore sono alla stessa tensione e V vale zero, scriviamo V 2 1+ n n = V 0 " V 1 1+ n +V 1 (32.6) dalla quale V 0 = n( V 2 " V 1 ) (33.6) e in conclusione = V 0 r = V 2 "V 1 n (34.6) r 12
13 Fig
14 14
9.Generatori di tensione
9.Generatori di tensione In molte applicazioni analogiche, specialmente per i processi di conversione D/A e A/D, è necessario disporre di tensioni di riferimento precise. Mostriamo alcuni metodi per ottenere
Generatori di tensione
Generatori di tensione Laboratorio di Elettronica B Anno accademico 2007-2008 In molte applicazioni analogiche, specialmente per i processi di conversione D/A e A/D, è necessario disporre di tensioni di
ALTRI CIRCUITI CON OPERAZIONALI 1 Sommatore invertente 1 Sommatore non invertente 3 Amplificatore differenziale 7 Buffer 11
Altri circuiti con operazionali rev. del /06/008 pagina / ALT CCUT CON OPEAZONAL Sommatore invertente Sommatore non invertente Amplificatore differenziale 7 Buffer Altri circuiti con operazionali Sommatore
AMPLIFICATORE DIFFERENZIALE
AMPLIFICATORE DIFFERENZIALE Per amplificatore differenziale si intende un circuito in grado di amplificare la differenza tra due segnali applicati in ingresso. Gli ingressi sono due: un primo ingresso
DAC Digital Analogic Converter
DAC Digital Analogic Converter Osserviamo lo schema elettrico riportato qui a lato, rappresenta un convertitore Digitale-Analogico a n Bit. Si osservino le resistenze che di volta in volta sono divise
Appunti di Elettronica I Lezione 3 Risoluzione dei circuiti elettrici; serie e parallelo di bipoli
Appunti di Elettronica I Lezione 3 Risoluzione dei circuiti elettrici; serie e parallelo di bipoli Valentino Liberali Dipartimento di Tecnologie dell Informazione Università di Milano, 2603 Crema email:
Collegamento generatori di tensione. Collegamento parallelo. Sia dato il sistema di figura 1: Fig. 1 -
Collegamento generatori di tensione Collegamento parallelo Sia dato il sistema di figura : Fig. - vogliamo trovare il bipolo equivalente al parallelo dei tre generatori di tensione, il bipolo, cioè, che
Laboratorio di Sistemi e Segnali AA 2017/18 Esonero 1, Soluzioni A
Laboratorio di Sistemi e Segnali AA 2017/18 Esonero 1, Soluzioni A Esercizio 1 (8 punti): A media frequenza possiamo approssimare il capacitore C E con un corto. L amplificazione pertanto è g m R C dove
RETI LINEARI R 3 I 3 R 2 I 4
RETI LINERI 1 Leggi di Kirchoff. Metodo delle correnti di maglia R 1 R 3 I 1 I 3 E 1 J 1 J 2 J 3 I 2 I 4 R 4 I 5 R 5 I 6 R 6 J 4 R 7 Il calcolo delle correnti e delle differenze di potenziale in un circuito
Elettronica I Amplificatore operazionale ideale; retroazione; stabilità
Elettronica I Amplificatore operazionale ideale; retroazione; stabilità Valentino Liberali Dipartimento di Tecnologie dell Informazione Università di Milano, 26013 Crema e-mail: [email protected] http://www.dti.unimi.it/
Michele Scarpiniti. L'Amplificatore Operazionale
Michele Scarpiniti L'Amplificatore Operazionale MICHELE SCARPINITI L Amplificatore Operazionale Versione 1.0 Dipartimento DIET Università di Roma La Sapienza via Eudossiana 18, 00184 Roma L AMPLIFICATORE
Fondamenti di Elettronica Ing. AUTOMATICA e INFORMATICA - AA 2010/ Appello 09 Febbraio 2012
Fondamenti di Elettronica Ing. AUTOMATICA e INFORMATICA - AA 2010/2011 3 Appello 09 Febbraio 2012 Indicare chiaramente la domanda a cui si sta rispondendo. Ad esempio 1a) Esercizio 1. R 1 = 20 kω, R 2
Regola del partitore di tensione
