ONDE D URTO NORMALI E OBLIQUE
|
|
|
- Cesare Negri
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 ONDE D URTO NORMALI E OBLIQUE E stato visto in precedenza che i piccoli disturbi di pressione si propagano alla velocità del suono. Ad esempio, nel caso di un oggetto che si muova a velocità subsonica in aria ferma, i disturbi di pressione causati dalla sua presenza, poiché viaggiano più velocemente dell'oggetto, riescono a raggiungere tutti i punti del fluido prima che arrivi l'oggetto stesso. L'aria si deve aprire per far passare l'oggetto). Alternativamente, in un sistema di riferimento inerziale per il quale l'oggetto è fermo ed è investito da una corrente subsonica, questi disturbi riescono a risalire la corrente in quanto essi viaggiano verso monte più velocemente di quanto quest'ultima viaggi verso valle. Velocità delle molecole nel caso subsonico
2 ONDE D URTO NORMALI E OBLIQUE Nel caso, invece, in cui l'oggetto si muova a velocità supersonica, sempre in aria ferma, arriva prima l'oggetto e poi i disturbi di pressione. L'aria non può, quindi, essere avvisata da questi ultimi che l'oggetto sta arrivando. Va, peraltro, rilevato che l'oggetto deve, in ogni caso, passare e che l'aria si deve comunque aprire per farlo passare. Da ciò deriva la presenza di superfici di discontinuità (onde d'urto) che, rendendo la corrente subsonica, e/o deviando la corrente supersonica, consentono al fluido di aprirsi per lasciar passare il corpo. Occorre, comunque, osservare che le onde d'urto non sono presenti solo nel caso appena descritto, ma anche in altre situazioni fluidodinamiche. Velocità delle molecole nel caso supersonico
3 Shadowgraph del modello in scala 1/200 del Thunderjet F 84 a M = 1.05 osservato con il metodo delle ombre (Shadowgraph). Notare come l onda d urto davanti all aereo, che viaggia a M 1, risulti praticamente normale
4 F14 rompe il muro del suono
5 ONDE D URTO NORMALI E OBLIQUE Si vedrà tra poco che, in un sistema di riferimento nel quale l'oggetto è fermo, la corrente deve essere supersonica e, se la sua velocità è costante nel tempo, l'onda d'urto resta anch'essa ferma (onda stazionaria). Intuitivamente ne consegue che: onde d'urto stazionarie (ferme rispetto al sistema di riferimento) sono possibili solo se la corrente a monte (prima) di esse è supersonica (nello stesso sistema di riferimento). Se la corrente fosse subsonica, non ci sarebbe la necessità di un'onda d'urto, in quanto i piccoli disturbi di pressione riuscirebbero a risalire la corrente e a farla aprire per tempo. Va rilevato che ciò non è strettamente vero in campo transonico. Si vedrà anche che, onde d'urto instazionarie (in moto rispetto al sistema di riferimento adottato) possono originarsi anche in una corrente non necessariamente supersonica ma, al limite, ferma. Le onde d'urto si chiamano normali, quando sono perpendicolari al vettore velocità a monte dell onda, altrimenti si dicono oblique.
6 Shadowgraphs di un campo di moto intorno a un proiettile in moto subsonico. Pur essendo il moto subsonico, si può notare la presenza di onde (di Mach) anche lì dove la corrente accelera.
7 Shadowgraphs di un campo di moto intorno a un proiettile in moto supersonico. Notare l onda d urto staccata, quasi normale, per M 1 e il suo inclinarsi all aumentare del numero di Mach
8 ONDE D URTO NORMALI E OBLIQUE Le onde d'urto possono essere, in generale, di vario tipo. E stato già detto che le onde d'urto si chiamano normali, se perpendicolari al vettore velocità a monte dell onda, altrimenti si dicono oblique. E stato anche detto che esse possono essere stazionarie (se ferme rispetto al sistema di riferimento) o instazionarie (se si muovono). Nel seguito saranno considerate solo le onde d urto adiabatiche, nel senso che il fluido che le attraversa non scambia energia nel modo calore tra i suoi diversi punti. Ovviamente, il fluido non scambia lavoro per assenza di eliche nel campo di moto. Va comunque osservato che, come si vedrà, onde d'urto molto forti possono provocare forti innalzamenti della temperatura del fluido e, di conseguenza, scambi termici per irraggiamento, ovvero reazioni chimiche, esotermiche od endotermiche, le quali possono essere tenute in conto con una non adiabaticità del moto. L ipotesi di assenza di scambi di energia nel modo lavoro, unitamente all'adiabaticità, fa sì che attraverso l onda d'urto si può assumere la trasformazione come omoenergetica (H = cost).
9 SPESSORE DI UN ONDA D URTO Nei campi di moto quì esaminati, le onde d'urto possono essere generalmente considerate come superfici di discontinuità. Infatti, il loro spessore risulta dell ordine di qualche cammino libero medio molecolare. Nella figura a lato è riportato lo spessore di un'onda d'urto t, espresso in termini di cammino libero medio molecolare, al variare del numero di Mach M. N 2 Lo spessore t è stato misurato sperimentalmente nel caso specifico di onde d urto in una corrente di azoto N 2. Si ricordi che, per aria in condizioni normali, è dell ordine di 10-7 m e che l aria è costituita prevantemente da azoto.
10 ONDA D URTO NORMALE STAZIONARIA Volume di controllo Eq. Bilancio Quantità di moto 1 2 A 1 = A 2 = perchè: ; M= 0 e = 0 quindi: V 2 II V 1 t n Eq. Conservazione della massa poichè: V 1 n 1 =-V 1 ; V 2 n 2 =V 2 si ha:
11 ONDA D URTO NORMALE STAZIONARIA Volume di controllo Eq. Bilancio Quantità di moto Sostituendo: = ρ 2 V 2 da nella: 1 2 poichè: V 1 n 1 =-V 1 ; V 2 n 2 =V 2 e proiettando normalmente all onda, si ottiene: t n Eq. Conservazione dell energia tenendo conto che:, si ha:
12 Quindi l onda d urto è una trasformazione termofluidodinamica che avviene attraverso una superficie (volume sottilissimo), per la quale ciascuna delle grandezze G, I ed H resta costante.
