DAL CHICCO DI GRANO AL PANE
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- Gianfranco Fabbri
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1 DAL CHICCO DI GRANO AL PANE Dr.ssa Federica Balestra, PhD Università degli studi di Bologna Campus di Scienze degli Alimenti Sede di Cesena 1
2 SEZIONE DI UN CHICCO DI FRUMENTO PIUMETTA O BARBETTA ENDOSPERMA ( mandorla farinosa) Costituito da cellule contenenti proteine di riserva e amido di dimensioni decrescenti dal centro verso la periferia del seme. STRATO ALEURONICO Pericarpo Spermoderma EPIDERMA SCUTELLO GUAINA DELLE RADICI RADICI RUDIMENTALI PRIME RADICI GUAINA DELLE RADICI COPERCHIO DELLE RADICI FARINA CRUSCA (Costituita da cellulosa, sali minerali e vitamine) GERME (apparato da cui si formerà una nuova pianta) 2
3 Dalla macinazione del frumento tenero si ottiene: Farina 75-78%; Crusca, cruschello e tritello 20-22%; Farinetta e farinaccio 2.3-3%; Scarti di pulitura 0.2-2%. 3
4 I componenti della farina: ACQUA: dall 8% al 17-18%. Un umidità eccessiva causa alterazione del prodotto e sviluppo di muffe. SALI MINERALI (calcio, magnesio, sodio, potassio, fosfati e solfati) : 1.5-2%. Tenore in Sali minerali = CENERI (indice analitico fondamentale per la classificazione commerciale delle farine). In panificazione hanno un ruolo importante nella nutrizione dei lieviti e nel loro sviluppo nella pasta. LIPIDI: 1.5-2% (localizzati nel germe che viene allontanato in macinazione per prevenire l irrancidimento della farina). VITAMINE: sono localizzate principalmente negli involucri e nel germe, pertanto sono presenti in quantità minime in farine non integrali. 4
5 AMIDO : 60-68%. Si presenta sotto forma di granuli sferici e lenticolari di dimensioni varie. Questi granuli contengono: Molecole di amido lineare Molecole ramificate Amilosio Amilopectina L amido NON può essere direttamente utilizzato dai lieviti per la fermentazione, ma deve essere prima attaccato da alcuni enzimi. L intervento enzimatico non può avvenire sul granulo integro, ma solo sul granulo rotto. 5
6 Le amilasi sono enzimi che attaccano l amido scindendolo in molecole più semplici: glucosio, maltosio, destrine. Gli zuccheri semplici che vengono prodotti dalla degradazione dell amido sono facilmente utilizzati dai lieviti nel corso della fermentazione, e sono inoltre responsabili della colorazione della crosta del pane. 6
7 GELATINIZZAZIONE AMIDO Importanza tecnologica per la capacità di assorbire acqua Rigonfiamento Aumento della viscosità (gel) Solubilizzazione avviene se sono soddisfate entrambe le seguenti CONDIZIONI: 1. sufficiente acqua disponibile (almeno 0,4 g/g amido) 2. temperatura > 50 C GRANULI NATIVI Assorbimento di acqua Perdita della struttura cristallina, totale rottura dei granuli e diminuzione della viscosità 7
8 PROTEINE ( dal 7 al 18%) Distribuzione delle varie frazioni proteiche, all interno della cariosside TIPO DI PROTEINE ALBUMINE (12%) GLOBULINE (4%) GLIADINE (44%) GLUTENINE (40%) LOCALIZZAZIONE STRATO ALEURONICO STRATO ALEURONICO ENDOSPERMA AMIDACEO ENDOSPERMA AMIDACEO CARATTERISTICHE DI SOLUBILITA' SOLUBILI IN ACQUA SOLUBILI IN SOLUZIONI SALINE SOLUBILI IN MISCELA ACQUA/ETANOLO (70%) SOLUBILI IN SOLUZIONI ACIDE O ALCALINE Utilizzate dal lievito come nutrimento; Combinandosi con gli zuccheri forniscono la caratteristica colorazione alla crosta del pane (reazione di Maillard). 8
9 Importanza tecnologica per la capacità di formare il GLUTINE SOSTANZA RESPONSABILE DELLE CARATTERISTICHE VISCOELASTICHE DELL IMPASTO 9
