POTATURA DEI FRUTTIFERI

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1 ASSOCIAZIONE REGIONALE GRUPPI COLTIVATORI SVILUPPO del PIEMONTE Supplemento a Coldiretti Informa n. 125 del 22/12/2010 Dir. Amm. B. Rivarossa - Dir. Resp. M. Pellegrino - Poste Italiane - Spedizione in Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46)1 art. 1, comma 2, DCB/CN Filiale di Cuneo Stampa in proprio Editore Federazione Provinciale Coltivatori Diretti di Cuneo FEASR Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l Europa investe nelle zone rurali Programma di Sviluppo Rurale Misura Sottoazione B) Informazione in campo agricolo In collaborazione Settore frutticolo POTATURA DEI FRUTTIFERI DOPO I DIVERSI APPUNTAMENTI IN CAMPO ORGANIZZATI NELLE VARIE LOCALITA DELLA PROVINCIA, CON QUESTA NOTA TECNICA SI VUOLE DARE ALCUNI SPUNTI SULLA POTATURA. Nelle prossime pagine seguirà una descrizione sulla potatura del pesco, actinidia, melo. Seguirà nella prossima nota tecnica l aggiornamento della potatura su albicocco, pero e susino. Nell ultima pagina ci sarà una tabella per la prenotazione presso l Agenzia 4A/CATAC della confusione sessuale con i costi. I tecnici di zona sono a disposizione per l acquisto, il monitoraggio, la durata e la consegna dei confusori. In caso di chiarimento i tecnici sono a disposizione sia per la potatura e sia per la confusione sessuale.

2 DRUPACEE LA POTATURA DEL PESCO Importanza di un corretto sviluppo vegetativo dell albero Questo risultato si ottiene assai facilmente se in fase d impianto vengono tenuti in conto gli aspetti più importanti che determinano il futuro habitus della pianta e che sono: - Giusta combinazione portainnesto/varietà - Scelta della forma di allevamento (ad 1,2 assi) - Situazione del terreno precedente l impianto La progettazione dell impianto è la fase più importante che condizionerà gestione e produzione per tutta la durata dello stesso: infatti, riportare allo stato ordinario un pescheto, già squilibrato in partenza, sarà un impresa non sempre fattibile. Corretta impostazione della pianta nella fase di allevamento Come già ripetutamente ricordato è fondamentale operare una corretta selezione dei rami sin dalla fase dell impianto. Senza scendere nei particolari in quanto il comportamento da seguire si differenzia a seconda della forma adottata, in generale si può affermare che dovranno essere eliminati senza indugio i rami con angolo d inserzione troppo stretto e quelli troppo vigorosi: quest ultima operazione è fondamentale se si vogliono evitare situazioni future di ombreggiamento con conseguente impoverimento della zona inferiore della pianta. Non va comunque dimenticato che nelle forme a più assi deve essere mantenuto 2 un certo numero di rami con diametro inferiore alla metà di quello del fusto i quali diventeranno le future sottobranche. Per meglio regolare il loro sviluppo si eviti il ricorso a distanziatori (troppo onerosi) mentre risulta molto efficace e di veloce esecuzione la pratica della torsione (mese di giugno) che porterà ad una attenuazione della loro vigoria. La potatura di produzione nei principali gruppi di pesco e nettarine Il comportamento produttivo del pesco è funzionale alla varietà considerata. Infatti la pezzatura dei frutti e la potenzialità produttiva è legata alla singola varietà: allo scopo di semplificare questo aspetto si sono riunite le varietà in 3 gruppi distinti: Gruppo Rich, Gruppo Rome Star e Nettarine. Di seguito sono illustrati i passaggi fondamentali da realizzare in campo: 1. GRUPPO RICH (vedere tab.1) Foto 1: Esempio di potatura corta Prima

3 Ritorno netto su un ramo misto lungo dell anno Ritorno sul legno dell anno e mantenimento di rami misti medi Mantenimento dei rami misti lunghi vicini all asse centrale Dopo Come indicato nella tabella 1 le diverse cultivar che rientrano in questo gruppo devono essere gestite con una potatura corta con la quale si vanno a selezionare i rami misti lunghi ( cm). L obiettivo è quello di mantenere il più possibile la produzione aderente all asse centrale della pianta (Foto 1). 2. GRUPPO ROME STAR (ved. Tab.1) Foto 2. Esempio di potatura di media intensità Dopo Si tratta di una potatura meno energica rispetto alla precedente la quale si basa sul mantenimento di 2 3 rami misti medi (30 50 cm) presenti su branchette di 2 anni. Come nel gruppo precedente devono essere eliminati tutti i brindilli e mazzetti di maggio presenti. 3. NETTARINE (ved. Tab 1) Foto 3: Esempio di potatura lunga Prima Prima 3

4 SCELTA DEL MATERIALE VIVAISTICO: PESCO Le possibilità che si presentano per l esecuzione di un impianto sono le seguenti: Dopo Nel recente passato il gruppo Nettarine era suddiviso in 2 sottogruppi. In uno di questi rientravano in modo particolare le varietà Big Top e Diamond Ray per le quali veniva attuata una potatura lunga basata sul mantenimento di intere cravatte e ridotti tagli di rinnovo. Dalle ultime osservazioni è emerso che a lungo andare questo tipo di impostazione porta ad un esaurimento delle branche con conseguente perdita di rami fruttiferi. Si è deciso quindi di comprendere le 2 varietà in questione nel gruppo unico delle nettarine per le quali sono valide le seguenti indicazioni: in questo gruppo vanno privilegiati i rami misti corti (brindilli) inseriti su branchette di 2 anni chiamate abitualmente cravatte. Quest ultime vanno richiamate con opportuni tagli di ritorno e con uno sfoltimento dei brindilli ormai esaurienti, in particolare su Big Top e Diamond Ray dove esistono problemi di pezzatura; dove questi non esistono (Ali Top, Nectaross, Caldesi ecc) è possibile mantenere delle branchette relativamente più sporche. Come è possibile vedere dalla Foto. 3 la cravatta è stata opportunatamente raccorciata e diradata e sono stati mantenuti 3 rami misti corti. Taglio di rinnovo sulla cravatta Gemma dormiente Pianta innestata in vivaio e successivamente trapiantata: è abbastanza economica, ma si possono verificare degli insuccessi sia per le fallanze fisiologiche degli innesti, sia per la mancanza di tempestività che si può verificare dalla fase di estirpo dal vivaio alla messa a dimora in campo a gemma già mossa. Astone È il sistema che più si va diffondendo sia per la praticità che per la veloce entrata in produzione, pur essendo questo il più costoso. In genere si tratta di astoni di 1 anno, ma non mancano i casi di piante innestate a primavera e quindi di 7-8 mesi i così detti astoncini che presentano caratteristiche migliori. Vaso Utilizzato per impianti eseguiti in stagione avanzata (maggio). In questo caso si richiede una buona cura delle piante con particolare attenzione al trasporto, inoltre è indispensabile disporre di un impianto d'irrigazione localizzata per impedire il collassamento delle piante. FORME CONSIGLIATE All atto della programmazione dell impianto è necessario tenere conto della 4

5 giusta combinazione portinnesto/varietà e della fertilità del terreno, pertanto la scelta della forma di allevamento da adottare sarà in funzione di tali caratteristiche. PIANTE VIGOROSE E ASSURGENTI PIANTE MEDIAMENTE VIGOROSE PIANTE DEBOLI Forma a candelabro, o in terreni meno fertili, quella ad U Forma ad U o in terreni meno fertili ad asse colonnare Asse colonnare Tabella 1. Forme di allevamento attualmente consigliate per il pesco Forma di allevamento Distanza fra piante (m) Distanza fra file (m) N piante/ha Asse colonnare 1,3 1,6 4,30 4, U 2 2,20 4 4, Candelabro 2, , E' prevista in ogni caso la messa in opera di impalcature di sostegno, ridotte peraltro a 1 palo ogni 20 m e alla stesura di 2 o 3 fili metallici. Ciò comporta un aggravio dei costi iniziali di impianto, ampiamente compensati però dal successivo contenimento dei costi di gestione. L'adozione dell'impalcatura si rende necessaria in quanto il precoce raggiungimento della forma definitiva fa sì che la pianta non sia in grado da sola di reggere il peso della produzione dei primi anni. Si sottolinea infine l'importanza della potatura verde, che con l'adozione di queste forme diventa una pratica essenziale, per favorire l'equilibrio vegetativo tra le parti della chioma ed evitare l impoverimento eccessivo della parte inferiore della pianta. POTATURA LUNGA Il pesco è una specie con portamento produttivo molto diverso dal melo (il pesco produce unicamente sul legno di 1 anno) e pertanto i principi di potatura 5 adottati ed ormai affermati nel melo non possono venire trasferiti in blocco su questa specie anche perché ciascuna varietà, o meglio ogni gruppo varietale, presenta una sua tipologia di fruttificazione.

