STRUTTURE COINVOLTE NELLA DEGLUTIZIONE

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1 Disfagia

2 COS E LA DISFAGIA La disfagia non è una malattia ma un sintomo e significa difficoltà, impossibilità o rallentamento a deglutire autonomamente per via orale. STRUTTURE COINVOLTE NELLA DEGLUTIZIONE La linea rossa evidenzia la via aerea La linea celeste evidenzia quella digestiva Masticazione e deglutizione Importante è evidenziare che la via aerea e quella digestiva, come appare nella figura sopra riportata, si incrociano. E per questo che i cibi e/o liquidi possono prendere la via aerea al posto della via digestiva causando, in questo modo, problemi anche gravi quali la polmonite. 2

3 PRINCIPALI CAUSE DI DISFAGIA MALATTIE NEUROLOGICHE quali: ictus, tumori cerebrali, Morbo di Parkinson, Sclerosi Laterale Amiotrofica, paralisi dei nervi cranici, disartria-discinesia MALATTIE ORGANICHE al cavo orale, al faringe, alla laringe, all esofago MALFORMAZIONI TUMORI RADIOTERAPIA ESITI DI INTERVENTI CHIRURGICI alle strutture coinvolte nella deglutizione MALATTIE SISTEMICHE come ad es. la Distrofia Muscolare. RISCHI PER LA PERSONA CHE SOFFRE DI QUESTO DISTURBO PER IL PASSAGGIO DI ALIMENTI SOLIDI O LIQUIDI NELLE VIE RESPIRATORIE fino a raggiungere i polmoni con conseguenze gravi quali la polmonite ab ingestis. MALNUTRIZIONE calorico-proteica con conseguente perdita di peso e/o carenza di nutrienti, vitamine, sali minerali. DISIDRATAZIONE, che, se non trattata può portare a disturbi dell apparato urinario, o a stato confusionale. DEPRESSIONE. COME POSSO CAPIRE SE SOFFRO DI DISFAGIA? 3

4 La persona che soffre di disfagia può presentare i seguenti disturbi: TOSSE specie in coincidenza con l atto deglutitorio VOCE GORGOGLIANTE FEBBRE RESIDUI ALIMENTARI IN BOCCA E FUORIUSCITA DEL CIBO DAL NASO RISVEGLIO NOTTURNO PER ECCESSI DI TOSSE E SOFFOCAMENTO PERDITA DI PESO INSPIEGABILE A CHI POSSO RIVOLGERMI IN QUESTI CASI? Al Medico di medicina generale che in base ad una sua valutazione potrà decidere di inviare la persona ad una: visita specialistica di chirurgia generale visita specialistica otorinolaringoiatrica valutazione logopedica valutazione nutrizionale COSA E COME DEVO MANGIARE/BERE SE SONO DISFAGICO? Per garantire una corretta nutrizione e un adeguato apporto di liquidi è necessario modificare la consistenza degli alimenti/liquidi al fine di renderli idonei al tipo di disfagia; è quindi indispensabile determinare: la viscosità del bolo alimentare il volume l omogeneicità la consistenza la temperatura 4

5 il sapore NEL CONFEZIONARE le preparazioni nutrizionali si consiglia l utilizzo di sostanze lubrificanti quali condimenti tipo burro, olio, panna,ecc. PER DILUIRE si consiglia l utilizzo di brodi, centrifugati, succhi di frutta, latte. PER ADDENSARE vengono utilizzate gelatine, farina, fecola, fiocchi di patate, o dei preparati commerciali quale l amido di mais modificato che permette di mantenere la stessa consistenza nel tempo,mantiene le caratteristiche organolettiche dell alimento e può essere utilizzato sia nei cibi caldi che nei cibi freddi. La temperatura, colore, sapore, appetibilità risultano indispensabili per favorire l innesco del riflesso deglutitorio. UNA CORRETTA DIAGNOSI DI DISFAGIA, IL RECUPERO FUNZIONALE DELLA DEGLUTIZIONE E IL RIPRISTINO NUTRIZIONALE NECESSITANO DI PERSONALE SPECIALIZZATO CHE INTERVENGA NELLA RIEDUCAZIONE CORRETTA DEL PAZIENTE. 5