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11 Classificazione commerciale delle farine (legge n.580 del 4 luglio 1967) Tipo e denominazione Umidità massima % Ceneri Su 100 parti di sostanza secca Cellulosa massima Glutine secco minimo Farina tipo 00 14,50 max 0,50 7 Farina tipo 0 14,50 max 0,65 0,20 9 Farina tipo 1 14,50 max 0,80 0,30 10 Farina tipo 2 14,50 max 0, Farina integrale 14,50 Min1,40/max 1,60 1,60 10 Tipo e denominazione Umidità massima % Ceneri Su 100 parti di sostanza secca Cellulosa massima Sostanze azotate (azoto x 5,70) min max min max minimo max Semola 14,50 0,70 0,85 0,20 0,45 10,50 Semolato 14,50 0,90 1,20 0,85 11,50 11
12 Svariati sono i cereali dai quali si ricava farina utilizzata per l alimentazione umana. Orzo (Hordeum vulgare); Mais (Zea mais); Farro (Triticum dicoccum); Kamut (Triticum turanicum); Segale (Secale cereale); Frumento tenero (Triticum aestivum); Frumento duro (Triticum durum); 12
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14 Come valutare l attitudine panificatoria di una farina? FARINOGRAFO DI BRABENDER FARINOGRAMMA = rappresentazione grafica della dinamica dell impastamento SVILUPPO DELL IMPASTO STABILITA GRADO DI RAMMOLLIMENTO GRADO DI RAMMOLLIMENTO FRUMENTO DEBOLE FRUMENTO FORTE INDICI: ASSORBIMENTO ACQUA (%) TEMPO SVILUPPO DELL IMPASTO (min.) STABILITA (min.) GRADO DI RAMMOLLIMENTO o INDICE DI CADUTA (DOPO 10 o 12 o 15 o 20 ) 14
15 ESTENSOGRAFO DI BRABENDER ESTENSOGRAMMA DI FARINE DIVERSE 15
16 ALVEOGRAFO DI CHOPIN 16
17 CLASSIFICAZIONE DELLE FARINE IN FUNZIONE DEI PARAMETRI ALVEOGRAFICI 17
18 Classificazione tecnologica delle farine W < < W < < W < < W < 310 W > 310 Farine deboli e poco idonee alla panificazione, forniscono impasti collosi e difficilmente lavorabili; pane con alveolatura irregolare. Farine di forza mediocre che si prestano a panificazioni con metodo diretto. Farine di media forza che si prestano alla panificazione. Farine di forza che si prestano a panificazioni anche con metodo indiretto. Farine di forza elevata, forniscono impasti difficilmente lavorabili e richiedono diagrammi di lavoro molto lunghi con lunghe lievitazioni (bighe di 48,72 ore). P/L < 0.40 P/L > 0.70 Impasti molto estensibili, collosi durante la lavorazione, i quali forniscono un pane poco sviluppato perché, la maglia glutinica non trattiene l anidride carbonica prodotta dai lieviti. L alveogramma si presenta lungo e basso. Farine molto tenaci, difficili da impastare; forniscono un pane poco sviluppato. L alveogramma si presenta corto e alto. valore ottimale è compreso tra 0.40 e
19 Il pane 19
20 Le origini: Dal latino "panis". Non è possibile stabilire con certezza quando venne utilizzato il pane per la prima volta. Tra Paleolitico e Neolitico ( a C.) il pane era noto all'homo sapiens, e veniva preparato macinando fra due pietre dei cereali con acqua, cuocendo poi l'impasto su una pietra rovente. La scoperta del pane, con ogni probabilità, avvenne in modo casuale quando, lasciata la poltiglia di cereali vicino ad un fuoco ci si accorse che si induriva cambiando sapore. 20
21 Gli Egizi. I primi panificatori dell'antichità furono gli Egiziani ai quali si deve non solo la costruzione dei primi forni con volta a cupola, che consentivano la cottura a temperature più elevate, ma anche la scoperta della lievitazione naturale. Intorno al 3500 a.c. gli Egizi scoprirono la fermentazione, un impasto che, lasciato all'aria cotto il giorno dopo, dava origine ad un pane più soffice e fragrante. 21
22 I Greci.. Dall'Egitto l'arte della panificazione passò in Grecia. I greci divennero ottimi panificatori producevano più di 70 qualità di pane, aggiungendo nuovi aromi e spezie, latte, miele. I nomi dei diversi tipi di pane prendevano origine dalle forme, dal tipo di cereale usato, dagli ingredienti e dal modo di cottura. 22