6 Vi possono però essere alcune eccezioni varietali (gruppo Big Top) nei quali una potatura di tipo lungo è praticabile pur tuttavia con alcune limitazioni importanti rispetto al melo. Evitare un impalcatura troppo alta come avviene per il melo, e non eliminare completamente tutte le branche più vigorose basali: ciò in particolare su varietà vigorose che scapperebbero in punta. Evitare la piegatura della cima che provocherebbe solamente un ombreggiamento ulteriore delle parti sottostanti ma alleggerirla dai rami più vigorosi. Sulle varietà più vigorose risulta di fondamentale importanza l esecuzione della potatura post-raccolta: questa operazione, che non vuole essere una potatura definitiva, richiede un tempo modesto di esecuzione ma con innegabili benefici sia per il contenimento della vigoria nella stagione successiva, sia per la maturazione del legno e delle gemme. Evitare di effettuare pulizie dei rami vicini al tronco i quali, anzi, vanno mantenuti per evitare l allontanamento della produzione dal centro. Evitare, con maggiore tempestività che nel melo, l invecchiamento delle formazioni fruttifere. Ricordare sempre che, mancando nel pesco la possibilità di un diradamento chimico, un primo importante diradamento avviene già con la potatura invernale. Come già ricordato è fondamentale, per questo tipo di potatura, partire con una giusta combinazione portinnesto/varietà. PUNTI FONDAMENTALI DELLA POTATURA La forma di allevamento La forma adottata deve essere compatibile con la vigoria della pianta. Tipologia varietale Come già è stato accennato, nel pesco, per ottenere una produzione adeguata sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, è fondamentale rispettare le caratteristiche produttive di ciascuna varietà le quali, per semplificazione sono state suddivise per gruppi (vedi tab. 2). Applicazione della potatura lunga Nel caso di varietà che fruttificano su rami lunghi (gruppo Rich) e di tipo assurgente, bisogna praticare la normale potatura (evitando però sempre raccorciamenti sul legno dell anno). In tal caso sarà veramente indispensabile prevedere uno o due passaggi di potatura verde, uno dei quali già in epoca di diradamento dei frutti. La gestione della cima Si ritiene che la piegatura non costituisca la soluzione migliore come lo è invece per il melo. Infatti da questa operazione in genere ne consegue un ombreggiamento delle parti inferiori e quindi è preferibile 6

7 gestirla con potatura verde a fine maggio, oppure, dopo la raccolta, a fine estate. Operazioni in verde I passaggi in verde sono fondamentali, ed il primo deve essere eseguito nella prima metà di giugno asportando anche manualmente i succhioni dorsali sorti in seguito ai tagli invernali. In epoca ancora precoce, generalmente entro la metà di luglio, si dovrà ricorrere alle torsioni di quelle branche basali assurgenti che intendiamo mantenere: va da sé che nel caso vi siano in alternativa rami migliori di minor calibro è preferibile mantenerli ed asportare i più vigorosi. L ultimo passaggio di potatura verde è infine rappresentato da quello di post raccolta di cui si è detto poco sopra. FORME DI ALLEVAMENTO - ESECUZIONE PRATICA - ASSE COLONNARE Materiale di partenza: preferibilmente piante in vaso per la miglior disposizione dei rami anticipati, ma possono andare bene anche astoni e piante a gemma dormiente. Rappresenta un'evoluzione del fusetto, in questo infatti, la distanza tra le piante di 2,5 m, consentiva di formare un palco basale di considerevole sviluppo, che risultava peraltro di ostacolo alla meccanizzazione. Nella parte superiore tale distanza lasciava dei vuoti eccessivi lungo la parete, oppure invitava a riempirli, formando in questo caso un "cappello" che deprimeva la produttività della parte sottostante. Con l'asse colonnare si riduce la distanza a circa 1,5 m (tab. 1). In questo modo la parte alta della chioma può essere mantenuta aderente all'asse senza perdere in produttività. Le branche basali risultano più corte e aperte, eliminando dall inizio formazioni vigorose. Nella parte inferiore la produzione avviene su branchette fruttifere inserite direttamente sulle branche (assenza di sottobranche), mentre in alto i rami fruttiferi sono inseriti direttamente sull'asse centrale. Va ribadita l'importanza di eliminare formazioni vigorose poste nella parte alta della pianta, la cui presenza determinerebbe l'ombreggiamento e quindi la morte dei rami sottostanti. La formazione dell'asse colonnare a partire dai diversi tipi di materiali di impianto risulta molto semplice a condizione che vengano al più presto eliminate tutte le formazioni più vigorose. L'altezza definitiva si aggira su 3,5 m e si ottiene con un taglio di ritorno eseguito dalla fine del IV anno, comunque sempre sul legno di 2 anni; nel caso di alberi molto vigorosi il taglio può essere anticipato ad allegagione avvenuta (fine maggio). FORMA AD U (a due assi verticali) Materiale di partenza: preferibilmente da gemma dormiente; si parte da una sola gemma il cui germoglio viene in seguito cimato praticando una pinzatura (effetto cydia molesta) in modo da favorire lo sviluppo di due gemme sottostanti che daranno origine 7

8 alle due branche future. Invece, l utilizzo di entrambe le gemme innestate in genere determina un non uniforme sviluppo delle due branche. L'impostazione è in generale quella della Y longitudinale, molto diffusa nel nostro areale; si differenzia però per l'andamento verticale e non obliquo delle due colonne Vantaggi: Miglior intercettazione luminosa, senza rischio d'incrociare le due cime. Miglior utilizzo dello spazio disponibile per ciascun asse. Unico limite Esecuzione un po complessa nei primi due anni d impianto, compensata però da un alleggerimento delle operazioni negli anni successivi. Punti fondamentali: Apertura delle due branche con fissaggio al I filo a 80 cm. Eliminazione di eventuali sottobranche troppo vigorose. Legatura della colonna al secondo filo, allo scopo di dare un andamento verticale e sostegno all'asse ancora debole. CANDELABRO (a tre assi verticali) Materiale di partenza: gemma dormiente o astone. Questa forma, già proposta in precedenza ma poco diffusa a causa della sua complessità nella fase di allevamento, oggi viene ripresentata in quanto ben si addice nelle situazioni con piante particolarmente vigorose. Vantaggi: Ben adattabile a varietà vigorose o in condizioni che comunque inducono vigoria della pianta Massimo utilizzo della parete produttiva Basso investimento di piante (minor costo d'impianto) Unico limite Complessità di esecuzione nei primi due anni Punti fondamentali: Scelta delle due branche (le future colonne laterali) che dovranno essere le più vigorose, mentre la centrale, che comunque risulterà agevolata nello sviluppo, in questa fase non dovrà prendere il sopravvento, e dovrà essere la più debole. Legatura delle due branche laterali al I filo ( cm) ed eliminazione di eventuali rami vigorosi posti nella parte alta. Legatura al II filo delle due colonne già sviluppate ed anche dell'asse centrale. Operare sui tre assi con le stesse modalità indicate per l'asse colonnare Successivamente si potrà posizionare un terzo filo, o più economicamente rialzare il primo nel caso non serva per sostenere l'impianto irriguo. Al raggiungimento dell'altezza desiderata effettuare il taglio di ritorno sempre e solo su legno di due anni. 8

