Il motore a corrente continua
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- Giancarlo Orlando
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1 Il motore a corrente continua 15 marzo 2015 Ing. [email protected] Università degli Studi Roma TRE
2 Agenda
3 Il motore a corrente continua 2 Il motore elettrico a corrente continua è un componente molto impiegato nei sistemi di controllo come organo di movimento o, come viene detto in questo ambito, come organo di attuazione o attuatore. Un motore in corrente continua si comporta come un convertitore tensione-coppia, ovvero converte una grandezza elettrica in una meccanica, generando movimento (ad una parte meccanica in rotazione ad esso collegato).
4 La struttura di un motore elettrico a CC 3 Volendo schematizzare il motore elettrico in corrente continua, si può osservare che è possibile individuare uno statore, che di norma ha la funzione di induttore, e un rotore che di norma ha funzione di indotto.
5 Statore 4 Il motore in corrente continua consta di una parte esterna fissa, detta statore, realizzata in ferro omogeneo e sulla quale sono presenti due magneti. Tali magneti possono essere permanenti oppure realizzati attraverso degli avvolgimenti percorsi da corrente. Nel caso di motori di piccole dimensioni la scelta cade obbligatoriamente sulla prima soluzione.
6 Rotore 5 All interno dello statore c è il rotore. Tale rotore, realizzato in ferro laminato, ha cavità attraverso cui vengono fatti passare gli avvolgimenti, attraversati da corrente elettrica. Tale corrente viene detta corrente d armatura e viene imposta attraverso una tensione d armatura. Il rotore ruota attorno ad un albero (albero motore) per effetto della forza (di Lorenz) che si genera quando la corrente attraversa gli avvolgimenti del rotore sotto l azione del campo magnetico esterno. Chiaramente, se il campo magnetico esterno non varia e il segno della corrente viene invertito, anche il verso della rotazione viene invertito e conseguentemente il segno della coppia generata per effetto della rotazione.
7 Motore in corrente continua controllato sull armatura 6 Si considera il caso in cui il flusso di induzione magnetica sia costante, e si parlerà pertanto di motore in corrente continua ad eccitazione costante; questo tipo di motore è conosciuto anche sotto il nome di motore in corrente continua controllato sull armatura.
8 Variabili utilizzati nel modello del motore 7 Di seguito sono elencati alcuni simboli: T (t) è la coppia fornita dal motore per effetto dalla forza di Lorenz indotta; T c (t) è la coppia di carico, dovuta al fatto che in generale il motore viene utilizzato per far ruotare una parte meccanica esterna i m (t) rappresentano la corrente d armatura che interessano gli avvolgimenti del rotore; v m (t) rappresentano la tensione d armatura che interessano gli avvolgimenti del rotore; e(t) è la forza elettromotrice indotta, a cui ci si riferisce, di norma, con il nome di forza contro elettromotrice, dal momento che essa agisce in contrapposizione alla tensione v m (t) θ m (t) rappresenta la posizione angolare dell albero motore rispetto ad un riferimento esterno fissato
9 Schema elettrico 8
10 Modello del motore 9 La coppia motrice T (t) generata dal motore è proporzionale al prodotto tra flusso di induzione (φ(t)) generato dallo statore e corrente elettrica i m (t) circolante nel rotore, ossia T (t) = k 1 φ(t)i m (t) T (t) = k T i m (t), k T = k 1 φ(t) essendo φ(t) costante.
11 Modello del motore 10 Ai capi del circuito di rotore, quando esso è in rotazione, nasce una forza contro elettromotrice e(t), che risulta proporzionale al prodotto tra il flusso di induzione φ(t) generato dallo statore e la velocità angolare del rotore ω m (t), ossia e m (t) = k 2 φ(t)ω m (t) e m (t) = k b ω m (t) = k b d dt θ m(t), essendo φ(t) costante. k b = k 2 φ(t) Scegliendo opportunamente le unità di misura, inoltre, è sempre possibile far sì che le costanti k T e k b coincidano.