13 ONDA D URTO NORMALE STAZIONARIA IN UN GAS PIU CHE PERFETTO Si ricorda che l equazione di bilancio della quantità di moto è la seguente: che può anche essere scritta nella forma: Dividendo per, si ottiene: Ricordando poi che p/ρ = a 2 /γ, si perviene a:
14 ONDA D URTO NORMALE STAZIONARIA IN UN GAS PIU CHE PERFETTO La H = h + V 2 /2, in condizioni omoenergetiche, può essere scritta anche nella forma: che sostituita nella relazione precedentemente trovata: h = γrt/(γ -1) = a 2 /(γ -1) (γ + 1)/2 e tenendo conto della: da luogo alla: (V 1 V 2 )/V 1 V 2 Relazione di Prandtl per l'onda d'urto normale La velocità critica del suono è la media geometrica tra quella a monte e quella a valle dell onda d urto.
15 ONDA D URTO NORMALE STAZIONARIA IN UN GAS PIU CHE PERFETTO Introducendo un numero di Mach riferito alla velocità critica: (questa è l unica eccezione al simbolo * ) la relazione: diventa semplicemente: Per H = cost si ha: a* = cost Poiché si può scrivere: quadrando, sostituendo e risolvendo in M 2, si ottiene infine la relazione che lega il numero di Mach a valle M 2 a quello a monte M 1 dell onda:
16 ONDA D URTO NORMALE STAZIONARIA IN UN GAS PIU CHE PERFETTO Poiché per la stabilità termodinamica è γ 1, ad ogni valore di M 1 >1, corrisponde un valore di M 2 < 1 e, quasi, viceversa. Il caso M 1 = 1 conduce a M 2 = 1, nulla succede alla corrente. Per M 1, il valore limite di M 2 risulta essere:. che per il caso particolare di Per M 1 M 2l, il denominatore della frazione vale zero e M 2. Il quasi deriva dal fatto che, per valori subsonici di M 1 inferiori a M 2l, il denominatore della frazione è negativo e il valore di M 2 risulta un numero complesso.
17 ONDA D URTO NORMALE STAZIONARIA IN UN GAS PIU CHE PERFETTO Utilizzando la relazione tra M 1 e M 2, è possibile ricavare allora: ρ 2 /ρ 1 = p 2 T 1 /p 1 T 2 Questi sono alcuni dei rapporti caratteristici per un onda d urto normale.
18 ONDA D URTO NORMALE STAZIONARIA IN UN GAS PIU CHE PERFETTO Essendo l'onda d'urto omoenergetica, si ha: Il rapporto tra le pressioni di ristagno si può scrivere: Sostituendo le relazioni per la pressione di ristagno, il M 2 in funzione del M 1 e l espressione di p 2 /p 1 precedentemente trovata, si ottiene il rapporto tra le pressioni di ristagno: che, per M 1 > 1, conduce sempre a: per tutti i valori possibili di γ > 1.
19 ONDA D URTO NORMALE STAZIONARIA IN UN GAS PIU CHE PERFETTO Si ricordi che l entropia è data da: In termini delle grandezze di ristagno si può scrivere (T o2 = T o1 ): Utilizzando, poi, la appena trovata: si ottiene, infine, la variazione di entropia attraverso l onda d urto: relazione il cui diagramma nella figura in alto mostra quali sono i soli urti possibili (M 1 > 1), perché deve essere Δs 0.
20 ONDA D URTO NORMALE STAZIONARIA IN UN GAS PIU CHE PERFETTO Espandendo in serie di Taylor, nell'intorno di M 1 2 = 1, la relazione: si ottiene la seguente espressione: ln(1+ x) = x x 2 /2 + x 3 /3 - che per M 2 1 = 1 risulta nulla insieme alle sue derivate prima e seconda rispetto a M 2 1 (punto di flesso della curva). Questo fatto fa sì che le onde d'urto che avvengono per M 1 1 (onde di Mach) siano praticamente isoentropiche, cioè reversibili. Quindi, solo l'onda di Mach che si ha per M 1 1 può essere sia di compressione che di espansione poiché la trasformazione è reversibile, essendo Δs = 0.
21 TUBO DI PITOT IN UNA CORRENTE SUBSONICA Nel tubo di Pitot investito da una corrente subsonica si può considerare che il fluido deceleri, fino al punto di misura della pressione sull asse, isentropicamente ed omoenergeticamente, e, quindi, che lo strumento misuri, di fatto, la pressione di ristagno della corrente. Tutto ciò non è vero per un tubo di Pitot investito da una corrente supersonica. Cosa succede, invece, per un tubo di Pitot investito da una corrente supersonica?
22 Shadowgraph di un onda d urto in un flusso supersonico su un cono smussato a M = Notare come l onda sull asse risulti normale all asse stesso.
23 TUBO DI PITOT IN UNA CORRENTE SUPERSONICA Se in una corrente supersonica è presente un corpo tozzo (cioè che non presenta un bordo di attacco a spigolo vivo, o a punta), davanti al corpo si genera un onda d urto che, per corpi assialsimmetrici posti ad angolo d'attacco nullo rispetto all asse del corpo, risulta normale all asse stesso. Questo è il caso del tubo di Pitot immerso in una corrente supersonica. In questo caso, il Pitot non misurerà la pressione di ristagno della corrente, bensì misura la pressione di ristagno p o2 a valle dell onda d urto normale presente davanti ad esso, sul suo asse.
24 In un tunnel supersonico è relativamente facile misurare la pressione statica p 1 a monte dell'onda d'urto con una presa di pressione posta sulle pareti del tunnel. Quindi, il rapporto p o2 /p 1, detto anche funzione di Rayleigh per il tubo di Pitot, risulta utile per la misura del numero di Mach in un tunnel supersonico e si può ricavare a partire dalla: Sostituendo in questa espressione le già trovate: si ottiene infine la: Funzione di Rayleigh
25 Come già detto, questa formula è chiamata funzione di Rayleigh. Per M 1 = 1, e cioè per un onda di Mach (p o2 = p o1 ), essa dà luogo al valore: che corrisponde al valore isoentropico. Questo valore, nel caso di γ = 1.4, risulta uguale a Il suo reciproco è pari a Le figure che seguono mostrano la dipendenza dei diversi rapporti adimensionali (caratteristici) delle diverse grandezze termofluidodinamiche e del numero di Mach a valle dell'onda d'urto per il caso particolare di γ = 1.4. Analoghi andamenti si hanno per valori diversi di γ.