9 Tabella 1: Varietà più diffuse suddivise in gruppi per comportamento produttivo GRUPPO CULTIVAR RAMI FRUTTIFERI INTERVENTI DI POTATURA ESEMPIO GRAFICO Potatura corta Gruppo Rich - Rich Lady - Ruby Rich -Vista Rich - Summer Rich - Early Rich Rami misti lunghi ( cm) Eseguire un taglio di ritorno sulle branchette di 2 anni lasciando 2 rami lunghi ( cm) cercando di mantenere la produzione il più possibile vicino al tronco. Data l elevata vigoria ed il portamento assurgente sono essenziali gli interventi dopo la raccolta (tagli di ritorno) e quelli in verde. Gruppo Rome Star - Diamond Princess - Rome Star - Elegant Lady - Red Moon - Summer Lady - Zee Lady - Sweet Red - Maria Bianca - Michelini - Rosa del West -Alipersiè - Alirosada - Alibianca Rami misti medi (30-60 cm) Potatura di media intensità Eseguire un taglio di ritorno sulle branchette di 2 anni lasciando 3-4 rami misti medi. Nettarine - Amiga - Caldesi Nectaross - Flavortop - Maria Aurelia - Max - Orion - Stark Redgold - Sweet Lady - Venus - Silver Giant - Magique - Alitop - Big Top - Diamond Ray Rami misti corti e mazzetti di maggio Potatura lunga Si selezionano le branchette di 2 anni, cosidette cravatte, le quali vanno alleggerite dai brindilli in eccesso e eventualmente accorciate in funzione del loro grado di esaurimento e dell ottimale rinnovo vegetativo. Si asportano i rami misti vigorosi, lasciandone uno alla base per il rinnovo. Si eseguono tagli di ritorno sulle branche di 3-4 anni, per diradare il numero di branchette fruttifere. 9

10 Tabella 2: Comportamento produttivo delle diverse cultivar Potatura di produzione del pesco Cultivar Tipo Vigore Rami fruttiferi su cui indirizzare la produzione Amiga* NG Medio-scarso Rami misti corti, brindilli, mazzetti di maggio Alitop* NG Medio-elevato Rami misti corti, brindilli, mazzetti di maggio Big Top Zaitabo* NG Elevato Rami misti medi (40-80 cm), brindilli Caldesi 2000* Superqueen NB Elevato Rami misti corti, brindilli, mazzetti di maggio Diamond Ray* NG Elevato Rami misti medi (30-60 cm), brindilli Flavortop NG Elevato Rami misti corti, brindilli, mazzetti di maggio Maria Aurelia NG Elevato Mazzetti di maggio, brindilli Max* NG Elevato Rami misti corti, brindilli, mazzetti di maggio Nectaross NG Scarso Rami misti corti, brindilli, mazzetti di maggio Orion* NG Elevato Rami misti corti, brindilli, mazzetti di maggio Stark Redgold NG Medio-elevato Rami misti corti, brindilli, mazzetti di maggio Magique Maillarmagique* NB Elevato Rami misti corti, brindilli, mazzetti di maggio Silver Giant* NB Elevato Rami misti corti, brindilli, mazzetti di maggio Sweet Lady* NG Medio Rami misti corti, brindilli Sweet Red* NG Medio Rami misti medi (30-60 cm) Venus* NG Elevato Rami misti corti, brindilli, mazzetti di maggio Diamond Princess* PG Medio-Elevato Rami misti medi (40-80 cm) Early Rich Zairiala* PG Elevato Rami misti lunghi ( cm) Red Moon* PG Rich Lady* PG Elevato Rome Star* PG Medio Medio, portamento aperto Rami misti medi e lunghi (40-80 cm) Rami misti lunghi e medi ( cm) Rami misti medi e lunghi (40-80 cm) Ruby Rich Zainoar* PG Elevato Rami misti lunghi ( cm) Summer Lady* PG Medio Rami misti medi e lunghi (40-80 cm) Summer Rich* PG Elevato Rami misti lunghi ( cm) Vista Rich Zainobe* PG Elevato Rami misti lunghi ( cm) Zee Lady Zaijula* PG Medio Rami misti medi e lunghi (40-80 cm) Alipersiè* PB Medio-elevato Rami misti medi (30-60 cm) Alirosada* PB Medio-elevato Rami misti medi (30-60 cm) Aliblanca* PB Medio-elevato Rami misti medi (30-60 cm) Michelini PB Medio-elevato Rami misti medi (30-60 cm) Rosa del West* PB Medio-elevato Rami misti medi (30-60 cm) Osservazioni Favorire il rinnovo vegetativo nella parte basale della pianta Germogliamento e fioritura precoci Favorire il rinnovo vegetativo nella parte basale della pianta Favorire il rinnovo vegetativo nella parte basale della pianta Favorire il rinnovo vegetativo nella parte basale della pianta Favorire il rinnovo vegetativo nella parte basale della pianta Favorire il rinnovo vegetativo nella parte basale della pianta Legenda marchio registrato * protezione brevettuale NG: nettarina a polpa gialla NB: nettarina a polpa bianca PG: pesca a polpa gialla PB: pesca a polpa bianca 10

11 ACTINIDIA: CONSIDERAZIONI SUL CARICO PRODUTTIVO DA MANTENERE DURANTE LA POTATURA INVERNALE primaverili nelle zone storicamente più fredde si sta diffondendo in altre parti del territorio in quanto di facile gestione e con una produzione superiore ai classici impianti a pergoletta bassa. Come si ricorderà l inverno scorso è stato caratterizzato da un prolungato abbassamento di temperature culminato, qualche giorno prima di Natale con punte record di -18/-20 C. Ad ora, fortunatamente le temperature non hanno raggiunto questi minimi anche se comunque i primi freddi importanti (-10/-12 C) si sono registrati precocemente: tuttavia, proprio sulla base della trascorsa esperienza, si raccomanda di non trascurare la potatura addirittura lasciando, come qualcuno ha fatto lo scorso anno, le piante da potare; infatti il risultato conseguito è stato sì di avere un po più di produzione ma di pezzatura quasi sempre scadente a causa dell impollinazione insufficiente; inoltre le piante, così mal gestite, si trovano attualmente in condizioni tali da rendere problematica la potatura secca di quest inverno. Tutt al più, in base al livello di rischio si potrà valutare di lasciare un 20% di rami in eccesso provvedendo poi, al termine del periodo pericoloso per le gelate tardive, alla loro legatura sui fili laterali migliorando la loro disposizione. Aumentando l altezza delle piante e di tutta la struttura impiantistica dai classici 1,80 2,0 m a 3-3,3 m si è riusciti a ridurre il problema del gelo in quanto, come è noto, specie nelle gelate tardive per irraggiamento, il freddo colpisce la parte medio bassa della pianta risparmiando quella superiore. Dalle osservazioni fatte su impianti di 5 6 anni è emerso che mantenere tralci di lunghezza di circa 1,5 m, oltre ad aumentare il carico produttivo, infonde alla pianta un maggior equilibrio rispetto alla classica pergoletta che si concretizza in una ridotta emissione di ricacci estivi con conseguente semplificazione di tutta la gestione dell impianto; inoltre, confrontando la resa produttiva con un impianto di confinante di pari età ma condotto a pergoletta tradizionale, nel 2010 si è ottenuto un incremento di circa 50 q, pari cioè a +20%: come contro partita va però tenuta in debito conto la necessità di ricorrere, per tutte le operazioni, al carro raccolta, anche se il suo utilizzo viene comunque ormai dato per scontato nella potatura invernale anche negli impianti tradizionali. ACTINIDIETO A PERGOLETTA ALTA : CARATTERITICHE DEGLI IMPIANTI, LA FASE DI ALLEVAMENTO E INDICAZIONI PER LA POTATURA DI PRODUZIONE CARATTERISTICHE DELL IMPIANTO Sesto d impianto: Distanza tra le file pari a 4,5 metri e tra le piante 3,7-4 metri con una densità media di 600 piante /ha. Questa tipologia d impianto ideata per limitare il danno derivante dalle gelate Rapporto piante maschili/femminili: 1 a 4 poste nel sesto d impianto. Sono altresì 11