23 I Romani.allestirono nel 168 a.c i primi forni pubblici in città e diedero inizio all era artigianale del pane, utilizzando farine bianche e più raffinate. Anche per loro il pane era alla base dei pasti, però il suo uso si diffuse solo verso il II secolo a.c. 23
24 I Romani sostituirono la macina a pietra che serviva per macinare i cereali azionata in un primo momento da schiavi o animali con mulino azionato dalla forza dell acqua. 24
25 Tra l'inizio del secolo XV e la metà del secolo XVI ( 1400 / 1500 d.c ) l'impasto per il pane venne modificato nuovamente assumendo i caratteri che mantiene anche oggi. Viene infatti introdotto l'utilizzo del lievito di birra e delle farine di grano e di alta qualità. Una nuova svolta si ebbe però nel XVIII secolo (1700 d.c ) con l'invenzione delle impastatrici meccaniche e la produzione sempre crescente di lievito artificiale che rende la preparazione della pasta per il pane sicuramente più semplice. 25
26 Oggi da ingredienti base apparentemente semplici come la farina, il sale, l'acqua ed il lievito i panettieri riescono a creare oltre 200 tipi di pane, ognuno con un proprio sapore e una propria consistenza. 26
27 ..legislazione Legge n 580-4/ 07/ 1967 DPR n / 11/ 1998 E denominato pane il prodotto ottenuto dalla cottura totale o parziale di una pasta convenientemente lievitata, preparata con sfarinati di grano, acqua e lievito, con e senza aggiunta di sale comune. 27
28 Il contenuto in acqua del pane a cottura completa, con la sola eccezione del pane prodotto con farina integrale, per il quale è consentito un aumento del 25%, è stabilito come appresso : Per i pani ottenuti con sfarinati diversi dal grano, nonché per il pane con sostanze grasse (> 3%), con malto (> 4%), con zuccheri (> 2%), le umidità sopraelencate vanno aumentate del 10%. Fa eccezione il pane di segale che indipendentemente dalla pezzatura può avere un umidità massima del 44%. 28
29 Fasi fondamentali della panificazione Biga o Lievito madre Dosaggio ingredienti Impastamento Taglio Formatura Prodotto finito Cottura Lievitazione 29
30 METODI DI PANIFICAZIONE Panificazione con metodo diretto Farina + Acqua + Lievito + Sale + Altri ingredienti Impastamento 1 a lievitazione Divisione impasto Formatura 2 a lievitazione Cottura Raffreddamento Pane Tutti gli ingredienti vengono mescolati in un unica fase di impastamento 30
31 Panificazione con metodo indiretto Farina + Acqua + Lievito Impastamento Lievitazione Impastamento finale Lievitazione Taglio e formatura Lievitazione finale Cottura Pane Farina Acqua Lievito Malto Sale PREIMPASTO Biga; Poolish; Lievito naturale Si prepara inizialmente un preimpasto, lasciato fermentare per un certo numero di ore (14-24) e poi addizionato di altri ingredienti e reimpastato con essi. Il lievito esercita la sua azione fermentativa in diverse fasi. 31
32 METODO DIRETTO breve ciclo di lavorazione; alveolatura grossa della mollica; raffermamento rapido; standardizzazione del prodotto; prodotto povero di gusto e sapore. lievitazione lenta; abbassamento del ph; alveolatura fine della mollica; riguardo e una attenzione aroma tipico; METODO INDRETTO particolare da parte del pasta elastica; panificatore in fase produttiva; prodotto più digeribile; lungo ciclo di lavorazione; raffermamento lento; conservazione prolungata. 32