26 All aumentare del numero di Mach a monte dell onda M 1 da 1 in su (il Mach deve essere almeno sonico), si hanno i seguenti comportamenti: diminuisce il numero di Mach a valle M 2, sino ad un valore asintotico; diminuisce continuamente il rapporto tra le pressioni di ristagno (aumenta l entropia); I rapporti che si leggono sulla scala di destra comportano un aumento della grandezza attraverso l'urto, quelli a sinistra una diminuzione. aumenta continuamente il rapporto tra le pressioni statiche; aumenta il rapporto tra le densità statiche sino ad un valore asintotico; aumenta continuamente il rapporto tra le temperature statiche (quelle di ristagno non variano); aumenta il rapporto p o2 /p 1.
27 Valori limite per M 1 (γ = 1.4)
28 In una corrente (con γ = 1.4) ad elevatissimo numero di Mach (ipersonica), la densità a valle di una onda d'urto normale è pari a sei volte quella a monte e la velocità della corrente diventa un sesto di quella a monte. In questo caso resta comunque da controllare se è ancora valida l'ipotesi di gas più che perfetto a causa dell'elevato aumento di temperatura della corrente che può provocare fenomeni di dissociazione. Il diagramma dimostra anche che, per bassi valori del numero di Mach, si ha e che quindi l'onda d'urto può essere considerata praticamente isoentropica.
29 TABELLE DELLE ONDE D URTO NORMALI Una più dettagliata decrizione dell andamento dei rapporti caratteristici è riportata nelle tabelle (per M 1 = M > 1) così come mostrato di seguito
30 Sul piano h-s (o T-s) i due punti 1 e 2, rispettivamente a monte e a valle dell'onda d'urto, devono apparire così come rappresentato nella figura. Si ricordi che attraverso l'onda d'urto: H = h + V 2 /2 = cost ed s aumenta. Per un gas perfetto, una volta stabilita sul piano h-s (ovvero T-s) la retta orizzontale H = cost (risp. T o = cost) relativa al livello energetico totale H della corrente, ciascun altra retta orizzontale al di sotto di questa rappresenta il luogo dei punti per il quale le quantità h, T, V 2 /2 (e quindi V), a e M sono costanti. Man mano che questa retta si abbassa, il numero di Mach ad essa relativo tende ad aumentare perché la velocità del fluido V aumenta e la velocità del suono (la T) diminuisce.
31 E possibile quindi dividere il piano h-s, al di sotto della retta H = cost, in due zone mediante la retta orizzontale corrispondente a M = 1 (retta tratteggiata): la superiore caratterizzata da M < 1 e la inferiore caratterizzata da M > 1. Poiché lo stato 1 a monte dell'onda d'urto è quello corrispondente ad una corrente supersonica, il punto che lo rappresenta deve trovarsi nella zona inferiore (M > 1) così come riportato in figura. Viceversa, il punto che rappresenta lo stato a valle 2 si deve trovare nella zona superiore (M < 1) ed a destra del punto 1 in quanto Δs > 0 (ovviamente p o2 < p o1 ). Il collegamento tra i punti 1 e 2 è stato indicato nel modo particolare rappresentato in figura, in quanto non rappresenta una classica trasformazione termodinamica.
32 A questo punto, si può pensare di definire l'onda d'urto come una superficie di discontinuità attraverso la quale avviene una brusca conversione di energia cinetica ordinata in energia cinetica disordinata ad entalpia totale costante. La brusca diminuzione di velocità dà luogo ad un brusco innalzamento della densità: della pressione: dell'entalpia (e quindi della temperatura): Δh e, ovviamente, dell'entropia. Invece, la pressione di ristagno attraverso l'onda d'urto, diminuisce (p o2 /p o1 < 1).
33 ONDA D URTO NORMALE NON STAZIONARIA Nella Figura (a) è rappresentata un'onda d'urto normale che, in un sistema di riferimento inerziale Ω, viaggia a velocità costante V o in un fluido avente velocità V x a monte (prima del passaggio dell'onda) e V y a valle (dopo l'onda; si suppone poi che per un onda che viaggia verso destra sia: V o > V x ). Per rendere l'onda stazionaria, bisogna osservarla in un sistema di riferimento Ω' (sempre inerziale) che si muova rispetto ad Ω con una velocità pari alla V o e quindi occorre sottrarre la V o a tutte le velocità di figura. Conviene, allora anche invertire i versi delle velocità. Si veda la Figura (b). -V o y x 2 1 (a) (b)
34 Occorre poi osservare che, in entrambe le figure, le condizioni statiche della corrente (poiché sempre misurate con uno strumento che comunque si muove alla velocità del fluido, cioè solidale alle particelle di fluido) sono le stesse qualunque sia il sistema di riferimento. Valgono, quindi, le relazioni:
35 Tenendo conto delle relazioni precedenti, i due numeri di Mach nel sistema di riferimento con l onda d'urto in movimento, risultano: E, nel sistema con l onda d'urto stazionaria: ; ; Nel sistema di riferimento con l onda d'urto stazionaria è possibile, ora, applicare le formule già trovate in precedenza.
36 Per quanto riguarda le grandezze di ristagno (temperatura e pressione), per l onda d urto in movimento si ha: mentre, per l onda d urto stazionaria: Si noti che T ox è diversa da T oy mentre, nell onda stazionaria: T o1 =T o2. Anche per la p o può essere p ox o p oy.
37 Pertanto, la soluzione del problema di un'onda d'urto in movimento, di cui si conosca la velocità di propagazione e la velocità del fluido in cui si propaga, si risolve attraverso i seguenti 4 passi successivi: l'onda d'urto è resa stazionaria sottraendo la velocità dell'onda a quella del fluido in cui si propaga e determinando il numero di Mach a monte; si risolve il problema per quanto riguarda le grandezze statiche e la V o con le formule già ricavate per l'onda d'urto stazionaria; si calcolano i numeri di Mach per l'onda d'urto in movimento; si calcolano infine le grandezze di ristagno per l'onda d'urto in movimento; Se la velocità dell onda non è nota, ma lo sono V x, V y e a x =a 1, la relazione: dell onda stazionaria conduce all espressione sulla velocità di propagazione dell onda in funzione di queste velocità: Delle due soluzioni, occorre, evidentemente, scartare quella con il segno negativo perché priva di significato.
