Dieta e menu per disfagia

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Dieta e menu per disfagia"

Transcript

1 Dieta e menu per disfagia Il termine disfagia deriva dal greco antico e indica una difficoltà a deglutire. Tale difficoltà può manifestarsi per i cibi liquidi, per i solidi o per entrambi. La disfagia può essere associata a numerose patologie, soprattutto di tipo vascolare (come ictus, vasculopatia cerebrale dell anziano), neurologiche (come malattia di Parkinson, SLA, Sclerosi Multipla) o neoplasie del collo (ad esempio dell esofago o della trachea). Esistono differenti gradi di disfagia (lieve-moderata-grave) e non sempre è facile da riconoscere e diagnosticare. In alcuni casi la difficoltà a deglutire è evidente, ma in alcuni pazienti si manifestano solo sintomi aspecifici come: tosse durante i pasti; modificazioni della voce che diventa umida e rauca; sensazione di corpo estraneo in gola. In alcuni pazienti, quando il riflesso della tosse è ridotto o assente, la disfagia può essere addirittura asintomatica. Per diagnosticare la disfagia è necessario un attento esame obiettivo, in alcuni casi associato ad un esame strumentale, come la video fluoroscopia per lo studio della deglutizione. Se non trattata correttamente, la disfagia può provocare complicanze anche gravi, tra le quali ricordiamo: Calo ponderale e malnutrizione per difetto, dovute al fatto che il paziente non introduce i nutrienti e l energia necessari al proprio fabbisogno. Disidratazione, poiché il paziente non introduce adeguate quantità di liquidi. Polmoniti ab ingestis. Se il cibo viene aspirato nelle vie aeree anziché essere incanalato correttamente nell esofago, può causare infezioni delle vie respiratorie molto gravi e difficili da curare. Nei casi più gravi, l aspirazione del cibo può causare soffocamento La gestione dietetica del paziente con disfagia dovrebbe avere come obiettivi

2 il mantenere un adeguato stato nutrizionale e il garantire sicurezza durante l alimentazione. Sarebbe consigliabile che la disfagia venisse trattata da parte di un equipe polispecialistica, composta da: logopedista (che si occupa della rieducazione funzionale delle capacità deglutitorie), dietista (che si occupa della qualità e modificazione della dieta), infermiere e naturalmente dal medico di riferimento, che si occupa anche della malattia di base a cui è associata la disfagia. RACCOMANDAZIONI DIETETICHE GENERALI Modificare la consistenza del cibo e dei liquidi, prestando attenzione alle caratteristiche fisiche degli alimenti quali coesione, omogeneità, viscosità e dimensione del boccone. Tutti gli alimenti dovrebbero essere sufficientemente morbidi da poter essere assunti col cucchiaio. La consistenza semisolida deve essere ottenuta per tutti gli alimenti, realizzando così diete varie, appetibili e complete che forniscano l energia e i nutrienti necessari per l organismo. Se questa indicazione non viene seguita correttamente, la dieta rischia di diventare monotona e possono svilupparsi delle carenze. Frazionare l alimentazione nel corso della giornata in tanti pasti poco abbondanti per prevenire un immediata sensazione di sazietà e quindi evitare che il paziente non raggiunga il suo fabbisogno nutrizionale In presenza di disfagia per i liquidi utilizzare acqua gelificata o polveri addensanti presenti in commercio. Tali polveri possono essere aggiunte a tutti i liquidi, caldi e freddi (acqua, brodo, tè, latte, succo di frutta). I liquidi, per essere deglutiti correttamente, dovrebbero essere addensati fino ad avere la consistenza di un budino. I tre capitoli che seguono indicano gli alimenti non consentiti, consentiti con moderazione, consentiti e consigliati in caso della patologia indicata. Nel seguire le indicazioni si deve però tenere conto che, per ottenere una corretta ed equilibrata alimentazione che fornisca all organismo tutti i nutrienti di cui necessita, occorre assumere la giusta quantità (porzione) dell alimento e rispettare le frequenze con le quali alcuni alimenti debbono essere consumati, giornalmente o settimanalmente, all interno di uno schema alimentare personalizzato. L alimentazione della

3 giornata deve rispettare il bilancio energetico di ciascuno e l energia introdotta deve essere uguale a quella spesa per non aumentare il rischio di sovrappeso, obesità ma anche di malnutrizione. ALIMENTI NON CONSENTITI Pastina in brodo, minestrone con verdure a pezzi, gelato con nocciole, yogurt con pezzi di frutta e altri alimenti in cui coesistano la consistenza solida e liquida. Biscotti e crackers friabili, che si possano sbriciolare. Riso, mais, pasta in formati piccoli. Gnocchi e altri cibi appiccicosi che aderiscano al palato. Verdure filamentose come finocchio, carciofo, fagiolini con filo; buccia della frutta, uva e altri alimenti fibrosi. Frutta secca e caramelle se dure e compatte. Polveri come cannella e cacao. Alimenti speziati, pepati o piccanti perché potrebbero indurre tosse e quindi compromettere la deglutizione. ALIMENTI CONSENTITI CON MODERAZIONE Besciamella, panna o salse (come la maionese), in base alle preferenza del paziente, da utilizzare per rendere i bocconi morbidi e facili da deglutire agiscono da lubrificanti. Fecole, amido di mais, gelatine, tuorlo d uova sono addensanti naturali e aggiunti a cibi e bevande ne migliorano la consistenza. ALIMENTI CONSENTITI E CONSIGLIATI Semolino, crema di riso, purè o patate lesse in sostituzione di pasta e riso. Carne trita (ad esempio in polpetta o hamburger); pesce morbido, formaggi cremosi o uova come secondi piatti. Verdure non filamentose ben cotte o in passato di verdura. Frutta frullata o in mousse. Yogurt senza pezzi di frutta, latte addensato con biscotti granulari per la colazione. Budini, semifreddi e gelati come dessert. Flan o sformati di consistenza sicura per la deglutizione. CONSIGLI PER ADDENSARE GLI ALIMENTI :