33 VANTAGGI NELL'IMPIEGO DI LIEVITO NATURALE Il prodotto finito acquista proprietà organolettiche particolari, con sapore lievemente acido. Nell'impasto si instaurano diverse fermentazioni, per la presenza di numerose specie microbiche che concorrono alla produzione di metaboliti che rendono l'aroma più completo e ricco (acidi, aldeidi, alcoli, esteri, e precursori quali peptidi, aminoacidi, carboidrati solubili..). Alveolatura più omogenea, più fine e regolare della mollica, dovuta ad una produzione di anidride carbonica più lenta e graduale, a causa della maggiore durata del processo fermentativo. Maggiore conservabilità, grazie all'aumento di acidità che contrasta lo sviluppo di muffe. Il prodotto ha una maggiore digeribilità grazie alla trasformazione, da parte dei microrganismi, delle sostanze complesse dell'impasto in sostanze più semplici e facilmente assimilabili. 33
34 I VARI TIPI DI LIEVITAZIONE Tipo di lievitazione Gas o vapori Prodotti ottenuti Biologica Chimica Fisica Mista chimico-fisica Anidride carbonica, alcool etilico Anidride carbonica dai sali dell'acido carbonico Aria incorporata nel prodotto Vapore acqueo (dilatazione con il calore) Aria Anidride carbonica dai sali dell'acido carbonico Pane, focaccia, pizza, paste lievitate ecc. Dolci, prodotti da forno ad elevato contenuto in zucchero, biscotti, ecc. Impasti montati (es. pan di Spagna) Meringhe Paste sfogliate ecc. Impasti montati 34
35 V/Vo ESPANSIONE DEL VOLUME DELL IMPASTO DURANTE LA LIEVITAZIONE 4,5 4,0 3,5 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0, Time (min) 35
36 V/Vo ESPANSIONE DEL VOLUME DELL IMPASTO DURANTE LA LIEVITAZIONE 4,5 4,0 3,5 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0, Time (min) 36
37 V/Vo ESPANSIONE DEL VOLUME DELL IMPASTO DURANTE LA LIEVITAZIONE 4,5 4,0 3,5 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0, Time (min) 37
38 V/Vo ESPANSIONE DEL VOLUME DELL IMPASTO DURANTE LA LIEVITAZIONE 4,5 4,0 3,5 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0, Time (min) 38
39 V/Vo ESPANSIONE DEL VOLUME DELL IMPASTO DURANTE LA LIEVITAZIONE 4,5 4,0 3,5 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0, Time (min) 39
40 V/Vo ESPANSIONE DEL VOLUME DELL IMPASTO DURANTE LA LIEVITAZIONE 4,5 4,0 3,5 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0, Time (min) 40
41 V/Vo ESPANSIONE DEL VOLUME DELL IMPASTO DURANTE LA LIEVITAZIONE 4,5 4,0 3,5 3,0 2,5 2,0 1,5 1,0 0,5 0, Time (min) 41
42 TEMPERATURA DEL FORNO: tra i 220 e i 275 C temperatura e tempi di cottura dipendono da consistenza dell impasto pezzatura forma TEMPI DI COTTURA minuti per pani da 2000 g minuti per pani da 900 g minuti per pani da 500 g COTTURA minuti per pani di piccola pezzatura 42
43 PRINCIPALI FENOMENI CHE AVVENGONO DURANTE LA COTTURA C FORMAZIONE DELL AROMA E DELLA CROCCANTEZZA PER DESTRINIZZAZIONE E PIROLISI DELL AMIDO CARAMELLIZZAZIONE CON FORMAZIONE DI UNA CROSTA SCURA SOTTILMENTE ALVEOLATA FORMAZIONE DI DESTRINE NELLA CROSTA, CHE ACQUISTA IL COLORE DORATO 100 INTENSA EVAPORAZIONE DELL ACQUA, FORMAZIONE DELLA CROSTA IN SUPERFICIE, TERMINE DELLA GELATINIZZAZIONE DELL AMIDO ARRESTO DELL ATTIVITA ENZIMATICA, EVAPORAZIONE PER EBOLLIZIONE DELL ETANOLO E INIZIO DELLA COAGULAZIONE DEL GLUTINE LA FUORIUSCITA DI CO 2 FA RIGONFIARE E AUMENTARE IL VOLUME DEL PANE INIZIO DELLA GELATINIZZAZIONE DELL AMIDO VIGOROSA ATTIVITA ENZIMATICA ACCOMPAGNATA DA SVILUPPO GASSOSO MORTE DEI LIEVITI ESPANSIONE DEL GAS E FORMAZIONE DI UNA LEGGERA PELLICOLA SUPERFICIALE 43
44 rammollimento con perdita di croccantezza indurimento con perdita di sofficità maggior tendenza allo sbriciolamento perdita di aroma caratteristico comparsa di aroma raffermo migrazione acqua dalla mollica alla crosta retrogradazione dell amido migrazione dell acqua intra e inter-molecolare interazione composti aromatici con macromolecole fenomeni ossidativi 44