Regola del partitore di tensione Se conosciamo la tensione ai capi di una serie di resistenze e i valori delle resistenze stesse, è possibile calcolare la caduta di tensione ai capi di ciascuna R resistenza,
Lezione 2: Amplificatori operazionali. Prof. Mario Angelo Giordano
Lezione 2: Amplificatori operazionali Prof. Mario Angelo Giordano L'amplificatore operazionale come circuito integrato è uno dei circuiti lineari maggiormente usati. L'amplificatore operazionale è un amplificatore
L amplificatore operazionale
L amplificatore operazionale terminali di input terminale di output Alimentazioni: massa nodo comune L amplificatore operazionale ideale Applichiamo 2 tensioni agli input 1 e 2 L amplificatore è sensibile
Elettronica Amplificatore operazionale ideale; retroazione; stabilità
Elettronica Amplificatore operazionale ideale; retroazione; stabilità Valentino Liberali Dipartimento di Fisica Università degli Studi di Milano [email protected] Elettronica Amplificatore operazionale
5. Amplificatori. Corso di Fondamenti di Elettronica Fausto Fantini a.a
5. Amplificatori Corso di Fondamenti di Elettronica Fausto Fantini a.a. 2010-2011 Amplificazione Amplificare un segnale significa produrre un segnale in uscita (output) con la stessa forma d onda del segnale
AMPLIFICATORI OPERAZIONALI
AMPLIFICATI PEAZINALI Configurazione invertente Configurazione non invertente 6 AMPLIFICATI PEAZINALI Un amplificatore operazionale è un dispositivo integrato il cui simbolo circuitale è il seguente U
Effetti della reazione sui parametri
Effetti della reazione sui parametri Analizziamo come la reazione interviene sui parametri dello amplificatore complessivo, se questo è realizzato con un Amplificatore Operazionale reazionato. A d R 1
Teoremi Thevenin/Norton
Teoremi Thevenin/Norton IASSUNTO Il carico Teorema di Thevenin Come calcolare V Th ed Th conoscendo il circuito Come misurare V Th ed Th Esempi Generatore di tensione ideale e reale Teorema di Norton Generatore
Università degli Studi di Bergamo Facoltà di Ingegneria
Università degli Studi di Bergamo Facoltà di Ingegneria Piatti Marina _ RISOLUZIONE TEMA D ESAME CORSO DI ELETTROTECNICA A.A. 1995/96 SCRITTO 26 SETTEMBRE 1996_ Esercizio n 1 Dato il circuito in figura,
Esame di Teoria dei Circuiti 16 Dicembre 2014 (Soluzione)
Esame di Teoria dei Circuiti 16 Dicembre 2014 (Soluzione) Esercizio 1 3 3 γv 5 r 1 2 2 4 V 5 3 V 1 β 4 4 1 5 V 2 α 3 4 Con riferimento al circuito di figura si assumano i seguenti valori: 1 = 2 = 3 = 3
CORSO DI FISICA ASPERIMENTALE II ESERCIZI SU RESISTENZE IN SERIE E PARALLELO Docente: Claudio Melis
CORSO DI FISICA ASPERIMENTALE II ESERCIZI SU RESISTENZE IN SERIE E PARALLELO Docente: Claudio Melis 1) Un generatore di tensione reale da 20 V provvisto di resistenza interna r pari a 2 Ω è connesso in
9.8 Con la LKT si scrive l equazione seguente: di (1) dt La costante di tempo èτ
9.8 Con la LKT si scrive l equazione seguente: di L Ri cos( t) () dt La costante di tempo èτ L / R ms / 5s ; la soluzione della () è 5t i( t) Ke Acos(t θ ) () Sia A θ il fasore corrispondente alla risposta
Esercizio 1. Amplificatore operazionale configurazione non invertente. Calcoliamo l'uscita Vo
Esercizio 1 Amplificatore operazionale configurazione non invertente Calcoliamo l'uscita Vo Esercizio 2 Amplificatore operazionale in configurazione non invertente con partitore di resistenze al morsetto
GLI AMPLIFICATORI OPERAZIONALI
GLI AMPLIFICATORI OPERAZIONALI Prof. Michele Burgarelli 0 Grazie agli studenti della 5 AM a.s. 2013/2014 dell'itis Rossi di Vicenza Grazie a chi ha dato un essenziale supporto per la stesura di tali dispense.