4 Fate attenzione quando aggiungete gli addensanti ai liquidi. Procedete sempre gradualmente, evitando di aggiungere grandi quantità in una sola volta. Alcuni agenti hanno un effetto addensante quasi immediato, altri possono avere un effetto graduale che dura vari minuti, nel qual caso il cibo rischia di diventare troppo denso. Quando aggiungete gli addensanti, per evitare che si formino grumi, mescolate il liquido e l addensante in un contenitore con tappo e agitate piuttosto che mescolare. I liquidi addensati non sempre dissetano a sufficienza, pertanto dovrete assicurarvi che i pazienti bevano a sufficienza per rimanere idratati. Curate l aspetto edonistico di ciò che viene offerto al paziente, il cibo deve avere anche un aspetto invitante. Gli addensanti sono: gelatine, amidi di mais come la maizena, la fecola di patata, gli alginati, le fibre solubili come lo psyllium, l agar agar, la farina di guar e il glucomannano. Esistono in commercio anche pasti pronti e nutrizionalmente completi, già presenti in commercio, con la consistenza adatta per il paziente disfagico. Si tratta di polveri da ricostituire con acqua o brodo oppure di piatti già pronti, da scaldare al microonde o a bagnomaria. REGOLE COMPORTAMENTALI Mangiare in posizione seduta, con le braccia comodamente appoggiate ai braccioli della sedia e con il tronco retto. Piegare la testa in avanti e abbassare il mento verso il torace durante la deglutizione. Per favorire questa posizione, portare il cucchiaio alla bocca dal basso. Mangiare in ambiente tranquillo e poco rumoroso, lentamente e con attenzione (evitando di parlare o guardare la televisione durante i pasti). Deglutire a vuoto tra un boccone e l altro. Ogni tanto eseguire piccoli colpi di tosse, per controllare la presenza di cibo in gola. Presentare il cibo in piccole porzioni alla volta e magari in piatti non molto grandi, serve per evitare che il paziente si scoraggi e perda l appetito. Eventualmente può essere sempre

5 aggiunto altro cibo qualora lo desideri Monitorare il peso corporeo per prevenire la malnutrizione. Qualora non fosse possibile rilevarlo (pazienti allettati o con difficoltà nel salire sulla bilancia) valutare visibilmente una eventuale variazione (indumenti più larghi, cinture allacciate più strette, ecc.). Mantenere un accurata igiene del cavo orale, evitando ristagni di cibo, muco e saliva che potrebbero compromettere la deglutizione e favorire l insorgenza di infezioni. Avvertenze: i consigli dietetici forniti sono puramente indicativi e non debbono essere considerati sostitutivi delle indicazioni del medico, in quanto alcuni pazienti possono richiedere adattamenti della dieta sulla base della situazione clinica individuale. Esemplificazioni dietetiche settimanali per paziente disfagico Vengono di seguito forniti possibili schemi dietetici relativi alle disfagie di fase 1, 2, 3 e 4 Terapia nutrizionale Lo scopo di una corretta terapia nutrizionale è quella di impedire la malnutrizione e ridurre il rischio di ab ingestis, con il quale si indica il fenomeno per cui i cibi, solidi o liquidi, sono aspirati nelle vie aeree, provocando polmoniti e altre infezioni delle vie respiratorie. Da un punto di vista dietetico riscontriamo la presenza di 3 tipi di disfagie. DISGFAGIA DI TIPO I Caratterizzata da ridotta masticazione, difetto del transito orale e nella deglutizione. Gli alimenti devono essere di consistenza semisolida tipo creme, budini, gelati. L acqua va somministrata solo se gelificata, non va mai assunta allo stato liquido come nessun liquido. A tale scopo sono presenti in commercio prodotti addensanti o acque gelificate già pronte all uso. E possibile utilizzare anche la comune gelatina alimentare. In questo tipo di disfagia sono da evitare il pane, riso, la carne trita e il minestrone. Sono raccomandati: latte e latticini: latte gelificato, yogurt, formaggi cremosi tipo robiola verdure: passate in purea legumi: passati in purea minestre: cremose pane e cereali: creme di cereali, pane in cassetta, morbido, pasta molto cotta frutta: passata o in purea senza semi, né bucce carne: frullata uova: affogate o strapazzate dolci: gelati, creme, budini, frappè DISFAGIA DI TIPO II

6 Caratterizzata da difetto nel transito faringeo. Gli alimenti devono essere di consistenza morbida. I liquidi possono essere somministrati facendo attenzione nelle fasi iniziali. Evitare i cibi croccanti e poco compatti come biscotti e fette biscottate. Sono raccomandati: latte e latticini: latte addensato o gelificato, yogurt verdure: passate in purea legumi: passati in purea minestre: filtrate o passate pane e cereali: creme di cereali, pane in cassetta, morbido, pasta molto cotta frutta: passata o in purea senza semi, né bucce carne: omogeneizzata sughi: sughi passati, maionese uova: in camicia dolci: gelati, creme, budini, frappè DISFAGIA DI TIPO III Caratterizzata difetto del transito faringeo o esofageo per ostruzione, diminuita capacità di masticazione. Il paziente è in grado di masticare il cibo ma deve diluirlo. La consistenza deve essere liquida o semiliquida. I liquidi sono tollerati. Sono raccomandati: latte e latticini: tutti sono tollerati verdure: cotte legumi: senza buccia minestre: ben cotte, non filacciose, pezzi piccoli pane e cereali: creme di cereali, pane in cassetta, morbido, pasta molto cotta frutta: fresca o in scatola pezzi piccoli carne: pezzi piccoli e teneri uova: tutti i tipi di preparazione dolci: tutti E possibile modificare il sapore degli alimenti attraverso alcuni accorgimenti, primo fra tutti l utilizzo di aromatizzanti artificiali o naturali come le essenze di erbe (salvia, rosmarino, origano, timo) o le spezie (cannella, peperoncino, zafferano). Anche olio e zucchero possono essere considerati aromatizzanti. Consigli pratici per il paziente disfagico 1. Non mangiare coricati ma in posizione eretta e seduta. Piegare la testa in avanti e abbassare il mento verso il torace durante la deglutizione. 2. Mangiare lentamente facendo attenzione a non assumere grandi quantità di cibo, sono meglio i pezzi piccoli. 3. Deglutire due o tre volte ogni boccone, bere servendosi di una cannuccia. 4. La giornata dovrebbe essere di 5 o 6 piccoli pasti per evitare un immediata sensazione di sazietà. 5. L ideale sono due piatti a pasto principale : 1 piatto unico e la purea di frutta ad esempio. 6. Consumare piatti che di consistenza omogenea, più facili da deglutire. 7. O si mangia o si parla: evitare di parlare mentre si mangia e assicurarsi che la bocca sia vuota prima di mangiare il boccone successivo. 8. Ogni tanto eseguire dei colpi di tosse, per controllare la presenza di