45 LaTemperatura? Il raffermamento avviene tra 50 C e -7 C e presenta una velocità massima a -2 C. Pane posto in frigorifero rafferma molto più rapidamente rispetto al pane mantenuto a temperatura ambiente. Se T < - 10 C il fenomeno si arresta e il pane dopo lo scongelamento riacquista le proprie caratteristiche di freschezza. Come contrastare l invecchiamento del pane? Utilizzo del lievito naturale; Lavorazione degli impasti a basse temperature con metodo indiretto; Impiego di additivi antiraffermamento. Gli additivi legano l acqua evitando che essa venga persa dal prodotto durante la conservazione. 45
46 Malattie del pane Le più comuni sono: Il pane filante causato da proliferazione di spore di Bacillus mesentericus entro ore dallo sfornamento. Questo microrganismo attacca la maglia glutinica producendo cattivi odori e la caratteristica filatura della mollica. Prevenzione: Cottura completa del pane; aumento dell acidità dell impasto ( metodi indiretti); controllo della fermentazione; controllo condizioni igieniche del locale; controllo qualità microbiologica delle materie prime. 46
47 Il pane rosso causato dallo sviluppo di Serratia marcescens e Oidium auranticum, favorito da elevata umidità e a w del prodotto; Il pane di gesso o mal di creta è causato dallo sviluppo di Endomycopsis fibuliger e da specie del genere thricosporon. Colorazioni superficiali dovute allo sviluppo di muffe e batteri; Ammuffimenti causati da muffe che impartiscono colorazioni nere, azzurre, verdi o bianche. Prevenzione: rispettare scrupolose norme igieniche, come la pulizia personale e la pulizia dell ambiente di lavoro. 47
48 VALORE NUTRIZIONALE DEGLI SFARINATI La separazione del germe e degli strati più esterni della cariosside durante il processo di molitura determina inevitabili modificazioni nella composizione chimica e nel valore nutrizionale dei prodotti finiti. 48
49 La farina e la semola presentano rispetto alla cariosside una minore concentrazione di: ceneri, proteine, vitamine, zuccheri semplici, un maggior contenuto di amido. Le differenze di composizione tra materia prima e prodotti finiti dipendono dal grado di estrazione. L eliminazione del germe, ricco di acidi grassi insaturi, determina una diminuzione del valore nutrizionale, ma ne incrementa la conservabilità. L eliminazione dei tegumenti, comporta l allontanamento della fibra alimentare, migliorandone la digeribilità e la qualità sensoriale. 49
50 Valore nutrizionale del pane - elevato valore energetico; -buona digeribilità della frazione proteica per la loro denaturazione; - scarso valore nutrizionale delle proteine; - composizione in amminoacidi complementare a quella dei legumi: carenti in lisina e ricchi in amminoacidi solforati, l opposto dei legumi. La miscela cereali-legumi ha una qualità nutrizionale migliore rispetto a quella dei due costituenti. - bassa quota lipidica, ma aumento del contenuto calorico nel caso di pane addizionato di grassi; 50
51 - elevato tenore in amido facilmente digeribile. Sono presenti tre frazioni: amido rapidamente digeribile, lentamente digeribile ed amido resistente. Il rapporto tra le tre frazioni dipende sia da caratteristiche fisiche e chimicofisiche (natura dei granuli, loro dimensione, grado di frantumazione) che da trattamenti tecnologici. - vitamine, minerali e fibra (ruolo fondamentale nella regolazione intestinale) più abbondanti nel pane integrale; -buona fonte di vitamine del gruppo B, in particolare B1 e B2, niacina e vitamina B6. -i minerali variano con la percentuale di estrazione; 51
52 Effetto dei trattamenti sui derivati dei cereali Durante la fase di fermentazione dell impasto: la maggior parte dell acido fitico presente è idrolizzata dalle fitasi microbiche; tanto più è lunga e completa la fermentazione tanto maggiore sarà la percentuale di minerali ed oligoelementi, inizialmente legati al fitato, che viene liberata e resa disponibile all assorbimento. 52