38 Un caso rilevante è quello per il quale la velocità a monte dell'onda è nulla (V x = 0), cioè quando l'onda d'urto si propaga in un fluido in quiete: Dall'esame della figura si possono trarre le seguenti conclusioni: poiché la velocità V 1 è maggiore della V 2, il fluido a valle di un'onda d'urto che si propaga in un fluido in quiete segue l'onda; poiché la velocità dell'onda V o (in modulo) è uguale a V 1 (che, nel sistema di riferimento con l'onda stazionaria, deve essere maggiore di a 1 perché si abbia l'onda d'urto), un'onda d'urto si propaga in un fluido in quiete con una velocità maggiore della velocità del suono nello stesso fluido a 1. Le T ox e p ox sono minori delle T oy e p oy rispettivamente, anche per il riscaldamento e la compressione del fluido in y (che in x non si muove).
39 Se nel caso precedente per il quale è ancora V x = 0, si conosce la V y e si vuole ricavare la velocità dell onda V o, occorre procedere in questo modo. Dalla figura, indicando con V y = V p, si ha: e dividendo tutto per a 1 : Sostituendo in questa formula: e, ponendo M p = V p / a 1, si ha:
40 La risolta in M 1 (scartando la soluzione negativa) dà luogo alla relazione: che è anche rappresentata nella figura a lato per γ = 1.4. M 1 rappresenta, ovviamente, il numero di Mach, e quindi la velocità, con la quale l onda si propaga nel mezzo in quiete. M 1 > M p M p ha il pedice p perchè, come si vedrà tra poco, può assumere il significato di numero di Mach di un pistone che si muove in un condotto. p
41 M 1 > M p La relazione precedente consente di determinare la velocità di propagazione dell'onda d'urto nella situazione di figura in cui un pistone, a partire dall'istante t = 0, è improvvisamente accelerato in un condotto alla velocità V p. Nello stesso instante, parte un'onda d'urto normale dalla superficie del pistone con una velocità V 1 = V o, che accelera il fluido a valle di essa alla velocità V p. Nella regione 1 il fluido è fermo, nella regione 2 muove a velocità V p.
Ad esempio, nel caso di un oggetto che si muova a velocità. Sorgente a velocità nulla (M=0) Sorgente a velocità Subsonica (M=0.7)
stato visto in precedenza che i piccoli disturbi di pressione si propagano alla velocità del suono. Ad esempio, nel caso di un oggetto che si muova a velocità subsonica in aria ferma, i disturbi di pressione
CONDIZIONI DI RISTAGNO DI UN FLUIDO
CONDIZIONI DI RISTAGNO DI UN FLUIDO La condizione di ristagno (detta anche condizione totale) di una particella di fluido in moto è definita come la condizione TERMODINAMICA che la particella raggiungerebbe
VELOCITA DI PROPAGAZIONE DEI PICCOLI DISTURBI DI PRESSIONE
VELOCITA DI PROPAGAZIONE DEI PICCOLI DISTURBI DI PRESSIONE Un piccolo disturbo di pressione viaggia in un condotto alla velocità a (verso destra) attraverso un fluido in quiete. Dopo il tempo t a t VELOCITA
numero di Mach sulla superficie del cono
Si noti che, con eccezione di M 2 = 1 (curva tratteggiata a tratto lungo), nella figura precedente non sono state diagrammate le curve a M 2 costante (cioè il numero di Mach subito a valle dell onda d
4. Esercitazione 4: Dimensionamento del primo stadio di un compressore assiale
4. Esercitazione 4: Dimensionamento del primo stadio di un compressore assiale Lo scopo della presente esercitazione è il dimensionamento del primo stadio di un compressore assiale. Con riferimento alla
PRIMI ELEMENTI DI TERMODINAMICA. La termodinamica studia le leggi con cui i sistemi scambiano (cedono e ricevono) energia con l ambiente.
PRIMI ELEMENTI DI TERMODINAMICA Un sistema è un insieme di corpi che possiamo immaginare avvolti da una superficie chiusa, ma permeabile alla materia e all energia. L ambiente è tutto ciò che si trova
RIFERIMENTI: Cap 14 AEROTECNICA e Vol 1 Cap. 8 Aerotecnica e Impianti di Bordo
ITISG Viterbo Corso di Costruzioni Aeronautiche Aerotecnica e impianti di bordo 1 1 RIFERIMENTI: Cap 14 AEROTECNICA e Vol 1 Cap. 8 Aerotecnica e Impianti di Bordo 2 2 La più alta velocità per un aereo
Prova scritta di Fisica Generale I Corso di studio in Astronomia 16 luglio 2013
Prova scritta di Fisica Generale I Corso di studio in Astronomia 16 luglio 013 Problema 1 Un cubo di legno di densità ρ = 800 kg/m 3 e lato a = 50 cm è inizialmente in quiete, appoggiato su un piano orizzontale.
McGraw-Hill MECCANICA DEI FLUIDI. Mc Graw Hill. Education SOLUZIONI DEGLI ESERCIZI CAPITOLO
g l i e s e r c i z i a r i d i McGraw-Hill Yunus A. Çengel John M. Cimbala per l'edizione italiana Giuseppe Cozzo Cinzia Santoro MECCANICA DEI FLUIDI III EDIZIONE SOLUZIONI DEGLI ESERCIZI CAPITOLO Mc
Capitolo 16 L energia si trasferisce
Capitolo 16 L energia si trasferisce 1. L «ABC» dei trasferimenti energetici 2. Le reazioni scambiano energia con l ambiente 3. Durante le reazioni varia l energia chimica del sistema 4. L energia chimica
Termodinamica e trasmissione del calore 3/ed Yunus A. Çengel Copyright 2009 The McGraw-Hill Companies srl
SOLUZIONI problemi cap.8 8.1 La pressione del vapore è mantenuta costante. Perciò, la temperatura del vapore rimane costante anche alla temperatura Se si suppone che la trasformazione non implichi irreversibilità
Gas ideale: velocità delle particelle e pressione (1)
Gas ideale: velocità delle particelle e pressione (1) In un gas ideale le particelle sono considerate puntiformi e risentono di forze solo durante gli urti (perfettamente elastici) con le pareti del recipiente.
Dinamica delle reazioni chimiche (attenzione: mancano i disegni)
Dinamica delle reazioni chimiche (attenzione: mancano i disegni) Primo principio della termodinamica L energia non si può creare o distruggere, ma solo convertire da una forma all altra. Questo significa
il ciclo di Ericsson (1853) caratterizzato da due isoterme e due isobare; il ciclo di Reitlinger (1873) con due isoterme e due politropiche.