7 cibo in gola. 9. Dopo il pasto restare in posizione eretta per almeno 20 minuti. 10. Ricordare che il consumo di liquidi freddi può favorire una migliore deglutizione. 11. Mantenere un accurata igiene del cavo orale, evitando ristagni di cibo, muco e saliva che potrebbero compromettere la deglutizione e favorire l insorgenza di infezioni. 12. Valutare sempre anche il ristagno di secrezioni all interno delle fosse nasali, che può provocare una respirazione nasale difficoltosa, soprattutto durante l alimentazione. Evitare ambienti secchi, controllare l umidità ed eventualmente umidificare l ambiente in modo che le secrezioni nasali non secchino ed, eventualmente, rimuoverle prima di iniziare ad alimentarsi 13. E molto importante l aspetto psicologico, cercare di stare tranquilli, in un ambiente sereno e confortevole. Prendersi tutto il tempo che ci vuole Gli alimenti solidi o semisolidi devono avere le seguenti caratteristiche: Omogeneità. Viscosità (ovvero la capacità di scivolare). Dimensioni del boccone che variano a seconda del tipo di disfagia: se si tratta di disfagia orale il boccone dovrà essere piccolo, in caso di disfagia faringea dovrà essere grosso. Compattezza. Attenzione alla disidratazione, utilizzare anche acqua gelificata. ESEMPIO DI ALIMENTAZIONE PER DISFAGICI Colazione: Caffè o tè addensato + budino di riso o avena Metà mattina: Succo o latte addensato, yogurt intero alla frutta ma senza pezzetti, acqua gelificata Pranzo: Crema di verdure, purè di patate, purè di spinaci, purea di frutta Metà pomeriggio: Caffè o tè addensati, torta morbida e biscotti, acqua gelificata Cena: Minestra addensata, purea di carne con purè di patate, verdure poco bollite, frutta (banana o frutta cotta). Dopo cena: Succo addensato AVVERTENZA: Questo sito ha carattere di divulgazione culturale e informativa, necessariamente generale. Le informazioni contenute, pur basate sugli studi scientifici citati, non sostituiscono il consulto personalizzato del professionista pratico, dietologo o medico. Il lettore non è autorizzato a considerare gli articoli qui contenuti come consulti medici, né a prenderli a pretesto per curarsi da sé.

CONSIGLI NUTRIZIONALI E COMPORTAMENTALI PER IL PAZIENTE DISFAGICO

CONSIGLI NUTRIZIONALI E COMPORTAMENTALI PER IL PAZIENTE DISFAGICO Opuscolo Informativo CONSIGLI NUTRIZIONALI E COMPORTAMENTALI PER IL PAZIENTE DISFAGICO La difficoltà a deglutire (disfagia) rende necessario adottare alcune modifiche nelle abitudini alimentari per prevenire

Dettagli

CONSIGLI NUTRIZIONALI E COMPORTAMENTALI PER IL PAZIENTE DISFAGICO

CONSIGLI NUTRIZIONALI E COMPORTAMENTALI PER IL PAZIENTE DISFAGICO Opuscolo Informativo CONSIGLI NUTRIZIONALI E COMPORTAMENTALI PER IL PAZIENTE DISFAGICO La difficoltà a deglutire (disfagia) rende necessario adottare alcune modifiche nelle abitudini alimentari per prevenire

Dettagli

Ricetta Passato di ceci

Ricetta Passato di ceci Ricetta Passato di ceci Una ricetta semplice e gustosa, perfetta per gli amanti dei ceci. I ceci hanno la proprietà di abbassare i livelli del colesterolo cattivo nel sangue e di conseguenza hanno un ruolo

Dettagli

OPUSCOLO INFORMATIVO PER IL PAZIENTE - FAMILIARE - CAREGIVER. Consigli nutrizionali e comportamentali per il Paziente disfagico

OPUSCOLO INFORMATIVO PER IL PAZIENTE - FAMILIARE - CAREGIVER. Consigli nutrizionali e comportamentali per il Paziente disfagico OPUSCOLO INFORMATIVO PER IL PAZIENTE - FAMILIARE - CAREGIVER Consigli nutrizionali e comportamentali per il Paziente disfagico 2 La difficoltà a deglutire (disfagia) rende necessario adottare alcune modifiche

Dettagli

Congresso Regionale AINAT Sicilia Hotel Nettuno Novembre Precauzioni nell alimentazione orale del malato con iniziale disfagia

Congresso Regionale AINAT Sicilia Hotel Nettuno Novembre Precauzioni nell alimentazione orale del malato con iniziale disfagia Congresso Regionale AINAT Sicilia Hotel Nettuno 17-18 Novembre 2016 Precauzioni nell alimentazione orale del malato con iniziale disfagia Che cos è la disfagia? La disfagia è l impossibilità o il rallentamento

Dettagli

APPROCCIO DIETETICO NEL PAZIENTE DISFAGICO

APPROCCIO DIETETICO NEL PAZIENTE DISFAGICO APPROCCIO DIETETICO NEL PAZIENTE DISFAGICO Dott.ssa Maria Paola Rescio Università Campus Bio Medico di Roma LA DISFAGIA patologia della deglutizione sensazione di difficoltà o di ostruzione al passaggio

Dettagli

CORSO PER COLLABORATORI SCOLASTICI ASSISTENZA ALL ALIMENTAZIONE

CORSO PER COLLABORATORI SCOLASTICI ASSISTENZA ALL ALIMENTAZIONE CORSO PER COLLABORATORI SCOLASTICI ASSISTENZA ALL ALIMENTAZIONE 07 Maggio 2018, Alba Dott.ssa Vincenza Nerone - Logopedista S.C. NPI ASL CN1 - Direttore Dott. Franco Fioretto L ASSISTENZA DI BASE A SCUOLA

Dettagli

STRUTTURE COINVOLTE NELLA DEGLUTIZIONE

STRUTTURE COINVOLTE NELLA DEGLUTIZIONE Disfagia COS E LA DISFAGIA La disfagia non è una malattia ma un sintomo e significa difficoltà, impossibilità o rallentamento a deglutire autonomamente per via orale. STRUTTURE COINVOLTE NELLA DEGLUTIZIONE

Dettagli

..disfa.. gie presso gie presso il nostro il nostro ambulatorio ambulato nel altre patologie SM

..disfa.. gie presso gie presso il nostro il nostro ambulatorio ambulato nel altre patologie SM LA QUOTIDIANITA NELLA SCLEROSI MULPIPLA DEGLUTIZIONE E DISFAGIA LOGOPEDISTA Rita Andreo S.C. RRF sede Ivrea IL LOGOPEDISTA.. CHI E? COSA FA?.....è l operatore sanitario che svolge la propria attività nella

Dettagli

Riabilitazione della deglutizione dopo chirurgia oro-faringea

Riabilitazione della deglutizione dopo chirurgia oro-faringea Riabilitazione della deglutizione dopo chirurgia oro-faringea A cura della Divisione di Chirurgia Cervico-Facciale Una Guida per i pazienti Our Booklets Istituto Europeo di Oncologia Via Ripamonti, 435-20141

Dettagli

I DISTURBI DELLA DEGLUTIZIONE GIORNATA EUROPEA DELLA LOGOPEDIA 06 MARZO 2017 OPUSCOLO INFORMATIVO PER IL PAZIENTE E LA FAMIGLIA

I DISTURBI DELLA DEGLUTIZIONE GIORNATA EUROPEA DELLA LOGOPEDIA 06 MARZO 2017 OPUSCOLO INFORMATIVO PER IL PAZIENTE E LA FAMIGLIA I DISTURBI DELLA DEGLUTIZIONE OPUSCOLO INFORMATIVO PER IL PAZIENTE E LA FAMIGLIA PER QUALSIASI INFORMAZIONE RIVOLGERSI AL N. 065343042 O INVIARE UNA MAIL AL SEGUENTE INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA GIORNATA

Dettagli

Consigli per mangiare in modo sano.