figura 4.20 La formula generale del rivelatore, valida per segnali d ingresso sinusoidali, è data dall espressione:
4.12 Il circuito rivelatore La funzione svolta da un circuito rivelatore è simile al processo di raddrizamento svolto da un diodo così come illustrato nel paragrafo 2.3; la differenza sostanziale tra un
Elettronica. Appunti per le classi quinte I.T.I.S. Cartesio. Andrea Mola
Elettronica Appunti per le classi quinte I.T.I.S. Cartesio Andrea Mola 3 maggio 2014 Indice 1 Generatori di forme d onda 3 1.1 Generatori di onde quadre o rettangolari................ 3 1.1.1 Multivibratore
Esperimentazioni di Fisica 3. Appunti sugli. Amplificatori Differenziali. M De Vincenzi
Esperimentazioni di Fisica 3 Appunti sugli. Amplificatori Differenziali M De Vincenzi 1 Introduzione L amplificatore differenziale è un componente elettronico che (idealmente) amplifica la differenza di
Università degli Studi di Bergamo Facoltà di Ingegneria Corso di Elettrotecnica DUM A.A. 2000/2001 Esame del 12 gennaio 2001
Università degli Studi di Bergamo Facoltà di Ingegneria Corso di Elettrotecnica DUM A.A. / Esame del gennaio Soluzione a cura di: Bellini Matteo Es. n Data la rete in figura determinare tutte le correnti
AMPLIFICATORI INVERTENTI A SINGOLO TRANSISTORE
configurazione CE: AMPLIFICATORI INVERTENTI A SINGOLO TRANSISTORE configurazione CS: G. Martines 1 ANALISI IN CONTINUA Circuito di polarizzazione a quattro resistenze. NOTE: I parametri del modello a piccolo
ELETTROTECNICA T - A.A. 2014/2015 ESERCITAZIONE 1
ELETTROTECNICA T - A.A. 2014/2015 ESERCITAZIONE 1 ESERCIZIO 1 Dopo aver risolto il circuito lineare tempo-invariante mostrato Fig. 1.1, calcolare la potenza erogata/assorbita da ogni componente. Fig. 1.1
Elettronica applicata
4. DIODO IDEALE La configurazione in diodo ideale (riportata in fig., con la caratteristica ingresso uscita) consente di avere la seguente risposta ad una tensione di ingresso i : per i < 0 o > 0 ed inoltre
Componenti in corrente continua
Ogni componente reale utilizzato in un circuito è la realizzazione approssimata di un elemento circuitale ideale. Nello studio dei sistemi in cc gli elementi più importanti sono : esistore Generatori campione
Esercizi: circuiti dinamici con generatori costanti
ezione Esercizi: circuiti dinamici con generatori costanti ezione n. Esercizi: circuiti dinamici con generatori costanti. Esercizi con circuiti del I ordine in transitorio con generatori costanti. ircuiti..