16 Il ciclo di Stirling Il coefficiente di effetto utile per il ciclo frigorifero di Carnot è, in base alla (2.9): T min ɛ =. (2.31) T max T min Il ciclo di Carnot è il ciclo termodinamico che dà il maggior
Moto Monodimensionale in Condotti. Esercizi
Moto Monodimensionale in Condotti Fluido Comprimibile Esercizi 2D axisymmetric, ideally contoured nozzle upon startup. http://flowgallery.stanford.edu/research.html Moti Monodimensionali - Applicazioni
1.Pressione di un Gas
1.Pressione di un Gas Un gas è formato da molecole che si muovono in modo disordinato, urtandosi fra loro e urtando contro le pareti del recipiente che le contiene. Durante gli urti, le molecole esercitano
TERMODINAMICA. Studia le trasformazioni dei sistemi in relazione agli scambi di calore e lavoro. GENERALITÀ SUI SISTEMI TERMODINAMICI
TERMODINAMICA Termodinamica: scienza che studia le proprietà e il comportamento dei sistemi, la loro evoluzione e interazione con l'ambiente esterno che li circonda. Studia le trasformazioni dei sistemi
L equilibrio dei gas. Lo stato di equilibrio di una data massa di gas è caratterizzato da un volume, una pressione e una temperatura
Termodinamica 1. L equilibrio dei gas 2. L effetto della temperatura sui gas 3. La teoria cinetica dei gas 4. Lavoro e calore 5. Il rendimento delle macchine termiche 6. Il secondo principio della termodinamica
INTRODUZIONE ALLA TERMODINAMICA. Supponiamo di voler studiare il comportamento di una determinata quantità di gas contenuta
INTRODUZIONE ALLA TERMODINAMICA Supponiamo di voler studiare il comportamento di una determinata quantità di gas contenuta in un recipiente, ad esempio 5g di ossigeno. Dato l elevato numero di molecole
Problema (tratto dal 7.42 del Mazzoldi 2)
Problema (tratto dal 7.4 del azzoldi Un disco di massa m D e raggio R ruota attorno all asse verticale passante per il centro con velocità angolare costante ω. ll istante t 0 viene delicatamente appoggiata
Bilancio di energia: il Primo Principio della Termodinamica. Termodinamica dell Ingegneria Chimica
Bilancio di energia: il Primo Principio della Termodinamica Termodinamica dell Ingegneria Chimica 1 I Sistemi termodinamici Un sistema è definito da una superficie di controllo, reale o immaginaria, che
Esploriamo la chimica
1 Valitutti, Tifi, Gentile Esploriamo la chimica Seconda edizione di Chimica: molecole in movimento Capitolo 15 La termodinamica e la cinetica 1. Le reazioni producono energia 2. Il primo principio della
Corso di Meccanica, Macchine e Impianti Termici CAPITOLO 5 TERMODINAMICA
Anno Scolastico 2009/2010 Corso di Meccanica, Macchine e Impianti Termici CAPITOLO 5 TERMODINAMICA Prof. Matteo Intermite 1 5.1 LEGGE DEI GAS I gas sono delle sostanze che in determinate condizioni di
CONVENZIONE SUI SEGNI
CONVENZIONE SUI SEGNI Si stabilisce una convenzione sui segni sia per gli scambi di calore che per il lavoro che il sistema compie o subisce L>0: LAVORO COMPIUTO DAL SISTEMA Q>0: CALORE ASSORBITO SISTEMA
Esercizio (tratto dal problema 7.36 del Mazzoldi 2)
Esercizio (tratto dal problema 7.36 del Mazzoldi 2) Un disco di massa m D = 2.4 Kg e raggio R = 6 cm ruota attorno all asse verticale passante per il centro con velocità angolare costante ω = 0 s. ll istante
Corso di Complementi di gasdinamica
Corso di Complementi di gasdinamica Tommaso Astarita [email protected] www.docenti.unina.it Complementi di Gasdinamica T Astarita Modulo 11 del 15/11/2015 Nell ipotesi di moto in condotto a sezione costante
Simulazionme Prova Scritta Completa-Fisica 9 CFU Corso di Laurea in Tossicologia dell ambiente e degli alimenti
Simulazionme Prova Scritta Completa-Fisica 9 CFU Corso di Laurea in Tossicologia dell ambiente e degli alimenti Quesito 1 In un moto uniformemente accelerato, quale tra le seguenti affermazioni è sempre
Esercizi di Esame.mcd (1/8)
Esercizi di Esame.mcd (/8) Un ugello convergente è collegato ad un condotto circolare (D : 3.99mm) nel quale è imposto un flusso di energia nel modo calore Q 2. All'uscita del condotto vi è un ugello divergente
ESERCIZIO SOLUZIONE. 13 Aprile 2011
ESERCIZIO Un corpo di massa m è lasciato cadere da un altezza h sull estremo libero di una molla di costante elastica in modo da provocarne la compressione. Determinare: ) la velocità del corpo all impatto
Quesiti dell Indirizzo Tecnologico
Quesiti dell Indirizzo Tecnologico 1) Sapendo che la massa di Marte é 1/10 della massa della Terra e che il suo raggio é ½ di quello della Terra l accelerazione di gravità su Marte è: a) 1/10 di quella
PROBLEMI E QUESITI DI TERMOLOGIA (SOLUZIONI)
1 PROBLEMI E QUESITI DI TERMOLOGIA (SOLUZIONI) Qui di seguito viene riportata la risoluzione dei problemi presentati nel file Unità omonimo (enunciati). Si raccomanda di prestare molta attenzione ai ragionamenti
Valitutti, Falasca, Tifi, Gentile. Chimica. concetti e modelli.blu
Valitutti, Falasca, Tifi, Gentile Chimica concetti e modelli.blu 2 Capitolo 19 L energia si trasferisce 3 Sommario (I) 1. L «ABC» dei trasferimenti energetici 2. Durante le reazioni varia l energia chimica
La Termodinamica è la disciplina che si occupa dello studio degli scambi di energia e di materia nei processi fisici e chimici
La Termodinamica è la disciplina che si occupa dello studio degli scambi di energia e di materia nei processi fisici e chimici Materia = tutto ciò che possiede una massa ed occupa uno spazio Energia =
ESAME DI AERODINAMICA 11/02/2015
ESAME DI AERODINAMICA 11/02/2015 In un profilo alare non simmetrico, al diminuire dell angolo di incidenza, la coordinata del centro di pressione: (a) tende verso il bordo di attacco (b) tende verso il
L ENERGIA CINETICA DELLE MOLECOLE DI UN GAS E LA TEMPERATURA Ogni molecola ha in media un'energia cinetica
Primo principio- 1 - TERMODINAMICA ENERGIA INTERNA DI UN SISTEMA Ad ogni sistema fisico possiamo associare varie forme di energia, l energia cinetica delle molecole di cui è formato, energia potenziale,
Don Bosco 2014/15, Classe 3B - Primo compito in classe di Fisica
Don Bosco 014/15, Classe B - Primo compito in classe di Fisica 1. Enuncia il Teorema dell Energia Cinetica. Soluzione. Il lavoro della risultante delle forze agenti su un corpo che si sposta lungo una