12 possibili altre soluzioni del tipo 1 pianta maschile ogni 4 posta in coppia alla femminile ad un solo cordone, oppure 1 pianta maschile ogni 2 fuori sesto ma col senso del cordone perpendicolare al filare. Palificazione: E necessaria una struttura robusta in grado di sopportare il carico dell impianto e l eventuale azione del vento. La sezione dei pali in cemento deve essere non inferiore agli 8 x 8 cm con una lunghezza complessiva di 4 metri e la loro disposizione è prevista, come per gli impianti tradizionali, in mezzo ad ogni pianta. Su ciascun palo viene inoltre sistemata una traversa di 1,8 m atta a sostenere i due fili laterali: la lunghezza della traversa non deve mai scendere sotto 1,5 m in quanto le operazioni di raccolta diventerebbero difficoltose per l insufficiente disposizione di spazio per il raccoglitore. GESTIONE NELLA FASE DI ALLEVAMENTO Impianto e gestione al primo anno: per una rapida formazione dei cordoni già al primo anno, si dovranno preferire piante di 2 anni impiantate a radice nuda in primavera. Appena messe a dimora, ad inizio aprile, dovranno essere ribattute ad altezza petto d uomo (1,5 m) e successivamente, nel mese di luglio cimate ulteriormente a cm sotto il filo centrale. In seguito a questo secondo taglio si svilupperanno 2 getti i quali rappresenteranno i futuri 2 cordoni. Durante l inverno si procederà con la legatura sul filo centrale di questi e con eliminazioni di tutti i rami anticipati presenti. La doppia ribattuta dell astone risulta essenziale per rinforzare l apparato radicale e favorire il miglior sviluppo della pianta. Gestione al secondo anno: La conduzione al secondo anno d impianto è finalizzata al miglior sviluppo dei 2 cordoni. Tutte le branche che partono da questi il cui diametro è inferiore al 30% dei 2 cordoni, dovranno essere mantenuti e allevati nel corso della stagione in modo che si arrivi alla loro legatura sui fili esterni. Con questo tipo di gestione si giungerà alla potatura a secco con una pianta già organizzata sulla quale si dovranno eliminare i rami più vigorosi concorrenti dei cordoni principali. FASE DI PRODUZIONE Gestione al terzo anno: L impianto al terzo anno di età risulta produttivo anche se la piena produzione si raggiungerà poi al successivo quarto anno. In seguito alla potatura a secco del secondo anno si procederà con la legatura di tutti rami sui fili esterni (fig. 1), operazione che necessita di almeno 50 ore/ettaro. Nel corso della stagione vegetativa non s interverrà più con la potatura estiva se non con un passaggio meccanico prima dello stacco dei frutti al fine di consentire il passaggio del carro raccolta. Come già avviene negli impianti tradizionali, risulta di fondamentale importanza l asportazione, attraverso lo strappo, dei germogli vegetativi (succhioni) prima della fioritura, operazione questa che dovrà essere eseguita naturalmente con il carro raccolta a cui seguirà un eventuale passaggio dopo fioritura. Potatura a secco: nel corso di questa si andranno ad eliminare tutti i rami che sono stati produttivi (fig. 2) lasciando le branche dell anno che manifestano una buona lignificazione e almeno 15 gemme. 12

13 Fig.1: Legatura dei tralci sul filo esterno Fig. 2: Taglio da effettuarsi durante la potatura a secco. Gestione dal quarto anno in poi: prima della ripresa vegetativa dovrà essere realizzata la legatura dei tralci sui fili esterni, operazione che favorirà la circolazione del polline e la fase della fecondazione in quanto con branche opportunamente distribuite sui fili esterni si eviterà la sovrapposizione dei fiori. Al fine di garantire un corretto equilibrio vegeto produttivo, sarà necessario aumentare gli interventi di potatura verde : se al terzo anno successivamente al passaggio pre-fiorale non era più necessario effettuare ulteriori passaggi estivi ad eccezione del passaggio meccanico prima della raccolta dal quarto in poi si dovrà prevedere, oltre all intervento prima della fioritura, almeno un intervento post fiorale (inizio metà luglio) avente lo scopo di rimuovere i succhioni sviluppatosi dai cordoni. Fig. 3: Eliminazione di una branca troppo vigorosa. Fig. 4: Esito della potatura di produzione. Potatura a secco: valgono le considerazioni fatte per il terzo anno: l obiettivo consiste nel selezionare rami dell anno ben lignificati e eliminare le formazioni troppo vigorose (fig. 3) che si dipartono dal cordone. 13

14 OSSERVAZIONI SULL IMPIANTO DI FIG.4: Sono state mantenute le branche dell anno e sono state eliminate quelle che avevano già prodotto proprio per migliorare la luce interna e la circolazione del polline: naturalmente questo è il risultato di una graduale ma costante eliminazione radicale delle formazioni troppo vigorose che si dipartivano dal cordone. Come ricordato Il numero di tralci da selezionare va da 20 a 25 in modo da garantire una produzione di circa qli/ettaro. Anche i rami spur sono stati eliminati in modo da favorire il miglior passaggio della luce e di conseguenza una miglior aerazione dell impianto. Così agendo non solo si favorisce la maturazione del legno ma anche la circolazione del polline risulta favorita tutto a vantaggio di una maggiore e migliore fecondazione che si traduce a sua volta in un aumento della qualità alla raccolta. IL METODO PERGOLETTA tipo "PEYRACCHIA" Coltivata in Piemonte, in particolare nel cuneese da quasi un trentennio, l actinidia non ha subito grossi mutamenti per quanto riguarda la forma di allevamento: infatti la pergoletta; che ha rappresentato la sua iniziale forma adottata, continua ad esserla tuttora, eccezion fatta per alcuni impianti allevati a GDC (Genere Double Courtain), di cui si dirà più approfonditamente nell apposito capitolo; ciò perché nella sua semplicità ben si addice al portamento lianoso della pianta. Nel corso degli anni sono però avvenute alcune variazioni riguardanti il concetto di potatura in particolare nella scelta dei rami produttivi. Questa svolta avvenuta agli inizi degli anno 90 è stata subito battezzata sistema Peyracchia derivata dal nome di due fratelli di Verzuolo che l hanno ideata. Per la verità questo sistema non riguarda unicamente la potatura bensì la conduzione della pianta in senso lato. Infatti, in precedenza gli impianti di kiwi manifestavano in generale un vigore eccessivo, esaltato dal nostro clima estivo che, senza gli eccessi di calore tipici di altre zone di produzione, favorisce ulteriormente lo 14 sviluppo vegetativo anche in quel periodo. Una diminuzione nell'apporto di elementi nutritivi e della quantità d'acqua distribuita, specialmente da fine luglio in poi, hanno contribuito a contenere il vigore dell'albero. In tale situazione è diventato possibile modificare anche il sistema di potatura, non più basato come in precedenza su formazioni di rinnovo ma sul mantenimento di un giusto equilibrio fra legno vecchio e rami di nuova emissione. Nel corso di questo capitolo saranno presentati i punti fondamentali di questo metodo che, se ben applicato, ha dimostrato di raggiungere, nelle condizioni del nostro areale, livelli produttivi più elevati con una sensibile riduzione nei tempi di lavoro. GLI SCOPI Questa tecnica è finalizzata a: Ridurre la percentuale di frutti difettosi che generalmente si trovano sulle formazioni fruttifere vigorose. Mantenere la produzione più prossima ai cordoni. Migliorare la condizioni in cui avviene l'impollinazione sia favorendo l'intercettazione del polline da parte delle piante femminili, sia regolarizzando la potatura delle piante staminifere. La realizzazione di questo tipo di potatura presuppone che nel frutteto siano soddisfatte alcune condizioni, senza le quali la sua adozione apporterebbe scarsi benefici se non addirittura effetti negativi e che mantengono tuttora la loro validità. 1. La pianta deve possedere un giusto equilibrio vegeto-produttivo. Rispetto ai primi anni di coltivazione si è assistito ad una drastica riduzione degli apporti fertilizzanti, in particolare azotati. Riguardo alle quote di restituzione, si faccia riferimento alla tabella del capitolo "fertilizzazione".