Consigli per mangiare in modo sano. Consigli per mangiare in modo sano 1 Perché una dieta sana è così importante? A) Prevenire i Rischi di Malattia Sapevate che molte malattie croniche si possono prevenire? Questo include condizioni quali:»

Dettagli

Indicazioni nutrizionali per pazienti sottoposti a cistectomia con ureteroileocutaneostomia

Indicazioni nutrizionali per pazienti sottoposti a cistectomia con ureteroileocutaneostomia Indicazioni nutrizionali per pazienti sottoposti a cistectomia con ureteroileocutaneostomia Lo IEO pubblica una collana di Booklets al fine di aiutare il paziente a gestire eventuali problematiche (quali

Dettagli

COLONSCOPIA E TC COLONSCOPIA VIRTUALE

COLONSCOPIA E TC COLONSCOPIA VIRTUALE COLONSCOPIA E TC COLONSCOPIA VIRTUALE LA PREPARAZIONE ALL ESAME DEVE ESSERE EFFETTUATA CON: SELG-ESSE (preparato ad alto volume costituito da 4 lt di soluzione) O MOVIPREP (preparato a basso volume costituito

Dettagli

L adisfagia. L ogopedistaa ntonioa mitrano

L adisfagia. L ogopedistaa ntonioa mitrano L adisfagia L ogopedistaa ntonioa mitrano A rgomenti trattati: Concetto di deglutizione Fisiologia della deglutizione Concetto di disfagia Presa in carico del paziente con disfagia Cenni di riabilitazione

Dettagli

Istituto Luigi Configliachi Via Sette Martiri, Padova DETERMINAZIONE MENU

Istituto Luigi Configliachi Via Sette Martiri, Padova DETERMINAZIONE MENU Istituto Luigi Configliachi Via Sette Martiri, 33 35143 - Padova PROCEDURA APERTA PER L AFFIDAMENTO DEI LAVORI DI REALIZZAZIONE DI UNA CUCINA COMPLETA DI ATTREZZATURE E SERVIZI GENERALI E LA GESTIONE DEL

Dettagli

Disfagia in RSA: proposte alternative per una dieta di consistenza modificata. S. Passera

Disfagia in RSA: proposte alternative per una dieta di consistenza modificata. S. Passera Disfagia in RSA: proposte alternative per una dieta di consistenza modificata SC Dietetica e Nutrizione Clinica A.O.U. Maggiore della Carità Novara S. Passera PREMESSA L alimentazione è uno strumento di

Dettagli

LE COMPLICANZE POLMONARI NELLA DEMENZA

LE COMPLICANZE POLMONARI NELLA DEMENZA 3 CORSO FORMATIVO/INFORMATIVO MESORACA 2-5-6- SETTEMBRE 2016 LE COMPLICANZE POLMONARI NELLA DEMENZA DOTT. GIOVANNI BOVA DOTT.SSA ANASTASIA CARCELLO INTRODUZIONE Nella fase terminale della demenza le difficoltà

Dettagli

DIETETICO OSPEDALIERO

DIETETICO OSPEDALIERO DIREZIONE MEDICA DI PRESIDIO SERVIZIO DIETETICO DIETETICO OSPEDALIERO a cura di Dott.ssa Rita Mauro Dietista Coordinatrice Dott.ssa Maria Capellupo Dietista Dott.ssa Anna Cerchiaro Dietista 0 Presentazione

Dettagli

La sindrome disfagica: i corretti consigli dietetici

La sindrome disfagica: i corretti consigli dietetici La sindrome disfagica: i corretti consigli dietetici Lorenzo M Donini Dipartimento di Medicina Sperimentale Sezione di Fisiopatologia Medica, Scienza dell Alimentazione ed Endocrinologia [email protected]

Dettagli

Indice. Introduzione PARTE 1 Alimentazione e nutrizione... 3

Indice. Introduzione PARTE 1 Alimentazione e nutrizione... 3 Introduzione... 1 PARTE 1 Alimentazione e nutrizione... 3 Capitolo 1 Allattamento, alimentazione in gravidanza e nella prima infanzia (0-1 anni)... 5 1.1 L alimentazione durante la gravidanza... 5 Sette

Dettagli

COMUNE DI CUNEO SETTORE SOCIO EDUCATIVO E AFFARI DEMOGRAFICI ALLEGATO B. CAPITOLATO SPECIALE DI APPALTO - Servizi comunali per la prima infanzia

COMUNE DI CUNEO SETTORE SOCIO EDUCATIVO E AFFARI DEMOGRAFICI ALLEGATO B. CAPITOLATO SPECIALE DI APPALTO - Servizi comunali per la prima infanzia COMUNE DI CUNEO SETTORE SOCIO EDUCATIVO E AFFARI DEMOGRAFICI ALLEGATO B CAPITOLATO SPECIALE DI APPALTO - Servizi comunali per la prima infanzia MENU E TABELLE DIETETICHE Negli asili nido l alimentazione

Dettagli

Che cosa mangiano i nostri figli?

Che cosa mangiano i nostri figli? Che cosa mangiano i nostri figli? Dietista Drighetto Barbara 10 marzo 2014 Il Servizio di Ristorazione Scolastica SCUOLA 1 Colazione e merenda del mattino Comune di Teolo - CIR Food Mercoledì 27 Febbraio

Dettagli

MENU AUTUNNO/INVERNO MICRONIDO CAV. CARLO NOBILI COMUNE DI SUNO MESI

MENU AUTUNNO/INVERNO MICRONIDO CAV. CARLO NOBILI COMUNE DI SUNO MESI MENU AUTUNNO/INVERNO MICRONIDO CAV. CARLO NOBILI COMUNE DI SUNO 12-36 MESI Settimana Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì I Risotto al parmigiano Frittatina semplice Fagiolini * Merenda: pizza Lasagne

Dettagli

MENU AUTUNNO/INVERNO MICRONIDO CAV. CARLO NOBILI COMUNE DI SUNO MESI

MENU AUTUNNO/INVERNO MICRONIDO CAV. CARLO NOBILI COMUNE DI SUNO MESI MENU AUTUNNO/INVERNO MICRONIDO CAV. CARLO NOBILI COMUNE DI SUNO 12-36 MESI Settimana Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì I Risotto al parmigiano Frittatina semplice Fagiolini * Merenda: pizza Lasagne

Dettagli

Consigli alimentari per il pasto a casa

Consigli alimentari per il pasto a casa DIPARTIMENTO DI IGIENE E PREVENZIONE SANITARIA U.O.S. Igiene della Nutrizione Consigli alimentari per il pasto a casa 1 La corretta alimentazione nei primi anni di vita è considerata fondamentale per la

Dettagli

ALIMENTAZIONE TIPO. Da consumarsi almeno 90 minuti prima dell'inizio di un eventuale allenamento mattutino.