Università del Sannio
Università del Sannio Corso di Fisica 1 Lezione 6 Dinamica del punto materiale II Prof.ssa Stefania Petracca 1 Lavoro, energia cinetica, energie potenziali Le equazioni della dinamica permettono di determinare
Corso di Fisica tecnica e ambientale a.a. 2011/ Docente: Prof. Carlo Isetti
CENNI DI CINEMATICA.1 GENERALITÀ La cinematica studia il moto dei corpi in relazione allo spazio ed al tempo indipendentemente dalle cause che lo producono. Un corpo si muove quando la sua posizione relativa
Corso di Componenti e Impianti Termotecnici RETI DI DISTRIBUZIONE PERDITE DI CARICO CONTINUE
RETI DI DISTRIBUZIONE PERDITE DI CARICO CONTINUE 1 PERDITE DI CARICO CONTINUE Sono le perdite di carico (o di pressione) che un fluido, in moto attraverso un condotto, subisce a causa delle resistenze
2 m 2u 2 2 u 2 = x = m/s L urto è elastico dunque si conserva sia la quantità di moto che l energia. Possiamo dunque scrivere: u 2
1 Problema 1 Un blocchetto di massa m 1 = 5 kg si muove su un piano orizzontale privo di attrito ed urta elasticamente un blocchetto di massa m 2 = 2 kg, inizialmente fermo. Dopo l urto, il blocchetto
CALCOLO DELLA RESISTENZA DI UN PROFILO
CACOO DEA RESISTENZA DI UN PROFIO A cura di: Andrea Fogante Davide Gambarara Emanuel Gomez Antonio Grande Ivan Josipovic Anwar Koshakji allievi aerospaziali del anno, corso di Fluidodinamica I 1 Prefazione
Matematica 2. Derivate Esercizi. y=sen( x 4 3x) y' =cos(x 4 3x)(4x 3 3) y=logsen( x x) y' = sen(x 4 +3x) cos(x4 +3x)(4x 3 +3)
Matematica 2 Derivate Esercizi y=sen( 4 3) y' =cos( 4 3)(4 3 3) y=logsen( 4 1 3) y' = sen( 4 +3) cos(4 +3)(4 3 +3) y=sen 2 ( 4 3) y' =2sen( 4 3 )cos( 4 3)(4 3 3) Funzioni ad una sola variabile y=f() è
Idraulica e Idrologia: Lezione 16 Agenda del giorno
Idraulica e Idrologia: Lezione 16 Agenda del giorno Conservazione dell energia Applicazioni del teorema di Bernoulli alle correnti rettilinee Tubo di Pitot Efflusso libero da luci: luce di fondo, luce
CALORIMETRO DELLE mescolanze
CALORIMETRO DELLE mescolanze Scopo dell esperienza è la misurazione del calore specifico di un corpo solido. Il funzionamento del calorimetro si basa sugli scambi di energia, sotto forma di calore, che
S.Barbarino - Appunti di Fisica - Scienze e Tecnologie Agrarie. Cap. 2. Cinematica del punto
SBarbarino - Appunti di Fisica - Scienze e Tecnologie Agrarie Cap 2 Cinematica del punto 21 - Posizione, velocitá e accelerazione di una particella La posizione di una particella puó essere definita, ad
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA INDUSTRIALE CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN INGEGNERIA MECCANICA Tesi di Laurea Magistrale in Ingegneria meccanica IMPLEMENTAZIONE DI UN CODICE
Problemi di Fisica per l ammissione alla Scuola Galileiana Problema 1
Problemi di Fisica per l ammissione alla Scuola Galileiana 2015-2016 Problema 1 Un secchio cilindrico di raggio R contiene un fluido di densità uniforme ρ, entrambi ruotanti intorno al loro comune asse
(1;1) y=2x-1. Fig. G4.1 Retta tangente a y=x 2 nel suo punto (1;1).
G4 Derivate G4 Significato geometrico di derivata La derivata di una funzione in un suo punto è il coefficiente angolare della sua retta tangente Esempio G4: La funzione = e la sua retta tangente per il
delle curve isoterme dell anidride carbonica
COMPORTAMENTO DEI GAS REALI l andamento delle curve isoterme dell anidride carbonica mostra che: a temperature elevate le isoterme assomigliano a quelle di un gas perfetto Diagramma di Andrews a temperature
Calore, lavoro e trasformazioni termodinamiche (1)
Calore, lavoro e trasformazioni termodinamiche (1) Attraverso scambi di calore un sistema scambia energia con l ambiente. Tuttavia si scambia energia anche quando le forze (esterne e interne al sistema)
MISURA DELLE FREQUENZE DI RISONANZA DI UN TUBO SONORO
MISURA DELLE FREQUENZE DI RISONANZA DI UN TUBO SONORO Scopo dell esperienza è lo studio della propagazione delle onde sonore all interno di un tubo, aperto o chiuso, contenete aria o altri gas. Si verificherà
Conoscenze FISICA LES CLASSE TERZA SAPERI MINIMI
FISICA LES SAPERI MINIMI CLASSE TERZA LE GRANDEZZE FISICHE E LA LORO MISURA Nuovi principi per indagare la natura. Il concetto di grandezza fisica. Misurare una grandezza fisica. L impossibilità di ottenere
Le Derivate. Appunti delle lezioni di matematica di A. Pisani Liceo Classico Dante Alighieri
Le Derivate Appunti delle lezioni di matematica di A. Pisani Liceo Classico Dante Alighieri Nota bene Questi appunti sono da intendere come guida allo studio e come riassunto di quanto illustrato durante
CORSO DI CHIMICA. Esercitazione del 7 Giugno 2016
CORSO DI CHIMICA Esercitazione del 7 Giugno 2016 25 ml di una miscela di CO e CO 2 diffondono attraverso un foro in 38 s. Un volume uguale di O 2 diffonde nelle stesse condizioni in 34,3 s. Quale è la
Applicazione equazione di Bernoulli: stenosi arteriosa(restringimento arteria)
Applicazione equazione di Bernoulli: stenosi arteriosa(restringimento arteria) Applicazione equazione di Bernoulli: Aneurisma (dilatazione arteria) Liquidi reali attrito interno-viscosita' la velocita'
LA DISTRIBUZIONE NORMALE (Vittorio Colagrande)
LA DISTRIBUZIONE NORMALE (Vittorio Colagrande) Allo scopo di interpolare un istogramma di un carattere statistico X con una funzione continua (di densità), si può far ricorso nell analisi statistica alla
Programma svolto a.s. 2015/2016. Materia: fisica
Programma svolto a.s. 2015/2016 Classe: 4A Docente: Daniela Fadda Materia: fisica Dettagli programma Cinematica e dinamica: moto circolare uniforme (ripasso); moto armonico (ripasso); moto parabolico (ripasso);
Termodinamica. Scienza che studia le relazioni tra il calore e le altre forme di energia coinvolte in un processo fisico o chimico
Termodinamica Scienza che studia le relazioni tra il calore e le altre forme di energia coinvolte in un processo fisico o chimico La termodinamica fa uso di modelli astratti per rappresentare sistemi e
relazioni tra il calore e le altre forme di energia.