5.12 Applicazioni ed esercizi
138 5.12 pplicazioni ed esercizi pplicazione 1 1. Trovare il numero dei nodi e dei rami nel circuito in figura. 1 2 3 H 4 C D E 8 G 7 F 6 5 punti 1 e 2 costituiscono un unico nodo; lo stesso per i punti
Amplificatori Differenziali
Amplificatori Differenziali nei simboli non si esplicitano gli alimentatori DC, cioè Normalmente i circuiti che realizzano l amplificatore differenziale e operazionale non contengono un nodo elettricamente
AMPLIFICATORI OPERAZIONALI
AMPLIFICATORI OPERAZIONALI Il termine di amplificatore operazionale deriva dal fatto che, originariamente, tale dispositivo veniva usato nei calcolatori analogici per svolgere operazioni matematiche (come
Diodi e transistor sono spesso utilizzati in circuiti ad elementi discreti, insieme a R, C, L. Il diodo è spesso utilizzato nei circuiti
Diodi e transistor sono spesso utilizzati in circuiti ad elementi discreti, insieme a R, C, L. Il diodo è spesso utilizzato nei circuiti raddrizzatori per convertire la corrente alternata, fornita dalla
4 Amplificatori operazionali
4 Amplificatori operazionali 4.1 Amplificatore operazionale: caratteristiche, ideale vs. reale - Di seguito simbolo e circuito equivalente di un amplificatore operazionale. Da notare che l amplificatore
ESPERIENZA 4 DIODI E RADDRIZZATORI R 1 =1 K
ESPERIENZA 4 DIODI E RADDRIZZATORI PARTE A: Tracciamento della curava caratteristica del diodo Scopo dell'esperienza è studiare la caratterisica tensione-corrente dei diodi. Schema del circuito base utilizzato:
Appunti di ELETTRONICA Amplificatore operazionale (amp. Op oppure A. O.) - +
Appunti di ELETTRONICA Amplificatore operazionale (amp. Op oppure A. O.) - + µa741 Cos'è l'amplificazione: Amplificare un segnale significa aumentarne il livello e di conseguenza la potenza. Il fattore
Elaborazione analogica (1)
Elaborazione analogica (1) Alimentatore bilanciato Amplificatore operazionale Configurazioni di base Amplificatori differenziali Amplificatori differenziali per strumentazione Misura di differenza di potenziale
Elettromagnetismo. Prof. Francesco Ragusa Università degli Studi di Milano. Lezione n
Elettromagnetismo Prof. Francesco Ragusa Università degli Studi di Milano Lezione n. 24 12.1.2016 Circuiti elettrici Equazioni per la soluzione dei circuiti Anno Accademico 2015/2016 Forza elettromotrice
Collegamento di resistenze
Collegamento di resistenze Resistenze in serie Vogliamo calcolare la resistenza elettrica del circuito ottenuto collegando tra loro più resistenze in serie. Colleghiamo a una pila di forza elettromotrice
A.R.I. - Sezione di Parma. Corso di preparazione esame patente radioamatore 2018 IL DECIBEL. Carlo Vignali, I4VIL
A.R.I. - Sezione di Parma Corso di preparazione esame patente radioamatore 2018 IL DECIBEL Carlo Vignali, I4VIL DECIBEL Quando si calcola il guadagno (o l attenuazione) di un circuito occorre calcolare
Amplificatori Differenziali
Amplificatori Differenziali nei simboli non si esplicitano gli alimentatori DC, cioè Normalmente i circuiti che realizzano l amplificatore differenziale e operazionale non contengono un nodo elettricamente
Soluzione del tema di maturità DEL 19 GIUGNO ITIS: indirizzo ELETTRONICA E TELECOMUNICAZIONE. Tema di ELETTRONICA
1 Soluzione del tema di maturità DEL 19 GIUGNO 2014 ITIS: indirizzo ELETTRONICA E TELECOMUNICAZIONE Tema di ELETTRONICA A cura di Prof.ssa Maria Rosa Malizia Il candidato fatte le ipotesi aggiuntive che
ESAME di STATO 2009 ISTITUTO PROFESSIONALE per l INDUSTRIA e l ARTIGIANATO