12 Modello del motore 11 Si consideri poi di applicare la prima legge di Kirchoff alla maglia rappresentata, ed indicando con e a (t) la tensione di alimentazione del rotore, variabile nel tempo secondo un opportuna legge prefissata, si ha: e a (t) = L m d dt i m(t) + R m i m (t) + e m (t) (1)
13 Modello del motore 12 Si consideri infine l equilibrio dinamico tra coppia motrice generata e coppia resistente; quest ultima è dovuta all inerzia del rotore e del carico, all attrito viscoso generato nei supporti del rotore insieme a quello dovuto all effetto di ventilazione nell intraferro tra rotore e statore, nonché all eventuale contributo in termini di attrito viscoso dovuto al carico. T (t) = J d dt ω m(t) + Bω m (t) (2)
14 Riassumendo T (t) = k T i m (t) e m (t) = k b ω m (t) = k b d dt θ m(t) e a (t) = L m d dt i m(t) + R m i m (t) + e m (t) T (t) = J d dt ω m(t) + Bω m (t) Le quattro equazioni danno luogo ad un modello del secondo ordine in cui e a (t) e quella assunta come uscita ω m (t)
15 Trasformazione nella variabile di Laplace 14 Dato il modello matematico espresso nel dominio del tempo, l operazione da compiere è quella della trasformazione secondo Laplace delle equazioni costitutive del modello stesso; nel caso, in esame, nell ipotesi di condizioni iniziali nulle, si ottiene: JsΩ m (s) + BΩ m (s) = k T I m (s) E m (s) = k b Ω m (s) E a (s) = L m si m (s) + R m I m (s) + E m (s) Ω m (s) = sθ m (s)
16 Trasformazione nella variabile di Laplace 15 Il sistema può essere ri-scritto nella seguente maniera: [Js + B] Ω m (s) = k T I m (s) = T (s) E m (s) = k b Ω m (s) E a (s) E m (s) = [L m s + R m ] I m (s) Ω m (s) = sθ m (s)
17 16 Considerando che come variabile di ingresso si è assunta la tensione di alimentazione E a (s), è possibile evidenziare la presenza di un nodo di somma algebrica immediatamente a valle dell ingresso: E a (s) E m (s) = (L m s + R m ) I m (s) A valle del nodo sommatore, la grandezza di errore va moltiplicata per una funzione di trasferimento pari a 1 L m s + R m ossia la corrente I m (s)
18 17 A partire dalla corrente I m (s), si ottiene la coppia T (s) moltiplicando per una funzione di trasferimento istantanea pari a k T. A partire dalla coppia T (s), tramite una funzione di trasferimento dinamica pari a 1 Js + B si ottiene la velocità angolare Ω(s).
19 18 A partire dalla velocità angolare Ω(s) si può ottenere la forza contro elettromotrice E m (s) tramite una funzione di trasferimento istantanea k b, che rappresenta il segnale di retroazione. Se come uscita del sistema, ossia come variabile di uscita del motore elettrico controllato sull armatura, si vuole considerare la posizione, e non la velocità del rotore, è necessario inserire a valle della variabile Ω m (s) un blocco che si comporta come un integratore.
20 19
21 20
22 Cascata di due blocchi 21 G(s) = k r ( L m J s + R ) ( m s + B ) L m J
23 Blocchi in Retroazione 22 Ω m (s) E a (s) = G(s) 1 + k b G(s) = (L m s + R m )(Js + B) k T 1 + (L m s + R m )(Js + B) k T k T = JL m s 2 + (BL m + JR m )s + BR m + k b k T
24 Motore elettrico + molla Si consideri il modello del motore elettrico in continua controllato sull armatura. Si supponga ora di vincolare al riferimento l asse del rotore mediante una molla. 23 dove k m è la costante elastica della molla.
25 Motore elettrico + molla 24 Lo schema a blocchi equivale a considerare che all azione della coppia T (s) sull albero del rotore, dovuta all ingresso in tensione E a (s), si contrapponga una coppia resistente dovuta alla molla, pari al prodotto θ(s)k M, che porta complessivamente ad una posizione di equilibrio legata al valore dell ingresso E a (s).
26 Motore elettrico + molla 25
27 Motore elettrico + molla G 2 (s) s + k m G 2 (s) k T G 1 (s)g 2 (s) s + k m G 2 (s) Y (s) U(s) = k T G 1 (s)g 2 (s) s(k b k T G 1 (s)g 2 (s) + 1) + k m G 2 (s)
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