Termodinamica i Termodinamica: ramo della scienza che studia le relazioni tra il calore e le altre forme di energia. Sistema e ambiente sistema: zona dello spazio all interno della quale studiamo i fenomeni
FISICA per SCIENZE BIOLOGICHE A.A. 2012/2013 APPELLO 18 Luglio 2013
FISICA per SCIENZE BIOLOGICHE A.A. 2012/2013 APPELLO 18 Luglio 2013 1) Un corpo di massa m = 500 g scende lungo un piano scabro, inclinato di un angolo θ = 45. Prosegue poi lungo un tratto orizzontale
TERMODINAMICA E TERMOCHIMICA
TERMODINAMICA E TERMOCHIMICA La TERMODINAMICA è una scienza chimico-fisica che studia le trasformazioni dell energia. La TERMOCHIMICA è una particolare branca della termodinamica che valuta quantitativamente
Protezione Civile - Regione Friuli Venezia Giulia. Protezione Civile - Regione Friuli Venezia Giulia
1 Principi di idraulica Definizioni MECCANICA DEI FLUIDI È il ramo della fisica che studia le proprietà dei fluidi, cioè liquidi, vapori e gas. Idrostatica Studia i fluidi in quiete Idrodinamica Studia
Soluzione Esame di Stato ITIS Termotecnica 2013 SVOLGIMENTO :
Soluzione Esame di Stato ITIS Termotecnica 2013 SVOLGIMENTO : Come è noto, nella fase 3-4 del diagramma T-s di Rankine-Hirn sotto riportato, il fluido, dalla pressione vigente P2 e temperatura T3, si espande
DEDUZIONE DEL TEOREMA DELL'ENERGIA CINETICA DELL EQUAZIONE SIMBOLICA DELLA DINAMICA
DEDUZIONE DEL TEOREMA DELL'ENERGIA CINETICA DELL EQUAZIONE SIMBOLICA DELLA DINAMICA Sia dato un sistema con vincoli lisci, bilaterali e FISSI. Ricaviamo, dall equazione simbolica della dinamica, il teorema
RISOLUZIONE DI PROBLEMI DI FISICA
RISOUZIONE DI PROBEMI DI FISICA Problema 1 Una massa puntiforme m = 2 kg è soggetta ad una forza centrale con associata energia potenziale radiale U( r) 6 A =, dove A = 2 J m 6. Il momento angolare della
Le valvole e il moto nei condotti di aspirazione e scarico (da G. Ferrari, Motori a Combustione Interna)
Le valvole e il moto nei condotti di aspirazione e scarico (da G. Ferrari, Motori a Combustione Interna) Le valvole regolano il flusso dei fluidi in entrata e uscita dal cilindro dei motori a 4 tempi,
La misura della temperatura
Calore e temperatura 1. La misura della temperatura 2. La dilatazione termica 3. La legge fondamentale della termologia 4. Il calore latente 5. La propagazione del calore La misura della temperatura La
TERMODINAMICA. trasmissione del calore
TERMODINAMICA Lo studio delle proprietà e della Lo studio delle proprietà e della trasmissione del calore CALORE Il CALORE è una forma di energia e come tale può trasformarsi in altre forme di energia;
La corrente alternata
La corrente alternata Corrente continua e corrente alternata Le correnti continue sono dovute ad un generatore i cui poli hanno sempre lo stesso segno e pertanto esse percorrono un circuito sempre nello
Indice. Prefazione alla terza edizione italiana...xi. Ringraziamenti dell Editore...XIII. Guida alla lettura...xiv
Prefazione alla terza edizione italiana...xi Ringraziamenti dell Editore...XIII Guida alla lettura...xiv 1 INTRODUZIONE E UNO SGUARDO D INSIEME...1 1.1 Introduzione alle scienze termiche...2 1.2 La termodinamica
ISTOGRAMMI E DISTRIBUZIONI:
ISTOGRAMMI E DISTRIBUZIONI: i 3 4 5 6 7 8 9 0 i 0. 8.5 3 0 9.5 7 9.8 8.6 8. bin (=.) 5-7. 7.-9.4 n k 3 n k 6 5 n=0 =. 9.4-.6 5 4.6-3.8 3 Numero di misure nell intervallo 0 0 4 6 8 0 4 6 8 30 ISTOGRAMMI
Esercizi svolti. a 2 x + 3 se x 0; determinare a in modo che f risulti continua nel suo dominio.