ALIMENTAZIONE TIPO. Da consumarsi almeno 90 minuti prima dell'inizio di un eventuale allenamento mattutino. ALIMENTAZIONE TIPO Almeno 2500/3000 calorie al giorno Queste linee guida sono riferite ad un atleta in buone condizioni di salute e di normale peso. Devono essere adattate ai giusti e alle abitudini alimentari

Dettagli

Il momento del pasto

Il momento del pasto Corretta gestione in fase di distribuzione e somministrazione del pasto Silvia Scremin Bassano del Grappa 6.06.205 Il momento del pasto Il momento del pasto per le persone anziane istituzionalizzate rappresenta

Dettagli

Il ruolo attivo del distretto per la prevenzione ed i buoni stili di vita

Il ruolo attivo del distretto per la prevenzione ed i buoni stili di vita Il ruolo attivo del distretto per la prevenzione ed i buoni stili di vita L importanza di un corretto stile di vita per il trattamento del paziente diabetico Maria Rosaria Nicoletti La terapia medica nutrizionale

Dettagli

Disfagia. Deglutire senza problemi

Disfagia. Deglutire senza problemi Disfagia Deglutire senza problemi Il problema La disfagia è un disturbo che implica un alterazione della normale progressione del cibo dal cavo orale allo stomaco. La maggior parte dei pazienti disfagici

Dettagli

Organizzazione di un sistema di sorveglianza nutrizionale in RSA. Dietista Novara Valentina

Organizzazione di un sistema di sorveglianza nutrizionale in RSA. Dietista Novara Valentina Organizzazione di un sistema di sorveglianza nutrizionale in RSA Dietista Novara Valentina L importanza della valutazione del rischio nutrizionale in soggetti anziani istituzionalizzati 1. La maggiore

Dettagli

Riabilitazione della deglutizione dopo chirurgia cervico-facciale

Riabilitazione della deglutizione dopo chirurgia cervico-facciale Riabilitazione della deglutizione dopo chirurgia cervico-facciale Lo IEO pubblica una collana di Booklets al fine di aiutare il paziente a gestire eventuali problematiche (quali ad esempio le terapie svolte,

Dettagli

Menù Svezzamento della Sezione Lattanti del Micronido. Bambini di età compresa tra 3 e 5 mesi Alimentazione lattea:

Menù Svezzamento della Sezione Lattanti del Micronido. Bambini di età compresa tra 3 e 5 mesi Alimentazione lattea: Menù Svezzamento della Sezione Lattanti del Micronido Bambini di età compresa tra 3 e 5 mesi Alimentazione lattea: 150 180 ml per poppata di latte materno o formulato, secondo le indicazioni del pediatra.

Dettagli

ALLEGATO n. 1 COMPOSIZIONE DEI PASTI COLAZIONE. * per le diete pediatriche. Una bevanda a scelta tra: caffè, orzo, tè deteinato.

ALLEGATO n. 1 COMPOSIZIONE DEI PASTI COLAZIONE. * per le diete pediatriche. Una bevanda a scelta tra: caffè, orzo, tè deteinato. ALLEGATO n. 1 COMPOSIZIONE DEI PASTI COLAZIONE Una bevanda a scelta tra: caffè, orzo, tè deteinato. Un alimento a scelta tra: latte intero, latte parzialmente scremato, latte delattosato, yogurt magro

Dettagli

6 Marzo Giornata Europea della Logopedia. La Disfagia. Come riconoscerla e affrontarla

6 Marzo Giornata Europea della Logopedia. La Disfagia. Come riconoscerla e affrontarla 6 Marzo Giornata Europea della Logopedia La Disfagia Come riconoscerla e affrontarla LA DEGLUTIZIONE: è la capacità di convogliare sostanze solide, liquide, gassose o miste dall esterno allo stomaco. Nonostante

Dettagli

LA NUTRIZIONE PRIMA E DOPO LA CHIRURGIA BARIATRICA

LA NUTRIZIONE PRIMA E DOPO LA CHIRURGIA BARIATRICA LA NUTRIZIONE PRIMA E DOPO LA CHIRURGIA BARIATRICA Biologa Specialista in Scienza dell Alimentazione Gruppo San Donato Istituto di Cura Città di Pavia U.O. Chirurgia Generale e Bariatrica Responsabile:

Dettagli

L ALIMENTAZIONE NEL BAMBINO CON CANNULA TRACHEALE

L ALIMENTAZIONE NEL BAMBINO CON CANNULA TRACHEALE L ALIMENTAZIONE NEL BAMBINO CON CANNULA TRACHEALE cos è la disfagia? cos è la tracheotomia? perché il mio bambino non può mangiare? potrà fare le cose che fanno gli altri bambini? Queste sono solo alcune

Dettagli

VADEMECUM NUTRIZIONALE LINEE GUIDA

VADEMECUM NUTRIZIONALE LINEE GUIDA Dott.ssa Erica Lombardi Dietista- Diet coach Mobile : + 39 3487956524 Fax : 0577-778859 e-mail : [email protected] VADEMECUM NUTRIZIONALE LINEE GUIDA Se fossimo in grado di fornire a ciascuno

Dettagli

INTERVENTO NUTRIZIONALE

INTERVENTO NUTRIZIONALE Pavia, 5 ottobre 2013 L APPROCCIO DIETOTERAPICO AL PAZIENTE DISFAGICO Simone Perna Dipartimento di Scienze Sanitarie Applicate e Psicocomportamentali, Sezione di Scienza dell Alimentazione e Nutrizione

Dettagli

Come gestire la difficoltà a deglutire dopo un ictus

Come gestire la difficoltà a deglutire dopo un ictus Come gestire la difficoltà a deglutire dopo un ictus How to Manage Swallowing Problems After a Stroke - Italian UHN Informazioni per i pazienti e per le famiglie Leggere queste informazioni per capire

Dettagli

La nutrizione per le vie naturali nella DISFAGIA

La nutrizione per le vie naturali nella DISFAGIA 8 Convegno Nazionale Centri Diurni Alzheimer Pistoia 16-17 Giugno 2017 La nutrizione per le vie naturali nella DISFAGIA Monica Marini Responsabile settore assistenza sanitaria SDS pistoiese Responsabile

Dettagli

LA DISFAGIA QUESTA SCONOSCIUTA

LA DISFAGIA QUESTA SCONOSCIUTA Disfagia e rischio di malnutrizione LA DISFAGIA QUESTA SCONOSCIUTA Irene Capizzi e Sara Diberti CAUSE PRINCIPALI DI DISFAGIA INCORDINAZIONE DEL MOVIMENTO DEGLUTITORIO STENOSI O MODIFICA DEL TRATTO DIGERENTE