53 L utilizzo del lievito naturale comporta vantaggi di tipo nutrizionale: - maggiore digeribilità in quanto i microrganismi contenuti nel lievito naturale trasformano sostanze complesse dell impasto in sostanze più semplici e facilmente assimilabili. Tale trasformazione è simile a quella che avviene all interno del nostro organismo, per questo, se vengono introdotte molecole semplici, si facilita il processo di digestione dei componenti dell impasto. - L acidificazione dell impasto inoltre favorisce la distruzione dei fitati: questi composti sono presenti in particolare nella farina di frumento integrale e sono considerati fattori antinutrizionali in quanto impediscono l assorbimento a livello intestinale di ferro, calcio, zinco; inoltre inattivano alcuni enzimi digestivi. Le fitasi endogene della farina responsabili della degradazione del fitato sono infatti attive a valori di ph pari a 5,0-5,5, o inferiori. 53
54 Durante la cottura avviene la reazione di Maillard (responsabile della colorazione della crosta del pane e della produzione di aromi) che provoca: -riduzione di lisina e di altri amminoacidi; -Miglioramento della digeribilità dell amido (gelatinizzazione e maggiore disponibilità all attacco delle amilasi intestinali): l amido resistente viene trasformato in amido digeribile. - le vitamine B1, B2 e niacina possono subire perdite in relazione all intensità del trattamento termico. 54
55 LA CELIACHIA Qual è oggi la definizione di celiachia? Intolleranza al Glutine Geneticamente Determinata. La dieta senza glutine, condotta con rigore, è l unica terapia attualmente che garantisce al celiaco un perfetto stato di salute. 55
56 Glutine Orzo Farro Frumento Segale 56
57 Il glutine non è presente RISO SESAMO MIGLIO MAIS LEGUMI 57
58 PROCESSO PRODUTTIVO: Impastamento Lievitazione Cottura CARATTERISTICHE STRUTTURALI E SENSORIALI DEL PANE CONDIZIONI DI PROCESSO: Umidità Temperatura Tempo di impastamento Tempo e temperatura di cottura FORMULAZIONE: Acqua Farina Lievito Sale Altri ingredienti 58
59 Tipi di pane Pane comune : si ottiene con una pasta lievitata a base di farina di grano, acqua e sale; Pane speciale : si ottiene con una grande varietà di impasti, aggiungendo agli ingredienti di base ad esempio olio, burro, malto, zucchero, latte, o la frutta. 59
60 LOMBARDIA Rosetta o michetta Un tipo di pane soffiato (quindi cavo al suo interno) che si riconosce dal tipico stampo a stella con "cappello" centrale. 60
61 PIEMONTE Biova piemontese I pani hanno forma tondeggiante e dimensioni variabili. Presentano crosta friabile, di colore nocciola chiaro; il profumo è fragrante, con sentori di lievito, farina e cereali; la mollica, quasi assente, è soffice, con odore vagamente acidulo. Il sapore è giustamente sapido con note più marcate in prossimità della crosta. 61
62 TRENTINO ALTO ADIGE Pane di segale Il pane nero, o pane di segale, è un tipo di pane di colore scuro. 62
63 VENETO Ciabatta Crosta sottile e mollica alveolata è quindi un pane leggero con poca mollica. 63
64 EMILIA-ROMAGNA Coppia ferrarese (IGP) La coppia è costituita da due cornetti di pane (usualmente della lunghezza media di circa 20 centimetri), risultanti da sfoglia arrotolata a spirale, uniti nella parte centrale. Bassa percentuale di umidità. Piadina Dischi di pasta del diametro di circa 20 centimetri e dello spessore di mezzo centimetro che vengono cotti su piastre circolari metalliche. 64