15 L'altra componente importante per il raggiungimento di uno stato equilibrato della pianta, è una razionale gestione dell'irrigazione. Riguardo a questa pratica, pur riconoscendone l'insostituibile funzione per ottenere una produzione con pezzatura soddisfacente, essa dovrà venire gestita in modo da fornire il corretto apporto idrico, in particolare nelle fasi di maggior esigenza (fioritura e successivo accrescimento dei frutti) senza incorrere in eccessi. Si ricordi che concimazioni e irrigazioni sono riconosciuti come i principali responsabili dell incidenza di alcune patologie, botrite in particolare, di post-conservazione. 2. La condizione più importante per assicurare un buon livello qualitativo della produzione è rappresentata dall impollinazione. Per il suo conseguimento è necessario disporre di un numero sufficiente di maschi (piante staminifere), che dovrebbero essere presenti in rapporto non inferiore a 1:3-1:4 rispetto alle piante femminili e distribuiti su tutte le file. La pratica di disporre le piante maschili vicino a quelle femminili (20-25 cm) e allevare solo un cordone per pianta può migliorare le rese produttive del frutteto senza creare "stress" alle piante. Questa tecnica consente di aumentare i punti di impollinazione senza compromettere il numero di piante femminili ad ettaro. Negli impianti già in atto nei quali la presenza di impollinatori risultasse carente, il rimedio a più pronto effetto consiste nel praticare una serie di innesti sulle piante femminili fino a raggiungere la giusta densità di impollinatori. L'innesto, a spacco o a corona, eseguito a maggio quando si considera finito il periodo dell'abbondante emissione linfatica, si localizzerà su una branchetta all'interno della chioma: il germoglio che si svilupperà dovrà in seguito trovare spazio adeguato nella parte di pianta assegnatagli. 3. Per garantire una sufficiente ventilazione, 15 indispensabile per assicurare una valida impollinazione, le distanze d'impianto dovranno essere adeguate a tale esigenza. La distanza minima fra i filari non dovrebbe essere inferiore ai 4.5 metri e 4 metri quella fra pianta e pianta. Con piante da meristema le distanze sono di 4.5 x 3.5 metri. Un ruolo importante è giocato dalla potatura verde, specialmente nella fase pre-fiorale, migliorando il passaggio del polline verso i fiori femminili. 4. Presenza di un numero adeguato di alveari opportunamente preparati. La presenza di api svolge sempre un'azione positiva, tanto più evidente quanto più difficili sono le condizioni in cui si svolge la fioritura. Il numero di arnie deve essere di 8-10 per ciascun ettaro; tuttavia l'aspetto quantitativo è secondario rispetto al tipo di famiglie presenti, alla loro preparazione ed alla presenza di trappole per il polline. Negli ultimi anni si è assistito ad una diffusione delle tecniche di impollinazione artificiale, utilizzando o direttamente il polline del proprio impianto, od acquistandolo opportunamente preparato. I risultati sono tanto più interessanti quanto più sono sfavorevoli le condizioni per una normale impollinazione, che possono dipendere dal clima o dalla stessa tecnica colturale, che dunque dovrà sempre essere accurata. 5. Le piante dovranno possedere due cordoni distinti e ben conformati, oppure, come precedentemente accennato, uno solo in modo da costituire una struttura permanente della pianta assieme ad un buon numero di branchette semipermanenti di 2-3 anni. I PUNTI FONDAMENTALI PER LA REALIZZAZIONE DELLA POTATURA "PEYRACCHIA" 1. Pianta in equilibrio vegeto-produttivo 2. Cordoni centrali ben distinti: generalmente sono due, uno per parte;

16 recentemente si tende ad allevarne uno solo, riducendo le distanze in modo da eliminare ogni cimatura iniziale con minor rischio di insediamento di patogeni, 3. Adeguato numero di branchette semipermanenti (rinnovate periodicamente); 4. Rinnovo vegetativo (si ottiene lasciando fino al 30-40% di rami medio-lunghi); 5. Carico di gemme adeguato Es. con sesto d'impianto di 4,5 x 4,5 m: Zone a rischio di gelo senza antibrina: gemme per pianta ( gemme x m lineare) Zone normali: gemme per pianta ( gemme x m lineare) 6. Potatura di produzione invernale Rami da lasciare: Rami spur Rami medi Rami lunghi (solo se maturi e con gemma apicale): è consigliabile l asportazione delle prime due gemme apicali. Rami da eliminare: Succhioni 7. Disinfezione dei tagli Allo scopo di evitare infezioni che conducono ai ricorrenti disseccamenti rameali è consigliabile, dopo la potatura, effettuare spennellature con prodotti a base di catrame o paste ricoprenti sulla superficie di taglio delle branche di maggiori dimensioni: i tagli sul cordone devono essere sempre rasi senza alcun moncone. 8. Legatura Consiste nel disporre i rami legandoli sui fili laterali della pergola, evitando sovrapposizioni e creazione di zone d'ombra. 9. Potatura verde: indispensabile! Pre-fiorale: eliminazione di tutti i succhioni assurgenti. Post-fiorale: Estiva: Selezione dei rami da rinnovo ed eliminazione dei germogli vegetativi fuori della pergola. E possibile effettuare delle torsioni per indebolire i rami assurgenti. Nota bene: non si devono eliminare 16 tutti i rami vegetativi, bensì ne vanno lasciati un certo numero (specie su piante da meristema) per mantenere un giusto rinnovo. IMPORTANTE: Evitare di effettuare spuntature dei rami fruttiferi. TIPI DI RAMI Affinché risulti più agevole la comprensione di questo nuovo approccio alla tecnica di potatura tornerà certo d'utilità prendere in considerazione i tipi di rami che si possono trovare e la loro utilizzazione. RAMO "SPUR" Descrizione Piccolo ramo di 1 anno di circa 10 cm, con gemme a fiore vicine fra loro; in taluni casi le sue gemme al primo anno originano un altro ramo vegetativo. Si forma da gemme avventizie situate sul cordone centrale o su legno di 2-3 anni, oppure da gemme stipulari, in seguito a tagli invernali o estivi. Giudizio In passato trascurati o addirittura eliminati, oggi vengono tenuti nella massima considerazione per la buona qualità dei frutti prodotti e per rappresentare la base di rinnovo delle branchette. Tuttavia in condizioni particolari possono andare incontro a disseccamento. Per ridurre tale rischio è necessario favorire la loro maturazione attraverso idonee operazioni di potatura estiva. RAMI FRUTTIFERI Descrizione Sono rami caratterizzati da gemme ascellari e da una doppia gemma ascellare terminale a seconda della loro lunghezza e vigore si distinguono in: Ramo corto (20-30 cm) Ramo medio (40-50 cm)

17 Ramo lungo (1-2 m) Prendono generalmente origine dal cordone o in seguito a tagli di grosse branche. Giudizio Sono rami da tenere in considerazione nella potatura "Peyracchia", in particolare i rami corti e medi, in quanto dotati di buona fertilità (i frutti migliori si ottengono dalle gemme apicali), ma nel complesso mantengono lungo tutto l'asse del ramo un buon livello qualitativo. Per ricavarne la massima efficienza evitarne il raccorciamento durante la potatura estiva. RAMO VEGETATIVO Descrizione Il succhione è un ramo vigoroso con lunghezza di 2 o più metri e porta gemme molto distanziate e depresse. NON TERMINA con la gemma apicale, quindi è soggetto a continua crescita. Si origina dal cordone o su rami di 1 o più anni, in seguito a tagli drastici. Giudizio E' un ramo non idoneo alla produzione, in quanto solo le gemme mediane sono fruttifere; i frutti che ne derivano non sono comunque sempre di buona qualità; in presenza di altre formazioni legnose, dunque, va eliminato, o meglio non si devono creare le condizioni che ne favoriscono la formazione. ESECUZIONE PRATICA La potatura con il metodo Peyracchia pone a pari livello d importanza la potatura verde ed invernale in quanto entrambe si pongono l obbiettivo di migliorare l intercettazione luminosa e l ombreggiamento della chioma. POTATURA PRE-FIORALE In questa fase più che di potatura vera e propria, si tratta di eliminare i succhioni originati dai tagli invernali o da piegature e 17 che, se lasciati, ostacolerebbero il movimento naturale del polline. Il taglio deve essere raso. Dunque un'operazione semplice ma di grande efficacia. Va ricordato che si deve evitare la cimatura dei germogli allo scopo di favorire il loro naturale arresto. Anche in questo caso vanno evitate le spuntature o raccorciamenti dei germogli anche se, come a volte accade, possono aver originato qualche frutto dalle gemme basali. POTATURA POST-FIORALE Consiste essenzialmente nell'asportazione dei succhioni che si sono ulteriormente formati dopo il passaggio pre-fiorale. Se sono presenti dei succhioni sul cordone centrale, è consigliabile comunque mantenerli, effettuando una torsione che ne riduca la crescita e ne favorisca la maturazione. POTATURA ESTIVA La potatura di questo periodo assume importanza ancora maggiore rispetto al metodo tradizionale. Infatti risulta fondamentale l'operazione di eliminazione dei succhioni o di rami vigorosi che ombreggiano il cordone. La loro presenza infatti oltre ad ostacolare nuovi ricacci dal cordone stesso, impedirebbe la maturazione del legno dei rami corti e spur i quali, come si è detto, assumono grande importanza in questo tipo di potatura. Si raccomanda di evitare la cimatura dei germogli fruttiferi esterni alla pergola, in modo da ottenere un numero adeguato di rami piccoli e medi per l'anno successivo. Per tale ragione si sconsiglia o si raccomanda la massima cautela nell adottare la potatura meccanica (vedi capitolo). Va ricordato che nel taglio di agosto deve essere lasciato un buon numero di "rami lunghi" o, in loro assenza, di qualche succhione per il rinnovo delle branchette (su di esso si potrà praticare una torsione allo scopo di controllarne il vigore). I tagli vanno fatti sempre rasi per evitare il disseccamento dell'eventuale moncone o l'emissione di succhioni inutilizzabili.