6 QUALCHE ULTERIORE CONSIGLIO FACILITANTE L ALIMENTAZIONE DELLA PERSONA DISFAGICA MANGIARE SEDUTO CON UNA CORRETTA POSTURA, gli avambracci ben appoggiati, pianta dei piedi ben appoggiata a terra, testa leggermente flessa in avanti o nella posizione indicata dalla logopedista; MANTENERE IL RILASSAMENTO del collo, delle spalle e del tronco; MANGIARE IN UN AMBIENTE TRANQUILLO, privo di distrazioni; CONTROLLARE LA RESPIRAZIONE, non parlare durante il pasto, non leggere, non guardare la TV; MANGIARE LENTAMENTE E CONCENTRARSI DURANTE LA MASTICAZIONE per formare un bolo singolo e ben compatto; ESEGUIRE DEI COLPI DI TOSSE VOLONTARI, ad intervalli regolari, allo scopo di liberare le vie aeree superiori dalla presenza di eventuale residuo alimentare: la ripresa dell alimentazione deve avvenire solo dopo completa detersione; In caso di tosse riflessa, TOSSIRE ED ASPETTARE FINO ALLA RIPRESA DEL CONTROLLO VOLONTARIO sulla coordinazione respiratoria e sull atto deglutitorio; L ASSUNZIONE DI LIQUIDI, quando consentita DEVE AVVENIRE LENTAMENTE utilizzando o un cucchiaino o un bicchiere di plastica tagliato; 6

7 NON ASSUMERE ALIMENTI DI CONSISTENZA DOPPIA, per esempio pastine in brodo o minestra a pezzettini oppure caffelatte con il pane; CONTROLLARE FREQUENTEMENTE LA PRESENZA O MENO DI RESIDUI DI CIBO IN BOCCA; ESEGUIRE, ad intervalli regolari, ALCUNE DEGLUTIZIONI A VUOTO ; MONITORARE LA QUALITÀ VOCALE: se la voce è umida o gorgogliante significa che c è stata penetrazione e cioè residui di cibo sono presenti in corrispondenza delle corde vocali; IN CASO DI STANCHEZZA INTERROMPERE IMMEDIATAMENTE IL PASTO; MANTENERE LA POSTURA ERETTA per almeno 20/30 min. dopo la fine del pasto; LIMITARE AL MASSIMO L ASSUNZIONE DI FARMACI SEDATIVI DELLA TOSSE; MONITORARE COSTANTEMENTE OGNI EVENTUALE RIALZO FEBBRILE ANCHE SE MINIMO. 7

8 Per ulteriori informazioni rivolgersi all Ambulatorio di Logopedia presso gli Ambulatori di Otorinolaringoiatria e al Servizio di Dietetica. Per contattarci: Ambulatorio Otorinolaringoiatria: Ambulatorio di Logopedia: ; Servizio di Dietetica:

9 ACCREDITED FOR ORGANIZATION BY JOINT COMMISSION INTERNATIONAL Edito dall Ufficio Comunicazione su testo fornito dall Unità Clinica Operativa OTORINOLARINGOIATRIA in aderenza agli standard di Accreditamento Joint Commission International Ufficio Comunicazione tel ; ; fax Strada di Fiume Trieste DIPARTIMENTO AD ATTIVITA INTEGRATA TESTA COLLO Unità Clinica Operativa OTORINOLARINGOIATRIA Direttore: prof. Mario Russolo Tel: ; Fax: e-mai: Coordinatore Infermieristico: Diego Rota Tel: ; Fax:

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