Dettagli

PROCEDURA APERTA PER IL SERVIZIO DI RISTORAZIONE PER LE AZIENDE SANITARIE E OSPEDALIERE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA ALLEGATO B

PROCEDURA APERTA PER IL SERVIZIO DI RISTORAZIONE PER LE AZIENDE SANITARIE E OSPEDALIERE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA ALLEGATO B PROCEDURA APERTA PER IL SERVIZIO DI RISTORAZIONE PER LE AZIENDE SANITARIE E OSPEDALIERE DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA ALLEGATO B DIETETICO INDICE PREMESSA... 3 DIETA COMUNE 1400 Kcal... 5 DIETA COMUNE 2000

Dettagli

LINEE GUIDA NUTRIZIONALI IN AMBITO CHIRURGICO SERVIZIO DIETETICO

LINEE GUIDA NUTRIZIONALI IN AMBITO CHIRURGICO SERVIZIO DIETETICO LINEE GUIDA NUTRIZIONALI IN AMBITO CHIRURGICO SERVIZIO DIETETICO Presentazione delle Linee Guida Dietetiche condivise in ambito Medico nell Azienda 1 edizione 14/10/2015 2 edizione 28/10/2015 3 edizione

Dettagli

AFFRONTIAMO L ESTATE CON LO SPIRITO GIUSTO

AFFRONTIAMO L ESTATE CON LO SPIRITO GIUSTO AFFRONTIAMO L ESTATE CON LO SPIRITO GIUSTO Estate continua con il giusto ritmo D estate il caldo, in alcune giornate, può essere un ostacolo sia per la volontà di svolgere l attività di allenamento, che

Dettagli

MENÙ SETTIMANALE - ANNO SCOLASTICO (STAGIONE AUTUNNO INVERNO - da Settembre a Marzo)

MENÙ SETTIMANALE - ANNO SCOLASTICO (STAGIONE AUTUNNO INVERNO - da Settembre a Marzo) MENÙ SETTIMANALE - ANNO SCOLASTICO 2017 2018 (STAGIONE AUTUNNO INVERNO - da Settembre a Marzo) PRIMA SETTIMANA SECONDA SETTIMANA TERZA SETTIMANA QUARTA SETTIMANA LUNEDÌ Risotto alle verdure Pasta con le

Dettagli

Come si progetta un menù scolastico?

Come si progetta un menù scolastico? Come si progetta un menù scolastico? Rispettando le «Linee guida» e i LARN Applicando varietà ed alternanza Scegliendo le migliori materie prime Rispettando le abitudini alimentari locali Facendo attenzione

Dettagli

Alterazioni dell alvo e Nutrizione

Alterazioni dell alvo e Nutrizione Alterazioni dell alvo e Nutrizione Lo IEO pubblica una collana di Booklets al fine di aiutare il paziente a gestire eventuali problematiche (quali ad esempio le terapie svolte, l alimentazione da seguire,

Dettagli

Progetto Donna Amica. Miglioramento del momento del pasto nella persona non autosufficiente attraverso la relazione con l anziano

Progetto Donna Amica. Miglioramento del momento del pasto nella persona non autosufficiente attraverso la relazione con l anziano Progetto Donna Amica Miglioramento del momento del pasto nella persona non autosufficiente attraverso la relazione con l anziano Contesto di lavoro Persone non autosufficienti Più patologie (diabete, disfagia,

Dettagli

PRIMA FASE PRIMA SETTIMANA

PRIMA FASE PRIMA SETTIMANA 1 PRIMA FASE PRIMA SETTIMANA Si ricorda che nella 1 fase la FRUTTA è l unica fonte di CARBOIDRATI. FRUTTA CINQUE VOLTE AL GIORNO! vanno esclusi: Fichi, Banane, Frutta Secca e Uva. Si consiglia FRUTTA di

Dettagli

Questionari di gradibilità del servizio mensa

Questionari di gradibilità del servizio mensa Comune di Silea Questionari di gradibilità del servizio mensa SCUOLA PRIMARIA DI LANZAGO A.S. 2014/2015 SCUOLA PRIMARIA DI LANZAGO Questionari per gli alunni Latte Latte caldo+orzo o cioccolato Thè Biscotti

Dettagli

ALLEGATO B GRAMMATURE E COMPOSIZIONE DEL CESTINO PER LE SCUOLE

ALLEGATO B GRAMMATURE E COMPOSIZIONE DEL CESTINO PER LE SCUOLE C O M U N E D I S I L E A Area III Servizi alla Persona Provincia di Treviso (Italia) 31057 SILEA Via Don Minzoni, 12 C.F. 80007710264 P.I. 00481090264 ALLEGATO B GRAMMATURE E COMPOSIZIONE DEL CESTINO

Dettagli

In piedi o durante un tragitto Colazione spuntino del mattino Pranzo Merenda Cena

In piedi o durante un tragitto Colazione spuntino del mattino Pranzo Merenda Cena Nome e cognome Data QUESTIONARIO SUL TUO PROFILO ALIMENTARE Versione per il ragazzo/ per la ragazza (Q8) Solitamente, nei di scuola, in che modo consumi i pasti? Seduto a tavola, senza fretta Seduto a

Dettagli

Mangiare e star bene. Anche ad una certa età. Suggerimenti e ricette per nutrire bene gli anziani con demenza e non solo

Mangiare e star bene. Anche ad una certa età. Suggerimenti e ricette per nutrire bene gli anziani con demenza e non solo Mangiare e star bene Anche ad una certa età Suggerimenti e ricette per nutrire bene gli anziani con demenza e non solo Per gli amici del gruppo Auto Mutuo Aiuto - AMA dell Auser di Saronno ho letto, riassunto

Dettagli

Cultura Alimentare. Linee guida

Cultura Alimentare. Linee guida Cultura Alimentare Linee guida Le linee guida dell INRAN Costituiscono una serie di semplici indicazioni dietetiche che rispettano le tradizionali abitudini alimentari italiane Obiettivo: proteggere la

Dettagli

Come organizzare. la giornata alimentare. in modo corretto

Come organizzare. la giornata alimentare. in modo corretto Come organizzare la giornata alimentare in modo corretto Colazione Spuntino Pranzo Merenda Cena Sono 5 appuntamenti che ogni giorno con il cibo NON MANCARLI!!! La colazione permette di iniziare al meglio

Dettagli

Alcune regole sull alimentazione, sono valide per la popolazione in generale:

Alcune regole sull alimentazione, sono valide per la popolazione in generale: Giovedì 24 Gennaio 2013 12:07 L alimentazione del ragazzo sportivo In generale, l alimentazione svolge un ruolo fondamentale in quanto assicura l apporto di tutti i nutrienti (macro e micronutrienti) indispensabili