18 POTATURA INVERNALE Innanzitutto si deve abbandonare la consuetudine abbastanza diffusa che consiste nell'accorciamento dei rami dopo la raccolta. Tale operazione, infatti, potrebbe privare la pianta di quelle formazioni legnose utili per questo tipo di potatura e provocherebbe l'errata cimatura di rami con gemma apicale a frutto, i quali invece dovranno essere lasciati integri. La potatura consiste nell'eliminazione di rami troppo vigorosi e di quelli che, con la loro disposizione, ombreggerebbero il cordone. Se si dovesse comunque mantenere qualche ramo vigoroso (ramo lungo) per assicurare un certo rinnovo, è necessario conservare i rami misti che già hanno prodotto e che costituiscono il suo prolungamento naturale; tutt al più questi ultimi potranno essere raccorciati. RAMI DA UTILIZZARE Spur Piccoli Medi Lunghi Succhioni SI: solo alcuni per la ricostituzione SI SI SI NO delle branchette Come avviene nella potatura tradizionale, si provvederà alla legatura dei rami al filo, disponendoli uno ad uno, dando loro uno spazio di cm. Tale operazione consentirà di mantenere più branchette senza sovrapposizione, rendendo più agevole l'impollinazione. La piegatura può essere attuata solo in casi eccezionali (fase di riconversione), ed ovviamente solo per i rami più vigorosi. IMPORTANTE RINNOVO Per evitare un invecchiamento della pianta occorre mantenere un rinnovo costante tutti gli anni, avendo cura di eliminare alcune branchette di 3-4 anni a favore di rami lunghi; le branchette devono essere eliminate con taglio raso vicino al cordone. Se nello sviluppo della branchetta si trovano dei rami spur, il taglio può essere effettuato in corrispondenza di questi. Effettuare la disinfezione dei tagli con paste cicatrizzanti. CALCOLO DELLE GEMME Per evitare spiacevoli sorprese finali procedere, dopo la potatura delle prime piante, al conteggio delle gemme rimaste. Verranno lasciate, come nella norma, 100 gemme per m lineare corrispondenti a 450 per pianta (sesto 4,5 x 4,5 m); considerando uria fertilità delle gemme del 50% e con una produzione di 3 frutti per gemma, la produzione risulterà essere di kg per pianta, pari a 290 q/ha. Produzioni superiori e dunque numero di gemme più grande possono essere pregiudizievoli di una pezzatura soddisfacente. POTATURA DELLE PIANTE STAMINIFERE (MASCHI) Anche la potatura delle piante maschili deve essere modificata con operazioni più razionali, tendenti cioè al raggiungimento di un buon equilibrio della pianta: infatti si procederà cercando di portare la struttura su due cordoni ben sviluppati, evitando i raccorciamenti dei rami, bensì lasciando una certa quantità di 18

19 rami misti su legno, cioè di 1 o 2 anni, in modo da consentire uno sviluppo della pianta più equilibrato a beneficio dell'impollinazione ed eliminando i succhioni. Per quanto riguarda la potatura verde essa dovrà essere attuata con le stesse modalità indicate per le piante femminili. che i risultati non si discostino da quelli di un impianto a pergoletta ben condotto. Per quanto riguarda invece l esposizione dei frutti alla luce sembra che con il GDC venga migliorata. Con questo sistema si aumenta la densità d impianto arrivando a piante/ha con sesto d impianto di 1 x 4,5 metri. ALLEVAMENTO DI UN SOLO CORDONE Recentemente in alcuni impianti si tende ad allevare un solo cordone per pianta. La distanza fra le piante può in questo caso venir ridotta a 4 metri o nel caso di piante da meristema a 3.5 metri. Questo sistema che si ottiene lasciando sviluppare il futuro cordone verso l alto è sostenuto da una canna di 4 metri e a fine stagione viene piegato in modo permanente sul filo centrale, evita di effettuare qualche taglio che come è provabile risultano essere poi fra i responsabili della carie del legno FORMA GDC (Genere Double Courtain) Questa forma è abbastanza diffusa in Emilia Romagna, in particolare nel faentino da dove ha preso origine. Nell areale cuneese ha iniziato a fare la sua comparsa qualche anno fa in quanto alcuni frutticoltori sono stati allettati dalla speranza di aumentare la resa produttiva delle piante nei primi anni di allevamento e, successivamente, in piena produzione. Dalle prime osservazioni risulta al momento che questa forma da noi ha soddisfatto solo la prima condizione, ma per la resa produttiva in piena produzione parrebbe REALIZZAZIONE Il materiale di propagazione che viene impiegato è rappresento da astoni o più spesso da piante micropropagate ben sviluppate e la realizzazione della pianta viene eseguita nei primi anni nel seguente modo: 1. viene praticata la spuntatura dell astone a cm di altezza da terra; 2. si seleziona a primavera il germoglio più vigoroso assicurandolo ad uno spago di sostegno collegato al filo superiore in modo che si possa sviluppare liberamente; 3. si effettuano sul germoglio centrale una serie di cimature in numero diverso a seconda che le piante siano da talea oppure da micropropagazione. Nel primo caso si esegue una spuntatura eliminando all altezza di circa un metro e mezzo l apice vegetativo per irrobustire la freccia. Se invece sono state utilizzate piante da micropropagazione si effettuano 4 interventi entro i 160 cm di altezza; se in vivaio sono stati effettuati i primi tre interventi, si interviene in campo ad un metro e mezzo circa di altezza asportando l apice vegetativo; 4. si seleziona quindi un solo germoglio e lo si fissa al filo di sostegno come 19

20 precedentemente descritto; 5. si imposta alla fine di ottobre la doppia cortina, piegando i germogli alternativamente a destra ed a sinistra sui due fili opposti all altezza di 2 metri circa e distanziati 75 cm dal centro del filare onde avere due cordoni nella direzione dei venti dominanti; 6. si eliminano quindi nella primavera successiva tutti i germogli che si sono formati nella curvatura del cordone e nei primi 20 cm del tratto orizzontale del cordone in quanto esercitano una competizione indesiderata con il cordone permanente; 7. quando i germogli originatisi sul cordone permanente hanno raggiunto una lunghezza di 20 cm circa vengono ribattuti a 2-3 cm di lunghezza per evitarne la rottura ed opera del vento e per favorire l emissione di nuovi germogli; 8. si interviene quindi nel secondo anno di vegetazione con la potatura verde per eliminare tutti i getti vigorosi che tendono a prendere il sopravvento sugli altri presenti sul cordone; 9. infine con la potatura secca si asporteranno i tralci situati in posizione dorsale e quelli interni al filare lasciando invece i tralci di medio vigore distati circa 20 cm almeno uno dall altro; 10. le piante maschili vengono allevate assicurandole ad un filo posto a 110 cm circa di altezza, lasciando coprire ad ogni pianta staminifera 8 m di lunghezza. Un altra interpretazione del GDC che, pur rispondendo alla finalità essenziale di consentire ai frutti la massima intercettazione luminosa, non richiede l infittimento che comporta la modalità vista precedentemente. In questo caso invece si tratta di un impianto con un sesto di 2.5 metri (fra le piante) per 4.5 metri (fra le file) nel quale viene praticata la cimatura della pianta, allevati i due cordoni che vengono condotti sui due fili laterali indirizzati in direzione uno opposto all altro. Da ciascun cordone vengono poi allevati diversi tralci e lasciati penduli verso l interfila. PIANTE DA MERISTEMA Molto diffuse in altre regioni italiane, nel nostro areale questa tipologia di pianta ha iniziato ad incontrare un certo favore solo negli ultimi anni: si ottiene attraverso la tecnica della micropropagazione, o moltiplicazione in vitro che consente la propagazione su vasta scala ottenendo un elevato numero di piante che possono essere prodotte in poco tempo. Il materiale di partenza può essere di vario tipo: segmenti di ramo o di radice, apici meristematici ecc. da cui si ottengono micro talee. Le piante da meristema sono riconoscibili facilmente nei primi 2 anni di vegetazione perché presentano foglie allungate e vellutate, caratteristiche della fase giovanile. VANTAGGI Maggior rusticità e quindi resistenza al freddo nei primi anni di vita: Vigoria più contenuta che si traduce nella nostra realtà in un sensibile alleggerimento nei tempi di lavoro richiesti per la potatura verde 20