65 TOSCANA Pane toscano Oltre alla mancanza di sale, gli altri elementi che rendono tipico il pane toscano sono: - la lievitazione naturale; - la cottura a temperatura non particolarmente elevata; - la notevole pezzatura. Il pane toscano, ha un aspetto rustico, che si presenta con una crosta dorata, friabile, croccante e molto sottile all esterno (1 cm circa); la mollica è bianca e dall alveolatura irregolare, soffice, non stopposa, che mantiene un buon contenuto di acqua anche dopo qualche giorno dalla produzione, presenta un leggero profumo di nocciola tostata. 65
66 PUGLIA Pane pugliese Pane di Altamura (DOP) Per definirsi tale deve presentare : -un peso non inferiore al mezzo chilo ed una delle due forme tradizionali (l accavallata oppure la forma bassa (a cappello del prete); - la crosta deve avere uno spessore di almeno 3mm; - l umidità non deve superare il 33%; - la mollica deve presentare una alveolatura omogenea. Grande pagnotta tonda o più allungata realizzata con semola di grano duro 66
67 LAZIO Pane casereccio di Genzano (IGP) Fatto con farina di grano tenero e lievito naturale, dopo appena un'ora di lievitazione, viene messo in grosse casse di legno, viene cosparso con la cruschella e ricoperto di nuovo per poi essere infornato un'ora più tardi. 67
68 SARDEGNA Pane carasau "Pane Carasau" o meglio noto come carta da musica proprio per la sua caratteristica sottigliezza. Il nome deriva dal metodo di preparazione che comporta una fase di "carasatura", cioè una cottura per renderlo croccante. Viene prodotto soprattutto a Sassari e Nuoro. E' fatto con farina di grano duro e lievito naturale. L'impasto viene spianato e messo in forno dove si gonfia. Appena cotto viene diviso e rimesso di nuovo in forno. 68
69 Analisi sensoriale La scienza sensoriale, è un area multidisciplinare finalizzata a: misurare interpretare comprendere le risposte umane alle proprietà dei prodotti così come vengono percepite dai sensi. 69
70 Alimento STIMOLO REAZIONE EVOCAZIONE ALIMENTO SENSAZIONE MISURA PERCEZIONE 70
71 Percezione e valutazione PERCEZIONE FATTORI PSICOLOGICI FATTORI SOCIO - ECONOMICI EFFETTO FISIOLOGICO PREFERENZA ATTITUDINE VALUTAZIONE 71
72 Contrariamente al altri prodotti agro-alimentari, per il pane non sono disponibili standard condivisi (sono utilizzate procedure omogenee, ma non canonizzate) di analisi organolettica e sensoriale. 72
73 Lessico per l analisi del pane (1) 73
74 Lessico per l analisi del pane (2) 74
75 Lessico per l analisi del pane (3) 75
76 Lessico per l analisi del pane (4) 76
77 Esempio di scheda per analisi sensoriale Data Campione Giudice Colore Colore chiaro Età Colore scuro Aspetto dell alveolatura Alveolatura irregolare Alveolatura fine ed uniforme Intensità dell odore Appena percettibile Sapore Sgradevole Croccantezza Poco croccante Molto intenso Molto gradevole Molto croccante Consistenza della fetta (all assaggio) (forza necessaria a mordere un pezzo del centro della fetta con i denti anteriori) Molto morbida Molto consistente Gommosità della mollica Poco gommosa Gradimento complessivo Per nulla Molto gommosa Molto gradito Note: 77
78 Descrittori utilizzati nell analisi sensoriale DESCRITTORI Uniformità dell alveolatura Intensità del colore Odore di pane Sapidità Consistenza Croccantezza SIGNIFICATO Descrittore visivo che descrive la presenza di bolle/ alveolature nella mollica. Valore 1 indica alveolatura irregolare. Valore 9 indica alveolatura fine/uniforme Attributo visivo che indica l'intensità del colore del prodotto nel suo complesso. Valore 1 indica colore giallo paglierino/giallo paglia. Valore 9 indica colore dorato/bruno. Descrittore olfattivo che indica l'intensità dell'odore di pane. Valore 1 indica odore di pane poco cotto. Valore 9 indica odore di pane ben cotto. Percezione del sapore