ESAME di STATO 2009 ISTITUTO PROFESSIONALE per l INDUSTRIA e l ARTIGIANATO Materia: ELETTRONICA TELECOMUNICAZIONI & APPLICAZIONI Il circuito proposto appare abbastanza semplice perché si tratta di un dispositivo
Carica batterie NiCd
Carica batterie NiCd Enrico Strocchi 27 aprile 2003 Introduzione Le batterie ricaribile hanno il grosso vantaggio (per il portafoglio) di essere riutilizzabili a differenza delle normale pile anche se
Nella seguente foto, possiamo vedere l'esterno di alcuni transistor:
IL BJT Il transistor BJT è un componente che viene utilizzato come amplificatore. Si dice amplificatore di tensione un circuito che dà in uscita una tensione più grande di quella di ingresso. Si dice amplificatore
Elettronica Bipoli lineari; nodi e maglie; legge di Ohm; leggi di Kirchhoff
Elettronica Bipoli lineari; nodi e maglie; legge di Ohm; leggi di Kirchhoff alentino Liberali Dipartimento di Fisica Università degli Studi di Milano [email protected] Elettronica Bipoli lineari;
Filtri passa alto, passa basso e passa banda
Filtri passa alto, passa basso e passa banda Valerio Toso Introduzione In elettronica i ltri sono circuiti che processano un segnale modicandone alcune caratteristiche come l'ampiezza e la fase. Essi si
Amplificatori operazionali
Amplificatori operazionali Parte 4 www.die.ing.unibo.it/pers/mastri/didattica.htm (versione del 3-5-07) Amplificatori operazionali non ideali Il comportamento degli amplificatori operazionali reali si
Generatori di segnali sinusoidali
Generatori di segnali sinusoidali A cura di Alì Hajj Indice dei contenuti 1. Definizione..... 2 2. La reazione positiva....... 2 3. La condizione di Barkhausen 2 4. Oscillatore a ponte di Wien.... 3 5.
Nome: Fabio Castellini Sesta esperienza Data: 19/05/2015 I FILTRI PASSIVI
Nome: Fabio Castellini Sesta esperienza Data: 19/05/2015 I FILTRI PASSIVI Un filtro passivo in elettronica ha il compito di elaborare un determinato segnale in ingresso. Ad esempio una sua funzione può
Teoria dei circuiti reazionati
Teoria dei circuiti reazionati Differenze tra lo schema di reazione ideale e il circuito con retroazione: Ogni blocco dello schema a blocchi ha una direzione e un trasferimento che non dipende dai blocchi
Prova scritta del corso di Fisica con soluzioni
Prova scritta del corso di Fisica con soluzioni Prof. F. Ricci-Tersenghi 17/04/013 Quesiti 1. Una massa si trova al centro di un triangolo equilatero di lato L = 0 cm ed è attaccata con tre molle di costante
RISONANZA. Fig.1 Circuito RLC serie
RISONANZA Risonanza serie Sia dato il circuito di fig. costituito da tre bipoli R, L, C collegati in serie, alimentati da un generatore sinusoidale a frequenza variabile. Fig. Circuito RLC serie L impedenza
Esercitazione n 3: Amplificatore a base comune
Esercitazione n 3: Amplificatore a base comune 1) Per il circuito in Fig. 1 determinare il valore delle resistenze di polarizzazione affinché si abbia: I C = 0,2 ma; V C = 3 V; V E = 1,9 V. Sia noto che:
ELETTROTECNICA (10 CFU) CS INGEGNERIA MATEMATICA I
ELETTROTECNICA (10 CFU) CS INGEGNERIA MATEMATICA I prova in itinere 1 Novembre 008 SOLUZIONE - 1 - D1. (punti 8 ) Rispondere alle seguenti domande: punto per ogni risposta corretta, - 0.5 per ogni risposta
V - + V o. = E V d. V d = V + - V - (E ) V +
4 L'AMPLIFICATORE OPERAZIONALE 40 4 L'amplificatore operazionale (ultimo aggiornamento: 9 Marzo 2001) L'amplificatore operazionale e un elemento circuitale largamente utilizzato nei circuiti elettronici
Elettronica Analogica. Luxx Luca Carabetta