21 In presenza di materiale ben selezionato si ha un prodotto più uniforme e di buona pezzatura. PROBLEMI Necessità di ottimizzare le risorse idriche con possibilità di adottare l irrigazione localizzata a spruzzo specialmente nei terreni meno sciolti in quanto lo sviluppo radicale meno esteso riduce la possibilità di approvvigionamento idrico rispetto alle piante da talea. Adozione di una tipologia di potatura invernale tendente a privilegiare maggiormente il rinnovo vegetativo rispetto alle piante da talea. della potatura verde se mal gestita, può compromettere il futuro assetto della pianta. Infatti, le spuntature dei tralci, specie in epoca precoce, determinano un ulteriore riscoppio vegetativo senza per altro determinare il necessario sfoltimento ed arieggiamento all interno dei cordoni. Risulta dunque compromessa la possibilità di una buona intercettazione della luce della pianta con conseguente assenza di rametti tipo spur che come è noto sono quelli che garantiscono frutti di buona qualità mantenendo l assetto produttivo al centro della pianta stessa e non all esterno come invece si dovrebbe avere. POTATURA MECCANICA In questi ultimi anni si è assistito ad una certa diffusione nell utilizzo di particolari attrezzature atte ad agevolare la potatura verde. Si tratta di speciali barre falcianti portate dalla trattrice le quali, con particolari movimenti, sono in grado di effettuare accorciamenti dei succhioni, sia quelli posti verticalmente sul cordone sia quelli che vanno ad intersecarsi nell interfila. E bene subito chiarire che tale pratica, che da molti è intesa come sostitutiva o quasi In conclusione l applicazione della potatura meccanica in verde sull actinidia può essere di qualche utilità, nelle aziende con un certo investimento nella superficie a Kiwi, solo come ausilio nel consentire l accesso ai mezzi per eventuali interventi antiparassitari (intervento estivo con Bacillus Thuringensis contro i ricamatori) e nel periodo pre-raccolta. Anche in questi casi, comunque bisognerà limitarsi a leggere spuntature in modo da non compromettere la validità dei tralci che potranno essere opportunamente scelti durante la potatura invernale. Diversamente questa pratica, come già affermato, non è mai sostitutiva delle operazioni da effettuare in verde 21

22 POMACEE LA POTATURA DEL MELO La conduzione centrifuga, nota come taille longue, nel nostro territorio risulta essere ormai una pratica più che consolidata per tutti i gruppi varietali del melo. Anche se i principi generali di questo sistema di conduzione, diffusamente riportati nel capitolo dedicato alla potatura nella Guida CReSO 2009, possono ritenersi applicabili a tutti i gruppi, alcune variazioni potranno rendersi necessarie in determinate situazioni particolari come per il gruppo Spur e Braeburn. Gruppo Golden Delicious, Gala, Fuji Fase di Allevamento In questa fase si deve gestire l astone con legature progressive ai fili superiori e conservare tutte le ramificazioni fatta eccezione per quelle troppo basse (inferiori a cm) e con angolo d inserzione troppo stretto. Si deve iniziare ad effettuare le piegature dei rami e di norma si consiglia di non piegare più di 3 o 4 ramificazioni per pianta, poiché la piegatura di tutte le branche penalizzerebbe il volume produttivo dell albero. Ovviamente più la pianta è vigorosa e più branche verranno mantenute e piegate. Durante il periodo estivo (giugnoluglio) risulta molto efficace l eliminazione di eventuali ricacci vegetativi che si sono formati sul dorso delle branche in corrispondenza delle piegature. Ritardare questa operazione provocherà degli squilibri vegetativi alla pianta. In questa fase si sconsiglia di installare fili laterali bassi in quanto ostacolerebbero la corretta gestione della pianta nella successiva fase di produzione. Fase di Produzione Si deve continuare con le operazioni di piegatura delle branche più vigorose. È sempre importante l eliminazione, durante il periodo estivo, dei ricacci vegetativi che si sono formati sul dorso delle branche in corrispondenza delle piegature. Gli eventuali ricacci formatisi in posizione laterale alle branche piegate, se non troppo vigorosi, possono essere mantenuti e successivamente piegati al fine di avere la ramificazione di sostituzione quando la branca stessa sarà oramai esaurita. Quando la cima supera di circa cm l ultimo filo di sostegno, occorre piegarla con un arco ampio, evitando in modo assoluto piegature orizzontali. La piegatura della cima migliora l equilibrio generale dell albero. E importante al 4 anno procedere con la formazione del camino centrale, punto fondamentale della conduite centrifuge avente lo scopo di garantire la luce alle parti più basse ed interne della pianta. L assenza di tagli di ritorno sulla ramificazione porta all invecchiamento delle branche e all aumento nel tempo del numero di punti di fruttificazione (lamburde, brindilli ecc.). In questa fase diventa dunque importante intervenire sulla pianta per regolare il rapporto tra produzione e accrescimento ed evitare di incorrere in fenomeni di alternanza. Prendendo in considerazione il comportamento naturale delle diverse varietà, s interverrà con l extinction artificiale che permette di controllare al meglio l accrescimento vegetativo e la densità dei punti di fruttificazione. A tale proposito va ricordato che questa pratica, affinché risulti efficace, deve essere eseguita con cura: se mal eseguita potrebbe portare ad un carico di 22

23 produzione eccessivo a scapito della pezzatura. Nel caso invece non s intenda praticare l extinction, si dovrà praticare una energica pulizia delle formazioni più interne mantenendo integro il prolungamento del ramo. Nel caso di esaurimento di un ramo si consiglia di eliminarlo sostituendolo con uno di nuova formazione. Gruppo Red Delicious Spur Fase di Allevamento In questa fase si devono eliminare le branche troppo vigorose che potrebbero concorrere con l asse centrale della pianta e nel caso limite portarlo ad esaurimento. I rami anticipati non devono essere raccorciati e le piegature limitate al minimo al fine di evitare un esaurimento della parte apicale degli stessi. La cima non deve essere soggetta né a tagli di ritorno né a piegatura nel rispetto del portamento basipeto di questo gruppo. In caso di piante molto deboli con eccessiva presenza di gemme a fiore è indispensabile praticare un energica loro esportazione mediante extinction (Fig. 1). Fase di Produzione Continuare il controllo e l eventuale asportazione di branche troppo vigorose sia alla base della pianta (Fig. 2) ma in particolare di quelle concorrenti con la cima. Fig. 2: Eliminazione di branche basali troppo vigorose. Fig. 1: Gestione di piante deboli con extinction. Prima Dopo In presenza di branche che non manifestano ancora segni di esaurimento è proponibile non 23

24 intervenire lasciandole integre ma semplificandone il carico di gemme praticando anche in questo caso l extinction. Appena però le branche presentano segni di invecchiamento con formazione delle cosiddette zampe di gallo è possibile intervenire con accorciamenti. Questi tagli devono essere effettuati sempre in corrispondenza di gemme e mai su brindilli i quali se stimolati diventerebbero troppo vigorosi. Quando ci si trova di fronte a branche che sono state accorciate e dalle quali si sono sviluppati ricacci vigorosi si deve procedere con una piegatura in modo da limitare la vigoria e favorire l emissione di nuove gemme a fiore sul ricaccio (Fig. 3). Per quanto riguarda la gestione della cima, tenendo sempre conto dell andamento basipeto di questo gruppo, si deve agire effettuando dei tagli di semplificazione tralasciando le operazioni di piegatura (Fig. 4). Fig. 4: Esempio di corretta gestione della cima effettuata con un taglio di semplificazione. Prima Fig. 3: Esempio di piegatura su branca accorciata con successiva emissione di un ricaccio. Dopo Gestione di un ramo accorciato con ricaccio attraverso la piegatura Taglio di semplificazione 24