complessivo del prodotto analizzato. Valore 1 indica poco sapore di pane. Valore 9 indica molto sapore di pane. Descrittore che indica la durezza, da valutare al primo morso. Descrittore che indica la proprietà del prodotto di "scricchiolare" durante la masticazione. Valore 1 indica prodotto poco croccante, poco friabile. Valore 9 indica prodotto molto croccante, molto friabile. Gommosità della mollica Attributo meccanico che esprime la tendenza del prodotto di creare l'effetto "gomma da masticare" durante la masticazione. Valore 1 indica mollica poco gommosa, poco elastica. Valore 9 indica mollica molto gommosa, molto elastica. Effettuare la valutazione assaggiando la mollica presente nel corpo centrale del prodotto. 78
79 Fisiologia della percezione I 5 SENSI Vista: colore, forma Odorato: odore, aroma Gusto: gusto Tatto: consistenza Udito: croccantezza 79
80 La vista 80
81 Il colore della crosta (avorio, giallo dorato, ambra, nocciola o bruno) deve essere omogeneo L alveolatura va valutata per ogni tipologia di pane (varia in funzione del tipo di farina e di lievito utilizzato e di lievitazione effettuata). In linea di principio deve essere omogenea e tendenzialmente minuta. Esempio: lievito madre crea alveoli più piccoli e compatti. Alcuni pani con lievito madre hanno un alveolatura molto accentuata, a causa di lievitazioni multiple. La mollica deve aderire alla crosta, non deve staccarsi autonomamente. La mollica deve essere soffice ed elastica (se stretta leggermente tra le dita non deve ammassarsi). 81
82 Il tatto Crosta: dura, morbida, friabile, flessibile, untuosa. Mollica: soffice, compatta, elastica, gommosa, umida, asciutta. 82
83 L olfatto Provenienza di grano e farine; Lievito e lievitazione; Tipologia di cottura. La gamma dei sentori: - legna, tostato, bruciato, affumicato, grano, mais, olio, strutto; - Muffa, rancido e fermentato = DIFETTI. 83
84 Pane realizzato con lievito madre e con farine poco raffinate Profumi ampi ed intensi, profumi di grano, farina appena setacciata. Pane realizzato con lievito di birra Profumi che ricordano alcool etilico, vino, birra. 84
85 L assaggio Consistenza meccanica di crosta e mollica (duro, croccante, friabile, morbido, gommoso, untuoso). Sapore ( acido, salato, dolce, amaro) Palatabilità: pasta friabile ed elastica e non formare grumi; gusto in equilibrio fra i sentori dolci della farina, il tostato della crosta, la sensazione acida del lievito. La sapidità dipende dalla tipologia di pane (sciapo/salato) 85
86 Suadenza: equilibrio tra le sensazioni tattili, olfattive e gustative. Pane poco suadente, abbastanza suadente, suadente. 86
87 I difetti organolettici del pane riguardano il suo aspetto, la consistenza e l odore. La classificazione più semplice distingue i difetti in: Difetti esterni: comprendono i difetti di volume; difetti di forma; difetti di crosta; Difetti interni : comprendono i difetti di mollica, difetti di aroma. 87
88 88
89 89
90 Valutazioni oggettive: determinazioni strumentali Determinazione del colore: (colorimetro tristimolo Chromameter-2 Reflectance, Minolta, Giappone) Valutazione colorimetrica su crosta e mollica L*: luminosità a*: indice di rosso b*: indice di giallo 90
91 Caratteristiche dell alveolatura: analisi di immagine (software utilizzato: Image Pro-Plus v. 6.2, Media Cybernetics) Valutazione del numero degli alveoli di ciascuna fetta, che sono poi stati suddivisi in 4 classi dimensionali. 91
92 Consistenza della mollica : Texture Analyser Consistenza (Kg) Elasticità (mm) Capacità di recupero Coesività Gommosità (kg) Masticabilità (Kg) 92
93 GRAZIE PER L ATTENZIONE. 93
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