Dettagli

COMUNE DI PISA 14 dicembre 2011 Dr.ssa Nadia Lo Conte Dietista

COMUNE DI PISA 14 dicembre 2011 Dr.ssa Nadia Lo Conte Dietista LINEE DI INDIRIZZO REGIONALE PER LA RISTORAZIONE SCOLASTICA (Allegato A Delibera 1127 del 28\12\10) 10) COMUNE DI PISA 14 dicembre 2011 Dr.ssa Nadia Lo Conte Dietista RISTORAZIONE SCOLASTICA STRUMENTO

Dettagli

La pratica nutrizionale in ambito riabilitativo

La pratica nutrizionale in ambito riabilitativo Importanza dell aspetto nutrizionale nel paziente inserito in un percorso riabilitativo Cunardo, 15-16 Settembre 2006 La pratica nutrizionale in ambito riabilitativo STRATEGIE NUTRIZIONALI NEL PAZIENTE

Dettagli

E D U C A Z I O N E CANTALUPA 2011 A L I M E N T A R E

E D U C A Z I O N E CANTALUPA 2011 A L I M E N T A R E E D U C A Z I O N E A L I M E N T A R E L UOMO E COME UNA MACCHINA BENZINA ALIMENTI Ogni artigiano utilizza una misura adatta al suo lavoro il sarto o il carpentiere adoperano il metro l elettricista si

Dettagli

RIASSUNTO SUL CAPITOLO EDUCAZIONE ALIMENTARE

RIASSUNTO SUL CAPITOLO EDUCAZIONE ALIMENTARE RIASSUNTO SUL CAPITOLO EDUCAZIONE ALIMENTARE Prof. Alessandro Millefanti Cosa sono i nutrienti Proteine, grassi e carboidrati Funzione plastica e energetica Vitamine, sali minerali e acqua Funzione regolatrice

Dettagli

Dieta liquida comune n. 1

Dieta liquida comune n. 1 ALLEGATO A) Dieta liquida comune n. 1 Kcal 2375 Proteine g 72 (12%) Lipidi g 81 (31%) Glucidi g 354 (57%) 1) Latte intero g 500 2) Carne magra g 240 3) Formaggini g 30 4) Parmigiano g 20 5) Pasta g 100

Dettagli

L ALIMENTAZIONE NEL NUOTO INDICAZIONI GENERALI PER UN CORRETTO COMPORTAMENTO ALIMENTARE

L ALIMENTAZIONE NEL NUOTO INDICAZIONI GENERALI PER UN CORRETTO COMPORTAMENTO ALIMENTARE L ALIMENTAZIONE NEL NUOTO INDICAZIONI GENERALI PER UN CORRETTO COMPORTAMENTO ALIMENTARE Dr.ssa Barbara Ilari Specialista in Medicina dello Sport Correggio 26 gennaio 2005 INDICAZIONI GENERALI ZUCCHERI:

Dettagli

SINERGIE PER LA SALUTE

SINERGIE PER LA SALUTE SINERGIE PER LA SALUTE Dr.ssa Etta Finocchiaro Struttura Complessa di Dietetica e Nutrizione Clinica Ospedale Città della Salute e della Scienza presidio Molinette Linee guida per una corretta alimentazione

Dettagli

COMUNE DI LEGNANO MENU INVERNALE SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA ANNO SCOLASTICO 2016/2017

COMUNE DI LEGNANO MENU INVERNALE SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA ANNO SCOLASTICO 2016/2017 COMUNE DI LEGNANO MENU INVERNALE SCUOLA PRIMARIA E SECONDARIA ANNO SCOLASTICO 2016/2017 Tortellini di carne al ragù fresco Mezze penne speck e spalmabile 50 gr. zafferano Gelato/Budino al cioccolato* Involtino

Dettagli

Educazione alimentar alimentar ad un gruppo omogeneo

Educazione alimentar alimentar ad un gruppo omogeneo Educazione alimentare ad un gruppo omogeneo Maria Rita Spreghini 1-07-2016 Esercitazione pratica Per un progetto finalizzato a bambini/ragazzi in età scolare Quali liindicazioni i i dietetico comportamentali?

Dettagli

DIETETICO OSPEDALIERO ISMETT

DIETETICO OSPEDALIERO ISMETT ALLEGATO N. 2 DIETETICO OSPEDALIERO ISMETT 1 PREMESSA Il dietetico ospedaliero (D.O) è la raccolta di diete standardizzate a composizione bromatologica nota, che devono essere disponibili in una struttura

Dettagli

LINEE GUIDA DIETA MEDITERRANEA

LINEE GUIDA DIETA MEDITERRANEA Dietista Dott. Alberto Gaudenzio LINEE GUIDA DIETA MEDITERRANEA Per un miglior controllo glicemico e metabolico si consiglia di frazionare gli alimenti nell arco della giornata in 5 pasti: 1. COLAZIONE

Dettagli

F O N D A Z I O N E S A N S A L V A T O R E V I A P I A V E 6 7, F I C A R O L O

F O N D A Z I O N E S A N S A L V A T O R E V I A P I A V E 6 7, F I C A R O L O ALLEGATO B AL CAPITOLATO SPECIALE D APPALTO TABELLA GRAMMATURE PER CASE DI RIPOSO grammi PRANZO E CENA PRIMI PIATTI Pastasciutta 70 Riso asciutto 70 Tortellini, ravioli asciutti 100 Gnocchi di patate 200

Dettagli

Divenire pronto di Cominiciare una Dieta Chetogenica

Divenire pronto di Cominiciare una Dieta Chetogenica Divenire pronto di Cominiciare una Dieta Chetogenica Di Cominiciare la Dieta La dieta Chetogenica è una dieta di grasso alto, carboidrato basso Sebbene ci sono versioni diverse della dieta disponibile,

Dettagli

Fasi riabilitative del paziente disfagico: dall ospedale al domicilio

Fasi riabilitative del paziente disfagico: dall ospedale al domicilio CASA DI CURA PER LA RIABILITAZIONE LE TERRAZZE CUNARDO (VA) Fasi riabilitative del paziente disfagico: dall ospedale al domicilio Logopediste: Silvia Gotti Roberta Bernasconi Piano valutativo-riabilitativo

Dettagli

Alimentazione nell'infanzia (3-5 anni)

Alimentazione nell'infanzia (3-5 anni) Alimentazione nell'infanzia (3-5 anni) In questa fascia di età le esigenze in energia e in nutrienti sono più elevate di quelle dell'adulto, in proporzione al peso corporeo, quindi l'alimentazione deve

Dettagli

LA DISFAGIA. A cura di Paola Zottis Stefania Bet

LA DISFAGIA. A cura di Paola Zottis Stefania Bet LA DISFAGIA A cura di Paola Zottis Stefania Bet Regione del Veneto - U.L.S.S. 7 - Pieve di Soligo Dipartimento di Riabilitazione - Responsabile Dott.ssa F. Gattinoni Deglutizione / Disfagia La deglutizione

Dettagli

Dieta e fitness mentale. Dott. Giuseppe Muscianisi

Dieta e fitness mentale. Dott. Giuseppe Muscianisi Dieta e fitness mentale «Un 65enne oggi è come un 40enne nel 1990» Rivoluzione età, si diventa anziani a 75 anni Grande scalpore e oggetto di innumerevoli commenti è stata la notizia che l anzianità è

Dettagli

Cosa s intende per alimentazione equilibrata? Quante calorie da macronutrienti assumere durante la giornata.