25 Red Delicious Standard (Jeromine) Fase di Produzione Il comportamento di questa varietà che al momento è la più diffusa fra le Red Delicious Standard può essere assimilato a quello di Gala e Golden, pertanto valgono le indicazioni fornite per questi gruppi varietali. Tuttavia tenendo conto della maggior sensibilità di questa varietà alla butteratura amara si raccomanda di limitare l eccessiva pulizia di formazioni fruttifere come invece avviene per le altre varietà. Si sconsiglia inoltre di effettuare piegature dei rami troppo accentuate che condurrebbero al loro esaurimento. Sulle piante più vigorose sulle quali si dovrà asportare delle branche mal inserite o in numero eccessivo è consigliabile eliminarle mediante lo strappo che oltre a evitare l insorgenza di ricacci favorirà l indebolimento della pianta e una migliore cicatrizzazione della ferita (Foto 5). Fig. 5: Esempio di eliminazione di un ramo con la tecnica dello strappo. Eliminazione branche troppo vigorose con lo strappo Per quanto riguarda la gestione della cima continuare nella piegatura della stessa con lo scopo di mantenere l equilibrio generale della pianta. Gruppo Braeburn Nella fase di allevamento, la procedura consigliata per il gruppo Gala e Golden può ritenersi valida anche per questo gruppo mentre la potatura di produzione dovrà essere attuata tenendo conto della elevata potenzialità produttiva anche sui rami di un anno. Per tale motivo la potatura di produzione dovrà essere attuata effettuando raccorciamenti su ramo di due anni su una gemma a fiore. Su piante in piena produzione si dovranno effettuare accorciamenti anche sui rami dell anno al fine di ridurre l elevato potenziale produttivo. In alternativa, nel caso si volesse effettuare la pratica dell extinction su questo gruppo varietale, si dovrà operare esclusivamente da inizio fioritura quando cioè sia ben definito il reale potenziale produttivo, diversamente si rischierà di lasciare un numero di gemme a fiore troppo elevato con grave pregiudizio della fioritura anche in considerazione della difficoltà nel disporre di prodotti efficaci per il diradamento chimico. 25

26 Fig. 6: Esempio di una corretta e razionale potatura (Gala). LA POTATURA NEL SISTEMA DI ALLEVAMENTO BIASSE Prima (operazioni da effettuare) Negli ultimi anni gli impianti realizzati con astoni bi-cauli preformati ( Bibaum ) sono risultati in deciso aumento. Si tratta di un innovazione vivaistica che permette di ottenere una forma in parete la cui gestione, in particolare per la fase di produzione, è attualmente in fase di osservazione. Di seguito, in base all esperienze acquisite in questi anni, si riportano i principi da adottare nella fase di allevamento e di produzione. Piegatura di rami assurgenti Fase di Allevamento: 1. devono essere eliminate le formazioni troppo vigorose le quali ostacolerebbero eccessivamente lo sviluppo dell asse centrale determinando, nei casi estremi, il suo esaurimento. 2. la cima non deve essere spuntata ma lasciata libera di crescere fino al raggiungimento dell ultimo filo. 3. man mano che la pianta cresce è necessario procedere con una legatura progressiva dei 2 assi ai fili di sostegno. 4. non è necessaria la legatura dei rami (differenza di gestione rispetto alla taille longue). Eliminazione branche basali troppo vigorose Dopo (risultato finale) Fase di Produzione: 1. come nella fase di allevamento annualmente vanno eliminate le branche più grosse (Fig.7) in modo da favorire i brindilli presenti sull asse i quali permettono di mantenere una forma in parete e garantire la produzione migliore. I tagli non devono essere realizzati a filo del tronco ma è necessario mantenere uno sperone dal quale si svilupperà successivamente un nuovo getto di sostituzione a quello eliminato (Fig.8). 26

27 Fig. 7: Eliminazione di branche vigorose. Prima 2. I rami produttivi in via di esaurimento vanno raccorciati di 1/3 della loro lunghezza effettuando un taglio su una gemma a fiore (Fig.9): così facendo si rinvigorisce l intera branca, evitandone l esaurimento, e si mantiene inalterata la produttività della branca. Fig. 9: Gestione di un ramo produttivo. Dopo Prima Dopo Fig. 8: Sviluppo di un ramo produttivo a seguito dell eliminazione totale di una branca troppo vigorosa. 27

28 3. eventuali succhioni assurgenti presenti su branche di media vigoria vanno opportunamente eliminati (Fig.10). Fig. 11: Gestione della cima. Fig. 10: Eliminazione di rami assurgenti. Prima Dopo Errori da evitare Una scorretta gestione della pianta durante i primi anni di allevamento (Fig.12) può causare la formazione di branche troppo vigorose le quali, da un lato vanno a sottrarre linfa al resto della pianta e dall altro vanno ad ostacolare la penetrazione della luce ai rami sottostanti; questa porta ad avere uno squilibrio generale della pianta che si manifesta con la mancanza di nuovi rami da utilizzare per sostituire quelli che andranno in esaurimento. Fig. 12: Errata gestione nella fase di allevamento con conseguente prevalenza di branche grosse. 4. quando la pianta ha raggiunto l ultimo filo, per evitare l eventuale inserimento dell apice della pianta stessa nella rete antigrandine, procedere con una cimatura estiva (metà giugno) a 20 cm sotto la rete stessa (Fig.11). Rami non eliminati in fase di allevamento che si sono sviluppati eccessivamente 28

29 Sia in allevamento sia nella fase di produzione sono da evitare raccorciamenti eccessivi (Fig.13) su branche vigorose in quanto causerebbero, a ripresa vegetativa avvenuta, l emissione di getti vigorosi non produttivi; in questi casi è opportuno procedere con l eliminazione dell intera branca come consigliato in precedenza. 2 Fig. 13: Gestione errata di branche vigorose. 1 CONFUSIONE SESSUALE MELO, PERO, NASHI, SUSINO E PESCO: Dato che sempre di più vengono fatte richieste commerciali con basso apporto di residui (sotto del 30% del limite massimo ammesso in Italia e massimo tre residui di singolo principio attivo) e in base alla revoca di diversi prodotti commerciali utilizzati per la difesa, si consiglia di fare la confusione sessuale contro gli insetti principali, su pesco/susino (cydia) e su melo/pero (carpocapsa). Vista l enorme richiesta del prodotto confusione per chi è interessato potrà dare la prenotazione degli erogatori ai tecnici che curano tutta l assistenza tecnica inerente a questo particolare prodotto, specie nella diffusione, nel controllo del funzionamento, dell erogato e dell utilizzo. Pertanto, l Agenzia 4A tramite i tecnici sono disponibili nell aiutarvi a dare questo prodotto rispetto ai normali fitofarmaci. Di seguito si riporta la tabella di informazione tecnica di ciascun modello 29

30 PESCO/SUSINO Tipo erogatori Fitofago Durat a (gg) N erogatori Costo ( ) Epoca applicazione Ha g.ta ha g.ta BASF Rak 5 Cydia molesta (*) 75,5(*) marzo BASF Rak 5+6 Cydia molesta+ Anarsia (*) 114,5(*) marzo SHINETSU OFM rosso Cydia molesta / / / / marzo SUTERRA Chek Mate SF Cydia molesta + Anarsia A metà - fine aprile SUTERRA Chek Mate OFM XL Confezioni da 270 pezzi Cydia molesta ,32 metà - fine aprile SUTERRA Chek Mate OFM XL Confezioni da 1000 pezzi Cydia molesta ,26 metà - fine aprile 30

31 MELO/PERO/NASHI Tipo erogatori Fitofago Durata (gg) N erogatori Costo Epoca applicazione ha G.ta ha G.ta BASF Rak 3 Carpocapsa (*) 91,60 (*) Inizio I generazione SHINETSU C-plus Carpocapsa Inizio I generazione (prima del 10/04) SHINETSU CTT (oltre 3 ha) Carpocapsa Inizio I generazione (prima del 10/04) SHINETSU CRL Carpocapsa + Ricamatori Inizio I generazione (prima del 10/04) SHINETSU C/OFM Carpocapsa + Cydia molesta Ad inizio volo (prima del 10/04) SHINETSU Z Rodilegno giallo (Zeuzera) Ad inizio volo (prima del 10/04) SUTERRA Chek Mate CM CONF 300 PEZZI Carpocapsa metà maggio SUTERRA Chek Mate CM CONF.DA 1000 PEZZI Carpocapsa ,40 metà maggio (*)= PREZZO DA CONFERMARE PER IL

32 32

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