Esercizi svolti 1. Sia sin(x ) f(x) = x ( 1 + x 1 ) se x > 0 a x + 3 se x 0; determinare a in modo che f risulti continua nel suo dominio.. Scrivere l equazione della retta tangente nel punto di ascissa
Liberamente tratto da Prima Legge di Ohm
Liberamente tratto da www.openfisica.com Prima Legge di Ohm Agli estremi di due componenti elettrici di un circuito (che si possono chiamare conduttore X ed Y) è applicata una differenza di potenziale
Introduzione alla Meccanica: Cinematica
Introduzione alla Meccanica: Cinematica La Cinematica si occupa della descrizione geometrica del moto, senza riferimento alle sue cause. E invece compito della Dinamica mettere in relazione il moto con
5.4 Larghezza naturale di una riga
5.4 Larghezza naturale di una riga Un modello classico più soddisfacente del processo di emissione è il seguente. Si considera una carica elettrica puntiforme in moto armonico di pulsazione ω 0 ; la carica,
Test Esame di Fisica
Test Esame di Fisica NOTA: per le domande a risposta multipla ogni risposta corretta viene valutata con un punto mentre una errata con -0.5 punti. 1) Una sola delle seguenti uguaglianze non e corretta?
15/04/2014. Serway, Jewett Principi di Fisica IV Ed. Capitolo 8. Generalizziamo, considerando due particelle interagenti.
Serway, Jewett Principi di Fisica IV Ed. Capitolo 8 Esempio arciere su una superficie ghiacciata che scocca la freccia: l arciere (60 kg) esercita una forza sulla freccia 0.5 kg (che parte in avanti con
Introduzione all esperienza sul Tubo di Kundt
Introduzione all esperienza sul Tubo di Kundt 29-04-2013 Laboratorio di Fisica con Elementi di Statistica, Anno Accademico 2012-2013 Responsabile: Paolo Piseri Date: Turno 1: 06-05-2013, 13-05-2013, 20-05-2013
LA MATERIA ED I SUOI STATI
LA MATERIA ED I SUOI STATI GAS COMPOSIZIONE DELL ARIA 1. I gas ideali e la teoria cineticomolecolare Nel modello del gas ideale le particelle 1. l energia cinetica media delle particelle è proporzionale
10.1 Sono date le frazioni molari dei costituenti dell'aria umida. Si devono determinare le frazioni di massa dei costituenti.
1 RISOLUZIONI cap.10 10.1 Sono date le frazioni molari dei costituenti dell'aria umida. Si devono determinare le frazioni di massa dei costituenti. Ipotesi Si trascurano le piccole quantità di gas nell'aria
Piano cartesiano e retta
Piano cartesiano e retta Il punto, la retta e il piano sono concetti primitivi di cui non si da una definizione rigorosa, essi sono i tre enti geometrici fondamentali della geometria euclidea. Osservazione
approfondimento Lavoro ed energia
approfondimento Lavoro ed energia Lavoro compiuto da una forza costante W = F. d = F d cosθ dimensioni [W] = [ML T - ] Unità di misura del lavoro N m (Joule) in MKS dine cm (erg) in cgs N.B. Quando la
Esercitazioni Fisica Corso di Laurea in Chimica A.A
Esercitazioni Fisica Corso di Laurea in Chimica A.A. 2016-2017 Esercitatore: Marco Regis 1 I riferimenti a pagine e numeri degli esercizi sono relativi al libro Jewett and Serway Principi di Fisica, primo
Dinamica: Forze e Moto, Leggi di Newton
Dinamica: Forze e Moto, Leggi di Newton La Dinamica studia il moto dei corpi in relazione il moto con le sue cause: perché e come gli oggetti si muovono. La causa del moto è individuata nella presenza
( ρ, θ + π ) sono le coordinate dello stesso punto. Pertanto un punto P può essere descritto come
Coordinate polari Il sistema delle coordinate cartesiane è uno dei possibili sistemi per individuare la posizione di un punto del piano, relativamente ad un punto fisso O, mediante una coppia ordinata
5. Massimi, minimi e flessi
1 5. Massimi, minimi e flessi Funzioni crescenti e decrescenti A questo punto dovremmo avere imparato come si calcolano le derivate di una funzione razionale fratta, ma dobbiamo capire in che modo queste
1. LA VELOCITA. Si chiama traiettoria la linea che unisce le posizioni successive occupate da un punto materiale in movimento.
1. LA VELOCITA La traiettoria. Si chiama traiettoria la linea che unisce le posizioni successive occupate da un punto materiale in movimento Il moto rettilineo: si definisce moto rettilineo quello di un
IL CICLO DI CARNOT. Scambi di energia durante il ciclo
IL CICLO DI CNO Consideriamo un gas ideale, contenuto nel solito cilindro, che compie un ciclo di 4 trasformazioni reversibili (2 isoterme + 2 adiabatiche) rappresentate nel piano -p come in figura. cambi
TERMODINAMICA Per lo studio scientifico di un problema occorre separare idealmente una regione di spazio limitata ( sistema ) da tutto ciò che la
ERMODINAMICA Per lo studio scientifico di un problema occorre separare idealmente una regione di spazio limitata ( sistema ) da tutto ciò che la circonda e può influenzarne il comportamento ( ambiente
OPERAZIONI IN Q = + = = = =
OPERAZIONI IN Q A proposito delle operazioni tra numeri razionali, affinché il passaggio da N a vero e proprio ampliamento è necessario che avvengano tre cose: Q risulti un ) le proprietà di ciascuna operazione
2) Primo principio della Termodinamica
2) Primo principio della Termodinamica Antefatto: conservazione dell energia dalla descrizione molecolare (secondo la meccanica classica/quantistica) del sistema materiale Energia() = energia cinetica
parametri della cinematica
Cinematica del punto Consideriamo il moto di una particella: per particella si intende sia un corpo puntiforme (ad es. un elettrone), sia un qualunque corpo esteso che si muove come una particella, ovvero
FERRARI LUCI MARIANI PELISSETTO FISICA MECCANICA E TERMODINAMICA IDELSON-GNOCCHI
FERRARI LUCI MARIANI PELISSETTO FISICA Volume Primo MECCANICA E TERMODINAMICA IDELSON-GNOCCHI Autori VALERIA FERRARI Professore Ordinario di Fisica Teorica Dipartimento di Fisica Sapienza Università di
ECONOMIA APPLICATA ALL INGEGNERIA (Docente: Prof. Ing. Donato Morea)
ESERCIZIO n. 1 - Scelte di consumo (scelta ottimale, variazione di prezzo, variazione di reddito) Un consumatore ha preferenze rappresentate dalla seguente funzione di utilità: a) Determinare la scelta
Entropia e secondo principio della termodinamica: prevedere la spontaneità di un processo
1 Entropia e secondo principio della termodinamica: prevedere la spontaneità di un processo Limitazioni della prima legge della termodinamica 2 E = q + w E universo = E sistema + E ambiente E sistema =