Cosa s intende per alimentazione equilibrata? Quante calorie da macronutrienti assumere durante la giornata. Cosa s intende per alimentazione equilibrata? Quante calorie da macronutrienti assumere durante la giornata. Quando si parla di corretta alimentazione ognuno di noi ha le proprie convinzioni, ma la scelta

Dettagli

TABELLE DIETETICHE ASILI NIDO COMUNALI TABELLE DIETETICHE DAI 6 AI 12 MESI

TABELLE DIETETICHE ASILI NIDO COMUNALI TABELLE DIETETICHE DAI 6 AI 12 MESI Allegato 6 TABELLE DIETETICHE ASILI NIDO COMUNALI TABELLE DIETETICHE DAI 6 AI 12 MESI SPUNTINO DI META MATTINATA Frutta Frullata e a pezzi: mela, pera, banana 100 PRANZO Brodo vegetale ( Patate, carote,

Dettagli

Autunno-Inverno Menù dei piccoli 1 DALL INIZIO DELLO SVEZZAMENTO AGLI 8 MESI

Autunno-Inverno Menù dei piccoli 1 DALL INIZIO DELLO SVEZZAMENTO AGLI 8 MESI Autunno-Inverno Menù dei piccoli 1 DALL INIZIO DELLO SVEZZAMENTO AGLI 8 MESI Spuntino:latte materno o di proseguimento (in quantità correlata alle abitudini del bambino) Brodo vegetale con omogeneizzato

Dettagli

L attività fisica fa bene al cuore. e non solo

L attività fisica fa bene al cuore. e non solo L attività fisica fa bene al cuore. e non solo Ore 16:00 Saluto dei moderatori Roberto Gatti Presidente Rotary Club Piacenza Farnese Giovanni Q. Villani Dir. Cardiologia, Franco Pugliese Dir. Prevenzione

Dettagli

I 4 Punti Chiave dell alimentazione del ciclista

I 4 Punti Chiave dell alimentazione del ciclista I 4 Punti Chiave dell alimentazione del ciclista Se l atleta è ciò che mangia, tu in questo periodo della preparazione invernale cosa sei? Il primo passo per migliorare la performance attraverso un alimentazione

Dettagli

TABELLA DIETETICA - allegato n 2: QUANTITA' ALIMENTI

TABELLA DIETETICA - allegato n 2: QUANTITA' ALIMENTI AUSL RIMINI - DIPARTIMENTO di SANITA' PUBBLICA - U.O. IAN (Igiene Alimenti e Nutrizione) - Settore Nutrizione TABELLA DIETETICA - allegato n 2: QUANTITA' ALIMENTI 1 PRIMI / INGREDIENTI SUGHI, PASSATI,

Dettagli

Ricetta Bollito misto (pentola a pressione)

Ricetta Bollito misto (pentola a pressione) Ricetta Bollito misto (pentola a pressione) Questo piatto tradizionale della cucina italiana viene preparato molto velocemente in pentola a pressione in modo che possa essere preparato anche da chi ha

Dettagli

SAPERE QUALI BISOGNI DEVE SODDISFARE L ORGANISMO UMANO ATTRAVERSO L ALIMENTAZIONE

SAPERE QUALI BISOGNI DEVE SODDISFARE L ORGANISMO UMANO ATTRAVERSO L ALIMENTAZIONE 5 PROGRAMMA SCUOLA DI DIETETICA NUTRIRSI DI SALUTE ANNO SCOLASTICO 2016 DOCENTE: Madaschi Rossana Dietista e Docente di Scienza dell Alimentazione MATERIE: Dietologia - Scienza dell Alimentazione CLASSE:

Dettagli

TABELLA DIETETICA - allegato n 2: QUANTITA' ALIMENTI

TABELLA DIETETICA - allegato n 2: QUANTITA' ALIMENTI AUSL RIMINI - DIPARTIMENTO di SANITA' PUBBLICA - U.O. IAN (Igiene Alimenti e Nutrizione) - Settore Nutrizione TABELLA DIETETICA - allegato n 2: QUANTITA' ALIMENTI 1 PRIMI / INGREDIENTI SUGHI, PASSATI,

Dettagli

GLUTILE.IT - ABC DEGLI ALIMENTI PER IL CELIACO. Patate Purè istantaneo Malto d orzo. Riso in chicchi Patatine confezionate Bulgur

GLUTILE.IT - ABC DEGLI ALIMENTI PER IL CELIACO. Patate Purè istantaneo Malto d orzo. Riso in chicchi Patatine confezionate Bulgur ABC DEGLI ALIMENTI per il celiaco CEREALI Patate Purè istantaneo Malto d orzo Mais in chicchi, cotto a vapore Purè surgelato Orzo Riso in chicchi Patatine confezionate Bulgur Miglio in semi Riso soffiato

Dettagli

Uova per polpette, ecc. (per 10 persone) n. 1 n. 1 Uova per tortini, flan, sformati di uova e verdure n. 1/2 n. 1

Uova per polpette, ecc. (per 10 persone) n. 1 n. 1 Uova per tortini, flan, sformati di uova e verdure n. 1/2 n. 1 Aggiornamento agosto 2005 PROSPETTO GRAMMATURE PER GLI ASILI NIDO (spuntino della mattina, pranzo e merenda) Le grammature sono indicate al crudo e al netto degli scarti, tranne quando diversamente indicato:

Dettagli

Micro-nido Culla dei sogni. Grammature menù GRANDI

Micro-nido Culla dei sogni. Grammature menù GRANDI Micro-nido Culla dei sogni Grammature menù GRANDI PIATTI UNICI Polenta pasticciata al ragu Farina di mais 60 Carne macinata di vitellone 20 Pomodoro 40 Grana 5 Pizza Margherita Pasta per pizza 70 Pomodoro

Dettagli

Mi presento. Clara Andrich. Logopedista C.d.L. in Logopedia all Università degli studi di Padova

Mi presento. Clara Andrich. Logopedista C.d.L. in Logopedia all Università degli studi di Padova Mi presento Clara Andrich Logopedista C.d.L. in Logopedia all Università degli studi di Padova Lavoro: nell ambito dell età geriatrica nelle Case di riposo a Sedico e a Seren del Grappa; nell ambito dell

Dettagli