Elettronica Analogica Luxx Luca Carabetta Diodi Raddrizzatori Alimentatori Diodi Il nome sta a ricordare la struttura di questo componente, che è formato da due morsetti, anodo e katodo. La versione che
Il blocco amplificatore realizza la funzione di elevare il livello (di tensione o corrente) del segnale (in tensione o corrente) in uscita da una
l blocco amplificatore realizza la funzione di elevare il livello (di tensione o corrente) del segnale (in tensione o corrente) in uscita da una sorgente. Nel caso, come riportato in figura, il segnale
Corso di ELETTRONICA II modulo. Ingegneria Clinica, Ingegneria Biomedica e Ingegneria dei Sistemi. Prof. Domenico Caputo. Esame del 19 febbraio 2009
Esame del 19 febbraio 2009 Nel circuito di figura Is è un generatore di corrente con l andamento temporale riportato nel grafico. Determinare l'evoluzione temporale della V out e disegnarne il grafico
Soluzione commentata. L'installazione proposta dal tema d'esame può essere rappresentata dallo schema seguente: 1 a Parte
Esame di Stato anno 008 - Istituto Tecnico Industriale Elettrotecnica e Automazione - prova: Elettrotecnica Soluzione commentata L'installazione proposta dal tema d'esame può essere rappresentata dallo
Tre resistenze in serie
Tre resistenze in serie Un circuito è formato da tre resistenze collegate in serie a una batteria da 24,0 V. La corrente nel circuito è di 0,0320 A. Sapendo che R 1 = 250,0 Ω e R 2 = 150,0 Ω, calcola a)il
Esercizi svolti Esperimentazioni di Fisica 2 A.A. 2009-2010 Elena Pettinelli
Esercizi svolti Esperimentazioni di Fisica A.A. 009-00 Elena Pettinelli Principio di sovrapposizione: l principio di sovrapposizione afferma che la risposta di un circuito dovuta a più sorgenti può essere
Amplificatori Differenziali
Amplificatori Differenziali nei simboli non si esplicitano gli alimentatori DC, cioè Normalmente i circuiti che realizzano l amplificatore differenziale e operazionale non contengono un nodo elettricamente
Esame di Teoria dei Circuiti - 6 luglio 2009 (Soluzione)
Esame di Teoria dei Circuiti - 6 luglio 009 Soluzione) Esercizio 1 C T V C T 1 Con riferimento al circuito di figura si assumano i seguenti valori: r 1kΩ, C 1µF 10 6 F, 4V, ma. Per t < t 0 0sec l interruttore
PARALLELO DI DUE TRASFORMATORI
l trasformatore PARALLELO D DUE TRASFORMATOR l funzionamento in parallelo di due trasformatori, di uguale o differente potenza nominale, si verifica quando sono in parallelo sia i circuiti primari sia
Amplificatori in classe A con accoppiamento capacitivo
Ottobre 00 Amplificatori in classe A con accoppiamento capacitivo amplificatore in classe A di Fig. presenta lo svantaggio che il carico è percorso sia dalla componente di segnale, variabile nel tempo,
GLI AMPLIFICATORI OPERAZIONALI
Elettronica & Telecomunicazioni GLI AMPLIFICATORI OPERAZIONALI Alunni Marcone Luigina Martire Settimio Classe V B Anno Scolastico 1999/2000 GLI AMPLIFICATORI OPERAZIONALI Alunni: Marcone Luigina, Martire
Gli alimentatori stabilizzati
Gli alimentatori stabilizzati Scopo di un alimentatore stabilizzato è di fornire una tensione di alimentazione continua ( cioè costante nel tempo), necessaria per poter alimentare un dispositivo elettronico
Elettronica I Leggi di Kirchhoff; risoluzione dei circuiti elettrici in continua; serie e parallelo
Elettronica I Leggi di Kirchhoff; risoluzione dei circuiti elettrici in continua; serie e parallelo Valentino Liberali Dipartimento di Tecnologie dell Informazione Università di Milano, 603 Crema email:
